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Direzione Generale Agricoltura

LE SIEPI
Risultati di cinque anni di prove condotte presso
la Fondazione Minoprio

QUADERNI DELLA RICERCA


Aprile 2001

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INDICE

1. INTRODUZIONE
Evoluzione della funzione delle siepi: dall’aspetto estetico e funzionale
all’aspetto produttivo, alla tutela ambientale. Recenti esigenze relative
all’ampliamento dell’offerta di piante da siepe 7

2. DESCRIZIONE DELLA PROVA


2.1. La scelta delle specie 10
2.2. Svolgimento della prova 13
– Principali rilievi effettuati sulle varietà in prova 16
– Dati rilevati dall’anno 1999 16
– Studio dell’adattamento alla potatura 16
– Resistenza al freddo 17
– Resistenza alle malattie 17
– Danni da neve 18
– Divulgazione 18

3. SCHEDE DESCRITTIVE E CARATTERISTICHE UTILI


AI FINI DELL’UTILIZZO COME PIANTA DA SIEPE DI
CIASCUNA VARIETÀ SAGGIATA 19

RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DELL’ACCRESCIMENTO


DELLE PIANTE NEGLI ANNI 1999-2000 126

4. RISULTATI
4.1. Sviluppo annuale in altezza e larghezza in assenza di potatura 134
4.2. Sviluppo annuale in altezza e larghezza dopo la potatura 134
4.3. Sviluppo complessivo dall’impianto 135
4.4. Indice di chiusura, o velocità di formazione della siepe 136
4.5. Epoca e durata della fioritura 136
4.6. Resistenza al freddo 136
4.7. Danni da neve 137
4.8. Resistenza alle malattie 137

5. CONCLUSIONI 139

6. BIBLIOGRAFIA 140

TABELLA RIASSUNTIVA DELLE CARATTERISTICHE


FENOLOGICHE RILEVATE

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PRESENTAZIONE

Nell’ambito delle produzioni agricole, la floricoltura e il vivaismo ornamentale oc-


cupano in Lombardia una posizione di tutto rilievo.

Negli ultimi anni sono molte le attività che la Direzione Agricoltura ha coordinato
in questo comparto e, in particolare, nell’ambito della sperimentazione ha finanziato
diverse azioni con uno specifico progetto pluriennale, svolto con la collaborazione della
Fondazione Minoprio.

Questo manuale “Le siepi: risultati di cinque anni di prove condotte presso la Fon-
dazione Minoprio”, presenta i risultati di un argomento delle prove del progetto e pre-
cisamente lo studio del possibile ampliamento della gamma di disponibilità di piante
ornamentali adatte a formare siepi.

Le siepi sono un elemento importante del nostro paesaggio e per secoli hanno
caratterizzato le aree agricole e assunto un posto insostituibile nella vita contadina come
fonti di materie prime, quali bacche e legna, e di ambiente vitale di uccelli e insetti, oltre
che delimitare le proprietà.

Dall’iniziale e più antica funzione, le siepi stanno acquisendo nuove funzioni


applicative, possono rispondere a nuove esigenze legate anche alla loro importanza per
la valorizzazione del paesaggio e la difesa dell’ambiente (barriere antirumore), come
fattore di influenza sul microclima dei campi coltivati e sull’economia delle aziende.

L’impiego moderno nella bioingegneria e nell’arredo urbano offrono altrettanti spunti


per conoscere la produzione vivaistica, la scelta varietale e le peculiarità degli arbusti da
siepe.

Questa pubblicazione vuole fornire suggerimenti e idee per arricchire l’offerta di


essenze e dare la possibilità di aumento produttivo da parte degli operatori, per i quali
ampliare la gamma è diventata una necessità per fare fronte alle richiesta di nuove e più
attraenti caratteristiche estetiche, di ornamento e funzionali.

L’ Assessore all’Agricoltura
Viviana Beccalossi

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1. INTRODUZIONE
Nell’ambito del progetto di sperimentazione regionale “Florovivaismo”,
condotto presso la Fondazione Minoprio, un argomento delle prove ha ri-
guardato lo studio del possibile ampliamento della gamma di disponibilità di
piante ornamentali adatte al ripristino ambientale, nonché all’arredo di spazi
urbani ed extraurbani.
All’interno di questo argomento di ricerca uno dei settori di studio è stato
quello riferito alle specie da utilizzare per formare siepi.
L’importanza delle piante da siepe in ambito produttivo è legata alla cre-
scente richiesta di tale tipologia da parte sia di istituzioni pubbliche sia di
privati cittadini, con funzioni e scopi tradizionali ed innovativi.

Evoluzione della funzione delle siepi: dall’aspetto estetico e funzionale


all’aspetto produttivo, alla tutela ambientale. Recenti esigenze relative al-
l’ampliamento dell’offerta di piante da siepe
Dall’iniziale e più tradizionale funzione di delimitazione di giardini, orti e
piccole o grandi proprietà, come elemento tipico del nostro paesaggio agrario,
o di confine di spazi interni adibiti a funzioni diverse nello stesso appezzamento
o giardino, le siepi possono oggi rispondere a nuove esigenze legate anche alla
loro importanza dal punto di vista ambientale.
Importanti caratteristiche funzionali da ricordare sono: la necessità di ri-
durre interventi e costi di manutenzione, la rusticità, intesa come adattabilità
della specie a situazioni sia ambientali che di suolo particolarmente avverse. A
tal proposito si inserisce l’utilizzo della siepe in interventi di ingegneria
naturalistica, nell’ambito di recuperi ambientali, in situazioni di limitata di-
sponibilità di suolo, o in condizioni limite che richiedono minimi o nulli in-
terventi di manutenzione, quali potature, trattamenti, concimazioni.
Altri caratteri di sviluppo utili da ricercare in una specie da siepe e su cui
quindi è opportuno approfondire e valutare il comportamento ed agire nel
senso di un miglioramento delle caratteristiche, sono: la velocità di crescita, la
tendenza e la velocità di ramificazione, la tolleranza verso alcune malattie fun-
gine o alcuni insetti particolarmente dannosi all’una o all’altra specie.
L’ ampliamento della gamma oggi disponibile è inoltre necessario per la
richiesta di nuove e più attraenti caratteristiche estetiche, rivolte all’utilizzo

