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© ESA

European Scuba Agency


E’ vietata la riproduzione di questo manuale o di sue singole parti
Product n° M0008

A cura di Mauro Bertolini


Progetto formativo, sviluppo, consulenza e revisioni: Mauro
Bertolini, Mario Romor, Enrico Firpo, Egidio Trainito, Maria
Laura Careddu

Testi e fotografie: Enrico Firpo

Illustrazioni: Stefano Trainito, Jacopo Pasqualotto

Gli ausili formativi ESA in materia di prevenzione e di gestio-


ne delle emergenze sono conformi alle linee guida approvate
dal DAN - Divers Alert Network
Indice
5 L’elemento più prezioso

Capitolo Uno
7 Cosa imparerai
9 Orientamento terrestre
10 Le mire a terra
15 Equipaggiamento utile in superficie
16 I nomi dei siti e le mappe subacquee
18 I riferimenti in fase di discesa
20 Complimenti!
21 Cosa hai imparato?

Capitolo Due
23 Cosa imparerai
24 I riferimenti naturali in immersione
25 Stima della distanza
27 Tipologie d’immersione e itinerari
27 Immersioni in parete
29 Immersioni sulle secche
31 Immersioni da terra
34 Complimenti!
35 Cosa hai imparato?

Capitolo Tre
37 Cosa imparerai
38 La bussola subacquea: caratteristiche e uso
42 Itinerari subacquei con la bussola
46 Strumenti e sistemi di navigazione elettronici
48 Luci di segnalazione
48 Il segnalatore di superficie
50 Fattori importanti da considerare
52 Complimenti!
53 Cosa hai imparato?

55 Immersione in Acque Libere 1


59 Immersione in Acque Libere 2
63 Immersione in Acque Libere 3

Appendice
69 ESA
71 9 consigli per la difesa dell’ambiente
72 9 regole per la sicurezza
73 Schema per la pianificazione dell’immersione
74 Da non dimenticare
76 Come fare un percorso triangolare con la bussola
77 Come fare un percorso quadrangolare con la bussola
78 Come fare un percorso esagonale con la bussola
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L’elemento più prezioso
Tutto è pronto per l’immersione. Dopo il controllo
con il compagno non resta che respirare dall’eroga-
tore e scaricare il Gav espirando per scendere sot-
t’acqua. In una frazione di secondo tutto cambia. Le
sensazioni, il paesaggio, i rumori, il modo di respi-
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rare e di muoversi. Probabilmente, se si potesse
paragonare, è come ritrovarsi in un battibaleno su
un altro pianeta, in un’altra dimensione e forse
anche in un’altra epoca perché sott’acqua cambia
anche il senso del tempo. Molte persone sono affa-
scinate dal contatto con l’oro o con i diamanti e, al
di là del valore in denaro che gli è attribuito, prova-
no emozioni elettrizzanti e spesso
inseguono per tutta una vita il sogno
di poterli toccare, possedere e indos-
sare o nuotarci dentro come fa
Paperon De Paperoni. Ogni elemento
è diverso da un altro, sicuramente sarà
più emozionante tenere in mano un
lingotto d’oro o una manciata di pietre
preziose piuttosto che far scorrere del-
l’acqua sulle mani per lavarsele, ma
l’acqua, in cui ci si può immergere e
nuotare e che ti avvolge completa-
mente è fra tutti forse l’elemento più
straordinario. Naturalmente anche l’a-
ria ci avvolge completamente (all’e-
sterno) ed è indispensabile alla vita
ma l’elemento aeriforme è di così ordi-
naria routine per noi, che solo quando
intervengono cattive condizioni come
respirare l’aria particolarmente inqui-
nata di una grande città o condizioni
anormali come respirare l’aria più pura
e rarefatta che c’è in montagna o quel-
la di una bombola, ci ricordiamo che
comunque viviamo costantemente
all’interno di un elemento. Immergersi
in un elemento così diverso come l’ac-
qua rispetto a quello cui siamo abitua-
ti, altera sempre, in maniera più o
meno significativa, le nostre percezioni rispetto
all’ambiente circostante. Principalmente ciò è dovu-
to alla densità dell’acqua, centinaia di volte superio-
re a quella dell’aria; questo ci impone un costante
adattamento che diventa progressivamente più faci-
le a farsi man mano che si apprendono e si perfe-
zionano le tecniche. Chi ha frequentato un corso
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subacqueo di primo livello, non potrà certo dire d’a-
ver imparato tutto quello che c’era da sapere o d’a-
ver assimilato ogni tecnica ad un punto tale da esse-
re perfettamente a proprio agio e non necessitare
d’ulteriore formazione. Ci sono proprio degli argo-
menti di base, che qualunque subacqueo neofita o
anche di livello avanzato vorrebbe prima o poi
approfondire e il fatto che ci si dedichi o no non ne
invalida l’importanza. Dai sondaggi effettuati emer-
ge che molti subacquei, principalmente dopo un
corso iniziale, si sentono più bisognosi su argomen-
ti e pratiche di Orientamento, Assetto e Biologia
Marina. Un subacqueo che ha imparato a respirare
e a muoversi sott’acqua, seppur con un compagno
d’immersione, che spesso è stato anche suo compa-
gno di corso, probabilmente troverà ancora difficol-
tà, avendo davanti agli occhi un paesaggio decisa-
mente insolito, nel programmare ed effettuare degli
itinerari subacquei autonomamente. Allo stesso
modo, l’adattamento fisico che comporta l’immer-
sione, permette alla maggior parte dei subacquei di
controllare al meglio il proprio corpo e i suoi movi-
menti dopo decine d’immersioni. Non da ultimo,
spesso la consapevolezza di trovarsi
in un ambiente così diverso e deli-
cato, giunge dopo che la conoscen-
za su ciò che si sta osservando per-
mette finalmente all’inizio di ricono-
scere un animale da un vegetale o
addirittura un sasso da un animale e
successivamente, con passione,
anche di distinguere una specie dal-
l’altra o ricercare organismi interes-
santissimi e meravigliosi ma quasi
invisibili, che spesso passano com-
pletamente inosservati.
Il Corso ESA Orienteering Diver che
stai iniziando in questo momento
vuole approfondire il primo di questi
argomenti: la pratica e la capacità d’o-
rientamento. Sfogliando il manuale
troverai molte informazioni che anco-
ra non conoscevi, tanti consigli e pic-
coli trucchetti che saranno un prezioso aiuto per le tue
escursioni subacquee, sia immergendoti autonoma-
mente con un compagno sia sfruttando il servizio offer-
to dai Diving Center ed immergendoti con una guida.
Non perdere altro tempo, quindi, hai davanti un'al-
tra bellissima occasione d’avventura e perfeziona-
mento della tua formazione subacquea!
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Capitolo Uno
Cosa imparerai
Ottobre. In lontananza, otto miglia più a Nord della
località rivierasca in cui sta iniziando questa matti-
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nata, si ode il suono lacerante e intermittente di una
sirena che si alterna al grido più vicino dei gabbia-
ni comuni che circolano instancabili ad ali spiegate
scrutando mare e terra alla ricerca di qualcosa di
commestibile da mangiare. Giorgio e Luana, titolari
di un noto Centro subacqueo della zona, stanno
ricevendo i primi clienti di oggi, una giornata che si
preannuncia calda e densa di aria
umida e ferma.
Le due guide hanno scelto per l’immer-
sione di oggi un relitto che si trova
nella zona di mare compresa tra due
isole antistanti la riviera.
L’immersione, programmata da diver-
si giorni, è organizzata per un gruppo
di appassionati “relittari” che giungo-
no da diverse località per visitare ciò
che resta di un Windjammer di fine
secolo scorso (un tipo di nave in uso a
quei tempi). La logistica prevede l’an-
coraggio dell’imbarcazione ad una
grossa cima fissata sul fondo ai resti
della grande nave e sospesa per mezzo
di un galleggiante alla profondità di
10 metri. La buona visibilità permette
di solito di individuare quasi imme-
diatamente il grande galleggiante
bianco sospeso a mezz’acqua e un pas-
saggio a doppino della cima della
barca, entro un apposto occhiello, evi-
terà di dover gettare l’ancora dell’im-
barcazione del Diving Center fino sul
fondo, che è a circa 30 metri. Dopo il
ricevimento e la preparazione a terra,
la barca lascia finalmente il porticciolo.
Orsa Maggiore è un’elegante barca di
legno lunga 10 metri dalla prua prominente e alta e
dalla poppa ampia a comoda, adatta per lo svolgi-
mento delle attività pre e post immersione. Mentre
procede verso la meta, Giorgio chiarisce nel briefing
la possibilità di un’immersione alternativa, non-
ostante le condizioni del mare siano ottime. Quando
si va per mare e anche in condizioni di attività
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ricreative, le possibilità di rinuncia o la scelta di
un’immersione alternativa a quella pianificata
potrebbero essere dettate da numerosi fattori. Infatti,
nonostante il mare sia piatto, potrebbe verificarsi un
repentino cambiamento delle condizioni meteoma-
rine, chi entrerà in acqua per primo ad occuparsi
dell’ormeggio potrebbe rilevare una forte ed imprevi-
sta corrente subacquea o addirittura potrebbe acca-
dere un guasto improvviso ai propulsori della barca
o di alcune strumentazioni importanti che potrebbe-
ro anche compromettere la giornata di tutta la com-
pagnia. Oggi però Giorgio non è preoccupato per
questo, Orsa Maggiore, infatti, procede sicura sol-
Spesso i cando il mare liscio e alzando di lato un’onda che
punti d’im- sembra d’olio e che progressivamente si allarga dal
mersione mascone e dalle due fiancate verso mete più lontane.
sono lontani Da buon analizzatore ed esperto di ogni condizione
dalla costa, che abbia importanza a considerarsi ai fini di
in tratti di un’immersione sicura e divertente, Giorgio ha pen-
mare consi- sato ad un’accurata pianificazione ed il fatto che
derati vasti abbia già deciso di comunicare al resto del gruppo
per piccole la reale possibilità di un’immersione alternativa
imbarcazio- nonostante ci sia ancora qualche miglio da percor-
ni rere, lascia qualcuno del gruppo quantomeno per-
plesso. Oltretutto il motore diesel di Orsa Maggiore
gira regolare come un orologio svizzero e, poiché lo
scafo è dislocante, una buona velocità di crociera è
stabilita con appena la metà della potenza effettiva,
permettendo al motore di risparmiare forze e carbu-
rante. La strumentazione di bordo comprende, oltre
ai normali controlli del livello di carburante e della
pressione dell’olio, della temperatura dell’acqua e
della batteria, anche un moderno Gps ed un eco-
scandaglio. La rotta è impostata, le operazioni d’as-
semblaggio delle attrezzature sono iniziate, ma
mentre l’imbarcazione procede verso il braccio di
mare che separa le due isole la perplessità di Giorgio
aumenta di minuto in minuto, finché egli decide di
rivolgersi nuovamente al gruppo annunciando:
“Ragazzi, temo che dovremo cambiare meta, l’im-
mersione sul Windjammer oggi non si potrà fare. In
ogni modo, effettuando una piccola deviazione per
pochi minuti, andremo verso una piccola isoletta,
poco più di un grande scoglio e potremo ancorarci lì
vicino per visitare un altro interessante relitto, che
ne dite? Si tratta di un’imbarcazione da pesca affon-
data in circostanze tragiche in seguito ad una tem-
pesta e la sua storia è davvero interessante.”
Mentre la guida affascina tutti i presenti con i retro-
scena del tragico affondamento avvenuto quasi qua-
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rant’anni prima, ti sarai domandando cosa potrà
aver spinto Giorgio a cambiare rotta e perché ad un
certo punto ha ostentato tanta sicurezza in una
decisione che a prima vista sembrava senza fonda-
mento, dato che le condizioni generali apparivano
ottime. Non preoccuparti, fra poco lo scoprirai, que-
sto fa parte del piccolo gioco che è stato il prologo di
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questa prima parte del Corso ESA Orienteering Diver.
In questo capitolo, infatti, imparerai che i metodi e
le tecniche per diventare un bravo ed esperto subac-
queo, comprendono anche delle ulteriori nozioni
sulla pianificazione e sulla logistica dell’immersione
rispetto a quelle che hai imparato nei Corsi iniziali.
Quello che sarà analizzato fra poco, apparentemen- Spesso in
te potrebbe interessare solo un professionista, ma Mediter-
vedrai che non è così. Infatti, in caso tu decida di raneo le
immergerti con un compagno da una vostra barca, condizioni
dovresti quantomeno essere in grado di ritrovare un climatiche
sito d’immersione per non essere costretto ad immer- cambiano
gerti sempre dove capita per la mancanza di riferi- rapidamen-
menti, considerare le modalità d’ancoraggio e un to creando
piano contingente d’immersione, se le condizioni lo problemi di
consentono. Se ora vuoi, puoi scoprire come si è svol- orienta-
to il seguito del nostro racconto, leggendo il primo mento
paragrafo che tratta dell’Orientamento Terrestre.

Orientamento terrestre
Ottobre, in Mediterraneo questo è un mese che può
riservare molte “sorprese metereologiche”.
Potrebbe far molto freddo in anticipo sull’inverno o
ritornare molto caldo dopo un Settembre che aveva
preannunciato il repentino cambiamento degli
armadi, la dotazione della cerata pesante per gli
spostamenti in barca e abbondanti termos di tè
caldo e biscottini per allietare i clienti dopo l’im-
mersione. In questa circostanza non era decisamen-
te freddo, anzi l’anormalità del mese in cui solita-
mente cadono le foglie e si raccolgono uva e casta-
gne, era il ritorno e la persistenza di un’alta pressio-
ne decisamente estiva. Molte mattine lo annunciava-
no anche degli addensamenti biancastri sulla som-
mità delle due isole. In certi giorni questi ammassi
di pura umidità densa e tangibile, scendevano giù
fino al mare dalle sommità rocciose di calcare, reso
scuro dalle minuscole goccioline d’acqua, e per
molti tratti di navigazione si correva il rischio di
essere totalmente avvolti dalla nebbia. Orsa
Maggiore era sicura lungo la sua rotta ma Giorgio
guardava pensieroso verso la maggiore delle due
isole e ascoltando ancora la sirena provenire dal
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porto, pensava proprio alla nebbia, che quel giorno,
inesorabile, molto probabilmente sarebbe scesa
anche in mezzo al canale, dove ancora giace, dopo
quasi sessant’anni dal siluramento, la carcassa del
vetusto veliero, adattato in epoca moderna alla navi-
gazione a vapore per il trasporto di balle di tabacco.
Nonostante la strumentazione di bordo avrebbe
in ogni modo consentito il raggiungimento pre-
ciso sul sito d’immersione, la fitta nebbia che pre-
sto sarebbe scesa, avrebbe lasciato Orsa Maggiore
ancorata come dentro ad un’enorme bottiglia d’or-
zata anche per diverse ore in un braccio di mare
Navigatore aperto in cui comunque era necessario farsi vedere
GPS (o sentire, come garantisce la sirena delle grandi
di una barca navi) da eventuali imbar-
cazioni in transito. Era
meglio non rischiare e
l’immersione alternativa
proposta dall’Istruttore,
oltre che garantire la visi-
ta di un altro bel relitto,
aveva il vantaggio di
essere fuori dal locale
banco di nebbia e con-
sentiva in ogni modo un
ancoraggio protetto da
un’isola, seppure molto
più piccola delle due
maggiori.
Gli strumenti di cui si
possono dotare le barche
da lavoro o per il diporto
possono essere al giorno
d’oggi vere e proprie
consolle costosissime che non tutti si possono per-
mettere, spesso neanche i piccoli Diving Center che
operano stagionalmente in molti mari del mondo. In
ogni modo analizzeremo fra breve, alcuni tipi di
strumenti che possono essere utili sia alla naviga-
zione sia al ritrovamento di un sito.

