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494 j

Capitolo 6 j La trave secondo de Saint Venant

Figura 6.54

Applicazione

dell’analogia idrodinamica

a

sezioni chiuse

in

parete sottile.

*

= 1 . 74

b

r

1

3

max

τ zs s
τ zs
s

M z

In

corrispondenza di spigoli rientranti (concavi), Figura 6.53 b , punto P, le linee

di

flusso si addensano e le tensioni crescono fino a divergere in presenza di

spigoli vivi. In corrispondenza di spigoli convessi, punto Q, le linee di corrente

si

distanziano e il fluido ristagna, sicchè le tensioni tangenziali decrescono.

Per questa ragione, per ridurre la concentrazione degli sforzi, in corrispon-

denza degli spigoli rientranti vengono usualmente previsti raccordi opportuni.

Si

ricorda, a titolo di esempio, l’analisi condotta da Trefftz sugli angolari di

spessore costante b raccordati con un arco di circonferenza di raggio r (Figura

6.53). Tale analisi ha mostrato come in corrispondenza del raccordo si abbia

una tensione tangenziale massima effettiva che in modulo vale , essendo

t max la tensione massima nei rettangoli adiacenti data dalla (6.120). La formula mostra come per r 5 0, t* diverga; ciò giustifica la necessità di raccordare

gli spigoli rientranti per evitare forti concentrazioni di tensione, che portereb- bero in queste zone il materiale in condizioni plastiche.

Il

confronto fra le linee di velocità in sezioni sottili aperte o chiuse, Figure

6.53 e 6.54, suggerisce la fondamentale diversità del loro comportamento tor- sionale e la differente rigidezza, derivante dal braccio delle risultanti delle t.

Torsione nelle travi a sezione sottile biconnessa

6.8.4 Torsione nelle travi di parete sottile a sezione chiusa

L’analogia idrodinamica è assai utile per la soluzione del problema della torsione nei tubi sottili. Il confronto fra le linee di velocità nelle sezioni di parete sottile aperte e chiuse (Figure 6.53 e 6.54) suggerisce che, nel caso in esame, le tensioni tangenziali t zs relative a una generica corda di spessore b abbiano tutte lo stesso verso.

Si assume inoltre che, essendo per ipotesi lo spessore molto piccolo, le tensioni tangenziali possano essere approssimate dal loro valore medio ed essere considerate uniformi nello spessore stesso e ortogonali alla corda.

Si faccia riferimento alla sezione tubolare sottile due volte connessa di Figura 6.55. Sia g la curva che definisce la linea media della sezione; stabilita su g un’ascissa curvilinea s, lo spessore b(s) è una funzione assegnata, sufficientemente regolare, di s. Si fa, inoltre, l’ipotesi che ciascuna corda di spessore b sia con

assegnata, sufficientemente regolare, di s . Si fa, inoltre, l’ipotesi che ciascuna corda di spessore b
assegnata, sufficientemente regolare, di s . Si fa, inoltre, l’ipotesi che ciascuna corda di spessore b

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06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 495 O G x M z s γ b (s ) τ
O G x M z s γ b (s ) τ zs ( s )
O
G
x
M z
s
γ
b (s )
τ zs ( s )
y
18:00 Pagina 495 O G x M z s γ b (s ) τ zs (

buona approssimazione ortogonale ad ambedue i contorni, quello esterno e quello interno; in tal modo le t zs ortogonali alla corda verificano le condizioni di equi- librio al contorno (6.77).

Per determinare le tensioni tangenziali medie t zs occorre osservare che risulta:

zs ( sbs) ( ) = cos t

(6.116)

Per dimostrare la (6.116) è sufficiente considerare l’equilibrio alla traslazione nel- la direzione dell’asse z di un elemento di trave di lunghezza dz compresa fra due generiche ascisse curvilinee s 1 e s 2 (Figura 6.56). Indicati rispettivamente con t zs (s 1 ) e con t zs (s 2 ) i valori medi delle tensioni tangenziali sui due spessori b(s 1 ) e b(s 2 ) per la simmetria delle t, esse saranno presenti anche sulle facce parallele all’asse z (Figura 6.57). L’equilibrio alla traslazione secondo l’asse z comporta:

zs

( s )(bs ) z

11

d =

zs

( s )(bs ) z

2

2

d

(6.117)

qualunque siano s 1 e s 2 e ciò prova la (6.116). Per determinare il valore della co- stante (t zs b), chiamata anche flusso, si scrive la condizione di equivalenza fra il momento torcente M z e le tensioni tangenziali che, con riferimento alla Figura 6.58, assume la forma:

M

z

=

zs

bs h s

( )

( )d

s

(6.118)

ove con h(s) viene indicata la distanza fra un arbitrario polo P o eventualmente fra il baricentro G e la tangente alla linea media nel generico punto di ascissa

curvilinea s. Nella (6.118) si riconosce che il prodotto t zs b(s) è costante su g;

che il prodotto t z s b ( s ) è costante su g ; 6.8

6.8 j Torsione

j

495

Figura 6.55

Torsione

in

una sezione tubolare

di

spessore sottile.

in una sezione tubolare di spessore sottile. O M z z d z Figura 6.56 Equilibrio
O M z z d z Figura 6.56 Equilibrio alla traslazione in direzione dell’asse z
O
M z z
d z
Figura 6.56
Equilibrio alla
traslazione in direzione
dell’asse z di un segmento
di trave.

