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Aristotele a Toledo

Conference Paper · May 2016

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1 author:

Nicola Polloni
Humboldt-Universität zu Berlin
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31 May 2016 – Talk: Aristotele a Toledo, Da Stagira a Parigi: prospettive aristoteliche tra Antichità
e Medioevo, conference organised with the colleagues of Classics and Ancient philosophy at
the University of Pavia, Pavia (IT).
Al momento della sua morte, avvenuta nel 1187, Gerardo ha tradotto
dall’arabo al latino ben 71 opere, stando almeno all’eulogio scritto in
suo onore dai suoi studenti; e tra questi scritti si trova un buon
numero di opere aristoteliche: la Physica, il De generatione et
corruptione, il De caelo, i primi tre libri delle Meteore, gli Analitici
secondi ma anche gli pseudo-aristotelici Liber de causis e De causis
proprietatum et elementorum quattuor. Manca quello che sarà il
“piatto forte” dell’aristotelismo latino, la Metaphysica, che era già
parzialmente disponibile tramite la translatio vetustissima di
Giacomo da Venezia (comprendente i primi quattro libri) e la
Metaphysica vetus che arrivava fino al sesto libro. Da Toledo, queste
traduzioni aristoteliche si diffusero con estrema rapidità, insieme
agli altri testi filosofici e scientifici resi disponibili in lingua latina,
contribuendo all’Aristotelian shift del secolo successivo. Il mio
intervento non si concentrerà sulla diffusione delle opere
aristoteliche toledane in Europa, ma su una questione
apparentemente secondaria, eppure di grande interesse per
comprendere le modalità e gli sviluppi del movimento di traduzione
toledano, aspetto preliminare ma fondamentale per comprendere la diffusione dei testi tradotti dall’arabo.
Nello specifico, la questione cui tenterò di rispondere è se ci sia stata una ricezione degli scritti aristotelici
tradotti da Gerardo già a Toledo, e quindi prima della disseminazione nel resto d’Europa, da Oxford a Parigi a
Roma.

For a complete transcript of my paper, please write me at the following email address:
nicola.polloni@aol.com

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