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B R U N I A N A & C A MP A NELLI A NA

Ricerche filosofiche e materiali storico-testuali

Con il patrocinio scientifico di:

Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo


e Storia delle Idee
Consiglio Nazionale delle Ricerche

Cattedra di Storia della filosofia del Rinascimento


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Miguel A. Granada, Universitat de Barcelona
Tullio Gregory, Università degli Studi «La Sapienza», Roma
John M. Headley, The University of North Carolina at Chapel Hill
Eckhard Keßler, Inst. f. Geistesgesch. u. Philos. d. Renaissance, München
Jill Kraye, The Warburg Institute, London
Michel-Pierre Lerner, cnrs, Paris
Armando Maggi, University of Chicago
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Saverio Ricci, Università della Tuscia, Viterbo
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BRUNIANA
&
CAMPANELLIANA
Ricerche filosofiche e materiali storico-testuali

anno xviii
2012 / 2

PISA · ROMA
FABRIZIO SERRA EDITORE
MMXII
« Bruniana & Campanelliana » is an International Peer-Reviewed Journal.
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issn elettronico 1724-0441
SOMMARIO
giordano bruno 2012: nuove ricerche
studi
Paul Richard Blum, Heroic Exercises : Giordano Bruno’s De gli eroici

furori as a Response to Ignatius of Loyola’s Exercitia spiritualia 359


Eugenio Canone, Hieronymus Besler e due sue lettere 375
Candida Carella, Nuovi documenti su Teofilo da Vairano 405
Maria Mercede Ligozzi, Lo specchio di un enigma : il gesso della statua

di Bruno di Ettore Ferrari nella Galleria Nazionale d’arte moderna e con-


temporanea 421
Margherita Palumbo, « Ego Mamphurius... non inquam regius, nec

gregius, sed egregius » : Manfurio personaggio reale e di commedia


   
441
Andrei Rossius, Works within a Codex : the Structure of Bruno’s ‘Magi-

cal’ Writings 453


Dagmar von Wille, La ‘tragedia del Rinascimento’ in una visuale na-
zionalsocialista : i drammi su Bruno di E. G. Kolbenheyer

473

note e documenti
Angelika Bönker-Vallon, Mathematisches Denken bei Giordano Bru-
no : Wege der Interpretation

493
Francesco Campagnola, A Century of Bruno Studies in Japan 507
Michele Di Sivo, Orietta Verdi, Bruno e Celestino da Verona : le im-

magini del rogo nelle carte criminali dell’Archivio di Stato di Roma 519
Michel-Pierre Lerner, Note sur Giordano Bruno traducteur de l’Ad
lectorem du De revolutionibus 529
Genta Okamoto, Bruno e il problema dell’affetto : l’interpretazione del-

la figura tricipite negli Eroici furori 537


Francesca Puccini, Vita individuale e storia universale : Bruno nella

« filosofia della costituzione psichica » di Dilthey


   
549
David Ragazzoni, Immagini di Lutero nel De gratia di Teofilo da Vaira-
no : una ricerca intorno al maestro di Bruno

559
Leen Spruit, Roman Reading Permits for the Works of Bruno and Cam-
panella 571

voci enciclopediche
Atomo (Barbara Amato) 579
Pitagora (Delfina Giovannozzi) 587
352 sommario

hic labor
dibattiti
Hilary Gatti, Riflessioni su Bruno e le geometrie non-euclidee 599
Luigi Maierù, Bruno, l’universo, i mondi e le geometrie 605

notizie
Ada Russo, L’Archivio Tommaso Campanella dell’iliesi-cnr 613

cronache
x Convegno della Società Internazionale degli Studi Neoplatonici (Laura
Follesa) 619

ricordi
Stefano Gattei, Ricordo di Alain Segonds 623

recensioni
Christoph Becker, Giordano Bruno – Die Spuren des Ketzers. Ein Bei-
trag zur Literatur-, Wissenschafts- und Gelehrtengeschichte um 1600
(Dagmar von Wille) 629
Per Adriano Prosperi. i : La fede degli Italiani ; ii : L’Europa divina e i nuovi
     

mondi ; iii : Riti di passaggio, storie di giustizia (Federico Barbierato)


