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7/11/16

RELAZIONE TRA MENTE E CORPO

Spesso dal punto di vista fisico soprattutto pensiamo di essere limitati dall’immagine che veicoliamo verso i
il mondo esterno.
Ci sono indizi veloci e impliciti sulla persona che abbiamo davanti.
Esperimenti  la fiducia che riponiamo in una persona può essere veicolata in meno di 50 ms. Non
abbiamo neanche il tempo di riconoscere un volto che già possiamo catalogarlo come persona di cui fidarsi
o no. Sono meccanismi innati e naturali, servono per stabilire se qualcuno è potenzialmente dannoso o no
per me.

Tendiamo a non apprezzare alcuni aspetti del nostro corpo, può essere una patologia.
È importante perché se ne parla in continuo. Es. articolo in cui si evidenzia che i ¾ delle intervistate non
gradiscono il proprio corpo e si percepiscono come inadeguate.
È un tema attuale.
Anche nella popolazione maschile succede la stessa cosa, solo se ne parla meno.

È un tema anche molto antico  relazione tra mente e corpo.


Cartesio = voleva capire quali erano i meccanismi di questi fenomeni. Cosa lega la mente col nostro corpo.
Alcune sensazioni (dolore, fame, sete..) indicano che il mio corpo è qualcosa di in relazione alla mia mente,
la mente è come un pilota in un vascello. È qualcosa che controlla.
In realtà questo controllo della mente sul corpo è più complicato rispetto a quello che sembra. Non è solo
un controllo, veicolo rispetto al corpo.. non va solo in una direzione.
Le caratteristiche del corpo influenzano la nostra mente e viceversa, influenzano come ci appare il corpo.

È un tema di attualità anche in relazione alle nuove tecnologie 


Le tecnologie moderne permettono di creare delle alterazioni meccaniche o virtuali al nostro corpo.
Es. integrare strutture che non esistono in natura (arti artificiali, robotici) per ripristinare la manualità delle
persone che non hanno più la possibilità di usare il corpo reale.
Si possono creare corpi virtuali in ambienti che non esistono nel mondo esterno.
Come agisce il nostro cervello? Come percepisce l’arto virtuale, lo percepisce come qualcosa di nostro?
Molte tecnologie sono usate per trattare disturbi di natura psicologica es. fobie, trattamento disturbi che
riguardano la sfera sessuale, persone che hanno prodotto crimini nei confronti dei bambini (fanno vedere
come percepiscono il mondo i bambini, come reagiscono all’aggressività degli adulti..).

Esempi che evidenziano quanto il nostro corpo sia importante  in alcune culture c’è l’idea che ci si possa
separare dal proprio corpo, estraniarsi dal corpo fisico.
Ci interessano i correlati neurali e cognitivi di questo effetto. Come faccio a percepire il distacco dal corpo,
cosa succede.
Cinematografia  si possono usare corpi virtuali, geneticamente costruiti con determinate caratteristiche,
corpi robotici.

Idea di base = diamo per scontato che il nostro corpo è nostro, ci appartiene. Il fatto che percepisca me
stesso come una persoan estraniata dal mondo esterno e quando tocco un oggetto percepisco la differenza
tra me e il mondo esterno. Anche quando stringo la mano di un’altra persona percepisco nettamente la
differenza. In realtà non è così scontato, ci sono processi cognitivi complessi. Bisogna sapere dove si trova il
nsotro corpo nello spazio, deve sapere chi sono io, chi sono gli altri..
Il cervello può proiettare in diversi punti dello spazio quello che la persona percepisce come il proprio
corpo.
Il corpo fisico è diverso da quello che si percepisce appartenente a sé.
Si attivano dei meccanismi  si difende quella porzione di spazio, si fa sì che non venga danneggiata..