Costanza del flusso delle t z

z di un segmento di trave. Costanza del flusso delle t z ( τ zs 1
( τ zs 1 1 s )b (s )dz τ zs 2 2 ( s
(
τ zs
1
1
s )b (s )dz
τ zs
2
2
( s ) b( s )dz
b( s 1 )
(s 2 )
dz
Figura 6.57
Segmento
di trave di Figura 6.54.
zs 1 1 s )b (s )dz τ zs 2 2 ( s ) b( s

06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 496

496 j

Capitolo 6 j La trave secondo de Saint Venant

496 496 j Capitolo 6 j La trave secondo de Saint Venant inoltre il prodotto h

inoltre il prodotto h(s)ds rappresenta il doppio dell’area settoriale elementare del triangolo costruito su G e ds. Pertanto, integrando alla curva chiusa g si ottiene:

M z

=

zs

bs

()

() d

h s

s

bs

()

2

d

A

==

zs

zs

2

s bs A

() ()

(6.119)

ove A rappresenta l’area racchiusa dalla linea media g, di lunghezza , g . La (6.119) consente di determinare la tensione tangenziale media in corrispondenza della corda b nella sezione tubolare:

Prima formula di Bredt

zs

( s ) =

M

z

2

Ab s

()

(6.120)

La (6.120) è nota come prima formula di Bredt. Come è immediato rilevare grazie all’analogia idrodinamica, contrariamente al caso delle sezioni aperte, la massima tensione tangenziale si verifica ove lo spessore b è minimo e si addensano le linee di corrente:

zs
zs

max

=

M z 2 Ab min
M
z
2 Ab
min

(6.121)

L’angolo specifico di torsione può essere ricavato applicando il teorema di Cla- peyron uguagliando la metà del prodotto della coppia torcente per la rotazione dell’estremità della trave con il potenziale elastico.

dell’estremità della trave con il potenziale elastico. Seconda formula di Bredt Figura 6.58 Torsione in una

Seconda formula di Bredt

Figura 6.58

Torsione

in una sezione chiusa

di parete sottile.

M z

2

′== Φ

2

zs

2

M z

bs d s

( )

=

22 G

G

2 2

4 Ab ( s )

bs ( ) d s ==

2

M

z

d s

8 GA

2

b ( s )

(6.122)

Ricavando u9 dalla precedente si ottiene la seconda formula di Bredt, che fornisce l’angolo specifico di torsione:

M d s z ′= ∫ 2 4 GA b ( s ) ds τ
M
d s
z
′=
2
4 GA
b ( s )
ds
τ
b(s)
dA
τ
h( s)
x
G
γ
y

(6.123)

specifico di torsione: M d s z ′= ∫ 2 4 GA b ( s )
specifico di torsione: M d s z ′= ∫ 2 4 GA b ( s )
specifico di torsione: M d s z ′= ∫ 2 4 GA b ( s )

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06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 497 6.8 j Torsione j 497 j Approfondimento 6.2   Teorema di

6.8 j Torsione

j

497

j Approfondimento 6.2

 

Teorema di Stockes applicato alle tensioni tangenziali

 

Alla (6.123) si può pervenire anche applicando il teo- rema di Stockes al campo delle t zm :

$

tds 5

3 0 rot t 0 dA

come bordo la curva g. In particolare conviene valu-

tare il flusso del rot t attraverso l’area della sezione avente per contorno g:

 

$

tds 5 M z

$

ds

 

3

rot t dA 5 2Gu9 A

g

A

5

 

2A

b

( s)

 

g

g

A

il quale esprime che la circuitazione delle t zm alla curva regolare chiusa g è uguale al flusso del rot t attraverso una qualunque superficie regolare avente

da cui la (6.123).

 
superficie regolare avente da cui la (6.123).   Nel caso di sezione di spessore b costante

Nel caso di sezione di spessore b costante la (6.123) diviene:

′=

M z

2

4 GA b

(6.124)

In analogia alla definizione data in precedenza la rigidezza torsionale vale:

k =

t

M

z

4

GA

2

=

d s

b

(6.125)

vale: k = t M z 4 G A 2 ′ = ∫ d s b

6.8.5 Torsione in travi di sezione rettangolare sottile

Si ricorda che non esiste una soluzione in forma chiusa del problema della torsione nella sezione rettangolare, che rappresenta peraltro una delle sezioni di maggior

interesse tecnico. Il problema, tuttavia, è stato studiato in modo esaustivo ed esiste una soluzione per serie ottenuta utilizzando l’analogia della membrana, che può fornire soluzioni accurate fin che si desidera [1], [25], la cui discussione esula dagli scopi di questo testo. Si consideri una trave la cui sezione trasversale sia un rettangolo avente la di- mensione h parallela a x nettamente prevalente rispetto alla dimensione b parallela

a y, h

b (Figura 6.59). La soluzione ricavata in precedenza per la sezione el-

littica, assieme all’analogia idrodinamica, suggerisce, almeno per sezioni suffi- cientemente allungate, che le tensioni tangenziali maggiori siano le t xz parallele al lato maggiore e che le t yz siano trascurabili (escluse le zone di estremità pros-

h τ xz max b x τ xz max y
h
τ xz max
b
x
τ xz max
y

M z

di estremità pros- h τ xz max b x τ xz max y M z Figura

Figura 6.59

in sezioni rettangolari sottili.

