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ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

Inadempimento e risoluzione
del contratto: un punto di vista
sulla giurisprudenza
di Matteo Dellacasa

1. Premessa
(2) Cfr. Amadio, Inattuazione e risoluzione: la fattispecie, cit., 74 ss.; Tam-
Nel corso degli ultimi due anni, la risoluzione per inadem- poni, La risoluzione per inadempimento, in Tratt. contratti, diretto da Resci-
pimento è stata interessata da una produzione giurispru- gno, I contratti in generale, a cura di E. Gabrielli, 2ª ed., II, Torino, 2006,
denziale assai rilevante; anche sul versante dottrinale si an- 1719; Cabella Pisu, Dell’impossibilità sopravvenuta, in Comm. cod. civ. a
cura di Scialoja e Branca, diretto da Galgano, Bologna-Roma, 2002, sub
noverano contributi significativi, che offrono una ricostru- art. 1463, p. 18 ss.; Bianca, Diritto civile, V, La responsabilità, Milano, 1994,
zione completa del rimedio (1). 277 ss.; Verdera Server, Inadempimento e risoluzione del contratto, Padova,
Non è questa la sede per una analisi organica dell’istituto. 1994, 187 ss.; Luminoso, in Luminoso, Carnevali, Costanza, Della risolu-
In sintonia con la vocazione degli Itinerari, ci limiteremo a zione per inadempimento, in Comm. cod. civ., a cura di Scialoja e Branca,
Bologna-Roma, 1990, sub art. 1453, 19 ss.; Belfiore, voce Risoluzione del
segnalare all’attenzione del lettore le più rilevanti pronun- contratto per inadempimento, in Enc. Dir., XL, Milano, 1989, 1309, nt. 8.
ce della giurisprudenza di legittimità, con particolare riferi- Tra coloro che avvalorano il parallelismo tra risoluzione per inadempi-
mento a quella inedita. Dopo aver considerato i presuppo- mento e risarcimento del danno contrattuale va annoverato anche Sic-
sti sostanziali che giustificano la risoluzione (§§ 1-3), ne va- chiero, La risoluzione per inadempimento, cit., 160 ss.: la ricostruzione del-
l’A. tuttavia, tende a circoscrivere il ruolo svolto dalla colpa nell’applica-
luteremo il regime processuale e i rapporti con altri rimedi zione dei due rimedi. Quando la colpa del debitore non è espressamente
(§§ 4-7). A conclusione della rassegna, si farà una breve in- richiesta ai fini della responsabilità per inadempimento, si concretizzano
cursione sul terreno della risoluzione per impossibilità so- «due indicazioni:... la parte inadempiente senza colpa non potrà né pre-
pravvenuta, per segnalare una tendenza delineatasi nella tendere di effettuare l’adempimento tardivo del contratto né evitare la ri-
soluzione per inadempimento;… il risarcimento del danno sarà dovuto
giurisprudenza più recente (§ 8). comunque, trattandosi in definitiva di accollarlo a chi lo ha causato, a
prescindere da ogni riprovevolezza del suo comportamento…» (194 s.).
2. Risoluzione e imputabilità dell’inadempimento In definitiva, l’autore ammette che l’imputabilità dell’inadempimento in-
Se certamente il risarcimento del danno contrattuale pre- cida sul regime della risoluzione, ma estende l’area della responsabilità og-
gettiva limitando correlativamente il ruolo della colpa.
suppone che l’inadempimento sia imputabile al debitore
(3) Secondo una dottrina autorevole, la rilevanza accordata al requisito
(art. 1218 c.c.), la rilevanza del medesimo requisito risulta dell’imputabilità in relazione alla risoluzione per inadempimento trova ri-
assai più controversa sul terreno della risoluzione. scontro nel testo dell’art. 1218 c.c. L’identità del termine «inadempi-
Nella dottrina di settore, come è noto, si trovano rappre- mento» adottato dal legislatore denota che risoluzione e responsabilità
sentati due orientamenti diversi. contrattuale si fondano sui medesimi presupposti applicativi (Sicchiero,
La risoluzione per inadempimento, cit., 160 ss.). A parere di chi scrive, dal
Secondo alcuni autori, gli artt. 1453 ss. sono applicabili so- testo dell’art. 1218 c.c. è desumibile un’indicazione di segno opposto: l’i-
lo a condizione che l’inadempimento sia imputabile al de- nadempimento è tale anche se la circostanza che ha precluso l’esecuzione
bitore (2). Si estende alla risoluzione per inadempimento della prestazione non è imputabile al debitore. Nell’ambito dell’art. 1218
un requisito espressamente previsto per la responsabilità c.c., come è evidente, il termine «inadempimento» designa la mancata o
inesatta esecuzione della prestazione oggettivamente considerata, essen-
contrattuale (art. 1218 c.c.) (3). Sebbene l’inadempimen- do onere del debitore provare che essa dipende da causa a lui non impu-
to non sia imputabile al debitore, il contratto si risolve tabile. Se dunque si assume che il legislatore sia coerente nell’uso dei ter-
ugualmente qualora la prestazione sia divenuta impossibile: mini, anche nel contesto degli artt. 1453 ss. c.c. il vocabolo «inadempi-
trovano applicazione gli artt. 1463 ss. c.c. mento» indica la mancata o inesatta esecuzione della prestazione, non
necessariamente imputabile al debitore. L’argomentazione è debole, per-
Secondo questa ricostruzione, nondimeno, quando l’ina- ché postula la coerenza semantica del legislatore e si fonda su un dato me-
dempimento non è ancora definitivo, ma solo temporaneo, ramente letterale: può tuttavia contribuire ad avvalorare la tesi, sostenu-
l’imputabilità incide sul regime della risoluzione (4). È suf- ta nel testo (§ 2), secondo cui l’imputabilità dell’inadempimento non in-
cide sul regime della risoluzione.
