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Storia della Ragioneria

Testo: Storia della ragioneria - Amaduzzi


mar 18 Settembre 2012 – 1° lezione

I nuclei di ricerca della storia della ragioneria:

1. Storia della ragioneria (storia dell’origine e dell’evoluzione della Aritmetica Mercantile e della
Contabilità): tradizionalmente intesa come analisi genetica e delle rilevazioni contabili.
Prima di essere teorizzata esisteva già la ragioneria, infatti ci sono una serie di fonti che comprovano
l’esistenza della ragioneria anche prima del 400.
Quello che ha preceduto la contabilità di oggi era la cosiddetta Aritmetica Mercantile.
2. Storia delle aziende e delle imprese: si studia la storia attraverso i bilanci e la documentazione
contabile.
3. Storia delle dottrine: storia del pensiero contabile: come evoluzione del pensiero contabile ed
economico-aziendale, analisi dei principali autori e i loro contributi in relazione al tempo.
4. La storia delle professioni: le professioni legate all’attività amministrativo-contabile.

Obiettivo della storia della ragioneria:

Esporre e coordinare a sistema i contributi che i vari studiosi, le varie scuole, i vari operatori hanno apportato
alla ragioneria e all’economia aziendale.

Problemi di metodo nella ricerca:

-­‐ la storia di una scienza è la scienza stessa;


-­‐ la storia ha la funzione previsiva e di conoscenza;
-­‐ la specializzazione non deve fare perdere la visione unitaria dell’azienda.

Problemi da affrontare nella ricerca storica:

a) Periodizzazione: quale arco temporale devo considerare?? Se si amplia tantissimo l’arco temporale il
rischio è di fare una descrizione di tutto quello che è successo ma senza dire niente di effettivamente
importante. Bisogna cercare di dare la risposta alla domanda di ricerca. Problema di partenza.
b) Modalità di organizzazione della storia.
c) Prospettiva della ricerca storica.

A. Periodizzazione

Suddivisione in periodi storici della struttura di riferimento.

Una possibile periodizzazione: capire i macro periodi prendendo a riferimento i salti qualitativi:

1202 – Fibonacci scrive “Liber Abaci” introducendo i numeri arabi in occidente:


-­‐ comprensione della superiorità della cultura matematica araba: salto qualitativo fondamentale,
comprensione dell’importanza e delle particolarità del numero arabo che non aveva il numero
romano;
-­‐ staccato i numeri da un alone di mistero: permette di staccare il numero da un contesto che spesso
era filosofico, Fibonacci non è interessato alla filosofia ma è interessato ad usare i numeri all’interno
di una realtà mercantile.
-­‐ Numero come strumento di lavoro del mercante: applicazione ai commerci
-­‐ Basi per il rinascimento: matematica moderna.
1494 – Pacioli (frate francescano) teorizza per la prima volta in un libro a stampa “Summa de’ Aritmetica,
Geometria, propotioni et Propotionalità” le regole della partita doppia, in questo testo c’è una piccola parte
dedicata alla contabilità:
-­‐ ha scritto per primo un trattato a stampa di ragioneria, insegnando ai mercati la partita doppia,
secondo il metodo di Venezia
-­‐ salto qualitativo fondamentale perché ha avuto il merito di divulgare il metodo della partita doppia
attraverso la stampa.

1850 – Villa, precursore dell’economia aziendale, scrive “Elementi di Amministrazione e Contabilità” crea
una coordinazione tra il metodo (forma) e contenuto (economia dell’azienda) è un autore che inizia a porre
preliminarmente alla teoria contabile un concetto di Azienda. Dal Villa in poi inizia una teorizzazione
contabile che viene a fondarsi attorno al concetto di azienda:
-­‐ si inizia ad intravedere l’aderenza tra metodo contabile (forma) e economia della azienda
(contenuto).

Altro esempio di periodizzazione: considerando le varie opere che sono state prodotte nel tempo:

Periodo delle opere frammentarie sino a fine 700, in questi primi periodi le opere erano molto limitate ed
isolate (distanziate nel tempo):
-­‐ liber Abaci: Fibonacci (1202)
-­‐ l’arte dell’Abbacho: anonimo 1478
-­‐ summa: Pacioli 1494
-­‐ indirizzo degli economi: Pietra 1586
-­‐ trattato del modo di tenere il libro doppio domestico col suo esemplare: Flori 1636
-­‐ la science des negociantes et teneur de livres: De la Porte 1712

1800 – 1870 - Periodo delle prime opere sistematiche, all’origine dell’economia aziendale:
-­‐ la tenuta dei libri resa facile: Degrange anni ‘40
-­‐ la scienza dei conti: Crippa 1838
-­‐ elementi di amministrazione e contabilità: Villa 1850
-­‐ i cinquecontisti ovvero la ingannevole teoria: Marchi 1867

1870 – 1920 - Periodo di Sistemazione Generale della Ragioneria e Tecnica Amministrativa, opere
scientifiche di Cerboni e Besta, periodo che vede la contrapposizione tra Cerboni e Besta:
-­‐ Cerboni: “La Logismografia”, teoria personalistica dei conti: i conti sono sempre riferiti a dei
soggetti (persone fisiche ma anche fittizie).
-­‐ Besta: “La Ragioneria”, Teoria dei conti e valori: pone le basi di una ragioneria che mira a misurare
il valore.

1920 – 1950 – Periodo di Formazione dell’Economia Aziendale, opere di Zappa:


-­‐ dall’azienda all’impresa;
-­‐ dal sistema del patrimonio a quello del reddito.

Dal 1950 – Periodo di Affermazione e Consolidamento dell’Economia Aziendale:


-­‐ opere sullo studio dell’equilibrio aziendale e dell’impresa;
-­‐ generalizzazione della teoria contabile;
-­‐ dibattito sulla centralità del concetto universale di azienda.
merc 19 Settembre 2012 – 2° lezione

B. Modalità di organizzazione della storia

Come organizzare la storia, come andare a considerare le informazioni che vogliamo studiare.
Abbiamo 2 modalità di organizzazione della storia:

-­‐ Storia orizzontale: evoluzione nel tempo di un argomento specifico, quindi prendo un certo
argomento e lo tratto nel suo sviluppo nel tempo (es. storia della disciplina ragioneria); mi traccia
una serie i fotogrammi dedicati ad una parte di scienza.
-­‐ Storia verticale: è interdisciplinare, la scienza in focus è solo un elemento della vita culturale e
sociale del tempo non isolabile dagli altri (es. la nascita dell’economia aziendale nel contesto degli
anni ‘20); è una sorta di istantanea della situazione generale.

Storia orizzontale

Storia Verticale

C. Prospettiva della ricerca storica

Possiamo adottare 2 prospettive diverse:

-­‐ Prospettiva Sincronica: la scienza del passato viene studiata alla luce delle conoscenze che
possediamo oggi per comprendere i suoi sviluppi sino ad oggi. Posso considerare tutte le conoscenze
che sono arrivate anche dopo il periodo studiato. Lo storico diventa un osservatore del passato,
quindi studia quello che è successo nel periodo di riferimento con tutto quello che è successo dopo.
Quindi lo storico si trova al giorn d’oggi.
-­‐ Prospettiva Diacronica: la scienza del passato viene studiata alla luce delle situazioni e concezioni
reali dell’epoca; gli avvenimenti successivi non hanno peso. Considero solo quello che è accaduto
nel periodo di riferimento senza analizzare quello che poi succede. Lo storico diventa un osservatore
del passato senza considerare quello che è successo dopo, quindi e come se fosse vissuto in quel
periodo senza vedere oltre il periodo. Lo storico si trova nel periodo considerato e non vede niente di
quello che succede dopo.

