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Edifici in muratura 

Dimensionamento di tiranti per edifici in muratura 
secondo le recenti normative 
 

Calcolo di edifici in muratura


(www.edificiinmuratura.it)

Bibliografia:

Michele Vinci – Metodi di calcolo e tecniche di consolidamento per edifici in muratura – 2a


edizione – Dario Flaccovio Editore – 2018

Software:

CdT – Scaricabile gratuitamente dal sito www.edificiinmuratura.it


 

 
Indice

1 – Cenno sulle funzionalità dei tiranti………………………………………………………5 


2 – Valutazione della resistenza……………………………………………………………..6 
2.1 – Resistenza del cavo………………………………………………………………….7 
2.2 – Resistenza della muratura (punzonamento)………………………………………7 
2.3 – Resistenza del capochiave………………………………………………………….8 
3 – Esempio…………………………………………………………………………………..10 
4 – Software…………………………………………………………………………………..13 
Bibliografia…………………………………………………………………………………….14 


 

 
Dimensionamento di tiranti per edifici in muratura secondo le
recenti normative

1 – Cenno sulle funzionalità dei tiranti

Come noto, i tiranti rappresentano una tecnica di consolidamento molto diffusa ed


efficace per rinforzare edifici in muratura. Sono utilizzati per ridurre la vulnerabilità nei
confronti di molte tipologie di meccanismi locali (vedi figura 1), per incrementare la
resistenza nel piano delle pareti (vedi figura 2) e per ridurre gli effetti delle spinte
orizzontali di elementi spingenti (vedi figura 3).

Figura 1 – Contributo dei tiranti nei meccanismi locali

In tutti i casi di intervento sopra menzionati, la resistenza di una struttura in muratura


aumenta per via della forza di trazione trasmessa dal tirante e quantificata da apposite
verifiche. Data forza di trazione richiesta (TS – sollecitante) al tirante che consente di
raggiungere il grado di sicurezza voluto, occorre di conseguenza dimensionare lo stesso
tirante affinché resista alla suddetta forza di trazione (TR – resistente). In questo
documento non saranno trattate le tecniche di calcolo per valutare la forza di trazione
richiesta dal tirante (per questo si rimanda al testo riportato in bibliografia), ma quella per
dimensionare il tirante a resistere alla prefissata forza di trazione TS.

 
Figura 2 – a) Comportamento della parete in assenza di tiranti; b) Comportamento della parete in
presenza di tiranti

Figura 3 – a) Comportamento della volta in assenza di tiranti; b) Comportamento della volta in


presenza di tiranti

 
2 – Valutazione della resistenza

Le dimensioni del tirante sono soddisfacenti quando la resistenza (TR) è maggiore o


uguale dell’azione sollecitante (TS):

TR ≥ TS (1)

La resistenza TR (massima forza di trazione che riesce a sopportare) di un tirante


dipende da quella del cavo di cui è costituito (Tt), da quella della muratura dove applicato
(Tm) e da quella del capochiave (Tc) e si ottiene dalla seguente relazione (in questo
contesto si tratta la sola sezione circolare, sia per il capochiave che per il cavo; per
ulteriori geometrie consultare i testi in bibliografia):

TR = min(Tt, Tm, Tc) (2)



 
2.1 – Resistenza del cavo

La resistenza del cavo (Tt) è data dalla seguente relazione:

π  d2
Tt  fyd (3)
4

dove fyd è la resistenza di calcolo dell’acciaio e d il diametro della sezione trasversale del
cavo.

2.2 – Resistenza della muratura (punzonamento)

La resistenza della muratura dipende dalla geometria del capochiave, dallo spessore
della parete e dalle caratteristiche meccaniche della muratura. La massima trazione
applicabile al tirante (Tm) per effetto della resistenza della muratura è data dal minimo di
due contributi, quello della resistenza a trazione (Tm,a) e quello della resistenza a taglio
(Tm,t) della muratura stessa:

Tm = min(Tm,a, Tm,t) (4)

Si prenda in considerazione un tirante con capochiave circolare di diametro D. Lo sforzo


normale di trazione Tm,a del tirante genera sulla muratura, attraverso il capochiave, uno
stato tensionale che tende a far staccare una porzione di muratura in prossimità del
capochiave stesso. Si fa l’ipotesi che la muratura che si stacca ha una forma
troncoconica con inclinazione delle pareti laterali a 45°. Il diametro minore del
troncocono di muratura (D) è pari al diametro del capochiave, mentre quello maggiore
(D+2t) è pari al diametro del capochiave più due volte lo spessore della parete t (vedi
figura 4).