Torsione

06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 498 498 j   Figura 6.60 Tensioni tangenziali in sezioni

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06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 498 498 j   Figura 6.60 Tensioni tangenziali in sezioni

498

j

 

Figura 6.60

Tensioni

tangenziali in sezioni rettangolari sottili.

rot

= 2G

b

y =− 2

′=−

xz

y

Capitolo 6 j La trave secondo de Saint Venant

h τ xz max dy τ M z y b x y
h
τ xz max
dy
τ
M z
y
b
x
y

sime ai lati paralleli a y). L’analogia idrodinamica mostra, in questo caso, linee

di flusso del liquido come quelle rappresentate in Figura 6.59.

L’analogia idrodinamica fornisce un andamento delle t che segue i “canali di flusso” di Figura 6.59. Su questa evidenza si dedurrà qui di seguito una soluzione approssimata, accettabile ai fini tecnici, soprattutto per i profilati e le lamiere, che sono sezioni rettangolari molto allungate. Si consideri il canale di flusso schema- tizzato in Figura 6.60, di spessore db 5 dy: canali di questo tipo vengono imma- ginati capaci di ricoprire l’intero rettangolo allungato; si tollera che essi si so- vrappongano, per chiusura, in prossimità dei lati corti del rettangolo. Con tale scelta, per un’ampia parte centrale del rettangolo sono presenti le

sole t xz , mentre solo in piccole zone di estremità sono presenti le t yz . Il risultato ottenuto urottu 5 2Gu9, in presenza delle sole t xz si specifica . Questa equazione, integrata rispetto a y, con la condizione iniziale di nullo

sull’asse x per ovvi motivi di simmetria, conduce al valore t xz 5 22Gu9y. La t xz è dunque lineare in y. La t xz massima è presente sul lato parallelo a x, ove si

t xzmax 5 Gu9b. Nel canale di spessore costante db 5 dy presente alla ordinata y (Figura 6.60)

ha

si

ha una t ottenibile tramite proporzionalità

=

xz

max

y

b

/ 2

⇒ =

2

xz

max

b

y

=− 2

Gy

Il

valida per le sezioni monocommesse sottili, vale dMz 5 2t xz (2yh)dy 5 8Gu9hy 2 dy. Integrando dM z alla sezione si ottiene

contributo al momento torcente di questo canale, ottenibile tramite la (6.119)

Rigidezza torsionale della sezione rettangolare sottile

Angolo specifico di torsione

Tensioni

M

z

=

b / 2

8

0

G hy y

d =

2

1

3

G h b

3

La rigidezza torsionale della sezione rettangolare sottile è data da

k t =

M

z

1

= 3

Gh b

3

l’angolo specifico di torsione vale

La tensione vale

b 3 l’angolo specifico di torsione vale La tensione vale ′= 3 M 3 z Gh

′= 3

M

3

z

Gh b

xz

=−

6 M

z

h

b

3

y

(6.126)

(6.127)

(6.128)

l’angolo specifico di torsione vale La tensione vale ′= 3 M 3 z Gh b xz

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06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 499 6.8 j Torsione j 499 Tabella 6.1 Valori dei coefficienti k

6.8 j Torsione

j

499

Tabella 6.1

Valori dei coefficienti k 1 , k 2 , k 3 per diversi valori

 

del rapporto h>b.

 

h>b

k 1

k 2

k3

1.0

0.675

0.141

0.208

1.2

0.759

0.166

0.219

1.5

0.848

0.196

0.231

2.0

0.930

0.229

0.246

2.5

0.968

0.249

0.258

3.0

0.985

0.263

0.267

4.0

0.997

0.281

0.282

5.0

0.999

0.291

0.291

10.0

1.000

0.312

0.312

`

1.000

0.333

0.333

1.000 0.312 0.312 ` 1.000 0.333 0.333 il valore di massimo, presente sul lato lungo, in

il valore di massimo, presente sul lato lungo, in vale

xz max =

3 M

z

h

b

2

=

Gb

(6.129)

La soluzione più sopra citata, basata su sviluppi in serie, perviene a soluzioni me- glio approssimate, riassumibili nelle espressioni che seguono, in cui le costanti presenti dipendono dal rapporto h>b e sono riportate nella Tabella 6.1.

