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VERSIONE 2.

DEFINIZIONI, TEOREMI E
FORMULARIO DI ANALISI 2
DALLE LEZIONI E DALLE DISPENSE DEL PROF. LONGO PER IL
CORSO DI INGEGNERIA INFORMATICA (UNIPI) A.A 2016/2017
Sommario
DEFINIZIONI ANALISI II ................................................................................................................... 2
INTRODUZIONE ALL` ANALISI II ...................................................................................................... 2
INSIEMI ......................................................................................................................................... 2
SUCCESSIONI ................................................................................................................................. 4
FUNZIONI ...................................................................................................................................... 4
CALCOLO DIFFERENZIALE ............................................................................................................... 5
POLINOMIO DI TAYLOR .................................................................................................................. 7
PUNTI STAZIONARI ........................................................................................................................ 7
CAMPI VETTORIALI E FORME DIFFERENZIALI .................................................................................. 9
CURVE E LUNGHEZZA................................................................................................................... 11
TEORIA DELLA MISURA ................................................................................................................ 14
TEOREMI PRINCIPALI ................................................................................................................... 19

1
DEFINIZIONI ANALISI II
INTRODUZIONE ALL` ANALISI II

1) FUNZIONI DEFINITE FRA SPAZI EUCLIDEI 𝑓: ℝ𝑛 → ℝ𝑚

2) CURVA PARAMETRICA (o MOTO) 𝛾: [𝑎, 𝑏] → ℝ𝑛

3) FUNZIONI VETTORIALI (o a più variabili) A VALORI SCALARI 𝑓: ℝ𝑛 → ℝ

4) SUPERFICI PARAMETRICHE
𝜳(𝜶, 𝜷) = 𝒙𝟎 + 𝜶𝒖 + 𝜷𝒗 con u,v indipendenti e 𝒙𝟎 , 𝒖, 𝒗 ∈ ℝ3

5) DISTANZA FRA SPAZI EUCLIDEI

𝒏
𝒏
∀𝒖, 𝒗 ∈ ℝ 𝒅(𝒖, 𝒗) ≡ |𝒖 − 𝒗| ≡ √∑(𝒖𝒊 − 𝒗𝒊 )𝟐
𝒊=𝟏

ASSIOMI

I. ∀𝒖, 𝒗 ∈ ℝ𝒏 𝒅(𝒖, 𝒗) ≥ 𝟎;
II. ∀𝒖, 𝒗 ∈ ℝ𝒏 𝒅(𝒖, 𝒗) = 𝟎 ⇔ 𝒖 = 𝒗;
III. ∀𝒖, 𝒗 ∈ ℝ𝒏 𝒅(𝒖, 𝒗) = 𝒅(𝒗, 𝒖) ;
IV. ∀𝒖, 𝒗, 𝒘 ∈ ℝ𝒏 𝒅(𝒖, 𝒗) ≤ 𝒅(𝒖, 𝒘) + 𝒅(𝒘, 𝒗).

INSIEMI

6) SFERA

BALL APERTA
𝑩𝝆 (𝒙𝟎 ) ≡ {𝒙 ∈ ℝ𝒏 : |𝒙 − 𝒙𝟎 | < 𝝆} ∀𝝆 > 𝟎

BALL CHIUSA
𝑩𝝆 (𝒙𝟎 ) ≡ {𝒙 ∈ ℝ𝒏 : |𝒙 − 𝒙𝟎 | ≤ 𝝆} ∀𝝆 > 𝟎

7) INSIEME COMPLEMENTARE: 𝛀𝒄 = {𝒙 ∈ ℝ𝒏 ∶ 𝒙 ∉ 𝛀}

8) PUNTI INTERNI: ∃𝝆 > 𝟎 ∶ 𝑩𝝆 (𝒙𝟎 ) ⊆ 𝛀

2
9) PUNTI ESTERNI: ∃𝝆 > 𝟎 ∶ 𝑩𝝆 (𝒙𝟎 ) ∩ 𝛀 = {∅}

𝛀 ⋂ 𝑩𝝆 (𝒙𝟎 ) ≠ 𝟎
10) PUNTI DI FRONTIERA: ∀𝝆 > 𝟎 : { , punti né esterni né interni
𝛀𝒄 ⋂ 𝑩𝝆 (𝒙𝟎 ) ≠ 𝟎

11) PUNTI ISOLATI: ∀𝝆 > 𝟎 ∶ 𝛀 ⋂ 𝑩𝝆 (𝒙𝟎 ) = {𝒙𝟎 }, per opportuni 𝜌

12) PUNTI DI ACCUMULAZIONE: ∀𝝆 > 𝟎, ∃𝒙 ∈ 𝛀 ∶ 𝐱 ∈ 𝑩𝝆 (𝒙𝟎 ) − {𝒙𝟎 }

13) PUNTO DI CHIUSURA: ∀𝝆 > 𝟎, ∃𝒙 ∈ 𝛀 ∶ 𝐱 ∈ 𝑩𝝆 (𝒙𝟎 )

14) INSIEME APERTO: ∀𝒙 ∈ 𝛀, ∃𝝆 > 𝟎 : 𝑩𝝆 (𝒙𝟎 ) ⊆ 𝛀 , ovvero ogni punto è interno

15) INSIEME CHIUSO

Un insieme si dice chiuso se contiene propri punti di frontiera. In altre parole se ci sono
punti di Ω per i quali i punti dell’intorno sferico non sono tutti appartenenti a Ω.

