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Documento contenuto nel DVD Raccolta Completa UNI 2005.

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figura 1 Elementi delle scale e delle scale a castello


Legenda
H Altezza di salita
g Pedata
e Altezza libera di passaggio
h Alzata
l Lunghezza del pianerottolo
r Sormonto
α Angolo di inclinazione
w Larghezza
p Linea di inclinazione
t Profondità del gradino
c Luce

3.1.1 altezza di salita: Distanza verticale tra la quota di riferimento e il pianerottolo (H nella
figura 1).

3.1.2 rampa della scala: Sequenza ininterrotta di gradini tra due pianerottoli.

3.1.3 pedata: Distanza orizzontale tra le sporgenze di due gradini consecutivi (g nella figura 1).

3.1.4 altezza libera di passaggio: Distanza verticale minima, libera da tutti gli ostacoli (come
travi, condutture, ecc.) sopra la linea di inclinazione (e nella figura 1).

3.1.5 pianerottolo: Area di riposo orizzontale situata alla fine della rampa della scala (l nella
figura 1).

3.1.6 linea di percorso: Linea teorica che indica il percorso medio degli utenti della scala o della
scala a castello.

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3.1.7 sormonto: Differenza tra la profondità del gradino e la pedata (r nella figura 1).

3.1.8 linea di inclinazione: Linea teorica che collega il bordo principale delle sporgenze dei
gradini successivi, rilevata lungo la linea di percorso e che si estende fino al pianerottolo
in fondo alla rampa della scala partendo dalla sporgenza del pianerottolo in cima alla
rampa (p nella figura 1).

3.1.9 angolo di inclinazione della scala o della scala a castello: Angolo tra la linea di inclinazione
e la relativa proiezione sul piano orizzontale (α nella figura 1).

3.1.10 alzata: Altezza tra due gradini consecutivi, misurata dalla superficie di una pedata a quella
della pedata successiva (h nella figura 1).

3.1.11 gradino: Superficie orizzontale su cui poggia il piede per salire o scendere la scala o la
scala a castello.

3.1.12 sporgenza: Bordo superiore sulla parte anteriore del gradino o del pianerottolo.

3.1.13 cosciale: Elemento laterale della struttura che sostiene i gradini.

3.1.14 larghezza: Distanza libera sopra le facce esterne del gradino (w nella figura 1).

3.1.15 profondità del gradino: Distanza libera dal bordo principale o dalla sporgenza alla parte
posteriore del gradino (t nella figura 1).

3.1.16 luce: Distanza libera minima assoluta tra eventuali ostacoli e la linea di inclinazione
(c nella figura 1) misurata ad un angolo da 90° dalla linea di inclinazione.

3.2 parapetto: Dispositivo di protezione contro le cadute accidentali o l'accesso accidentale


ad un'area pericolosa da installare in caso di scale, scale a castello, pianerottoli e corridoi
di passaggio. Gli elementi tipici del parapetto sono illustrati nella figura 2 e definiti nei punti
da 3.2.1 a 3.2.5.
figura 2 Esempio degli elementi di una tipica struttura di un parapetto
Legenda
1 Corrimano
2 Corrente intermedio
3 Tavola fermapiedi
4 Montante
5 Piano di calpestio

3.2.1 corrimano: Elemento superiore concepito come appiglio per la mano per sostenere il
corpo, che può essere utilizzato sia individualmente, sia come parte superiore di un
parapetto (1 nella figura 2).

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3.2.2 corrente intermedio: Elemento del parapetto montato parallelamente al corrimano, che
conferisce una protezione aggiuntiva contro l'eventuale passaggio di un corpo (2 nella
figura 2).

3.2.3 montante: Elemento strutturale verticale del parapetto che serve ad ancorare il parapetto
stesso alla piattaforma o alla scala (4 nella figura 2).