Le Mire a terra
Chi è solito andare per mare, per lavoro o per dilet-
to, dai più antichi navigatori fino ai giorni nostri,
adotta sempre e comunque dei mezzi per l’orienta-
mento in navigazione e sfrutta i riferimenti natu-
rali a disposizione. Se hai provato a uscire in mare
con una barca, ma anche con una semplice canoa o
pedalò, ti sarai reso conto che man mano che ti
allontani dalla costa, quest’ultima si rimpicciolisce
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sempre più, lasciando i riferimenti degli insedia-
menti umani, se presenti, (stabilimenti balneari, edi-
fici, strade costiere) o i rilievi di strutture geologiche
che si intersecano (colline e montagne) come il
mezzo migliore su cui basare il ritorno. Per esempio,
un porto, agglomerati di case e villaggi, sempre più
frequenti sulle nostre coste, avranno delle caratte- I riferimen-
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ristiche su cui potrai basare la tua posizione che ti a terra
ti servirà sia per mantenere e correggere una rotta, servono per
sia per tornare indietro senza correre il rischio di impostare
finire nel porto sbagliato (esagerando), di non ritro- sia una
varlo o comunque di non riuscire ad identificare l’e- rotta, sia il
satto punto d’uscita. Certi esempi ti potranno sem- percorso
brare esagerati ma frequentemente le caratteristiche per il
naturali delle coste hanno costretto gli ritorno
uomini (molto spesso proprio per
scelta) a costruire i propri porti in luo-
ghi che, osservati da fuori, spariscono
velocemente e completamente alla
vista. Chi ha visitato Bonifacio, in
Corsica, giungendo dal mare Nord
Orientale della Sardegna, avrà notato
che il porto rimane invisibile fino
all’ultimo momento, quando final-
mente il traghetto di linea vira di molti
gradi per guadagnarsi l’entrata fra le
due alte torrette che supportano le luci
verde e rossa di segnalazione.
Oltretutto lo scenario è spettacolare
perché dal mare di fuori la parte visibi-
le della piccola cittadina di Bonifacio è
abbarbicata su un’alta struttura geologi-
ca stratiforme, che nasconde abilmente
l’entrata e sembra proprio impossibile
che in quella continuità di roccia, possa
esserci in realtà un’apertura cosi gran-
de da consentire la navigazione anche
a traghetti di media grandezza.
Ma cosa c’entra questo con le
immersioni? La risposta è ovvia se
pensi che ogni sito d’immersione,
conosciuto o che ti sei abilmente o
fortunosamente scoperto, è un luogo
che spesso, a parte qualche boa fissa, non presenta
nessun tipo di ulteriore segnaletica, ma che sicura-
mente vorrai tornare a visitare. Queste informa-
zioni ti saranno anche utili in ogni modo se, per
esempio, la tua formazione personale non prevede
o non ha previsto fino a questo momento, una scuo-
la per il conseguimento della patente nautica, che
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per la conduzione di moltissime barche motorizzate
non è assolutamente (forse a torto) obbligatoria.
Dunque, a parte i discorsi sulla navigazione, molti
siti d’immersione hanno delle soglie d’avvista-
mento e ritrovamento molto basse, tali da essere
paragonati ad un’oasi nel deserto o a una chiazza di
querce da sughero in un bosco di lecci (che potreb-
be essere il luogo magico dell’incontro con alcune
famiglie di funghi pregiati).
I riferimenti naturali e le mire rappresentano
ancora oggi il sistema più usato per ritrovare
un sito d’immersione e durante la pianificazione
dell’immersione devi considerare quest’importante
aspetto, proprio come ha fatto il nostro amico
I riferimenti Giorgio in apertura di capitolo. Infatti, come il sito
naturali e le del Windjammer, molti altri siti d’immersione si tro-
mire a terra vano su secche completamente sommerse anche da
rappresenta- molti metri d’acqua e invisibili dalla superficie. Nel
no ancora caso del nostro amico, egli usa delle mire a terra
oggi il siste- come riferimento e per quel sito sfrutta un’enor-
ma più usato me e lunga antenna per uso militare posta sulla
per ritrovare sommità della maggiore delle due isole. Questa
un sito d’im- struttura, colorata a bande trasversali rosse e bian-
mersione che, è visibile per molte miglia e rive-
la un riferimento caratteristico: infatti,
è sufficiente avvicinarsi all’isola o
allontanarsi per veder diminuire o
aumentare il numero di bande colora-
te. In questo caso, dal punto d’immer-
sione è sufficiente contare quante
bande spuntano dalla sommità della
montagna per avere già un buon rife-
rimento. Come vedi, è importante che
per rilevare una mira tu prenda in con-
siderazione due oggetti che appaiano
allineati (in questo caso il profilo della
montagna e la lunga antenna). Una
mira da sola però non basta perché
sarebbe sufficiente spostarsi di lato per
non essere comunque in grado di
ritrovare il punto esatto. E’ necessario
rilevare almeno un’altro punto ed è
meglio se questo è preso con una
certa angolazione rispetto al primo per avere atten-
dibilità: infatti, due mire dovrebbero essere prese
ad almeno 90° l’una dall’altra. Nel caso del sito
citato, a circa 90° dal riferimento della grande
antenna, il profilo spiovente di un monte distante
molte miglia s’interseca in modo caratteristico con il
tetto di una casa costruita sulla costa. Quindi, per
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rilevare ogni mira è importante riferirsi ad almeno
due oggetti caratteristici e allineati. Per ritrovare il
punto, una volta allineati i primi due riferimenti,
navigherai avanti e indietro fino a far combaciare
anche i secondi: dovresti quindi trovarti nel punto
esatto che stavi cercando. Questo è un metodo che
se usato nel modo corretto, ti garantirà un’ottima affi-
1
dabilità. Un altro metodo per ritrovare un punto, che
prevede l’uso della bussola, ti sarà spiegato nel capi-
tolo Tre, dopo aver parlato delle caratteristiche gene- Se non
rali di questo strumento. conosci
Ma come puoi fare le prime volte, se non cono- alcun sito
sci nessun posto? Come abbiamo già detto, o trovi d’immer-
dei tuoi siti d’immersione immergendoti con un sione puoi
compagno in perlustrazione coprendo tratti diversi farti
di mare oppure sfrutti i siti conosciuti. Può capitare accompa-
che in perlustrazione si scoprano dei siti molto inte- gnare in
ressanti e che ancora nessuno conosce ma più i immersio-
tempi vanno avanti, più i siti diventano dei luoghi ne guidata
noti e a volte, per la loro straordinaria ricchezza di con l’im-
vita e colori, dei luoghi ormai celebri. Con lo svi- barcazione
luppo della subacquea e dei Diving Center, molti di un
operatori hanno messo a punto e sono facilmente diving
reperibili presso gli stessi Diving Center
delle vere e proprie mappe dei punti
d’immersione più interessanti della
zona e oggi esistono migliaia di luoghi
interessanti ormai codificati e facilmen-
te consultabili sia per la localizzazione
sia per i possibili itinerari subacquei, di
cui parleremo nei prossimi capitoli.
Addirittura, i luoghi celebri d’immer-
sione di tutto il mondo sono descrit-
ti in pubblicazioni molto ben curate e
reperibili facilmente nelle librerie.
Se comunque scopri un sito d’im-
mersione che ti piace e che è fuori
dal circuito di quelli noti, è meglio
se prendi degli appunti su un taccui-
no; potresti disegnare in modo sempli-
ce i riferimenti che vedi a terra da quel
punto e che userai per ritrovarlo, fino
a quando non avrai memorizzato le
mire, o segnarti la posizione con una bussola, come
vedremo più avanti. Per facilitarti nelle operazioni
potrebbero esserti senz’altro utili i binocoli. Il consi-
glio migliore, se pensi di andare per mare con una
tua imbarcazione o anche con una presa a noleggio,
è quello di acquistarne un paio. Ricorda che il
binocolo ideale per osservazioni da una barca
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in movimento è il 7 per 50, dove il primo nume-
ro indica il fattore d’ingrandimento, il secondo
il diametro delle lenti in millimetri, quindi della
sua luminosità. Se comunque non ne disponi,
prova a guardare i riferimenti a terra attraverso le
mani messe a binocolo intorno agli occhi; questo
potrà esserti utile per concentrare l’attenzione, eli-
minando dallo spazio visivo tutto ciò che non t’inte-
ressa e per eliminare buona parte dei riflessi, che
sull’acqua sono quasi sempre presenti e fastidiosi. In
Minitest ultimo, ricorda di considerare sempre attentamente i
fattori metereologici. Se la giornata è buona potrai
osservare molti riferimenti a terra ma in caso di neb-
bia, foschia o cielo perturbato, molti riferimenti noti
1. I riferimenti naturali potrebbero non essere visibili quel giorno, come nel
a terra possono essere caso del nostro amico Giorgio, che anche se avesse
ben rappresentati da deciso di ancorare sul sito del relitto, non avrebbe
a) Edifici e strutture ele- potuto sfruttare nessun riferimento visivo a causa
vate sulla costa del banco di nebbia.
b) Rilievi montagnosi Assicurati, quando decidi di prendere delle mire a
c) Sia a che b terra, che siano riferimenti affidabili, cioè delle
strutture consolidate o delle intersecazioni che non
2. Vero o Falso. I riferi- possano variare nel tempo. Certo, una montagna o
menti naturali e le mire una casa non si spostano dall’oggi al domani ma alcu-
rappresentano ancora ne volte è successo che qualcuno abbia preso come
oggi il sistema più usato riferimenti delle strutture al momento molto ben visi-
per ritrovare un sito bili, come le grandi gru dei cantieri edili, ma che una
d’immersione volta finiti i lavori sono state spostate, lasciando l’an-
no seguente il sub con un palmo di naso.
3. Le mire a terra, per Le pecore nere. La subacquea è forse fra le attività
essere utili dovrebbero più ricche di aneddoti e varrebbe davvero la pena di
essere prese ad almeno scriverne un libro divertente; pensa che ci sono sub-
a) 30° l’una dall’altra acquei che custodiscono gelosamente i “propri” siti
b) 45° l’una dall’altra d’immersione in libricini che non consulterebbero
c) 90° l’una dall’altra mai in presenza di estranei e ci sono subacquei che,
un po’ per pigrizia, un po’ per incapacità a ritrovare
certi luoghi d’immersione (anche quelli ormai ben
noti, ma loro non lo ammetterebbero mai!) aspetta-
no al varco che le barche ancorate in precedenza
Risposte: 1c – 2 Vero – 3c finiscano l’immersione e vadano via, per piazzarsi al
loro posto. Altri ancora, e sono le vere pecore nere,
per essere sicuri di non sbagliare il punto esatto e
per non perdere tempo, si avvicinano con l’elica in
movimento affiancandosi a barche già ancorate
incuranti sia della bandiera di segnalazione sia
del povero barcaiolo il quale si sbraccia per avver-
tire che sott’acqua, magari a pochi metri dalla super-
ficie ci sono interi gruppi di sub che effettuano la
sosta di sicurezza. Forse questo spiega in parte
come mai in zone con decine di punti d’immersio-
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ne interessantissimi, le barche si radunino a secon-
da dei giorni, tutte nello stesso posto; o qualcuno ha
dato appuntamento a qualche bel dentice di pas-
saggio e si è sparsa la voce o solo in pochi mettono
in pratica le comuni doti di piccola marineria e edu-
cazione che dovrebbe avere chi va per mare.
Scherzi a parte, allenati a prendere delle mire Un binoco-
1
mentre navighi, ti sarà sempre molto utile! lo è sempre
Durante il tragitto che farai in barca con il tuo utile in
Istruttore verso il punto d’immersione, nota quanto barca,
più possibile di ciò che ti circonda. In ogni modo anche per
egli ti farà vedere i riferimenti che usa per ritro- controllare
vare il sito in cui v’immergerete. Se l’immersione i riferimen-
si svolgerà da terra, allo stesso modo egli t’indiche- ti a terra
rà il metodo più utile per valutare l’entrata e l’uscita
e nel briefing pre immersione ti indicherà in ogni
caso l’itinerario che seguirete.

Equipaggiamento utile in superficie


Abbiamo già parlato dei binocoli e della loro impor-
tanza e abbiamo accennato a sofisticate strumenta-
zioni di cui si possono dotare le imbarcazioni; una
fra tutte ha avuto una forte riscoperta negli ultimi
anni: si tratta del Gps. Sta per Global Positioning
System ed è uno strumento che ormai molti usano
e che ha avuto origine per scopi militari. E’ un vero
rilevatore di posizione e rotta, basa il suo funziona-
mento sui satelliti e serve quindi moltissimo
anche a chi pratica attività subacquea per ritro-
vare i punti d’immersione. Naturalmente le coor-
dinate vanno memorizzate in precedenza ma è un
sistema semplice e affidabile ed è facile seguire le
istruzioni che, come per ogni strumento elettronico,
sono importantissime. Se per caso decidessi di
acquistare un Gps, sappi che oggi ci sono moltissi-
mi modelli in commercio, anche palmari del peso di
poche centinaia di grammi che possono fornirti
molte indicazioni utili, come il punto nave, la rotta
per raggiungere un dato punto, la velocità di navi-
gazione e calcolare il percorso effettuato. Anche
molti altri sportivi lo usano, i velisti, chi va in escur-
sione e non necessariamente in mare, addirittura
molte automobili sono ormai dotate di questo inge-
gnoso sistema. Pensa che certi modelli possono
memorizzare centinaia si punti. E’ bene ricordare
che il Gps non riconosce e quindi non ti avver-
te degli ostacoli, esso ti fornisce la via più breve
per raggiungere un luogo e comunque devi stare
attento, in questo caso scartando scogli, secche
semiaffioranti, mede o boe di qualunque genere.
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Tutti gli strumenti elettronici sono suscettibili d’im-
provvisi guasti e di mancanza di elettricità, quindi
accertati che prima dell’uscita essi siano funzionanti
e in buona autonomia; eventualmente porta con te
batterie di ricambio per i modelli portatili.
Un altro strumento utile per rilevare un sito d’im-
mersione e che si può usare in sinergia con il Gps è
l’Ecoscandaglio, ben conosciuto dai pescatori sia
professionisti sia sportivi. Anche gli antichi marinai
hanno sempre usato scandagliare il fondo per evita-
re di cozzare le loro barche con il rischio di affon-
damenti catastrofici. In fin dei conti, per misurare
quanto fondo c’è il sistema è molto semplice: è suf-
Un GPS ficiente una cima misurata ed un peso. Gli antichi
portatile usavano anche cospargere la base del peso con del
grasso, sulla quale sarebbero rimasti invischiati dei
resti del fondo, utili per comprenderne la sua com-
posizione. Al giorno d’oggi questi non sono
certo i metodi più pratici.
I moderni Ecoscandagli segnalano su ampi schermi a
cristalli liquidi la profondità e la conformazione del
fondo e certi modelli molto costosi possono descrive-
re in modo particolareggiato anche la taglia dei pesci
che stazionano o stanno passando sotto la barca.

I nomi dei siti e le mappe subacquee


Abbiamo già detto che in molte località i punti
d’immersione non sono segnalati e non è previ-
sta nessuna normativa specifica come invece accade
in certi altri luoghi dove i siti hanno delle boe fisse
d’attracco, che evitano anche l’ancoraggio sul fondo
e tutti i danni derivanti all’ambiente.
In questi siti che non hanno segnaletica, è necessario
imparare dei riferimenti a terra. Per esempio, nelle
mappe dei siti che si trovano lungo tratti di costa o nel
contorno di molte isole, potrai vedere disegnate nume-
rose bandierine segnasub corredate del nome dell’im-
mersione (es. “la ghigliottina” o “le tacche bianche”)
ma come fare per trovare il punto esatto se non si dis-
pone di coordinate o strumenti per seguirle? La cosa
migliore è di farsi accompagnare da un Diving
Center e imparare il posto, o seguire delle indicazioni
di qualche sub disponibile (e generoso). Infatti, spes-
so molte immersioni distano poche centinaia di metri
l’una dall’altra ma le caratteristiche possono essere
diversissime tra loro. E’ un po’ come voler salire su un
monte di testa propria piuttosto che seguire i sentieri
consigliati. In fondo un’immersione è come un’escur-
sione a terra, con un punto di partenza e degli itinera-
ri previsti. All’inizio è senz’altro meglio seguire le vie
16
conosciute, anche per verificarne i riferimenti subac-
quei, di cui parleremo nei prossimi paragrafi e capito-
li. Ricorda che i nomi delle immersioni si rifanno
sia a caratteristiche esterne sia a caratteristiche
subacquee ma per saperne di più occorre informarsi
meglio. Ad esempio, l’immersione chiamata “la ghi-
gliottina” potrebbe essere un sito caratterizzato da un
1
ancoraggio vicino ad una parete nella quale la roccia
assume la conformazione di una lama spiovente sul-
l’acqua, mentre “ il grottone” potrebbe non avere nes-
sun riferimento esterno al nome ma essere caratteriz-
zata da un’ampia caverna subacquea posta a 15 metri
di profondità. Altre volte il nome riguarda ciò che si
può osservare sott’acqua, come “la tana di Lucia” rife-
rita ad una grande cernia stanziale che se tranquilla si
può osservare fuori dalla cavità dove abita o “ barracu-
da point”, riferita ai bellissimi e affascinanti predatori,
ormai sempre più stanziali anche in Mediterraneo.
Insomma, non è proprio facile se non si dispone di aiuti
e riferimenti e più se ne raccolgono meglio è. Inoltre, Semplice
spesso le immersioni si chiamano allo stesso modo in mappa di
località diverse o sono semplicemente contrassegnate un sito
da numeri come nel caso di “ secca del fico 1, 2”, ecc. d’immersio-
Se qualcuno ti telefona ne
invitandoti ad un’immer-
sione sul KT, dovresti
quantomeno chiedergli se
si tratta di quello affonda-
to nel golfo di Orosei in
Sardegna o di quello pre-
sente nelle acque liguri.
Se apparentemente i
nomi delle immersioni ti
sembrano una giungla
misteriosa nella quale sia
inutile addentrarsi hanno
senza dubbio molti meri-
ti. Tanto per cominciare,
molti anni fa, quando
l’attività dei Diving
Center ancora non era
consolidata, solo qual-
che immersione era
documentata, descritta e disegnata mentre oggi puoi
trovarne una miriade di famose e documentate e
raccogliere molte informazioni circa le caratteristi-
che, il raggiungimento e gli itinerari consigliati.
Spesso queste pubblicazioni si rivelano utilissi-
me ai fini dell’orientamento subacqueo perché
spiegano nei particolari, con l’aiuto di disegni in 3D,
17
la conformazione del fondo e i riferimenti subacquei,
le profondità e quello che troverai sott’acqua svelan-
doti molti particolari che ti faranno apparire il pae-
saggio subacqueo un po’ più familiare.
Se le condizioni ambientali di tempo e mare sono
favorevoli per l’immersione, quantomeno dovresti
conoscere anche il tipo di fondale in cui ti immer-
gerai. Infatti, la visibilità e gli spunti per l’orienta-
mento possono cambiare molto a seconda della
Minitest composizione del fondo e questo è un fattore fon-
damentale per sfruttare al meglio i riferimenti natu-
rali. Ad esempio, immergersi su un fondale con rilie-
1. Vero o Falso. Con il vi caratteristici facilmente memorizzabili o su una
Gps è possibile impostare piatta distesa di sabbia, può essere molto diverso ai
le coordinate di una rotta fini dell’orientamento e parleremo di questo interes-
che sarà seguita automa- sante aspetto proprio nei prossimi paragrafi.
ticamente segnalando e
scartando gli ostacoli. I riferimenti in fase di discesa
I riferimenti presenti in superficie ti possono essere
2. I siti d’immersione utili anche per farti un’idea di come si presenterà il
spesso non sono paesaggio sott’acqua. Infatti, le caratteristiche ester-
a) Dragati ne di un sito d’immersione spesso rispecchiano
b) Segnalati quello che c’è sotto la superficie: una scogliera che
c) Comunicati scende a strapiombo continuerà con una parete più
o meno profonda; un’isoletta piatta sarà circondata
3. Le mappe dei siti d’im- facilmente da un fondale poco degradante e, addi-
mersione, che puoi trova- rittura, per immergerti a soli 10 metri dovresti allon-
re presso i Diving Center tanarti anche per centinaia di metri dalla riva.
o in libreria sono Allontanarsi molto dal punto d’ingresso però
a) Completamente inu- non è conveniente. Se le occasioni di divertimen-
tili ma sono un grazioso to e d’interesse naturalistico ci sono anche in pochi
souvenir metri d’acqua perché non approfittarne?
b) Riservate ai subac- Le immersioni dalla barca possono avere caratte-
quei specializzati e agli ristiche diverse secondo il sito o le condizioni
incursori della marina ambientali.
c) Utili ai fini delle La barca ancorata: può esserlo alla sua stessa anco-
caratteristiche dell’im- ra o ad una boa fissa, quindi disporrai di una cima
mersione, compresi i per la discesa che potresti usare come riferimento
riferimenti e gli itinerari per la discesa. Non dovrai necessariamente tenere la
possibili cima stretta tra le mani, questo potrebbe essere utile
in caso di corrente vivace, tuttavia essa è sicuramen-
Risposte: 1 Falso – 2b – 3c te sempre un buon riferimento, specialmente se il
fondo non è visibile a causa della profondità o del-
l’acqua torbida. In certe località, la barca ancora in
punti prestabiliti a boe fisse solamente dopo che ha
lasciato tuffare i subacquei in corrente all’inizio della
loro escursione. In questo caso la cima sarà un buon
riferimento solamente per la risalita. Dopo il controllo
dell’equipaggiamento con il compagno, che dovrebbe
essere l’ultima fase in superficie, inizia la discesa.
18
Scendendo è meglio se guardi in ogni caso
verso il fondo (anche se questo non fosse da subi-
to visibile): ciò ti permetterà di avere da subito una
panoramica del paesaggio in caso di buona visibili-
tà e d’acqua bassa e un buon controllo dei riferi-
menti che potrebbero apparire da un momento
all’altro in caso di torbidità o acqua profonda.
Scendi in verticale con le pinne verso il basso len-
tamente, sia per avere il tempo utile a compensare
agevolmente sia per guardarti intorno. Focalizza i
particolari che ti colpiscono: rocce dalla forma Minitest
particolare, la divisione netta che ci può essere tra la
prateria di Posidonia e una secca di roccia adiacen- 1. Le caratteristiche esterne
te, una franata di ciottoli o massi, le caratteristiche di di un sito d’immersione
una secca dall’alto o della parete e relaziona questi a) Spesso rispecchiano
particolari rispetto al punto d’entrata, alla posi- quello che c’è sotto la
zione della barca e rispetto alla direzione che superficie
intraprenderai per il tuo itinerario subacqueo. b) Sono assolutamente
Eventualmente, fermati e osserva meglio qualcosa identiche a quello che c’è
che potresti ricordare. In modo particolare se ti trovi sotto la superficie
vicino al fondo, prima di abbandonare la cima di c) Nulla hanno a che
discesa per la direzione pianificata, fermati ancora fare con quello che c’è
un attimo per un’ulteriore verifica del paesaggio e sotto la superficie
controlla il computer o il profondimetro: saprai a
quale profondità si trova l’ancora e questo ti servirà 2. Vero o Falso. La
quando farai ritorno verso la barca. legge prevede che in ogni
La barca non ancorata: si usa soprattutto in con- mare del mondo le bar-
dizioni di corrente o se l’ancoraggio é proibito dalle che per subacquei deb-
leggi locali. In questo caso dovrai scendere senza bano essere ancorate
una cima. A maggior ragione, dovrai cercare di
osservare il più possibile dell’ambiente circostante 3. In fase di discesa è
ma difficilmente ti troverai in condizioni di totale meglio guardare preva-
assenza di riferimenti: anche in caso di mancanza di lentemente
cima di riferimento e acqua torbida, quantomeno a) Verso l’alto per verifi-
saprai sempre a quale profondità stai scendendo care la direzione delle
grazie al tuo computer o profondimetro. In ogni bolle
modo, le immersioni in corrente avvengono di soli- b) In orizzontale per veri-
to in ambienti in cui la visibilità è ottima, con un ficare l’arrivo di predatori
Diving Center attrezzato per questo tipo di condi- c) Verso il basso per
zioni e una barca che segue e assiste il gruppo dalla avere una buona pano-
superficie. ramica del paesaggio
In caso d’immersione guidata ascolta attentamen- Risposte: 1 a – 2 Falso – 3c
te il briefing e chiedi spiegazioni se non hai com-
preso qualcosa o se ti sembra che qualcosa sia stato
omesso circa la profondità, il tempo ed il tragit-
to pianificato. Una volta in acqua, dovrai mante-
nerti vicino al tuo compagno ed entrambi dovrete
rimanere vicini alla guida, segnalandogli subito se
qualcosa non va bene. Se t’immergi autonomamen-
te con un compagno, pianificate per bene ogni det-
19
taglio: la scelta del sito, le condizioni meteoma-
rine, le modalità di discesa e il tragitto d’andata
e ritorno non dimenticando di garantirvi adeguata
assistenza dalla superficie e un mezzo di segnala-
zione sia fuori dell’acqua (bandiera e pallone segna-
sub) sia per un’eventuale emergenza. A questo pro-
Durante il posito, nell’immersione in Acque Libere Due previ-
Corso ESA sta in questo corso, imparerai ad usare il segnala-
Prevention & tore di superficie, che potrebbe servirti sia in caso
Rescue Diver di perdita dell’orientamento sia in caso di risalita
imparerai d’emergenza lontano dal punto d’entrata o, più
molte tecni- comunemente, se farai immersioni in corrente.
che utili al Potrai fare ulteriore pratica con quest’accessorio
salvataggio anche durante il Corso ESA Prevention & Rescue
in acqua Diver, se ancora non hai già raggiun-
to quest’importante fase della tua for-
mazione subacquea, con il quale
migliorerai la tua acquaticità e ti pre-
parerai adeguatamente in caso di soc-
corso in acqua.