Schema

Le fonti della storia della Ragioneria

Le fonti della ragioneria si possono classificare in:

• Scritte, possono essere:


o Primarie, documentarie: sono documenti storici, carte prodotte, a vario titolo, dai soggetti
sotto osservazione. Si possono classificare in:
-­‐ Carte pubbliche: sono documenti prodotti dallo Stato, sia volontariamente
(indagini statistiche, censimenti, ecc) sia involontariamente (finalità fiscali,
anagrafiche, amministrative).
-­‐ Carte semi-pubbliche: documenti prodotti da enti di diritto pubblico (camere di
commercio, esti ospedalieri, ecc).
-­‐ Carte private: documenti prodotti a vario titolo da enti privati (aziende, famiglie,
individui), quindi possono essere personali (lettere, testamenti, diari) o anche
aziendali (documentazione contabile, carteggi diversi, libri obbligatori).
Gli archivi aziendali si possono trovare per esempio presso la Fondazione
Dalmine (libri sociali, scritture contabili, carte singole direzioni, ecc), Monte dei
Paschi a Siena (registri, documenti, lettere di cambio, ecc) e Fondazione Famiglia
Legler (conservazione e valorizzazione archivi aziendali (banca popolare di
Bergamo, SAB Autoservizi Bergamo, Italcementi, S.A. Vinicola italiana Florio,
ecc))
o Derivate, narrative: consistono nella produzione letteraria, coeva o contemporanea,
celebrativa, critica, divulgativa, ecc; queste vengono prodotte da altri soggetti diversi da chi
si sta osservando.
• figurate
• orali: consistono in leggende, tradizioni e testimonianze; molto interessanti perché forniscono il
racconto vissuto.

Fonti prima della stampa

Classificazione:

1. Gli statuti: informazioni di carattere generali rispetto ad un tipo di attività.


2. I protocolli notarili: forniscono informazioni sulla contrattualistica, i tipi di contratti che venivano
stipulati, finanziamenti, mutui, ecc.
3. Libri di commercio:
o Libro dell’asse
o Libro segreto e libro della ragione
o Libro dell’entrata e dell’uscita (conto cassa)
o Libro della compravendita o libro della mecanzia (magazzino)
o Memoriale (prima note)
o Libri ausiliari:
-­‐ Libro delle recate dei panni
-­‐ Libro delle mandate
-­‐ Libro vendite al minuto
-­‐ Libro dei lavoranti
-­‐ Libro delle spese minute
-­‐ Libro delle possessioni (immobilizzazioni)
4. Lettere mercantesche: lettere che i mercanti si scambiavano dando informazioni sulla economia e
sulle fiere.
5. Pratiche di mercatura: permettono di conoscere gli usi locali, dove si svolgevano le fiere in quale
periodo, ecc.
6. Ricordanze personali e le cronache: danno informazioni di carattere generale.

Fonti dopo la stampa

La stampa ha consentito di produrre in modo più facile i volumi e quindi anche di riprodurli a costi più
contenuti.

Classificazione:
-­‐ Opere per una conoscenza elementare della storia del libro, dell’organizzazione bibliotecaria (e
anche degli archivi) e del metodo della ricerca storica. Vale a prescindere di quello che vogliamo
fare.
-­‐ Opere di storia e sull’evoluzione dei sistemi socio-economici nel tempo: capire il contesto sociale ed
economico che caratterizza il periodo considerato, quali sono le problematiche che emergevano, ecc.
-­‐ Bibliografie di economia, ragioneria, computisteria, aritmetica, contabilità, ecc : queste opere sono
fondamentali in quanto tracciano, con attendibilità e sufficiente grado di completezza, il patrimonio
culturale scritto disponibile. Possono seguire il criterio cronologico (bibliografia del Cerboni),
l’ordine per autore (rassegna bibliografica del Giannessi), o altri criteri.
-­‐ Cataloghi di Mostre sulla storia e l’arte della contabilità: nel 800 si tennero alcune mostre dove
venivano esposte le varie teoriche della contabilità e venivano redatti dei volumi teorici.
-­‐ Opere di ragioneria, aritmetica pratica, commercio, computisteria, ecc.
-­‐ Manuali di divulgazione scientifica, Prontuari, tariffe: prodotti per avvicinare la ragioneria
concretamente agli operatori.
-­‐ Manoscritti, documenti contabili, carteggi, ritratti di autori, ecc.
-­‐ Riviste ed enciclopedie.
-­‐ Storie di aziende e di imprese.
-­‐ Documentazione sugli archivi d’impresa.
mar 25 Settembre 2012 – 3° lezione

ARITMETICA E COMMERCIO – 1° salto qualitativo


Lunga storia della Aritmetica Mercantile legata all’essere umano che dalle sue origine sente la
necessità/esigenza di quantificare/contare ogni cosa.

Liber Abaci: libro di matematica dove troviamo per la prima volta il numero arabo.

…La lunga storia della Aritmetica Mercantile…

L’aritmetica è la base della ricerca scientifica e della scienza applicata. Le opere di aritmetica mercantile, pur
decrescendo nel tempo, sono presenti in ogni periodo storico; hanno una tendenza opposta alle opere di
ragioneria.

Alcuni punti fermi:


-­‐ origini: molto lontane, non si può individuare un momento storico preciso, perché legata all’esigenza
dell’uomo
-­‐ sono amministrative cioè dai commerci
-­‐ hanno uno sviluppo commerciale con la diffusione della moneta
queste origine hanno portato allo sviluppo della aritmetica.

Due conquiste importanti per quanto riguarda l’aritmetica che permettono l’accelerazione del suo sviluppo:
-­‐ lo strumento di misura Abaco: uso di strumenti materiali di calcolo (Liber Abaci: il libro dell’abaco),
l’arabo è stato uno strumento molto importante.
-­‐ introduzione dei numeri arabi: crea un conflitto tra Abacisti (coloro che contavano utilizzando
l’abaco) e gli Algoritmisti (coloro che contavano con i numeri arabi), che si risolve poi a favore degli
Algoritmisti. Il numero arabo portava al superamento dell’utilizzo dell’abaco.

L’elemento importante in questa lunga storia della Aritmetica è l’opera del Fibonacci, Liber Abaci 1202
manoscritto in latino, contenente l’introduzione dei numeri arabi. Dopo di che si susseguirono una serie di
libretti numerosi piuttosto snelli che il mercante poteva portare con se (fiorire di libri d’abaco). Questi libri
consentono di superare i limiti del Liber Abaci: il fatto di essere scritto in latino, molto grande e molto
costoso.

Liber Abaci

1202, Leonardo Pisano detto Fibonacci, nato a Pisa intorno al 1170, figlio di un notaio. Pisa: in quel periodo
è una potenza marinara commerciale, e questo è molto importante per la vita di Fibonacci. L’opera è un
manoscritto scritto in latino. Composto da 15 capitoli: i primi 7 (1-7) e gli ultimi 3 (13-15) sono dedicati alla
aritmetica, geometria e algebra; quelli centrali (8-12) sono applicati alla aritmetica applicata ai commerci.
Questa opera rappresenta un salto qualitativo perché:
-­‐ segna un cambiamento della mentalità: supera l’approccio teorico della matematica
-­‐ cambia il comportamento, la sua attenzione è quello di dare al mercante uno strumento per meglio
amministrare la sua attività
-­‐ cambia la prospettiva perché usa i numeri per misurare fatti economici: i numeri in termini di
misurazione della attività economica, crea un collegamento tra la matematica e il commercio.

Nella parte centrale dedicata all’aritmetica mercantile tratta:


• Cap 8: Acquisti e vendite di merci:
- come calcolare i prezzi delle merci;
- come fare i cambi fra le monete
- società tra persone e come dividere gli utili
• Cap 9: Baratti fra le merci
• Cap 10: Costituzione di società commerciali tra due o più persone
• Cap 11: Come legare i metalli differenti per coniare le monete
• Cap 12: Problemi di aritmetica e tecnica mercantile: per esempio l’ammortamento del prestito
oneroso

La matematica nel Liber Abaci:

Figure (non cifre): 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9


Signo (zephirum: 0
Attraverso 9 cifre indiane (arabe) più lo zero permette di rappresentare numeri che prima era molto difficile
rappresentare con i numeri romani, questo perché il numero arabo ha una caratteristica importante il valore
posizionale del numero (unità, decine, centinaia, migliaia…), che si possono rappresentare come k x 10i

1<k<9 i>=0

i=o 1, 2, 3, 4… 9
i=1 10, 20, 30… 90
i=2 100, 200, 300… 900
Questo mostra la superiorità del numero arabo rispetto al numero romano

Spiega la nozione di frazione

Numeri negativi: la lettura che il Fibonacci dà al numero negativo, è una lettura che rappresenta il debito,
quindi interpreta i numeri negativi in termini di debito (gli arabi hanno intuito la natura ed il significato dei
numeri negativi).

