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Procedure modulo C

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RILEVAZIONE DEI DATI E INDIVIDUAZIONE DI
INCONTINENZAURINARIA E/O RIENZIONE

MONITORAGGIO DEL VOLUME DELLE URINE MEDIANTE


L’INDIVIDUAZIONE DEL GLOBO VESCICALE

SCOPO:

• Calcolare in modo non invasivo il volume delle urine


• Determinare l’indicazione alla cateterizzazione per alleviare la

distensione vescicale.

PROCEDURA:

1) identificare l’assistito
2) spiegare la procedura
3) lavare le mani e indossare i guanti monouso
4) garantire la privacy: tirare la tenda attorno al letto e chiudere la porta della stanza
5) alzare il letto a un’altezza comoda per lavorare. Aiutare l’assistito ad assumere la posizione
supina. Esporre solo il distretto addominale e l’area sovra pubica.
6) La palpazione inizia a livello dell’ombelico e si sposta verso il basso in direzione della
sinfisi pubica, per determinare la distensione vescicale. La palpazione della vescica deve
essere sufficientemente profonda per definirne i bordi, ma al tempo stesso delicata in
quanto può risultare fastidiosa e al tempo stesso stimolare la minzione.
7) La percussione inizia a livello dell’ombelico e si sposta verso il basso in direzione della
sinfisi pubica. Se la vescica è vuota o contiene poca urina si sentirà una nota sorda, il suono
normale atteso sopra all’addome. La percussione su una vescica distesa produrrà un suono
soffocato.
8) Togliere i guanti e lavarsi le mani

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IMPIEGO DI DISPOSITIVI ESTERNI PER INCONTINENZA APPLICAZIONE DI
UROCONTROL / UROGUAINA

SCOPO:

• Mantenere il paziente asciutto


• Garantire l’integrità della cute dell’area genitale
• E’ una valida alternativa al pannolone i n caso di allergia
• Garantisce un buon controllo della diuresi in quanto collegato a sacca di
• raccolta graduata.

MATERIALE OCCORRENTE:

Sapone
Acqua calda
Guanto di spugna
Asciugamani
Rasoio monouso
cerotto
Protettore cutaneo preconfezionato
Urocontrol con striscia adesiva
misuratore
Guanti
Sacca di raccolta con tubo di drenaggio o sacca da gamba con strisce

PROCEDURA:

• Identificare l’assistito
• Spiegare la procedura
• Garantire la privacy; tirare la tenda attorno al letto e chiudere la porta della stanza.
• Alzare il letto ad una posizione comoda per lavorare.
• Aiutare il paziente ad assumere la posizione supina
• Aiutare il paziente a rimuovere il pigiama
• Lavare le mani e indossare i guanti monouso
• Aiutare il paziente a divaricare leggermente le gambe
• Coprire il paziente con un telo affinché siano scoperti solo i genitali
• Lavare i genitali con acqua e sapone quindi asciugarli , come descritto nella procedura igiene
genito-perineale
• Regolare il pelo in eccesso alla base del pene
• Applicare una sottile pellicola di protezione per la pelle del pene. Lasciare asciugare per 30
secondi.
• Scegliere il dispositivo di diametro adeguato.( Dopo avere rilevato con l’uso del rilevatore il
diametro

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• Con la mano non dominante afferrare fermamente il pene e con quella dominante applicare il
condom, srotolandolo fino alla base del pene. Lasciare 2,5 – 5cm tra il glande e il l dispositivo(
condom).
• Attaccare il condotto finale della guaina al sistema di raccolta, evitando che si formino delle
pieghe
• Assicurare il tubo alla superficie interna della coscia
• Assicurare la sacca di raccolta al letto in modo che non interferisca con le spondine
• Aiutare il paziente a rivestirsi
• Scartare il materiale inutilizzato
• Rimuovere i guanti
• Lavare le mani
• Osservare il pene dopo 15 – 30 min per individuare eventuali cambiamenti.

RIMOZIONE DELLA GUAINA

La guaina dovrà essere sostituita ogni 24 ore

• Scollegare la sacca da gamba o da letto


• Srotolare delicatamente la guaina verso il glande
• L’adesivo verrà rimosso con la guaina stessa. Nel caso rimanessero dei residui, lavare la
cute con un detergente delicato.

SISTEMI DI RACCOLTA DELLE URINE

La guaina dopo essere stata posizionata deve essere collegata al dispositivo di raccolta dell’ urina:
sacca da gamba o da letto.

SACCA DA GAMBA

La sacca da gamba può essere posizionata, con lacci elastici, sia all’altezza della coscia che al
polpaccio, secondo la necessità del paziente, cambierà solo la lunghezza del tubo di collegamento
con la guaina.

La sacca è dotata di rubinetto di scarico che ne permette lo svuotamento. Questo consente di evitare
tensioni a carico dei lacci di sostegno che sorreggono il peso della sacca. Si consiglia di svuotarla
quando è piena per i due terzi.

SACCA DA LETTO

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La sacca da letto può essere utilizzata durante la notte. Avendo una capacità maggiore, consente al
paziente un miglior riposo.

INCONTINENZA URINARIA E/O FECALE UTILIZZO DEL PANNOLONE

SCOPO:

• mantenere il paziente asciutto;


• Garantire un buon standard di igiene nel paziente incontinente, non autosufficiente;
• Garantire l’integrità della cute dell’area genitale.

