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Procura della Repubblica di Pescara

RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO


- artt. 416, 417 c.p.p., 130 D.Lv. 271/89 -

Al Giudice per l'udienza preliminare


presso il Tribunale di Pescara

Il Pubblico Ministero dott.ssa Anna Rita MANTINI, Sost. Procuratore della


Repubblica presso il Tribunale ordinario di Pescara,

Visti gli atti del procedimento penale indicato in epigrafe, nei confronti di:

1. DI PAOLO Camillo, n. Casalanguida (CH) il 23 novembre 1944, res. Sulmona


(AQ), Via Sardi Gennaro, 44 elett.te domiciliato presso lo studio del suo
difensore ;
assistito dall’avv. Baccaredda Boy del Foro di Milano, con studio in Milano
Viale Bianca Maria nr. 25

2. AGUGGIA Maurilio, n. Desana (VC) il 16 settembre 1935, res. Spinetta


Marengo (AL), Via Torre Ernesto, 1 elett.te domiciliato presso lo studio del suo
difensore;

assistito e difeso dall’Avv.to Nadia Alecci del Foro in Milano, con studio in Milano
Corso di Porta Vittoria nr. 28

3. SANTAMATO Vincenzo, n. Bari il 4 agosto 1951, res. Milano, Via dei


Tulipani, 2 elett.te domiciliato presso lo studio del suo difensore;

assistito e difeso dall’Avv.to Nadia Alecci del Foro in Milano, con studio in Milano
Corso di Porta Vittoria nr. 28

4. ANGIOLINI Guido, n. Ravenna il 23 agosto 1932, res. Milano, Via Pusiano,


30 elett.te domiciliato presso lo studio legale dell’Avv.to Marco De Luca, sito in
Milano Piazza Castello nr. 21;
Assistito dall’Avv.to Marco De Luca del Foro di Milano e dall’Avv.to Tullio
Padovani del foro di Pisa, con studio in Pisa Via Zamenhof nr. 12;
5. COGLIATI Carlo, n. Milano il 16 agosto 1938, ivi res. Via Primaticcio, 140
elett.te domiciliato presso lo studio del suo difensore;
assistito e difeso dall’Avv.to Giovanni Paolo Accinni del foro di Milano, con
studio in Milano Via Carducci nr. 22;

6. SABATINI Nicola, n. Casalanguida (CH) il 5 marzo 1926, res. Chieti, Via


Francesco Viaggi, 3; elettivamente dom.to per le notificazioni in Milano, Viale
Bianca Maria, 25, presso lo studio dell’Avv. Baccareda Boy con studio in
Milano Viale Bianca Maria nr. 25 ;

assistito e difeso di fiducia dagli Avv.ti e Carlo SASSI del Foro di Milano e
dall’Avv. to Baccaredda Boy, con studio in Milano

7. ALLEVA Domenico Angelo, nato a Bussi il 28/07/1938 res. Bussi sul Tirino
(PE), Via Caduti sul Lavoro, 1 elett.te domiciliato presso lo studio del difensore
Carlo Baccaredda, sito in Milano Vle Bianca Maria nr. 25;

assistito e difeso di fiducia dagli Avv.ti Carlo BACCAREDDA BOY del Foro
di Milano e dall’Avv. Augusto LA MORGIA del Foro di Pescara

8. SANTINI Nazzareno, n. Roma il 10 ottobre 1934, res. Montesilvano (PE), Via


Adda, 21; elettivamente dom.to per le notificazioni in Milano, C.so Matteotti,
11, presso lo studio dell’Avv. Carlo SASSI;

assistito e difeso di fiducia dall’Avv. Carlo SASSI del Foro di Milano ed


Augusto la Morgia del foro di Pescara

9. GUARRACINO Luigi, n. Silvi (TE) il 29 febbraio 1956, res. Alessandria, Via


Galilei, 4; elettivamente dom.to per le notificazioni in Milano, Viale Majno nr. 3
, presso lo studio dell’Avv. Francesco Arata;

assistito e difeso di fiducia dall’Avv. Francesco Arata del Foro di Milano

10. MORELLI Giancarlo, n. Pescara il 18 maggio 1949, res. Montesilvano (PE),


Via Strada della Fontana, 4; elettivamente dom.to per le notificazioni in Milano,
Viale Bianca Maria, 25, presso lo studio dell’Avv. Baccaredda Boy;

assistito e difeso di fiducia dall’Avv. Carlo BACCAREDDA BOY del Foro di


Milano e dall’Avv. Augusto LA MORGIA del Foro di Pescara

11. QUAGLIA Giuseppe, n. Vittorito (AQ) il 20 novembre 1945, ivi res. Via Aldo
Moro, 10; elettivamente dom.to per le notificazioni in Popoli (PE), Via Capponi,
25, presso lo studio dell’Avv. Tommaso MARCHESE in Popoli Via Capponi nr.
25;
assisto dall’Avv.to Tommaso Marchese e dall’Avv.to Augusto La Morgia, foro di
Pescara
12. VASSALLO Carlo, n. Salerno il 2 agosto 1948, res. Pescara, Via Marina da
Caramanico, 16 elett.te domiciliato presso lo studio del suo difensore Carlo
Sassi;

Assistito dagli Avv.ti Carlo Sassi con studio in Milano Corso Matteotti nr. 11 e
Michele De Luca, con studio in Milano Piazza Castello nr. 21

13. FURLANI Luigi nato Ponte di Piave (TV) il 10 giugno 1948, ivi residente via
Prevedello 7

Assistito dall’avv.Gaetano CENTONZE del Foro di Lecce con studio in Lecce


via Idomeneo 23

14. MASOTTI Alessandro, n. Bologna il 7 gennaio 1939, res. Bollate (MI), Via
Montenero, 2 elett.te presso lo studio del suo difensore lo studio del suo
difensore;

Assistito dall’Avv.to Gaetano Centonze del Foro di Lecce, con studio in Lecce,
Via Idomeneo nr. 23;

15. PARODI Bruno, n. Alessandria il 20 febbraio 1943, ivi res. Via Torre, 26
elett.te domiciliato presso lo studio del suo difensore;
Assistito dall’Avv.to Gaetano Centonze del Foro di Lecce, con sudio in Lecce, Via
Idomeneo
nr. 23;

16. MOLINARI Mauro, n. Genova il 4 marzo 1950, res. Roma, Via San Giovanni
Laterano n. 238 elett.te domiciliato presso lo studio dell’avv.to Paola Severino,
Roma Via Ciro Menotti nr. 4 ;

Avv.to Paola Severino del Foro di Roma, Via Ciro Menotti nr. 4

17. CAPOGROSSO Leonardo n. Falconara Marittima (AN), il 30 dicembre 1939,


res. Spinetta Marengo (AL), Via Frugarolo, 4 elett.te domiciliato presso lo
studio dell’Avvto Carlo Sassi del foro di Milano, con studio in Milano Corso
Matteotti nr 11;

Assistito dall’Avv.to Carlo Sassi del foro di Milano, con studio in Milano Corso
Matteotti nr 11;

18. PIAZZARDI Maurizio, n. Milano il 5 febbraio 1971, res. Buccinasco (MI),


Via Emilia, 5/c elett.te domiciliato presso la sua residenza;

Assistito dall’Avv.to Roberto Losengo del Foro di Milano con studio in Milano Via
Podgora nr. 13
19. BONCORAGLIO Salvatore, n. Limbiate (MI) il 30 luglio 1943, res. Milano,
Via del Tago, 2 elett.te domiciliato presso lo studio del suo difensore;
assistito e difeso dall’Avv.to Nadia Alecci del Foro in Milano, con studio in Milano
Corso di Porta Vittoria nr. 28

