Sei sulla pagina 1di 10

FANTASIA – BRUNO MUNARI (1977)

Bruno Munari (1907 – 1998)

1. E la creatività?
Fantasia = tutto ciò che prima non c’era anche se irrealizzabile.
Invenzione = tutto ciò che prima non c’era ma esclusivamente pratico e senza problemi
estetici.
Creatività = tutto ciò che prima non c’era ma realizzabile in modo essenziale e globale.
Immaginazione = la fantasia, l’invenzione e la creatività pensano; l’immaginazione vede.

2. Le costanti
- in questo libro Munari cerca di elencare e di analizzare le costanti elementari, i casi più
semplici, della fantasia.
- il mondo artistico, il mondo della creatività e della fantasia è sempre stato tenuto segreto,
non si deve rilevare come nasce un’idea o come si costruisce un’opera d’arte. Al pubblico
sono mostrati solo i prodotti finiti, le opere.

3. Il pensiero pensa e l’immaginazione vede


- il mondo esterno all’individuo viene esplorato dall’intelligenza tramite manipolazioni e
operazioni logiche, allo scopo di cercare di capire le cose e i fenomeni che sono intorno a noi.
- i recettori sensoriali si mettono in azione simultaneamente e l’intelligenza cerca di
coordinare ogni tipo di sensazione per rendersi conto di ciò che succede. Tutto ciò che viene
capito viene poi fissato nella memoria.

4. Fantasia, Invenzione, Creatività, Immaginazione


- la fantasia è la facoltà più libera delle altre. La fantasia può anche non tenere conto della
realizzabilità o del funzionamento di ciò che ha pensato. La fantasia è libera di pensare
qualunque cosa, anche la più assurda, incredibile, impossibile.
- l’invenzione è finalizzata a creare qualcosa che abbia un uso pratico. Si inventa un nuovo
motore, una nuova formula chimica, un nuovo materiale, etc. L’inventore non si preoccupa
del lato estetico della sua invenzione. Ciò che importa per l’inventore è che la cosa inventata
funzioni veramente e che serva a qualcosa.
- inventare vuol dire pensare a qualcosa che prima non c’era. Scoprire vuol dire trovare
qualcosa che prima non si conosceva, ma che esisteva.
- la creatività è un uso finalizzato della fantasia e dell’invenzione, in modo globale. La
creatività è usata nel campo del design, nella progettazione. La creatività comprende tutti gli
aspetti di un problema, non solo l’immagine come la fantasia, non sono la funzione come
l’invenzione. La creatività comprende anche l’aspetto psicologico, sociale, economico, etc. si
può parlare di design come progettazione di un oggetto, di un simbolo, di un ambiente, di
una nuova didattica, di un metodo progettuale che cerca di risolvere bisogni collettivi.
- l’immaginazione è il mezzo per visualizzare, per rendere visibile ciò che la fantasia,
l’invenzione e la creatività pensano. I mezzi sostitutivi dell’immaginazione sono il disegno, la
pittura, la scultura, la modellistica, il cinema, etc.
- la fantasia, l’invenzione e la creatività producono qualcosa che prima non c’era.
- l’immaginazione può immaginare anche qualcosa che già esiste ma che al momento non è
tra noi. L’immaginazione non è necessariamente creativa. Ci sono addirittura certi casi in cui
l’immaginazione non riesce a rendere visibile un pensiero fantastico: se si pensa a una

1
motocicletta liquida, questa non appare visibile, qualunque sforzo l’immaginazione faccia
per immaginarla.

