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1 SERMO 46 DISCORSO 46

DE PASTORIBUS I PASTORI
IN EZECHIEL XXXIV, 1-16 DA EZECHIELE 34, 1-16
1. Spes tota nostra quia in 1. Tutta la nostra speranza è in
Cristo; egli è tutta la nostra gloria,
Christo est, et quia omnis vera et
gloria vera e salutare. La vostra
salubris gloria nostra ipse est, Carità non ode oggi per la prima
non nunc primum didicit Caritas volta queste cose: voi infatti
vestra. Estis enim in eius grege, appartenete al gregge di colui che
qui intendit et pascit Israel 1. Sed provvidamente pasce Israele 1. Ma,
quoniam sunt pastores, qui siccome ci sono pastori che amano
pastorum nomina audire volunt, esser chiamati pastori mentre si
pastorum autem officium implere rifiutano d'adempiere l'ufficio di
nolunt, quid ad eos per pastori, scorriamo le parole ad essi
Prophetam dicat, sicut lectum rivolte dal profeta secondo la lettura
audivimus, recenseamus. Audite che abbiamo or ora ascoltato. Voi
ascoltate con attenzione; noi
vos cum intentione, audiamus
ascolteremo con tremore.
nos cum tremore. Vescovi e cristiani.
2 Christiani propter nos, 2. Il Signore mi rivolse la parola e mi
praepositi propter vos. disse: Figlio dell'uomo, profetizza
2. Et factum est verbum Domini contro i pastori d'Israele e di' ai
ad me, dicens: Fili hominis, pastori d'Israele 2. Abbiamo ascoltato
propheta super pastores Israel et poc'anzi la lettura di questo testo, sul
dic ad pastores Israel 2. Hanc quale abbiamo stabilito
lectionem modo, cum legeretur, d'intrattenerci alquanto con la vostra
audivimus; hinc cum vestra Santità. Ci aiuterà il Signore a dirvi il
Sanctitate aliquid loqui vero; e a ciò riusciremo se non
presumeremo dirvi cose nostre.
decrevimus. Adiuvabit ipse ut
Infatti, se diremo del nostro, saremo
vera dicamus, si non nostra pastori che pasciamo noi stessi, non
dicamus. Nam si nostra le pecore; se invece ci viene dal
dixerimus, pastores erimus Signore quel che diciamo, qualunque
pascentes nos, non oves; si sia la persona che vi pasce, è sempre
autem illius sunt quae dicimus, il Signore a pascervi. Queste cose
per quemlibet ipse vos pascit. dice il Signore Iddio: Guai ai pastori
Haec dicit Dominus Deus: O d'Israele! Essi pascono soltanto se
pastores Israel, qui pascunt se stessi. Non è invece compito dei
solos! Numquid non oves pastori pascere le pecore? 3. Vuol
dire: i pastori non debbono pascere
pascunt pastores? 3 Id est, non
se stessi ma le pecore, sicché questo
se pascunt pastores, sed oves. è il primo motivo per cui vengono
Haec prima causa est, quare rimproverati tali pastori: perché
arguantur isti pastores, quia se pascono se stessi e non le pecore.
ipsos pascunt, non oves. Qui Chi sono coloro che pascono se
sunt qui se ipsos pascunt? De stessi? Son coloro dei quali dice
quibus Apostolus dicit: Omnes l'Apostolo: Tutti cercano i propri
enim sua quaerunt, non quae interessi, non gli interessi di Gesù
Iesu Christi 4. Nos enim, quos in Cristo 4. Consideriamo un istante noi
loco isto, de quo periculosa ratio stessi. Il Signore ci ha posti in questo
redditur, Dominus secundum luogo (di cui dovremo rendere stretto
conto) per un tratto della sua
dignationem suam non
condiscendenza e non certo per i
secundum meritum nostrum nostri meriti. Ebbene, noi siamo
constituit, habemus duo insigniti di due dignità che occorre
quaedam plane distinguenda: ben distinguere: la dignità di cristiani
unum quod christiani sumus, e quella di vescovi. La prima, cioè
alterum quod praepositi sumus. l'essere cristiani, è per noi; l'altra,
cioè l'essere vescovi, è per voi. Nel
Illud quod christiani sumus,
fatto di essere cristiani vanno
propter nos est; quod praepositi sottolineati i vantaggi che derivano a
sumus, propter vos est. In eo noi; nel fatto di essere vescovi, ciò
quod christiani sumus, attenditur che conta è esclusivamente la vostra
utilitas nostra; in eo quod utilità. Vi sono molti che, essendo
praepositi, nonnisi vestra. Et cristiani e non vescovi, raggiungono
sunt multi qui christiani, et non Dio e la loro via è forse più agevole
praepositi, perveniunt ad Deum, [che non la nostra], ed essi possono
faciliore fortasse itinere et tanto camminare tanto più spediti quanto
forte expeditius ambulantes, più è leggero il peso che portano.
quanto minorem sarcinam Noi, invece, oltre ad essere cristiani,
per cui dovremo render conto a Dio
portant. Nos autem, excepto
della nostra vita, siamo anche
quod christiani sumus, unde vescovi, e quindi dovremo rendergli
rationem reddemus Deo de vita conto anche del nostro ministero. Vi
nostra, sumus etiam praepositi, fo presente tale difficile situazione
unde rationem reddemus Deo de affinché vogliate compatirci e
dispensatione nostra. Ad hoc pregare per noi. Verrà infatti il giorno
istam difficultatem propono, ut in cui tutto sarà sottoposto a
compatientes nobis, oretis pro giudizio 5; e quel giorno, se per il
nobis. Veniet enim dies, quo mondo intero è lontano, per i singoli
cuncta adducantur in iudicium 5. uomini è vicino, coincidendo con
Et ille dies, si saeculo longe est, l'ultimo giorno della propria vita.
Inoltre, Dio ha voluto che a noi fosse
unicuique homini vitae suae
celato sia il giorno della fine del
ultimus prope est. Tamen mondo sia quello della fine della vita
utrumque latere Deus voluit, et dei singoli uomini: per cui, vuoi non
quando veniat finis saeculi, et aver paura del giorno che non
quando sit in unoquoque homine conosci? Fa' che quando arriva ti trovi
huius vitae finis. Vis non timere preparato. Quanto al compito dei
diem occultum? Dum venerit, vescovi, esso è di curare il bene dei
inveniat te paratum. Cum ergo loro sudditi, e nella funzione stessa
praepositi ad hoc sint ut eis del comando non debbono
quibus praesunt consulant, nec assolutamente mirare al proprio
tornaconto ma al bene di coloro dei
in eo quod praesunt omnino
quali sono i servi. Ogni vescovo
utilitatem suam attendant sed pertanto che godesse per il posto che
eorum quibus ministrant, occupa e cercasse il suo onore e
quisquis ita praepositus est, ut in guardasse esclusivamente ai suoi
eo quod praepositus est gaudeat interessi privati, sarebbe di quelli che
et honorem suum quaerat et pascono se stessi e non le pecore. E
commoda sua sola respiciat, se a costoro è diretta la profezia. Quanto
pascit non oves. Ad hos sermo a voi, ascoltate come pecore di Dio e
dirigitur. Audite tamquam oves osservate come Dio vi abbia posti al
Dei et videte quemadmodum vos sicuro. Qualunque sia il
securos fecerit Deus, comportamento di chi vi sta a capo,
cioè di noi, voi state sempre al sicuro
qualescumque sint qui vobis
per la sicurezza che vi ha donato il
praesunt, id est, qualescumque Pastore d'Israele. Dio non abbandona
nos sumus, vobis securitatem le sue pecore: sicché i cattivi pastori
dedit qui pascit Israel. Nam si sconteranno le loro colpe, mentre le
Deus non deserit oves suas, et pecore conseguiranno i beni loro
mali pastores poenas debitas promessi.
3. Prestiamo dunque attenzione alle
luent, et oves promissa
parole che rivolge ai pastori intenti a
percipient. pascere se stessi, e non le pecore, la
3. Videamus ergo quid alloquatur divina Scrittura che certo non adula
pastores se ipsos pascentes non nessuno. Ecco - dice - voi consumate
oves sermo divinus neminem il latte e vi coprite con la lana; voi
palpans. Ecce lac consumitis, et uccidete le pecore grasse e non
lanis vos tegitis, et quod menate al pascolo le mie pecore. Non
crassum est interficitis, et oves sostenete quelle che son deboli, non
meas non pascitis. Quod rinvigorite quelle che sono malate,
infirmatum est, non confortastis; non fasciate quelle che hanno le ossa
et quod aegrotat, non spezzate, non richiamate [all'ovile] le
fuorviate, né ricercate quelle che si
corroborastis; et quod
sono perdute; anzi uccidete quelle
contribulatum est, non che son forti. In tal modo, per
colligastis; et quod errabat, non mancanza di pastore, le mie pecore
revocastis; et quod periit, non si sono sbandate 6. Lo si dice contro i
inquisistis; et quod forte fuit, pastori che pascono se stessi, e non
confecistis; et dispersae sunt le pecore, e si indica cosa essi amino
oves meae, eo quod non sit e cosa trascurino. Che cosa amano?
pastor 6. Dicitur in pastores Voi ne consumate il latte e vi coprite
pascentes seipsos non oves, quid con la lana. Al riguardo direbbe
diligant, quid negligant. Quid l'Apostolo: Qual uomo pianta una
ergo diligunt? Lac consumitis, et vigna e non ne coglie il frutto? Chi
mena al pascolo un gregge, senza
lanis vos tegitis. Propter quod
nutrirsi del suo latte? 7. Dal che si
Apostolus dicit: Quis plantat ricava che per "latte del gregge"
vineam et de fructu eius non deve intendersi tutto ciò che il popolo
sumit? Quis pascit gregem, et de di Dio offre ai suoi sacerdoti per
lacte gregis non percipit? 7 provvedere al loro sostentamento; e
Invenimus ergo esse lac gregis proprio a questo si riferiva l'Apostolo
quidquid a plebe Dei tribuitur nel testo citato 8.
praepositis ad sustentandum Paolo ricusa il sostentamento
victum temporalem. Inde enim offertogli dai cristiani.
loquebatur Apostolus, cum haec 4. Personalmente, l'Apostolo aveva
scelto di vivere con il lavoro delle sue
diceret quae commemoravi 8.
mani, rinunciando a chiedere il latte
3 Paulus gratis evangelium alle pecore 9; tuttavia asserisce
nuntiavit. chiaramente che aveva il diritto di
4. Equidem Apostolus, prenderlo, in quanto il Signore aveva
quamquam elegerit manibus suis disposto che i banditori del Vangelo
transigi, et nec ipsum lac dovessero vivere del Vangelo.
quaerere ab ovibus 9, tamen Ricorda ancora che certi suoi
lactis percipiendi potestatem compagni di apostolato si regolavano
habere se dixit, et sic Dominum secondo questa facoltà, che non era
disposuisse ut qui Evangelium da loro usurpata ma effettivamente
annuntiant de Evangelio vivant. concessa [dal Signore]. Quanto a se
stesso, egli fece di più: cioè ricusò di
Et dicit alios coapostolos suos
ricevere anche quello che gli era
usos fuisse hac potestate non dovuto 10. Si privò di ciò che gli
usurpata sed data. Plus ille fecit sarebbe spettato, facendone un dono
ut nec quod debebatur [alle comunità]; andò oltre il
acciperet 10. Ipse ergo donavit et prescritto; non che gli altri esigessero
debitum, sed alius non exegit t ciò che loro non era dovuto. Figura di
ciò potrebbe, forse, essere quel tale
indebitum: ille plus fecit.
che dopo aver portato il ferito
Fortassis enim ipsum all'ospizio disse: Se avrai speso di
significabat, qui aegrum cum più, te lo rimborserò al ritorno 11.
adduceret ad stabulum dixit: Si Ebbene, di questi tali che non hanno
quid amplius erogaveris, in bisogno del latte del gregge cosa
redeundo reddam tibi 11. De his diremo ancora? Sono più generosi, o,
ergo qui non indigent lacte meglio, adempiono con maggiore
gregis, quid plura dicamus? larghezza [di cuore] lo stesso dovere
Misericordiores sunt, vel potius degli altri, che è un dovere di
ipsius misericordiae officium generosità. Lo possono fare; e quel
largius impendunt. Possunt v, et che possono fare lo fanno in realtà.
Lodiamoli pure, ma non condanniamo
quod possunt, faciunt. Laudentur
gli altri. E, riguardo all'Apostolo,
hi, nec damnentur illi. Nam et sebbene non si avvalesse della
ipse Apostolus datum non concessione, tuttavia desiderava che
quaerebat. Fructuosas tamen le pecore fossero feconde, non sterili
oves esse cupiebat, non steriles o prive di latte. E una volta
sine lactis ubertate. Itaque cum trovandosi in gravi strettezze,
esset quodam tempore in magna incarcerato per la confessione della
indigentia, vinctus in confessione verità, gli fu mandato dai fratelli quel
veritatis, missum est illi a che occorreva al suo bisogno e
fratribus unde necessitati et necessità. Rispose ringraziandoli e
indigentiae eius ministraretur. dicendo: Avete fatto bene a
provvedere ai miei bisogni 12. Io
Respondit autem illis gratias
infatti ho imparato a bastare a me
agens et dicit: Bene fecistis stesso: so abbondare e so sopportare
communicare necessitatibus le privazioni; tutto posso in colui che
meis 12. Ego enim didici in quibus mi dà forza; tuttavia voi avete fatto
sum sufficiens esse. Scio et bene a venirmi incontro nelle mie
habundare, novi et penuriam necessità 13. Per dimostrare poi a
pati. Omnia possum in eo qui me che cosa egli mirasse plaudendo
confortat. Verumtamen vos bene all'opera buona da loro compiuta 14
fecistis usibus meis mittere 13. e per non rientrare nella categoria di
Sed ut ostenderet, in eo quod illi quei pastori che pascono se stessi e
non le pecore, eccolo godere non
bene fecerunt quid ipse
tanto per l'aiuto recato alle sue
quaereret 14, ne inter illos esset necessità quanto piuttosto per la
qui se ipsos pascunt non oves, fecondità degli offerenti. Che cosa
non tam suae gaudet subventum dunque ricercava l'Apostolo? Dice:
esse necessitati, quam illorum Non cerco doni, ma esigo frutti 15.
gratulatur fecunditati. Quid ergo Cioè: Non sono io che debbo essere
ibi quaerebat? Non quia quaero, ben provvisto, ma siete voi che non
inquit, datum, sed requiro dovete rimanere infecondi.
fructum 15. Non ut ego, inquit, E' lecito farsi mantenere dal popolo.
explear, sed ne vos inanes 5. Quanti non riescono a fare lo
remaneatis. stesso che Paolo, cioè mantenersi
con il lavoro delle proprie mani,
5. Qui ergo non possunt facere
prendano pure il latte dalle pecore e
quod Paulus ut manibus suis se vi si mantengano nella loro penuria.
transigant, accipiant de lacte Tuttavia, non trascurino la debolezza
ovium, sustentent suam delle pecore, cioè nella loro attività
necessitatem, sed non neglegant non cerchino, per dir così, il loro
ovium infirmitatem. Non hoc ibi tornaconto dando l'impressione
d'annunziare il Vangelo per sbarcare
quaerant tamquam commodum
il lunario loro personalmente, ma
suum, ut ex necessitate penuriae dispensino agli altri la luce della
suae videantur annuntiare parola di verità che li illumini. Essi
Evangelium, sed hominibus infatti sono come lucerne, e di loro
illuminandis parent lucem verbi sta scritto: Siano cinti i vostri fianchi
veritatis. Sunt enim tamquam e accese le vostre lucerne 16; e
lucernae, sicut dictum est: Sint ancora: Nessuno accende una
lumbi vestri accincti, et lucernae lucerna e la pone sotto il moggio ma
ardentes 16; et: Nemo accendit sopra il candeliere, affinché illumini
lucernam et ponit eam sub tutti coloro che sono nella casa. Così
modio, sed super candelabrum, risplenda la vostra luce dinanzi agli
uomini, affinché vedano le vostre
ut luceat omnibus qui in domo
opere buone e diano gloria al Padre
sunt: sic luceat lumen vestrum vostro celeste 17. Se tu avessi in
coram hominibus, ut videant casa una lucerna accesa, non vi
bona opera vestra, et glorificent aggiungeresti continuamente dell'olio
Patrem vestrum qui in caelis per non farla estinguere? Che se poi
est 17. Si ergo tibi lucerna questa lucerna, dopo che tu l'hai
accenderetur in domo, nonne rifornita di olio, non ardesse,
adiceres oleum, ne vorrebbe dire che non era degna di
extingueretur? Porro si lucerna, stare sul candeliere e dovrebbe
accepto oleo, non luceret, non essere subito spezzata. Quanto
erat plane digna quae in dunque all'indispensabile per vivere,
è una necessità riceverlo, è carità
candelabro poneretur, sed quae
donarlo. Non nel senso che il Vangelo
continuo frangeretur. Unde ergo sia roba da mercato e che quanto
vivitur, est necessitatis accipere, ricevono per vivere coloro che lo
est caritatis praebere. Non annunziano ne sia il prezzo. Se lo
tamquam venale sit Evangelium, vendessero così, venderebbero a
ut illud sit pretium eius quod prezzo troppo vile una cosa troppo
sumunt qui annuntiant unde preziosa. Gli evangelizzatori pertanto
vivant. Si enim sic vendunt, ricevano pure dal popolo il
magnam rem vili vendunt. sostentamento, se necessario, ma si
Accipiant sustentationem aspettino dal Signore la ricompensa
delle loro fatiche. Difatti il popolo non
necessitatis a populo, mercedem
è in grado di ripagare con giusta
dispensationis a Domino. Non mercede coloro che lo servono nella
enim est idoneus populus carità del Vangelo; né, d'altra parte,
reddere mercedem illis, qui sibi costoro se l'aspettino se non da colui
in caritate Evangelii serviunt. dal quale gli altri si ripromettono la
Non exspectent illi mercedem, salvezza. Che cosa si rimprovera
nisi unde et isti salutem. Quid dunque a certi pastori? e qual è il
autem istis increpatur, unde motivo per cui li si rimprovera? Li si
arguuntur? Quia cum lac rimprovera perché, pur prendendo
sumerent et lanis se tegerent, [dal gregge] il latte per nutrirsi e la
oves neglegebant. Sua ergo lana per vestirsi, non si curano delle
pecore. Essi, insomma, cercano
tantum quaerebant, non quae
solamente gli interessi propri, non
Iesu Christi 18. quelli di Gesù Cristo 18.
6. Sed quoniam diximus quid sit 6. Abbiamo spiegato cosa sia
lac consumere, quaeramus quid consumare il latte [del gregge]. Ora
sit lanis se tegere. Qui praebet dobbiamo indagare cosa significhi
lac victum praebet, et qui coprirsi con le sue lane. Chi offre il
latte somministra il cibo; chi offre la
praebet lanam honorem praebet.
lana rende l'onore. Questi sono i due
Ista sunt duo quae a populis vantaggi che cercano dalla gente
quaerunt qui se ipsos pascunt quei pastori che pascono se stessi e
non oves: commodum non le pecore: risorse per sopperire
supplendae necessitatis, et alle proprie necessità e riguardi
favorem honoris et laudis. particolari consistenti in onorificenze
Etenim vestimentum propterea e lodi. Il vestito infatti si può ben
bene intellegitur in honorem, riferire alle onorificenze in quanto
quia nuditatem contegit. Est serve a coprire la nudità. In effetti
enim unusquisque homo ogni uomo è misero; e cos'è colui che
infirmus. Et quid est quisquis vi sta a capo se non ciò che siete voi?