Introduce innovazioni nel modo di operare con i numeri:


- non applica il cancellamento dei numeri nel corso dell’operazione
- fa le operazioni da destra (come gli arabi)

Nel Liber Abaci si può vedere come le cifre arabe siano usate per rappresentare la vita di una azienda.
Fibonacci, non è un autore della Ragioneria, ma ha contribuito ad una evoluzione che poi porterà più avanti
ala ragioneria da arte (tenere i conti) a scienza (rappresentazione e interpretazione della dinamica dei fatti
aziendali).

Meriti del Fibonacci, che mette le basi per la matematica moderna:


1. avere compreso la superiorità della cultura matematica araba;
2. aver svincolato i numeri dal contesto filosofico, religioso, misterioso che spesso si collegava al
concetto di numero
3. aver visto il numero non come un elemento astratto come oggetto di teorizzazione ma come uno
strumento per il mercante per l’applicazione nei commerci.
… Fiorire di libri d’abaco

Questi libri tendevano a superare il fatto di essere dei manoscritti, e non usavano il latino, tutto questo grazie
anche all’avvento della stampa.

1478 L’arte de l’Abaco: opera incunambolo scritta da un anonimo, conosciuto anche come L’abaco di
Treviso perché li viene stampato, è il primo stampo di matematica.
“Incomincia una pratica molto buona ed utile a ciascuno che voglia usare l’arte della mercatura, chiamata
volgarmente l’arte dell’abaco”
Si tratta di un piccolo volume di 62 carte (la carta è il foglio, la numerazione non è come oggi ma viene
numerato solo il fronte, se davanti recto se il dietro verso), permetteva al commerciante di portarlo con se.
Cosa spiega:
- spiega la numerazione
- le 4 operazioni
- la regola del 3 che permette di fare le diverse conversione, gli scambi, i cambi, ecc
- permette di calcolare le fasi lunari e la determinazione della pasqua.

1484 Libro de Abacho, Pietro Borghi: composto da 116 carte, ristampata nel 1491 fino al 1567 quindi ha
avuto una forte influenza nella cultura dei mercanti rinascimentali.

1477 Tractatus Mathematicus ad Discipulos Perusinos, Luca Pacioli: è un manoscritto come dispensa che
egli aveva preparato per i suoi studenti di Perugia, oltre ad avere il contenuto del libro del Fibonacci erano
compresi anche dei giochi matematici.

1491 Pitagoras arithmetrice Introductor, Francesc Calandri: si tratta di un volume illustrato con figure
esplicative e giochi matematici (ricordando quelli del Pacioli).

1515 Libro de Abbaco, Girolamo e Giovanni Tagliente, piccolo formato ristampato fino al 1586.

1518 Scala Grimaldelli, Franceso Feliciano da Lazisio: chi era in grado di conoscere la matematica
disponeva di un grimaldello per avere successo nel mondo del commercio. Contiene:
- numerosi esempi di aritmetica applicata ai commerci
- spiega la regola dei 3 e cita altri autori
- introduce e avvicina il lettore ad un concetto di guadagno e la relazione tra costo – ricavo –
guadagno

1521 Pratica d’Arithmetica, Francesco Ghaligai Fiorentini: contiene problemi pratici legati ai commerci,
numerazioni, operazioni, la regola dei 3 (qui regola della Santa Trinità), baratti, compagnie, ecc.
1598 De l’Arithmetica Universale, Giuseppe unicorno (BG): parte dedicata all’aritmetica mercantile dove
propone giochi matematici.

1591 Numerorum Mysteria, Pietro Borgo (BG): spiega il significato dei numeri in relazione ala filosofia e
alla teologia.

1523 Operetta con la quale ognuno potrà cum mirablu facilità solvere ragioni infinite: come nel processo
vederanno, Vincenzo Barziza (BG): finalità pratiche e nella sua opera troviamo alcune tavole (senso di
strumento da offrire ai mercanti).

1539 Pratica Aritmetica de mensurando singularis, Girolamo Cardano: opera composta da 304 carte (68
capitoli), opera importante per la storia della ragioneria, il cap 60 parla della tenuta dei libri contabili;
nell’800 il capitolo 60 viene ristampato da Bonalumi (1880) e da Gitti (1882).

Per tutto il 500-600 abbiamo tante opere che trattano:


- determinazione dei prezzi
- baratto
- compagnie
- interessi, sconti
- misure, pesi, monete.

In queste opere non è molto forte l’aspetto legate alla teorizzazione (non era tanto quello il senso ia dare alle
opere) ma il senso era quello di fornire degli strumenti per aiutare il mercante, quindi l’idea era di dare dei
meccanismi semplificatori e fornire delle frmule per favorire l’attività del mercante; quindi pur nei limiti
teorici il grosso influsso che hanno queste opere è quello sulla cultura di quel periodo; diffondono la cltura
computistica.

Queste opere proseguono anche nel 700:


- Pellegrino Felice cCarisi 1707 (ristampato nel 1760
- Cortinovis
- Bassi

… con l’800

Nella prima metà dell’800 si hanno le prime opere della computisteria: maggiore specificità degli argomento,
maggiore chiarezza espositiva, base teorica degli argomenti stessi.

1880 Manuale di Computisteria, Gitti vincenzo

Nell’800 si ha un notevole sviluppo degli studi di ragioneria e nasce l’esigenza di chiarire le relazioni e le
differenze tra computisteria e ragioneria:
- la computisteria è presupposto per la conoscenza della ragioneria
- la ragioneria diviene scientifica
- si ha un distacco tra la ragioneria e la aritmetica
- nascita formale della professione.
merc 26 Settembre 2012 – 4° lezione

PACIOLI E LA TEORIZZAZIONE DELLA PARTITA DOPPIA – 2° salto qualitativo


Pacioli non è colui che inventa la partita doppia, ma grazie a lui si ha la sua teorizzazione. Lo studio del
Pacioli si colloca nel primo nucleo di ricerca nella storia della ragioneria, quindi nella storia della ragioneria
(tradizionalmente intesa come analisi genetica ed evolutiva dell’aritmetica commerciale e delle rilevazioni
contabili).

1494 – Teorizzazione della partita doppia da Pacioli con “Summa de arithmentica, geometria, proportioni et
proportionalità”.

La partita doppia nasce con lo scambio e si sviluppa ed evolve con esso, non sappiamo bene il periodo in cui
la partita doppia nasce, ma sappiamo che si sviluppa con lo scambio, è emersa nella pratica ancor prima della
teoria.

Nel 400’ i metodi di scrittura iniziano a trovare un’impostazione teorica con Luca Pacioli (frate) che
prosegue nei secoli successivi con Angelo Pietra (benedettino - ‘500) e Lodovico Flori (gesuita - ‘600).

Luca Pacioli: autore che inizia il percorso di teorizzazione attraverso una opera a stampa nl 1494 “Summa de
arithmetica, geometria, proportioni et proportionalità” scritta in volgare perché vuole avere un effetto
divulgativo, è un opera di carattere enciclopedico.

Angelo Pietra: nel 1586 scrive un opera che si chiama “Indirizzo degli economi”, si occupa di spiegare la
tenuta della contabilità ai confratelli.

Lodovico Flori: scrive nel 1636 “trattato del modo di tenere il libro doppio domestico col suo esemplare”.
Questi 3 autori si possono collocare nell’asso temporale come inizio della teorizzazione della partita doppia,
Pacioli dedica la sua opera al mercante (colui che aveva osservato a Venezia), Pietra e Flori si occupano del
monastero (fanno una vita monastica vera e propria) e la loro prima esigenza è quella di spiegare agli altri
religiosi come amministrare i beni. Quindi inizia con questi 3 autori la teorizzazione del metodo contabile
della partita doppia.

Luca Pacioli

Nasce a Borgo Sansepolcro (arezzo) tra 1445 e 1450.

Il Pacioli ha come primo maestro Piero della Francesca. Nel 1465 è a Venezia dove fa da
precettore/insegnante ai figli del mercante Antonio Rompiasi. Analizza il mondo economico e l’operatività
del mercante, ciò consente di iniziare l’applicazione pratica delle sue conoscenze matematiche.

Nel 1470 si sposta a Roma dove studia con Leon Battista Alberti.

Intorno al 1471 entra nell’ordine dei Francescani Minori.

Dal 1475 al 1481 è Professore presso l’Università di Perugia dove scrive un trattato dedicato agli allievi di
Perugia (dove tratta diversi argomenti che si ritroveranno nella Summa).