5. Relazione tra ciò che si conosce


- il prodotto della fantasia (o dell’invenzione o della creatività) nasce da relazioni che il
pensiero fa con ciò che conosce.
- il pensiero non può fare relazioni tra ciò che non conosce, e nemmeno tra ciò che conosce e
ciò che non conosce.
- per esempio, si può stabilire relazioni tra una lastra di vetro e un foglio di gomma. Che cosa
può nascere nel pensiero da una simile relazione? Si può pensare ad un vetro elastico o ad
una gomma trasparente.
- la fantasia sarà più o meno intensa/vivace se l’individuo avrà più o meno possibilità di fare
relazioni. Un individuo di cultura molto limitata non può avere una grande fantasia.
- molta gente crede che i bambini abbiano una grande fantasia perché vede nei loro disegni o
sente nei loro discorsi delle cose fuori dalla realtà. In realtà, il bambino fa una operazione
molto semplice: proietta tutto quello che sa su tutto quello che non conosce bene. Per il
bambino, che non conosce il mondo, qualunque cosa ha le sue stesse qualità: la palla grande
è la mamma della palla piccola; se la palla si sporca vuol dire che si è fatta la cacca addosso;
etc. questa non è fantasia, ma è la proiezione del proprio mondo noto su ogni cosa.
- la fantasia è quella facoltà umana che permette di pensare a cose nuove non esistenti
prima. La fantasia è libera di pensare a cose assolutamente nuove, non esistenti, ma non si
preoccupa di controllare se ciò che pensa è veramente nuovo. Non è il suo compito.
- un individuo dotato di fantasia può pensare a qualcosa di nuovo per lui, ma non nuovo in
assoluto, e anche può darsi che non gli interessi assolutamente sapere se ciò che ha pensato
è nuovo veramente.
- quindi, esistono due tipi di novità: la novità per l’individuo e la novità assoluta (per il
mondo)
- la fantasia è libera di pensare a qualunque tipo di novità. Solo nel caso in cui questa novità
venga presentata in pubblico, è necessario verificare che questa novità lo sia anche per tutti
e non sia solamente una novità personale. Nel caso delle invenzioni esistono i brevetti per
cui prima di concedere un brevetto si compie la ricerca di verifica.
- il più elementare atto di fantasia è quello di rovesciare una situazione, pensare al contrario,
all’opposto.
- pensare alla ripetizione, senza mutazioni, di qualcosa. Tanti invece di uno. Tutti uguali o
con variazioni.
- relazioni tra affinità visive o funzionali: gamba del tavolo = gamba di animale.
- relazioni di cambio o di sostituzione di qualcosa: cambio di colore, di peso, di materia, di
luogo, di dimensione, etc
- mettere in relazioni più cose diverse per creare una cosa unica, ad esempio i mostri.
- la relazione tra le relazioni: mettere in relazione diverse relazioni.
Il problema basilare per lo sviluppo della fantasia è l’aumento della conoscenza, per
permettere un maggior numero di relazioni possibili tra un maggior numero di dati. Questo
non significa sempre che una persona molto colta sia anche una persona con molta fantasia.
- le persone usano la fantasia quando fanno relazioni tra quello che sanno.
- nell’età infantile, l’allargamento della conoscenza e la memorizzazione dei dati vanno fatti
attraverso il gioco.
- nei primi anni della sua vita, l’individuo si forma e resterà tale per tutta la sua vita.
Dipende dagli educatori se questa persona sarà poi una persona creativa o se sarà un
semplice ripetitore di codici. Dipende da questi primissimi anni, dall’esperienza e dalla
memorizzazione dei dati, se l’individuo sarà libero o condizionato.
- conoscere la sequenza delle immagini vuol dire capire le mutazioni. La pera non è solo una
pera ma è anche un momento di mutazione da seme a seme attraverso l’albero, il fiore e il
frutto. Abituare i bambini a considerare la mutazione delle cose vuol dire aiutarli a formarsi
una mentalità più elastica e vasta. Seme, albero, fiore, frutto, seme.
- la cultura popolare è un continuo manifestarsi di fantasia, invenzione e creatività. I valori
2
oggettivi di queste attività vengono accumulati in quello che si chiama tradizione. E, di
continuo, questi valori vengono verificati da altri atti di fantasia e di creatività, e quindi
sostituiti quando si mostrano superati. Così la tradizione è la somma in continua mutazione
dei valori oggettivi utili alla gente. La tradizione è la somma dei valori oggettivi della
collettività e la collettività deve continuamente rinnovarsi se non vuole deperire
- in natura si possono incontrare molte cose strane: una patata che assomiglia alla zia Carla,
un pesce volante, un sasso a forma di cuore, una radice a forma di uomo, etc. la gente dice
che questo è la fantasia della natura. Invece si tratta di manifestazioni casuali che possono al
massimo stimolare la fantasia, ma non sono fantasia per il fatto che esistono di già.

6. Fuoco freddo / Ghiaccio bollente


- la più elementare manifestazione della fantasia nasce dal capovolgimento di una
situazione, dall’uso dei contrari, degli opposti, dei complementari.
- Munari costruisce nel 1933 le “macchine inutili”
- Munari costruisce anche i libri illeggibili: libri senza parole, il lettore segue il fatto visivo
attraverso i colori, le forme, le materie. I libri illeggibili sono costruiti con pagine di carte
diverse, di colori diversi, di pesi diversi, di materiali diversi, con fori che trapassano più
pagine.