Servono dei meccanismi per stabilire cos’è il mio corpo e identificarlo come tale.
Qual è il mio corpo, dov’è il mio corpo, cosa determina il mio?
Ci possono essere alterazioni nel senso di appartenenza corporea.
Es. somatoparafrenia (?) = senso di misappartenenza corporea per una parte di sé. Una parte del mio corpo
(arto) viene attribuita a qualcun altro. Misoplegia = si cerca di danneggiare questa parte del corpo perché
percepita come estranea.

Cosa determina il senso del “mio”? 


- Senso di agency = posso muovere il mio corpo. Quando decido di fare una cosa, attivo un distretto
neurale che muove quella parte del mio corpo.
Si può perdere la capacità di agire col mio corpo, si può non riuscire a controllare il movimento del
corpo (perdo l’agency), il corpo si muove ma non fa quello che sto dicendo di fare.
- Informazioni che vengono dallo spazio esterno, dai recettori sensoriali del corpo (vista, percezione
tattile, propriocezione..).
Differenze tra noi/altri.

AGENCY

Percezione di essere l’agente che produce modifiche nell’ambiente.


Sono in grado di controllare le mie azioni.
È spesso messo in relazione con la consapevolezza di agire e della mia decisione di agire col mondo esterno.
Credere che i nostri pensieri coscienti siano la causa delle nostre azioni è un errore.
È un prodotto del funzionamento dei nostri sistemi neurali che producono una determinata risposta che noi
percepiamo come volontà. In realtà è stata già decisa come maturazione di circuiti neurali-

Libet (?) = vuole sapere da cosa è determinato il senso di consapevolezza delle azioni, pensare che sia io a
decidere. Studia la agency orologio e cursore che gira al centro: dice di schiacciare un tasto quando
vogliono. Poi vuole sapere dov’era il puntino quando hanno preso la decisione, quando sono stati
consapevoli di dire “ora schiaccio il tasto”.
Ha studiato il momento in cui viene premuto il tasto, quando dice dov’era il puntino e attività corticale 
Voltaggio sullo scalpo = momento dell’azione e quando dice di aver deciso/consapevolezza della decisione.
In realtà l’attività elettrica corticale varia ben prima dell’azione e del momento in cui sono consapevole.
Questo mette in discussione l’idea di essere noi/la coscienza gli artefici delle nostre decisioni.
L’attività emerge e produce un certo tipo di azione.

ASPETTI PERCETTIVI

Vedere e sentire il nostro corpo.


Va in un paesino, prende dei calchi delle mani e li ha messi su un pannello. Chiede agli abitanti di andare
all’esibizione e di toccare ad occhi chiusi le mani.
Non sapevano di chi erano le mani ma c’era un aspetto emozionale nel momento in cui toccavano le mani
di familiari, conoscenti. L’impatto emozionale più forte avviene quando si tocca la propria mano.
Un forte impatto di questa info tattile sul riconoscimento di chi sono io.
Anche i nostri vestiti diventano parte del nostro corpo. Quando li tolgo sento ancora la sensazione strana
sulla faccia, quando tolgo l’anello..
Es. ritratto di Dorian Gray  vedere il nostro corpo allo specchio ma con caratteristiche diverse. Es.
dismorfofobie = mi guardo allo specchio e vedo dei difetti che possono corrispondere alla realtà ma non
necessariamente.

Casi di alterazioni dell’appartenenza corporea in diverse patologie 


Convinzione per cui alla patologia mentale fa sempre riscontro una psicopatologia dei disturbi corporei e ??
SCZ non avverte l’appartenenza corporea.
Depresso sembra aver perso il corpo.
Anoressico odia il corpo, sentito eccessivo.
Nella maggior parte dei disturbi soprattutto mentali psichiatrici gravi c ‘è un vissuto con riferimento al
corpo.
Es. paziente SCZ  come se l’abbigliamento non sembrasse più appropriato, camminava in modo
meccanico, non sapeva come tenere le mani, guardava nello specchio e vedeva espressioni facciali
cambiate..
Gli uomini la guardavano in modo strano. Ha iniziato a prendere foto di se stessa per poterle guardare e per
vedere se le cose che vedeva allo specchio erano immaginate o reali.
Poi ha iniziato ad avvertire una certa carica intorno al suo corpo (quando le persone si avvicinano).
Poi ha pensato che probabilmente qualcuno l’avesse trasformata in una prostituta attraverso una sorta di
manipolazione del suo cervello, induzione a credere di essere qualcun altro e a comportarsi così.
Cambiamento nel modo in cui si percepisce il proprio corpo, come viene messo in relazione con gli altri..