È rivestito di carne, è mortale;
vobis praeest, nisi quod vos
mangia, dorme, si alza; è nato e
estis? Carnem portat, mortalis dovrà morire. Se dunque tu consideri
est, manducat, dormit, surgit; ciò che egli è in se stesso, vedi che è
natus est, moriturus est. Si ergo un semplice uomo; se gli tributassi
cogites quid sit secundum se un onore esagerato in certo qual
ipsum, homo est. Tu honorando modo ne nasconderesti la miseria.
tamen amplius, veluti contegis L'esempio dell'apostolo Paolo.
quod infirmum est. 7. Un manto di questo genere aveva
4 Paulus sua commoda non ricevuto dal buon popolo di Dio lo
quaerebat. stesso Paolo, vedete, quando diceva:
7. Videte cuiusmodi indumentum Mi avete ricevuto come un angelo di
Dio. Io infatti vi rendo testimonianza
acceperat a bona Dei plebe idem
che, se fosse stato possibile, vi
Paulus, cum diceret: Sicut sareste cavati persino gli occhi per
angelum Dei excepistis me. darli a me 19. Egli però, pur essendo
Testimonium enim vobis stato fatto segno di tanto onore,
perhibeo, quia si fieri posset, forse che li risparmiò, a motivo
oculos vestros eruissetis et dell'onore ricevuto, e li abbandonò
dedissetis mihi 19. Sed cum nell'errore, temendo d'essere da loro
tantus illi honor exhibitus esset, rinnegato o elogiato con meno
numquid propter ipsum honorem trasporto, poiché li rimproverava? Se
sibi exhibitum, ne forte avesse agito così, sarebbe stato tra
coloro che pascono se stessi e non le
negaretur et minus ille cum
pecore. Avrebbe infatti ragionato
argueret laudaretur, pepercit così: Che me ne importa? Ciascuno
errantibus? Nam si hoc fecisset, faccia ciò che gli piace; il mio
esset inter illos qui se ipsos sostentamento è assicurato, e così
pascunt, non oves. Diceret ergo pure il mio onore. Ho latte e lana a
apud seipsum: "Quid ad me sufficienza. Vada pure ciascuno dove
pertinet? Quis quod velit agat; gli pare. Ma davvero? ogni cosa è a
victus meus salvus est, honor posto per te quando ciascuno va
meus salvus est: et lac et lana, dove gli pare? Non voglio supporre
satis est mihi; eat quisque qua che tu sia vescovo; ti prendo come
potest". Ergo integra tibi sunt uno qualunque del popolo: ma anche
allora varrebbero per te le parole: Se
omnia, si eat quisque qua
un membro soffre, ne soffrono
potest? Nolo te praepositum insieme tutte le membra 20. Pertanto
facere, unum te constituo de l'Apostolo, ricordando ai lettori come
ipsa plebe: Si patitur unum si erano comportati nei suoi riguardi
membrum, compatiuntur omnia per non sembrare dimentico
membra 20. Proinde ipse dell'onore da loro ricevuto, attesta
che lo accolsero come un angelo di
Apostolus, cum eos
Dio e che, se fosse stato possibile, si
commemoraret quales fuerint sarebbero persino cavati gli occhi per
erga illum, ne quasi oblitus darli a lui. Nonostante ciò, però, egli
eorum honorificentiae videretur, si china sulla pecora malata, in via di
testimonium perhibet quod sicut decomposizione, per incidere la piaga
angelum Dei susceperint cum, e non lasciar progredire l'infezione.
quod si fieri posset oculos suos Diceva: Per avervi annunziato la
vellent eruere et illi dare. Et verità, son dunque diventato vostro
tamen accedit ad ovem nemico? 21. Ecco uno che dalle
languidam ad ovem putridam pecore prese il latte, come poco fa
secare vulnus, non parcere ricordavamo, e si coprì con la loro
lana, ma non trascurò le pecore. Egli
putredini. Ergo, inquit, inimicus
infatti cercava non i vantaggi propri,
vobis factus sum verum ma quelli di Gesù Cristo 22.
praedicans? 21 Ecce et accepit de Una predicazione aberrante.
lacte ovium, sicut paulo ante 8. Mai dunque succeda che veniamo
commemoravimus, et indutus a dirvi: Vivete come vi pare! State
est lanis ovium, sed tamen oves tranquilli! Dio non condannerà
non neglexit. Non enim sua nessuno: basta che conserviate la
quaerebat, sed quae Iesu fede cristiana. Egli vi ha redenti, ha
Christi 22. sparso per voi il sangue: quindi non
5 Pastoris a veritate vi dannerà. Che se vi viene la voglia
aberrantis praedicato d'andarvi a deliziare con gli
spettacoli, andateci pure! Alla fin fine
describitur.
che male c'è? E queste feste che si
8. Absit ergo ut dicamus vobis: celebrano nell'intera città, con
"Vivite ut vultis, securi estote, grande tripudio di gente che
Deus neminem perdet, banchetta e - come essa crede - si
tantummodo fidem christianam esilara, mentre in realtà si rovina, alle
tenete. Non perdet ille quod mense pubbliche... andateci pure,
redemit, non perdet pro quibus celebratele tranquilli: tanto la
sanguinem fudit. Et si misericordia di Dio è senza limiti e
spectaculis volueritis oblectare tutto lascerà correre! Coronatevi di
animos vestros, ite. Quid mali rose prima che marciscano 23! E
anche dentro la casa del vostro Dio,
est? Et festa ista quae
quando ve ne venisse la voglia,
celebrantur per universam banchettate pure! rimpinzatevi di cibi
civitatem at in laetitia e bevande insieme con i vostri amici.
convivantium, et publicis mensis Queste creature infatti ci sono state
se ipsos ut putant iocundantium, date proprio affinché ne godiate. O
re vera perdentium, ite, che Dio le avrebbe mai date agli
celebrate securi. Magna est Dei empi e ai pagani, negandole poi a
misericordia, quae totum voi? Se vi facessimo di questi
ignoscat. Coronate vos rosis discorsi, forse raduneremmo attorno
antequam marcescant 23. In a noi folle più numerose; e, se pur ci
domo Dei vestri quando fossero alcuni che s'accorgessero
come nel nostro parlare diciamo delle
volueritis convivamini; implemini
cose inesatte, ci inimicheremmo
cibo et vino cum vestris. Ad hoc questi pochi, ma guadagneremmo il
enim data est ista creatura ut ea favore della stragrande maggioranza.
perfruamini. Non enim paganis Tuttavia, comportandoci in questa
et impiis dedit Deus, et vobis maniera, vi annunzieremmo non le
non dedit". Haec si dixerimus, parole di Dio o di Cristo, ma le nostre
parole; e saremmo pastori che
forte congregabimus turbas
pascono se stessi, non le pecore.
ampliores. Et si sunt quidam qui Il pastore che uccide le pecore sane.
nos sentiant haec dicentes non 9. Dopo aver detto che cosa amino
recte sapere, paucos offendimus, questi pastori, [il profeta] ci dice che
sed multitudinem conciliamus. cosa trascurino. Pecore viziate si
Quod si fecerimus, non verba trovano infatti per ogni dove, mentre
Dei, non verba Christi dicentes sono pochissime le pecore sane e
sed nostra, erimus pastores grasse, cioè nutrite del solido cibo
pascentes nosmetipsos, non della verità e capaci, per dono di Dio,
oves. di cibarsi in buoni pascoli. Ora i
6 Malus praepositus validas cattivi pastori non risparmiano
nemmeno queste. Non basta loro
oves occidit.
trascurare le prime, cioè le malate, le
9. Cum autem dixisset quae deboli, le fuorviate, le sperdute; per
diligant isti pastores, dicit et quanto sta in loro, essi ammazzano
quae neglegant. Vitia enim anche le forti e le grasse. Eppure
ovium late iacent. Sanae atque esse vivono: vivono per un dono della
crassae oves perpaucae sunt, id misericordia di Dio, ma, per quel che
est, solidae in cibo veritatis, dipende dai pastori cattivi, essi le
utentes pascuis bene de munere uccidono. In che modo, mi chiederai,
Dei. Sed mali illi pastores non le uccidono? Vivendo male, dando
parcunt talibus. Parum est quod cattivo esempio. O che forse fu detto
illas languentes et infirmas et invano a quel tal servo di Dio, esimio
tra le membra del sommo Pastore:
errantes et perditas non curant.
Offri a tutti te stesso quale modello di
Etiam istas fortes et pingues opere buone 24, e ancora: Sii
necant, quantum in ipsis est. Et modello per i tuoi fedeli 25? Succede
illae vivunt. De misericordia Dei infatti talora che la pecora, anche
vivunt. Tamen quantum ad quella forte, rilevi la condotta cattiva
pastores malos attinet, occidunt. del suo pastore. Se per un istante
"Quomodo, inquis, occidunt?". essa distoglierà lo sguardo dai
Male vivendo, malum exemplum comandamenti del Signore, e lo
praebendo. An frustra dictum est fisserà sull'uomo, inizierà a dire in
servo Dei, eminenti in membris fondo al suo cuore: Se il mio pastore
vive in questa maniera, chi sono io
summi Pastoris: Circa omnes te
che non debba permettermi le stesse
ipsum bonorum operum cose che egli fa? In tal modo uccide
praebens exemplum 24; et: la pecora forte. Ora, se uccide la
Forma esto fidelibus 25? pecora forte, cosa mai farà delle
Attendendo enim ovis etiam altre, lui che con la sua cattiva
fortis plerumque praepositum condotta è stato causa di morte per
suum male viventem, si declinet quelle che, pur non avendole lui rese
oculos a regulis Domini et forti e robuste, tuttavia le aveva
intendat in hominem, incipit trovate tali? Dico e ripeto alla vostra
dicere in corde suo: "Si Carità: Facciamo pure il caso che le
praepositus meus sic vivit, ego pecore siano vive e forti per la parola
del Signore e che si ricordino di
qui sum qui non faciam quod ille
quanto udito dal loro Signore: Fate
facit?". Occidit ovem fortem. Si ciò che vi dicono ma non fate ciò che
fortem ergo occidit ovem, iam de essi stessi fanno 26. Ebbene, anche
ceteris quid faciet, qui illud quod in tale caso, uno che pubblicamente
non ipse fortificaverat, sed forte vive male, per quanto sta in lui
aut robustum invenerat, male uccide quelli che vedono il suo
comportamento. Non si lusinghi
vivendo interfecit? Dico Caritati
costui [d'essere innocente] per il
vestrae, iterum dico, et si vivunt fatto che l'altro non è morto. È vero
oves, et si fortes sunt oves in che questi vive, ma egli è
verbo Domini et tenent illud ugualmente omicida. È come quando
quod audierunt a Domino suo: un uomo lussurioso guarda una
Quae dicunt, facite; quae autem donna con intenzioni cattive. La
faciunt, facere nolite 26, tamen donna rimane casta, ma quel tale è
qui in conspectu populi male un adultero. La sentenza del Signore
vivit, quantum in illo est, eum a è, al riguardo, tanto verace quanto
quo attenditur occidit. Non sibi risaputa: Chiunque guarda una donna
ergo blandiatur quia ille non est desiderandola malamente ha già
commesso con lei adulterio in fondo
mortuus. Et ille vivit, et ille
al suo cuore 27. Non gli fu dato di
homicida est. Quomodo cum raggiungere il di lei talamo, ma egli
lascivus homo intendit mulierem nel suo giaciglio interiore tresca con
ad concupiscendum; ecce illa lei. Allo stesso modo ogni superiore
casta est, et moechus est iste. che si comporti male in presenza di
Domini enim vera et aperta coloro che egli deve governare, per
sententia est: Quisquis viderit quanto sta in lui uccide anche le
mulierem ad concupiscendum pecore forti. Chi lo imita muore, chi
eam, iam moechatus eam in non lo imita vive; ma il pastore, per
corde suo 27. Non pervenit ad quanto sta in lui, è causa di morte
illius cubiculum, et in interiore per l'uno e per l'altro. Dice: Voi
ammazzate le pecore grasse, e non
iam suo cubiculo volutatur. Sic
pascete le mie pecore 28.
omnis qui male vivit in Preannunziare al cristiano le prove
conspectu eorum quibus che l'attendono.
praepositus est, quantum in ipso 10. Avete ormai udito che cosa [tali
est, occidit et fortes. Qui pastori] amino; ascoltate che cosa
imitatur, moritur; qui non trascurino. Voi non sostenete le
imitatur vivit. Tamen quantum ad pecore deboli, non rinvigorite quelle
illum pertinet ambos occidit. Et che sono malate, non fasciate quelle
quod crassum est, inquit, che hanno le ossa spezzate, cioè
interficitis, et oves meas non rotte; non richiamate [all'ovile] le
fuorviate, né ricercate quelle che si
pascitis 28.
sono perdute; anzi, uccidete quelle
7 De angusta christianorum che son forti 29, cioè le ammazzate,
vita non tacendum. macellate. La pecora è debole
10. Iam audistis quid diligant. quando ha debole il cuore, sicché può
Audite quid negligant. Quod cedere alla tentazione che non ha
infirmatum est, non confortastis; prevista né vi si è preparata. A uno
et quod male habuit, non che ha tali convinzioni, il pastore
corroborastis; et quod negligente non dice: Figlio, quando ti
contribulatum est, id est, quod metti al servizio del Signore, sta'
confractum est, non colligastis; saldo nella giustizia e nel timore, e
et quod errabat, non revocastis; prepara la tua anima alla
tentazione 30. Chi parla così sorregge
et quod periit, non inquisistis; et
il debole e da debole lo rende
quod forte fuit, confecistis 29, id robusto, sicché egli, aderendo alla
est, interfecistis et occidistis. fede, non se ne ripromette delle
Infirmatur ovis, id est, infirmum comodità materiali. Se al contrario
cor gerit, ut possit cedere fosse stato educato a ripromettersi
temptationibus, incauto et dei vantaggi materiali, si troverebbe
infrollito dalle comodità e, al
imparato si supervenerit. Pastor
sopraggiungere delle avversità, ne
neglegens, quando credit talis, verrebbe ferito e forse anche ucciso.
non illi dicit: Fili accedens ad Chi lo educa in tale maniera non lo
servitutem Dei, sta in iustitia et costruisce sopra la roccia ma sopra la
timore et praepara animam sabbia 31. Poiché la roccia è
tuam ad temptationem 30. Qui Cristo 32, e il cristiano deve imitare i
haec enim loquitur, confortat patimenti di Cristo, non andare a
infirmum et ex infirmo facit caccia di piaceri. Viceversa, il debole
firmum, ut non ille cum è incoraggiato quando gli si dice
crediderit prospera huius saeculi francamente: Da questo mondo
speret. Si autem doctus fuerit aspèttati pure delle tribolazioni, ma
da tutte ti libererà il Signore; se il tuo
sperare prospera saeculi, ipsa
cuore non si allontanerà da lui né si
prosperitate corrumpitur; volgerà indietro. Infatti, per infondere
supervenientibus adversitatibus coraggio al tuo cuore egli venne a
sauciatur, aut fortassis patire e a morire; fu coperto di sputi
exstinguitur. Non ergo eum e coronato di spine; udì oltraggi, e
aedificat super petram qui sic infine fu confitto in croce. Tutte
aedificat, sed super arenam queste cose egli subì per te, e tu non
ponit 31. Petra autem erat vorresti sopportare nulla! Non per lui,
Christus 32. Christi passiones ma per te.
imitandae, non a christianis Partecipi della croce di Cristo.
deliciae conquirendae. 11. Come giudicare allora quei
pastori che, per timore di dispiacere
Confortatur infirmus, cum ei
a chi li ascolta, non solo non
dicitur: "Spera quidem premuniscono i fedeli contro le
temptationes huius saeculi, sed tentazioni che li sovrastano ma
ab omnibus te eruet Dominus, si anche promettono una felicità
ab illo non recesserit retro cor temporale che Dio in nessun modo
tuum. Nam ad confortandum cor ha promessa allo stesso mondo? Dio
tuum venit ille pati, venit ille predice al mondo, come tale, travagli
mori, venit sputis illiniri, venit su travagli, sino alla fine, e tu
spinis coronari, venit opprobria pretendi che il cristiano da tali
audire, venit postremo ligno travagli sarà esentato? Essendo
invece cristiano, avrà da soffrire in
configi. Omnia haec ille pro te, tu
questo mondo più che non gli altri!
nihil. Non pro illo, sed pro te". Dice infatti l'Apostolo: Tutti coloro che
8 Christi crucis christiani vogliono piamente vivere in Cristo
participes efficiuntur. soffriranno persecuzioni 33. Piaccia o
11. Quales autem sunt, qui non piaccia a te, pastore che cerchi i
timentes hos laedere quibus tuoi vantaggi e non quelli di Gesù
loquuntur, non solum non Cristo, l'Apostolo afferma: Tutti coloro
praeparant ad imminentes che vogliono piamente vivere in
temptationes, sed etiam Cristo soffriranno persecuzioni; e tu
promittunt felicitatem huius di' pure: Se vivrai piamente in Cristo,
saeculi, quam Deus ipsi saeculo diguazzerai nell'abbondanza di ogni
bene. E se non hai figli, ne avrai e li
non promisit? Ille praedicit
alleverai tutti e nessuno ti morrà...
labores super labores usque in Questo è dunque il tuo edificare?
finem venturos ipsi saeculo, et tu Guarda che cosa fai e dove
vis ab ipsis laboribus exceptum costruisci. Tu poni sulla sabbia
esse christianum? Quia l'edificio di quel tale che vuoi
christianus est, aliquid plus edificare 34: verrà la pioggia, si
gonfierà il fiume, soffierà il vento, e si
passurus est in hoc saeculo.
abbatteranno su quella casa, ed essa
Etenim ait Apostolus: Omnes qui cadrà e grande sarà la sua rovina.
volunt in Christo pie vivere Toglilo dunque da sopra la sabbia e
persecutionem patientur 33. Iam ponilo sulla roccia 35: sia fondato su
si tibi placet, pastor tua Cristo colui che tu vuoi sia cristiano!
quaerens non quae Iesu Christi, Che egli consideri i patimenti sofferti
ille dicat: Omnes qui volunt in immeritatamente da Cristo; che
Christo pie vivere, consideri come Cristo, che era senza
persecutionem patientur, et tu peccato, sconti per ciò che non aveva
dic: "Si in Christo pie vixeris, rapito 36. Ricordi la Scrittura che gli
abundabunt tibi omnia bona. Et dice: Dio flagella ogni figlio che
accoglie 37, e si prepari ad essere
si filios non habes, suscipies et
flagellato, ovvero dica che non gli
enutries omnes, et nemo tibi interessa d'essere accolto {da Dio].
morietur". Haeccine est Dice: Egli flagella ogni figlio che
aedificatio tua? Attende quid accoglie, e tu gli dici che forse ne
facias, ubi ponas. Super arenam sarà eccettuato. Se ti si
est quem constituis 34. Venturus risparmieranno i flagelli, è segno che
est imber, influxurus est fluvius, non sei incluso nel numero dei figli.
flaturus est ventus, impingent Ma che davvero - dirai - Iddio flagella
domum istam et cadet et fiet tutti i suoi figli? Senza dubbio! al
ruina eius magna. Leva de arena, segno da non escludere dai flagelli
pone super petram 35: in Christo nemmeno il suo Unigenito. Questo
Unigenito era nato dalla sostanza del
sit quem vis esse christianum.
Padre, nella natura divina era uguale
Attendat ad passiones Christi al Padre 38, era il Verbo ad opera del
indignas, attendat illum sine ullo quale furono create tutte le cose 39.
peccato quae non rapuit Egli non aveva modo di essere
exsolventem 36, attendat flagellato, ma per non rimanere
Scripturam dicentem sibi: senza flagelli si rivestì di carne. Se
Flagellat omnem filium quem dunque Dio flagella il suo Unigenito
recipit 37. Aut paret se flagellari, senza peccato, risparmierà i flagelli al
aut non quaerat recipi. Flagellat, figlio adottivo carico di peccati? Che
inquit, omnem filium quem siamo chiamati ad essere figli
adottivi, ce lo dice l'Apostolo 40; e
recipit. Et tu dicis: "Forte
questa adozione a figli che abbiamo
exceptus eris?". Si exceptus a ricevuta 41 ci rende coeredi del Figlio
passione flagellorum, exceptus a unigenito, mentre ne siamo anche
numero filiorum. "Itane, inquies, l'eredità, come è scritto: Chiedimelo,
flagellat omnem filium?". Prorsus e io ti darò le genti in eredità 42.
flagellat omnem filium ut et Nelle sofferenze di questo Unigenito
Unicum. Unicus ille de Patris ha tracciato un modello per noi.
substantia natus, aequalis Patri Incoraggiare chi si spaventa.
in forma Dei 38, Verbum per quod 12. Con ogni cura si deve evitare che
facta sunt omnia 39, non habebat il debole venga meno nella prova; per
ubi flagellaretur. Ad hoc carne questo non dev'essere né lusingato
con infondate speranze né oppresso
indutus est, ut sine flagello non
con [esagerati] timori. Digli pertanto:
esset. Qui ergo flagellat Unicum Prepara la tua anima alla
sine peccato, relinquit cum tentazione 43; ma, se per caso
peccato adoptatum? In comincerà a vacillare, a trepidare, a
adoptionem vocatos nos esse rifiutare ulteriori passi, hai l'altra
Apostolus dicit 40. Adoptionem massima: Dio è fedele e non
permetterà che siate tentati sopra le
filiorum accepimus 41, ut
vostre forze 44. Parlar chiaro di certe
essemus Unici, coheredes, cose e annunziare che ci saranno
essemus etiam hereditas eius: delle sofferenze è un rafforzare chi è
Postula a me, et dabo tibi gentes debole. Quando però questo debole
hereditatem tuam 42. Exemplum passa all'eccesso del timore e si
nobis proposuit in passionibus sgomenta, occorrerà promettergli la
suis. misericordia di Dio: non nel senso
9 Infirmus nec falsa spe che non ci saranno le prove, ma in
decipiendus nec terrore quanto Dio non gli manderà prove
frangendus. superiori a quel che egli possa
12. Sed plane ne futuris sopportare. Questo è fasciare le
pecore dalle ossa spezzate. Ci sono
temptationibus deficiat infirmus,
infatti persone che, sentendo parlare
nec falsa spe decipiendus est, di prove future, si agguerriscono
nec terrore frangendus. Dic ei: maggiormente e divengono, per così
Praepara animam tuam ad dire, più assetati di ciò che dovranno
temptationem 43. Sed forte incipit bere: considerano roba da poco la
labi, contremiscere, nolle medicina comune dei fedeli e
accedere. Habes aliud: Fidelis anelano alla gloria dei martiri. Delle
Deus, qui non vos sinat temptari stesse prove, inevitabili ad ogni
supra quam potestis ferre 44. cristiano (è infatti una necessità
Illud enim promittere, et inderogabile per il cristiano avere
praedicare venturas passiones, delle prove: nessun altro avrà da
esperimentarle ma solo colui che per
infirmum confirmare est. Timenti
davvero vorrà essere cristiano), delle
autem nimium et ex hoc stesse prove dunque si va a parlare
deterrito, cum polliceris con altri. All'udire ciò che li attende,
misericordiam Dei, non quia si sgretolano e traballano. Offri loro la
temptationes deerunt, sed quia fasciatura della consolazione! stringi
non permittit temptari super ciò che va a pezzi! Di' loro: Non aver
quam ferre potest, fractum paura! Non ti abbandonerà nella
colligare est. Sunt enim qui cum prova colui nel quale hai creduto. Dio
audierint venturas tribulationes, è fedele, e non permetterà che la
armant se magis et quasi potum prova sia superiore alle tue forze 45.
Non sono, queste, parole mie ma
suum sitiunt. Parvam enim sibi
dell'Apostolo, il quale altrove dice:
putant fidelium medicinam sed Volete forse toccare con mano il
quaerunt et martyrum gloriam. Cristo, che vi parla per mio
Sunt autem alii qui auditis futuris mezzo? 46. Pertanto le parole che
et necessario venientibus ascolti [da me] son parole che ti
temptationibus, quas proprie pervengono dalla bocca stessa di
oportet venire christiano, quas Cristo, il pastore che pasce Israele, il
nemo sentit nisi qui voluerit esse pastore al quale si dice: Tu ci
vere christianus, imminentibus abbevererai di lacrime con
ergo sibi aliquibus, franguntur et misura 47. Quanto dice l'Apostolo, e
claudicant. Offer consolationis cioè: Egli non permetterà che siate
tentati al di là di quello che potete
alligamentum, alliga quod
tollerare 48, l'aveva già detto il
fractum est. Dic: "Ne timeas, non profeta: Ci sarà una misura. Ebbene,
deserit in temptationibus ille in non sottrarti all'azione di colui che ti
quem credidisti. Fidelis Deus, qui sgrida ed esorta, spaventa e consola,
te non sinat temptari supra sferza e guarisce.
quam potes ferre 45. Non hoc a La sopportazione della prova.