(4) Cfr. Amadio, Inattuazione e risoluzione: la fattispecie, cit., 75 s.; Tampo-
Note: ni, La risoluzione per impossibilità sopravvenuta, in Tratt. contratti, diretto da
(1) Ci si riferisce, in particolare, ai contributi della trattatistica più re- Rescigno, I contratti in generale, a cura di E. Gabrielli, 2ª ed., II, Torino,
cente: cfr. Nanni, Costanza, Carnevali, Risoluzione per inadempimento, in 2006, 1794 s.; Macario, Le sopravvenienze, in Tratt. contratto, diretto da
Comm. cod. civ. fondato da Scialoja e Branca, diretto da Galgano, Bolo- Roppo, V, Rimedi-2, Milano, 2006, 568 ss.; Sacco, La risoluzione per im-
gna, 2007, sub artt. 1455-1459; Sicchiero, La risoluzione per inadempimen- possibilità sopravvenuta, in Sacco e De Nova, Il contratto, II, 3ª ed., in
to, in Comm. cod. civ. fondato da Schlesinger, diretto da Busnelli, Mila- Tratt. dir civ. diretto da Sacco, Torino, 2004, 689; Roppo, Il contratto, in
no, 2007, sub artt. 1453-1459; Amadio, Inattuazione e risoluzione: la fatti- Tratt. dir. priv., diretto da Iudica e Zatti, Milano, 2001, 1010; Luminoso,
specie, in Tratt. contratto, diretto da Roppo, V, Rimedi-2, Milano, 2006; in Luminoso, Carnevali, Costanza, Della risoluzione per inadempimento,
Dellacasa, Inattuazione e risoluzione: i rimedi, ibidem. cit., 23.

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ficiente un ritardo grave, purché imputabile al debitore, a stata appaltata la pulizia dei locali della Banca d’Italia ave-
determinare lo scioglimento del contratto (artt. 1453; 1455 va sospeso il servizio per alcuni giorni a causa di uno scio-
c.c.). Se invece la prestazione diviene temporaneamente pero aziendale posto in essere dai suoi dipendenti. I giudici
impossibile per causa non imputabile al debitore, il con- di merito accolgono la domanda di risoluzione proposta
tratto si risolve solo quando il ritardo pregiudica radical- dalla Banca d’Italia ritenendo che l’inadempimento fosse
mente l’interesse del creditore, in base al rigoroso disposto imputabile all’appaltatore. Il S.C., confermando la senten-
dell’art. 1256, cpv. c.c.: fino al momento in cui il creditore za di secondo grado, afferma che lo sciopero aziendale dei
non perde interesse per l’esecuzione della prestazione il dipendenti - a differenza di quello nazionale o locale - non
contratto resta sospeso, senza poter essere sciolto né attua- esime il debitore da responsabilità, a meno che egli dimo-
to. In definitiva, la circostanza che il ritardo non sia impu- stri che l’astensione dal lavoro è illecita «per la sua procla-
tabile al debitore posticipa la risoluzione, differendo nel mazione o per il modo in cui si è realizzata» (Cass. 2 mag-
tempo il momento in cui il creditore può tornare libero di gio 2006, n. 10139) (10). Si recepisce così un’autorevole
operare sul mercato. opinione dottrinale, ai termini della quale lo sciopero
In quest’ottica, si precisa che la risoluzione per inadempi- aziendale è imputabile al debitore a titolo di responsabilità
mento - come il risarcimento del danno contrattuale - non oggettiva, in quanto attiene alla sua sfera di organizzazione
implica necessariamente la colpa del debitore; nelle ipotesi e controllo (11). Nel caso di specie, per di più, l’impresa ap-
di responsabilità oggettiva, è sufficiente che l’esecuzione paltatrice aveva provocato lo sciopero disponendo il trasfe-
della prestazione sia impedita da una circostanza inerente rimento di alcuni dipendenti senza consultare le organizza-
alla sfera di organizzazione e controllo dell’obbligato (5). zioni sindacali, come invece richiesto dal contratto collet-
Secondo un diverso punto di vista l’imputabilità dell’ina- tivo di categoria.
dempimento - in quanto circostanza interna alla sfera del In una seconda occasione, il giudice di legittimità cassa la
debitore - non incide sul regime della risoluzione, ma solo sentenza resa in appello, che aveva escluso la risoluzione
sul risarcimento del danno (6). Il contratto si può risolvere del contratto ritenendo l’inadempimento non imputabile
per inadempimento anche se esso non è imputabile al de- al debitore (Cass. 13 marzo 2006, n. 5407) (12). Tra un
bitore, purché sia stato gravemente pregiudicato l’interesse noto operatore turistico e un consumatore intercorre un
del creditore all’attuazione dello scambio (art. 1455 c.c.). contratto preliminare di vendita di una quota di multipro-
La risoluzione è giustificata dall’inattuazione del rapporto prietà relativa ad un complesso edilizio in via di realizzazio-
contrattuale oggettivamente considerata, sicché le ragioni ne. Essendo maturato un ritardo di alcuni mesi rispetto al
che hanno determinato l’inadempimento non possono in- termine previsto per la conclusione del contratto definiti-
cidere sul regime del rimedio. Se il debitore dimostra che vo, il promittente acquirente intima diffida ad adempiere e
l’inadempimento non gli è imputabile è esonerato dal risar- chiede l’accertamento giudiziale della risoluzione. In primo
cimento del danno (art. 1218 c.c.), ma non può evitare la
risoluzione del contratto qualora l’interesse del creditore al-
Note:
l’attuazione dello scambio sia stato gravemente compro-
messo. (5) In questo senso v., da ultimo, Sicchiero, La risoluzione per inadempi-
mento, cit., 170; Amadio, Inattuazione e risoluzione: la fattispecie, cit., 74 s.;
A fronte di queste divergenze riscontrabili nel panorama Roppo, Il contratto, cit., 960.
dottrinale, in giurisprudenza si afferma con formulazioni (6) Cfr. Costanza, in Nanni, Costanza, Carnevali, Risoluzione per inadem-
standardizzate che l’inadempimento deve essere imputabi- pimento, cit., sub art. 1456, 63 ss., sub art. 1457, 92; Id., in Luminoso,
le al debitore: in difetto di tale requisito, si applicano le di- Carnevali, Costanza, Della risoluzione per inadempimento, cit., sub art.
verse regole dettate in tema di risoluzione per impossibilità 1454, 437; Macioce, Risoluzione del contratto e imputabilità dell’inadempi-
mento, Napoli, 1988, passim; Giorgianni, L’inadempimento, 3ª ed., Mila-
sopravvenuta (artt. 1463 ss.; 1256 c.c.) (7). La posizione no, 1975, 320 ss.; R. Scognamiglio, Contratto in generale, 3ª ed., in Tratt.
viene confermata in tempi recentissimi. Grosso-Santoro Passarelli, Milano, 1972, 271 ss.; Dalmartello, voce Riso-
Come è stato autorevolmente osservato, quando nell’argo- luzione del contratto, in Noviss. Dig. it., XVI, Torino, 1969, 128 ss.
mentazione giurisprudenziale si afferma che l’inadempi- (7) V., tra le molte, Cass. 6 febbraio 2007, n. 2553, in Contratti, 2007,
mento non è imputabile al debitore si allude spesso alla pre- 965, con nota di Fontanella; Cass. 2 maggio 2006, n. 10127, in Foro it.,
senza di una causa di giustificazione (8). È quanto si evince Rep. 2006, Contratto in genere, 620; Cass. 11 febbraio 2005, n. 2853, in
Foro it., Rep. 2005, Contratto in genere, 595; Cass. 27 ottobre 2003, n.