16) INSIEME LIMITATO

Un insieme si definisce limitato se esiste una sfera di raggio finito che lo contiene.
∃𝝆 > 𝟎 ∶ 𝑩𝝆 (𝒙𝟎 ) ⊇ 𝛀

17) INSIEME CONVESSO

Si definisce un insieme convesso, se presi due punti a caso nell’ insieme, il segmento di
distanza minima che congiunge i due punti rimane all’ interno dell’insieme stesso.
∀𝒙𝟏 , 𝒙𝟐 ∈ 𝛀, ∀𝝀 ∈ [𝟎, 𝟏] ∶ (𝟏 − 𝝀)𝒙𝟏 + 𝝀𝒙𝟐 ∈ 𝛀

18) CHIUSURA
̅ come insieme di chiusura di 𝛀, quell’ insieme che contiene tutti i
Si definisce l’insieme 𝛀
punti di chiusura di 𝛀, in simboli:
̅ = 𝛀 ⋃ 𝛛𝛀
𝛀

19) INSIEME CONNESSO

Un insieme 𝛀 si definisce connesso se ∀𝒙𝟏 , 𝒙𝟐 ∈ 𝛀 ∃ 𝛄 ∶ [𝟎, 𝟏] → 𝛀, continua

tale che 𝛄(𝟎) = 𝒙𝟏 , 𝛄(𝟏) = 𝒙𝟐

3
SUCCESSIONI

20) SUCCESSIONE DI VETTORI

È una funzione 𝑓: ℕ → ℝ𝑛 dove il termine generale della successione 𝑎𝑛 è


formato da n successioni scalari

21) SUCCESSIONE LIMITATA

Una successione reale 𝑎𝑛 è limitata se è sua limitata superiormente che


inferiormente cioè esistono m, M appartenenti ad ℝ, tali che:

𝒎 ≤ 𝒂𝒏 ≤ 𝑴, ∀𝒏 ∈ ℕ o equivalentemente se |𝒂𝒏 | ≤ 𝑵, ∀𝒏 ∈ ℕ

22) LIMITI DI SUCCESSIONE

a. SUCCESSIONE CONVERGENTE 𝐥𝐢𝐦 𝒂𝒏 = 𝒂


𝒏 → +∞
∀ 𝜺 > 𝟎 ∃ 𝝊 ∶ |𝒂𝒏 − 𝒂| < 𝜺 ∀ 𝒏 > 𝝊

b. SUCCESSIONE DIVERGENTE 𝐥𝐢𝐦 𝒂𝒏 = ∞


𝒏 → +∞
∀ 𝜺 > 𝟎 ∃ 𝝊 ∶ |𝒂𝒏 | > 𝜺 ∀ 𝒏 > 𝝊

c. SUCCESSIONE OSCILLANTE
Successione che né converge, né diverge.

FUNZIONI

23) CONTINUITÀ

Una funzione 𝒇: ℝ𝒏 → ℝ𝒏 è CONTINUA in 𝒙𝟎 se


∀ 𝜺 > 𝟎 ∃ 𝜹 > 𝟎 ∶ |𝒙 − 𝒙𝟎 | < 𝜹 𝒄𝒐𝒏 𝒙, 𝒙𝟎 ∈ 𝒅𝒐𝒎 𝒇 𝒆 ∶ |𝒇(𝒙) − 𝒇(𝒙𝟎) | < 𝜺

24) LIMITE DI FUNZIONE CONVERGENTE

𝐥𝐢𝐦 𝒇(𝒙) = 𝒇(𝒙𝟎 ) = 𝓵 ∈ ℝ𝒏 𝒙𝟎 ∈ 𝝏𝛀 (Insieme dei punti di frontiera)


𝒙 → 𝒙𝟎

∀ 𝜺 > 𝟎 ∃ 𝜹 ∶ ∀ 𝒙 ∈ 𝒅𝒐𝒎 𝒇 𝒄𝒐𝒏 𝒙 ≠ 𝒙𝟎


|𝒙 − 𝒙𝟎 | < 𝛅 |𝒇(𝒙) − 𝒇(𝒙𝟎) | < 𝛆

4
25) CAMBIO DI VARIABILE

Dati due limiti 𝐥𝐢𝐦 𝒇(𝒙) = 𝑳, 𝐥𝐢𝐦 𝒈(𝒚) = 𝑴


𝒙→𝟎 𝒚→𝑳
Si verifica il limite unico 𝐥𝐢𝐦 𝒈(𝒇(𝒙)) = 𝑴 , vera se e solo se vengono
𝒙→𝟎
rispettate tre condizioni:
a. 𝒇(𝒙) ∈ 𝒅𝒐𝒎 𝒈;
b. |𝒇(𝒙) − 𝑳| < 𝜹;
c. 𝒇(𝒙) ≠ 𝑳.

26) PUNTI DI MASSIMO E MINIMO

a. MASSIMI E MINIMI ASSOLUTI


Sono quei vettori (cioè, punti identificati come vettori) che risultano, in ogni
componente, maggiore (o minore) rispetto agli altri.

b. MASSIMI E MINIMI RELATIVI


Sono quei vettori (cioè, punti identificati come vettori) che risultano, in ogni
componente, maggiore (o minore) in un suo intorno sferico, ma non
assolutamente per tutta la funzione.

27) CURVA DI LIVELLO

Data una funzione 𝑓, è detta curva di livello quella funzione 𝛾(𝑡) che “taglia”
ad una certa quota 𝑓. In altre parole, è la proiezione sul piano 𝑥𝑦 del
perimetro della funzione ad una quota ℎ.

28) LUOGO DEGLI ZERI

Data una funzione 𝑓(𝑥, 𝑦), il suo luogo degli zeri 𝛹 è l’insieme che contiene tutti i
punti per i quali 𝑓 (𝑥, 𝑦) = 0.
𝒇: ℝ𝟐 → ℝ 𝚿 = {𝜶 ∈ ℝ𝟐 ∶ 𝒇(𝜶) = 𝟎 }.