   
631
Jean-Louis Fournel, La cité du soleil et les territoires des hommes. Le sa-
voir du monde chez Campanella (Mario Pozzi) 635
Giusto Lipsio, Opere politiche, volume primo La politica, a cura di Ti-
ziana Provvidera, con un saggio di Marc Fumaroli (Domenico Ta-
ranto) 640
giostra 643

sphaera
Ornella Pompeo Faracovi, Con Tolomeo e con Copernico. L’astrolo-
gia nella prima età moderna 669
Andrea Rabassini, Il lessicografo dell’astrologia. Note biografiche su Gi-
rolamo Vitale (1623/24 - 1698) 675
Nicolas Weill-Parot, Naturaliser les merveilles du monde ?  
683
Antonella Sannino, Altri due testimoni manoscritti del De mirabi-
libus mundi 691
Franz Cumont, Lo zodiaco, a cura di L. Perilli (Ornella Pompeo Fara-
covi) 697
Altri due testimoni manoscritti
del De mirabilibus mundi
Antonella Sannino
Summary
This short paper deals with the discovery of two unknown manuscripts of De mirabili-
bus mundi : Montpellier, École de medicine, H 277, and Milan, Biblioteca Ambrosiana,

G. 89 sup. In particular, it focuses on the first one, maintaining that it is very relevant
to the history of the texts and its philological features.

A lla tradizione manoscritta, ricostruita per l’edizione critica del De mirabilibus


mundi, 1 si aggiungono ora due ulteriori testimoni : uno conservato a Mon-
   

tpellier, presso l’Ècole de medicine, con la segnatura H 277, 2 e un altro custodito


nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, il G. 89 sup. Questa, dunque, la recensione


più aggiornata dei codici del De mirabilibus :  

M : Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Lat. Z. 539 (=1594), sec. xv, ff. 3r-

17v.
P : Paris, Bibliothèque nationale de France, lat. 7287, sec. xv, ff. 145r-158r.

C : Roma, Biblioteca Casanatense, 120 (olim C. V. 15) ), sec. xv, ff. 115r-124v,

129rv.
F : Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Pal. Lat. 719, sec. xv, ff. 1r-28r ; ff.
   

67v-70v.
L : Los Angeles, University of California Library, Biomedical Library, Benjamin

1, sec. xv (post 1488), ff. 18v-33v.


V : Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Pal. Lat. 1248, sec. xv (ca.

1470-1511), ff. 92r-107v.


W : Wolfenbüttel, Herzog August Bibliothek, 62.4 Aug. 8°, sec. xv (1495), ff.

37r-48v.
Mo : Montpellier, Ècole de medicine, H 277, sec. xv, ff. 136r-145v.

Am : Milano, Biblioteca Ambrosiana, G. 89 sup., sec. xv-xvi (1401-1500), ff. 98v-


115v.
Il ms H 277 è un codice pergamenaceo e cartaceo, in buono stato di conserva-
zione, formato da 163 ff., rilegati in 17 fascicoli. Il documento contiene 27 scritti ;  

asannino@unior.it
1  A. Sannino, Il De mirabilibus mundi tra tradizione magica e filosofia naturale, Firenze, Si-
smel Edizioni del Galluzzo, 2011 (Micrologus Library, 41), pp. 7-8 ; 75-84.

2  Si deve la generosa e rilevante segnalazione a Isabelle Draelants, a cui esprimiamo la no-


stra gratitudine. Un sentito ringraziamento va inoltre all’Atelier Vincent de Beauvais, che ci
ha fornito la riproduzione digitale dei fogli del manoscritto contenenti il nostro testo.