13. Ciò che era debole - dice - voi non
me audis, Apostolus dicit, qui
l'avete sostenuto 49. Son parole
etiam dicit: Et vultis rivolte ai pastori cattivi e falsi, ai
experimentum eius accipere, qui pastori che cercano i propri interessi,
in me loquitur Christus? 46 Haec non quelli di Gesù Cristo; a coloro che
ergo cum audis, ab ipso Christo godono per i vantaggi del latte e
audis, audis et ab illo pastore qui della lana ma non si curano affatto
pascit Israel. Illi enim dictum est: delle pecore e, quando le vedono
Potabis nos in lacrymis, in malate, non le ristorano. Occorre
mensura 47. Quod enim ait infatti distinguere fra "debole", cioè
Apostolus: Non sinit temptari privo di forze, e "malato". Anche il
supra quam potestis ferre 48: hoc malato è certamente un debole, ma
mi sembra che fra il debole in genere
ait Propheta: In mensura. Tantum
e il malato, cioè uno colpito da
tu noli dimittere corripientem et infermità, ci sia della differenza. Son
hortantem, terrentem et queste, fratelli, delle distinzioni
consolantem, percutientem et appena abbozzate. Mettendoci
sanantem". maggiore impegno potremmo, forse,
10 Bona operemur et mala noi stessi approfondirle meglio, come
toleremus. potrebbero fare anche altri più
13. Quod infirmatum est, inquit, esperti e interiormente illuminati. Per
non confortastis 49. Pastoribus non deludervi sul senso delle parole
malis dicit, pastoribus falsis, scritturali, vi esporrò la mia opinione.
pastoribus sua quaerentibus, non Quando si tratta di una persona
debole, c'è da temere che,
quae Iesu Christi, ex commodo
capitandole una prova, ne resti
lactis et lanae gaudentibus, oves schiacciata; nel caso invece di un
omnino non curantibus, et quod malato, esso è già affetto da qualche
male habuit non corroborantibus. passione disordinata e questa gli
Inter infirmum, id est, non impedisce di entrare nella via di Dio e
firmum - nam dicuntur infirmi di sottomettersi al giogo di Cristo.
etiam aegrotantes - sed inter Osservate certi uomini intenzionati e
infirmum et aegrotum, id est, già decisi a vivere bene: potreste
male habentem, hoc mihi videtur riscontrare che son meno disposti a
interesse. Etenim ista, Fratres, subire il male di quanto non lo siano
a compiere il bene. Invece la fortezza
quae distinguere utcumque
cristiana comporta non solo la pratica
conamur, forte et nos possumus del bene ma anche la pazienza di
maiore diligentia melius fronte al male: sicché chiunque è
distinguere, et alius peritior vel zelante in opere buone (o sembra
lumine cordis plenior, interim ne esserlo), se poi si rifiuta o non è in
fraudemini, quantum ad verba grado di accettare le tribolazioni che
attinet Scripturae, quod sentio gli sopravvengono, costui è un
loquor. Infirmo ne accidat debole. Quanto invece a quegli altri
temptatio et eum frangat che, vinti da passioni disordinate, si
timendum est. Languens autem abbandonano all'amore del mondo e
iam cupiditate aliqua aegrotat, et trascurano totalmente le opere
buone, costoro giacciono infermi,
cupiditate aliqua impeditur ab
malati. La malattia li ha svigoriti
intranda via Dei, a subeundo completamente e non sono in grado
iugo Christi. Attendite illos di compiere alcun bene. Così dovette
homines volentes bene vivere, essere nell'anima quel paralitico che,
iam statuentes bene vivere, et non potendo essere presentato a
minus idoneos mala pati sicut Cristo per altra via, da coloro che lo
portavano gli fu calato dinanzi
parati sunt bona facere. Pertinet
attraverso un'apertura praticata nel
autem ad christianam tetto 50. Voglio dire: Essendo una tal
firmitatem, non solum operari anima paralitica, flaccida in tutte le
quae bona sunt sed et tolerare sue membra, priva di opere buone,
quae mala sunt. Qui ergo coperta di peccati e illanguidita dal
videntur fervere in operibus male dei suoi cattivi desideri, occorre
bonis, sed imminentes passiones che tu faccia su per giù lo stesso, e
tolerare nolle aut non posse, cioè che scoperchi il tetto e la cali
infirmi sunt. Qui vero aliqua dinanzi al Signore. Quando dunque
cupiditate mala amatores mundi tutte le membra sono intorpidite e
ab ipsis bonis operibus c'è una paralisi interiore, per
giungere al medico (può darsi infatti
revocantur, languidi et aegroti
che il medico, sebbene sia dentro di
iacent, quippe qui ipso languore, lei, le rimanga nascosto: può darsi,
tamquam sine ullis viribus, nihil cioè, che il vero significato delle
boni possunt operari. Talis in Scritture le sia impervio), in tal caso,
anima paralyticus ille fuit, quem spiegando il significato occulto apri il
cum ad Dominum inferre non tetto a quel paralitico [spirituale] e lo
possent, qui eum portabant, deponi dinanzi [a Cristo]. Chi non fa
tectum aperuerunt, et questo o lo fa con negligenza, avete
deposuerunt 50. Id est, tamquam sentito la sentenza che lo attende:
si in anima hoc velis facere ut Voi non avete rinvigorito le pecore
tectum aperias et deponas ad malate né avete fasciato quelle che
avevano le ossa spezzate 51. Ne
Dominum animam paralyticam
abbiamo già parlato. L'uomo era
dissolutam omnibus membris et spezzato dallo spavento della prova;
vacantem ab omni opere bono, sopraggiunge qualcosa che può
gravatam utique peccatis suis et fasciare ciò che era spezzato: è la
languentem morbo cupiditatis consolazione che gli danno le parole:
suae. Si ergo dissoluta sunt Dio è fedele e non permetterà che
membra omnia et est paralysis voi siate tentati oltre le vostre forze;
interior, ut pervenias ad anzi, insieme con la prova, vi
medicum - forte enim latet manderà una via d'uscita, sicché
medicus, et intus est; hoc est: possiate reggere 52.
L'eretico va ricondotto all'ovile.
iste verus intellectus in Scripturis
14. Quelle che erano fuorviate, voi
occultus est - exponendo quod non richiamaste [all'ovile]. Ecco il
occultum est aperi tectum et pericolo che ci sovrasta in mezzo agli
depone paralyticum. Quod qui eretici. Quelle che erano fuorviate
non faciunt et qui facere non richiamaste [all'ovile]; quelle che
neglegunt, audistis quae si erano perdute non le ricercaste 53.
audiant: Quod male habuit, non Noi, si voglia o no, ci troviamo in
corroborastis. Et quod balia di predoni e come fra i denti di
contribulatum est, non lupi feroci. In mezzo a tali nostri
colligastis 51: iam hinc pericoli, vi scongiuriamo di pregare
temptationum. Accedit aliquid per noi. Si tratta di pecore riottose, le
quali, quando si vedono ricercate
unde quod fractum est colligetur,
nella via dove si sono smarrite, si
consolatio illa: Fidelis Deus qui proclamano estranee a noi per un
non vos sinat temptari supra loro errore e con loro perdizione.
quam potestis ferre, sed faciet Perché vi interessate di noi - dicono -,
cum temptatione etiam exitum, perché ci ricercate? Quasi che la
ut possitis sustinere 52. ragione per cui ce le prendiamo a
cuore e le ricerchiamo non sia
11 Haereticum perire bonus
l'essere loro nella falsità e sulla via
pastor non sinit. della perdizione! E insistono: Se sono
14. Et quod errabat non nell'errore e nella perdizione, perché
revocastis. Ecce unde inter mi vieni appresso? perché mi cerchi?
haereticos periclitamur. Et quod Proprio perché sei nell'errore, te ne
errabat non revocastis; et quod voglio cavar fuori; proprio perché sei
periit, non inquisistis 53. Hinc perduto ti voglio ritrovare! Ma io
inter manus latronum et dentes voglio errare così, e così magari
luporum furentium utcumque perdermi! Vuoi errare e perderti così?
versamur, et pro his periculis Quanto più saggiamente io voglio
nostris ut oretis oramus. Et impedirtelo! Ve lo dico francamente:
Sarò un importuno, ma conosco le
contumaces sunt oves. Quia
parole dell'Apostolo: Annunzia la
quaeruntur errantes, alienas se a parola, insisti e quando è opportuno
nobis dicunt errore suo et e quando è importuno 54. A chi si
perditione sua: "Quid nos vultis? predica opportunamente e a chi
Quid nos quaeritis?". Quasi non importunamente? Opportunamente a
ipsa causa sit quare eas velimus chi vuol ascoltare, importunamente a
et quare quaeramus, quia errant chi non lo vuole. Ebbene, sarò
et pereunt. "Si in errore, inquit, importuno quanto vi pare, ma con
sum, si in interitu, quid me vis? coraggio debbo dirvi: Tu vuoi
Quid me quaeris?". Quia in errore camminare nell'errore e andare alla
es, revocare volo; quia peristi, perdizione? Io non lo voglio. Del
resto, non lo vuole nemmeno colui
invenire volo. "Sic volo errare, sic
che mi infonde timore. Sì, anche se io
volo perire". Sic vis errare, sic vis lo volessi, osserva cosa mi dice lui,
perire? Quanto melius ego nolo. cosa mi fa risuonare agli orecchi: Le
Prorsus audeo dicere, pecore fuorviate voi non avete
importunus sum. Audio dicentem richiamate [all'ovile] né avete
Apostolum: Praedica verbum, ricercato le pecore perdute 55. Dovrò
insta opportune, importune 54. io temere te più che non lui? Tutti
Quibus opportune? Quibus infatti dovremo presentarci al
importune? Opportune utique tribunale di Cristo 56. Non ho quindi
volentibus, importune timore di te, in quanto tu non riuscirai
di certo a rovesciare il tribunale di
nolentibus. Prorsus importunus
Cristo, magari sostituendolo con
sum, audeo dicere: Tu vis errare, quello di Donato. Pertanto ti
tu vis perire, ego nolo. Non vult richiamerò se sei una pecora
postremo ille qui me terret. Si sbandata, ti cercherò se sei perduta.
voluero, vide quid dicat, vide Vuoi o non vuoi, farò così. E se nel
quid increpet: Quod errabat, non ricercarti mi feriranno i rovi delle
revocastis; et quod periit, non siepi, anche in tal caso mi caccerò
inquisistis 55. Te magis timebo nelle loro strettoie, frugherò per tutte
quam ipsum? Oportet nos omnes le siepi e con tutte le forze che mi
exhiberi ante tribunal Christi 56. darà il Signore, autore della mia
Non te timeo. Non enim potes paura, mi spingerò per tutto il
mondo, richiamando all'ovile chi si
evertere tribunal Christi et
era sbandato, ricercando chi s'era
constituere tribunal Donati. perduto. Se tutto questo ti riesce
Revocabo errantem, requiram insopportabile, non andare fuori
perditam. Velis nolis id agam. Et strada, non metterti sulla via della
si me inquirentem lanient vepres perdizione.
silvarum, per omnia angusta me Impedire che il buono si perda.
15. Io mi rattristo perché tu sei fuori
coartabo; omnes sepes
strada e ti avvii alla perdizione. Ma
excutiam; quantum mihi virium questo è poco: temo ancora che,
terrens Dominus donat, omnia trascurando te, finisca coll'uccidere
peragrabo. Revocabo errantem, chi è forte. Nota infatti come continui
requiram pereuntem. Si me pati [la profezia]: Voi uccidete le pecore
non vis, noli errare, noli perire. forti 57. Se non mi prenderò cura di
12 Pastor erga malos chi è sbandato e si perde, anche chi è
indifferens causa est cur robusto s'invoglierà d'uscire di strada
boni pereant. e d'andare in rovina. Desidero certo
15. Parum est quod doleo te gli emolumenti esterni, ma temo di
errantem atque pereuntem. più i danni interiori. Se restassi
indifferente di fronte al tuo errore, chi
Timeo ne negligens te, etiam
è forte osservando [il mio
quod forte est occidam. Vide comportamento] potrebbe
enim quid sequitur: Et quod forte convincersi che sia roba da poco
fuit, confecistis 57. Si neglexero cadere nell'eresia. Quando a uno,
errantem atque pereuntem, et forte ma in pericolo di perdersi,
eum qui fortis est delectabit balenerà allo sguardo un qualche
errare et perire. Cupio lucra vantaggio temporale che l'invogli a
exteriora, sed timeo plus damna cambiare strada se io non ricercassi
interiora. Si indifferentem te, pecora perduta, immediatamente
habuero errorem tuum, attendit egli mi obietterebbe: Dio è con loro
qui fortis est, putat nihil esse ire come lo è con noi. Che differenza
c'è? Tutto questo l'han causato
in haeresim. Quando aliquod
uomini in lite fra loro. Dio lo si può
commodum de saeculo reluxerit servire dovunque! Che se a questo
unde mutetur, statim mihi dicet tizio si presenta un donatista e gli
fortis ille periturus, cum te dice: Non ti lascerò sposare mia figlia
perditum non requiro: "Et hac et se non passerai dalla mia parte,
hac Deus est, quid interest? allora costui ha molto bisogno di
Homines inter se litigantes hoc riflettere e deve poter replicare: Se
fecerunt. Ubicumque colendus non fosse un gran male aderire alla
est Deus". Si forte illi dixerit loro setta, i nostri pastori non
aliquis donatista: "Non tibi dabo spenderebbero tante parole contro di
loro né si affannerebbero tanto per
filiam meam nisi fueris de parte
richiamarli dall'errore. Se al contrario
mea", illi opus est ut attendat et noi lasciassimo correre e ce ne
dicat: "Si nihil mali esset esse de stessimo zitti, quel tale trarrebbe la
parte istorum, non contra illos conclusione opposta: Se l'essere
tanta dicerent pastores nostri, dalla parte di Donato fosse un male,
non pro illorum errore [i nostri vescovi] parlerebbero contro
satagerent". Si ergo cessemus et di loro, li riprenderebbero e
taceamus, contrario locuturus cercherebbero di recuperarli [alla
est: "Utique si esset malum esse verità]. Se fossero fuori strada, li
in parte Donati, loquerentur richiamerebbero; se stessero in
contra, redarguerent eos, pericolo di perdersi, li
ricercherebbero. Non sono quindi
satagerent lucrari illos. Si errant,
inutili le parole che [il profeta] pone
revocarent illos; si pereunt, per ultime: Le pecore forti voi avete
quaererent illos". Non frustra ammazzate 58; e ciò dopo aver
ergo, cum iam dixisset superius: detto: Le pecore grasse voi
Quod crassum est, uccidete 59. Si tratta della medesima
interfecistis 58, hic iterum in espressione ripetuta una seconda
volta e nata da quanto detto prima, e
novissimo posuit: Et quod forte
cioè: Voi non avete richiamato
fuit, confecistis 59. Ipsa est enim [all'ovile] le pecore fuorviate né
repetita sententia, nisi quia ex avete ricercato quelle che si erano
his quae supra dixit nata est: perdute. Comportandovi così, voi
Quod errabat, non revocastis; et avete ucciso anche le pecore forti.
quod periit, non requisistis; et, 16. Ascolta ora le conseguenze
hoc faciendo, quod forte est, derivanti dalla trascuratezza di questi
interfecistis. pastori cattivi o, meglio, falsi. Per
16. Proinde audi quid sequatur mancanza di pastore le mie pecore si
de ista negligentia malorum, sono sperdute e son diventate preda
immo falsorum pastorum: Et di tutte le bestie feroci 60. Quando le
pecore non sono col pastore, lupi
dispersae sunt oves meae, eo
insidiosi le rapiscono, leoni frementi
quod non sit pastor, et factae le azzannano. In effetti il pastore c'è,
sunt in comesturam omnibus ma per coloro che si comportano
bestiis agri 60. Furantur lupi male egli non fa da pastore: sicché
insidiantes, rapiunt leones [le pecore] seguono pastori che non
frementes, cum oves non sono pastori, pastori che pascono se
haerent pastori. Nam praesens stessi, non le pecore; e da ciò deriva
est pastor, sed male agentibus un errore fatale: le pecore se ne
non est pastor. Et inhaerent vanno là dove le attendono belve
pastoribus non pastoribus, assetate di preda e smaniose di
seipsos non oves pascentibus. Et saziarsi del loro cadavere. Questo
infatti sono tutti coloro che godono
letalis error consequitur: eunt in
degli errori altrui: sono belve che si
bestias depraedantes se, et de saziano di stragi.
illarum morte se satiari I monti buoni e i monti cattivi.
cupientes. Tales enim sunt 17. Le mie pecore si sono disperse e
omnes, qui gaudent de erroribus sbandate per ogni monte e colle
alienis: bestiae sunt pastae elevato 61. Bestie dei monti e dei
mortibus. colli sono l'alterigia terrena e la
13 De bonis et malis superbia del mondo. Si sollevò un
montibus. giorno la superbia di Donato e si creò
17. Et dispersae sunt, et uno scisma. Parmeniano lo seguì e ne
rafforzò l'errore. L'uno è un monte,
erraverunt oves meae in omnem
l'altro un colle. E altrettanto sono
montem, et in omnem collem tutti gli inventori di falsità che si
altum 61. Bestiae a montibus et lasciano gonfiare da orgoglio terreno.
collibus, tumor terrenus et Promettono alle pecore la pace,
superbia saeculi. Extulit se promettono pascoli ubertosi; e in
superbia Donati, fecit sibi realtà talora le pecore trovano fra
partem. Subsequens eum loro del buon pascolo: il quale
Parmenianus illius confirmavit proviene però dalla pioggia mandata
errorem. Ille mons est, ille collis da Dio, non dalla durezza del monte.
est. Sic omnis cuiuslibet auctor Difatti anche gli eretici hanno le
erroris, terrena elatione Scritture e i sacramenti, ma queste
cose non sono dei monti, ma, anche
intumescens, promittit ovibus
se le si trovano sui monti, è male
requiem, pascua bona. Et soffermarsi sui monti. Le pecore che
aliquando inveniunt ibi oves si sbandano su tali monti e colli
pascua de pluvia Dei, non de abbandonano il gregge,
duritia montis. Habent enim et abbandonano l'unità, abbandonano la
ipsi Scripturas, habent compattezza delle coorti agguerrite
contro i lupi e i leoni. Le richiami
sacramenta. Non sunt ista
Iddio dai luoghi dove si sono
montium, sed cum inveniuntur in disperse! Sì, voglia lui richiamarle. E
montibus, male remanetur in difatti udrete ora com'egli le richiami.
montibus. Errando enim in Dice: Le mie pecore si sono sbandate
montibus et collibus, deserunt per ogni monte e colle elevato. Cioè:
gregem, deserunt unitatem, al seguito dell'orgoglio e della
deserunt munitas cohortes superbia terrena. Ci sono infatti
adversus lupos et leones. Inde anche dei monti buoni [dei quali
ergo revocet Deus, ipse revocet. dice]: Ho innalzato i miei occhi ai
Modo audietis ipsum monti dai quali mi verrà l'aiuto 62.
revocantem: Erraverunt, inquit, Ma nota subito come la speranza non
ti proviene dai monti. Seguita infatti:
oves meae in omnem montem et
Il mio aiuto è dal Signore, che ha
in omnem collem altum, hoc est, fatto il cielo e la terra 63. Non
in omnem tumorem terrenae pensare che offendi questi monti
superbiae. Sunt enim et montes santi quando affermi: Il mio aiuto non
boni: Levavi oculos meos in mi verrà dai monti ma dal Signore
montes, unde veniet auxilium che ha fatto cielo e terra. Sono i
mihi 62. Et vide quia non tibi in monti stessi a gridarti così. Era un
montibus spes est: Auxilium monte quel tale che scriveva: Sento
meum a Domino, qui fecit dire che tra di voi ci sono delle fazioni
caelum et terram 63. Noli putare e che andate dicendo: Io sono di
iniuriam te facere montibus Paolo, io invece di Apollo, io di Cefa e
io di Cristo 64. Solleva gli occhi a
sanctis, quando dixeris: Auxilium
questo monte e ascolta le sue parole,
meum, non a montibus, sed a perché non abbia ad arrestarti sul
Domino qui fecit caelum et monte. Ecco come continua: Forse
terram. Ipsi montes hoc tibi che Paolo è stato crocifisso per
clamant. Mons erat qui voi? 65. Ebbene, fissa pure lo
clamabat: Audio in vobis sguardo sui monti dai quali ti viene
schismata fieri, et unusquisque l'aiuto, cioè sugli autori delle sacre
vestrum dicit: Ego sum Pauli, Scritture, ma poi osserva com'essi,
ego Apollo, ego Cephae, ego con tutto se stessi, ossa e midolla,
autem Christi 64. Leva oculos in gridino a Dio: Signore, chi è simile a
te? 66. In tal modo tu, senza timore
istum montem, audi quid dicat,
d'offendere i monti, potrai dire: Il mio
et nec in ipso monte remaneas. aiuto è dal Signore che ha fatto il
Audi enim quid sequatur: cielo e la terra 67. Se ti comporterai
Numquid Paulus pro vobis così, i monti non solo non si
crucifixus est? 65 Ergo postea adireranno con te, ma ti ameranno e
quam levaveris oculos in appoggeranno; mentre invece, se
montes, unde veniet auxilium confiderai in loro, si dispiaceranno.
tibi, id est, in auctores Un giorno un angelo mostrò a un
Scripturarum divinarum, attende uomo le infinite meraviglie del
omnibus medullis suis, omnibus Signore. Quell'uomo si fece per
ossibus clamantem: Domine quis adorarlo (voleva, per così dire,
elevare lo sguardo su quel monte),
similis tibi? 66 ut securus sine ulla
ma l'angelo, dissuadendolo e
iniuria montium dicas: Auxilium indirizzandolo al Signore, gli disse:
meum a Domino, qui fecit Non fare così. Adora Dio, poiché,
caelum et terram 67. Non solum quanto a me, sono uno dei suoi servi,
tunc tibi non succensebunt come lo sei tu e i tuoi fratelli 68.
montes, sed tunc amabunt, tunc Il moltiplicarsi delle sètte eretiche e
l'unità della Chiesa.
magis favebunt; si in ipsis spem
18. Si sono sparse per ogni monte e
tuam posueris, contristabuntur. colle e su tutta la faccia della
Angelus multa divina et mira terra 69. Che significa: Si sono sparse
ostendens homini, ab homine su tutta la faccia della terra? Vanno in
adorabatur, tamquam levante cerca di tutte le cose terrene, amano
oculos in montem. At ille a se ciò che qui sulla terra presenta dello
revocans ad Dominum: Noli, splendore e vi si attaccano. Ricusano
inquit, facere; illum adora, nam di morire al fine di condurre una vita
ego conservus tuus sum et nascosta in Cristo. Dice: Su tutta la
fratrum tuorum 68. faccia della terra perché amano le
14 Sarmenta ab unica vite cose terrene e perché di pecore così
sbandate ce ne sono per tutta la
praecisa haeretici sunt.
terra 70. Non che gli eretici siano
18. In omnem montem, et in tutti in ogni parte della terra, ma di
omnem collem, et in omnem eretici ce ne sono dovunque in tutta
faciem terrae dispersae sunt 69. la terra. Gli uni qui, gli altri là, ma
Quid est: In omnem faciem non c'è luogo che ne sia esente, al
terrae dispersae sunt? Omnia segno che gli stessi eretici non si
terrena sectantes, ea quae in conoscono fra loro. Una setta in
faciem terrae lucent, ipsa amant, Africa, un'altra in Oriente, un'altra
ipsa diligunt. Nolunt mori, ut ancora in Egitto o in Mesopotamia,
abscondatur vita eorum in tanto per far degli esempi. In luoghi
Christo. Super omnem faciem diversi diverse eresie, ma generate
tutte dalla stessa madre: la superbia,
terrae, dilectione terrenorum, et
come unica è anche la nostra madre,
quia errantes oves sunt per la Chiesa cattolica, che ha generato
totam faciem terrae 70. Non tutti i cristiani fedeli sparsi in tutto il
omnes haeretici per totam mondo. Né c'è da stupirsi che
faciem terrae, sed tamen l'orgoglio produca disgregazione,
haeretici per totam faciem mentre l'amore produce unità.
terrae. Alii hic, alii ibi, nusquam Orbene, questa madre che è la
tamen desunt. Ipsi se non Chiesa cattolica, e il pastore che la
norunt: alia secta in Africa, alia regge, in ogni luogo ricerca gli
haeresis in Oriente, alia in smarriti, rafforza i deboli, cura i
malati, fascia gli spezzati, eretici
Aegypto, alia in Mesopotamia,
distinti gli uni dagli altri, al segno che
verbi gratia. Diversis locis sunt non si conoscono fra loro. La Chiesa
diversae: sed ea una mater al contrario li conosce tutti poiché è a
superbia omnes peperit sicut contatto con tutti. Vi fo degli esempi.
una mater nostra catholica La setta di Donato è in Africa, mentre
omnes christianos fideles toto gli eunomiani in Africa non ci sono.
orbe diffusos. Non ergo mirum, si Ebbene, qui nell'Africa insieme con la
superbia parit discissionem, setta di Donato c'è la Chiesa
caritas unitatem. Tamen ipsa cattolica. Gli eunomiani sono in
catholica mater, ipse pastor in oriente, dove non c'è lo scisma
ea ubique quaerit errantes, donatista. Ebbene, in oriente insieme
con gli eunomiani c'è la Chiesa
confortat infirmos, curat
cattolica. Questa Chiesa infatti è
languidos, alligat confractos, come una vite: sviluppandosi si è
alios ab istis, alios ab illis non se estesa per tutto il mondo 71; gli
invicem scientibus. Sed tamen eretici al contrario sono rami inutili e
illa omnes novit, quia cum quindi, appunto perché infruttuosi,
omnibus fusa est. Verbi gratia, sono stati recisi dalle forbici
dell'agricoltore. La vite è stata
est in Africa pars Donati,
potata, non tagliata alle radici,
Eunomiani non sunt in Africa, sed mentre i rami secchi, tagliati, sono
cum parte Donati est hic rimasti sul luogo della potatura.