CALCOLO DIFFERENZIALE

29) DERIVATA PARZIALE

𝝏𝒇 𝒇(𝒙𝟏 , … , 𝒙𝒊−𝟏, 𝒙𝒊 + 𝒉, 𝒙𝒊+𝟏 … , 𝒙𝒏 ) − 𝒇(𝒙𝟏 , … , 𝒙𝒊 , … , 𝒙𝒏 )


𝒇𝒙𝒊 (𝒙𝟏 , … , 𝒙𝒏 ) = = 𝐥𝐢𝐦
𝝏𝒙𝒊 𝒉 →𝟎 𝒉

5
30) GRADIENTE

𝛁 𝒇(𝒙𝟎 ) = (𝒇𝒙𝟏 (𝒙𝟎 ), 𝒇𝒙𝟐 (𝒙𝟎 ), … , 𝒇𝒙𝒏 (𝒙𝟎 ))

31) DERIVATA DIREZIONALE

𝒇: 𝛀 → ℝ, 𝛀 ⊆ ℝ𝒏 ,
f è derivabile nella direzione di 𝒗, 𝒗 ∈ ℝ𝒏 \{𝟎}, se esiste finito il limite
𝟏
𝐥𝐢𝐦 [𝒇(𝒙𝟎 + 𝒉𝒗) − 𝒇(𝒙𝟎 )]
𝒉 →𝟎 𝒉

32) CONO

Dato 𝑋 ⊆ ℝ𝒏 , si dice che X è un cono (rispetto all’origine 0) se


𝒙 ∈ 𝑿 ⇒ 𝒕𝒙 ∈ 𝑿 ∀𝒕 > 𝟎

33) FUNZIONI α-OMOGENEE

Una funzione 𝒇: 𝑿 → ℝ, ove X è un cono, si dirà α-omogenea, o anche omogenea di


grado 𝜶, (𝜶 ∈ ℝ) 𝑠𝑒 𝒇(𝒕𝒙) = 𝒕𝜶 𝒇(𝒙) ∀𝒙 ∈ 𝑿 ∀𝒕 > 𝟎

34) DERIVATE DI FUNZIONI OMOGENEE

Ogni derivata parziale della funzione 𝑓(𝑥, 𝑦) è a sua volta una funzione (𝜶 − 𝟏)
omogenea.

35) DIFFERENZIALE

𝝏𝒇
𝒅𝒇(𝒙𝟎 , 𝒘) = ∑𝒏𝒊=𝟏 (𝒙𝟎 )𝒘𝒊 , in forma vettoriale → 𝒅𝒇(𝒙𝟎 , 𝒘) = 𝛁 𝒇(𝒙𝒐 )𝒘
𝝏𝒙𝒊

36) MATRICE JACOBIANA

̅)
𝝏𝒇𝟏 (𝒙 ̅)
𝝏𝒇𝟏 (𝒙

𝝏𝒙𝟏 𝝏𝒙𝒏
̅)
𝝏𝒇𝒊 (𝒙
𝑱𝒇= ⋮ ⋱ ⋮ (𝑱𝒇)𝒊𝒋 =
̅)
𝝏𝒇𝒏 (𝒙 ̅)
𝝏𝒇𝒏 (𝒙 𝝏𝒙𝒋
[ … ]
𝝏𝒙𝟏 𝝏𝒙𝒏

37) DIFFERENZIALE DI FUNZIONI COMPOSTE

𝒅𝒉(𝒙𝟎 , 𝒘) = 𝒅𝒈(𝒇(𝒙𝟎) , 𝒅𝒇(𝒙𝟎 , 𝒘))

6
38) DERIVATE SUCCESSIVE

Sono le derivate parziali di altre derivate; si indicano come 𝑫𝒊 𝑫𝒌 𝒇(𝒙)


𝝏𝟐 𝒇
oppure , con 𝒌 indicante la derivata prima ed 𝒊 la derivata seconda.
𝝏𝒙𝒊 𝝏𝒙𝒌

39) MATRICE HESSIANA

𝝏𝟐 𝒇𝟏 (𝒙
̅) 𝝏𝟐 𝒇𝟏 (𝒙
̅)

𝝏𝒙𝟐𝟏 𝝏𝒙𝟐𝒏
𝝏𝟐 𝒇𝒊 (𝒙
̅)
𝑯𝒇= ⋮ ⋱ ⋮ (𝑯𝒇)𝒊𝒋 =
𝝏𝒙𝟐𝒋
𝝏𝟐 𝒇𝒏 (𝒙
̅) 𝝏𝟐 𝒇𝒏 (𝒙
̅)

[ 𝝏𝒙𝟐𝟏 𝝏𝒙𝟐𝒏 ]

40) DIREZIONE DI MASSIMA PENDENZA


𝝏𝒇
⃗ (𝛁𝒇)
=𝒗
𝝏𝒗

𝛁𝒇(𝒙𝟎 ) 𝛁𝒇(𝒙𝟎 )
𝒗= 𝒗 = −
|𝛁𝒇(𝒙𝟎 )| |𝛁𝒇(𝒙𝟎 )|

A SALIRE A SCENDERE

POLINOMIO DI TAYLOR

Se 𝒇 ∈ 𝑪𝑵+𝟏 [𝒙𝟎 , 𝒙]

𝟏 𝒇(𝑵+𝟏) (𝝃)
Allora ∃ 𝝃 ∈ ] 𝒙𝟎 , 𝒙 [ ∶ 𝒇(𝒙) = ∑𝑵
𝒌 = 𝟎 𝒌! 𝒇
(𝒌) (
𝒙 − 𝒙𝟎 ) 𝒌 + (𝑵+𝟏)!
(𝒙 − 𝒙𝟎 )𝑵+𝟏

PUNTI STAZIONARI

41) PUNTI STAZIONARI

I punti in cui il gradiente si annulla vengono detti STAZIONARI o CRITICI: 𝛁𝒇 = 𝟎

7
42) PUNTI DI MASSIMO, MINIMO E DI SELLA

Considerando la matrice Hessiana 𝐻 (v. def. 39)), si distinguono i seguenti casi:

ℝ2 ℝ𝑛
PUNTO DI MASSIMO 𝒅𝒆𝒕 𝑯 > 𝟎
{ 𝐻 definita negativa
𝑯𝟏𝟏 < 𝟎
PUNTO DI MINIMO 𝐝𝐞𝐭 𝑯 > 𝟎
{ 𝐻 definita positiva
𝑯𝟏𝟏 > 𝟎
PUNTO DI SELLA 𝒅𝒆𝒕 𝑯 < 𝟎 Indefinita

43) VINCOLI

Data una funzione 𝒇: 𝜴 ⊆ ℝ𝒏 → ℝ, si definisce vincolo quell’insieme 𝚪 ⊆ 𝜴


“limitazione” per 𝛺.