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ornamentale delle siepi. A questo proposito, caratteristiche interessanti sono:
l’elevato valore decorativo, dato dalla presenza di fiori, di bacche, quindi di
colore, l’eventuale presenza del profumo e di variegature delle foglie, la capaci-
tà di costituire barriere perenni, durevoli anche nell’inverno, la capacità di
sopportare frequenti ed a volte intensi interventi di potatura, od anche l’alle-
vamento in forma obbligata, la crescita compatta.
Caratteristica interessante dal punto di vista ambientale, relativamente alle
siepi intese come barriere vegetali, è inoltre la adattabilità a costituire barriere
antirumore, soprattutto se si tratta di siepi miste, formate da specie vegetali
diverse e caratterizzate da notevole sviluppo, a difesa dall’inquinamento acu-
stico di origine stradale.
Le barriere vegetali che le siepi formano costituiscono superfici di impatto
e trattenimento di polveri e sostanze gassose inquinanti, diverse in relazione
alla natura delle superfici, alle caratteristiche di rugosità della corteccia, dei
rametti, delle foglie, alla pubescenza più o meno evidente dell’area fogliare,
alla densità della chioma e alla superficie unitaria delle foglie.
L’efficacia nel trattenimento delle sostanze inquinanti è generalmente mag-
giore all’aumentare della densità o fittezza della chioma e al diminuire della

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dimensione delle foglie.
Come già accennato, l’attuale interesse per le piante da siepe è giustificato
anche da numerose iniziative presenti in disposizioni legislative volte a incen-
tivare e incoraggiare l’adozione di nuove forme di utilizzo del suolo e in parti-
colare la tutela ambientale, la protezione della fauna selvatica, attraverso la
ricomposizione e la ricostituzione di biotopi faunistici, la conservazione e rea-
lizzazione di elementi naturali del paesaggio, volti alla protezione e conserva-
zione dell’ambiente, al mantenimento della biodiversità.
Recenti iniziative di tipo legislativo incoraggiano infatti l’utilizzo di pian-
te da siepe sia per scopi produttivi che con fini più di carattere agroambientale.
Questi argomenti sono rilevabili in numerose misure e disposizioni regio-
nali di molte regioni italiane.
La normativa europea ha previsto, dal 1992, finanziamenti per azioni
agroambientali in base al regolamento 2078, in particolare con riferimento
alla misura D1 (Cura dello spazio naturale e del paesaggio) per gli agricoltori
che si impegnano a mantenere o realizzare siepi intrapoderali o interpoderali
con prevalente funzione ecologica. E’ intesa, a questo proposito, come “siepe”
una struttura vegetale ad andamento lineare, composta da più specie arboree o
arbustive, con larghezza non inferiore a 2,5 metri e non superiore a 10-15
metri e con lunghezza di almeno 100 metri. Comprende almeno 50 individui
su 100 metri e risulta più fitta del filare, che prevede 15 alberi per 100 metri;
è diversa dalla fascia alberata, con alberi e arbusti di larghezza da 15 a 25 metri.
Un altro obiettivo che ha spinto ad intraprendere la sperimentazione sulle
specie da siepe ha riguardato la verifica dell’adattabilità di alcune specie locali,
autoctone ad un loro supplementare utilizzo come piante per costituire siepi.
Le specie utilizzate nella prova, arboree od arbustive, di cui sono note
caratteristiche di coltivazione e comportamento, sono state considerate e trat-
tate al solo e specifico utilizzo come piante adatte a formare siepi, ed è stato a
tal fine necessario introdurre alcune modifiche nelle tecniche colturali.
Cercando di interpretare queste esigenze di ampliamento dell’offerta di
specie adatte a costituire siepi e allo scopo di approfondire la conoscenza sulle
tecniche di coltivazione e gli interventi di manutenzione richiesti da un nume-
ro di specie abbastanza elevato, per proporre una diversificazione ed un am-
pliamento della gamma di specie oggi a disposizione in Lombardia, è stata
intrapresa, all’inizio del 1996, la seguente sperimentazione.

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2. DESCRIZIONE DELLA PROVA
2.1. La scelta delle specie
Al momento dell’inizio della sperimentazione (1996) le specie maggior-
mente prodotte e utilizzate allo scopo di formare siepi erano essenzialmente
rappresentate da Prunus laurocerasus e dalle specie appartenenti al genere
Pyracantha. Come già descritto nell’introduzione, scopo principale della prova
è stato quello di verificare il comportamento di altre specie nel loro utilizzo
come piante da siepe.
Essendo già noto che numerose specie arbustive ed arboree sopportano
bene l’allevamento in forma obbligata, ci si è inizialmente basati su queste,
inserendo altri tipi, suggeriti dalle preferenze e interessi da parte di alcuni
produttori florovivaisti, paesaggisti e tecnici del verde pubblico e privato, cui
è stato sottoposto il seguente questionario nel corso dei primi mesi del 1996,
a scopo di sondaggio.

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QUESTIONARIO INFORMATIVO

percentuale di impiego degli arbusti per un utilizzo per


realizzare siepi ornamentali
percentuale di impiego di arbusti per
un utilizzo per realizzare barriere verdi
specie più utilizzate per realizzare siepi
specie più utilizzate per realizzare barriere verdi
caratteristiche ideali di una siepe, in base allo scopo: 1 2 3 4
ornamento difesa antirumore altro
apparato fogliare: caduco/persistente/semipersistente
colore foglie: verde/variegato/altri colori/colorazione autunnale
forma foglia: semplice/composta
dimensioni foglia: piccola (<5cm), media (5-10 cm), grande (>10 cm)
presenza di spine
fioritura ornamentale: no/si
epoca fioritura. primavera/estate/autunno/inverno
colore del fiore
presenza di profumo: no/si
frutto ornamentale: no/si
epoca fruttificazione: primavera/estate/autunno/inverno
colore frutto
dimensione pianta: bassa (< 1m), media (1-2 m), alta (oltre 2 m)
rapidità di crescita: bassa/media/elevata
frequenza di potatura
sesto d’impianto
caratteristiche agronomiche da saggiare 1 2 3 4
ornamento difesa antirumore altro
sesto d’impianto
regime di potatura
resistenza a malattie
esposizione
resistenza siccità
tolleranza ristagno idrico
tolleranza salinità
resistenza inquinamento
altro

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CARATTERI IDEALI SIEPE A SCOPO SIEPE DA DIFESA SIEPE ANTIRUMORE
ORNAMENTALE