«bruniana & campanelliana», xviii, 2, 2012


692 antonella sannino
la scrittura, nei fogli che custodiscono il De mirabilibus mundi, è un’umanistica
caratterizzata da tratti sottili, semplici e chiari, con aste lunghe così in alto come
in basso, con s e f discendenti sotto il rigo, con a corsiva chiusa. Questa parte del
manoscritto fu probabilmente approntata per un’agevole consultazione e que-
sto fine ne domina la fattura, caratterizzata da un’estrema semplicità che non
esclude, però, una certa attenzione alla veste grafica : vi si trovano così iniziali

non decorate, ma calligrafiche e di colore rosso (per esempio P, N, C) come rosso


è l’Incipit. La datazione risale quasi sicuramente al secolo xv. Il testimone, forse
di provenienza italiana e verosimilmente anche della stessa origine, ha fatto par-
te della biblioteca dell’Accademia dei Lincei di Roma ; poi è stato acquistato dal

nipote di papa Clemente xi, il cardinale Alessandro Albani nel 1714, ed è rimasto
nella collezione della famiglia Albani, fin quando venne confiscato nel 1798 da for-
ze rivoluzionarie francesi e trasferito in Francia. 1  

Il De mirabilibus mundi occupa i fogli 136r-145v, con il seguente incipit : « Liber    

Alberti Magni de proprietatibus rerum » ; explicit « Amen finis ». Il testo si trova do-
       

po il secondo libro del De virtutibus herbarum, lapidum et animalium, tradito come


Liber de lapidibus preciosis e con l’ascrizione allo Pseudo-Aristotele. 2  

Il G. 89 sup. è una raccolta, in formato cartaceo, costituita da 558 carte più


un’altra decina. Questo codice di data incerta (1401-1500) comprende 71 titoli. 3 Il  

De mirabilibus mundi è ai ff. 98v-115v con il seguente incipit : « Libellus Alberti Magni
   

de mirabilibus mundi incipit » ed explicit : « Explicit liber de secretis naturae Alberti


     

Magni ». La scrittura è un esempio di « cancelleresca all’antica », secondo la defini-


     

zione di Emanuele Casamassima, che intendeva definire tutte quelle umanistiche


corsive un po’ più tarde, diffusesi dopo la fine degli anni ’60 del Quattrocento e
difficilmente individuabili, contraddistinte ancora dal gusto per la rotondità pro-
prio della cancelleresca del secolo precedente, ma anche dalla chiarezza e dall’ele-
ganza della antiqua.
Il De mirabilibus è preceduto dal Liber aggregationis ovvero dal Liber de virtutibus
herbarum, lapidum et animalium 4 e seguito dal De venenis di Pietro d’Abano. Per la

cospicua presenza di sermoni de divina praedestinatione vitae et mortis, di orazioni


papali, di discorsi del vescovo di Foligno, si ha l’impressione di un documento di
carattere liturgico. Dal punto di vista dell’ecdotica, lo studio delle varianti rivela
che lo scriba, intelligente e abile, ha prodotto un testo perfezionato. Molto proba-
bilmente egli aveva a disposizione M e Mo sulla cui base ha corretto i manoscritti
appartenenti al ramo più basso della tradizione (FLVW). Questi pochi elementi
indicano che Am è senz’altro meno interessante di Mo sia per la ricostruzione dei

1  Alla competente collaborazione della dott. ssa Pascaline Todeschini, che ringraziamo
vivamente, dobbiamo le informazioni sulla storia del manoscritto.
2  I. Draelants, Le Liber de virtutibus herbarum, lapidum et animalium (Liber aggrega-
tionis). Un texte à succès attribué à Albert Le Grand, Firenze, Sismel Edizioni del Galluzzo, 2007
(Micrologus Library, 23), pp. 26-31.
3  Per la descrizione del codice, si veda il catalogo on-line della Biblioteca Ambrosiana, ht-
tp ://ambrosiana.comperio.it/opac/detail/view/ambro :catalog :75026.
     