Complimenti!
Avrai notato come sia importante per
un subacqueo conoscere molte infor-
mazioni circa le attività immediata-
mente precedenti l’immersione, com-
presi quindi il tragitto per arrivare sul
luogo prescelto e ritrovarlo sfruttando i
riferimenti a disposizione, che spesso
sono molto diversi rispetto a ritrovare
una strada o una via stando comoda-
mente seduti in automobile
Sicuramente tutto ciò ti servirà anche
se per le tue immersioni ti affiderai sempre ad un
Diving Center, che ti offrirà il servizio del trasporto
in barca e dell’immersione guidata. Potrebbe darsi
che un giorno tu decida di acquistare una barca o,
se già ne possiedi una, di adoperarla per la tua pas-
sione per le immersioni. A questo proposito hai visto
come diventi importante saper sfruttare le mire a
terra per “centrare il bersaglio” dei tuoi siti e possa
esserti utile consultare una mappa di quelli cono-
sciuti, che tra l’altro ti offre anche molte informa-
zioni subacquee. La prima parte subacquea del
capitolo ti ha parlato della discesa e ora avrai com-
preso meglio perché è raccomandato adottare certe
tecniche di discesa piuttosto di altre ma di questo
continueremo a parlare nel prossimo capitolo, che
sarà svolto interamente sott’acqua.
20
Cosa hai imparato?
Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le infor-
mazioni più importanti della relativa Unità Teorica,
innanzitutto per migliorare la tua formazione, ma
1
anche per arrivare più preparato al prossimo appunta-
mento con il tuo Istruttore. Rispondi alle domande sce-
gliendo la risposta esatta tra quelle indicate, specifican-
do se l’informazione è vera o falsa oppure scrivendo la
risposta nell’apposito spazio. Consegna al tuo Istruttore
questa scheda, se troverà delle imprecisioni, ti darà le
spiegazioni necessarie. Buon lavoro!

1) Il Corso ESA Orienteering Diver vuole approfon-


dire la pratica e la capacità
a. Di ricerca subacquea
b. Di orientamento subacqueo
c. Di recupero di oggetti pesanti
d. Sia b che c

2) Nel capitolo uno abbiamo parlato di?


a. Itinerari subacquei con la bussola
b. Mire a terra
c. Riferimenti in fase di discesa
d. Sia b che c

3) In caso tu decida di immergerti con un compa-


gno da una vostra barca, dovresti essere in grado di
a. Conoscere in maniera approfondita le carte
nautiche della zona
b. Conoscere in maniera approfondita il
Portolano dei mari
c. Ritrovare un sito d’immersione con dei riferi-
menti imparati in precedenza
d. Improvvisare un’immersione dove capita,
anche senza alcun riferimento

4) I riferimenti a terra sono importanti ai fini delle


immersioni perché
a. I siti d’immersione sono comunque segnalati
b. I siti d’immersione il più delle volte non sono
segnalati
c. In molti Paesi non si possono ancorare delle boe
fisse
d. Sia b che c sono esatte

21
5) Sfruttando delle mire a terra per orientarsi, se ne
dovrebbero considerare almeno
a. Due
b. Tre
c. Quattro
d. Cinque

6) Come ci si può immergere senza conoscere alcun


riferimento di un sito?
a. E’ possibile farsi accompagnare da un Diving
Center in un’immersione guidata
b. Se disponibili, si possono consultare delle
mappe dei siti subacquei
c. Si possono pianificare delle immersioni di
perlustrazione
d. Tutte le risposte precedenti sono esatte

7) Il GPS (Global Positioning System) basa il suo


funzionamento sui
a. Radar
b. Radiogoniometri
c. Satelliti
d. Sommergibili

8) Vero o Falso. I nomi dei siti d’immersione sono


molto utili perché si rifanno sempre a dei riferimen-
ti visibili in superficie

9) Vero o Falso. I riferimenti presenti in superficie


possono esserti utili per farti un’idea di come sarà il
paesaggio sott’acqua

10) Durante l’immersione in Acque Libere Due di


questo corso imparerai ad usare__________
a. Il GPS
b. Un sistema elettronico di navigazione subac-
quea
c. Il Segnalatore di Superficie
d. Sia b che c

Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con


l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di
quelle da me sbagliate.

Firma__________________________data_________
22
Capitolo Due
Cosa imparerai
I documentari sulla savana africana continuano ad
affascinare tutti nonostante forse siano i più datati,
infatti ne sono stati realizzati a centinaia. Forse
proprio per questo essi sono in grado di offrire
immagini sempre più difficili da catturare; certe
volte è proprio incredibile capire come qualcuno
riesca a filmare un Leopardo in caccia notturna o il
parto di una Leonessa, che forse neanche gli stessi
altri Leoni riescono a vedere. Per girare quelle
immagini occorre indubbiamente molta tecnica ma
2
non solo cinematografica; è necessaria soprattutto
un’ottima conoscenza del territorio per saperne
sfruttare ogni particolare e per evitare di essere sor-
presi mettendo in fuga il soggetto. Sott’acqua ci sono
moltissime specie di pesci giudicati “difficili” che
invece si possono osservare anche da vicino e quin-
di fotografare o filmare. Spesso ci sono subacquei
che non riescono a vedere gli organismi che dovreb-
bero esserci oppure assistono a delle fugaci appari-
zioni e precipitose fughe in tane inaccessibili. Spesso
questo succede per una mediocre conoscenza del ter-
ritorio e delle abitudini degli animali o perché non
si ha l’abitudine di programmare un itinerario pre-
ciso, oltretutto con il rischio di perdersi.
Marco è un buon conoscitore dei siti d’immersione
che è solito frequentare, forse perché ha deciso da
molti anni di vivere vicino al mare e s’immerge rego-
larmente con amici e conoscenti. Oltre ad aver rag-
giunto un eccellente livello nella sua formazione
subacquea, egli ha anche deciso di specializzarsi in
itinerari subacquei per poterne un giorno raccoglie-
re una certa quantità e poterli pubblicare, a disposi-
zione di chi voglia sfruttarli per le proprie immersio-
ni. Nonostante questo, egli continua ad immergersi
anche negli ambienti che gli sono ormai familiari
perché ci si è davvero affezionato e non passa setti-
mana senza ch’egli vada a dare un saluto ad una
grande Cernia che sembra conoscerlo o a farsi un
giro nel blu per incontrare il grande branco di
Barracuda mediterranei che per molti mesi dell’an-
no stazionano in certi punti. Certo, occorre una
buona tecnica subacquea, un’ottima padronanza
dell’equipaggiamento e sicuramente una buona
conoscenza delle abitudini degli organismi marini,
però Marco continua a dire che è da quando si è
23
dedicato e appassionato all’orientamento subacqueo
che riesce anche a collezionare soddisfazioni di quel
tipo. Le tecniche che egli usa più volentieri sono quel-
le che gli permettono di sfruttare al meglio i riferi-
menti naturali a disposizione e salvo rari casi, non
vuole sentire parlare di strumenti subacquei tipo
E’ sempre bussole o altro (nonostante ne tenga una in barca e
meglio ne porti una subacquea nella tasca del Gav).
pianificare In questo capitolo troverai molte informazioni sui
un percorso, riferimenti naturali in immersione e su come saper-
perchè li sfruttare. Ciò ti servirà per diversi scopi: all’inizio
sott’acqua per raggiungere un grado di orientamento subac-
ci si potrebbe queo che ti permetta di non perderti, di esplorare un
disorientare sito d’immersione con molti itinerari alternativi e di
in fretta poter far ritorno alla barca o a riva da dove eri
entrato e che ti permetta pian piano di riuscire ad
impostare l’immersione in funzione di quello che tu
vuoi osservare o catturare con un obiettivo fotografi-
co. Nel primo capitolo abbiamo parlato della discesa,
la prima fase dell’immersione propriamente detta;
continuiamo la nostra esplorazione subacquea e
analizziamo altri trucchi, come i diversi sistemi che
si possono adottare per stimare una distanza sot-
t’acqua, effettuare degli spostamenti di rotta e degli
itinerari subacquei usando principalmente i riferi-
menti naturali.

I riferimenti naturali in immersione


Abbiamo analizzato nel capitolo Uno i riferimenti in
fase di discesa e avrai capito che essi sono una parte
determinante ai fini dell’orientamento subacqueo.
Tutto ciò che riesci a cogliere visivamente mentre
scendi può esserti utile e, una volta in prossimità del
fondo o comunque alla quota pianificata che
potrebbe anche essere a mezz’acqua, inizierai un iti-
nerario. E’ sempre consigliabile scegliere un itine-
rario subacqueo abbastanza preciso proprio per-
ché sott’acqua, per via della visibilità e dell’inso-
lito paesaggio che si presenta, ci si potrebbe dis-
orientare in fretta e perdere così i riferimenti.
A parte il discorso sulla sicurezza, che dovrebbe esse-
re tra i primi fattori da considerarsi durante la piani-
ficazione dell’immersione, è molto scomodo scen-
dere in un punto e uscire a casaccio da un’altra
parte, magari distante dall’appoggio e dall’assistenza
in superficie (a parte quando questo è pianificato,
come nel caso della maggior parte delle immersioni
in corrente in cui però l’assistenza è comunque
garantita dall’imbarcazione che segue i subacquei).
Quindi, prima di lasciare la cima di discesa, la
24
parete, o anche se la discesa avviene nel blu,
dopo aver controllato la profondità, intraprenderai
un itinerario subacqueo, che sulla base della
conoscenza del luogo, avrai pianificato in preceden-
za. Molti fattori ti potranno aiutare nella scelta del-
l’itinerario da seguire: principalmente esso varierà
in funzione del tipo d’immersione e come sai, le
tipologie sono varie. Infatti, è possibile immergersi
in pareti, secche, fondali sabbiosi, relitti ecc. Per stimare
Prima di analizzare i principali tipi d’immersione una distan-
possibili e i relativi e più comuni itinerari subacquei,

2
za è molto
è meglio considerare altri aspetti legati ancora una pratico
volta alle caratteristiche dell’acqua. contare le
pinneggiate
Stima della distanza
Una delle difficoltà che possono intervenire quando
si nuota sott’acqua è sapere quanta strada (sarebbe
più corretto dire quanta “acqua”) si sta percorrendo,
cioè stimare una distanza. In questo caso è necessa-
rio applicare diversi parametri di valutazione rispetto
alla superficie, dove di solito ci sono molti riferimen-
ti in più ad aiutarci. Inoltre, impostare un itinerario
subacqueo significa che andata e ritorno devono
essere calcolati accuratamente, soprattutto in funzio-
ne dell’autonomia della bombola, per garantire l’a-
ria necessaria a compiere un tragitto e fare ritorno alla
barca o a riva.
I metodi per stimare una distanza sott’acqua sono
diversi: analizziamo i più comuni.
Contare le pinneggiate. Se fuori dell’acqua occor-
re stimare una distanza dove non ci siano riferimen-
ti come strumenti o cartelli stradali, si possono usare
i passi, impostando l’andatura secondo un certo
ritmo che sia il più regolare possibile (facendo quin-
di attenzione che i passi siano tutti uguali). Per muo-
versi sott’acqua si usano le pinne e così come per i
passi si possono impostare anche le pinneggiate.
Pinneggiare è decisamente più faticoso che cammi-
nare, quindi è consigliabile impostare il giusto ritmo
senza faticare molto: un ritmo di pinneggiata che
tenga conto dei tuoi limiti e non ti conduca in
affanno. Stabilita la direzione di “marcia” (la rotta),
prova a contare quante volte usi le pinne. Un giro
completo si compie quando la pinna passa sia al
punto più basso sia a quello più alto rispetto al tuo
corpo e con ogni pinneggiata completa percor-
rerai mediamente 0,70 m.
Questo sistema di stima della distanza ti permetterà di
avere le mani libere da strumenti e poter osservare
meglio ciò che ti circonda: sia i riferimenti naturali per
25
la rotta sia le meraviglie dell’immersione subacquea.
Potresti impostare una rotta in una direzione per 30
pinneggiate, voltarti e tornare indietro per la rotta
inversa (o reciproca) ricontando altre 30 pinneggiate.
Naturalmente è meglio che tu parta da un punto
di riferimento preciso: potrebbe essere la stessa
ancora o un masso caratteristico. Questo sistema
molto accurato ti può essere utile anche quando
conosci poco un sito d’immersione. In questo caso
potresti impostare molti brevi tragitti in direzioni
diverse, partendo da un punto fisso verso una rotta,
La mano tornare allo stesso punto e ripartire per una rotta
aperta è un diversa e così via, effettuando un percorso a stella
buon esem- che ti permetterebbe un’esplorazione accurata senza
pio di come correre il rischio di perderti. Proverai l’esercizio di
si può svi- conteggio delle pinneggiate sott’acqua con
luppare un l’Istruttore e lo combinerai anche usando la bussola
percorso a nell’Immersione Uno di questo corso.
stella: le Calcolare il tempo. Durante l’immersione, per non
dita indivi- superare i limiti di tabelle o computer, devi spesso
suano natu- controllare il tempo quindi perché non approfit-
ralmente le tarne? Una volta stabilita la direzione, potresti pin-
diverse neggiare per un certo periodo, supponiamo 10 -15
direttrici minuti (aria e limiti permettendo) e poi tornare
indietro pinneggiando per un tempo uguale all’an-
data. Combinando questo sistema con i riferimenti
naturali ed il controllo della profondità, hai trovato
un nuovo sistema per ritornare alla barca o a riva.
Calcolare il consumo. Questo è uno dei sistemi
più usati anche dalle guide subacquee che pianifi-
cano l’immersione dovendo tener conto dei consu-
mi di più persone contemporaneamente.
Analogamente alla situazione precedente, in immer-
sione devi controllare frequentemente anche e
soprattutto il manometro, per garantirti l’autono-
mia sufficiente a tornare al punto d’uscita. Questo
strumento ti può fornire indicazioni utili anche per
calcolare un tragitto. Potresti impostare una direzio-
ne con la bussola, procedere controllando il mano-
metro finché avrai consumato 30-40 bar e tornare
indietro per altrettanti bar. A questo punto è impor-
tante considerare che sarà meglio sempre iniziare il
ritorno verso la barca o la riva prima o in prossimi-
tà della soglia di metà scorta d’aria della bombola
per garantirsi aria sufficiente al ritorno e la risalita e,
se opportuno, per la sosta di sicurezza. Combinando
questo metodo soprattutto con il controllo della pro-
fondità per mantenere stabili il più possibile i con-
sumi, potresti fare un’immersione tornando tranquil-
lamente al punto di partenza.
26
Una volta acquisita l’esperienza necessaria all’appli-
cazione di questi metodi per stimare una distanza,
potrai agevolmente variare i tuoi percorsi subacquei Minitest
fino a renderti molto familiari i siti d’immersione e
scoprire per esempio che nello stesso posto si pos- 1. E’ sempre consigliabile
sono variare gli itinerari in funzione di ciò che si impostare un itinerario
vuole osservare (ad esempio volendo fotografare subacqueo abbastanza
delle corvine potresti dirigerti direttamente verso la preciso perché sott’acqua
loro tana adottando un tragitto di copertura tra i a) Non esistono riferi-
massi o addirittura a mezz’acqua che ti consenta di menti per orientarsi
non spaventare i pesci che facilmente potresti osser- b) Per via della visibilità e
vare nella loro bellezza fuori tana). dell’insolito paesaggio, ci
Certo, occorre un po’ di pratica e la costante appli- si potrebbe disorientare
cazione dei metodi sopracitati in relazione anche a c) La visibilità non supe-
fattori di disturbo che potrebbero sopraggiungere in ra mai i 10 metri
seguito a condizioni ambientali particolari.
Parleremo meglio di questi fattori alla fine del capi- 2. I metodi per stimare
tolo Tre, dopo aver parlato anche di altri sistemi di una distanza sott’acqua
orientamento subacqueo, legati all’uso di strumenti comprendono
come la bussola. a) Contare le pinneggia-
Ora è tempo di dare uno sguardo alle tipologie te e calcolare il tempo
d’immersione e ai più comuni itinerari subacquei b) Calcolare il consumo
che di solito si possono percorrere. di azoto
c) Sia a che b

