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Documento EUREPGAP EUREPGAP Protocollo per frutta e verdura fresca versione settembre 2001

Traduzione ITALIANA (in caso di dubbio vale la versione originale inglese) Pagina 1 di 18

Protocollo EUREPGAP
per frutta e verdura fresca
Versione Italiana

EUREPGAP Protocol italiano ver_Sept._2001_Rev02


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INDICE

0. Introduzione
1. Tracciabilità
2. Documentazione
3. Varietà e portinnesti
4. Storia e gestione dei siti
5. Gestione del terreno e dei substrati
6. Impiego di fertilizzanti
7. Irrigazione
8. Difesa delle colture
9. Raccolta
10. Trattamenti postraccolta
11. Gestione dei rifiuti e dell’inquinamento, riciclaggio e riutilizzo
12. Salute, sicurezza e condizioni di lavoro
13. Aspetti ambientali
14. Modulo per lamentele
15. Audit Interno

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0. INTRODUZIONE
Obiettivi
Il presente documento intende rappresentare un quadro di riferimento in materia di Buona Pratica
Agricola (Good Agricultural Practice - GAP) per le aziende agricole e fornire gli elementi essenziali allo
sviluppo della best-practice nella produzione globale di prodotti ortofrutticoli (p.es. frutta, verdura,
patate, insalate, fiori recisi e portinnesti). Esso definisce gli standard minimi accettabili per i principali
gruppi operanti nel commercio al dettaglio in Europa, sebbene gli standard di alcuni rivenditori e
agricoltori possano risultare superiori a quelli descritti. Il presente documento non intende fornire alcun
orientamento prescrittivo per ogni metodo di produzione agricola.
I membri EUREP riconoscono i grandi progressi fatti da molti agricoltori, gruppi od organizzazioni di
agricoltori, nonché piani locali e nazionali nello sviluppo e nell’attuazione di sistemi agricoli best-practice
volti a minimizzare l’impatto ambientale. Inoltre, i membri EUREP intendono promuovere ulteriori misure
volte a migliorare le capacità degli agricoltori in questo campo e, in tale contesto, il presente quadro di
riferimento GAP, che definisce gli elementi chiave dell’attuale best-practice agricola, dovrebbe fungere
da parametro nel valutare le prassi correnti e fornire un orientamento per ulteriori miglioramenti.
La GAP è uno strumento per inserire le tecniche di Integrated Pest Management (IPM) e Integrated
Crop Management (ICM) nel contesto della produzione agricola commerciale. I membri EUREP
considerano l’adozione delle prassi di IPM/ICM essenziale per il miglioramento e la sostenibilità della
produzione agricola a lungo termine.
EUREP sostiene i principi di HACCP (Analisi dei pericoli e controllo dei punti critici) e ne incoraggia
l’applicazione.
E’ essenziale che ogni organizzazione facente parte della catena agroalimentare si faccia carico dei
compiti e delle responsabilità che le spettano al fine di garantire che la GAP venga sostenuta e
applicata integralmente. Se vogliamo che i consumatori continuino ad avere fiducia nei prodotti freschi,
è necessario che tali standard di Buona Pratica Agricola vengano adottati e che le prassi carenti
vengano eliminate dal settore.
Tutti gli agricoltori devono dimostrare l’ottemperanza con la legislazione nazionale e internazionale.
E’ auspicabile che tutti gli agricoltori possano dimostrare il loro impegno nei confronti di: a)
salvaguardare la fiducia del consumatore in merito alla qualità e la sicurezza agroalimentare; b)
minimizzare gli impatti dannosi sull’ambiente, intanto che proceda con la conservazione della natura e
della fauna; c) ridurre l’impiego di fitofarmaci; d) migliorare l’efficacia dell’utilizzo delle risorse naturali; e
e) garantire un comportamente responsabile nei confronti della salute e sicurezza dei lavoratori.
Verifica indipendente:
I documenti dello schema comprendono:
1. Il Protocollo EUREPGAP come documento normativo p.es. piano standard che deve essere
adempito dall’agricoltore.
2. Le Regole Generali EUREPGAP che definiscono le regole da applicare con il piano.
3. I Punti di Controllo e Criteri di Adempimento volti a dare dettagli specifici su come l’agricoltore
adiempie i singoli requisiti del piano.
4. La Checklist EUREPGAP che costituisce la base dell’audit esterno dell’agricoltroe e che deve
essere utilizzata dall’agricoltore per adempiere ai requisiti annuali dell’audit interno.
Il piano è suddiviso in Requisito Maggiore (sfondo rosso), Requisito Minore (sfondo giallo) e
Raccomandazioni (sfondo verde), come descritto nelle Regole Generali EUREPGAP.
Gli agricoltori ricevono l’approvazione EUREPGAP tramite una verifica indipendente ad opera di un ente
di verifica approvato dall’EUREP.

