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Leonardo Da Vinci

O scrittore, con quali lettere scriverai tu con tal perfezione, qual fa qui il disegni”
“non ti impacciare di cose appartenenti alli occhi col farle passare per li orecchi, perché sarai superato di
gran lungo dall’opera del pittore”.

Collana “Quaderni d’arte” Il Basilisco


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Di lui scrisse un anonimo ammiratore:

“Fu tanto raro e universale, che dalla natura per suo miracolo esser produtto dire si puote: la quale non solo della bellezza del corpo, che molto

bene gli concedette, volse dotarlo, ma di molte rare virtù volse anchora farlo maestro.

Assai valse in matematica et in prospettiva non meno, et operò di scultura, et in disegno passò di gran lunga tutti li altri.

Hebbe bellissime inventioni, ma non colorì molte cose, perché si dice mai a sé medesimo avere satisfatto, et però sono tante rare le opere sue.

Fu nel parlare eloquentissimo et raro sonatore di lira [...] et fu valentissimo in tirari et in edifizi d'acque, et altri ghiribizzi, né mai co

l'animo suo si quietava, ma sempre con l'ingegno fabricava cose nuove”

Uomo d'ingegno e talento universale del Rinascimento incarnò in pieno lo spirito della sua epoca,
portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell'arte e della conoscenza.
Fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, scenografo, anatomista, letterato, musicista e inventore.
E’ unanimemente considerato uno dei più grandi geni dell'umanità.

L eonardo nasce il 15 Aprile del 1452 ad Anchiano di Vinci, non lontano da Firenze. È figlio
naturale di un notaio, Ser Piero, notaio e, pare una serva.

All'età di sedici o diciassette anni, dalla borgata di Vinci si trasferisce a Firenze, dove il padre notaio lo
mette a bottega presso il Verrocchio.

A Firenze Leonardo trascorre dodici anni di intensa formazione e sperimentazione. Entra presto sotto la
protezione di Lorenzo de' Medici (1449-1492), raffinato umanista e abile politico, ma soprattutto
impareggiabile diplomatico: in breve, un maestro della comunicazione
In questo ambiente fecondo Leonardo impara ad affinare il proprio linguaggio visivo adottando una
forma di pittura "parlante" che con l'Adorazione dei magi del 1481 raggiunge la sua maggiore
espressione.

Nel 1472 Il suo nome viene registrato nell'elenco della confraternita dei pittori, la Compagnia di San
Luca: è quindi già un maestro indipendente. Frequenta accademie, botteghe e la famiglia Medici,
presso la quale conosce molti intellettuali, tra cui il filosofo Marsilio Ficino.

Nel 1475 il Verrocchio assegna a Leonardo l'incarico di completare la pala d'altare rappresentante il
Battesimo di Cristo. A questo si affiancano altre collaborazioni col maestro che non impediscono a
Leonardo di continuare a disegnare e prendere appunti con la sua inconfondibile scrittura a rovescio.

Il 1482 è l'anno del trasferimento a Milano. Leonardo si presenta alla corte di Ludovico il Moro con una
lettera in cui espone le sue abilità, soprattutto di ingegnere militare, ma anche di architetto, scultore,
pittore e persino musicista. A corte si occupa anche dell'organizzazione delle feste.
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Nel 1483 stipula un contratto insieme ai fratelli Evangelista e Giovan Ambrogio de' Predis per realizzare
la pala d'altare per la Confraternita dell'Immacolata Concezione nella chiesa di San Francesco Grande: il
pannello centrale sarà la Vergine delle Rocce, mirabile fusione tra ricerca artistica e osservazione della
natura.

Nel 1488 per Ludovico il Moro inizia anche gli studi per un grande monumento equestre in onore di
Francesco Sforza, per il quale affronta numerosi problemi tecnici di fusione.

Nel 1490 Leonardo ha modo di soggiornare nelle città di Vigevano e Pavia dove incontra l'ingegnere
senese Francesco di Giorgio Martini. Descrive le opere di irrigazione del Vigevanasco e progetta la
Sforzesca, una cascina modello per il Duca.

Nel 1495-1498 lavora a uno dei suoi più celebri lavori: l'Ultima Cena, nel refettorio del monastero
domenicano di Santa Maria delle Grazie.