Tipologie d’immersione e itinerari 3. Sfruttando il metodo


Immersioni in parete del calcolo dei consumi
Sono immersioni caratterizzate da una parete che si dovrebbe considerare
scende più o meno verticalmente sott’acqua fino a la soglia di metà bombo-
svariate profondità; alcune pareti possono sprofon- la come
dare anche per centinaia di metri e creare effetti a) Il riferimento per risa-
molto suggestivi. E’ facile orientarsi in parete; lire direttamente in
infatti, in simili condizioni disporrai di un riferimen- superficie
to naturale molto semplice da sfruttare: addirittura b) Il riferimento per ini-
potrai scendere e risalire lungo la parete stessa ziare la risalita fino alla
lasciando la barca ormeggiata un po’ più al largo o sosta di sicurezza
posizionare un pallone segnasub vicino al punto di c) Il riferimento per ini-
discesa. I tragitti subacquei che si possono pianifica- ziare il ritorno verso il
re in parete (ma questo vale anche per gli altri tipi punto di uscita
d’immersione) dipendono molto da ciò che si vuole Risposte: 1b – 2 a – 3c
osservare. Potresti decidere per una prima immersio-
ne di ambientamento, in cui verificherai l’assetto in
parete e prenderai visione dell’insieme del paesag-
gio, decidendo se in seguito potrebbe essere interes-
sante effettuare degli itinerari trasversali o se invece
sia più conveniente spostarti poco di lato, preferen-
do scendere e risalire con calma lungo la stessa via.
Semplicemente guardando la parete, potrai scende-
re fino alla profondità pianificata e in questo caso la
discesa e la risalita saranno il tuo semplice e
27
unico itinerario. Avrai modo di osservare le carat-
teristiche della parete soffermandoti a mezz’acqua
per scoprire cosa si nasconde all’interno delle for-
mazioni coralline o delle piccole cavità e anfratti che
spesso sono presenti come se si trattasse di una
parete di montagna. E’ necessario un assetto pres-
soché perfetto per non faticare e poter rimanere in
verticale a proprio agio. Inoltre, è meglio se tu o il
tuo compagno siete provvisti di un sistema d’illu-
minazione che vi permetta di schiarire certi angoli
più in ombra spesso presenti nelle pareti secondo la
loro esposizione alla luce del sole, che a causa della
verticalità arriva sempre di sbieco. Queste zone
meno illuminate spesso costituiscono il substrato
per svariate forme di vita coloratissime, come le
margherite di mare e molte specie di spugne; esse
inoltre ospitano altri organismi sessili (fissi al sub-
strato) e svariate specie di pesci. La parete, spesso
giudicata immersione impegnativa, ma non certo
per quanto riguarda l’orientamento, può essere un
Un sub valido approccio ad un tipo d’immersione in cui non
scende ci si deve ingegnare molto per non perdersi: da que-
lungo sto punto di vista, forse tra le immersioni più facili.
una parete La pianificazione di itinerari alternativi alla semplice
discesa e risalita in parete comporta ulteriori tecni-
che ma anche queste facilmente applicabili proprio
grazie al costante riferimento naturale di cui dispo-
ni. Anche la messa a punto dell’assetto, avendo una
parete come riferimento costante davanti agli occhi
risulterà più facile: molto di più che essere a mez-
z’acqua nel blu o con dei riferimenti più lontani.
Una volta raggiunta la profondità pianificata, aven-
do la parete di fronte, potrai dirigerti verso destra
o verso sinistra. Se ad esempio scegliessi di proce-
dere verso sinistra, il tuo corpo sott’acqua sarà paral-
lelo alla parete con il braccio destro rivolto verso la
stessa. Una volta che avrai deciso di tornare indie-
tro, dopo aver stimato la distanza pianificata con
uno dei metodi di cui abbiamo parlato in preceden-
za, ti volterai nella direzione opposta e inizierai il
tragitto di ritorno tenendo come riferimento il brac-
cio sinistro verso la parete.
Se la parete – pur a strapiombo - scendesse poco
sott’acqua (anche soli 8 - 10 metri), come si osserva
in certe isole che salgono verticali dal mare ma sono
appoggiate su zoccoli di bassofondo che degradano
poco alla volta a maggiori profondità, troverai facil-
mente alla fine di essa una serie di gradoni con fra-
nate di pietre più o meno grandi o scalinate di mate-
riale organico molto friabile spesso ricoperte da
28
vegetazione (in Mediterraneo spesso è la Posidonia).
Quindi, se in condizioni di questa tipologia di pare-
te pianificassi d’immergerti almeno ad una profon-
dità di 20 metri dovresti allontanarti (a volte anche
molto) dalla stessa, verso fuori. In questo caso
potresti impostare il tragitto diversamente.
Scenderai lungo la cima della barca raggiungendo
verso fuori la profondità massima pianificata e ti
girerai ad angolo retto posizionandoti parallelamen-
te alla parete (sempre verso destra o sinistra). Se la
parete rimanesse comunque visibile tanto meglio,
altrimenti potresti usare una bussola e i riferimenti
del fondo. In seguito, una volta imparate le carat-
teristiche del sito, potrai usare solo i riferimen-
ti naturali. Procedendo parallelamente alla parete
2
(o alla riva se l’immersione è da terra) ad un certo
momento, in base alla lunghezza del tragitto, ti gire-
rai ad angolo retto verso la parete, e procederai
verso di essa portandoti a minore profondità. Un sub
Voltandoti con un altro angolo retto ti porterai nella raggiunge
direzione opposta a quella di partenza. Alla fine, quel- una secca
lo che avrai compiuto sarà un itinerario a forma di ret- scendendo
tangolo con due lati maggiori paralleli alla parete. lungo
Immersioni sulle secche una cima
Una secca potrebbe essere una montagna rocciosa
che sale dal fondo verso la superficie anche se non
è detto che poi esca fuori dall’acqua. Parlando natu-
ralmente delle secche alla portata dei subacquei
ricreativi, cioè di quelle che si trovano entro i 40
metri, ce ne sono molte le cui sommità raggiungono
la superficie e altre che per raggiungerle devi scen-
dere anche fino a 30 metri. Premesso che la piani-
ficazione di un’immersione deve sempre consi-
derare l’esperienza e il grado di brevetto del
subacqueo, pur trattandosi della stessa tipologia
d’immersione – la secca appunto - le condizioni
potrebbero essere molto diverse. I riferimenti, anche
in immersioni di questo tipo come per le pareti,
sono di solito ben individuabili. Soprattutto il con-
fine di una secca, che potrebbe essere adiacente a
una distesa di sabbia o a una prateria di Posidonia.
Se la profondità e l’ampiezza della secca lo consen-
tono, potresti seguire la linea di confine della stessa
e compiere una vera e propria circumnavigazione
ritornando al punto di partenza senza mai doverti
voltare. Molte volte, però, l’ampiezza eccessiva di
una secca non consente neppure dall’alto della
superficie una completa panoramica dei suoi confi-
ni, né la possibilità di circumnavigarla completa-
mente a causa del lungo tragitto che sarebbe com-
29
promesso dai limiti di tabelle o computer, dal fred-
do e dall’autonomia della bombola. Cosa fare in
questo caso? Potresti visitare una grande secca a
più riprese in immersioni consecutive. Prima di
tutto osserva (come al solito) quanto più riesci a
vedere scendendo e fissati un riferimento caratteri-
stico che possa servirti da punto di partenza. Di soli-
to le secche hanno dei rilievi che possono avere
forme rotondeggianti o anche multiformi, con mas-
soni a volte molto contorti, caratteristici e facilmen-
te riconoscibili. Rifacendoci a quanto detto nel
Capitolo Uno, si potrebbero citare decine d’immer-
sioni che si rifanno nel nome a caratteristiche geo-
logiche: ad esempio, un’ipotetica “Secca del-
Navigando a l’Elefante” potrebbe essere caratterizzata da un’enor-
mezz’acqua me massone granitico nei pressi dell’ancoraggio che
occorre presenti una protuberanza di roccia a forma di arco
controllare che la faccia assomigliare al testone di un grande
il computer pachiderma. (La secca dell’Elefante esiste realmente
(o il profon- nella costa Nord Orientale della Sardegna, ma pro-
dimetro) per babilmente anche in molti altri luoghi del mondo).
mantenere Una volta individuato il punto di partenza,
una quota potresti visitare una parte della secca nuotando in
costante modo che la linea di confine rimanga visibile e sti-
mare una distanza che copra solo parzialmente il
perimetro o l’area in esso compresa. Un’altra possi-
bilità, molto apprezzata da chi è appassionato di
navigazioni a mezz’acqua è quella di esplorare una
secca abbastanza vasta rimanendo a poca profondi-
tà, il tanto che basti a vedere il fondo e studiarne i
particolari più significativi. Occorre in questo caso
un costante controllo del computer (o del pro-
fondimetro) per riuscire a mantenere sempre la stes-
sa quota e una buona intesa con il compagno,
per evitare di prendere direzioni diverse e a un certo
momento ritrovarsi soli. Navigare a mezz’acqua con
la superficie e il fondo come riferimenti può essere
molto soddisfacente e alle volte riservare sorprese
gradite, come l’incontro con pesci di passo quali le
Ricciole o i Dentici, formidabili predatori che amano
stazionare mimeticamente nel blu per piombare
sulle loro prede come saette guizzanti.
Una volta che i confini di una secca ti risultino fami-
liari, potresti dedicarti a impostare percorsi con attra-
versamenti entro l’area dei confini per visitare i
punti più caratteristici o come già detto in precedenza,
per dirigerti verso determinati punti a osservare orga-
nismi particolari che già conoscevi e che ti piacciono.
Spesso in una stessa area, facilmente sabbiosa o gra-
nulosa, possono trovarsi secche di piccola o media
30
ampiezza, più o meno vicine ma senza alcun con-
tatto tra esse, come fossero isolette di un arcipelago.
Se le condizioni lo consentono, insieme al tuo com-
pagno potresti anche effettuare itinerari con attra-
versamenti tra una secca e l’altra per poi tornare a
quella di partenza. In questo caso la capacità di
orientamento dovrà essere ben collaudata, perché in
simili condizioni le caratteristiche ambientali potran-
no essere molto simili in tutta l’area. Per aiutarti a
non perdere l’orientamento in situazioni di que-
sto tipo occorrono buoni presupposti d’immer-
sione; i più importanti sono il mare calmo e l’acqua
limpida, l’assenza di correnti e un riferimento eviden-
te per la discesa e la risalita. Non da ultimo occorre
un impegno costante nel controllo degli strumenti, tra
2
cui potrebbe risultare utile la bussola subacquea (di
cui parleremo nel Capitolo Tre) e nel mantenimento
del sistema di coppia, che anche in caso di momen-
taneo smarrimento, garantirebbe un abbattimento
della soglia di stress, probabile quando non si trova-
no più i punti di riferimento noti e ci si ritrova soli.
Immersioni da terra Immersione
In realtà ogni immersione da terra potrebbe prose- da terra
guire con una delle tipologie di cui abbiamo già
fatto esempi. Potresti entrare da una spiaggia per
raggiungere una secca più al largo o entrare da una
scogliera per raggiungere una parete vicina. Il fatto
rilevante è che da quando ci sono i Diving Center,
le immersioni si effettuano più frequentemente
da una barca, che oltre a offrire la possibilità a
molti subacquei di visitare punti d’immersione altri-
menti irraggiungibili, fornisce supporto e assistenza
costante direttamente individuabile da sott’acqua o
comunque dalle immediate vicinanze, se la pianifi-
cazione ha previsto itinerari non molto “dilatati”. A
maggior ragione, partendo da terra è senz’altro con-
sigliabile uno studio accurato del tragitto, per
poter agevolmente uscire da dove si è entrati.
Abbiamo già parlato dell’importanza dei riferimenti
a terra, validi sia per ritrovare un sito, sia per loca-
lizzare bene il punto di entrata. Spesso, per immer-
gersi da riva si percorrono sentieri che arrivano dal-
l’alto. Anche un piccolo promontorio potrebbe rive-
larti elementi utili a capire come si possa presen-
tare il fondale e se le condizioni di trasparenza del-
l’acqua sono buone, anche a decidere a grandi linee
il tipo di percorso subacqueo, se ancora quel posto
per te e il tuo compagno fosse inesplorato.
Oltre a garantire comunque un’adeguata assistenza
fuori dall’acqua anche per le immersioni da terra,
31
non bisogna dimenticare qualcosa che segnali
costantemente la posizione dei subacquei. Sarà bene
che tu o il tuo compagno siate muniti del pallone
segnasub, che oltre a segnalare costantemente in
superficie la vostra posizione, vi potrebbe servire
come punto di risalita, se questa dovesse verificarsi
lontano dal punto di uscita.
Un tipo d’immersione che si può effettuare da terra
o in prossimità di piccole isolette è quella sulla sab-
bia. Non è un tipo d’immersione amata da moltissi-
mi subacquei, forse perché è spesso giudicata (a
torto) poco appagante e piuttosto disorientante. Le
immersioni sulla sabbia, invece, offrono dei bel-
lissimi ecosistemi tutti da scoprire, anche a poca
profondità e con miriadi di forme di vita tipiche che
Le onde hanno abitudini anche molto diverse dal giorno alla
sulla sab- notte. Le occasioni per incontri emozionanti sott’ac-
bia, ripple qua ci possono essere ovunque e la sabbia non è da
marks, sono meno degli altri. Alle isole Cayman, i turisti equi-
un ottimo paggiati con la bombola, ma anche semplicemente
riferimento in apnea, si affollano a visitare “la città delle razze”,
per orien- un’immersione in alcuni metri d’acqua sulla sabbia
tarsi bianchissima dove ci s’incontra con moltissimi trigo-
ni di svariate dimensioni. Anche in Mediterraneo
simili incontri non sono rari: trigoni, aquile di mare,
sogliole, rombi, dentici, mormore, triglie ecc.
L’immersione sulla sabbia può anche essere un’e-
sperienza decisamente soddisfacente e formativa
dal punto di vista dell’orientamento subacqueo.
Infatti, proprio in quest’ambiente forse più povero
di riferimenti rispetto ad una secca molto circoscrit-
ta e definita o rispetto alla costante presenza di una
parete, occorre avere sempre un’ottima padronanza
della propria posizione sott’acqua rispetto al punto
di entrata. Se sei un amante degli strumenti, ti potrai
appassionare agli itinerari subacquei sulla sabbia
usando la bussola, che approfondiremo nel Capitolo
Tre, altrimenti anche in questo ambiente apparente-
mente “piatto” dal punto di vista visivo ci sono ele-
menti che ti aiuteranno a impostare e seguire degli
itinerari subacquei. Sott’acqua, anche a considerevo-
le distanza dalla riva, la sabbia risente dell’influenza
del moto ondoso e delle correnti verso la costa e
forma spesso delle ondine - le ripple marks – che
sono multiple e parallele alla costa. Se decidessi
di entrare da riva, potresti nuotare perpendicolar-
mente ad esse (e quindi al bagnasciuga) con il fon-
dale che decresce per portarti in fuori, seguirle
parallelamente per spostarti verso destra o sinistra
rispetto al punto d’ingresso e tornare seguendole
32
perpendicolarmente con il fondale crescente.
Abbiamo accennato al fatto che per varie ragioni
conviene sempre uscire dal punto in cui si è entra- Minitest
ti. Questo è un fattore che in molte località tropica-
li diventa necessario, quando per uscire e rientrare 1. I tragitti subacquei che
da terra sei costretto a nuotare entro le pass. Non si possono pianificare in
ritrovare la pass significa in molti casi dover cammi- un’immersione devono
nare con l’ingombro e il peso dell’attrezzatura in tener conto
pochi centimetri d’acqua su una distesa di coralli a) Della tipologia del sito
dove, oltre ai danni che arrecheresti all’ecosistema, d’immersione e delle con-
insorgerebbero facilmente problemi legati a escoria- dizioni meteomarine
zioni e ferite anche gravissime. Se in base alle infor- locali
mazioni che raccoglierai insieme al tuo compagno b) Dei limiti di ogni par-
prima d’immergerti avessi qualche dubbio o tenten- tecipante all’immersione
namento circa l’orientamento subacqueo, non esita- c) Sia a che b
re a rimanere alla portata di ogni riferimento
che ti possa essere utile, anche se questo dovesse 2. Con una parete di
tradursi in un tragitto molto breve o di diversi tragitti fronte e procedendo nuo-
andata e ritorno dall’uscita della pass, come abbia- tando verso destra, avrai
mo già accennato nel paragrafo precedente a pro- come riferimento
posito dei percorsi a stella. a) La parete stessa alla
Non parleremo in questo contesto delle immersioni sinistra e il fondale più
all’interno dei relitti o in luoghi che non consentano profondo a destra
un accesso diretto alla superficie che per la loro b) La parete stessa a
complessità e per la grande tecnica ed esperienza destra e il fondale più
richieste non sono da considerarsi immersioni pura- profondo a sinistra
mente ricreative. c) Il fondale più profondo
In ultimo, devi sempre ricordare che ogni aspetto a sinistra e la parete a
legato alle immersioni deve tener conto di un’accu- destra
rata pianificazione e questo si può tradurre in certi
casi in un cambiamento del percorso da effet- 3. Per imparare ad orien-
tuare. Pensa ad esempio a condizioni di risacca in tarti in una secca som-
prossimità di una parete che pur non pregiudicando mersa potresti all’inizio
l’immersione in sé (a meno che le condizioni possa- a) Percorrerla da destra
no costituire un pericolo) potrebbero portarti a nuo- verso sinistra
tare piuttosto lontano dalla parete stessa e quindi b) Seguirne l’andamento
dal riferimento, per non essere continuamente sbal- delle profondità
lottato avanti e indietro. Anche una corrente insolita c) Seguirne i confini
e imprevista potrebbe farti decidere per una varia-
zione del percorso. Se le condizioni ambientali fos- 4. Vero o Falso. A causa
sero quelle di un fondale senza grandi rilievi potre- della totale mancanza di
sti pianificare una vera immersione in corrente con riferimenti è possibile
appoggio e assistenza continua dalla superficie immergersi sulla sabbia
(ovviamente da un’imbarcazione); se il luogo del- solamente usando una
l’immersione fosse caratterizzato da grandi massi o bussola subacquea
zone ridossate, potresti rimanere a condurre l’im- 4 Falso
mersione al loro riparo al di fuori della portata della Risposte: 1c – 2 a – 3c –
corrente che anche se minima, potrebbe infastidirti
e soprattutto stancarti.
La scelta migliore per un paio d’amici che a pre-
33
scindere dalla tipologia d’immersione vogliano sem-
plicemente divertirsi sott’acqua rimane ancora una
volta quella di sfruttare le migliori condizioni
locali e di considerare sempre i propri limiti.
Nel prossimo capitolo prenderemo in esame altri
aspetti utili circa l’orientamento subacqueo, come
l’uso della bussola subacquea e della sua applica-
zione nel contesto dell’immersione ricreativa.

Complimenti!
In questo capitolo hai appreso molte informazio-
ni circa i riferimenti naturali che più comune-
mente si seguono in immersione e hai notato che
i parametri di riferimento possono variare da
un’immersione all’altra, soprattutto in funzione
della tipologia del sito e delle condizioni ambien-
tali del momento. Dal punto di vista dell’orienta-
mento forse ci sono immersioni più facili di altre
ma avrai capito che in ogni modo sarà l’espe-
rienza che acquisirai durante le immersioni a
farti sentire sempre più sicuro nei tuoi itinerari
subacquei. Ti sarai reso conto, a prescindere dal
tuo grado di brevetto, che ogni volta che ci si
immerge sott’acqua s’impara qualcosa e per poco
che sia, ogni volta si è aggiunto un piccolo tas-
sello in più all’esperienza; questo te lo potranno
sempre confermare anche coloro che vantano
migliaia d’immersioni. Naturalmente quando si
vuole incominciare è importante avere una base
di partenza. Per imparare a diventare un bravo
ed esperto subacqueo nella navigazione e nell’o-
rientamento dovrai tener conto dei preziosi con-
sigli finora ricevuti e vedrai che i risultati ti ver-
ranno più facilmente e più in fretta. Come in
molti altri capitoli di ogni Corso ESA avrai anche
notato che spesso si accenna all’importanza
della pianificazione, che a sua volta deve sempre
considerare attentamente i limiti umani di chi
sott’acqua ci và per diletto, conoscenza e relax.
Questi presupposti, che automaticamente ti pon-
gono nella condizione ideale quando sei sott’ac-
qua ti faranno ottimizzare anche la capacità di
apprendimento perché tutto si svolgerà sempre al
massimo delle prestazioni, compresa l’attenzione
ai riferimenti e la conseguente applicazione di
ciò che hai letto sul manuale.
34
Cosa hai imparato?
Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le
informazioni più importanti della relativa Unità
Teorica, innanzitutto per migliorare la tua forma-
zione, ma anche per arrivare più preparato al pros-
simo appuntamento con il tuo Istruttore. Rispondi
alle domande scegliendo la risposta esatta tra quelle
indicate, specificando se l’informazione è vera o
falsa oppure scrivendo la risposta nell’apposito spa-
zio. Consegna al tuo Istruttore questa scheda, se tro-
2
verà delle imprecisioni, ti darà le spiegazioni neces-
sarie. Buon lavoro!

1) Sfruttare correttamente i riferimenti naturali è il


metodo più comune per
a. Non perdersi sott’acqua
b. Diminuire i consumi
c. Ottimizzare l’assetto
d. Immergersi senza compagno

2) Vero o Falso. Dal momento che in immersione


ad un certo punto si deve sempre iniziare un ritor-
no verso la barca o a riva è consigliabile pianificare
un itinerario preciso

3) Un itinerario subacqueo dovrebbe sempre


a. Seguire un andamento quadrangolare
b. Seguire un andamento circolare
c. Seguire l’andamento del fondo
d. Tener conto della tipologia dell’immersione

4) Imparare a stimare una distanza sott’acqua è utile


perché
a. Spesso la visibilità potrebbe essere ingannevole
b. Ti permetterà di effettuare percorsi più lunghi
c. Potrai calcolare il tuo tragitto subacqueo
d. Sia a che c

5) Per stimare una distanza sfruttando il metodo del


calcolo del tempo dovresti riferirti
a. Alla bussola
b. All’orologio o al computer
c. Alle tabelle
d. Sia a che b sono esatte
35
6) Una pinneggiata è completa quando
a. La pinna passa al punto più alto del corpo
b. La pinna passa al punto più basso del corpo
c. La pinna passa sia al punto più basso sia a
quello più alto del corpo
d. Si è percorso almeno 1 metro

7) Se una secca fosse troppo vasta per essere per-


corsa interamente
a. Non conviene immergervisi
b. Si potrebbe seguirne i confini da poca pro-
fondità a mezz’acqua
c. Potresti visitarla a più riprese con immersioni
consecutive
d. Sia b che c sono esatte

8) Una volta che i riferimenti di un sito ti sono fami-


liari
a. Potresti specializzarti in percorsi alternativi
b. Sicuramente seguirai sempre lo stesso itinera-
rio
c. Dovresti cambiare il sito d’immersione
d. Saresti sicuro anche con condizioni ambien-
tali difficili

9) Ogni immersione da terra


a. Prosegue poi quasi sempre sulla sabbia
b. Prosegue poi quasi sempre in parete
c. Potrebbe proseguire con le più svariate tipo-
logie d’immersione
d. Prosegue poi quasi sempre con una secca
sommersa

10) Sulla sabbia spesso si formano


a. Le ripple marks, che sono parallele alla costa
e sono un buon riferimento
b. Le ripple marks, che sono perpendicolari alla
costa e sono un buon riferimento
c. Dei crateri provvisori che sono un buon rife-
rimento
d. Dei crateri provvisori che non sono un buon
riferimento

Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con


l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di
quelle da me sbagliate.