PROCEDURA:

• Identificare l’assistito
• Spiegare la procedura
• Garantire la privacy; tirare la tenda attorno al letto e chiudere la porta della stanza.
• Alzare il letto ad una posizione comoda per lavorare.
• Aiutare il paziente ad assumere la posizione supina.
• Aiutare il paziente a rimuovere il pigiama.
• Lavarsi le mani e indossare i guanti monouso.
• PAZIENTE COLLABORANTE: Invitare il paziente a piegare le ginocchia e ad
appoggiare i piedi saldamente sul piano del letto invitandolo a sollevare il bacino.
• Posizionare il pannolone, ben aperto, tra i glutei ed il materasso
• Invitare il paziente ad abbassare il bacino e divaricare un poco le gambe in modo da fare
aderire il presidio all’inguine.
• PAZIENTE NON COLLABORANTE: ruotare il paziente su un lato, posizionare il
pannolone, per circa la metà , tra il paziente ed il materasso quindi ruotarlo sul lato
controlaterale . Estrarre il pannolone e distenderlo in modo da evitare pieghe. Riportare il
paziente in posizione supina, aiutandolo a divaricare con delicatezza le gambe al fine di fare
aderire il presidio all’inguine.
• Incrociare i lembi del pannolone posti ad ogni lato, fissandoli, con gli appositi adesivi, in
modo fermo ma non troppo stretto.
• Aiutare il paziente a rivestirsi
• Rimuovere i guanti
• Lavare le mani

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USO DEI PRESIDI PER INCONTINENZA

INCONTINENZA
(paziente bagnato)

CONTINENZA
DIPENDENTE INCONTINENZA
(paziente asciutto con CONTENUTA
assistenza nell’utilizzo della (urine trattenute da
toilette, trattamento pannoloni o da dispositivi
comportamentale e/o esterni)
farmaci)

Paradigma per la continenza ( I.C.S.)

CONTINENZA
INDIPENDENTE
(paziente asciutto senza
dipendenza trattamenti
continui)

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CATETERISMO VESCICALE

SCOPO:

• Drenaggio delle urine a seguito di una ritenzione acuta o cronica


• Monitoraggio della diuresi nei pazienti critici
• Esecuzione di test di funzionalità vescicale
• Trattamento endovescicale con farmaci citotossici

PREPARAZIONE DEL MATERIALE

Materiale per le cure igieniche


Cerotto
Contenitore per i rifiuti
Materiale per cateterismo:

catetere vescicale di piccolo calibro che Kit per cateterismo:


assicuri un buon drenaggio delle urine
(FOLEY). 2 paia di guanti preincartati

preconnessoa sacca urinaria a circuito 4 tamponi rotondi mm40


chiuso,con gocciolatoio,filtro antibatterico,sito
di prelievo, rubinetto di drenaggio e valvola 2 garze cm 7x9 a 8 strati
antireflusso
1telo TNT bi-accoppiato cm 59x60 con foro e
taglio

sacca di raccolta sterile a circuito chiuso 1telo TNT bi-accoppiato cm 35x35

1 pinza anatomica

1 telo TNT bi-accoppiato cm 60x60

1 disinfettante a base di clorexidina o PVP ml25

1 siringa con gel

1 siringa con acqua

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CATETERISMO VESCICALE FEMMINILE

Sequenza degli atti Razionale


Identificare il paziente
Informare il paziente e spiegare in modo Rispetto del diritto all’informazione;
semplice la procedura fondamentale al fine di ottenere il consenso e la
piena collaborazione durante la procedura.
Assicurare la privacy Rispetto della dignità della persona assistita
Alzare il letto ad una altezza comoda per
lavorare
Aiutare il paziente ad assumere la posizione Favorire l’esecuzione della tecnica
supina
Indossa i guanti non sterili
Se il paziente è autosufficiente invitarlo ad Un’adeguata cura igienica riduce il rischio di
eseguire un’accurata igiene intima contaminazione

Se il paziente non è autosufficiente provvedere


ad effettuare l’igiene intima
Predisporre il materiale occorrente su un Ottimizzare i tempi e ridurre il disagio alla
carrello persona assistita
Eseguire il lavaggio antisettico delle mani con Un corretto lavaggio antisettico delle mani
un prodotto a base alcolica previene la trasmissione di microrganismi ( vedi
protocollo “ Igiene delle mani degli operatori e
corretto utilizzo dei guanti n° 02 Rev.01 maggio
2005)
Apre il kit per cateterismo vescicale: Creare un campo sterile

indossa il primo paio di guanti sterili


dispone il telo sterile sul carrello
dispone il materiale in ordine sul campo
sterile
versare il disinfettante monodose sui
tamponi

Per eseguire l’antisepsi del meato urinario

Eseguire l’antisepsi del meato uretrale Un’asepsi rigorosa deve essere mantenuta per
utilizzando l’apposita pinza ed i tamponi ridurre la possibilità di diffondere infezioni del
precedentemente imbevuti, procedendo nel tratto urinario
seguente modo:

in un solo passaggio dall’alto verso il basso,


disinfetta le grandi labbra,le piccole labbra, il
meato uretrale, cambiando tampone ad ogni
passaggio.

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Rimuovere il primo paio di guanti
Aprire e lasciare cadere sul campo sterile il Garantire la sterilità
catetere e la sacca per la raccolta delle urine
Indossare il secondo paio di guanti
Raccordare il catetere alla sacca di raccolta
Prendere il telino fenestrato ed esegue la Per coprire i genitali, determinare la zona da
copertura dei genitali cateterizzare e garantire l’antisepsi
Prendere la siringa contenente il gel lubrificante Il lubrificante facilita l’inserimento del catetere
, lo applica su circa i 2/3 del catetere e riduce il trauma uretrale
Inserire il catetere pre-connesso lentamente per Deve essere lasciato una spazio sufficiente per
circa 5-6 cm. Fino alla comparsa delle urine gonfiare il palloncino. Questo assicura che il
palloncino venga gonfiato in vescica e non in
Inserire altri 2-3 cm uretra.
Prendere la siringa contenente 10ml di Ancoraggio del catetere in vescica
soluzione bidistillata e gonfiare il palloncino
Verificare l’ancoraggio del catetere ritraendolo
di alcuni centimetri
Fissare il catetere con cerotto all’interno della Riduce la frizione, l’irritazione uretrale e i
coscia traumi durante i movimenti. Riduce la
possibilità di formare ulcere da pressione
sull’uretra.
Attaccare la sacca di drenaggio al bordo del Per non impedire il buon drenaggio delle urine
letto, ad un piano più basso rispetto alla vescica
assicurandosi che il tubo non presenti
angolazioni
Controllare le urine drenate: colore, quantità
Informare il paziente che: Prevenire comportamenti scorretti e ridurre il
rischio di infezioni
non deve tirare il catetere
deve segnalare l’insorgenza di
problematiche a personale qualificato
deve mantenere una buona igiene dei
genitali
eseguire il lavaggio delle mani prima e
dopo aver maneggiato il catetere