Nel 1498 decora anche la Sala delle Asse del Castello di Milano con affresco rappresentante un
pergolato di alberi uniti a nodi di nastri, coniugando l'esigenza di celebrazione dinastica con il desiderio
di rappresentazione la natura nei suoi minimi dettagli.

A causa della caduta della signoria sforzesca per mano dei francesi, nel1499 abbandona Milano,
lasciando incompiuta l'impresa della fusione del cavallo di bronzo: il suo modello in terracotta rimane
nel cortile del Castello. Nel suo viaggio si trattiene a Mantova e a Venezia.

Ritorna a Firenze nel 1500 dove è protagonista di un grande evento, la pubblica esposizione del suo
cartone con la Sant'Anna presso la chiesa dell'Annunziata.

Nel 1502 entra al servizio di Cesare Borgia come ingegnere militare, spostandosi frequentemente dalla
Toscana alla Romagna e alle Marche tra le città di Piombino, Siena, Urbino, Imola, Senigallia e Cesena,
dove progetta un canale navigale per Porto Cesenatico.

Nel 1503 torna a Firenze, dove è impegnato insieme al giovane Michelangelo nella decorazione del
Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio: per l'occasione lavora alla pittura murale rappresentante la
battaglia di Anghiari, mai terminata.

Inizia probabilmente a lavorare a due delle sue opere più famose intorno al 1503-04. La Gioconda,
ritratto che rimane nello studio di Leonardo fino alla morte, e la perduta Leda, omaggio alla forza
generatrice della natura di cui appronta numerosi disegni preparatori, sono di questo periodo

Si trasferisce nuovamente a Milano nel 1506-1515 su invito di Charles d'Amboise, nuovo governatore
della città ,e del re Luigi XII di Francia. Per i successivi due anni divide il suo tempo tra Milano e Firenze.

Visita spesso i corsi dell'Adda; inizia numerosi progetti di canalizzazione e si interroga sempre più sulle
forze che animano e governano la natura, in particolare l'acqua, in cui egli riconosce una delle forze
generatrici della vita.

Lascia definitivamente Milano nel 1515-1516. Invitato a Roma da Giuliano de Medici, continua i suoi
studi di geometria e di ingegneria idraulica, progettando la bonifica delle paludi Pontine e disegnando il
porto di Civitavecchia.

A Roma ha modo di vedere la volta della Cappella Sistina appena terminata da Michelangelo. A
Bologna, dove si reca per un'ambasceria a seguito di Giuliano de Medici e papa Leone X, conosce il re di
Francia Francesco I, che lo invita a trasferirsi in Francia e lavorare per lui.
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Diviene primo pittore nel 1516, ingegnere e architetto del Re e si trasferisce insieme ad alcuni suoi
allievi, tra cui Francesco Melzi, nel castello di Cloux presso Amboise. Si occupa nuovamente di
ingegneria idraulica e abbozza i progetti per una residenza reale a Romarantin.

Muore nel 1519, il 2 di maggio a Cloux , in Francia . Per sua volontà viene seppellito nel chiostro della
chiesa di Saint Valentin ad Amboise.
Nel suo testamento, steso il 23 aprile, lascia in eredità i suoi manoscritti, disegni e strumenti al suo
discepolo favorito, Francesco Melzi
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M anoscritti

 Codice Arundel

Si trova a Londra presso la British Library.


Il Codice Arundel è una raccolta rilegata in marocchino di 283 carte di diverso formato, fogli provenienti
da manoscritti smembrati e incollati su fogli di supporto (28x18 cm). Vi appaiono trattati argomenti
vari: studi di fisica e meccanica, studi di ottica e di geometria euclidea, studi di pesi, studi di
architettura; questi ultimi comprendono i lavori per la residenza reale di Francesco I a Ramorantin
(Francia).
La maggior parte delle pagine può essere databile tra il 1478 e il 1518.