(6.130)

xz max = 1

k Gb

M

z =

k G h b

2

3

(6.131)

′= M

z

k Gh b

2

3

xz max =

Mz

k 3 h b

3

La rigidezza torsionale vale .

(6.132)

(6.133)

y

b

=− 2

k t =

Mz

=

k Gh b

2

3

6.8.6 Torsione nelle travi di parete sottile aperta

L’analogia idrodinamica (Figura 6.53) suggerisce di estendere la soluzione ap- prossimata presentata per le sezioni rettangolari sottili, alle sezioni aperte com-

poste di rettangoli sottili assemblati, ivi compresi tutti i profilati metallici, purché opportuni elementi irrigidenti garantiscano l’invarianza della forma della sezione trasversale, in modo che l’angolo specifico di torsione u9 possa assumersi uguale in tutti gli elementi componenti la sezione. Anche i nuclei irrigidenti degli edifici alti (Figura 6.61), di solito costituiti dai vani scala e ascensori, sono spesso realizzati con sezioni aperte composte da pareti rettangolari sottili; in tal caso gli elementi irrigidenti sono rappresentati dai solai

a cui questi elementi strutturali sono collegati.

in tal caso gli elementi irrigidenti sono rappresentati dai solai a cui questi elementi strutturali sono
in tal caso gli elementi irrigidenti sono rappresentati dai solai a cui questi elementi strutturali sono
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500 j

Capitolo 6 j La trave secondo de Saint Venant

Figura 6.61

Torsione in

una sezione scatolare parzialmente aperta.

Sezione

aperta con profilo curvilineo

soggetta a torsione.

Figura 6.62

b 3
b 3
b
b

M z 3

M z

1 2
1
2

M z1

M z2

I risultati citati vengono, inoltre, utilizzati anche per sezioni aperte con profilo curvilineo, sempre se la trave è realizzata in modo da garantire la conservazione della forma della sezione trasversale. Si supponga che la sezione della trave sia aperta e di parete sottile (Figura 6.62), di spessore b eventualmente variabile in modo sufficientemente regolare, avente come linea media la curva piana di equazione:

(6.134)

essendo s l’ascissa curvilinea del generico punto della linea media misurata a par- tire da un’origine arbitraria O.

x 5 x(s)

y 5 y (s)

O γ s τ zs max τ zs max M z G x γ b
O
γ
s
τ zs max
τ zs max
M z
G
x
γ
b (s)
y
a)

τ zs max

τ zs b d s
τ zs
b
d
s

b )

( s ) y 5 y ( s ) O γ s τ zs max τ
( s ) y 5 y ( s ) O γ s τ zs max τ

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06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 501 6.8 j Torsione j 501 L’analogia idrodinamica suggerisce che ciascun

6.8 j Torsione

j

501

L’analogia idrodinamica suggerisce che ciascun elemento b ds si comporti come un elemento di una sezione rettangolare sottile (Figura 6.62b). Anche in questo caso si ipotizza la presenza delle sole t zs sulla gran parte del- l’estensione g della sezione, salvo a richiedere la presenza anche delle t zb parallele alla corda nelle zone terminali di g, dove le “linee di flusso” delle t debbono chiudersi. Anche in questo caso nella parte centrale risulta

rot

= 2G

′=−

zs

b

zs max

= G b

In virtù della (6.126), l’aliquota dM z assorbita dall’elemento b ds risulta:

d

M z =

G

3

b d s

3

(6.135)

Integrando a tutto lo sviluppo della linea media g della sezione e ricordando che, per ipotesi, u9 è assunto costante in tutta la sezione, risulta:

u9 è assunto costante in tutta la sezione, risulta: M z = 1 3 G ′

M

z =

1

3

G

3

bs s

( )d

(6.136)

Ricavando u9 dalla relazione precedente si ottiene:

′=

M

z

=

M

z

GI

t

K

t

(6.137)

Nella formula precedente si è introdotto il fattore di torsione ; tale fattore diviene I t 5 b 3 h>3 se lo spessore b è assunto costante e h rappresenta la lunghezza della linea media. Come nella sezione rettangolare allungata l’assunzione di una distribuzione lineare su b(s) delle tensioni tangenziali t zs comporta:

t zsmax 5 G u9b(s)

(6.138)

e risulta dunque essere una funzione di s se b è variabile. Se b max denota il mas- simo spessore nella sezione, il valore della massima tensione tangenziale nella sezione risulta:

zs max

= G b =

max

M b

z max

I

t

(6.139)

I t =

1

3

3

bs s

( )d

Il valore massimo delle tensioni tangenziali da torsione si ha dunque in corri- spondenza dello spessore massimo. Si osservi, infine, che se lo spessore b è co- stante si ritrovano le formule relative alle sezioni rettangolari allungate.

le formule relative alle sezioni rettangolari allungate. Torsione in una sezione composta da più rettangoli sottili

Torsione in una sezione composta da più rettangoli sottili

j Esempio 6.18

Si consideri la sezione ottenuta assemblando un profilato metallico a doppio T con un angolare, riportata in Figura 6.63 [25].