Riordinare il materiale, smaltire i rifiuti negli Rispetto dei principi di gestione dei materiali in
appositi contenitori uso e delle norme vigenti
Rimuovere i guanti
Lavaggio delle mani
Registrare: la motivazione del cateterismo, la Verificare la quantità e colore delle urine.
data in cui la procedura è stata eseguita,
Per programmare la data della successiva
Il tipo e diametro del catetereutilizzato, sostituzione del catetere
quantità e colore delle urine, eventuale residuo
post-minzionale

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CATETERISMO VESCICALE MASCHILE

Sequenza degli atti Razionale


Identificare il paziente
Informare il paziente e spiegare in modo Rispetto del diritto all’informazione;
semplice la procedura fondamentale al fine di ottenere il consenso e la
piena collaborazione durante la procedura.
Assicurare la privacy Rispetto della dignità della persona assistita
Alzare il letto ad una altezza comoda per
lavorare
Aiutare il paziente ad assumere la posizione Favorire l’esecuzione della tecnica
supina
Indossa i guanti non sterili
Se il paziente è autosufficiente invitarlo ad Un’adeguata cura igienica riduce il rischio di
eseguire un’accurata igiene intima contaminazione

Se il paziente non è autosufficiente provvedere


ad effettuare l’igiene intima
Predisporre il materiale occorrente su un Ottimizzare i tempi e ridurre il disagio alla
carrello persona assistita
Eseguire il lavaggio antisettico delle mani con Un corretto lavaggio antisettico delle mani
un prodotto a base alcolica previene la trasmissione di microrganismi ( vedi
protocollo “ Igiene delle mani degli operatori e
corretto utilizzo dei guanti n° 02 Rev.01 maggio
2005)
Apre il kit per cateterismo vescicale: Creare un campo sterile

indossa il primo paio di guanti sterili Per eseguire l’antisepsi del meato urinario
dispone il telo sterile sul carrello
dispone il materiale in ordine sul campo
sterile
versare il disinfettante monodose sui
tamponi

Eseguire l’antisepsi del meato uretrale Un’asepsi rigorosa deve essere mantenuta per
utilizzando l’apposita pinza ed i tamponi ridurre la possibilità di diffondere infezioni del
precedentemente imbevuti, procedendo nel tratto urinario
seguente modo:

retrarre il prepuzio verso la base del glande,


solleva il pene con l’ausilio di una garza, esegue
la disinfezione con soluzione antisettica in un
unico passaggio con movimenti circolari dal
meato urinario verso l’esterno(sostituendo ogni
volta i tamponi). Porre una garza sterile al di
sotto del pene
Rimuovere il primo paio di guanti
Aprire e lasciare cadere sul campo sterile il Garantire la sterilità
catetere e la sacca per la raccolta delle urine

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Indossare il secondo paio di guanti
Raccordare il catetere alla sacca di raccolta
Prendere il telino fenestrato ed esegue la Per coprire i genitali, determinare la zona da
copertura dei genitali cateterizzare e garantire l’antisepsi
Prendere la siringa contenente il gel lubrificante Il lubrificante facilita l’inserimento del catetere
e lo applica su circa i 2/3 del catetere e il e riduce il trauma uretrale
restante lo introduce in uretra
Inserire il catetere: Deve essere lasciato una spazio sufficiente per
gonfiare il palloncino. Questo assicura che il
mantenendo il pene verticalmente , alla palloncino venga gonfiato in vescica e non in
percezione di un minimo ostacolo abbassare il uretra.
pene orizzontalmente ,in modo da consentire al
catetere di procedere delicatamente fino a
superare l’uretra prostatica e giungere in
vescica. Ora vedremo uscire urina. E’ utile
introdurre il catetere in uretra per tutta la sua
lunghezza.

Prendere la siringa contenente 10ml di Ancoraggio del catetere in vescica


soluzione bidistillata e gonfiare il palloncino
Verificare l’ancoraggio del catetere ritraendolo
di alcuni centimetri
Ricopre il glande riposizionando il prepuzio Evitare parafimosi
Fissare il catetere con cerotto all’interno della Riduce la frizione l’irritazione e i traumi
coscia (alternandolo a periodi di uretrali durante i movimenti. Riduce la
ventralizzazione) possibilità di formare ulcere da pressione
sull’uretra.
Attaccare la sacca di drenaggio al bordo del Per non impedire il buon drenaggio delle urine
letto, ad un piano più basso rispetto alla vescica
assicurandosi che il tubo non presenti
angolazioni
Controllare le urine drenate: colore, quantità
Informare il paziente che: Prevenire comportamenti scorretti e ridurre il
rischio di infezioni
non deve tirare il catetere
deve segnalare l’insorgenza di
problematiche a personale qualificato
deve mantenere una buona igiene dei
genitali
eseguire il lavaggio delle mani prima e
dopo aver maneggiato il catetere

Riordinare il materiale, smaltire i rifiuti negli Rispetto dei principi di gestione dei materiali in
appositi contenitori uso e delle norme vigenti
Rimuovere i guanti
Lavaggio delle mani

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Registrare: la motivazione del cateterismo, la Verificare la quantità e colore delle urine.
data in cui la procedura è stata eseguita,
Per programmare la data della successiva
Il tipo e diametro del catetere, quantità e colore sostituzione del catetere
delle urine ed eventuale residuo post-minzionale

IMPORTANTE
In presenza di globo vescicale o ristagno di urina, svuotare la vescica lentamente per evitare un
possibile shock post-minzionale; occorre pertanto effettuare lo svuotamento avendo cura di
clampare il tubo di drenaggio dopo la fuoriuscita di 500-600 ml di urina per alcuni minuti, ed in
seguito 300 ml per volta fino a completo svuotamento.