Firma__________________________data_________
36
Capitolo Tre
Cosa imparerai
Il senso dell’orientamento è una capacità innata
negli animali e molti esempi potrebbero essere citati:
gli uccelli migratori compiono vere e proprie attra-
versate da un continente all’altro in concomitanza
dei cambiamenti stagionali, certe specie di pesci,
come i salmoni, percorrono migliaia di chilometri
anche risalendo i fiumi per arrivare al luogo desti-
nato alla riproduzione. Chi, poi, non ha sentito par-
lare delle capacità d’orientamento dei cetacei? Pare
che delfini e balene abbiano incorporata una vera e
sofisticata strumentazione, un’ecosonar che gli con-
sente moltissime funzioni tra cui, appunto, orientar-
si. Certi animali si sono specializzati in maniera
maggiore o minore all’orientamento, forse in base
alle esigenze vitali, come affermano le teorie sull’evo-
luzione. La specie umana, attraverso l’uso combina-
to dei cinque sensi (ma molti ormai affermano che
siano più di cinque) e dell’elaborazione dei dati,
riesce a percepire molteplici sensazioni, comprese
3
quelle utili ad orientarsi, anche se non con la stessa
capacità degli esempi sopra citati. In ogni modo l’uo-
mo ha però sempre dimostrato che in base alle pro-
prie esigenze può sempre aguzzare l’ingegno.
Puntualmente, i grandi cambiamenti avvenuti nelle
epoche storiche sono spesso stati in parte determinati
dalla capacità dell’uomo di inventarsi ciò che gli ser-
viva in quel momento. Fin dai tempi antichi l’uomo
ha navigato usando le più semplici strutture galleg-
gianti, perfezionandole fino a consentirgli sposta-
menti sempre maggiori, all’inizio magari sfruttando
solo i riferimenti delle coste, successivamente anche il
campo celeste, quindi affidandosi a veri e propri stru-
menti di navigazione. Uno di questi strumenti è la
bussola, inventata centinaia d’anni or sono, usata
ancora oggi e adattata anche all’uso subacqueo.
Certo, le esigenze di un sub ricreativo sono ben diver-
se da quelle di una grande attraversata ma il fun-
zionamento dello strumento, proporzionato alle
necessità, rimane esattamente lo stesso. In questo
capitolo approfondiremo il discorso sulle tecniche e
pratiche di orientamento in immersione e di come
alle volte possa essere particolarmente utile servirsi di
strumenti. Parleremo in modo particolare della bus-
sola subacquea, considerandola non come l’unico
sistema su cui basare la navigazione subacquea ma
come complemento ai riferimenti naturali che si pos-
37
sono sfruttare. Imparerai a usare questo strumento
impostando dei tracciati subacquei semplici o più
articolati, che poi praticherai nelle immersioni in
Acque Libere di questo corso. Questo ti tornerà parti-
colarmente utile in seguito, quando vorrai esplorare
siti d’immersione che ancora non conosci, per poter
navigare in parziale assenza di riferimenti o per
puro divertimento. In seguito vedremo altri accessori
utili all’orientamento, come gli strumenti e i sistemi di
navigazione elettronici e altri sistemi di segnalazione.
In questo capitolo, come negli altri, troverai anche
molte risposte a domande che ti sarai posto o che ti ver-
Un modello
ranno spontaneamente durante la lettura; se comun-
di bussola
que dovessi avere dubbi o necessità di chiarimenti, non
subacquea
esitare sul momento a chiedere all’Istruttore o ad anno-
tarti le domande e porle al momento della lezione.

La bussola subacquea: caratteristiche e uso


Avrai forse già usato questo strumento sott’acqua
durante il tuo primo corso subacqueo per un sem-
plice esercizio o se hai frequentato il Corso ESA
Advanced Diver avrai già fatto un po’ di pratica in
più. Nel caso tu non abbia avuto modo di provare
prima d’oggi una bussola subacquea, non preoccu-
parti: ora rivedremo le sue caratteristiche principali e
come si può usare per impostare dei tracciati subac-
quei, dai più semplici fino a percorsi più articolati;
inoltre il tuo Istruttore penserà sia a farti praticare
esercizio fuori dall’acqua prima delle immersioni sia
a fornirti lo strumento se non ne possiedi uno.
Ma perché usare una bussola per orientarsi? E’
possibile che in certi ambienti sommersi non
esista alcun tipo di riferimento? In effetti quasi
mai sott’acqua si usa la bussola fine a se stessa ma
più spesso essa è combinata con l’uso dei riferimenti
naturali che, anche se deboli, sono presenti in qual-
siasi immersione (tanto per fare un esempio, stando
sott’acqua si dovrebbe sempre riuscire ad individua-
re almeno la superficie o il fondo). E’ vero però che
ci sono ambienti in cui risulta piuttosto difficile
orientarsi bene; a parte certi ambienti particolari tipo
grotte o l’interno di relitti che impediscano un acces-
so diretto alla superficie che in questo contesto,
come già detto in precedenza, non saranno consi-
derati, un esempio è dato da molti laghi, in cui l’ac-
qua risulta quasi sempre particolarmente torbida e
scura. Questo però non è un elemento che faccia
desistere gli appassionati dell’immersione che stan-
no lontano dal mare, anzi, molti laghi sono fre-
quentatissimi dai sub, che gioco forza diventano
38
veri esperti della navigazione subacquea con la bus-
sola. In ogni modo l’acqua torbida ci può essere
anche in mare, in determinati periodi dell’anno, a
certe latitudini o con condizioni metereologiche par-
ticolari. Quando il mare è sconvolto da mareggiate
violente o rimestato da condizioni di forte risacca o
in seguito a rovesciamenti d’acqua dolce e fangosa
che possono provenire da piene di fiumi circostanti
le coste o da abbondanti piogge, in prossimità del
piano infralitorale (la zona compresa tra il livello
della bassa marea e i 40 metri, ovvero quella sfrut-
tata proprio dai subacquei ricreativi) l’acqua può
essere davvero molto torbida, fino al limite di visi-
bilità di meno di un metro. Queste condizioni pos-
sono rappresentare un vero impedimento all’immer-
sione e scendere sott’acqua anche equipaggiati della
bussola non rappresenterebbe certamente un elogio
alla sicurezza e al divertimento. E’ buona regola
prima d’immergersi, pianificare un piano d’infor-
mazione sulle condizioni meteomarine locali,
ovunque ci si trovi e in qualsiasi periodo dell’anno.
La bussola subacquea, comunque, è un validissimo
strumento che può offrire molte soddisfazioni; infat-
Quadrante
di bussola
3
ti essa può essere usata anche per puro divertimen- subacquea
to; certi Club che contano centinaia di soci subac-
quei organizzano vere e proprie cacce al tesoro e
gare di orientamento subacqueo. Pensa che spesso
gli oggetti da ritrovare sono di dimensioni veramen-
te ridotte, dell’ordine di una moneta.
Per iniziare a prendere confidenza con la bussola
subacquea, vediamone le caratteristiche. Forse pren-
dendo in mano lo strumento o osservandola in foto-
grafia potrebbe sembrarti molto complicato ma
vedrai che non è così.
Caratteristiche principali. La bussola ha un ago
magnetico (di solito a forma di freccia con una
punta e una coda) che sta in bilico su uno spillo. In
questo modo l’ago, che è attirato dal magnetismo
terrestre, è libero di oscillare fino a porsi sempre
con la punta verso il Nord magnetico.
Le indicazioni riguardo i punti cardinali sono nel
quadrante, al centro del quale stanno in rilievo sia
lo spillo sia l’ago magnetico. Tenendo la bussola in
mano potrai osservare che il quadrante è diviso in
quattro porzioni principali nelle quali troverai: il
Nord – N - che corrisponde a 0 (o 360) gradi, l’Est
– E - che corrisponde a 90 gradi, il Sud – S – che
corrisponde a 180 gradi e l’Ovest – W - che corri-
sponde a 270 gradi..
La Linea di fede è una linea disegnata proprio in
39
mezzo al quadrante o di lato ad esso - dipende dai
modelli di bussola - e serve per impostare la rotta.
Una regola importantissima da seguire è che in navi-
gazione la linea di fede dev’essere sempre in
asse con l’asse del tuo corpo. Per assicurarti che
ciò avvenga, leggi bene quello che diremo fra poco
circa la corretta posizione di navigazione.
La ghiera girevole è simile a quella di certi orolo-
gi ma con dei riferimenti caratteristici e serve sia per
impostare una rotta sia per poterla mantenere in
navigazione. I riferimenti della ghiera sono i gradi
che trovi disegnati sopra di essa e due puntamenti
rivolti all’interno del quadrante. Questi ultimi di soli-
to sono una piccola forcella entro la quale dovrai
chiudere o l’ago, una volta che esso sarà fermo, o i
gradi del quadrante e un riferimento corrispondente
Usando la e opposto, non a forcella come il primo ma più
bussola spesso a forma di semplice punta di freccia, che
subacquea serve allo stesso scopo.
occorre Nel corso del capitolo vedremo quali saranno gli eser-
tenerla nella cizi che farai sott’acqua insieme all’Istruttore o al
giusta posi- Diveleader per familiarizzare bene con la bussola.
zione di Leggi attentamente questo paragrafo e scoprirai che
navigazione queste tecniche sono più facili da fare che da spiegare!
La posizione di navigazione. E’ una tra le cose più
importanti da tenere in considerazione. Infatti, per
garantire che lo strumento possa veramente aiutarti
a seguire correttamente una rotta, occorre seguire
poche ma importanti regole.
E’ necessario tenere lo strumento nella giusta posi-
zione di navigazione per evitare che l’ago si bloc-
chi; in questo caso ti fornirebbe false indicazioni.
Sott’acqua devi innanzitutto essere a tuo agio in
assetto neutro. Una volta che avrai la bussola
potrai tenerla semplicemente in mano o tenerla
al polso con l’apposito cinghiolo ed in posizione
orizzontale per riuscire a mantenere la bussola
nella corretta posizione di navigazione.
Questa sarà l’unica garanzia di funzionamento e di
attendibilità dei dati. Osserva a questo proposito
dalle foto di questo paragrafo quali sono le posizio-
ni più comode per navigare con la bussola: in ogni
situazione lo strumento è sempre mantenuto perfet-
tamente orizzontale.
Altre caratteristiche delle bussole subacquee. I
diversi modelli di bussola subacquea che si possono
trovare in commercio presentano tutti le caratteristi-
che di cui abbiamo parlato precedentemente ma
possono avere accorgimenti diversi per quanto
riguarda la praticità d’uso. Esistono modelli da polso
40
che semplicemente si potranno indossare come un
orologio (o un computer) e, come accennato prima,
mantenuti al polso o tenuti in mano al momento
dell’uso, mentre altri potranno essere montati in
consolle o grazie ad un attacco speciale, essere
applicati alla frusta del manometro o del com-
puter. Sono in molti a preferire questo sistema, che
garantisce una navigazione molto comoda: infatti,
semplicemente sollevando la frusta si avranno a dis-
posizione i dati della riserva d’aria e della rotta.
Inoltre, il dorso del quadrante delle bussole subac-
quee presenta quasi sempre anche una finestrella
che garantisce una doppia lettura, rendendola più
agevole sott’acqua. Esistono anche modelli di bus-
sola montati su di una lavagnetta con matita i
quali, in questo modo, uniscono insieme diversi
accessori; questo non è da sottovalutare perché, L’istruttore
come vedremo più avanti, spesso potresti avere ti farà
necessità di segnarti la rotta o seguire un itinerario provare
pianificato e disegnato in precedenza proprio su
una lavagnetta. Spesso si usa la bussola subacquea
anche di notte e per questo essa di solito presenta il
quadrante luminescente; certi modelli hanno anche
la bussola
a terra
prima delle
immersioni
3
i caratteri luminescenti per essere maggiormente
visibili in condizioni di scarsa visibilità e certi altri
hanno la ghiera girevole e la linea di fede di grandi
dimensioni, per poterle controllare bene anche con
un colpo d’occhio. Naturalmente la maggior parte
delle bussole subacquee sono strumenti molto robu-
sti; la cassa, in metallo o policarbonati, è stagna e
resistente e all’interno ha un liquido speciale che
serve a compensare i bruschi movimenti. La manu-
tenzione di una bussola subacquea analogica è la
stessa che per gli altri strumenti: risciacquare in
acqua dolce avendo cura di togliere eventuali gra-
nelli di sabbia o altro soprattutto se incastrati nella
ghiera girevole.
La bussola fuori dall’acqua
Abbiamo già detto che proverai gli esercizi di navi-
gazione con la bussola a secco, cioè prima dell’im-
mersione; in ogni modo lo scopo di questo paragra-
fo è quello di approfondire meglio l’argomento trat-
tato nel Capitolo Uno a proposito del ritrovamento
dei siti d’immersione e dei riferimenti a terra. Se
non disponi di altri strumenti come il GPS e l’eco-
scandaglio, la bussola potrà servirti anche a questo.
Potrai usare la bussola per rilevare un punto e usar-
la per ritornare su quel punto. Una volta che sei
fermo sul punto che t’interessa rilevare, dovrai indi-
viduare due oggetti caratteristici sulla costa (per
41
esempio una casa e un traliccio, che sono particola-
ri e ben rilevati sulla costa) che abbiano tra loro un
angolo compreso tra 90 e 120 gradi. Puntando lo
strumento verso i due oggetti segnerai a questo
punto su di un foglio le rotte della bussola per
entrambi gli oggetti. E’ meglio essere precisi, quindi
ripeterai l’operazione per tre volte per ogni oggetto,
segnandoti il valore determinato dalla media dei tre.
Ricorda che maggiore sarà la distanza tra i due
oggetti, più il rilievo sarà accurato.
Una volta che avrai annotato i dati del tuo rilievo,
potrai usarli al fine di ritrovare quel punto. In navi-
gazione verso il punto, dovrai cercare gli oggetti che
avevi scelto per il rilievo e allineare uno dei due: l’al-
lineamento è dato dai dati che avevi annotato. Ora,
mentre ti sposti per allineare il secondo oggetto,
Navigando
dovrai cercare di mantenere costante il primo punto
con
ritrovato; potresti usare un riferimento per mantene-
la bussola
re la rotta, fino a che anche il secondo oggetto sia
potresti
nel punto corrispondente ai dati. Una volta allineati
leggere i dati
entrambi gli oggetti, sarai sul punto esatto. Ricorda
direttamente
che dovrai essere molto accurato in entrambe le fasi
dalla
per evitare errori di puntamento e che se il mare si
finestrella
muove molto, potresti avere difficoltà sia a rilevare
sia a ritrovare un determinato punto.

Itinerari subacquei con la bussola


Con la bussola puoi pianificare ed effettuare veri e
propri schemi di navigazione, dai tracciati più sem-
plici fino a percorsi molto articolati. In questo para-
grafo, analizzeremo le tecniche per impostare ed
effettuare una rotta in linea retta e la sua rotta
reciproca (andata e ritorno lungo una linea retta),
un percorso a forma di rettangolo e un itinerario con
almeno cinque cambi di direzione (ovviamente cer-
cando di tornare al punto di partenza). Proverai
anche in acqua questi divertenti esercizi in coppia
con il tuo compagno durante le immersioni in acque
libere. Il tuo Istruttore controllerà che entrambi svol-
giate una buona esecuzione e vi segnalerà se qual-
cosa dovrà essere corretto.
Impostare una rotta in linea retta. Per iniziare
questo esercizio dovrai impostare la rotta di parten-
za e per fare ciò è meglio se sarai fermo, quindi
dovrai allineare la linea di fede con la linea d’as-
se del tuo corpo e porti nella direzione in cui deci-
derai di andare (negli esercizi del corso, l’Istruttore
ti indicherà sempre la direzione di partenza). Una
volta impostata la direzione e se la bussola sarà
mantenuta perfettamente orizzontale, l’ago girerà
42
libero fino a porsi con la punta della freccia verso
Nord. A questo punto, girando la ghiera “chiude-
rai” l’ago dentro ai riferimenti (la forcella) ed ini-
zierai la navigazione subacquea pinneggiando lenta-
mente (sempre nella direzione della linea di fede).
Per stimare la distanza percorsa userai il conteggio
delle pinneggiate (che avrai stabilito in precedenza).
Per mantenere quella rotta sarà sufficiente tene-
re la bussola orizzontale ed evitare che l’ago esca
dai riferimenti. La correzione di rotta, se necessaria,
dovrai effettuarla mantenendo la linea di fede dello
strumento allineata con l’asse del tuo corpo mentre
girerai lentamente come un tutt’uno fino a che la
punta dell’ago tornerà dentro ai riferimenti.
Impostare la rotta reciproca. Completato il nume-
ro di pinneggiate previste ti fermerai e, mantenendo
la bussola in posizione di navigazione, girerai con
tutto il corpo finche la coda dell’ago sarà entrata nei
riferimenti al posto della punta. Altrimenti, prima di
girarti, potresti anche per prima cosa ruotare la ghie-
ra della bussola finchè il riferimento a forcella si
porti esattamente dalla parte opposta rispetto alla
punta della freccia, quindi ti girerai adagio da una
Navigazione
con la
bussola
3
parte o dall’altra (è indifferente) finche la medesima subacquea
rientri nuovamente entro i riferimenti: in questo
modo avrai compiuto un angolo di 180 gradi.
Rifacendo lo stesso numero di pinneggiate dell’an-
data, dovresti tornare al punto di partenza. Questo
era solo un esempio di lettura dello strumento. Se
preferisci, puoi impostare la rotta per gradi dalla
finestrella od osservando il quadrante. Questo è par-
ticolarmente utile quando si vuole percorrere un iti-
nerario più articolato, come vedremo in seguito.
L’Istruttore ti fornirà comunque altre indicazioni.
Una volta acquista la malizia necessaria nell’uso
della bussola con percorsi semplici, ti potrai sbiz-
zarrire a compiere itinerari più complessi, anche con
molte variazioni di rotta.
Hai fatto caso che spesso tra le righe, per ogni atti-
vità legata alle immersioni, si ribadisce l’importanza
della pianificazione pre immersione? Pur non aven-
do previsto in questo contesto un capitolo specifico
perché si presume che ciò sia ormai assimilato dai
subacquei che abbiano conseguito un brevetto ini-
ziale, è ovvio che quello che viene detto ogni volta
a questo proposito, è sempre ciò che di meglio si
può fare prima di immergersi. Infatti, anche l’itinera-
rio subacqueo previsto è bene che sia programmato
adeguatamente, soprattutto se questo sarà abbastan-
za articolato. Per impostare un percorso con diversi
43
cambi di direzione, quindi, è meglio se ti procuri
una lavagnetta in cui segnerai ogni rotta, la distanza
per ogni lato della figura e l’angolo di virata.
Itinerario rettangolare. Per effettuare un tipo d’iti-
nerario subacqueo con la bussola potresti iniziare da
una rotta qualsiasi tu legga sul quadrante (in altre
parole da ogni grado) ma per questo percorso, per
spiegarlo meglio, useremo i quattro punti cardinali
principali. Per prima cosa imparerai a percorrere un
Minitest rettangolo. Questa figura ha tutti gli angoli di 90
gradi ma due lati corti e due più lunghi perciò
dovrai stabilire il numero di pinneggiate per ogni
1. Vero o Falso. Dal lato. Supponiamo che tu voglia percorrere i lati lun-
momento che i subac- ghi con 20 pinneggiate e quelli corti con 5. Potresti
quei ricreativi hanno impostare il primo lato lungo verso Nord. La
anche l’abilitazione ad bussola - in posizione di navigazione – ti indicherà
entrare in grotte chiuse, il Nord non appena l’ago si sarà fermato. Ti girerai
dovrebbero sempre finché la linea di fede sarà allineata con N e lo chiu-
munirsi di bussola e filo derai ulteriormente con i riferimenti della ghiera gire-
d’Arianna vole. A questo punto potrai iniziare le prime 20 pin-
a) In tre porzioni prin- neggiate. Cerca di usare le pinne con calma e con-
cipali centrazione, come se camminassi lentamente. Finito il
b) In quattro porzioni primo ciclo di pinneggiate, ti fermerai e lentamente
principali potrai girarti verso destra finché nei riferimenti della
c) In cinque porzioni ghiera entrerà - Est – Questa volta le pinneggiate
principali saranno cinque. Se volessi anche contare i gradi sul
quadrante o nella finestrella, vedresti che ne hai
2. La linea di fede è aggiunti 90. Svolterai poi ulteriormente verso destra
a) Un riferimento mobi- finché entrerà – Sud, equivalente a 180 gradi – per 20
le che si sposta sempre pinneggiate, poi sarà la volta dell’ultimo lato – W
verso il Nord magnetico (Ovest) equivalente a 270 gradi- per 5 pinneggiate.
b) Una linea fissa che Il tuo Istruttore segnerà un riferimento all’inizio del
deve sempre racchiudere percorso e, se tutto avrà combaciato, alla fine sarai
l’ago magnetico di nuovo nei suoi pressi. Abbiamo visto come puoi
c) Una linea fissa che va compiere un rettangolo svoltando i lati verso destra.
puntata nella direzione A questo proposito ricorda che con la maggior parte
scelta delle bussole ogni volta che vorrai svoltare verso
destra ad angolo retto dovrai sommare 90 ai
3. Per evitare che l’ago gradi precedenti. Al contrario, se volessi svoltare
della bussola si blocchi è ad angolo retto verso sinistra dovresti sottrarre 90
necessario mantenerla ai gradi precedenti. Non è però in assoluto sempre
sempre cosi, per cui dovrai informarti all’acquisto di una
a) In posizione orizzon- bussola subacquea o quando la userai per il corso
tale se essa sia “destrorsa” o “sinistrorsa”. Non che
b) In posizione verticale questo sia un problema, te ne accorgeresti comunque
c) In posizione dorsale usandola, ma se volessi acquistarla probabilmente
uno dei due modelli ti sarebbe più congeniale ed
Risposte: 1Falso - 2b – 3c ergonomico ad usarsi dell’altro. Un percorso a forma
rettangolare, come quello che abbiamo appena visto,
rappresenta ciò che di solito si applica maggiormen-
44
te nelle immersioni. Può succedere comunque che tu
voglia approfondire il discorso e voglia imparare a
impostare e seguire itinerari diversi, con angoli diver-
si o con più cambi di direzione. Per questo ora
vedremo come impostare un percorso triangolare e
uno che abbia almeno cinque cambi di rotta.
Itinerario triangolare. In effetti, un percorso trian-
golare ha meno virate di uno rettangolare, l’unica
cosa che cambia è l’ampiezza dell’angolo di virata e
il fatto che devi tener conto dei gradi invece di poter
seguire sempre i quattro punti cardinali principali.
Al contrario della figura precedente, infatti, in cui
angoli di virata e angoli interni erano uguali, per
figure diverse da quadrato o rettangolo, gli angoli di
virata sono diversi da quelli interni. Gli angoli di
virata in questo caso saranno di 120 gradi. Nel
ruolo di navigatore, una volta che l’Istruttore ti comu-
nicherà la direzione di partenza, non dovrai fare altro
che impostare la rotta con la bussola pronta in posi-
zione di navigazione, contare lentamente le pinneg-
giate, svoltare di 120° secondo quanto pianificato e
completare i 3 lati della figura. Ad esempio, se la rotta
di partenza fosse di 0 gradi, potresti procedere tenen-
do il Nord come riferimento iniziale (0 gradi, appun-
to), fermarti e svoltare verso destra aggiungendo
120 gradi (se la bussola è destrorsa), se volessi svol-
tare verso sinistra, dovresti scalare 120 gradi allo 0
(o 360, che corrisponde sempre al Nord) e procede-
re così verso il secondo lato della figura. Alla fine,
quello che risulterà da questo percorso sarà un trian-
golo equilatero, i cui angoli interni sono di 60
gradi e gli angoli di virata sono di 120 gradi.
Pur sotto la costante supervisione dell’Istruttore, tu e
il tuo compagno lavorerete sempre in coppia: uno
navigherà e l’altro controllerà i parametri di profon-
dità, tempo e riserva d’aria per entrambi, per evitare
che la concentrazione nell’esecuzione dell’esercizio
possa distrarti troppo da questi importanti fattori.
Itinerario esagonale. Per effettuare dei tracciati
subacquei conviene che tu annoti in ogni caso ogni
parametro sulla lavagnetta. Questo ti servirà per evi-
tare di fare calcoli a mente, soprattutto per il fatto
che ti trovi sott’acqua e che per questo sei anche
impegnato in altre operazioni, oltre a quella di con-
tare. Potresti impostare un esagono con i lati diver-
si in lunghezza, per esempio una figura che abbia
due lati maggiori uguali e quattro lati minori uguali;
in questo caso anche gli angoli di virata sarebbero
diversi fra loro. Per praticità in questo contesto,
applicheremo la navigazione ad un percorso esago-
45
nale che abbia i lati e gli angoli tutti uguali. Per
coprire l’intero percorso, essendo già nella direzio-
ne di partenza comunicata dall’Istruttore, dovrai
effettuare cinque cambi di direzione, cioè dovrai
virare 5 volte per tornare esattamente al punto di
partenza. Alla fine, quello che risulterà da questo
percorso sarà un esagono equilatero, i cui angoli
interni sono tutti di 120 gradi e gli angoli di
virata sono di 60 gradi. Nel ruolo di navigatore,
una volta che l’Istruttore ti comunicherà la direzione
di partenza, non dovrai fare altro che impostare la
rotta con la bussola pronta in posizione di naviga-
zione, contare lentamente le pinneggiate tenendo i
riferimenti, svoltare di 60 gradi secondo quanto
pianificato e completare i 6 lati della figura. Il dis-
corso si complicherebbe un pò qualora volessi effet-
tuare un tracciato esagonale disegnato a caso su un
foglio. Infatti, dovresti alla fine di ogni lato, calco-
larti il relativo angolo di virata. Per questa operazio-
ne ti servirebbe disporre di un piccolo goniometro,
reperibile in qualunque cartoleria.