Successivamente viaggia moltissimo: Zara dove nel 1481 scrive un Trattato di matematica progredita, poi va
a Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Sansepolcro.

Nel 1493 torna a Venezia dove prepara la pubblicazione della Summa, che poi verrà pubblicata nel 1494.

Nel 1495 è a Urbino.

Nel 1496 è a Milano presso la corte degli Sforza, dove collabora proficuamente con Leonardo Da Vinci ed
inizia ad elaborare l’opera “Divina proportione” che sarà pubblicata nel 1509, nel quale sono riprodotti dei
disegni realizzati direttamente da Leonardo Da Vinci.

Sempre nel 1509 pubblica la traduzione delle opere di Euclide.

Dopo aver lasciato Milano, nel 1499, compie numerosi spostamenti.

Nel 1517 muore e viene sepolto nel suo paese natale.

Teorizzazione della partita doppia: con la pubblicazione della Summa

Opera vasta e complessa (gli stessi argomenti trattati sono argomenti complessi)

È organizzata in 9 “distinctio” divise a loro volta in Tractati

Sviluppa i temi dell’aritmetica, algebra, computisteria (aritmetica applicata agli scambi), contabilità, usi
mercantili, geometria.

Nella Distinctio IX (all’interno del Trattato XI – De computis et scripturis) si ha per la prima volta la
teorizzazione in un libro a stampa della partita doppia, la teorizzazione delle regole della partita doppia.

È un opera articolata e complessa anche dal punto di vista tipografico, sono individuabili 3 parti:
a) introduzione e sommario: composta da 8 fogli per un totale di 16 facciate
b) parte che tratta l’aritmetica, l’algebra, la computisteria, la contabilità: composta da 224 fogli per un
totale di 448 facciate. Questa parte è divisa in 9 Distinctio a loro volta divise in Tractati
c) parte che tratta la geometria: composta da 76 fogli per un totale di 151 facciate
Dal punto di vista dei contenuti nella summa sono distinguibili 5 parti identificate nel sommario:
1. matematica
2. computisteria
3. ragioneria
4. tariffa
5. geometria

Tractatus XI – De computis et scripturis

Trattato XI – “De computis et scripturis” è contenuto dalla carta 197V alla carta 210V per un totale di 27
pagine ed è sviluppato in 36 capitoli.

Trattato che si inserisce armoniosamente nella Summa. È finalizzato ad insegnare ai mercanti un’ordinata
tenuta dei conti e dei registri contabili secondo “el metodo de Vinegia”.

Con questo trattato il Pacioli:


-­‐ Indica come predisporre l’inventario.
-­‐ Spiega quali sono i registri che deve tenere il mercante e come compilarli:
o Memoriale: ossia la prima nota
o Giornale: registro delle scritture cronologico
o Mastro: registro delle scritture …
-­‐ Enuncia la legge fondamentale della partita doppia

Caratteri della scrittura doppia del Pacioli:


1. È una scrittura analitica (richiede la compilazione dell’inventario e dei vari registri):
a. apre tanti conti quanti sono gli elementi dell’attivo e del passivo;
b. non si tiene un unico conto merci, ma tanti conti merci analitici per ogni qualità merce e per
ogni acquisto, fa solo scritture semplici.
2. La chiusura di conti viene fatta ad intervalli periodici che non necessariamente sono annuali,
possono abbracciare periodi di tempo anche maggiori: alla fine di ogni periodo si determinano gli
utili o le perdite.
3. Utilizzo del Conto Capitale per aprire o chiudere i conti accesi alle attività e alle passività (non si
utilizza il bilancio di apertura e chiusura).
4. Nel giornale si registrano solo le operazioni di gestione, i giri di partita si annotano solo nel Mastro.
5. Vengono rilevati nel Giornale solo articoli semplici (quando si hanno solo un conto in dare e un
conto in avere, quindi non ci sono più conti ina stessa sezione), utilizzando i termini Per prima del
conto addebitato e A prima del conto accreditato.
6. A fine periodo viene fatto il bilancio del Libro è una via di mezzo tra il Bilancio di verifica e il
Bilancio d’esercizio:
a. Non ci sono le svalutazioni, tuttavia ci sono le perdite definitive
b. La gestione del conto merci permette di valutare le rimanenze al costo
c. Il Pacioli non prevede l’ammortamento dei fattori durevoli, questo perché non c’è una forte
incidenza del fattore durevole in quel periodo e se ci fosse dato che abbraccia un periodo
pluriennale non ha bisogno di fare l’ammortamento.

Meriti del Pacioli:


-­‐ Affronta il tema della contabilità attraverso una rielaborazione personale: essere riuscito a
rielaborare queste cose alla luce della sua esperienza e delle sue conoscenze matematiche.
-­‐ Ha scritto per primo un trattato a stampa di ragioneria, insegnando ai mercanti la partita doppia,
secondo il metodo di Venezia: si ha un’idea di trasmissione delle conoscenze.
-­‐ Ha avuto il merito di divulgare il metodo della partita doppia attraverso il potente mezzo di
diffusione del pensiero che è la stampa.
mar 2 Ottobre 2012 – 5° lezione

A FOUNDATION FOR CAPITALISM


JANE   GLEESON-­‐WHITE,   author   of   a   new   book   about   the   genesis   of   double-­‐entry   book-­‐keeping,   discusses  
the  little  known  roots  of  the  practice  in  Renaissance  Venice.  
 
http://www.economist.com/blogs/prospero/2012/09/foundation-capitalism

Contesto storico relativo ai primi due salti qualitativi:

-­‐ invenzione della stampa: la potenzialità della stampa permette la conoscenza delle informazioni a
moltissime persone e a prezzi bassi
-­‐ le scoperte geografiche: 1492 scoperta dell’America, anche i riferimenti per gli scambi iniziano a
cambiare, non solo Europa o comunque contesto Mediterraneo, ma si apre uno scenario nuovo dal
punto di vista commerciale
-­‐ rifiorire dell’agricolture: nuovi prodotti e nuovi metodi di coltivazione, quindi l’economia si muove
anche in un contesto di tipo agricolo, a differenze di prima che l’agricoltura era utile solo per la
sussistenza
-­‐ intensificazione dei commerci: grazie alle scoperte geografiche verso i mondi nuovi, quindi nuovo
asse geografico di riferimento
-­‐ nuovo ordine del mondo geografico ed economico
-­‐ nuovi bisogni contabili: i cambiamenti sul piano economico influenzano anche la contabilità,
nascono delle nuove esigenze conoscitive:
o scritture mercantili: i bisogni contabili sono soddisfatti a scritture mercantili (se riferite alla
realtà del mercante)
o scritture patrimoniali: realtà che vivono sul patrimonio sulla ricchezza a loro trasferita (realtà
domestico patrimoniale), realtà che hanno un patrimonio e lo devono amministrare.

Quindi abbiamo tipologie aziendali diverse (mercanti, monasteri, ecc) con esigenze contabili diverse riferite
a:
-­‐ il mercante: scritture mercantili, con l’esigenza di misurare il capitale se cresceva o decresceva nel
tempo. Il mercante vuole isolare il capitare e seguirne l’andamento per vedere se realizza un pro
(utile) o un danno (perdita)
-­‐ le aziende di erogazioni: esigenza di poter disporre di scritture domestico patrimoniale, quindi
contesto domestico basato su un patrimonio da amministrare, questo tipo di azienda deve fare
attenzione e si deve capire quello che il patrimonio produce e quello che il patrimonio consuma,
quindi si vogliono seguire le rendite che derivano dal patrimonio di queste aziende e dai consumi
relativi; al tempo stesso c’è l’esigenza di seguire la liquidità, quindi anche entrate ed uscite di
denaro, ma anche crediti e debiti. Ciò che si vuole seguire sono gli andamenti del patrimonio in tutti
i sensi. Quindi anche dal punto di vista contabile emergeranno una serie di problematiche che non si
presentavano nella realtà mercantile.

Mercante Azienda di erogazione


Il mercante è il proprietario della sua azienda, La proprietà e l’amministrazione non coincidono,
quindi le sue misurazioni sono nell’ottica di ci sono una serie di soggetti che si occupano
misurare il capitale e studiarne gli dell’amministrazione. In queste realtà si crea una
incrementi/decrementi. Proprietà e distinzione tra la proprietà e amministrazione.
amministrazione coincidono. In questi casi c’è l’esigenza di rendere conto
dell’amministrazione ai soggetti proprietari di
Inventario: oscillazioni del capitale (incrementi e questi beni, quindi si ha una organizzazione
decrementi interna che provvede all’organizzazione dei beni.

