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sac.

Luigi Villa

Luigi Villa
LE TRE “RETI” EBRAICHE
La Menorah, candelabro a sette bracci è il simbolo an-
che dell’Alta Massoneria ebraica dei B’nai B’rith.
In una riunione segreta, tenuta a Parigi nel 1936, i
membri della Loggia segreta giudaica dei B’nai B’rith,
tra l’altro, hanno detto:

Le tre “reti”
– «Abbiamo coperto la Chiesa Cattolica con
le più abominevoli calunnie; abbiamo falsifi-
cato la sua storia e abbiamo sporcato le sue
più nobili attività; abbiamo imputato ad essa

ebraiche
la malvagità dei suoi nemici».

– «Fate divenire Cardinali e Vescovi qualcu-


Editrice Civiltà

no dei nostri figli, in modo che essi distrug-


gano la Chiesa Cattolica!».

Euro 8 Editrice Civiltà - Brescia


Proprietà letteraria riservata
® 2012 Copyright of Edizioni Civiltà
25123 Brescia - Via Galileo Galilei, 121
sac. dott. Luigi Villa

LE TRE “RETI”
EBRAICHE

Operaie di Maria Immacolata


Editrice Civiltà
Via Galileo Galilei, 121
25123 Brescia (Italia)
Tel. e Fax: 030 37.00.00.3
Interno della Sinagoga di Altneushul. (Praga)

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«Fino a che tra i cristiani,
non sarà eliminata
ogni concezione morale,
dell’ordine sociale e fino a che
non sarà distrutta ogni religione,
ogni patriottismo e ogni dignità,
il nostro regno sul mondo
non potrà essere realizzato».

(In una riunione segreta a Parigi del 1936


dell’Alta Massoneria Ebraica dei B’nai B’rith)

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PROEMIO

Nella mia non breve vita ho constatato quanta ignoranza ci


sia nella massa umana a riguardo del pericolo immenso che
esiste sulle loro stesse vite. Nessuno sa guardare in faccia la
realtà.
Iniziamo col chiarire quanto segue: perchè tutti hanno di-
ritto - e veramente lo esercitano questo diritto! - di manifesta-
re liberamente il proprio pensiero criticando, per esempio,
quello che fanno gli Americani, i Russi, gli Inglesi, il Clero,
persino il Papa, ma guai se ci si permette di usare del medesi-
mo diritto per criticare l’operato o il pensiero dei Giudei. Far-
lo, si è subito tacciati di “razzismo”, e gli scritti anti-ebraici
sono detti “libelli”.
Eppure, le malefatte dei Giudei sono evidenti come il so-
le, sono reali, gravissime.
Si legga quello che dice un loro testo talmudico: « Se i
non ebrei conoscessero quello che noi insegnamo loro ri-

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guardo, ci avrebbero senz’altro sterminato» (Cfr. Dibre, in
Dav. f.37).
Il vero “razzista”, infatti, è proprio il popolo ebreo. «Co-
me l’olio non si mescola con l’acqua, così Israele non si
mescola con gli altri popoli» (Rassegna israelitica “Israel” di
Firenze).
Chi conosce la Storia sa che, nel corso di quaranta secoli,
tutte le Nazioni nelle quali riuscirono ad infiltrasi i Giudei, do-
vettero adottare, nei loro confronti, misure restrittive, per fre-
narne l’aggressività e la loro invadenza. Né si creda che, do-
po le inumane persecuzioni subite sotto Hitler, si siano am-
mansiti, perchè, anzi, hanno alzato ancor più la testa! E non si
creda neppure che le vittime di quella persecuzione nazista sia
del numero di sei milioni di vittime, perchè «tale cifra è una
infame menzogna!». Lo scrive un dottore giudeo, Listojewski,
sulla Rivista “The Broom” di San Diego Cal. del 2 Maggio
1952, dove aggiunge: «Da accurate statistiche risulta come il
numero degli ebrei realmente periti oscillerebbe tra i 350.000
e i 500.000».

Questo nostro lavoro, quindi, non fa questione di “razza”


o di “religione”, ma solo vuole suscitare attenzione sul grave
problema dei Giudei nella storia dei popoli.
L’ebreo Beniamino Disraeli, nel suo libro “Coningsby”, ha
scritto: «Il mondo moderno è governato da personaggi ben
diversi che non si figurino coloro, i quali non vedono ciò
che accade nel retroscena».
Quindi, le Nazioni sarebbero in mano a quei burattinai che
li muove come fantocci, usando le maschere della “Massone-
ria” e del “Comunismo”, e i mezzi diabolici che essi usano per
assoggettarle e alla razza giudaica.
Il mio dire, perciò, vuol essere un far conoscere la verità
storica, perché il silenzio su Essa sarebbe colpevole della per-
dita dei popoli, finiti sotto il giogo dei Giudei.
Riporto, quindi, “testi” e “notizie”, ricavate da varie fonti,
massimamente da “documenti” di emanazione ebraica, traen-
done le deduzioni immediate.

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Certo, queste mie pagine saranno in contrasto con tanta
produzione falsata e perciò fuorviante dell’opinione pubblica
comune; ma la “verità” non può stare alla “moda”, perché
immutabile tra l’alternarsi dei tempi, perché intrinseca è la lo-
ro consistenza.

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«Abbiamo offerto ai cristiani
nuove teorie
impossibili da realizzarsi,
come il comunismo, il socialismo
e l’anarchia, che servono
attualmente ai nostri progetti (...).
I cristiani le hanno stupidamente
accettate con grande entusiasmo,
senza rendersi conto
che queste sono nostre teorie
e che esse costituiscono la nostra
più pericolosa arma
contro di loro».

(In una riunione segreta a Parigi del 1936


dell’Alta Massoneria Ebraica dei B’nai B’rith)

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Capitolo I

LE TRE “RETI” EBRAICHE


Massoneria – Comunismo – Stampa

La MASSONERIA, in mano ai Giudei, serve per accalap-


piare le persone più influenti e Intelligenti. Il COMUNISMO
il mezzo materiale per attuare i suoi programmi. La STAMPA
è un potente ausiliare per conquistare e dirigere l’opinione
pubblica.
Dunque, è un preciso programma giudaico.

LA MASSONERIA
ha già in mano i principali Governi. È già predominante
nei Parlamenti, nelle Magistrature, negli eserciti, Finanze,
Scuola, Diplomazia, Polizia, ecc.
Benché non fondata da soli Ebrei, fu ben presto incorpora-
ta da Essa, tanto che “l’anno massonico”, coi suoi mesi, so-
no uguali a quelli ebraici; giudeo è quasi tutto il simbolismo
delle Logge: Candelabro, a sette bracci; si parla di Salomone,
di Zorobabel, di Gerusalemme, dell’Arca dell’Alleanza, delle
Chiavi del Tabernacolo, delle Tavole della Legge…

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Nei gradi massonici, si usano le parole d’ordine e quelle
sacre, ebree. I Rituali formano un Dizionario di migliaia di
parole e di allusioni ebraiche. Nella sua opera: “Le Juif, voilà
l’ennemi” (cfr. Savine, pp. 190-194) il dott. Martinez ne dà
una dimostrazione schiacciante: tutte le Leggi dipendono dal
Grande Oriente Nazionale, come fu sancito nel “Convento
Universale” di Losanna, nel 1879, per il Rito Scozzese Anti-
co ed Accettato. Ma tutti i Grandi Orienti dipendono da un
Consiglio Supremo, o dall’Oriente degli Orienti, che è l’Alta
ed unica Loggia, nella quale può entrare solo chi è israelita di
sangue e di culto, i quali dirigono tutte le Società massoniche
verso gli obiettivi dell’ebraismo.
Quindi, non é la Massoneria la padrona del mondo,
bensì il Giudaismo!
A comprova come la Massoneria stia sotto la direzione
giudaica, l’Autore su citato dimostra come siano stati princi-
palmente i Giudei i diffusori e fondatori delle Logge d’Euro-
pa. Difatti, il giudeo portoghese Martinez Pasqualis, nel
1754, fondò moltissime Logge in Francia. Il giudeo Stefano
Morin, dopo il 1761, ne fondò parecchie in Germania. Frank-
lin, Moises Hyes, Moises Coen, Isaac Long, il rabbino
Peixotto e il giudeo conosciuto come “Piccolo Tigre”, ne sta-
bilirono parecchie in Italia e in altri parti d’Europa. E via di-
cendo.
Ora, tutta la compagine della Massoneria Universale è re-
golata da un Sinedrio ebraico, con ferrea mano! Comunque, il
Comando Supremo è tenuto dall’ebraismo.
Ad essa, in ultima analisi, sotto il potere ebraico, va data
la responsabilità della rovina del mondo civile e religioso. Da
essa derivano le direttive per spezzare tutti legami sociali, per
distruggere tutto l’ordine civile, per svellere dalle fondamenta
tutte le istituzioni religiose...
I “rivoluzionari” non sono che delle marionette nelle ma-
ni del Giudaismo! (Cfr. “La Civiltà Cattolica”,1890, serie
XIV, vol. 7 p. 408).
Un gran massone italiano scrisse al suo amico De Camil-
le (Cfr. Lettre de E. De-Camille au journel “Le Monde”, 1870)

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in questi termini: «Ho abbandonato la Massoneria perché mi
sono persuaso che noi non eravamo che lo strumento dei
Giudei, i quali ci spingevano alla distruzione del cristiane-
simo» (Cfr. Martinez, loc. cit.)
In una Circolare della sètta del 1819, si dice: «Voi dovete
avere l’apparenza di essere semplici come colombe, ma pru-
denti come il serpente. I vostri padri, i vostri figli, le vostre
stesse mogli devono sempre ignorare il segreto che voi porta-
te nel vostro seno e, se vi piace, per meglio ingannare l’occhio
inquisitoriale, di andare spesso a confessarvi … Presentatevi
con tutte le apparenze di un uomo grave e morale.
Una volta stabilita la vostra reputazione nei collegi, nei
ginnasi, nelle università e nei seminari, una volta che voi avre-
te procacciata la confidenza dei professori e degli studenti, fa-
te ….».

Purtroppo, anche oggi molti credono che la Massoneria sia


una società di mutuo soccorso, che predica la libertà, l’ugua-
glianza e la fratellanza. Non sanno neppure che, con loro, di-
ventano degli sciocchi nelle loro mani. Molti vi entrano per
migliorare la loro posizione sociale, per godere di protezio-
ni… E giurano fedeltà assoluta ed obbedienza cieca per attua-
re quelle direttive che la sètta dà, vincolando col “segreto”.
Ecco uno dei giuramenti massonici:
«Prometto e giuro di non palesare giammai i segreti
della Libera Muratoria; di non far conoscere ad alcuno ciò
che mi sarà svelato, sotto pena di aver tagliata la gola,
strappato il cuore e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio
corpo cadavere in pezzi, e ridotto in polvere, e questa spar-
sa al vento per esecrata memoria e di infamia eterna».
(Cfr. dall’opuscolo “Massoni e Massoneria”, di Giovanni
Caprile. Ediz. “La Civiltà Cattolica”).

Così ci si rende schiavi del Giudeo, magari per un piatto di


lenticchie, sacrificando, però, coscienza e onore, sentimenti
religiosi e di famiglia, oltre tutto quello che c’è nell’ordine
morale della vita divenendo, così, dei colpevoli complici!