E’ importante registrare la quantità di residuo urinario rilevato dopo il posizionamento del catetere
vescicale.

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LA RACCOLTA DI UN CAMPIONE DI URINA STERILE

DA CATETERE A PERMANENZA

PROCEDURA:

Controlla la prescrizione
Identifica l’assistito
Prepara il materiale: guanto non sterile, tampone sterile, disinfettante iodato (PVP iodio)
siringa 10 ml sterile, c lamp o pinza contenitore sterile, etichetta, sacca di protezione per
materiale biologico, contenitore per taglienti , contenitore per rifiuti
Spiega la procedura
Garantisce la privacy: tira la tenda attorno al letto del paziente e chiude la porta
Aiuta il paziente ad assumere la posizione più idonea, in modo da rendere facilmente
accessibile il catetere vescicale.
Lava le mani con soluzione alcolica
Indossa i guanti
Clampa a valle il tubo di drenaggio per qualche minuto
Disinfetta con PVP iodio l’apposito dispositivo
aspira con la siringa 10-20 ml di urine
apre il contenitore sterile facendo attenzione a non contaminarlo
smaltisce l’ago nel contenitore taglienti
trasferisce l’urina dalla siringa al contenitore
riportare i dati del paziente sul contenitore
ripone il contenitore nell’apposita sacca per materiale biologico
invia il campione in laboratorio correlato di apposita richiesta
nel caso che la consegna al laboratorio non sia possibile conserva il campione in frigorifero.

LA RACCOLTA DI UN CAMPIONE DI URINE

Sono diversi gli esami che si possono effettuare sulle urine:

1. esame urine standard


2. citologia urinaria
3. esami colturali (urinocoltura)

Diversi esami richiedono diverse procedure di raccolta dei campioni, in adeguati contenitori, che
saranno accompagnati da una specifica richiesta .

SCOPO: ottenere un campione di urine non contaminato, per analisi di routine o studi diagnostici
che includono colture e antibiogrammi.

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1. ESAME URINA STANDARD

MATERIALE OCCORRENTE:

- necessario per l’igiene intima

- pappagallo/padella/vasetto di raccolta

- contenitore per es. urine

- etichetta

- guanti

- sacca di protezione per materiale biologico

PROCEDURA:

Controlla la prescrizione, identifica il paziente


Prepara il materiale occorrente
Garantisce la privacy del paziente
Spiega la procedura
Lava le mani con soluzione alcolica e indossa i guanti
Se il paziente è autosufficiente viene invitato a lavarsi le mani ed eseguire l’igiene dei
genitali, autonomamente ed in bagno, quindi gli viene spiegata la tecnica di raccolta delle urine.
Se il paziente non è autosufficiente lo aiuta ad assumere la posizione supina,
Protegge il letto con una traversa
Dopo avere posizionato la padella esegue l’igiene intima prima di effettuare il prelievo di un
campione di urine poiché queste non dovrebbero essere contaminate con feci o carta igienica.
Se la donna è mestruata si deve segnalare sul campione. Quindi rimuove la padella.
Inserisce una nuova padella e/o pappagallo per la raccolta del campione ( Il campione di urina
pulito può essere raccolto in un pappagallo e/o padella o direttamente in un vasetto di raccolta .
Traferisce l’urina dal recipiente al contenitore (20 -30 ml di urina della prima minzione del
mattino)
Rimuove i guanti, lava le mani con gel alcolico
Etichetta correttamente il contenitore
Invia il campione in laboratorio correlato di apposita richiesta

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2. ESAME CITOLOGICO DELLE URINE

Modalità di raccolta del campione:

Esclusa l’urina della prima minzione mattutina, raccogliere l’urina di una qualunque minzione della
giornata nel contenitore con fissativo fino al livello indicato.

Per facilitare la diuresi si consiglia di incrementare l’assunzione di liquidi

Raccogliere l’urina per 3 giorni consecutivi, conservare i contenitori in luogo fresco

Al termine della raccolta, consegnare i campioni in laboratorio accompagnati dall’apposita


richiesta.

Per la procedura della raccolta del campione per citologia urinaria si fa riferimento alla procedura
sopra descritta per la raccolta del campione di urina standard

Autoraccolta di un campione di urina dal mitto intermedio nella donna

Infermiera Paziente
conferma la prescrizione La paziente potrà eseguire l’igiene dei
identifica l’assistito genitali autonomamente ed in bagno.
istruisce la paziente sull’esecuzione della Dopo essersi lavata le mani, separato le
corretta igiene dei genitali e lavaggio piccole labbra, utilizzando un detergente
delle mani commerciale , procederà alla detersione
Fornisce il contenitore sterile del perineo ,con un unico passaggio
Ritira il campione di urina ,e ne asciuga dall’alto verso il basso ripetuto per
con una salvietta la superficie esterna. almeno tre volte .
Riporta i dati anagrafici della paziente
sul contenitore
Ripone il campione nell’apposita sacca
per materiale biologico Sempre mantenendo separate le piccole
Compila la richiesta labbra lascia andare il primo getto di
Rimuove i guanti urina nella toilette. Mantenendo il
Lava le mani con gel alcolico contenitore sotto il getto delle urine
Invia il campione in laboratorio raccoglie il mitto intermedio.
rispettando i tempi o sa come
conservarlo

La paziente chiude il contenitore,


termina la minzione e si lava le mani

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Autoraccolta di un campione di urina dal mitto intermedio nell’uomo

Infermiera paziente
conferma la prescrizione il paziente potrà eseguire l’igiene dei
identifica l’assistito genitali autonomamente ed in bagno.
istruisce il paziente sull’esecuzione della Dopo essersi lavato le mani, scoprirà il
corretta igiene dei genitali e lavaggio glande per esporre il meato. Utilizzando
delle mani dei tamponcini imbevuti di antisettico
Fornisce il contenitore sterile procederà alla pulizia del glande
Ritira il campione di urina ,e ne asciuga partendo dall’alto fino alla base del
con una salvietta la superficie esterna. pene, ripetendo l’operazione almeno tre
Riporta i dati anagrafici del paziente sul volte.
contenitore
Ripone il campione nell’apposita sacca
per materiale biologico
Compila la richiesta il paziente lascia andare il primo getto
Invia il campione in laboratorio di urina nella toilette. Mantenendo il
rispettando i tempi e se ciò non è contenitore sotto il getto delle urine
possibile lo conserva in frigorifero raccoglie il mitto intermedio.