7. Il drago dalle sette teste


- un altro aspetto elementare della fantasia appare quando si moltiplicano delle parti di
un insieme, senza altre alterazioni.
- molte divinità indiane hanno tante braccia, tanti occhi e tante teste.
- questa moltiplicazione degli elementi o delle parti di un insieme non modifica le funzioni
note degli elementi moltiplicati: tanti occhi ma sempre per guardare, tante mani ma sempre
per toccare, etc.
- spesso nella moltiplicazione degli elementi non c’è nemmeno una variazione delle
dimensioni: gli elementi moltiplicati sono tutti uguali tra loro. In altri casi gli elementi
moltiplicati subiscono variazioni di dimensione (ad esempio le matrioske)

8. Una scimmia con i parafanghi


- un altro aspetto della fantasia nasce da relazioni per affinità visive, o di altra natura.
- Picasso scoprì che la carrozzeria di una piccola automobile giocattolo, vista di fronte,
assomigliava a un muso di scimmia, ed ecco che l’artista si mise a costruire una scultura
dove la scimmia ha il giocattolo automobile come muso.
- Arcimboldi costruì tante teste combinando le cose più strane: frutta, pesci, rami, radici,
foglie, parti meccaniche, etc. Ogni oggetto perdeva il suo significato per assumerne un altro
grazie al modo in cui era stato usato.
- questo particolare caso della fantasia ci induce a considerare come ogni ogni cosa può
essere vista anche in altri modi.

9. Un pane blu
- un altro aspetto della fantasia è il cambio del colore.
- Man Ray nel 1960 dipinse un pane di blu.

10. Un martello di sughero


- un altro aspetto della fantasia è il cambio di materia.
- ad esempio: un martello di sughero, un martello di gommapiuma
- quando il cambio di materia è legato alla creatività, produce sempre qualcosa che prima
non c’era ma risolve anche dei problemi sotto tutti gli aspetti. Un esempio sono le cornici di
gomma per le opere d’arte come disegni, stampe o dipinti, create da Munari. Queste cornici
elastiche eliminano diversi inconvenienti: per montarle non servono i chiodi, non fanno
entrare la polvere, possono attutire i colpi in caso di trasporto o caduta.

11. Il letto in piazza


3
- un altro aspetto della fantasia è il cambio di luogo.
- esempio: una persona che dorme nel suo letto in piazza del duomo; una nave in mezzo ad
una collina; Milano con il mare
- la stranezza di questo aspetto della fantasia è di trovare una cosa in un luogo dove di solito
non ci dovrebbe essere.

12. Un paralume fatto con carta da musica


- un altro aspetto della fantasia è il cambio di funzione.
- si prende una cosa che serve per una precisa funzione e la si usa per una funzione diversa
- esempi: un bicchiere usato come portafiori, una bottiglia usata come sostegno per un
paralume, una damigiana con una lampadina dentro, un modellino di cesso come
portacenere, una scarpa da bambino come portamonete, etc

13. Alla Ridolini


- un altro aspetto della fantasia è il cambio di moto
- per definire il movimento accelerato di qualcosa che normalmente si muove più
lentamente diciamo che “si muove alla Ridolini”
- esempi: una tartarughe che corre velocissima, una lepre che corre lentamente

14. Il fiammifero pop


- un altro aspetto della fantasia è il cambio di dimensione
- nei film il cambio di dimensione viene spesso usato per ottenere effetti straordinari e
impressionanti.

15. L’orribile mostro


- un altro aspetto della fantasia è la fusione di elementi diversi in un unico corpo
- ad esempio possono essere tutti elementi animali ma di diversi animali, per cui messi
assieme possono formare dei mostri.
- è possibile mettere insieme parti animali e altri parti di natura diversa (uomo con cassetti
che si estraggono dal corpo, le sirene, i centauri, persone con testa di uccello o di toro)

16. Un formidabile sollevatore di pesi


- un altro aspetto della fantasia è il cambio di peso, il cambiare peso ad un oggetto

