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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI

CATANIA

DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE E


ARCHITETTURA

CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA CIVILE


STRUTTURALE E GEOTECNICA

Progetto e verifica di una fondazione su pali

Corso di Fondazioni

Docente : Allievo:
Prof.Ing. Rossella Massimino Antonino Pierdamiano Santangelo (O49/000187)

Revisore:
Ing. Glenda Abate
Sommario

1.REQUISITI DI PROGETTO .......................................................................................................................... 3


1.1 GENERALITA’ ...................................................................................................................................... 4
1.2 NORMATIVA DI RIFERIMENTO ....................................................................................................... 5
1.3 PREDIMENSIONAMENTO .................................................................................................................. 6
1.4 AZIONI AGENTI SUL PALO SINGOLO ............................................................................................. 7
2.CALCOLO DELLA CAPACITA’ PORTANTE DEL SINGOLO PALO ................................................... 10
2.1 CAPACITA’ PORTANTE LATERALE .............................................................................................. 11
2.1.1 METODO 𝜶 (C.N.D) ............................................................................................................... 11
2.1.2 METODO 𝜷 (C.D)................................................................................................................... 12
2.2 CAPACITA’ PORTANTE ALLA PUNTA .......................................................................................... 13
2.2.1 CONDIZIONI NON DRENATE ....................................................................................................... 13
2.2.2 CONDIZIONI DRENATE....................................................................................................... 14
2.3 CAPACITA’ PORTANTE TOTALE ................................................................................................... 17
2.4 CALCOLO DELLA CAPACITA’ PORTANTE DEL GRUPPO DI PALI ......................................... 19
3.CALCOLO DEI CEDIMENTI DEL SINGOLO PALO ............................................................................... 21
3.1 METODO DI POULOS & DAVIS ....................................................................................................... 21
3.2 METODO DELLE FUNZIONI DI TRASFERIMENTO ..................................................................... 24
3.2.1 CALCOLO DI wr ..................................................................................................................... 24
3.2.2 CALCOLO DI 𝒘𝒆 .................................................................................................................... 26
3.3 CALCOLO DEI CEDIMENTI PER IL GRUPPO DI PALI ................................................................ 28
4. MECCANISMI DI ROTTURA ................................................................................................................... 31
4.1 PALO CORTO ...................................................................................................................................... 33
4.2 PALO INTERMEDIO .......................................................................................................................... 34
4.3 PALO LUNGO ..................................................................................................................................... 36
5. CARICHI ORIZZONTALI E CALCOLO DELLE SOLLECITAZIONI ................................................... 38
6.CONCLUSIONE ........................................................................................................................................... 42

2
Consegna

3
1.REQUISITI DI PROGETTO

1.1 GENERALITA’

Le fondazioni su pali vengono utilizzate soprattutto nel caso in cui i terreni superficiali sono dotati di
caratteristiche insufficienti per realizzare una soddisfacente fondazione diretta. In tal caso i pali
agiscono come un prolungamento dei pilastri della struttura per trasmettere i carichi ad un substrato,
ad esempio roccioso (pali portanti di punta). Se un tale substrato non è reperibile entro una ragionevole
profondità, il carico può essere trasmesso gradualmente, essenzialmente per attrito laterale (pali
sospesi). Per quanto riguarda le forze orizzontali, queste possono essere assorbite o da pali verticali,
che lavorano a flessione e taglio, o da gruppi di pali comprendenti pali inclinati, che agiscono
combinando la resistenza assiale e laterale dei pali.
Il palo di fondazione è un tipo di fondazione profonda o fondazione indiretta che presenta la peculiarità,
rispetto alla fondazione diretta, di trasmettere una parte non trascurabile del carico verticale per attrito
lungo la superficie laterale della fondazione oltre che, a seconda del rapporto tra diametro del palo e
altezza dello stesso, con la pressione agente sul piano di appoggio alla base del palo. Questa tipologia
di fondazione ha il vantaggio di ridurre i cedimenti a lungo termine potendo sfruttare la resistenza (sia
per attrito che in appoggio) di strati di terreno profondi.
Nel seguente elaborato si progetta una fondazione avente 4 pali trivellati gettati in opera con tubo
forma estraibile. Il luogo della realizzazione è Catania.
Nella presente relazione si farà riferimento ai due schemi di carico assegnati: uno in presenza di sisma
e uno in assenza di sisma.

SISMA NO SISMA
SOLLECITAZIONI
Nsd [kN] 1170 2850
Hrd [kN] 110 0
Mrd x [kNm] 230 0
Mrd y [kNm] 0 0
Tabella 1 – sollecitazioni in assenza di sisma

Di seguito vengono riportati i dati relativi alla stratigrafia e i valori omogenizzati.

STRATO 1 STRATO 2 STRATO 3 Valori Omogenizzati


H (m) 4 6 20
Cu (Kpa) 34 45 116 Cu (Kpa) 78.30
f ( °) 25.5 24.5 23.5 f ( °) 24.20
Eu (Mpa) 16.07 17.59 86.15 Eu (Mpa) 51.56
e0
G 5.36 5.86 28.72
n 0.4 0.45 0.48
E' (Mpa) 15 17 85 E' (Mpa) 50.60
Ecl s 28500 28500 28500
g CLS (KN/m^3) 25 25 25
g sat (KN/m^3) 17.50 18.50 19.50 g sat (KN/m^3) 18.80
g w (KN/m^3) 10 10 10
Tabella 2 – Caratteristiche geotecniche del terreno

4
1.2 NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Le verifiche saranno condotte secondo il D.M. 14/01/08 coordinato con la circolare esplicativa n.167
del 2 febbraio 2009 e il progetto sarà eseguito secondo l’approccio 1-combinazione 2 (A2+M2+R2)

Tabella 3 – Coefficienti parziali per le azioni o per effetto delle azioni (6.2.I)

Tabella 4 – Coefficienti parziali per i parametri geotecnici del terreno (6.2.II)

Tabella 5 - coefficienti parziali γr da applicare alle resistenze caratteristiche (6.4.II)

5
1.3 PREDIMENSIONAMENTO

I materiali utilizzati sono i seguenti:


 Calcestruzzo C28/35
 Acciaio B450C

Per la progettazione della palificata si è deciso di utilizzare 4 pali aventi un diametro D, lunghezza
complessiva L somma di tre aliquote (L1+L2+L3).
La piastra (quadrata) ha una base 5D , ottenuta considerando un interasse tra i pali di 3 volte il
diametro e una distanza tra i pali esterni e il bordo della piastra pari a D/2.

Figura 1 - schema predimensionamento

Di seguito verranno riportati i diagrammi relativi ai due schemi di carico considerati

SISMA NO SISMA SISMA NO SISMA


PREDIMENSIONAMENTO PALI PREDIMENSIONAMENTO PIASTRA
N PALI 4 4 Bpiastra (m) 3 6
D (m) 0.6 1.2 Hpiastra (m) 1 1
LPalo(m) 18 26 Peso piastra (KN) 225 900
L1 (m) 3 3 Forza Inerzia Piastra 20.116 0
L2 (m) 6 6
L3 (m) 9 17

Tabella 6 - predimensionamento pali e piastra in presenza di sisma

6
1.4 AZIONI AGENTI SUL PALO SINGOLO

Nell’ipotesi che la piastra di collegamento tra i pali sia infinitamente rigida, che tutti i pali siano uguali
e che ciascun palo si comporti come un elemento elastico indipendente dagli altri, il carico verticale
Qi che agisce sul palo i-esimo risulta:

𝑁𝑡𝑜𝑡 𝑀𝑥 𝑀𝑦
𝑄𝑖 = + 𝑛 2 𝑥𝑖 + 𝑛 𝑦
𝑛 ∑𝑖=1 𝑥𝑖 ∑𝑖=1 𝑦𝑖2 𝑖

Nel caso in esame:

𝑁𝑡𝑜𝑡 𝑀𝑥
𝑄𝑖 = + 𝑛 2
𝑛 ∑𝑖=1 𝑥𝑖

Dove:
Ntot è il carico assiale totale dato dalla somma del peso della piastra e del carico risultante dalla
sovrastruttura (si trascura il peso del terreno asportato):

𝑁𝑡𝑜𝑡 = 𝑁𝑠𝑑 + 𝑊𝑝

Essendo:
𝑊𝑝 = 𝛾𝑐𝑙𝑠 ∙ 𝐵𝑝 ∙ 𝐵𝑝 ∙ 𝐻𝑝

 𝑀𝑥 , 𝑀𝑦 sono i momenti rispettivamente applicati lungo l’asse x e lungo l’asse y;


 𝑥𝑖 , 𝑦𝑖 sono le coordinate dei pali rispetto ad un sistema di riferimento con origine al centro della
piastra.