3.2.4 tavola fermapiedi: Parte inferiore piena del parapetto oppure rialzo su un pianerottolo per
prevenire la caduta di oggetti dal livello del piano (3 nella figura 2).
Nota Una tavola fermapiedi riduce inoltre lo spazio libero tra il pavimento e il corrente intermedio per evitare il
passaggio di un corpo.

3.2.5 cancelletto con sistema di chiusura automatico: Elemento del parapetto concepito per
essere aperto con facilità. Quando il cancelletto è rilasciato, si richiude automaticamente,
per esempio sfruttando l'effetto della forza di gravità oppure una molla.

4 REQUISITI GENERALI DI SICUREZZA RELATIVI AI MATERIALI E ALLE DIMENSIONI

4.1 I materiali e le dimensioni degli elementi costitutivi e le modalità costruttive impiegate


devono soddisfare gli obiettivi di sicurezza della presente norma.

4.2 I materiali usati devono essere, per loro natura o per mezzo di un trattamento comple-
mentare, in grado di resistere alla corrosione provocata dall'atmosfera circostante.

4.3 Tutte le parti che sono a contatto con gli utilizzatori devono essere progettate in modo da
non provocare lesioni o impedimenti (angoli affilati, saldature con bavature, bordi ruvidi,
ecc.).

4.4 Gradini e pianerottoli devono offrire una resistenza antisdrucciolo soddisfacente, per
evitare il rischio di scivolamento.

4.5 L'apertura e la chiusura delle parti mobili (cancelletti) non devono causare ulteriori pericoli
(per esempio di cesoiamento o caduta) agli utilizzatori e alle altre persone vicine.

4.6 Raccordi, cerniere, punti di ancoraggio, supporti ed elementi di montaggio devono fornire
solidità e stabilità sufficienti per il montaggio al fine di assicurare la sicurezza.

4.7 La struttura e i gradini devono essere progettati per resistere in modo soddisfacente ai
carichi applicati.

4.7.1 Per la struttura i carichi puntuali, utilizzati nel settore industriale, possono variare da
1,5 kN/m2 in caso di bassa densità di affollamento senza movimentazione dei carichi fino
a 5 kN/m2 in caso di bassa densità di affollamento con movimentazione dei carichi o di
alta densità di affollamento.

4.7.2 I gradini devono resistere alle seguenti applicazioni di carichi puntuali:


- se l'ampiezza w è minore di 1 200 mm, 1,5 kN devono essere distribuiti su un'area di
100 mm × 100 mm, in cui uno dei limiti è rappresentato dal bordo principale del
gradino applicato alla mezzeria della scala;
- se l'ampiezza w è maggiore o uguale a 1 200 mm, 1,5 kN devono essere distribuiti
contemporaneamente su ciascuna delle aree da 100 mm × 100 mm, applicati nei
punti più sfavorevoli, a distanze di 600 mm, in cui uno dei limiti è il bordo principale
del gradino.
La deflessione tra la struttura e i gradini sotto un carico puntuale non deve essere
maggiore del valore minore tra ¹⁄₃₀₀ della campata e 6 mm.

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5 REQUISITI DI SICUREZZA APPLICABILI ALLE SCALE

5.1 La pedata, g, e l’alzata, h, devono soddisfare la formula (1):


600 ≤ g + 2h ≤ 660 (dimensioni in mm) (1)

5.2 Il sormonto, r, del gradino deve essere maggiore o uguale a 10 mm e deve potersi
applicare ugualmente ai pianerottoli e ai piani.

5.3 Sulla stessa rampa di scale l'alzata deve essere possibilmente costante. Nel caso in cui
non sia possibile mantenere l'altezza dell'alzata tra il livello di partenza e il gradino
inferiore, essa può essere ridotta al massimo del 15%. Se necessario, essa può essere
incrementata, per esempio nel caso di certe macchine mobili.

