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10 ragioni per eliminare latte e formaggi

Argomento: Allevamenti/Veganismo
Notizia da: InfoLatte

Da VegSource, ecco un breve riepilogo del perche' i latticini


vanno evitati!
24/12/2010

1. Il prodotti caseari distruggono le ossa. I paesi del mondo in cui si beve più latte hanno
PIU' osteoporosi e fratture del bacino. Di pari passo con l'aumento del consumo di latte/latticini
e di calcio aumentano anche i fattori di rischio per l'osteoporosi e le fratture ossee. Gli alti livelli
di sodio e proteine animali procurano all'organismo acidosi metabolica (in pratica il sangue
diventa acido). Per compensare questo, l'organismo estrae i minerali dalle ossa (tra cui il
calcio, appunto) – per sfruttare il loro grande effetto alcalinizzante – e poi li elimina nell'urina.
In sintesi: più latte e latticini si assumono, più si hanno perdite ossee.

2. Ci sono eccellenti fonti vegetali di calcio che non provocano acidosi metabolica; anzi,
sono alcalinizzanti e aiutano la salute delle ossa. I broccoli, il cavolo, gli altri ortaggi a foglia
verde, i semi di sesamo, il tahini, il tofu con aggiunta di calcio e i latti vegetali e succhi di frutta
fortificati hanno quantità adeguate di calcio che soddisfano il fabbisogno giornaliero.

3. Il fattore in assoluto più importante per la salute delle ossa è il movimento. Per
aumentare e mantenere la densità ossea, è necessario porre sotto tensione le ossa
regolarmente. Per aumentare la massa e prevenire l'osteoporosi introducete allenamenti di
resistenza e qualche attività come il camminare o lo jogging. Questo fattore è di gran lunga più
importante di qualsiasi componente nutrizionale.

4. La caseina - la principale proteina del latte - provoca dipendenza psicologica. Avete


notato che più formaggio si mangia, più se ne desidera? Nel cervello, quando si beve latte o si
mangiano formaggi, si formano le casomorfine. Si tratta di sostanze simil-oppiacee che
producono euforia, e fanno sentire il bisogno di ingerire altro latte/formaggi. L'unico modo per
interrompere questo ciclo di dipendenza è smettere completamente.

5. La caseina è un potente cancerogeno. Il dott T. Colin Campbell, autore di The China


Study, in decenni di ricerche ha scoperto che la caseina è un potente promotore del cancro.

6. I prodotti caseari producono alti livelli di grassi saturi e colesterolo, note cause
l'aterosclerosi. Questa conduce alla cardiopatia.
7. Anche la vitamina D ha un importante ruolo nella salute delle ossa. Indipendentemente
dalla quantità di calcio che si consuma, per assorbirlo serve la vitamina D. Inoltre, il 70-97%
della popolazione ha livelli di vitamina D insufficienti o carenti. Domandate al vostro medico un
esame della 25-idrossivitamina D, e se il livello risulta essere al di sotto di 35-50 ng/mL,
aggiungete una dose giornaliera di luce solare (basta qualche minuto nelle ore centrali della
giornata senza filtri solari). Se questo non migliora i vostri livelli di vitamina D, c'è bisogno di un
integratore.

8. Noi siamo l'unica specie che beve le secrezioni della lattazione di un'altra
specie NONCHE' l'unica specie che continua a bere latte dopo lo svezzamento.

9. Oltre ad essere in sé poco salutari e a favorire malattie, i prodotti caseari sono pieni
di pesticidi, antibiotici, ormoni (anche se provenienti da allevamento biologico), steroidi,
metalli pesanti e altre tossine somministrate ai bovini per aumentare la produzione di latte.

10. Il 70% della popolazione mondiale è intollerante al lattosio. Il fatto che la maggior
parte degli esseri umani reagisca con dolorosi sintomi gastrointestinali al consumo di prodotti
caseari, dimostra che l'organismo umano non è fatto per il consumo di latte e latticini.
Attualmente medici e dietisti spingono per l'uso dell'enzima lattasi e di altri medicinali che
alleviano i sintomi per assicurare "adeguata" assunzione di prodotti caseari. Ma se dobbiamo
forzare il nostro corpo ad accettare qualcosa che non vuole, non è forse segno che c'è
qualcosa di sbagliato?

