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Schoenberg:l'introduzione seriale.

Contrariamente a Debussy,individualista e inimitabile,Schoenberg è il modello del


caposcuola.Debussy rappresenta più una corrente edonista e libertaria:non esssendo vietato più
nulla,bisogna sfruttare per il puro piacere tutte le possibili aggregazioni sonore.Al
contrario,Schonberg assume con una logica rigorosa una sorta di determinismo storico:poichè le
esigenze espressive spingono al cromatismo e le funzioni tonali sono sempre più contestate
nell'esperienza,la logica dell'evoluzione porta a riorganizzare il totale cromatico fuori da qualsiasi
riferimento alla tonalità.Questi due musicisti si distinguono per il modo di considerare l'eredità
wagneriana.Debussy ha l'intuizione (geniale per l'epoca) che il wagnerismo ritardi l'evoluzione della
musica.Schonberg trova il senso di questa evoluzione nel cromatismo espressivo del Tristano, che
egli porta alle estreme conseguenze.

La dodecafonia (denominazione dovuta a René Leibowitz 1913-1972,che,con gli scritti,i concerti e


l'insegnamento,con uno zelo ostinato e una intelligenza profonda della storia musicale,ha iniziato
alla ''dodecafonia'' tutta una generazione di musicisti) è un ''metodo di composizione con dodici
suoni,aventi relazioni l'uno con l'altro'',che Schonberg edificò poco a poco fra il 1909 e il
1923.Considerando che non esiste una nozione fondamentale di dissonanza,ma solo stati di
consonanza più o meno lontani,egli decide di rinunciare a ogni gerarchia fra i dodici suoni della
scala cromatica,accordando a ciascuno di essi una eguale dignità armonica.Nell'ultimo dei Tre pezzi
per pianoforte op. 11 e nei Cinque pezzi op. 16 ,composti nel 1909,la dissoluzione delle funzioni
tonali è completa.
Occorreva però trovare un metodo che permettesse di utilizzare i dodici suoni della scala
temperata,fermo restando il principio della loro equivalenza:l'apparizione più frequente di certi
suoni o le reminiscenze di formule diatoniche potrebbero polarizzare l'attenzione,suggerire nuove
relazioni privilegiate.Inoltre lo spirito costruttivo di Schonberg rifiuta di lasciarsi rinchiudere in una
soluzione puramente negativa.La parola ''atonalità'' (spesso confusa con il concetto di
dodecafonia;Ora l'applicazione di un metodo di sviluppo ''seriale'' a una divisione dell'ottava in 24
quarti di tono o in 6 toni interi darebbe luogo ugualmente a composizioni atonali.Anche
l'indeterminazione tonale dell'inizio della Nona Sinfonia di Beethoven -la maggione o minore?si
minore? Re maggiore o minore...?-è una specie di atonalità),che rende conto solo di un aspetto della
dodecafonia,non gli piace.Dopo aver svolto,nel 1911,nel suo Harmonielehre,una importante teoria
sull'armonia atonale,soltanto nel 1923 Schonberg formula il proprio metodo di composizione con
dodici suoni uguali,basato sul principio nuovo della ''serie'' o Grundgestalt,che da poco aveva
impiegato nell'ultimo dei Cinque pezzi op. 23,per pianoforte e nel quarto movimento (sonetto) della
Serenata op. 24.
La serie,il cui primo principio era stato ideato da Josef Matthias Hauer (1883-1959) e non da
Schonberg,è una successione fondamentale di dodici suoni,senza ripetizione né raddoppio
all'ottava,disposti dal compositore secondo un ordine che determinerà l'ulteriore sviluppo.Il sistema
di Hauer si fonda sulla classificazione delle numerosissime serie possibili di dodici suoni (12! =
479.001.600) in 44 tropen o famiglie melodiche,che svolgerebbero nella musica di dodici suoni il
compito analogo e quello delle armonìai nella musica greca o dei murchhana nella musica indiana.
Ogni serie si può presentare sotto quattro forme,secondo il principio impiegato negli stili
tradizionali d'imitazione contrappuntistica:forma originale,forma retrogada o cancritizzante
(cominciando dalla fine),inversione dell'originale (ove si ha l'inversione degli intervalli),retrogrado
dell'inversione:
Ciascuna di queste forme ammette una trasposizione su ognuno dei dodici gradi della scala
cromatica,con un totale quindi di quarantotto versioni disponibili in una stessa serie.Un ''tema'' può
essere composto da parecchi frammenti melodici,tolti ciascuno a una delle quarantotto formule
disponibili,e ogni frammento può essere armonizzato con suoni complementari tolti a un'altra
versione della serie generatrice.Il tutto può venir ulteriormente complicato dalla scrittura a
canone,da variazioni ritmiche,ecc.Nessuna nota deve teoricamente occupare una posizione
privilegiata,come nel sistema tonale. ''Una sia pur leggera reminiscenza della vecchia armonia
risulterebbe fastidiosa,poichè creerebbe inevitabilmente false speranze riguardo alle conseguenze e
alle continuazioni.L'uso di una tonica è deludente se non è basato sul fatto di reggere tutte le
relazioni della tonalità.Allo stesso modo,l'impiego di più di una serie è da escludere,poichè in ogni
serie successiva uno o più suoni verrebbero ripetuti troppo presto.Un tale uso di più serie farebbe
correre il rischio che un suono ripetuto possa essere interpretato come una tonica.In genere,l'effetto
di unità ne risulterebbe diminuito''( A.Schonberg -''La composizione con dodici suoni''-conferenza
del 1939).
Shonberg è,insomma,il meno sovversivo dei quattro grandi compositori che hanno orientato le
principali correnti musicali del nostro secolo.Constatando un fatto storico,egli ha stabilito un ordine
nel nuovo ambito sonoro che gli veniva offerto.Schonberg non ha ''deviato'' la musica,almeno non
più di quanto Freud abbia ''deviato'' la psicologia o Marx l'economia politica della storia.
Si poteva comporre ancora nel sistema tonale? Schonberg spesso vi fa riferimento,in parecchie delle
sue ultime opere,e afferma:''C'è ancora molta buona musica da scrivere in do maggiore''.Si
oppone,però,a coloro che ''racimolano dissonanze,volendo così passare per moderni,ma non hanno
il coraggio di trarne le conseguenze'',oppure a ''quelli che praticano fra le dissonanze una selezione
di buon gusto,senza poter rendere conto delle ragioni per cui le loro cacofonie sarebbero permesse e
quelle degli altri proibite''(A.Schonberg,prefazione alle Satire op.28 per coro misto).Poche posizioni
estetiche sono state così lucide e oneste,in un momento in cui i più fermi partigiani del sistema
tonale baravano con le sue regole.La posizione di Shonberg non è un partito preso teorico,ma una
scelta ragionata,il cui carattere essenziale è l'ammirabile radicalismo.
L'accusa fatta a Schonberng,di essere un compositore ''intellettuale'',si riferisce alla parte di
razionalità che rientra nelle sue ricerche.''Preferisco comporrre da intellettuale che da imbecille!''.
La logica formale,per lui,è innanzitutto un fattore di comprensione.Nella conferenza già citata ne
fornisce la spiegazione:''Il valore artistico esige la comprensibilità,non soltanto per una
soddisfazione intellettuale,ma anche per soddisfare l'emozione.L'idea del creatore deve essere
esposta (in maniera intelligibile),qualunque sia l'emozione che si cerca di evocare.La composizione
condodici suoni non ha altro fine che la comprensibilità''.
I due principali allievi di Schonberg,Alban Berg e Anton Webern,completano la sua opera in modo
così eccelso da imprimere nell'animo degli appassionati l'idea di una trinità della dodecafonia
seriale.Le loro personalità molto differenti li hanno portati ad adottare estetiche pressoché
opposte.Berg è caloroso,socievole,d'intelligenza espansica.Webern è discreto,sottile,d'intelligenza
riflessiva.
Anton Webern e il fallimento della dodecafonia in Europa.