FOGLIA PERSISTENTE-CADUCA PERSISTENTE PERSISTENTE


COLORE FOGLIA COLORAZIONE AUTUNNALE VERDE VERDE
FORMA FOGLIA SEMPLICE SEMPLICE INDIFFERENTE
DIMENSIONI FOGLIA PICCOLA(<5 CM) INDIFFERENTE INDIFFERENTE
SPINE NO SI NO
RISPOSTE PIU’ FREQUENTI

FIORI ORNAMENTALI SI INDIFFERENTE INDIFFERENTE


EPOCA FIORITURA ESTIVA INDIFFERENTE INDIFFERENTE
COLORE DEL FIORE INDIFFERENTE INDIFFERENTE INDIFFERENTE
FIORE PROFUMATO SI INDIFFERENTE SI
FRUTTO ORNAMENTALE SI INDIFFERENTE INDIFFERENTE
EPOCA FRUTTI AUTUNNO-INVERNO INDIFFERENTE INDIFFERENTE
COLORE DEL FRUTTO VIVACE VIVACE VIVACE
DIMENSIONI PIANTA MEDIA (1-2 M) ALTA (>2 M) ALTA (>2 M)
VELOCITA’ CRESCITA MEDIA ELEVATA ELEVATA
FREQUENZA POTATURE BASSA BASSA BASSA
TOTALE RISPOSTE 11 11 11
Altre risposte: è risultato che la percentuale di utilizzo degli arbusti per
costituire siepi era compresa tra il 50 e il 90%; per formare barriere verdi dal
10 al 45%.
La maggior parte dei partecipanti si è mostrata interessata all’utilizzo delle
siepi a scopo ornamentale, o di difesa, o antirumore, in minor misura ad altri
scopi: siepi tappezzanti, per consolidamento del suolo, o a fini paesaggistici.
Nell’ambito di questi tipi di utilizzo le risposte più frequenti hanno ri-
guardato nel caso di siepi ornamentali una preferenza della variazione del co-
lore autunnale e della fioritura nel periodo estivo, la presenza di frutti con
caratteristiche ornamentali di pregio ed una velocità di crescita media.
Nel caso dell’utilizzo della siepe a scopo di difesa, per costituire uno scher-
mo fitto, i caratteri maggiormente richiesti hanno riguardato la persistenza
delle foglie in autunno, foglie di forma semplice e di piccola o media dimen-
sione, la presenza di spine, l’altezza preferibilmente superiore ai 2 metri, una
notevole rapidità di crescita.
Le principali specie consigliate sono state le seguenti:
• Pyracantha coccinea
• Carpinus betulus
• Prunus laurocerasus
• Ligustrum ovalifolium
• Viburnum tinus
• Berberis

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Schema della prova con le specie utilizzate: o gni colonna rappresenta un filare.

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Prunus Prunus Stranvaesia Viburnum Pyracantha Pyracantha Cotoneaster Cornus Punica Chamaecyparis Cryptomeria
laurocerasus laurocerasus davidiana rhytidophyllum atalantioides “Teton” franchetii sanguinea granatum lawsoniana japonica
“Caucasica” “Magnoliifolia” “Chiappelli” “Flore pleno” “Elegans”

Prunus Prunus Osmanthus Viburnum Pyracantha Crataegus Cotoneaster Forsythia x Carpinus Chamaecyparis Thuja plicata
laurocerasus lusitanica heterophyllus lantana “Orange Glow” monogyna pannosus intermedia betulus lawsoniana “Atrovirens”
“Rotundifolia” “Lynwood” “Columnaris”

Prunus Phillyrea Photinia x Viburnum Pyracantha Berberis x Ligustrum Spiraea x Carpinus Taxus Thuja plicata
laurocerasus angustifolia fraseri tinus “Golden ottawensis sinense arguta betulus baccata “Excelsa”
“Herbergii” “Red Robin” Charmer” “Superba” “Pyramidalis”

Prunus Pittosporum Lonicera Viburnum Pyracantha Berberis Ligustrum Callistemon Ostrya Taxus baccata Thuja orientalis
laurocerasus tobira nitida tinus “Mohave” thunbergii ovalifolium rigidus carpinifolia “Fastigiata” “Pyramidalis
“Reynvaanii” “Eve Price” “Atropurpurea” aurea”

Prunus Pittosporum Abelia x Camellia x Pyracantha Berberis Ligustrum Rosa canina Juniperus Thuja
laurocerasus heterophyllum grandiflora williamsii “Navaho” julianae ovalifolium communis occidentalis
“Otto Luyken” “Debbie” “Aureum” “Hibernica” “Holmstrup”
2.2. Svolgimento della prova
In base ai risultati emersi dal questionario è stata impostata la prova speri-
mentale di confronto. L’impianto è stato effettuato nella tenuta superiore della
Fondazione Minoprio, in un appezzamento in leggero declivio di circa 5000
mq, precedentemente coltivato a meleto. Prima dell’impianto è stata eseguita
l’analisi del terreno, che è risultato di tipo franco-limoso, lievemente sub-acido
(pH=5,76), ben dotato di sostanza organica, povero di magnesio e calcio e
ricco di fosforo.
Nel mese di aprile 1996 sono state impiantate 49 specie e varietà, ripetute
in due repliche, rappresentanti le diverse tipologie di utilizzo delle siepi (orna-
mentali, barriere verdi, antirumore).
In ogni fila sono state messe a dimora 5 essenze. La distanza sulla fila è
stata fissata in 50 cm per le essenze meno vigorose e in 1 metro per le più
vigorose, con una distanza tra i filari di 3,5 metri. In ogni fila sono state messe
a dimora 5 essenze. Ciascuna parcella, lunga 10 metri, è stata suddivisa in 2
sub-parcelle. Come sistema di irrigazione si è utilizzata l’irrigazione a goccia.
Dopo l’impianto sono state effettuate le operazioni colturali necessarie per
l’attecchimento delle essenze tra cui la concimazione di copertura con concime
N:P:K 12:12:12 alla dose di 100 unità per ettaro. Negli anni 1997/98 sono
state aggiunte 6 essenze, a completamento del campo sperimentale, e si sono
effettuate le operazioni colturali necessarie per il loro mantenimento ottimale:
potature nelle specie più vigorose, pulizia erba, concimazioni e irrigazioni.
Nel corso della coltivazione si è scelto di non intervenire con trattamenti
antiparassitari di alcun tipo, proprio allo scopo di valutare la suscettibilità del-
le essenze presenti agli attacchi dei patogeni, funghi e insetti, ed aggiungere
tale parametro di valutazione accanto agli altri. La funzione “ecologica” della
siepe, infatti, è ulteriormente assolta se per la sua formazione e mantenimento
si sceglie di non utilizzare alcun trattamento chimico. Caratteristica interes-
sante di una pianta da siepe è quella di essere resistente o almeno tollerante ad
alcune tra le malattie fungine più diffuse su quella essenza.
La riduzione dei trattamenti antiparassitari rientra anche tra gli scopi di
una minor esigenza di interventi di manutenzione e quindi di una riduzione
dei costi.
Per il contenimento delle malerbe nelle prime fasi di sviluppo delle piante
è stato impiegato come materiale pacciamante un residuo originato dalle
vagliature effettuate durante il processo di compostaggio di scarti della manu-

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tenzione del verde. Tale materiale è risultato dotato di buone capacità di
contenimento delle infestanti e può essere consigliabile nella fase di impianto.