Per ipotesi, la trave, di lunghezza , 5 2 m, è realizzata in modo tale che la ro- tazione specifica u9 sia la stessa per i diversi tratti dei profilati costituenti la se- zione. Tale ipotesi si ritiene accettabile se si predispongono trasversalmente in

tratti dei profilati costituenti la se- zione. Tale ipotesi si ritiene accettabile se si predispongono trasversalmente
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502 j

Capitolo 6 j La trave secondo de Saint Venant

Figura 6.63

Torsione in

una sezione composta da rettangoli sottili.

170 mm15

200 mm

15

180 mm

200 mm

170 mm15 200 mm 15 180 mm 200 mm Piastra irrigidente 1 9 mm 2 4
170 mm15 200 mm 15 180 mm 200 mm Piastra irrigidente 1 9 mm 2 4
Piastra irrigidente 1 9 mm 2 4 5 3 160 mm20
Piastra irrigidente
1
9 mm
2
4
5
3
160 mm20
170 mm15 200 mm 15 180 mm 200 mm Piastra irrigidente 1 9 mm 2 4
170 mm15 200 mm 15 180 mm 200 mm Piastra irrigidente 1 9 mm 2 4
170 mm15 200 mm 15 180 mm 200 mm Piastra irrigidente 1 9 mm 2 4
170 mm15 200 mm 15 180 mm 200 mm Piastra irrigidente 1 9 mm 2 4
170 mm15 200 mm 15 180 mm 200 mm Piastra irrigidente 1 9 mm 2 4

20 160 mm

200 mm

più sezioni elementi irrigidenti piastre, chiamati “calastrelli” destinati al man- tenimento della forma della sezione trasversale, la quale ruota rigidamente. Il generico elemento rettangolare assorbe un’aliquota M zi della coppia torcente

M

zi

M

M z 5 10 kNm applicato all’estremo libero della trave. La congruenza alla ro-

Pertanto, per il rettangolo i-esimo risulta:

M =

zi

M k

z ti

N

ti

k

i = 1

i

zs max

=

3

M zi

2

i

h b

i

′=

k =

ti

k

t

=

M

k

ti

=

3

i

Gh b

i

3

N

ti

k

i = 1

z

k

t

tazione torsionale implica (6.137): , ove e , e per l’equilibrio , ove N

indica il numero degli elementi rettangolari.

z

=

N Si osserva che rott 5 2Gu9 5 t z i smax >(b>2) 1 t z i smax 5 2Gu9b i , dalla quale si

M

zi

i = 1

evince che la t massima sull’intera sezione viene attinta sui lati lunghi del pro- filato avente spessore b massimo:

zs max

= G b =

max

M b

z max

I t

I profilati in oggetto siano in acciaio, Fe 510, e il modulo G valga 78102 Nmm 22 . Le dimensioni degli elementi rettangolari e le loro rigidezze sono riportate in Appendice B. Con tali dati l’angolo specifico di torsione vale:

M

′== 0 . 916 10

z

GI

t

4

rad

mm

e la rotazione torsionale all’estremo B vale: u B 5 u9, 5 0.183 rad. Infine, le tensioni tangenziali massime si hanno sui lati lunghi degli elementi rettangolari 4 e 5 che hanno spessore b massimo e valgono in modulo:

t9 zs max 5 143.1 Nmm 22 . Si ricorda infine che le tensioni tangenziali massime effettive si hanno in prossimità dei raccordi e delle saldature, come mostrato dalla formula di Trefftz riportata in precedenza.

si hanno in prossimità dei raccordi e delle saldature, come mostrato dalla formula di Trefftz riportata
si hanno in prossimità dei raccordi e delle saldature, come mostrato dalla formula di Trefftz riportata
06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 503 6.8 j Torsione j 503 Confronto fra sezioni a forma

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06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 503 6.8 j Torsione j 503 Confronto fra sezioni a forma di

6.8 j Torsione

j

503

Confronto fra sezioni a forma di corona circolare e sezioni circolari sottili aperte

 

j Esempio 6.19

 

Si consideri una sezione a forma di corona circolare in cui il rapporto fra lo spessore b e il raggio esterno R e è uguale a 1>10 e si denoti con R il raggio della linea media.

 

Il contorno medio g e l’area A da esso racchiusa valgono rispettivamente:

 

2

19

R

2

=

 
 

A

R

b

⎟ =

361

R

2 =

R

 

=

e

2

= −

2

R

e

b

2

=

20

e

400

38

20

e

R

= 2

R

e

Applicando le formule di Bredt (6.120) e (6.124), si ottiene:

M

z

= 5.540

M

z

M

z

′==

M

z

= 5.832

M

z

=

zs

2

2

R b

3

R

e

4

G A b

23

2 G R b

4

G R

e

Se si utilizza la soluzione esatta delle travi a forma di corona circolare, Esempio 6.15, si ha:

 
 

I

0

=

2

(

RR ) =

4

e

4

i

4

R

2

e

1

10

9

4

== 0 17195

.