17. Relazioni tra relazioni


- nei capitoli precedenti Munari ha cercato di spiegare quelli che possono essere alcuni casi
elementari delle combinazioni della fantasia, dell’invenzione e della creatività
- un caso più complesso del funzionamento della fantasia, dell’invenzione e della creatività è
quello delle relazioni tra relazioni
- i casi elementari sono: il cambio di un elemento reali con un altro elemento non reale
(gatto blu, tartaruga veloce, farfalla pesante, un divano sul fondo di una piscina, etc)
- se noi combiniamo questi casi tra loro, otteniamo un risultato molto complesso: un gatto
blu, leggero come una piuma, alto venti metri, si muove nel fuoco tra le fiamme, etc
- l’analisi dei casi elementari e di quelli complessi dell’attività fantastica, dovrebbe servire a
capirne il meccanismo, lo strumento, il modo di fare, poi l’operazione completa richiede che
il lavoro sia svolto con cura e con cultura, che abbia una regola anch’essa inventata ma
comunicabile, altrimenti resta puro esercizio personale, non comunicabile, utile forse come
sperimentazione e ricerca.

18. Stimolazione alla creatività


- la creatività, come uso finalizzato della fantasia e dell’invenzione, si forma e si trasforma
continuamente
- la creatività esige una intelligenza pronta ed elastica, una mente libera da preconcetti,una
mente pronta ad imparare ciò che gli serve in ogni occasione e a modificare le proprie
opinioni quando se ne presenta una più giusta.
4
- le tecniche della sperimentazione e della ricerca non finalizzate aiutano lo sviluppo della
creatività
- una persona senza creatività avrà sempre difficoltà di adattamento nelle inevitabili
mutazioni della vita
- una persona creativa prende e dà continuamente cultura alla comunità, cresce con la
comunità. Una persona non creativa è spesso un individualista ostinato nell’opporre le
proprie idee a quelle degli altri individualisti
- da come crescono e si formano i bambini possiamo pensare a una società futura più o
meno libera e creativa. Dobbiamo liberare i bambini da tutti i condizionamenti e aiutarli a
formarsi.
- l’individuo in età infantile non deve essere soffocato da imposizioni, costretto in schemi
non suoi, spinto a copiare dei modelli. Uno dei modi più diffusi per annullare ogni possibile
atto di creatività, sta nel far fare ai bambini, per esempio, un disegno su tema, uguale per
tutti, da realizzare con strumenti uguali per tutti, pennarelli o colori a tempera.
- nelle scuole pare che per esprimersi con le arti visive la persona non abbia altro mezzo che
la pittura o la scultura. E così vien dato ai bambini pennelli e colori a tempera o creta e altro
materiali plastico per i lavori a tre dimensioni. Spesso non si dà nessuna spiegazione tecnica
lasciando i bambini abbandonati a loro stessi senza alcuno aiuto. Molti insegnanti lasciano i
bambini completamente liberi di fare ciò che vogliono, dando loro i colori e la creta. Ma se a
questi bambini non viene allargata la conoscenza con giochi creativi, essi non potranno fare
quelle relazioni tra le cose conosciute, o ne potranno fare in modo molto limitato, così che la
loro fantasia non si svilupperà.
- la creatività va stimolata attraverso dei giochi in cui i bambini possano imparare sempre
qualcosa di nuovo, possano impadronirsi di tecniche nuove e possano capire le regole del
linguaggio visivo.
- ogni disegno contiene un messaggio, ma se il disegno non è costruito con le regole del
linguaggio visivo, il messaggio non viene ricevuto e così non si ha comunicazione visiva, non
si ha comunicazione
- si può mettere a disposizione dei bambini dei fogli di carta di misure e di forme molto
diverse (fogli quadrati, triangolari, ovali, irregolari; fogli grandi, grandissimi, piccoli,
piccolissimi, etc). Tutti questi fogli diversi saranno tagliati al momento, alla presenza dei
bambini. Il bambino deve scegliere il foglio preferito e disegnare o dipingere, con qualunque
mezzo, quello che la forma del foglio suggerisce.
- gli insegnanti devono presentare ai bambini, sotto forma di gioco, sempre nuove tecniche,
antiche e moderne (tempera, acquerello, stampa, incisioni, colori a spruzzo, pitture su carta
bagnata, collage; usare carta velina, cartoni; usare la colla, le spugne, i timbri, polveri
colorate, etc)
- bisogna dare ai bambini una tecnica alla volta, spiegandone le caratteristiche materiche e
tecniche, il modo d’uso, con che cosa si attaccano, insegnare le regole, spiegare le difficoltà e
poi lasciar fare ai bambini. Mai dare un soggetto per i disegni, per le costruzioni, etc