Fonte

Alimentazione e Salute

La favola del latte che fa bene alle ossa


Michele Riefoli

Quante volte abbiamo sentito affermare che latte e formaggi sono indispensabili per la salute, per la
crescita dei giovani, ma soprattutto per l’apporto di calcio e la prevenzione dell’osteoporosi nelle
donne in menopausa e negli anziani? Quello che state per leggere al riguardo probabilmente vi
sorprenderà perché ribalterà completamente ciò che avete sempre creduto di sapere su questo argomento.
Vi consiglio di mettervi comodi.
Iniziamo col dire che fra i mammiferi, ogni specie animale ha il suo tipo di latte che è quindi definito specie-
specifico. Il latte è l’alimento più completo anche per noi umani? Certamente si! Illatte materno è l'alimento
più completo per il neonato e il bambino, così come il latte di mucca è l’alimento più idoneo per il vitello:
il latte di mucca non è un alimento adatto al cucciolo di uomo e all'adulto. Ecco perché: guardate le
ultime due righe della prima tabella. Il latte vaccino, rispetto a quello materno (in fase matura), contiene
pochi zuccheri, più grassi e soprattutto il triplo delle proteine, questo perché un vitello in pochi minuti è in
grado di camminare, mentre il cucciolo dell’uomo ha esigenze e tempi differenti.

Nella seconda tabella, alle prime due righe si evidenzia una diversità sostanziale nella composizione
proteica fra il latte delle due specie. Mentre nel caso della vacca le caseine rappresentano l’80% delle
proteine totali, nel latte materno sono solo il 35%, e il resto sono sieroproteine (le proteine “buone”), che
nella fattispecie contengono le immunoglobuline IgA necessarie al sistema immunitario del bambino
(comunque assenti nel latte vaccino). Infine, in tutti i mammiferi l’allattamento naturale non è mai a tempo
indeterminato, ma la natura prevede che termini dopo un periodo compreso generalmente fra i 6 mesi e i 2
anni.

Le intolleranze ai latticini
I problemi con i latticini sono fondamentalmente due e si chiamano: lattosio e caseina. L’intolleranza al
lattosio è determinata dalla fisiologica carenza o mancanza di lattasi, un enzima preposto alla scissione del
lattosio in glucosio e galattosio. La carenza enzimatica fa si che il lattosio proceda intatto fino all’intestino
crasso provocando così reazioni avverse di vario tipo (mal di pancia, diarrea, indebolimento del sistema
immunitario, del sistema nervoso, ecc...). L’intolleranza alla caseina, il complesso proteico contenuto nei
latticini, soprattutto nei formaggi, è dovuta principalmente all’assenza o carenza della chimosina, l’enzima
responsabile della sua digestione. La caseina è una sostanza collosa capace di provocare meteorismo,
gonfiore, diarrea, crampi, sonnolenza, orticaria, muco, arrossamenti cutanei, stanchezza generale,
insufficienza respiratoria, calo della vista, dolori articolari, perdita della memoria e molto altro. Inoltre, il
professor Campbell, ricercatore ed epidemiologo di fama mondiale, autore del best seller The China
Study(Macro Edizioni, 2011) afferma che la caseina è tra i più potenti promotori del cancro scoperti fino ad
ora, e che il suo consumo è in grado di causare l’innalzamento dei valori di colesterolo cinque volte più delle
proteine vegetali della soia. Mi pare ci sia già molto da riflettere!

Quanto è importante il calcio?


Il calcio è il minerale più abbondante nell’organismo. Si trova per il 99% nello scheletro dove ha funzioni sia
di sostegno che di riserva alcalina, e serve per formare ossa e denti oltre che per mantenerli in salute.
È fondamentale per il corretto funzionamento del cervello e dei muscoli, i quali possono contrarsi e
rilassarsi grazie alla sua azione sinergica con altri elementi. È implicato quindi anche nella regolazione del
battito del muscolo cardiaco. Altre funzioni del calcio sono l'attivazione enzimatica, la trasmissione
dell'impulso nervoso, la permeabilità delle membrane, la moltiplicazione e la differenziazione cellulare.

Dove prendo il calcio se non assumo latte e formaggi?