20. D’AMBROSIO Giorgio, n. Pescara il 19 maggio 1957, res. Pianella (PE), C.da
Astignano, 108/A; residenza dichiarata ai fini delle notificazioni presso la sua
residenza anagrafica;

assistito e difeso di fiducia dall’Avv. Giuseppe AMICARELLI del Foro di


Pescara

21. RONGIONE Roberto, n. Pescara il 19 giugno 1951, res. Pescara, Via Monte
Pagano n. 59 elett.te domiciliato in Pescara, presso la res.za anagrafica;
Assistito dall’Avv.to Maria Teresa Pierfelice, con studio in Pescara Pzza.
Alessanrini nr. 14

22. DI GIOVANNI Bartolomeo, nato a Roccamorice (PE) il 22 ottobre 1953, res.


Pescara, Via Parco Nazionale d’Abruzzo n.5 elett.te domiciliato presso la sede
ACA in Pescara Via Maestri del Lavoro d’Italia nr. 81;

Avv.to Giula Bongiorno, foro di Roma ed Avv.to Fabrizio Di Carlo del Foro di
Pescara, Via E. De Amicis nr. 56

23. LIVELLO Lorenzo, n. Pescara il 16 ottobre 1962 ivi res. Via Tiburtina Valeria
n. 409 elett.te domiciliato presso la sede ACA in Pescara Via Maestri del Lavoro
d’Italia nr. 81;
Assistito dall’Avv.to Giulia Bongiorno, del Foro di Roma Piazza Di San Lorenzo in
Lucina nr. 4 e Avv.to Sergio Della Rocca, del Foro di Pescara, con studio in Via
Mazzarino nr. 8 e Fabrizio Di Carlo del Foro di Pescara Via De Amicis nr. 56

24. ANGELUCCI Roberto, n. a Roma il 21 dicembre 1953, res. Francavilla al


Mare (CH), Viale Alcione n.75/B elett.te domiciliato presso la sua res.za
anagrafica;

Assistito dall’Avv.to Angelucci Giovanni del foro di Chieti

25. FELICIANI Franco, n. Atri (TE) il 25 maggio 1956 ivi res. C.da Colle
Saracco, snc m elett.te domiciliato presso la propria res.za anagrafica;
Assistito dall’Avv.to Pierluigi Mattucci del Foro di Teramo con studio in Atri,
Via del Commercio nr. 2;

26. FRANCI Sergio, n. Civitella Casanova (PE) il 18 novembre 1933, res. Pescara,
Via Kennedy, 135/2 elett.te domiciliato presso la sua residenza anagrafica;
assistito e difeso di fiducia dall’Avv. Augusto LA MORGIA del Foro di Pescara
Vle Pindaro nr. 27

27. CATENA Bruno, nato a Pescara il 24/05/1962, residente in città Sant’angelo,


Via Dei Ciclamini n. 12/c elett.te domiciliato preso la sede ACA in Pescara Via
Maestri del Lavoro d’Italia nr. 81;
Assistito e difeso dall’Avv.to Giulia Bongiorno con studio in Roma Piazza S. Lorenzo
in Lucina nr. 4

IMPUTATI

ANGIOLINI Guido, COGLIATI Carlo, BONCORAGLIO Salvatore, SABATINI


Nicola, SANTINI Nazzareno, VASSALLO Carlo, ALLEVA Domenico, DI PAOLO
Camillo, AGUGGIA Maurilio, GUARRACINO Luigi, MORELLI Giancarlo,
QUAGLIA Giuseppe, CAPOGROSSO Leonardo, FURLANI Luigi, MASOTTI
Alessandro, PARODI Bruno, SANTAMATO Vincenzo, MOLINARI Mauro,
PIAZZARDI Maurizio