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IL COMUNISMO

È La seconda rete, ideata dall’ebreo Carlo Marx, (il vero


nome è “Mordechai Levi”); figlio di un Rabbino tedesco.
Il braccio e la spada esecutrice per il trionfo del Comuni-
smo in Russia, fu l’ebreo Leone Trotsky, coadiuvato dai va-
ri Zinovieff, Kameneff, Rosenfeld, Kerensky e tanti altri,
tutti di nazionalità ebraica.
Sul giornale “Kommunist” di Kharkow, del 12 Aprile
1919, l’ebreo M. Cohen così scrisse: «Si può dire, senza esa-
gerazione, che la grande rivoluzione sociale russa è stata
opera degli Ebrei, e che gli Ebrei non soltanto hanno con-
dotto l’affare, ma hanno ancora preso in mano interamen-
te la causa dei Sovietici» (Cfr. “Vieille France”, n. 169,22-
29, Aprile 1920).
II “Secret Service” degli Stati Uniti, nel 1916, scoprì che
i capitalisti impegnati nel finanziamento di quell’opera di di-
struzione, erano: Jacob Schiff, Kuhn Loeb & C, Gu-
genheim, Max Breithng, Felix Warburg, Otto Kahn, Mor-
timer Schiff, Jerome H. Honaner, erano tutti ebreo-ameri-
cani!
Anche un’altra “Documentation” dello stesso “Secret
Service”, ufficialmente trasmesso all’Alto Commissario della
Repubblica Francese, il 6 Marzo 1920, documento che, nella
primavera 1917, Jacob Schiff, capo della firma Kuhn Loeb
e C. di New York, mise avanti Lenin (ebreo, perchè di ma-
dre ebrea e con moglie ebrea) e Trotzky a comandare quel-
l’azione rivoluzionaria e di terrore.
E questo fu ripubblicato, nella sua integrità, da H. De
Vries Heekelingen nel suo libro: “Israel, son passé, son ave-
nir” (Paris, ediz. Perrin, 1937 e cfr. anche: Henry Ford, “L’E-
breo Internazionale”). E venne anche più minutamente rac-
contata dalla Gazzetta ebreo-bolscevica, “Forward”, di New
Yok.
C’è da notare che benché Stalin e Molotov non fossero
ebrei, tuttavia ambedue avevano sposato donne ebree. Sta-

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lin, infatti, ebbe per moglie Raisa Kaganovic, il cui padre,
Lazarus Kaganovic, capostipite di una dinastia di Ebrei, era
Vice segretario del Partito comunista, Commissario del Popo-
lo per l’industria pesante e membro del Politburo. Anche il
cognato di Stalin, Michel Kaganovic, fu Commissario del
Popolo per l’industria bellica e membro del Comitato Centra-
le del Partito comunista. Aaron Kaganovic fu amministratore
degli approvvigionamenti di Kiew e membro nel Comitato
Politico dell’Ucraina. Sergio Kaganovic diresse l’industria
tessile. Boris Kaganovic, quella dei rifornimenti dell’esercito.
Anche Molotov, Commissario del Popolo agli Affari Este-
ri, ebbe per moglie l’ebrea Scemciuchina Karp. Attraverso
lei, Molotov mantenne rapporti con la dinastia finanziaria
ebreo-americana dei Karp, i quali fornirono tutte le grandi for-
niture americane all’URSS: navi, armi, macchine utensili, ecc.
La moglie, poi, fu sempre in grandi rapporti con i finanzieri di
New York, Jacob Schiff, Warburg e Kahan.
Come si vede, bolscevismo ed ebraismo, plutocrazia e
alta finanza erano strettamente collegati. Ma anche tutti gli
altri posti di comando erano tenuti dai pezzi grossi ebrei. Co-
me: il presidente della Banca di Stato dell’Unione Sovietica fu
l’ebreo
S. Z. Ginsburg; il Segretario Generale del Praesidium del
Soviet Supremo fu pure un giudeo, A. F. Gorkin. Il presi-
dente del Comitato per l’Energia Atomica fu l’ebreo Salomon
Abrahamovich Reback; l’editore della “Pravda” fu l’ebreo
David Zaslaswsky; il capo delle Corporazioni Operaie di
Russia fu l’ebreo M.N. Svernik; il presidente della Accade-
mia delle Scienze fu l’ebreo prof. Mark Mitin; membro del
Politburo e Ministro del Commercio era l’ebreo A. Mikoyan;
il direttore dell’industria del cinema era l’ebreo I. G. Bo-
sakov; il capo della propaganda era l’ebreo Ilia Bosakov…
Tutti gli Ambasciatori nelle diverse capitali erano di naziona-
lità ebraica. In conclusione, in tutti i rami del Governo di Mo-
sca la preponderanza era ebraica. Ne dà prova un elenco, edi-
to a New York nel 1920 dalla “Associazion Unity of Russia”,
redatto sulle basi offerte dagli organi ufficiali bolscevici e da

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una testimonianza documentata, pubblicata sul “Times” del
10 maggio 1920, a firma di J. H. Clarke. Vi si legge: «Il mag-
gior numero dei componenti il corpo dirigente la Repubblica
comunista in Russia, non è di indigeni russi, ma di intrusi
“ebrei”, i quali, però, si danno premura di occultare quasi
sempre il nome di origine, sotto la maschera di uno pseudoni-
mo di colore slavo.
Lo dimostra il fatto che, sopra 545 nomi di membri degli
uffici direttivi dello Stato, i cittadini di stirpe russa non sono
che 30; quelli di razza giudaica sono la bellezza di 447. Su 42
giornalisti che dirigono l’opinione pubblica, uno solo è rus-
so: Massimo Gorkij (!!). I Commissariati del popolo sono
quasi interamente ebraici:
18 ebrei su 22 al Consiglio dei Commissari del Popolo; 34
su 43 al Commissariato della Guerra; 45 su 64 all’Interno; 13
su 17 agli Affari esteri; 26 su 30 alle Finanze; 18 su 19 alla
Giustizia; 4 su 5 all’Igiene; 44 su 53 alla Sanità Pubblica; 6 su
6 all’assistenza Sociale; 7 su 7 al Lavoro; 21 su 23 al Com-
mercio; 45 su 56 all’Economia Generale; 8 su 8 alla Croce
Rossa; 21 su 24 ai Commissariati Provinciali; 41 su 42 alla
Stampa; 95 su 119 al Comitato Sovietico Operai e Soldati; 49
su 50 all’Alto Commissariato di Mosca».
Come si vede, la Russia comunista fu un regime ebrai-
co, responsabile di tutti gli innumerevoli delitti perpetrati sul-
le masse. Eppure, quei delinquenti hanno avuto il coraggio di
diffondere la notizia di essere stati perseguitati, e ancora oggi.
Ma come si spiega che una minoranza di Giudei sia riu-
scita ad occupare tutte le vie del potere e ad imporre una dit-
tatura, che non ha l’eguale in tutto il mondo, in quella Nazio-
ne russa?
La risposta sta nell’oro e nel denaro che posseggono, nel-
la corruzione che esercitano, nel possesso dei giornali che ge-
stiscono, nell’ignoranza delle masse-mandrie che si uniscono
facilmente a chi promette loro pane e lavoro! Ricordate l’Un-
gheria: fu l’ebreo Bela Kuhn chi vi capeggiò la rivoluzione
comunista. Poi successe l’altro ebreo Mattia Ràkosi, segui-
to dall’altro giudeo Ernoe Geroe che chiamò i sovietici a

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schiacciare coi loro carri armati i patrioti Magiari che aveva-
no tentato una contro rivoluzione.
Anche in Baviera fu l’ebreo Kurt Eisner che impose e
diresse la rivoluzione! Pure in Germania, furono gli ebrei
Rosa Luxenbourg, Karl Racek, Hodenberg, Liebknecht,
ecc. a guidare il movimento spartachiano!
Anche la Rivoluzione spagnola fu fomentata e sostenu-
ta dalla Russia bolscevica, con alla testa gli ebrei Moise Ro-
senburg, Julius Deutsch, Del Vayo, Neuman, Giuburg, le
giudee Nelhen, La Passionaria (leggi: Dolores Ibauri) e gran
numero di ebrei spagnoli, quali Negrin, feroci e avidi di mas-
sacri e di atrocità.
Come pure furono tutti Giudei i primi responsabili di tut-
ta la comunistizzazione degli Stati-satelliti dell’URSS. Per la
Cecoslovacchia: Slansky-Salzmann, Kosta, Loebel, Karel
Schab...; per l’Ungheria: Réval, Kahàna, Mozes, Farkas-
Wolff Israel, Révész-Engel...; per la Polonia: Zabrovsky,
Minc, Jacob Berman, Boleislaw Beirut... ; per la Romania:
Georgescu-Lebovic, Anna Pauker-Robinovic, Max Solo-
mon...; per la Jugoslavia: il maresciallo Tito (il cui nome
ebreo è: Iosif Walter Weiss), Moisés Pijade, Renkovich, Io-
za Vilfan, Bebler...;

ecc. ecc. (Cfr. l’opera: “Le péril judéo-maçonnique” di


Mons. Jouin, tomo II p. 119).
Pure in Italia, avanti il fascismo, furono quasi tutti ebrei i
capi più in vista del movimento rivoluzionario, quali i Mo-
digliani, i Treves, i Della Seta, i Musatti, i Momigliano, i
Pio Donati, ecc. Ma anche caduto il Fascismo, si vide al
Governo, come Ministro dei Lavori Pubblici, il giudeo
Emilio Sereni.
Togliatti, capo del comunismo italiano aveva come mo-
glie un’ebrea, la Montagnana, il cui fratello fu direttore del
giornale comunista torinese : “L’Unità”.
Altri ebrei comunisti, come Umberto Terracini (che fu
Presidente della Costituente Italiana!), come Carlo Levi, co-

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me Foà, come Longo (direttore di “Vie Nuove”, poi capo del
Comunismo Italiano!), come Tedeschi (a “L’Unità” di Mila-
no), come Ferrara, Alatri, Segre (a “L’Unità” di Roma), co-
me Cohen, Cingoli, Gaeta, Carpi, Levi (al “Paese Sera”),
come Giuseppe Levi (alle “Lotte Sindacali”), come Jacchia
(alla “Repubblica” e poi capo dell’Ufficio Stampa del PCI)…
In Francia: fu l’ ebreo Leon Brum il Capo del movi-
mento rivoluzionario francese. Pure ebrei furono i primi
Ministri Mendès-France e Debrè.
In Inghilterra: a dirigere il Partito Comunista furono gli
ebrei Lord Marley, Ivor Montagu, Hannen Swaffer, Gerald
Barry, Bernhard Baron, Nathan Birch, Morris Isaac, Ha-
rold Lasky.
Anche in molti altri paesi, quelli che risedettero alle atti-
vità comuniste furono tutti figli di Israele. Così in Belgio:
Vharles Balthasar; in Svezia: Ivar Krueger; in Danimar-
ca: i prof.ri d’Università di Copenaghen, Georg Brandes e
Davidson; in Svizzera: Leon Nicole e l’ebreo russo Dicker;
in Austria: Friedrich Adler; in Grecia: i giornali “Avanti”
e “El Tsoweno”, organi ufficiali dell’Associazione comunista-
giudaica di Salonicco. Negli Stati Uniti: l’ebreo Samuele
Gompers, organizzatore del socialismo in America, assieme
ai correligionari Kahn e Lion.
In Guatemala: il Presidente comunista, Giacobbe Er-
banz, e il capo della Polizia, Rosenberg, erano giudei. A
Cuba: anche Fidel Castro è un ebreo.
Alcuni si chiedono come sia possibile che gli Ebrei, de-
tentori dell’oro del Mondo, autentici capitalisti, aiutino e svi-
luppino il comunismo che, invece, abolisce la proprietà priva-
ta e tutto statalizza?..
Facile la risposta: gli Ebrei hanno fondato la dittatura co-
munista perché, così, tutta la proprietà privata passerà nelle
sue mani, facendo passare, prima, nelle mani dello Stato, do-
ve essi arrivano poi, a prendere in mano le leve, prendendo
così in mano “ipso facto”, tutto l’oro e tutti i beni appartenen-
ti alle Nazioni. È un “colpo maestro” che dona a loro un bot-
tino di proporzioni immense!