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
1. TRACCIABILITÀ
#1 Tutti i prodotti sono riconducibili all’azienda
agricola dove sono cresciuti.
2. DOCUMENTAZIONE E VERIFICA INDIPENDENTE
2.a. Documentazione:
#1 Gli agricoltori sono tenuti ad aggiornare i
documenti esistenti al fine di dimostrare che tutte
le attività di produzione siano conformi alla GAP,
come sancito dal presente documento, e di
consentire di tracciare l’intera storia dei prodotti,
dal coltivatore al consumatore finale. Tali prove
documentali dovranno essere conservate per un
periodo minimo di cinque anni, qualora la
legislazione non richieda una conservazione per
un periodo di tempo maggiore. Non è richiesta
documentazione particolareggiata antecedente
all’approvazione della registrazione EUREPGAP.
3. VARIETA’ E PORTINNESTI
3.a. Scelta di varietà o portinnesti:
#1 E’ opportuno che gli agricoltori siano
consapevoli dell’importanza di una gestione
efficace delle colture nelle ‘colture madri’ (p.es.
nella produzione di patate da mettere a dimora),
ciò può condurre ad un intervento ridotto nei
raccolti successivi.
#2 La scelta della varietà o del portinnesto deve
soddisfare i requisiti specificati, come convenuto
tra agricoltori e clienti in relazione agli standard
qualitativi (p.es. sapore, aspetto, conservazione,
prestazione agronomica, impatto ambientale,
dipendenza minima da fitofarmaci).
3.b. Qualità delle sementi:
#1 La qualità delle sementi deve essere
conosciuta prima dell’impiego ed è necessario
registrare il nome della varietà, la purezza della
varietà, il numero del lotto e il venditore in un diario
di coltura. Qualora venga fornita una certificazione
delle sementi, conservare tale documento.
3.c. Resistenza/tolleranza a insetti nocivi e malattie:
#1 E’ auspicabile che le varietà presentino una
resistenza/tolleranza a insetti nocivi e malattie
importanti a livello commerciale.
3.d. Trattamenti e concia delle sementi:
I trattamenti delle sementi possono rappresentare un metodo efficace per controllare insetti nocivi e
malattie, riducendo la quantità di principi attivi applicati sulle colture in via di sviluppo, e una strategia di
difesa delle colture laddove gli spray fogliari risultino inefficaci.
#1 L’impiego di trattamenti delle sementi deve
essere giustificato.
3.e. Portinnesti:
#1 I portinnesti acquistati devono essere #2 E’ auspicabile che le piante non presentino
accompagnati da un certificato fitosanitario, come segni visibili di insetti nocivi e malattie.
il passaporto della pianta previsto dalla direttiva
fitosanitaria UE, o da attestati analoghi per i paesi
non appartenenti all’Unione Europea, laddove
esista tale prassi.

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
#3 Le garanzie di qualità o le garanzie di
produzione certificata devono essere conservate
nel diario di coltura.
#4 I sistemi di controllo fitosanitari devono essere
operativi per la propagazione vivaistica privata o
aziendale.
#5 E’ necessario documentare i trattamenti con
fitofarmaci effettuati durante la fase di
accrescimento della pianta.
3.f. Organismi geneticamente modificati (OMG):
#1 La coltivazione di OMG deve avvenire in
ottemperanza a tutte le norme vigenti nel paese di
produzione e nel paese del consumatore finale.
#2 L’impiego di cultivar di OMG deve essere
concordato con i singoli clienti prima della messa a
dimora.
#3 I fornitori devono informare tutti i clienti su
qualsiasi sviluppo relativo all’impiego o alla
produzione di prodotti frutto di modifiche genetiche
prima di una presa di accordi.
4. STORIA E GESTIONE DEI SITI
4.a. Storia dei siti:
#1 Occorre predisporre un sistema documentale
per ogni campo, frutteto o serra al fine di fornire
una documentazione permanente sulle attività
colturali ed agronomiche intraprese in tali siti.
#2 Occorre stabilire un sistema di riferimento o di
identificazione visiva per ogni campo, frutteto o
serra.
#3 Occorre effettuare una valutazione dei rischi per
tutti i nuovi siti agricoli, tenendo in debita
considerazione l’utilizzo precedente del terreno e
tutti gli impatti potenziali della produzione sulle
colture adiacenti e sulle altre aree.
#4. I risultati della valutazione dei rischi devono
essere documentati e utilizzati per giustificare
l’idoneità del sito alla produzione agricola.
#5 Occorre sviluppare un piano correttivo che
delinei strategie volte a minimizzare tutti i rischi
identificati in siti agricoli nuovi, come il trasporto
dello spray e la contaminazione delle acque
freatiche.
4.b. Rotazioni:
#1 Al fine di conservare le condizioni del terreno,
ridurre l’impiego di fitofarmaci e di massimizzare la
salute delle piante, gli agricoltori devono
riconoscere l’importanza della rotazione delle
colture e cercare di applicarla ogniqualvolta sia
possibile.
#2 Laddove non facciano uso della rotazione, gli
agricoltori sono tenuti a fornire adeguate
giustificazioni.