Principali rilievi effettuati sulle varietà in prova


I primi rilievi sono stati effettuati a partire dall’autunno 1998 e hanno
riguardato inizialmente il controllo dell’accrescimento in altezza e larghezza
delle piante, e l’indice di chiusura.
L’indice di chiusura è un parametro che permette di valutare l’attitudine
delle essenze a costituire una barriera verde, dando un’indicazione sulla veloci-
tà di formazione della siepe.
L’indice di chiusura viene espresso con valori numerici compresi tra 1 e 5,
con 1 = piante singole, che non si toccano tra loro, 2 = piante distinguibili,
con alcune estremità di due piante contigue che si toccano, 3 = le piante si
distinguono ancora e si toccano in qualche punto dell’altezza della siepe, ma
non si intersecano, 4 = le piante si distinguono ancora e si toccano con le
ramificazioni più esterne; iniziano a intersecarsi per qualche punto dell’altez-
za, 5 = le piante si toccano e si intersecano con le ramificazioni più esterne per
tutta l’ampiezza della siepe.
Nelle schede descrittive delle singole specie, riportate più avanti, il valore
numerico è stato trasformato in velocità di formazione della siepe, da 1 = bassa
a 5 = elevata.
Dati rilevati dall’anno 1999
I risultati più significativi sono stati osservati a partire dal terzo anno dopo
l’impianto, nel 1999, anno in cui sono iniziati i rilievi settimanali delle carat-
teristiche ornamentali più interessanti e delle date più significative: comparsa
delle foglie, inizio del cambiamento di colore e della loro caduta, data di ini-
zio, piena e fine fioritura, epoca di comparsa, colorazione e caduta dei frutti.
Si sono registrate anche la resistenza al freddo e alle malattie.

Studio dell’adattamento alla potatura


Nel mese di settembre 1999 sono stati effettuati i primi interventi di
potatura allo scopo di confrontare l’allevamento in forma libera con quello in
forma obbligata: in ogni sub-parcella lunga 5 metri sono state rilevate in 2
punti le misure di altezza e di larghezza della siepe; successivamente si è proce-
duto al taglio, effettuato a 3 altezze prefissate (120, 180, 240 cm) in base alla

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vigoria della specie.
Il materiale asportato con il taglio è stato pesato per valutare la produzio-
ne di scarto e, successivamente, si è misurata la larghezza del filare dopo il
taglio.
Nel 2000 le operazioni di taglio sono state ripetute nel mese di luglio,
seguendo le modalità dell’anno precedente.
Con i dati riferiti alle potature nei 2 anni è stato possibile valutare la cre-
scita in un anno in risposta al taglio e confrontarla con la crescita della pianta
senza effettuare tagli.

Resistenza al freddo
La resistenza al freddo, valutata come presenza di danni da gelo, è stata
rilevata più volte durante il periodo di fine inverno 2000 su gemme, germogli
e foglie, indicando con il valore “0” l’assenza di danni da gelo, con “1” un
danno irrilevante, con “2” un danno medio e con “3” un danno intenso, tale
da compromettere la vegetazione seguente.
Si è notato che le operazioni di taglio effettuate nel settembre 1999 hanno
provocato in alcune specie un risveglio vegetativo che ha reso i nuovi germogli
più sensibili al gelo e quindi i danni da gelo risultano a volte sopravvalutati.

Resistenza alle malattie


Come accennato nell’introduzione, un altro carattere interessante è la re-
sistenza, o tolleranza, alle malattie più diffuse nelle specie da siepe.
L’aspetto è interessante non solo per un minor impiego di antiparassitari e
quindi per un risparmio dei costi di manutenzione, ma anche dal punto di
vista del valore estetico. Malattie fungine quali l’oidio sono in grado di arreca-
re gravi danni alle siepi, in particolare su Prunus laurocerasus, fino a bloccare
completamente lo sviluppo dei germogli ed anche il trattamento con ripetuti
interventi fungicidi non è spesso in grado di eradicare e risolvere completa-
mente la malattia.
Un’altra malattia fungina diffusa tra le specie da siepe, in particolare su
Pyracantha, (Fusicladium pyracanthae) e Cotoneaster, è la ticchiolatura; un at-
tacco precoce di ticchiolatura può risultare tale da compromettere addirittura
il germogliamento, oppure, se tardivo, può danneggiare fiori e frutti.
Nell’ambito dello stesso genere si hanno differenze, a volte anche signifi-
cative, tra una specie e l’altra ed anche da cultivar a cultivar.

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Danni da neve
A seguito di alcune precipitazioni nevose registratesi nei mesi di dicembre
2000 e di gennaio 2001 sono stati rilevati i danni provocati dalla permanenza
della neve sulla vegetazione: rotture, ripiegamenti, apertura dei rami, spacca-
ture su fusto e colletto.
Divulgazione
Nel mese di ottobre 1998 è stato organizzato, presso il campo siepi, un incon-
tro aperto a produttori florovivaisti, tecnici del settore, progettisti, tecnici di comu-
ni e parchi urbani, allo scopo di raccoglierne le valutazioni sulle specie in prova.
Tra le proposte più numerose, l’adozione di siepi miste, plurispecifiche; le
specie più frequentemente proposte sono state: Buxus, Euonimus, Eleagnus,
Laurus.
L’utilizzo di siepi miste non era stato considerato al momento della prova
per la difficoltà di inserire più variabili legate ai diversi tipi di accostamento e per
l’elevato numero delle possibili combinazioni. Va comunque ricordata l’utilità di
avere siepi formate da più tipi di pianta, in riferimento soprattutto all’altezza e
alla densità, vista in particolare come finalità secondaria per l’assorbimento dei
rumori e di polveri inquinanti, quindi allo scopo di formare barriere vegetali da
utilizzarsi lungo strade ed autostrade o luoghi di intenso traffico cittadino.