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Vi arrivano con la più bugiarda propaganda, a base di “pa-
ce, libertà, lavoro, democrazia, progresso...”, truffando il “po-
polo sovrano” coi sotterfugi delle cooperative, commissioni
interne, consigli di fabbrica e di gestione, tribunali del popo-
lo, ecc…, abolendo, poi, l’iniziativa privata, distruggendo la
personalità di ciascuno, assoggettandoli al lavoro forzato a vi-
ta, diventati bestie da soma, schiavi miserabili, sotto il con-
trollo di severi poliziotti e spie che denunceranno chi lavora
poco di sabotaggio del lavoro!
Il mondo diventerà una grande caserma militare, illumina-
ta dal “sole dell’avvenire”, sotto uno Stato-padrone! E vi sarà
bandita ogni forma di fede religiosa, perchè dovrà dominare
incontrastato il materialismo ateo!

LA “STAMPA”
Serve a formare e dirigere l’opinione pubblica. I Giudei li
finanziano, poi, se ne impossessano, di tutti i colori, specie dei
cosidetti “indipendenti”.
Fu nel Congresso giudaico del 1848, a Cracovia, dove gli
Ebrei più ricchi del mondo, decretarono di impadronirsi dei
più potenti giornali d’Europa. «Con questo mezzo - si legge
nello “Statuto”, approvato in quella sede – la stella ebrea
spanderà la luce sopra tutto il globo» (Cfr. “La Civiltà Cat-
tolica” del 1890, serie XIV, v. 8, p. 395).
Oggi, è un fatto compiuto. Gli stessi Giudei lo hanno scrit-
to sui loro “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”, al VII Pro-
tocollo: «La pubblica opinione viene dovunque preparata da
chi per mezzo di quel massimo dei poteri che è la Stampa, la
quale, fatte insignificanti eccezioni, di cui non è il caso tener
conto, è completamente nelle nostre mani».
E anche al Protocollo II si legge: «Per mezzo della stam-
pa acquistammo influenza pur rimanendo dietro le quinte,
in virtù della stampa accumulammo l’oro», ecc…
Difatti, a fondere le grandi Agenzie giornalistiche d’infor-
mazione, quali la “Reuter”, la “United Press”, la “Havas”,

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la “Stefani”, furono i più noti capitalisti ebrei.
«Impadronitevi della stampa ed avrete ogni cosa», di-
ceva il Gran Maestro della Massoneria Francese, l’ebreo
Crémieux. E, oggi, direbbe anche: «Impadronitevi anche del
cinema e della TV»!
Lo vediamo assai bene, purtroppo, oggigiorno! La Stampa
fa il bello e il brutto tempo, fa vedere bianco il nero, a loro be-
neplacito, confondendo le idee intossicando le masse di con-
cezioni false e deleterie. Di conseguenza, se “la verità vi farà
liberi” (Jo. 8,32) e ci eleva, la menzogna, al contrario, avvili-
sce e degrada!
Da qui, quella lotta intestina anche tra i cattolici, ormai
spartiti su due fronti: l’uno, impregnato dalle idee raccolte nel
fascio degli scritti mascherati di verità, ma, in realtà, falsifica-
tori di essa; l’altro, impegnato in una lotta disperata per rida-
re luce alle menti ottenebrate da quelle fiumana di produzione
illuministica che travolge le coscienze e ottenebra l’intelletto
dei semplici e dei presuntuosi, in dissoluzione!
Ma guai a noi del fronte contrario, dei “liberi di spirito!”,
c’è sempre il pericolo dell’altolà, o la galera o peggio!

Ottenebrano l’intelligenza umana

Da quanto abbiamo detto, risulta che i Giudei, ormai, re-


golano le banche, le borse, le case editrici, gli Istituti di assi-
curazione, i giornali, la radio, la TV e ogni altro mezzo di co-
municazione sociale. Inoltre, nelle loro mani son finiti ogni
cumolo di beni immobili, le migliori aziende, la potenza dei
capitali...
Tuttavia, quello che turba loro è l’intelligenza dei popoli,
specie dei “goim”, perchè possono sempre mostrare la loro
nefandezza. Così, si danno da fare per abbassare il livello in-
tellettuale dei “goim”, offuscandolo in modo da non percepire
più, o almeno limitatamente, il loro nefando modo di agire.
Per questo, diffondono l’immoralità, a mezzo di pubblica-
zioni oscene, controllando l’editoria ad hoc (mediante anche
loro scrittori, come gli Ebrei Guido da Verona, Umberto

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Notari, Mario Mariani, Moravia…), mediante spettacoli e
films sempre più degradanti, esaltanti l’assassinio, la menzo-
gna, il furto, l’adulterio, l’incesto, il divorzio, l’aborto…; in-
crementano l’alcolismo, lo smercio degli stupefacenti, lo
“sport” licenzioso, smodato, sì da infatuare e abbrutire le mas-
se (Cfr. “Protocolli” XIII), l’imbarbarimento e la licenziosità
immorale dell’arte pittorica, scultorea, architettonica, musica-
le, elaborando teorie materialiste, neganti il soprannaturale.
Nella rivista “Century Magazine” (n. 3 e 4 del 1928), l’e-
breo romeno Marcus Eli Ravage, ha scritto: «Voi gridate
tanto per via dell’indebita influenza ebraica nei vostri teatri e
nei vostri film. Benissimo! Concesso, i vostri lamenti sono
giusti, ma che può significare questo in confronto con la stra-
potente influenza che noi esercitiamo sulle vostre chiese, sul-
le vostre scuole, sui vostri regimi, ed anzi perfino sui minimi
rivolgimenti del vostro mondo intellettuale?..»
Da qui, è facile comprendere come la disciplina che im-
pongono non è altro che autentica dittatura, mentre al loro
opera di incontrollata libertà, spina fino alla licenza, sarebbe
la vera religione liberale, ammantata di democrazia!

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«Abbiamo già compiuto
gran parte del nostro lavoro,
però non possiamo dire
di avere realizzato lo scopo
della nostra opera.
La Chiesa Cattolica è ancora viva (...).
Dobbiamo distruggerla,
senza il minimo ritardo
e senza pietà!».

(In una riunione segreta a Parigi del 1936


dell’Alta Massoneria Ebraica dei B’nai B’rith)

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Capitolo II

GOVERNO DEL MONDO


E CRISI ECONOMICHE

Beniamino Franklin così parlò agli Americani della


“Convenzione Costituzionale” di Boston, nel 1789:
«Se gli Ebrei non sono esclusi dagli Stati Uniti per Costi-
tuzione, tra meno di cento anni essi ci governeranno e ci di-
struggeranno, e muteranno la nostra forma di governo per la
quale noi Americani abbiamo sparso il sangue e sacrificata la
nostra vita. Io vi avverto, Signori! Se voi non eliminate gli
Ebrei per sempre, i vostri figli e i figli dei vostri figli vi ma-
lediranno nelle vostre tombe. Le idee degli Ebrei non sono
quelle degli Americani, quand’anche essi abbiano vissuto tra
noi per dieci generazioni»
Gravi e profetiche parole che oggi si stanno pienamente
avverando! Oggi, infatti, la Nazione più fortemente predo-
minata dai Giudei, dopo la Russia, è l’America!
Ma forse che gli Stati Uniti non sono sorti sotto l’egida
della Massoneria?.. Si veda il suo stemma: l’aquila che vi

23
campeggia è l’aquila degli stendardi delle tribù d’Israele. Le
13 stelle e i rami d’olivo nei suoi artigli, sono simboli d’I-
sraele.
Washington e de Lafayette erano massoni, strumenti
ciechi degli Ebrei. Le due prime Nazioni che riconobbero lo
Stato d’Israele furono Russia e Stati Uniti.
Quanto esatte, quindi, furono le parole del già citato Lord
Disraeli, quando disse che il mondo moderno è governato da
personaggi che non sono quelli che vi figurano.
Certo, in qualche posto del mondo, c’è un Governo Cen-
trale ebraico che tutto dirige. Gli Ebrei lo chiamano:
“Kahal”, mentre quelli locali o regionali delle comunità
ebraiche, son detti: “Kehillah”.
La Repubblica Universale, o Governo Mondiale, che gli
Ebrei vogliono, ossia il Comunismo in tutto il mondo, sot-
to di loro, ci sarà appena che tutti gli Stati raggiungeranno lo
stadio della fame e della disperazione. Per questo, gli Ebrei la-
vorano a creare in ogni Stato il massimo disagio possibile. Si
legga i “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”, Prot. III: «Noi
creeremo una crisi economica universale con tutti i mezzi pos-
sibili e con l’aiuto dell’oro che è nelle nostre mani. All’ora
stabilità, noi scateneremo la rivoluzione che, distruggendo tut-
te le classi della cristianità, asservirà definitivamente i popoli
cristiani».
Parole, queste, che tutti dovrebbero conoscere e meditare.
Invece, la solita moltitudine di grulli, beve tutte le scemenze
che le danno da bere, creando tra loro stessi altre battaglie, al-
tre discordie, altri, sempre maggiori, disagi!
Non è sognare, questo, né fantapolitica! Possibile che an-
cora nessuno si accorga della morsa ferrea che ci stringe, or-
mai da tutte le parti, per stritolarci?
Si veda l’America, dominata, ormai, dall’ebraismo-mas-
sonico! Si vede l’Inghilterra, il cui Governo è nella sua tota-
lità, alla dipendenza diretta della Massoneria, guidata dai
Giudei! Si veda la Russia bolscevica, di ieri, e quella d’oggi,
completamente in mano al Giudei, pronti a soffocarci, perchè
si trova alle porte di Vienna e di Berlino!

24
Non manca molto tempo perchè la porta venga chiusa, e
tutto il mondo sarà nelle mani del Giudaismo. Anche la Ger-
mania! Anche l’Asia, che pur vuole “l’Asia agli Asiatici!”.
Comunque, la presente universale tragedia ricade sugli
Ebrei, su questo popolo di “dura cervice”, adoratori ancora del
“vitello d’oro”, cui Mosè già ruppe in testa la “tavole della
legge”, e uccisori dei “Profeti” e del “Cristo”, il Quale li bol-
lò chiamandoli: «Figli dell’inferno... sepolcri imbiancati...
serpenti, razza di vipere... » (Mt. XXIII, 15, 27-33). E anco-
ra: «Voi avete per padre il diavolo... che fu omicida fin dal
principio e padre di menzogna… (Jo. VIII, 44)… pieni di ra-
pina e d’iniquità (Lc. XI, 39)».
E queste parole, Cristo le rivolse non solo ai dirigenti d’al-
lora, ma anche ai successori, non dissimili da quelli!
Noi possiamo chiederci: come mai Gesù, che pur ebbe
sempre parole di bontà e di perdono, ha usato, invece, parole
così forti e dure nei confronti dei Giudei, che contraccambia-
no i suoi benefici con la più nera ingratitudine, fino a dire:
«...non buttate le vostre perle davanti ai porci, perchè non
le pestino coi loro piedi e si rivoltino a sbranarvi» (Mt.
VIII, 6).
Ricordiamo che già da 26 secoli addietro, il profeta Gere-
mia, parlando agli Ebrei, affermava: «Dal più piccolo fino al
più grande, tutti sono dati all’avarizia, e dal profeta fino al sa-
cerdote, tutti commettono frode» (Ger. 6,13; 8,10).
E non si dica che così sono stati e sono i “Capi” d’Israele,
perché anche la classe del loro popolo, più o meno all’oscuro
delle losche manovre dei loro capi, però anch’essi, verso noi
“goim” sono sempre di nocumento, perchè tutte le comunità
ebraiche obbediscono ciecamente ai loro Capi che, per abilità,
nessuno scrupolo nella trattazione degli affari, lavorano per
emergere su tutte le genti, fino al totale assorbimento di tutte
le Nazioni e popoli, nonostante la generosa ospitalità e citta-
dinanza che ricevono da sempre!

