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COMACCHIO E NAVIGAZIONE

 “Piccola Venezia”: bordo sull’acqua immerso nella cornice delle valli


 Ha mantenuto intatte nel tempo buona parte delle proprie caratteristiche architettoniche
caratterizzate dalla presenza di canali, palazzi antichi e di ponti monumentali (il più
caratteristico dei quali è quello di Trepponti: cinque scalinate conducono alla parte centrale
su cui si affacciano due eleganti torricini) che le conferiscono l'aspetto tipico delle città
lagunari che si trovano più a nord, ad esempio Chioggia e altre città della laguna veneta
 Fondata in età antichissima su un gruppo di isole al centro di vasti specchi d’acqua
 Alto medioevo: fiorente nei commerci e la sua flotta fu al seguito di Carlo Magno nella lotta
contro i Bizantini
 Guerra nel 946 contro Venezia spezzò per sempre le sue ambizioni commerciali
 Per secoli la città fu raggiungibile solo per via acqua finché nel 1821 fu costruita la prima
strada sugli argini che la congiunse a Ostellato
 Centro storico più affascinante e originale del Delta del Po, l’unico delta italiano e la i
grande riserva nazionale di zone umide con sbocco a mare privo di sbarramenti, che dal
2015 ha anche riconoscimento Unesco
 Comacchio e le sue valli hanno affascinato registi di calibro internazionale:
o Carlo Mazzacurati:
 L’estate di Davide
o Pupi Avati:
 Festa di laurea
 La casa dalle finestre che ridono
o Tinto Brass:
 Miranda: versione della Locandiera di Carlo Goldoni
o Roberto Rossellini:
 Paisà: l’ultimo episodio racconta la guerra partigiana alle foci del Po
o Michelangelo Antonioni:
 Al di là delle nuvole
 Il grido
o Mario Soldati:
 La donna del fiume: con Sophia Loren, storia di una ragazza che lavora alla
marinatura delle anguille
o Luchino Visconti:
 Ossessione: ispirato al romanzo “Il postino suona sempre due volte”
 Capitale del Birdwatching (denominazione ricevuta dalla LIPU): l’unico evento italiano
dedicato al settore dell’avifauna e al turismo naturalistico (22/03 - 23/06)
 Storia legata inscindibilmente alle sue valli

VALLI DI COMACCHIO

 Ambiente tra terra e mare di grande suggestione: specchi d’acqua delimitati da dossi e da
argini artificiali, regno incontrastato di specie vegetali e animali particolari
 Si estendono per circa 13000 ettari tra Comacchio e il fiume Reno
 Vasto sistema di lagune che, disposte lungo tutta la riva settentrionale dell’Adriatico,
permettevano la navigazione dalla Romagna fino a Grado, restando al riparo dalle insidie del
mare aperto
 Lagune che hanno perso il contatto con il mare aperto dove i ricambio dell’acqua viene
regolato attraverso canali e l’apporto di acqua dolce avviene attraverso aperture negli argini
dei fiumi circostanti
 Presentano una vegetazione estremamente varia che colora le superfici in tutte le stagioni:
o Salicornia: dove l’acqua salmastra ristagna più a lungo ed è meno ossigenata; con
foglie carnose grigio-verdi
o Astro di palude
o Limonio
o Tamerici
o Distese di canne palustri
o Leccio: sommità asciutte
 Avifauna particolarmente ricca:
o Airone cinerino
o Cavaliere d’Italia
o Sterna
o Fenicotteri rosa
 Legate alle attività quali la pesca, la vallicoltura, la lavorazione della canna e la produzione
del sale, ancora oggi molto sviluppate