Il paziente chiude il contenitore, termina


la minzione e si lava le mani

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RACCOLTA DI UN CAMPIONE DI URINE DA UN BAMBINO SENZA IL
CONTROLLO DELLA MINZIONE

PROCEDURA:

Controlla la prescrizione
Identifica l’assistito
Prepara il materiale: guanto non sterile, detergente per igiene dei genitali contenitore
sterile, sacca di raccolta adesiva sterile, etichetta, sacca di protezione per materiale
biologico, contenitore per rifiuti
Spiega la procedura ai genitori, se presenti.
Garantisce la privacy: tira la tenda attorno al letto del paziente e chiude la porta
Lava le mani con soluzione alcolica
Indossa i guanti
Posiziona il bambino supino e rimuove il pannolino
Pulisce l’area genitale con acqua e sapone e con antisettico, separando le labbra e
procedendo dall’alto verso il basso ,nella femmina, nel caso di un bimbo; pulisce il pene e lo
scroto esponendo il meato urinario
Risciacquare e asciugare
Rimuove la carta della parte adesiva della sacca di raccolta
Divaricare le gambe del bambino e fare aderire perfettamente il sistema si raccolta al
perineo includendo la vagina e/o il pene
Mettere ben stretto il pannolino
Controllare ogni 15 min. il sacco di raccolta
Quando il bambino ha urinato , indossare i guanti e rimuovere con delicatezza il sistema di
raccolta trasferendo l’urina nell’apposito contenitore
Elimina i rifiuti negli appositi contenitori
Riportare i dati del paziente sul contenitore
ripone il contenitore nell’apposita sacca per materiale biologico
rimuove i guanti
lava le mani con gel alcolico
invia il campione in laboratorio correlato di apposita richiesta
nel caso che la consegna al laboratorio non sia possibile conserva il campione in frigorifero

LA SACCA DI RACCOLTA

I punti di ingresso dei microorganismi nel sistema di drenaggio urinario sono:

• giunzione catetere-tubo di drenaggio


• rubinetto sacca di raccolta

la sostituzione della sacca deve avvenire contemporaneamente alla sostituzione del catetere

le sacche di raccolta devono essere sostituite:

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• in caso di danneggiamento o perdita di liquido
• quando si osserva un accumulo di sedimento
• quando diventano maleodoranti

in presenza di queste situazioni eccezionali si valuti comunque sempre il caso di sostituire se


possibile anche il catetere.

Svuotamento della sacca di raccolta

lavarsi le mani e indossare i guanti prima di toccare il rubinetto di scarico


assicurarsi che il rubinetto non tocchi MAI il pavimento ma sia riposto nell’apposita tasca
utilizzare un recipiente pulito, largo e basso per svuotare la sacca
evitare che bordi o pareti del contenitore vengano a contatto con il rubinetto
vuotare la sacca e al termine chiudere il rubinetto e riporlo nell’apposita tasca
verificare il corretto posizionamento della sacca (sempre sotto il livello della vescica)
rimuovere i guanti e lavarsi le mani con sapone antimicrobico

RIMOZIONE DEL CATETERE VESCICALE


PROCEDURA:

identifica il paziente
garantisce la privacy
spiega la proceduta
prepara il materiale: siringa 10ml, arcella, guanti monouso, contenitore per taglienti e per
rifiuti
aiuta il paziente ad assumere la posizione adeguata
predispone il materiale su un piano
indossa i guanti
manovra con delicatezza il dispositivo di ancoraggio del catetere (valvola di sicurezza)
abbocca la siringa da 10 ml alla valvola del catetere esercitando una leggera pressione
aspirare tutto il liquido presente (solitamente 10 ml)
retrarre il catetere con delicatezza
eseguire l’igiene del meato, al fine di rimuovere eventuali secrezioni uretrali provocate dalla
rimozione del catetere.
Smaltisce i rifiuti negli appositi contenitori
Rimuove i guanti e si lava le mani con soluzione alcolica
Informa il paziente sulla condotta da tenere circa;
l’idratazione ( non massiva)
la modalità delle minzioni (può essere richiesto il controllo della diuresi delle 24 ore)
l’eventuale insuccesso nella ripresa spontanea della minzione
Registra la procedura e i dati

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IGIENE ED APPARECCHIATURA DELLE PRINCIPALI DERIVAZIONI
URINARIE INCONTINENTI :

• URETEROCUTANEO STOMIA MONO O BILATERALE (U.C.S.)


• URETEROILEOCUTANEOSTOMIA ( U.I.C.S.)

