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Linguaggio Astrale n.

194 (Primavera 2019) 53

Enzo Barillà

OMAGGIO AD ARMAND BARBAULT

L.A. 194–125

A l di là del nome prestigioso,


che cosa sappiamo veramente
di Armand Barbault (Champoulet,
2 aprile 1906 alle 9:48, secondo lui
stesso)? Buona parte delle notizie
proviene dal ricordo di suo fratello
André, a noi ben noto, di 15 anni
più giovane. Armand è stato un pa-
dre spirituale per André di cui ha
segnato fortemente l’educazione
astrologica. Parecchie volte il fra-
tello più giovane ne ha rievocato
il ricordo, ragion per cui, parlando
di Armand, inevitabilmente affiore-
ranno anche dettagli di vita di An-
dré in un intreccio impossibile da
separare. Li riporto in ordine cro-
nologico.
Nel libro intervista L’astrologie.
Entretiens avec Michèle Reboul proprio in apertura leggiamo (traduzio-
ne dal francese mia, come tutte le altre che seguono):
«Non so se l’astrologia mi avrebbe appassionato a tal punto se non
avessi avuto un fratello del tutto eccezionale, maggiore di 15 anni: Ar-
mand Barbault, che era astrologo e fu il mio padre spirituale. Mi ha par-
lato, nutrito della sua passione per il valore astrologico degli astri. Senza
di lui avrei scoperto l’astrologia?» (Barbault, 1978, p.7)
«Mio fratello, nelle sue indagini, afferma che stiamo entrando nell’epo-
ca delle grandi congiunzioni del 1940-1942, analoghe a quelle del 1914-
1918, che trascinano il mondo verso una grave prova. Mio fratello, tra gli

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astrologi, è quindi quello che si avvicinò di più alla verità, grazie all’in-
tuizione proveniente dalla sua natura nettuniana e lunare, assai vicina a
una lontana tradizione, e grazie al suo Ascendente Nettuno-Cancro. Ma,
siccome la congiunzione del 1940-1942 si verificava nel segno del Toro
(segno del denaro e dell’economia), ha pensato in termini di bancarotta.
Contemporaneamente, il Toro rappresenta il lato orale, l’alimentazione:
sicché mio fratello annuncia una carestia dovuta alla scarsità dei raccol-
ti.» (Barbault, 1978, p. 13, 14)
«Ma l’alloro spetta indubitabilmente ad Armand Barbault-Rumélius
con la sensazionale previsione del suo articolo apparso su L’Avenir du
monde dell’aprile 1939. All’epoca, nulla lasciava prevedere il terribile
sconvolgimento sociale che sarebbe stato portato dallo scoppio della
guerra con la tragica sconfitta. Invasione straniera, clima di cospirazio-
ne, ecco ciò che ha rappresentato l’estate del 1940 per la Francia.»2
È dunque opportuno leggere il testo originale sopramenzionato. Ar-
mand si basa sullo studio dei transiti applicati alla carta del cielo della III
Repubblica francese, proclamata a Parigi il 4 settembre 1870 alle 16:45,
e così scrive:
«È quindi nel 1940-1942, all’atto delle grandi congiunzioni di Saturno-
Urano su Plutone radix al Fondo Cielo, e che formeranno un trigono con
Nettuno entrato definitivamente in casa VIII, che scoppierà una cospi-
razione. Questa sollevazione, appoggiata dallo straniero (Plutone in III,
maestro della IX, riceve le congiunzioni), cerca di stabilire un nuovo re-
gime che riconcilierebbe il popolo con il re (significato del trigono Luna-
Plutone-Sole)…»
Proseguendo nella ricognizione, e spostando l’attenzione dall’astro-
logia mondiale a quella individuale, ho reperito la seguente previsione,
anch’essa rievocata da André:
«Armand Barbault, sotto lo pseudonimo di Rumélius, ha dedicato uno
studio a Mussolini apparso nel dicembre 1938 nel suo giornale L’avenir
du monde. L’articolo era sottotitolato “1945: anno critico”, e si conclu-
deva come segue: “Ma Plutone celeste si dirige … tramite la congiunzio-
ne del 1942 (al Sole). Tale complesso di congiunzioni planetarie dovreb-
be mettere fine alla vita politica del soggetto, sia per una malattia che
necessita di un intervento chirurgico, sia per un incidente improvviso.
L’anno 1945 sembra essere il più pericoloso per la vita e la salute di
Mussolini.”»3
Contemporaneamente all’astrologia, Armand si occupa di alchimia,
che diventerà nel tempo la sua principale attività. Ancora una volta attin-

