Sei sulla pagina 1di 21

Carlo Curatola

MANUALE DI ITALIANO PER STRANIERI

CORSO DI GRAMMATICA PREPARATORIO ALL'ESAME CONCLUSIVO DI SCUOLA


SECONDARIA DI PRIMO GRADO PRESSO I CPIA

(PRIMO PERIODO – PRIMO LIVELLO)

PIUTTOSTO CHE...

MA PERÒ...

SALUTA LA GIOVANNA!

UN RAGAZZO CHE GLI VOGLIO BENE...

DIGLI A TUA SORELLA CHE LA CHIAMO DOMANI...

DICIAMO CHE...

CIOÈ, NEL SENSO...

SE SAREBBE COSÌ...
TI SALGO LA SPESA!

1
PREMESSA

Questo manuale viene concepito partendo da un'esperienza diretta di insegnamento di italiano


presso un CPIA. In esso quindi vengono considerati i tempi, le modalità, le priorità e i bisogni
formativi specifici dell'utenza in questione (per lo più adulti stranieri, ma anche italiani 'in debito'
di scolarizzazione), senza tuttavia voler suggerire un ordine nella scansione didattica degli
argomenti, operazione nei fatti assolutamente soggettiva e da calare di volta in volta nel singolo
contesto. Non si vuole neanche proporre un metodo, nel nome di qualsivoglia teoria didattica
pseudoinnovativa, essendo tra l'altro convinzione di chi scrive che una giusta dose di frontalità sia
una condizione irrinunciabile di ogni apprendimento, laddove l'insegnante dovrà sempre essere
una guida esperta, un bagaglio di informazioni e uno sciamano del sapere.
Un lettore sufficientemente critico (un collega per esempio, ma non solo) non faticherà a
riscontrare nel presente lavoro omissioni e approssimazioni, ma ciò che è qui contenuto
corrisponde a ciò che ambiziosamente si riesce in concreto a svolgere ed a verificare in un anno
scolastico di una scuola media per adulti, adempimenti burocratici permettendo.
Rispetto ad un normale corso di scuola media triennale, i contenuti sono perciò ridotti,
schematizzati e talvolta semplificati per risultare maggiormente comprensibili e immediatamente
spendibili dagli studenti, alle prese nel quotidiano con una lingua viva e oscillante piuttosto che
quella rigidamente incasellata in una grammatica prescrittiva che i classici manuali ci
consegnano. Di conseguenza, anche il registro linguistico qui proposto – nelle nozioni teoriche
come negli esercizi – cerca di essere quanto più semplice e pragmatico possibile, con il giusto
grado di astrazione per il livello di riferimento. Nella pratica, mantenere un registro semplice e
sempre comprensibile è la vera sfida dell'insegnante, alle prese quotidianamente con tassonomie e
linguaggi disciplinari spesso inutilmente tecnicistici o, peggio, baroccamente autocompiaciuti.
Gli esercizi che seguono le nozioni teoriche sono a nostro avviso non solo esercizi in senso stretto,
ma anche, nella consuetudine didattica, delle possibilità di approfondimento e di chiarimento,
laddove la sola enunciazione della norma non sia stata esaustiva o, come facilmente accade, abbia
lasciato zone di ambiguità.

Nota: nel testo ricorre l'uso del corsivo con il proposito di evidenziare i concetti e i termini ritenuti
più importanti. L'uso dell'asterisco prima di una parola o di un'espressione intende invece
segnalare forme scorrette, desuete o marcate regionalmente (es. *la Giovanna).

2
INDICE

PARTE PRIMA pag. 5

ELEMENTI DI FONETICA

1) I suoni e le lettere dell'alfabeto italiano …............................................................ pag. 5


1.1) Suoni particolari …............................................................ pag. 6

PARTE SECONDA pag. 8

LE PARTI DEL DISCORSO

1) Gli articoli
1.1) Gli articoli determinativi …...................................................... pag. 8
1.2) Gli articoli indeterminativi …...................................................... pag. 10
1.3) Gli articoli partitivi …...................................................... pag. 12

2) I nomi
2.1) I nomi invariabili …...................................................... pag. 14
2.2) Casi particolari …...................................................... pag. 15
2.3) I nomi irregolari …...................................................... pag. 15
2.4) I nomi alterati …...................................................... pag. 16

3) Gli aggettivi e i pronomi


3.1) Gli aggettivi qualificativi …...................................................... pag. 18
3.2) I possessivi …...................................................... pag. 20
3.3) I dimostrativi …...................................................... pag. 22
3.4) I numerali …...................................................... pag. 23
3.5) I comparativi e i superlativi …...................................................... pag. 25
3.6) Gli indefiniti …...................................................... pag. 28