La cosa migliore è prenderlo dal mondo vegetale. Si osservi che fra i cibi animali i latticini ne contengono
quantità significative (300-1.100 mg su 100 g di prodotto), mentre carne e pesce ne contengono molto meno
12-80 mg e le uova 50 mg.
Fra i cibi vegetali i semi di sesamo contengono 750 mg di calcio, noci 380 mg, tofu 372 mg, soia 277
mg, mandorle 240 mg, fichi secchi 180 mg,spinaci 125 mg, cavoli 90 mg, fagioli 70mg, cereali 40-60 mg
(ma l’amaranto ne contiene ben 159 mg). In realtà tutti i vegetali contengono calcio in proporzioni variabili.
È interessante scoprire poi che le verdure a basso contenuto di ossalati (crucifere: cavoli, verze, broccoli,
cime di rapa, rucola) “forniscono calcio ad elevata biodisponibilità (dal 49 al 61%); in confronto, il latte
vaccino contiene una biodisponibilità compresa fra il 31 e il 32%” (1). In altre parole non si deve guardare
solo all’entroito lordo di calcio, ma bisogna considerare il bilancio netto. A tal proposito è bene sapere che
l’assorbimento di calcio viene ostacolato dall'assunzione contemporanea di troppi grassi e amminoacidi
solforati, di cui sono ricchi i latticini, oltre che dalla presenza di ossalati e fitati che sono contenuti in alcune
verdure, ma non in tutte (per i fitati di cereali e legumi, essi possono essere facilmente eliminati con
ammollo, cottura o germinazione dei semi integrali). Anche il caffè è considerato “un ladro di calcio”. Le
maggiori perdite di calcio avvengono attraverso le urine e sono favorite da un eccessivo apporto di
sale (2) e di proteine, soprattutto animali (3). Per questa ragione spesso il bilancio del calcio da latticini
risulta sfavorevole nonostante i più elevati entroiti, e predispone a molte disfunzioni fra cui crampi, spasmi,
nervosismo, stress, aggressività, osteoporosi. L’assorbimento di calcio è invece stimolato dalla vitamina D,
che inoltre è necessaria per fissarlo nelle ossa, e da un pH meno acido a livello del lume intestinale.
Di quanto calcio abbiamo bisogno?
Le dosi giornaliere raccomandate dalle linee guida internazionali sono attualmente di 800-1.000 mg di calcio,
da aumentare a 1.500 mg durante la gravidanza e l’allattamente, ma c’è qualcosa che non torna. Dal The
China Study di Campbel apprendiamo che: “la maggioranza dei Cinesi consuma pochissimi latticini oppure
nessuno. Essi ingeriscono quantità relativamente piccole di calcio (544 mg in media), ottenute per lo più
mangiando vegetali a foglia verde, legumi e cereali. Ciononostante, l’osteoporosi è poco comune in Cina. Il
tasso di prevalenza di fratture dell’anca, per esempio, è il 19% di quello degli USA. I dati Cinesi ci aiutano a
capire che alle persone serve meno calcio di quello che si crede”. Sembrerebbe quindi che una quantità di
calcio compresa fra 500-800 mg al giorno possa essere più che sufficiente per soddisfare i fabbisogni di un
individuo in ogni stadio del ciclo vitale, compresa infanzia, gravidanza, allattamento, donne in menopausa,
anziani.

Osteoporosi, calcio e latticini


Se il problema fosse il calcio, perché non si guarisce dall’osteoporosi mangiando latte e formaggi che pur ne
contengono? Innanzitutto perché l’osteoporosi non è propriamente una malattia da carenza di calcio,
ma da carenza di tessuto connettivo osseo generato da cattiva alimentazione e sedentarietà. Le vere
malattie da carenza di calcio si chiamano rachitismo (nei bambini) e osteomalacia (nell’adulto). Inoltre, il
calcio proveniente dai latticini rilascia scorie acide e costringe l’organismo, per mantenere il giusto pH nel
sangue e nei tessuti, a ricorrere ai sistemi tampone, che utilizzano proprio il calcio e altri minerali contenuti
principalmente nello scheletro (riserva alcalina).
Da circa 100 anni abbiamo le prove che le proteine animali riducono la salute delle ossa (4) e
sappiamo da tempo che le proteine animali acidificano l’organismo molto più delle proteine vegetali.
Significativo è uno studio del 2000 (5) da cui emerge che le donne europee e americane, dai 50 anni in su,
nonostante consumino grandi quantità di latticini contenenti calcio, presentano i tassi più elevati a livello
mondiale di fratture dell’anca (considerato come attendibile indicatore di osteoporosi). Inoltre, un rapporto
redatto nel 1992 da alcuni ricercatori della Yale University (6) ha riassunto i dati relativi all’assunzione di
proteine animali e ai tassi di frattura ricavati da 34 indagini condotte in 16 paesi diversi e apparsi in 29
pubblicazioni scientifiche. Da questo rapporto emerge che un impressionante 70% dei tassi di frattura era
attribuibile al consumo di proteine animali. Credete ancora alla favola del latte che fa bene alla salute
delle ossa?

Menopausa e tumori
L’evento menopausa diventa influente per l’insorgenza dell’osteoporosi se non si seguono le mosse
preventive di cui sopra. Le donne attive che si alimentano bene, a base di cibi vegetali e integrali, con
basso o nullo consumo di grassi e proteine animali, risultano più protette, anche se apportano mediamente
solo 1/3 del calcio assunto dalle loro coetanee grandi mangiatrici di carne e latticini. Risultano più protette
anche da diversi tipi di cancro (tumore al seno in primis), dal rischio di infertilità, dal Parkinson, dall’acne e
dal rischio obesità. I vantaggi per certe patologie sono maggiori negli uomini che nelle donne. Nella mia
equipe di studio e di ricerca abbiamo evidenze di come lo stato di salute generale migliori eliminando o
riducendo le fonti animali di calcio.