A) Del delitto p. e p. dagli artt. 110, 439 Cod. Pen. perché, nella rispettiva qualità di :
1) ANGIOLINI Guido: Amministratore Delegato pro-tempore di
MONTEDISON (2001-2003) nonché di SERVIZI IMMOBILIARI
MONTEDISON S.p.a. e COME INIZIATIVE IMMOBILIARI S.r.l.
(società resesi cessionarie, nel tempo, del sito di cui al successivo
capoverso A), membro del CdA AUSIMONT (1995-1998), Presidente
del CdA di AGORA’ (controllante AUSIMONT, dal 2001 al 2002),
procuratore speciale di EDISON (1993-2001);
2) COGLIATI Carlo: Amministratore delegato pro-tempore di
AUSIMONT;
3) BONCORAGLIO Salvatore: responsabile PAS della sede centrale di
Milano;
4) SABATINI Nicola: vicedirettore pro-tempore dello stabilimento
MONTEDISON sito in Bussi sul Tirino (1963-1975);
5) SANTINI Nazzareno: direttore pro-tempore dello stabilimento
MONTEDISON/AUSIMONT sito in Bussi sul Tirino (1985-1992);
6) VASSALLO Carlo: direttore pro-tempore dello stabilimento
MONTEDISON/AUSIMONT sito in Bussi sul Tirino (1992-1997);
7) ALLEVA Domenico: responsabile tecnico della discarica di cui al
successivo capoverso c);
8) GUARRACINO Luigi: direttore pro-tempore dello stabilimento
MONTEDISON/AUSIMONT sito in Bussi sul Tirino (1997-2002);
9) MORELLI Giancarlo: responsabile PAS (protezione ambientale e
sicurezza) dello stabilimento MONTEDISON/AUSIMONT sito in Bussi
sul Tirino (1997-2001);
10) DI PAOLO Camillo: responsabile PAS (protezione ambientale e
sicurezza) Bussi;
11) AGUGGIA Maurilio: responsabile PAS della sede centrale di Milano;
12) CAPOGROSSO Leonardo: coordinatore dei responsabili dei servizi PAS
degli stabilimenti facenti capo alla MONTEDISON/AUSIMONT di
Milano;
13) QUAGLIA Giuseppe: responsabile del laboratorio controllo e analisi
dello stabilimento di Bussi, nonché responsabile sviluppo prodotti e
responsabile SVA;
14) PIAZZARDI Maurizio: perito chimico e tecnico incaricato della HPC
ENVIRONTEC S.r.l.;
15) FURLANI Luigi: responsabile PAS Porto Marghera – Gruppo
MONTEDISON/AUSIMONT;
16) MASOTTI Alessandro: responsabile PAS Bollate – Gruppo
MONTEDISON/AUSIMONT;
17) PARODI Bruno: responsabile PAS – MONTEDISON/AUSIMONT;
tutti comunque quali autori delle condotte loro qui di seguito ascritte;
mediante i fatti e le condotte qui di seguito meglio specificati, posti in essere in
tempi diversi ed anche indipendentemente l’uno dall’altro, concorrevano ad
avvelenare acque destinate all’alimentazione umana prima che fossero attinte o
comunque distribuite per il consumo.
In particolare cagionavano l’evento mediante:
a. La realizzazione, a partire dal 1963 e fino al 1972 circa (vice direttore
SABATINI), su terreno attualmente di proprietà (dal 4 maggio 1999) della
“COME INIZIATIVE IMMOBILIARI S.r.l.” (oggi MONTEDISON S.r.l.,
società interamente riconducibile al gruppo MONTEDISON/EDISON),
terreno censito al foglio 21, part.lle 50, 66 e 69 del Comune di Bussi sul
Tirino, di una mega-discarica abusiva dalle dimensioni gigantesche (circa
165.000 metri cubi), all’interno di un’area pianeggiante, estesa circa mq.
33.000,00, posta a meno di 20 metri di distanza dalla sponda destra del fiume
Pescara, prospiciente la stazione ferroviaria di Bussi sul Tirino (località Tre
Monti/Valle della Pola) e destinata allo smaltimento illegale e sistematico di
ogni genere di rifiuti, specialmente le cd. peci clorurate (residui cioè
costituiti prevalentemente da pentacloretano e esacloretano derivanti dalla
operazione, nel reparto cloro-metani, di separazione dei composti grezzi –
tetracloruro di carbonio, cloroformio, cloruro di metilene ed altobollenti –
derivanti dalla miscelazione del cloro con il metano); rifiuti che, fino al 1963
circa, venivano scaricati direttamente, allo stato liquido, nel fiume Pescara;
b. La realizzazione di una seconda discarica, posta più a monte rispetto
all’insediamento industriale di che trattasi, e meglio nota come discarica 2A
(delle dimensioni, insieme con quella di cui al capoverso che segue, di circa
50.000,00 metri quadri), nella quale, in contrasto con l’autorizzazione
regionale allo smaltimento dei soli inerti (DGR 128/5 del 14 dicembre 1983
e successiva nr. 4491 del 5 agosto 1987), e al più tardi fino all’aprile 1990
(SANTINI direttore), venivano invece smaltiti (anche) rifiuti tossico-nocivi
contenenti mercurio, piombo, zinco, tetracloroetilene, idrocarburi leggeri e
idrocarburi pesanti;
c. La realizzazione di una terza discarica (SANTINI direttore, responsabile
tecnico ALLEVA Domenico), posta più a monte rispetto all’insediamento
industriale di che trattasi, e meglio nota come discarica 2B nella quale, in
contrasto con l’autorizzazione regionale allo smaltimento di soli rifiuti
speciali (DGR nr. 2435 del 5 maggio 1988), venivano invece smaltiti (anche)
rifiuti tossico-nocivi contenenti mercurio, piombo, boro, cloroformio, dicloro
etilene, tricloro etilene, tetracloro etilene;
d. La realizzazione, in adiacenza alla discarica 2A, e fino agli anni 1960, di una
quarta discarica (del tutto abusiva) estesa circa 30.000,00 metri quadri nella
quale venivano smaltiti, in modo indifferenziato, tutti i rifiuti prodotti dai
processi di lavorazione del polo chimico;
e. La consistente dispersione, nel suolo sottostante l’area di sedime degli
impianti, di piombo derivante principalmente dall’attività produttiva avviata
dalla S.I.A.C. (Società Italiana Additivi per Carburanti) dal 1966 e fino al
1995/1997 (epoca di demolizione della struttura);
f. La attuazione di una vera e propria strategia d’impresa finalizzata ad eludere
gli obblighi derivanti dalla necessità di eliminare le conseguenze delle
condotte sopra descritte, a rappresentare quindi una situazione ambientale
distorta e diversa rispetto alla realtà; strategia avviata nel 1994 e culminata
con la predisposizione e presentazione, da parte del GUARRACINO, di un
piano di caratterizzazione (marzo 2001) redatto in (apparente e formale)
ossequio al D.M. 471/99 da HPC ma (sostanzialmente) informato alla
filosofia del ‘nessun rischio per l’esterno (sotto e a valle per la falda)’
‘l’inquinamento non esce, non c’è emergenza, ma bonifica da risolvere in
accordo con le autorità’ ‘occorre non spaventare chi non sa’ (così
testualmente l’appunto manoscritto indirizzato il 19 marzo 2001 ad HPC), e
fondato su (e supportato da) dati parziali, falsi, frutto di dolose
manipolazioni, soppressioni e modifiche (di concerto con il COGLIATI, il
CAPOGROSSO ed il BONCORAGLIO, autori di vere e proprie direttive in
tal senso, il PIAZZARDI – per HPC, il QUAGLIA, il MORELLI ed il
GUARRACINO) al fine di occultare la pesantissima (e compromessa)
situazione di inquinamento del sito industriale e delle aree ad esse esterne e il
fatto che persino le falde acquifere più profonde e gli stessi pozzi di
captazione dell’acqua potabile, posti due chilometri più a valle
dell’insediamento, erano stati interessati da tale fenomeno (situazione questa
a loro ben nota – ed anche al SANTINI, al VASSALLO, al DI PAOLO ed
all’AGUGGIA - perché evidenziata da un primo studio del 1991
commissionato dalla stessa MONTECATINI/MONTEDISON alla società
PRAOIL e quindi in un audit ambientale interno del 16-19 novembre 1992
nel quale, peraltro, si paventava espressamente il rischio di consumazione
dello stesso reato oggi contestato sotto la rubrica di cui all’art. 439 cod. pen.
e si invitava la direzione a prendere tutti i provvedimenti necessari per
tentare di limitare la contaminazione degli acquiferi); studio ed audit ai quali
facevano seguito:
1. un secondo audit ambientale del 1994 (redatto con il concorso del
personale alle dipendenze della MONTECATINI, nonché del
personale AUSIMONT, nelle persone , del Sig. FURLANI, del dott.
MASOTTI, del Sig. PARODI, del Sig. SANTAMATO, tutti
coordinati dall’Ing. AGUGGIA) nel quale la pesante situazione di
contaminazione evidenziata in quello del 1992 già da allora – ed in
assenza di ogni e qualsivoglia intervento (pur richiesto nello studio
PRAOIL e nell’audit ’92) dato invece per falsamente eseguito -
veniva drasticamente (e falsamente) ridimensionata, minimizzata,
data (per quanto attiene l’interessamento delle falde acquifere) per
non più esistente;
2. un terzo studio, condotto nel 1997 dalla HPC in zona ex Società
Italiana Additivi Carburanti (SIAC) su 100 campioni di terreno
analizzati e 20 prelievi di acqua di falda, che evidenziava elevate
concentrazioni di piombo sia nel terreno che in falda, studio mai
inserito nel documento ufficiale del piano di caratterizzazione
PDC/2001 ed accompagnato da analisi del 30 aprile 1997, indirizzate
dal QUAGLIA al CAPOGROSSO e recanti la dicitura ‘non
ufficializzate’;
3. un quarto studio (Relazione geologico-tecnica sulla situazione del
sottosuolo dello stabilimento AUSIMONT di Bussi) redatto nel
giugno 1998 dal MOLINARI (lo stesso che aveva già redatto il
rapporto PRAOIL del 1991), che incredibilmente escludeva il
peggioramento della situazione da lui stesso rilevata nel 1991,
addirittura attestava l’assenza di mercurio nei piezometri perforati al
limite sud dello stabilimento, non effettuava alcuna ricerca dei cloro-
metani ed era supportato da referti analitici falsi siccome manipolati
rispetto a quelli veri (così descritti e rinvenuti separatamente nel
corso delle indagini);
4. la predisposizione di una vera e propria doppia documentazione da
affiancare alle analisi effettivamente effettuate e contraddistinta con
la dicitura falso, rispetto a quelle contraddistinte con la dicitura vero;

tutti dunque concorrendo, con le suddette azioni dolosamente omissive e


commissive, a cagionare e/o comunque a non impedire, consapevolmente,
l’ulteriore aggravarsi di un evento che avevano l’obbligo d’impedire;

così che per effetto dell’insieme delle condotte sopradette già dai primi anni
‘90 cominciavano ad essere attinte le falde acquifere superficiali e profonde
(fino a 100 metri di profondità) che, attraversando il sito industriale,
alimentavano 8 pozzi di captazione per l’acqua potabile realizzati più a valle
dall’A.C.A. negli anni ’80/’90 (cd. Campo Pozzi di Colle Sant’Angelo, sito circa
Km. 2,5 a valle, in tenimento dei Comuni di Castiglione a Casauria e Tocco da
Casauria), destinati a soddisfare il fabbisogno idrico-alimentare di tutta la Val
Pescara e risultati irreversibilmente inquinati certamente a far data dal 1° ottobre
2002, per la presenza di sostanze altamente nocive e tossiche per la salute
dell’uomo (ed in taluni casi anche cancerogene), sostanze presenti non solo
prima dell’attingimento per il consumo ma, da ultimo, anche ai punti di
distribuzione finale ed, in particolare:

sostanze rilevate in falda superficiale:

- metalli ed assimilati (arsenico1, cromo totale, cromo esavalente,


mercurio2, nichel, piombo, boro3);
- idrocarburi aromatici;
- idrocarburi policiclici aromatici (benzo(a)antracene, benzo(a)pirene,
benzo(B)fluorantene, benzo(k)fluorantene, benzo(g,h,i)perilene);
- alifatici clorurati cancerogeni (clorometano4, triclorometano5, cloruro di
vinile6, 1,2-dicloroetano7, 1,1-dicloroetilene8, tricloroetilene9,
tetracloroetilene10, esaclorobutadiene11);

1
Per valori 56 volte superiori il minimo consentito.
2
Per valori 1240 volte superiori il minimo consentito.
3
Per valori pari a 74 volte il minimo consentito.
4
Per valori 11067 volte superiori il minimo consentito.
5
Per valori 3.266.667 volte superiori il minimo consentito.
- alifatici clorurati non cancerogeni (1,2-dicloroetilene, 1,2-
12 13
dicloropropano, 1,1,2-tricloroetano , 1,1,2,2-tetracloroetano );
- alifatici alogenati cancerogeni (tribromometano14, 1,2-dibromoetano15,
dibromoclorometano16, bromodiclorometano17);
- idrocarburi totali;

sostanze rilevate in falda profonda18:

- metalli ed assimilati (arsenico, piombo, boro);


- idrocarburi aromatici;
- idrocarburi policiclici aromatici (benzo(a)pirene, benzo(g,h,i)perilene);
- alifatici clorurati cancerogeni (triclorometano, monocloroetilene, 1,2-
dicloroetano, 1,1-dicloroetilene, tricloroetilene, tetracloroetilene,
esaclorobutadiene);
- alifatici clorurati non cancerogeni (1,2-dicloroetilene, 1,2-
dicloropropano, 1,1,2,2-tetracloroetano);

- sostanze rilevate in prossimità dei pozzi: solventi clorurati


(triclorometano19, esacloroetano, 1,1-dicloroetilene, tricloroetilene20,
tetracloroetilene21, tetraclorometano22, esaclorobutadiene23, 1,1,2,2-
tetracloroetano24, esaclorobutadiene25);

- sostanze rilevate alla distribuzione:


o esacloroetano, tetracloruro di carbonio, 1,2 dicloroetilene (prelievi
del 5 luglio 2007 su fontane pubbliche di Torre de’ Passeri, Pescara e
Chieti);
o esacloroetano, dicloroetilene (prelievi del 24, 25, 26 luglio 2007
presso varie fontane pubbliche);
o esacloroetano (prelievi dell’8, 9 e 16 agosto 2007 in fontane di
Pescara e Torre de’Passeri);
o tetracloruro di carbonio, esacloroetano, esaclorobutadiene (prelievo
del 29 ottobre 2007, in Torre de’ Passeri);
6
Per valori 1960 volte superiori il minimo consentito.
7
Per valori 193 volte superiori il minimo consentito.
8
Per valori 24.000 volte superiori il minimo consentito.
9
Per valori 7867 volte superiori il minimo consentito.
10
Per valori 14.000 volte superiori il minimo consentito.
11
Per valori 667 volte superiori il minimo consentito.
12
Per valori 24.500 volte superiori il minimo consentito.
13
Per valori 420.000 volte superiori il minimo consentito.
14
Per valori 21 volte superiori il minimo consentito.
15
Per valori 180 volte superiori il minimo consentito.
16
Per valori 120 volte superiori il minimo consentito.
17
Per valori 152 volte superiori il minimo consentito.
18
Vengono qui riportate solo quelle che hanno superato i valori minimi di legge.
19
Sostanza classificata come nociva, irritante e sospetta/probabilmente cancerogena.
20
Sostanza classificata come nociva e verosimilmente cancerogena, probabilmente mutagena.
21
Sostanza classificata come sospetta cancerogena.
22
Sostanza classificata come tossica, sospetta cancerogena.
23
Sostanza classificata come sospetta cancerogena.
24
Sostanza classificata come molto tossica.
25
Sostanza classificata come sospetta cancerogena.
In Castiglione a’ Casauria e Tocco da Casauria a partire da epoca anteriore e
prossima al 1° ottobre 2002 e con permanenza della condotta fino ad epoca
immediatamente successiva al 29 ottobre 2007

B) Del delitto p. e p. dagli artt. 110, 434, comma 2° Cod. Pen. perché, nella loro già
indicata qualità, mediante le condotte loro rispettivamente ascritte al capo
d’imputazione che precede, condotte tenute in un’area di particolare ed elevato
pregio ambientale, collocata al confine tra il Parco Nazionale della Majella ed il
Parco Nazionale del Gran Sasso, posta in prossimità della confluenza di due fiumi, il
Tirino ed il Pescara, in una dunque zona ricca d’acqua superficiale e profonda, per la
concomitante presenza dei due fiumi e di molte sorgenti, concorrevano a cagionare
un disastro ambientale di immani proporzioni che riguardava l’intero suolo e
sottosuolo (anche profondo, comprese, ovviamente le falde di cui al capo
d’imputazione che precede) delle aree interne ed esterne al polo chimico-industriale
di Bussi, siccome interessate da una sistematica attività di illecito
interramento/smaltimento di rifiuti prodotti dai cicli produttivi degli stabilimenti ivi
presenti, per quantità pari a centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti, con grave
compromissione della salubrità dell’ambiente così pesantemente, diffusamente ed
irreversibilmente inquinato dalla presenza di composti organici clorurati, mercurio e
piombo ed in particolare:

aree interne allo stabilimento:

- metalli ed assimilati (arsenico, mercurio26, piombo, zinco);


- alifatici clorurati cancerogeni (diclorometano, triclorometano27, cloruro
di vinile, 1,2-dicloroetano, 1,1-dicloroetilene, tricloroetilene28,
tetracloroetilene29);
- alifatici clorurati non cancerogeni (1,2-dicloroetilene, 1,1,2-tricloroetano,
1,1,2,2-tetracloroetano);
- alifatici alogenati cancerogeni (1,2-dibromoetano30);
- piombo tetraetile31;
- idrocarburi;

aree esterne allo stabilimento:

- metalli ed assimilati (arsenico, cromo esavalente32, mercurio33, piombo34,


rame, zinco);
- alifatici clorurati cancerogeni (tetracloroetilene);

26
Per valori 3780 volte superiori il minimo consentito.
27
Per valori 165 volte superiori il minimo consentito.
28
Per valori 26,4 volte superiori il minimo consentito.
29
Per valori 44 volte superiori il minimo consentito.
30
Per valori 18,8 volte superiori il minimo consentito.
31
Per valori 1529 volte superiori il minimo consentito.
32
Per valori 8,1 volte superiori il minimo consentito.
33
Per valori 187,8 volte superiori il minimo consentito.
34
Per valori 35,4 volte superiori il minimo consentito.
- idrocarburi35;

In Bussi sul Tirino, da epoca anteriore e prossima al 1° ottobre 2002 (si prescrive
il 1° aprile 2015)

D’AMBROSIO Giorgio, CATENA Bruno, DI BARTOLOMEO Giovanni,


LIVELLO Lorenzo, RONGIONE Roberto

C) del delitto p. e p. dagli artt. 110, 442, in relazione all’art. 439, Cod. Pen. perché,
nella rispettiva qualità di:
1) D’AMBROSIO Giorgio: Presidente pro-tempore dell’A.T.O.;
2) CATENA Bruno: Presidente pro-tempore del C.d.A. dell’A.C.A. (21
aprile 2003 – 23 maggio 2005);
3) DI GIOVANNI Bartolomeo: Direttore Generale dell’A.C.A.;
4) LIVELLO Lorenzo: Direttore Tecnico dell’A.C.A.;
5) RONGIONE Roberto: responsabile SIAN dell’A.S.L. di Pescara;

