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Questo popolo mi onora con le labbra,

ma il suo cuore è lontano da me.

Martedì 8-02-2005
Predicato nel seminario
1. Gesù dintingue due atteggiamenti diversi nell'uomo riguardo a Dio:

A. Uno esteriore

Quel che si manifesta mediante le labbra, la voce, i nostri comportamenti esterni

B. Un'altro, invece, interiore

Che gli uomini non riescono a vedere perché appartiene al cuore, all'intimo dell'anima, ma che Dio ha
presente davanti ai suoi occhi, come dice la Scrittura: l'uomo guarda ciò che apare, Dio invece giudica secondo
ciò che c'è nel cuore dell'uomo.

2. Quindi possiamo dire che tutti i cristiani potrebbero dividersi in tre categorie o gruppi, a seconda di
questi due elementi:

a) Inanzitutto ci sono quegli che si preocupano soltanto della parte esteriore.

Sono come i farisei dei quali parla San Marco in questo brano del Vangelo: non mangiano se non si
sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla traidzione degli antichi, e tornando dal mercato non
mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come levature di
bicchieri... ecc. Nei nostri giorni possiamo pensare a queli che si preocupano soltanto di compiere ciò che
riguarda ai nostri comportamenti cristiani, però esterni: come può essere il compiere gli orari, l’assistere alla
Messa; il confesarsi, però solo esternamente, perchè è un obbligo, o perchè se non se fa cosa diranno gli altri, In
pocche parole: "compiono ciò che si vede senza preocuparsi della vita interiore”.

b) In secondo luogo abbiamo queli che per il contrario si preocupano soltanto


dello interiore.

Se la carità non spinge al cristiano a manifestare esteriormente il suo amore per Dio, al meno
compiendo ciò che lo stesso Dio ha ordinato da fare, dobbiamo concludere che quella carità non si trova nel
cuore di quest'uomo. L’amore verso Dio si debe manifestare in opere, e le nostre opere manifestano il nostro
amore verso Dio, manifestano la nostra vita interiore. Se mancano le opere è segno de che manca una vera vita
interiore.

c) Finalmente, si trovano i cristiani che hanno una vera vita interiore e


compiono allo stesso tempo i suoi doveri di cristiani.

Sono quelli che hanno una vera vita interiore, che hanno un tranto intimo con Cristo, tratto intimo che
gli spinge a imitare cristo. La vita di questi Cristiani è vera. Spiritualmente si trovano in vita poiché la diferenza
tra un vivo e un cadavere è che il vivo è un corpo unito all'anima, il cadavere è un corpo senz'anima. La nostra
vita spirituale quando compie esteriormente tutte le leggi della Chiesa e allo stesso tempo vive in grazia e in
carità, vive in intimità con Dio,cuando vive cosi unisce veramente il corpo e l'anima del cristianesimo che
Gesù ci ha insegnato.

3. Chiediamo, dunque, alla madonna la grazia di avere una vita interiore, vera, che ci muova a metere in
prattica quelli virtù che nostro signore Gesù Cristo ci ha insegnato, sopratutto quella che è la regina delle
virtù come è la carita.