19. Le proiezioni dirette


- una tecnica che può interessare i bambini è quella delle proiezioni dirette di materie
- occorre solamente un proiettore fisso da diapositive e dei telai per diapositive
- questa tecnica interessa subito e molto i bambini perché va alla velocità del pensiero.
Mente con le matite o i pennarelli ci vuole tanto tempo per finire un disegno, con questa
tecnica si vede subito il lavoro del bambino
- i bambini devono essere invitati a scegliere un materiale qualunque, a metterlo nel vetrino
senza pensare a che cosa verrà fuori, e dopo si proietta sul muro o sul soffitto. Questo fatto
permette a tutti i bambini di partecipare, anche a quei bambini che hanno paura di sbagliare
quando disegnano. Poi tutti i bambini esaminano tutti i vetrini fatti, si proiettano più grandi
possibile nella sala, e ogni bambini è invitato a dire liberamente quello che gli viene in mente
guardando queste immagini. Dopo questo esercizio comincerà l’uso intenzionale degli effetti
ottenuti con questa tecnica
- esempi di materia: foglie, buccia della cipolla o dell’aglio, petali di fiori, ovatta, garza, cera,
5
fili di lana e di cotone, semi di piante, etc
- la conoscenza strumentale e tecnica è fondamentale. Come per una corretta comunicazione
verbale è bene conoscere il giusto significato delle parole e le regole per tenerle assieme nel
discorso, così è anche per la comunicazione visiva. Questa conoscenza non distrugge la
personalità. È assolutamente sbagliato credere che l’ignoranza dia il massimo di libertà. La
conoscenza dà all’individuo una completa padronanza del mezzo, per cui si esprimerà con
chiarezza e coerenza tra il mezzo e il messaggio.
- la discussione collettiva delle opere personali chiarisce a tutti molti problemi. Verifica se il
messaggio emesso viene ricevuto o no. Esamina come viene ricevuto un messaggio e perché
in quel modo. Le osservazioni sono utili a tutti, ognuno allarga le sue conoscenze, perfeziona
i suoi mezzi di comunicazione visiva, chiarisce le sue decisioni
- il lavoro di gruppo è poi l’insieme di tutti questi valori, la somma delle personalità più
diverse, dove ognuno dà il meglio di sé allo scopo di produrre qualcosa di veramente
funzionante, di utile alla collettività.
- la distruzione dell’opera collettiva, in questo periodo dell’infanzia, va intesa come modo di
non creare modelli da imitare, una non museificazione dell’opera. Non è l’oggetto che va
conservato ma il modo, il metodo progettuale, l’esperienza modificabile pronta a produrre
ancora secondo i problemi che si presentano. La mente deve essere pronta, libera ed elastica,
non deve conservare nessun modello se non a scopo culturale e di studio. Non si devono
avere preconcetti, idee fisse, modelli preferiti, stili da perpetuare. Tutte queste cose frenano
la libera manifestazione della creatività.
- l’opera finale va distrutta perché quello che deve rimanere ai bambini non è un modello da
copiare, bensì un metodo progettuale, qualcosa che permetterà loro di costruire/disegnare
altre opere in modo creativo.
- non si può stabilire un confine preciso tra fantasia, invenzione e creatività. Le definizioni
fatte nei precedenti capitolo sono state fatte al solo scopo di vedere se è possibile stabilire
dei modi operativi singoli per farne buon uso nell’insieme. In realtà si può dire che l’attività
fantastica, inventiva e creativa siano spesso simultanee assieme all’immaginazione.
- la creatività risulterebbe come l’uso finalizzato delle facoltà umane nel senso più completo
possibile.