4

R e

 
 

 

′=

3

M

z

 

M

M

A

Gb

3

2

R

 

zs max

=

5.816

z

3

R

′=

5.816

z

4

R

 

3

M

e

e

Perciò si commette un errore per difetto del 4.75% nel valutare le tensioni tan- genziali e per eccesso dello 0.275% nel valutare l’angolo specifico di torsione. Se si considera la sezione aperta di parete sottile riportata in Figura 6.64 ap- plicando rispettivamente le formule (6.137) e (6.138) si ha e quindi risulta . Si nota che le rotazioni specifiche sono nel rapporto del quadrato della di- mensione caratteristica della sezione R > b.

 

zs max

=

z

2 Rb

2

 

A

3

R

2

 

=

b

2

 

zs max

= 3

R

 
 

zs

b

2   zs max = 3 R     zs b b G R R i
b G R R i R e
b
G
R
R i
R e
b G R R i R e
b
G
R
R i
R e

Figura 6.64

Sezioni a forma di corona circolare sottile aperte e chiuse.

zs b b G R R i R e b G R R i R e
06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 504 504 j R = Capitolo 6 j La trave secondo

06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 504

06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 504 504 j R = Capitolo 6 j La trave secondo de

504 j

R =

Capitolo 6 j La trave secondo de Saint Venant

R

e

+

R

i

19

=

2

20

R

e

Nel caso in esame si ha , dunque R>b 5 19>2

A

′= 3

⎜ ⎜

19

2

⎟ ⎟

⎟ ⎠

2

′=

270.75

zs

max

⎛ 19 ⎞ ⎜ ⎟ ⎜ ⎟ ⎜ ⎟ zs ⎝ 2 ⎠
⎛ 19 ⎞
zs
2 ⎠

= 3

= 28.5

zs

Il

estremamente più deformabile di quella chiusa e presenti tensioni circa 30 volte maggiori.

confronto precedente mostra come la sezione aperta sia, a parità di materiale,

j Esempio 6.20

 

Confronto fra sezioni scatolari sottili aperte e chiuse

 
 

Si considerano le sezioni scatolari riportate in Figura 6.63 in cui il rapporto fra lo spessore b e la lunghezza , del lato della linea media valga 1>10. La lunghezza della linea media , g e l’area A da esso racchiusa valgono .

= 4

A =

2

Per la sezione chiusa, le formule di Bredt comportano

′=

M

z

M 4

z

M

z

M

z

M

z

 

4

2

G A b

=

4

Per la sezione aperta si ha:

3

A

′==

G

M

z

I

t

=

43

G b

G b

zs

==

Ab

22

3 M

z

G b

4

3

zs

max

=

G

A

b =

3

4 b

M

z

2

2

b

e

quindi risulta:

A

 

3

M

z

3

G b

2

3

zs max

3

M

z

2

2

b

3

 

=

3

=

2

=⋅=

b

2

 
 

4

G b

M

z

4 b

zs

4

M

z

2 b

Ciò mostra come le sezioni chiuse si deformino molto meno e, a parità di mo- mento torcente e di materiale, presentino tensioni di almeno un ordine di gran- dezza inferiore. Si consideri, infine, la sezione riportata in Figura 6.61 con cui si intende mo- dellare in modo approssimato il comportamento di nuclei irrigidenti degli edifici. La presenza, a livello dei solai, di travi di collegamento sufficientemente alte consente in buona approssimazione di modellare la sezione tubolare come se fosse una sezione completamente chiusa collegata ai due setti rettangolari.

Figura 6.65

Confronto

tra sezioni scatolari aperte e chiuse.

collegata ai due setti rettangolari. Figura 6.65 Confronto tra sezioni scatolari aperte e chiuse. b M
b M z x M z y z
b
M z
x
M z
y
z
collegata ai due setti rettangolari. Figura 6.65 Confronto tra sezioni scatolari aperte e chiuse. b M
06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 505 zs Il nucleo è realizzato (per la presenza dei solai

06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 505

06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 505 zs Il nucleo è realizzato (per la presenza dei solai a

zs

Il nucleo è realizzato (per la presenza dei solai a ogni piano) in modo che la ro- tazione specifica u9 sia la stessa per l’intera sezione. Il generico elemento assorbe un’aliquota M zi del momento torcente totale proporzionale alla propria rigidezza. Per i due elementi rettangolari si ha . Per l’elemento scatolare si ha invece:

k =

t 3

4

2

GA b

=

kk =+

tt

3

2 k

t

2

4

4 G b

=

4

G

⎜ ⎜

3

3

== G b

4

G

b

+

22

3

b

3

10

⎟ ⎟ ⎟ =

G

2

⎜ ⎜ ⎜ ⎜ +

10

4

4

3000

⎟ ⎟

⎟ ⎠ =

G

30

22

⎝ ⎜ ⎜ 3000

4

⎟ ⎟

È facile verificare come nel caso in esame si abbia e quindi che il momento torcente venga assorbito quasi integralmente dalla parte chiusa. Le tensioni tan- genziali valgono invece:

=

M

z 3

0.9933 10 2

3

2 Ab

=

M =

z

4,966

M

z

3

zs max

=

M 3

z

1

3,311

b

2

=

3

M

z

Queste ultime, per quanto inferiori, non sono, in genere, trascurabili.