L’azione orizzontale agente sul palo singolo si determina ipotizzando che l’azione orizzontale totale
agente sulla piastra di fondazione si ripartisca egualmente tra gli n pali della palificata:

𝐻𝑡𝑜𝑡
𝐻𝑒𝑠 =
𝑛
Essendo:

𝐻𝑡𝑜𝑡 = 𝐻𝑟𝑑 + 𝐹𝑖

Il carico orizzontale effettivo è stato calcolato a partire dal carico H che la sovrastruttura scarica alla
piastra e dall’inerzia di quest’ultima data da:

𝐹𝑖 = 𝑊𝑝 𝐾ℎ

Dove 𝐾ℎ è il coefficiente sismico calcolato tenendo conto che l’opera di fondazione sarà ubicata a
Catania
𝑎𝑔
𝐾ℎ = 𝑆
𝑔

Dove:
 𝑎𝑔 è l’accelerazione orizzontale massima;
 𝐹0 il fattore che quantifica l’amplificazione spettrale massima sul sito di riferimento rigido
orizzontale;
7
 β il coefficiente di riduzione dell’accelerazione massima attesa;
 S è il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo (SS) e delle condizioni
topografiche (𝑆𝑇 ) mediante la relazione seguente:

𝑆 = 𝑆𝑆 ∙ 𝑆𝑇

La categoria di sottosuolo può essere determinata facendo riferimento alla resistenza non drenata
equivalente non drenata a 30 metri di profondità definita nel §3.2.2 del D.M. 14/01/2008

Stabilita la categoria di sottosuolo è possibile risalire al coefficiente stratigrafico

Tabella 7 - espressioni di Ss e di Cc (3.2.V)

E il coefficiente di amplificazione topografico

Tabella 7 – categorie topografiche (3.2.IV)

8
Nella tabella seguente sono riportati i valori relativi ai parametri sismici

ag/g (catania) 0.206


cu30 70.86
F0 2.460
Ss 1.400
St 1
S 1.400
β 0.310
Kh 0.089
Tabella 8 – parametri sismici, Cat. C

E le sollecitazioni totali

CARICHI DI ESERCIZIO
SISMA NO SISMA
Htot (kN) 130.116 0.000
Ntot (kN) 1395 3750
x1=x4 -0.9 -1.8
x2=x3 0.9 1.8
y1=y4 0.9 1.8
y2=y3 -0.9 -1.8
Sx2 [m2] 3.24 12.96
Q1=Q4 (kN) 284.86 937.50
Q2=Q3 (kN) 412.64 937.50
Hesi (kN) 32.529 0.000
Qesi (kN) 412.639 937.500
Tabella 9 - Sollecitazioni

9
2.CALCOLO DELLA CAPACITA’ PORTANTE DEL SINGOLO PALO

Nel seguito si calcolerà la capacità portante del singolo palo e successivamente il ragionamento verrà
esteso al gruppo completo di pali. Il carico limite di un palo è dato dal contributo di due aliquote:

 Resistenza laterale 𝑅𝑃
 Resistenza alla punta 𝑅𝐿

La resistenza alla punta sarà la risultante delle pressioni che il terreno esercita sulla base del palo,
mentre la resistenza laterale sarà l’integrale della singola resistenza tangenziale s, per la sezione
laterale:
𝐿
𝜋𝐷2
𝑄𝑙𝑖𝑚 = 𝑄𝑝,𝑙𝑖𝑚 + 𝑄𝑙,𝑙𝑖𝑚 = ∙ 𝑝 + 𝜋𝐷 ∫ 𝑠 𝑑𝑧
4 0

Dove:

 p è la resistenza unitaria alla punta;


 s la resistenza allo scorrimento all’interfaccia laterale palo-terreno;
 D il diametro del palo;
 L la lunghezza del palo.

Figura 2 – azioni palo-terreno

I valori massimi della reazione alla punta e della reazione laterale devono essere sempre superiori alla
𝑞𝑒𝑠 secondo dei coefficienti parziali di sicurezza. Gli sforzi laterali ed alla punta vengono mobilitati
con il cedimento secondo leggi diverse e monotonamente crescenti, pertanto non è detto che a rottura
siano contemporaneamente agenti le resistenze massime. In generale si differenzia la metodologia di
calcolo per la capacità portante laterale e di punta, distinguendo le condizioni drenate da quelle non
drenate.

10
2.1 CAPACITA’ PORTANTE LATERALE

Il calcolo della capacità portante laterale viene eseguito differentemente se il terreno si trova in
condizioni non drenate o in condizioni drenate. In particolare nel primo caso si utilizza il metodo α,
mentre nel secondo si utilizza il metodo β.

2.1.1 METODO 𝜶 (C.N.D)

Si considera un concio di palo di spessore dz e si analizzano le condizioni di equilibrio limite;


ricordando il criterio di Mohr-Coulomb, si può scrivere:

𝜏𝑙𝑖𝑚 = 𝑞𝐿,𝑙𝑖𝑚 = 𝑐 ′ + 𝜎 ′ ∙ 𝑡𝑎𝑛𝜑 ′ In condizioni non drenate si ha:

𝜏𝑙𝑖𝑚 = 𝛼𝐶𝑢 essendo 𝜑 = 𝜑𝑢 = 0

Dove α è un coefficiente che tiene conto del disturbo che si arreca nel terreno durante la
realizzazione del palo

Tabella 10 – Valori di α al variare di Cu

Da cui segue la formulazione del carico limite laterale:


𝐿 𝐿
𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚 = ∫ α 𝐶𝑢 𝜋𝐷𝑑𝑧 = α𝜋𝐷 ∫ 𝐶𝑢 𝑑𝑧
0 0

Nel nostro caso quindi abbiamo calcolato la 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚1 e 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚2 con le seguenti relazioni:

𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚1 = 𝑞𝐿,𝑙𝑖𝑚1 ∙ 𝐴1 = α𝐶𝑢,1 𝜋𝐷𝐿1


𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚2 = 𝑞𝐿,𝑙𝑖𝑚2 ∙ 𝐴2 = α𝐶𝑢,2 𝜋𝐷𝐿2
𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚3 = 𝑞𝐿,𝑙𝑖𝑚3 ∙ 𝐴3 = α𝐶𝑢,3 𝜋𝐷𝐿3

Con:
 𝐿1 lunghezza di palo infissa nello strato 1;
 𝐿2 lunghezza di palo infissa nello strato 2;
 𝐿3 lunghezza di palo infissa nello strato 3.

11
Ovviamente la capacità portante laterale totale sarà la somma delle capacità portanti laterali dei
singoli strati:

𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡 = 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚1 + 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚2 + 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚3

Infine la 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡 verrà divisa per dei coefficienti correttivi parziali di sicurezza presenti in
normativa:

Tabella 11 – coefficienti parziali γr da applicare alle resistenze caratteristiche (6.4.II)

Tabella 12 – fattori di correlazione ξ per la determinazione della resistenza caratteristica in funzione del numero di verticali indagate
(6.4.IV)

𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡
𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚.𝑐𝑜𝑟𝑟 =
𝜉 ∙ 𝑅2

2.1.2 METODO 𝜷 (C.D)

Anche in questo caso si considera un concio di palo di spessore dz e si analizzano le condizioni di


equilibrio limite. In condizioni drenate si ha:

𝑐′ = 0 → 𝜏𝑙𝑖𝑚 = 𝑞𝐿,𝑙𝑖𝑚 = 𝜎ℎ′ ∙ tanδ

Con k variabile tra kA e kB, infatti nel caso di pali battuti la 𝜎ℎ′ , per effetto dell’infissione del palo cresce
e può al limite raggiungere il valore di rottura in condizioni di spinta passiva; al contrario per i pali
trivellati si può giungere a rottura in condizioni di spinta attiva. In generale:

𝑘0 = (1 − 𝑠𝑒𝑛𝜑 ′ )𝑂𝐶𝑅 𝛼

Con OCR grado di sovraconsolidazione, pari ad 1 per il terreno di fondazione considerato. Quindi si
ha:
𝐿
𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚 = 𝜋𝐷 ∫ k ∙ tanδ ∙ 𝛾 ′ 𝑧 𝑑𝑧
0

Ponendo:

12
β = k ∙ tgδ
2
δ = 3 𝜑 ′ angolo di attrito palo-terreno
𝐿
𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚 = 𝜋𝐷 ∫ β ∙ 𝜎𝑣′ 𝑑𝑧
0

in cui 𝜎𝑣′ viene calcolato a metà dei due strati deformabili.