Regole per la presentazione delle tecniche di comunicazione visiva


1. far conoscere bene lo strumento che si usa in modo che l’uso sia appropriato e che ogni
possibilità strumentale sia nota
2. far capire la tecnica più giusta per quello strumento
3. lasciare che ognuno scelga e decida che cosa fare con ciò che ha imparato
4. analizzare e discutere assieme i risultati dei lavori, non per decidere chi è il più bravo ma
per dare una ragione a ognuno secondo il lavoro fatto
5. provocare e coordinare il lavoro di gruppo per uno scopo spettacolare
6. distruggere tutto e rifare per aggiornare continuamente e per non mitizzare il lavoro

20. Aumentare la conoscenza


- aumentare la conoscenza tramite l’osservazione, osservando i fenomeni

21. Un gioco creativo


- stimolazione della creatività infantile: circa 80 bambini della scuola primaria nella palestra
della scuola hanno partecipato attivamente all’animazione di un gioco creativo diretto da
Munari. Non è necessario dare spiegazioni ai bambini di quello che si deve fare: lo si fa e i
bambini capiscono.
- l’insegnante deve sfruttare il canale della creatività. Quando un bambino vede un adulto
che fa qualcosa, il bambino vuole vedere che cosa fa e poi lo vuole fare anche lui. Questa è la
via più diretta per far conoscere qualcosa ai bambini senza tante parole e senza costrizioni.

22. Rose nell’insalata

6
- impronte di sezioni vegetali usati come timbri e inchiostrati su cuscinetti per timbri di vari
colori
- questo modo di produrre immagini è adatto per i bambini che rifiutano di disegnare perché
sono stati sgridati da genitori. In realtà l’errore è tutto dei genitori di questo tipo, perché
credono che il disegno debba riprodurre esattamente la realtà. Il disegno invece è una
espressione di sensazioni globali e non solo visive e quindi un fatto può essere rappresentato
anche come una nuvola di pelo morbido ma con le unghie. Non si deve rimproverare il
bambino perché non ha disegnato anche le gambe o la cosa. Se rimproveriamo il bambino,
lui crederà di aver sbagliato ed eviterà di disegnare per paura di sbagliare e quindi di essere
sgridato
- il timbrare dei vegetali sezionati riporta al bambino la possibilità di esprimersi con le
immagini, senza più la paura di sbagliare.
- molti vegetali si prestano a questo scopo: insalata, sedano, finocchi, cavoli, cipolle,
peperoni, bacche, gambi di fiori, etc
- il vegetale può essere tagliato in sezione orizzontale o verticale o come si vuole, purché il
taglio sia a superficie piana e non curva.

23. Giochi a tre dimensioni


- si possono fare costruzioni con fili di ferro, tubi di cartone, oggetti di plastica, scatole,
vassoi delle uova, etc.
- il gioco del labirinto è un gioco che stimola la creatività. Il bambino ha a disposizione una
piastra quadrata di 30 centimetri di lato. Su questa piastra sono tracciati dei solchi secondo
un reticolo quadrato di sottomoduli e secondo le diagonali dei moduli quadrati. A parte ci
sono dei cartoncini grigi infilabili sia nei lati della struttura, sia nelle diagonali. Alcuni di
questi cartoncini hanno immagini (foglie, pietre, cancelli, mattoni), altri cartoncini non
hanno immagini e possono essere riempiti dai bambini. Il bambino può prendere i
cartoncini e infilarli nei solchi per farli stare in piedi. Il bambino può creare un labirinto,
una pianta di abitazione con i muri e le porte, etc.

24. Origami

7
- nel campo delle tre dimensioni, delle costruzioni, si può cominciare a trasformare un foglio
bidimensionale in qualcosa a tre dimensioni. In giappone insegnano ai bambini come
costruire gli origami. Questo esercizio aiuta il bambino alla precisione.
- origami è un antico passatempo familiare giapponese che consiste nel creare delle figure di
animali o di fiori o figure geometriche piegando e ripiegando, senza tagli, dei foglietti di
carta.
- nelle scuole elementari giapponesi si insegna ai bambini a giocare a inventare e costruire
origami. I bambini così educati avranno un maggior senso della precisione e sapranno con
facilità trasformare un foglio bidimensionale in un oggetto tridimensionale

25. Analisi delle forme


- lo studio delle forme interne a una forma data. Considerando un disegno costruito da linee
verticali, orizzontali e diagonali, se ne estraggono alcune eliminando altre e si scoprono così
quanti disegni diversi ci sono in un disegno globale.
- si possono capire le forme della natura studiandole durante la loro formazione
- Leonardo Da Vinci studiava la natura con un metodo scientifico. Leonardo disegnava ciò
che vedeva e voleva capire perché quella cosa aveva quella forma.