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giamo al ricordo di André che, nel corso di una lunga intervista rilasciata
a Fabrice Pascaud, così risponde a una specifica domanda di quest’ul-
timo:
«Suo fratello era appassionato di alchimia!
Ah, ma certo! Ciò che ha fatto in campo astrologico non è nulla in
confronto al suo coinvolgimento nell’alchimia e con l’ermetismo che finì
per diventare la sua grande storia.
Lo testimonia il suo libro, “L’oro del millesimo mattino”.
Esattamente. Bisogna che vi dica che aveva una fede stupefacen-
te. Mi parlò molto di alchimia, ma rimasi estraneo a questa disciplina.
Leggeva libri ermetici, molto astrusi. Di mattina andava a raccogliere
la rugiada e la sua compagna l’assecondava. È importante sapere che
nella tradizione alchemica c’è la coppia alchemica. Non ci può essere
l’alchimista uomo senza la donna alchimista. La sua compagna era mol-
to particolare. Uno psichiatra che si fosse occupato del suo caso avrebbe
concluso che era isterica: viveva una fenomenologia isterica.»4
Abbiamo letto le parole di André, sentiamo ora che cosa ha da dirci
lo stesso alchimista. Dobbiamo dargli credito, per quanto le sue parole
possano suonare sorprendenti alle nostre orecchie.
«Dal 1948 al 1960, per dodici anni consecutivi, ho dovuto ripetere
continuamente le stesse operazioni, aggiungere sempre piante, linfa e
rugiada, attendere che la Natura compisse la sua opera di putrefazione,
essiccare a una temperatura non superiore ai 40° e poi ricominciare,
onde arricchire sempre più la Materia prima. Questa doveva nutrirsi di
sostanze vegetali e trattenere le forze vive che si concentrano e si fissano
nei sali nel momento in cui, in piena corruzione, ha luogo la separazione
dei misti – processo che rappresenta uno dei segreti degli spagiristi. …
Così dal 1948 al 1960, tempo che fu necessario alla Materia prima per
raggiungere il Nero assoluto in modo che, dopo essiccata, possa sbricio-
larsi come la polvere, dovetti ricominciare mille volte lo stesso processo:
idratare, essiccare, idratare, essiccare, ecc. dopo aver ogni volta maci-
nato la materia secca, per poi mescolarla a vegetali freschi scelti tra le
piante verdi più ricche di linfa e dotate di virtù medicinali riconosciute
dalla Tradizione.»5
Ma perché darsi tanto affanno per numerosi anni di seguito? Quale
scopo si prefiggeva il nostro alchimista che, con somma pazienza, si
dedicava all’Opus? Applicando il principio di analogia, Armand, acuto
osservatore della natura (e di stirpe contadina, non dimentichiamolo!)
riteneva che il ciclo delle quattro stagioni potesse assimilarsi ai quattro

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stadi della vita umana: “alla primavera corrisponde la giovinezza, all’e-