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
5. GESTIONE DEL TERRENO E DEI SUBSTRATI
5.a. Cartografia pedologica:
#1 E’ opportuno predisporre delle carte
pedologiche per l’azienda, da utilizzare per
programmare le rotazioni e per formulare
programmi di messa a dimora e di accrescimento.
5.b. Coltivazione:
#1 E’ auspicabile che la coltivazione meccanica
venga utilizzata laddove ne sia stata dimostrata la
capacità di migliorare o conservare la struttura del
terreno e di impedire la sua compattazione.
5.c Erosione del suolo:
#1 E’ necessario adottare tecniche di coltivazione
dei campi che minimizzino l’erosione del suolo.
5.d. Fumigazione del terreno:
#1 La fumigazione chimica dei terreni deve essere #2 E’ necessario esaminare alternative quali la
giustificata. rotazione delle colture, colture di interruzione,
l’impiego di varietà resistenti alle malattie, la
sterilizzazione termica o solare, la conversione alla
coltivazione senza terra e tecniche simili prima di
ricorrere ai fumiganti chimici.
5.e. Substrati:
#1 Qualora i substrati impiegati non siano inerti, la #2 Qualora i substrati impiegati siano inerti, (PUR,
documentazione ne deve dimostrare l’idoneità. lana di roccia ecc.), è auspicabile che gli agricoltori
partecipino a programmi di riciclaggio dei substrati,
laddove tali programmi esistano.
#3 Qualora vengano utilizzate sostanze chimiche
per sterilizzare i substrati al fine di poterli
riutilizzare, occorre documentare il sito.
#4 Qualora vengano utilizzate sostanze chimiche #5 Per riutilizzare i substrati, è auspicabile optare
per sterilizzare i substrati al fine di poterli per la sterilizzazione col vapore.
riutilizzare, occorre documentare data, tipo di
sostanza chimica impiegata, metodo di
sterilizzazione e operatore.
6. IMPIEGO DI FERTILIZZANTI
6.a. Fabbisogno di nutrienti:
#1 E’ opportuno approntare un piano di
coltivazione o di manutenzione del terreno, al fine
di ridurre al minimo la perdita di nutrienti.
#2 E’ auspicabile che l’applicazione di fertilizzanti
sia basata sul fabbisogno di nutrienti della coltura
e su un’adeguata analisi periodica dei livelli di
nutrienti nel terreno, della coltura o della soluzione
nutritiva.
#3 L’applicazione di fertilizzanti, siano essi minerali
o organici, deve coprire il fabbisogno delle colture
e mantenere la fertilità del terreno.
6.b. Quantità e tipo di fertilizzanti consigliati:
#1 Gli agricoltori o i loro consulenti devono essere #2 I consigli sull’applicazione di fertilizzanti
in grado di dimostrare la loro competenza e le loro dovrebbero essere forniti da consulenti competenti
conoscenze in materia. e qualificati, in possesso di un adeguato certificato
riconosciuto a livello nazionale. In assenza di tali
consulenti, è auspicabile che l’agricoltore venga
istruito sull’impiego e l’applicazione di fertilizzanti.

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
6.c. Documentazione delle applicazioni:
#1 Tutte le applicazioni di fertilizzanti fogliari e del
terreno devono essere registrate in un diario di
coltura o in un documento assimilabile. Tale
documentazione deve includere: sito, data di
applicazione, tipo e quantità di fertilizzante
applicato, metodo di applicazione e operatore.
6.d. Calendario e frequenza di applicazione:
#1 E’ opportuno che la quantità di fertilizzante
applicato e il calendario delle applicazioni vengano
valutate attentamente al fine di massimizzare i
benefici e minimizzare le perdite di fertilizzante.
#2 Occorre evitare applicazioni di azoto che #3 E’ opportuno calcolare le quantità di azoto da
eccedano i limiti nazionali o internazionali. applicare in base a un piano di gestione dell’azoto.
6.e. Macchine per l’applicazione:
#1 Le macchine per l’applicazione dei fertilizzanti
devono essere mantenute in buone condizioni,
sottoponendole con cadenza annuale a una
calibratura volta a garantire l’esatta applicazione
della quantità di fertilizzante necessaria.