5.4 Il gradino più elevato deve essere allo stesso livello del pianerottolo (vedere figura 3).
Nota Il principio di mantenere la pedata in cima alle scale è importante e la modifica della pedata del pianerottolo,
che rappresenta l'ultimo gradino, causa spesso incidenti.
figura 3 Posizionamento del gradino più elevato

5.5 L'altezza libera di passaggio, e, deve essere almeno di 2 300 mm.

5.6 La luce, c, deve essere almeno di 1 900 mm.

5.7 Tranne che in circostanze eccezionali la larghezza libera di una scala deve essere almeno
di 600 mm, ma preferibilmente di 800 mm. Quando la scala è generalmente utilizzata o
attraversata contemporaneamente da numerose persone, la larghezza deve essere
aumentata fino a 1 000 mm. La larghezza della scala, se progettata come via di fuga, deve
soddisfare i requisiti delle norme pertinenti.
Nota Nei casi in cui ciò è giustificato dalla valutazione del rischio e dalle restrizioni imposte dal macchinario o
dall'ambiente, la larghezza libera può essere ridotta a non meno di 500 mm, se:
- la piattaforma di lavoro o la scala sono utilizzate solo occasionalmente e;
- la riduzione è applicata soltanto per una breve distanza.

5.8 L'altezza di salita H delle singole rampe di scale non deve essere maggiore di 3 000 mm,
altrimenti il pianerottolo è ritenuto indispensabile prima di continuare per un'altra rampa di
scale. La lunghezza del pianerottolo, I, deve essere almeno di 800 mm e in ogni caso
uguale o maggiore della larghezza della scala. Soltanto nel caso di una singola rampa di
scale (vedere 3.1.2) l'altezza di salita non deve essere maggiore di 4 000 mm.

5.9 Per i requisiti relativi ai parapetti vedere 7.2.

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6 REQUISITI DI SICUREZZA APPLICABILI ALLE SCALE A CASTELLO

6.1 La profondità minima del gradino, t, deve essere di 80 mm.

6.2 L'alzata massima, h, deve essere di 250 mm.

6.3 Il sormonto, r, del gradino o del pianerottolo deve essere maggiore o uguale a 10 mm.

6.4 La larghezza libera tra i cosciali o i parapetti deve essere compresa nell’intervallo tra
450 mm e 800 mm, ma preferibilmente di 600 mm.

6.5 Sulla singola rampa di scale l'alzata deve essere possibilmente costante. Nel caso in cui
non sia possibile mantenere l'altezza dell'alzata tra il livello di partenza e il primo gradino,
essa può essere ridotta al massimo del 15%. Se necessario, essa può essere incre-
mentata, per esempio nel caso di certe macchine mobili.

6.6 L'altezza libera di passaggio, e, deve essere almeno di 2 300 mm.

6.7 La luce, c, deve essere almeno di 850 mm.

6.8 L'altezza di salita, H, di una singola rampa di scale non deve essere maggiore di
3 000 mm.
Nota Per le scale costituite da diverse rampe dovrebbero essere considerate misure di sicurezza supplementari.

7 REQUISITI DI SICUREZZA APPLICABILI AI PARAPETTI

7.1 Parapetti orizzontali


figura 4 Esempio di parapetto orizzontale
Legenda
1 Rialzo verticale
Dimensioni in mm

7.1.1 Un parapetto deve essere installato vicino alle aree pericolose in cui si rileva il rischio di
caduta o di passaggio attraverso (per esempio i corridoi di passaggio per l’accesso ad un
estrattore su un tetto).

7.1.2 Quando l'altezza di un'eventuale caduta è maggiore di 500 mm è necessario installare un


parapetto.

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7.1.3 Si deve installare un parapetto quando il dislivello tra una piattaforma e la struttura della
macchina o la parete è maggiore di 200 mm oppure se la protezione della struttura non è
equivalente ad un parapetto. Tuttavia si deve installare una tavola fermapiedi quando lo
spazio tra la piattaforma e la struttura adiacente è maggiore di 30 mm.