state la virilità, all’autunno la maturità e all’inverno la vecchiaia. Ora,
se le stagioni sono rigorosamente regolate dal ciclo annuale del sole,
nulla precisa la durata della vita umana. Per cui non sembra impossibile
prolungarla a patto che si riescano a imprigionare le forze vive dall’inizio
della primavera in un preparato assimilabile dall’organismo. Si potrebbe
cioè far ringiovanire il corpo umano facendo regredire la vecchiaia e la
decrepitezza.” (Armand Barbault, 1972, p. 57)
Ecco lo scopo della sua ricerca, nientemeno che preparare l’elisir di
lunga vita! Occorre ora domandarsi come questo valente ricercatore sia
riuscito ad abbinare le sue indubbie competenze astrologiche con la ri-
cerca alchemica. Tutto è partito dall’esame della carta del cielo di Ar-
mand da parte di un non ben identificato Maestro. “Il suo studio [della
carta del cielo] indicherà all’Astrologo se la persona in questione è o non
è idonea a intraprendere e portare a termine i lavori di Ermete.” (idem, p.
60) Segue uno stralcio dell’interpretazione del Maestro in cui si confer-
ma la predisposizione di Armand (presto diventerà un Adepto) verso la
chimica e l’alchimia. Sempre dall’esame della genitura, Armand si con-
vince che – similmente a quanto rappresentato nel Mutus Liber – l’Opus
vada eseguito insieme a una compagna. Secondo il Nostro, Saturno al
Medio Cielo determina il destino e, poiché il pianeta governa la casa VII,
“può riguardare anche il coniuge, l’essere associato nei lavori intrapresi
che – grazie alle sue proprietà psichiche – può entrare in contatto con un
piano spirituale elevato e fungere da Guida per l’esecuzione di compiti
prestabiliti dal destino della coppia.” (idem, p. 62).
L’avventura inizia nel 1938 con la fondazione di un piccolo laboratorio
a Parigi. Le ricerche vengono interrotte dalla guerra, e riprese nel 1947
quando, compiendo un sopraluogo su un terreno, la coppia si convince
a prendere la fondamentale decisione di dare, infine, inizio al lavoro.
«Il 3 agosto del 1947, una domenica, la mia collaboratrice e io ci
recammo sul terreno per riconoscere il posto e fissare il punto in cui,
da quel giorno, si sarebbero intensificate le correnti destinate a presie-
dere al più audace tentativo che potessi fare: scavare la Materia prima
e catturare le forze eteriche che si sarebbero via via intensificate grazie
all’irradiazione. Ecco l’oroscopo di questa prima presa di possesso (do-
menica, 3 agosto 1947, mezzogiorno preciso, ora locale). Il momento
coincideva con la grande congiunzione di Saturno e Plutone in Leone,
che nei giorni successivi sarebbe stata coronata dal Sole. Inoltre la luna
piena aumentava l’ispirazione dell’essere guidato a scoprire le correnti

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telluriche, vera fatica d’Ercole nel senso della tradizione.” (idem, p. 63)
“La presa di possesso fu decisa per l’inizio della luna nuova dell’Acqua-
rio, il 15 febbraio 1948, poco dopo la mezzanotte, momento in cui il
Sole sarebbe passato sul Fondo Cielo, sotto i piedi dell’Adepto, in modo
da poter raccogliere, con la porzione di terra nera, la carica, il germe.”
(idem, p. 65) “Tra il 3 agosto 1947, data della decisione, e il 15 febbraio
1948, data della presa di possesso vera e propria, si procedette quindi
a tutta una serie di lavori. Furono soprattutto lavori di purificazione, di
pulizia e di demarcazione del punto scelto.» (idem, p. 69).
Il libro prosegue esponendo elaborate e complesse considerazioni che
oscillano fra tradizione alchemica e astrologia, mediante le quali l’Adep-
to cerca una felice sintesi delle due discipline. I rimandi tra l’una e l’altra
sono costanti. Valga per tutti il seguente brano, che riporto solo in parte
per facilità di consultazione.
«Se una persona vuol creare qualcosa, e per realizzare la sua opera
impiega 20 anni della sua vita, la sua creazione deve possedere le carat-
teristiche del tema astrologico di questa persona. … Prendiamo quindi la
carta del mio cielo natale.
Conformemente a quanto già detto sull’influsso predominante di Sa-
turno, che qui sta al centro del cielo, tra la 9° e la X casa dei Pesci, que-
sto preparato sarebbe governato da Saturno, che prende contatto con
lo spirituale al sommo del cielo e, contemporaneamente, è in sintonia
con la collaboratrice e guida spirituale dell’adepto. Per cui il preparato
dovrebbe essere – come dicevano gli Antichi – un estratto di Saturno o
anche lo Spirito di Saturno. Da notare che quest’ultimo non corrisponde
allo spirito del sale, cioè dell’acido nitrico … Lo spirito di Saturno ha il
potere di intaccare il metallo nobile grazie a un’operazione che si compie
su un piano superiore, ultrafisico.
In fondo lo Spirito di Saturno è l’elisir risultante dalla cottura in assen-
za di oro.
Conformemente alla sua natura, lo spirito di Saturno opera lentamen-
te; la sua azione è penetrante e stimolante e i suoi effetti si manifestano
a lunga scadenza. La presenza di Saturno nei Pesci implica un’azione
segreta, per cui bisogna attendersi effetti non spettacolari ma a lungo
termine.
Saturno dispone di Urano nella VII casa e, poiché Urano domina l’Ac-
quario, Saturno riceve da esso il completamento esterno di forza eterica
che gli occorre per compiere la sua opera. Inoltre Saturno è in trigono
con la Luna e Nettuno che, situati all’Ascendente, confermano l’azione