6.8 j Torsione

j

505

k

t 1

== k

t 2

G b

3

3

=

G

4

3000

MM

==

1

zz

2

.

M

z 3

= 0 . 9933

331110

M

z

3

M

z

Torsione in sezioni sottili pluriconnesse

j Esempio 6.21

Il problema della torsione in sezioni sottili pluriconnesse, spesso impiegate nelle costruzioni navali, aeronautiche (si pensi alle ali di un aereo) e civili (in particolare nelle travate da ponte) in cui sono presenti rilevanti sollecitazioni torsionali, può essere risolto in modo diretto quando il grado di connessione è superiore a due. Si faccia riferimento a una generica sezione pluriconnessa, del tipo rappre- sentata in Figura 6.66, soggetta alla coppia torcente M z .

in Figura 6.66, soggetta alla coppia torcente M z . M z b 2 b 3
M z b 2 b 3 b 4 b 5 b 6 b 7 b
M z
b 2
b 3
b 4
b 5
b 6
b 7
b 1
b 8
m 1
m 2
m 3
m 4
m 5
m 6
m 7
m 8

Figura 6.66

Sezione pluriconnessa.

. M z b 2 b 3 b 4 b 5 b 6 b 7 b
06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 506 506 j   Incognite   Equazioni bb zs 11 −+=

06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 506

06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 506 506 j   Incognite   Equazioni bb zs 11 −+= zs

506

j

 

Incognite

 

Equazioni

bb

zs

11

−+=

zs

2 2

zs

3 3

b

bb

zs

11

−+=

zs

2 2

zs

3 3

b

0

0

Capitolo 6 j La trave secondo de Saint Venant

Si dice nodo un punto della sezione nel quale concorrono almeno tre tratti di

lunghezza , i ; ciascun tratto verrà denotato con il termine t i e descritto da una ascissa curvilinea s i . Viene assunto, per semplicità, uno spessore costante in tutti i tratti pari a b i . La sezione di Figura 6.66 è nove volte connessa (infatti occorrono 8 tagli per renderla monoconnessa, come rappresentato in figura) e sono così presenti 8 maglie chiuse m i , in ciascuna delle quali, come suggerito dall’analogia idrodi- namica, è presente il flusso di tensioni tangenziali tipico delle sezioni tubolari. È agevole verificare che, detto m il numero delle maglie chiuse, n il numero dei nodi e t il numero dei tratti che li collegano, in generale risulta:

m 1 n 5 t 1 1

mentre il grado di connessione vale m 1 1. La risoluzione del problema comporta la soluzione di un sistema lineare di m 1 n equazioni in t 1 1 incognite.

Incognite Le incognite sono rappresentate dai flussi delle tensioni tangenziali f i 5 t i b i nei vari tratti e dall’angolo specifico di torsione u9, che si assume costante nella sezione. Le incognite sono pertanto t 1 1 5 (m 1 n)

Equazioni In ogni nodo è possibile scrivere un’equazione di equilibrio alla traslazione in direzione dell’asse z come mostrato in Figura 6.67: . Questa equazione può essere ottenuta anche esprimendo il teorema della di- vergenza per il campo delle t agenti nel modo (Figura 6.67). Con riferimento al contorno del nodo, nella sezione, il flusso uscente deve uguagliare l’inte- grale della divt esteso all’area del nodo. Poiché divt 5 0 e l’area del nodo è comunque infinitesima, si ha .

Di

queste n equazioni di equilibrio nodale solo n 2 1 risultano linearmente in-

dipendenti. Un’ulteriore equazione è quella di equilibrio alla rotazione attorno all’asse z dell’intera sezione. Il momento M z è uguale alla somma dei momenti torcenti associati ai flussi delle tensioni tangenziali nei vari tratti rispetto a un generico polo.

Figura 6.67

Equilibrio

del generico nodo.