Inventario: oggetto è il patrimonio (rendite e


consumi)
Quindi si ha l’esigenza di rendere conto a qualcuno (rendicontazione).

Per far fronte a questa esigenza, ci sono degli autori he cercarono di fornire ai confratelli degli strumenti utili
per amministrare questi beni.

Angelo Pietra, nel 1586, scrisse “Indirizzo degli Economi”

Opera ad intento didattico, con contenuto teorico meno esemplificativo.

“onde mi sono posto ad insegnare la vera maniera di tenere il libro doppio di ragione col suo giornale; cosa
che mi pare, se non m’inganno, d’haver arrecata ad assai comportevol fine, havendo tal mio insegnamento
ridotto a giusto trattato, il quale ho intitolato Indrizzo degli Economi. Et mi giova credere ch’egli non sarà
per avventura di poco giovamento a coloro che prendon dletto d’impegnarsi si lodevolmente ne ‘maneggi
del temporale, et particolarmente alli professori della vita mnastica di questi nostri tempi, ne’ quali
essendosi reaffreddata la carità, è di mestiero che, anco alli ritirati ne’ chiostri si rivolgano a conservar
l’acquistato”

“libro doppio” chiaro specchio dove “il buon computista può ad ogni suo piacere vedere per via del
bilancio come vanno le cose sue”

Pietra:
-­‐ mette in evidenza una classificazione dei registri, libri doppi, ci sono 3 libri doppi:
o libro di banco: che tiene l banchiere
o libro mercantesco: quello che tiene il mercante, e quello che spiega il Pacioli nella sua opera
o libro nobile: tenuto dai soggetti che vivono grazie ad un patrimonio, quindi famiglia
nobiliare, monastero o stato
-­‐ fa anche una classificazione degli inventari: ci sono 3 tipi di inventari:
o inventario dei beni stabili: dove i sono le immobilizzazioni, terreni fabbricati
o l’inventario degli effetti: dove ci sono i crediti e i debiti, questo è registrato quindi confluisce
nel libro nobile
o l’inventario dei beni mobili: vari beni strumentali che hanno carattere mobile, l’inventario
viene rappresentato in forma tabellare. Questo perché è facile individuare chi detiene
determinati beni.
Soggetti X Y Z ….
Beni
A
B
C

-­‐ il sistema patrimoniale di angelo pietra è in sistema incompleto in quanto non include i capitali fissi
ma li inventaria
-­‐ prevede dei libri ausiliari: importanza delle prime note (il memoriale per il Pacioli) tenute dal
Cellerario, Concellerario e Spenditore (figure all’interno del monastero)
-­‐ prescrive l’uso dell’Istruttione: agenda dove vengono indicate le operazioni da compiersi nella loro
cronologia
-­‐ fornisce delle indicazioni sulla periodicità delle registrazioni, i piccoli acquisti vanno accumulati
finché non raggiungono un valore significativo e quindi poi venivano registrati (rischi di fare troppe
registrazioni possono provocare degli errori)
-­‐ per quanto riguarda la forma prevede di:
o mettere il per solo all’inizio della pagina,
o // la scrittura prevede due conti diversi
-­‐ non numera gli articoli perché lo ritiene un po’ inutile quindi evitare difficoltà e fatiche
1 5(conto addebitato)/7(conto accreditato)
il pietra non prevede la numerazione, ma riesce con l’utilizzo della data
-­‐ usa il conto Partimenti, che specifica essere usato soprattutto dai mercanti che devono ripartire tra la
loro quota di ciascuno
-­‐ usa i conti Introito ed Esito per le aperture e le chiusure
-­‐ si avvicina al concetto dia rateo: rischio di avere contabilizzato due volte la stessa scrittura senza
rispettare il principio della competenza economica, o il rischio di non inserire una scrittura. Quindi
esigenza di fare degli assestamenti
-­‐ pone una grande attenzione alla fluidità del flusso informativo-contabile.
merc 3 Ottobre 2012 – 6° lezione

Lodovico Flori scrisse il Trattato del modo di tenere il libro doppio domestico col suo
esemplare (1636).

Opera sempre rivolta al contesto religioso, monastico. Autore siciliano che vive all’interno della Compagnia
del Gesù, con organizzazione territoriale piuttosto capillare, quindi aveva l’esigenza di amministrare i beni.

Il Flori nell’opera:
o distingue il libro doppio in libro mercantile, libro di banco e libro domestico o nobile
o utilizza nella datazione l’indizione, modalità di datare che risaliva agli antichi egizi
o anziché per e a usa tal // a tal altro
o distingue le registrazioni in semplice e collettive: li appresso // a tale; tale // agli appresso (Pietra
usava i Partimenti e anche Zambelli successivamente userà Parimenti)
o definisce il concetto di Partita e il concetto di Conto (insieme di partite riferite ad un determinato
oggetto)
o conti aperti a persone e cose supposte o surrogate: intuisce un’idea di conto riferito a dei valori
o sistema patrimoniale incompleto: non prende in considerazione le immobilizzazioni, li inserisce
solo nell’inventario e non nei mastri
o Introito (apertura), Esito (Chiusura) e Collegio Nostro (capitale netto)
o Pur senza usare una specifica terminologia al riguarda distingue tra bilancio di verifica e bilancio
d’esercizio, il flori aveva compreso la distinzione e la differenza tra questi due concetti
o Usa due prospetti epilogativi: Spese ed entrate generali e Esito del Libro
o Effettua l’assestamento dei conti: rimanenze, risconti, ratei, sopravvenienze attive e passive
o Esprime la necessità di attenersi a quello che per noi è il principio di competenza economica
o Sottolinea l’importanza della quantificazione preventiva (calcoli)

Le opere del 500 e 600:

Domenico Manzoni: “Quaderno doppio del suo giornale” 1540:


o Propone una classificazione dei conti: partite vive e partite morte
o Numerazione gli articoli
o Amplia esemplificazione: immagina di considerare l’economia di un mercante Vallareso e spiega
come si contabilizzano le diverse operazioni

Bartolomeo fontana: “Ammaestramento novo” 1551: tratta di scrittura semplice riprendendo i contenuti del
Tagliente

Alvise Casanova: “Specchio Lucidissimo” 1558:


o Trattazione teorica limitata, ricca parte esemplificativa
o Tratta un’interessante applicazione relativo ad un’azienda mercantile di ampie dimensioni
o Mancano i numeri d’ordine degli articoli
o Introduce per le aperture e le chiusure il conto dei Resti

Benedetto Cotrugli: “Della Mercatura et del mercante perfetto” 1573, è un autore del 400 ma i suoi libri
vengono pubblicati successivamente
o indica i tre libri del mercante che sono il Memoriale, i Giornale e il Quaderno (Mastro)
o suggerisce l’uso di un Libriccino delle Ricordanze
o indica come fare la scrittura di apertura dei conti senza un caso esemplificativo
o non si occupa delle operazioni di gestione
o non tratta dell’Inventario
o segnala latri due libri che sono il Copi Lettere e il Libro della Copia dei Conti Emessi
o lascia all’apprendimento per viva voce ciò che non ha spiegato nel suo volume
o istituisce il sabato mercantile: il mercante debba introdurre periodicamente un anno di sospensione di
ogni attività
o fissa a 50 anni il limite di età per esercitare l’attività mercantile

mar 9 Ottobre 2012 – 7° lezione

Angelo Pietra: già visto precedentemente

Simone Grisogono: “Il mercante arricchito” 1609:


o rivede e aggiorna anche nel linguaggio l’opera di Casanova “Specchio Lucidissimo”
o ha una parte teorica e una parte applicativa
o è la parte applicativa ad avvalorare l’opera
o l’autore parla del Giornale, Quaderno, Alfabetto (rubrica dove sono indicati i vari conti utilizzati nei
vari registri), Riporto del libro (lo usa per la riapertura)
o

Antonio Moschetti: “Dell’universal trattato” 1610:


o spiega i principi che presiedono la formazione del libro doppio, Giornale e Libro Maestro, modo di
tener scritture particolari di una compagnia
o linguaggio Barocco
o riconosce ai Conti Capitale e Pro e Danno identità di sostanza, riconosce che sono conti della stessa
natura
o estese esemplificazioni conclusive relative ad un’azienda mercantile e a un negozio di lana

Matteo Mainardi: “La scrittura mercantile falla e riordinata” 1632:


o opera di fatto priva di trattazione teorica
o immagina la morte di uno dei due soci di una compagnia e la predisposizione dei conti da parte
dell’altro che desidera continuare a suo nome l’attività
o non c’è un bilancio di entrata o di uscita
o la chiusura è effettuata tramite il conto Avanzo e Disavanzi, il cui saldo va al conto Proprietario
dell’azienda, anziché al capitale
o utilizzo del conto Proprietario è l’unica novità

Lodovico Flori: “Trattato del modo di tenere il libro doppio domestico con il suo esemplare” 1636: già visto
precedentemente.