4) I verbi
4.1) Le tre coniugazioni …............................................................ pag. 31
4.2) I verbi irregolari …............................................................ pag. 31
4.3) Il presente indicativo …............................................................ pag. 32
4.4) Il passato prossimo …............................................................ pag. 35
4.4.1) La scelta dell'ausiliare: “essere” o “avere”? ….................................... pag. 36
4.4.2) Le forme del participio passato …............................................................ pag. 36
4.5) L'imperfetto indicativo …............................................................ pag. 39
4.6) Il passato remoto …............................................................ pag. 41
4.7) Il futuro semplice …............................................................ pag. 43
4.8) Il condizionale …............................................................ pag. 45
4.9) Il congiuntivo …............................................................ pag. 47
4.10) La forma passiva …............................................................ pag. 49
4.11) La forma impersonale …............................................................ pag. 52
4.12) Il verbo “stare” + gerundio …............................................................ pag. 53
4.13) Il verbo “stare per” + infinito …............................................................ pag. 55
4.14) La concordanza …............................................................ pag. 55

3
5) Le preposizioni
5.1) Le preposizioni semplici …...................................................... pag. 57
5.2) Le preposizioni articolate …...................................................... pag. 58

6) I pronomi diretti e indiretti


6.1) I pronomi diretti …...................................................... pag. 61
6.2) I pronomi personali diretti e indiretti ….......................................... pag. 64
6.3) La particella “ci” …............................................................ pag. 66
6.4) I pronomi relativi …...................................................... pag. 67

7) Gli avverbi
7.1) Gli avverbi di modo …...................................................... pag. 69
7.2) Gli avverbi di tempo …...................................................... pag. 70
7.3) Gli avverbi di luogo …...................................................... pag. 71
7.4) Gli avverbi di quantità …...................................................... pag. 72
7.5) Gli avverbi interrogativi …...................................................... pag. 73
7.5.1) Altri interrogativi (aggettivi e pronomi) ….................................... pag. 73

8) Le congiunzioni …............................................................ pag. 75


9) Le interiezioni …............................................................ pag. 76

PARTE TERZA pag. 78

LE FUNZIONI E I CONTESTI DELLA COMUNICAZIONE

1) Il parlato
1.1) I registri linguistici …............................................................ pag. 80
1.2) I dialetti …............................................................ pag. 81

2) Lo scritto
2.1) La lettera ….................................................................. pag. 82
2.2) Il curriculum vitae ….................................................................. pag. 84
2.3) Il tema: narrazione, descrizione, argomentazione ….............................. pag. 87
2.4) Un esempio di testo narrativo: la favola ….......................................... pag. 89
2.5) I testi regolativi: leggi, regolamenti, istruzioni ….............................. pag. 90
2.6) Un esempio di testo regolativo: le istruzioni d'uso …........................ pag. 90

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI pag. 92

4
PARTE PRIMA

ELEMENTI DI FONETICA

1) I suoni e le lettere dell'alfabeto italiano

Si riportano nella tabella di seguito le ventuno lettere dell'alfabeto italiano e la loro pronuncia. In
grassetto sono evidenziate le cinque1 vocali (nella cui articolazione l'aria esce liberamente dalla
bocca), mentre le restanti si chiamano consonanti (la cui articolazione necessita dell'uso di naso,
labbra, lingua, denti e/o cavo orale, che suonano insieme all'aria prodotta dall'apparato fonatorio).

LETTERA PRONUNCIA PAROLE


ALFABETICA
A-a a acqua, aereo, amore
B-b bi bambino, bocca, bicchiere
C-c ci caldo, cielo, cuore
D-d di dente, donna, dottore
E-e e elefante, erba, euro
F-f effe fame, foglio, fungo
G-g gi gatto, gelato, gusto
H-h acca hobby, hostess, hotel
I-i i infermiera, isola, italiano
L-l elle ladro, lavoro, libro
M-m emme mamma, mano, moto
N-n enne naso, nave, nemico
O-o o occhio, orso, ospedale
P-p pi pane, pizza, posta
Q-q qu quaderno, quadro, questura
R-r erre rana, resto, rumore
S-s esse sale, sedia, soldi
T-t ti tavolo, terreno, topo
U-u u uovo, uscita, uva
V-v vu/vi vaso, vento, vulcano
Z-z zeta zaino, zio, zucchero

Le lettere internazionali utilizzate in italiano sono cinque: J (i lunga), K (cappa), W (doppia vu), X
(ics) e Y (ipsilon, i greca).

1 L'italiano nella pronuncia presenta in realtà sette suoni vocalici, prodotti dalla distinzione tra una è aperta ed una é
chiusa e tra una ò aperta ed una ó chiusa. Detta distinzione è tuttavia rara nei parlanti italiani, confinata per lo più ai
soli parlanti toscani.