E tutti comunque quali autori delle condotte loro qui di seguito ascritte;
mediante i fatti e le condotte qui di seguito meglio specificati, posti in essere in
tempi diversi ed anche indipendentemente l’uno dall’altro, concorrevano a
somministrare per il consumo, immettendole nella rete acquedottistica, le acque
destinate all’alimentazione umana emunte dai pozzi di cui al capo A della rubrica e
contaminate da sostanze altamente tossiche per la salute umana. In particolare e
premesso che:
a. I pozzi del Campo Sant’Angelo (realizzati nei primi anni ’80 a valle
dell’insediamento industriale di cui al capo A della rubrica, a circa km. 2,5 di
distanza) sin dal 1992 avevano cominciato a dare segni di contaminazione da
composti organoalogenati (situazione questa descritta anche nel rapporto
PRAOIL ’91 e nell’audit ambientale MONTEDISON del 1992) con punte
significative nel 1997 (prelievi del 15 maggio, 29 settembre, 11 novembre);
b. Il 27 marzo 2001 la AUSIMONT aveva avviato la procedura di messa in
sicurezza d’emergenza, bonifica e ripristino ambientale del sito di sua
proprietà;
c. Già dal 2002, all’esito di procedure di controllo analitico interno, affidate
dall’ACA alla LaboratoRI Spa di Roma, era emerso un superamento dei
valori (congiunti) di tetracloroetilene e tricloroetilene (pozzo sponda dx,
analisi nr. 11680 dell’8 ottobre 2002, prelievo del 1° ottobre 2002);
d. Con nota prot. nr. 4589/SCPE/SC, in data 13 agosto 2004, a firma del
Dirigente della Sezione Inquinamento Idrico e Attività Produttive dell’ARTA
– Dipartimento Provinciale di Pescara – Dr.ssa Emanuela SCAMOSCI, ed
indirizzata – tra gli altri e sia pure per conoscenza – anche all’A.C.A., veniva
segnalato il costante superamento, per i mesi di maggio/giugno 2004, dei
valori limite D.M. 471/99 per le acque sotterranee del Campo Pozzi Giardino
(Sant’Angelo) in relazione al parametro tetracloroetilene; in un caso anche
dei valori relativi al parametro cloroformio, tricloroetilene, composti alifatici
alogenati totali e tetracloroetilene;

35
Per valori 177 volte superiori il minimo consentito.
e. Il 25 agosto 2004 il pozzo nr. 7 era risultato contaminato da presenza di
tricloroetilene+tetracloroetilene in quantità percentuali (13,3 mg/l) superiori
ai limiti ammessi e stabiliti dall’Allegato I – Parte B – D.L.vo 31/01 (10,0
mg/l), ma anche da cloroformio (sostanza questa che dovrebbe essere
presente a seguito di processi manipolativi e disinfettanti dell’acqua, non già
alla fonte di captazione ed in natura) e tetracloruro di carbonio (sostanza non
prevista nemmeno dal D.L.vo 31/01);
f. Lo stesso giorno il pozzo nr. 6 era risultato contaminato da presenza di
tricloroetilene+tetracloroetilene in quantità percentuali (15,1 mg/l) superiori
ai limiti stabiliti dall’Allegato I – Parte B – D.L.vo 31/01 (10,0 mg/l), ma
anche da cloroformio e tetracloruro di carbonio;
g. Il 28 agosto 2004 il pozzo nr. 7 era risultato contaminato da presenza di
tricloroetilene+tetracloroetilene in quantità percentuali (12,1 mg/l) superiori
ai limiti stabiliti dall’Allegato I – Parte B – D.L.vo 31/01 (10,0 mg/l) ma
anche da cloroformio e tetracloruro di carbonio;
h. Anche tutti gli altri pozzi erano risultati contaminati da cloroformio e
tetracloruro di carbonio;
i. Con nota prot. nr. 26732 DP del 6 settembre 2004 a firma del Responsabile
SIAN della ASL di Pescara, Dr. RONGIONE, i risultati delle analisi di cui ai
capoversi b), c), d) ed e) che precedono venivano trasmessi alla Regione
Abruzzo (Responsabile Ufficio IAN – Direzione Sanità) ed all’A.C.A. con
sollecitazione alla adozione di atti urgenti in considerazione del grave
pregiudizio per la qualità delle acque destinate al consumo umano;
j. Dal 2 al 10 novembre 2004 l’ARTA, nell’ambito di un progetto di
monitoraggio delle acque sotterranee, aveva eseguito uno studio sul Campo
Pozzi Sant’Angelo all’esito del quale era emerso che le acque erano
contaminate da 1.2 dicloroetano, tricloroetilene, cloroformio, tricloroetano,
clorodibromometano, esclorobutadiene, percloroetilene, tetracloruro di
carbonio;
k. Il 27 ottobre 2005 s’era tenuta in Prefettura, a Pescara, una riunione, aperta a
tutti gli enti competenti in materia (compresi ovviamente ACA ed ATO) ed
alla Procura della Repubblica di Pescara, con all’ordine del giorno
‘inquinamento delle acque sotterranee pozzi Colle S.Angelo di Castiglione a
Casauria’ ed a seguito della quale lo stesso ATO, con deliberazione del suo
CdA del 7 novembre 2005, aveva disposto la chiusura provvisoria ed il non
utilizzo dei pozzi in questione;
l. La Giunta Regionale, con deliberazione nr. 1122 dell’11 novembre 2005,
aveva dichiarato lo stato d’emergenza idrico a seguito dell’inquinamento
delle acque emunte dall’ATO nr. 4 Pescarese dal “Campo Pozzi
Sant’Angelo”;

tutte circostanze che, comunque, già sul piano oggettivo (per dislocazione dei
pozzi, per la presenza delle sostanze nei pozzi stessi, per la durata della
contaminazione, per la natura delle sostanze inquinanti, per presenza di un
dichiarato intervento di bonifica e messa in sicurezza del sito a monte che ospitava
un polo chimico-industriale) rendevano assolutamente certa (e comunque altamente
probabile con un grado prossimo alla certezza) la circostanza che le fonti
dell’inquinamento dei pozzi non potessero essere attribuite a fattori contingenti, né a
normali processi manipolativi dell’acqua, né a rilascio di sostanze dai tubi in PVC in
cui la stessa avrebbe dovuto scorrere, bensì ad una situazione endemica derivante
dalla presenza, a monte degli stessi, di un sito inquinato da un polo chimico-
industriale i cui cicli produttivi erano assolutamente compatibili con la produzione
delle sostanze inquinanti rilevate nei pozzi (circostanza peraltro nota all’ACA ed
all’ATO);

tutto ciò premesso, mediante:

1. l’omesso accertamento, sin dal loro primo manifestarsi, delle cause della
presenza, nei pozzi, di sostanze inquinanti pericolose per la salute dell’uomo
e la contestale (omessa) adozione di ogni e qualsiasi provvedimento idoneo
finalizzato al ripristino della qualità delle acque somministrate per il
consumo;
2. la pervicace, sistematica, persistente e consapevole lettura riduttiva del
fenomeno, pur dopo la scoperta della mega-discarica di cui al capo A/a della
rubrica), e la ricerca di soluzioni (filtraggio dei pozzi) di per sé (e prese da
sole) inutilmente costose siccome valide solo per tamponare situazioni
provvisorie e nemmeno utili ad eliminare del tutto il pericolo di immissione
in rete di sostanze dannose (o pericolosamente dannose) per la salute
dell’uomo;
3. l’utilizzo, a tal fine, di dati non veridici, manipolati, e/o comunque ottenuti
con procedure espressamente vietate dalla legge ed in contrasto con essa;
4. la contestuale distrazione di notevoli risorse finanziarie, pur destinabili alla
ricerca di fonti di approvvigionamenti alternative e sicure ed in grado di
risolvere definitivamente il problema dell’approvvigionamento idrico della
Val Pescara, in favore di inutili e dispendiose soluzioni tampone nell’ottica
di continuare ad utilizzare pozzi ormai soggetti ad un processo di
inquinamento irreversibile, noto da anni e pericoloso per la salute umana;
5. l’inerzia, consapevolmente tenuta sin da quando il fenomeno aveva
cominciato ad assumere contorni ed a imporre soluzioni non più eludibili
(2004), nell’imporre il divieto dell’uso dell’acqua emunta dai pozzi e nella
ricerca di fonti alternative e nella contestuale chiusura dei pozzi, inerzia
accompagnata, invece, dalla decisa volontà a tenerli aperti a tutti i costi
arrivando ad adottare, in totale carenza di potere, provvedimenti volti a
riaprirli dopo che ne era stata ordinata la chiusura;
6. l’adozione, insomma, di comportamenti ed atti amministrativi in grave e
consapevole violazione delle procedure e dei doveri (anche d’informazione)
imposti dall’art. 10 D.L.vo 31/01;