Catholica. Sunt in Oriente Comunque, questa vite che seguita a
Eunomiani, ibi autem non est crescere in ogni direzione conosce i
pars Donati, sed cum rami che le sono rimasti attaccati e
Eunomianis ibi est Catholica. Illa vede attorno a sé quelli che sono
sic est tamquam vitis, crescendo stati recisi da lei 72; né mai omette di
ubique diffusa 71; illi sic sunt richiamare i dispersi, poiché proprio
tamquam sarmenta inutilia, riguardo ai rami staccati [dalla vite]
agricolae falce praecisa merito dice l'Apostolo che Dio è potente da
poterveli riattaccare 73. Si parli
sterilitatis suae, ut vitis
dunque di pecore sbandate dal
putaretur, non ut amputaretur. gregge o di rami troncati dalla vite,
Sarmenta ergo illa ubi praecisa resta sempre vero che non è
sunt, ibi remanserunt. Vitis diminuito il potere di Dio di
autem crescens per omnia, et richiamare le pecore [all'ovile] e di
sarmenta sua novit quae in illa reinnestare [alla vite] i tralci recisi:
manserunt, et iuxta se quae de poiché il supremo pastore e il vero
illa praecisa sunt 72. Inde tamen agricoltore è lui 74. Si sono disperse
revocat errantes, quia et de su tutta la faccia della terra e non
ramis fractis dicit Apostolus: c'era nessuno che le ricercasse e le
Potens est enim Deus iterum richiamasse 75. Non c'era nessuno:
(intendi: in mezzo a quei pastori
inserere illos 73. Sive dicas oves
cattivi). Non c'era nessuno (intendi:
errantes a grege, sive dicas ligna nessun uomo) che le ricercasse.
praecisa de vite, nec ad Il giuramento del Signore.
revocandas oves, nec rursus ad 19. Pertanto ascoltate la voce del
inserenda ligna minus idoneus Signore, o pastori! Com'è vero che io
est Deus, quia ille summus vivo, dice il Signore Dio 76. Notate
pastor, ille verus agricola 74. Et in l'inizio [della frase]: è come un
omnem faciem terrae dispersae giuramento sulla bocca di Dio. Egli
sunt; et non fuit qui requireret, prende a testimone la sua vita.
non fuit qui revocaret 75, sed in Com'è vero che io vivo, dice il
Signore. I pastori sono morti, ma le
illis pastoribus malis; non fuit,
pecore sono al sicuro poiché il
sed homo, qui requireret. Signore vive. Com'è vero che io vivo,
15 Deus per vitam suam dice il Signore Dio. Quali sono i
iurans. pastori morti? Quelli che cercano gli
19. Propterea pastores audite interessi propri e non quelli di Gesù
sermonem Domini: Vivo ego, Cristo 77. Ma, allora, ci saranno
dicit Dominus Deus 76. Videte anche (e li si dovranno anche
unde coepit. Tamquam iuratio incontrare!) dei pastori che,
est Dei, testificatio vitae suae. dimenticando gli interessi propri,
Vivo ego, dicit Dominus. Mortui cercheranno quelli di Gesù Cristo?
sunt pastores, sed securae sunt Senz'altro! ci saranno e li si
incontreranno. Non mancano oggi e
oves; vivit Dominus. Vivo ego,
non mancheranno in avvenire. Ma
dicit Dominus Deus. Qui autem vediamo cosa dice il Signore dopo
pastores mortui sunt? Sua aver giurato sulla sua vita: se dice
quaerentes, non quae Iesu che toglierà le pecore ai cattivi
Christi. Erunt ergo et invenientur pastori, intenti a pascere se stessi e
pastores non quae sua sunt non le pecore, e le darà ai pastori
buoni, che pasceranno le pecore e
quaerentes sed quae Iesu
non se stessi. Per la mia vita, dice il
Christi 77? Erunt plane et Signore Dio, mi vendicherò del fatto
invenientur plane, nec desunt che, per mancanza del [vero]
nec deerunt. Videamus ergo quid pastore, le mie pecore son divenute
dicat Dominus, qui se dicit preda di tutte le bestie selvagge 78.
vivere: utrum dicat ablaturum se Menziona ancora il pastore. Come
oves a pastoribus malis, aveva detto prima, così ripete
pascentibus se ipsos non oves, adesso. Non si lamenta che
et daturum se eas pastoribus manchino pastori. Infatti queste
bonis pascentibus oves non se. pecore, disgraziatamente sbandate e
Vivo ego, dicit Dominus Deus, avviate alla rovina, sebbene abbiano
lì vicino a loro un pastore, sono senza
nisi pro eo quod factae sunt oves
pastore: come nel caso della luce, la
meae in comesturam omnibus quale, sebbene in realtà ci sia, per
bestiis campi, eo quod non esset chi è cieco essa non c'è. I pastori non
pastor 78. Rursus pastorem dicit, hanno ricercato le mie pecore; essi
et paulo ante, et nunc. Non ait: pascolarono se stessi, non le mie
ex eo quod non sint pastores. pecore 79.
Quibus enim talibus male Pastore e sentinella.
errantibus, male pereuntibus non 20. In conseguenza di ciò, ascoltate,
est pastor, et si praesens est o pastori, la parola del Signore 80. A
pastor, quia et cum praesens est quali pastori dice: Ascoltate? Così
lux, non est caecis lux. Et non parla il Signore Iddio: Ecco io
[interverrò] contro i pastori e
quaesierunt pastores oves meas,
domanderò loro conto delle mie
et paverunt pastores se ipsos, pecore che erano nelle loro mani 81.
oves autem meas non Ascoltate, o pecore di Dio, e
paverunt 79. imparate! Dio chiederà conto delle
16 Ad episcopos pertinet non sue pecore ai cattivi pastori; chiederà
tacere. conto della loro morte. Dice infatti il
20. Propter istud, pastores, Signore in un altro passo dello stesso
audite verbum Domini 80. Sed qui profeta: Figlio dell'uomo, ti ho
pastores audite? Haec dicit costituito sentinella per la casa
Dominus Deus: Ecce ego super d'Israele. Dalla mia bocca ascolterai
la parola e tu li metterai in guardia da
pastores, et inquiram oves meas
parte mia. Io dirò al peccatore:
de manibus eorum 81. Audite et Certamente morrai, e se tu non
discite oves Dei: a malis parlerai esortando l'empio ad
pastoribus inquirit Deus oves abbandonare la sua via, il colpevole
suas, et de manibus eorum morrà nelle sue iniquità, ma a te
inquirit mortem illarum. Dicit chiederò conto del suo sangue. Se
enim alio in loco per eumdem invece tu metterai in guardia l'empio
Prophetam: Fili hominis, dalla sua condotta, esortandolo ad
speculatorem te dedi domui abbandonarla, ma lui non vorrà
Israel. Audies ex ore meo ritrarsene, egli morrà nella sua colpa,
sermonem, et praemonstrabis ma tu avrai liberato la tua anima 82
[da ogni responsabilità]. Cosa
eis ex me. In eo cum dixero
significa questo, fratelli? Vedete
peccatori: Morte morieris, et non quanto sia pericoloso starsene in
fueris locutus ut caveat impius a silenzio! Quel tale muore e muore
via sua, ille facinorosus in meritatamente: muore per la sua
facinore suo morietur, empietà e i suoi peccati. La sua
sanguinem autem eius de manu negligenza lo uccide; avrebbe dovuto
infatti scoprire il [pastore] vivente,
tua exquiram. Tu autem si
che afferma: Com'è vero che io vivo,
praenuntiaveris facinoroso viam dice il Signore 83. Ma siccome egli se
eius ut avertatur ab ea, et non ne restò inerte né fu richiamato al
erit aversus a via sua, iste in dovere da colui che proprio per
facinore suo morietur, et tu questo era stato costituito capo e
animam tuam liberabis 82. Quid sentinella, l'uno giustamente morrà e
est, Fratres? Videtis quam sit l'altro ne riceverà giusta condanna. E
tacere periculosum? Moritur ille seguita: Se invece dirai all'empio al
et recte moritur; in impietate sua quale io ho minacciato la sentenza
et peccato suo moritur; capitale: Tu certamente morrai, in tal
negligentia enim eius occidit caso, se lui non si curerà di schivare
la condanna che lo sovrasta e questa
cum. Nam pastorem inveniret
gli piomberà addosso e lo ucciderà,
viventem qui ait: Vivo ego, dicit lui effettivamente morrà ma tu avrai
Dominus 83; sed cum fuerit liberato la tua anima 84 [da ogni
negligens, non admonente illo responsabilità]. È pertanto nostro
qui ad hoc est praepositus et dovere non starcene muti; ma, anche
speculator ut admoneat, et ille nel caso che noi tacessimo, sarebbe
iuste morietur, et iste iuste vostro compito porvi in ascolto della
damnabitur. Si autem dixeris, parola del Pastore [supremo]
inquit, impio: Morte morieris, cui tramandataci dalle sacre Scritture.
ego fuero gladium comminatus, Conto severo sarà chiesto al pastore
et ille neglexerit vitare eretico.
21. Tornando al tema propostoci,
imminentem gladium et venerit
vediamo se Dio tolga le pecore ai
gladius et interfecerit cum, ille in cattivi pastori per darle ai buoni. Che
peccato suo morietur, tu autem le tolga ai pastori cattivi, lo vedo.
animam tuam liberasti 84. Propter Dice infatti: Ecco io [interverrò]
hoc, ad nos quidem pertinet non contro i pastori e domanderò loro
tacere; ad vos autem etiam si conto delle mie pecore che erano
taceamus, de Scripturis sanctis nelle loro mani; e le allontanerò da
verba pastoris audire. loro, in modo che non pascano più le
17 Caecus caecum ducens, mie pecore, e cosi essi non
ambo in foveam cadunt. pasceranno più se stessi 85. Sebbene
infatti io dica loro che pascano le mie
21. Videamus ergo, quia sic
pecore, essi pascono se stessi e non
proposueram utrum auferat oves le mie pecore. Le allontanerò quindi,
a pastoribus malis et det eas in modo che essi non pascano più le
pastoribus bonis. Video eum mie pecore. In che senso le allontana,
auferentem oves a pastoribus sicché essi più non le pascano? Fate
malis. Hoc enim dicit: Ecce ego ciò che dicono, non ciò che essi stessi
super pastores, et inquiram oves fanno 86. È come se dicesse: Dicono
meas de manibus eorum, et del mio, ma fanno del loro. Avrebbe
avertam ab eis, ut non pascant potuto dire: Fate tranquillamente ciò
oves meas; et non pascent che fanno, poiché, sebbene ad essi
adhuc pastores semetipsos 85. per la loro cattiva condotta io
infliggerò il castigo, tuttavia ne
Cum enim dico: Pascant oves
risparmierò voi che avete seguito i
meas, illi se pascunt, non oves vostri capi. Se avesse parlato in
meas. Avertam ut non pascant questa maniera, avrebbe incusso
oves meas. Quomodo avertit, ut timore ai cattivi pastori, che pascono
non pascant oves ipsius? Quae se stessi e non le pecore; ma il
dicunt facite; quae autem Signore vuole che tema non soltanto
il cieco che fa da guida ma anche
faciunt, facere nolite 86.
quello che si lascia guidare. Non dice
Tamquam diceret: "Mea dicunt, infatti: Cadrà nella fossa il cieco che
sua faciunt". Si diceret: "Facite guida, mentre non vi cadrà chi lo
securi quod faciunt, ipsos segue, ma: Se un cieco fa da guida a
damnabo male viventes; vobis un altro cieco, tutt'e due cadono nella
autem parcam quia secuti estis fossa 87. Volendo quindi mettere in
praepositos vestros", si hoc guardia anche le pecore disse: Fate
diceret, deterreret malos ciò che dicono, ma non ciò che essi
pastores, pascentes non oves, stessi fanno 88. Evitando di compiere
sed se. Sed quoniam terret non le opere che compiono i cattivi
solum caecum ducentem, sed et pastori, vi sottraete al loro pascolo;
facendo le opere che essi vi
caecum sequentem - neque
insegnano, vi lasciate pascere da me,
enim ait: Cadit in foveam poiché mie son le cose che essi, pur
ducens, et non cadit sequens, senza praticarle, vi dicono. Certuni
sed: Caecus caecum ducens, affermano: Noi stiamo tranquilli,
ambo in foveam cadunt 87 - poiché seguiamo i nostri vescovi. Son
admonuit oves, et ait: Quae parole che si odono spesso sulla
dicunt facite; quae faciunt facere bocca degli eretici, quando vengono
nolite 88. Cum enim non facitis convinti per l'evidenza sfolgorante
quae faciunt mali pastores, non della verità. Noi siamo il gregge -
vos ipsi pascunt; cum autem dicono -; di noi renderanno conto i
facitis quae dicunt, ego vos nostri pastori. Certo, essi renderanno
conto severo della vostra rovina,
pasco. Mea enim dicunt et non
poiché il cattivo pastore renderà
faciunt. "Securi, inquiunt, conto severo della rovina delle
sequimur episcopos nostros". pecore, anche cattive. Tuttavia, vivrà
Dicunt hoc saepe haeretici, forse la pecora per il fatto che la sua
quando veritate manifestissima pelle è marchiata? Si rimprovera il
convincuntur: "Nos oves sumus, pastore perché non s'è curato della
illi de nobis reddent rationem". pecora smarrita e questa è stata
Reddent plane malam de morte inghiottita e sbranata dal lupo. Cosa
vestra. De morte ovis malignae gioverà a un tale pastore presentare
reddet malus pastor malam una pelle marchiata? Il padrone di
casa vuole la vita della pecora; il
rationem. Numquid ideo vivit
cattivo pastore gli presenta la pelle.
ovis, quia assignatur pellis Di quella pelle renderà conto. Ma non
ipsius? Increpatur pastor, quia potrà ingarbugliarlo? Colui che
neglexit ovem errantem, et giudica ha osservato già prima ogni
propterea in fauces lupi irruit ut cosa dall'alto. Colui al quale il cattivo
devoraretur. Quid illi prodest, pastore voleva raccontar frottole
quia affert pellem signatam? registra i fatti, scruta i pensieri. Si
Paterfamilias vitam ovis inquirit. provi dunque, il cattivo pastore, a
Sed ecce malus pastor attulit render conto della pelle della pecora
pellem: Reddat de pelle uccisa. Dirà: Le ho gridato le tue
rationem. Forte mentiturus est? parole, ma essa si è ricusata di
seguirmi; ho fatto l'impossibile per
Videbat de super, qui postea
non farla allontanare dal gregge, ma
iudicat: cui verba ille, facta lei non mi ha obbedito. Se, dicendo
numerat, cogitationes inspicit. così, le sue parole saranno vere (Lui
Reddat rationem malus pastor de lo sa!), il pastore si sarà scagionato
pelle ovis mortuae. "Clamavi ei bene della sorte toccata alla pecora
verba tua et sequi noluit; dedi cattiva. Ma se egli non si è curato
della pecora errante né l'ha
operam ut a grege non
richiamata quand'era sull'orlo della
aberraret, et non obtemperavit": rovina (e Dio lo conosce), cosa
plane si hoc dicat et verum dicat gioverà al pastore l'aver ritrovato la
- novit autem ille utrum verum pelle da riportarsi? La pecora
dicat - reddit bonam rationem de avrebbe dovuto ritrovare, non la pelle
ove mala. Si autem inspicit Deus dell'uccisa da presentare [al
quia neglexit errantem, quia non Giudice] ! E poi, se è vero che non ha
quaesivit pereuntem, quid scuse valide colui che ha omesso di
prodest quod invenit pellem ricercare la pecora smarrita, quali
quam referret? Ipsam revocaret, scuse potrà addurre colui che l'ha
ne pellem mortuae spinta nell'errore? E mi spiego. Se
nell'ambito della Chiesa cattolica un
demonstraret. Si ergo non
vescovo renderà conto severo di ogni
bonam rationem reddit, qui non pecora che non abbia ricercata
quaesivit errantem, qualem quando errava lontano dal gregge di
reddet qui fecit errantem? Hoc Dio, quale non sarà il conto che dovrà
est quod dico: Si in Catholica rendere l'eretico, che non solo non
episcopus constitutus non richiama dall'errore le pecore ma ve
bonam rationem reddit de ove, si le sospinge?.
non quaesierit errantem a grege Fate quel che dicono, non quel che
Dei, qualem rationem redditurus fanno.
est haereticus, qui non solum 22. Vediamo ora - come accennavo
non revocabit ab errore, sed sopra - in che modo Dio richiami le
pecore dal seguito dei cattivi pastori.
etiam compulit or in errorem?
L'ho ricordato prima. Fate ciò che vi
18 Christi oves vocem eius dicono, non ciò che loro stessi
audiunt. fanno 89. In realtà, chi vi pasce non
22. Sed videamus, ut dixi, sono loro ma Dio. Difatti i pastori, se
quomodo revocet Deus oves a vogliono appropriarsi della lana e del
pastoribus malis. Iam latte, debbono, volenti o nolenti,
commemoravi: Quae dicunt predicarvi la parola di Dio. Tu predichi
facite; quae autem faciunt di non rubare e intanto rubi 90, dice
facere nalite 89. Et non vos ipsi l'Apostolo a chi insegna il bene e vive
pascunt, sed Deus, quia velint male. Ebbene, in tal caso tu
ascolterai chi ti esorta a non rubare,
nolint pastores, ut perveniant ad
ma non imiterai chi ruba. Se lo
lac et lanam verba Dei dicturi imiterai nel rubare, ti lascerai
sunt. Qui praedicas non pascere dalle opere dell'uomo cattivo
furandum, furaris 90, dicit il quale ti somministrerà del veleno,
Apostolus ad eos qui bona dicunt non cibo sano. Ascolta invece ciò che
et mala faciunt. Tu audi egli ti dice non di suo ma da parte di
praedicantem, ne fureris; noli Dio. È vero infatti che non si raccoglie
imitari furantem. Si furantem uva dagli spini - è questa una
imitari volueris, ipse te pascit massima del Signore: Nessuno
facto suo; tibi venena raccoglie uva dagli spini né fichi dagli
subministrat, non cibum. Si vero sterpi 91 -, ma non per questo tu devi
recriminare contro il tuo Signore
ho ab illo audis quod non dicit de
dicendogli: Signore, tu mi metti in
suo, sed de Dei - non potest crisi, poiché mi dici che è impossibile
quidem uva de spinis legi; nam raccogliere uva dagli spini e poi, nei
et ipsa Domini sententia est: riguardi di certe persone, mi esorti a
Nemo colligit de spinis uvam et fare ciò che mi dicono, pur evitando
de tribulis ficus 91 -, nec ideo di fare ciò che fanno 92. Difatti,
costoro per il fatto che agiscono male
tamen quasi calumnieris Domino
sono spini. Come pretendi che io, da
tuo et dicas: "Domine noluisti tali spini, raccolga l'uva della [tua]
me, quia fieri non potest de parola? Ti risponderà: Tale uva non è
spinis legere uvam; et rursus prodotta dagli spini, ma è come
dixisti mihi de quibusdam: Quae quando un tralcio allungandosi
dicunt facite; quae autem penetra in una siepe: l'uva pende dal
faciunt facere nolite 92, nempe cespuglio di spini ma non nasce dalla
mala facientes utique spinae radice dello spino. Se ti senti
sunt. Quomodo vis de spinis me affamato e non hai altro per saziarti,
colligere uvam verbi?". stendi pure la mano verso la siepe,
Respondebit: "Non est illa uva ma sta' attento a non lasciarti ferire
dalle spine. Cioè: Non imitare la
spinarum, sed aliquando
condotta dei cattivi! Raccogli pure
increscens sarmentum implicat l'uva che pende in mezzo alle spine
se in sepem, et pendet uva inter ma nasce dalla vite. Tu dal grappolo
densa spinarum, sed non surgit ricaverai nutrimento, alle spine è
de radice spinarum. Tu si riservato il tormento del fuoco.
esurieris, et aliud non habes Le pecore di Cristo ascoltano la sua
unde sumas, caute manum voce.
mitte, ne lacereris ab spinis, id 23. Dice: Strapperò le mie pecore
est, ne facta imiteris malorum; et dalla loro bocca e dalle loro mani, né
lege uvam inter spinas saranno più loro pasto 93. È questa
pendentem, sed de vite un'idea che torna anche in un salmo:
Non se ne accorgeranno forse tutti
nascentem. Ad te perveniet
coloro che compiono opere inique e
botrui alimentum, spinis servatur divorano il mio popolo come un
ignis tormentum". boccone di pane? 94. Lo stesso qui.