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
6.f. Conservazione dei fertilizzanti:
#1 La documentazione dello stock deve essere #2 E’ auspicabile conservare fertilizzanti e
aggiornata e disponibile. fitofarmaci in locali diversi. Laddove ciò non sia
possibile, occorre separare fisicamente i
fertilizzanti dai fitofarmaci e contrassegnarli in
maniera adeguata.
#3 I fertilizzanti devono essere coperti e conservati
in un luogo pulito e asciutto, che non presenti
rischi di contaminazione delle fonti d’acqua.
#4 I fertilizzanti non devono essere conservati
assieme ai portinnesti.
#5 Tutte le aree pericolose e a rischio devono
essere segnalate in maniera inequivocabile.
#6 Tutti i pericoli e rischi devono essere segnati
inequivocabilmente.
6.g. Fertilizzante organico:
Fertilizzante organico e compost possono contribuire a migliorare la fertilità del terreno incrementando il
contenuto di materia organica, migliorando la ritenzione di nutrienti e di acqua e riducendo l’erosione.
#1 E’ opportuno conservare in maniera adeguata il
fertilizzante organico, al fine di ridurre il rischio di
contaminazione dell’ambiente.
#2 E’ vietato l’impiego di fanghi di depurazione di #3 Al fine di evitare l’inquinamento da metalli
acque luride non trattati. L’impiego di fanghi di pesanti o da percolamento di nitrati è opportuno
depurazione trattati su terreni destinati alla effettuare un’analisi dei livelli di nutrienti, metalli
produzione agricola deve essere suffragato da dati pesanti o altri inquinanti potenziali contenuti nel
e/o codici di autodisciplina riconosciuti, dimostranti fertilizzante organico prima dell’applicazione.
che la contaminazione con organismi patogeni e di Occorre inoltre tenere in debita considerazione i
altre componenti aventi effetti avversi sulla salute livelli di nutrienti dei fertilizzanti organici.
umana, la qualità del terreno, l’acqua freatica o la
fauna e la flora viene controllato al punto da
mantenere i rischi ai livelli minimi possibili.
#4 E’ opportuno che l’applicazione di materiale
organico in pieno campo venga effettuata in base a
piani di gestione dei nutrienti.
7. IRRIGAZIONE
7.a. Previsione del fabbisogno idrico:
#1 Un impiego errato delle risorse idriche può
ripercuotersi sulla qualità del prodotto. Al fine di
evitare un utilizzo eccessivo o insufficiente di
acqua, è opportuno avvalersi di metodi di
previsione sistematica del fabbisogno idrico delle
colture. Laddove possibile, è auspicabile adeguare
l’irrigazione alle precipitazioni previste,
all’assorbimento da parte delle piante e
all’evaporazione. La documentazione delle
precipitazioni giornaliere può essere utilizzata per
determinare il fabbisogno idrico. Per agevolare la
programmazione dell’irrigazione, si consiglia agli
agricoltori di consultare periodicamente i bollettini
meteorologici.

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
7.b. Metodo di irrigazione:
#1 E’ opportuno ricorrere al sistema di irrigazione
più efficiente e commercialmente più praticabile al
fine di garantire il migliore impiego delle risorse
idriche. Si sconsigliano i sistemi di irrigazione per
inondazione per via dell’eccessivo spreco di acque
irrigue.
#2 E’ auspicabile approntare un piano di gestione
delle risorse idriche volto ad ottimizzare l’impiego
di acqua e a ridurne gli sprechi (p.es. sistemi di
riciclaggio, irrigazione notturna, manutenzione
delle attrezzature per l’irrigazione al fine di ridurre
le perdite, immagazzinamento durante l’inverno,
raccolta dell’acqua piovana dalle serre, ecc.).
#3 E’ auspicabile che tutti i coltivatori documentino
l’impiego di acque irrigue.
7.c. Qualità delle acque irrigue:
#1 Le acque luride non trattate non devono mai #2 Una volta ultimata la valutazione dei rischi, è
essere utilizzate per l’irrigazione. opportuno far analizzare le fonti di acque irrigue
con cadenza annuale in laboratorio al fine di
determinare il contenuto di inquinanti microbici,
chimici e minerali. E’ opportuno confrontare i
risultati delle analisi con gli standard accettati e,
qualora gli inquinanti eccedano i limiti, intervenire.
7.d Approvvigionamento di acque irrigue:
#1 Per proteggere l’ambiente, è opportuno non
ricorrere a fonti non sostenibili. Rivolgersi, a tale
riguardo, all’autorità preposta al controllo delle
risorse idriche.
8. DIFESA DELLE COLTURE
8.a. Elementi fondamentali di difesa delle colture:
#1 La difesa delle colture da insetti nocivi, malattie
ed erbe infestanti deve essere attuata con
l’impiego di quantità minime di fitofarmaci.
#2 Laddove possibile, gli agricoltori devono #3 Si esortano gli agricoltori a comprendere e
applicare tecniche di lotta integrata (IPM) a fini adottare i sistemi di lotta integrata (IPM) per
preventivi. E’ preferibile ricorrere a trattamenti non controllare e preservare la produttività e
chimici piuttosto che a trattamenti chimici. minimizzare il potenziale impatto ambientale di tali
tecniche. E’ auspicabile chiedere assistenza
nell’attuazione di tale approccio sotto forma di
addestramento o consulenze ad opera di
organizzazioni di agricoltori, enti di ricerca,
funzionari qualificati, consulenti o distributori del
settore chimico.

