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Francesco Carotta, ricercatore e scrittore, a Offnadingen

L’influenza dell'imperialismo cesarico agli inizi del cristianesimo, un tema che


ha attirato grandemente l'interesse dei molti intellettuali presenti alla
conferenza di Offnadingen
L'autore ha riportato l’attenzione alle fonti biblico-documentarie ed alle
discusse interpretazioni degli stessi testi da parte di studiosi e traduttori di
allora, agli albori del cristianesimo. Inoltrandosi nella complessità delle fonti
e degli autori che hanno elaborato interpretazioni diverse, si rimane molto
perplessi. Così pure se si analizzano le influenze dell’impero romano sulla chiesa
con le quali essa si è venuta costantemente a trovare fin dalle sue origini.
Se da una parte le parole di Gesù Cristo alla domanda se fosse lecito pagare il
tributo a Cesare nei territori passati sotto il dominio dell'impero romano non
lasciano dubbi: “Date a Cesare quel che è di Cesare”, dall’altra gli stessi
cristiani si son dovuti confrontare con il potere politico, entrando all’inizio in
conflitto, con la conseguenza di doversi mimetizzare, fino al pieno riconoscimento
al tempo di Costantino.
Nel corso della storia il rapporto chiesa e potere politico ha subito fasi
alterne, dalla piena collaborazione al dissidio più aperto. Il concetto cristiano
della Onnipotenza divina, che porta in sé il senso del mistero che sovrasta e che
rimane intoccabile e sempre tale, nonostante le variabili legate alla successione
dei tempi e delle stesse genti, non sempre aiuta a trovare delle soluzioni
concrete per relazionarsi nei confronti del potere umano.
Lo stesso discorso vale nell’analisi della scienza, essa pure confrontata con il
potere degli stati nazionali e con le esigenze di una chiesa che si rifà alla
onnipotenza divina. La gente del cosiddetto "popolo" non si sente legata, in alcun
modo, ai criteri della "scienza", ma piuttosto alla emozionalità spontanea della
tradizione etico-popolare, vissuta sia a livello sociale che religioso. Basti
pensare alle tradizioni millenarie popolari sulla Passione e Settimana santa,
arrivate fino ai nostri tempi, con tutte le loro particolarità nazionali,
regionali e locali, di città e paesi vari. Fattori questi che si ritrovano anche
nella storia dei molteplici evangelizzatori in giro per il mondo e presso le
rispettive popolazioni evangelizzate.
Difficilmente il popolo arriva a comprendere il ruolo fondamentale della scienza
che si prefigge di ricercare la verità partendo dall'analisi delle fonti. Il
sapere attraverso lo studio serio e continuato ci riguarda tutti, senza eccezione.
L'aspetto più positivo dell'incontro è stato quello emerso sul gradimento del tema
da parte degli intellettuali, convenuti numerosi. L'occasione di ritornare alle
origini religiose cristiane della nostra tradizione europea è stata veramente
opportuna perché essa continuerà a pesare sulle attuali e future generazioni.
E per concludere il grazie più sentito ai coniugi Bertelsmann di Offnadingen che
hanno offerto l'ospitalità più sincera che ha giovato a tutti ed in modo
particolare all'autore F. Carotta.
F. Masala