Nel nostro caso quindi abbiamo calcolato la 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚1 𝑒 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚2 con le seguenti relazioni:

𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚1 = 𝑞𝐿,𝑙𝑖𝑚1 ∙ 𝐴1 = 𝛽 ∙ 𝜎𝑣′ ∙ πD𝐿1

𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚2 = 𝑞𝐿,𝑙𝑖𝑚2 ∙ 𝐴2 = 𝛽 ∙ 𝜎𝑣′ ∙ πD𝐿2

𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚3 = 𝑞𝐿,𝑙𝑖𝑚3 ∙ 𝐴3 = 𝛽 ∙ 𝜎𝑣′ ∙ πD𝐿3

Con:
 𝐿1 lunghezza di palo infissa nello strato 1;
 𝐿2 lunghezza di palo infissa nello strato 2;
 𝐿3 lunghezza di palo infissa nello strato 3.

Ovviamente la capacità portante laterale totale sarà la somma delle capacità portanti laterali dei singoli
strati:

𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡 = 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚1 + 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚2 + 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚3

Infine la 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡 verrà divisa anche in questo caso per dei coefficienti correttivi parziali di sicurezza
presenti in normativa:
𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡
𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚.𝑐𝑜𝑟𝑟 =
𝜉 ∙ 𝑅2

2.2 CAPACITA’ PORTANTE ALLA PUNTA

La resistenza alla punta è data dalla seguente relazione:

𝑄𝑝,𝑙𝑖𝑚 = 𝑞𝑝,𝑙𝑖𝑚 ∙ 𝐴𝑝

𝜋𝑑2
Dove 𝐴𝑝 = è l’area di punta mentre 𝑞𝑝,𝑙𝑖𝑚 viene fornito dalla relazione di Brinch-Hansen
4

1
𝑞𝑝,𝑙𝑖𝑚 = 𝛾𝐷𝑁𝛾 + 𝑐𝑁𝑐 + 𝑞𝑁𝑞
2

In cui il primo termine risulta trascurabile, mentre il secondo e terzo dipendono dalle condizioni del
terreno

2.2.1 CONDIZIONI NON DRENATE


13
In condizioni non drenate la capacità portante viene ricavata dalla seguente relazione:

𝑄𝑝,𝑙𝑖𝑚 = 𝑞𝑝,𝑙𝑖𝑚 ∙ 𝐴𝑝 = 𝐶𝑢 𝑁𝑐 + 𝑞𝑁𝑞


Dove
𝑁𝑐 = 9

𝑁𝑞 = 1
Sono i fattori di capacità portante

𝜋𝑑 2
𝐴𝑝 =
4

con q tensione litostatica verticale alla profondità L che nel nostro caso sarà data da:

𝑞 = 𝛾𝑠𝑎𝑡1 ∙ (𝐿1 + 𝐻𝑝 ) + 𝛾𝑠𝑎𝑡2 ∙ 𝐿2 + 𝛾𝑠𝑎𝑡3 ∙ 𝐿3

Con
 𝐿1 lunghezza di palo infissa nello strato 1;
 𝐿2 lunghezza di palo infissa nello strato 2;
 𝐿3 lunghezza di palo infissa nello strato 3;
 𝐻𝑝 spessore della piastra.

Infine si dovrà correggere il valore ricavato utilizzando i coefficienti parziali di sicurezza R2 e ξ:

𝑄𝑝,𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡
𝑄𝑝,𝑙𝑖𝑚.𝑐𝑜𝑟𝑟 =
𝜉 ∙ 𝑅2

Tabella 13 – coefficienti parziali γr da applicare alle resistenze caratteristiche (6.4.II)

Tabella 14 – coefficienti parziali γr da applicare alle resistenze caratteristiche (6.4.II)

2.2.2 CONDIZIONI DRENATE

14
In condizioni drenate c’ = 0 e pertanto nell’equazione di Brinch-Hansen si introduce la tensione
effettiva e si ottiene:
𝑄𝑝,𝑙𝑖𝑚 = 𝑁𝑞 𝜎′𝑣

Per quanto riguarda il coefficiente di capacità portante 𝑁𝑞, questo dipende dall’angolo di resistenza al
taglio del terreno, dalla forma e dalla profondità relativa della fondazione, nonché dal meccanismo di
rottura ipotizzato.

In questa progettazione si è ipotizzato un meccanismo di rottura di Vesic. In particolare egli ha


assimilato il problema della rottura attorno alla punta del palo a quello di espansione di una cavità in
un mezzo elasto-plastico in modo da tener conto anche della compressibilità del mezzo.

Figura 3 - meccanismo di rottuta alla di Vesic

Segue che:

3 𝜋
( −𝜑′ )∙tan 𝜑′ 2
𝜋 𝜑′ 4 sin 𝜑
3(1+sin 𝜑′ ) }
𝑁𝑞 = ∙ {𝑒 2 ∙ 𝑡𝑎𝑛 ( + ) ∙ 𝐼𝑅𝑅
3 − sin 𝜑′ 4 2
𝐼𝑅
𝐼𝑅𝑅 =
1 + 𝐼𝑅 Δ

𝐺
𝐼𝑅 =
𝑐′ + 𝜎 ′ tan 𝜑′
Dove:
 𝐼𝑅𝑅 è l’indice di rigidezza ridotta che in buona approssimazione è uguale all’indice di rigidezza 𝐼𝑅;
 Δ è la deformazione volumetrica media;
 G il modulo di taglio, definito come:

𝐸′
𝐺=
2(1 − 𝜈)
 𝜎 ′ la tensione media efficace:

𝜎𝑣′ + 2𝜎ℎ′ (1 + 2𝑘0 ) ′


𝜎′ = = 𝜎𝑣
3 3

 𝜎𝑣′ è la tensione verticale efficace alla punta del palo

𝜎𝑣′ = 𝛾 ′ 𝑧

Nel nostro caso in esame avremo:


15
𝜎𝑣′ = 𝛾1′ (𝐿1 + 𝐻𝑝𝑖𝑎𝑠𝑡𝑟𝑎 ) + 𝛾2′ 𝐿2 + 𝛾3′ 𝐿3

Si avrà dunque:

𝑄𝑝,𝑙𝑖𝑚 = 𝑞𝑝,𝑙𝑖𝑚 𝐴𝑝

Infine si dovrà correggere il valore ricavato utilizzando i coefficienti parziali di sicurezza 𝑅2 e ξ:

𝑄𝑝,𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡
𝑄𝑝,𝑙𝑖𝑚.𝑐𝑜𝑟𝑟 =
𝜉 ∙ 𝑅2

16
2.3 CAPACITA’ PORTANTE TOTALE

Dopo aver calcolato le varie capacità portanti laterale e alla punta, queste si dovranno sommare per
ottenere la capacità portante complessiva del palo considerato:

𝑄𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡 = 𝑄𝑃,𝑙𝑖𝑚.𝑐𝑜𝑟𝑟 + 𝑄𝐿,𝑙𝑖𝑚.𝑐𝑜𝑟𝑟

infine bisognerà verificare che tale 𝑄𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡 sia maggiore del carico gravante sul terreno. Questo è dato
dalla somma del carico di esercizio 𝑄𝑒𝑠 e del peso del palo 𝑊𝑃 :

𝑄𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡 = 𝑄𝑒𝑠 + 𝑊𝑃

in tal caso la verifica risulta soddisfatta.

