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La chiamo Esperienza Ultima perché oltre quella tu cessi di esistere e la

Coscienza precipita in se stessa. Se non c’è più chi fa l’esperienza, come


possono essercene altre?
Volendo parlare di trasformazione dovremmo parlare di rivoluzione. Infatti, non
viene cambiato niente di tutto quello che fa parte del mondo, ma per la prima
volta coinvolge proprio direttamente te.
Considera che fin da quando eravamo bambini abbiamo iniziato a descrivere il
mondo in un determinato modo, e questo rimane invariato per il resto della
nostra vita. La descrizione di cui ti parlo è la percezione di noi stessi come corpi
fisici, in mezzo ad altri corpi fisici. È vero o no che, almeno questo, rimane per
tutta la vita?
Ecco a cosa mi riferisco quando dico che l’illuminazione non coinvolge nessuna
cosa del mondo, ma riguarda direttamente te. E riguardando te, riguarda tutto
quanto.
Cercherò di scriverti adesso che cosa mi è successo esattamente, anche se so
che non solo sarà difficile… ma piuttosto impossibile.
Ora capisco la sfida titanica dei maestri del passato, il loro gioco d’azzardo con
l’esistenza stessa!

Fin da bambino sono sempre stato attratto da ciò che è spiritualità e


dall’illuminazione stessa. Si può dire chiaramente che ho sempre orientato la mia
vita e le mie scelte seguendo questo. Non importava quale particolare situazione
di vita stavo attraversando, che sia stata la scuola, gli amici, la famiglia, il
lavoro… la ricerca dell’illuminazione era sempre presente come un veleno o
come un farmaco che scorre nelle vene.
È stato all’età di quattordici anni che ho incontrato Ax, il mio maestro diretto, e
abbiamo mantenuto contatti per circa sei anni.
Inizio col dire che non era un santo, né un maestro di quelli tradizionali.
Fondamentalmente non gliene fregava proprio niente di avere discepoli o di
insegnare qualcosa, si godeva la vita, gli piacevano i soldi e le donne. La prima

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cosa che ho capito fin da subito è che, qualsiasi cosa mi avesse detto, sarebbe
stata inutile in confronto all’esperienza.
Era un tipo veramente molto pragmatico.
Nonostante sapesse molte cose sulla magia occidentale, sull’ermetismo e
sull’alchimia, continuava a ripetermi frasi come “tu sei qui con me, ma sei anche
in camera tua e sei anche in Irlanda e in Cina perché la Coscienza è ovunque”
“Tu sei sempre qui, non ti sei mai mosso da qui”
“Tu sei tutto e sei anche altro da tutto”
“Non ti accorgi che stai sognando tutto questo?”
La mia sensazione stando accanto a lui era che qualsiasi cosa noi potessimo
dire non aveva importanza, anche fosse stata la cosa più giusta e più intelligente
possibile. Credere di comprendere qualcosa solo perché ne stavamo parlando
era un’assurdità. L’unica cosa importante era il testimoniare, l’essere portatore
vivente dell’esperienza che tentava di comunicarmi.
Ricordo che passavamo ore in silenzio senza fare assolutamente nulla, e che
inizialmente per me era una vera tortura.
Quando ci salutammo per l’ultima volta mi disse solo di non preoccuparmi
perché le rose fioriscono quando la stagione è quella giusta.

Proprio questo mi ha portato ad anni di ricerca e di pratica delle tecniche e


meditazioni appartenenti alle più svariate tradizioni.
Sono passato dal cristianesimo gnostico allo sciamanesimo amazzonico, alla
magia ermetica e all’alchimia, alla wicca e paganesimo, al buddhismo e alla
tradizione tibetana, alla magia egizia, alla kabalah, al tantra, allo yoga, al taoismo
e molto di più.
Per questo motivo ho anche viaggiato molto.
Non sono qui per fare il sapiente, o per figurarmi maestro di tutte queste cose.
Niente affatto! Quello che voglio dirti è che il mio metodo di ricerca è stato
questo. Un pellegrinaggio avventuroso e pieno di preziosissimi tesori, prendendo
quello che potevo da una tradizione o dall’altra.
Le mie pratiche, il mio esplorare, sono sempre stati molto intensi. Non ho mai
avuto problemi ad affrontare digiuni, ascetismi o veglie notturne quando è stato
necessario.
Questo non è né il metodo che ritengo migliore di tutti, né quello che ti consiglio
di fare a te. È solo stato, semplicemente, il metodo che ha funzionato per me.
Spesso mi sono sentito frustrato per questo, credendomi in qualche modo
sbagliato o mancante di disciplina per incanalarmi in una cosa sola.
Solo dopo una certa maturazione infatti ho compreso come stavano realmente