25
«Abbiamo coperto
la Chiesa Cattolica con le più
abominevoli calunnie;
abbiamo falsificato la sua storia
e abbiamo sporcato
le sue più nobili attività;
abbiamo imputato ad essa
la malvagità dei suoi nemici».

(In una riunione segreta a Parigi del 1936


dell’Alta Massoneria Ebraica dei B’nai B’rith)

26
Capitolo III

GRAVI DOCUMENTI
Il volto dell’ebraismo

A comprendere ancora meglio quanta sia questa perfidia


ebraica, si legga
questo “documento” che ho trovato sulla Rivista israelita
“Revue des études Juives”. Fu scritta il 21 Novembre 1489
dal Principe degli Ebrei, residente a Costantinopoli, al rabbino
di Arles, chiedendogli come comportarsi in merito all’espul-
sione degli Ebrei dalla Provenza, decretata da Luigi XII. L’au-
tenticità di quel “documento” è anche dimostrata dall’abate
Chaubauty nella sua opera: “Les Juifs nos maîtres”, con
argomenti così potenti da far crollare ogni dubbio. Ecco la
“lettera” programmatica di
risposta:
«A quel che voi dite, il Re di Francia vi obbligherebbe a
farvi cristiani; fatelo, ma che la legge di Mosè sia conservata
nei vostri cuori. L’assimilazione non fa paura, scriveva il
“Bauernbûndler”, un ebreo, pur battezzato, non cessa mai
dall’essere ebreo.
«La Francia è già nelle nostre mani; ora è la volta del-
l’Austria.

27
«A quel che voi dite, vi si vorrebbe spogliare dei vostri be-
ni: fate i vostri figli mercanti, acciocchè a poco a poco, essi
spoglino i cristiani dei loro.
«A quello che voi dite, si attenterebbe alle vostre vite: fa-
te i vostri figli medici e farmacisti, acciò ch’essi tolgano ai cri-
stiani le loro vite
«A quel che voi dite, essi distruggerebbero le vostre Sina-
goghe: fate i vostri figli canonici e chierici, acciocché essi di-
struggano le loro chiese.
«A quel che voi dite,vi farebbero molt’altre vessazioni: fa-
te in modo che i vostri figli siano avvocati, notai, e che essi
sempre si immischino negli affari di Stato, acciocché, metten-
do i cristiani sotto il vostro giogo, voi dominiate il mondo e
possiate vendicarvi di loro.
«Non vi scostate da quest’ordine che diamo, perché vedre-
te con l’esperienza che di abbassati che siete voi, arriverete al
fastigio della potenza».
Il 21 Kisleu 1489.
V.S.S.V.F.F.

In un libro di A Romanini, dove si sviscera a fondo la


questione ebraica, si legge: «Non è errata l’affermazione di
Joe Chamberlain e di altri, che Ebrei, sedicenti convertiti,
riescano a raggiungere alte cariche nell’Anglicanesimo, nel
Protestantesimo, nell’Ortodossia e persino nelle alte cariche
ecclesiastiche Cattoliche. È accertato che i più grandi inquisi-
tori di Spagna furono di origine ebraica».
Ora, questo era già scritto nel Talmud, dove espressamen-
te si comanda: «Fingetevi, al bisogno, anche cristiani, per
meglio trappolarli» (cfr. Jore dea, 2 Hagah).
Pure lo storico ebreo Cecil Roth, nella sua opera: “Storia
del Popolo Ebraico” (p. 229) afferma: «Naturalmente, nella
maggior parte dei casi, le conversioni erano finte».
A proposito dei surriferiti ordini di farsi medico per ucci-
dere, poi, i cristiani, eccone alcuni casi.
Al capo 13 del suo libro “Contro gli ebrei”, Eschio narra
che l’ebreo Giovanni Pfeffercon, di Colonia, condannato a

28
morte per i suoi orribili delitti, sul punto di morire – in Hall
di Sassonia, nel 1514 – confessò spontaneamente che “sotto
il titolo di medicina, esercitando quell’arte, egli stesso ave-
va uccisi col veleno otto cristiani”. Negli “Atti della vita di
S. Bernardino da Feltre (N° 266 degli “Atti”, presso i Bol-
landisti), si legge che il Santo – che, in tutta la sua vita, pre-
dicò contro il pericolo giudaico! - predicando in Siena, nel
1489, dal pulpito disse che un Senese gli aveva narrato di un
medico ebreo che, morendo in Avignone, gli aveva detto di
morire contento perché aveva ucciso, con false medicine, mi-
gliaia di cristiani! (“Praescriptis doloris pharmacis occidit
multa milia christianorum”!)
Nella seconda metà del 1700, anche l’Inghilterra, la Ger-
mania ed altre Nazioni d’Europa caddero tra gli artigli dei
Giudei, con l’aiuto della Massoneria ed di altre sètte.
L’Italia subì la stessa sorte col Risorgimento. Nel 1917,
poi, fu la volta della Russia degli Zar.

E adesso, voglio riportare, qui, il testo integrale di un di-


scorso-programma, tenuto a Praga, nel 1880 dal rabbino Rei-
chhorn, nel raduno dei rabbini, detto il “Kaleb”, solennizza-
to ogni cento anni. In esso, si può constatare l’analogia coi
“Protocolli dei Savi di Sion”, che i Giudei tentano sempre di
rinnegare. Ma perchè allora, Sir John Radeliff, che lo pub-
blicò su “Le Contemporain” il 1° Luglio 1886, fu ucciso,
proprio per aver fatto quella pubblicazione?
Quel discorso fu ripetuto, poi, nella Sinagoga di Simscrol
da un rabbino, che, però, si ebbe un processo. Comunque, quel
discorso concorda perfettamente con quello tenuto pure a
Lemberg, in occasione di un congresso della gioventù ebrai-
ca, pubblicato anch’esso dal giornale “Bauernbûndler” di
Vienna (N° 133, del 1° Nov. 1912). Eccolo:
«Sono 18 secoli che i nostri sapienti lottano coraggiosa-
mente, con una perseveranza che nulla può frangere, contro la
Croce, che ci ha rapito la potenza promessa ad Abramo.
«Diciotto secoli appartennero ai nostri nemici; il secolo
presente e i secoli da venire debbono essere nostri.

29
«È questa la decima volta che, lungo mille anni di lotta
atroce ed incessante coi nostri nemici, si riuniscono in questo
cimitero e presso la tomba del nostro gran maestro, santo rab-
bino Simeon Ben Jhuda, gli eletti di ogni generazione del
popolo di Israele, per concertarsi sui mezzi di trar vantaggio,
per la causa nostra, dai grandi sbagli e dai grandi falli che non
cessano di commettere i nostri nemici, i cristiani.
«Ogni volta, il nostro Sinedrio ha proclamato e predicato
la lotta senza tregua contro questi nemici. Allorché saremo re-
si unici possessori di tutto l’oro della Terra, la vera potenza
passerà nelle mani nostre, ed allora si compiranno le promes-
se fatte ad Abramo.
«L’agricoltura sarà sempre la ricchezza di ogni paese. Il
possesso delle grandi proprietà terriere apparterrà sempre, in
ogni epoca, grandi onori e grande influenza ai loro titolari.
«Conviene, quindi, predisporre le cose in modo che i no-
stri fratelli in Israele possano fare importanti acquisti terrieri.
È pertanto essenziale privare l’aristocrazia delle sue terre, a
qualunque costo. L’aristocrazia, in quanto proprietaria di ter-
reni, costituisce sempre un pericolo per noi, poichè le sue ren-
dite le assicurano l’indipendenza.
«Per raggiungere lo scopo, il modo migliore è quello di far
aumentare le tasse e le imposte, provocare crisi di sovrappo-
polazione, e tutti quegli altri mezzi che servono a mandare i
prezzi dei terreni al livello più basso possibile.
«Gli aristocratici dei gentili (“goim”) i quali, date le loro
abitudini ereditarie, sono incapaci di accontentarsi di poco, an-
dranno presto in rovina.

«La Chiesa Cristiana, essendo uno dei nostri più peri-


colosi nemici, noi dobbiamo lavorare con perseveranza a
diminuire l’influenza sua. Conviene, dunque, imprimere
nell’intelligenza di coloro che professano la religione cri-
stiana le idee di libero pensiero, di scetticismo, di scisma e
provocare dispute religiose così naturalmente feconde di
divisioni e di sètte nel Cristianesimo.
Logicamente, conviene cominciare col disprezzare i mi-

30
nistri di quella religione, dichiarando loro guerra aperta,
provocando sospetti sulla loro devozione, sulla loro con-
dotta privata; col ridicolo e con la satira si distruggerà quel
rispetto che va congiunto con lo stato e l’abito loro.
Ogni guerra, ogni rivoluzione, ogni scotimento politico-re-
ligioso avvicina il momento in cui raggiungeremo lo scopo al
quale tendiamo. Tutti gli impieghi pubblici devono essere ac-
cessibili agli Israeliti, ed una volta che noi siamo diventati i ti-
tolari, noi sapremo, con l’ossequiosità e con la perspicacia che
sono nostre doti, penetrare fino alle prime sorgenti della vera
influenza e del vero potere. Ben inteso che qui solo si tratta di
quegli impieghi ai quali vanno congiunti onori, potenza e pri-
vilegi; giacché, quanto a quelli che esigono sapere, fatiche e
pene, possono e debbono esser lasciati ai Cristiani.
La magistratura è per noi un’istituzione di primaria
importanza. La carriera dei tribunali è quella che meglio
svolge la civiltà e ci mette a parte più facilmente degli affari
dei nostri nemici naturali, ed è per mezzo di essa che noi
possiamo ridurli in nostro potere.
Il popolo di Israele deve dirigere la sua ambizione verso
quell’alto grado di sapere, dal quale sgorgano le considerazio-
ni e gli onori, e uno dei mezzi più sicuri per giungervi è quel-
lo di avere in pugno tutte le operazioni industriali, finan-
ziarie e commerciali. Nella scelta di queste speculazioni si
userà grande prudenza e tatto, cose queste che sono la pro-
prietà della nostra attitudine atavica negli affari.
Tutti i rami della scienza, dell’arte, delle belle lettere,
ecc... dovranno essere un vasto campo in cui i successi mo-
streranno la nostra attitudine.
Quanto alle scienze, medicina e filosofia, debbono far
parte ugualmente del nostro dominio intellettuale.
Un medico è iniziato ai più intimi segreti della famiglia ed
ha come tale, fra le mani la salute e la vita dei nostri mor-
tali nemici, i Cristiani.
Noi dobbiamo incoraggiare le unioni matrimoniali fra
Israeliti e Cristiani che possiedono ascendenza e potere.
Per tal modo otterremo influenza sopra quanto ci circonda e ci