ed in particolare:

a. CATENA: ometteva del tutto di attuare le procedure di cui all’art. 10, D.L.vo
32/01, di monitorare costantemente la presenza di composti organo-alogenati
nell’acqua, facendo anzi effettuare i controlli interni a laboratori (ISEA S.r.l.
di Pescara, dal 18 marzo 1999 al 25 maggio 2002 e quindi ACA Sviluppo)
del tutto privi di professionalità adeguate, siccome provvisti di dottori in
filosofia, biologi, tecnici di laboratorio, ma del tutto sprovvisti di chimici, e
con cadenze di gran lunga inferiori a quelle previste per legge (11/12 controlli
l’anno a fronte dei 136 previsti come soglia minima per i controlli annui di
routine);
b. RONGIONE: ometteva del tutto di ordinare, da subito, l’immediata chiusura
dei pozzi e di ordinare la cessazione dell’erogazione dell’acqua colà emunta
ed anzi esprimendo parere favorevole alla emissione dell’ordinanza di
riapertura dei pozzi di cui al successivo capoverso j) benché fosse a
conoscenza della continua presenza nell’acqua erogata alle fontane pubbliche
delle sostanze rilevate alla distribuzione di cui al capo A della rubrica, della
chiara ed evidente la inutilità dei filtri di cui al successivo capoverso h), da
egli stesso ritenuti, da sempre ed in ogni suo scritto, soluzione idonea solo se
provvisoria e temporanea (da 30 a 90 giorni);
c. Dopo che ASL ed ARTA avevano, nel 2004, effettuato le segnalazioni di cui
ai punti d) ed i) del secondo capoverso che precede, con varie note a firma
LIVELLO/DI GIOVANNI, del 6, 14 e 24 settembre, 19 ottobre e 6 dicembre
2004, l’ACA tranquillizzava i relativi destinatari sulla non persistenza del
fenomeno inquinante, sempre risultato sotto la soglia minima prevista per
legge a seguito di ripetuti prelievi ed analisi, e garantiva la potabilità in
distribuzione facendo ricorso però alla non consentita (ed anzi espressamente
vietata) miscelazione delle acque emunte dai pozzi con quelle dell’acquedotto
Giardino (effettuando cioè i prelievi a valle della confluenza delle acque
emunte dai pozzi con quelle portate dal Giardino);
d. Soltanto dopo che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio,
con parere dell’8 giugno 2005, aveva espressamente stigmatizzato il ricorso
alla espressamente vietata miscelazione delle acque emunte dai pozzi
inquinati con quelle (buone) del Giardino, dopo aver chiuso i pozzi 5, 6 e 7,
attivavano (ACA ed ATO) il ricorso alle acque emunte dal Campo Pozzi San
Rocco di Bussi sul Tirino e ciò benché, sin dal 2003, la Regione Abruzzo,
con determinazione dirigenziale nr. DH16/396/USI CIVICI del 13 giugno
2003, avesse fatto obbligo a quel Comune di concedere (a titolo oneroso)
l’uso per servitù di acquedotto e opere annesse dei relativi terreni, obbligo
però mai adempiuto per il rifiuto dell’ACA di sottoscrivere la relativa
convenzione;
e. Continuavano tuttavia ad immettere in rete le acque emunte dai pozzi 1, 2, 3,
4 ed 8 che, nel settembre 2005, risultavano inquinate da tetracloruro di
carbonio in quantità superiori ai valori di riferimento OMS-ISS (in alcuni casi
anche più del doppio, in taluni quasi triplo);
f. Utilizzando un verbale, non sottoscritto, redatto il 7 novembre 2005 su carta
intestata ATO e recante gli interventi effettuati durante la riunione del 27
ottobre 2005, verbale i cui contenuti sono sensibilmente diversi rispetto alle
decisioni prese ed agli interventi registrati in quella sede, così come rivenienti
dall’unico appunto manoscritto redatto dal V.Prefetto, Dott. GUETTA (nel
quale solo incidentalmente si parla del ricorso all’uso dei filtri, laddove viene
evidenziato l’inquinamento diffuso dell’area e la necessità di ricorrere a
soluzioni definitive), il D’AMBROSIO, con nota prot. 3446 del 9 novembre
2005, sollecitava la Regione Abruzzo a finanziare, tra gli altri e per un
importo complessivo di € 2.405.000,00 (al netto dei soli costi per lavori),
l’intervento di potenziamento del campo pozzi Bussi (a medio termine e
stimato per un costo di € 230.000,00), e l’installazione di filtri ad
assorbimento su carbone attivo sui tre pozzi chiusi (costo dell’intervento
stimato pari ad € 1.250.000,00, più della metà dell’intero finanziamento e tre
volte tanto il canone annuo stabilito dalla Regione Abruzzo per l’utilizzo dei
pozzi di Bussi); finanziamento che la Regione Abruzzo, dichiarato lo stato di
emergenza idrica, riconosceva per il solo importo di € 1.300.000,00
(determinazione dirigenziale nr. DC/125 del 23 novembre 2005);
g. Con determinazione nr. 110/ST del 4 maggio 2006, l’ATO (esulando del tutto
dalle proprie competenze, non operative) concedeva in appalto i lavori di
realizzazione di due nuovi pozzi in Bussi sul Tirino (per un importo di €
456.760,66) benchè quel Comune, già dal 19 aprile 2006, avesse reso nota
l’impossibilità di procedere ai lavori, decidendo quindi, il 4 aprile 2007, di
utilizzare le rinvenienti economie per l’acquisto e la posa in opera di ulteriori
gruppi filtranti;
h. Decideva quindi, il D’AMBROSIO, con distinti provvedimenti dell’8 agosto
2006, del 17 gennaio 2007 e del 16 luglio 2007, la riapertura dei pozzi chiusi
il 7 novembre 2005 siccome muniti di filtri senza però contestualmente
assicurare un programma effettivo di loro manutenzione e sostituzione,
benché ne fosse comunque evidente, in base alle analisi, la loro inutilità ed in
contrasto con i pareri della ASL tutti favorevoli ad un uso temporaneo e
provvisorio (30/60 giorni); i filtri, infatti, non erano assolutamente in grado di
impedire l’immissione in rete del tetracloruro di carbonio e di idrocarburi
totali che, tra l’ottobre 2006 e l’agosto 2007 (come accertato dall’ARTA),
venivano rilasciati in concentrazioni superiori a quelle stabilite dall’OMS-ISS
e addirittura superiori a quelle pre-filtro anche in costanza di sostituzione dei
filtri stessi;
i. Dopo che il Commissario Delegato, GOIO Armando, con decreto reso il 3
agosto 2007 (nr. 15), aveva disposto la chiusura dei pozzi, con istanza a firma
congiunta D’AMBROSIO, CATENA, DI GIOVANNI, LIVELLO dell’11
agosto 2007, l’ATO e l’ACA ne richiedevano la riapertura sostenendo la
conformità, post-filtro, delle percentuali di presenza di tetracloruro di
carbonio ai valori OMS-ISS adducendo però, a tal fine, e prospettando (nello
specchietto di pag. 2 dell’istanza, posto in basso) valori non veri, siccome
approssimati per difetto onde ricondurli ai valori di ammissione (da 3,5 a 3,
da 4,6 a 4), rispetto a quelli rilevati dall’ARTA a seguito di analisi del 5 e 24
luglio 2007 che avevano invece evidenziato valori di supero delle percentuali
ammesse;
j. Quindi, avendo il Commissario GOIO non accolto l’istanza, il
D’AMBROSIO, con proprio provvedimento reso il 22 agosto 2007
(provvedimento, tra l’altro, reso in carenza di potere in tal senso e fondato sui
valori non veri di cui al capoverso che precede) ordinava all’ACA di riaprire i
pozzi 4 e 6 utilizzando anche un parere reso alla Regione Abruzzo
dall’Istituto Superiore di Sanità il 6 agosto 2007 nel quale era chiaramente
detto che (comunque) l’esistenza di discariche di rifiuti tossici in aree a
monte della zona di captazione di acque da destinare al consumo umano
configura una situazione di potenziale rischio per la salute umana in
relazione alla non prevedibile contaminazione delle acque sotterranee in
seguito al rilascio di composti organoalogenati volatili;