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lenta e penetrante di cui abbiamo detto. Tale gradualità definisce per


analogia la posologia – goccia a goccia – capace di dare i migliori risul-
tati.» (idem, p. 108, 109)
Non è possibile in questa sede addentrarsi nelle complicate sottigliez-
ze delle ricerche alchemiche operate dai coniugi Barbault. Desidero però
riportare la tabella delle corrispondenze tra i pianeti, i metalli e gli organi
del corpo che hanno voluto tramandarci.

Pianeti Metalli Organi e azione terapeutica


Sole Oro Maestro del sistema solare, il Sole regge l’in-
sieme della vita. Quindi l’oro può influenzare
tutte le malattie, però agisce prevalentemente
sul sangue e la circolazione, il ringiovanimen-
to delle cellule e il cervello.
Luna Argento Riflesso degli influssi solari, la Luna e l’argen-
to agiscono sulla distribuzione del sangue, sul
cervelletto, sulla digestione (stomaco, reni,
vasi), i liquidi organici e i cicli della donna.
Terra Antimonio Agisce sulle eliminazioni e sulle purificazioni.
Libera l’organismo dalle tossine e dalle impu-
rità potenziando l’azione dei metalli più nobili.
Gli antichi facevano ampio uso delle tinture di
Antimonio prima di passare ai trattamenti di
livello superiore.
M e r c u - Mercurio Da non confondere col “mercurio dei filoso-
rio fi”, ricercato dall’Alchimia di secondo grado.
Trattamento del sistema nervoso in generale.
Venere Rame Ghiandole e trattamenti estetici in rapporto
col buon funzionamento ghiandolare. Malattie
infettive trasmesse attraverso la pelle.
Marte Ferro Vescichetta biliare, lesioni organiche, malattie
infiammatorie.
Giove Stagno Fegato e pletora.
Saturno Piombo Milza, scheletro, malattie cachettizzanti.

Desidero ora riportare una bibliografia commentata dei testi esclusi-


vamente astrologici di Armand Barbault presenti nella mia biblioteca.

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L’art de prédire l’avenir avec l’astrologie, la géomancie, le tarot. Ni-