19 Christi oves vocem eius Non saranno più loro pasto, poiché
audiunt. così parla il Signore Iddio: Ecco io
23. Et extraham oves meas, stesso 95... Ho sottratto ai pastori
inquit, de ore eorum, et de cattivi le mie pecore quando - come
manibus eorum: et non erunt ricordavo sopra - le mettevo in
adhuc eis ad cibum 93. Hoc et in guardia affinché non facessero le loro
psalmo dicitur: Nonne opere, e cioè: affinché le pecore per
superficialità o trascuranza non
cognoscent omnes qui operantur
facessero quel che fanno i loro cattivi
iniquitatem, qui devorant pastori. E cosa aggiunge? A chi affida
populum meum in cibo panis? 94 le pecore tolte ad essi? Forse a
Et non erunt eis adhuc ad cibum: pastori buoni? Non continua così. E
quoniam haec dicit Dominus allora cosa diremo, fratelli? Non ci
Deus: Ecce ego ipse 95. Abstuli a sono forse pastori buoni? Non è detto
malis pastoribus oves, monendo in un altro passo scritturale: Io darò
ut dixi ne quod faciunt, faciant: loro dei pastori secondo il mio cuore
id est, ne quod faciunt mali e le pasceranno nella saggezza 96?
pastores, faciant incautae et In che senso dunque non dà ai
negligentes oves. Et quid ait? Cui pastori buoni le pecore che toglie ai
cattivi ma, quasi che in nessuna
dat quod illis abstulit? Forte
parte siano rimasti dei buoni pastori,
pastoribus bonis? Non hoc asserisce: Io stesso [le] pascerò?
sequitur. Et quid dicemus, Eppure a Pietro diceva un giorno:
Fratres? Nonne sunt pastores Pasci le mie pecore 97. Come
boni? Nonne alio loco risolveremo il problema? Quando le
Scripturarum dicitur: Et pecore vengono affidate a Pietro, non
si verificano le parole del Signore
constituam eis pastores
secondo le quali egli personalmente,
secundum cor meum, et pascent e non Pietro, le avrebbe pascolate. Là
eas cum disciplina 96? Quomodo infatti si dice: Pietro, mi ami tu?
ergo oves, quas malis pastoribus Ebbene, pasci le mie pecore. O che,
tollit, non dat bonis, sed forse, per il fatto che Pietro non è
tamquam omnino nusquam sulla terra - egli è nel riposo eterno
remanserint boni, dicit: Ego fra gli Apostoli e i martiri - non ci sarà
pascam? Petro dixerat: Pasce più adesso sulla terra nessuno al
oves meas 97. Quid ergo facimus? quale il padrone delle pecore possa
Cum Petro commendantur oves, dire fiducioso: Pasci le mie pecore?,
non ibi dicit Dominus: Ego sicché egli stesso debba scendere
quasi per necessità - diciamo così -e
pascam oves meas, non tu, sed:
menare al pascolo le sue pecore, non
Petre, amas me? Pasce aves trovando persone a cui affidarle e,
meas. An forte quia modo non dall'altro canto, non volendole
invenitur Petrus - iam enim lasciare sole? Questo infatti
assumptus est in requiem sembrerebbe il senso delle parole:
Apostolorum et martyrum - non Questo dice il Signore Iddio: Ecco io
est cui dicat securus Dominus stesso 98. Proprio come noi or ora
ovium: Pasce oves meas, et dicevamo: Volgiti a noi, tu che pasci
quodam modo quasi necessitate Israele e che conduci come un
descendit ad officium pascendi gregge Giuseppe 99, cioè il popolo
oves suas, non habens quibus formatosi in Egitto; poiché Giuseppe
è lo stesso popolo d'Israele, in quanto
commendet, nec tamen
diffuso fra le genti. Voi infatti sapete
deserens? Hoc enim videtur che Giuseppe dovette rifugiarsi in
sequi: Haec dicit Dominus Deus: Egitto, dove fu venduto dai
Ecce ego ipse 98, cui dicebamus: fratelli 100, come più tardi avverrà a
Qui pascis Israel, intende; qui Cristo venduto dai giudei. Non fu
deducis velut oves Ioseph 99, infatti senza motivo che fra gli
populum in Aegypto constitutum: apostoli ci fosse quel mercante di
iam diffusus in gentibus Israel, Giuda. Ebbene, quando Cristo
ipse est Ioseph. Nostis enim, cominciò a manifestarsi alle genti e
quia migravit Ioseph in fu da queste onorato, cominciò anche
a svilupparsi nel mondo un suo
Aegyptum: vendentibus fratribus
popolo, un popolo che il buon pastore
factum est 100. Vendiderunt mai non abbandona. Dice: Scuoti la
Christum Iudaei; non sine causa tua potenza e vieni a salvarci 101. E
et inter Apostolos ipse Iudas difatti così fa egli oggi e così farà
venditor fuit. Coepit esse sempre, secondo quelle parole: Ecco
Christus in gentibus, ibi io stesso [provvederò] e ricercherò le
honoratus est, ibi crevit populus mie pecore e le visiterò come il
eius, non eum deserit pastor pastore visita il suo gregge 102. I
eius. Excita, inquit, potentiam cattivi pastori non si son curati delle
tuam et veni, ut salvos facias pecore perché non le avevano
nos 101. Plane facit et faciet. Ait: riscattate con il loro sangue.
Continua: Come il pastore visita il suo
Ecce ego ipse, et inquiram oves
gregge nel giorno. Quale giorno?
meas, et visitabo eas, sicut Quando ci saranno turbine e
visitat pastor gregem suum 102. nuvolosità 103, cioè pioggia e
Non curaverunt mali pastores; nebbia. Pioggia e nebbia sono gli
non enim suo sanguine errori del mondo presente; grande
redemerunt. Sicut, visitat, inquit, infatti è la foschia che si leva dalle
passioni umane: nebbia fitta che
pastor gregem suum in diem? In
ricopre la terra, e in mezzo a questa
quale diem? Cum fuerit nimbus nebbia è difficile che le pecore non si
et nube 103, id est, pluvia et smarriscano. Tuttavia il pastore non
nebula. Pluvia et nebula, error le abbandona ma le ricerca, lui che
saeculi huius; caligo magna con vista acutissima penetra la
surgens de cupiditatibus nebbia e non è ostacolato
hominum, et nebula valida dall'opacità delle nubi. Egli vede, e
contegens terram. Et difficile est da ogni parte richiama la [pecora]
ut non errent oves in ista nebula. smarrita, in modo che si adempiano
Sed pastor non deserit eas. le parole del Vangelo: Le mie pecore
Inquirit eas, penetrat nebulam ascoltano la mia voce e mi
seguono 104. In mezzo alle pecore
oculis acutissimis, non impeditur
disperse io ricercherò così le mie
caligine nubium. Videt, undique pecore, e le ricondurrò all'ovile da
errantem revocat tantum ut fiat ogni luogo in cui si saranno sperdute
quod dicit in Evangelio: Quae nel giorno del turbine e della
sunt oves meae, audiunt vocem nuvolosità 105. Quando sarà
meam et sequuntur me 104. In difficoltoso ritrovarle, le ritroverò io di
medio ovium dispersarum, sic persona. Sia pur fitta la nebbia e
inquiram oves meas, et educam denso il turbine nulla sfugge al suo
eas ab omni loco, quo dispersae occhio.
sunt illic, in die nubis et Monti d'Israele sono gli autori delle
nimbi 105. Quando difficile est Scritture.
24. E le ritrarrò di mezzo alle genti e
inveniri, nunc ego inveniam.
le raccoglierò dalle [diverse] regioni,
Crassa nebula est, pinguis e le ricondurrò nella loro terra e le
nimbus est: oculos eius nihil pascerò sui monti d'Israele 106. Egli
latet. ha formato i monti d'Israele, cioè gli
20 Montes Israel, auctores autori delle Scritture divine. Lì andate
Scripturarum divinarum. a pascolare, se volete pascolare
24. Et educam eas de gentibus, sicure. Ciò che udrete da quei monti
et colligam eas de regionibus, et formi il vostro gusto; ciò che vi viene
inducam eas in terram earum, et da altre parti, respingetelo. Per non
pascam eas super montes smarrirvi fra le nebbie, ascoltate la
voce del pastore: raccoglietevi
Israel 106. Constituit montes
attorno ai monti che sono le sacre
Israel, auctores Scripturarum Scritture. Lì sia la delizia del vostro
divinarum. Ibi pascite ut secure cuore, poiché lì non c'è nulla di
pascatis. Quidquid inde velenoso né di estraneo: sono pascoli
audieritis, hoc vobis bene sapiat; inesauribili. Badate soltanto a
quidquid extra est, respuite. Ne giungervi sane, per pascervi
erretis in nebula, audite vocem salutarmente sui monti d'Israele. E
pastoris. Colligite vos ad montes lungo i ruscelli e in ogni dimora
Scripturae sanctae. Ibi sunt esistente sulla terra 107. Dai monti
deliciae cordis vestri, ibi nihil or ora descritti sono emanati i ruscelli
venenosum, nihil alienum; dell'annuncio evangelico, quando il
loro suono si diffuse per tutta la
uberrima pascua sunt. Vos
terra 108 e ogni dimora esistente
tantum sanae venite, sanae sulla terra si allietò e divenne
pascimini in montibus Israel. Et feconda e capace di nutrire le pecore.
in rivis, et in omni habitatione Le pascerò in pascoli ubertosi e sugli
terrae 107. A montibus enim, quos alti monti d'Israele. Lì saranno i loro
ostendimus, manaverunt rivi ovili 109. Vuol dire: Lì avranno modo
di riposare, lì diranno: Ora stiamo
praedicationis evangelicae, cum
bene; lì diranno: È vero, è chiaro, non
in omnem terram exivit sonus siamo ingannate. Riposeranno nella
eorum 108, et facta est omnis gloria di Dio come nel loro ovile.
habitatio terrae pascendis ovibus Dormiranno (è lo stesso che
laeta atque fecunda. In pascuis "riposeranno") e riposeranno in
bonis pascam eas, et in luoghi buoni e deliziosi 110.
montibus altis Israel. Et erunt 25. Pascoleranno in pascoli ubertosi
stabula earum illic 109, hoc est, sui monti d'Israele 111. Ho già
ubi requiescant, ubi dicant: Bene parlato dei monti d'Israele: monti
est, ubi dicant: Verum est, buoni, verso i quali leviamo lo
manifestum est, non fallimur. In sguardo perché ce ne venga
l'aiuto 112. Ma il nostro aiuto è dal
gloria Dei requiescent, tamquam
Signore, che ha fatto il cielo e la
in stabulis illis. Et dormient, hoc terra. Per questo, al fine d'insegnarci
est, requiescent, et requiescent che la nostra speranza non riposa nei
in deliciis bonis 110. monti, nemmeno quelli buoni, dopo
25. Et in pascuis pinguibus aver detto: Pascerò le mie pecore sui
pascentur super montes monti d'Israele 113, perché non ti
Israel 111. Iam dixi montes Israel, fermassi nei monti, subito aggiunge:
montes bonos, quo levamus Io pascerò le mie pecore. Leva pure
oculos, ut inde nobis auxilium lo sguardo ai monti da cui ti viene
veniat 112. Sed auxilium nostrum l'aiuto, ma ricordati di colui che ti
a Domino, qui fecit caelum et dice: Io le pascerò. Difatti l'aiuto
viene a te dal Signore, creatore del
terram. Ideo ne vel in montibus
cielo e della terra.
bonis esset spes nostra, cum 26. E io le farò riposare, dice il
dixisset: Pascam oves meas Signore Iddio 114. Per farle riposare,
super montes Israel 113, rursus ne prima di che cosa si premura? È
tu remaneres in montibus, infatti di quello che prima ha curato
subiecit statim: Ego pascam che in seguito dice: Così parla il
oves meas. Leva tu oculos tuos Signore Iddio: Ricercherò le pecore
in montes, unde veniet auxilium perdute, richiamerò quelle sbandate,
tibi, sed attende dicentem: Ego fascerò quelle con le ossa spezzate,
pascam. Auxilium enim tuum a rinvigorirò quelle in fin di vita e
custodirò quelle che son grasse e
Domino, qui fecit caelum et
robuste 115. Cose tutte, queste, che
terram. non facevano i pastori cattivi, intenti
26. Et ego requiescere faciam a pascere se stessi e non le pecore.
eas, dicit Dominus Deus 114. Sed Non dice il Signore: Incaricherò altri
ut requiescere faciat, quid primo pastori, pastori buoni, che facciano
curavit? Quod enim primo queste cose, ma: Io stesso lo farò -
curavit, posterius dicit: Haec dice -, né affiderò ad altri pastori le
dicit Dominus Deus: Quod periit, mie pecore. Voi, fratelli, siete al
inquiram; et quod erravit, sicuro; voi, pecore, siete sicure;
revocabo; et quod comminutum quanto a noi invece sembra che
est, colligabo; et quod exanime dovremmo temere che venga a
mancare il buon pastore.
est, confortabo; et quod pingue
Cristo pasce con retto giudizio coloro
est, et quod forte custodiam 115: che ha riscattati.
quod non faciebant mali 27. Conclude nel modo seguente: E le
pastores, se ipsos pascentes, pascerò con [retto] giudizio 116. Nota
non oves. Non ait Dominus: come lui sia l'unico a pascere perché
Constituam alios bonos pastores, pasce con giudizio. Quel uomo infatti
è in grado di giudicare rettamente
qui faciant haec, sed Ego, inquit,
l'uomo? Il mondo è pieno di giudizi
faciam; oves meas nulli avventati. Si dispera della salvezza di
committam. Securi vos, Fratres; uno, e invece eccotelo convertirsi e
securae vos oves. Nobis videtur diventare ottimo. Si ha cieca fiducia
timendum, quasi desit pastor in un altro; invece all'improvviso
bonus. scantona e diventa pessimo. Non
21 Christus pascit cum siamo certi né in quello che temiamo
iudicio quos redemit. né in quello che amiamo. Che cosa
27. Claudit sic: Et pascam eas sia adesso un uomo, lo sa, sì e no,
cum iudicio 116. Vide quia sic l'interessato: il quale, se sa con una
solus pascit, cum iudicio certa approssimazione quello che è al
presente, non sa in alcun modo quel
pascens. Quis enim homo iudicat
che sarà domani. Dio solo dunque
de homine? Temerariis iudiciis pascola con giudizio, distribuendo a
plena sunt omnia. De quo ciascuno quel che gli compete:
desperaverimus subito questo a questi e quello a quelli, a
convertitur et fit optimus. De quo ciascuno secondo quel che gli è
multum praesumpserimus subito dovuto: questo o quest'altro. Egli
deficit et fit pessimus. Nec timor infatti ben conosce il da farsi: egli
noster certus est, nec amor pasce con retto giudizio coloro che
noster certus est. Quid sit hodie riscattò sottoponendosi al giudizio.
quisque homo, vix novit ipse Sicuramente quindi egli pasce con
homo. Tamen utcumque ipse giudizio.
Il diavolo seduttore punito.
quid hodie. Quid autem cras nec
28. Sta scritto nel profeta Geremia:
ipse. Pascit ergo ille cum iudicio, Una pernice ha gridato; ha radunato i
dispertiens propria propriis: haec figli da lei non generati, accumulando
istis, illa illis, debita eis quibus ricchezze senza giudizio 117. A
debetur, hoc aut illud. Novit differenza di questa pernice, che si
enim quid agat. Cum iudicio procura ricchezze senza giudizio, il
pascit, quos iudicatus redemit. pastore divino pasce con giudizio.
Pascit ergo ipse cum iudicio. Perché della pernice si afferma che
22 Diabolus omnes errantes opera senza giudizio? Perché raduna
vult quibuslibet erroribus. ciò che lei non ha generato. Perché il
pastore agisce con giudizio? Perché
28. In propheta enim Hieremia
ha cura di ciò che ha generato.
clamavit quidam perdix, Parliamo infatti del pastore buono. I
Congregavit quae non peperit, pastori buoni o non ci sono o stanno
faciens divitias suas non cum nascosti... Se non ci sono, perché
iudicio 117. Contra istum occuparcene? Se stanno nascosti,
perdicem facientem divitias suas perché passarli sotto silenzio? Ad
non cum iudicio, pascit iste ogni modo però, quanto alla pernice
pastor cum iudicio. Quare ille sopra nominata, certi studiosi
sine iudicio? Quia congregavit dell'antichità che ci hanno preceduto
quae non peperit. Quare iste nell'interpretazione della
cum iudicio? Quia fovet quod Scrittura 118 vi hanno ravvisato il
diavolo, il quale si raduna attorno un
peperit. De pastore tamen bono
popolo da lui non generato. Il diavolo
loquimur. Pastores boni aut non infatti non è creatore ma seduttore, e
sunt, aut latent. Si non sunt, quid si procura delle ricchezze senza
agimus? Si latent, quare de illis curarsi del giudizio. Non gli interessa
tacetur? Perdix quidem ille a infatti se uno sbaglia in una direzione
quibusdam maioribus et ante e un altro in un'altra: vuole che tutti
vadano fuori strada, qualunque sia
nos Scripturarum tractatoribus
l'errore in cui ciascuno incappa.
diabolus intellectus est, Quanto sono diverse le eresie!
congregans quae non peperit. quanto diversi i vari errori! Di tutti
Non enim ille creator sed però si compiace il diavolo, se l'uomo
deceptor est, faciens divitias ne è traviato. Il diavolo non dice: Ci
suas non cum iudicio. Non enim siano pure i donatisti, ma non ci
ad eum pertinet quis isto, quis siano gli ariani. Gli uni e gli altri, si
illo modo erret. Omnes errantes trovino qui o altrove, son proprietà
vult, quibuslibet erroribus. Quam sua: di lui, cioè, che raduna senza
diversae sunt haereses, quam giudizio. Dice ancora: Adori pure quel
diversi errores! Ille in omnibus tale gli idoli: egli è mio. Ovvero:
Rimanga nelle aberrazioni del
vult errare homines 118. Non dicit
giudaismo: è mio. Abbracci questa o
diabolus: "Donatistae sint et non quell'eresia: quando si sarà staccato
Arriani". Sive illic sive illic sint, dall'unità, è mio. Ecco chi raduna
ad eum pertinent congregantem accumulando ricchezze senza
sine iudicio. "Idola, inquit, giudizio. Ma come prosegue il testo
adoret, meus est; in Iudaeorum sacro? A metà dei suoi giorni lo
superstitione remaneat, meus abbandoneranno e alla fine diverrà
est; deserta unitate in illam vel uno stolto 119. Verrà infatti il Signore
illam haeresim pergat, meus a radunare da ogni dove le sue
est". Congregat ergo sine iudicio pecore, e l'altro a metà dei suoi giorni
faciens divitias suas. Sed quid (cioè più presto di quanto non si
lusingasse o illudesse) si vedrà
sequitur? In dimidio dierum eius
abbandonato e alla fine diverrà uno
derelinquent eum, et in stolto. Perché in un primo tempo egli
novissimis suis erit insipiens 119. era sapiente e alla fine diviene uno
Venit ille congregans undique stolto? Ascoltatemi, fratelli! Nella
oves suas. In dimidio dierum Scrittura a volte col nome di sapienza
eius, prius quam sperabat, ante si indica l'astuzia, per un uso abusivo,
quam putabat, derelinquent non appropriato, della parola. Si dice
eum, et erit insipiens in ad esempio: Dov'è il sapiente? dove
novissimis suis. Quare in primis lo scriba? dove il sottile ricercatore
suis sapiens erat, et in della scienza mondana? Non ha forse
Dio resa stolta la sapienza di questo
novissimis suis sit insipiens?
mondo? 120. Ora, questa pernice,
Audite Fratres. Dicitur aliquando che è lo stesso di dragone e di
in Scripturis sapientia pro serpente, fu, per così dire, sapiente
astutia, abusione verbi, non quando ingannò Adamo servendosi di
proprietate. Unde enim dicitur: Eva 121. Lo si ritenne veritiero, si
Ubi sapiens, ubi scriba, ubi suppose che volesse dare un
conquisitor huius saeculi? Nonne consiglio vantaggioso, e gli si prestò
stultam fecit Deus sapientiam fede a dispetto di Dio. E tutto questo
huius mundi? 120 Et iste perdix, è chiamato sapienza, per un uso
idem draco, idem serpens, improprio e peggiorativo del termine
tamquam sapiens erat, quando frequente nelle nostre Scritture (cosa
infatti intendano per "sapienza" gli
Adam per Evam decepit 121.
autori profani, a noi non interessa).
Verum dicere putatus est, bonum Lo si ricava dal medesimo libro, dove
consilium dare existimatus est, è detto: Il serpente era la più saggia
contra Deum creditus est. Quod di tutte le bestie 122. Saggio più di
vero dicitur sapientia abusione tutte le bestie in quanto fu più astuto
verbi et in malo, consuetudine e scaltro nell'ordire l'inganno. In un
secondo momento poi, ecco che non
quidem Scripturarum nostrarum
lo si crede più e gli si dice: Noi
nam quemadmodum loquantur rinunziamo a te. Basta l'averci tu
auctores mundi, quid ad nos? presi di sprovvista una volta e
habes in eodem libro: Erat ibi ingannati. Così alla fine diverrà
serpens sapientior omnibus stolto: i suoi tranelli saranno scoperti
bestiis 122. Iste sapientior e quindi non saranno più tranelli. Alla
omnibus bestiis, acutus et fine diverrà stolto lui che s'è raccolto
astutus ad decipiendum attorno figli da lui non generati e si è
agnoscitur. Postea non ei procurato delle ricchezze senza
creditur. Dicitur ei: "Renuntiamus giudizio. A differenza di lui, il nostro
tibi, sufficit quod incautos primo Redentore ci pasce nel giudizio.
Le astuzie degli eretici.
decepisti". Ergo ita in novissimis
29. Ecco ora un eretico. Se non un
suis erit insipiens. Apertae erunt fratello del diavolo certo ne è un
fraudes eius, et ideo iam fraudes collaboratore e un figlio. Anche a
non erunt. In novissimis suis erit costui io darei il nome di pernice,
insipiens, qui congregavit quae animale litigioso al segno che (come
non peperit, et fecit divitias suas ben sanno i cacciatori) si lascia
non cum iudicio. Pascit contra prendere anche per la voglia che ha
illum Redemptor noster cum di attaccare. Allo stesso modo gli
iudicio. eretici muovono attacchi alla verità; e
23 Haereticus adiutor et questo fin dal momento che si
filius diaboli. separarono dall'unità. Attualmente
dicono: Non abbiamo alcuna voglia di
29. Exsistat et aliquis haereticus,
litigare; ma lo dicono perché già sono
etsi non frater diaboli, certe stati catturati. Anzi, oggi non hanno
adiutor et filius. Et ipsum dixerim più nemmeno l'occasione di dire: Non
perdicem contentiosum animal. voglio litigare. O eretico, ora
Hoc enim animal, ut aucupes imbrigliato, tempi addietro, agli inizi
norunt, etiam contendendi studio del tuo scisma, tu eri certamente uno
capitur. Contendunt isti contra di quelli che rimproveravi i "traditori"
veritatem, et contenderunt ex condannavi gli innocenti, ricorrevi al
quo se diviserunt. Modo dicunt: giudizio dell'imperatore, dissentivi
"Contendere nolumus", quia iam dalle sentenze dei vescovi, vinto ti
appellavi ripetutamente, e dinanzi al
capti sunt. Non habet quod dicat:
tribunale dell'imperatore contendevi
"Nolo contendere". O capte, con un accanimento esacerbato.
aliquando certe tu eras qui Volevi radunare figli che non avevi
primis temporibus seditionis tuae generati. Dov'è ora la tua alterigia, le
traditores arguebas, innocentes tue chiacchiere, i tuoi insulti?
damnabas, iudicium Imperatoris Effettivamente, avvicinandoti alla tua
quaerebas, iudicio episcoporum fine sei divenuto uno stolto, e ti sei
non consentiebas, victus totiens messo a temere, sebbene senza
appellabas, apud ipsum giudizio. Non cerchi infatti un giudizio
Imperatorem studiosissime retto né riguardo al tuo errore né
litigabas. Congregabas quae non riguardo alla verità. A differenza di te,
Cristo ci pasce nel giudizio,
peperisti. Ubi est nunc cervix
discernendo a dovere le sue pecore
tua? Ubi lingua tua? Ubi sibilus da quelle che non sono sue. Dice: Le
tuus? Certe in novissimis tuis mie pecore conoscono la mia voce e
factus es insipiens, pavisti sine mi seguono 123.
iudicio. Non enim verum vis, vel Non mancheranno mai i buoni
de errore tuo vel de veritate pastori.