così facendo somministravano per il consumo acque da altri avvelenate siccome


contaminate da sostanze altamente tossiche e nocive per la salute dell’uomo (cloruro
di vinile, tetracloruro di carbonio, tricloroetilene, idrocarburi ciclici aromatici,
tetracloroetilene, tricloroetano, tetraclorometano, piombo) e classificate come note
per gli effetti cancerogeni sull’uomo (cloruro di vinile) o perché dovrebbero
considerarsi cancerogene per l’uomo (tricloroetilene e taluni idrocarburi ciclici
aromatici) o tenute in sospetto per possibili effetti cancerogeni sull’uomo
(tetracloroetilene, tricloroetano, tetraclorometano, piombo); sostanze alcune delle
quali, come descritto al capo A della rubrica, rilevate anche ai rubinetti di pubbliche
fontane.

In Castiglione a Casauria, Tocco da Casauria, Pescara e altrove fino al 30


novembre 2007

D’AMBROSIO Giorgio, ANGELUCCI Roberto, FELICIANI Franco, FRANCI


Sergio

D) del delitto p. e p. dagli artt. 110, 353, comma 2°, Cod. Pen. perché, agendo in
concorso fra loro, nella rispettiva qualità di:

1) D’AMBROSIO Giorgio: Presidente del C.d.A. dell’ATO 4 di Pescara;


2) ANGELUCCI Roberto: Vice Presidente del C.d.A. dell’ATO 4 di
Pescara;
3) FELICIANI Franco: Componente del C.d.A. dell’ATO 4 di Pescara;
4) FRANCI Sergio: Direttore dei Lavori;

e dunque nella loro qualità di pubblici ufficiali, mediante mezzi fraudolenti,


impedivano la gara per l’aggiudicazione dei lavori di fornitura e posa in opera di un
terzo gruppo filtrante da realizzare in località Campo Pozzi del Comune di
Castiglione a Casauria così ingiustamente avvantaggiando la CASCINI GROUP
S.n.c. di Pianella.

In particolare, e premesso che:

- la CASCINI GROUP S.n.c di Pianella, giusta determinazione ATO 4


Pescara nr. 110/ST del 4 maggio 2006, s’era aggiudicata la gara per
realizzazione di due nuovi pozzi in località San Rocco di Bussi sul Tirino
per un importo di € 456.760,66 al netto dell’IVA e del ribasso d’asta
(23%);
- i lavori erano stati integralmente finanziati dalla Regione Abruzzo giusta
determinazione dirigenziale nr. DC/125 del 23 novembre 2005 che, in
attuazione della deliberazione di Giunta Regionale di cui al capoverso l)
dell’imputazione che precede, aveva disposto uno stanziamento di €
1.300.000,00;
- sin dal 19 aprile 2006, e dunque ancor prima della aggiudicazione dei
lavori, il Comune di Bussi, con nota prot. 2237 a firma del Responsabile
dell’Ufficio Tecnico (pervenuta all’ATO il 2 maggio 2006 e trasmessa al
FRANCI come da appunto in alto a destra), aveva manifestato all’ATO
l’impossibilità di procedere alla esecuzione dei lavori stessi perché in
contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti ed adottati in quel Comune;
- nel frattempo, il 18 marzo 2006 ed il 21 agosto 2006, con deliberazioni
rispettivamente nr. 63/ST e 202/ST, l’ATO aveva provveduto ad
aggiudicare alla PCM S.n.c. di Campobasso i lavori di fornitura e posa in
opera di due gruppi filtranti, per il complessivo importo di € 368.384,96,
al netto dell’IVA e dei ribassi d’asta;
- alla aggiudicazione dei lavori del 4 maggio 2006 aveva fatto seguito, solo
il 28 febbraio 2007 e benché ne fosse evidente l’impossibile esecuzione, la
stipula del contratto d’appalto nr. 22 tra ATO e CASCINI;

impedivano l’esecuzione di una gara d’appalto per l’affidamento dei (nuovi)


lavori di fornitura e posa in opera del terzo gruppo filtrante – per un importo di
lavori a base d’asta pari ad € 690.300,00 (al lordo di eventuali ribassi d’asta) –
facendo artificiosamente ricorso alla procedura delle varianti in corso d’opera di cui
all’art. all’art. 132, comma 1°, lett. b), D.L.vo 163/06 (Codice degli Appalti
Pubblici) e così operando:

1) il FRANCI, nella sua già indicata qualità, dopo soli 20 giorni dalla stipula
del contratto nr, 22 sopra indicato, rimetteva al CdA dell’ATO una perizia di
variante e suppletiva datata 20 marzo 2007 avente ad oggetto lavori
(fornitura e posa in opera di gruppo filtrante) del tutto diversi ed stranei
rispetto a quelli appaltati (realizzazione di due pozzi a Bussi), con una
previsione addirittura di maggior spesa pari ad ulteriori € 72.775.37; in tal
modo, anche attraverso l’espresso richiamo all’art. 132 cit., forniva all’ATO
un atto prodromico e necessario, nella sequenza procedimentale,
all’adozione della determina di cui al punto che segue;
2) il C.d.A., dal canto suo, con determinazione nr. 27 del 4 aprile 2007 (alla cui
adozione partecipavano il D’AMBROSIO, l’ANGELUCCI ed il
FELICIANI), approvava la perizia ed il nuovo quadro economico dei lavori
avallando e facendo proprie, a tal fine, le considerazioni del direttore dei
lavori in ordine alla sussistenza dei presupposti di cui all’art. 132, comma 1°,
lett. b) cit. che veniva espressamente richiamato a giustificazione e
fondamento della determinazione e ciò benché in alcun modo ricorressero,
sul piano sostanziale, le condizioni per il ricorso alla procedura prevista da
detta norma solo per varianti in corso d’opera e – sempre che si tratti di
varianti - per situazioni impreviste ed imprevedibili, né, sul piano
procedurale, si fosse proceduto alla rigorosa procedura di verificazione
istruttoria scandita e disciplinata dall’art. 134 del DPR 554/99.