SCOPO:

• Favorire il benessere psicofisico della persona con stomia


• Assicurare l’integrità della cute peristomale
• Identificare il presidio appropriato
• Assicurare l’adesività ed il mantenimento in situ del sistema di raccolta applicato
• Promuovere l’autonomia della persona ad effettuare l’igiene della stomia e la sostituzione
del sistema di raccolta

URETEROCUTANEOSTOMIA
MATERIALE OCCORRENTE:

carrello o vassoio
sacchetto per rifiuti
sistema di raccolta monopezzo o a due pezzi con valvola antireflusso e rubinetto di scarico
acqua tiepida potabile
sapone neutro o soluzione detergente
panno carta o garze non sterili
pasta barriera
guanti monouso

PROCEDURA:

Sequenza degli atti Razionale


Lavaggio delle mani con antisettico Evitare la contaminazione tra: operatore –
ambiente – assistito
Predisporre il materiale Ottimizzare i tempi

Ridurre il disagio alla persona assistita


Informare la persona assistita Rispettare il diritto all’informazione

Coinvolgere l’assistito
Fare assumere alla persona la posizione supina Favorire l’esecuzione della tecnica
Indossare i guanti Prevenire la contaminazione tra operatore e
assistito e viceversa
Rimuovere il sistema di raccolta dall’alto verso Evita la fuoriuscita delle urine dal sistema di
il basso, tendendo ed umidificando la cute raccolta.
peristomale
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Facilita la rimozione

Previene microtraumi della cute peristomale


Chiudere i tutori ureterali con la pinza klemmer Impedire la fuoriuscita di urina dai tutori
a circa 2 cm dallo stoma durante l’esecuzione della procedura
Detergere la cute peristomale con acqua e Mantenere la cute integra
sapone

Effettuare la detersione con movimenti circolari Previene la contaminazione delle vie urinarie
centrifughi
Asciugare la cute con garze o panno carta Evita l’insorgenza di lesioni micotiche

Favorisce l’adesione della placca alla cute


peristomale
Applicare la pasta barriera sulla giunzione muco Protegge la giunzione muco cutanea dal contatto
cutanea con le urine

Evita l’infiltrazione degli effluenti al di sotto


della placca
Lasciare asciugare la pasta per 30 sec. Permette l’evaporazione della base alcolica
contenuta e la modellabilità della pasta
modellare la pasta inumidendo il dito con acqua Creare uno strato livellato ed uniforme della
zona peristomale
Rimuovere la pellicola che protegge l’adesivo
Introdurre i tutori nel foro della placca
Chiudere i tutori ureterali con la pinza klemmer Impedire la fuoriuscita di urina dai tutori una
al di sopra della placca volta che viene rimossa la pinza al di sotto della
placca
Rimuovere la pinza klemmer al di sotto della
placca
Far aderire la placca alla cute peristomale Protegge la cute peristomale dal contatto con le
urine
Rimuovere la pinza klemmer al di sopra della Consente la fuoriuscita delle urine
placca
Posizionare la sacca, introducendo i tutori al di Evitare infezioni urinarie per via retrograda
sopra della valvola antireflusso
Chiudere il rubinetto di scarico del sistema di Evitare la fuoriuscita delle urine
raccolta
Agganciare la sacca di raccolta alla flangia della
placca
Eliminare i rifiuti, riordinare il materiale e Garantire le norme di igiene e sicurezza per la
l’ambiente persona assistita e l’operatore.

Rispettare i principi di gestione dei materiali in


uso
Togliere i guanti
Lavaggio delle mani con antisettico Evitare le infezioni crociate

Pag. 20
URETEROILEOCUTANEOSTOMIA (U.I.C.S.)

PROCEDURA:

Sequenza degli atti Razionale

Lavaggio delle mani con antisettico Evitare la contaminazione tra: operatore –


ambiente – assistito
Predisporre il materiale Ottimizzare i tempi

Ridurre il disagio alla persona assistita


Informare la persona assistita Rispettare il diritto all’informazione

Coinvolgere l’assistito
Fare assumere alla persona la posizione supina Favorire l’esecuzione della tecnica
Indossare i guanti Prevenire la contaminazione tra operatore e
assistito e viceversa
Rimuovere il sistema di raccolta dall’alto verso Evita la fuoriuscita delle urine dal sistema di
il basso, tendendo ed umidificando la cute raccolta.
peristomale
Facilita la rimozione

Previene microtraumi della cute peristomale


Inserire nel lume o appoggiare alla stomia un Impedire la fuoriuscita di urina dallo stoma
tampone di garza durante l’esecuzione della procedura
Detergere la cute peristomale con acqua e Mantenere la cute integra
sapone
Asciugare la cute con garze o panno carta Evita l’insorgenza di lesioni micotiche

Favorisce l’adesione della placca alla cute


peristomale
Misurare il diametro della stomia con il Rilevare le dimensioni dello stoma
calibratore
Ritagliare la placca in base alla misura dello Adattare la placca allo stoma in modo da
stoma isolare al meglio la cute peristomale dal contato
con le urine

Applicare la pasta barriera sulla giunzione muco Protegge la giunzione muco cutanea dal contatto
cutanea con le urine

Evita l’infiltrazione degli effluenti al di sotto


della placca
Lasciare asciugare la pasta per 30 sec. Permette l’evaporazione della base alcolica
contenuta e la modellabilità della pasta
modellare la pasta inumidendo il dito con acqua Creare uno strato livellato ed uniforme della
zona peristomale

Pag. 21
APPARECCHIATURA CON SISTEMA MONOPEZZO

Chiudere il rubinetto di scarico del sistema di Evitare la fuoriuscita delle urine


raccolta
Rimuovere la pellicola che protegge l’adesivo
della placca
Rimuovere il tempone di garza inserito nel
lume della stomia
Piegare a metà la placca del sistema Facilitare l’applicazione del sistema di raccolta.
monopezzo,appoggiare il margine inferiore
del foro pretagliato al margine inferiore della Proteggere il bordo peristomale inferiore.
stomia.
Completare l’adesione del sistema di raccolta

APPARECCHIATURA CON SISTEMA A DUE PEZZI

Chiudere il rubinetto di scarico del sistema di Evitare la fuoriuscita di urine


raccolta
Rimuovere la pellicola che protegge l’adesivo
della placca
Rimuovere il tempone di garza inserito nel lume
della stomia
Accostare il bordo inferiore della placca, Facilitare l’applicazione del sistema di raccolta.
presagomata ,del sistema due pezzi al bordo
inferiore della stomia Proteggere il bordo peristomale inferiore.

Completare l’adesione del sistema di raccolta


Agganciare la sacca di raccolta alla flangia della
placca
Eliminare i rifiuti, riordinare il materiale e Garantire le norme di igiene e sicurezza per la
l’ambiente persona assistita e l’operatore.