Il tutto va ovviamente fatto sia per il terreno in condizioni drenate che non drenate, poiché sono presenti
dei parametri variabili dipendentemente dalla presenza di acqua nel terreno, che andranno a modificare
la capacità portante del terreno. Nella tabella seguente viene presentato il calcolo riassuntivo delle
varie capacità portanti:

Condizioni non drenate Condizioni drenate


Capacità Laterale Capacità alla punta Capacità Laterale Capacità alla punta
PRIMO STRATO PRIMO STRATO c'=c 0.00
Cu (kPa) 34 Cu (kPa) 116 OCR 1.00 G 23974.18
α 0.628 Nq 1 K0 0.57 σ 'v 166.50
ql i mi te (kPa) 21.352 Nc 9 δ 17.00 σ 'h 100.11
AL1 (m2) 5.655 q (kPa) 356.500 β 0.17 σ' 122.24
Ql i m (kN) 120.743 Apa l o (m2) 0.28 σ 'v 18.75 Irr 451.06
ql i m (kPa) 1400.50 ql i m (kN) 3.26 Nq 45.36
Ql i m (kN) 18.46 Nc 0.00
ql i m 7552.40
SECONDO STRATO SECONDO STRATO
Cu (kPa) 45.000 OCR 1.00
α 0.540 K0 0.59
ql i mi te (kPa) 24.300 δ 16.33
AL1 (m2) 11.310 β 0.17
Ql i m (kN) 274.827 σ 'v 55.50
ql i m 9.52
Ql i mi te 107.66

TERZO STRATO TERZO STRATO


Cu (kPa) 116.000 OCR 1.00
α 0.350 K0 0.60
ql i mi te (kPa) 40.600 δ 15.67
AL1 [m2] 16.965 β 0.17
Ql i m (kN) 688.763 σ 'v 123.75
ql i m 20.87
Ql i mi te 354.01

Ql i m,l a t.tot (kN) 1084.332 Ql i m.punta (kN) 395.98 Ql i m,l a t.tot (kN) 480.14 Ql i m.punta (kN) 2135.39
R2 1.45 R2 1.70 R2 1.45 R2 1.70
ξ 1.70 ξ 1.70 ξ 1.70 ξ 1.70
Ql i m,corretta 439.891 Ql i m,corretta 137.02 Ql i m,corretta 194.78 Ql i m,corretta 738.89

Ql i mi te tota l e (kN) 576.909 Ql i mi te tota l e (kN) 933.670


Wp (kN) 127.235 Wp (kN) 63.617
Qes +Wp (kN) 539.873 Qes +Wp (kN) 476.256
Qlimite totale>Qes+Peso palo VERO Qlimite totale>Qes+Peso palo VERO
Tabella 15 – calcolo del carico limite per singolo palo in presenza di sisma

17
Condizioni non drenate Condizioni drenate
Capacità Laterale Capacità alla punta Capacità Laterale Capacità alla punta
PRIMO STRATO PRIMO STRATO c'=c 0.00
Cu (kPa) 34 Cu (kPa) 116 OCR 1.00 G 32270.23
α 0.628 Nq 1 K0 0.57 σ 'v 242.50
ql i mi te (kPa) 21.352 Nc 9 δ 17.00 σ 'h 145.80
2
AL1 (m ) 11.310 q (kPa) 512.500 β 0.17 σ' 178.04
2
Ql i m (kN) 241.485 Apa l o (m ) 1.13 σ 'v 18.75 Irr 416.86
ql i m (kPa) 1556.50 ql i m (kN) 3.26 Nq 44.02
Ql i m (kN) 36.92 Nc 0.00
ql i m 10675.00
SECONDO STRATO SECONDO STRATO
Cu (kPa) 45.000 OCR 1.00
α 0.540 K0 0.59
ql i mi te (kPa) 24.300 δ 16.33
2
AL1 (m ) 22.619 β 0.17
Ql i m (kN) 549.653 σ 'v 55.50
ql i m 9.52
Ql i mi te 215.33

TERZO STRATO TERZO STRATO


Cu (kPa) 116.000 OCR 1.00
α 0.350 K0 0.60
ql i mi te (kPa) 40.600 δ 15.67
2
AL1 [m ] 64.088 β 0.17
Ql i m (kN) 2601.993 σ 'v 161.75
ql i m 27.28
Ql i mi te 1748.04

Ql i m,l a t.tot (kN) 3393.131 Ql i m.punta (kN) 1760.36 Ql i m,l a t.tot (kN) 2000.29 Ql i m.punta (kN) 12073.14
R2 1.45 R2 1.70 R2 1.45 R2 1.70
ξ 1.70 ξ 1.70 ξ 1.70 ξ 1.70
Ql i m,corretta 1376.524 Ql i m,corretta 609.12 Ql i m,corretta 811.48 Ql i m,corretta 4177.56

Ql i mi te tota l e (kN) 1985.645 Ql i mi te tota l e (kN) 4989.034


Wp (kN) 735.133 Wp (kN) 254.469
Qes +Wp (kN) 1672.633 Qes +Wp (kN) 1191.969
Qlimite totale>Qes+Peso palo VERO Qlimite totale>Qes+Peso palo VERO
VERIFICA DI GRUPPO DI PALI CND VERIFICA DI GRUPPO DI PALI CD
Qes (kN) 937.500 Qes (kN) 937.500
Wp (kN) 735.133 Wp (kN) 735.133
Qes +Wp (kN) 1672.633 Qes +Wp (kN) 1672.633
Ql i mi te,tot (kN) 1985.645 Ql i mi te,tot (kN) 4989.034

Ql i mi te pa l o (mi ni ma ) 1985.64 kN
ƞ 0.85
N pali 4.00
Ql i mi te tota l e gruppo pa l i 6751.19 kN
Ntot 3750.00 kN
Ntot +Npa l i xWp 6690.53 kN
Ntot +9 Peso palo < Qlimite totale gruppo pali VERO
Tabella 16 – calcolo del carico limite per singolo palo in assenza di sisma

18
2.4 CALCOLO DELLA CAPACITA’ PORTANTE DEL GRUPPO DI PALI

L’analisi dei pali in gruppo può essere considerata l’estensione di quella del singolo palo; essa viene
condotta modellando il terreno come un continuo linearmente elastico. Nell’ipotesi che ciascun palo
si comporti come un elemento elastico indipendente dagli altri, se i pali costituenti il gruppo sono tutti
uguali il carico che agisce sul singolo palo risulta:

𝑁𝑡𝑜𝑡 𝑀𝑥 𝑀𝑦
𝑄𝑖 = + 𝑛 2+ 𝑛
𝑛 ∑𝑖=1 𝑥𝑖 ∑𝑖=1 𝑦𝑖2

A questo punto si potrebbe pensare che la capacità portante del gruppo di pali sia la somma delle
capacità portanti dei singoli pali; ci non è corretto a causa dell’effetto di gruppo. Quest’effetto deriva
dalla formazione nel terreno di una zona tensionale in cui si percepisce un’aliquota del carico applicato
in testa ad un palo, per cui, in presenza di un secondo palo nelle vicinanze, quest’ultimo sopporterà un
carico superiore rispetto a quello effettivamente presente in testa. Più i pali sono tra loro distanti,
minore è l’effetto di gruppo. Questo spiega perché la normativa impone un interasse minimo tra i pali,
pari a 3D, in modo da limitare tale effetto. Pertanto la capacità portante del gruppo di pali sarà la somma
delle singole capacità portanti moltiplicata per un certo coefficiente di riduzione η, denominato
efficienza della palificata, che tiene conto dell’effetto di gruppo:

𝑄𝑙𝑖𝑚.𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 = 𝜂 ∙ 𝑄𝑙𝑖𝑚.𝑝𝑎𝑙𝑜 ∙ 𝑛𝑝𝑎𝑙𝑖

Assumendo 𝜂 = 0,85 , con riferimento alle indicazioni fornite dall’AGI

Tabella 17 – coefficiente di riduzione in funzione del numero dei pali

Infine si dovrà verificare che tale capacità portante sia maggiore del carico totale 𝑁𝑡𝑜𝑡 più il peso di
tutti i pali della palificata:
𝑁𝑡𝑜𝑡 + 𝑁𝑝𝑎𝑙𝑖 ∙ 𝑊𝑝𝑎𝑙𝑜 ≤ 𝑄𝑙𝑖𝑚.𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜

Nella seguente tabella si riportano i valori riferiti al gruppo di pali costituenti la palificata in esame:
VERIFICA DI GRUPPO DI PALI CND VERIFICA DI GRUPPO DI PALI CD
Qes (kN) 412.639 Qes (kN) 412.639
Wp (kN) 127.235 Wp (kN) 127.235
Qes +Wp (kN) 539.873 Qes +Wp (kN) 539.873
Ql i mi te,tot (kN) 576.909 Ql i mi te,tot (kN) 933.670

Ql i mi te pa l o (mi ni ma ) 576.91 kN
ƞ 0.85
N pali 4.00
Ql i mi te total e gruppo pa l i 1961.49 kN
Ntot 1395.00 kN
Ntot +Npa l i xWp 1903.94 kN
Ntot +9 Peso palo < Qlimite totale gruppo pali VERO
Tabella 18 – verifica della capacità portante di un gruppo di pali in presenza di sisma