dalla motivazione di Cass. 6 febbraio 2007, n. 2553 (9): 16096, in Nuova giur. civ., 2004, I, 687, con nota di Dellacasa; Cass. 3 lu-
la S.C. ribadisce che l’inadempimento deve essere imputa- glio 2000, n. 8881, in Foro it., Rep. 2000, Contratto in genere, 577; Cass.
bile al debitore per confermare la sentenza di secondo gra- 17 novembre 1999, n. 12760, in Foro it., Rep. 1999, Contratto in genere,
541.
do, che aveva escluso la risoluzione in quanto l’inadempi-
mento previsto da una clausola risolutiva espressa era stato (8) Cfr. Sacco, La risoluzione per impossibilità sopravvenuta, in Sacco e De
Nova, Il contratto, II, cit., 628.
determinato dalla mancata collaborazione del creditore.
In altre occasioni, invece, il termine «imputabilità» - inte- (9) In Contratti, 2007, 965, con nota di Fontanella.
so in senso tecnico (art. 1218 c.c.) - indica che l’inadempi- (10) In Riv. trim. appalti, 2006, 878, con nota di Pepe.
mento è ascrivibile alla condotta o alla sfera di controllo (11) Cfr. Visintini, Trattato breve della responsabilità civile, 2ª ed., Padova,
dell’obbligato, senza interferenze con il tema delle esimen- 1999, 172 s.
ti. In un primo caso, era accaduto che l’impresa a cui era (12) In Obbl. contr., 2006, 976, con nota di Putortì.

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e in secondo grado la domanda viene rigettata in quanto l’i- condotta del debitore e delle circostanze che hanno deter-
nadempimento allegato dall’attore non sarebbe imputabile minato l’adempimento, questa valutazione risulta estranea
al convenuto, ma dovuto a «ritardi negli adempimenti bu- all’orizzonte del rimedio risolutorio.
rocratici necessari per realizzare opere di miglioramento del Tali considerazioni, si potrebbe obiettare, sono smentite da
complesso immobiliare». Opportunamente, la S.C. cassa la un macroscopico dato normativo: il codificatore del 1942
sentenza di secondo grado, in quanto le migliorie necessa- ha espressamente previsto un’autonoma figura di risoluzio-
rie per rendere l’immobile funzionale all’uso convenuto co- ne - quella per impossibilità sopravvenuta - destinata ad
stituivano oggetto della prestazione dovuta dall’operatore operare nel caso in cui l’inadempimento non sia imputabi-
turistico; il ritardo nell’ultimazione dell’immobile era pur le al debitore (14). È facile rispondere che gli artt. 1463 ss.
sempre imputabile all’imprenditore, che non aveva valuta- c.c. assumono a presupposto non tanto la non imputabilità,
to adeguatamente gli interventi necessari per adeguare la quanto la definitività dell’inadempimento: l’automaticità
struttura alla sua destinazione e i tempi occorrenti per otte- della risoluzione nel caso di impossibilità totale (art. 1463
nere le autorizzazioni amministrative. c.c.) e il recesso del creditore nel caso di impossibilità par-
Si ribadisce, peraltro, che la risoluzione mediante diffida ziale (art. 1464 c.c.) sono giustificati dal fatto che l’ina-
(art. 1454 c.c.) implica necessariamente l’imputabilità del- dempimento è definitivo, in quanto la prestazione è dive-
l’inadempimento (13); in base all’art. 1218 c.c., ritenuto nuta impossibile.
espressione di un principio generale, il debitore interessato L’impossibilità totale della prestazione vanifica l’attuazione
ad evitare la risoluzione ha l’onere di provare che l’inadem- del rapporto contrattuale, sicché la risoluzione appare ine-
pimento non gli è imputabile. Qualora tale circostanza ri- vitabile: per questo motivo il contratto si scioglie automa-
sulti provata, si prospetta l’eventualità che il contratto si ri- ticamente, e non su istanza di parte. Quando l’impossibilità
solva per impossibilità sopravvenuta, in base al combinato è solo parziale, non è escluso che il creditore abbia interes-
disposto degli artt. 1256 e 1463 c.c. se a ricevere la parte di prestazione ancora possibile, sicché
gli è rimessa la scelta tra la riduzione del corrispettivo e il re-
3. Segue. Ancora sull’imputabilità dell’inadempimento: cesso (art. 1464). L’espressa previsione di un diritto di re-
incompatibilità con la funzione del rimedio risolutorio cesso è dovuta al fatto che, stante l’impossibilità parziale
A parere di chi scrive, sussistono buone ragioni per esclu- della prestazione, l’inadempimento è definitivo: questo de-
dere che l’imputabilità dell’inadempimento incida sul regi- termina le differenze rispetto al regime della risoluzione per
me della risoluzione, e limitare la rilevanza di tale requisito inadempimento. Non ha senso accordare al debitore un
al risarcimento del danno. termine per eseguire integralmente la prestazione (art.
La risoluzione è un rimedio sinallagmatico, che opera in 1454 c.c.), e perdono significato le preclusioni processuali
presenza di una grave alterazione del rapporto contrattuale previste dall’art. 1453 c.c.: posto che la prestazione è par-
(art. 1455 c.c.): non si vede come l’imputabilità dell’ina- zialmente impossibile, il creditore non ha interesse ad esi-
dempimento - fattore interno alla sfera del debitore - possa gere l’adempimento integrale (art. 1453, comma 2 c.c.), né
precludere lo scioglimento del contratto quando l’interesse il debitore può offrirlo nel corso del giudizio (art. 1453, co.
del creditore all’attuazione dello scambio risulta seriamen- 3 c.c.).
te compromesso. Come è evidente, non è l’imputabilità dell’inadempimen-
Estendendo alla risoluzione un requisito espressamente pre- to, ma la definitività dello stesso il fattore che determina le
visto per la responsabilità contrattuale, si realizza una so- differenze tra risoluzione per inadempimento e per impossi-
vrapposizione tra rimedi che rispondono a logiche diverse. bilità sopravvenuta: se il rapporto contrattuale non può più
Quando si tratta di valutare se il debitore debba rispondere essere attuato, il sistema ne agevola lo scioglimento.