ITINERARIO NAVIGAZIONE

 Visita museo a cielo aperto


 Partenza da Stazione Foce, a pochi chilometri da Comacchio:
o Set cinematografico di:
 L’Agnese va a morire: di Giuliano Montaldo, racconta la storia di una
partigiana, Agnese, una donna analfabeta che diverrà la staffetta del gruppo
fino a quando non sarà uccisa da un tedesco
 La casa dalla finestre che ridono: thriller di Pupi Avati girato nel Delta del
Po; protagonista è un pittore (Lino Capolicchio) che è chiamato a restaurare
un affresco di un artista morto suicida dopo aver dipinto un’opera che
raffigura il martirio di San Sebastiano
 Esplorazione di bacini poco profondi dove confluiscono acqua salata dal mare e acqua dolce
dal fiume Po
 Si costeggiano le ex-saline di Comacchio:
o Grandi bacini utilizzati per l’accumulo delle acque marine e la prima evaporazione
o Estreme testimonianze di un’antica produzione il cui commercio fu fiorente fin dal
VI secolo
o Impianto realizzato nel 1800 per volere di Napoleone
o Un tempo i bacini erano posti ad un’altezza superiore al livello del mare,
direttamente alimentati dalle maree e avevano un’evaporazione molto intensa
o Attività smessa nel 1984: ora l’area è un’oasi di protezione della fauna
o Ospite fisso è il fenicottero rosa:
 Proprio sito di nidificazione
 Attratto dalla presenza dell’Artemisia salina, un piccolo crostaceo pigmentato
che costituisce l’elemento fondamentale della sua dieta, e che fa assumere
all’acqua una colorazione rossa
 Colonia di oltre 15000 esemplari; probabilità di avvistamento elevatissima
 Visita antichi casoni da pesca o cason di valle (Pegoraro e Serilla):
o Risalgono al 1600
o Tipica costruzione dell’ambiente deltizio, che nasce come rifugio per pescatori
o A erigerlo bastava un uomo solo, con i materiali che la natura gli metteva a
disposizione: canne palustri per la copertura e l’intreccio delle pareti, il legno per
l’intelaiatura
o Caratterizzava in modo inconfondibile nell’ambiente delle valli: tetti spioventi fino a
terra, sagoma squadrata forata da alcune finestre
o Con il tempo il casone si è trasformato in strutture di mattoni e coppi, più durature
o Al casone era legata l’attività della caccia in valle di cui gli Estensi avevano il
monopolio a Comacchio
o Per le necessità legate alla pesca si costruivano:
 Le tabarre: magazzini a un solo piano per la custodia degli strumenti da
lavoro e la riparazione dei lavorieri
 Le cavane: ricoveri delle barche
o Legata alla pesca (destinazione originaria del casone) è la batana:
 Tipica imbarcazione da lavoro dell’Alto Adriatico
 Semplice imbarcazione di legno con lo scafo dipinto in mille forme e disegni
 Leggera e a fondo piatto, l’ideale per destreggiarsi fra canali, barene e isolotti
o Ristrutturati e trasformati in musei per tutelare il patrimonio storico rappresentato
dagli attrezzi e dal mobilio connessi all’attività della pesca
o La guida illustrerà i metodi di pesca, le antiche tradizioni, gli usi e i costumi delle
genti di Comacchio, da secoli indissolubilmente legati a questi ambienti e all’attività
produttiva che per secoli ha sostenuto l’intera popolazione
o Casone Serilla:
 Costruito nell’800
 Fa respirare l’atmosfera di una volta quando i guardiani di valli e i valligiani
vivevano qui: i primi per impedire la pesca di frodo, i secondi per catturare le
anguille
 Le anguille venivano estratte dai lavorieri, che si trovano nei pressi dei casoni:
o Legati al ciclo di riproduzione delle anguille:
 Ancora oggi costituiscono un mistero
 Dopo alcuni anni di permanenza nelle acque dolci, sono pronte a ritornare in
mare
 Luogo di riproduzione nel Mar dei Sargassi: dopo aver deposto le uova
muoiono
 Le larve intraprendono la via del ritorno, che può durare anche tre anni
 In primavera, le larve che sono riuscite a superare il lungo viaggio, montano
dal mare per spingersi all’interno delle valli: qui rimangono sino al 12° anno,
quando raggiungono la maturità sessuale
 Con la prima burrasca d’autunno, sentono il desiderio di riprendere la via del
mare: questo è il momento propizio per la pesca
o Pesca avviene servendosi dei lavorieri: enormi trappole poste sott’acqua, strutture a
forma di V che si restringono metro dopo metro, dove le anguille venivano obbligate
ad affluire, con una rete assicurata a un lungo palo, per poi essere deposte nelle
bolaghe (grossi fiaschi panciuti mantenuti a pelo d’acqua)
o Un tempo costruiti con canne palustri tenute insieme da pali
o Oggi assomigliano a dighe di cemento e hanno grate di acciaio per impedire la
fuoriuscita dei pesci
o In seguito le anguille finivano nell’Azienda Valli di Comacchio, ora Manifattura
dei Marinati:
 Sia museo che laboratorio di lavorazione dell’anguilla
 Fulcro è la Sala dei Fuochi con 12 camini in funzione da ottobre a dicembre,
che cucinano i pezzetti di anguilla, infilati su degli spiedini
 Dopo la cottura si passa nella Sala degli Aceti, dove l’anguilla viene ricoperta
di salamoia per la marinatura
 Friggitoria: per le acquadelle (pignoli)