Γ = {(𝑥, 𝑦) ∈ 𝛺 ∶ 𝑦 = 𝜙(𝑥), 𝑥 ∈ [𝑎, 𝑏]}


VINCOLO CARTESIANO Γ = {(𝑥, 𝑦) ∈ 𝛺 ∶ 𝑥 = 𝜙(𝑦), 𝑦 ∈ [𝑎, 𝑏]}
(vincolano il codominio della funzione) Tutte le (𝑥, 𝑦) per cui (𝜙 (𝑦), 𝜙(𝑥))

(𝑥, 𝑦) ∈ Ω ∶ 𝑥 = 𝜙 (𝑡)
VINCOLO PARAMETRICO Γ = { 𝑦 = 𝜓(𝑡) 𝑡 ∈ [𝑎, 𝑏]
}
(vincolano la curva parametrica)
Curva parametrica: 𝛾 (𝑡) = (𝜙(𝑡)
𝜓(𝑡)
)
VINCOLO IMPLICITO
(identificano il luogo degli zeri di una Γ = {(𝑥, 𝑦) ∈ Ω ∶ 𝑔(𝑥, 𝑦) = 0}
funzione a due variabili)

44) MOLTIPLICATORI DI LAGRANGE

Dati:
• 𝒇(𝒙𝟏 , … , 𝒙𝒏 ) ∈ 𝑪𝟏 (𝛀);
• 𝛀 ⊆ ℝ𝒏 ;
• 𝒈𝟏 , … , 𝒈𝒌 ∈ 𝑪𝟏 (𝛀);
𝝏(𝒈𝟏 ,…,𝒈𝒌 )
• 𝝏(𝒙𝟏 ,…,𝒙𝒏 )
→ matrice jacobiana di rango k

𝒈𝟏 (𝒙𝟎 ) = 𝟎
𝒈 (𝒙 ) = 𝟎
∃(𝒙𝟎𝟏 , … , 𝒙𝟎𝒏 ) = 𝒙𝟎 con 𝝁 = {𝒙𝟎 ∈ 𝛀 ∶ { 𝟐 𝟎 }

𝒈𝒌 (𝒙𝟎 ) = 𝟎
𝒌

𝛁𝒇(𝒙𝟎 ) + ∑ 𝝀𝒊 𝛁𝒚𝒊 (𝒙𝟎 ) = 𝟎


∃ 𝝀𝟏 , … , 𝝀 𝒌 : {
𝒊=𝟏
𝒈𝒊 (𝒙𝟎 ) = 𝟎 ∀ 𝒊 = 𝟏, … , 𝒌

8
CAMPI VETTORIALI E FORME DIFFERENZIALI

45) CAMPI VETTORIALI

Dato 𝛀 ⊆ ℝ𝒏 , si definisce campo (di vettori) in 𝛀, di classe 𝑪𝒌 , una funzione


𝓐: 𝛀 → ℝ𝒏 , le cui componenti scalari (𝑨 ≡ (𝑨𝟏 , 𝑨𝟐 , … , 𝑨𝒏 )) sono tutte funzioni
da 𝛀 in ℝ continue con le loro derivate fino all’ordine K.

46) FORME DIFFERENZIALI

Sia 𝛀 ⊆ ℝ𝒏 . Si definisce forma differenziale lineare, una funzione 𝜶: 𝛀×ℝ𝒏 → ℝ


tale che, per ogni ̅
𝒙 ∈ 𝛀, la funzione 𝒕 → 𝜶(𝒙
̅ , 𝒕) sia lineare in t.

47) INTEGRALE DI UN CAMPO

Sia 𝑨 : 𝛀 → ℝ𝒏 un campo di classe 𝑪𝟎 (𝛀). Per ogni curva parametrica


𝜸: [𝒂, 𝒃] → 𝛀, si definisce l′integrale di 𝑨 esteso a 𝜸, ponendo:
𝒃
∫ 𝑨 ≡ ∫ 𝑨(𝜸(𝒕)) 𝜸̇ (𝒕)𝒅𝒕
𝜸 𝒂

48) CAMPO INTEGRABILE E PRIMITIVA

Un campo di vettori 𝑨 : 𝛀 → ℝ𝒏 si dirà integrabile (o anche campo potenziale) se


esiste 𝒇: 𝜴 → ℝ tale che 𝜵𝒇(𝒙) = 𝑨(𝒙) ∀𝒙 ∈ 𝜴. Ogni funzione f verificante l´identità
precedente si dirà primitiva (o potenziale) del campo.

49) FORMA INTEGRABILE E PRIMITIVA

Una forma α: 𝛀×ℝ𝒏 → ℝ verrà detta integrabile (o esatta) se esiste 𝒇: 𝜴 → ℝ tale


𝒏
che 𝑑𝑓 ≡ 𝛼 su 𝛀×ℝ . Ogni funzione verificante tale identità verrà detta primitiva
(o potenziale) della forma α in 𝛀.

50) CURVA CHIUSA

Una curva 𝜸: [𝒂, 𝒃] → ℝ𝒏 si dice chiusa se 𝜸(𝒂) = 𝜸(𝒃)

51) CAMPO IRROTAZIONALE

Un campo 𝑨 di classe 𝑪1 è detto irrotazionale se (𝑨𝒊 )𝒙𝒋 = (𝑨𝒋 )𝒙𝒊 , ∀𝒊 ≠ 𝒋.

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52) FORMA DIFFERENZIALE CHIUSA

Una forma differenziale 𝜶(𝒙, 𝒘) = 𝑨(𝒙)𝒘 è detta chiusa se è verificata la stessa


condizione per il suo campo associato A.