Rispettare i principi di gestione dei materiali in


uso.
Togliere i guanti
Lavaggio delle mani con antisettico Evitare le infezioni crociate

Pag. 22
ALGORITMO DI GESTIONE

PREPARAZIONE DEL
MATERIALE
LAVAGGIO DELLE MANI
INFORMAZIONI AL
PAZIENTE
PREPARAZIONE DEL
PAZIENTE

MONOPEZZO
DISTACCO DUE PEZZI
DISPOSITIVO DISTACCO SACCA
MONOPEZZO RIMOZIONE PLACCA

ISPEZIONE DEL PRESIDIO


DETERSIONE COMPLESSO STOMALE
ASCIUGATURA DEL COMPLESSO
STOMALE
ISPEZIONE COMPLESSO STOMALE

IRREGOLARITA’
RETRAZIONE IRRITAZIONE CUTANEA
STOMIA CUTANEA

SISTEMA FILM PASTA


CONVESSO PROTETTIVO LIVELLANTE

MISURA DIAMETRO STOMIA

RITAGLIO PLACCA PLACCA PREFORATA

APPLICAZIONE
APPLICAZIONE DISP. MONOPEZZO
SACCA/PLACCA

VERIFICA ADESIONE DISPOSITIVO CON PAZIENTE Pag. 23


SEDUTO
L’EVACUAZIONE TRAMITE COLONSTOMIA E/O ILEOSTOMIA

LA CURA DELLA COLON/ILEOSTOMIA

MATERIALE OCCORRENTE:

• Carrello o vassoio
• Sacchetto per i rifiuti
• Sistema di raccolta ( 2 pezzi; placca e sacchetto – o monopezzo)
• Acqua tiepida potabile
• Sapone neutro
• Eosina2% soluzione acquosa, polvere assorbente
• Forbici con punta arrotondata
• Calibratore per stomie
• Guanti monouso

PROCEDURA:

• Lavaggio sociale delle mani


• Predisporre il materiale (ottimizzare il tempo, evitare disagi al paziente)
• Informare la persona assistita (rispettare il diritto all’informazione, coinvolgerla)

1. Fare assumere la posizione supina (favorire l’esecuzione della tecnica)


2. Indossare i guanti (prevenire le contaminazioni fra paziente e operatore e viceversa)
3. Rimuovere il sistema di raccolta dall’alto verso il basso, tendendo e umidificandola cute
peristomale

• Rimuovere le feci presenti sullo stoma con pannocarta (evitare la contaminazione della zona
circostante)
• Detergere la cute con acqua e sapone, con movimenti circolari centripeti (le feci, specie
dell’ileostomia, sono istolesive per le loro caratteristiche biochimiche, per cui è necessario
evitarne il contatto)
• Asciugare la cute con pannocarta tamponando( l’umidità favorisce la macerazione della
cute peristomale e non consente la buona adesione del presidio di raccolta)
• La cute è arrossata(1° stadio)effettuare sulla cute peristomale delle toccature con eosina 2%
soluzione acquosa, lasciando asciugare (prevenire sovra infezioni batteriche e/o micotiche)
• Se la cute è lesionata con soluzione di continuo che interessa il derma con eventuale
presenza di essudato e/o sanguinamento durante la manovra di distacco del sistema di
raccolta (2° stadio), applicare la polvere assorbente (favorire l’assorbimento dell’essudato)
• Rimuovere la polvere in eccesso (favorire la tenuta del sistema di raccolta)
• Misurare il diametro della stomia con il calibratore (rilevare le dimensioni della stomia)

Pag. 24
• Ritagliare il foro della placca delle stesse dimensioni della stomia (isolare la cute
peristomale dal contatto con le feci)
• Applicare la pasta barriera sulla giunzione muco-cutanea, specie nelle ileostomie
(proteggere la giunzione ed evitare l’infiltrazione delle feci al di sotto della placca)
• Lasciare asciugare per 30 sec. la pasta (lasciare evaporare le componenti alcoliche)
• Modellare la pasta (creare uno strato uniforme attorno allo stoma)
• Rimuovere la pellicola che protegge l’adesivo della placca e premere delicatamente ma con
fermezza sull’idrocolloide a contatto con la cute.
• Eliminare i rifiuti, riordinare il materiale e l’ambiente ( garantire le norme di igiene e
sicurezza per il paziente e l’operatore)
• Lavare le mani (evitare le contaminazioni operatore/paziente e viceversa)

IRRIGAZIONE TRAMITE COLONSTOMIA

SCOPO DELLA TECNICA: consiste nell’introduzione di acqua nel colon (tratto afferente)
allo scopo di provocare la fuoriuscita di feci e gas in esso contenuti. La procedura va effettuata
solo nei portatori di colonstomia.

OBIETTIVO SPECIFICO: ottenere una continenza passiva all’emissione delle feci e una
diminuzione dell’emissione dei gas, promuovere il confort e l’autonomia della persona, ridurre
i rischi delle complicanze peristomali, contenere i costi di gestione.