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
8.b. Scelta dei fitofarmaci:
#1 Il fitofarmaco impiegato deve essere adatto alla #2 Laddove ciò sia possibile, è opportuno ricorrere
tipologia di controllo necessaria. a prodotti selettivi, specifici per l’insetto nocivo, la
malattia o l’infestante da colpire, e aventi effetti
minimi sulle popolazioni di organismi utili, sulla vita
acquatica, sui lavoratori e sui consumatori e
nessun effetto negativo sullo strato di ozono.
#3 E’ opportuno adottare una strategia di anti-
resistenza, al fine di evitare la dipendenza da
un’unica sostanza chimica.
#4 Gli agricoltori devono limitarsi a utilizzare
prodotti da un lato, ufficialmente registrati nel
paese in cui vengono utilizzati e, dall’altro,
registrati per essere utilizzati sulla coltura da
proteggere, laddove esista un tale programma
ufficiale di registrazione, oppure, nel caso che non
esista, si attenga alla legislazione particolare
vigente nel paese di destinazione.
.#5. Occorre tenere una lista aggiornata di tutti i
prodotti impiegati e autorizzati ad essere impiegati
sulle colture. Tale lista deve tenere in debita
considerazione ogni modifica alla legislazione
riguardante i pesticidi.
#6. Le sostanze chimiche bandite dall’Unione
Europea non devono trovare impiego nelle colture
da vendersi nell’Unione Europea.
#7. Gli agricoltori devono essere a conoscenza #8 E’ opportuno che gli agricoltori consultino i
delle limitazioni esistenti per determinati prodotti in propri clienti per determinare l’eventuale esistenza
alcuni paesi. di ulteriori limitazioni di natura commerciale.
#9 E’ auspicabile seguire le istruzioni riportate
sull’etichetta per garantire la buona riuscita
dell’applicazione ed evitare che gli operatori, i
consumatori e l'ambiente vengano esposti a rischi.
Laddove ciò sia opportuno, gli agricoltori possono
ridurre la frequenza delle applicazioni riportata
sull’etichetta.
8.c. Quantità e tipo di fitofarmaci consigliati:
#1 I consigli sull’applicazione dei fitofarmaci
devono provenire da consulenti competenti e
qualificati, in possesso di un certificato riconosciuto
a livello nazionale o di un analogo attestato.
#2 In assenza di tali consulenti, i coltivatori devono
essere in grado di dimostrare la loro competenza e
le loro conoscenze in materia (p.es. mediante
un’adeguata formazione all’impiego e
all’applicazione di pesticidi).
#3 La quantità nella calcolazione di miscela da
spruzzare deve tenere conto di: velocità di
applicazione, area da ricoprire, pressione del
sistema di applicazione.
8.d. Documentazione delle applicazioni:
#1 Ogni applicazione di pesticidi deve sempre
riportare: nome della coltura, sito, data di
applicazione, nome commerciale del prodotto,
nome dell’operatore.

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
#2 Inoltre, la documentazione dell’applicazione di
pesticidi deve includere: motivo di applicazione,
autorizzazione tecnica, quantità impiegata di
pesticida, macchinari impiegati per l’applicazione e
intervallo di sicurezza.
8.e. Sicurezza, addestramento e istruzioni:
#1 Gli operatori che maneggiano e applicano i #2 Ogni applicazione dovrebbe essere
fitofarmaci devono essere. accompagnata da istruzioni e simboli
inequivocabili indicanti il luogo di applicazione, la
dose da applicare e la tecnica di applicazione
richiesta.
8.f. Equipaggiamento/indumenti protettivi:
#1 Gli operatori devono indossare indumenti
protettivi idonei, conformemente alle istruzioni
riportate sull’etichetta, e adatti ai rischi per la
salute e la sicurezza ai quali sono esposti.
#2 Gli agricoltori devono essere in grado di
dimostrare che si attengono alle istruzioni riportate
sull’etichetta relativamente all’equipaggiamento e
agli indumenti protettivi.
#3 L’equipaggiamento e gli indumenti protettivi
devono essere conservati lontano dai fitofarmaci.
8.g. Intervallo di sicurezza:
#1 Gli intervalli di sicurezza devono essere
rispettati; tali intervalli registrati non dovrebbero
mai essere ignorati.
8.h. Irroratrici:
#1 Le irroratrici devono essere adatte all’impiego #2 Si esortano gli agricoltori a partecipare a un
sul terreno in questione ed essere tenute in buone programma di certificazione della calibratura delle
condizioni, sottoponendole con cadenza annuale a irroratrici.
una calibratura volta a garantire l’esatta
applicazione della quantità necessaria di prodotto.
#3 Nel miscelare le sostanze chimiche occorre
maneggiare e versare tali sostanze come indicato
nelle istruzioni riportate sull’etichetta. Occorre
calcolare, preparare attentamente e documentare
la giusta quantità di miscela con cui trattare la
coltura e la tipologia di trattamento consigliata.
8.i. Smaltimento della miscela eccedente:
#1 In presenza di una quantità eccedente di
miscela da spruzzare o di acqua utilizzata per
risciacquare il serbatoio, è opportuno spruzzare tali
liquidi su una parte non trattata della coltura, a
condizione che non venga superata la dose
consigliata, o, qualora sia ammesso dalla legge, su
un’area prefissata, tenuta a maggese, e
documentare la procedura così da potervi fare
riferimento successivamente.
8.j. Analisi dei residui di fitofarmaci:
#1 E’ opportuno determinare la frequenza delle
analisi dei residui di fitofarmaci sulla base della
valutazione dei rischi, sebbene, in molti casi, la
campionatura e l’analisi preraccolta rappresentino
le modalità più efficaci.