Osteoporosi: combattila in 5 mosse


L’osteoporosi si previene e si combatte in 5 mosse:
1. Mangiando cibi vegetali alcalinizzanti come frutta, verdura, legumi, germogli. Si contribuisce così
all’equilibrio acido-base dei tessuti senza depauperare le riserve di calcio dello scheletro.
2. Riducendo i grassi, le proteine animali e il sale. Adottando diete vegane salutiste e quindi con
contenuto proteico non superiore al 10% sul totale delle calorie assunte (35-55 gr al giorno) e a basso
contenuto di sale (non superiore ai 6 gr al giorno), si fa un’ottima prevenzione.
3. Escludendo malattie da malassorbimento. La possibilità di essere affetti da gravi malassorbimenti
come avviene nel caso della malattia celiaca, va assolutamente presa in considerazione e valutata con
adeguati esami clinici di controllo, per poter eventualmente mettere in campo le adeguate contromisure.
4. Facendo attività fisica regolarmente e per tutta la vita, per sollecitare sempre muscoli e scheletro.
Bisogna anche cercare di ottenere il più alto picco possibile di massa ossea fra i 20-30 anni (maturità
scheletrica), grazie all'abbondante attività fisica svolta durante l’infanzia e l’adolescenza. L’osso è un tessuto
vivo in continuo rimaneggiamento e se lo scheletro non riceve adeguati stimoli meccanici procurati
dall’attività fisica, per un legge naturale di economia, muscoli e scheletro tendono ad atrofizzarsi e a perdere
massa più velocemente.
5. Esponendosi alla luce solare, si produce vitamina D indispensabile a fissare il calcio nelle ossa. È
necessario esporsi all’aria aperta di giorno per almeno 30-40 minuti. Camminare o correre all’aria aperta
coniuga la possibilità di sollecitare meccanicamente le ossa con l’essere colpiti dai raggi ultravioletti che
sono responsabili della produzione di almeno l’80% di vitamina D.

Colazioni senza latticini: qualche suggerimento


Esistono valide e gustose alternative alla “classica” colazione a base di caffelatte o cappuccino con brioches
o biscotti?
Assolutamente si! Provate la colazione Yogica Dolce Veganic che trovate nel ricettario di Mangiar sano e
naturale (Macro Edizioni, 2011).
Latte di mandorle, d’avena, di riso, di soia, si possono riscaldare come il latte e contribuire a creare
delle colazioni alternative.
Se non li trovate gustosi o non li digerite bene, potete sempre pensare a delle colazioni a base di frutta
fresca, cereali, tisane, pane integrale.
Il tofu è il cosiddetto “formaggio di soia”. Per il fatto che ha un gusto neutro a molti non soddisfa, ma se
viene lasciato qualche ora a marinare in un buon condimento, lo assorbe e diventa ottimo. Dalla soia si
ricava anche uno yogurt con fermenti lattici che può sostituire quello vaccino. Migliori risultati si
ottengono però mangiando più frutta, verdura e germogli alimenti ricchi di probiotici naturali.

Note
(1) Heaney R, Dowell M, Rafferty K, Bierman J. “Bioavailability of the calcium in fortified soy imitation milk, with
some observations on method”. Am J Clin Nutr 2000; 71:1166-1169.
(2) Position of the American Dietetic Association: “Vegetarian Diets”. J Am Diet Assoc. 2009;109:1266-1282.
(3) R. Itoh, N. Nishiyama and Y. Suyama, “Dietary protein intake and urinary excretion of calcium: A cross-sectional study in a healthy Japanese
population”, Am J Clin Nutr 67 (1998), pp. 438-444.
(4) Sherman, H.C., “Calcium requirement for maintenance in man”, J. Biol. Chem. Vol 39, 1920, p. 21-27.
(5) Frassetto LA, Todd KM, Morris RC Jr, Sebastian A. “Worldwide incidence of hip fracture in elderly women: relation to consumption of animal
and vegetable foods”, J. Gerontology, vol. 55, 2000 Oct;55(10):M585-92.
(6) Abelow, B.J., Holford, T.R., e Insogna, K.L., “Cross-cultural association between dietary animal protein and hip fracture: a hypothesis”, Calcif.
Tissue Int., vol. 50, 1992, pp. 14-18.