Relazione mente-corpo?
Può un corpo esistere senza mente e mente senza corpo (es. corpi virtuali)?
Cosa permette di dire “questo è il mio corpo”?

Le sensazioni corporee possono essere proiettate??


Plasticità e adattabilità della rappresentazione corporea.
Posso proiettare delle sensazioni nello spazio esterno su oggetti e persone che mi circondano. Non è
necessariamente l’info che sta sul mio corpo che determina la percezione di ciò che è mio-
Possono percepire le sensazioni sul mio corpo come non appartenenti a me. Es. paziente
somatoparafrenico (dice di esser stato toccato dall’arto di sua mamma).
Es. come il nostro cervello costruisce il nostro corpo con strategie  illusione della mano artificiale. C’è
arto artificiale, la persona lo vede. Vengono toccati in contemporanea l’arto artificiale e naturale non visto.
Se si fa una minaccia verso l’arto artificiale la persona reagisce con una risposta emozionale come se fosse
l’arto naturale.
Si può trasferire il senso di appartenenza corporea su qualcosa che in realtà non è il nostro corpo fisico.
Vedo un corpo stimolato e in maniera simultanea sento qualcosa sul mio corpo. L’info visiva cattura quella
tattile e si ha la percezione che gli stimoli vengono dalla posizione che vedo stimolata (?).
Ci sono tanti segnali a disposizione che dicono dove si trova il mio corpo, ho immagini disponibili in
memoria, info propriocettive (anche se chiudo gli occhi posso identificare le parti del nostro corpo nello
spazio).
Si modula il senso di appartenenza corporea e si trasferisce l’info su qualcosa che non è effettivamente una
parte del mio corpo.

Si può misurare anche attraverso ?  proprioceptive drift = posso usare l’arto che non subisce l’illusione e
si chiede di indicare con l’altro arto dove si trova il proprio arto.
Anche se l’info propriocettiva dica che l’arto è là, si identifica dal punto di vista motorio il proprio arto nella
posizione in cui non è presente.
Dobbiamo identificare dove si trova il corpo nello spazio per poterlo difendere  è importante per il dolore
(sistema di difesa). Devo sempre sapere cosa è mio e dove è.
Illusione = quando ho trasferito l’appartenenza corporea metto in atto reazioni fisiologiche uguali  se
minaccio l’arto artificiale, incrementa la conduttanza cutanea (incremento sudorazione, attivazione
dell’organismo, serve per produrre risposta più rapida per scappare, risposte di difesa del corpo). Si
trasferisce la risposta su qualcosa che il cervello percepisce come mia.

Elementi per creare l’illusine =


- Input multisensoriali (es. vista e tatto).
- Stimolazione sincrona (vedere il tatto e sentirlo allo stesso tempo. Se i segnali sono distaccati tra
loro non si produce l’illusione).
- Posizione dell’arto anatomicamente plausibile.
- Sembianza del mio corpo può variare. Posso percepire il senso di appartenenza anche verso corpi
molto diversi dal mio. Posso percepire me stesso nel corpo di un bambino che non ha le mie
sembianze.

Es. induco l’illusione che il mio corpo sia allungato e il mio arto è molto più grande  anche se c’è questa
implausibilità anatomica, sono in grado di percepire che gli stimoli arrivano da lì, da una posizione che in
realtà non dovrei toccare. Anche la struttura corporea può variare.