5
1.1) Suoni particolari

In italiano le consonanti c e g hanno due suoni differenti (dolce o duro) a seconda delle vocali che le
seguono:

COMBINAZIONI PRONUNCIA* ESEMPI DI PAROLE


C + A, O, U ka – ko – ku (suono duro) casa, corso, cuore
C + E, I tʃe – tʃi (suono dolce) cena, cielo, cipolla
G + A, O, U ɡa – ɡo – ɡu (suono duro) gatto, gonna, guanto
G + E, I dʒɛ – dʒi (suono dolce) gesto, giacca, giro

Per ottenere il suono duro (k – ɡ) davanti alle vocali e ed i le consonanti c e g hanno bisogno della
lettera muta h:

COMBINAZIONI PRONUNCIA* ESEMPI DI PAROLE


C+H+E kɛ barche, chele, scheda
C+H+I ki chiave, chiesa, chiodo
G+H+E ɡɛ ghetto, righe, spaghetti
G + H+ I ɡi ghiaccio, ghiro, luoghi

In alcune parole italiane il suono -ku è rafforzato dalla consonante q, come in tutte le parole che
fanno riferimento all'acqua:

COMBINAZIONI PRONUNCIA* ESEMPI DI PAROLE


C+Q+U kku acquario, acquedotto, acquisto

In molte parole è presente il gruppo -gli-, con una pronuncia particolare che si articola nel palato:

COMBINAZIONI PRONUNCIA* ESEMPI DI PAROLE


G+L+I ƛ bottiglia, figlio, maglia

Sempre la consonante g, accanto alla n, produce un altro caratteristico suono palatale/nasale:

COMBINAZIONI PRONUNCIA* ESEMPI DI PAROLE


G+N ɲ bagno, gnomo, spugna

6
Il gruppo consonantico sc presenta anch'esso diverse possibilità sonore, a seconda della vocale che
segue:

COMBINAZIONI PRONUNCIA* ESEMPI DI PAROLE


SC + A, O, U ska – sko – sku scala, scopa, scuola
SC + E, I ʃɛ - ʃi scena, scienza, sciroppo

Per ottenere il suono duro sk davanti alle vocali e ed i occorre ancora una volta aggiungere la lettera
h dopo sc-:

COMBINAZIONI PRONUNCIA* ESEMPI DI PAROLE


SC + H + E skɛ scheda, schema, scherzo
SC + H + I ski schiaffo, schiena, schizzo

Queste diverse combinazioni, legate a differenti grafie e pronunce, risultano essenziali per la
distinzione di molte parole simili tra loro (coppie oppositive). Il seguente esercizio ne indica
qualche esempio:

Esercizio: Leggi ad alta voce le parole che seguono, prestando attenzione alle differenze di
pronuncia e significato di ogni coppia:

1) CAMPANA CAMPAGNA

2) PESCE PESCHE

3) RICCI RICCHI

4) GIRO GHIRO

5) FILO FIGLIO

*Si prenda in considerazione l'alfabeto fonetico dell'AFI.

7
PARTE SECONDA

LE PARTI DEL DISCORSO

1) Gli articoli
1.1) Gli articoli determinativi

In italiano la frase inizia spesso con un articolo, che a sua volta precede un nome (in particolare un
nome comune, es. “il libro”, “la casa”, ma anche alcuni nomi propri come quelli geografici, es. “il
Po”, “l'Italia”).
Gli articoli determinativi si usano davanti a nomi “determinati”, conosciuti; ad esempio, nella frase
“porto fuori il cane”, l'articolo il indica un nome conosciuto dal soggetto parlante, in questo caso il
cane di famiglia. In altri casi, l'articolo determinativo designa un'idea, un concetto di ordine
generale, universale, come “l'amore”, “la pace”, “gli esseri umani”.
Per la scelta dell'articolo occorre tenere presente il genere (maschile/femminile) e il numero
(singolare/plurale) del nome a cui è riferito. In base a queste categorie si distinguono perciò i
seguenti articoli:

ARTICOLI MASCHILI:

– SINGOLARI:

IL - si usa davanti a quasi tutti i nomi che iniziano con una consonante (es. “il banco”, “il
lavoro”, “il naso”, “il poliziotto”);

LO - si usa davanti ai nomi che iniziano con: s + consonante, z-, ps-, gn-, x- e y- (es. “lo
specchio”, “lo zio”, “lo psicologo”, “lo gnomo”, “lo xilofono”, “lo yogurt”);

L' - si usa davanti ai nomi che iniziano con una vocale (es. “l'albero”, “l'elefante”,
“l'idraulico”, “l'ombrello”, “l'uovo”).

– PLURALI:
I - plurale di IL (il cane/i cani; il libro/i libri; il tavolo/i tavoli);

GLI - plurale di LO e L' (lo zaino/gli zaini; l'architetto/gli architetti; l'uomo/gli uomini).

ARTICOLI FEMMINILI:

– SINGOLARI:

LA - davanti a tutti i nomi che iniziano con una consonante (es. “la bambola”, “la favola”,

8
“la macchina”;

L' - davanti a tutti i nomi che iniziano con una vocale (es. “l'anima”, “l'erba”, “l'isola”,

“l'ora”; “l'uva”).