53) CONGIUNZIONE E CURVA OPPOSTA

Date due curve 𝜸𝟏 : [𝒂, 𝒃] → 𝛀 𝒆 𝜸𝟐 [𝒃, 𝒄] → 𝛀 si definisce la congiunzione 𝛾1 ⨁ 𝛾2


delle due curve come quella definita ponendo:

𝜸𝟏 (𝒕)𝑠𝑒 𝑡 ∈ [𝒂, 𝒃]
𝛾1 ⨁ 𝛾2 (𝑡) = {
𝜸𝟐 (𝒕)𝑠𝑒 𝑡 ∈ [𝒃, 𝒄]

Risulta anche 𝛾1 ⨁ 𝛾2 [𝒂, 𝒄] → 𝛀. Si definisce inoltre curva opposta a


𝛾: [𝒂, 𝒃] → ℝ la curva ⊝ 𝛾: [𝒂, 𝒃] → 𝛀 definita ponendo ⊝ 𝛾(𝑡) = 𝛾(𝑏 − 𝑡 + 𝑎)

54) OMOTOPIE

Due curve 𝛾: [0,1] → 𝛀 e 𝜎: [0,1] → 𝛀 si dicono deformabili o omotope in 𝛀 se


esiste ℎ: [0,1]×[0,1] → 𝛀 continua e tale che: ℎ(0, 𝑡) = 𝛾 (𝑡) 𝑒 ℎ(1, 𝑡) = 𝜎(𝑡)

55) INSIEME SEMPLICEMENTE CONNESSO

𝒏
Un insieme 𝛀 ⊆ ℝ si dirà semplicemente connesso se ogni curva chiusa
𝛾: [0,1] → 𝛀 è omotopa in 𝛀 ad una curva costante 𝜎(𝑡) ≡ 𝑥0 ∀𝑡 ∈ [0,1]

56) INSIEME A STELLA

𝒏
𝛀 ⊆ ℝ verrà detto stella se esiste 𝑥0 ∈ 𝛀 tale che il segmento ̅̅̅̅̅
𝑥0 𝑥 ⊆ 𝛀 ∀𝑥 ∈ 𝛀

57) INTEGRAZIONE DI INSIEMI SINGOLARI

Se l’integrale del campo irrotazionale, esteso ad u curve chiuse, ognuno delle quali
circonda una unica singolarità 𝑥𝑖 , è nullo per ogni singolarità 𝑥𝑖 , allora il campo è
integrabile.

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58) ROTORE

Sia un campo vettoriale A definito come 𝑨: 𝛀 → ℝ𝟑 con 𝛀 ⊆ ℝ𝟑 , si definisce


rotore di A come:
𝝏
𝝏𝒙
𝝏 𝑨𝟏
𝒓𝒐𝒕 𝑨 = 𝛁 ∧ 𝑨 = ∧ (𝑨𝟐 )
𝝏𝒚
𝝏 𝑨𝟑
( 𝝏𝒛 )

= ((𝑨𝟑 )𝒚 − (𝑨𝟐 )𝒛 ; (𝑨𝟏 )𝒛 − (𝑨𝟑 )𝒙 ; (𝑨𝟐 )𝒙 − (𝑨𝟏 )𝒚 )

CURVE E LUNGHEZZA

59) POLIGONALI

Una poligonale è una linea spezzata, un insieme ordinato di segmenti orientati


ordinatamente consecutivi.

60) RETTIFICABILITÀ

Una generica curva 𝛾 si dice rettificabile se è possibile approssimarla ad una somma di


segmenti per poterne calcolare la lunghezza.

61) LUNGHEZZA DELLA CURVA GENERICA

𝜸 ∶ [𝒂, 𝒃] → ℝ𝒏
𝝅(𝒕) = {𝒕𝒊 ∈ [𝒂. 𝒃] ∶ ∀ 𝒊 = 𝟎, … , 𝒏} → Insieme delle partizioni
𝒏−𝟏

𝓛(𝝅) = 𝐬𝐮𝐩𝝅 ∑ | 𝜸( 𝒕𝒊+𝟏 ) − 𝜸(𝒕𝒊 )| = 𝓛𝝅 (𝜸)


𝒊=𝟎
𝒃 ′
𝓛(𝝅) = ∫𝒂 |𝜸 (𝒕)| 𝒅𝒕 →

62) VETTORE VELOCITÀ E RETTA TANGENTE

Dati 𝜸: [𝒂, 𝒃] → ℝ𝒏 𝒆 𝒕𝟎 ∈ [𝒂, 𝒃] si definisce RETTA TANGENTE al sostegno (ossia all’


immagine) di 𝜸 nel suo punto 𝜸(𝒕𝟎 ) la retta parametrica:
𝝈(𝒕) = 𝜸(𝒕𝟎 ) + (𝒕 − 𝒕𝟎 )𝜸̇ (𝒕𝟎 )
Il vettore 𝜸̇ (𝒕𝟎 ) (oltre che derivata) si dirà anche velocità di 𝜸 in 𝜸(𝒕𝟎 ).

11
63) ELIMINAZIONE PARAMETRO DI CURVE PARAMETRICHE

Sia 𝛾(𝑡) la curva definita come:


𝒙(𝒕) = 𝝓(𝒕)
𝜸(𝒕) = {
𝒚(𝒕) = 𝝍(𝒕)
𝒕 = 𝝓−𝟏 (𝒙)
Se 𝜙(𝑡) è invertibile, allora {
𝒚(𝒕) = 𝝍(𝝓−𝟏 (𝒙))
𝒙(𝒕) = 𝝓(𝝍−𝟏 (𝒚))
Se invece 𝜓(𝑡) è invertibile, allora {
𝒕 = 𝝍−𝟏 (𝒚)

64) CURVA REGOLARE

È quella curva la cui derivata non si annulla mai tra i suoi estremi. Inoltre è regolare a
tratti se è continua e se il suo dominio si può dividere in un numero finito di intervalli
nei quali è regolare.
𝜸[𝒂, 𝒃] → ℝ𝒏 𝜸 ∈ 𝑪𝟏 |𝜸′(𝒕)| ≠ 𝟎 ∀𝒕 ∈ [𝒂, 𝒃]

65) INTEGRALE DI FUNZIONI VETTORIALI

𝒇: [𝒂, 𝒃] → ℝ𝒏
𝒃
∫𝒂 𝒇𝟏 (𝒕) 𝒅𝒕
𝒃
∫𝒂 𝒇(𝒕) 𝒅𝒕 = { ⋯ [I pedici indicano le componenti i-esime, non le derivate]
𝒃
( )
∫𝒂 𝒇𝒏 𝒕 𝒅𝒕

66) ASCISSA CURVILINEA

Si definisce ascissa curvilinea quella funzione 𝑠(𝑡) con cui si “misura” la variazione della
lunghezza di una curva. [γ è una curva generica]
𝒕
𝒔(𝒕) = ∫ |𝜸′ (𝒓)| 𝒅𝒓
𝒂

67) CURVE EQUIVALENTI

Due curve γ e σ generiche si dicono equivalenti se esiste una funzione 𝜙 definita come
𝜑 ∶ [𝑎, 𝑏] → [𝑐, 𝑑] di classe 𝐶 1 e suriettiva per cui 𝛾 (𝑠) = 𝜎(𝜙 (𝑠)).