Si può trasferire il senso di appartenenza corporea/sensazioni tattili in posizioni dello spazio dove non c’è
un corpo.
Es. si appoggia un cerotto sul braccio del soggetto. Si toccava il soggetto sul cerotto. È stato tolto il cerotto
e applicato a un tavolo. Si toccava il cerotto contemporaneamente al braccio del soggetto (non vedeva il
braccio). Il soggetto aveva percezione di stimoli tattili che venissero dalla posizione del cerotto (dove non
c’è il corpo).
C’è qualcosa che richiama la sensazione corporea  si trasferisce in una posizione dello spazio dove non
c’è niente.
Es. foglio di carta percepisce sensazioni che vengono dalla posizione del foglio di carta. Se si fa mettendo
subito il foglio di carta non si induce l’illusione. È importante che ci sia prima il corpo nella posizione del
foglio di carta.
È importante la posizione del corpo nello spazio  Il cervello ragiona in termini di posizioni dello spazio,
non sensazioni. Poi trasferisce le sensazioni a quella posizione.

Protezione del corpo  se produco stimolo lesivo per il corpo, si produce reazione analoga a quella della
minaccia al corpo reale.
Si vede cosa succede in termini di attivazione cerebrale  es. minaccia al corpo artificiale, si trova
un’attivazione della corteccia del cingolo e insula.
Sono strettamente in relazione =
- Risposte emozionali alla minaccia (è percepita come reale).
- Corteccia insula: memoria del corpo  rappresentazione del corpo, degli aspetti enterocettivi del
mio corpo (respirazione, battito cardiaco..).

Si possono trasferire sensazioni non necessariamente tattili  es. agopuntura sul corpo artificiale e si
trasferiscono sensazioni nell’arto reale del soggetto.
Es. TENS = trattamento dolore in alcune patologie. Una volta sostituito il corpo reale con quello artificiale,
anche le sensazioni e miglioramenti prodotti dalla TENS si trasferiscono da artificiale a reale.
Si può produrre l’illusione anche a occhi chiusi.
È importante la presenza di info visiva (vedo il corpo toccato e contemporaneamente si tocca l’artificiale)
 si può produrre lo stesso l’effetto.
Soggetto bendato viene toccato su una parte del corpo che viene coperta da un guanto. Viene posizionato il
dito sull’arto artificiale. Pensa di toccare il proprio corpo ma in realtà tocca l’arto artificiale  ha la
sensazione che la mano sia da un'altra parte.
Anche se l’info propriocettiva dice che la mano è da un’altra parte, si indica l’arto artificiale.
Soggetto bendato con la propria mano sulla scrivania. Lo sperimentatore tocca la mano del soggetto,
contemporaneamente prende il dito dell’altra mano e lo posiziona sulla mano artificiale. Sente il tocco da
una parte ma con l’altra mano tocca quella artificiale. La sensazione di toccare qualcosa si trasferisce 
identifica la posizione della sua mano da un’altra parte.
Si ha la propriocezione ma anche un conflitto tra due info propriocettive  due info non perfettamente
congruenti. Perché?
È un’azione fatta dal nostro corpo.
C’è info propriocettiva, tattile/contatto con una determinata posizione spaziale, ma l’aspetto più
importante è che non è una cattura visiva, ma un fenomeno di attribuzione di posizioni dello spazio al senso
di appartenenza corporea.
Spostare lo spazio mio e lo spazio non mio, si scambiano  è determinato dal mix di sensazioni che
arrivano (spazio, corpo, recettori..).

(Adattività = il corpo cambia le caratteristiche dalla nascita all’invecchiamento. Bisogna comunque


attribuire i cambiamenti sempre a me per mantenere la costanza. Il corpo che cambia deve essere
percepito come mio, si deve difendere lo stesso.
Serve un sistema talmente plastico da adattarsi anche a cambiamenti grossi (mutilazioni..).
Anche dal punto di vista filogenetico e ontogenetico  le strutture corporee sono molto simili tra loro
nell’evoluzione della specie.
Se sviluppo un circuito neurale semplice ma che si adatti a tanti cambiamenti, non si deve più cambiare
(vale per tutti gli animali). È un sistema economico mantenuto dall’evoluzione).