– PLURALE:

LE - plurale sia di LA che di L' (la scuola/le scuole; l'amica/le amiche; l'uscita/le uscite).

Esercizio: Scrivi l'articolo determinativo (singolare e plurale) prima dei seguenti nomi:
a)
1) …......... camera …......... camere
2) …......... ristorante …......... ristoranti
3) …......... strada …......... strade
4) …......... albergo …......... alberghi
5) …......... ora …......... ore
6) …......... signora …......... signore
7) …......... università …......... università
8) …......... cassa …......... casse
9) …......... piazza …......... piazze
10) …......... studente …......... studenti
b)
1) …......... tavolo …......... tavoli
2) …......... città …......... città
3) …......... mobile …......... mobili
4) …......... palazzo …......... palazzi
5) …......... ambiente …......... ambienti
6) …......... signore …......... signori
7) …......... moto …......... moto
8) …......... banco …......... banchi
9) …......... problema …......... problemi
10) …......... cinema …......... cinema

9
1.2) Gli articoli indeterminativi

Gli articoli indeterminativi si usano davanti a nomi “indeterminati”, cioè sconosciuti o comunque
non riferiti a qualcuno/qualcosa di preciso; ad esempio, nella frase “oggi ho visto un uomo che
piangeva” il parlante fa riferimento ad un uomo sconosciuto o del quale comunque non si indica
l'identità.

ARTICOLI MASCHILI:

– SINGOLARI:

UN - si usa davanti ai nomi che iniziano con una vocale o con quasi tutte le consonanti; il
suo utilizzo corrisponde agli articoli determinativi il e l' (es. il banco/un banco; l'autista/un autista);

UNO - si usa davanti ai nomi che iniziano con s + consonante, z-, ps-, gn-, x- e y-; il suo
utilizzo corrisponde all'articolo determinativo lo (es. lo zio/uno zio; lo specchio/uno specchio).

– PLURALI: per la forma plurale degli articoli indeterminativi si prendono in prestito i plurali
degli articoli partitivi del, dello, dell'2:

DEI - plurale di UN, solo quando precede un nome che inizia con consonante (un cane/dei
cani; un libro/dei libri; un vaso/dei vasi);

DEGLI - plurale di UNO e di UN quando precede un nome che inizia con vocale (uno
zaino/degli zaini; uno psicologo/degli psicologi; un uomo/degli uomini).

ARTICOLI FEMMINILI:

– SINGOLARI:

UNA - si usa davanti ai nomi che iniziano con una consonante; il suo utilizzo corrisponde
all'articolo determinativo la (es. la banca/una banca; la valigia/una valigia);

UN' - si usa davanti ai nomi che iniziano con una vocale; il suo utilizzo corrisponde
all'articolo determinativo l' (es. l'amica/un'amica; l'estetista/un'estetista).

2 Per i quali v. oltre, paragrafo 1.3.

10
– PLURALI: per la forma plurale si prende in prestito il plurale degli articoli partitivi
femminili della, dell':

DELLE - plurale sia di UNA che di UN'3 (una donna/delle donne; un'oca/delle oche).

Gli articoli indeterminativi sono utili in particolare quando incontriamo nomi di persona, per lo più
legati a professioni, che terminano in -a o in -e e che possono essere sia maschili che femminili; in
questi casi è solo l'articolo a indicarci il genere del nome: un insegnante (maschile)/un'insegnante
(femminile); un estetista (maschile)/un'estetista (femminile); un dentista/una dentista...

Esercizio: Scrivi l'articolo indeterminativo (singolare e plurale) prima dei seguenti nomi:

1) …......... balcone …......... balconi


2) …......... sgabello …......... sgabelli
3) …......... sedia …......... sedie
4) …......... tavolo …......... tavoli
5) …......... letto …......... letti
6) …......... lavatrice …......... lavatrici
7) …......... comodino …......... comodini
8) …......... specchio …......... specchi
9) …......... camera …......... camere
10) …......... televisore …......... televisori
11) …......... poltrona …......... poltrone
12) …......... scrivania …......... scrivanie
13) …......... armadio …......... armadi
14) …......... ascensore …......... ascensori
15) …......... cucina …......... cucine
16) …......... libreria …......... librerie
17) …......... lampada ….......... lampade
18) …......... frigorifero …......... frigoriferi
19) …......... mansarda …......... mansarde
20) …......... scala …......... scale

3 Si noti che l'indeterminativo un con l'apostrofo è solo femminile.

11
1.3) Gli articoli partitivi
Gli articoli partitivi si usano accanto a quei nomi che indicano oggetti o concetti non numerabili, dei
quali si vuole considerare una parte. Ad esempio, se voglio addolcire il mio caffè non chiederò uno
zucchero o due zuccheri, ma dello zucchero (cioè un po' di zucchero), in alternativa a quantità
misurabili come un cucchiaio di... o 50 grammi di...
Come scritto più sopra, al plurale questi articoli coincidono con i plurali degli articoli
indeterminativi, sia nella forma che nel significato di un po', alcuni.