4  Questo nuovo manoscritto va a integrare la ricostruzione della diffusione della collezio-


ne nella tradizione manoscritta e a stampa di I. Draelants, op. cit., pp. 106-208.
due testimoni manoscritti del de mirabilibus mundi 693
legami con le tradizioni magiche a cui l’autore del De mirabilibus fa riferimento,
sia per ragioni filologiche. Per queste motivazioni, ci concentreremo ora esclusi-
vamente su Mo.
Tra i manoscritti del De mirabilibus mundi, Mo, al contrario di Am, svolge un
ruolo di grande rilievo, proprio per i due ordini di motivi appena esposti : la Mitü-  

berlieferung e più estensivamente la relazione con l’ermetismo e la magia pseudo-


jabiriana e pseudo-platonica di origine harraniana, e la critica testuale.
In primo luogo, la sua testimonianza si rivela d’indubbio valore per il fatto che
gli scritti pseudo-albertini siano preceduti da un’ampia sezione dedicata agli erba-
ri medico-magici di derivazione greco-araba, in particolare da tre scritti ermetici
di botanica astrologica : il Liber de virtutibus herbarum decem et novem di Tessalo, il

De septem herbis di Alessandro Magno e le Kyranides di Hermes/Harpocration. 1  

Nella stessa prospettiva appare non trascurabile il fatto che custodisca un testo di
magia naturale, il Liber de quattuor confectionibus, un breve dialogo tra Aristotele
(Aristoas) ed Ermete, 2 trattatelli alchemici di diversa natura, quali il Liber secre-

torum/verborum di Artefio, il Liber ignium di Marcus Graecus ; altri di carattere  

alchemico-magico-organico che sono vere e proprie traduzioni dall’arabo, per


esempio l’Epistola di Ametus cioè il De proprietatibus di Ibn-al-Jazza¯r ; i Flores na-  

turarum dello Pseudo-Geber e il Liber institutionum activarum Platonis, ovvero un


estratto dell’Aneguemis. 3 Riconosciamo in alcuni dei titoli indicati 4 le fonti del De
   

mirabilibus : le Kyranides ermetiche, traduzione latina di un testo greco in quattro


libri, che presenta numerose ricette medico-magiche, seguendo l’ordine alfabeti-


co di nomi di uccelli, pesci, piante e pietre ; il Liber ignium, pure forse appartenen-

te all’ermetismo originario ; altre connesse alla tradizione araba pseudo-jabiriana


e pseudo-platonica. Non è irrilevante ricordare qui che l’autore del De mirabili-


bus ingloba di fatto nel prologo il De proprietatibus di Ibn-al-Jazza¯r, e gran parte
dell’Aneguemis minor negli Experimenta. In questo ordine di idee appare singolare

1  P. Lucentini, V. Perrone Compagni, I testi e i codici di Ermete nel Medioevo, Firenze,


Polistampa, 2001 (« Hermetica Mediaevalia », 1), rispettivamente contrassegnati con i numeri :
     

12, 11, 9. La datazione per il fascicolo che contiene i testi attribuiti a personaggi dello scenario
ermetico è indicata al confine tra il xiv e il xv secolo.
2  Il Liber de quattuor confectionibus è stato edito da me, A. Sannino, Ermete mago e alchimista
nelle biblioteche di Gugliemo d’Alvernia e Ruggero Bacone, « Studi medievali », iii serie, xli, 2000, 1,
   

pp. 180-189 : 151-209. Per l’origine araba, C. Baffioni, Un esemplare arabo del Liber de quattuor

confectionibus, in Hermetism from Late Antiquity to Humanism. La tradizione ermetica dal mondo
tardo-antico all’Umanesimo, Atti del Convegno internazionale di studi, Napoli, 20-24 novembre
2001, eds. P. Lucentini, I. Parri, V. Perrone Compagni, Turnhout, Brepols, 2003 (« Instrumenta  

Patristica et Mediaevalia », 40), pp. 295-313.


3  M. Van der Lugt, ‘Abominable mixtures’ : The Liber vaccae in the Medieval West, or the Dan-

gers and Attractions of Natural Magic, « Traditio », lxiv, 2009, pp. 229-278 : 249-251.
     

4  Non ho potuto verificare personalmente tutto il manoscritto, ma un grande ausilio è


stato fornito della descrizione presente nel DVD-Rom, Scriptor et medicus : la médecine dans les  

manuscrits de la Bibliothèque Interuniversitaire de Montpellier, a cura della Bibliothèque universi-


taire de médecine, École de medicine, Montpellier 2012. Alcune utili informazioni si trovano
in A. Nasser Kaadan, M. Angrini, To What Extent Was Montpellier, the Oldest Surviving Medi-
cal School in Europe, Inspired by Islamic Medicine ?, « http ://www.ishim.net ».
       
