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Le scriventi Organizzazioni Sindacali e Datoriali, relativamente alla proposta di BOZZA DI REGOLAMENTO

PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI PER LE ATTIVITA’ CULTURALI E DI SPETTACOLO, consegnataci dall’


amministrazione comunale, esprimono un giudizio non positivo in ordine al contenuto della stessa e
rispetto alla nuova impostazione politica che di fatto tende ad inficiare tutto il lavoro fatto dalle parti sociali
nell’anno 2016.

Nel merito del contenuto della bozza inviataci dall’assessorato, si rileva che il nuovo impianto non
rispecchia, nel concreto, il lavoro e i principi condivisi da tutte le Parti Sociali su cui poggiava il testo
consegnato all’Amministrazione ad aprile dello scorso anno e successivamente modificato in sede di
Consiglio Comunale ed approvato il 3 agosto 2016.

Dalla nuova bozza sono stati eliminati gran parte degli elementi introdotti nella proposta su cui le parti
scoiali avevano approfonditamente lavorato lo scorso anno, e riguardanti la trasparenza e la efficacia delle
assegnazioni effettuate tramite il regolamento.

Nello specifico si rileva:

- Eliminazione della griglia di valutazione dettagliata, che aveva l’obiettivo di guidare le scelte,
attraverso criteri oggettivi, verso la qualità dei progetti e la ricaduta in termini sia di servizi per i
cittadini, sia di occupazionale degli operatori sul territorio barese. Rimangono solo riferimenti e
parametri troppo generici per assolvere a scelte concretamente efficaci, così come riportato nel
nuovo art .7 della bozza;

- assoluta libertà decisionale dell’amministrazione per quanto attiene l’erogazione di contributi a


manifestazioni e proposte esterne ai bandi costruiti sulla base del regolamento, con l’eliminazione
di qualsiasi tetto percentuale massimo nell’utilizzo del budget riferito agli interventi straordinari
giudicati dalla giunta comunale di interesse generale;

- totale libertà dell’Amministrazione nella attivazione di convenzioni triennali e nella determinazione


dei relativi parametri per accedervi;

- totale eliminazione di ogni intervento specifico sulle start up culturali e creative, previsti dalla
nostra proposta per incentivare proposte artistiche e gestionali innovative e stimolare un ricambio
generazionale;

- possibilità di nominare, nella commissione di valutazione delle istanze, elementi del tutto interni
all’Amministrazione e considerati “esperti”, senza esplicitare i criteri di tale qualifica e aumentando
ulteriormente gli spazi decisionali dell'amministrazione;

- eliminati i criteri per il ricorso alla graduatoria preparata dalla commissione;

- eliminati, già dalla discussione consiliare di agosto, la possibilità di erogare anticipi sui contributi
assegnati e tetti minimi degli stessi;

In definitiva la bozza che ci è stata sottoposta riteniamo accresca indiscriminatamente l’arbitrio delle scelte
dell’Amministrazione e riduca a livelli non condivisibili i parametri collegati ad una valutazione oggettiva e
realmente efficace e produttiva per il territorio.
A questo si aggiunge il ruolo assolutamente snaturato dell’Osservatorio che, da luogo privilegiato di
confronto e di discussione tra operatori e amministratori sulle politiche culturali attivate, è diventato
semplice strumento di ratifica di scelte politiche predeterminate.

La scelta di non convocare l’Osservatorio per 9 mesi ha impedito, sino al momento attuale, l’esame dei
risultati del bando del 2016 e delle anomalie ad esso collegate riguardanti la mancata o parziale
applicazione delle regole vigenti.

Così come non ha permesso l’indispensabile approfondimento, richiesto da tutte le organizzazioni che
dell’Osservatorio fanno parte, riguardo ai bandi per servizi generici emanati dall’Assessorato alle Culture al
di fuori delle regole correnti del regolamento per finanziare le attività estive e quelle di fine anno, che pure
hanno prodotto un numero consistente di eventi di spettacolo ma sono state gestite attraverso i soli
parametri del Codice Appalti.

Oltretutto il ritardo eccessivo dell’intero processo di ristrutturazione del regolamento sta portando alla
inaccettabile riproduzione della situazione dello scorso anno: se si attenderà ancora per la emanazione di
un bando a sostegno per le attività culturali e spettacolari del 2017, le assegnazioni avverranno negli ultimi
giorni dell’anno, impedendo cosi la programmazione delle attività professionali che necessitano di certezze
economiche in tempi utili per essere avviate.

Nel merito, le scriventi Organizzazioni Sindacali e Datoriali, pur riconoscendo all’amministrazione comunale
il compito di rendere coerente con i tempi della pubblica amministrazione le scelte contenute nel
Regolamento e di trasformare in delibera il contenuto del lavoro congiunto, ribadiscono la necessità di
ritrovare una volontà comune che punti alla qualità progettuale e alla diversità quantitativa degli importi
dei contributi da erogare per premiare chi svolge tali attività in modo professionale.

Inoltre, per quanto attiene gli aspetti politici, le scriventi strutture verificano che, l’assessorato alla cultura
e l’ amministrazione del comune di Bari, con la nuova proposta di fatto arretra rispetto al tentativo di
esercizio di democrazia sociale fatto in passato e propone un testo che consente alla stessa di procedere in
maniera solitaria e discrezionale nell’ambito del settore cultura e spettacolo.

Tutto ciò rappresenta una sconfitta per tutte le Parti Sociali che in assenza di una ripresa, nei prossimi
giorni, di un confronto che abbia connotazioni costruttive e collaborative rischia di rovinare quanto di
buono si stava faticosamente provando a costruire.

Situazioni simili a quelle verificatesi in occasione del bando di dicembre 2016, in cui vi è stata una
distribuzione incoerente rispetto ai criteri del regolamento e che ha prodotto una erogazione a pioggia, non
devono più verificarsi se si vuole realizzare un nuovo regolamento che premi il merito, la professionalità e
sia coerente con i bisogni di quanti compongono la filiera culturale presente sul nostro territorio.

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