ARTICOLI MASCHILI:

– SINGOLARI:

DEL - si usa come il davanti alla maggior parte dei nomi che iniziano con consonante (il
denaro/del denaro; il pane/del pane; il vino/del vino);

DELLO - si usa come lo davanti ai nomi che iniziano con s + consonante, z-, ps-, gn-, x- e y-
(lo spezzatino/dello spezzatino; lo zucchero/dello zucchero; lo yogurt/dello yogurt);

DELL' - si usa come l' davanti ai nomi che iniziano con vocale (l'aglio/dell'aglio;
l'imbarazzo/dell'imbarazzo; l'olio/dell'olio).

– PLURALI:

DEI - plurale di DEL (del vino/dei vini);

DEGLI - plurale di DELLO (dell'olio/degli oli).

ARTICOLI FEMMINILI:

– SINGOLARI:

DELLA - si usa – come la – con tutti i nomi che iniziano con consonante (la pasta/della pasta;
la pazienza/della pazienza; la zuppa/della zuppa);

12
DELL' - si usa come l' con tutti i nomi che iniziano con vocale (l'erba/dell'erba;
l'insalata/dell'insalata; l'uva/dell'uva).

– PLURALE:

DELLE - plurale di DELLA e di DELL' (della carne/delle carni; dell'erba/delle erbe).

Esercizio: Aggiungi l'articolo partitivo adeguato nelle seguenti frasi:

1) Quest'insalata è insipida. Mi passeresti …......... sale?


2) Nel frigo c'è …......... mortadella. Ti va?
3) Vorrei ….......... caviale e da bere un prosecco, grazie.
4) Abbiamo …......... zucchero in casa per fare la torta?
5) Cara, vuoi ancora …......... spezzatino?
6) Tra me e Giorgia si è creato …......... imbarazzo stamattina in ufficio.
7) Per frutta c'è …......... ananas, se lo gradisci.
8) In questo caso occorre solo …......... buon senso.
9) Per fare la torta mi servono …......... uova, puoi prendermele?
10) Vuoi …......... spaghetti per primo?

13
2) I nomi
I nomi, o sostantivi, costituiscono la maggior parte delle parole di una lingua. Essi rispondono al
bisogno di indicare le cose, le persone, gli animali e i fenomeni che ci circondano quindi di dare un
nome alle cose.
La prima distinzione utile da fare è quella tra nomi propri e nomi comuni. I primi, da scrivere con
l'iniziale maiuscola, indicano per l'appunto il nome proprio, specifico di una persona, di un luogo
geografico o altro (es. Paolo, Roma, Po...); i secondi indicano invece categorie generiche e vanno
scritti con l'iniziale minuscola (es. casa, cane, ragazzo...).
I nomi propri di persona e di città non richiedono l'articolo davanti (Paolo, non “il Paolo”; Roma,
non “la Roma”) mentre generalmente i nomi comuni sì (“la casa”, “il cane”, “il ragazzo”).

A seconda di come termina un nome (desinenza), si distinguono i seguenti casi:

Genere maschile:
SINGOLARE PLURALE ESEMPI
-o -i libro/libri; naso/nasi; forno/forni
-e -i cane/cani; limone/limoni; professore/professori
-a -i diploma/diplomi; problema/problemi; tema/temi

Genere femminile:
SINGOLARE PLURALE ESEMPI
-a -e casa/case; gallina/galline; tromba/trombe
-e -i fede/fedi; luce/luci; mente/menti
-i -i analisi/analisi; crisi/crisi; sintesi/sintesi

2.1) I nomi invariabili


In alcuni nomi, detti invariabili, la forma del plurale è uguale a quella del singolare. Essi sono:
– Nomi che terminano con vocale accentata: es. il caffè/i caffè; la città/le città; la virtù/le virtù
– Nomi stranieri o terminanti con consonante: es. il film/i film; il garage/i garage; lo sport/gli
sport; il tram/i tram
– Nomi monosillabi (composti da una sola sillaba): es. il bar/i bar; il gas/i gas; lo sci/gli sci
– Nomi abbreviati: es. l'auto (automobile)/le auto; la foto (fotografia)/le foto; la moto
(motocicletta)/le moto.