19
VERIFICA DI GRUPPO DI PALI CND VERIFICA DI GRUPPO DI PALI CD
Qes (kN) 937.500 Qes (kN) 937.500
Wp (kN) 735.133 Wp (kN) 735.133
Qes +Wp (kN) 1672.633 Qes +Wp (kN) 1672.633
Ql i mi te,tot (kN) 1985.645 Ql i mi te,tot (kN) 4989.034

Ql i mi te pa l o (mi ni ma ) 1985.64 kN
ƞ 0.85
N pali 4.00
Ql i mi te total e gruppo pa l i 6751.19 kN
Ntot 3750.00 kN
Ntot +Npa l i xWp 6690.53 kN
Ntot +9 Peso palo < Qlimite totale gruppo pali VERO
Tabella 19 – verifica della capacità portante di un gruppo di pali in assenza di sisma

20
3.CALCOLO DEI CEDIMENTI DEL SINGOLO PALO

Per la progettazione della nostra palificata, i metodi utilizzati per il calcolo dei cedimenti sono:
 Metodo di Poulos & Davis (1980);
 Metodo delle Funzioni di trasferimento;
 Metodo dei coefficienti di interazione di Poulos (1980)

con i primi due è stato possibile valutare valutare il cedimento del palo singolo soggetto a 𝑄𝑒𝑠 .
In particolare col secondo metodo si è potuto tenere in considerazione la non linearità del
comportamento del terreno e quindi valutare il cedimento con una maggiore precisione.
Infine con il metodo dei coefficienti di interazione è stato possibile valutare i cedimenti del gruppo di
pali tenendo conto delle interazioni fra loro.

3.1 METODO DI POULOS & DAVIS (1980)

Con questo metodo il calcolo dei cedimenti viene effettuato ricorrendo alla teoria dell’elasticità
ipotizzando che il suolo sia immerso in un mezzo elastico lineare.
Tale metodo che il palo venga discretizzato in conci e che per ognuno di essi venga imposta una
congruenza tra il cedimento del concio e il terreno adiacente. Il cedimento del singolo palo viene
ottenuto mediante la seguente formula:
𝑄𝑒𝑠
𝑤= 𝐼
𝐷 ∙ 𝐸𝑆𝐿 𝜌

Dove:
 𝑄𝑒𝑠 è il carico applicato sulla testa del palo;
 L la lunghezza del palo;
 𝐸𝑆𝐿 il modulo di elasticità del terreno alla punta del palo;
 𝐼𝜌 è il coefficiente di influenza funzione di ρ e di kb. In particolare:

𝐸𝑆0
𝜌= (fattore di omogeneità)
𝐸𝑆𝐿

in cui 𝐸𝑆0 ed 𝐸𝑆𝐿 sono i valori del modulo di elasticità del terreno al piano di campagna e alla punta
del palo; questi moduli sono stati ricavati supponendo un comportamento del terreno alla Gibbson
ovvero soggetto ad una variazione lineare del modulo elastico con la profondità come illustrato di
seguito

21
Figura 4 – inviluppo modulo drenato e non drenato usando un modello di suolo alla Gibbson

Per ricavare 𝐼𝜌 si utilizza un grafico sperimentale, costruito proprio da Poulos e Davis a seguito di
prove sperimentali, in cui 𝐼𝜌 è funzione di:

𝐿
𝐼𝜌=𝑓 (𝐷 , 𝜈, 𝐾𝑏 )

𝐸𝑃
𝐾𝑏 = 𝑅 (fattore di rigidezza relativa)
𝐸𝑆𝐿 𝐴

𝐴𝑒𝑓𝑓
𝑅𝐴 =
𝜋𝐷 2
4
In particolare, quest’ultimo viene supposto pari a 1.

22
Figura 5 – valori del coefficiente di influenza Iρ al variare di Kb

Entrando nel grafico con il valore di 𝐾𝑏 ricavato si ottiene il coefficiente di influenza 𝐼𝜌.
Tutti i calcoli numerici sono stati effettuati sia in condizioni drenate che non drenate ottenendo i
seguenti risultati tabellati:

PALO SINGOLO CND CD PALO SINGOLO - CND CD


METODO POULOS E DAVIS METODO POULOS E DAVIS
L/D 30.000 30.000 L/D 21.667 21.667
ν 0.400 0.400 ν 0.400 0.400
H/L 1.667 1.667 H/L 1.154 1.154
ρ 0.230 0.221 ρ 0.171 0.164
RA 1 1 RA 1 1
Kb 395.660 401.614 Kb 294.739 298.367
Iρ 0.120 0.120 Iρ 0.130 0.130
w (m) 0.001599 0.001629 w (m) 0.001632 0.001659
Tabella 20 – metodo di Poulos e Davis in presenza e in assenza di sisma

Essendo G=Gu

23
3.2 METODO DELLE FUNZIONI DI TRASFERIMENTO

Il metodo delle funzioni di trasferimento prevede che il palo venga discretizzato in conci e che
l’interazione con il terreno ai lati e alla punta venga schematizzata con delle molle applicate ai conci e
caratterizzate da leggi che prendono il nome di funzioni di trasferimento.
Il cedimento può essere pensato come la somma di due contributi: il primo 𝑤𝑟, dovuto alla
deformazione del complesso palo-terreno nell’ipotesi di palo rigido; il secondo 𝑤𝑒, dovuto
all’accorciamento elastico del palo.

Figura 6 – schematizzazione del metodo

3.2.1 CALCOLO DI wr

Il cedimento wr viene calcolato usando la seguente relazione:

𝑄𝑒𝑠
𝑤𝑟 =
𝐾𝐼 ∗ ∙ (1 − 𝜂)
Con:
𝑄𝑒𝑠
𝜂=
𝑄𝑙𝑖𝑚.𝑡𝑜𝑡

𝐾𝐼 ∗ = 𝐾𝐼𝐿1 ∙ 𝐴𝐿1 + 𝐾𝐼𝐿2 ∙ 𝐴𝐿2 + 𝐾𝐼𝑃 ∙ 𝐴𝑃

Dove:

 𝐾𝐼𝐿 è la rigidezza iniziale dei legami iperbolici relativi alle superfici laterali del palo, data da:

𝐺0
𝐾𝐼𝐿𝑖 =
𝑅
𝑅0 ∙ 𝑙𝑛 𝑅
0

24
 𝐾𝐼𝑃 è la rigidezza iniziale del legame iperbolico relativo alla punta del palo, data da:

𝐺0
𝐾𝐼𝑃,𝑖 =
𝑅′
𝑅0 ∙ 𝑙𝑛 𝑅
0

Rappresentano la pendenza della tangente all’origine della funzione di trasferimento

Figura 7 – rappresentazione della rigidezza iniziale laterale e alla punta

 𝑅0 è il raggio del palo


 R ed R’ raggi della zone marcatamente non lineari alle rispettive profondità L/2 ed L, dati da:

𝑅 = 2,5(1 − 𝜈) 𝐿 𝑅′ = 1,3 ∙ 𝐷

Figura 8 – raggi di influenza

 𝐺0 il modulo di taglio;
 𝐴𝐿𝑖 la superficie laterale del palo in cui 𝐾𝐼𝐿,𝑖 può ritenersi costante;
 𝐴𝑃 l’area della sezione trasversale in corrispondenza della punta del palo.
25
3.2.2 CALCOLO DI 𝒘𝒆

La determinazione dell’accorciamento elastico presenta maggiori incertezze dovute alla difficoltà di


prevedere la reale distribuzione della sollecitazione di sforzo normale N(z) lungo il palo; scomponendo
il palo in più conci di lunghezza dz si può scrivere:
Nel caso progettuale presentato si ha:
𝑄𝑒𝑠
𝑤𝑒 =
𝛼 ∙ 𝐸𝑝 ∙ 𝐴𝑝
Dove:
 Ep è il modulo elastico del palo
 Ap è l’area della sezione trasversale;
𝐾𝐿
𝛼=√
𝐸𝑝 ∙ 𝐴𝑝

𝐾𝐿 = (𝐾𝐼𝐿1 + 𝐾𝐼𝐿2 ) ∙ 𝜋𝐷(1 − 𝜂)

 C è una costante data da:

𝑒 𝛼𝐿 ∙ (1 + 𝛽) + 𝑒 −𝛼𝐿 ∙ (1 − 𝛽) − 2
𝐶=
𝑒 𝛼𝐿 ∙ (1 + 𝛽) − 𝑒 −𝛼𝐿 ∙ (1 − 𝛽)

𝐾𝐿
𝛽=
𝛼𝐸𝑝 𝐴𝑝

Nella tabella seguente si riportano i valori numerici del metodo trattato, sia per il terreno in condizioni
drenate che in condizioni non drenate.
Dai risultati ottenuti si può notare che la condizione più sfavorevole è quella in condizioni non drenate,
in quanto i cedimenti maggiori si verificano in questa condizione.