delle conseguenze del proprio inadempimento con il risar- Se questo è vero, è ipotizzabile una lettura del dato norma-
cimento del danno contrattuale, è necessario valutare le ra-
gioni che hanno determinato la mancata o inesatta esecu-
Note:
zione della prestazione: la responsabilità del debitore pre-
suppone che la causa che ha reso impossibile l’esecuzione (13) In senso conforme v. Cass. 19 novembre 2002, n. 16291, in Foro it.,
Rep. 2002, Contratto in genere, 503, per esteso nel DVD Il Foro italiano, La
della prestazione sia a lui riferibile. Nella risoluzione, inve- Cassazione civile: enunciando il principio di diritto, la S.C. conferma la
ce, occorre valutare se lo scambio prefigurato dalle parti sentenza di secondo grado, che - in una controversia intercorrente tra il
possa essere realizzato con reciproca soddisfazione o - al- medesimo operatore turistico e l’acquirente di una quota di multipro-
l’opposto - l’inadempimento abbia pregiudicato l’attuazio- prietà alberghiera - aveva escluso la risoluzione del contratto conseguen-
te all’intimazione della diffida in quanto il ritardo non era imputabile al-
ne del rapporto contrattuale, giustificando la scelta del cre- l’operatore turistico; Cass. 30 marzo1981, n. 1812, in Mass. Foro it.,
ditore di affrancarsi da esso. Non è dunque necessario ana- 1981; Coll. Arb. Roma, 25 luglio 1997, in Arch. giur. op. pubbl., 1999,
lizzare la condotta del debitore, e neppure accertare la rife- 859. Per i riferimenti dottrinali v., supra, nota 4. In senso contrario ri-
ribilità alla sua sfera di organizzazione e controllo della cir- spetto alla tesi prevalente si è espressa Costanza, La diffida ad adempiere,
in Luminoso, Carnevali, Costanza, Della risoluzione per inadempimento,
costanza che ha precluso l’esatto adempimento: l’interpre- cit., sub art. 1454, 437.
te deve solo verificare se l’operazione economica sottesa al (14) Si tratta di un rilievo assai diffuso in dottrina: cfr. Sicchiero, La riso-
contratto può ancora soddisfare l’interesse del creditore. Se luzione per inadempimento, cit., 161; Belfiore, voce Risoluzione per inadem-
dunque la responsabilità contrattuale implica l’analisi della pimento, cit., 1317.

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tivo che, integrando risoluzione per inadempimento e per mente le ragioni del creditore. Da un lato, stante la non im-
impossibilità sopravvenuta, limiti la rilevanza dell’imputa- putabilità dell’inadempimento, egli non ottiene il risarci-
bilità al risarcimento del danno contrattuale. Da un lato, le mento del pregiudizio conseguente al ritardo (art. 1218
risoluzioni “di diritto” previste dagli artt. 1454, 1456, 1457 c.c.); dall’altro, non si affranca dal rapporto contrattuale in
c.c. si producono anche se l’inadempimento non è imputa- presenza di un ritardo grave, ma solo se l’impossibilità per-
bile al debitore (15); dall’altro, il verificarsi di un inadem- dura fino al momento in cui il suo interesse per la presta-
pimento definitivo - ancorché imputabile al debitore - zione è radicalmente compromesso. Differire nel tempo il
comporta la risoluzione del contratto anche se il creditore momento della risoluzione significa aggravare ulteriormen-
non propone domanda giudiziale. Come si vedrà subito, la te la posizione del creditore, ritardando il momento in cui
giurisprudenza più recente autorizza il creditore a rifiutare la potrà tornare sul mercato per soddisfare l’interesse che lo
prestazione offerta con grave ritardo anche se non ha (an- aveva indotto a contrarre. Per evitare di pervenire a tale
cora) proposto domanda di risoluzione (16): si avvalora, conclusione, occorre neutralizzare l’incidenza dell’imputa-
così, una figura atipica di risoluzione stragiudiziale che pre- bilità sul regime della risoluzione, e interpretare la discipli-
senta analogie con quella prevista dagli artt. 1463, 1464 na dell’impossibilità sopravvenuta (artt. 1256; 1463 c.c.) in
c.c. sintonia con quella della risoluzione per inadempimento
Solo in Italia - nel contesto europeo - l’imputabilità dell’i- (1455 c.c.): l’elasticità che caratterizza il testo delle disposi-
nadempimento influisce sul regime della risoluzione: in se- zioni favorisce la convergenza degli esiti interpretativi. Per-
guito alla recente riforma del diritto delle obbligazioni, an- ché il contratto possa essere risolto, è sufficiente che l’im-
che nel sistema tedesco tale elemento non condiziona l’o- possibilità perduri fino al momento in cui l’interesse del
peratività del rimedio (17). Non si tratta di una coinciden- creditore per l’attuazione del contratto risulta gravemente
za. La rilevanza accordata all’imputabilità dell’inadempi- compromesso (art. 1455 c.c.) (18); maturato un ritardo
mento, infatti, determina una situazione di asimmetria grave, sia pure non imputabile alla controparte, il creditore
informativa tra le parti, rendendo l’iniziativa risolutoria può conseguire la risoluzione del contratto, senza dover at-
estremamente rischiosa. Siccome l’imputabilità dell’ina- tendere che l’inadempimento divenga definitivo (19).
dempimento è un fattore interno alla sfera del debitore, il
creditore desideroso di affrancarsi dal rapporto contrattuale Note:
non dispone di tutte le informazioni necessarie per valuta- (15) L’opinione espressa nel testo, tuttavia, non è condivisa dalla giuri-
re la fondatezza dell’istanza risolutoria. Il contraente che sprudenza, ferma nel richiedere l’imputabilità dell’inadempimento anche
in relazione alle risoluzioni “di diritto”. Circa la diffida ad adempiere v.,
promuove la risoluzione e interrompe l’attuazione del rap- supra, nota 13. In ordine alla clausola risolutiva espressa, cfr. Cass. 6 feb-
porto contrattuale corre il rischio di incorrere in responsa- braio 2007, n. 2557, cit.; Cass. 5 agosto 2002, n. 11717, in Contratti,
bilità, in quanto la sua iniziativa può risultare infondata in 2003, 228, con nota di Addante, Colpa dell’obbligato ed operatività della
dipendenza di una circostanza che non ha avuto la possibi- clausola risolutiva espressa; Cass. 14 luglio 2000, n. 9356, in Mass. Giust.