Bastiano Venturi: “Scrittura conteggiante di possessioni” 1655 si occupa della contabilità all’interno di una
economia delle possessioni (in particolare si occupa di una serie di proprietà terriere)
o mastro con doppie colonne per i montanti (relativamente alle operazioni in valuta estera)
o prevede la possibilità di accendere dei conti a cose oppure a persone
o nel mastro prevede anche due colonne per le Entrate e per le Uscite (permettendo così di conoscere
la situazione di cassa)
o effettua la rilevazione cronologica su due righe premettendo a sia al conto accreditato che a quello
addebitato
o sviluppa in modo interessante la parte relativa all’amministrazione dell’azienda signorile,
nell’articolarsi delle diverse figure amministrative

Andrea Zambelli: “Il ragionato o sia trattato della scrittura universale” 1671, autore bresciano che ha
scritto anche opere di arte della guerra:
o classifica i conti in:
- privati: accesi a cose animate e inanimate possono essere: correnti, di tempo, di
partecipazione, forestieri, di cambio, di luogo e di materia
- Aperti: conto proprio, la cassa, gli avanzi, la sicurtà e i partimenti (usato anche da Pietra)
o Usa Avanzi anziché pro e danno
o Suggerisce le modalità da seguire per rinvenire gli errori, che raggruppa in 13 tipologie
o Definisce il concetto di credito e di debito
o Afferma la duplice finalità del bilancio (di verifica e di esercizio)

In sintesi nel periodo 500 - 600:


- si ha un percorso di teorizzazione
- si cerca di coordinare gli aspetti Teoria – Prassi
- tutti gli autori hanno un intento didattico, quindi insegnare la contabilità
- dal punto di vista linguistico scelgono la lingua del mercante, il volgare
- operatività ordinaria e straordinaria
- classificazione dei registri
- si iniziano ad individuare delle classi di conti (cose e persone)
- graduale miglioramento della forma dei conti (particelle, numerazione, ci di avvicina al concetto di
diversi, ecc)
- dal punto di vista dei contenuti si ha un arricchimento delle scritture di assestamento
- diventa chiara la distinzione tra bilancio di verifica e bilancio d’esercizio
merc 10 Ottobre 2012 – 8° lezione

Definizione lavoro di gruppo: Contrapposizione tra Cerboni e Besta (studio anche delle professioni)

Due tipi di fonti:


o fonti primaria degli stessi autori
o altri autori che si sono occupati di quell’autore

o approccio biografico
o bisogna capire il contesto in cui ha operato
o come si pone all’interno del contesto
o confronto dottrinale (prospettive e approcci completamente diversi
o cerboni: logistica personalistica
o besta: teoria dei conti a valori
o seconda metà 800 fanno parte del processo di scientifizzazione della ragioneria
mar 16 ottobre 2012 – 9° lezione

...dal rinascimento ...all'illuminismo

fine

'600-'700
periodo florido per via dell'illuminismo ma NON per la ragioneria italiana, per la quale è un periodo
piuttosto buio

'700'
predominio Francia “5 conti”

ECONOMIA DEL '700


crisi economiche
mkt del consumo italiano moltro ristretto (locale)
economia in regressione
solo dalla seconda metà del '700 si hanno segni di rinnovamento agricoltura e produzione a domicilio
solo successivamente avremo le prime fabbriche in lombardia, piemonte e veneto

CULTURA ECONOMICA
2 correnti di pensiero.
MERCANTILISTI (moneta)
FISIOCRATICI (terra)

in questo periodo buio per la ragioneria non abbiamo opere significanti.


Non è ancora individuata una TEORICA dei CONTI,

IN ITALIA LA RAGIONERIA NEL '700


lenta evoluzione
“continuità discontinua” verso l'800
abbiamo una supremazia contabile francese
teoria dei CINQUECONTISTI
1795 La tenuta dei conti resa facile
Edmond Degranges

5 CONTI
dalle operazioni commerciali principali:
cassa
merci
effetti da riscuotere
effetti da pagare
perdite e profitti

a questa teorica va riconosciuto il primato temporale (fu cmq la prima)


tuttavia vi erano dei limiti tra cui la semplicità
CONTESTATA DA AUTORI COME IL MARCHI

Nel '700 in italia si producono le prime dissertazioni di scienza del commercio

GIROLAMO BELLONI
1757 dissertazione sul commercio
utilità del commercio
origini della moneta
cambio
riflessioni su come sviluppare i commerci per il bene degli statistiche

GIOVANNI SAPPETTI COSENTINO


1762 elementi di commerzio o siano regole generali per coltivarlo
importanza del commercio per l'uomo e la nazione
necessità di potenziamento delle infrastrutture
necessità di sostenere le unità produttive (...“devono essere promosse e aumentate”...)

Abate ANTONIO GENOVESI


1769 lezioni di commercio o sia l'economia civile
come incoraggiare l'industria
tutela delle attività produttive

la situazione cambia con l'800

...primo 800

ECONOMIA
agricola e mercantile
meccanizzazione dell'agricoltura
industrializzazione è ancora alle origini (tessile)
prime manifatture: esigenza di capitali fissi
SCIENZA
Fissati i principi della scienza moderna (fisica, chimica, medicina...) che avrà riflessi anche sulla ragioneria
basi per quello sviluppo tecnologico che sarà all'origine della rivoluzione industiale

CERBONI PRESENTERà LA SUA TEORIA IN UN “CONVEGNO” DI SCIENZIATI,


la ragioneria pian piano inizierà a diventare una scienza
merc 17 Ottobre 2012 – 10° lezione

Lavoro di gruppo
mar 23 Ottobre 2012 – 11° lezione

Nel 700 c’è stata la supremazia francese - Degranges: individua 5 conti che servivano per rilevare tutto
quello che succedeva a livello produttivo:
-­‐ cassa
-­‐ merci
-­‐ effetti da riscuotere
-­‐ effetti da pagare
-­‐ perdite e profitti
I primi 4 conti sono conti di natura finanziaria.

800

Economia ai primi dell’800: grandi rivoluzioni industriale principalmente in gran bretagna, epoca
dell’espansione della gran bretagna con le due rivoluzioni industriali, in questo contesto nasce il concetto di
azienda che viene teorizzato alla fine dell’800.
In Italia si passa ad una industrializzazione tessile che portò ad un processo di ringovanimento dei quadri
dirigenziali con l’accrescersi sia dell’economia che gli studi della ragioneria. Questa è l’epoca dei vari
dibattiti sulla contabilità. Iniziano a nascere i grandi collegi dei ragionieri.

A livello scientifico all’inizio dell’800 c’erano 3 tipi di pensieri:


-­‐ pensiero computistico: pura rilevazione matematica dei fatti di gestione
-­‐ pensiero amministrativo: legato al voler correlare tutti i beni produttivi ai diritti che ne andavano in
capo ai proprietari
-­‐ pensiero economico: legato alla massimizzazione del risultato utilizzando il minimo sforzo, infinità
di bisogni con mezzi limitati, noi siamo arrivati alla industrializzazione proprio per rispondere a
questa esigenza.
Ci sono diversi termini usati impropriamente allo stesso modo:
Utile: se la variazione del capitale è positivo allora abbiamo un utile, altrimenti se negativo abbiamo
una perdita
Reddito: variazione del capitale (capitale iniziale – capitale finali) in un determinato periodo di
tempo oppure la differenza tra ricavi e costi
Profitto puro: legato al concetto di reddito e di utile ma tiene conto anche dell’investimento del
lungo periodo, quindi un investimento è profittevole se remunera tutti i costi soprattutto i costi
opportunità
Guadagno: termine improprio ma può essere sinonimo di tutti gli altri ermini, però è legato ad un
termine finanziario
Ricavo: elemento positivo di reddito

Dall’unione di questi 3 nasce di fatto la Ragioneria, Cerboni poi unisce a questi il pensiero logismologico.

