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7 - Consigli & incidenti


(domenica 17 luglio 2005) - Inviato da virtualntt - Ultimo aggiornamento (martedì 23 agosto 2005)

Il fatto che per mixare si utilizza un software non esclude la


possibilità di fare degli errori che, se compiuti durante un set dal
vivo possono creare imbarazzo e problemi anche a apparecchiature non
vostre.
Qui l'attenzione è rivolta all'uso corretto del software e non saranno
trattate tematiche specificatamente audio. Non mi stanco di ripetere
che un software di mixaggio non è una banalità e occorre molto tempo
per padroneggiarne i segreti. Un software può essere divertente ma non
è mai un giocattolino: non si può pretendere di installarlo la mattina
e esordire in serata alla grandissima. Prima di cimentarvi in un set
davanti a delle persone dovete sapere tutto o quasi sul programma che
volete adoperare e comprenderne i suoi limiti. Le sperimentazioni si
fanno a casa per gli affari propri: di fronte ad un pubblico occorre
rispetto ed autocontrollo, a maggior ragione se poi è previsto un
pagamento per la vostra opera.
Configurazione del software

Sistema operativo e software sono configurati al meglio? Avete


disattivato salvaschermi, antivirus, esecuzione automatica di programmi
che potrebbero piantarvi la macchina durante l'uso?
E' una buona idea usare una macchina con molta memoria ram libera e un
disco deframmentato. Se utilizzate una scheda audio esterna o un
controller manuale del software, assicuratevi che i drivers siano ben
configurati e l'hardware funzioni. Curate molto bene la prova dei
sistemi software e dei controller durante le prove di impianto audio.

Il setup del software di mixaggio è idoneo a quello che intendete fare?


Se utilizzate un solo computer con una sola scheda audio, assicuratevi
di poter garantirvi il preascolto. Per un uso casalingo si può usare
anche una scheda audio comune, dotandola all'uscita del famigerato
"audio splitter". Trattasi di un jack particolare che permette di
sdoppiare i canali (es. da stereo a due canali mono) in modo che un
canale vada nella vostra cuffia e l'altro all'impianto audio.
In ogni caso, qualsiasi configurazione adoperate (audio-splitter,
scheda audio 5.1, due schede etc...) bisogna che il software lo sappia,
cioè dovete selezionare nel setup di configurazione cosa usate.
Il setup è una cosa che alle volte può diventare noiosa e avvilente, la
dice molto lunga sulla qualità del software. Prendete nota su un foglio
delle configurazioni per non dover perdere di nuovo tempo prezioso
quando dovrete riconfigurare.
Alcuni software permettono la scelta dei parametri audio e la
regolazione della latenza: fate delle prove e regolatevi di conseguenza.
Altri parametri possono essere configurati come le scorciatoie da
tastiera, gli skins, il formato di uscita del registratore digitale
etc...

riprodurre i brani: caricamento al player e uso del crossfader

Eseguito il setup caricate nella playlist la directory con la musica, e


a seconda dei software, caricate un paio di brani sui lettori A e B.
Solitamente basta cliccare il brano e trascinarlo sul player tenendo
premuto il tasto del mouse. Ora se il setup è corretto, impianto e
cuffie sono a posto e tutto è acceso, cliccate sul tasto play. Mentre
ascoltate il brano, se il software ha un contatore automatico di bpm,
vi restituirà immediatamente il numero di battute al minuto.
Adesso possiamo lavorare sull'altro brano: cliccate play... NO!!! Ecco
una cosa da non fare mai!!! Se è in diffusione il brano A e volete
ascoltare B, riverserete il segnale di B sopra A se non abbassate il
volume del player o se il crossfader è in reset, cioè è centrale.
Quindi attenzione sempre a dove sta il crossfader. E' una buona idea,
dopo ogni mixaggio, mettere il crossfader tutto sul lato del player in
diffusione e in posizione di default tutto il resto.
Con un'universo di funzioni sintetizzate in uno schermo, è facilissimo
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scordarsi qualcosa che magari con materiali veri non vi sareste mai
immaginato di trascurare. L'esempio del crossfader è tipico, ma altri
disastri si possono combinare anche caricando il brano sul player che
sta andando in diffusione e non su quello libero di essere
preascoltato. Se il programma non vi fa comparire una schermata
avvisandovi del rischio, bloccherete di brutto il brano che la
gente sta ballando sovrascrivendolo con quello nuovo che caricate. Si
traduce in un blocco della musica e in un pauroso silenzio cimiteriale
dell'impianto, ovviamente. Oltre che a centinaia di occhi arrabbiati
puntati su di voi, se state facendo un set in pubblico.
riabilitare i parametri di default

Se usate i tasti che uccidono le frequenze negli equalizzatori,


ricordatevi di riabilitarli appena non occorrono più, o perderete molto
tempo in seguito a capire come mai i bassi, ad esempio, non escono
dalle casse.
Stesso discorso per i volumi dei player o per il guadagno.
Ma anche per i volumi dei monitor o delle cuffie. Una volta sono quasi
impazzito perchè nelle cuffie non sentivo niente nonostante avessi
rifatto più volte il setup. Un'occhiata attenta ai cursori dei volumi è
stata rivelatrice. Vari programmi mettono a zero i volumi di default o
danno le cuffie spente fino a che non gli diciamo che le vogliamo
utilizzare.

limiti del contatore automatico di bpm

Non fidatevi eccessivamente del contatore automatico di bpm, specie se


mixate brani diversi dalla house. Personalmente ho usato software per
mixare tutti i generi ma dovete tener conto che certi programmi
funzionano bene su sonorità house e faticano a ritrovare bpm e
sincronia con brani di altro genere. Alcuni software hanno dei filtri
da scegliere in base ai generi nelle opzioni di setup, ma accade spesso
di ritrovarsi con valori di bpm pari al doppio o alla metà. Intervenite
manualmente dove potete farlo per correggere i valori di bpm.

automixaggio e sincronizzatore

Non fidatevi troppo delle funzioni di automixaggio e della


sicronizzazione automatica, specie nelle transizioni fra un genere e
l'altro o se mixate dei generi diversi dalla house. Non esiste, e
sottolineo non esiste, ancora nessun software che permetta di fare a
meno del preascolto. Anche se maturerete una certa esperienza e potrete
tranquillamente passare da un brano all'altro senza usare le cuffie,
non è il caso di farne una consuetudine. Anzi, usate delle buone cuffie
per aiutare il software a sincronizzare meglio i brani. Molti
professionisti utilizzano solo per questo motivo dei controller
esterni, recuperando la tattilità dei sistemi analogici.

supremazia dei vinili

Non pretendete cose impossibili da un software: se si usano ancora i


vinili per fare certa musica, ci sarà un motivo...mi riferisco all'uso
dello scratch specie per la musica rap e hip-hop. L'emulazione di
scratch è un traguardo molto importante raggiunto dai software, ma la
strada da fare per mandare i piatti nei negozi di antiquariato è ancora
molto lunga. Certo qualche effetto si può fare ma senza esagerare.
Personalmente mi è capitato di piantare più di un programma giocando
con lo scratch avanti e indietro sui brani, perchè il sistema lavora
tantissimo. Non so il perchè, chiedetelo ai programmatori.

Ci sarebbero forse altre cose da dire ma ora non me ne vengono in


mente. Rimane comunque chiaro un concetto: se siete troppo esigenti e
nessun software fa per voi, comprate una coppia di piatti e datevi al
vinile. Argomento chiuso.
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