26
METODO F. DI TRASFERIMENTO METODO F. DI TRASFERIMENTO
CND CD CND CD
R[m] 39.000 39.000 R[m] 27.000 27.000
R0[m] 0.600 0.600 R0[m] 0.300 0.300
R' [m] 1.560 1.560 R' [m] 0.780 0.780
PRIMO STRATO PRIMO STRATO
G0 5357.143 5357.143 G0 5357.143 5357.143
KIL1 2138.894 2138.894 KIL1 3968.422 3968.422
AL1 [m2] 11.310 11.310 AL1 [m2] 5.655 5.655
SECONDO STRATO SECONDO STRATO
G0 5862.069 5862.069 G0 5862.069 5862.069
KIL2 2340.491 2340.491 KIL2 4342.457 4342.457
AL2 [m2] 22.619 22.619 AL2 [m2] 11.310 11.310
TERZO STRATO TERZO STRATO
G0 28716.216 28716.216 G0 28716.216 28716.216
KIL3 11465.24 11465.24 KIL3 21272.17 21272.17
AL3 [m2] 64.088 64.088 AL3 [m2] 16.965 16.965
PUNTA PUNTA
KIP 50088.736 50088.736 KIP 100177.472 100177.472
2 2
Ap [m ] 1.131 1.131 Ap [m ] 0.283 0.283
KI* 868570.050 868570.050 KI* 460751.320 460751.320
ƞ 0.472 0.188 ƞ 0.715 0.442
wr [m] 0.002045 0.001 wr [m] 0.003145 0.002
KL 31729.645 48814.462 KL 15878.002 31118.199
Ep [kPa] 28500000 28500000 Ep [kPa] 28500000 28500000
α 0.031 0.0389 α 0.044 0.0621
β 0.050 0.03993 β 0.280 0.20005
C 0.406 0.48159 C 0.464 0.56696
we [m] 0.0003766 0.00036 we [m] 0.0005350 0.00047
Wtot [m] 0.002421 0.00169 Wtot [m] 0.003680 0.00207
Tabella 21 – metodo delle funzioni di trasferimento in presenza e in assenza di sisma

Di seguito è mostrato un confronto tra i due metodi precedentemente descritti

Figura 9 - confronto tra il metodo di Poulos e Davis in presenza e in assenza di sisma

27
3.3 METODO DEI COEFFICIENTI DI INTERAZIONE DI POULOS (1980)

L’analisi dei pali in gruppo può essere considerata l’estensione


di quella del palo singolo. Essa viene condotta modellando il
terreno come un continuo linearmente elastico e ipotizzando
che la piastra di collegamento tra i 4 pali sia infinitamente rigida
e non in diretto contatto con il terreno.
Nel nostro caso il calcolo dei cedimenti per il gruppo di pali, lo
effettuiamo andando a considerare le condizioni non drenate,
perché come visto per i cedimenti del singolo palo, queste
condizioni sono le più sfavorevoli, e di conseguenza se
verificano in queste condizioni, allora verificano anche per
quelle drenate.

Il cedimento viene calcolato considerando un apposito Figura 10 – schema di una palificata


coefficiente di interazione α che assume valore pari a zero nel
caso in cui si ha un solo palo, poiché questo non sarà influenzato dalla presenza di altri pali:
4 4
∗ ∗
𝑤𝑖 = ∑ 𝑤1,𝑖 ∙ 𝑄𝑗 ∙ 𝛼𝑖𝑗 = 𝑤1,𝑖 ∙ ∑ 𝑄𝑗 ∙ 𝛼𝑖−𝑗
𝑗=𝑖 𝑗=𝑖

Dove:

 𝑄𝑗 è il carico agente sul palo j-esimo (già calcolato precedentemente e riportato nella tabella
“carichi di esercizio”), mentre:
𝐻 𝑖 𝐿
𝛼𝑖𝑗 = 𝑓 ( , , 𝜈, )
𝐿 𝐷 𝐷
In particolare:

𝛼𝑖𝑗 = 1 𝑝𝑒𝑟 𝑖 = 𝑗
{
𝛼𝑖𝑗 ≠ 1 𝑝𝑒𝑟 𝑖 = 𝑗

 ∗
𝑤1,𝑖 ∗
è la deformabilità del palo i-esimo, essendo i pali tutti uguali 𝑤1,𝑖 sarà uguale per tutti


𝐼𝑤
𝑤1,𝑖 =( ) = 𝑤1∗
𝐿 ∙ 𝐸𝑆𝐿
In cui
𝐻 𝐸𝑃 𝐿
𝐼𝑤 = 𝑓 ( , , 𝜈, )
𝐿 𝐸𝑆𝐿 𝐷

si ricava graficamente una volta noti i valori di cui esso è funzione.

CEDIMENTI DI GRUPPO DI PALI


ν 0.400 0.4
L/D 30.000 21.667
H/L 1.667 1.154
Ep /Es 552.165 457.900
IW 2.05 2.20
Tabella 22 – cedimento dei pali in gruppo
28
Figura 11 – valori di Iw in funzione di Ep/Es

Per quanto riguarda le varie α, esse vengono calcolate, una volta noti i parametri di cui essa è funzione,
mediante il seguente grafico:

Figura 12 – valori di α in funzione di i/d

Si riportano i risultati ottenuti al variare del rapporto i/D, dove i è l’interasse tra i vari pali mentre D
è il diametro:
i/D 3

α 0.5

i/D 4.24

α 0.35
Tabella 23 – valori di α per i rispettivi valori di i/d

Da notare che nel secondo caso si tratta dell’interasse lungo la diagonale pari a:√3𝐷2 + 3𝐷2

29
Per poter ricavare il cedimento 𝑤𝑖 bisognerebbe risolvere un sistema di 4 equazioni:
4

𝑤𝑖 = 𝑤1∗ ∙ ∑ 𝑄𝑗 ∙ 𝛼𝑖−𝑗
𝑗=𝑖
Con
𝑤1∗ =2.207E-06

Vista la complessità dell’operazione si è utilizzato ‘Matlab’ per determinare la soluzione


numericamente risolvendo il sistema in forma matriciale.
Per completezza si riporta il codice numerico

In presenza di sisma

W1=2.70e-06;
Q1=284.86;
Q2=412.64;
Q3=412.64;
Q4=284.86;

Q=[Q1 Q2 Q3 Q4 ]';

F=[1,0.5,0.42,0.5;0.5,1,0.5,0.42;0.35,0.5,1,0.5;0.5,0.42,0.5,1];
B=W1*F; A=B*Q

In assenza di sisma

W1=1.359E-06;
Q1=937.5;
Q2=937.5;
Q3=937.5;
Q4=937.5;

Q=[Q1 Q2 Q3 Q4 ]';

F=[1,0.5,0.42,0.5;0.5,1,0.5,0.42;0.35,0.5,1,0.5;0.5,0.42,0.5,1];
B=W1*F; A=B*Q

Ottenendo i rispettivi cedimenti:

w1* 2.207E-06 1.359E-06


w1 [m] 0.0018 0.0031
w2 [m] 0.0019 0.0031
w3 [m] 0.0019 0.0030
w4 [m] 0.0018 0.0031
Tabella 24 – valori dei cedimenti ottenuti in presenza e in assenza di sisma

30
4. MECCANISMI DI ROTTURA

Il meccanismo di rottura della palificata che si vuole progettare viene studiato mediante la teoria
sviluppata da Broms. Considerando un palo immerso in un terreno omogeneo, inizialmente le tensioni
orizzontali sulla superficie laterale del palo hanno una distribuzione assialsimmetrica e quindi
risultante nulla; imprimendo al palo una traslazione orizzontale, all’interno del terreno il diagramma
delle reazioni si modifica e si generano tensioni tangenziali oltre che normali. Broms assume che il
comportamento dell’interfaccia palo-terreno sia di tipo rigido-perfettamente plastico, e cioè che la
resistenza del terreno si mobiliti interamente per un qualsiasi valore non nullo dello spostamento e
rimanga poi costante al crescere dello spostamento stesso.
A differenza di quanto avviene nello studio del carico limite sotto azioni verticali, in presenza di forze
orizzontali la resistenza della sezione strutturale del palo può essere chiamata in causa, in quanto il
regime di sollecitazione di flessionale e taglio che consegue all’applicazione di forze orizzontali è
molto più gravoso di quello di sforzo normale che consegue all’applicazione di forze verticali.
Broms caratterizza anche il comportamento flessionale del palo con un comportamento di tipo rigido-
perfettamente plastico, e cioè assume che le rotazioni elastiche del palo siano trascurabili finché il
momento flettente non raggiunge il valore del momento di plasticizzazione My, in corrispondenza del
quale si forma una cerniera plastica e la rotazione continua indefinitamente sotto un momento costante.