 Codice Atlantico

Conservato a Milano presso la Biblioteca Ambrosiana, il Codice Atlantico raccoglie disegni, per buona
parte databili tra il 1478 e il 1518.
Vi sono trattati argomenti assai vari: studi di matematica, geometria, astronomia, botanica, zoologia,
arti militari. Oggi si presenta riordinato in dodici volumi rilegati in pelle, formati da 1119 fogli di
supporto formato 65x44 cm, che raccolgono carte di diversa dimensione.
Il nome Codice Atlantico deriva dal fatto che in origine tutte le carte erano raccolte in un unico volume
di grande formato (quello degli atlanti appunto).

 Codice Trivulziano

Il Codice Trivulziano è conservato presso la Biblioteca Trivulzianadel castello Sforzesco di Milano ed è


costituito da un fascicolo composto da 55 carte (20.5x14 cm) rispetto alle 62 originarie.
Oltre a studi di architettura militare e religiosa, sono presenti numerose pagine sugli studi da
autodidatta di Leonardo finalizzati a migliorare la sua formazione letteraria.
La maggior parte delle pagine può essere databile tra il 1487e il 1490

 Codice sul volo degli uccelli

Questo codice al volo degli uccelli si trova presso la Biblioteca Reale di Torino ed è composto da 17
pagine (21x15 cm) rispetto alle 18, databili intorno al 1505.
Tratta principalmente del volo degli uccelli che Leonardo analizza con un rigoroso approccio meccanico,
così come studia la funzione dell'ala, la resistenza dell'aria, i venti e le correnti.
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 Codice Ashburnham

Convenzionalmente identificati con due numeri: 2037 l'ex codice B e 2038 l'ex codice A, sono conservati
a Parigi, presso l'Istituto di Francia; si tratta di due manoscritti cartacei (dimensione 24x19 cm), rilegati
in cartone.
In origine facevano parte del manoscritto A da cui sono stati strappati alla metà dell'Ottocento da
Guglielmo Libri.
Raccolgono principalmente studi pittorici (Ash. 2038) e studi diversi (Ash. 2037), che Leonardo, con ogni
probabilità, eseguì tra il 1489 e il 1492.

 Codici dell'Istituto di Francia

Sono conservati a Parigi, presso l'Istituto di Francia, e costituiti da dodici manoscritti cartacei, alcuni
rilegati in pergamena, altri in pelle, altri ancora in cartone. Hanno diverse misure, il più piccolo è il
codice M (10x7 cm), il più grande è il codice C (31.5x22 cm).
Per convenzione sono denominati ciascuno con una lettera dell'alfabeto, dalla A alla M, per un totale di
964 fogli.
Vari gli argomenti trattati: arte militare, ottica, geometria, volo degli uccelli, idraulica.
La maggior parte delle pagine sono databili presumibilmente tra il 1492 e il 1516.

 Codici Forster

Conservati a Londra, presso il Victoria and Albert Museum. Sono tre manoscritti cartacei, rilegati in
pergamena, e denominati Forster I (14.5x10 cm), Forster II (19.5x7 cm), Forster III (9x6 cm).
Raccolgono studi di geometria, pesi e macchine idrauliche elaborati da Leonardo in diversi periodi tra il
1493 e il 1505.

 Codice Leicester- ex Codice Hammer

Acquistato nel 1994 da Bill Gates, è un manoscritto cartaceo, rilegato in pelle e composto da 36 fogli
dalle dimensioni di 29x22 cm, dedicati in prevalenza a studi di idraulica e moti dell'acqua (1504-1506).
Sono presenti anche studi di astronomia.

 Fogli di Windsor

Sono conservati presso il castello Reale di Windsor (Royal Collection) e comprendono circa 600 disegni,
non rilegati e di differente formato.
Contengono studi di anatomia e di geografia, studi di cavalli, disegni, caricature nonchè un gruppo di
carte geografiche.
Appartengono a diversi periodi della vita di Leonardo, compresi tra il 1478 e il 1518 circa.