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
#2 E’ auspicabile che i risultati delle analisi dei
residui riconducano al coltivatore e al sito di
coltivazione del prodotto.
#3 Gli agricoltori e/o i fornitori devono essere in
grado di fornire le prove delle analisi dei residui.
#4 I laboratori che hanno effettuato le prove sono #5 E’ opportuno approntare un piano d’azione per
accreditati presso un’autorità nazionale intervenire qualora il Limite Massimo Residuo
competente di seguire Buoni Standard di (LMR) venga superato.
Laboratorio (p.es.: BPL oppure ISO 17025).

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
8.k. Conservazione dei fitofarmaci:
#1 I fitofarmaci devono essere conservati in
ottemperanza alle norme locali e ai seguenti
requisiti minimi.
#2 I fitofarmaci devono essere conservati in un #3 E’ auspicabile che tutti gli scaffali siano in
luogo solido, sicuro, resistente al gelo e al fuoco, materiale non assorbente.
ben ventilato (qualora sia grande abbastanza da
potervi entrare) e ben illuminato, lontano da altri
materiali.
#4 Il magazzino dei fitofarmaci deve essere in
grado di trattenere eventuali fuoriuscite di prodotto
(p.es. impedendo la contaminazione dei corsi
d’acqua).
#5 E’ necessaria la presenza di attrezzature
adeguate per la misurazione e la miscelazione dei
fitofarmaci.
#6 E’ necessaria la presenza di attrezzature di
emergenza (p.es. collirio, molta acqua pulita, un
secchio pieno di sabbia) per intervenire in caso di
contaminazione dell’operatore o di fuoriuscita
accidentale.
#7 Il possesso delle chiavi e l’accesso al
magazzino devono essere consentiti solo agli
operatori adeguatamente addestrati a maneggiare
fitofarmaci.
#8 La procedura di emergenza, un elenco di
numeri telefonici da contattare e l’ubicazione del
telefono più vicino devono trovarsi nelle immediate
vicinanze del magazzino e accanto al telefono più
vicino.
#9 La documentazione relativa all’inventario deve
essere tenuta aggiornata e prontamente
disponibile.
#10 Tutti i fitofarmaci devono essere conservati
nelle loro confezioni originali.
#11 Solo i prodotti autorizzati ad essere impiegati
sulle colture prodotte mediante rotazione devono
essere conservati nell’azienda.
#12 Negli scaffali, le polveri devono essere
disposte sopra i liquidi.
#13 Agli ingressi occorre disporre dei cartelli
segnalanti i potenziali pericoli.
8.l. Contenitori vuoti di fitofarmaci:
#1 I contenitori di fitofarmaci vuoti non devono #2 E’ opportuno ricorrere ai sistemi ufficiali di
essere riutilizzati e lo smaltimento dei contenitori raccolta e smaltimento, laddove tali sistemi
vuoti deve avvenire secondo modalità volte ad esistano.
evitare l’esposizione degli esseri umani e la
contaminazione dell’ambiente.
#3 I contenitori vuoti devono essere risciacquati
utilizzando un dispositivo di lavaggio a pressione
integrato nell’irroratrice o almeno tre volte con
dell’acqua, e il liquido di risciacquo deve essere
reimmesso nel serbatoio dell’irroratrice.