ENOGASTRONOMIA

 Valli di Comacchio: terra di mezzo tra terra e mare


 Se la cucina di Ferrara è legata alla corte estense e poggia su dei pilastri come i cappellacci
di zucca, la salama da sugo, il pampepato e la coppia (il pane migliore del mondo), la cucina
di Comacchio è basata sui sapori del mare: vede nel pesce, di mare o di valle, un indiscusso
protagonista
 Il pesce tipico di Comacchio è l'anguilla marinata:
o Preparata secondo tradizione tramite arrostitura e marinatura con foglie di alloro
o È possibile consumarla anche in panino o in zuppa
o Servita:
 Di solito alla gradale (graticola)
 Anche in brodetto (il tè di notte dei pescatori)
 Con le verze
 In umido (con fegato e interora)
 In polpette
 A salame
 I buongustai consigliano alla griglia
o Tradizione che ha sempre visto come protagoniste le donne, responsabili della
lavorazione che va dalla cottura allo spiedo alla preparazione della concia con acqua,
aceto, sale e foglie di alloro, fino alla disposizione negli zangolini, tipici contenitori
di legno
o Perno di una cultura e città che è riuscita a sopravvivere soprattutto in periodi di
fame e stenti (l’anguilla è un cibo molto grasso)
o All'anguilla è dedicata anche una sagra che si celebra ogni anno, solitamente fra la
fine di settembre e i primi di ottobre
o Acquadelle (latterini): pesci argentei e minuti, di mare o acqua salmastra, che
vengono fritti con il grasso dell’anguilla e poi marinati
 Altre specialità:
o Focaccia alla zucca violina (caratteristica forma allungata, simile a un violino)
o Ciambellini comacchiesi: piccole ciambelle di pane ferrarese
o Alici marinate
o Piadina comacchiese alla zucca: molto simile alla piadina ferrarese
o To ino d’Ognissanti:
 Biscottino a forma di topo che viene preparato i primi due giorni di novembre
 Legato alla leggenda dell'invasione dei topi presso il nuovo camposanto
 I topi scomparvero improvvisamente dopo appelli e preghiere rivolte alla
Madonna, da sempre protettrice di Comacchio
 Durante la festività dei morti e dei Santi è tradizione preparare un numero di
biscottini a forma di topo pari al numero dei componenti della famiglia
cosicché ciascuno possa esorcizzare quanto successo in passato mangiando il
topino
 Impasto della ciambella classica e la forma di un topino, decorato con gustose
gocce di cioccolato
 Il tutto innaffiato dai vini corposi del Bosco Eliceo Doc Una d’Oro:
o Vitigno dalle origine antichissime risalenti agli etruschi, che si riproduce
perfettamente tra i lecci e i cespugli del delta (Bosco Eliceo: zona del litorale
ferrarese caratterizzata da fasce di dune): detti Vini delle sabbie
o Secoli di storia e natura, acqua salmastra e terreno umido hanno contribuito a
forgiare quattro vini Doc: Fortana, Sauvignon Bianco, Merlot e Bianco del Bosco
o Fortana e Merlot sono gli unici rossi che si sposa perfettamente col pesce e
particolarmente indicati per i piatti a base di anguilla