civ., 2000, per esteso in DVD-Iuris Data, La Cassazione civile; Cass. 27
lità di conoscere: non a caso, l’art. 1218 c.c. ascrive al debi- agosto 1987, n. 7063, in Foro it., 1988, I, 444. Per quanto riguarda il ter-
tore l’onere di provare che l’inadempimento non gli è im- mine essenziale, cfr. Cass. 3 luglio 2000, n. 8881, in Mass. Giust. civ.,
putabile. Come è evidente, il principio enunciato dalla giu- 2000, per esteso in DVD-Iuris Data. La Cassazione civile; Cass 8 luglio
risprudenza condiziona negativamente il ricorso al rimedio 1983, n. 4591, in Mass. Foro it., 1983; App. Bologna 18 gennaio 1989, in
Foro pad., 1989, I, 305. Significativa una pronuncia di segno contrario
risolutorio ed espone a responsabilità il creditore grave- della Corte di Lussemburgo, che esclude la rilevanza dell’imputabilità
mente pregiudicato dall’inadempimento. con particolare riferimento alla clausola risolutiva espressa: Corte Giusti-
Certo, se la prestazione diviene definitivamente impossibi- zia CE 27 aprile 1999, n. 69/97, in Foro it., 1999, IV, 338.
le il contratto si risolve comunque, a prescindere dalla cir- (16) V., infra, § 6.
costanza che l’inadempimento sia imputabile o non impu- (17) Un aspetto, questo, analizzato da Grundmann, Germany and the
tabile al debitore. Nel caso del ritardo, tuttavia, la rilevan- Schuldrechtmodernisierung, 2002, in European review of contract law,
za accordata al requisito dell’imputabilità condiziona signi- 2005, 128; Di Majo, Recesso e risoluzione del contratto nella riforma dello
Schuldrecht: al di là dell’inadempimento colpevole, in Eur. Dir. priv., 2004, 24
ficativamente il regime del rimedio. È sufficiente un ritardo ss.; Canaris, Il programma obbligatorio e la sua in attuazione: profili generali.
grave, imputabile al debitore, per determinare la risoluzio- Il nuovo diritto delle Leistungsstörungen, in Cian (a cura di), La riforma del-
ne del contratto (art. 1455 c.c.); se, invece, la prestazione è lo Schuldrecht tedesco: un modello per il futuro diritto europeo delle obbligazio-
temporaneamente impossibile per causa non imputabile al ni e dei contratti?, 2004, 43; Id., La riforma del diritto tedesco delle obbligazio-
ni, Padova, 2003, 22.
debitore, occorre che il ritardo si sia prolungato fino al mo-
mento in cui il creditore ha perso ogni interesse per l’ese- (18) Per una simile interpretazione cfr. Scalfi, voce Risoluzione del con-
tratto, in Enc. Giur. Treccani, XXVII, Roma, 1991, 11; Dalmartello, voce
cuzione della prestazione (art. 1256, comma 2 c.c.). Il fatto Risoluzione, in Noviss. Dig. it., XVI, 1969, 135.
che il ritardo sia stato determinato da una circostanza non (19) L’opinione espressa nel testo richiede una precisazione in ordine al pro-
imputabile al debitore differisce nel tempo il momento del- cedimento mediante il quale si perviene alla risoluzione. Come è evidente,
la risoluzione, che si verifica solo quando l’interesse del cre- se presupposto della risoluzione non è l’impossibilità definitiva della presta-
ditore risulta radicalmente compromesso. zione, ma un ritardo grave, il rimedio opera necessariamente su iniziativa del
creditore: solo l’impossibilità definitiva della prestazione, infatti, giustifica la
Anziché favorire una equilibrata ricomposizione del con- risoluzione automatica, in quanto vanifica la prospettiva dell’adempimento.
flitto determinato dall’inattuazione del contratto, la rico- A parere di chi scrive, una volta verificatosi un ritardo grave il creditore può
struzione qui sintetizzata sembra pregiudicare ingiustificata- (segue)

264 DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

Infine, l’opinione che esclude la rilevanza dell’imputabilità Note:


è preferibile in quanto risulta più armonica con alcuni dati (segue nota 19)
normativi rinvenibili nel sistema del codice, come inter- domandare la risoluzione oppure recedere dal contratto. Come è probabile,
pretati dalla stessa giurisprudenza. Nel diritto applicato, si la prima soluzione (azione giudiziale) verrà adottata qualora il creditore ab-
ammette che l’eccezione di inadempimento possa essere bia interesse alla restituzione della prestazione eseguita a favore della con-
opposta anche se la mancata o inesatta esecuzione della troparte; la seconda (recesso) verrà prescelta quando il creditore vuole sem-
plicemente affrancarsi dal rapporto contrattuale, ed evitare di eseguire la
prestazione non è imputabile alla controparte dell’ecci- prestazione dovuta alla controparte. Come si è osservato in altra sede - a cui
piente (art. 1460 c.c.) (20). Si ritiene, inoltre, che il com- si rinvia per una più diffusa argomentazione - la giurisprudenza più recente
pratore e il committente possano avvalersi delle garanzie offre buoni argomenti per affermare che al verificarsi di un ritardo grave il
per i vizi a prescindere dalla colpa del venditore e dell’ap- creditore possa risolvere il contratto mediante recesso: tale soluzione, coe-
rentemente con quanto si è sostenuto nel testo, vale anche nell’ipotesi del
paltatore, che è rilevante solo ai fini del risarcimento del ritardo non imputabile al debitore (v., volendo, Dellacasa, Risoluzione giudi-
danno (21). Mentre la risoluzione del contratto governata ziale e “di diritto”, in Tratt. contratto, diretto da Roppo, V, Rimedi-2, cit., 167
dagli artt. 1453 ss. c.c. postula l’imputabilità dell’inadempi- ss.; Id., Offerta tardiva della prestazione e rifiuto del creditore: vantaggi e inconve-
mento, l’azione redibitoria non implica la colpa del vendi- nienti di una risoluzione “atipica”, in Riv. dir. civ., 2007, II, 517).
Per evitare di penalizzare oltremodo le ragioni del creditore, una dottrina
tore; nell’ambito dello stesso contratto di vendita, tale ele- autorevole ha proposto una soluzione differente da quella qui prospettata,
mento sarebbe rilevante se il venditore ritarda la consegna, benché ispirata alla medesima esigenza (Sacco, La risoluzione per impossibi-
o il bene manca delle qualità promesse (art. 1497 c.c.) (22), lità sopravvenuta, cit., 689). Assumendo che ai sensi dell’art. 1256 c.c. solo
l’impossibilità definitiva della prestazione comporti l’estinzione dell’obbli-
irrilevante se il venditore consegna al compratore una cosa gazione e la conseguente risoluzione del contratto, si osserva che qualora
viziata. Come è evidente, per elaborare una ricostruzione l’impossibilità temporanea cessasse il creditore si troverebbe nella condi-
coerente del regime del rimedio occorre escludere che la zione di «pagare tutto il pattuito per una prestazione cui non ha perduto
colpa del venditore possa condizionare la risoluzione del completamente interesse, ma che gli rende meno di quanto preventiva-
to». Si ritiene, allora, che «nei casi limite» l’impossibilità temporanea deb-
contratto. ba essere equiparata all’impossibilità parziale (art. 1464 c.c.). Certamente,
Qui si segnala che nella giurisprudenza più recente la diffe- dall’equiparazione deriva la riduzione del corrispettivo che il creditore è
renziazione operata tra la risoluzione di diritto comune e tenuto a pagare a fronte della prestazione tardiva; l’autore non chiarisce,
l’azione redibitoria determina esiti paradossali. Prendiamo invece, se applicando alla fattispecie la disciplina dell’impossibilità parzia-
le si riduce il ritardo al verificarsi del quale il creditore può recedere.