Strumenti e sistemi di navigazione elettronici


Una variante della tradizionale bussola subacquea
analogica è la bussola digitale. Questo strumento,
ormai da tempo facilmente reperibile in commercio,
mantiene le stesse funzioni di una bussola tradizio-
nale ma la lettura avviene su un display a cri-
stalli liquidi: questo potrebbe rendere lo strumen-
to più intuitivo e quindi più facile la navigazione.
Inoltre, essa presenta interessanti funzioni accesso-
rie, come la possibilità di memorizzare rotte,
coordinate e sequenze di virate. A questo propo-
sito, nel Capitolo Uno, parlando del GPS, forse ti
sarai sorpreso, se ancora non lo conoscevi, delle
meravigliose funzioni che questo piccolo strumento
può offrire. E ancora, mentre leggevi quel capitolo
forse ti sarai domandato perché ancora non si sia
pensato a rendere un GPS subacqueo, semplice-
mente stagnandolo attraverso guarnizioni specifiche
come una pila o dotato di una custodia subacquea
come quelle per le macchine fotografiche. La rispo-
sta è semplice e immediata: il GPS riceve segnali
inviati dai satelliti che non possono oltrepassa-
re la soglia della superficie del mare.
In realtà qualcosa di simile al GPS è già stato pen-
sato e realizzato per un uso subacqueo. Infatti, in
commercio si può trovare un vero e proprio siste-
ma di navigazione elettronico, costituito da due
unità: quella di base che è fissa e viene posizionata
46
sott’acqua in prossimità del punto di entrata dei sub-

Minitest
acquei e quella mobile, che il subacqueo porta con
sé. Secondo le indicazioni dei costruttori, questo
sistema fornisce informazioni di direzione e distan-
za e ha una distanza operativa fino a 300 metri. 1. In questo paragrafo
In pratica l’unità fissa invia un segnale radio abbiamo analizzato
che l’unità mobile capta e il subacqueo, mentre degli itinerari
torna indietro verso la barca, può localizzare la dire- a) In linea retta, andata
zione e la distanza del segnale. Tra l’altro questo e ritorno e rettangolare
sistema, che è stato studiato appositamente per i b)Triangolare e con sei
subacquei, ma forse ancora di più per i centri d’im- cambi di direzione
mersione, può supportare fino a una trentina di c) Sia a che b
unità mobili. In sostanza, anche per gruppi molto
numerosi, ogni coppia di subacquei o anche il sin- 2. Navigando con la bus-
golo sub potrebbe avere in dotazione questo stru- sola lungo una rotta e
mento per non perdersi. Una cosa fondamentale, virando verso destra ad
quando si usano questi strumenti è quella del set- angolo retto dovresti
taggio iniziale dell’apparato, che dispone di più a) Aggiungere 90 gradi
canali per la trasmissione la ricezione: ogni unità alla rotta
mobile dovrà essere sulla stesso canale della b) Sottrarre 90 gradi alla
relativa unità fissa, pena il rischio d’intercettazioni rotta
del segnale da parte di altri gruppi che stanno usan- c) Dipende dal tipo di
do lo stesso sistema di navigazione. bussola usata
Naturalmente ci sono altri aspetti da considerare. Gli
strumenti elettronici in genere, oltre che più costosi 3. Un percorso triangola-
di quelli analogici, sono in ogni modo tutti soggetti re ha meno virate di uno
a usura, possibilità di malfunzionamento, alla- rettangolare, l’unica
gamenti ed esaurimento delle batterie (spesso cosa che cambia è
improvviso, ed è per questa ragione che ad esempio a) la navigazione negli
nelle immersioni notturne sono raccomandate alme- angoli interni
no due luci per ogni subacqueo di cui una da tene- b) l’ampiezza dell’ango-
re spenta come luce di riserva). Le operazioni di lo di virata
controllo, cura e manutenzione di questi apparati c) la rotta di ,partenza
sono da effettuarsi con perizia: essendo di solito
protetti da guarnizioni O ring. Periodicamente, o al 4. Impostata la rotta ini-
momento del ricambio delle batterie, oltre al nor- ziale, per percorrere un
male risciacquo in acqua dolce, esse si dovranno itinerario esagonale devi
pulire e lubrificare secondo quanto raccomandato a) Completare sei lati e
dalle case produttrici. Questo non vuole diminuire cinque cambi di direzio-
l’interesse o le qualità di funzionamento e comodità ne
che questi strumenti offrono, anzi, un esempio cla- b) Completare sei lati e
moroso è dato dal computer subacqueo, che oggi sei cambi di direzione
ormai quasi tutti usano ma in cui pochi all’inizio c) Completare sei lati e
credevano. Semplicemente un subacqueo, in quan- sette cambi di direzione
to tale, dovrebbe cercare comunque d’imparare ad
orientarsi sott’acqua perché ciò, oltre a come preve-
nire possibili emergenze, insegna anche la conside- Risposte: 1 a – 2c – 3b – 4 a
razione dei propri limiti, offre più libertà di scelta e
pianificazioni più semplici e, non da ultimo, molte
soddisfazioni personali. Una volta acquisite queste
47
capacità, che all’inizio per molti sembrano traguardi
irraggiungibili, ben venga il progresso anche orien-
tato verso l’equipaggiamento subacqueo, con tutte
le comodità e i vizi che ciò comporta.

Luci di segnalazione
Questo piccolo paragrafo non vuole riferirsi alle
immersioni notturne; data la particolarità dell’argo-
mento, è meglio considerare l’aspetto dell’orienta-
mento notturno nell’insieme degli approfondimenti
propri di questa specialità, che rimane tra le più affa-
scinanti e seguite dai subacquei. Spesso si vedono
molte guide subacquee che anche di giorno posizio-
nano una piccola luce ad intermittenza sulla som-
mità della rubinetteria o addirittura legata ad un
braccio, in modo che sia visibile al resto del gruppo.
Questo metodo non è inutile come potrebbe sem-
brare; infatti, come sai, sott’acqua l’assorbimento
della luce è un fattore da considerare attentamente,
non solo in riferimento all’osservazione naturalistica
ma anche per l’orientamento subacqueo. Di giorno
Sistema di la luce dovrà essere particolarmente brillante per
navigazione essere visibile e per questo si usano generalmente le
elettronico lampade stroboscopiche ad intermittenza che
provocano dei brevi ma scintillanti lampi di luce
bianchissima che per la conformazione della para-
bola sono visibili a 360 gradi. Una luce identica si
potrebbe piazzare sotto la barca, alla sosta di sicu-
rezza e rivolta verso il basso o, se posta sulla cima di
qualche roccia in prossimità del punto di entrata da
terra, essa dovrà essere rivolta verso l’alto.
La luce stroboscopia potrebbe rivelarsi utile in con-
dizioni di acqua torbida, offrendo un riferimento in
più ai subacquei che sono in immersione o quando
per tornare verso la barca si devono percorrere tra-
gitti nel blu a mezz’acqua. Un’ottima scelta in questo
caso sarebbe combinare l’uso della bussola per
tornare verso il riferimento luminoso, che pur se
non con la stessa intensità che offre di notte, potreb-
be aiutare ad individuare meglio la cima di risalita.
Queste luci si trovano facilmente nei negozi di arti-
coli per la subacquea, il loro funzionamento è sem-
plice e non necessitano di molta manutenzione, oltre
a garantire un’autonomia di molte ore e tornarti natu-
ralmente utilissime durante le immersioni notturne.

Il Segnalatore di Superficie
Un accessorio dell’equipaggiamento che molti sub-
acquei usano ogni giorno, mentre molti altri nean-
che conoscono o forse hanno visto solo in qualche
48
rivista. Il segnalatore di superficie in effetti non si
vede spesso durante le immersioni se non quando
lo si usa, perché di solito viene tenuto in qualche
tasca del Gav ed estratto al momento opportuno.
Sebbene la tecnica per usarlo non cambi, questo Segnalatore
accessorio si può usare sia come segnalatore di di
posizione sia di soccorso. In molte località (come superficie
ad esempio le Maldive) dove le immersioni si svol-
gono in corrente e le barche non ancorano ma
seguono i subacquei dalla superficie, specialmente
le guide, ma anche molti sub dei vari gruppi, sono
equipaggiati con questo attrezzo, che si rivela sem-
pre molto utile quando mancano boe o stazioni fisse
di supporto e assitenza. Alla fine dell’immersione,
in risalita e in prossimità della superficie, si usa il
segnalatore che altri non è se non un sacco allun-
gato e chiuso solo da un lato, quindi capace d’in-
trappolare l’aria che viene immessa dal sub, di solito
attraverso il suo erogatore di riserva, che gli offre
l’opportunità anche in questo caso (come quando si
respira in coppia da un erogatore) di non togliere di
bocca il suo erogatore principale. Il sacco è tenuto da
una cordicella di plastica lunga anche una decina di
3
metri che serve, tenendola afferrata, a mantenere in
trazione il sacco una volta che sia salito in superficie.
Proprio durante questo Corso, nell’immersione
in Acque Libere Due, imparerai ad usare il
segnalatore di superficie. Questo facile esercizio
ti metterà nella condizione di provare un accessorio
che potrebbe un giorno tornarti utile per le immer-
sioni in corrente, qualora t’immergessi in simili con-
dizioni. Se ancora non l’hai frequentato, nel Corso
ESA Prevention & Rescue Diver riproverai nuova-
mente il segnalatore come strumento di segnala-
zione di soccorso in acqua, negli scenari in Acque
Libere che l’Istruttore ti spiegherà.
Sarà importante, quando dovrai usare il segnalatore,
che prima di immettere aria all’interno del sacco, ti
assicuri che la lunga cordicella che di solito è riav-
volta all’interno della confezione si liberi per intero.
Questo ti permetterà di lasciare libero il sacco di
risalire non appena avrà l’aria al suo interno e, sic-
come ciò avviene in fretta, anche di prevenire che la
spinta possa tirarti verso l’alto. A questo proposito
molti usano dotare la confezione di un piccolo muli-
nello, come quelli usati dagli speleologi subacquei.
Un segnalatore di superficie non è un accessorio
molto costoso, quindi potresti pensare ad un suo
eventuale acquisto prima di una vacanza ai tropici
(dove le immersioni in corrente sono più frequenti)
49
o, se il tuo sogno fosse quello di trasformare una pas-
sione nella tua professione, quando lavorerai nei
Diving Center in giro per il mondo e accompagnerai
i gruppi in fantasctiche immersioni in corrente.

Fattori importanti da considerare


Abbiamo visto, fino a questo punto del manuale,
diversi metodi che puoi applicare per orientarti in
immersione, dall’uso esclusivo dei riferimenti natu-

Minitest
rali alla combinazione di questi con strumenti e
accessori. Ci sono però altri fattori importanti che
devi considerare, soprattutto pensando che il mare
1. La bussola digitale, è un enorme ambiente liquido in perenne movi-
rispetto a quella analogi- mento e non statico come una strada o un sentiero
ca, offre anche la possi- in cui i riferimenti spesso sono anche artificiali e
bilità di adattati a risultare sempre ben visibili. I riferimenti
a) Usare un segnale naturali, se sono attendibili, rimarranno sempre al
radio per tornare verso il loro posto (non valgono perciò i banchi di salpe che
punto di partenza stazionano sulle rocce brucando le alghe!) ma
b) Memorizzare rotte e potrebbero però esserci variazioni nelle condizioni
coordinate ambientali e alcune volte esse potrebbero essere
c) Memorizzare l’assor- totalmente impreviste; anche in immersioni che
bimento dell’azoto conosci a menadito potresti trovare inaspettatamen-
te scarsa visibilità, corrente e risacca o entrambe.
2. Gli strumenti elettro- La visibilità potrebbe essere pessima e non per-
nici di solito garantisco- metterti l’uso efficace di riferimenti su cui avresti
no molta comodità e fatto affidamento. In questo caso, oltre al fatto che,
funzioni in più rispetto come già più volte ribadito, dovrai informarti sulle
ai tradizionali, quindi condizioni ambientali prima dell’immersione, è
a) Essi hanno anche meglio che tu riduca l’ampiezza del tuo itinerario
bisogno di molte più subacqueo per mantenerti in contatto con ciò che
cure, accorgimenti e rimane stabile e visibile; anche se ciò volesse dire
manutenzione rimanere sotto la barca. Certe condizioni d’acqua
b) Essi hanno anche torbida possono ridurre in modo drastico la capaci-
bisogno di molte meno tà di orientarsi, addirittura per leggere il computer o
cure, accorgimenti e l’orologio dovresti attaccarli al vetro della maschera!
manutenzione (anche se ti sembra incredibile, prova a chiedere
c) Essi non necessitano notizie in merito a chi s’immerge nei laghi).
di alcuna manutenzione Anche la corrente, sia pur debole, può giocare
Risposte: 1b– 2 a qualche scherzo. Infatti, sia usando la bussola, il
manometro o l’orologio, sia contando le pinneggia-
te, la corrente potrebbe disturbarti la navigazione
fino a portarti fuori rotta. Anche la risacca che per-
siste per giorni dopo certe mareggiate, oltre che
essere molto fastidiosa per l’equilibrio fino a provo-
care il mal di mare, potrebbe sballottarti avanti e
indietro mentre conti le pinneggiate o cerchi di
mantenere una rotta.
Esistono però i metodi per correggere questi
fattori di disturbo. Se ti trovi in favore di corrente
50
e usi i metodi sopra citati per la misurazione della
distanza, al ritorno potresti non trovarti al punto di
partenza. Chiaramente avresti percorso più strada
all’andata perché aiutato dalla corrente in pinneggia-
te più cariche di abbrivio. Se, al contrario, ti trovi a
pinneggiare controcorrente dovrai tenere conto che,
probabilmente, percorrerai meno strada all’andata
che al ritorno sia pur contando lo stesso numero di
pinneggiate. Lo stesso discorso si applica ai con-
sumi. Durante un tragitto controcorrente, consume-
rai di più che in favore di corrente a causa dell’in-
tensità dello sforzo fisico: in questo caso, il metodo
Minitest
dell’osservazione del manometro potrebbe non 1. Una luce di riferimen-
essere molto attendibile (o in ogni caso è un fattore to, per essere visibile
di cui tenere ben conto). Anche in presenza di anche di giorno deve
corrente trasversale potresti incappare in erro- a) Non essere particolar-
re di rotta. Se prevedi di usare la bussola e com- mente brillante e posizio-
piere un semplice tragitto in linea retta – andata e nata in modo che sia
ritorno – potresti essere portato fuori rotta pur aven- visibile a 360 gradi
do lo strumento sotto controllo e rimanendo i riferi- b) Essere particolarmen-
menti dello stesso strumento in posizione corretta. te brillante e posizionata
Questo se vuoi puoi verificarlo subito, anche all’a- in modo che sia visibile a
sciutto, disponendo di una bussola. Prova a ruotare 180 gradi
la ghiera mobile dello strumento fino a chiudere la c) Essere particolarmen-
linea di fede o l’ago magnetico, proprio come fare- te brillante e posizionata
sti sott’acqua per impostare una rotta e mantieni lo in modo che sia visibile a
strumento in posizione di navigazione; quindi spo- 360 gradi
stati piano di lato invece di procedere dritto: essi
non escono fuori dai riferimenti ma tu stai comun- 2. In riferimento alla
que sbagliando rotta! domanda precedente, le
Come puoi tener conto di questi fattori di dis- luci migliori in questo
turbo? E’ molto semplice. Prima di tutto sarà molto senso potrebbero essere
difficile che tu t’immerga usando solo ed esclusiva- a) Le torce subacquee
mente la bussola o il conteggio delle pinneggiate ricaricabili
per orientarti: infatti, se userai la bussola, contem- b) Gli illuminatori per
poraneamente ti servirà anche guardarti intorno e fotografia
abbiamo già più volte ribadito che è meglio se com- c) Le luci stroboscopiche
bini più sistemi di navigazione integrandoli fra loro.
E’ necessario impostare un riferimento iniziale che,
come abbiamo già detto, potrebbe essere la cima Risposte: 1c – 2c
dell’ancora o qualcosa di caratteristico e, mentre
nuoti lungo il percorso, prendere altri riferimenti “in
relazione al precedente” e così via senza mai abban-
donare il punto di partenza. Questo fino a quando
l’esperienza ti avrà insegnato sia a conoscere bene
un sito d’immersione sia a considerare che esagera-
re nell’allontanarsi non è mai una buona regola.
Se la corrente fosse imprevista, cioè non avessi
avuto modo di sapere della sua presenza, la avverti-
resti comunque mentre scendi sott’acqua o quando in
51
prossimità della profondità pianificata inizi a nuotare:
in questo modo potrai così correggere la rotta spo-
standoti di lato o rallentando le pinneggiate in
favore di corrente. Sarà meglio, in ogni caso, se ti
trovassi controcorrente, non correggere la distan-
za aumentando il ritmo perché potresti facilmente
affaticarti e rischiare l’affanno. Per questo è anche
consigliato di iniziare sempre l’immersione con-
trocorrente: la distanza percorsa al ritorno coprirà