claus, Paris, 1950.
Un piccolo manuale di 158 pagine in formato 14 x 21,50. La sua
particolarità risiede nel capitolo dedicato alla geomanzia, che occupa 22
pagine. La “parte del leone” spetta ai Tarocchi, commentati nei capitoli
IV e V per un totale di 54 pagine.
Technique de l’interprétation appliquée à l’étude de la personnalité.
Les bases naturelles de l’astrologie. Dervy-livres, Croissy-Beauburg,
1986. In due tomi, per complessive 558 pagine.
In realtà raccoglie le lezioni del suo corso di astrologia, originariamen-
te pubblicate a fascicoli a partire dal 1948. Un vero e proprio trattato
esaustivo che copre tutti gli aspetti della materia. A mio avviso, un testo
ancora valido.
Ce que sera l’avenir du monde, Fulgur, Paris, 1956.
Un libricino di piccolo formato (13,5 x 18) per un totale di 230 pagine,
che si occupa esclusivamente di astrologia mondiale. Non disdegna di
riportare e commentare le grandi profezie di Nostradamus, ma i cicli pla-
netari occupano un posto privilegiato nella trattazione. Ha valore storico.
Votre destin jusqu’à l’an 2000. Les documents d’art, Monaco, 1950.
Libro di astrologia popolare composto di 207 pagine in formato 16,5 x
25,0. Sono rimasto sbalordito dalla cura posta nel formulare le previsio-
ni segno per segno, decano per decano, tenendo conto della posizione
dell’Ascendente nel decano, del Sole nella casa, dei passaggi di Giove,
dei periodi mensili favorevoli, sempre suddivisi per decano. Il tutto per gli
anni che vanno dal 1950 al 2000! Chiude questa formidabile esposizione
un capitolo sul calcolo dell’ora propizia per intraprendere un’iniziativa o
acquistare un biglietto della lotteria, e un ultimo consiglio su come rin-
forzare la fortuna mediante la scelta di colori, metalli, pietre preziose, nu-
meri, piante e profumi, città e paesi favorevoli corrispondenti al pianeta
governatore del segno solare. Va anche detto che la stampa dei caratteri
è assai piccola, verosimilmente in corpo 8. Un testo straordinario.
Raymond Abellio, intellettuale francese di vaglia, notevole scrittore,
filosofo, esoterista, gnostico, nel 1969 scrive una bella ed equilibrata
prefazione a L’oro del millesimo mattino in cui, tra l’altro, così si esprime:
«Ingegnere presso la società di Radiotecnica, poi tecnico della sezione
di biotipologia presso l’Istituto Armand Carrel … Alla fine degli anni ’40,
se avesse voluto, Armand Barbault avrebbe potuto diventare un astro-
logo alla moda. Il suo corso di astrologia (edito nel 1952) faceva testo.
Lo cercavano e si confidavano con lui donne di mondo e uomini politici,

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rischiando di trascinarlo nella faciloneria e nella futilità che tali avvicina-


menti, tali consultazioni implicano.» (p. 10)

Ho voluto lanciare uno sguardo alle astralità di Abellio (Toulouse, 11


novembre 1907 alle ore 20:00. Stato civile) e ho rilevato che sia il filoso-
fo che l’alchimista condividono lo stesso incardinamento, con l’Ascen-
dente dell’uno che si sovrappone all’Ascendente dell’altro, e i medesimi
pianeti angolari: entrambi con Nettuno all’Asc. Cancro e Saturno incolla-
to al Medio Cielo in Pesci. Semplice coincidenza, o comunione di anime?
Sarebbe facile sorridere di Armand e relegare i suoi esperimenti nella
sfera dei sogni e delle fantasie irrealizzabili; proviamo tuttavia a collocar-
ci in una modalità di pensiero “altra” rispetto a quella dei “signori dottori”
sbeffeggiati da Mefistofele nel Faust di Goethe6, e a domandarci se la sua
vita sia stata realizzata (o, se vogliamo, junghianamente, se abbia porta-
to a compimento il suo processo d’individuazione). Io credo proprio di sì.

4° Sagittario 2018 (26/11/2018)

1
André Barbault, L’astrologie. Entretiens avec Michèle Reboul, Horay, Paris, 1978.
2
André Barbault, Astralitès de la III République, pubblicato sul sito internet www.
andrebarbault.com, s.d. (20/3/2004?)
3
André Barbault, Les chefs d’état de la seconde guerre mondiale, pubblicato sul sito
internet www.andrebarbault.com, riprendendo l’articolo apparso su L’astrologue n.
125 (I trim. 1999).
4
André Barbault, André Barbault parla. Piccola antologia, CreateSpace, Columbia,
South Carolina, 2015, p. 440
5
Armand Barbault, L’oro del millesimo mattino, Mediterranee, Roma, 1972, p. 27,
28.
6
«Qui riconosco i nostri signori dottori! Quello che non toccate è lontano le miglia
da voi, quello che non capite per voi nemmeno esiste, quello che non vi torna,
credete non sia vero, quello che non pesate, per voi peso non ha. Quello che non
coniate, secondo voi, non vale.» (versi 4917-4922)

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