In Pescara, il 4 aprile 2007

Identificate le persone offese in:

1. MINISTERO PER L’AMBIENTE – in persona del Sig. Ministro pro-tempore


– in Roma, c/o Direzione Generale Qualità della Vita e c/o Avv.ra Distr.le dello
Stato, L’Aquila;
2. REGIONE ABRUZZO, in persona del Sig. Presidente della Giunta Regionale
pro-tempore, Palazzo Centi, L’Aquila;
3. COMMISSARIO DELEGATO PER IL BACINO ATERNO-PESCARA, in
persona dell’Arch. Armando GOIO, c/o Regione Abruzzo – Uffici di Protezione
Civile – Via L. Da Vinci, 6, L’Aquila;
4. PROVINCIA DI PESCARA, in persona del Sig. Presidente della Giunta
Provinciale pro-tempore, Piazza Italia, Pescara;
5. COMUNE DI PESCARA, in persona del Sig. Sindaco del Comune pro-
tempore;
6. COMUNE DI CHIETI, in persona del Sig. Sindaco del Comune pro-tempore;
7. COMUNE DI BUSSI SUL TIRINO, in persona del Sig. Sindaco del Comune
pro-tempore;
8. COMUNE DI TORRE DE’ PASSERI, in persona del Sig. Sindaco del
Comune pro-tempore;
9. COMUNE DI TOCCO DA CASAURIA, in persona del Sig. Sindaco del
Comune pro-tempore;
10. COMUNE DI CASTIGLIONE A CASAURIA, in persona del Sig. Sindaco
del Comune pro-tempore;
11. ENTE PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA
LAGA, in persona del Presidente pro-tempore, con sede in Assergi (AQ), Via
del Convento; elett.te dom.to per le notificazioni in Teramo,via Pigliaceli 46,
presso lo studio dell’avv.Tommaso Navarra;
12. W.W.F., con sede in Roma, Via Po, 25/c , in persona del legale rappresentante
pro-tempore; elettivamente dom.to per le notificazioni in Teramo, Via
Pigliacelli, 46, presso lo studio dell’Avv. Tommaso NAVARRA;
13. ITALIA NOSTRA, con sede in Roma, Via Sicilia, 66, in persona del legale
rappresentante pro-tempore; elettivamente dom.to per le notificazioni in Milano,
Piazza 5 Giornate, 3, presso lo studio dell’Avv. Veronica DINI del Foro di
Milano;
14. MAREVIVO, con sede in Pescara, Viale Regina Margherita, 27, in persona del
legale rappresentante pro-tempore; elettivamente dom.to per le notificazioni in
Milano, Piazza 5 Giornate, 3, presso lo studio dell’Avv. Veronica DINI del Foro
di Milano;
15. MILA/DONNAMBIENTE, con sede in Pescara, Via Chieti, 20, in persona del
legale rappresentante pro-tempore; elettivamente dom.to per le notificazioni in
Milano, Piazza 5 Giornate, 3, presso lo studio dell’Avv. Veronica DINI del Foro
di Milano;
16. EVA – Ecoistituto Verde Abruzzese, con sede in Pescara, Via Monte Faito,
65, in persona del legale rappresentante pro-tempore; elettivamente dom.to per
le notificazioni in Milano, Piazza 5 Giornate, 3, presso lo studio dell’Avv.
Veronica DINI del Foro di Milano;
17. SOLVAY S.A., con sede legale in Bruxelles (Belgio) e sede secondaria in
Rosignano Solvay (LI), Via Piave, 6; SOLVAY SOLEXIS S.p.a., con sede in
Milano, Via Turati, 12; SOLVAY CHIMICA BUSSI S.p.a., con sede in
Rosignano Solvay (LI), Via Piave, 6, tutte legalmente rappresentante, Avv.
Marco BAGNOLI, elettivamente dom.to per le notificazioni presso gli Avv.ti
Luca SANTA MARIA, con studio in Milano, Via Serbelloni, 1 e Dario
BOLOGNESI, con studio in Ferrara, Via Borgo dei Leoni, 32;
18. BUCCI Domenico Tommaso e SETTA Katiuscia, in proprio e quali legali
rappresentanti dei figli minorenni Guerino Antonio e Donato Francesco,
residenti in Bussi sul Tirino (PE), Via della Stazione, 2; elettivamente dom.ti per
le notificazioni in Pescara, Viale Marconi, 316, presso lo studio del difensore di
fiducia, Avv.to Fabrizio DI LUIGI del Foro di Pescara
19. LEGAMBIENTE ONLUS , con sede in Roma , via Salara 403, in persona del
legale rappresentante pro-tempore; ,elettivamente dom.to per le notificazioni in
Pescara, via Parco Nazionale D’Abruzzo, 5, presso lo studio dell’avv.Fabio DE
MASSIS del Foro di Pescara;
20. ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA LEGA ANTIVIVISEZIONE
ONLUS, con sede in Roma , via Piave 7, in persona del legale rappresentante
pro-tempore; ,elettivamente dom.to per le notificazioni in Pescara, via Parco
Nazionale D’Abruzzo, 5, presso lo studio dell’avv.Fabio DE MASSIS del Foro
di Pescara;

Evidenziata l'acquisizione delle seguenti fonti di prova:

 Nota Giunta Regionale Abruzzo – Richiesta ACA per attivazione di emergenza


pozzi Tirino-San Rocco nel Comune di Bussi d.d. 30.12.2005;
 Nota ACA Richiesta attivazione provvisoria pozzi Tirino causa inquinamento
pozzi S.Angelo di Castiglione A.C.
 Nota Comune Bussi sul Tirino - Opere di captazione della falda basale del Gran
Sasso
 Nota ACA – Trasmissione analisi straordinarie acqua potabile pozzi San’Angelo
 Nota ARTA – Risultati controlli analitici su campioni di acqua potabile
 Nota informativa ACA su inquinamento pozzi acqua potabile località
Sant’Angelo di Castiglione
 Informativa Giunta Regionale Servizio prevenzione collettiva Superamento
valori limite D.M.471/99 per acque sotterranee Campo Pozzi Giardino
 Informativa ACA Trasmissione dati di portata e concentrazione nitrati sorgente
 Informativa Giunta Regionale SGR Segnalazione di pozzi e sorgenti inquinate
 Informativa WWF Aggiornamente analisi destinate al consumo umano
 Informativa ACA Analisi straordinarie acqua potabile Pozzi san Rocco
 Rapporti Prova ARTA
 Informativa CFS con tutti gli allegati in essa richiamati d.d. 12.05.08
 Informativa CFS con tutti gli allegati in essa richiamati d.d.27.12.06
 Informativa CFS con tutti gli allegati in essa richiamati d.d.05.03.07
 Informativa CFS con tutti gli allegati in essa richiamati d.d.28.03.07
 Informativa CFS con tutti gli allegati in essa richiamati d.d.17.05.07
 Informativa CFS con tutti gli allegati in essa richiamati d.d.18.09.07
 Informativa CFS con tutti gli allegati in essa richiamati d.d.10.03.08
 Informativa CFS – Ricostruzione cronologica dal 1996 al 2007 degli eventi
connessi allo stato di inquinamento dei pozzi di acqua potabile di Colle
Sant’Angelo gestiti dall’ACA con tutti gli allegati in essa richiamati d.d.
30.10.07
 Rapporti di prova trasmessi dalla Provincia di Pescara – Polizia Provinciale
 C.T.U dott.Fracassi con tutti gli allegati in essa richiamati
 C.T.U. dott.DI MOLFEtta con tutti gli allegati in essa richiamati

RILEVATO CHE

_ si è proceduto alla notifica dell’avviso di conclusione indagini ai sensi e per gli effetti
di cui all’art. 415bis c.p.p.;

Visti gli artt. 416, 417 c.p.p.


CHIEDE

l'emissione del decreto che dispone il giudizio nei confronti degli imputati e per i reati
sopraindicati.

MANDA

alla Segreteria per gli adempimenti di competenza e in particolare per la trasmissione,


unitamente alla presente richiesta, del fascicolo contenente la notizia di reato, la docu-
mentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti eventualmente compiuti
davanti al giudice per le indagini preliminari.

IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA


(dott. ssa Anna Rita MANTINI - Sost.)