𝝓(𝒂) = 𝒄
𝝓′ > 𝟎 {
𝝓(𝒃) = 𝒅
𝝓(𝒂) = 𝒅
𝝓′ < 𝟎 {
𝝓(𝒃) = 𝒄

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68) COORDINATE POLARI PIANE
Identificano un punto con due parametri ρ e σ che identificano il raggio (distanza dal
centro) e l’angolo.

𝒙(𝒕) 𝒙 = 𝝆(𝒕) 𝐜𝐨𝐬(𝝈(𝒕))


𝜸(𝒕) = { = {
𝒚(𝒕) 𝒚 = 𝝆(𝒕) 𝐬𝐢𝐧(𝝈(𝒕))

𝝆(𝒕) = √𝒙(𝒕)𝟐 + 𝒚(𝒕)𝟐

𝒚 𝒚
𝐚𝐫𝐜𝐭𝐚𝐧 ( ) 𝒔𝒆 ∀𝒙 ≠ 𝟎 𝒆 >𝟎
𝒙 𝒙
𝒚 𝒚
𝐚𝐫𝐜𝐭𝐚𝐧 ( ) + 𝝅 𝒔𝒆 ∀𝒙 ≠ 𝟎 𝒆 <𝟎
𝜽(𝒕) = 𝒙 𝒙
𝝅
𝒔𝒆 𝒙 = 𝟎 𝒆 𝒚 > 𝟎
𝟐
𝝅
{ − 𝒔𝒆 𝒙 = 𝟎 𝒆 𝒚 < 𝟎
𝟐

DETERMINANTE DELLA MATRICE JACOBIANA ASSOCIATA

𝒅𝜸𝟏 (𝝆(𝒕),𝜽(𝒕)) 𝒅𝜸𝟐 (𝝆(𝒕),𝜽(𝒕))


𝒅𝝆(𝒕) 𝒅𝜽(𝒕)
𝐝𝐞𝐭 |𝑫 (𝜸(𝝆(𝒕), 𝜽(𝒕))| = (𝒅𝜸 (𝝆(𝒕),𝜽(𝒕)) 𝒅𝜸𝟐 (𝝆(𝒕),𝜽(𝒕))
) = 𝝆(𝒕)
𝟏
𝒅𝝆(𝒕) 𝒅𝜽(𝒕)

69) COORDINATE POLARI CILINDRICHE

Rappresentazione a 3 dimensioni delle coordinate piane a cui è stata aggiunta la quota:


𝒙 = 𝝆 𝐜𝐨𝐬 𝜽
𝜼(𝝆, 𝜽, 𝒛) = { 𝒚 = 𝝆 𝐬𝐢𝐧 𝜽
𝒛=𝒛
𝒅𝜼𝟏 (𝝆, 𝜽, 𝒛) 𝒅𝜼𝟏 (𝝆, 𝜽, 𝒛) 𝒅𝜼𝟏 (𝝆, 𝜽, 𝒛)
𝒅𝝆 𝒅𝜽 𝒅𝒛
𝒅𝜼𝟐 (𝝆, 𝜽, 𝒛) 𝒅𝜼𝟐 (𝝆, 𝜽, 𝒛) 𝒅𝜼𝟐 (𝝆, 𝜽, 𝒛)
𝐝𝐞𝐭 |𝑫( 𝜼(𝝆, 𝜽, 𝒛))| = =𝝆
𝒅𝝆 𝒅𝜽 𝒅𝒛
𝒅𝜼𝟑 (𝝆, 𝜽, 𝒛) 𝒅𝜼𝟑 (𝝆, 𝜽, 𝒛) 𝒅𝜼𝟑 (𝝆, 𝜽, 𝒛)
( 𝒅𝝆 𝒅𝜽 𝒅𝒛 )

13
70) COORDINATE POLARI SFERICHE

𝒙 = 𝝆 𝐬𝐢𝐧 𝝓 𝐜𝐨𝐬 𝜽
𝜼(𝝆, 𝜽, 𝝓) = { 𝒚 = 𝝆 𝐬𝐢𝐧 𝝓 𝐬𝐢𝐧 𝜽
𝒛 = 𝝆 𝐜𝐨𝐬 𝝓

𝒅𝜼𝟏 (𝝆, 𝜽, 𝝓) 𝒅𝜼𝟏 (𝝆, 𝜽, 𝝓) 𝒅𝜼𝟏 (𝝆, 𝜽, 𝝓)


𝒅𝝆 𝒅𝜽 𝒅𝝓
𝒅𝜼𝟐 (𝝆, 𝜽, 𝝓) 𝒅𝜼𝟐 (𝝆, 𝜽, 𝝓) 𝒅𝜼𝟐 (𝝆, 𝜽, 𝝓)
𝑫𝜼(𝝆, 𝜽, 𝝓) = = 𝝆𝟐 𝐬𝐢𝐧 𝝓
𝒅𝝆 𝒅𝜽 𝒅𝝓
𝒅𝜼𝟑 (𝝆, 𝜽, 𝝓) 𝒅𝜼𝟑 (𝝆, 𝜽, 𝝓) 𝒅𝜼𝟑 (𝝆, 𝜽, 𝝓)
( 𝒅𝝆 𝒅𝜽 𝒅𝝓 )

71) LUNGHEZZA DEL GRAFICO DI FUNZIONE

Data una funzione 𝑓: [𝑎, 𝑏] → ℝ, la lunghezza del grafico è


𝒃
𝓛 = ∫𝒂 √𝟏 + |𝒇′ (𝒕)|𝟐 𝒅𝒕

TEORIA DELLA MISURA

72) INTERVALLI IN ℝ𝒏

Si definisce intervallo in ℝ𝒏 come il prodotto cartesiano di “n” intervalli su ℝ

NOTA:
Gli intervalli sono degeneri se hanno estremi superiori ed inferiori identici:
[𝒂𝟏 , 𝒃𝟏 ]×[𝒂𝟐 , 𝒂𝟏 ]