694 antonella sannino
il titolo sotto cui si nasconde il De mirabilibus : De proprietatibus rerum, che ricalca  

appunto in parte il nome dell’opera Ibn-al-Jazza¯r. Un altro dato, non trascura-


bile, consiste nella conservazione di testi che sono spie indicative del milieu di
redazione, per esempio il libro di Artefio sulle virtù delle parole, e il De quattuor
confectionibus, noti, in misura diversa, a Guglielmo d’Alvernia e Ruggero Bacone.
Un ulteriore fattore notabile, ma comune anche a Am, è che il De mirabilibus sia
preceduto da una versione incompleta del De virtutibus (ii libro) ; questo fa salire  

a quattro il numero dei manoscritti che trasmettono congiuntamente i due testi


principali della collezione.
Può essere utile riportare qui dettagliatamente il contenuto del manoscritto di
Montpellier :  

i, ff. 0v-1r : Index dell’Herbarius dello Pseudo-Apuleio.


ii, f. 1v : Precatio terrae et Precatio omnium Herbarum : incantesimi anonimi.


   

iii, ff. 1v-3r : Epistola de herba betonica dello Pseudo-Musa.


iv, ff. 3v-28v : Herbarius dello Pseudo-Apuleio.


v, f. 30r : Liber de virtutibus taxonis.


vi, ff. 30v-35v : Liber Thessali philosophi de virtutibus herbarum, ascritto a Tessalo

di Tralles.
vii, ff. 36r-36v : Tractatus septem herbarum, septem planetarum, attribuito ad Ales-

sandro Magno.
viii, ff. 38r-40v : Liber secretorum attribuito ad Artefio.

ix, ff. 41r-60r : Kiranides.  

x, f. 60v : Libellus de his qui maleficiis impediti cum uxoribus suis cohire non possunt,

attribuito ad Arnaldo di Villanova.


xi, ff. 61r-63v : Flores naturarum attribuito a Gµa¯bir ibn Hº ayya¯n.

xii, ff. 64r-65r : De quatuor confectionibus ad omnia genera animalium capienda, at-

tribuito ad Ermete.
xiii, ff. 65v-68r : Epistola Ameti de proprietatibus, ovvero il De proprietatibus di Ibn-

al-Jazza¯r.
xiv, ff. 68v-78v : Liber institutionum activarum Platonis, attribuito a Iohannitius.

xv, ff. 79r-80v : Liber ignium ad comburendos hostes, attribuito a Marcus Graecus.

xvi, ff. 81r : Liber vulturis, anonimo.


xvii, ff. 81v-100v : Liber diversarum artium.  

xviii, ff. 101v-111r : De herbis feminis dello Pseudo-Dioscoride.  

xix, ff. 112r-116v : Liber lapidum preciosorum dello Pseudo-Marbodo.


xx, ff. 117v-118r : Secretum de secreto, attribuito a Ippocrate.


xxi, ff. 118v-119r : Libellus de virtute herbe momordice id est carance.


xxii, ff. 119v-127r : Liber medicinae ex animalibus pecoribus et bestis vel avibus di

Sesto Placito.
xxiii, ff. 127r-135v : Liber de lapidibus preciosis dello Pseudo-Aristotele, cioè il ii Li-

bro del De virtutibus herbarum, lapidum et animalium dello Pseudo-Alberto Magno.


xxiv, ff. 136r-145v : Liber de proprietatibus rerum, cioè il De mirabilibus dello Pseu-

do-Alberto Magno.
xxv, ff. 146r-147v : Epistola de responsione dello Pseudo- al- Ra¯zı¯. 

xxvi, ff. 148r-160v : Liber Macri de virtutibus herbarum di Odone di Meung.  


due testimoni manoscritti del de mirabilibus mundi 695
f. 161r : Note di un antico possessore (o del copista ?), un medico veneziano che
   

scrive le date di nascita dei figli (1411, 1437).


xxvii, ff. 162r-163r : Gynaecia di Mustione.