 Codici di Madrid

Conservati presso la Biblioteca Nazionale di Madrid, dove furono riscoperti solo nel 1966, sono due
manoscritti cartacei rilegati in marocchino rosso. Al fine di una rapida identificazione sono stati
denominati "Madrid I" e "Madrid II"
La maggior parte delle pagine del Codice Madrid I che comprende 192 fogli (formato 21x15 cm) e
raccoglie principalmente studi di meccanica, è databile tra il 1490 e il 1496, mentre quello del Madrid II,
comprendente 157 fogli (formato 21x15 cm) sono dedicate a studi geometrici, e risultano databili tra il
1503 e il 1505.
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1485-90
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Leonardo da Vinci, Studio Anatomico


© Windsor, Royal Library.
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Disegno di un giovane uomo in costume a cavallo 1.517


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Studio di anatomia femminile

1507
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Movimento del braccio


1452–1519
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Studio per cavallo

Nel 1482 Ludovico il Moro Duca di Milano, propose a Leonardo di costruire la più grande statua
equestre del mondo: un monumento a suo padre Francesco, duca dal 1452 al 1466 (anno della sua morte),
che era anche il fondatore della casata Sforza. Si sa inoltre che la sua bottega in Corte Vecchia era stata
rifornita degli strumenti e dei materiali necessari per la fusione di bozzetti.
L'impresa era colossale, non solo per le dimensioni previste della statua, ma anche per l'intento di scolpire
un cavallo nell'atto di impennarsi ed abbattersi sul nemico
I disegni ritraevano proprio le parti anatomiche più belle di ciascun cavallo, con l'intenzione di farne una
specie di "montaggio" per ottenere il cavallo ideale e attribuire quindi il meglio ai personaggi che, in vario
modo, voleva onorare
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Il Codice Arundel (1478-1518)


raccolta di disegni e scritti conservata alla British Library diLondra
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Codice Atlantico
studio per una balestra
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Codice Madrid I 1.490


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Paesaggio 1473- Arno


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Il Profilo di capitano antico (detto anche il Condottiero)


Disegno a punta d'argento su carta preparata (28,5x20,7 cm
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Il foglio viene spesso riferito al Ritratto di Ginevra de' Benci (1474 circa, National Gallery of
Art, Washington), di cui sarebbe uno studio preparatorio per le mani, che come è noto vennero asportate
con una riduzione della tavola in epoca imprecisata. Appare meno probabile, sebbene sia stato ipotizzato,
che si tratti di uno studio per la Gioconda[1], essendo infatti la figura ritratta di tre quarti sì, ma voltata
verso destra invece che verso sinistra.
Le mani sono rappresentate con un doppio studio per la destra: adagiata nella mano sinistra in una prima
ipotesi, alzata e reggente qualcosa nello studio condotto più a fondo. Questa seconda posizione rende le
mani molto simili a quelle del busto di Andrea del Verrocchio della cosiddetta Dama con il mazzolino (1475
circa, Museo del Bargello, Firenze), tanto che alcuni in passato avevano attribuito l'intera scultura a
Leonardo.
Nel foglio si vede anche un piccolo profilo grottesco, testimonianza di come Leonardo usasse e riusasse i
fogli per fissare i molteplici spunti che sovvenivano alla sua mente.
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La dama con l'ermellino (Ritratto di Cecilia Gallerani?)


Olio su tavola

La dama con l’ermellino, che una scritta apocrifa chiama”La belle ferroviere” era forse la giovane Cecilia
Gallerani,amante del duca Ludovico Sforza,che all’epoca del dipinto,steso attorno al 1488-1490,aveva all’incirca 16
anni .Il volto bellissimo è defilato di tre quarti e guarda in un punto imprecisato,mentre la luce investe violentemente
il volto,che sembra atteggiato ad un fugace sorriso
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San Giovanni Battista


Olio su tavola, 1513-1516
(Parigi, Musée de Louvre)
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La Vergine e il Bambino con Sant'Anna e il giovane S. Giovanni Battista


(cartone per studio)
(Londra, National Gallery of Art)
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San Giovanni Battista nel deserto (Bacco)


Olio su tavola trasportato su tela, 1510-1515
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Studio per la battaglia di Ainghiari


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Il ritratto di Ginevra Benci,dipinto da Leonardo attorno al 1474-1478,mostra un volto crucciato,quasi


imbronciato,di una donna in giovane età,vista dall’artista nel suo stadio quasi virginale,simboleggiato dal
ginepro in controluce,e ribadito dal retro del ritratto stesso,sul quale compare la scritta Virtutem forma
decorat,la bellezza decora la virtù.
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Leda e il cigno
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La Vergine delle rocce!


199 × 122 olio su legno di pioppo - poi trasferito a tela.