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3. SCHEDE DESCRITTIVE E CARATTERISTICHE UTILI AI FINI
DELL’UTILIZZO COME PIANTA DA SIEPE DI CIASCUNA VARIETA’
SAGGIATA
Le seguenti schede sono relative alle diverse specie e varietà utilizzate
nella sperimentazione, dando particolare rilievo al loro utilizzo come piante
da siepe.
Dopo una descrizione generale dell’origine, delle caratteristiche botani-
che, delle esigenze agronomiche e delle tecniche di moltiplicazione, vengono
elencati i dati relativi alla sperimentazione effettuata a Minoprio.
Si riportano dapprima i dati che si riferiscono all’impianto (epoca, altez-
za e diametro delle piante poste a dimora, distanza sulla fila adottata); seguono
i dati relativi alle 2 modalità di allevamento poste a confronto (forma libera e
obbligata).
Viene riportata poi una valutazione della velocità di formazione della
siepe, desunta dai valori dell’indice di chiusura.
Sono descritti infine i dati relativi alle varie fasi annuali (comparsa delle
foglie, fioritura, fruttificazione) riferiti a due stagioni (1999 e 2000) e le osser-
vazioni relative ai danni da freddo, da neve e da malattie.
Nell’ultima parte della scheda vi è una sintesi delle caratteristiche parti-
colari e degli impieghi consigliati per le specie/varietà saggiate.

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Abelia x grandiflora Rehd.
Famiglia: Caprifoliaceae
Nome comune: abelia
ORIGINE
Ibrido tra A. chinensis e A. uniflora, introdotto in coltivazione in Italia nel 1866.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Arbusto semisempreverde dal portamento aperto e denso.
Rami pubescenti; foglie ovate, opposte, semplici, lucide, verde scuro sulla pagina supe-
riore, più chiaro su quella inferiore, glabra ad eccezione della base delle nervature. In
autunno assumono colorazione bronzea-rossastra.
Fiori bianchi sfumati di rosa, profumati.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Rustica, preferisce suolo fresco e ben drenato, con pH acido.
Esposizione: sole o mezz’ombra. Necessita di protezione dal vento.
MOLTIPLICAZIONE
Per talea semilegnosa prelevata nel
periodo estivo. IMPIANTO Maggio 1996
Altezza (cm): 40
Diametro (cm): 40
Distanza sulla fila (cm): 100

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 4 anni (cm): 230 Altezza di potatura (cm): 120
Larghezza dopo 4 anni (cm): 270

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 40 in altezza 95
in larghezza 65 in larghezza 130
Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fogliazione: epoca: metà marzo


note: perdita scalare delle foglie
Fioritura: epoca: metà giugno
durata: 20 settimane
Danni da freddo: qualche bruciatura fogliare sui nuovi getti
se potata a fine estate
Danni da neve: assenti
Danni da malattie: assenti
CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI
Interessante per la fioritura estiva prolungata e per la velocità di formazione della siepe.
Ha buona rusticità ed è più adatta per costituire siepi libere.

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Berberis julianae Schneid.
Famiglia: Berberidaceae

ORIGINE
Cina, introdotta in Europa nel 1907.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Arbusto sempreverde, forma cespugli larghi, rotondi e impenetrabili, dall’aspetto vigoroso e denso.
Rami giallastri con spine tripartite. Foglie sessili (prive di picciolo), obovate, con margine
dentato-spinoso, lunghe 4 cm, lucide sulla pagina superiore, virano al rosso in autunno.
Fiori riuniti in densi grappoli ascellari, di colore giallo, leggermente profumati.
Frutti piccoli, di forma ovale, di colore nero e ricoperti di secrezioni cerose bluastre.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Molto rustica, si adatta a qualsiasi condizione di insolazione e di terreno, da arido a
argilloso, da calcareo a acido.
MOLTIPLICAZIONE
Per propaggine, per talea invernale, o per seme, germinabile dopo tre mesi di stratificazione
in condizioni di bassa temperatura.

IMPIANTO Maggio 1997


Altezza (cm): 30
Diametro (cm): 30
Distanza sulla fila (cm): 50

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 3 anni (cm): 150 Altezza di potatura (cm): 180
Larghezza dopo 3 anni (cm): 150

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza in altezza
in larghezza in larghezza
Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fioritura: epoca: metà aprile


durata: 3 settimane
Fruttificazione: epoca: metà maggio
durata: 38 settimane
colorazione frutti: metà agosto
Danni da freddo: assenti
Danni da neve: assenti
Danni da malattie: assenti

CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI


Il fogliame è decorativo in tutte le stagioni. La pianta è rustica ed attrattiva per uccelli e api.

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Berberis x ottawensis Schneid. “Superba”
Famiglia: Berberidaceae

ORIGINE
Ibrido introdotto in commercio da Ruys in Olanda nel 1943, ma già in coltivazione
prima di quell’anno. Parentali: B. thunbergii x B. vulgaris.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Arbusto deciduo, di medie dimensioni, a crescita vigorosa, forma espansa.
Rami arcuati, irti di spine lunghe 15 mm, disposte a ciuffi di 3.
Foglie rotonde-ovali, di colore che varia dal rosso porpora al rosso violaceo.
Fiori piccoli, gialli screziati di rosso, raccolti in mazzetti penduli di 5-10.
Frutto: bacca rossa brillante, ovato-ellittica.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Pianta rustica, senza particolari esigenze di terreno, sopporta bene anche suoli argillosi
o calcarei. Esposizione: sole o parziale ombreggiamento.
MOLTIPLICAZIONE
Per talea semilegnosa estiva. IMPIANTO Maggio 1996
Altezza (cm): 50
Diametro (cm): 50
Distanza sulla fila (cm): 50

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 4 anni (cm): 300 Altezza di potatura (cm): 180
Larghezza dopo 4 anni (cm): 340

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 50 in altezza 120
in larghezza 60 in larghezza 145
Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fogliazione: epoca: metà marzo


Persistenza della foglia: 37-42 settimane
Fioritura: epoca: metà aprile
durata: 3 settimane
Fruttificazione: epoca: fine maggio
durata: 30-32 settimane
colorazione frutti: inizio agosto
Danni da freddo: assenti
Danni da neve: assenti
Danni da malattie: assenti
CARATTERISTICHE PARTICOLARI ED IMPIEGHI
Rusticità e rapida formazione della siepe. Foglie a lungo persistenti sulla pianta.