Figura 13 – schematizzazione del comportamento elastico perfettamente plastico

In generale, per pali a rotazione in testa impedita in terreni coesivi, si possono avere tre meccanismi di
rottura:

 Palo corto;
 Palo intermedio;
 Palo lungo.

Nel seguito si analizza, sia per terreno in condizioni drenate che non drenate, qual è effettivamente il
meccanismo di rottura che si potrebbe verificare una volta raggiunta la 𝐻𝑙𝑖𝑚.
Si riportano le caratteristiche dei pali utilizzate per il calcolo del meccanismo di rottura:

Caratteristiche dei pali


Con sisma Senza sisma
D[m] 0,60 1,2
Armatura 12ϕ24 16ϕ24
My[kNm] 384,4 1235
kp 2,39 2,37
Tabella 25 – caratteritiche del palo

31
Dove:

 D è il diametro misurato in metri;


 𝑀𝑦 il momento di plasticizzazione del palo tipico per una sezione circolare in c.a. con quel tipo
di armatura;
𝜋 𝜑′
 𝑘𝑝 la rigidezza del palo data da: 𝑘𝑝 = 𝑡𝑎𝑛2 ( 4 + )
2

L’armatura utilizzata per il singolo palo è composta da 12 tondini aventi un diametro di 24 millimetri
per il palo in condizioni sismiche e 16 tondini aventi un diametro di 24 millimetri per il palo in
condizioni non sismiche

32
4.1 PALO CORTO

 CONDIZIONI NON DRENATE

La rottura per palo corto avviene mediante una


traslazione rigida del palo stesso.
Per il palo corto, la 𝐻𝑙𝑖𝑚 si ricava con una semplice
equazione di equilibrio alla traslazione, che
fornisce:

𝐻𝑙𝑖𝑚 = 9𝑐𝑢 𝐷(𝐿 − 1,5𝐷)

Il momento massimo, derivante da un equilibrio


alla rotazione sarà dato da:
Figura 14 – palo corto impedito di ruotare in testa,
terreni coesivi CND
𝑀𝑚𝑎𝑥 = 𝐻(0,5𝐿 + 0,75𝐷)

 CONDIZIONI DRENATE

Si procede analogamente a quanto fatto in


condizioni non drenate, ottenendo stavolta:

𝐿2
𝐻𝑙𝑖𝑚 = 3𝑘𝑝 𝛾𝐷
2
2
𝑀𝑚𝑎𝑥 = 𝐻𝐿
3 Figura 15 – palo corto impedito di ruotare in testa,
terreni coesivi CD

In entrambi i casi, se 𝑀𝑚𝑎𝑥 < 𝑀𝑦 il meccanismo di rottura sarà di palo corto;

Condizioni non drenate Condizioni drenate


Palo Corto Palo Corto
Hl i m 7264.08 γ' omogenizzato 9.033
Mma x 68645.56 Kp 2.386342659
My 384.4 Hl i m 6285.913
Mma x 75430.955
Rottura no per palo Rottura no per
Mma x>My Mma x>My
corto palo corto

Palo Corto Palo Corto


Hl i m 23562.60923 γ' omogenizzato 9.033
Mma x 327520.27 Kp 2.367702456
My 1235 Hl i m 26025.217
Mma x 451103.764
Rottura no per palo Rottura no per
Mma x>My Mma x>My
corto palo corto
Tabella 26 – verifica a rottura per palo corto in presenza e in assenza di sisma

33
4.2 PALO INTERMEDIO

Nel caso di palo intermedio si ha la formazione di una cerniera plastica nella sezione di collegamento
con la piastra di fondazione.

 CONDIZIONI NON DRENATE

Le equazioni di equilibrio alla rotazione ed alla


traslazione forniscono il valore di 𝐻𝑙𝑖𝑚 e di 𝑀𝑚𝑎𝑥 :

𝑔 𝑔 𝑔 𝑔𝑔
𝑀𝑚𝑎𝑥 = 9𝑐𝑢 𝐷 ( + ) − 9𝑐𝑢 𝐷
2 4 2 42
Figura 16 – palo intermedio impedito di ruotare in testa,
terreni coesivi CND

𝐿 𝐿 2 4 𝑀𝑦
𝐻𝑙𝑖𝑚 √
= 𝑐𝑢 [−9 ( + 1,5) + 9 2 ( ) + ∙ + 4,5]
𝐷 𝐷 9 9𝑐𝑢 𝐷3

Dove:
𝑔 = 𝐿 − 1,5𝐷 − 𝑓
Con:

𝐻𝑙𝑖𝑚
𝑓=
9𝑐𝑢 𝐷

Anche in questo caso bisognerà verificare che il momento massimo sia minore del momento di
plasticizzazione del palo; ancora una volta non lo è, dunque il meccanismo di rottura non è di palo
intermedio.
Si riporta una tabella riassuntiva:

Palo intermedio Palo intermedio


Hl i m 2801.78 Hl i m 8826.45
f 6.595532475 f 9.065210387
g 10.50446752 g 15.13478961
Mma x 11718.51559 Mma x 55757.17994
Rottura no per palo Rottura no per palo
Max>My Max>My
intermedio intermedio
Tabella 27 – verifica a rottura per palo intermedio in presenza e in assenza di sisma(CND)

34
 CONDIZIONI DRENATE
𝐿 𝐻
Si è calcolato il meccanismo di rottura in funzione dei rapporti 𝐷 e 𝑘 3
utilizzando il grafico riportato
𝑃 𝛾𝐷
sotto
Palo intermedio Palo intermedio
L/D 30.000 L/D 21.667
H/Kp*γ'*D^3 454.586446 H/Kp*γ'*D^3 236.007434
Tabella 28 – verifica a rottura per palo intermedio in presenza e in assenza di sisma (CD)

Figura 17 – valore limite di H per pali intermedi, impediti di Figura 18 - palo intermedio impedito di ruotare in testa, terreni
ruotare in testa in CD coesivi CD

anche in questo caso il meccanismo di rottura non è quello ipotizzato ma è di palo lungo.

35
4.3 PALO LUNGO

Nel caso seguente il massimo momento lungo il fusto, che si verifica ad una profondità di 1.5D + f,
uguaglia il momento di plasticizzazione My, formando una seconda cerniera plastica.

 CONDIZIONI NON DRENATE

Per calcolare la 𝐻𝑙𝑖𝑚 si procede sempre


facendo l’equilibrio alla traslazione e
l’equilibrio alla rotazione.

𝑀𝑦
𝐻𝑙𝑖𝑚 = 𝑐𝑢 𝐷2 [−13,5 + √182,25 + 36 ]
𝑐𝑢 𝐷3

Per la verifica si utilizza una 𝐻𝑙𝑖𝑚.𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 di


progetto ottenuta applicando una 𝐻𝑙𝑖𝑚 dei
coefficienti parziali di sicurezza 𝜉 e 𝛾𝑅2

𝐻𝑙𝑖𝑚
𝐻𝑙𝑖𝑚.𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 =
Figura 19 - palo lungo impedito di ruotare in testa, terreni coesivi
𝜉𝛾𝑅2
CND
𝜉 = 1,7 e 𝛾𝑅2 = 1,6

Infine si ha 𝐻𝑙𝑖𝑚.𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 > 𝐻𝑒𝑠 e dunque la verifica è soddisfatta.