In questo dipinto Leonardo si applicò i suoi studi scientifici di Luce ed ombra in particolare ai volti
nell'immagine.

Nota: I personaggi sacri all'interno della pittura non hanno aloni sopra le loro teste.
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Madonna con Bambino e Fiori


Museo Hermitage, San Pietroburgo, Russia.

Forse il primo dipinto che Leonardo completò da solo


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Madonna dei Fusi!

Leonardo dipinge nel dettaglio, una roccia su cui il bambino Gesù gioca con un fuso

La roccia mostra gli strati dei sedimenti geologici formate in milioni di anni e che riflettono i suoi studi sulla
geologia e l'età della Terra
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Mona Lisa o La Gioconda


olio su legno di pioppo
77 × 53 centimetri

Il sorriso impercettibile della Gioconda, col suo alone di mistero, ha ispirato tantissime pagine di critica, di
letteratura, di opere di immaginazione, di studi anche psicanalitici. Sfuggente, ironica e sensuale, la Monna
Lisa è stata di volta in volta amata, idolatrata, ma anche derisa o aggredita.

Vera e propria icona della pittura, è vista ogni giorno da migliaia di persone, tanto che nella grande sala in
cui è esposta un cordone deve tenere a notevole distanza i visitatori: nella lunga storia del dipinto non sono
mancati i tentativi di vandalismo, nonché un furto rocambolesco che in un certo senso ne ha alimentato la
leggenda.
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Madonna Dreyfus
(1469 circa)
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Belle Ferronnière
(1490–1495), Parigi, Louvre
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Uomo di Vitruvio

L'Uomo vitruviano è un disegno a matita e inchiostro su carta (34x24 cm) di Leonardo da Vinci,
databile al 1490 circa e conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie
dell'Accademia di Venezia. Celeberrima rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano,
dimostra come esso possa essere armoniosamente inscritto nelle due figure "perfette" del cerchio e del
quadrato.
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Disegno preparatorio per L’Annunciazione


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La Madonna Benois è un dipinto a olio su tavola trasportato su tela (48x31 cm) di Leonardo da Vinci,
databile al 1478-1482 circa e conservato nel Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo

L'opera deve il suo nome alla famiglia che ne fu a lungo proprietaria, i Benois, che a sua volta l'aveva
acquistata nel 1824 ad Astrakan, da un mercante d'arte di nome Sapoznikov.

Si trova nel museo russo dal 1914.


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Codice Trivulziano è una raccolta di disegni e scritti di Leonardo da Vinci, comprendente 55 fogli databili
tra il 1478 e il 1490, attualmente conservato alla Castello Sforzesco di Milano.

Conservato presso la Biblioteca Trivulziana del castello Sforzesco, le 55 carte (che originariamente si
presume fossero 62) hanno dimensioni 20,5 x 14 cm. In esso si trovamo studi di architettura militare e
religiosa, ma vi sono anche alcune pagine su studi da autodidatta che Leonardo finalizzava a migliorare la
suo conoscenza in ambito letterario.
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Testa della Vergine in vista di tre quarti verso destra

Uno dei disegni più belli ossessivamente Leonardo, questo è probabilmente uno studio preparatorio per la
testa della Vergine nella Madonna col Bambino e S. Anna, Louvre, Parigi. In questo disegno, Leonardo
sfrutta le potenzialità del soft e rosso gesso nero per ottenere una miscela perfettamente il tono e la voluta
sfumato o "effetto fumo" con cui le forme sono definite esclusivamente in termini di luce e ombra.
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Un cranio sezionato 1489

Questo è uno di una serie di studi del cranio umano da Leonardo. Basato su osservazioni dirette, i disegni
sono famosi per la loro precisione anatomica e la virtuosità mozzafiato della penna e dell'inchiostro tecnica
impiegata.

In questa vista laterale osservata meticolosamente della sezione sagittale, Leonardo trame il sito del sensus
communis, che egli riteneva fosse il luogo dell'anima umana, all'intersezione della retta e linee diagonali
visto all'interno del piano inclinato in un punto che segna il proporzionale centro del cranio.
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Studi anatomici su un vecchio 1510


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Finito di realizzare nel Novembre 2010

per ArteOkFree