31
renderemo arbitri dei loro destini.
Se l’oro è la prima potenza di questo mondo, la secon-
da è senza dubbio la stampa. Ma che cosa può la seconda
senza la prima?
Siccome noi non possiamo ottenere quanto dicemmo di so-
pra, senza il soccorso della stampa, conviene che i nostri pre-
siedano alla direzione di tutti i giornali quotidiani in tutti
i paesi.
Il possedere l’oro e i giornali ci renderanno gli arbitri
dell’opinione pubblica e ci daranno l’impero delle masse.
Così, camminando grado a grado in questa via, con la per-
severanza che è la nostra grande virtù, noi respingeremo i cri-
stiani e renderemo nulla la loro influenza.
Noi detteremo al mondo ciò che deve credere, ciò che de-
ve onorare e ciò che deve maledire. Forse alcune individualità
si leveranno contro di noi, ma le masse, docili ed ignoranti
ascolteranno noi e prenderanno le nostre parti. Una volta che
saremo padroni assoluti della Stampa, noi potremo muta-
re le idee che corrono circa l’onore, la virtù, la rettitudine
del carattere, portando il primo colpo a quella istituzione
tenuta in qui sacrosanta: la famiglia, e ne compiremo la di-
struzione. Noi potremo estirpare le credenze e la fede per tut-
to ciò che i nemici nostri, i Cristiani, hanno fino a questo mo-
mento venerato; facendoci un’arma della forza delle passioni,
noi dichiareremo guerra aperta a quanto quelli rispettano e ve-
nerano. Che tutto ciò sia ben compreso, notato, e che tutti i fi-
glioli d’Israele ben si compenetrino di questi veri principî. Al-
lora la potenza nostra crescerà come un albero gigantesco, i
cui rami porteranno quei frutti che si chiamano godimento,
ricchezza, potere, in compenso di quella inferiore condizione
che, per secoli, fu l’eredità del popolo d’Israele.
Il nostro interesse richiede che noi almeno simuliamo
zelo per le questioni sociali che corrono, quelle soprattutto
che riguardano il miglioramento della sorte dei lavoratori!
ma in realtà gli sforzi nostri debbono tendere a renderci
padroni di quel movimento dell’opinione pubblica e a diri-
gerlo. La cecità delle masse, la disposizione loro a darsi in

32
balìa dell’eloquenza, tanto vuota quanto sonora, che risuo-
na nei trivii, ne fanno una preda facile ed è per noi un dop-
pio istrumento i popolarità e di credito.
Noi troveremo senza difficoltà fra i nostri, l’espressione
dei sentimenti fittizi e tanta eloquenza quanta ne trovano i Cri-
stiani sinceri nel loro entusiasmo.
Conviene, per quanto è possibile, occuparci del proleta-
riato e sotto sottometterlo a quelli che maneggiano il da-
naro.
Con questo mezzo noi solleveremo le masse, a nostro
piacere. Noi le spingeremo agli sconvolgimenti, alle rivolu-
zioni, ed ognuna di queste catastrofi farà avanzare di un gran
passo i nostri scopi e ci ravvicinerà all’unico nostro fine, quel-
lo cioè di regnare sulla terra, come ci era stato promesso dal
nostro padre Abramo».

Come si vede,siamo di fronte a una vera “Società a delin-


quere”!!.. Altro che “nostro padre Abramo!”.
E questo mi fa ricordare quello che S. Giovanni Crisosto-
mo, nel suo “Sermone contro gli Ebrei” ha scritto:«LA SI-
NAGOGA È UN LUOGO DI CONVEGNO PER DEI CRI-
MINALI!».

33
«Fate divenire
Cardinali e Vescovi
qualcuno dei nostri figli,
in modo che essi distruggano
la Chiesa Cattolica!».

(In una riunione segreta a Parigi del 1936


dell’Alta Massoneria Ebraica dei B’nai B’rith)

34
Capitolo IV

SOTTO IL LORO GIOGO

Come siano saturi d’odio contro i cristiani, si legga i se-


guenti insegnamenti talmudici:
«Se un ebreo vede un “goi” presso a morire, lo uccida.
Se un “goi” si trova presso un pozzo, gettatelo dentro (Cfr.
Tal. Bat. Trat. Abosda Zara f. 26 c.1) ».
«Ordiniamo che ogni giudeo maledica tre volte al giorno il
popolo cristiano».
«Non facciamo né bene né male ai pagani, ma procuriamo,
con ogni mezzo, di togliere dal mondo i cristiani (cfr. Dr.
Martinez nell’opera: “Le Juif, voilà l’ennemi”, p. 139.)».
«I cristiani hanno da essere scannati come le bestie (Cfr. V.
Zohar II, 119 a.) ».
Per salvarsi dai Giudei, quindi non basta neppure essere
una persona innocua né benefica. L’Abhoda-Zarah, infatti,
dichiara che il migliore tra i “goim” merita la morte! (cfr.
Abhoda-Zarah 26, b. Tosephoth)».
Nel volume del Dott. Rohling, “Exposè du Talmud”, vi è
riportato questo tratto talmudico: «Il Messia renderà ai Giudei

35
l’autorità suprema. Tutti i popoli li serviranno, e tutti i regni
saranno a loro soggetti. Allora, ogni giudeo avrà 2.800 schia-
vi. Tutti i popoli accetteranno la fede giudaica. I soli cristiani
non avranno parte a questa grazia, ma saranno tutti stermina-
ti».
Il più grande studioso del rabbinismo, il Burtorf, nel suo
lavoro: “Synagoga Judaica” (Basilea, 1603, p.24), scrive:
«Abbattere la religione Cristiana è l’unico fine di tutte le
azioni e di tutte le preghiere d’Israele». Per questo, il ve-
scovo Simone Maiolo, nel suo libro: “De perfidia Judeo-
rum”, così definiva i Giudei: “Traditori, ribaltaglia la più
scellerata del genere umano, esercito di arpìe, gente da forca
(furciferi), flagello dei galantuomini, indegna di essere tolle-
rata».
E San Girolamo, un autentico competente sull’ebraismo,
nel primo libro sopra Amos, scrive: «I Giudei, conservando
l’antico furore e l’antica ira, anche ora nelle loro Sinagoghe
bestemmiano il nome cristiano sotto il nome di Nazarei; e pur-
ché riescano ad ammazzarci, sono contenti di essere anche
bruciati vivi».
E nel libro secondo sopra Isaia, ribadisce: «È loro con-
suetudine maledire, per tre volte al giorno, i cristiani, lan-
ciando contro di essi delle imprecazioni nelle Sinagoghe».
Tutto questo attesta quanto sia grande l’incoscienza di co-
loro che sostengono la ricerca del “dialogo” col mondo giu-
daico, non accorgendosi di essere, invece, loro stessi succubi
del loro diabolico inganno, pronti anche a fraternizzare con
noi, fare anche beneficenze, partecipare alle nostre feste; ma
sono mosse diaboliche, permesse anche da prescrizioni talmu-
diche, come queste: «essere lecito far del bene anche ai cri-
stiani, però quando può, questo giovare alla sua tranquillità e
a meglio celare l’inimicizia verso i cristiani». (cfr. V. Maimo-
nides, in “Hilkhtoh Akum” X,6)
E ancora: «In questo caso può il giudeo eziandio parteci-
pare alle feste dei cristiani, ma solo nell’intento di nascondere
meglio l’odio suo verso di essi, a mo’ degli ipocriti (sic!)».
(Cfr. V. Iore dea 148,12 Hagah).

36
Ricordiamoci, allora, ancora una volta quell’altra loro
espressione che abbiamo accennata: «Se i non ebrei conosces-
sero quello che non insegniamo a loro riguardo, ci avrebbero
senz’altro sterminati!”.
Esempi di quel loro presunto umanesimo verso di noi, pos-
sono essere quei Paesi in cui essi presero il sopravvento, co-
me la Russia, dove si è visto “di che lacrime grondi e di che
sangue” la rivoluzione comunista, da loro voluta e persegui-
tata!». (Cfr. la statistica pubblicata su “Russkaja Mysl”, un
giornale russo stampato in Francia, nel numero 30 Novembre
1947, e da altre fonti!):
– Per le guerre combattute dal 1917 al 1945, le vittime uma-
ne furono: 18.358.000
– Per la “fame” causata dal regime rosso nel 1921-22 e 1930-
31: 13.000.000
– I fucilati furono:

– Arcivescovi 50
– Preti 4.860
– Professori e Maestri 7.824
– Medici 8.920
– Ufficiali di Polizia 65.000
– Ufficiali dell’Esercito 75.490
– Funzionari 120.000
– Soldati 360.000
– Intellettuali 420.000
– Guardie municipali e Gendarmi 480.000
– Operai 692.000
– Contadini 8.707.056
------------------
Totale delle vittime: 42.300.000

Inoltre: il Dipartimento di Stato di Washington, nel Sett.


1952, ha pubblicato un opuscolo in cui, sulle testimonianze
raccolte dalla Commissione speciale del’ONU (Sessione di
Ginevra) fa salire a oltre 20 milioni il numero degli individui

37
tenuti prigionieri nei campi di lavoro coatto dell’Unione So-
vietica.
Questa, dunque, è la visione della realtà, cruda del “para-
diso sovietico” di Lenin, Stalin, ecc.!
Anche nella Spagna marxista il comunismo fece numerosi
errori e nefandi crimini, per mezzo del massacratore ebreo Ne-
grin, sotto il cui governo furono trucidati 20.000 Religiosi, tra
Preti, Frati e Suore; furono incendiati 30.000 chiese e conven-
ti; furono uccisi centinaia di migliaia di Cristiani. A Barcello-
na, davanti alle loro madri e mogli, 900 nazionalisti furono fu-
cilati dai “rossi”!..
In Ungheria, durante la reazione anti-bolscevica contro l’i-
sraelita Bela Kuhn il cui Governo, composto di 35 membri,
ben 30 erano israeliti come lui – il periodico “La Divina Pa-
rola” del 25 Aprile1920, portava che furono trovati cadaveri
di Frati e di Monache ammucchiati alla rinfusa nei sotterranei,
e che i diplomatici esteri, chiamati a constatare “de visu” il
fatto, avevano attestato la verità dei fatti, avendo visto essi
stessi i cadaveri di Religiosi e Religiose col Crocifisso pianta-
to nel cuore e con i grani delle Corone conficcati, a colpi di
martello intorno al capo ed alle tempie.
In Cina, la rivista settimanale “Time”, nel numero del 6
marzo 1956, affermava che, in cinque anni di dominazione
comunista, furono uccise 20 milioni di persone e altre 23 mi-
lioni erano nei campi di lavoro forzato (Cfr. “L’Osservatore
Romano” del 19 aprile 1956, p. 3).

Insomma, in ogni Paese dove è trionfato il regime comu-


nista, vi furono feroci oppressioni contro i “goim”, su diretti-
va ebraica: fucilazioni, impiccagioni, torture, campi di lavoro
forzato...

38
Gerusalemme. Ebrei Askenaziti al “Muro del Pianto”.

39
(I Cristiani nel Talmud)
Kerithuth (6b p.78)
Gli Ebrei sono chiamati uomini, i Cristiani,
invece, non sono chiamati uomini.

Makkoth (7b)
Vi è innocenza nell’accusa di omicidio
se l’intenzione era di uccidere dei Cristiani.

Midrasch Talpioth (225)


I Cristiani sono stati creati per servire
sempre gli Ebrei.

Zohar II (64b)
Gli idolatri Cristiani sono paragonati
alle mucche e agli asini.

Kethuboth (3b)
Il seme di un Cristiano ha lo stesso valore
del seme di una bestia.