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Berberis thunbergii DC. “Atropurpurea”
Famiglia: Berberidaceae

ORIGINE
La specie è nativa del Giappone, mentre la varietà “Atropurpurea” è stata selezionata da
Léon Renault nel 1913.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Arbusto deciduo, dal portamento molto denso, compatto e tondeggiante. Presenza di spine.
Foglie lunghe 1 cm, con caratteristico colore rosso porpora, che vira verso il carminio in
autunno; sono di forma spatolata e con margine continuo.
Fiori piccoli gialli striati di porpora, lunghi 12 mm, a forma di coppa.
Frutti rossi, ellissoidali, lunghi 8 mm.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Pianta molto resistente; necessita di esposizione al sole per una perfetta colorazione fogliare;
molto adattabile per i diversi tipi di suolo, tollera condizioni di siccità.
Non tollera l’eccesso di umidità nel terreno.
MOLTIPLICAZIONE IMPIANTO Maggio 1996
Per seme, con 1-2 mesi di stratificazione al Altezza (cm): 50
freddo. Per talea semilegnosa prelevata in Diametro (cm): 50
estate. Distanza sulla fila (cm): 50

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 4 anni (cm): 190 Altezza di potatura (cm): 120
Larghezza dopo 4 anni (cm): 240

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 30 in altezza 60
in larghezza 60 in larghezza 120
Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fogliazione: epoca: metà marzo


Persistenza della foglia: 40-45 settimane
Fioritura: epoca: primi di aprile
durata: 3 settimane
Fruttificazione: epoca: metà maggio
durata: 34 settimane
colorazione frutti: inizio agosto
Danni da freddo: qualche danno alle gemme
Danni da neve: assenti
Danni da malattie: assenti
CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI
Rapida formazione della siepe. Sviluppa molto se potata e richiede più di un taglio al-
l’anno. Le foglie durano a lungo sulla pianta (9-10 mesi). Perde le foglie in inverno ma
conserva le bacche sulla pianta.

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Callistemon rigidus R. Br.
Sinonimi: Callistemon linearifolius DC.
Famiglia: Myrtaceae
ORIGINE
Australia. Introdotta in Europa nel 1815.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Arbusto sempreverde, dalla forma tondeggiante e dal portamento espanso.
Rami arcuati; foglie lunghe fino a 13 cm, acuminate, di colore da verde scuro a verde
violaceo.
Fiori riuniti in dense spighe lunghe fino a 10 cm, di colore rosso scuro, caratterizzati da
lunghi stami.
Frutti insignificanti.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Resistente al gelo. In zone molto fredde necessita però della protezione di un muro rivol-
to a sud o a ovest.
Richiede suolo fertile, ben drenato e tollera bene l’aridità.
MOLTIPLICAZIONE
Per talea semilegnosa estiva e per seme
in estate o in autunno. IMPIANTO Aprile 1998
Altezza (cm): 60
Diametro (cm): 40
Distanza sulla fila (cm): 50

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 2 anni (cm): 150 Altezza di potatura (cm): 120
Larghezza dopo 2 anni (cm): 190

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 45 in altezza 40
in larghezza 25 in larghezza 10

Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fioritura: epoca: inizio giugno


durata: 3-4 settimane

Danni da freddo: assenti


Danni da neve: assenti
Danni da malattie: assenti

CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI


Per il portamento espanso è preferibile allevare come siepe libera.

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Danni da freddo

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Camellia x williamsii W.W. Sm. “Debbie”
Famiglia: Theaceae
Nome comune: camelia
ORIGINE
Selezionata nel 1965 da Jury in Nuova Zelanda. Ibrido tra C. saluenensis e C. japonica
“Debutante”.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Arbusto sempreverde, di aspetto denso e vigoroso.
Foglie lucide, coriacee, ellittiche o lanceolate, più chiare sulla pagina superiore.
Fiori doppi o semidoppi rosa-lilla, resistenti alle intemperie, singoli o a coppie.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Rustica, sopporta molto bene il gelo invernale; in estate si adatta sia al caldo che al sole.
Predilige suoli acidi; ben drenati, costantemente umidi.
MOLTIPLICAZIONE
Per talea semilegnosa a fine estate.

IMPIANTO Maggio 1996


Altezza (cm): 60
Diametro (cm): 40
Distanza sulla fila (cm): 50

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 4 anni (cm): 260 Altezza di potatura (cm): 180
Larghezza dopo 4 anni (cm): 140

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 70 in altezza 40
in larghezza 35 in larghezza 15

Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fioritura: epoca: metà-fine marzo


durata: 5-8 settimane

Danni da freddo: lievi danni su germogli e foglie se potata a fine estate


Danni da neve: assenti
Danni da malattie: assenti

CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI


Una delle camelie di maggior vigore e adattabilità.

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Carpinus betulus L.
Famiglia: Corylaceae
Nome comune: carpino bianco, carpino comune
ORIGINE
Pianta autoctona. Distribuzione: centro Europa - Caucaso.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Albero o arbusto se opportunamente potato, a foglia caduca, a portamento tipicamente
piramidale nei primi anni, tondeggiante alla maturità.
Corteccia grigia, liscia; caratterizza l’aspetto decorativo invernale.
Foglie: ovali, a margine dentato, con nervature principali e secondarie fortemente incise;
colore verde brillante che vira al giallo-arancio in autunno. Le foglie seccano e persistono
da secche sui rami. Fiori riuniti in amenti. Frutti: acheni alati, ornamentali.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Tollera bene il vento e non ha esigenze particolari come esposizione.
Predilige terreni profondi e sciolti, da acidi ad alcalini.
MOLTIPLICAZIONE
Per seme, a settembre. IMPIANTO Maggio 1996
Altezza (cm): 50
Diametro (cm): 40
Distanza sulla fila (cm): 100

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 4 anni (cm): 450 Altezza di potatura (cm): 240
Larghezza dopo 4 anni (cm): 370

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 95 in altezza 90
in larghezza 115 in larghezza 130

Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fogliazione: epoca: metà aprile


Persistenza della foglia: 50 settimane
note: disseccamento delle foglie ad ottobre
Danni da freddo: assenti
Danni da neve: assenti
Danni da malattie: assenti

CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI


E’ tra le specie di maggiore efficacia nell’assorbimento acustico; adatta per costituire
barriere fonoassorbenti in vicinanza di luoghi a intenso traffico. Idonea per costituire
siepi libere o formali. Pur essendo a foglia caduca mantiene a lungo le foglie durante
l’inverno.