L'opera di Webern illustra le più alte esigenze stilistiche e formali,verso le quali era portato dalla
propria formazione classica e universitaria.A partire dai Lieder di Stefan George op. 3 e 4 (1909),le
sue composizioni sono atonali e si distinguono per una concisione e una sottigliezza sempre più
minuzione.Alcune opere,come le Sei Bagatelle op.9 per quartetto e i Cinque pezzi op. 10 per
orchestra (1913) hanno la brevità e la concentrazione degli hai-kai giapponesi.Le prime comportano
un totale di meno di sessanta battute e il quarto pezzo dell'op. 10 non ne comprende che sei (ossia
circa 20'' di durata).
L'originalità di stile di Webern risiede in questa disintegrazione della melodia,dell'armonia,del
ritmo,del timbro,innescata poco prima da Debussy,ma qui spinta a un limite al di là del quale la
musica stessa cesserebbe di esistere!Una volta superata la sorpresa che una tale disintegrazione può
provocare l'ascoltatore senza pregiudizi rimane emozionato per il penetrante lirismo della
concisione,per il fascino segreto della fracilità.In alcune Bagatelle quasi tutte le note di una melodia
sono affidate a timbri differenti (sfruttando tutte le risorse strumentali del quartetto);è questa la
tecnica della Klangfarbenmelodie (melodia di timbri),che Schonberg ha abbozzato alla fine del suo
trattato d'armonia e applicato per la prima volta nel terzo dei Pezzi op. 16 (1908).Webern ne farà un
impiego particolarmente notevole nella sinfonia op. 21.A partire dal 1924 la sua personalissima
scrittura assimila il metodo seriale di Schonberg e vi resta strettamente fedele.Lungi dal
costringerlo,questa disciplina sembra liberarlo; quantomeno lo porta a concepire opere più lunghe e
nelle ultime composizioni (due Cantate e Variazioni op. 30) lo stile di Webern si fa più
espressivo,più continuo,sia per la durata che per l'organico strumentale.
L'opera di Webern apre nuove prospettive,stabilendo una sorta d'identità fra melodia e armonia (la
nozione di accordo è sostituita da quella di melodia istantanea),applicando alle successioni di timbri
una specie di sviluppo seriale,liberando il ritmo dalla regolarità metrica per dargli una composizione
compositiva più precisa,riducendo tutto all'essenziale.Il suo idealismo,la semplicità,l'assoluta
indipendenza e l'estrema purezza del suo stile eserciterano un fascino sui giovani compositori,dopo
la seconda guerra mondiale.Il radicalismo di Webern farà loro scoprire nell'opera di Schonberg una
contraddizione,che verrà severamente giudicata:la fedeltà a forme classiche e a conversioni
ritmiche tradizionali nell'ambito di un metodo di composizione che dovrebbe essere radicalmente
nuovo.''Il solo,in realtà,che ebbe coscienza di una nuova dimensione sonora,dell'abolizione
dell'orizzontale opposto al verticale per non più vedere nella serie che un modo di dare una struttura
allo spazio sonoro,a dargli una fibra in qualche sorta,il solo è Webern''(Boulez,Note di
apprendistato).La severità nei confronti di Schonberg assumerà aspetti assurdi presso i neo-
seriali,ma il suo genio verrà infine riconosciuto.Forse,per conprendere Shonberg occorre passare
attraverso Webern.
In genere la corrente dodecafonica è stata sempre mal accetta dal grosso pubblico e da una parte del
mondo musicale.I capi della cultura nazista l'hanno condannata come ''giudaico-bolscevica''; per
Zdanov e i musicisti sovietici ufficiali era ''formalista'' e ''cosmopolita''.Una parte della critica la
giudicava ''intellettuale'',incomprensibile,distruttiva.Il fallimento della dodecafonia può essere
attribuite a parecchie cause:

- Più di mezzo secolo dopo le prime opere seriali la stragrande maggioranza della musica consumata
nel mondo occidentale rimane triburitaria del sistema tonale.Questa musica di consumo non è
certamente rappresentativa dl pensiero musicale contemporaneo,ma tutti noi viviamo,lo si voglia o
no,in un bagno di tonalità.Ne consegue necessariamente che la dodecafonia è isolata in un ghetto
per specialisti.
- Il rigore del metodo implica il temperamento equabile.Si tratta,come è noto,di una specie di scala
artificiale e molti strumentisti non evitano il ritorno agli intervalli naturali,alla ricerca
dell'espressione e della qualità sonora.Così l'interprete avrà tendenza a polarizzare lo sviluppo
seriale su alcuni suoni,formando certi intervalli per porne in rilievo il carattere espressivo.

- Per il suo radicalismo il metodo non consente di tornare indietro.Esso stabilisce due limiti alla
evoluzione della polifonia:la complessità della scrittura(quindi dell'esecuzione e della intelligibilità)
e l'esaurimento delle permutazioni possibili dei dodici suoni.Tutti sappiamo di dover morire;ma non
vogliamo conoscere la scadenza.

- La variazione perpetua della scrittura seriale(d'altronde in contraddizione con il principio di non


ripetizione) potrebbe generare una certa monotonia.Ma l'ascoltatore media,disorientato dall'uso di
grandi intervalli (superiori all'ottava),manca di punti di appoggio per la propria memoria e
immaginazione.Percepisce spesso l'insieme come una combinazione di avvenimenti sonori eleatori
o,nel caso migliore,come un messaggio esoterico.Se la dodecafonia seriale ha fallito in quanto
stistema universale e collettivo (Schoenberg era troppo lucido per pensare che mai lo
diventasse),rimane perlomeno un metodo esemplare di riflessione musicale,un eccellente ''campo di
base'' prima della conquista di terre sconosciute.