40
Capitolo V

IL “CRIMINE”,
NORMA DEL GIUDAISMO

Non si è sicuri neppure che Stalin, Gottwald e tanti gene-


rali sovietici siano morti di morte naturale. Difatti, fin che Sta-
lin lavorò per la vittoria del comunismo, come doveva, tutto
gli andò bene; ma quando si accorse che l’URSS era piena di
traditori e di spie e che i “medici ebrei” avevano ucciso non
pochi comandanti dell’Armata Rossa, allora le cose cambiaro-
no anche per lui. Doo aver fatto scatenare una persecuzione
antisemita, Stalin morì … di emorragia cerebrale!

Da notare, qui, che Stalin, fin dal 1937, si era accorto del
tradimento giudaico; difatti, fece fucilare ben 16 dei maggio-
ri esponenti dell’ebraismo, che pure avevano avuto una “ma-
gna pars” all’inizio della rivoluzione comunista, quali un
Trotzky, un Zinovieff, un Kameneff, un Rosenfeld, un Ke-
rensky, ecc… Aveva scoperto, cioè, che mentre fingevano di
essere col popolo, di fatto avevano continue relazioni coi
grandi capitalisti ebrei degli Stati Uniti.

41
Nello svolgimento del processo contro quei “medici, rei
confessi”, il Procuratore di Stato, Viscinski (morto, poi, a
New York, di morte improvvisa, a breve distanza dalla fine di
Beria!) si scagliò con veemenza contro quei sunnominati, bol-
landoli con le parole di: «Nemici del proletariato, falsi co-
munisti, mistificatori, pazzi, cani idrofobi, schiuma della
malavita, venduti, predatori…»!
È un esempio del doppio gioco continuo da parte del Giu-
daismo. Anche per questo, morto Stalin, gli Ebrei fecero in-
veire contro l’opera di Stalin rimettendo in onore i giudei,
già epurati, quali i Trotsky e compagni, i Bela Kuhn, i
Slanky, le Anna Pauker, ecc.

A breve distanza, morì … di polmonite, anche il Presiden-


te della Ceco-Slovacchia, Gottwald, per aver fatto impiccare
non pochi Ebrei sulle forche di Praga!..
È chiaro che il Giudaismo controlla tutto, attraverso la
Stampa, occultando o travisando ogni cosa, innalzando o at-
terrando chi vuole!
Crea artificiosamente “falsi idoli” a cui fanno erigere mo-
numenti, per mantenere l’inganno tra la massa.
A persuaderci, basti leggere quanto scrisse nella Sua enci-
clica “Divini Redmptoris” (c. 18) Pio XI:

«Un terzo potente aiuto al diffondersi del Comu-


nismo è una congiura del silenzio in una grande
parte della stampa mondiale non cattolica. Di-
ciamo “congiura” perché non si può altrimenti
spiegare che una stampa così avida di mettere in
rilievo anche i più piccoli incidenti quotidiani, ab-
bia potuto, per tanto tempo, tacere degli orrori
commessi in Russia, nel Messico e anche in gran
parte della Spagna, e parli relativamente così poco
d’una sì vasta organizzazione mondiale qual è il
Comunismo di Mosca. Questo silenzio è dovuto in
parte a ragioni di una politica meno previdente, ed
è favorito da varie forze occulte le quali, da tem-

42
po, cercano di distruggere l’ordine sociale cristia-
no».

A comprova di questo strapotere sulla Stampa di tutto il


mondo da parte dell’ebraismo, sono da citare anche questi due
fatti storici:
1°- il giurista sassone Eckert, dopo la pubblicazione del-
la sua opera: “La massoneria nel suo vero significato”, fu
ucciso da un misterioso assassino (Cfr. “ Die Fraeiermanuer
von Leipzig” del 17 Dicembre 1864).
2°- L’Autore Gougenot des Mousseaux dell’opera: “Les
Juifs, le Judaime et la Judaisation des peuple chrètiens”,
fu pure ucciso per veleno da un altro sconosciuto assassino!
(Cfr. Albert Muniot: “Le crime rituel chez le Juifs”, Paris
1924, pp. 320-321).
Per questo, lo scrittore A. Netchovolodow, nel suo libro:
“L’empereur Nicolas II et les Juifs”, scrive:
«Il fatto di parlare di questioni, riferentesi ad Ebrei e mas-
soni, mette immediatamente ogni investigatore in faccia al
mistero di questo silenzio voluto della falsificazione della
verità; e se riesce a terminare l’opera sua, superata la diffi-
coltà di trovare l’editore che la pubblichi e la divulghi, deve
affrontare il pericolo di soccombere o per veleno, o per un
colpo di rivoltella, o per accidenti provocati da mano mi-
steriosa» (Cfr. I. Vol. Etienne Chiron, edit. Paris, p. 67).

Potrei documentare, qui, una sequela di nomi e cognomi di


ispiratori e di esecutori di attentati, come pure dei direttori dei
moti rivoluzionari1.
Negli sconvolgimenti dell’Argentina, per esempio, nel
Giugno 1955, il Ministro dell’Interno, il giudeo Borlenghi,

1 Si legga Leo Taxil nella sua opera: “Les assassinats maçonique”, dove
vi è un lungo elenco di personaggi assassinati, ad opera della mano mas-
sonica.

43
ordinò ai suoi funzionari di Polizia di incendiare una bandiera
nazionale, ma poi ne attribuì la colpa ad elementi cattolici,
scatenando la rivoluzione col risultato che furono bruciate ben
70 chiese! Ma poi, vedendo sventati i suoi disegni, fuggì da
Buenos Aires per Montevideo il 2 luglio (Cfr. “L’Osservato-
re Romano” del 10 Luglio 1955).
A proposito di “attentati”, potevo ricordare anche l’atten-
tato di Serajevo del 28 Giugno 1914, fatto dallo studente
ebreo Gabriele Princip, che uccise a revolverate l’arciduca
Francesco Ferdinando e la consorte. Fu un assassinio che fe-
ce scatenare la “confragazione europea” con conseguente
sparizione di Regni ed Imperi!
Anche la Seconda “Guerra mondale” fu premeditata e
fatta eseguire, poi, dalla mente massonica di Mazzini e del-
l’ebreo generale Albert Pike!
Comunque, per renderci conto di questo sfondo criminale
dei Giudei, si legga lo studio, dal titolo “La morale giudai-
ca”, pubblicato sulla rivista “La Civiltà Cattolica”, nel 1893,
serie XV, vol. V, p. 145. Vi sono cose di tale gravità e prova-
te da una documentazione ineccepibile!

44
Benedetto XVI nella Sinagoga di Colonia.

45
(I Cristiani nel Talmud)
Sepher Or Israel (177b)
Se un Ebreo uccide un Cristiano non commette
alcun peccato.

Ialkut Simoni (245c)


Lo spargimento di sangue degli empi
offre un sacrificio a Dio.

Zohar (II,43a)
Lo sterminio dei Cristiani è un sacrificio
necessario.

Hilkhoth Akum (X,1)


Non fare un accordo e non mostrare
alcuna pietà per i Cristiani

Hilkhoth Akum (X,1)


Bisogna allontanare i Cristiani dai loro idoli,
oppure ucciderli.

46
Capitolo VI

UN FLASH
SULLA “RIVOLUZIONE FRANCESE”

Mentre gli Ebrei, fino al 1789, avevano avuto in Europa le


mani legate da una serie di leggi e disposizioni limitative – co-
me vestirsi in modo diverso; dover abitare nei ghetti; non po-
ter occupare certi uffici, ecc. – dopo quel tempo, ebbero via li-
bera in ogni campo! Così, i principii, i giacobini, gli Illumini-
sti, gli enciclopedisti, furono solo manifestazioni giudaiche,
esplosioni massoniche (cfr. Tali: la “Carboneria”, “L’Alta
Vendita”, “La Giovane Italia”, “I Circoli”, “I Giovani
Turchi”, che, guidati dal giudeo Enver Pascia (Annar Pa-
sciaà) atterrarono l’ultimo Sultano di Turchia).
Oggi, vediamo “La Yoga” in India; “I Martinisti”, in
Francia; “Il Rotary Club”, “I Cavalieri di …” (portano va-
rie denominazioni, come: “Le onorate Società”, “La Psicana-
lisi”, “La Dante Alighieri”, la “Corda Frates”; e poi: Associa-
zioni teosofiche, ginniche, scautistiche, e tanti altri raggrup-
pamenti, per i quali si confrontino le opere di Renè Guèon).
Da ciò si può dedurre quale enorme lavoro di penetrazio-
ne compia il giudaismo in tutto il mondo.

47
Il fondatore di “L’Alleanza Israelita Universale” poté af-
fermare: «La rete che Israele getta sul globo terrestre si al-
larga e si estende ogni giorno di più»!
Per cui, la Dichiarazione dei “Diritti dell’Uomo”, non so-
no altro che i “Diritti degli Ebrei”! Come lo attestano i “fat-
ti” della Storia!
Marat (Mara), per esempio, il ghigliottinatore della No-
biltà e del Clero, era discendente degli Ebrei espulsi dalla
Spagna nel 1942.
Perciò, l’ebreo Mosè Hess poté scrivere che, con la Rivo-
luzione Francese «si è iniziata l’epoca messianica, una nuo-
va èra per il giudaismo». E un altro scrittore ebraico affermò
addirittura: «Il Messia è venuto per noi il 28 febbraio 1789,
con i “Diritti dell’Uomo”»!
E il 19 marzo 1848, il massone Lamartine, in una riunio-
ne massonica poté dire: «È dal fondo delle nostre Logge che
furono emanati, prima, nell’ombra, poi, nella penombra e, in-
fine, nella piena luce, i sentimenti che finirono per produrre la
sublime esplosione di cui fummo testimoni nel 1789»!
E al Convegno massonico del 1904, il massone Bonnet,
esaltando gli enciclopedisti, precisò: «I nostri illustri fratelli
D’Alembert, Diderot, Helvetius, D’Holbach, Voltaire, Con-
dorcet, hanno compiuto l’evoluzione degli spiriti, preparato i
nuovi tempi. E quando la Bastiglia è crollata, la Framassone-
ria ha avuto il supremo onore di dare all’umanità la carta che
aveva elaborato con amore. È il nostro fratello Lafayette che,
prima all’Assemblea Costituente, ha presentato il progetto di
una Dichiarazione dei diritti naturali dell’uomo e del citta-
dino, vivente in società, per formare il primo capitolo della
Costituzione».
«Il 26 Agosto 1789, la Costituente, di cui più di 300 mem-
bri erano massoni, ha definitivamente adottato, quasi parola
per parola, tale quale era stato studiato in Loggia, il testo del-
l’immortale “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo”»!
Nel 1889, celebrandosi il 1° centenario della Rivoluzione
Francese, si tenne un Congresso mondiale massonico, al gran-
de Oriente, a Parigi. L’augurio e la profezia più ripetuti in quel

