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Lettera Pastorale nella Gloriosa e Luminosa Solennità della Resurrezione

del Signore dell’Anno della Redenzione 2019

CRISTO IL RISORTO - FONDAMENTO DI NUOVA ESISTENZA


NELLA VITA ETERNA

† SILUAN

Per grazia di Dio, Vescovo della Eletta da Dio Diocesi Ortodossa Romena d'Italia,

Piissimo Ordine Monastico,


Reverendissimo Clero, e tutti coloro che ascoltano
o leggono questa Lettera Pastorale,

Grazia a voi, pace e gioia da Cristo il Risorto dai morti! E da noi, paterna benedizione,
assieme all’antichissimo saluto:

CRISTO E’ RISORTO!

La solennità della Resurrezione del Signore di questo anno cade in un contesto di


frammentazioni e turbamenti, di discordia e scisma, di grande sofferenza e insicurezza nel
mondo intero, le cui conseguenze sono maggiormente sentite dal popolo di Dio e, soprattutto,
da quelli che come noi siamo sparsi in paesi stranieri. Ma, a discapito delle apparenze, questo
contesto “negativo” costituisce un’occasione per riscoprire un aspetto poco considerato del
senso salvifico della Resurrezione del Redentore, senso o fine che non si riduce – ovviamente
- solo ad offrirci l’occasione di saziarci delle bontà terrene, per quanto “tradizionali” e ben
preparate possano essere…
Per meglio comprendere in che modo Dio manifesta la propria presenza e la Sua opera
redentrice nel mondo, specie in contesti fortemente negativi, facciamo attenzione, prima di
tutto al troparion della Resurrezione:
Cristo è risorto dai morti, con la morte calpestando la morte e a quanti nei sepolcri
a donato la vita.
Possiamo immediatamente osservare che abbiamo usato, una volta, il termine morti;
due volte abbiamo utilizzato morte e, una volta sepolcri, cantando, nonostante ciò, un canto
di speranza e di gioia.
Come può essere una cosa del genere? La risposta a questo interrogativo la troviamo
proprio nel Vangelo e nella Prima Lettera di San Giovanni Apostolo: Cristo Signore è
Resurrezione e Vita (cf. Gv 11, 25), Costui è il vero Dio e Vita eterna (1 Gv 5, 20). Davanti
ad un tale Dio, i morti risorgono, la morte è distrutta e i sepolcri si svuotano. Per questo
cantiamo la notte della Resurrezione:
Sei disceso nelle profondità della terra e spezzando gli eterni legami che
incatenavano i prigionieri, o Cristo, e dopo tre giorni, come Giona dal pesce, sei risorto
dal sepolcro.
La Resurrezione di Cristo Signore dona, allo stesso tempo, senso alla morte e alla vita
dell’uomo, trasformando la morte in Pasqua e il vivere su questa terra, in Eternità. Il vecchio
Adamo, caduto preda del peccato e della morte, è riscattato e liberato dai vincoli dell’inferno,
insieme ad Eva, poiché Il Nuovo Adamo ha vinto in Se il peccato e la morte, venendo con
spirito vivificante (cf. 1 Cor . 15, 45) e divenendo il primogenito di coloro che rinascono dai
morti (cf. Col. 1, 18).
Cristo Redentore scende, come vincitore, anche in una situazione (atmosfera) molto
vicina all’inferno come quella in cui ci è dato di vivere. La Sua Luce soave penetra ancora
oggi fino alle realtà più profonde della terra, fino al centro delle sofferenze che mette alla
prova molti tra i nostri cari; essa porta conforto ai cuori distrutti e alle anime ferite, dona
speranza ai disperati e senso a quanti non vedono il senso della loro vita. Perciò, cantiamo
con tutti alla celebrazione della Resurrezione:

Ora, tutto è stato ricolmo di luce: e cielo e terra e tutte le profondità. Festeggi,
dunque, tutta la creazione la Resurrezione di Cristo, per mezzo del quale siamo stati resi
saldi.
E, così come facciamo ogni domenica, diciamo:

Venite fedeli tutti per adorare la Santa Resurrezione di Cristo, poiché, ecco, è
giunta attraverso la Croce la gioia in tutto il mondo!
Per mezzo della Sua Resurrezione dai morti, Cristo Redentore diviene fondamento di
un nuovo inizio nella vita umana, primizia di coloro che sono morti (cf. 1 Cor 15, 20) e, per
mezzo di essa, diviene primizia di una nuova umanità, liberata – e liberatrice - dal peccato e
dalla morte, per ogni uomo che ascolta la Sua voce e crede in Colui che lo ha inviato nel
mondo (cf. Gv 5, 24). Allo stesso modo, quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo
stati battezzati nella sua morte! Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme
a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre,
così anche noi possiamo camminare in una vita nuova (cf. Rom. 6, 3-4) . Per questo cantiamo
alla celebrazione della Resurrezione:
Celebriamo la morte della morte, la deflagrazione dell’inferno e l’inizio di un’altra
vita, quella eterna.
Cristo Signore, il Risorto dai morti, diviene primizia di un altro modo di vivere che
non è circoscritto alle cose temporali o passeggere, ma assume una prospettiva eterna, per
tutti coloro che mangiano il Suo Corpo e bevono il Suo Sangue (cf. Gv 6, 54). Chiunque
desidera diventare partecipe di questa nuova vita è chiamato a rinunciare a se stesso,
prendendo la sua croce ogni giorno e seguendo il Signore (cf. Lc 9, 23). Colui che vuole
vivere sulle vie di Cristo è chiamato ad amare i propri nemici, benedire coloro che lo
maledicono, fare del bene a coloro che lo odiano e pregare per coloro che lo odiano e lo
perseguitano (cf. Mt 5, 44). Egli considera che non ama abbastanza finché non ama tutti,
come lo Stesso Signore li ama (cf. Gv 13, 34). La gioia di colui che vive in Cristo, il Risorto,
viene dunque, dall’ascolto e dalla osservanza della Parola di Dio (cf. Lc. 11, 28), poiché sa
che colui che osserva i comandamenti del Signore, Lo ama (cf. Gv 14, 15), e colui che ama il
Signore sarà amato dal Padre Suo ed è amato anche dal Signore (cf. Gv 14, 21).

Amati fratelli e sorelle nel Signore, a me indegnamente affidati come figli spirituali, stiamo
tutti attenti, poiché viene l’ora – ed è questa - in cui non si può più vivere e con il mondo e
con Dio: Nessuno può servire a due padroni, a Dio e a mammona (cf. Mt 6, 24). Poiché, ecco,
siamo giunti a veder compiersi le parole del Santo Apostolo Paolo, che dice: negli ultimi
giorni verranno tempi difficili, perché gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro,
vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, senza
affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, traditori,
temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, aventi l'apparenza della
pietà (della vera fede), ma avendone rinnegato la sua potenza (2 Tim. 3, 1-5).
Non cercate più, dunque, di conformarvi a questo mondo, ma siate trasformati
mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la
volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà, (Rom. 12, 2) e badate dunque di
camminare con diligenza non da stolti, ma come saggi, riscattando il tempo, perché i giorni
sono malvagi (Ef 5, 15-16). Ancora un brevissimo tempo, e Colui che deve venire verrà e non
tarderà (Eb10, 37). E tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno
perseguitati (2 Tim 3, 12).
Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo
opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate
temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi
divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono
le stesse sofferenze di voi. E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna
in Cristo, egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e
saldi. A Lui sia la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen! (1 Pt 5, 6 -11).

CRISTO E’ RISORTO!

Nell’abbraccio paterno in Cristo il Risorto e l’Apostolica Benedizione su ciascuno di voi, vi auguro


ogni bene per la salvezza

† Vescovo SILUAN

della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia

Data dalla Nostra Residenza di Roma, nella Luminosa Solennità della Resurrezione del Signore
Anno della Redenzione 2019, mese di Aprile, giorno ventotto.