30. In questo passo trovo che
iudicare. Pascit contra te
nell'unico pastore ci sono tutti i
Christus cum iudicio, discernit pastori buoni. Non è infatti vero che
oves suas ab ovibus non suis. manchino i buoni pastori: essi si
Quae sunt oves meae, inquit, trovano nell'unico pastore. Gli altri,
audiunt vocem meam et essendo divisi, sono in molti; fra noi
sequuntur me 123. si predica che uno è il pastore come
24 Boni pastores numquam affermazione di unità. Che se si
deerunt. omette di parlare dei diversi pastori
30. Hic invenio omnes pastores per menzionare l'unico pastore, non
bonos in uno pastore. Non enim lo si fa perché il Signore non abbia
vere boni pastores desunt, sed in trovato a chi affidare le sue pecore.
Le affidò un tempo quando trovò
uno sunt. Multi sunt, qui divisi
Pietro; ma nella scelta stessa di
sunt. Hic unus praedicatur, quia Pietro inculcò l'unità. Gli Apostoli
unitas commendatur. Neque erano molti, eppure fu detto ad uno
enim vere modo ideo tacentur solo: Pasci le mie pecore 124. Lungi
pastores, et dicitur pastor, quia da noi il pensiero che adesso
non invenit Dominus cui manchino i buoni pastori! Dio non
commendet oves suas. Tunc voglia che ne rimaniamo privi! Lungi
autem ideo commendavit, quia da noi il pensiero che la misericordia
Petrum invenit. Immo vero et in divina abbia smesso di generarli e
ipso Petro unitatem d'investirli della loro missione! In
commendavit. Multi erant realtà, se ci sono buone pecore
debbono esserci anche buoni pastori:
Apostoli, et uni dicitur: Pasce
i buoni pastori infatti nascono in
oves meas 124. Absit ut desint mezzo a buone pecore. Tuttavia i
modo boni pastores, absit a buoni pastori sono tutti nell'unità,
nobis ut desint, absit a sono una cosa sola. In essi che
misericordia ipsius, ut non eos pascolano, è Cristo che pascola. Non
gignat atque constituat. Utique si fanno risuonare la loro voce, gli amici
sunt bonae oves, sunt et boni dello sposo, ma si rallegrano
pastores, nam de bonis ovibus quand'odono la voce dello sposo 125.
fiunt boni pastores. Sed omnes Quando pascono loro è Cristo che
boni pastores in uno sunt, unum pasce, e per questo può dire: Io
pasco, in quanto in loro c'è la sua
sunt. Illi pascunt, Christus pascit.
voce e la sua carità. Riandiamo a
Non enim vocem suam dicunt Pietro. Nell'atto di affidare a lui, come
amici sponsi, sed gaudio a persona distinta, le proprie pecore,
gaudent propter vocem Cristo volle immedesimarlo con sé,
sponsi 125. Ideo ergo ipse pascit, sicché, consegnando a lui le pecore,
cum ipsi pascunt; et dicit: Ego il Signore restasse sempre il capo e
pasco, quia in illis vox ipsius, in Pietro rappresentasse il corpo, cioè la
illis caritas ipsius. Nam et ipsum Chiesa, e tutt'e due, come lo sposo e
Petrum, cui commendabat oves la sposa, fossero due in una sola
suas quasi alter alteri, unum carne 126. A tal fine (cioè per non
secum facere volebat, et sic ei affidare come ad un estraneo le
proprie pecore) cosa gli chiede prima
oves commendare, ut esset ille
di consegnargliele? Pietro, mi ami tu?
caput, ille figuram corporis E Pietro: Sì, ti amo. E di nuovo: Mi
portaret, id est, Ecclesiae, et ami tu? E Pietro: Sì, ti amo. E per la
tamquam sponsus et sponsa terza volta: Mi ami tu? E Pietro: Sì, ti
essent duo in carne una 126. amo 127. Gli conferma l'amore per
Proinde ut oves commendaret, rinsaldare l'unità. In simili pastori
pasce dunque l'unico pastore,
quid ei prius dicit, ne illi
essendo tutti nell'unità: per cui dei
tamquam alteri commendaret? pastori [buoni] non si fa menzione
Petre, amas me? Et respondit: [nella profezia], pur non omettendosi
Amo. Et iterum: Amas me? Et di parlarne. Se tali pastori si gloriano
respondit: Amo. Et tertio: Amas di qualcosa, ricordano che chi si
me? Et respondit: Amo 127. gloria si glori nel Signore 128. Ecco
Confirmat caritatem, ut cosa significa pascere Cristo, per
consolidet unitatem. Ipse ergo Cristo e in Cristo, e non voler pascere
pascit unus in his, et hi in uno. Et per sé escludendo Cristo. Non è
tacetur de pastoribus, sed non infatti in riferimento alla scarsità dei
tacetur. Gloriantur pastores, sed pastori che il profeta dice: Io stesso
pascerò le mie pecore 129 (cioè: Non
qui gloriatur, in Domino
ho a chi affidarle), quasi che
glorietur 128. Hoc est Christum preannunzi per l'avvenire simili tempi
pascere, hoc est in Christo disgraziati. Anche al tempo di Pietro,
pascere, hoc est et cum Christo anche quando erano al mondo gli
pascere, praeter Christum sibi Apostoli (cioè quando vivevano su
non pascere. Neque enim vere questa terra), disse quell'uno nel
inopia pastorum, tamquam ista quale tutti si forma una unità: Ho
futura mala tempora Propheta delle pecore che non sono di questo
praedicaret, dixit: Ego pascam gregge, e bisogna che io le conduca
oves meas 129, non habeo cui [all'ovile], perché uno sia il gregge e
commendem. Etiam cum ipse uno il pastore 130. Che tutti i pastori
siano dunque nell'unico pastore ed
Petrus erat, et cum adhuc ipsi
emettano l'unica sua voce, in modo
Apostoli erant in hac carne et in che le pecore ascoltino quest'unica
hac vita, tunc ait ille unus, in quo voce e seguano il loro pastore! Non
uno omnes unum: Habeo alias questo o quello, ma l'unico. E in lui
oves, quae non sunt de hoc ovili; parlino tutti un unico linguaggio; non
oportet me et eas adducere, ut abbiano voci discordanti. Vi
sit unus grex et unus pastor 130. scongiuro, fratelli! Abbiate tutti lo
Sint ergo omnes in pastore uno, stesso sentire, né siano scismi tra
et dicant vocem pastoris unam voi! 131. Ecco la voce limpida,
quam audiant oves, et sequantur purificata da ogni scisma e da ogni
eresia, che le pecore debbono
pastorem suum, et non illum, aut
ascoltare, seguendo il loro pastore
illum, sed unum. Et omnes in illo che dice: Le mie pecore ascoltano la
unam vocem dicant, diversas mia voce e mi seguono 132.
voces non habeant. Obsecro vos, I donatisti respingono i cattolici dalle
Fratres, ut idipsum dicatis loro assemblee.
omnes, et non sint in vobis 31. Vuoi convincerti, o eretico, di
schismata 131. Hanc vocem quanto tu sia privo della voce del
eliquatam ab omni schismate, pastore e di quanto pericolosamente
purgatam ab omni haeresi, le pecore seguono te, internamente
audiant oves et sequantur lupo rapace sebbene all'esterno
pastorem suum dicentem: Quae rivestito di pelle di pecora 133? Che
ascoltino la tua voce! Vedremo se sia
sunt oves meae, vocem meam
la voce di Cristo. Ecco, una pecora
audiunt, et sequuntur me 132. malata, smarritasi dal gregge, cerca
25 Christi vox apud la Chiesa. Non sapendo dove sia il
donatistas non auditur. gregge di Cristo, ne va in cerca per
31. Nam vis nosse, haeretice, riunirvisi, ne cerca la porta. Parla!
quam non habeas vocem facci udire se [la tua voce] sia quella
di Cristo, se sia voce d'agnello o di
pastoris, et periculose te
pernice. La pecora di Dio cerca il suo
sequantur oves tectum gregge. Fa' conto che si tratti di una
indumento ovis, et intus lupum pecora partitasi dall'oriente e giunta
rapacem 133? Audiant vocem in Africa. Mentre cerca il suo gregge,
tuam videamus an Christi sit. s'imbatte in te, nella tua basilica, e
Ecclesiam quaerit infirma ovis a vuole entrare. Trattandosi d'una
grege aberrans, nesciens ubi sit faccia sconosciuta, tu rimani
grex. Quaerit quo se aggreget, perplesso: tu o il tuo accolito. In piedi
quo intret. Ede vocem: audiamus o seduto, alla porta egli interroga la
an Christi sit. Audiamus utrum pecora che sta ricercando il suo
agni sit, an perdicis. Ovis Dei gregge o, meglio, il gregge di Dio.
Ella vuol entrare fra quelli del suo
gregem suum quaerit. Puta
gregge che crede si trovi lì, e tu
ovem de Oriente venisse ad prendi a interrogarla: Sei pagano o
Africam quaerit gregem suum. cristiano? Risponde: Cristiano; si
Incurrit in te, incurrit in basilicam tratta infatti d'una pecora del
tuam intrare vult. Commoveris Signore. Gli domandi se per caso sia
ignota facie, vel tu, vel minister catecumeno e si disponga ai
tuus. Stans vel sedens ad sacramenti, e ti risponde: Sono un
ostium, interrogat ovem fedele. Gli chiedi ancora di quale
quaerentem gregem suum, comunione sia, e ti risponde: Sono
immo gregem Dei. Cum grege cattolico. Tu allora lo scacci: scacci
suo intrare vult, ibi esse putat. chi è cristiano, fedele, cattolico. Chi
sono, dunque, quelli che ti tieni
Quaeris: "Paganusne es, an
dentro? Avanti! sbattilo pure fuori,
christianus?". Respondet: scomunicalo! Scomunicato da te,
"Christianus": ovis est enim Dei. sarà accettato da Cristo. E volesse il
Quaeris ne forte catechuminus cielo che quanti sono presso di te ti
sit, et irruat sacramentis. conoscano [a fondo] e nel mezzo dei
Respondet: "Fidelis". Quaeris tuoi giorni ti piantino in asso! Alcuni
cuius communionis sit. dei nostri fratelli ieri si recarono alla
Respondet: "Catholicus". basilica degli eretici: per quanto
Christianum, fidelem, catholicum infatti cattivi fratelli, essi son sempre
reprobas. Qui sunt intus quas fratelli. Orbene, fratelli miei, notate la
differenza che passa tra la fiducia di
tenes? Ita vero proice, reproba. A
chi è nella verità e il timore di chi è
te reprobatus, a Christo probatur. nella falsità. Quando in mezzo alla
Utinam et illi qui sunt apud te folla voi riconoscete qualcuno di loro,
agnoscant te, et in dimidio come godete! Questo, perché in voi è
dierum tuorum derelinquant te. colui che cerca chi s'era perduto 134.
Quidam fratres nostri hesterno Talvolta vi si insinua: "Vi ascolterà ma
die ierunt ad basilicam eorum. poi vi abbandonerà". E voi: "Che
Etsi ad malos fratres, tamen ad intanto ascolti! anche se dovesse
fratres. Attendite, Fratres mei, abbandonarci". "Ma... ascolterà e si
quid intersit inter fiduciam befferà di voi!". "Ascolti anche se
veritatis et timorem falsitatis. dovesse beffarsi di noi!. Verrà giorno
in cui rinsavito riconoscerà [la verità].
Quando aliquos eorum in hoc
Verrà giorno in cui il suo popolo lo
populo agnoscitis, quomodo abbandonerà e rimarrà solo con la
gaudetis! Quia in vobis ille est sua coscienza. Allora rinunzierà al
qui quaerit quod perierat 134. suo errore e ringrazierà Dio". Loro
Suggeritur aliquando vobis: invece come si comportano? "Chi
"Audiet et discedet". Et vos: siete?". "Siamo cristiani". "Non è
vero; siete spioni". E gli altri: "Noi
"Audiat et discedat". "Audiet et
siamo cattolici". Al sentir questo, più
irridebit". "Audiat et irrideat. volte li hanno strapazzati, sebbene
Aliquando sapit et aliquando poi, cambiando idea, se ne siano
cognoscet. Aliquando relinquitur pentiti. Oh, volesse il cielo che si
a populo suo, remanet cum pentano di rimanere nello scisma
corde suo. Renuntiat errato suo. come si son pentiti d'aver oltraggiato
Gratias agit Deo suo". Illi autem quelli che erano andati da loro!
quid? "Qui estis?". "Christiani Comunque, quelli che hanno scacciati
sumus". "Non, sed exploratores". erano cristiani, fedeli, cattolici. Chi
Et illi: "Catholici sumus". Conati siano coloro che si son tenuti, non
sunt iniuriare; meliore consilio voglio dirlo. Vedo chi abbiano
scacciato. Chi si siano tenuti, lo
paenituit eos. Atque utinam sic
dicano loro!.
paeniteat et ibi remanere, 32. Emettano dunque la loro voce!
quomodo paenituit eos qui Controlliamo se sia la voce di Cristo,
ingressi sunt iniuriare. Tamen la voce del pastore che le pecore
quos proiecerunt christianos, debbono seguire. Sia buono o cattivo
fideles, catholicos; quos l'uomo che la emette, osserviamo se
tenuerint, nolo dicere. Quos sia la voce del Pastore. Un'anima
proiecerint, video; quos inferma e fuorviata cerca la Chiesa.
tenuerint, ipsi dicant. Tu cosa le dici? La Chiesa è nella
32. Dicant ergo vocem suam. setta di Donato. Ma io vo in cerca
Videamus an Christi sit vox, an della voce del pastore! Trovami in
qualche profeta o nei salmi una prova
pastoris sit vox, quam sequantur
che lo confermi. Citami qualcosa o
oves. Sive per bonum vox ista, dalla Legge o dal Vangelo e dagli
sive per malum hominem, utrum scritti apostolici. Attingendo alle
pastoris sit vox, attendamus. stesse fonti, io ti mostrerò che la
Quaerit infirmus Ecclesiam Chiesa dev'essere sparsa per tutto il
quaerit errans Ecclesiam. Tu quid mondo, e comincio con le parole del
dicis? "Partis Donati est Signore: Le mie pecore ascoltano la
Ecclesia". Ego vocem pastoris mia voce e mi seguono 135. Qual è la
inquiro. Lege mihi hoc de voce del pastore? Nel nome di lui ha
Propheta, lege mihi de psalmo, da essere predicata la conversione e
il perdono dei peccati in tutte le genti
recita de Lege, recita de
a cominciare da Gerusalemme 136.
Evangelio, recita de Apostolo. Ecco la voce del pastore. Riconosci te
Inde ego recito Ecclesiam toto stesso e segui lui, se vuoi essere una
orbe diffusam et Dominum delle sue pecore.
dicentem: Quae sunt oves meae Le Scritture parlano dell'universalità
vocem meam audiunt et della Chiesa.
sequuntur me 135. Quae est vox 33. Ma quei tali consegnarono i sacri
pastoris? Et praedicari in nomine codici e quegli altri offrirono incenso
eius paenitentiam et agli idoli: ad esempio quel tale,
remissionem peccatorum per quell'altro. Che importa a me di
omnes gentes, incipientibus ab quello e di quell'altro? Se si son
comportati così, è segno che non
Ierusalem 136. Ecce vox pastoris,
erano pastori. Tu fai conoscere la
agnosce te, et sequere si ovis es. voce del Pastore, poiché non annunzi
26 Ecclesiam toto orbe la voce del Pastore per riguardo a
diffusam innumerabiles loro. Tu li accusi, non il Vangelo! tu,
Scripturae testantur. non uno dei profeti o degli apostoli!
33. "Sed illi codices tradiderunt, Se la voce di questi mi parla di
qualcheduno, io ci credo; agli altri
et illi thus idolis posuerunt, ille et
non credo. Ma tu mi presenterai gli
ille". Quid ad me de illo et illo? Si atti [del proconsole]. Ti presento gli
fecerunt, non sunt pastores. Tu atti, mi dici. Ebbene, crediamo alle
vocem pastoris edicito, quia nec tue testimonianze; tu però credi alle
de illis vocem pastoris annuntias. mie. E se io non le crederò, allora non
Tu accusas, non Evangelium; tu credere nemmeno tu alle mie. Oh, si
accusas, non Propheta, non tolgano di mezzo i documenti umani
Apostolus; de quo mihi vox ista e risuonino le voci divine! Citami una
loquitur, de illo credo; aliis non sola riga della Scrittura che sia
credo. Sed Acta proferes; Acta favorevole allo scisma di Donato.
profero. Credamus tuis; crede et Ascolta invece le innumerevoli
testimonianze in prò della Chiesa
tu meis. Non credo tuis; noli
universale. Chi potrà contarle? chi
credere meis. Auferantur chartae esaurirle? Tuttavia, tanto per
humanae, sonent voces divinae. ricordarne qualcuna, odi la Legge, il
Ede mihi unam Scripturae vocem testamento primitivo di Dio. Nella tua
pro parte Donati; audi discendenza saranno benedette tutte
innumerabiles, per orbem le genti 137. Nel salmo: Chiedi a me,
terrarum. Quis eas enumerat? e io ti darò in eredità le genti, i
Quis eas terminat? Tamen ut confini della terra in tuo
pauca commemoremus, Legem possesso 138. Si ricorderanno e si
attende, primum Dei volgeranno al Signore tutti i confini
Testamentum: In semine tuo della terra, e lo adoreranno tutte le
famiglie delle genti, poiché suo è il
benedicentur omnes gentes 137.
dominio e lui governerà le genti 139.
Et in psalmo: Postula a me et Cantate al Signore un cantico nuovo;
dabo tibi gentes hereditatem cantate al Signore, [o uomini di] tutta
tuam et possessionem tuam la terra 140. E: Lo adoreranno tutti i
terminos terrae 138. re della terra, tutte le genti lo
Commemorabuntur et serviranno 141. Chi sarà in grado di
convertentur ad Dominum citare [tutti i passi]? Non c'è pagina,
universi fines terrae, et si può dire, in cui non si parli di Cristo
adorabunt in conspectu eius e della Chiesa diffusa su tutta la
universae patriae gentium, terra. Mi si tiri fuori una sola parola in
favore dello scisma di Donato! È
quoniam ipsius est regnum et
forse troppo quello che ti chiedo?
ipse dominabitur gentium 139. Loro dicono che la Chiesa diffusa su
Cantate Domino canticum tutta la terra sarebbe scomparsa.
novum, cantate Domino omnis Scomparsa quando con tante
terra 140. Et adorabunt eum testimonianze la si predice stabile
omnes reges terrae, omnes per sempre? Non c'è in tal senso, né
gentes servient illi 141. Quis nella legge né nei profeti né nei
enumerare sufficiat? Prope omnis salmi, una sola voce che sia voce del
pagina nihil aliud sonat quam pastore. Né loro sono mai stati in
Christum, et Ecclesiam toto orbe grado di dire la verità, separati come
diffusam. Exeat mihi una vox pro sono dal Verbo di Dio, cioè da Cristo.
Ora ascolta la voce del Verbo e
parte Donati: quid magnum est
ascoltala dalla bocca stessa del
quod quaero? Ecclesiam toto Verbo.
orbe diffusam perituram fuisse 34. Ammirando la fede del
dicunt. Peritura praedicta est tot centurione, disse: In verità vi dico
testimoniis mansura? Nec una che in Israele non ho trovato una
vox ista per Legem, per fede così grande. Per questo vi dico:
Molti verranno dall'Oriente e
Prophetas, per Cantica, pastoris
dall'Occidente e si assideranno a
est - neque enim illi verum mensa con Abramo, Isacco e
dicere sine Dei Verbo potuerunt, Giacobbe nel regno dei cieli 142.
quod est Christus - audi vocem Molti verranno dall'Oriente e
Verbi, et ex ore Verbi. dall'Occidente: ecco la Chiesa di
34. Miratus fidem centurionis: Cristo, il gregge di Cristo! Notalo
Amen, inquit, dico vobis, non bene, se vuoi essere una pecora
inveni tantam fidem in Israel. [buona]. Non può sfuggirti un gregge
Propterea dico vobis quia multi diffuso per ogni dove; né troverai
ab Oriente et Occidente venient cosa rispondere al tuo giudice, che ti
et recumbent cum Abraham et sei rifiutato d'avere per tuo pastore.
Non potrai - dico - ribattere al tuo
Isaac et Iacob in regno
giudice: Ma io non lo sapevo! Non
caelorum 142. Ab Oriente et l'ho mai visto; non ne ho mai sentito
Occidente multi venient. Ecce parlare. Cosa non sapevi? Nessuno
Ecclesia Christi, ecce grex può sottrarsi al suo calore 143. Cosa
Christi. Tu vide, si ovis es. Non non hai visto? Le estremità della terra
enim latet te grex qui ubique est. hanno veduto la salvezza del nostro
Non habebis quod respondeas Dio 144. Che cosa non hai udito? In
iudici tuo, quem non vis esse tutta la terra s'è sparso il loro rumore
pastorem tuum; non habebis, e fino agli estremi confini della terra
inquam quod respondeas iudici le loro parole 145.
tuo: "Nescivi, non vidi, non Nessun testo scritturale è a favore
dei donatisti.
audivi". Quid est quod non scisti?
35. A buon diritto si esige di udire da
Nec est qui se abscondat a voi la voce di Cristo, la voce del
calore eius 143. Quid est quod non pastore che le pecore debbono udire
vidisti? Viderunt omnes fines per porsi al suo seguito. Voi non
terrae salutare Dei nostri 144. trovate una risposta, in quanto non
Quid est quod non audisti? In avete la voce del pastore. Ascoltatelo
omnem terram exivit sonus e mettetevi al suo seguito!
eorum, et in fines orbis terrae Smettetela con la [vostra] voce da
verba eorum 145. lupi e seguite la voce del pastore; o,
27 Dimittite vocem lupi, almeno, fateci ascoltare la voce del
pastore. Rispondono: Certo che ve la
sequimini vocem pastoris.
facciamo sentire! Bene! ascoltiamo.