Minitest
senz’altro e più agevolmente quella dell’andata. A
questo proposito và precisato che in presenza di cor-
rente è meglio ridurre gli itinerari a semplici andate e
1. Il segnalatore di super- ritorno, senza insistere molto con molteplici cambia-
ficie è uno strumento che menti di percorso: ti stancherai meno e potrai gode-
si può usare come re di un ritorno in linea retta in vero relax!
a) Segnalatore di posi-

Complimenti!
zione o pallone da solle-
vamento
b) Segnalatore di posi- Sei giunto verso la fine della parte teorica di questo
zione o di soccorso manuale: ti rimane ancora un piccolo quiz di verifi-
c) Segnalatore di posi- ca e poi entrerai nel vivo delle immersioni in acque
zione e di profondità libere, se ancora non le hai iniziate. Come hai visto,
questo terzo capitolo serviva come utile complemento
2. L’accessorio della alle informazioni ricevute nei primi due, dove prin-
domanda precedente è cipalmente avevamo parlato dei riferimenti naturali;
costituito da infatti, ora che abbiamo analizzato anche i princi-
a) Un sacco aperto alle pali strumenti e accessori che potrai usare agevol-
due estremità mente sott’acqua per l’orientamento, hai una pano-
b) Un sacco chiuso solo ramica più ampia e completa su questo argomento.
nella parte inferiore In modo particolare, il più usato tra gli strumenti di
c) Un sacco chiuso solo navigazione rimane la bussola, facile da usarsi, poco
nella parte superiore ingombrante e, se usata nel modo corretto, molto affi-
dabile. Come hai visto però, oltre alla bussola tradi-
3. I principali fattori che zionale, volendo, ci sono anche altri sistemi, forse più
potrebbero disturbare la soggetti a guasti, usura e cure, ma per chi fosse
navigazione subacquea appassionato degli strumenti elettronici, essi possono
sono garantire molte soddisfazioni. In ogni modo ti sarai
a) Le correnti reso conto che per orientarsi bene sott’acqua è neces-
b) Le correnti e la risacca sario considerare molteplici aspetti, oltre che munirsi
c) Le correnti, la risacca di strumenti: la pianificazione pre immersione dovrà
e la visibilità essere ancora una volta l’aspetto più importante fra
Risposte: 1b – 2c – 3c questi. Infatti, essa ti permetterà di scegliere un sito
certamente interessante e divertente ma anche acces-
sibile, che tenga conto dei limiti tuoi e del tuo com-
pagno nonché della sicurezza in generale, compresi
tutti gli aspetti legati all’orientamento subacqueo. In
modo particolare, in questo capitolo abbiamo ribadi-
to che gli strumenti utili in questo senso possono dav-
vero esserti molto profiqui ma se usati in modo com-
plementare ai riferimenti naturali a disposizione.
52
Cosa hai imparato?
Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le infor-
mazioni più importanti della relativa Unità Teorica,
innanzitutto per migliorare la tua formazione, ma
anche per arrivare più preparato al prossimo appunta-
mento con il tuo Istruttore. Rispondi alle domande sce-
gliendo la risposta esatta tra quelle indicate, specifican-
do se l’informazione è vera o falsa oppure scrivendo la
risposta nell’apposito spazio. Consegna al tuo Istruttore
questa scheda, se troverà delle imprecisioni, ti darà le
spiegazioni necessarie. Buon lavoro!

1) Al fine di acquisire una buona familiarità con la


bussola, converrebbe
a. Che fosse sempre tenuta al polso
b. Che fosse sempre inserita in consolle
c. Considerare di esercitarsi a terra prima di
usarla sott’acqua
d. Considerare di esercitarsi solamente sott’acqua

2) Nelle immersioni ricreative gli strumenti utili


3
all’orientamento si usano prevalentemente
a. In totale assenza di riferimenti
b. Nei cunicoli e nelle grotte
c. In sostituzione dei riferimenti naturali
d. Integrandoli ai riferimenti naturali

3) Se stai navigando verso Est e devi virare verso


destra di 90 gradi con una bussola destrorsa, ti ritro-
verai rivolto a
a. Sud
b. Ovest
c. Nord
d. Nord Est

4) Stai navigando con la bussola lungo una linea


retta: per impostare la rotta reciproca dovrai girarti di
a. 120 gradi
b. 180 gradi
c. 270 gradi
d. 360 gradi

5) Per effettuare un percorso triangolare, essendo già


rivolto verso la direzione di partenza dovrai effettuare
a. Un cambio di direzione
b. Due cambi di direzione
c. Tre cambi di direzione
d. Quattro cambi di direzione
53
6) Se con la bussola volessi effettuare un tracciato esa-
gonale irregolare disegnato a caso su un foglio dovresti
a. Effettuare cinque cambi di direzione di 60
gradi ognuno
b. Effettuare cinque cambi di direzione di 90
gradi ognuno
c. Calcolare l’ampiezza dell’angolo di virata per
il primo lato della figura
d. Calcolare l’ampiezza dell’angolo di virata per
ogni lato della figura

7) Prima di immettere aria nel segnalatore di super-


ficie per farlo salire è meglio
a. Usare un segnalatore sonoro per avvertire i
componenti del gruppo
b. Assicurarsi di averlo acceso
c. Assicurarsi di aver srotolato per intero la cor-
dicella o di aver aperto il mulinello
d. Uscire fuori dall’acqua

8) In caso di condizioni di visibilità ridotta, per evi-


tare di perdersi è meglio
a. Ampliare il percorso subacqueo
b. Ridurre l’ampiezza del percorso subacqueo
c. Effettuare solo percorsi quadrangolari
d. Effettuare solo percorsi circolari

9) Se stai nuotando contro o in favore di corrente e non


sei attento a correggere la navigazione, probabilmente
a. Percorrerai maggiore distanza all’andata
b. Percorrerai maggiore distanza al ritorno
c. Percorrerai maggiore distanza in un senso
piuttosto che nell’altro
d. Sbanderesti di traverso

10) Come puoi tener conto dei fattori di disturbo in


navigazione?
a. Informandoti in precedenza sulle condizioni
locali
b. Usando gli strumenti insieme ai riferimenti
naturali
c. Correggendo la rotta in condizioni critiche e
impreviste
d. Tutte le risposte precedenti sono esatte

Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con


l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di
quelle da me sbagliate.

Firma__________________________data_________
54
Immersione in Acque Libere 1
Briefing
Ascoltare la descrizione delle attività da svolge-
re e fare domande per eventuali chiarimenti
Nelle Acque Libere il briefing è particolarmente
importante anche perché non è conveniente risalire
durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiari-
re qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione,
scendere e dedicarsi agli esercizi per avere altro
tempo utile per eventuali ripetizioni. L’acquisizione
delle tecniche di orientamento avviene più efficace-
mente in un ambiente rilassato, provando gli eserci-
zi in team con gli altri subacquei e lo staff.
L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare -
dove, come e quando - per cui è fondamentale che
sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua
attenzione.
Non esitare a fare domande se qualcosa non ti è
chiaro, l’Istruttore o il Diveleader saranno felici di
aiutarti.

Localizzazione e verifica del sito d’immersione


In navigazione o da terra, localizzare con l’aiu-
to dell’Istruttore i riferimenti necessari alla
localizzazione del sito d’immersione scelto
durante la pianificazione o di un sito d’immer-
sione alternativo
Questa fase sarà molto interessante in quanto ti
permetterà di seguire l’Istruttore durante alcune fasi
importanti del suo lavoro ma che sicuramente ti ser-
viranno per le tue escursioni subacquee, quali la
navigazione e la rotta da seguire per raggiungere il
sito scelto e il tipo di riferimenti naturali o strumen-
tali che si possono usare per ritrovare un punto
d’immersione.

Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura


Preparare correttamente tutta l’attrezzatura
necessaria per l’immersione, indossarla con l’au-
silio del compagno e controllarla reciprocamente
Come fai normalmente quando t’immergi, puoi
montare il Gav e gli erogatori sulla bombola e con-
trollare che sia carica. La vestizione può dipendere
dall’uso e dal tipo d’imbarcazione e puoi effettuarla
sia fuori sia direttamente in acqua. La verifica, come
sicuramente ricordi, è quanto di meglio puoi fare in
ultima fase per prevenire problemi legati all’equi-
paggiamento, quindi devi curare attentamente que-
sta fase e segnalare all’Istruttore o allo Staff se tu o
55
il tuo compagno rilevate problemi di funzionamen-
to. Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la
procedura di controllo: Gav – Rubinetterie – Aria –
Zavorra - Individua l’erogatore di riserva - Erogatori

Nota: Se le condizioni lo consentono e a discre-


zione dell’Istruttore, il controllo dell’attrezzatu-
ra può avvenire anche dopo l’ingresso in acqua

Ingresso
Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base
alle caratteristiche del luogo
L’Istruttore e lo Staff ti forniranno le indicazioni utili
per un corretto ingresso in acqua in base alle carat-
teristiche del luogo e dell’imbarcazione. Potresti
entrare in acqua usando il rovesciamento all’indietro
o il tuffo a forbice o entrare da riva; in ogni caso
aspetta l’invito e i segnali dello Staff per l’ingresso.
Una volta in superficie aspetta insieme al tuo com-
pagno le indicazioni dello Staff sulla discesa e sullo
svolgimento degli esercizi.

Verifica della pesata


Controllare di avere la quantità di zavorra cor-
retta prima di iniziare la discesa
Gli esercizi di Orientamento, sia eseguiti con riferi-
menti naturali, sia eseguiti con strumenti, necessita-
no di una buona concentrazione, che sott’acqua
risulta ottimizzata da un buon assetto, quindi dalla
giusta pesata. Abituati a considerare bene quest’a-
spetto per prevenire qualsiasi problema legato ad
una pesata scorretta.

Discesa con riferimento


Scendere con l’ausilio di una cima di riferimen-
to o del fondo degradante fino alla profondità
pianificata dall’Istruttore
Questa fase è molto importante per raccogliere il
maggior numero di dati da memorizzare sul paesag-
gio che andrai ad esplorare. In particolare ricorda di
scendere lentamente osservando riferimenti caratte-
ristici, il computer o il profondimetro e rimanendo
vicino al compagno.

Stima della distanza tra due riferimenti lungo un per-


corso rettilineo di andata e ritorno
Stimare una distanza tra due riferimenti usando
il calcolo delle pinneggiate sia per l’andata che
per il ritorno
Questa tecnica può essere particolarmente utile per
56
misurare una distanza sott’acqua. L’Istruttore ti for-
nirà le indicazioni utili su quali riferimenti userai per
questo esercizio. Potresti sfruttare due riferimenti
naturali, due oggetti appoggiati o una cima stesa sul
fondo. Devi cercare di essere concentrato sull’eser-
cizio: parti dal primo riferimento e conta delle pin-
neggiate complete e possibilmente tutte uguali
senza stancarti fino a raggiungere il secondo riferi-
mento. Durante l’esercizio presta attenzione anche a
mantenere sempre la stessa profondità: spesso la
concentrazione sugli esercizi può distrarre dai nor-
mali controlli di computer o profondimetro.

Uso della bussola in un percorso rettilineo di anda-


ta e ritorno
Usando la bussola, impostare una rotta in linea
retta e la sua rotta reciproca calcolando un
numero di pinneggiate stabilito dall’Istruttore
(ognuno deve svolgere alternativamente il
ruolo di navigatore e assistente)
La bussola è uno strumento che raramente si usa
fine a se stesso, ma si combina con l’uso dei riferi-
menti naturali.
In ogni modo, siccome questo esercizio serve a farti
familiarizzare con questo strumento, cerca il più
possibile di concentrarti su di esso, mantenendo un
assetto costantemente neutro.
In modo particolare, ricorda che puoi svolgere le
attività senza fretta, quindi pensa a come impostare
la rotta e la posizione di navigazione, a contare len-
tamente le pinneggiate e girare altrettanto lenta-
mente in modo che pure il ritorno sia impostato cor-
rettamente.

Uso della bussola in un percorso a forma di rettangolo


Percorrere un itinerario a forma di rettangolo
usando la bussola secondo la rotta stabilita
dall’Istruttore (ognuno deve svolgere alternati-
vamente il ruolo di navigatore e assistente)
Spesso i subacquei sfruttano dei percorsi figurati e la
bussola potrebbe essere un valido aiuto qualora
volessi esplorare un sito le prime volte per cono-
scerlo bene e pianificare dei tragitti articolati.
L’Istruttore sceglierà la direzione di partenza, quindi
non dovrai fare altro che impostare la rotta con la
bussola in posizione di navigazione, contare lenta-
mente le pinneggiate, svoltare ad angolo retto
secondo quanto pianificato e completare i quattro
lati della figura. Naturalmente non sarai solo: il tuo
compagno sarà con te in ogni esercizio e l’Istruttore
57
o il Diveleader supervisioneranno ogni attività svolta.

Uso dei riferimenti naturali


Percorrere un itinerario di andata e ritorno in
linea retta usando i riferimenti naturali
Una volta conosciuto un sito d’immersione, sicura-
mente userai molto più spesso questo metodo che
altri per orientarti. In questo esercizio devi focaliz-
zare bene dei riferimenti caratteristici ed integrarli
fra loro per compiere un tragitto di andata e ritorno
verso il punto di partenza. Come hai letto in prece-
denza, cerca di memorizzare i riferimenti già dalla
discesa. l’Istruttore ti fornirà le indicazioni per il cal-
colo della distanza.

Ripetizioni ed esperienza
Sotto la supervisione dello Staff ripetere gli
esercizi
Ripetere gli esercizi sulle tecniche di orientamento
in base ai suggerimenti dell’Istruttore e dello Staff, ti
permetterà di aumentare la familiarità con l’ambien-
te subacqueo. Se un esercizio non ti è chiaro, o
volessi provarlo ancora, non esitare e chiedi allo
Staff

Risalita controllata lungo un riferimento e sosta di


sicurezza
Risalire lentamente almeno a 10 metri al minu-
to lungo un riferimento e fermarsi a 5 metri per
una sosta di sicurezza di 3 minuti
E’ importante risalire lentamente e fermarsi per una
tappa di sicurezza in tutte le immersioni, quindi
anche in un’immersione di orientamento. In questo
modo aumenterai la tua sicurezza nei confronti
dell’MDD potendo smaltire ulteriore azoto dal tuo
organismo. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni neces-
sarie per eseguire la sosta di sicurezza

Uscita
Uscire dall’acqua applicando le tecniche sugge-
rite dall’Istruttore

Disassemblaggio e cura dell’attrezzatura


Smontare e prestare le dovute cure all’attrezzatura
Questa fase si rivela preziosa per mantenere in effi-
cienza la tua attrezzatura, compresi gli strumenti che
hai usato o userai per l’orientamento. Se possibile, è
meglio risciacquarla in acqua dolce pulita ancora
prima di smontarla, altrimenti riponila con cura nella
tua sacca o nella cesta per risciacquarla in un secon-
58
do momento secondo le indicazioni dello Staff.

Debriefing
Ascoltare il commento dell’Istruttore
Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo proces-
so formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con
attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i sugge-
rimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo
Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare
ulteriormente e non esitare a fare domande!

Convalida dell’immersione
Registrare l’immersione sul proprio logbook e
farla firmare dall’Istruttore
Registra l’immersione! Questa operazione serve per
confermare la tua formazione in acque libere.
Annota con cura tutti i parametri, le condizioni
ambientali e gli esercizi svolti, aggiungendo i tuoi
commenti personali. Ricorda di far convalidare l’im-
mersione dal tuo Istruttore e chiedi se ci sono tim-
bri o adesivi particolari che puoi apporre sul tuo
libretto.

Immersione in Acque Libere 2


Briefing
Ascoltare la descrizione delle attività da svolge-
re e fare domande per eventuali chiarimenti
Nelle Acque Libere il briefing è particolarmente
importante anche perché non è conveniente risalire
durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiari-
re qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione,
scendere e dedicarsi agli esercizi per avere altro
tempo utile per eventuali ripetizioni. L’acquisizione
delle tecniche di orientamento avviene più efficace-
mente in un ambiente rilassato, provando gli eserci-
zi in team con gli altri subacquei e lo staff.
L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare -
dove, come e quando - per cui è fondamentale che
sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua
attenzione. Non esitare a fare domande se qualcosa
non ti è chiaro, l’Istruttore o il Diveleader saranno
felici di aiutarti.

Localizzazione e verifica del sito d’immersione


In navigazione o da terra, localizzare con l’aiu-
to dell’Istruttore i riferimenti necessari alla
localizzazione del sito d’immersione scelto
durante la pianificazione o di un sito d’immer-
sione alternativo
59
Questa fase sarà molto interessante in quanto ti per-
metterà di seguire l’Istruttore durante alcune fasi
importanti del suo lavoro ma che sicuramente ti ser-
viranno per le tue escursioni subacquee, quali la
navigazione e la rotta da seguire per raggiungere il
sito scelto e il tipo di riferimenti naturali o strumen-
tali che si possono usare per ritrovare un punto
d’immersione.

Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura


Preparare correttamente tutta l’attrezzatura
necessaria per l’immersione, indossarla con l’au-
silio del compagno e controllarla reciprocamente
Come fai normalmente quando ti immergi, puoi
montare il Gav e gli erogatori sulla bombola e con-
trollare che sia carica. La vestizione può dipendere
dall’uso e dal tipo di imbarcazione e puoi effettuar-
la sia fuori che direttamente in acqua. La verifica,
come sicuramente ricordi, è quanto di meglio puoi
fare in ultima fase per prevenire problemi legati
all’attrezzatura, quindi devi curare attentamente que-
sta fase e segnalare all’Istruttore o allo Staff se tu o
il tuo compagno rilevate problemi con qualche com-
ponente dell’attrezzatura.
Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la pro-
cedura di controllo: Gav – Rubinetterie – Aria –
Zavorra - Individua l’erogatore di riserva - Erogatori

Nota: Se le condizioni lo consentono e a discre-


zione dell’Istruttore, il controllo dell’attrezzatu-
ra può avvenire anche dopo l’ingresso in acqua

Ingresso
Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base
alle caratteristiche del luogo
L’Istruttore e lo Staff forniranno le indicazioni utili
per un corretto ingresso in acqua in base alle carat-
teristiche del luogo e dell’imbarcazione. Potresti
entrare in acqua usando il rovesciamento all’indietro
o il tuffo a forbice o entrare da riva, in ogni caso
aspetta l’invito e i segnali dello Staff per l’ingresso.
Una volta in superficie aspetta insieme al tuo com-
pagno le indicazioni dello Staff sulla discesa e sullo
svolgimento degli esercizi.

Verifica della pesata


Controllare di avere la quantità di zavorra cor-
retta prima di iniziare la discesa
Gli esercizi di Orientamento, sia eseguiti con riferi-
menti naturali, sia eseguiti con strumenti, necessita-
60
no di una buona concentrazione, che sott’acqua
risulta ottimizzata da un buon assetto, quindi dalla
giusta pesata. Abituati, ogni volta prima di immer-
gerti, a considerare bene quest’aspetto, per preveni-
re qualsiasi problema legato ad una pesata scorretta.

Discesa con riferimento visivo


Scendere con l’ausilio di un riferimento visivo
fino alla profondità pianificata dall’Istruttore
In questa fase, che è forse la più importante ai fini
dell’orientamento subacqueo, cerca di osservare
attentamente il paesaggio. Scendi lentamente osser-
vando riferimenti caratteristici, il computer o il pro-
fondimetro e rimanendo vicino al tuo compagno. Se
opportuno, il tuo Istruttore ti indicherà degli oggetti
o dei particolari che potranno servirti per orientarti.

Esercizio di orientamento e navigazione


Seguire un itinerario subacqueo stimando la
distanza e ritornando nei pressi del punto di
partenza (ognuno deve svolgere alternativa-
mente il ruolo di navigatore e assistente)
Insieme al tuo compagno, alternandovi come navi-
gatore e assistente, effettuerete un tour subacqueo
seguendo un percorso che l’Istruttore vi avrà indica-
to prima dell’immersione, usando la stima della
distanza per valutare come ritornare al punto di par-
tenza. Secondo le caratteristiche del luogo, potreste
usare la bussola, i riferimenti naturali o entrambi i
metodi. Pur sotto la costante supervisione
dell’Istruttore, tu e il tuo compagno lavorerete sem-
pre in coppia: uno navigherà e l’altro controllerà i
parametri di profondità, tempo e riserva d’aria per
entrambi.

Ripetizioni ed esperienza
Sotto la supervisione dello Staff ripetere gli esercizi
Ripetere gli esercizi sulle tecniche di orientamento
in base ai suggerimenti dell’Istruttore e dello Staff, ti
permetterà di aumentare la familiarità con l’ambien-
te subacqueo. Se un esercizio non ti è chiaro, o
volessi provarlo ancora, non esitare e chiedi allo
Staff.