48
Congresso furono che per l’anno duemila il mondo cristiano
sarebbe finito (Cfr. “L’Univers” di Parigi del 5 agosto 1890).
Il cav. De Malet ripeteva che «gli Autori della Rivoluzio-
ne formano una nazione speciale che nacque e crebbe nelle te-
nebre, in mezzo alle nazioni civili, con lo scopo di sottomet-
terle tutte al proprio dominio».
L’ebreo Teofdoro Reinanìch, il 25 gennaio 1890, parlan-
do all’Assemblea Generale della “Societè des Etudes Jui-
ves”, rivendicava al giudaismo la paternità degli immortali
principii di “Liberté-Egalité-Fraternité”.
In un libretto dell’ebreo Alessandro Weil (Paris Dentu),
edito a Parigi col titolo: “La France catholique et athée”, a
p. 35 si legge: «Questa Rivoluzione (Francese) deista e mo-
saica fu come una freccia vittoriosa che fende il cristianesimo
e finirà col farlo totalmente sparire dal mondo».
A conferma di ciò, riporto da un foglio volante, edito dal-
la Loggia russo-ebraica “I Savi di Sion”, questo brano:
«Lo scopo principale, che é il dominio mondiale ebrai-
co, non è ancora raggiunto. Esso sarà, però, raggiunto, e ci
sta già vicino più di quel che le masse dei cosiddetti Stati
cristiani se lo immaginino… Lo zarismo russo, l’impero te-
desco e il militarismo sono abbattuti; tutti i popoli sono
spinti verso la rovina. Questo è il momento in cui si inizia
il vero dominio dell’ebraismo» (Citaz. in Meister, “Judas
Schuldbuch, 5.a ediz., p.171).
Come salvarsi, allora, da questo polipo dalle mille teste,
quando l’ebreo Marcus Eli Ravage, in “Century Magazine”
ebbe a scrivere: «È con sollievo che noi riconosciamo che il
“goim” non saprà mai scoprire la vera gravità della nostra
colpa».
Pare proprio che il Giudaismo sia diventato come un de-
monio incarnato, sia il flagello di Dio sul mondo, sia la per-
sonificazione dell’anticristo, l’emulo in terra della ribellio-
ne satanica avvenuta nel Cielo!
Certo, è un’azione atroce che essi stanno compiendo, ma
la sanno camuffare con parole ingannatrici e fallaci promesse!
Ma perché sono ben pochi, ancora, che hanno compreso

49
l’immenso cumulo di danni che quei “dementi” figli di Sata-
na ci hanno finora arrecato? Eppure non sono pochi gli scrit-
tori che hanno segnalato questa realtà della minaccia ebraica!
(Cfr. “Bibliografica ebraica e giudaica” di C. Barducci, Roma
1938). Possibile che tutti costoro abbiano sbagliato? Sembre-
rebbe trattarsi del “figlio morto” e del “figlio vivo” del salo-
monico giudizio, o meglio dell’urto di due opposte concezio-
ni messianiche: quella della Sinagoga, fondata sul “tibi da-
bo” di Satana (regno materiale; beni di questo mondo), e
quella di Cristo, fondata pure sul “tibi dabo” (regno spiri-
tuale; beni celesti) (Cfr. Mt. 16,19).
Per questo, si rifletta su l’essenza del “credo” giudaico,
ben chiarito dallo scrittore Werner Sombart, nella sua ope-
ra: “Les juifs et la vie economique”:
«La principale caratteristica della religione ebrea è
quella di essere una religione che nulla ha a che veder con
l’al di là; una religione, tanto per spiegarsi bene, unica nel
suo genere ed essenzialmente terrestre. L’uomo non può
sperimentare il bene o il male che in questo mondo. Se Dio
vuole castigarlo, non può farlo che nel corso della sua vita.
Quindi, è quaggiù, sulla terra, che il giusto deve prosperare e
l’empio soffrire».
Ma è la solita balordaggine del popolo ebraico dalla “testa
dura” che Mosè, quando scese dal monte dove aveva incon-
trato Dio e avuto da LUI le tavole della legge, vedendo il suo
popolo adorare il “Vitello d’oro”, preso di sdegno, infranse le
Tavole della Legge!
Oggi come ieri!
Sisto da Siena, un giudeo convertito del XVI secolo, nella
sua opera “Bibliotheca sancta” (cfr. Rohrbacher, nella sua
“Storia Universale”, v. 8, p. 696, Torino 1865) scrive che,
nell’edizione del “Talmud” si leggeva, tra l’altro, questo pre-
cetto: «Dio ha ordinato ai Giudei di appropriarsi i beni dei
Cristiani, sempre che il potranno, sia con la frode, sia con
la violenza; ovvero con la usura e col furto»!
Che DIO ci salvi!

50
Copertina di una edizione prestigiosa del Talmud.

51
(I Cristiani nel Talmud)
Chagigah (15b)
Un Ebreo è considerato buono, nonostante
i peccati che commette.

Baba Kama (113b)


È permesso ingannare i Cristiani.

Iore Dea (159,1)


L’usura è ora consentita, per qualsiasi motivo,
ai Cristiani.

Baba Kama (113a)


L’Ebreo può mentire e giurare il falso
per far condannare un Cristiano.

Iore Dea (158,1)


Anche i Cristiani non nemici non devono
essere salvati.

52
Capitolo VII

ANTISEMITISMO

La campagna antisemitica è, oggi, portata avanti dagli


stessi Ebrei. Ma è artificiosa. Lo scopo è di arrivare a incri-
minare chiunque critichi gli Ebrei, perché chi li critica si ren-
de reo di un delitto superiore a quello di “lesa maestà”! Ma è
un altro ennesimo colpo della perfidia giudaica per incastrare
tutti quelli che, intelligentemente, si prefiggono di studiare,
sul piano storico, in profondità, tutte le accuse che si sono fat-
te ai Giudei attraverso i secoli. Credere che l’antisemitismo sia
determinato da semplici motivi di religione o di razza è un
grosso equivoco oltre che un errore. Chi fosse antisemita per
questo, sarebbe una persona incivile e non intelligente!
Ma altre sono le cause che hanno determinato questo sen-
tire, ossia quelle che ravvisano nei Giudei della gente con un
comportamento da cospiratori per ordire danni gravissimi a
tutto il genere umano, quali: mettere la discordia nell’interno
delle Nazioni, mediante intrighi; preparare e far scoppiare le
rivoluzioni e le guerre tra popolo e popolo; concepire e lavo-
rare per lo sterminio della società e, soprattutto, per la distru-
zione del Cristianesimo.

53
Lo scrittore Osman Bey, nella sua pubblicazione: “Gli
Ebrei alla conquista del mondo” (Venezia 1883, p.51) scri-
ve:
«In ogni paese si è costituita una Associazione
compatta e onnipossente, composta da uomini
intelligenti, attivi e senza scrupoli, (i.e.: sezioni
della “Alleanza Israelitica Universale”), i quali
si sono arrogati una specie di diritto d’im-
mischiarsi in tutti gli affari, di sfruttare la cre-
dulità umana, e di educare perfino la gioventù
secondo le loro idee.
“Una simile Associazione costituisce, evidente-
mente, da sé sola, una potenza formidabile, più
forte della Chiesa; una potenza dinanzi alla
quale noi non siamo, or più altro, che schiavi».

Quindi, come può essere onesto condannare chi mette in


guardia contro questa peste giudaica, ed essere trattato come
un malfattore, degno di sanzioni penali?
Il principio dei “Diritti dell’uomo”, può valere solo per
chi nutre in sé un vero senso della rettitudine, ma non può va-
lere per chi, invece, lo interpreta come “un diritto pei delin-
quenti di fare tutto il male che vogliono”!

L’Autore, Louis Marschalko, in un suo volume pubblica-


to a Londra nel 1958, dal titolo: “The World conquerors.
The real war criminals”, ossia “I conquistatori del mondo. I
veri criminali di guerra” (Editore: Joseph Sueli Publications,
81 Fulham Park Gardens, London S.W. 6) riporta alcuni dati
statistici, i quali testimoniano chiaramente le reali dimensioni
dell’invadenza giudaica, come nell’O.N.U., divenuto la più
potente manifestazione dell’invadenza ebraica. È già un “Su-
per Governo Mondiale” costituito, nei posti-chiave, da ele-
menti totalmente di stirpe giudaica.
Le statistiche, lì riportate, sono aggiornate solo al 1951, e
i nomi riportati sono tutti di nazionalità giudaica. Ma anche
oggi, se pur ce ne fossero anche di non ebrei, le posizioni-

54
chiave, però, non sono certo mutate! Ma che si rende conto di
ciò? Eppure, questa arrampicata ai vertici del governo del
mondo, senza aver dato nell’occhio ad alcuno, come non cre-
dere che gli Ebrei sappiano fare altrettanto in tutte le Nazioni,
coadiuvati dagli agenti massoni, per stabilire la loro influenza
nei Parlamenti, nei Governi, nella Stampa, nei Partiti e nei po-
sti-chiave d’ogni singolo Stato? Quanto sia reale l’esistenza
della loro mente direttiva che manovra, – sempre in sordina! –
su cala mondiale e con scopi ben precisi, si pensi agli attuali
Stati afro-asiatici, sorti in rivolta contro gli Imperi coloniali i
cui “piani”, però, furono predisposti (previe penetrazioni mas-
soniche!) e protetti dalle Nazioni Unite, ossia voluti dall’E-
braismo!
Ed è bene sapere che tutti i leaders che diressero quei
moti rivoluzionari furono degli illustri massoni, strumenti,
più o meno inconsci, dell’ebraismo, quali: un Washington
e un Lafayette, nel Nord-America; un Bolivar, un Juarez,
un San Martin, un Belgrano, un Santander, ecc…, nell’A-
merica Meridionale. E così via!..

55
(I Cristiani nel Talmud)
Hilkkoth Akum (X,1)
Non salvare i Cristiani in pericolo di morte.

Choshen Ham (425,5)


Quelli che non credono nella Torah
devono essere uccisi.

Zohar (I,25a)
I Cristiani devono essere distrutti
perché sono idolatri.

Obadiam
Quando Roma verrà distrutta,
Israele sarà redenta.

Abhodah Zarah (26b) T.


Anche il migliore dei Goim
deve essere ucciso.

56
Capitolo VIII

IL PROBLEMA SOCIALE

I lavoratori o, meglio, le masse operaie si son gettate nel


Partito Comunista perchè hanno fatto credere loro che il
trionfo di quella dottrina avrebbe risolto la loro penosa situa-
zione economica non, certo, secondo la cristiana giustizia.
Purtroppo, la disuguaglianza e la varietà sono insite in na-
tura (capacità, intelligenza, forza fisica e morale, carattere,
età, ecc…) e sarà sempre impossibile livellare tutti sullo stes-
so piano. Ma l’umanità non può essere uno scannatoio, né un
postribolo, né un serraglio di belve, bensì una famiglia umana
su cui deve trionfare non la materia ma lo spirito d’amore. La
soluzione della questione sociale, perciò, non può essere ri-
solta che alla luce di Cristo e del suo Vangelo.
Credere che si possa imporre la giustizia sociale per mez-
zo della violenza e della forza, significa volere, prima o poi,
dei movimenti inevitabili di contro-reazione, o di rassegnazio-
ne supina alla tirannide e alla schiavitù.
I lavoratori dovevano essere, invece, istruiti sul fatto che il
Comunismo non era altro che una colossale truffa, ordita da

57
supercapitalisti ebrei che volevano servirsi del proletariato, af-
famato e abbrutito, come sgabello ai propri interessi: impa-
dronirsi del mondo, dei beni di tutti e di tutte le risorse, di-
struggere il Cristianesimo e portare le masse alla schiavitù.
È l’eterna illusione di chi vuol preferire Barabba a Ge-
sù Cristo!
Si tenga presente il monito di Dante Alighieri, che riassu-
me in pochi versi la questione sociale:

«Siate, Cristiani, a muovervi più gravi:


Non siate come penna ad ogni vento,
E non crediate ch’ogni acqua vi lavi.

Avete il Vecchio e il Nuovo Testamento,


E il Pastor della Chiesa che vi guida:
Questo vi basti al vostro salvamento.
Se mala cupidigia altro vi grida,
Uomini siate e non pecore matte,
Sì che il Giudeo tra voi di voi non rida»!

(Par. V )

Già aveva detto:

«… Oh, creature sciocche,


Quanta ignoranza è quella che v’offende!».