14
2.2) Casi particolari
Nella formazione del plurale, vi sono alcune regole in base alle desinenze (terminazioni) dei nomi:
DESINENZA SINGOLARE DESINENZA PLURALE ESEMPI
-ca/-ga -chi/-ghi se sono maschili duca/duchi; collega/colleghi
-che/-ghe se sono femminili banca/banche; collega/colleghe
-co/-go -chi/-ghi se hanno l'accento cuoco/cuochi; fuoco/fuochi;
sulla penultima sillaba; sfogo/sfoghi
-ci/-gi se hanno l'accento sulla medico/medici; sindaco/sindaci;
terzultima sillaba asparago/asparagi
*eccezioni: amico/amici;
incarico/incarichi; obbligo/obblighi;
profugo/profughi
-logo -loghi se sono cose; dialogo/dialoghi; catalogo/cataloghi;
-logi se sono persone psicologo/psicologi
-cia/-gia -ce/-ge se prima del gruppo arancia/arance; pioggia/piogge;
-cia/-gia c'è una consonante; camicia/camicie; valigia/valigie
-cie/-gie se prima c'è una
vocale
-cìa/-gìa4 -cìe/-gìe bugia/bugie; farmacia/farmacie;
magia/magie
-io -i bacio/baci; figlio/figli; stadio/stadi;
-ìo -ìo fruscio/fruscii; pendio/pendii; zio/zii

2.3) I nomi irregolari


Alcuni nomi, anche di uso frequente, non seguono le regole sin qui elencate e vanno considerati – e
memorizzati – come eccezioni, talvolta cambiando anche genere nel passaggio dal singolare al
plurale. In certi casi anche l'articolo che li precede ha il plurale irregolare.
Esempi: il braccio/le braccia; il bue/i buoi; il dio/gli dei; il dito/le dita; il paio/le paia; l'uomo/gli
uomini; l'uovo/le uova.

Esercizio: Scrivi l'articolo (determinativo o indeterminativo) solo davanti ai nomi che lo


richiedono:

1) …......... Svizzera non fa parte dell'Unione Europea.


2) …......... francese è una lingua neolatina.
3) …......... signora Rosati vive in …......... appartamento fuori città.
4) Scusi, dov'è …......... stazione degli autobus?

4 L'accento qui è posto solo come accento fonico e non come accento grafico. Quindi normalmente non va segnato
nelle parole.

15
5) C'è …......... ristorante giapponese vicino casa tua?
6) …......... amicizia è tra le cose più belle nella vita.
7) Stasera esco con …......... amici di Loredana.
8) Come si chiama …......... direttore della società del gas?
9) Guarda! C'è …......... gatto in giardino!
10) Che carino! È …......... gatto di tua zia?
11) …......... figli di Gianluca sono al campeggio.
12) Ti racconto …......... storia molto interessante.
13) …......... Sicilia è …......... regione del Sud Italia.
14) …......... Milano è …........ città importante per la moda.
15) …......... Europa è detta “…......... vecchio continente”.
16) …......... Perù è un Paese del Sud America.
17) …......... mia città è …......... Parma e …......... mia regione è …......... Emilia Romagna.
18) …......... Po è …......... fiume più lungo d'Italia.
19) …......... Torre di Pisa è …......... monumento conosciuto in tutto …......... mondo.
20) Ho …......... fame, ma …......... negozi di alimentari sono già tutti chiusi.

Esercizio: Scrivi il plurale o il singolare dei seguenti nomi mettendo l'articolo determinativo:
Es. …il... libro/...i... ...libri...; …la... ...casa.../...le... case.
1) …......... medico/............ …..................... 10) …......... …...................../............ dialoghi
2) …......... valigia/ ............ …..................... 11) …......... …...................../............ camicie
3) …......... amico/ …......... …..................... 12) …......... …...................../............ cuochi
4) …......... arancia/............ …..................... 13) …......... …...................../............ banche
5) …......... oca/ …............. …..................... 14) …......... …...................../.…....... ciliegie
15) …......... banco/............ …...................... 18) …......... …................../............ alberghi
16) …......... faccia/............ …...................... 19) …......... …................../............ psicologi
17) ............. amica/............ …...................... 20) …......... …................../............ colleghi

2.4) I nomi alterati


Frequentemente i parlanti italiani modificano i nomi, li alterano, per dar loro delle ulteriori
sfumature di significato. Ad esempio, al nome “ragazzo” possono essere attribuite qualità
intervenendo direttamente sul nome con dei suffissi: -ino (“ragazzino”) se si vuol indicare un
ragazzo piccolo di statura e/o di età; -one (“ragazzone”) se invece il ragazzo è particolarmente alto
e/o robusto; -accio (“ragazzaccio”) se si vuole esprimere un giudizio negativo sul suo carattere.