26. Moduli combinabili in campi strutturati


- i moduli combinabili in campi strutturati sono un altro esercizio per stimolare la creatività
- si usano dei fogli strutturati a reticolo quadrato o triangolare. Su queste superfici si
disegnano i moduli che sono delle forme chiuse il cui perimetro segue la struttura del
reticolo. Queste forme possono essere costruite con linee rette e con curve di compasso,
purché ogni angolo o spigolo tocchi con il vertice un punto dell’incrocio del reticolo, e le
curve abbiano tutte un centro in relazione al reticolo. Ogni autore ritaglierà quattro moduli
se ha operato sul reticolo quadrato o tre moduli se ha operato sul reticolo triangolare. Questi
moduli si combinano tra loro, stando a contatto in simmetria rotatoria, senza sovrapporsi.
Cambiando il punto di contatto, la forma globale dei quattro o tre moduli, cambia.
- questo esercizio permette di capire i problemi della modulazione dello spazio, della
prefabbricazione di elementi componibili per uso decorativo, di allestimento o di
architettura.

27. Le scritture
- per studiare il linguaggio dell’uomo e quindi la scrittura, Mario Lodi trasforma il problema
in un gioco e fa inventare ai bambini dei segni, li aiuta a costruirsi un loro alfabeto diverso.
Con questo alfabeto i bambini hanno scritto dei testi.

8
28. Variazione nella ripetizione
- variazioni grafiche della Gioconda. In questa composizione sono mostrate le varie
combinazioni della stampa in quadricromia, in ogni riproduzione della Gioconda i colori
sono stati variati ottenendo così effetti molto diversi.

29. Quindici pietre


- il famoso giardino di Ryoanji a Kyoto è il più famoso giardino Zen. È stato costruito verso
la fine del 1400. Normalmente i giardini sono da percorrere e sono formati con aiuole,
piante e fiori. Questo giardino è da contemplare solamente ed è fatto di ghiaia piccola e di 15
pietre disposte a gruppi di 2, 3, 4 e 5. questi gruppi di pietre sono disposti in modo che, da
qualunque parte si osservi il giardino, c’è sempre una pietra che ne nasconde un’altra. L’idea
consiste nel sapere che le pietre sono 15 ma nel non poterle vedere tutte assieme. Questo fa
pensare a tutto ciò che si sa che c’è, ma che non si riesce a vedere assieme in una volta.
- sagomare le piante a forma geometrica vuol dire non aver capito la forma naturale delle
piante. Non è un atto di fantasia ma di stupidità e di ignoranza.
- una regola giapponese dice: la perfezione è bella ma stupida, bisogna conoscerla, usarla ma
romperla.

30. Creatività e forma

- boccetta dell’inchiostro progettata al tempo della prima Bauhaus (anni 1920). La forma di
questa boccetta è determinata dall’analisi della funzione ed è accettata come forma logica.
Questa boccetta così fatta, non può sporcare la penna perché, data la sua forma
appositamente studiata, offre al pennino sempre la stessa quantità di inchiostro e quindi il
pennino non può affondare più del necessario nell’inchiostro.
- la forma, in questo caso, non è un capriccio della fantasia per fare una cosa diversa e
insolita ma è logica soluzione della funzione e come tale viene accettata.

31. Un museo inventato


- Munari e un suo amico creano un museo raccogliendo oggetti vari e scrivendoci sotto una
descrizione. I loro amici ammirarono il museo.

32. Da cosa nasce cosa


- il conoscere che una cosa può essere anche un’altra cosa è un tipo di conoscenza legata alla
mutazione. La mutazione è l’unica costante della realtà: tutto cambia. Per abituare i bambini
a questa realtà è molto diffuso in Cina il gioco del Tangram: una tavoletta quadrata divisa in
sette parti le quali si possono comporre tra loro in infiniti modi e in infinite raffigurazioni.
- una foglia può essere anche oggetto di esplorazione per rendere visibili relazioni nascoste.
Supponiamo di fare un calco di una foglia di quercia, sul calco appoggiamo un foglio di carta
semitrasparente e segniamo il contorno. Su un altro foglio segniamo solo le nervature
principali. Su altro foglio solo i punti esterni. Su un altro foglio i punti interni del contorno.
Su un altro foglio possiamo tracciare delle linee di relazione tra i punti esterni, etc.
- poi possiamo provare a sovrapporre alcuni, due o più di questi fogli e vedremo tanti disegni
diversi, nati tutti dalla stessa foglia.

9
10