La ragioneria nell’800 da mera rappresentazione contabile diventa scienza.

Nell’800 nasce il concetto di impresa e di impresario, e avevano già individuato nell’800 che c’erano due
categorie di impresario.
Impresario: colui che si obbliga ad eseguire con la propria opera o con quella di altri sotto la sua
responsabilità una determinata opera, di cui si assumerà a responsabilità di buona o cattiva riuscita.
Gli impresari venivano divisi in:
-­‐ speculatori
-­‐ capitalisti veri e propri.

Nasce anche il concetto di manifattura: trasformazione di una materia in un'altra.

Concetto di avviamento: capacità di un determinato bene di produrre redditi futuri, il maggior valore di
un’azienda si esprime nelle operazioni straordinarie, quando una opera ha una sua continuità non ci si pone il
problema dell’avviamento.

Nascono i bilanci, ma già nel 600 un rendiconto veniva già effettuato, ma il bilancio come lo conosciamo
oggi nasce nel 800.fino all’800 non c’erano regole per la redazione, venivano usate delle consuetudini che
avevano diverse teorie, quindi nasce la necessità di avere delle regole affinché quello che veniva scritto sia
veritiero e corretto.

Dai primi dell’800 in Inghilterra, Tommaso John Eduardo, fu il primo ad analizzare come individuare gli
errori nella contabilità. In Italia il primo a parlare di revisione fu Francesco Villa.

Ci sono anche alcuni autori che avevano già posto dei tasselli:
-­‐ Giuseppe de pedretti assegna alla partita doppio lo scopo di rilevare i fatti aziendali
-­‐ Ludovico crippa: 1834 “la scienza di tenere libri di ragione detta volgarmente scrittura doppia” fu
uno dei primi a definire l’azienda, esiste un complesso di operazioni legati in un determinato periodo
vengono considerati come un complesso che si può definire azienda, inoltre concetto di patrimonio.
Individuava 2 tipi di conti: i conti all’oggetto (relativi a cose e persone) e i conti al soggetto
(comprendenti i conti in ragione della proprietà), quindi primordi della logiamografia.

Francesco Villa
Sulle basi dei precedenti autori il Villa fonda la sua teoria. Ha il merito di rendere la ragioneria come
scientifica.
Nel 41 uscì la sua opera e nel 50 “elementi di amministrazione e di contabilità”
Nel 69 vengono riconosciuti i meriti a Villa
Nel 84 muore.

Merito: con il libro “Elementi di amministrazione e contabilità” incentrò lo studio dell’azienda attraverso il
valore economico della contabilità, egli affrontava esplicitamente il concetto di ragioneria come scientifica,
infatti “la ragioneria non riguarda solo i calcoli ma anche a quei principi teorici e pratici che guidano
l’amministrazione delle aziende di tutte le categorie”. La sua teorica riguardava l’universalità delle aziende
(“aziende di tutte le categorie”).
Villa individua già le tre aree aziendali su cui si basa tutto: organizzazione, gestione, informativa. Queste tre
aree sono il primordio della scienza dell’economia aziendale. Quindi Villa viene definito il propulsore
dell’economia aziendale.
In ottica diacronica spiegava che la ragioneria poteva spiegare tutto perché servivano a comprendere la
azienda, tutto poteva essere spiegato attraverso la ragioneria. Nella sua opera offrì una prima trattazione dei
problemi dell’azienda e come affrontarli.
Getto la base dello studio delle amministrazioni pubbliche, quindi inizia a intravedere la aderenza tra forma
(metodo contabile) e contenuto (economia dell’azienda).

Nella ragioneria si studiano 3 ordini di conoscenze:


-­‐ aritmetica
-­‐ tenuta dei registri
-­‐ conoscenza dei principi di amministrazione delle aziende
Lui attribuiva alla ragioneria tutto questo campo di indagine.
Limite: se pur amplia lo studio della ragioneria non solo ai metodi contabili puri ma anche ai principi di
governo dell’azienda, si limita a mettere in luce solo il contenuto dottrinale cioè il suo fine, ossia il controllo
dell’azienda, la ragioneria servono per il controllo dell’azienda e per il suo governo.

Lui studia l’azienda attraverso gli elementi personali, le azioni per conservare e accrescere l’azienda e i
mezzi per conoscere i risultati. Egli dice che tutto può essere spiegato attraverso la ragioneria.
Limite anche per Cerboni e Besta, per superare il limite bisogna aspettare Zappa.

Villa paradossalmente in un attica diacronica non ebbe il rilievo che gli attribuiamo noi oggi, perché era uno
dei tanti dell’epoca che cercava di comprendere come studiare l’azienda e che elevava la ragioneria a
scienza, il suo merito però fu quello di intuire il governo dell’azienda e lo studio dell’azienda attraverso le 3
aree. L’azienda si studia attraverso il controllo della stessa.
merc 24 Ottobre 2012 – 12° lezione

Lavoro di gruppo
mar 6 Novembre 2012 – 13° lezione

Lavoro di gruppo
merc 7 Novembre 2012 – 14° lezione

Prima metà dell’800: ragioneria scientifica, prima rivoluzione industriale, in Italia l’evoluzione delle aziende
tessili e un inizio della industrializzazione.
Scienza contabile dell’epoca il cui massimo esponente è Villa

Seconda metà del’800: il primo a parlare di azienda fu Cerboni anche se non diede una informazione
completa di concetto di azienda, lui la intuì.
Basi della scienza aziendale moderna

A livello storico nella seconda metà dell’800 a livello europeo è caratterizzato da una maggiore stabilità
politica, in italia si giunge all’unità.

Si crea il settore secondario, comunque c’è ancora il predominio dell’agricoltura, i problemi aziendali sono
visti ancora un po’ distanti, quindi i problemi di come amministrare lo stato sono preponderanti, i problemi
economici sono subordinati ai problemi politici, c’è una contabilità dello stato pubblica da inventare.
Verso la fine dell’800 si consolidano le grandi aziende e di fatto nasce l’italia produttiva e si inizia a
rispondere ai problemi di natura economica, ci sono 3 eventi indicatori dall’italia agricola all’italia
industriale:
-­‐ 1881 con l’esposizione nazionale
-­‐ 1882
-­‐ 1883 inaugurazione della prima centrale elettrica italiana, fondamentale perché per produrre a livello
industriale serve energia
inoltre nel 800 c’è stata l’invenzione della pila elettrica, le automobili, il cemento armato, si crea nell’800
una sorta di colleganza Porteriana in cui le invenzioni scientifiche creano informazioni per gli imprenditori i
quali utilizzano queste per creare le grandi medie e piccole imprese, ma queste imprese creandosi prendendo
vita generano informazioni che servono per l’innovazione.

Nasce un nuovo concetto che però fino al 900 non verrà studiato, il concetto di azienda destinata a perdurare
nel tempo, approccio dinamico che porterà alla costruzione del reddito (continuità azienda, che tutt’oggi è un
presupposto fondamentale per l’azienda, l’azienda sopravvive a coloro che l’hanno creata).

La seconda metà dell’800 è l’epoca del vero cambiamento. Le scritture in partita doppia trovano una
sistemazione schematica, evoluzione del metodo contabile rispetto al 600-700, cominciano ad esistere chiari
legami tra il libro mastro e il libro giornale, tra il 1850 e la fine del 1890 ci sono molte opere di produzione
scientifica della ragioneria.
Gli autori dell’800 hanno fatto progredire gli studi della ragioneria, è questa l’epoca dei grandi duelli
scientifici, questo aspetto “duello scientifico” in realtà è stato un limite per i ragionieri dell’800.
Cerboni e besta: contrapposizione tra le teorie personalistiche dei conti e i conti a valori, cerboni – toscana /
besta – veneta.

Opera fondamentale di Cerboni fu legata alla contabilità di stato, fu ideatore della logismografia che ebbe le
sue origini nella relazione sullo stato militare di toscana del 1861. La principale applicazione ella
logismografia è alla contabilità dello stato, ma cerboni pretese l’applicabilità a tutte le attività anche quelle
aziendali.