È un attribuzione della posizione dello spazio al sé  sviluppo un senso di attribuzione corporea per una
determinata posizione dello spazio.

Possiamo avere più di un corpo? Si può sviluppare l’appartenenza corporea per più di un corpo?
C’è un corpo reale connesso col snc. C’è un corpo artificiale e il senso di appartenenza corporea si è
trasferito  ci sono 2 corpi.
Uno è reale e fisicamente connesso col sistema neurale e ce n’è uno nuovo, artificiale che prima non c’era e
ora è percepito come il mio.
In alcune patologie il conflitto è fortissimo.

Ci sono conseguenze anche sul piano fisiologico (risposte fisiologiche, omeostasi, respirazione, battito
cardiaco, temperatura corporea..)?
I sistemi funzionano indipendentemente dal punto di vista fisiologico anche se dal punto di vista cognitivo
penso e percepisco che quello è il mio corpo?
Sistemi omeostatici messi in atto.
Alterazioni della rappresentazione corporea in diverse patologie producono anche dei deficit di controllo
omeostatico in particolare nella termoregolazione 
Studi = in diverse patologie quando c’è un problema che ha a che fare con la rappresentazione corporea il
sistema termoregolatorio non funziona correttamente.
Es. SCZ, dolore neuropatico (più a livello centrale), in seguito a uno stroke (impatto cerebrale, danno in
determinate aree può produrre alterazioni per l’appartenenza corporea..), ??
Ci sono alterazioni non solo a livello psicologico ma anche della fisiologia del corpo.

Cosa succede quando artificialmente si costruisce un corpo nuovo a questi parametri?


Esperimento di rubber hand = temperatura del corpo quando si induce l’illusione (si stimola l’arto reale e
contemporaneamente quello di gomma). Si usa una termocamera per misurare la variazione della
temperatura, sia nell’arto legato a quello artificiale che nell’altro.
Risultati  Per l’arto che ha subito l’illusione .
Immagine pre-illusione e post-illusione. blu: freddo. Rosso: caldo
Quando si induce l’illusione, dopo, l’arto che è stato sostituito si raffredda  si sposta il senso di
appartenenza corporea ma ho anche indotto una variazione fisiologica di un parametro di base.
Studi del dolore cronico (sindrome in cui c’è fortissimo dolore che proviene da una parte del corpo e
decremento temperatura corporea. Percepisce la parte del corpo che gli fa male come qualcosa che non gli
appartiene). Il senso di appartenenza corporea regola sia le mie azioni, comportamenti ma anche parametri
di funzionamento globale del corpo.
Si controlla anche dal punto di vista omeostatico.
Il decremento di temperatura varia da soggetto a soggetto (in media mezzo grado, per alcuni anche 2
gradi).
È tanto più grande quanto più si sviluppa il senso di appartenenza corporea dell’arto artificiale.
È un parametro di base che non possiamo modificare.
Possiamo controllare la respirazione ma ci sono soglie di concentrazione relative di anidride carbonica e
ossigeno e sulla base di queste il snc prende decisioni. Se si cerca di non respirare, dopo un po’ si sentono
contrazioni diaframmatiche (la concentrazione relativa è giunta a un livello pericoloso). Se però mi
impunto, i livelli relativi di ossigeno e anidride scendono sotto una soglia. Allora si induce la sincope
(perdita di coscienza), il sistema rinizia a funzionare normalmente  meccanismi dell’apnea.
Da un lato il sistema è modificabile fino a un certo punto. Oltre quel punto si attivano meccanismi
automatici che non ti permettono di andare oltre.