il caso deciso da Cass. 30 marzo 2006, n. 7561 (23). Una
persona fisica acquista da una concessionaria di automobili (20) Cfr. Cass. 28 marzo 2006, n. 7081, in Riv. giur. edilizia, 2007, I, 83,
con nota di De Tilla; Cass. 4 novembre 2003, n. 16530, in Foro it., Rep.
nuove una vettura i cui documenti e numero di telaio sono 2003, Contatto in genere, 576; Cass. 14 marzo 2003, n. 3787, in Contratti,
stati contraffatti; dopo qualche tempo, la aliena a un riven- 2004, 446, con nota di Sardo. Ma v. in senso contrario Cass. 27 ottobre
ditore di vetture usate, che a sua volta la vende a un clien- 2003, n. 16096, cit. In dottrina, l’opinione secondo cui l’eccezione di ina-
dempimento è opponibile anche quando la mancata esecuzione della
te. Interviene il sequestro del veicolo ad opera della polizia prestazione non è imputabile alla controparte dell’eccipiente è sostenuta
giudiziaria. Dopo aver restituito al suo cliente il corrispetti- da Roppo, Il contratto, cit., 987; Bigliazzi Geri, voce Eccezione di inadempi-
vo ricevuto, il rivenditore di automobili usate domanda al mento, in Dig. IV, Disc. priv., sez. civ., VII, Torino, 1994, 339.
suo dante causa la risoluzione del contratto in virtù del qua- (21) Con riferimento alla garanzia per i vizi accordata al compratore
le aveva acquistato la vettura. I giudici di merito rigettano (artt. 1490 ss.) v., ex pluribus, Cass. 22 giugno 2006, n. 14431, in Foro it.,
la domanda di risoluzione, osservando che l’automobile Rep. 2006, Vendita, 61; Cass. 17 maggio 2004, n. 9330, in Contratti stato
enti pubbl., 2004, 1120, con nota di Maniàci; Cass. 7 giugno 2000, n.
consegnata al rivenditore era essenzialmente diversa da 7718, in Vita not., 2000, 1477; Cass. 22 agosto 1998, n. 8338, in Foro it.,
quella dedotta in contratto, in quanto la veridicità dei do- 1999, I, 188, con note di Scoditti e Pardolesi. In ordine alla garanzia per
cumenti e del numero di telaio ne costituivano un requisi- i vizi dell’opera prevista a favore del committente (artt. 1667 s.), cfr. Cass.
to indefettibile (aliud pro alio) (24). Siccome in questa ipo- 30 luglio 1982, n. 4367, in Foro pad., 1982, I, 249.
tesi trovano applicazione gli artt. 1453 ss. c.c. e non la di- (22) Cfr. Cass. 24 maggio 2005, n. 10922, in Foro it., Rep. 2005, Vendita,
62; Cass. 21 gennaio 2000, n. 639, in Contratti, 2000, 903, con nota di
sciplina delle garanzie (1490 ss. c.c.), l’azione di risoluzione Copoluongo.
non può essere accolta in quanto difetta la colpa dell’alie-
(23) In Responsabilità civile, 2007, 146, con nota di Toschi Vespasiani.
nante: avendo acquistato la vettura come nuova da un
concessionario, egli non poteva essere a conoscenza della (24) La soluzione trova riscontro nella giurisprudenza di legittimità, che -
considerando la veridicità della documentazione come attributo essenziale
contraffazione. La S.C., rigettando il ricorso proposto dal della vettura - ravvisa in questa ipotesi una consegna di aliud pro alio: trova
rivenditore, aderisce a tale argomentazione. dunque applicazione la disciplina ordinaria della risoluzione per inadempi-
La categoria giurisprudenziale dell’aliud pro alio - elaborata mento. Cfr. Cass. 4 maggio 2005, n. 9227, in Foro it., Rep. 2005, Vendita,
per offrire al compratore di cosa viziata una tutela più este- 74; Cass. 1° luglio 1996, n. 5963, in Foro it., Rep. 1996, Vendita, 60.
sa di quella accordatagli dalla disciplina delle garanzie - vie- (25) L’elaborazione di tale figura - è appena il caso di ricordarlo - consen-
te alla giurisprudenza di accordare tutela al compratore di cosa viziata
ne qui impiegata a favore del venditore (25). Si ravvisa una quando non sono state rispettate le rigorose condizioni previste dall’art.
sorta di “eterogenesi dei fini” di questa figura di creazione 1495 c.c. Siccome non trova applicazione la disciplina delle garanzie, ma
giurisprudenziale. Più correttamente, i giudici avrebbero quella della risoluzione per inadempimento, il compratore non è assogget-
potuto giustificare il rigetto della domanda di risoluzione ri- tato ai termini di decadenza e prescrizione che la disposizione prevede. V.,
a titolo esemplificativo, Cass. 18 gennaio 2007, n. 1092, in Contratti,
levando che il rivenditore di auto usate, quale operatore 2007, 655, con nota di Romeo; Cass., 7 marzo 2007, n. 5202, in Foro it.,
professionale del settore, avrebbe potuto rilevare agevol- Rep. 2007, Vendita, 51; Cass. 16 gennaio 2006, n. 686, in Giust. civ., 2006,
mente la contraffazione dei documenti e del numero di te- I, 1745; Cass. 30 luglio 2004, n. 14586, in Foro it., Rep. 2004, Vendita, 89.

DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008 265


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

laio (art. 1491 c.c.). Qualora la contraffazione non potesse munera la diffusione dell’immagine del prodotto tra il pub-
essere accertata neppure da un operatore professionale, la blico degli appassionati fornendo l’attrezzatura agonistica e
domanda di risoluzione avrebbe dovuto essere accolta, es- pagando un corrispettivo in denaro. Nel corso del 1996, la
sendo onere del venditore rivalersi nei confronti del suo società sportiva conclude per la stagione successiva un ana-
dante causa (concessionario di automobili nuove). logo contratto di sponsorizzazione con un costruttore ame-
ricano, concorrente del primo. Il catalogo di tale produtto-
4. La gravità dell’inadempimento re relativo alla stagione 1997 viene diffuso anticipatamen-
La giurisprudenza di legittimità più recente offre indicazio- te nel settembre 1996, e reca diverse fotografie che ritrag-
ni anche in ordine all’accertamento della gravità dell’ina- gono gli atleti della società sportiva sulle biciclette costrui-
dempimento, a cui è subordinata la risoluzione del contrat- te dal nuovo sponsor. A partire dal settembre 1996, dun-
to. Come è noto, secondo la ricostruzione più accreditata que, il pubblico degli appassionati associa alla squadra pro-
nell’applicazione dell’art. 1455 c.c. trovano una loro inte- fessionistica il costruttore americano, mentre è ancora in
grazione criteri di giudizio oggettivi e soggettivi: l’interpre- corso il precedente contratto di sponsorizzazione.
te deve valutare tanto l’entità obiettiva dell’inadempimen- La domanda di risoluzione proposta dal primo sponsor vie-
to, quanto il modo in cui esso lede l’interesse del creditore ne accolta in primo grado, e rigettata in appello. Il giudice
(26). Per essere «di non scarsa importanza», l’inadempi- di secondo grado ritiene che l’anticipata divulgazione del
mento deve compromettere l’attuazione del programma rapporto di sponsorizzazione relativo all’anno successivo
contrattuale (profilo oggettivo), pregiudicando gravemen- costituisca inadempimento contrattuale: il principio di
te l’interesse del creditore alla realizzazione dello scambio buona fede, infatti, impone alla società sportiva di non sve-
(profilo soggettivo). lare il nuovo sponsor fino alla chiusura della stagione ago-
Nella valutazione della gravità dell’inadempimento, assu- nistica. Lo stesso, giudice, tuttavia, afferma che l’inadempi-
mono rilievo determinante le caratteristiche della presta- mento di tale obbligazione accessoria non giustifica la riso-
zione ineseguita. Certamente, l’inadempimento di una pre- luzione del contratto, in quanto non compromette in mo-
stazione di rilevanza marginale nell’economia del contratto do rilevante la funzionalità del sinallagma: allo sponsor vie-
non giustifica la risoluzione, ma solo il risarcimento del ne accordato solo il risarcimento del danno. Nel cassare la
danno (27). Con ogni probabilità, invece, l’inadempimen- sentenza, la S.C. afferma che anche l’inadempimento di
to assoluto di una prestazione primaria ed essenziale soddi- un’obbligazione accessoria fondata sul principio di buona
sfa il requisito previsto dall’art. 1455 c.c. (28) fede può determinare la risoluzione del contratto ai sensi
Si osserva, ora, che la risoluzione può essere determinata dell’art. 1455 c.c. Nel caso di specie, l’anticipata comuni-
anche dall’inadempimento di un’obbligazione accessoria, cazione del sodalizio con il nuovo partner contrattuale pre-
inserita nel regolamento contrattuale per effetto di integra- giudicava la sponsorizzazione relativa alla stagione in corso.
zione legale (art. 1374 c.c.). La circostanza che la prestazio- Anche l’inadempimento di un’obbligazione accessoria,
ne ineseguita non sia stata espressamente pattuita dalle dunque, comporta la risoluzione se frustra l’operazione eco-
parti, ma trovi il suo fondamento in una norma di legge, nomica sottesa al contratto.
non esclude la gravità dell’inadempimento, se lo stesso pre- Un’altra sentenza, già ricordata nel paragrafo precedente, si
giudica seriamente l’interesse del creditore. È quanto si de- segnala per il rilievo attribuito alle specifiche caratteristi-
sume da Cass. 27 febbraio 2007, n. 4433 (29). Ai sensi che del creditore nella valutazione della gravità dell’ina-
dell’art. 4 l. 5 novembre 1971, n. 1096, l’appaltatore che in-
traprende una costruzione in cemento armato deve denun- Note:
ciarla all’ufficio del Genio civile competente per territorio,
(26) V. a titolo esemplificativo, Nanni, in Nanni, Costanza, Carnevali,
depositando i relativi calcoli: l’inadempimento di tale ob- Risoluzione per inadempimento, cit., 7 ss.; Sicchiero, La risoluzione per ina-
bligazione determina la risoluzione del contratto, in quan- dempimento, cit., 553 ss.; Amadio, Inattuazione e risoluzione: la fattispecie,
to in assenza del controllo del competente ufficio sussiste il cit., 123 ss.; Roppo, Il contratto, cit., 961 s.; Cubeddu, L’importanza dell’i-
rischio che l’opera realizzata dall’appaltatore sia instabile o nadempimento, Torino, 1995, passim; Collura, Importanza dell’inadempi-
mento e teoria del contratto, Milano, 1992, 10 ss.
irregolare sotto il profilo urbanistico.
(27) In questo senso v., per tutti, Roppo, Il contratto, cit., 961 s.
Più interessante un’ulteriore fattispecie, relativa all’ina-
dempimento di un contratto di sponsorizzazione (Cass. 29 (28) Cfr. Cass. 23 gennaio 2006, n. 1227, in Foro it., Rep. 2006, Contrat-
to in genere, 609; Cass. 18 novembre 2005, n. 24460, in Contratti, 2006,
maggio 2006, n. 12801) (30): qui la prestazione inesegui- 645, con nota di Mancinelli; Cass. 29 aprile 2005, n. 8983, in Giust. civ.,
ta non è prevista da una specifica norma di legge, ma è ri- 2006, I, 133; Cass. 1 ottobre 2004, n. 19652, in Arch. loc., 2006, 301, con
conducibile al dovere di buona fede nell’esecuzione del nota di De Tilla. In dottrina, peraltro, si è opportunamente osservato che
contratto (artt. 1175; 1375 c.c.). Tra un costruttore di bici- la distinzione tra prestazioni essenziali e prestazioni secondarie può rive-
larsi problematica sul piano applicativo: cfr. Sicchiero, La risoluzione per
clette italiano e una società sportiva professionistica inter- inadempimento, cit., 560 s.; Cubeddu, L’importanza dell’inadempimento,
corre un contratto di sponsorizzazione: per la stagione spor- cit., 24 ss.
tiva 1996, la società sportiva si impegna ad utilizzare in tut- (29) Allo stato attuale, la motivazione della sentenza risulta inedita. Il te-
te le competizioni le biciclette prodotte dalla controparte, sto è reperibile in formato elettronico sul DVD del Foro italiano, La Cas-
che oltre a fornire l’attrezzatura paga mensilmente una sazione civile.
somma di denaro; il costruttore delle biciclette, quindi, re- (30) In Resp. civ. prev., 2007, 554, con nota di Felleti.