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
#4 Una volta risciacquati, i contenitori devono
essere forati per impedirne il riutilizzo e
contrassegnati in maniera adeguata,
conformemente alle regole del sistema di raccolta.
#5 I contenitori vuoti devono essere tenuti al sicuro
fino al loro smaltimento.
#6 E’ necessario osservare tutte le norme locali
vigenti in materia di smaltimento e distruzione di
contenitori.
8.m. Fitofarmaci obsoleti:
#1 I fitofarmaci obsoleti devono essere smaltiti
attraverso un’impresa di smaltimento dei rifiuti
chimici certificata o autorizzata o un’azienda
fornitrice.
9. RACCOLTA
9.a. Igiene:
#1 E’ opportuno avvalersi di un protocollo d’igiene
basato su un’analisi dei rischi, al fine di stabilire le
norme d’igiene per il personale volte a impedire la
contaminazione fisica, microbiologica e chimica dei
prodotti.
#2 I lavoratori devono poter accedere a impianti
sanitari puliti disposti in prossimità del luogo in cui
lavorano.
#3 Occorre impartire ai lavoratori alcune istruzioni
fondamentali sull’igiene prima che vengano in
contatto con i prodotti freschi. Inoltre, i lavoratori
devono essere informati della necessità di
notificare ai responsabili ogni eventuale malattia
trasmissibile che li possa rendere non idonei al
lavoro in prossimità di prodotti destinati
all’alimentazione umana.
9.b. Imballaggio in azienda:
#1 I materiali da imballaggio devono essere
conservati in modo tale da impedire un’eventuale
contaminazione da roditore, insetto nocivo, uccelli,
pericoli fisici e chimici. Qualora i prodotti vengano
imballati nei campi, i materiali da imballaggio non
devono essere lasciati nei campi durante la notte
se esiste il rischio di contaminazione.
#2 Le cassette di plastica riutilizzabili devono
essere pulite, e ripulite laddove necessario, per
garantire l’assenza di materiale estraneo che
possa nuocere al prodotto e/o alla salute dei
consumatori.
10. TRATTAMENTI POSTRACCOLTA
10.a. Post-harvest Chemicals:
#1 E’ opportuno ridurre al minimo i trattamenti
postraccolta.
#2 I prodotti postraccolta devono essere utilizzati
solo ed esclusivamente conformemente alle
istruzioni riportate sull’etichetta.

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
#3 Gli agricoltori devono utilizzare solo i fitofarmaci
che sono ufficialmente registrati nel paese in cui
vengono impiegati e per la coltura da proteggere. I
prodotti banditi dall’Unione Europea non possono
essere impiegati sulle colture destinate alla vendita
nell’Unione Europea.
#4 E’ necessario tenere un elenco aggiornato di
tutti i prodotti impiegati o autorizzati ad essere
impiegati sulle colture. Tale elenco deve tenere in
debita considerazione ogni modifica apportata alla
legislazione in materia di pesticidi. Inoltre, gli
agricoltori devono essere a conoscenza delle
limitazioni esistenti per determinati fitofarmaci in
alcuni paesi. I coltivatori devono consultare i propri
clienti per determinare l’eventuale esistenza di
ulteriori restrizioni commerciali.
#5 Gli agricoltori devono essere in grado di
dimostrare la propria competenza e le proprie
conoscenze in materia di applicazione di prodotti
postraccolta.
#6 Ogni trattamento postraccolta deve essere
registrato in un diario di coltura o in un analogo
documento e riportare: coltura o prodotto, sito,
data di applicazione, nome commerciale, tipo e
quantità di trattamento impiegato e nome
dell’operatore.
#7 Ogni trattamento postraccolta deve essere
registrato in un diario di coltura o in un analogo
documento e riportare il motivo di applicazione e i
macchinari impiegati.
10.b. Lavaggio postraccolta:
#1 L’acqua utilizzata per lavare il prodotto #2 In base alle valutazioni dei rischi, è opportuno
dev’essere potabile e, se riciclata, dev’essere far analizzare in laboratorio (attualmente
prima filtrata. accreditato secondo EN 45001 o BPL o il
corrispondente nazionale o che possa dimostrare
mediante prove documentali che è in corso di
accreditamento), almeno una volta l’anno, l’acqua
destinata al lavaggio postraccolta, per verificare
l’eventuale presenza di inquinanti microbici, chimici
o minerali. E’ opportuno confrontare i risultati
dell’analisi con gli standard accettati e, qualora i
livelli superino i limiti, intervenire.
11. GESTIONE DEI RIFIUTI E DELL’INQUINAMENTO, RICICLAGGIO E RIUTILIZZO
11.a. Individuazione di rifiuti e inquinanti:
#1 E’ opportuno individuare i prodotti di scarto in
tutte le aree di attività dell’azienda (p.es. carta,
cartone, plastica, scarti delle colture, olio, lana di
roccia e altri substrati).
#2 E’ opportuno individuare ogni possibile fonte di
inquinamento (p.es. sostanze chimiche, olio,
carburante, rumore, luce, scarti, scarichi del centro
di imballaggio, ecc.).

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REQUISITO RACCOMANDAZIONE
11.b. Piano d’azione per rifiuti e inquinamento:
#1 Una volta individuati i rifiuti e gli inquinanti, è
opportuno predisporre e attuare un piano volto a
prevenire o ridurre rifiuti e inquinamento e, laddove
ciò sia possibile, impedire il ricorso all’interramento
o all’incenerimento, riciclando i rifiuti. I residui
organici delle colture possono essere ridotti in
fertilizzante organico nell’azienda e, in assenza di
rischi di trasmissione di malattie, riutilizzati per
migliorare il terreno.