7.1.4 L'altezza minima del parapetto deve essere di 1 100 mm.

7.1.5 Il parapetto deve includere almeno un corrente intermedio o un'altra protezione equiva-
lente. Lo spazio libero tra il corrimano e il corrente intermedio come pure tra quest'ultimo
e la tavola fermapiedi non deve essere maggiore di 500 mm.

7.1.6 Quando si utilizzano montanti verticali invece di un corrente intermedio la distanza


orizzontale libera tra i montanti deve essere al massimo di 180 mm.

7.1.7 Una tavola fermapiedi con un’altezza minima di 100 mm deve essere installata al massimo
a 10 mm dal piano di calpestio e dal bordo della piattaforma (vedere figura 4).

7.1.8 La distanza tra gli assi dei montanti deve essere preferibilmente limitata a 1 500 mm. Ma
se tale distanza è superata, si deve prestare particolare attenzione alla resistenza di
ancoraggio del montante e dei dispositivi di fissaggio.
figura 5 Spazio libero tra due segmenti del parapetto
Dimensioni in mm

7.1.9 Nel caso di un corrimano interrotto, per evitare che le mani restino impigliate, lo spazio
libero tra i due segmenti non dovrebbe essere minore di 75 mm e maggiore di 120 mm
(vedere figura 5). Se c'è un'apertura maggiore si deve utilizzare un cancelletto con
sistema di chiusura automatico.

7.1.10 Nei casi in cui l'accesso attraverso il parapetto è necessario, si deve utilizzare un cancel-
letto con sistema di chiusura automatico. Il cancelletto deve avere il corrimano e il corrente
intermedio posizionati allo stesso livello di quelli del parapetto in cui svolge la funzione
d'apertura (per la sezione d'uscita della scala a pioli vedere prEN ISO 14122-4:1996).
Tutti i cancelletti devono essere dotati di sistema di chiusura automatico e progettati per
aprirsi sulla piattaforma o sul piano e per chiudersi su un arresto fisso, per evitare che gli
utilizzatori possano spingerli e cadere attraverso l'apertura. I cancelletti devono essere
sottoposti agli stessi criteri di carico dei parapetti.

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7.1.11 Le estremità del corrimano devono essere progettate in modo tale da eliminare qualsiasi
rischio di lesione causata da bordi affilati del prodotto o dall'eventuale impigliamento degli
indumenti dell'utente.

7.2 Parapetti di scale e scale a castello


figura 6 Esempio di parapetto della scala e relativo proseguimento nel parapetto orizzontale
Dimensioni in mm

7.2.1 La scala deve essere provvista di almeno un corrimano. Se la larghezza della scala è
maggiore o uguale a 1 200 mm, devono essere previsti due corrimani. Le scale a castello
devono essere sempre provviste di due corrimani.

7.2.2 Il parapetto deve essere installato tutte le volte che l'altezza di salita è maggiore di 500 mm
e quando c'è uno spazio laterale adiacente al cosciale maggiore di 200 mm, per fornire la
protezione adeguata sul lato della scala in cui sussiste tale spazio.

7.2.3 L'altezza verticale del corrimano di una scala deve essere compresa tra 900 mm e 1 000 mm
sopra la sporgenza del gradino della rampa della scala e deve essere minimo di 1 100 mm
sopra il piano di calpestio sul pianerottolo. Il corrimano dovrebbe avere un diametro
compreso tra i 25 mm e i 50 mm oppure una sezione equivalente, per fornire una buona
presa per la mano.

7.2.4 La distanza (dimensione x) dalla linea di inclinazione su una scala a castello all’asse del
corrimano dovrebbe essere come quella illustrata nella figura 7, con il corrimano che
comincia almeno dalla distanza di 1 000 mm, misurata in verticale dalla base della scala.
Il prospetto 1 riporta le dimensioni indicative.

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