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Titolo: Iuatan #1: Legacy

Genere: fantasy
Mercato: francese
Target: adolescenziale/adulto
Tipologia editoriale: cartonato francese a colori, 48 pag.

Iuatan è un ragazzo Himm che abita nella zona artica in un remoto


accampamento di cacciatori, lontano dai villaggi centrali. Suo padre Amaruq è
un cacciatore, sua madre Illa è una tessitrice. Gli Himm sono di natura fredda e
il loro approccio alla crescita dei figli è simile allo svezzamento degli animali,
ma Illa è sempre stata amorevole e protettiva nei confronti del figlio, al
contrario del suo compagno Amaruq. Un giorno mentre il cacciatore è fuori
casa, la madre di Iuatan diviene preda di una crisi psicotica e cerca di uccidere
il figlio; Iuatan è così costretto a difendersi e ad uccidere la madre. Al suo
ritorno dalla caccia, Amaruq accoglie la notizia con apparente freddezza ed
esamina il corpo della compagna notando delle screziature verdi, ma non dice
nulla al figlio ancora sconvolto, se non che sarebbero partiti l’indomani verso il
villaggio natale dell’uomo. Durante il mese di viaggio lungo le distese artiche,
Amaruq addestra il figlio nelle tecniche di caccia e pesca e nell’arte del
combattimento. Tutte le domande del figlio non ricevono attenzione, inoltre il
giovane non riesce a soddisfare le aspettative del padre, rendendo ancora più
difficile il loro rapporto. Raggiungono il villaggio, decidendo però di accamparsi
all’esterno. Amaruq ha portato con sé il corpo di Illa, avvolto in coperte
congelate e al mattino si avvia verso il villaggio con il corpo, impedendo al
figlio di venire con lui. Tuttavia Iuatan disobbedisce al padre e lo segue a
distanza fino al villaggio dove Amaruq viene malvisto da tutti. Dinanzi al
grande igloo, del capovillaggio l’uomo viene fermato da alcuni Himm, tra cui
suo fratello Kanut. Iuatan sente che discutono di qualcosa, suo padre viene
accusato da Kanut di un tradimento passato e gli intima di andarsene. Ma
Amaruq insiste e scioglie parte dei legacci che avvolgono il corpo di Illa,
mostrando loro le screziature che Iuatan non vede essendo nascosto in
lontananza. Gli Himm si ritraggono terrorizzati da ciò che hanno visto,
sguainano le armi e scacciano via Amaruq. Il ragazzo torna a casa cercando di
coprire velocemente le proprie tracce arrivando appena prima del padre.
Durante la notte Iuatan aspetta che il padre si addormenti e si avvicina al
fagotto della madre. Lo scopre e lo esamina: si rende conto di alcune stranezze.
La donna usava un particolare unguento solido, quasi del tutto consumato, per
schiarire il corpo, inoltre era visibile la ricrescita della tinta blu elettrico che
utilizzava. Sul polso destro invece c’era il solito tatuaggio, una runa contorta. Il
ragazzo le scopre i piedi togliendo le primitive calzature: nessuna ventosa. Sua
madre non era una Himm, quelli erano i tratti di una Matetara ed era sempre
stata attenta a nascondere bene il suo segreto coprendosi molto. Ora Iuatan si
spiegava molto del suo stesso aspetto fisico meticcio. Amaruq nel frattempo
sveglia e lo fissa senza dire nulla. Iuatan decide di sfogarsi e gli urla contro
tutta la rabbia il dolore, ma il padre lo colpisce con un potente schiaffo,
mettendo un dito davanti alla bocca: fuori si sentono passi ovattati dalla neve.
Amaruq afferra la lancia e colpisce attraverso la tenda. Sei uomini dal volto
coperto si avventano sul cacciatore. Amaruq riesce a ucciderne tre, ma è in
difficoltà. Iuatan afferra l’arco e scaglia una freccia, ferendone uno. L’uomo si
avventa sul ragazzo, cercando di strangolarlo. Iuatan gli toglie la maschera
rivelando il volto di Kanut, ma l’uomo non mostra nessuna reazione. Il ragazzo
sta per soffocare, quando sente il richiamo di qualcosa, si gira e vede la runa
brillare sul polso della madre. Istintivamente posa la mano sul tatuaggio e ne
estrae un pugnale che pianta nella gola di Kanut. Amaruq nel frattempo è
riuscito a liberarsi dei sicari, ma è ferito. Mentre i due fuggono, Amaruq
racconta al figlio la storia. Quando Amaruq era un giovane cacciatore decise di
andare a vivere con una ragazza Matetara, conosciuta durante una lunga
battuta di caccia finita male al confine con la zona pluviale. La ragazza era Illa
e gli salvò la vita. A quel tempo i trattati di pace con Matetara non erano
ancora in corso e nessuno a memoria si era mai mischiato con un’altra razza.
L’uomo dovette fuggire e nascondersi in uno sperduto insediamento con Illa
che per anni nascose la sua identità, anche al suo stesso figlio, in attesa del
momento giusto per dirgli la verità. Amaruq rivela anche che Illa è stata
contagiata da qualcosa che fa impazzire gli animali, ne aveva visto gli effetti,
ma non pensava che potesse contagiare gli uomini. Ormai lui e il figlio erano
stati giudicati portatori di sventura e assassini, pertanto non potevano più
restare nella zona artica. Amaruq decide di portare il figlio dai Matetara, per
fargli conoscere la sua altra cultura e per scoprire se quel morbo si fosse spinto
anche da loro. Mentre si allontanano sulla calotta, in lontananza vedono la loro
tenda che contiene il corpo di Illa bruciare.