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Carpinus betulus L. “Pyramidalis”
Sinonimi: Carpinus betulus “Fastigiata”
Famiglia: Corylaceae
Nome comune: carpino piramidale
ORIGINE
Selezionata in Europa prima del 1883.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Albero a chioma piramidale, con portamento eretto, molto regolare ed a prevalente svi-
luppo del ramo apicale. L’aspetto piramidale eretto diviene più aperto con l’età.
Accrescimento più rapido e forma più compatta rispetto alla specie da cui è stato selezio-
nato. La dimensione finale risulta però inferiore alla specie.
Corteccia grigia, liscia, ne caratterizza l’aspetto decorativo invernale.
Foglie: ovali, seghettate, con nervature principali e secondarie fortemente incise; colore
verde brillante che vira al giallo-arancio in autunno. Fiori riuniti in amenti. Frutti: acheni
alati.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Tollera bene il vento e non ha esigenze particolari come esposizione. Pianta rustica, sop-
porta bene ogni tipo di pH e terreni sia argillosi che calcarei.
MOLTIPLICAZIONE
Per talea di ramo, estiva; il taglio laterale
favorisce una migliore emissione delle
IMPIANTO Maggio 1996
radici.
Altezza (cm): 50
Per innesto utilizzando la specie come
Diametro (cm): 20
portainnesto.
Distanza sulla fila (cm): 100

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 4 anni (cm): 500 Altezza di potatura (cm): 240
Larghezza dopo 4 anni (cm): 230

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 105 in altezza 160
in larghezza 95 in larghezza 115
Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fogliazione: epoca: metà aprile


Persistenza della foglia: 30-35 settimane
Danni da freddo: assenti
Danni da neve: assenti
Danni da malattie: assenti

CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI


Presenta un’elevata resistenza agli agenti inquinanti. A differenza della specie perde le
foglie in inverno. Se potata presenta una elevata vegetazione, soprattutto in altezza.

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Danno da neve

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Chamaecyparis lawsoniana (A. Murr.) Parl.
Famiglia: Cupressaceae

ORIGINE
Stati Uniti (Oregon), 1854.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Conifera sempreverde a portamento colonnare.
Rami: orizzontali o arcuati, con lunghi ramoscelli penduli all’estremità.
Foglie: squame riunite in ciuffetti, aromatiche, di colore verde scuro sulla pagina supe-
riore, grigiastro su quella inferiore.
Fioritura insignificante dal punto di vista ornamentale.
Frutti: coni globulari, di 1,5 cm, con 8 scaglie, i maschili color marrone, i femminili
verdi; secernono resina.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Molto rustica anche a bassissime temperature, teme l’esposizione al vento.
Tollera bene l’ombra. Non tollera suoli pesanti, scarsamente drenati, umidi.
Teme l’eccesso di concimazioni.
MOLTIPLICAZIONE
Per talea legnosa, invernale. IMPIANTO Maggio 1996
Altezza (cm): 70
Diametro (cm): 25
Distanza sulla fila (cm): 100

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 4 anni (cm): 380 Altezza di potatura (cm): 240
Larghezza dopo 4 anni (cm): 200

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 95 in altezza 100
in larghezza 80 in larghezza 45

Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Danni da freddo: assenti


Danni da neve: apertura dei rami laterali
Danni da malattie: assenti

CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI


E’ tra le specie di maggiore efficacia nell’assorbimento acustico; adatta per costituire
barriere fonoassorbenti in vicinanza di luoghi a intenso traffico. La potatura rallenta lo
sviluppo in larghezza.

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Danno da neve

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Chamaecyparis lawsoniana (A. Murr.) Parl.
“Columnaris”
Famiglia: Cupressaceae
ORIGINE
Selezionata intorno al 1940 da Jan Spek a Boskoop (Olanda).
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Conifera a portamento colonnare, forma una regolare colonna di fogliame compatto.
Rami fittissimi, eretti.
Squame verde scuro e bluastre sulla pagina superiore, grigio-bluastre su quella inferiore.
Frutti: coni globulari, di 1,5 cm, con 8 scaglie, i maschili color marrone, i femminili
verdi; secernono resina.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Cresce meglio se riparata da muri. Rustica: tollera suoli poveri.
MOLTIPLICAZIONE
Per talea apicale legnosa.

IMPIANTO Maggio 1996


Altezza (cm): 80
Diametro (cm): 25
Distanza sulla fila (cm): 100

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 4 anni (cm): 370 Altezza di potatura (cm): 240
Larghezza dopo 4 anni (cm): 120

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 95 in altezza 85
in larghezza 40 in larghezza 20
Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fruttificazione: epoca: fine giugno


Danni da freddo: assenti
Danni da neve: apertura dei rami laterali
Danni da malattie: assenti

CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI


E’ tra le specie di maggiore efficacia nell’assorbimento acustico; adatta per costituire
barriere fonoassorbenti in vicinanza di luoghi a intenso traffico. E’ più lenta della specie
originale nella costituzione di una barriera continua.

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Cornus sanguinea L.
Sinonimi: Thelycrania sanguinea (L.) Fourr
Famiglia: Cornaceae
Nome comune: sanguinella
ORIGINE
Pianta autoctona; distribuzione eurasiatica, nelle zone temperate.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Arbusto deciduo.
Rami di colore rosso porpora se giovani ed esposti al sole, verdi se più vecchi.
Foglie: ellittiche con apice acuminato, lunghe 8-10 cm, leggermente pubescenti su entram-
be le superfici; cambiano colore in autunno, assumendo il caratteristico habitus porpora.
Fiori riuniti in corimbi di 5 cm, molto profumati.
Frutti: drupe di colore blu-nero a maturità, dal sapore amaro.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Pianta rustica; si adatta molto bene a ter-
reni anche poveri e calcarei. IMPIANTO Maggio 1996
MOLTIPLICAZIONE Altezza (cm): 100
Per seme o per talea semilegnosa a inizio Diametro (cm): 60
estate. Distanza sulla fila (cm): 50
FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA
Altezza dopo 4 anni (cm): 460 Altezza di potatura (cm): 240
Larghezza dopo 4 anni (cm): 420

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 90 in altezza 160
in larghezza 80 in larghezza 140
Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA
Fogliazione: epoca: metà marzo
Persistenza della foglia: 34-37 settimane
Fioritura: epoca: inizio maggio
durata: 2 settimane
note: non fiorisce se potata
Fruttificazione: epoca: inizio giugno
durata: 25 settimane
colorazione frutti: fine luglio
Danni da freddo: assenti
Danni da neve: assenti
Danni da malattie: assenti
CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI
Per la rusticità e l’elevata velocità di formazione della siepe è adatta alla formazione di
siepi autoctone. Va meglio se allevata in forma libera, in quanto con la potatura si ha una
notevole vegetazione e si perde la fioritura e la presenza dei frutti. La pianta attrae gli
uccelli e gli insetti pronubi.