τ zs 1 b 1 τ zs 1 b 1 P τ zs 2 b
τ zs 1 b 1
τ zs 1 b 1
P τ zs 2 b 2
τ zs3 b 3
τ zs3 b 3
polo. Figura 6.67 Equilibrio del generico nodo. τ zs 1 b 1 τ zs 1 b
polo. Figura 6.67 Equilibrio del generico nodo. τ zs 1 b 1 τ zs 1 b
06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 507 M = ∫ b h s d = ∑∫ t
06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 507
M
=
b h s
d
=
∑∫ t
b h s
d
z
zs
zs i i i
i = 1
C
C i
ove C è l’insieme dei tratti e h i è il braccio della risultante della forza elementare
t zsi b i ds rispetto al polo.
Oltre alle n equazioni di equilibrio è possibile scrivere, per la costanza del-
l’angolo specifico di torsione u9, m equazioni di congruenza; una per ogni ma-
glia chiusa.
Assumendo che le tensioni tangenziali siano costanti nello spessore, è dunque
applicabile quanto esposto per le sezioni tubolari.
Dalla formula di Bredt, (6.120), è possibile ricavare, per ogni maglia:
M zi
=
b i
2 A
i zsi
e sostituendo questa relazione nella (6.123), si ha:
M
d
s
M
2 A
1
zi
zi
i zsi
′==
d s =
d
s
zsi
2
2
4
GA
b
4 GA
M
2
GGA
i
i
i
zi
i
C
C
i
i
C i
ove A i è l’area racchiusa dalla linea media C i della maglia considerata.
Alla stessa espressione per u9 si perviene richiamando il teorema di Stokes,
che per il campo piano delle t zs impone, per ogni maglia la cui linea media C i
racchiude l’area A i :
∫ rot ττ
d A
=
d s
zsi
A i
C i
la quale, grazie al risultato urottu 5 2Gu9 consente di scrivere:
2G A
=
d s
i
zsi
C i
ove A i indica l’area racchiusa dalla linea media della generica maglia m.
Si consideri, a titolo di esempio, la sezione tre volte connessa, di spessore
sottile b i riportata in Figura 6.68.
Dall’equilibrio alla traslazione lungo l’asse z negli spigoli esterni risulta .
Le incognite del problema sono pertanto e u9.
Le 4 equazioni risolventi sono:
• Equilibrio nel nodo P
bbb
−+= 0
zs
12
zs
zs
3
• Equilibrio globale alla rotazione attorno a z
( 2
b h
)(+
2
b h
) =
bA
⋅+22⋅ =
bA
M
zs
1
1
zs
2
2
zs
11
zs
2
2
zz

6.8 j Torsione

j

507

Equilibrio

Congruenza

zs

bbb

145

zs

zs

=

=

bbb

zs

267

zs

zs

=

=

zs123zs

zs

Equilibrio Congruenza zs bbb 145 zs zs = = bbb zs 267 zs zs = =

Equilibrio nel nodo

Equilibrio globale

06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 508 508 j Capitolo 6 j La trave secondo de Saint

06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 508

06txtI_NUNZIANTE_2010 30/06/11 18:00 Pagina 508 508 j Capitolo 6 j La trave secondo de Saint Venant

508 j

Capitolo 6 j La trave secondo de Saint Venant

Sezione

scatolare 3 volte connessa.

Figura 6.68

k

t

=

k =

k

t

=

M

z

Gh b

3

3

M

z

Congruenza

Sollecitazione di flessione e taglio

h

Q τ zs2 τ zs2 b τ P Q zs 1 τ zs2 τ zs6
Q
τ zs2
τ zs2
b
τ
P
Q
zs 1
τ zs2
τ zs6
m
m
τ zs 4
1
τ zs 3
2
τ zs 6
M
A
A
z
1
2
τ zs 5
τ zs7

1

1 2

2

1 2

τ zs 6

P
P

Congruenza

zs

c

11

zs

c

3 3

= 22′⇒ ( +−)

GA

1

zs

1

1

h

zs

3

h

zs

c

22

+

zs

c

33

= 22′⇒ ( ++)

GA

2

zs

2

2

h

zs

3

Gh

= 2

h

1

= 2

Gh

2

In cui le C i sono lunghezze delle parti di circuito. Il verso positivo delle circui- tazioni è segnato in Figura 6.68. La soluzione del sistema di quattro equazioni sopra scritta rispetto alle inco-

gnite t 1 , t 2 , t 3 , u9 risolve completamente il problema. La rigidezza torsionale

della soluzione si può, a questo punto, calcolare tramite la . Si osservi che, se b è costante e , 1 5 , 2 , il flusso della t zs3 risulta nullo. In questo caso, pur non essendovi flusso, il tratto centrale partecipa alla rigidezza

complessiva della sezione, come elemento rettangolare allungato, che presenta rigidezza ; la sua risposta viene mobilitata in quanto, per congruenza, la u9 è

costante su tutti i tratti. Ovviamente il contributo alla rigidezza globale è in que- sto caso modesto.

Una volta risolto il problema, sarà possibile dedurre l’espressione della rigi-

dezza torsionale della sezione nella forma .

6.9 j Flessione e taglio

Premessa

Il solido di de Saint Venant sia sollecitato sulla base terminale z 5 , da una di- stribuzione di azioni esterne equivalente a una forza f y diretta secondo uno degli assi principali di inerzia, per esempio l’asse y. L’equilibrio del solido richiede che sulla base z 5 0 siano applicate una forza uguale e di verso opposto 2f y e una coppia 0 x 5 f y ,. Nella trave sono dunque presenti il taglio

T y 5 cos t 5 f y

(6.140)

e il momento flettente variabile linearmente

M x 5 2T y (, 2 z)

T y 5 cos t 5 f y (6.140) e il momento flettente variabile linearmente M

(6.141)

T y 5 cos t 5 f y (6.140) e il momento flettente variabile linearmente M