 CONDIZIONI DRENATE

Si procede analogamente ma stavolta si ha

2
3
3√
𝑀𝑦
𝐻𝑙𝑖𝑚 = 𝑘𝑝 𝛾𝐷 (3,676 ∙ )
𝑘𝑝 𝛾𝐷4

𝐻𝑙𝑖𝑚
𝐻𝑙𝑖𝑚.𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 =
𝜉𝛾𝑅2

Figura 20 - palo lungo impedito di ruotare in testa, terreni


coesivi CD

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Palo Lungo Palo Lungo
L/D 30.000 Hlimite 295.5856083
Hl i m 511.7387578 Hlimite di progetto 108.6711795
f 1.204658093
Hl i m,progetto 188.1392492

Hlimite di progetto Condizione


Hl i m,progetto >Hes Condizione verificata
>Hes verificata

Palo Lungo Palo Lungo


L/D 21.667 Hlimite 808.7490356
Hl i m 1054.803468 Hlimite di progetto 297.3342043
f 1.083336895
Hl i m,progetto 387.7953927

Hlimite di progetto Condizione


Hl i m,progetto >Hes Condizione verificata
>Hes verificata
Tabella 29 - verifica a rottura per palo lungo in presenza e in assenza di sisma

37
5. CARICHI ORIZZONTALI E CALCOLO DELLE SOLLECITAZIONI

La teoria di Broms ci consente di calcolare la 𝐻𝑙𝑖𝑚 e di confrontarla con la 𝐻𝑒𝑠. Tuttavia questo non è
sufficiente poiché bisogna analizzare il modo in cui il palo si deforma, conoscere, cioè, lo spostamento
orizzontale y(z) del palo al variare della profondità. Questo è molto importante poiché, applicando una
forza orizzontale alla struttura, nasceranno dei momenti flettenti e degli sforzi di taglio sul palo di
fondazione incastrato alla sovrastruttura. Inoltre il palo spingerà sul terreno il quale reagirà con una forza
p per unità di lunghezza data da:

𝑝 = −𝐸𝑠 ∙ 𝐿

Utilizzando un modello elastico del terreno, la soluzione statica del problema può essere ricavata
ricorrendo alla teoria delle travi inflesse e quindi utilizzando l’equazione differenziale del quarto
ordine della linea elastica:
𝐸𝑝 ∙ 𝐼𝑝 ∙ 𝑦𝐼𝑉 − 𝑝 = 0
la cui soluzione è la seguente:

𝑦(𝑧) = 𝑒𝛼𝑧(𝐶1 ∙ 𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧 + 𝐶2 ∙ 𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧) + 𝑒−𝛼𝑧(𝐶3 ∙ 𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧 + 𝐶4 ∙ 𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧)

Con
4 𝐸𝑠𝑔
𝛼=√
4𝐸𝑝 𝐼𝑝
 𝐼𝑝 è il momento di inerzia del palo pari a :
𝜋 ∙ 𝐷4
𝐼𝑝 =
64

 𝐸𝑆𝐺 è il modulo elastico del terreno considerando l’interazione di gruppo dei pali; nel nostro
caso essendo il numero di pali 4 si ha:
𝐸𝑠𝑔 = 0,33 ∙ 𝐸𝑠

38
Per ricavare rotazione del palo, il taglio e il momento agenti su di esso, essendo questi rispettivamente:

 𝜑(𝑧) = −𝑦𝐼(𝑧)
 𝑀(𝑧) = −𝐸𝑃𝐼𝑃𝑦𝐼𝐼(𝑧)
 𝑇(𝑧) = −𝐸𝑃𝐼𝑃𝑦𝐼𝐼𝐼(𝑧)

Si deriva lo spostamento, ovvero la soluzione ricavata precedentemente, e si ottiene:

𝑦𝐼 = 𝐶1𝛼𝑒𝛼𝑧(𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧 + 𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧) + 𝐶2𝛼𝑒𝛼𝑧(𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧 − 𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧) + 𝐶3𝛼𝑒−𝛼𝑧(𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧 − 𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧)


−𝐶4𝛼𝑒−𝛼𝑧(𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧 + 𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧)

𝑦𝐼𝐼 = 2𝐶1𝛼2𝑒𝛼𝑧𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧 − 2𝐶2𝛼2𝑒𝛼𝑧𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧 − 2𝐶3𝛼2𝑒−𝛼𝑧𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧 + 2𝐶4𝛼2𝑒−𝛼𝑧𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧

𝑦𝐼𝐼𝐼 = 2𝐶1𝛼3𝑒𝛼𝑧(𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧 − 𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧) − 2𝐶2𝛼3𝑒𝛼𝑧(𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧 + 𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧) + 2𝐶3𝛼3𝑒−𝛼𝑧(𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧 + 𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧)


+ 2𝐶4𝛼3𝑒−𝛼𝑧(𝑐𝑜𝑠𝛼𝑧 − 𝑠𝑒𝑛𝛼𝑧)

Imponendo le condizioni a contorno per il caso specifico si ricavano le costanti di integrazione 𝐶1, 𝐶2,
𝐶3, 𝐶4

T(0) = 𝐻𝑒𝑠 −𝐸𝑃 𝐼𝑃 𝑦 𝐼𝐼𝐼 (0) = 𝐻𝑒𝑠


φ(0) = 0 𝑦 𝐼 (0) = 0
M(L) = 0 −𝐸𝑃 𝐼𝑃 𝑦 𝐼𝐼 (L) = 0
{ T(L) = 0 𝐼𝐼𝐼
{ −𝐸𝑃 𝐼𝑃 𝑦 (L) = 0

Ancora una volta, vista la complessità dell’operazione, si è utilizzato “Matlab” per trovare la soluzione
al sistema presentato.
Per completezza si riporta il codice numerico e il valore delle costanti ottenuto relativamente la
prima condizione di carico in cui è presente taglio.

format long
D=0.6;
Eu=51610;
EsG=Eu*0.33;
Ep=28500000;
Ip=(pi*D^4)/(64);
alfa=((EsG)/(4*Ep*Ip))^(1/4);
L=18;
Hes=32.529;
E=[-2*Ep*Ip*alfa^3,2*Ep*Ip*alfa^3,-2*Ep*Ip*alfa^3,-2*Ep*Ip*alfa^3;
-alfa,-alfa,-alfa,alfa;
-
2*Ep*Ip*alfa^2*exp(alfa*L)*cos(alfa*L),2*Ep*Ip*alfa^2*exp(alfa*L)*sin(alf
a*L),2*Ep*Ip*alfa^2*exp(-alfa*L)*cos(alfa*L),- 2*Ep*Ip*alfa^2*exp(-
alfa*L)*sin(alfa*L);
-2*Ep*Ip*alfa^3*exp(alfa*L)*(cos(alfa*L)-
sin(alfa*L)),+2*Ep*Ip*alfa^3*exp(alfa*L)*(cos(alfa*L)+sin(alfa*L)),-
2*Ep*Ip*alfa^3*exp(- alfa*L)*(cos(alfa*L)+sin(alfa*L)),-
2*Ep*Ip*alfa^3*exp(-alfa*L)*(cos(alfa*L)- sin(alfa*L))];
F=[Hes 0 0 0]';
X=E^(-1)*F

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Modello elastico
Ip (Mom.inerz.palo) 0.006361725
alfa 0.391473578
Ep 28500000
C1 -5.95596E-10
C2 -5.96901E-10
C3 -0.000748222
C4 -0.000748223
Tabella 10 - costanti ottenute dal calcolo mediante Matlab

A questo punto è possibile costruire dei grafici che mostrano l’andamento dello spostamento, della
rotazione, del taglio e del momento al variare della profondità e quindi lungo tutta la lunghezza del
palo.
Si noti che non verranno riportati i grafici relativi alla seconda condizione di carico poiché i pali, in
assenza di sisma, saranno soggetti a solo sforzo normale

Figura 21 – spostamento (m) in funzione della profondità (m)

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Figura 22 – rotazione (rad) in funzione della profondità (m)

Figura 23 – momento flettente (kNm) in funzione della profondità

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Figura 24 – taglio (kN) in funzione della profondità

6.CONCLUSIONE

Cosi come richiesto da normativa NTC08 sono state effettuate le verifiche SLE e SLU prendendo in
considerazione tutti i meccanismi di stato limite ultimo e di esercizio, sia a breve che a lungo termine,
quindi sia in condizioni drenate che in condizioni non drenate.
È stato riscontrato che la condizione peggiore è rappresentata dalla seconda combinazione di carico,
cioè quella in assenza di sisma.
I risultati ottenuti hanno in definitiva soddisfatto le richieste di normativa.

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