73) PLURINTERVALLI

Si definisce un plurintervallo P come l´unione di un numero finito di intervalli 𝑰𝒊


(con i = 1… n) i quali non hanno punti interni comuni fra loro.
In simboli:
𝒏

𝑷 = ⋃ 𝑰𝒊
𝒊=𝟏

NOTA:
Si definisce norma di un plurintervallo con: |𝑷| = ∑𝒏𝒊=𝟏 |𝑰𝒊 |

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74) MISURA DI INSIEMI APERTI

Sia un insieme aperto 𝛀 ⊆ ℝ𝒏 si definisce la sua misura come: |𝛀| = sup |𝑷|
dove P è un plurintervallo che approssima l’area di 𝛀, quindi P ⊆ 𝛀.

NOTA:
|∅| = 𝟎

75) MISURA DI INSIEMI COMPATTI

Sia 𝐊 un insieme chiuso e limitato (ossia un compatto) possiamo definire la sua misura
come: |𝐊| = inf |𝑷| , dove P è un plurintervallo che contiene interamente 𝐊.

76) MISURA INTERNA

Dato un insieme 𝐄 ⊆ ℝ𝒏 generico ma limitato, definiamo la misura interna come:


𝒎𝒊 (𝑬) = sup|𝐊|, dove 𝐊 ⊆ 𝐄 e K chiuso e limitato (cioè compatto).

77) MISURA ESTERNA

Dato un insieme E generico ma limitato, definiamo la misura esterna come:


𝒎𝒆 (𝑬) = inf|𝛀|, dove 𝐄 ⊆ 𝛀 , dove 𝛀 è un insieme aperto.

78) MISURA DI LEBESGUE

Un insieme E generico ma limitato, si dirà misurabile secondo Lebesgue se la


misura interna e la misura esterna coincidono, ossia:
𝒎𝒊 (𝑬) = 𝒎𝒆 (𝑬) = |𝑬| = 𝒎(𝑬), dove 𝒎(𝑬) coincide proprio con la misura di
Lebesgue

ASSIOMI
𝐸, 𝐹 insiemi misurabili per Lebesgue

a. MONOTONIA
Se 𝐸 ⊆ 𝐹 allora |𝐸 | ≤ |𝐹|
b. ADDITIVITÀ
La misura della loro unione esiste ed è:
[𝐸 ∩ 𝐹 = ∅] → |𝐸 ∪ 𝐹 | = |𝐸 | + |𝐹|
c. SUBADDITIVITÀ
|𝐸 ∪ 𝐹 | ≤ |𝐸 | + |𝐹|
d. 𝜎 −ALGEBRA (1)
L’intersezione 𝐸 ∩ 𝐹 e la differenza 𝐸 \ 𝐹 sono a sua volta misurabili
e. 𝜎 −ALGEBRA (2)

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Se 𝐹 ⊆ 𝐸 allora la differenza vale | 𝐸 \ 𝐹 | = |𝐸| − |𝐹|
f. NUMERABILITÀ PER ADDITIVITÀ
Dati gli insiemi 𝐸𝑖 misurabili (𝑖 ∈ ℕ), allora la loro unione è misurabile e
vale | ⋃∞ ∞
𝑖=1 𝐸𝑖 | ≤ ∑𝑖=1 | 𝐸𝑖 |
g. NUMERABILITÀ PER SUBADDITIVITÀ
Dati gli insiemi 𝐸𝑖 misurabili (𝑖 ∈ ℕ), con la loro intersezione nulla allora la
loro unione è misurabile e vale | ⋃∞ ∞
𝑖=1 𝐸𝑖 | = ∑𝑖=1 | 𝐸𝑖 |

h. CONTINUITÀ VERSO L’ALTO


Dati gli insiemi 𝐸𝑖 misurabili (𝑖 ∈ ℕ), tali che 𝐸1 ⊆ 𝐸2 ⊆ ⋯ ⊆ 𝐸𝑛 ⊆ ⋯
Allora la loro unione è definita e vale: | ⋃∞𝑖=1 𝐸𝑖 | = sup |𝐸𝑖 |
i. CONTINUITÀ VERSO IL BASSO
Dati gli insiemi 𝐸𝑖 misurabili (𝑖 ∈ ℕ), tali che 𝐸1 ⊇ 𝐸2 ⊇ ⋯ ⊇ 𝐸𝑛 ⊇ ⋯
Allora la loro intersezione è definita e vale: |⋂∞ 𝑖=1 𝐸𝑖 | = inf |𝐸𝑖 |
j. POSITIVITÀ DELL’AREA DI UN INSIEME
Sia E un insieme misurabile per Lebesgue allora possiamo affermare che
vale: |𝐸| ≥ 0

79) MISURA PER INSIEMI NON LIMITATI

Sia un insieme 𝐄 ⊆ ℝ𝒏 arbitrario e non limitato, si dirà misurabile se lo sono tutti


gli insiemi 𝑬𝒌 = 𝑬 ∩ [−𝑲, 𝑲]𝒏, e si porrà |𝑬| = sup|𝑬𝒌 |

80) INSIEME NUMERABILE

Si definisce un insieme numerabile, un insieme i cui elementi sono di numero


Finito

81) PARTIZIONE

La partizione 𝜋 è un insieme di punti dell’intervallo che lo dividono in


sottintervalli.