“la scritturazione viene ristretta a funzionare su due soli conti naturali e comuni a tutte le amministrazioni, il
conto cioè del proprietario e quello dell’azienda, intesa come agenti e corrispondenti l’uno con l’altro
necessariamente bilanciate ed impostate entrambi sul libero giornale”

la logismografia si basa su una sostanza che viene amministrata dal proprietario e dall’agenzia, pertanto
l’amministrazione dell’azienda ha per oggetto una sostanza qualunque e appartiene al proprietario
(impostazione giuridica, ogni oggetto appartiene ad uno specifico sogg). La sostanza si presuppone essere
affidata alla custodia dei consegnatari o degli agenti oppure ai debitori o creditori di essi che si chiamano
corrispondenti; i consegnatari o agenti (coloro che hanno in custodia la sostanza) e i corrispondenti (debitori
e creditori della sostanza, quindi vantano diritti o obblighi) e poi ci sono i proprietari, questi sono i soggetti.
Consegnatari e corrispondenti costituiscono l’agenzia. In qualsiasi amministrazione sorgono virtualmente 2
enti che stanno l’uno di fronte all’altro, il proprietario e l’agenzia (intasa come corrispondenti e assegnatari),
in questa ottica giuridica i conti necessari all’amministrazione si possono dividere in:
-­‐ conti del proprietario
-­‐ conti dell’agenzia.

Azienda per il cerboni: la sua visione è legata principalmente ai diritti e obblighi (a chi appartiene che cosa e
chi mi deve qualcosa). “ il concetto dell’azienda benché sia comune se studiato dal lato scientifico e per via
di analisi si presenta complesso di più elementi, in vero essa comprende in senso oggettivo la sostanza
amministrabili e l’azione amministrativa, ed in senso soggettivo rappresentata da proprietari, amministratori,
agenti e corrispondenti” non si parla di produzione ne di complesso di beni uniti perché nell’approccio
logismologico si pensa a tuti i tipi di amministrazione, in particolare all’amministrazione dello stato (quindi
azienda di erogazione e non di produzione), tutta l’informazione di una amministrazione che chiama azienda
si spiega attraverso i due conti.

Come si formano questi due conti

I conti accesi al proprietario e quelli accesi all’agenzia formano insieme la cosiddetta bilancia economica,
all’interno della bilancia economica i conti sono di 3 categorie:
-­‐ conti giuridici destinati a presentare le ragioni del dare o dell’avere delle persone (a chi devo dare e
da chi devo avere); sono poi quelli che chiameremo conti di natura finanziaria (debiti e crediti)
-­‐ conti statistici o economici relativi agli aumenti o alle diminuzioni della sostanza; potrebbero essere
l’embrione dei conti economici reddituali, quindi i conti che oggi chiamiamo di natura economica
-­‐ conti specifici relativi alle trasformazioni dei singoli elementi della sostanza;

Proprietario
Dare avere
Y X

Agenzia (consegnatari e corrispondenti)


Dare avere
X Y

La bilanci economica è data da questi due conti, ma i conti possono essere di 3 tipi.

Oggetto della ragioneria per il cerboni: il compito del ragioniere e quello di illuminare l’amministrazione e
quindi il ragioniere deve necessariamente conoscere la gestione e l’organizzazione dell’azienda. Definisce la
ragioneria come oggetto teoretico come studio delle leggi che governano le aziende.
La logismografia non si può applicare alle aziende private, è una ragioneria in ottica giuridica che ha aiutato
a spiegare lo stato, ma perde il significato di universalità perché nelle aziende private non si può spiegare la
sostanza.

Cerboni ha intuito il concetto di azienda e lo anche compiutamente definito e ha cercato un metodo


universale per andare a spiegare tutti i fatti aziendali ma di fatto attraverso la sua bilancia economica e i 3
conti è andato ad analizzare solo la pare contabile, non ha indagato sul campo della scienza decisionale e
della scienza organizzativa.
C’è il metodo contabile infatti si rispecchiano le tre leggi della partita doppia.

Cerboni:
-­‐ logismografia cosa è e su cosa si basa
-­‐ concetto di sostanza data in gestione di proprietà di qualcuno
-­‐ concetto di azienda legato al concetto di logismografia: vista in due modi che parlano tra di loro in
senso oggettivo e soggettivo
-­‐ limite: contabilità dello stato quindi la logismografia non è applicabile alle aziende private,
universalità della logismografia non può spiegare tutti i fatti aziendali
mar 13 Novembre 2012 – 15° lezione

Lavoro di gruppo
mar 27 Novembre 2012 – 16° lezione

Lavoro di gruppo + teoria

Besta:

teoria che porta la ragioneria nella modernità, però non è stato il padre dell’Economia Aziendale ma Zappa e
successivamente Amaduzzi.
Legato ad una tradizione economica, ha il merito di passare da una concezione pseudo giuridica ad una teoria
dei conti a valore.

Azienda e patrimonio per besta: insieme di beni servizi e diritti legati ad un'unica ricchezza detta patrimonio,
patrimonio è la differenza tra attivo e passivo.
Indipendentemente dalla sfera giuridica l’azienda è un complesso di unità differenti qualitativamente tra di
loro e quindi devono avere un comune denominatore quantitativo che è il patrimonio, quindi l’aspetto
quantitativo può spiegare le diversità all’interno di una azienda. Quindi l’intero patrimonio diventa
valutabile, diventa un aggregato di valori che spiega cosa c’è all’interno della azienda.
Egli individua 2 aspetti principali attraverso i quali definire e considerare i fatti oggetto di valutazione:
-­‐ un aspetto originario delle variazioni dei singoli elementi attivi e passivi che compongono il
patrimonio
-­‐ un aspetto derivato che riguardano le variazioni intervenute nelle variazioni del patrimonio netto
per avere un quadro completo è necessario considerare tutte le variazioni attive e passive e considerare fatti
sia interni della gestione sia esterni.
Due serie antitetiche di conti:
-­‐ conti elementari accesi alle variazioni elementari attive e passive del patrimonio, quelle attive sono
movimentate in dare e quelle passive in avere
-­‐ conti al netto che sono valori di capitale netto e le sue parti ideali e le variazioni del capitale netto
per effetto della gestione, le variazioni nette passive in dare e quelle nette passive in avere;
o conti di capitale (reddituali)
o conti di gestione (patrimoniali)

individua nei fatti di gestione:


-­‐ elementi permutativi: qunado una variazione elementare attiva ha una variazione passiva, quelle che
i chiamano permutazione finanziaria
-­‐ elementi modificativi: variazione elementare attiva è pari a una variazione al netto passiva: crediti
costi e debiti e ricavi
-­‐ elementi misti:

ci sono poi le scritture di assestamento che si chiudono poi al conto profitto o perdite, che accoglie dentro di
se variazione al netto passive e attive.

Limite: come villa e cerboni intuisce i fatti di gestione e li definisce ma non eleva l’azienda a sistema, besta
ha una visione statica dell’azienda perché si concentra sugli aspetti patrimoniali e tutto deve essere condotto
ad una variazione del capitale, quindi intuisce azienda come complesso ma cerca di descrivere tutti i fatti che
avvengono nella azienda con il patrimonio quindi non parla compiutamente non indaga sugli aspetti
gestionali e sugli aspetti organizzativi.

Zappa:

conti numerari e conti economici il sistema reddituale deriva dalla sua visione dell’azienda come un sistema
dinamico che tuttavia tende a perdere l’equilibrio nel tempo quindi perennemente turbato, un complesso
schema di beni servizi e diritto con la finalità di perdurare nel tempo (aggiunta di zappa).

Elabora la teoria generale dei sistemi in cui individua l’azienda come un insieme di sistemi:
-­‐ sistema gestionale
-­‐ sistema informativo
-­‐ sistema aziendale

limite: nella sua ottica reddituale crea un sistema contabile che è applicabile solo alle aziende di produzione
quindi non universale ma solo per le aziende con finalità di lucro; interverrà Amaduzzi a creare una teoria
generale applicabile a tutte le aziende anche quelle di erogazione.

Zappa è allievo di Besta e poi diventa uno dei principali antagonisti del suo maestro perché la evolve in
ottica dinamica. Per zappa esiste un solo reddito unico per l’azienda ed è la differenza tra ricavi e costi
aziendali in un periodo di tempo, solo attraverso il redito si spiega l’evoluzione dell’azienda che è destinata a
perdurare nel tempo.