Sei sulla pagina 1di 1

DOPPIO QUARTETTO

1° Quartetto: Violino, Viola, Violoncello, Pianoforte

- G. Fauré: Quartetto op. 15 in do min per pianoforte e archi (1876) (1° mov.: Allegro Molto Moderato)
- G. Mahler: Quartetto in la min per pianoforte e archi (1876) (Nicht zu schnell)

2° Quartetto: 2 Violini, Violoncello, Pianoforte

- A. Dvorak: Bagatelle op. 47 (1878)


- F. Luzzatto: Suite per Quartetto op. 51 (1892)

Evento assai raro nella usuale prassi concertistica, questa sera potremo ascoltare due diverse formazioni
cameristiche composte dagli stessi esecutori: questo grazie alla duttilità della nostra violinista, che si
alternerà alla viola nel corso del concerto.

Questo piccolo cambio nell’organico strumentale segna però una fondamentale differenza nella scelta del
repertorio; da un lato abbiamo infatti la formazione classica del “piano quartet” (violino, viola, violoncello,
pianoforte), che vede rappresentati tutti gli archi e che dalla fine del ‘700 è stata usata da tutti i grandi
compositori per scrivere autentici capisaldi della musica da camera: vedi i lavori di Mozart, Schumann e
Brahms.

Nella seconda parte invece la formazione “due violini, violoncello, pianoforte” (quest’ultimo addirittura
rimpiazzabile con harmonium) rimanda a un repertorio di tipo più “casalingo”, cameristico in senso proprio;
si tratta infatti di una formazione molto in voga tra dilettanti e appassionati, dove trovare un violista è assai
arduo. Nel nostro caso entrambe le composizioni della seconda parte (Dvorak e Luzzatto) nascono infatti
da commissioni di privati o circoli culturali che desideravano estendere il loro repertorio con brani
contemporanei.

Nella prima parte invece due tra i più rappresentativi compositori tardo romantici si misurano col grande
repertorio del “piano quartet” esattamente nello stesso anno: il 1876 (proprio l’anno precedente Brahms
aveva pubblicato il suo ultimo quartetto op. 60). Ma se il Fauré 31enne del Quartetto in do min è già un
compositore affermato e ben inserito nella vita culturale francese, il giovane Mahler a 16 anni era ancora
studente di conservatorio; il suo quartetto mette comunque in luce una precoce padronanza compositiva e
la sua confidenza con il grande repertorio classico-romantico.