(Inf., VII)

Guardate, su guardate, al progressivo aggravarsi della si-


tuazione del mondo. Per l’addietro, le guerre si combattevano
tra Nazioni e Nazioni; poi, si è visto le coalizioni contro Na-
poleone; in seguito, venne la guerra europea e, infine, le Guer-
re mondiali. Oggi, siamo alla vigilia dello scontro tra Oriente
ed Occidente.

58
Intanto divampano le lotte tra i Partiti e, dentro di essi, si
verificano i contrasti, i dissensi, le scissioni. E voi credete an-
cora che tutto questo sia un moto spontaneo, naturale? Nessu-
no dubita, invece, che questo sia frutto d’una precisa intelli-
genza che opera nel buio, e che i poteri, i comandi del mondo
siano, ormai, invece in mano di una vasta camorra, d’una ma-
snada di criminali e di complici, più o meno responsabili?

Ancora Dante diceva:

«Che dove l’argomento della mente


S’aggiunge al malvolere ed alla possa,
Nessun riparo vi può far la gente!»

(Inf., XXXI)

Di questa realtà tragica, si legga anche quelle parole che


uscirono sul giornale ebraico “Jewish Chrinicke” del 3 mar-
zo 1939, che si pubblicava in Inghilterra:

«Il problema ebraico avrà sviluppi che faran


fremere tutti dirigenti politici sensati. Il proble-
ma ebraico si alzerà dinanzi ad essi con una
forma ed una realtà così pressante e così acuta,
come mai nel corso della storia.
I dirigenti politici delle varie nazioni potranno
fare ciò che vorranno, ma non si sbarazzeranno
del problema ebraico. Questo apparirà, come la
testa della famosa idra, in tutti gli ambienti di-
plomatici e sbarrerà il passo ad ogni tentativo
di distensione internazionale. Un problema è
tale che noi ebrei non lasceremo la pace al mon-
do, per quanto zelo possano impiegare gli uo-
mini di Stato e gli angeli della pace per conse-
guirla…».

59
Chiaro?.. «e questo fia suggel che ogni uomo sganni!».
(Dante)

Ma voglio portare ancora un altro “documento”, emana-


to da Comitato Centrale della Sezione di Pietrogrado del-
la “Lega Internazionale Israelita” nel 1919, scritto, origina-
riamente, in ebraico, ma poi tradotto e pubblicato il 31 gen-
naio 1919 dai giornali “Postimees” di Tartu (Estonia) e “Tee-
taja” di Revel, e ristampato a Berlino dal giornale russo
“Prizyf” (L’appello), il 6 febbraio 1920, e dal quotidiano pa-
rigino “L’Action Française”, e da molti altri.
Da sapere anche che la notte del 9 dicembre 1918, duran-
te lo scontro con le forze bolsceviche ai confini della Estonia,
nel portafogli del comandante del II reggimento dei tiratori,
l’ebreo Zunder, fu trovata la seguente circolare-confidenzia-
le, in cui si descrive l’attività degli Ebrei e la loro segreta or-
ganizzazione in Russia. Eccola:

«Confidenziale. Ai rappresentanti delle Sezioni dell’U-


nione Internazionale Israelita.
Figli d’Israele! L’ora della nostra vittoria finale è vici-
na. Noi siamo alla vigilia della nostra egemonia universa-
le. Quello che ci sembrava un sogno ora si trasforma in
realtà. Deboli ed abbandonati ancora poco tempo fa, ora
noi, grazie alla generale catastrofe mondiale, alziamo con
fierezza il capo.
Però noi dobbiamo essere prudenti perché si può pre-
vedere con certezza che, dopo aver calpestato gli altari e i
troni distrutti, noi dovremmo proseguire nella direzione
stabilita.
Noi abbiamo sottoposto, coi mezzi dell’abile propagan-
da e delle rivelazioni compromettenti, ad una critica spie-
tata ed alla derisione l’autorità e le credenze della religio-
ne a noi estranea. Noi abbiamo rovesciati i santuari degli
altri popoli, abbiamo scosso la loro civiltà e le loro tradi-
zioni.
Noi abbiamo fatto tutto per sottomettere il popolo rus-

60
so alla potenza nostra e per costringerlo finalmente, ad in-
ginocchiarsi davanti a noi. Noi abbiamo conseguito quasi
tutto; però... noi dobbiamo essere prudenti perché la Rus-
sia asservita è il nostro nemico secolare. La vittoria su di
essa ottenuta col nostro genio potrebbe, nelle generazioni
future, essere rivolta contro di noi.
La Russia è atterrata, è sotto il nostro dominio; ma non
dimenticate neanche per un minuto che dobbiamo essere
prudenti e cauti. La sacra lotta per la nostra sicurezza non
ammette né compassione né pietà.
Finalmente noi abbiamo visto la miseria e le lagrime
del popolo russo. Dopo avergli tolto il suo patrimonio e l’o-
ro noi abbiamo trasformato questo popolo in una razza di
miserabili schiavi.
Siate prudenti e parchi di parole. Noi dobbiamo essere
spietati verso il nemico; bisogna estirpare da esso i miglio-
ri elementi affinché la Russia asservita non possa avere un
condottiero.
Con tale metodo noi elimineremo qualsiasi possibilità
di ribellione al nostro dominio. Bisogna svegliare l’odio di
parte e le lotte intestine fra gli operai e i contadini. La
guerra e la lotta di classe distruggeranno i tesori culturali
creati dai popoli cristiani. Ma siate cauti, figli d’Israele. La
nostra vittoria è vicina perché la nostra potenza economi-
ca e politica e la nostra influenza sulle masse popolari au-
mentano. Noi accaparriamo i prestiti statali e l’oro e per
questo dominiamo le borse del mondo. La forza è nelle no-
stre mani, ma siate prudenti! Non abbiate fiducia nelle for-
ze oscure e illusorie.
“Bronstein” (alias Trotzky), “Apfelbaum” (Zinovieff),
“Rosenfeld” (Kameneft), “Steinberg” sono tutti, come pu-
re molti altri, fedeli figli d’Israele. La nostra potenza in
Russia è illimitata. Nelle città, nei commissariati, nelle
commissioni d’approvvigionamento, nei comitati casalin-
ghi, ecc. i rappresentati del nostro popolo sono ai posti di
comando.
Non inebriatevi della vittoria, siate prudenti, perché

61
nessuno potrà difendervi eccetto voi stessi.
Ricordatevi che non si può contare sull’Armata Rossa
perché essa potrebbe rivolgere subitamente le armi contro
di noi.
Figli d’Israele! È vicina l’ora in cui noi otteniamo la
tanto agognata vittoria sulla Russia! Serrate le file! Diffon-
dete la politica nazionale nel nostro popolo, lottate per i
nostri ideali eterni».

È un altro “documento” che fa pensare! Basterebbe anche


solo la sua autenticità per convincere anche l’uomo più ottuso
su quanto siano colpevoli gli Ebrei sul loro lavoro diabolico
per liquidare il Cristianesimo e, con Esso, l’umanità intera!
Non vale, quindi, il dire che siccome Gesù era giudeo per
cui si deve onorare i Giudei; ma sarebbe, questo, come dire
che, siccome i demoni sono di stirpe angelica, dunque, per
questo, li dobbiamo venerare!
Di conseguenza, come ci dobbiamo guardare dai demoni,
angeli ribelli a Dio Padre, così dobbiamo guardarci anche dai
Giudei, da questo popolo riprovato, in odio a Dio Figlio e Spi-
rito Santo!
Certo, non dobbiamo avere alcun odio contro di loro, anzi
pregare il Signore che ne abbia misericordia e li converta (ma
S. Paolo afferma che essi si convertiranno solo alla fine dei
tempi!
Perciò, è da stolti non salvaguardarsi da loro, nemici giu-
rati di Cristo e della Sua Chiesa!

“Non odi consiglio?


Soccorso non vuoi?
È giusto se poi
Non trovi pietà!

Chi vede il periglio


Né cerca salvarsi,
Ragion di lagnarsi
Del fato non ha!”

62
Purtroppo, fu la Chiesa che, nel Vaticano II, non solo non
aprì gli occhi, ma anzi ha voluto modificare perfino la pras-
si della stessa Chiesa adottata da venti secoli nei confronti
dei Giudei, aprendo a loro non solo la porta, ma dando loro
persino ogni patente di circolazione nell’interno della Chiesa
stessa, quasi indifferente, ormai, di fronte alle stragi di anime
che l’ebraismo ha sempre fomentato tra il popolo cristiano.
Come si poteva chiudere gli occhi sulla responsabilità giudai-
ca, causa prima delle guerre, delle rivoluzioni, del settarismo,
dell’eresia, del nascere ed affermarsi del comunismo; della
bomba atomica, del dilagare dell’immoralità e dell’ateismo?
E come si poteva arrivare a non credere più che i Giu-
dei fossero colpevoli del delitto di deicidio, contro la stessa
Rivelazione, i Vangeli, la Storia?
E come si poteva arrivare a quegli inspiegabili “mea
culpa” verso di loro, quando le persecuzioni che si ebbero
in ogni epoca i Giudei, non avvennero mai per motivi reli-
giosi, ma esclusivamente per la loro perfidia, aggressività, in-
vadenza e prepotenza con i Paesi che pure li avevano genero-
samente ospitati entro i loro confini?
E non fu Gesù stesso a qualificarli con parole roventi e du-
re e gravi fino a dire:
«Non buttate le vostre perle davanti ai porci, perché le
pestino coi loro piedi e si rivoltino a sbranarvi”? (Mt. VII 6)
Che poi si sia voluto anche il “dialogo” (impossibile) con
gli Ebrei, fu un errore tale che più grande non si poteva fare,
per le conseguenze disastrose che si sono già avverate e che
ancor più si avvereranno! Una vera spada di Damocle che or-
mai è scesa e percuote, camuffata di antisemitismo!
Purtroppo, la loro frode continua ad ogni livello, moltipli-
cando l’iniquità e intossicando tutto il corpo ecclesiale, sì da
raffreddare la Carità in molti e facendo brancolare nel buio
quasi tutti i fedeli!
Dio voglia concederci un novello S. Atanasio, il quale ab-
bia tanta forza da capovolgere le idee contaminate e far rien-
trare la Gerarchia della Chiesa sulla scia sicura della Rivela-
zione di Cristo! Amen!

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Benedetto XVI col Rabbino di Roma, Riccardo Segni.

64
?
Indice

Proemio 7

Capitolo I 11
Massoneria - Comunismo - Stampa

Capitolo II
Governo del mondo e crisi economiche 23

Capitolo III
Gravi documenti 27

Capitolo IV
Sotto il loro giogo 35

Capitolo V
Il “crimine”, norma del Giudaismo 41

Capitolo VI
Un flash sulla “Rivoluzione francese” 47

Capitolo VII
Antisemitismo 53

Capitolo VIII
Il problema sociale 57
Finito di stampare il 23 settembre 2012
presso Com & Print. (BS)
– Italia –
sac. Luigi Villa

Luigi Villa
LE TRE “RETI” EBRAICHE
La Menorah, candelabro a sette bracci è il simbolo an-
che dell’Alta Massoneria ebraica dei B’nai B’rith.
In una riunione segreta, tenuta a Parigi nel 1936, i
membri della Loggia segreta giudaica dei B’nai B’rith,
tra l’altro, hanno detto:

Le tre “reti”
– «Abbiamo coperto la Chiesa Cattolica con
le più abominevoli calunnie; abbiamo falsifi-
cato la sua storia e abbiamo sporcato le sue
più nobili attività; abbiamo imputato ad essa

ebraiche
la malvagità dei suoi nemici».

– «Fate divenire Cardinali e Vescovi qualcu-


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no dei nostri figli, in modo che essi distrug-


gano la Chiesa Cattolica!».

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