82) SOMMA INFERIORE

Si definisce la somma inferiore per la funzione f su una partizione 𝜋 come


𝒏

𝝈𝝅 = ∑ 𝒎(𝑬𝒊 ) inf𝑬𝒊 𝒇
𝒊=𝟏

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83) SOMMA SUPERIORE

Si definisce la somma superiore per la funzione f su una partizione 𝜋 come:

∑ = ∑ 𝒎(𝑬𝒊 ) sup𝑬𝒊 𝒇
𝜋
𝒊=𝟏

84) INTEGRALE INFERIORE ∫𝑬 𝒇 ≡ sup𝝅 𝝈𝝅


85) INTEGRALE SUPERIORE ∫𝑬 𝒇 ≡ inf𝝅 ∑𝜋

86) INTEGRALE DI LEBESGUE E SUE PROPRIETA´

L’integrale di Lebesgue è uno strumento attraverso il quale si generalizza il


concetto di integrale. Grazie all’ integrale di Lebesgue si può scrivere la seguente
relazione: ∫ 𝑓(𝑥 )𝑑𝑥 = lim ∫ 𝑓𝑛 (𝑥)𝑑𝑥 una funzione limitata è integrabile secondo
𝑛→∞
Lebesgue se e solo se il suo integrale superiore coincide con quello inferiore.

a. ∫𝐸 (𝛼𝑓 + 𝛽𝑔) = 𝛼 ∫𝐸 𝑓 + 𝛽 ∫𝐸 𝑔
b. ∫𝐸∪𝐹 𝑓 = ∫𝐸 𝑓 + ∫𝐹 𝑓 𝑐𝑜𝑛 𝐸 ∩ 𝐹 = 0, additività
c. 𝑓 ≥ 0 → ∫𝐸 𝑓 ≥ 0, positività
d. 𝑓 ≥ 𝑔, 𝑓 − 𝑔 ≥ 0 → ∫ 𝑓 − 𝑔 ≥ 0 , ∫ 𝑓 ≥ ∫ 𝑔

87) FUNZIONE MISURABILE

Si definisce 𝒇 una funzione misurabile se la contro immagine di ogni intervallo


𝐼 ∈ 𝑋 (dominio) appartiene al dominio stesso. In poche parole una funzione è
misurabile se: 𝒇−𝟏 (𝑰) ∈ 𝑿 e ∀𝑰 ∈ 𝑿 = dom 𝒇

88) FUNZIONI DI CLASSE 𝑪𝟏

𝒇: 𝛀 → ℝ, si dirà che 𝒇 ∈ 𝑪𝟏 (𝛀) se tutte le derivate parziali 𝒇𝒙𝒊 esistono e sono


continue in 𝛀

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89) DERIVAZIONE SOTTO IL SEGNO DI INTEGRALE

Sia una funzione 𝒇: 𝑬 → ℝ possiamo scrivere la derivazione del suo integrale


come:

𝑑 𝑑
∫ 𝑓 (𝑥, 𝑡)𝑑𝑥 = ∫ 𝑓𝑡 (𝑥, 𝑡)𝑑𝑡 ∫ 𝑓(𝑡, 𝑦)𝑑𝑦 = ∫ 𝑓𝑡 (𝑡, 𝑦)𝑑𝑡
𝑑𝑡 𝐸 𝐸 𝑑𝑡 𝐸 𝐸

90) DECOMPORRE UN INTEGRALE DOPPIO IN DOMINIO NORMALE

Se consideriamo un insieme E come: 𝑬 = {(𝑥, 𝑦) ∈ ℝ2 : 𝜑(𝑥 ) ≤ 𝑦 ≤ 𝜓(𝑥 ) , 𝑥 ∈ 𝑬}


con 𝜑(𝑥 ): ℝ → ℝ e 𝜓(𝑥 ): ℝ → ℝ:
𝑏 𝜓(𝑥)
∫𝐸 𝑓 = ∫𝑎 (∫𝜑(𝑥) 𝑓(𝑥, 𝑦)𝑑𝑦) 𝑑𝑥

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TEOREMI PRINCIPALI

1. LIMITI DELLE COMPONENTI


2. DIVERGENZA DELLE SUCCESSIONI
3. LEMMA CONTINUITÀ
4. PERMANENZA DEL SEGNO
5. TEOREMA DELLA SOMMA
6. CAMBIO DI VARIABILE
7. TEOREMA DEGLI ZERI
8. TEOREMA DI WEIERSTRASS
9. TEOREMA DI ULISSE DINI
10. LEMMA SUL TEOREMA FONDAMENTALE DELL’ ALGEBRA DI GAUSS
11. TEOREMA FONDAMENTALE DELL’ ALGEBRA DI GAUSS
12. TEOREMA DI FERMAT
13. ESISTENZA DELLE FUNZIONI OMOGENEE
14. UNICITÀ DEL DIFFERENZIALE
15. CONTINUITÀ DEL DIFFERENZIALE
16. LEGAME TRA DIFFERENZIALE E DERIVATA DIREZIONALE
17. TEOREMA DEL DIFFERNZIALE TOTALE
18. TEOREMA DI SCHWARTZ
19. TEOREMI SU FUNZIONI Α-OMOGENEE
20. TEOREMA DEL DINI (IPOTESI 𝐶 1 )
21. LEMMA PUNTI STAZIONARI
22. MOLTIPLICATORI DI LAGRANGE
23. INVERTIBILITÀ LOCALE
24. TEOREMA DI CIRCUITAZIONE
25. C.N DI INTEGRAZIONE E C.N.S DI INTEGRAZIONE
26. INTEGRALE SU CURVE CONGIUNTE E CURVE OPPOSTE
27. TEOREMA FONDAMENTALE DI INTEGRAZIONE
28. INVARIANZA OMOTOPICA
29. TEOREMA DEL GRADIENTE NULLO
30. TEOREMA DI INTEGRAZIONE (CONDIZIONE DEL ROTORE)
31. PROLUNGAMENTO DEI POTENZIALI
32. TEOREMA DELLA DISUGUAGLIANZA INTEGRALE
33. RETTIFICABILITÀ DELLE CURVE IN ℂ
34. TEOREMA DI INVARIANZA DELLA LUNGHEZZA TRA CURVE EQUIVALENTI
35. FINITA ADDITIVITA DELLA MISURA
36. MONOTONIA DELLA MISURA
37. C.N DI INTEGRABILITÀ PER LEBESGUE
38. INTEGRABILITÀ DI FUNZIONI MISURABILI
39. TEOREMA DI BEPPO LEVI
40. TEOREMA DI LEBESGUE
41. TEOREMA DI GUIDO FUBINI
42. TEOREMA DI LEONIDA TONELLI

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