Risalita, uso del segnalatore di superficie e sosta di


sicurezza
Risalire alla velocità corretta, usare corretta-
mente il segnalatore di superficie e fermarsi
per una sosta di sicurezza a 5 metri per 3 minu-
ti prima di riemergere
61
Potrebbe succedere di perdere il compagno o il
gruppo e non sapere come fare per tornare verso la
barca, oppure essere costretti a riemergere lontano
dalla barca o da luoghi ridossati dal traffico marino,
a causa di un imprevisto. Il segnalatore di superficie
permetterà a chi sta in superficie di avvistare la pre-
senza dei sub ed eventualmente fornire la necessa-
ria assistenza. L’esercizio prevede che in immersione
ogni coppia di subacquei sia dotata di un segnalatore
di superficie e, su invito dell’Istruttore, lo rilasci met-
tendo un po’ d’aria all’interno del sacco, usando l’e-
rogatore di riserva. Effettua le operazioni con calma,
facendo attenzione che la lunga cima del segnalatore
sia libera di lasciare salire il sacco dell’aria.

Uscita
Uscire dall’acqua applicando le tecniche sugge-
rite dall’Istruttore

Smontaggio e cura dell’attrezzatura


Smontare e prestare le dovute cure all’attrezzatura
Questa fase si rivela preziosa per mantenere in effi-
cienza la tua attrezzatura, compresi gli strumenti che
hai usato o userai per l’orientamento. Se possibile è
meglio risciacquarla in acqua dolce pulita ancora
prima di smontarla, altrimenti riponila con cura nella
tua sacca o nella cesta per risciacquarla in un secon-
do momento secondo le indicazioni dello Staff.

Debriefing
Ascoltare il commento dell’Istruttore
Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo proces-
so formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con
attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i sugge-
rimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo
Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare
ulteriormente e non esitare a fare domande!

Convalida dell’immersione
Registrare l’immersione sul proprio logbook e
farla firmare dall’Istruttore
Registra l’immersione! Questa operazione serve per
confermare la tua formazione in acque libere.
Annota con cura tutti i parametri, le condizioni
ambientali e gli esercizi svolti, aggiungendo i tuoi
commenti personali. Ricorda di far convalidare l’im-
mersione dal tuo Istruttore e chiedi se ci sono tim-
bri o adesivi particolari che puoi apporre sul tuo
libretto.
62
Immersione in Acque Libere 3
Briefing
Ascoltare la descrizione delle attività da svolge-
re e fare domande per eventuali chiarimenti
Nelle Acque Libere il briefing è particolarmente
importante anche perché non è conveniente risalire
durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiari-
re qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione,
scendere e dedicarsi agli esercizi per avere altro
tempo utile per eventuali ripetizioni. L’acquisizione
delle tecniche di orientamento avviene più efficace-
mente in un ambiente rilassato, provando gli eserci-
zi in team con gli altri subacquei e lo staff.
L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare -
dove, come e quando - per cui è fondamentale che
sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua
attenzione. Non esitare a fare domande se qualcosa
non ti è chiaro, l’Istruttore o il Diveleader saranno
felici di aiutarti.

Localizzazione e verifica del sito d’immersione


In navigazione o da terra, localizzare con l’aiu-
to dell’Istruttore i riferimenti necessari alla
localizzazione del sito d’immersione scelto
durante la pianificazione o di un sito d’immer-
sione alternativo
Questa fase sarà molto interessante in quanto ti
permetterà di seguire l’Istruttore durante alcune fasi
importanti del suo lavoro ma che sicuramente ti ser-
viranno per le tue escursioni subacquee, quali la
navigazione e la rotta da seguire per raggiungere il
sito scelto e il tipo di riferimenti naturali o strumen-
tali che si possono usare per ritrovare un punto
d’immersione.

Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura


Preparare correttamente tutta l’attrezzatura
necessaria per l’immersione, indossarla con l’au-
silio del compagno e controllarla reciprocamente
Come fai normalmente quando ti immergi, puoi
montare il Gav e gli erogatori sulla bombola e con-
trollare che sia carica. La vestizione può dipendere
dall’uso e dal tipo di imbarcazione e puoi effettuar-
la sia fuori che direttamente in acqua. La verifica,
come sicuramente ricordi, è quanto di meglio puoi
fare in ultima fase per prevenire problemi legati
all’attrezzatura, quindi devi curare attentamente que-
sta fase e segnalare all’Istruttore o allo Staff se tu o
il tuo compagno rilevate problemi con qualche com-
63
ponente dell’attrezzatura.
Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la pro-
cedura di controllo: Gav – Rubinetterie – Aria –
Zavorra - Individua l’erogatore di riserva - Erogatori

Nota: Se le condizioni lo consentono e a discre-


zione dell’Istruttore, il controllo dell’attrezzatu-
ra può avvenire anche dopo l’ingresso in acqua

Ingresso
Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base
alle caratteristiche del luogo
L’Istruttore e lo Staff forniranno le indicazioni utili
per un corretto ingresso in acqua in base alle carat-
teristiche del luogo e dell’imbarcazione. Potresti
entrare in acqua usando il rovesciamento all’indietro
o il tuffo a forbice o entrare da riva, in ogni caso
aspetta l’invito e i segnali dello Staff per l’ingresso.
Una volta in superficie aspetta insieme al tuo com-
pagno le indicazioni dello Staff sulla discesa e sullo
svolgimento degli esercizi.

Verifica della pesata


Controllare di avere la quantità di zavorra cor-
retta prima di iniziare la discesa
Gli esercizi di Orientamento, sia eseguiti con riferi-
menti naturali, sia eseguiti con strumenti, necessita-
no di una buona concentrazione, che sott’acqua
risulta ottimizzata da un buon assetto, quindi dalla
giusta pesata. Abituati, ogni volta prima di immer-
gerti, a considerare bene quest’aspetto, per preveni-
re qualsiasi problema legato ad una pesata scorret-
ta.

Discesa nel blu


Scendere senza l’ausilio di un riferimento visivo
fino alla profondità pianificata dall’Istruttore
Scendere nel blu ha senza dubbio molto fascino.
Ricordati di osservare attentamente il paesaggio
sotto di te mentre scendi lentamente, rilevando rife-
rimenti caratteristici, controllando il computer o il
profondimetro e rimanendo vicino al tuo compa-
gno. Se opportuno il tuo Istruttore ti indicherà dei
particolari che potranno servirti per orientarti.

Formare un triangolo
Nuotare in assetto neutro effettuando un per-
corso triangolare. Ogni lato dovrà essere di 10
massimo 15 metri. Ritornare nelle immediate
vicinanze del punto di partenza (ognuno deve
64
svolgere alternativamente il ruolo di navigatore
e assistente).
Questo è un altro esempio di tracciato subacqueo.
Nel ruolo di navigatore, una volta che l’Istruttore ti
comunicherà la direzione di partenza, non dovrai
fare altro che impostare la rotta con la bussola posta
in posizione di navigazione, contare lentamente le
pinneggiate, svoltare 120° secondo quanto pianifica-
to e completare i 3 lati della figura. Pur sotto la
costante supervisione dell’Istruttore, tu e il tuo com-
pagno lavorerete sempre in coppia: uno navigherà e
l’altro controllerà i parametri di profondità, tempo e
riserva d’aria per entrambi.
Per familiarizzare bene con lo strumento proverete
questo esercizio a secco prima dell’immersione.

Itinerario subacqueo con la bussola


Usando la bussola, seguire un itinerario subac-
queo che preveda 5 cambi di direzione e ritor-
nare nei pressi del punto di partenza (i subac-
quei della coppia collaborano, non è necessario
svolgere alternativamente il ruolo di navigatore
e assistente)
Questo percorso un po’ articolato ti farà capire che,
se usato correttamente, uno strumento come la bus-
sola subacquea potrebbe, oltre che esserti molto
utile, farti anche molto divertire. Insieme al tuo
compagno effettuerete un percorso, che dovrà arti-
colarsi in almeno 5 cambi di direzione. Il risultante
esagono sarà precedentemente disegnato e stabilito
con l’Istruttore. Ricordate di usare la stima della
distanza per valutare come ritornare al punto di par-
tenza.

Ripetizioni ed esperienza
Sotto la supervisione dello Staff ripetere gli esercizi
Ripetere gli esercizi sulle tecniche di orientamento in
base ai suggerimenti dell’Istruttore e dello Staff, ti
permetterà di aumentare la familiarità con l’ambiente
subacqueo. Se un esercizio non ti è chiaro, o volessi
provarlo ancora, non esitare e chiedi allo Staff

Risalita e sosta di sicurezza


Risalire alla velocità corretta lungo la cima della
barca o del pallone segnasub e (se opportuno)
fermarsi per una sosta di sicurezza a 5 metri
per 3 minuti prima di riemergere
E’ importante risalire lentamente e fermarsi per una
tappa di sicurezza in tutte le immersioni, quindi
anche in un’immersione di orientamento. In questo
65
modo aumenterai la tua sicurezza nei confronti
dell’MDD potendo smaltire ulteriore azoto dal tuo
organismo. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni neces-
sarie per eseguire la sosta di sicurezza

Uscita
Uscire dall’acqua applicando le tecniche sugge-
rite dall’Istruttore

Smontaggio e cura dell’attrezzatura


Smontare e prestare le dovute cure all’attrezzatura
Questa fase si rivela preziosa per mantenere in effi-
cienza la tua attrezzatura, compresi gli strumenti che
hai usato o userai per l’orientamento. Se possibile è
meglio risciacquarla in acqua dolce pulita ancora
prima di smontarla, altrimenti riponila con cura nella
tua sacca o nella cesta per risciacquarla in un secon-
do momento secondo le indicazioni dello Staff.

Debriefing
Ascoltare il commento dell’Istruttore
Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo proces-
so formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con
attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i sugge-
rimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo
Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare
ulteriormente e non esitare a fare domande!

Convalida dell’immersione
Registrare l’immersione sul proprio logbook e
farla firmare dall’Istruttore
Registra l’immersione! Questa operazione serve per
confermare la tua formazione in acque libere.
Annota con cura tutti i parametri, le condizioni
ambientali e gli esercizi svolti, aggiungendo i tuoi
commenti personali. Ricorda di far convalidare l’im-
mersione dal tuo Istruttore e chiedi se ci sono tim-
bri o adesivi particolari che puoi apporre sul tuo
libretto.

66
Appendice

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68
ESA Worldwide
ESA è un'agenzia subacquea internazionale, il
suo obiettivo è quello di formare i subacquei dal
livello iniziale fino al raggiungimento dei livelli pro-
fessionali come Diveleader e Istruttore. Per fare que-
sto l’ESA si prefigge di applicare i più evoluti stan-
dard operativi congiuntamente ad un elevatissimo
grado di sicurezza e di promuovere l’attività subac-
quea nelle sue varie forme.
I percorsi formativi dell’ESA prevedono l’integra-
zione delle informazioni divulgate dall’Istruttore,
con i materiali di supporto che accompagnano i
vari livelli di brevetto.
La formazione pratica iniziale avviene con lo svilup-
po delle capacità subacquee in piscina o bacino
delimitato, successivamente applicate e migliorate in
acque libere.
Per ogni programma o corso ESA è prevista una veri-
fica dell’apprendimento da parte dell’Istruttore che
dovrà conservare una prova dell’avvenuta valutazione.
I subacquei possono ricevere dall’ESA la formazione
iniziale, progredire verso livelli più alti di brevetto,
specializzarsi in diverse aree legate all’attività subac-
quea come la biologia marina, la fotografia, l’ar-
cheologia subacquea, ecc.
69
Raggiunte le adeguate credenziali, i subacquei posso-
no partecipare ai programmi per la formazione di
tipo professionale nell’ambito dell’attività subacquea.
L’ESA stabilisce elevati standard per la forma-
zione dei propri affiliati: essi sono professioni-
sti subacquei in possesso di un brevetto ESA
Diveleader o di grado più alto.
Gli istruttori ESA sono formati dagli ESA IC Director,
persone adeguatamente preparate e qualificate per tra-
smettere le tecniche di insegnamento ai futuri istruttori.
La formazione dell’Istruttore è completa e prevede
l’acquisizione di informazioni sulla teoria dell’immer-
sione, sulle procedure ESA, nozioni di psicologia e di
marketing, lo sviluppo delle capacità di gestione dei
subacquei singoli o in gruppo, di gestione dei pro-
blemi, di salvaguardia dell’ambiente e altro.
Le convalide dei brevetti ESA sono emesse dalla sede
centrale e dagli uffici ESA ufficialmente autorizzati.
Il dipartimento ESA che si occupa della formazione
informa gli affiliati ESA sulle variazioni delle proce-
dure esistenti e sull’introduzione di nuove procedure.
Possono affiliarsi all’ESA anche strutture qualificate che
operano nel campo dell’attività subacquea ricreativa.
Centri immersione, club subacquei e negozi subac-
quei possono, infatti, acquisire la qualifica di ESA
Point. Le strutture denominate ESA IC Point posso-
no promuovere, organizzare e condurre i corsi di
formazione per gli Istruttori ESA.
L’ESA intende caratterizzarsi anche attraverso
un particolare impegno volto alla divulgazione
delle conoscenze sull’ambiente, per migliorare
la qualità delle immersioni e creare nei subac-
quei una maggiore consapevolezza verso lo spa-
zio sommerso. I professionisti ESA, infatti, effet-
tuano il loro percorso formativo ricevendo una soli-
da preparazione anche sulle conoscenze relative
all’ambiente. Tutta l’attività formativa dell’ESA è salda-
mente collegata a obiettivi di salvaguardia degli
ambienti acquatici.

70
9 consigli per la difesa
dell'ambiente
Mettendo in pratica questi semplici suggerimenti,
darai il tuo importante contributo alla salvaguardia
dell’ambiente.

1) In immersione mantieni un assetto neutro, evita


il contatto con il fondo e con gli organismi marini:
senza i guanti starai più attento a dove metti le mani.

2) In prossimità del fondo blocca ogni movimento


di mani e pinne e, se devi posarti, controlla che le
tue ginocchia e le pinne non creino danni.

3) Evita di passare sotto le volte o nelle grotte,


potresti urtare e danneggiare gli organismi, inoltre le
bolle d’aria intrappolate sul soffitto causano gravi
danni all’ambiente.

4) Non attaccarti a tartarughe, grandi pesci, o ceta-


cei, ma nuota con loro; non inseguire gli animali se
ti accorgi di recare disturbo.

5) Evita di toccare organismi che non conosci o che


potrebbero essere delicati; non accarezzare i pesci
ed altri organismi, potresti asportare il muco protet-
tivo che li ricopre e causare lesioni.

6) Non raccogliere dal fondo organismi vivi o morti,


reperti di valore storico o archeologico e oggetti
coperti da alghe ed animali.

7) Non acquistare souvenir prodotti con materia-


li provenienti dal mare, scoraggerai così la loro
raccolta.

8) Non buttare niente in acqua (rifiuti, filtri di siga-


retta, batterie, bottiglie, carta, cibo, ecc): getta i rifiu-
ti negli appositi contenitori.

9) Continua la tua formazione ed approfondisci la


conoscenza degli ambienti marini, scoprirai che
ogni luogo merita un'immersione e che in ogni fon-
dale c'è una straordinaria varietà di organismi da
scoprire.

Tutti gli abitanti ed i frequentatori degli spazi som-


mersi ti ringraziano fin d’ora per il tuo impegno.
71
9 regole per la sicurezza
1 Mantieni efficiente il tuo equipaggiamento.
Controllalo prima di partire per un viaggio e prima dell’immersione.

2 Devi essere fisicamente e psichicamente in forma.


L’esercizi fisico e la dieta adeguata ti faranno apprezzare di più
l’attività subacquea. Puoi mantenerti mentalmente allenato a pre-
venire lo stress e l’ansia riprovando ogni tanto i principali esercizi
del Corso Open Water, specialmente quando non ti immergi da
molto tempo. Incomincia l’immersione riposato, caldo e idratato.

3 Immergiti secondo il tuo grado di esperienza.


Considera che potresti immergerti in condizioni di profondità per te
insolite, con forte corrente, in acqua fredda o in condizioni di scarsa
visibilità, quindi è meglio se prima ricevi l’adeguata preparazione..

4 Pianifica l’immersione e segui il piano che hai fatto.


Immagina i potenziali problemi che potresti trovarti ad affrontare,
come prevenirli e rispondere ad essi. Accordati con il tuo compagno
su limiti sicuri di tempo, profondità, di percorso e i corretti segnali.

5 Controlla i tuoi strumenti e mantieni un buon


margine di sicurezza.
Sebbene tu possa conoscere i tuoi consumi abituali, condizioni
di profondità, corrente e fatica potrebbero farti consumare di
più. Non considerare i limiti delle tabelle o del computer come
assoluti, ma rimani ben entro i limiti.

6 In immersione rilassati e divertiti, respira conti-


nuamente, profondamente e lentamente.
Raggiunto un buon grado di comfort sott’acqua, pensa a cosa ti
piacerebbe dedicarti in immersione e coltiva questi interessi. I Corsi
di Specialità soddisfano quasi tutte le tue aspettative. Fatica e
affanno aumentano il tuo ritmo respiratorio e possono diminuire
le prestazioni del tuo erogatore. Se ti senti stanco o in affanno, fer-
mati, rimani calmo e respira, vedrai che tutto andrà bene. Se neces-
sario puoi risalire lentamente in superficie.

7 Se non sei convinto, rinuncia all’immersione.


Il coraggio di rinunciare è una dote invidiabile ed èil modo migliore
per prevenire problemi che potresti non sentirti in grado di affrontare.

8 Risali lentamente dal fondo e fermati per una sosta


di sicurezza a cinque metri.
E’ il modo migliore per prevenire la malattia da decompressione.

9 Attendi almeno 24 ore prima di prendere l’aereo o


salire in altitudine dopo l’immersione. Dopo l’immersio-
ne è meglio aspettare sempre più tempo possibile prima di volare.
72
Schema per la pianificazione
dell’immersione

Pianificazione generica
Compagno d’immersione
Data e orario dell’immersione
Scopo dell’immersione
Luogo prescelto
località alternativa
Percorso per raggiungere la località
Appuntamento: luogo e orario
Attrezzatura particolare
Controllo previsioni meteomarine
Verifica e ricarica delle bombole
Verifica e preparazione dell’attrezzatura
Kit con attrezzi e parti di riserva
Zavorra completa
Borsa completa
Mezzi di trasporto
Informazioni sul sito
Contatti d’emergenza
Informazioni per chi rimane a terra
Cibo e bevande
Prenotazioni/Biglietti
Denaro

Pianificazione sul punto d’immersione


Condizioni psicofisiche
Condizioni meteomarine
Idoneità delle condizioni ambientali
Individuare e provare i sistemi di comunicazione
Decidere tecniche e punti di entrata
Decidere tecniche e punti di uscita
Sistema di coppia
Tecniche di comunicazione subacquea
Percorso
Limiti di profondità e tempo
Procedure di emergenza
Controllo dell’attrezzatura

In caso di necessità contattare:__________________

_____________________________________________

_____________________________________________

73
Da non dimenticare
Varie
Documento di riconoscimento
Brevetto
Log book
Prenotazioni / biglietti
Informazioni sui contatti d’emergenza
Costume da bagno
Filtro o crema solare
Occhiali da sole
Berretto
Giacca a vento
Asciugamano
Accappatoio
Ciabatte
Cuffia e occhialini per il nuoto
Abbigliamento di ricambio
Cibo / bevande
Medicinali

Attrezzatura
Borsa
Pinne, maschera e snorkel
Muta
Sottomuta
Cappuccio
Guanti
Calzari
Zavorra
GAV
Bombola carica
Erogatore principale
Erogatore di riserva
Manometro
Frusta del GAV
Frusta della muta stagna
Coltello

Strumenti
Computer
Strumenti integrati
Profondimetro
Timer
Bussola
Termometro
Tabelle
74
Accessori
Lavagnetta
Schede di riconoscimento delle specie
Matita
Boa segnasub
Segnalatore di superficie
Mulinello
Torcia principale
Torcia di riserva
Strobo
Luce di posizione
Moschettoni
Liquido antiappannante
Cimetta per l’attrezzatura

Attrezzatura di riserva
0-ring
Bombole
Pesi
Cinghioli
Utensili
Kit per riparare la muta

Attrezzatura particolare
Macchina fotografica
Obiettivi
Flash
Pellicola
Videocamera
Custodia
Cassette
Illuminatori
Batterie
Caricabatterie
Cavetti

Note
______________________________________________________
______________________________________________________
_____________________________________________________
______________________________________________________
______________________________________________________
______________________________________________________
______________________________________________________
___________________________________________________
75
Come fare
un percorso
triangolare
con la bussola

76
Come fare
un percorso
quadrangolare
con la bussola

77
Come fare
un percorso
esagonale
con la
bussola

78
79
80