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Elena Falletti, Il diritto in trasformazione: spunti comparatistici tra didattica e ricerca

Il diritto in trasformazione: spunti comparatistici tra


didattica e ricerca
Elena Falletti*

Abstract

L’obiettivo di questo testo è di coniugare temi di attualità giuridica, oggetto di ricerca della docente, con
l’approccio didattico nello svolgimento delle lezioni di diritto privato comparato. Ci si è prefissati di andare
oltre a quanto strettamente necessario ai fini del mero superamento dell’esame di fine corso, sviluppando
spunti critici e di approfondimento. A questo proposito, il metodo comparatistico rappresenta uno
strumento appropriato per affrontare tale compito, data la sua polivalenza. Infatti, da un lato esso si
applica nell’ambito del confronto con gli aspetti non prettamente giuridici delle materie trattate, dato che
ciascuna di essere attiene a regolamentazioni sue proprie. Dall’altro lato esso trova attuazione nell’ambito
della stessa Tradizione Giuridica Occidentale (comunemente definita dai comparatisti Western Legal
Tradition), poiché consente il confronto con esperienze nelle quali è già presente una regolamentazione
spesso di diritto positivo o, in mancanza di questa, di soft law. In particolare verso temi che seppure
sembrerebbero avulsi ovvero non appartenenti all’ordinamento giuridico domestico, questi sono disciplinati
e socialmente accettati in altri sistemi della tradizione giuridica occidentale.

Questo percorso è il risultato della ricerca pluriennale effettuata sugli interventi dei regolatori giuridici in
ambito scientifico e tecnologico. Tuttavia questo studio privilegia l’analisi della giurisprudenza. Scegliendo
di studiare in via prioritaria le sentenze, quali strumento di osservazione di questi fenomeni, si vuole
evidenziare la distonia che caratterizza la celerità del progresso scientifico e tecnologico da un lato e la
lentezza, o addirittura staticità, dei legislatori (nazionali o sovranazionali) dall’altro, al fine di illustrare agli
studenti del corso di diritto privato comparato un approccio critico allo studio della materia.

Keywords: Comparative Law, Diritto comparato, Case Law, Information Technology Law, Family Law,
International Law

JEL Codes: K15, K24, K33, K36, K38

1. Introduzione
Il diritto è caratterizzato da un principio di horror vacui poiché esso deve sempre
predisporre risposte e soluzioni alle domande e ai problemi che nascono dalle
necessità dei consociati e dal bisogno ultimo e definitivo del mantenimento della pace
sociale, perciò al giudice è proibito emanare sentenze di non liquet.1 In altri termini, il
giudice ha il dovere di decidere accogliendo o rigettando la domanda della parte
attrice, ma non può rifiutare di pronunciarsi o di tacere. Ciò nonostante, nel nostro
ordinamento vi è un giudice che attraverso la peculiarità delle sue decisioni di
inammissibilità può manifestare una fattispecie di “non liquet”. Si tratta della Corte
costituzionale, la quale può esprimersi in un “silenzio confermativo dello status quo”

* efalletti@liuc.it (Tutti le fonti reperite su Internet si intendono consultate in data 25 marzo 2019).
1
Come invece avvenne nel noto caso Welby, con la decisione Trib. Roma, 16 dicembre 2006, in Resp. civ. e
prev. 2007, 1, 73.

http://dx.doi.org/10.25428/2532-554X/did1 3