Figura 4 – Tensioni normali (a) e tangenziali (b) sulla superficie del cuneo di distacco

 
Per effetto della forza Tm,a trasmessa dal tirante si genera sulla superficie di distacco uno
stato tensionale di trazione. Fino a quando la tensione è inferiore al valore limite, il
sistema è in equilibrio. Per valori di tensioni superiori a quella limite, avviene il distacco
del tronco di cono. La componente parallela al tirante della resistenza della muratura per
trazione è data dalla seguente (per evitare di allungare notevolmente il documento si
omettono i passaggi):

Tm,a  π  fctd  t   t  D  (5)

dove si indica con fctd la resistenza di calcolo a trazione della muratura.

Per il calcolo della resistenza massima per taglio (Tm,t) si ipotizza che il solido di distacco
sia un cilindro il cui diametro si ottiene dall’intersezione della superficie del tronco di cono
(visto nel caso precedente) con il piano medio del muro (vedi “b” di figura 4). In definitiva,
la resistenza è data dalla seguente:

Tm,t  t  (D  t)  ( π  fvd0  2  n  σ0 ) (6)

dove fvd0 è la resistenza tangenziale in assenza di carichi verticali, 0 è la tensione media


di compressione in corrispondenza del tirante ed n il coefficiente di attrito generalmente
posto pari 0.4.
Dalla (5) e dalla (6) si evince che la resistenza del tirante per effetto della muratura
dipende dal diametro (D) del capochiave e dalla resistenza a trazione (fctd) e tangenziale
(fvd0) della muratura. Da quanto detto, se si vuole aumentare la resistenza Tm occorre
incrementare le dimensioni della chiave o la resistenza della muratura (per esempio
attraverso un consolidamento che comporta l’incremento dei parametri fctd ed fvd0).

2.3 – Resistenza del capochiave

La forza di trazione del tirante viene equilibrata dal capochiave per effetto del contatto
con la muratura. Affinché il tirante sia efficace, il capochiave deve essere dimensionato
in maniera tale da essere capace di contrastare la suddetta forza. Viste le modeste
dimensioni degli elementi, per il dimensionamento si propongono metodi di calcolo
approssimati a vantaggio della sicurezza.
Per semplicità, si ipotizza che il capochiave si mantiene rigido e la forza di trazione
trasmessa dal tirante viene equilibrata da una tensione  uniformemente distribuita su
tutta la superficie di contatto del capochiave con la muratura (vedi figura 5).
Di seguito si riporta il dimensionamento per la sezione circolare.
Data la forza Tc trasmessa dal tirante, la tensione  sulla piastra è data dalla seguente
relazione:

Tc
Tc  σ  A  σ  (7)
A

dove A è la superficie del capochiave a contatto con la muratura.


Un metodo semplificato per calcolare le azioni sollecitanti sul capochiave è quello di
considerare la piastra di contatto con la muratura incastrata sull’asse orizzontale
passante per il baricentro (asse x-x di figura 5) della piastra stessa e sollecitata da due

 
forze applicate nel baricentro di ogni semicerchio. In altre parole, la piastra si considera
costituita da due semicerchi incastrati sull’asse x-x. Sotto queste condizioni, nota la forza
Tc e la geometria della piastra, è possibile calcolare il taglio V ed il momento M
all’incastro:

M
Tc
y 
Tc 2 D
2 G 2 3 π
 
Tc D
3 π
(8)

Tc
V (9)
2

considerando che la forza Tc / 2 su ogni semicerchio sia applicata nel baricentro (yG)
dello stesso semicerchio (vedi figura 5).

Figura 5 – Schematizzazione del capochiave circolare

Dalle note espressioni della Scienza delle Costruzioni sulla verifica a flessione e taglio, si
determinano le corrispondenti tensioni assiale e tangenziale massime sulla sezione:

M ymax
σ  x,y   (10)
I

V S
τ  x,y   (11)
I b

La verifica si effettua confrontando la tensione ideale con la tensione di calcolo secondo


la nota espressione di Von Mises di seguito riportata:

σid  x,y   σ2  x,y 3  τ2  x,y   fyd (12)


 
3 – Esempio

Dimensionare il tirante per resistere ad una forza di trazione pari a TS = 5500 daN.