16
In base all'aggiunta di significato che le alterazioni portano al nome, se ne possono classificare
quattro tipologie:
ALTERAZIONE SUFFISSO ESEMPI
Diminutivo -ino/-ina; -etto/-etta; pallina, tavolino; borsetta, armadietto; figliola,
-olo/-ola; -ello/-ella figliolo; fornello, pecorella
Vezzegiativo -ino/-ina; mammina, papino; Paoluccia; tesoruccio
-uccio/-uccia
Accrescitivo -one/-ona donnona, pallone
Dispregiativo -accio/-accia; miseriaccia, uccellaccio; figliastro, nipotastra
-astro/-astra

Attenzione! Talvolta la presenza di questi suffissi in molti nomi non è da considerare


un'alterazione, ma appartiene alla loro etimologia e quindi al loro senso specifico; ad esempio,
“postino” non indica un piccolo posto ma un funzionario delle Poste, “regione” è altresì un termine
approdato in questa forma dal greco al latino e quindi all'italiano, ecc... in questi casi si parla di falsi
alterati.

Esercizio: Indica accanto ai seguenti nomi l'appartenenza ad una delle categorie diminutivo,
vezzegiativo, accrescitivo, dispregiativo, falso alterato:

cartellone …..................... tavolo …...................... tempaccio …......................


limone ….......................... tendina ….................... amoruccio …......................
archetto …........................ figuraccia …................ corona …............................
pastorello …..................... insalatina …................. furbastra ….........................
padella …......................... botteguccia ….............. maglione …........................
cannolo ….......................... ombrello ….................. patatina ….....................….

In contesti per lo più confidenziali, ai nomi possono essere attaccati anche più di uno di questi
suffissi, per esaltarne o arricchirne di sfumature il carattere (es. “librettino” = libro + -etto + -ino;
“santarellina” = santa + -[r]ella + -ina).
Si noti infine che con l'aggiunta dell'accrescitivo talvolta cambia anche il genere del nome (es. la
palla/il pallone; la maglia/il maglione; la polpetta/il polpettone).

17
3) Gli aggettivi e i pronomi
Alcune parole italiane possono essere sia aggettivi che pronomi; per questo motivo ne studiamo
alcune categorie nella stessa unità.
Data questa affinità (omografia) è utile considerare innanzitutto cosa ci permette di distinguere un
aggettivo da un pronome: l'aggettivo accompagna (precede o segue immediatamente) il nome a cui
è riferito, mentre il pronome lo sostituisce. Ad esempio, nella frase “il mio orologio segna le cinque,
il tuo?”, mio e tuo sono entrambi dei possessivi (indicano di chi è l'orologio), ma mio è un aggettivo
perché accompagna il nome “orologio”, tuo invece è un pronome perché lo sostituisce e ci permette
di non ripetere due volte un nome, in questo caso “orologio”.
Chiarita questa differenza, possiamo studiare le categorie dei qualificativi, dei possessivi e dei
dimostrativi ricordando che, mentre i qualificativi accompagnano sempre un nome (o un pronome)
e quindi sono sempre aggettivi, i possessivi e i dimostrativi – a seconda del ruolo giocato rispetto al
nome – possono essere sia aggettivi che pronomi.
Ad ogni modo, gli aggettivi come i pronomi e in varia misura anche gli altri elementi della frase
devono tenere conto del genere e del numero del nome a cui si riferiscono. Questo meccanismo si
chiama concordanza, che è fondamentale – soprattutto nello scritto – per dare connessione logica e
un senso non ambiguo alla frase. Ad esempio, se voglio parlare del nome “casa”, dovrò iniziare il
pensiero considerando il suo genere e il suo numero (femminile, singolare), mettendo quindi
davanti a esso il giusto articolo (la/una); se poi voglio aggiungere ad esso una qualità, esprimerò
subito dopo un aggettivo qualificativo femminile singolare (bella, antica, nuova, gialla...) e per lo
stesso principio dovrò usare un verbo coniugato alla giusta persona (in questo caso alla terza
singolare: è, costa, si trova...).
Dopo aver già imparato ad accordare articolo e nome, procediamo in questa unità studiando le
caratteristiche di genere e numero di aggettivi e pronomi.

3.1) Gli aggettivi qualificativi


Gli aggettivi qualificativi servono a dare una qualità, una caratteristica o anche un nostro giudizio
rispetto a qualcuno/qualcosa. A seconda di come terminano, si possono distinguere anch'essi nelle
quattro categorie maschile/femminile, singolare/plurale:

PRIMO GRUPPO (aggettivi con le quattro forme):


MASCHILE FEMMINILE MASCHILE FEMMINILE ESEMPI
SING. SING. PLUR. PLUR.
-o -a -i -e alto/alta/alti/alte

18
SECONDO GRUPPO (aggettivi con tre forme, una per il singolare e due per il plurale):
MASCHILE E FEMMINILE MASCHILE FEMMINILE ESEMPI
SINGOLARE PLUR. PLUR.
-a -i -e altruista/altruisti/altruiste

TERZO GRUPPO (aggettivi con due forme, singolare/plurale):


MASCHILE E FEMMINILE MASCHILE E FEMMINILE ESEMPI
SINGOLARE PLURALE
-e -i grande/grandi; dolce/dolci

QUARTO GRUPPO (aggettivi con una sola forma):5


MASCHILE/FEMMINILE/SINGOLARE/PLURALE ESEMPI
-a rosa, viola

Esercizio: Concorda i seguenti nomi con l'aggettivo e forma il plurale:

1) Il problema gross........ / I …........... gross........