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le cose, e come tutto era perfettamente calzante con la realizzazione di un
disegno composto dai sommari di diverse mie vite passate. Come una mappa
fatta di stelle, in cui ogni stella è una vita. Come un grappolo in cui finalmente si
ha la visione d’insieme.
Il segnale che comunque stavo procedendo nel modo giusto era la mia crescita,
e lo sprofondare sempre di più nella conoscenza di me stesso.
Di fatto, anche quando iniziavo un nuovo percorso, in qualche modo riuscivo ad
avanzare piuttosto velocemente ottenendo esperienze laddove magari altri ci
impiegavano anni.
La mia ricerca comunque, se da un lato mi faceva scoprire nuovi insegnamenti e
proseguire nel mondo inesplorato della percezione, dall’altro lato non riusciva
neanche minimamente a colmare un vuoto che sentivo dentro. Un bisogno di
qualcosa, un qualcosa che sarebbe dovuto accadere ma non accadeva.
Ecco che quindi, dopo un ultimo intenso lavoro su me stesso durato alcuni mesi,
ho completamente abbandonato ogni speranza.
Non solo non sapevo più cosa fare, ma nessun tipo di via o di pratica o di
maestro poteva più attrarre la mia attenzione. Non vi era più qualcosa che
potevo fare.
Ho vissuto per una settimana in uno stato di coscienza difficile da descrivere. I
miei movimenti, il camminare, il mangiare erano veramente rallentati. Le
interazioni con le altre persone ridotte al minimo, famiglia compresa.
E sia chiaro, non era una depressione o una tristezza, piuttosto uno sprofondare
dentro me stesso sempre di più.
La Coscienza diventava testimone di profondità inesplorate ed incontaminate
che non si possono immaginare. Non mi interessava niente di cosa pensavano
gli altri e a volte mi dimenticavo perfino di mangiare.
Non stavo facendo assolutamente niente, nessuna pratica, nessuna regola, era
il riposo del guerriero, o forse proprio la sua morte. La battaglia per me era finita,
non avevo più alcuna speranza.
Questo stato della Coscienza, forse un po’ anomalo ma benedetto, è durato per
una settimana esatta.
Poi la notte dell’8 maggio (2018) tutto è cessato, un’esplosione cosmica da cui
non rimane più niente… neppure una traccia. Da quel momento non ci sono più.
Se non sbaglio, maggio è il mese in cui fioriscono le rose.

Mi trovavo nel mio soggiorno quella notte, la mia famiglia era già andata a
dormire. Ero seduto sul divano senza far nulla, come incantato su qualcosa.
Improvvisamente ho sentito una carica, un impulso come quando stai per

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iniziare a correre, e c’era solo un messaggio ripetuto: “io sono quello”.
Stavo guardando il divano e la realizzazione “io sono quello”, e poi la libreria, e la
tv, e il pavimento, e le mura con la solita realizzazione… io ero tutta la stanza e
mi stava crollando addosso.
La sommità della testa era come un turbine, sembrava una cascata sopra di me,
la zona del cervelletto era molto calda.
Ho iniziato a tremare, e credo che sarei morto se non me ne fossi andato fuori.
Dico questo perché avevo completamente smesso di respirare. Le pareti della
casa mi stavano comprimendo.
Sono riuscito quindi ad andare in giardino, e la pressione sulla testa si è calmata.
Il cielo stellato era così grande!
Qualche minuto dopo tuttavia, ho posato lo sguardo su un grande albero di
cedro che ho in giardino: “io sono quello”… ancora.
E così le altre piante, e i vasi, e le mattonelle, il Messico, la Cina, e la terra, e il
cielo. Non solo c’era la realizzazione empirica che io ero tutto, ma la solidità del
mondo è crollata. Sembrava di vedere gli elementi di un videogame in una realtà
virtuale.
La scarica era diversi multipli di volte più forte di quella precedente. Capisco
adesso il simbolo del fulmine, presente praticamente in tutte le tradizioni.
Mi sono lasciato andare perché altro non potevo fare.
Il corpo tremava incontrollatamente, ma non solo il corpo, tremava tutto il
mondo.
Il fulmine mi ha attraversato dalla sommità della testa fino in fondo.
Ricordo che mi sono messo a danzare, e a pregare per celebrare una tale
grandezza, una tale divina armonia.
Poi mi sono inchinato diverse volte sulla terra. Così facendo infatti, l’esperienza
poteva fluire.
Ho iniziato a ridere, a gioire di una beatitudine che non è conosciuta.
In quella risata ho cessato di esistere come un qualcuno che ha delle
esperienze. Anche il mondo ha cessato di esistere con me.
Sto ancora ridendo, sempre, e la verità è che non so come riesco ad essere
ancora vivo qui con questo corpo fisico. Un vero miracolo.
La Coscienza si aggrappa a qualcosa che crede se stessa e lo chiama io, senza
accorgersi che è tutto quanto, è anche il sognatore di tutto quanto.
Quella notte non ho dormito per niente.
Devo dire che per un risvegliato, dormire continua ad essere un problema …

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Video Youtube correlati :

- https://youtu.be/FG2QLGLLXdA
- https://youtu.be/k6blMxomQSY
- https://youtu.be/v6h_i8C488U
- https://youtu.be/u4gEXdeXEa0
- https://youtu.be/lhg60I8KXLs

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