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12. SALUTE, SICUREZZA E CONDIZIONI DI LAVORO


12.a. Valutazione dei rischi
#1 E’ opportuno effettuare una valutazione dei
rischi per predisporre un piano d’azione volto a
promuovere condizioni di lavoro sicure e salutari.
12.b. Addestramento
#1 Tutti gli operatori che utilizzano attrezzature #2 E’ opportuno conservare la documentazione
complesse o pericolose devono ricevere relativa all’addestramento di ogni dipendente, ai
un’adeguata formazione. fini della sicurezza di ogni operatore.
#3 E’ opportuno che lavoratori addestrati al Pronto
Soccorso siano presenti sia nei campi che nel
centro di imballaggio.
#4 E’ necessario predisporre procedure di pronto #5 E’ opportuno disporre le procedure di
intervento e di emergenza e le istruzioni devono emergenza, redatte nella lingua della forza lavoro,
essere comprese chiaramente da tutti i lavoratori. in modo che risultino ben visibili.
12.c. Strutture ed attrezzature:
#1 I kit di Pronto Soccorso devono essere presenti #2 E’ auspicabile segnalare i pericoli mediante
in tutti i siti permanenti e in prossimità dei campi. appositi cartelli laddove ciò sia opportuno.
12.d. Manipolazione di fitofarmaci:
#1 E’ auspicabile sottoporre i lavoratori che
effettuano applicazioni di fitofarmaci nell’azienda a
una visita medica annuale, conformemente alle
linee guida sancite dai codici di autodisciplina
locali.
12.e. Igiene:
#1 Tutti i siti per l’imballaggio e la conservazione #2 E’ opportuno istruire i lavoratori sui requisiti
devono presentare adeguate misure di controllo igienici fondamentali dei prodotti freschi,
contro insetti e animali nocivi (inclusi i roditori), in evidenziando la necessità di: lavare le mani,
particolare nelle aree in cui vengono maneggiati coprire eventuali ferite, fumare, mangiare e bere
prodotti alimentari e in cui vengono conservati i solo nelle aree in cui è consentito, ecc.
materiali per l’imballaggio, i fitofarmaci e i
fertilizzanti.
#3 Per evitare di creare un terreno di coltura per i
parassiti e le malattie, è opportuno eliminare dai
siti rifiuti e scarti e attrezzarli per lo smaltimento dei
rifiuti.
12.f. Condizioni di lavoro:
#1 Tutte le condizioni devono ottemperare alle
norme locali e nazionali in materia di salari, età dei
lavoratori, orari di lavoro, condizioni di lavoro,
sicurezza del posto di lavoro, sindacati, pensioni e
tutti i restanti requisiti legali e sanitari.
#2 I coltivatori e gli imballatori devono consultare i
propri clienti per garantire il rispetto delle strategie
aziendali individuali in materia di condizioni di
lavoro.
#3 Gli alloggi presso il sito devono essere abitabili
ed essere provvisti di servizi e infrastrutture di
base.

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13. ASPETTI AMBIENTALI


13.a. Impatto ambientale dell’agricoltura:
#1 Considerate le preoccupazioni dei consumatori,
è opportuno che gli agricoltori comprendano e
valutino l’impatto ambientale delle attività agricole
e prendano in considerazione la possibilità di
migliorare l’ambiente a vantaggio della comunità
locale, della flora e della fauna.
13.b. Fauna, flora e tutela ambientale:
#1 Un obiettivo chiave deve consistere nel
miglioramento della biodiversità ambientale in
azienda attraverso un piano per la tutela
ambientale, individuale o regionale.
#2 E’ auspicabile che ogni agricoltore appronti un
piano per la tutela della fauna, della flora e
dell’ambiente del proprio fondo. E’ opportuno che
tale piano sia compatibile con una produzione
agricola commerciale sostenibile e riduca al
minimo l’impatto ambientale dell’attività agricola.
Gli elementi chiave di tale piano dovrebbero
essere i seguenti:
• Effettuare un audit iniziale al fine di
determinare quali specie animali e vegetali siano
presenti nell’azienda. Le organizzazioni per la
tutela dell’ambiente possono aiutare gli
agricoltori a condurre indagini volte a
determinare la biodiversità e a individuare le aree
a rischio.
• Intervenire per impedire che gli habitat
vengano danneggiati o alterati.
• Creare un piano d’azione volto a migliorare gli
habitat e ad aumentare la biodiversità in azienda.
13.c. Siti improduttivi:
#1 E’ opportuno prendere in considerazione la
conversione dei siti improduttivi (p.es. zone umide
a bassa quota, zone boschive, strisce di terreno
non arato o aree di terreno impoverito) in aree
protette, al fine di promuovere fauna e flora
naturali.
14. FORMULARIO PER RECLAMI
# 1 Su richiesta deve essere disponibile sul sito un
documento con tutti i reclami fatti presente al
fornitore e riguardante l’ottemperanza di tutti i
prodotti con i requisiti di questo protocollo. Ci sono
documenti delle azioni intraprese in merito a tali
reclami e di qualsiasi insufficienza riscontrata nei
prodotti o nei servizi.
15. AUDIT INTERNO
# 1. L’agricoltore deve impegnarsi di svolgere
almeno un audit interno all’anno contro lo Standard
EUREPGAP; tale audit deve essere documentato
e le azioni correttive documentate e messe in
pratica.

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