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Cotoneaster franchetii Boiss.
Famiglia: Rosaceae
Nome comune: cotognastro
ORIGINE
Cina Occidentale e Birmania, introdotta nel 1895 in Europa.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Arbusto sempreverde o semisempreverde di medie dimensioni, molto decorativo. Porta-
mento aperto.
Foglie alterne ovali, color salvia, dalla pagina inferiore chiarissima, lunghe 3-4 cm.
Fiori piccoli a 5 petali bianco rosati.
Frutti: bacche oblunghe-ovoidali color rosso arancio.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Molto rustica, non ha particolari esigenze di esposizione. Vegeta sia su terreni argillosi
che calcarei, anche aridi.
MOLTIPLICAZIONE
Per talea semilegnosa in estate. IMPIANTO Maggio 1996
Altezza (cm): 70
Diametro (cm): 60
Distanza sulla fila (cm): 50

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 4 anni (cm): 350 Altezza di potatura (cm): 180
Larghezza dopo 4 anni (cm): 450

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 65 in altezza 125
in larghezza 50 in larghezza 165
Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fioritura: epoca: metà maggio


durata: 2-3 settimane
Fruttificazione: epoca: metà giugno
durata: 20-25 settimane
colorazione frutti: metà settembre
Danni da freddo: assenti
Danni da neve: assenti
Danni da malattie: assenti

CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI


Specie rustica, adatta a costituire in breve tempo siepi libere. Se potata reagisce con
elevata vegetazione a scapito della fioritura e della formazione di frutti. E’ attrattiva per
uccelli ed api.

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Cotoneaster pannosus Franch.
Sinonimi: Cotoneaster franchetii “Pannosa”
Famiglia: Rosaceae
Nome comune: cotognastro a foglie d’argento
ORIGINE
Cina Sudoccidentale, conosciuta dal 1888.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Arbusto sempreverde o semisempreverde di piccole dimensioni, con rami sottili, arcuati,
densamente pubescenti da giovani.
Foglie ellittiche, più piccole rispetto a C. franchetii.
Fiori riuniti in corimbi emisferici densi, formati da 6-20 piccoli fiori dai petali bianchi.
Frutti globosi, di 6-8 mm di diametro, di colore rosso scuro.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Non presenta particolari esigenze di esposizione e di suolo. Sopporta bene periodi di
aridità.
IMPIANTO Maggio 1996
MOLTIPLICAZIONE Altezza (cm): 70
Per talea semilegnosa in estate. Diametro (cm): 50
Distanza sulla fila (cm): 50

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 4 anni (cm): 260 Altezza di potatura (cm): 120
Larghezza dopo 4 anni (cm): 380

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 30 in altezza 130
in larghezza 80 in larghezza 160
Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fioritura: epoca: fine maggio


durata: 3 settimane
note: fioritura scarsa se potata
Fruttificazione: epoca: fine giugno
durata: 26-32 settimane
colorazione frutti: metà settembre
Danni da freddo: forti danni sui germogli se potata a fine
estate, lievi se non potata
Danni da neve: assenti
Danni da malattie: assenti
CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI
Specie di minor vigore rispetto a C. franchetii, adatta a costituire siepi libere. Se potata
reagisce con elevata vegetazione a scapito della fioritura e della formazione di frutti. Fio-
risce e fruttifica con 15 giorni di ritardo rispetto a C. franchetii, ma le bacche durano di
più sulla pianta. Sensibile al gelo se potata dopo l’estate.

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Crataegus monogyna Jacq.
Famiglia: Rosaceae
Nome comune: biancospino, marucca bianca
ORIGINE
Pianta autoctona; distribuzione: Europa, America settentrionale.
CARATTERISTICHE BOTANICHE
Arbusto deciduo, con spine di 2-2,5 cm e ramificazioni glabre o pubescenti.
Foglie verde scuro, a tre-sette lobi; non virano di colore in autunno.
Fiori bianchi profumati, riuniti in corimbi, il singolo fiore ha diametro di 1-1,5 cm.
Frutti rossi, ellissoidali, contenenti un solo seme.
ESIGENZE AGRONOMICHE
Pianta molto rustica, sopporta ogni tipo di terreno, sia argilloso che calcareo.
MOLTIPLICAZIONE
Per seme, con stratificazione per
5 mesi a 4°C. IMPIANTO Maggio 1996
Altezza (cm): 100
Diametro (cm): 70
Distanza sulla fila (cm): 50

FORMA LIBERA FORMA OBBLIGATA


Altezza dopo 4 anni (cm): 500 Altezza di potatura (cm): 240
Larghezza dopo 4 anni (cm): 370

Crescita annuale (cm): Crescita annuale (cm):


in altezza 95 in altezza 165
in larghezza 95 in larghezza 125
Velocità di formazione della siepe: BASSA MEDIO-BASSA MEDIA MEDIO-ALTA ALTA

Fogliazione: epoca: metà marzo


Persistenza della foglia: 32-38 settimane
Fioritura: epoca: fine aprile
durata: 2-3 settimane
Fruttificazione: epoca: metà maggio
durata: 20-25 settimane
colorazione frutti: agosto
Danni da freddo: sui germogli se potata a fine estate
Danni da neve: assenti
Danni da malattie: ticchiolatura su frutti e foglie da ottobre
CARATTERISTICHE PARTICOLARI E IMPIEGHI
Specie di notevole vigore, adatta a costituire siepi difensive e come rifugio di animali,
insetti, uccelli e piccoli mammiferi. Se potata reagisce con vigorosa vegetazione. Presenta
danni sui nuovi getti se potata dopo l’estate.

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