MATERIALE OCCORRENTE:

• carrello o vassoio
• sacchetto per rifiuti
• sistema di raccolta
• acqua tiepida (37° - 38° C) potabile per igiene stomale
• sapone neutro
• panno carta
• gel lubrificante
• set per irrigazione con sacca di scarico a fondo aperto
• telino o salvaletto
• 500 – 1000 ml di acqua potabile (37° - 38°C)
• Orologio
• Sostegno per flebo
• Guanti monouso

Pag. 25
PROCEDURA:

→ Lavaggio sociale delle mani (evitare la contaminazione tra operatore e paziente)


→ Predisporre il materiale
→ Informare la persona assistita
→ Fare assumere la posizione seduta
→ Scoprire l’addome e proteggerlo con un telino
→ Riempire la sacca dell’irrigatore con acqua ed appenderlo ad un’ altezza di 40 cm sopra la
spalla della persona
→ Far defluire l’acqua nel tubo collettore e chiudere il morsetto
→ Indossare i guanti
→ Rimuovere il sistema di raccolta in situ, procedendo dall’alto verso il basso, tenendo e
umidificando la cute peristomale
→ Rimuovere eventuali residui di feci sullo stoma
→ Rimuovere la pellicola che protegge l’adesivo
→ Applicare la sacca di scarico alla cite peristomale e posizionare la parte declive nel water (se
il paziente non può effettuare l’irrigazione in posizione seduta, lo scarico va collocato
all’interno di un contenitore per rifiuti speciali)
→ Lubrificare il dito mignolo con l’apposito gel ed eseguire l’esplorazione digitale dello stoma
→ Lubrificare il cono previa apertura del morsetto, inserirlo ed estrarlo dal lume della stomia
per 5/6 volte
→ Riposizionare il cono tenendolo ben adeso alla stomia e far defluire 500 – 700 ml di acqua in
3/5 minuti
→ Chiudere il morsetto del tubo collettore e rimuovere il cono
→ Ripiegare e chiudere l’apertura superiore della sacca con due mollette
→ Attendere 20 minuti
→ Effettuare sull’addome un lieve massaggio in senso orario
→ Attendere ulteriori 20 minuti poi rimuovere la sacca di scarico procedendo dall’alto verso il
basso
→ Rimuovere le feci presenti sullo stoma con panno carta
→ Detergere la cute peristomale con acqua e sapone neutro(effettuare la detersione con
movimenti circolari centripeti)
→ Asciugare la cute tamponando con panno carta
→ Applicare il nuovo presidio di raccolta
→ Smaltire i rifiuti
→ Lavare le mani

Pag. 26
ESPLORAZIONE RETTALE E RIMOZIONE DI FECALOMA

MATERIALE:

• Guanti monouso
• Lubrificante
• Traversina impermeabile
• Padella

PROCEDURA:

1. Lavare le mani
2. Controllare la prescrizione, identificare l’assistito, spiegare la procedura
3. Aiutare il paziente a ruotarsi sul lato sinistro e flettere verso il petto entrambe le
ginocchia(posizione di Sims)
4. Proteggere il letto con la traversina
5. Indossare due paia di guanti e scoprire l’ano. Osservare se la cute perianale è o meno integra
(escoriazioni, emorroidi, sanguinamento)
6. Lubrificare il dito indice o medio, inserirlo nell’ano chiedendo all’assistito di eseguire un lungo
e profondo respiro
7. Apprezzare la presenza di feci solide (fecalomi). Normalmente nell’ampolla rettale non devono
essere presenti feci dure.
8. Con un delicato movimento a uncino, rimuovere le feci presenti nel retto. (la procedura ha
termine quando non si percepiscono più feci con il dito)
9. Si posiziona la padella ed il paziente evacua spontaneamente. In caso di esito negativo si
procede ad eseguire clistere evacuante (vedi procedura)
10. Si eseguono le cure igieniche
11. Smaltire i rifiuti, riordinare il materiale e l’ambiente
12. Rimuovere i guanti e lavare le mani

IL CLISTERE EVACUANTE
MATERIALE:

• Contenitore per il clistere con sonde di calibro adeguato ( adulto: 22 – 32 french, bambino:
14 – 18 french, neonato: 12 french o bulbo della siringa)
• Soluzione salina o acqua del rubinetto, con sapone, farmaci, o clisteri a basso volume
confezionati commercialmente.
• Guanti monouso
• Lubrificante idrosolubile
• Tutto il necessario per l’igiene personale
• Traversina impermeabile per proteggere il letto
• Padella o comoda e carta igienica
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PROCEDURA:

• Lavaggio sociale delle mani (evitare la contaminazione tra operatore e paziente)


• Preparare l’attrezzatura necessaria nel posto scelto
• Preparare 750 – 1000 ml di soluzione a 38° - 40° C
• Raccordare il tubo alla sonda, far refluire la soluzione nel tubo per eliminare l’aria e
clamparlo.
• Chiudere la porta, tirare la tenda attorno al letto e posizionare l’assistito sul lato sinistro con
il ginocchio destro flesso.
• Coprire l’assistito, esponendo solo la zona anale
• Indossare i guanti e porre la traversina sotto i glutei dell’assistito
• Lubrificare la punta della sonda rettale, separare i glutei, osservando la presenza o meno di
emorroidi esterne. Chiedere all’assistito di fare un lento e profondo respiro mentre si
inserisce delicatamente la sonda dirigendo la punta verso l’ombelico.
• Mantenendo la sonda nel retto, declampare il tubo facendo defluire la soluzione. Alzare il
contenitore di mezzo metro al di sopra del paziente e far refluire lentamente la soluzione per
5 – 10 minuti. Se il paziente lamenta dolore chiedergli di fare un respiro profondo e
abbassare il contenitore finché il dolore non cessa
• Riclampare il tubo quando la soluzione è stata infusa. Rimuovere la sonda e chiedere
all’assistito di contrarre fermamente i glutei il più possibile per trattenere più a lungo la
soluzione.
• Aiutare l’assistito ad andare in bagno o posizionare la padella. Mettere il campanello vicino
• Visualizzare le caratteristiche delle feci e della soluzione
• Aiutarlo nella pulizia o eseguire le cure igieniche, aprire la finestra se necessario, eliminare
il materiale contaminato. Rimuovere i guanti
• Lavaggio sociale delle mani.
• Registrare la procedura in cartella, e l’esito dell’evacuazione

NOTE E TESTO DI RIFERIMENTO:


Le procedure sono prodotte ad uso degli studenti per l’attività di laboratorio professionale 1.
E’ stato consultato il seguente testo: Barbara K. Timby , FONDAMENTI DI ASSISTENZA
INFERMIERISTICA- concetti e abilità cliniche di base. Milano, McGraw Hill, Companies, srl
Publisching Group Italia 1° Edizione italiana 2011.

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