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NORME REDAZIONALI

Come primo passo, va detto subito che un’indicazione bibliografica è composta,


nell’ordine, da:

- Nome (appuntato) e cognome (per intero) dell’autore, in maiuscoletto o


stampatello maiuscolo: es. P. P. PASOLINI o P. P. PASOLINI;
- Titolo dell’opera (romanzo, saggio, singola poesia o raccolta di poesie,
canzone) in corsivo: es. Per il cinema;
- Se c’è un curatore (o più curatori) va indicato: a cura di F. Zabagli e W. Siti;
- Città di edizione,
- Casa editrice;
- Anno di pubblicazione (generalmente la prima stampa o quella consultata);

→ Quindi: P. P. PASOLINI, Per il cinema, a cura di F. Zabagli e W. Siti, Milano,


Mondadori, 2001.

Se si tratta di saggi o articoli in rivista o quotidiano si indicano così:


Es.: A. FRATTINI, Caratteri e problemi della giovane lirica italiana del
dopoguerra, «Il Fuoco», n. 5-6, settembre-dicembre 1954.

Le indicazioni delle date variano, a seconda degli usi di ogni singola rivista o
quotidiano: qualcuno per esempio indica l’anno (tipo: a.VII, ecc.).

CITAZIONI E NOTE A PIE’ DI PAGINA

Di qualsiasi parola o frase riportata da un libro e citata nella tesi, va


NECESSARIAMENTE indicata la provenienza.
Quando la citazione è breve (una parola, poche parole, una frase o un paio di frasi) va
inserita all’interno del testo che sto scrivendo tra virgolette alte (“……..”) o basse
(«…….»), purché si usi lo stesso tipo di virgolette in tutta la tesi. Nella nota a pie’ di
pagina darò, quindi, le informazioni bibliografiche a riguardo (cfr. sopra) + il numero
di pagina o pagine da cui ho tratto la citazione:

Es. P. P. PASOLINI, Per il cinema, a cura di F. Zabagli e W. Siti, Milano, Mondadori,


2001, p. 231.

Es. A. FRATTINI, Caratteri e problemi della giovane lirica italiana del dopoguerra,
«Il Fuoco», n. 5-6, settembre-dicembre 1954, p. 12.
Quando la citazione è lunga (più frasi, un paragrafo, insomma più lunga di 3 righi più
o meno), va isolata rispetto al testo che sto scrivendo:

2 volte invio

[times new roman 12; interlinea 1]


0,95 0,95

2 volte invio

E ovviamente, se nel testo dal quale sto attingendo la frase riempie più pagine,
indicherò così:

Es. P. P. PASOLINI, Per il cinema, a cura di F. Zabagli e W. Siti, Milano, Mondadori,


2001, pp. 231-233.

Il numeretto della nota va inserito prima della punteggiatura.


Es. […] della sua antologia Quarta Generazione1,
[…] come scrive Bodini, di fare «assieme un buon lavoro su questo smorto
orizzonte di
conformismo poetico»2.
[…] vennero affidate a Giovanni Giudici, Mario Boselli e Mario Agrimi3.

1) ID. (oppure ID.)


(proprio in questo modo: cioè, maiuscoletto appuntato. Oppure stampatello
maiuscolo) quando la nota immediatamente successiva è uno scritto dello
stesso autore della nota precedente.
Es.: ¹ G. SCERBANENCO, Venere privata, Milano, Garzanti, 1966.
1

2
3
² ID., Traditori di tutti, Milano, Garzanti, 1966.

2) Ibid.
(minuscolo, appuntato e corsivo) quando la nota immediatamente successiva è
lo stesso scritto citato nella nota precedente. Ed anche la pagina, eventualmente
indicata per una citazione, è la stessa (se sono più pagine vanno indicate per es.
così: pp. 23-32)
Es.: ¹ G. SCERBANENCO, Venere privata, Milano, Garzanti, 1966, p. 45.
² Ibid.

3) Ivi
Se la pagina citata nella nota successiva è diversa:
¹ G. SCERBANENCO, Venere privata, Milano, Garzanti, 1966, p. 45.
² Ivi, p. 55.

4) Cit.
Quando la nota indica un testo già citato in precedenza (ma non nella nota
immediatamente precedente).
Es. ¹ G. SCERBANENCO, Venere privata, Milano, Garzanti, 1966
² O. CAPRARO, Né padri né figli ……………
³ G. SCERBANENCO, Venere privata, cit.

Ovviamente il testo può essere stato citato anche 30 pagine prima, magari in un
altro capitolo. Se nella nota in cui lo citi per la prima volta avevi indicato una
pagina per un’eventuale citazione, fai così:

¹ G. SCERBANENCO, Venere privata, Milano, Garzanti, 1966, p. 45.


² O. CAPRARO, Né padri né figli ……………
³ G. SCERBANENCO, Venere privata, cit., p. 82.