35. Sed recte a vobis quaeritur Anche da noi risuona la voce del
vox Christi, vox pastoris, quam pastore. Ascoltiamola! Dicono: Nel
oves audiant et sequantur. Non Cantico dei cantici la sposa parla allo
invenitis quid dicatis, vocem sposo, la Chiesa a Cristo. Noi
pastoris non habetis. Audite et conosciamo il Cantico dei cantici: un
sequimini. Dimittite vocem lupi, poema santo, un poema d'amore, di
sequimini vocem pastoris. Aut amore santo, di santa carità, di santa
date vocem pastoris. "Damus", dolcezza. Mi piace veramente
inquiunt. Audiamus: "Damus et ascoltare da quel carme la voce del
nos vocem pastoris". Audiamus. pastore, la voce dello sposo
amabilissimo. Tira fuori quel che ci
"In Canticis, inquiunt, canticorum
trovi. Ascoltiamo! Dicono: La sposa
loquitur sponsa ad sponsum, rivolge allo sposo queste parole:
Ecclesia ad Christum". Novimus Rivela a me, o diletto dell'anima mia,
Cantica canticorum, sancta dove siano i tuoi pascoli, dove
Cantica, amatoria Cantica, sancti riposi 146. E lui (sempre secondo
amoris, sanctae caritatis, loro) risponde: Nel mezzodì. Io ti
portavo delle prove irrefragabili,
sanctae dulcedinis. Plane volo
prove che non ammettevano
inde audire vocem pastoris, interpretazioni differenti, come [ad
vocem dulcissimi sponsi. Ede, si esempio]: Chiedi a me, e io ti darò in
quis habes. Audiamus. "Sponsa, eredità le genti, i confini della terra in
inquiunt, dicit ad sponsum: tuo possesso 147; ovvero: Se ne
Annuntia mihi quem dilexit, ricorderanno e si volgeranno al
anima mea ubi pascis, ubi Signore tutti i confini della terra 148.
cubas 146. Et ille, inquiunt, E tu cosa mi vieni a presentare dal
respondet: In meridie". Manifesta Cantico dei cantici? Un brano che,
tibi testimonia proferebam non probabilmente, tu stesso non capisci.
erat quemadmodum aliter Difatti il Cantico è un libro denso di
misteri, che solo pochi, dotati del
interpretareris: Postula a me, et
dono dell'intelletto, riescono a
dabo tibi gentes hereditatem penetrare, e che vengono palesati
tuam, et possessionem tuam soltanto a quei pochi che
terminos terrae 147. perseverano nel bussare 149. Quanto
Commemorabuntur et a te, accetta e conserva con
convertentur ad Dominum venerazione e rispetto le verità
universi fines terrae 148. Quid est palesi, per meritarti la comprensione
quod milii de Canticis canticorum di quelle occulte, poiché... come
profers? Quod forte non pretenderai d'essere scopritore di
intellegis. Etenim illa Cantica verità nascoste se avrai disprezzato
aenigmata sunt, paucis quelle manifeste?.
Esegesi di Cant 1, 6 di cui abusavano
intellegentibus nota sunt, paucis
i donatisti.
pulsantibus aperiuntur 149. Tene 36. Vogliamo ora, fratelli, esaminare
et devote accipe aperta, ut (nei limiti che ci è consentito) le
merito tibi pandantur obscura. parole del Cantico. Ci aiuti il Signore
Quomodo eris penetrator a mostrarvi quale ne sia il significato
obscurorum, contemptor esatto. In primo luogo notiamo una
manifestorum? cosa che con estrema facilità può
28 Verba Cant 1, 6-7 essere valutata da tutti, anche dai
discutiuntur. più ignoranti, e cioè com'essi
36. Ecce tamen ut possumus, spezzino malamente la frase. Appena
l'ascolterete ve ne convincerete. Il
Fratres, haec verba discutiamus.
testo della profezia, come giace, si
Aderit Dominus ut videatis ibi presenta così. La sposa parla allo
sanum intellectum. Primo, quod sposo dicendogli: Rivela a me, o
ab omnibus et imperitis facillime diletto dell'anima mia, dove siano i
iudicatur, verba ipsa male tuoi pascoli e dove riposi 150. Che
distinguunt. Nunc audietis, nunc queste siano parole rivolte dalla
probabitis. Etenim sic se habet sposa allo sposo (cioè dalla Chiesa a
textus ipse lectionis. Sponsa Cristo), non lo poniamo in dubbio né
loquitur ad sponsum: Annuntia noi né loro. Ma ascolta tutte le parole
mihi quem dilexit anima mea ubi della sposa. Perché vuoi attribuire
pascis, ubi cubas 150. Quod allo sposo parole che invece sono
dette ancora dalla sposa? Prima si
sponsa sponso dicat, quod
riferiscano per intero le parole della
Ecclesia Christo dicat, nec nos sposa, poi risponderà lo sposo.
dubitamus, nec illi. Sed omnia Ascolta come non ci sia cosa più
verba sponsae audi. Quare evidente della divisione [della frase]
verbum quod adhuc sponsae est, di cui ti parlerò. Non vi troverai alcun
vis tribuere iam sponso? Omnia appiglio. Rivela a me, o diletto
dell'anima mia, dove siano i tuoi
quae dicit sponsa, dicat. Tunc
pascoli e dove riposi a mezzodì. È
respondebit sponsus. Audi sempre la sposa che dice: Dove siano
evidentius hac distinctione quam i tuoi pascoli e dove riposi a mezzodì.
dicturus sum: non invenies Nota come sia realmente la stessa
aliquid plus. Annuntia mihi quem sposa a pronunziare tali parole.
dilexit anima mea ubi pascis, ubi Continua infatti il testo: Affinché io
cubas in meridie. Ipsa adhuc non diventi come una [che è]
dicit: Ubi pascis, ubi cubas in nascosta fra i greggi dei tuoi
meridie. Et vide quia ipsa adhuc compagni 151. Suppongo che voi
dicit. Sequitur enim: Ne forte tutti, dotti e ignoranti, sappiate
fiam sicut operta super greges distinguere fra genere maschile e
genere femminile. Nascosta di che
sodalium tuorum 151. Puto omnes
genere è? Lo chiedo a tutti: È
peritos imperitosque discernere maschile o femminile? Dice: Rivela a
genus masculinum et femininum. me, o diletto dell'anima mia. Parlando
Operta, quaero cuius generis sit. di un diletto, si rivolge a un uomo,
Ab omni homine quaero: allo sposo. Che poi a interpellare
Masculini est, an feminini? quest'uomo sia una donna, lo
Annuntia, inquit, mihi quem indicano le parole successive: Rivela
dilexit anima mea. Quem, cum a me dove siano i tuoi pascoli e dove
dicit, masculum alloquitur, riposi a mezzogiorno, perché io non
sponsum alloquitur. Quia vero divenga come una [che è] nascosta.
femina virum alloquitur Intendi nascosta [al femminile]
perché il senso sia palese. Rivela a
consequentia verba indicant:
me, o diletto dell'anima mia, dove
Annuntia mihi ubi pascis, ubi siano i tuoi pascoli e dove riposi a
cubas in meridie, ne forte fiam mezzogiorno, perché io non divenga
sicut operta. Audi tu operta, ut come una [che è] nascosta fra i
fiant tibi haec aperta. Annuntia greggi dei tuoi compagni. Fin qui le
mihi quem dilexit anima mea ubi parole della sposa; dopo cominciano
pascis, ubi cubas in meridie, ne (è chiarissimo) le parole dello sposo:
forte fiam sicut operta super Bada a conoscere te stessa! Pur
greges sodalium tuorum. Huc essendo donna, riconosci virilmente
usque verba sponsae. Iam te stessa. Bada - dice - a conoscere
te stessa 152, - e ascolta anche il
incipiunt verba sponsi de
seguito: o bella fra le donne -. Bada a
manifesto: Nisi cognoveris conoscere te stessa o bella fra le
temetipsam - agnosce viriliter, donne! Esci sulle orme dei greggi e
femina, temetipsam: pasci i tuoi capretti fra le tende dei
temetipsam inquit, nisi pastori, non dentro la tenda del
cognoveris; audi et reliqua: o pastore. Nota come lo sposo parli
pulchra inter mulieres 152 - Nisi minaccioso. Nota com'egli, sebbene
cognoveris temetipsam o amabile, dinanzi al pericolo escluda
pulchra inter mulieres, exi tu in ogni lusinga. Con che tenerezza
vestigiis gregum et pasce aveva parlato lei! Rivela a me, o
haedos tuos in tabernaculis diletto dell'anima mia, dove siano i
tuoi pascoli e dove riposi a
pastorum, non in tabernaculo
mezzodì 153. Verrà infatti il
pastoris. Vide quomodo mezzogiorno, quando i pastori si
comminetur sponsus; vide rifugiano sotto l'ombra, e potrebbe,
quemadmodum in periculo, forse, celarmisi il luogo dei tuoi
quamvis ille dulcis, abstulit de pascoli e del tuo riposo, mentre io
medio blandimenta. Quam voglio che tu me lo riveli affinché io
non sia come una che è nascosta,
blande illa! "Annuntia mihi quem
cioè non vista, sconosciuta. In realtà
dilexit anima mea ubi pascis, tibi io sono manifesta, né ha da
cubas in meridie 153. Venit enim succedere che, come una che è
medius dies, quando ad nascosta, celata, mi mescoli alle
umbracula concurrunt pastores; greggi dei tuoi compagni. Difatti tutti
et forte latebit me ubi tu pascis gli eretici sono usciti dal [gregge di]
et ubi cubas; et volo mihi Cristo. Quanti son diventati pastori
annunties, ne forte fiam sicut cattivi e posseggono greggi non
operta, id est, sicut occulta, et propri, pur avendoli segnati col nome
non cognita. Ego enim manifesta di Cristo, un tempo furono suoi
sum, sed ne sicut operta, sicut compagni, presero parte alla sua
mensa. Si chiamano infatti compagni
celata incidam super greges
coloro che partecipano (come si dice)
sodalium tuorum". Omnes enim di una mensa comune; e la lingua
haeretici a Christo exierunt; latina li dice appunto sodales per il
omnes qui facti sunt pastores fatto che mangiano alla stessa
mali, habentes greges suos sub mensa. Ascolta da un salmo il
nomine Christi, illius sodales rimprovero che un tale rivolge a certi
fuerunt, illius convivium cattivi compagni, cioè a gente nutrita
acceperunt. Sodales enim alla stessa mensa. Dice: Se mi
dicuntur, tamquam unius avesse ingiuriato un nemico, l'avrei
convivii. Latina lingua sic dicti tollerato; se contro di me avesse
sunt sodales, quasi simul edales, pronunciato parole offensive, mi sarei
certo nascosto lontano da lui. Ma tu,
eo quod simul edant. Audi illum
mio amico e mio conoscente, tu, mia
in psalmo arguentem sodales guida che insieme con me prendevi i
malos, id est, unius convivii: Si cibi gustosi 154. In effetti, molti amici
inimicus, inquit, meus del Signore, ingrati alla mensa da lui
exprobrasset mihi, sustinuissem imbandita, se ne sono usciti fuori.
utique et si super me magna Erano commensali perversi, e si
locutus fuisset. Tu vero fecero mense proprie ed eressero dei
unianimis meus, et notus meus, contraltari. In costoro teme lo sposo
dux meus, qui simul mecum che la sposa abbia ad incorrere.
dulces capiebas cibos 154. Ergo Il cristiano forestiero che capita in
Africa.
multi sodales ingrati mensae
37. Tu ritieni che il mezzodì sia
dominicae exierunt foras; mali l'Africa. Io potrei dimostrarti che parti
sodales fecerunt sibi suas della terra situate a mezzodì siano
mensas, erexerunt altaria contra piuttosto l'Egitto o quelle regioni
altare: in eos ista timet incurrere. bruciate dal sole dove non piove mai.
29 Ecclesia transmarina de Difatti sono il mezzodì quei luoghi
rebaptizatoribus sollicita. dove picchia il sole a metà giorno. Là
37. Et si putas quia meridies però c'è il deserto, che rigurgita di
Africa est - quamquam possem migliaia di servi di Dio. Per cui, se
obtinere magis esse mundi vogliamo parlare di mezzodì in senso
meridiem partes Aegypti, et illas locale, perché non sarebbero quelli i
luoghi dove egli ha i suoi pascoli e
exustas sole regiones ubi pluvia
dove riposa, dal momento che fu
non apparet, quia ipse est detto: Ubertosi saranno i deserti più
meridies ubi fervet medius dies. aridi 155? Ma voglio ammettere la
Ibi autem heremus plena milibus tua interpretazione e ritenere che il
servorum Dei. Unde si ad mezzodì sia l'Africa. Sia dunque
meridiem locorum velimus l'Africa il mezzodì, dove sono i cattivi
compagni. La Chiesa d'oltremare, in
advertere, quare non ibi pascat
qualche suo membro, fa vela per
ille magis et ibi requiescat, l'Africa e, sollecita che quel tale
quando ante praedictum est: possa cadere in errore, invoca il suo
Ubera erunt deserta heremi 155? - sposo e gli dice: Sento dire che in
Sed ecce consentio, meridies Africa ci sono in gran numero gli
Africa sit, Africa sit meridies. Hic eretici, in gran numero i
sunt sodales mali. Ecclesia ribattezzatori. Tuttavia - a quanto
transmarina in aliquo suorum sento dire - ci sono anche i tuoi. Mi
navigante ad Africam sollicita ne giunge l'una e l'altra notizia; ma io
erret, invocat sponsum suum, et voglio udire direttamente dalla tua
dicit ei: "Abundare audio bocca quale dei due gruppi sia il tuo.
Rivela a me, o diletto dell'anima mia,
haereticos in Africa, abundare
dove siano i tuoi pascoli e dove riposi
audio rebaptizatores in Africa. a mezzodì 156, cioè in quelle regioni
Esse autem ibi tuos non minus meridionali donde mi giunge notizia
audio. Et illud audio, et illud dell'esistenza di due fazioni: l'una di
audio. Sed qui sint tui, a te volo Donato, l'altra in comunione con
audire. Annuntia mihi quem l'universo a te fedele. Dimmi tu
dilexit anima mea ubi pascis, ubi stesso dove debbo andare, in modo
cubas in meridie 156, in illo che io, come una [che è] nascosta
meridie, ubi audio duas partes (cioè sconosciuta), non sia fra i
esse, unam partem ia Donati greggi dei tuoi compagni 157.
alteram universo tuo Affinché cioè non m'imbatta nei
greggi degli eretici, intenti a
cohaerentem. Tu mihi dic quo
sovrapporre pietra su pietra nel loro
eam ne forte velut operta, id est, edificio destinato a crollare, né
incognita fiam super greges precipiti in mezzo ai ribattezzatori.
sodalium tuorum 157, incurram in Rivela a me. Le risponde colui che,
greges haereticorum, conantes volendo inculcare l'unità del pastore,
ponere lapidem super lapidem nel brano ora letto diceva: Io stesso
qui destruatur, ne irruam in le pascerò 158; colui che biasimava
rebaptizatores, annuntia mihi. Et certi pastori che, per essere in molti,
ille qui commendat unitatem avevano lacerato l'unità. La sua
pastoris, qui in hac lectione dixit: risposta non è mite ma quanto mai
severa, proporzionata alla gravità del
Ego pascam 158 pastores autem
pericolo. Dice: Bada a conoscere te
reprobat qui multi esse stessa, o bella fra le donne 159. Tu
voluerant, unitatem amiserunt, sei bella fra le donne, ma sappiti
severissime non blande riconoscere! Da che cosa ti
respondens, sed pro riconoscerai? Dall'essere in tutto il
magnitudine periculi: Nisi mondo. Se infatti sei bella devi
cognoveris, inquit, temetipsam o possedere l'unità, poiché dove c'è
pulchra inter mulieres 159: divisione c'è bruttezza, non beltà.
pulchra es inter mulieres, sed Bada a conoscere te stessa! Hai
agnosce te. Ubi te agnoscis? In creduto in me: riconosci te stessa!
toto orbe terrarum. Si enim Come hai creduto in me? Alla stessa
maniera come vi hanno creduto quei
pulchra, unitas est in te. Ubi
tuoi cattivi compagni i quali, come te,
divisio, foeditas est, non ammettono che il Verbo si sia fatto
pulchritudo. Nisi cognoveris carne, sia nato dalla Vergine, sia
temetipsam: in me credidisti, morto sulla croce e poi sia risorto e
agnosce te. In me quomodo asceso al cielo. Tale mi hai creduto tu
credidisti? Quomodo et illi mali ed altrettanto mi proclamano loro.
Ebbene, sappi riconoscere me e te:
sodales consentium Verbum
me in cielo, te sparsa su tutta la
carnem factum, natum ex terra. È Cristo che così apostrofa un
Virgine, crucifixum, resurrexisse, membro qualsiasi della Chiesa, come
ascendisse in caelum: in talem parlando alla Chiesa intera. Difatti,
me credidisti, talem et illi sonant. come potrebbe la Chiesa essere in
Cognosce te et me: me in caelo, cerca della Chiesa? Voglio
te in toto orbe terrarum". Unum argomentare come usano loro. Rivela
quemlibet ex Ecclesia tamquam a me, o diletto dell'anima mia, dove
Ecclesiam Christus alloquitur. - siano i tuoi pascoli e dove riposi 160.
Nam quomodo Ecclesia quaerit Cosa cerca? La Chiesa. E
Ecclesiam? Secundum ipsos l'interpellato, come mostrandole la
Chiesa, risponde: Nel mezzodì. Così
loquor. Annuntia mihi quem
interpretano. Mi rispondano allora
dilexit anima mea, ubi pascis, come faccia la Chiesa a ricercare la
ubi cubas 160. Quid quaerit? Chiesa. Rivela a me, o diletto
Ecclesiam. Et ille tamquam dell'anima mia. Chi parla così? La
ostendens Ecclesiam dicit: In Chiesa. Cosa desidera le venga
meridie, sicut illi volunt. palesato? Dove siano i tuoi pascoli e
Respondeant mihi, quomodo dove riposi, cioè dove sia la Chiesa.
Ecclesia quaerat Ecclesiam. Parla la Chiesa e cerca dove si trovi la
Annuntia mihi quem dilexit Chiesa; e l'altro - così opinano -
anima mea. Quae loquitur? risponde: Nel mezzodì. Se, come
Ecclesia. Quid sibi vult dicono il mezzodì è unicamente
l'Africa, come fa la Chiesa a
annuntiari? Ubi pascis, ubi
domandare dove lei stessa si trovi?
cubas, id est, ubi sit Ecclesia. O, forse, è la Chiesa d'oltremare che
Ecclesia loquitur, et interrogat si pone la domanda (in verità
ubi sit Ecclesia; et respondet ille, pertinente) nei riguardi del mezzodì
sicut putant: In meridie. Si in per non cadere in errore. È Cristo che
solo meridie est, ut dicunt in si rivolge ai singoli membri della sua
Africa, quomodo ipsa interrogat Chiesa e come parlando a
ubi ipsa sit? At vero portio [tutt'intera] la sua Chiesa. E cosa
Ecclesiae transmarinae bene dice? Bada a riconoscerti, o bella fra
interrogat de meridie, ne hic le donne; altrimenti esci fuori 161!
Uscire è proprio degli eretici. Orbene,
erret. - Alloquitur unumquodque
o sappiti riconoscere o esci fuori!
membrum Ecclesiae suae poiché, se non saprai riconoscerti,
Christus, tamquam suam uscirai fuori. E dove andrai uscendo?
Ecclesiam. Et quid dicit? Nisi Sulle orme dei greggi: seguirai greggi
cognoveris temetipsam o cattivi. Non credere che, uscendo
pulchra inter mulieres, exi 161. fuori, seguirai le orme delle pecore!
Exire, haereticorum est. Aut Ascolta come continua [il profeta]:
cognosce te, aut exi, quia si te Esci fuori, sulle orme dei greggi, e
non cognoveris, exitura es. pasci i tuoi capretti 162. Non le
Exitura quo? In vestigiis gregum, pecore! E voi sapete, fratelli, dove
sequendo malos greges. Ne forte andranno a finire i capretti. Tutti
coloro che sono usciti dalla Chiesa
putes quia oves sequeris, si exis,
finiranno alla sinistra. A Pietro che
audi quid sequitur: Exi tu in persevererà è detto: Pasci le mie
vestigiis gregum, et pasce pecore 163; all'eretico che se ne
haedos tuos 162, iam non oves. andrà via: Pasci i tuoi capretti 164.
Nostis, Fratres, ubi erunt haedi. Esegesi donatista di Hab 3, 3.
Ad sinistram erunt omnes qui 38. Insistono: C'è un altro testo.
Ugualmente contro di te. Dillo:
exierunt ab Ecclesia. Manenti
ascoltiamo! Sarà senz'altro contrario
Petro dicitur: Pasce oves a te, come il precedente che ritenevi
meas 163; exeunti haeretico: a te favorevole. Dicono: È vero che
Pasce hoedos tuos 164. per mezzodì intendete l'Egitto? Noi
30 Donatistae Habac 3, 3 allora potremmo intenderlo in molte
male interpretantur. altre maniere; anzi, prendendo lo
38. "Est, inquiunt, et aliud stesso Egitto per una qualsiasi
testimonium". Nihilo minus regione del mondo; potremmo
contra te. Dic, audiamus. Erit sic perfino identificarlo con l'Africa. Odi
contra te, quomodo, hoc quod però cosa io intendo per mezzodì. Vi
putabas pro te. - "Si meridiem, intendo il fervore degli uomini
spirituali, ardente per il fuoco della
inquiunt, interpretamini
carità, splendente per la luce della
Aegyptum?". Multis quidem verità. Si dice infatti in un salmo:
modis interpretamur meridiem:, Manifestami la tua destra e quanti
et Aegyptum Possumus ad locum hanno il cuore istruito nella
mundi, et ipsam Africam sic sapienza 165. Mostrami la destra,
intellegere. Audi quid intellegam non i capretti; e quanti hanno il cuore
per meridiem; intellego fervorem istruito nella sapienza, poiché un
spiritalium, flagrantem igne uomo siffatto è il mezzodì, come sta
caritatis, splendentem lumine scritto nel profeta: Le tue tenebre
veritati. Nam dicitur in quodam saranno come il meriggio 166. In
psalmo: Dexteram tuam notam molte maniere possiamo quindi
interpretare questo "mezzodì", ma io
fac mihi, et eruditos corde in
voglio vedervi proprio l'Africa,
sapientia 165, dexteram non nient'altro che l'Africa. Forse da te mi
hoedos; et eruditos corde in viene una spiegazione migliore di
sapientia, ipsi sunt meridies. quella che, senz'essere edotto da te,
Unde dicitur ad Prophetam: Et io non sarei riuscito a scoprire. Sia
tenebrae tuae sicut meridies dunque l'Africa il mezzodì ! Ma la
erunt 166. Multis. ergo modis Chiesa d'oltremare teme d'incappare
possumus intellegere meridiem. nei ribattezzatori, teme d'imbattersi
Sed prorsus Africam intellego, come una sconosciuta nelle greggi
omnino, Africam intellego. dei compagni, e chiede allo sposo
che le riveli dove siano i suoi pascoli
Accipio a te aliquid forte melius
e dove riposi a mezzodì 167. Questo,
quam saperem, nisi a te perché nello stesso mezzodì ci sono
commemorare. Africa sit alcuni nei quali egli pasce mentre in
meridies. Timet Ecclesia altri non pasce, alcuni nei quali riposa
transmarina incidere in e altri nei quali non riposa. Ebbene,
rebaptizatores; timet incidere ascolti [questo emigrante] il [nostro]
tamquam ignota in greges consiglio: Venga dalla Chiesa
sodalium, quaerit ab sponso suo, cattolica; non si mescoli ai greggi dei
ut annuntiet illi ubi pascat, ubi compagni, non si metta a pascere
cubet in meridie 167, quia in ipso propri capretti! E adesso citami pure
meridie in aliis pascit, in aliis non il testo che mi volevi citare.