Dati

- Spessore della parete (t) : 50 cm


- Tensione normale media (0) : 1.2 daN/cm2
- Livello di conoscenza : LC2
- Tipologia di muratura : mattoni pieni
- Coefficiente di sicurezza della muratura (m) :2

Soluzione

Come detto sopra, occorre dimensionare il cavo e il capochiave in modo che sia
soddisfatta la relazione (1). Sia per il cavo che per il capochiave si utilizza l’acciaio S235,
la cui resistenza di calcolo è 2238 daN/cm2 (si divide la resistenza caratteristica per il
coefficiente di sicurezza 1.05).
Nota la forza di trazione TS, dalla (3) è possibile valutare il diametro minimo da attribuire
al cavo del tirante:

4  TS
dmin   4  5500  1.77 cm
π  fyd π  2238

Dalla precedente si deduce che il diametro minimo richiesto è di 17.7 mm. Si assume il
diametro commerciale di 18 mm. Dalla (3) si ottiene:

π  d2 π  1.82
Tt  fyd  2238  5695 > 5500 daN (13)
4 4

Per valutare la resistenza del tirante per effetto del punzonamento sulla muratura
secondo le espressioni (5) e (6) occorre definire i parametri meccanici di calcolo del
materiale. Tenendo conto del livello di conoscenza LC2 (FC = 1.20), del coefficiente di
sicurezza (m = 2) e dei parametri del materiale riportati in tabella C8A.2.1 della Circolare
617/2009 (relativamente al materiale mattoni pieni e malta di calce), è possibile ricavare i
parametri meccanici di calcolo della muratura. I suddetti parametri sono riassunti nella
tabella 1 (i valori medi riportati nella tabella C8A.2.1 devono essere divisi per m ed FC).

0 fctd fvd0


[daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2]
0.317 0.475 0.317
Tabella 1 – Parametri meccanici di calcolo della muratura

Per il capochiave si assume un diametro pari a 30 cm. Applicando la (5) e la (6) si


ottiene:

10 
 
Tm,a  π  0.475  50   5030   5969 daN

Tm,t = 50  (30  50)  ( π  0.475  2  0.4  1.2) = 9809 daN

Dalla (4) si ottiene:

Tm = min(5969, 9809) = 5969 daN (14)

Per la verifica del capochiave occorre valutare le sollecitazioni attraverso la (8) e la (9).
Posto Tc = TS si ottiene:

5500  30
M  17507 daNcm (15.a)
3 π

5500
V  2750 daN (15.b)
2

Per effettuare la verifica del capochiave occorre definire le dimensioni di primo tentativo
di tutte le parti di cui è costituito (vedi figura 6).

Figura 6 – Particolare costruttivo del capochiave

Note le sollecitazioni date dalle (15), dalla (10) e dalla (11) si ottiene rispettivamente la
tensione normale e tangenziale massima nella sezione di verifica (per la valutazione dei
diagrammi delle tensioni si rimanda al testo riportato in bibliografia). I valori massimi
delle suddette tensioni sono riportati nelle (16) (vedi figura 7):

σ  x,y   1479 daN / cm2 (16.a)

τ  x,y   593 daN / cm2 (16.b)

Sostituendo le (16) nella (12) si ottiene la tensione ideale data dalla (17):

11 
 
σid  x,y   14792 3  5932  1801  2238 daN/cm2 (17)

Figura 7 – Tensioni sulla sezione di verifica del capochiave

Nella (17) le tensioni  e  sono state sommate come se ottenute nello stesso punto
della sezione. In realtà, dove la tensione  è massima quella  è minima. A rigore non
dovrebbero essere sommate ma presi i valori corrispondenti all’ordinata considerata per
come riportato nei diagrammi (vedi figura 7). In ogni caso, combinare le tensioni come
fatto nella (17) porta ad una verifica a vantaggio di sicurezza.
Dai valori ricavati dalle relazioni (3), (4) e (12) si deduce che la (1) risulta essere
verificata. Ciò implica il corretto dimensionamento del tirante. Il tirante riportato in figura 6
resiste ad una forza di trazione maggiore di quella sollecitante di 5500 daN.

12 
 
4 – Software CdT

Il dimensionamento del tirante può essere fatto agevolmente attraverso l’utilizzo del
software gratuito CdT (Calcolo di Tiranti).

Note le dimensioni del tirante, il software ne effettua la verifica. Restituisce la relazione di


calcolo in formato rtf dove si riportano dati e risultati ed un particolare costruttivo in
formato dxf del tirante.

Il software può essere scaricato gratuitamente dal sito www.edificiinmuratura.it

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Bibliografia

Metodi di calcolo e tecniche di consolidamento per edifici in


muratura – II edizione

Michele Vinci

Dario Flaccovio Editore

www.edificiinmuratura.it

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