2) Il pub affollat........ / I …................ ….....................
3) L'università pubblic......../ Le …................. ….....................
4) La ricetta facil......../ Le …............. ….....................
5) L'auto verd......../ Le …................ ….....................
6) La moto sportiv......./ Le ….............. ….....................
7) Il film appassionant....../ I …............. ….....................
8) La radio antic......../ Le …................ ….....................
9) Il motorino veloc......./ I …..................... ….....................
10) Il taxi giall.........../ I …................... ….....................
11) L'albero fiorit...../ Gli …................. ….....................
12) Il bus elettric....../ I …................... ….....................

5 Per lo più si tratta di colori, come per fucsia ed anche con terminazioni diverse come in amaranto o blu; si
considerino tuttavia in questo gruppo di invariabili anche gli aggettivi provenienti da lingue straniere e molto
frequenti nell'uso, come chic, cool, kitsch e tanti altri.

19
3.2) I possessivi
Gli aggettivi e i pronomi possessivi indicano il possesso, la proprietà (concreta o ideale) di qualcosa
o una relazione di parentela/amicizia/affinità di qualcuno rispetto al soggetto di cui si parla nella
frase. Nel caso degli aggettivi, a seconda del contesto della frase, essi possono precedere o seguire
immediatamente il nome; nel caso dei pronomi, come si diceva sopra, essi prendono il posto dei
nomi, sostituendoli.
In quanto al genere e al numero da utilizzare, occorre considerare la persona o la cosa oggetto del
possesso/relazione e non la persona cui si riferisce; ad esempio, se parlo della macchina di Claudio,
il possessivo dovrà concordare con il nome “macchina” e non con il nome “Claudio”, quindi dirò
“la sua macchina” se uso l'aggettivo, “la sua” se uso il pronome al posto del nome (in contesti
comunicativi dove è già chiaro che sto parlando di una macchina e quindi posso non ripetere il
nome). Chiarito ciò, riportiamo tutte le forme dei possessivi:

PERSONA MASCHILE SING. MASCHILE PLUR. FEMMINILE SING. FEMMINILE PLUR.

Io Mio Miei Mia Mie


Tu Tuo Tuoi Tua Tue
Lui/Lei Suo Suoi Sua Sue
Noi Nostro Nostri Nostra Nostre
Voi Vostro Vostri Vostra Vostre
Loro Loro Loro Loro Loro

Quando si tratta di relazione di parentela, occorre ricordare che al singolare il possessivo non vuole
l'articolo (es. “mia madre”, non “la mia madre”) se non in particolari contesti comunicativi, per lo
più colloquiali e confidenziali (es. “tu sei la mia mammina”).

MASCHILE SINGOLARE FEMMINILE SINGOLARE


Mio figlio Mia figlia
Tuo figlio Tua figlia
Suo figlio Sua figlia
Nostro figlio Nostra figlia
Vostro figlio Vostra figlia
Il loro figlio La loro figlia

20
Esercizio: Completa le seguenti frasi con gli aggettivi possessivi:

1) Dario, puoi restituirmi il …............. libro di grammatica?


2) Brava Sandra, la …............. domanda è intelligente!
3) Non camminare da solo, prendi la …............. mano.
4) Sono brave persone: perché non vuoi il …............. aiuto?
5) Luca ha detto che i …............ genitori sono all'estero la prossima settimana.
6) Maria e Luigi, so che le …............. sorelle vanno all'Università. In quale città?
7) Marco, se …............. cugino vive a Roma potrebbe ospitarci una notte?
8) Vorrei partire adesso, ma …............ figlia dorme ancora.

Esercizio: Completa le seguenti espressioni con l'articolo determinativo e il possessivo (tra


parentesi si indica il soggetto a cui è riferito il possesso/relazione):

1) (Giovanna) …...................... casa


2) (voi) …..................... automobili
3) (io) …..................... sciarpa
4) (Sergio e Laura) …..................... amiche
5) (tu) …..................... orologio
6) (io) …..................... cane
7) (voi) …..................... occhiali
8) (tu) …..................... chitarra
9) (noi) …..................... amici
10) (Patrizia e Giada) …..................... borse

Esercizio: Completa con l'articolo determinativo (se necessario) e il possessivo adatto:

1) Chi sono …..................... amici, Mario?


2) Signora, è …..................... quest'ombrello?
3) Anna parla sempre di …..................... zio e dei …..................... cugini.
4) Signora Ferri, ieri ho visto …..................... marito con …..................... figli.
5) Alla festa Emilia porterà anche …..................... cugine.

21

Potrebbero piacerti anche