Queste brevi annotazioni consentono già di confermare alcune delle ipotesi,


che avevamo avuto occasione di avanzare a proposito della genesi del De mirabi-
libus.
In secondo luogo, dal punto di vista della critica testuale, il ruolo di Mo è pa-
ragonabile a quello svolto da M che abbiamo scelto come manoscritto guida per
l’edizione. La collazione delle varianti di Mo ha offerto l’occasione per riflettere
ulteriormente sulla genealogia della complessa tradizione manoscritta, e sugge-
rire l’idea che i due possano derivare da un antigrafo comune. Tale suggestione
si basa su due significative addizioni che distinguono M e Mo dal resto della tra-
dizione. Pur non trattandosi di veri e propri errori da parte degli altri copisti, dal
momento che si tratta in entrambi casi di omissione per omoteleuto, le aggiunte
degli scriba di M e Mo, di carattere stilistico, assicurano il carattere ampolloso e
ridondante del testo (usus scribendi). Leggiamo i passi in questione : 1    

Prologus, p. 85, n. 28 : « Sed postquam legi libros nigromanticos et postquam legi (om.
   

PCFLAm, deest W) libros imaginum et magicos, inveni quod adfectio animae hominis
est radix maxima omnium harum rerum ... ».  

Prologus, p. 100, n. 347 : « Cum ergo scio hoc et scio (om. PCFLWAm) quod omnis
   

natura movet ad suum simile, potest imaginari de mirabilitate effectum quodvis ad


omne operandum, et verificabis omnia quae audies ... ».  

Ci limitiamo a segnalare, in questa sede, anche pochi errori congiuntivi, che fan-
no supporre una parentela tra M e Mo :  

Prologus, p. 85, n. 22 : « Et cum diu sollicitaverimus animum super hoc, invenimus ser-
   

monem probabilem Avicennae sexto Naturalium quod hominum animae inesset qua-
edam virtus immutandi res, et quod res aliae essent oboedientes ei, quando ipsa fertur
in magnum excessum (accensum MMo) amoris aut odii aut alicuius talium ».  

Prologus, p. 102, n. 406 : « Et ideo scripserunt philosophi quod mulus a proprietate


   

vel quomodocumque sit omnino sterilis, facit viros et mulieres steriles, quando ex eo
sociatur aliqua pars mulieribus (mulieris MMo) ».  

Experimenta, p. 138, n. 1253 : « Lampas alia faciens apparere homines in forma foe-
   

da et terrentur invicem homines, et faciunt ipsum fugientes daemones (daemonem


MMo) ».  

Experimenta, p. 148, n. 1452 : « Dicunt Philosophi, quod sinciput est prima pars capitis,
   

ex sincipite hominis parum post mortem generantur (generatur MMo) vermes ... ».  

Anche le seguenti omissioni inducono a meditare sulla relazione esistente tra M


e Mo :

Experimenta, p. 101, n. 370 : « Si vis igitur experimentari, primo docet te scire de rebus,
   

utrum calidae aut frigidae sint (om. MMo) ».  

1  Riprendo il testo critico dalla mia edizione, A. Sannino, op. cit., limitandomi a riportare
tra parentesi tonde le varianti interessanti.
696 antonella sannino
Experimenta, p. 106, n. 479 : « Cum ergo ad palmas vident illud, ligant funes a mas-
   

culo ad foeminam, redit ergo erecta super se ipsam quasi adaptata sit a (om. MMo)
masculo per continuationem funis virtute masculi ».  

Experimenta, p. 137, n. 1242 : « accipe ranam viridem, et decolla eam supra pannum
   

exequiarum viridem, madefac ipsum cum oleo (om. MMo) sambucino ».  

Experimenta, p. 151, n. 1513 : « Est igitur aliquid mirabile quod inconsuetum et rarum
   

aut numquam visum est (om. MMo) ».  

Il rinvenimento dei due mss, in particolare di Mo, se da un lato contribuisce a con-


validare le nostre ricerche sulla genesi del De mirabilibus, dall’altro stimola nuove
considerazioni di critica testuale.