Risponde: Il profeta afferma: Dio
pascit; in aliis cubat, in aliis non
verrà dalle regioni dell'africo 168.
cubat - Audiat consilium, veniat Ora, dove è l'africo lì c'è anche
ad catholicam Ecclesiam, non l'Africa... O testimonianza [veramente
incurrat in greges sodalium, non magnifica]! Dio verrà dalle regioni
pascat hoedos suos. - Sed dic dell'africo. E questo vorrà dire che
aliud quod te dicebas, esse Dio ha da venire dall'Africa? Dunque
gli eretici proclamano che in Africa ha
dicturum. "Propheta, inquit, ait:
da nascere un altro Cristo e da lì
Deus ab Africo veniet 168; et iam spingersi per tutto il mondo ! Vi
ubi Africus, utique Africa". O prego, cosa significa: Dio verrà dalle
testimonium! Deus ab Africo regioni dell'africo? Se voi mi
veniet, et ab Africa veniet Deus! rispondeste: Significa che Dio ha
Alterum Christum in Africa nasci soggiornato in Africa, questa sarebbe
et ire per mundum haeretici certo una risposta sconcia. Voi invece
annuntiant! Rogo quid est: Deus mi asserite che significa: Dio ha da
ab Africa veniet? Si diceretis: venire dall'Africa! Di Cristo sappiamo
Deus in Africa remansit, utique dove sia nato, dove abbia patito,
turpiter diceretis. Nunc autem dove sia asceso al cielo e donde
abbia inviato gli apostoli, dopo averli
etiam: Veniet ab Africa, dicitis.
riempiti di Spirito Santo, comandando
Novimus ubi sit natus Christus, di evangelizzare il mondo intero. Al
ubi sit passus, ubi in caelum suo ordine si attennero i discepoli e il
ascenderit, ubi discipulos mondo è già pieno del messaggio
miserit, ubi eos Sancto Spiritu evangelico; e tu mi sostieni che Dio
impleverit, ubi per, totum ha da venire dall'Africa?
mundum evangelizare iusserit, Replica di Agostino.
et obtemperaverunt, et impletur 39. Mi replica: Allora dimmi tu il
orbis terrarum Evangelio. significato delle parole Dio verrà dalle
31 De donatistarum origine. regioni dell'africo. Cita per intero il
39. "Ergo tu mihi, inquit, expone passo e forse lo comprenderai. Dio
verrà dalle regioni dell'africo, e il
quid est: Deus ab Africo veniet".
Santo dal monte ombreggiato 169.
Dic totum, et fortassis intelleges. Spiegami tu in che modo può venire
Deus ab Africo veniet, et sanctus dall'Africa, se viene dal monte
de monte umbroso 169. Tu mihi ombreggiato. Lo scisma di Donato è
expone, si iam ab Africa, sorto in Numidia: furono numidi quelli
quomodo de monte umbroso? De che per primi passarono allo scisma,
Numidia nata est pars Donati. provocando tumulti e scandali e
Ipsi missi sunt primo in infliggendo [alla Chiesa] una terribile
dissensionem et tumultum et piaga. Altri numidi ve li sospinsero.
scandalum, quaerentes ingens Ve li sospinse Secondo di Tigisi, e
dove sia Tigisi è cosa nota. I chierici
vulnus. Numidae miserunt.
che vi furono inviati li radunarono
Secundus Tigisitanus misit. Ubi fuori della chiesa, né vollero far parte
sit Tigisi, notum est. Qui missi del clero cartaginese. Si nominarono
sunt clerici, extra un visitatore, e furono accolti in casa
congregaverunt ab Ecclesia, ad it da Lucilla. L'autore di tutta questa
clericos Carthaginis accedere sciagurata vicenda fu, dunque, un
noluerunt, visitatorem eretico della Numidia. Ora, nella
posuerunt, a Lucilla suscepti Numidia, da cui ebbe origine il
sunt. Auctor totius huius mali movimento che con tanti disastri è
Numida haereticus fuit. In giunto fino a noi, c'è sì e no un
Numidia, unde ventum est huc qualche cespuglio, tant'è vero che la
gente abita nelle grotte. Ci saranno
cum tanto malo, muscarium vix
dunque nella Numidia montagne
invenitur, in cupsonibus ombreggiate? Spiegami la cosa. Non
habitant. Quomodo mons fermarti alle parole: Dio verrà dalle
umbrosus in Numidia? Die mihi regioni dell'africo; io voglio la
ergo. Noli huc usque recitare: spiegazione anche del resto: Il Santo
Deus ab Africo, exigo sequentia: [verrà] dal monte ombreggiato.
Mostrami come il donatismo, sorto in
Et sanctus de monte umbroso.
Numidia, possa venire dal monte
Sed ostende mihi partem Donati ombreggiato. Ovunque troverai
a Numidia de monte umbroso regioni prive di vegetazione. Se vi
venire. Invenis nuda omnia, sono dei campi fertili, essi son
pingues quidem campos, sed coltivati a frumento, ma in nessun
frumentarios, non olivetis posto troverai oliveti o altre
fertiles, non ceteris nemoribus piantagioni che rendano ameno il
amoenos. Unde ergo mons paese. Come parlare di monti
umbrosus in Numidiae partibus. ombreggiati esistenti in Numidia,
unde hoc scandalum venit? donde ha tratto origine lo scandalo
32 Prophetiam Habac 3, 3 donatista?.
La realizzazione della profezia di Hab
Augustinus exponit.
3, 3.
40. "Tu mihi, inquit, ergo expone 40. Insistono: Spiegami dunque tu
quid est: Deus ab Africo veniet, cosa significhi il detto: Dio verrà dalle
et sanctus de monte umbroso". regioni dell'africo e il Santo dal
Vide quam facile exponam. monte ombreggiato. Vedi quanto mi
Primo illud audi quod ait sia facile spiegartelo! Ascolta in
Dominus: Oportebat Christum primo luogo le parole del Signore: Era
pati et resurgere tertio die, et necessario che Cristo patisse e il
praedicari in nomine eius terzo giorno risorgesse, e che nel suo
paenitentiam et remissionem nome fossero predicati la
peccatorum per omnes gentes, conversione e il perdono dei peccati
fra tutte le genti a cominciare da
incipientibus ab Hierusalem 170.
Gerusalemme 170. Ecco da che parte
Ecce unde veniet: Incipientibus, è venuto il Signore. Quando dice: A
cum dixit, inde utique se in cominciare preannunzia che a partire
sanctis suis ad alias gentes da lì avrebbe raggiunto le altre genti
venturum esse praedixit. Lege nella persona dei suoi santi. Leggi nel
divisionem terrae filiorum Israel libro di Gesù di Nave in qual modo la
omnibus tribubus in libro Iesu terra dei figli d'Israele venne ripartita
Nave. Aperte ibi dictum est: fra le diverse tribù. Ivi è detto
Iebus ab Africo, quae est chiaramente che dalle parti
Hierusalem 171. Lege, quaere, et dell'africo c'è Gebus, cioè
Gerusalemme 171. Leggi, scruta e
invenies. Utinam cum inveneris,
troverai; e volesse il cielo che,
credas; utinam animositatem trovando [la verità], vi creda e la
deponas. Iebus ab Africo, quae smetta con il tuo astio. Dalle parti
est Hierusalem. Et Dominus: dell'africo c'è Gebus, cioè
Incipientibus ab Hierusalem 172: Gerusalemme; e il Signore: A
hoc est: Deus ab Africo veniet. cominciare da Gerusalemme 172.
Quomodo ergo a monte Ecco cosa significa: Dio verrà dalle
umbroso? Evangelium iam lege. regioni dell'africo. Ma allora, in che
De monte Oliveti Christus senso: Dal monte ombreggiato? Leggi
ascendit in caelum. Sequere. Et il Vangelo! Cristo salì al cielo dal
quid lucidius? Audis: ab Africo; monte Oliveto. Continua! Potrebbe
essere più chiaro? Ti senti dire:
audisti: de monte umbroso.
Dall'africo, e ancora: Dal monte
Legem recitamus. Evangelium ombreggiato. Riferiamo parole della
recitamus. Audisti: Incipientibus Legge e riferiamo parole del Vangelo.
ab Hierusalem; audi: Per omnes Ti sei sentito dire: A cominciare da
gentes. In eodem Propheta Gerusalemme; ascolta anche: Fra
sequere verba illa quae tutte le genti. Dalla bocca dello
stesso profeta prosegui a leggere
contempsisti, verba illa quae
anche le parole che non avevi
praetermisisti: Deus ab Africo calcolate, anzi avevi del tutto
veniet, et sanctus de monte omesse: Dio verrà dalle regioni
umbroso; cooperiet montes dell'africo e il Santo dal monte
umbra eius, et gloria eius plena ombreggiato; la sua ombra coprirà i
est terra 173. Per omnes ergo monti, e della sua gloria sarà piena la
gentes, incipientibus ab terra 173. Dunque, fra tutte le genti a
Hierusalem 174. Quomodo, cominciare da Gerusalemme 174. Ma
incipientibus ab Hierusalem? come a cominciare da Gerusalemme?
Deus ab Africo veniet, et sanctus Dio verrà dall'africo e il Santo dal
de monte umbroso id est, a monte ombreggiato, cioè dal monte
degli Olivi, dove Cristo salì al cielo e
monte Oliveti, ubi ascendit in
donde inviò i discepoli. Fu lì che,
caelum, unde misit discipulos prima di ascendere, disse: Non spetta
suos, ubi etiam ascensurus ait: a voi conoscere il tempo che il Padre
Non est vestrum scire tempora, nella sua potenza ha stabilito, ma
quae Pater posuit in sua riceverete una forza dall'alto e mi
potestate, sed accipietis sarete testimoni. Notate come ebbe
virtutem ex alto, et eritis mihi inizio la predicazione evangelica! Mi
testes - videte quomodo incipit sarete testimoni in Gerusalemme e in
Evangelium - et eritis mihi testes Giudea e in Samaria e per tutta la
in Hierusalem, et in Iudaea et in terra 175. Pertanto, allorché venne [a
Samaria, et usque in totam noi] Cristo-Dio e quando il suo nome
e l'annunzio evangelico mossero da
terram 175. Ergo Deo veniente
Gerusalemme, fu allora che egli
Christo, et nomen eius, et venne dall'africo; e venne anche dal
praedicatio Evangelii eius ab monte ombreggiato, cioè dal monte
Hierusalem, id est, ab Africo, et Oliveto. E siccome fra tutte le genti
a monte umbroso, id est, a s'è diffuso il Vangelo, ecco perché la
monte Oliveti, quia per omnes sua ombra coprirà i monti (si riferisce
gentes diffamatum est al suo refrigerio e alla sua protezione!
Evangelium, operiet montes e in che modo della sua lode è piena
umbra eius, id est refrigerium la terra 176. Con tutta la terra
eius, protectio eius, et laudis dunque cantate il cantico nuovo; non
il cantico antico che si canta in un
eius plena est terra 176. Cantate
angolo della terra.
ergo cum tota terra canticum Il cireneo e Giuseppe d'Arimatea.
novum, non canticum vetus cum 41. Dicono un'altra storia. Questa:
angulo terrae. Simone di Cirene fu costretto a
33 De viro cyrenensi et portare la croce del Signore 177. Sì,
Iosepho ab Arimatea. lo leggiamo; ma vorrei proprio sapere
41. Dicunt et aliud. "Cyreneus, cosa ti serva questo. Risponde: Il
inquiunt, quidam Simon cireneo è un africano, e quel tale fu
angariatus est, ut tolleret crucem costretto a portare la croce
Domini" 177. Legimus, sed quid te esattamente per questo motivo. Ma
adiuvet, volo scire. "Cyreneus, tu, forse, non sai dove si trovi Cirene.
È nella Libia, nella Pentapoli: una
inquit, Afer est. Quare ipse
regione confinante con l'Africa, che
angariatus est qui crucem però fa parte piuttosto dell'Oriente.
tolleret". Ubi sit Cyrene, forte Ricavalo almeno dalla distribuzione
nescis: Lybia est, Pentapolis est, delle province imperiali. È
contigua est Africae, ad l'imperatore d'Oriente che manda il
Orientem magis pertinet. Vel in giudice a Cirene. Ti rispondo in due
parole: Dove alligna la setta di
distributione provinciarum
Donato, non è Cirene; e dove è
Imperatorum cognosce: Cirene, là non esiste la setta di
Imperator Orientalis mittit Donato. La verità, chiarissima,
iudicem ad Cyrenen. Breviter smaschera l'errore. Mi si mostri
respondeo. Ubi est pars Donati, Cirene là dove sono i donatisti; mi si
non invenitur Cyrene; ubi est mostrino i donatisti a Cirene! È infatti
Cyrene, non invenitur pars cosa arcinota, fratelli, che nella
Donati. Manifesta veritas Pentapoli c'è la Chiesa cattolica, non
convincit errorem. Det mihi la setta donatista. Sicuri [della
Cyrenen, ubi est pars Donati; det verità], prendiamoci pur gioco di
mihi partem Donati, ubi est quelli che dovremmo compiangere o,
meglio, compiangiamo quelli che ci
Cyrene. Manifestum enim est,
verrebbe voglia di prendere in giro.
Fratres, in Pentapoli Ecclesiam Cosa mai dici? Mi richiami alla mente
esse catholicam partem ibi i meriti insigni di quel tal cireneo che
Donati non esse. Sed securi portò la croce del Signore, e lo
irrideamus flendos, et fleamus supponi un africano. Invece egli è un
ridendos. Quid dicis? Meritum orientale. Si può infatti parlare di
Cyrenensis huius magnum Libia in doppio senso: o intendendo
commemoras, quia tulit crucem questa [provincia] che propriamente
Domini 178, et Afrum dicis. è l'Africa o quella regione dell'Oriente
Orientalis est. Lybia enim duobus vicina e confinante in tutto con
modis dicitur, vel ista quae l'Africa. Ma ammettiamo pure che
quel cireneo fosse un africano. Lo
proprie Africa est, vel illa Orientis
ritieni beato perché, costretto, portò
pars, quae contigua est Africae, la croce del Signore 178? Con quanto
et omnino collimitanea. Sed Afer maggior ragione un altro potrebbe
fuerit Cyrenensis. Beatum putas, concludere che la Chiesa di Cristo è
quod angariatus crucem tulit? rimasta in Arimatea! Difatti quel
Quanto melius forte diceret alius Giuseppe, uomo ricco di Arimatea
in Arimathia remansisse che aspirava al regno di Dio, si
Ecclesiam Christi? Quia Ioseph avvicinò alla croce non forzato, non
ille dives ab Arimathia, habens costretto, anzi, a differenza degli
ante oculos regnum Dei, non altri, sopraffatti dal timore, chiese a
Pilato di seppellire il corpo del
angariatus, non coactus venit ad
Signore, lo depose dal patibolo, ne
crucem Domini. Cum ceteri curò la sepoltura, lo nascose nel
formidarent, petiit a Pilato sepolcro: e di tutto questo è elogiato
sepeliendum corpus Domini, de nel Vangelo. E allora? Perché questo
ligno deposuit, obsecutus est devoto, che tanta cura si prese della
funeri, in sepulcro condidit, salma del Signore, era nato in
laudatus est in Evangelio. Quia Arimatea, forse che, per questo, la
ergo de Arimathia fuit iste pius Chiesa è rimasta in Arimatea? O, al
exhibens tantum obsequium contrario, dato che a voi piace di più
corpori Domini, in Arimathia quell'altro che venne forzato (cioè
remansit Ecclesia? Aut si magis costretto) a portare la croce, in tal
caso fanno bene gli imperatori
vos delectat angariatus, id est,
cattolici, a ridurvi per forza all'unità.
qui cogitur tollere crucem, recte
ergo faciunt Imperatores
catholici, qui vos cogunt ad
unitatem.

1 - Cf. Ps 79, 2.
2 - Ez 34, 1-2.
3 - Ez 34, 2.
4 - Phil 2, 21.
5 - Cf. Eccli 12, 14.
6 - Ez 34, 3-5.
7 - 1 Cor 9, 7.
8 - Cf. 2 Thess 3, 8.
9 - Cf. 2 Thess 3, 9.
10 - Cf. 1 Cor 9, 12.
11 - Lc 10, 35.
12 - Phil 4, 14.
13 - Phil 4, 11-14.
14 - Cf. Phil 4, 16.
15 - Phil 4, 17.
16 - Lc 12, 35.
17 - Mt 5, 15-16.
18 - Cf. Phil 2, 21.
19 - Gal 4, 14-15.
20 - 1 Cor 12, 27.
21 - Gal 4, 16.
22 - Cf. Phil 2, 21.
23 - Cf. Sap 2, 8.
24 - Tit 2, 7.
25 - 1 Tim 4, 12.
26 - Mt 23, 3.
27 - Mt 5, 28.
28 - Ez 34, 3.
29 - Ez 34, 4.
30 - Eccli 2, 1.
31 - Cf. Mt 7, 24, 26.
32 - 1 Cor 10, 4.
33 - 2 Tim 3, 12.
34 - Cf. Mt 7, 26.
35 - Cf. Mt 7, 25, 27.
36 - Cf. Ps 68, 5.
37 - Hebr 12, 6.
38 - Phil 2, 6.
39 - Cf. Io 1, 3.
40 - Cf. Rom 8, 14-16; 8, 23; Gal
4, 5.
41 - Cf. Rom 8, 17.
42 - Ps 2, 8.
43 - Eccli 2, 1.
44 - 1 Cor 10, 13.
45 - Cf. 1 Cor 10, 13.
46 - 2 Cor 13, 3.
47 - 1 Cor 10, 13.
48 - Ps 79, 6.
49 - Ez 34, 4.
50 - Cf. Mc 2, 3.
51 - Ez 34, 4.
52 - 1 Cor 10, 13.
53 - Ez 34, 4.
54 - 2 Tim 4, 2.
55 - Ez 34, 4.
56 - 2 Cor 5, 10.
57 - Ez 34, 4.
58 - Ez 34, 3.
59 - Ez 34, 4.
60 - Ez 34, 5.
61 - Ez 34, 5-6.
62 - Ps 120, 1.
63 - Ps 120, 2.
64 - 1 Cor 1, 11-12.
65 - 1 Cor 1, 13.
66 - Ps 82, 2.
67 - Ps 120, 2.
68 - Apoc 19, 10.
69 - Ez 34, 6.
70 - Cf. Col 3, 3.
71 - Cf. Io 15, 1-2.
72 - Cf. Io 15, 4.
73 - Rom 11, 23.
74 - Cf. Io 15, 1.
75 - Ez 34, 6.
76 - Ez 34, 7-8.
77 - Cf. Phil 2, 21.
78 - Ez 34, 8.
79 - Ez 34. 8.
80 - Ez 34, 9.
81 - Ez 34, 10.
82 - Ez 33, 7-9.
83 - Ez 34, 8.
84 - Cf. Ez 33, 2-6.
85 - Ez 34, 10.
86 - Mt 23, 3.
87 - Mt 15, 14.
88 - Mt 23, 3.
89 - Mt 23, 3.
90 - Rom 2, 21.
91 - Mt 7, 26.
92 - Mt 23, 3.
93 - Ez 34, 10.
94 - Ps 13, 4.
95 - Ez 34, 11.
96 - Ier 3, 15.
97 - Io 21, 15-17.
98 - Ez 34, 10.
99 - Ps 79, 2.
100 - Cf. Gen 37.
101 - Ps 79, 3.
102 - Ez 34, 11-12.
103 - Ez 34, 12.
104 - Io 10, 27.
105 - Ez 34, 12.
106 - Ez 34, 13.
107 - Ez 34, 13.
108 - Ps 18, 5.
109 - Ez 34, 14.
110 - Ez 34, 14.
111 - Ez 34, 14.
112 - Cf. Ps 120, 1-2.
113 - Ez 34, 14.
114 - Ez 34, 15.
115 - Ez 34, 16.
116 - Ez 34, 16.
117 - Ier 17, 11.
118 - Cf. 2 Cor 11, 3; 1 Tim 2, 14.
119 - Ier 17, 11.
120 - 1 Cor 1, 20.
121 - Cf. Gen 3, 6.
122 - Gen 3, 1.
123 - Io 10, 27.
124 - Io 21, 17.
125 - Cf. Io 3, 29.
126 - Cf. Mt 19, 5.
127 - Io 21, 15-17.
128 - 2 Cor 10, 17.
129 - Ez 34, 15.
130 - Io 10, 16.
131 - 1 Cor 10, 10.
132 - Io 10, 27.
133 - Cf Mt 7, 15.
134 - Cf. Lc 19, 10.
135 - Io 10, 27.
136 - Lc 24, 47.
137 - Gen 22, 18.
138 - Ps 2, 8.
139 - Ps 21, 28-29.
140 - Ps 95, 1.
141 - Ps 71, 11.
142 - Mt 8, 10-11.
143 - Ps 18, 7.
144 - Ps 97, 3.
145 - Ps 18, 5.
146 - Cant 1, 6.
147 - Ps 2, 8.
148 - Ps 21, 28.
149 - Cf. Mt 7, 7.
150 - Cant 1, 6.
151 - Cant 1, 6.
152 - Cant 1, 7.
153 - Cant 1, 6.
154 - Ps 54, 13.
155 - Is 5, 17.
156 - Cant 1, 6.
157 - Cant 1, 6.
158 - Ez 34, 15.
159 - Cant 1, 7.
160 - Cant 1, 6.
161 - Cant 1, 7.
162 - Cant 1, 7.
163 - Io 21, 17.
164 - Cant 1, 7.
165 - Ps 89, 12.
166 - Is 58, 10.
167 - Cf. Cant 1, 6.
168 - Habac 3, 3.
169 - Habac 3, 3.
170 - Lc 24, 46.
171 - Ios 15, 8.
172 - Lc 24, 46.
173 - Habac 3, 3.
174 - Lc 24, 46.
175 - Act 1, 7-8.
176 - Ps 95, 1.
177 - Mt 27, 32.
178 - Cf Mt 27, 57-60.