COMACCHIO VS FERRARA

 Il dialetto comacchiese risulta una parlata indipendente dal ferrarese, a causa delle
caratteristiche fonetiche e della posizione geografica isolata di Comacchio
 Il comacchiese viene parlato nella cittadina di Comacchio (Cmac') e, con piccole differenze,
nelle sue frazioni Porto Garibaldi (Magnavache) e San Giuseppe (Funtèane)
 Il lessico della parlata comacchiese è ricco di venetismi e di termini propri, in particolar
modo a causa dello storico isolamento dell'area. Incomparabilmente vario è il lessico della
pesca nelle valli

ABBAZIA DI POMPOSA

 Uno dei complessi monastici più importanti d’Italia


 Sorse verso il VI secolo su alcuni dossi di un’area selvaggia lungo la strada Romea, via di
pellegrinaggio che portava a Roma
 I pellegrini percorrevano a piedi queste strade; ogni 10 km vi era una sorta di ostello
 Rete gestita da ecclesiastici che gestiva pellegrino per tutto il viaggio
 Per volere dei monaci benedettini; avviarono anche numerosi interventi di bonifica delle
zone paludose circostanti
 Nei primi secoli del 1000, l’abbazia possedeva terreni, boschi, saline e valli da pesca
 Oltre che luogo di devozione, era un rinomato centro culturale tra i più importanti al mondo,
dotato di un’ampia biblioteca, centro politico e punto di riferimento per il territorio e i
pellegrini
 La sua importanza declinò nel XIV secolo a causa del progressivo impaludamento delle valli
circostanti, a seguito della rotta del Po di Ficarolo; quindi i monaci si trasferirono in un
nuovo convento a Ferrara (S. Benedetto)
 Nella quiete dell’abbazia il monaco benedettino Guido d’Arezzo inventò il tetragramma
(predecessore del pentagramma) e la scala musicale
 Ispirandosi all’inno di San Giovanni, dalle sillabe iniziale trovò il sistema di traccaire una
scala perfettamente intonata con ut (trasformato in do), re, mi, fa, sol, la (il si esisteva già):
le basi della scrittura moderna erano così gettate; questo segnò il punto di partenza per ogni
evoluzione della musica
 Osservandola dall’esterno, si è colpiti dal colore caldo dei mattoncini, che con il sole
diventano ancora più caldi alla vista
 Entrando nel cuore religioso mostra tutta la sua bellezza rappresentata da mosaici – la
pavimentazione ha più di mille anni! – e da affreschi ancora in buono stato
 Affreschi particolarmente preziosi: di scuola giottesca; si pensa che mentre Giotto era a
Rimini abbia fatto circolare dei cartoni a Pomposa
 Oggi si possono visitare la chiesa:
o Stile romanico
o Facciata ornata da fregi e sculture
o Atrio: maioliche, fregi in cotto e sculture di stile bizantino
o Pareti navata centrale: affreschi trecenteschi di scuola bolognese
o Catino absidale: Cristo con Angeli e Santi di Vitale da Bologna; nel cammino verso
Dio si è accompagnati dalle immagini
o Quando si esce si nota il Giudizio Universale, cioè un grande monito: il richiamo del
giudizio (la chiesa richiama alla responsabilità individuale)
o Si tratta di un sistema di immagini rivolto al fedele che deve agire secondo tali
principi
o Pavimento: litostrato (mosaico pavimentale costituito da pezzi di marmo e di pietra
colorati e inseriti su di un fondo di tessere irregolari di calcare bianco) che illustra un
labirinto (la vita umana che si perde nel labirinto delle passioni e dei sentimenti;
l’uomo deve trovare la strada per uscirne)
 Il campanile:
o Alto 48 metri
o Di Deusdedit
o Costruito successivamente grazie alla donazione di privati
o Diviso in 9 moduli, ognuno con finestre sempre più larghe e numerose dal basso
verso l’alto, che conferiscono leggerezza e slancio verticale
 La sala capitolare:
o Affreschi di scuola giottesca
 Refettorio:
o Affreschi del 300 di maestri riminesi
 Palazzo della Ragione:
o Di fronte al chiostro
o Dove l’abate amministrava la giustizia nei suoi feudi: edificio con funzione non
religiosa, e per questo staccato dagli altri
 A Pomposa il modo di vedere è quello che costruisce dei percorsi, che va per continui
momenti successivi; modo di vedere collegato al libro, dove si ha la scansione di episodi in
successione

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