266 DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

dempimento: il criterio soggettivo fa premio su quello og- di mutare la domanda di adempimento in quella di risolu-
gettivo (Cass. 2 maggio 2006, n. 10139) (31). A causa di zione, pertanto, non lede un affidamento meritevole di tu-
uno sciopero aziendale, l’impresa a cui era stata appaltata la tela (35).
pulizia dei locali della Banca d’Italia aveva sospeso la pre- La giurisprudenza asseconda l’esercizio dello ius variandi
stazione del servizio: la sospensione, peraltro, interessava ammettendolo nelle fasi più avanzate dell’iter processuale.
solo due dei 12 edifici del committente, ed era durata non Si è ritenuto, infatti, che il mutamento della domanda pos-
più di 5 giorni. Nei primi due gradi di giudizio, viene accol- sa avvenire nel giudizio di primo grado in sede di precisa-
ta la domanda di risoluzione presentata la Banca d’Italia, in zione delle conclusioni (36) e quando la causa è rimessa al
quanto si ritiene che la sospensione del servizio di pulizia giudice istruttore (37); in sede di gravame (38); in seguito
costituisca inadempimento grave. La sentenza di secondo al passaggio in giudicato di una sentenza di condanna all’a-
grado viene confermata dalla S.C., ai termini della quale dempimento o alla mancata opposizione a un decreto in-
l’esiguità della sospensione e il fatto che interessasse solo giuntivo, purché il debitore permanga inadempiente (39);
due edifici non è rilevante se l’inadempimento ha determi-
nato una grave situazione di disagio per il creditore. Nell’e- Note:
conomia di tale valutazione, non è indifferente l’identità (31) In Riv. trim. appalti, 2006, 878, con nota di Pepe.
del committente: il decoro dell’istituzione “Banca d’Italia” (32) La motivazione della sentenza risulta inedita. Il testo è reperibile in
avrebbe potuto essere pregiudicato dalla trascuratezza dei formato elettronico sul DVD del Foro italiano, La Cassazione civile.
locali, aperti al pubblico. (33) V., ex pluribus, Cass. 4 maggio 1994, n. 4275, in Foro it., 1995, I,
Si ribadisce, infine, che anche nella risoluzione mediante 2357; Cass. 20 marzo 1991, n. 2979, in Mass. Giust. civ., 1991, per este-
diffida il ritardo imputabile al debitore deve essere grave ai so in DVD Iuris Data, La Cassazione civile; Cass. 7 luglio 1986, n. 4425, in
Mass. Giust. civ., 1986, per esteso in DVD Iuris Data, La Cassazione civi-
sensi dell’art. 1455 c.c. (Cass 18 aprile 2007, n. 9314) le; Cass. 13 agosto 1985, n. 4436, in Mass. Giust. civ., 1985.
(32). L’occasione viene offerta da una sentenza della Corte
(34)Cfr. Sicchiero, La risoluzione per inadempimento, cit., 499 s.; Sacco, in
d’Appello di Firenze, che aveva affermato la risoluzione del Sacco e De Nova, Il contratto, 3ª ed., cit., 624, 655; Borrione, La risolu-
contratto senza verificare la gravità del ritardo in cui era in- zione per inadempimento, Padova, 2004, 260; Roppo, Il contratto, cit., 964
corso il diffidato. Nel caso di specie, una volta scaduto il s.; Rossetti, La risoluzione per inadempimento, in Rossetti, Balletti, Marti-
termine previsto per la stipulazione del contratto definitivo no, Risoluzione. Inadempimento, impossibilità sopravvenuta, eccessiva onero-
sità, in Il diritto privato nella giurisprudenza, a cura di Cendon, XIII, Torino,
il promittente alienante aveva diffidato il promittente ac- 2000, 249; Cubeddu, L’importanza dell’inadempimento, cit., 297 ss.; Basini,
quirente a comparire davanti a un notaio; la controparte L’importanza dell’inadempimento e la diffida ad adempiere, in Contratti,
non si era presentata, dichiarandosi disponibile a conclu- 1995, 549 ss.; Pagni, Le azioni di impugnativa negoziale. Contributo allo stu-
dio della tutela costitutiva, Milano, 1998, 325; Verdera Server, Inadempi-
dere il contratto dopo alcuni giorni. Nel cassare la senten- mento e risoluzione del contratto, cit., 259; Costanza, in Luminoso, Carne-
za di merito, la S. C. afferma che alla scadenza del termine vali, Costanza, Della risoluzione per inadempimento. La diffida ad adempiere,
intimato con la diffida deve essere maturato un ritardo gra- cit., 431 ss.; Mirabelli, Dei contratti in generale (artt. 1321-1469), in
ve: altrimenti, la risoluzione non si verifica. Viene così con- Comm. Utet, 3ª ed., Torino, 1980, 617; R. Scognamiglio, Contratti in ge-
nerale, 3ª ed., in Tratt. Grosso-Santoro Passarelli, IV, Milano, 1980, 276;
fermato un orientamento interpretativo univoco in giuri- Natoli, voce Diffida ad adempiere, in Enc. Dir., XII, Milano, 1964, 511. In
sprudenza (33) e maggioritario in dottrina (34). base a un orientamento minoritario, il contratto si risolve anche se il ri-
tardo imputabile al diffidato non è grave, purché la prestazione inesegui-
5. Dalla domanda di adempimento ta abbia un peso rilevante nell’economia del contratto: in questo senso v.,
pur con accenti diversi, Dellacasa, La diffida ad adempiere, in Tratt. con-
a quella di risoluzione tratto, diretto da Roppo, V, Rimedi-2, Milano, 2006, 282 ss.; Collura, Im-
Dopo aver domandato l’adempimento, il creditore può portanza dell’inadempimento e teoria del contratto, Milano, 1992, 118 ss.;
chiedere la risoluzione (art. 1453, co. 2 c.c.). Viene così de- Auletta, Importanza dell’inadempimento e diffida ad adempiere, in Riv. trim.
rogato il principio processuale che vieta la proposizione di dir. proc. civ., 1955, 656 ss.
domande nuove (artt. 183; 345 c.p.c.), in quanto la do- (35) In questo senso v., senza pretesa di completezza, Sacco, in Sacco e
De Nova, Il contratto, 3ª ed., cit., 649 s.; Roppo, Il contratto, cit., 956; Pa-
manda di risoluzione e quella di adempimento differiscono gni, Le azioni di impugnativa negoziale, cit., 329 s.; Carnevali, in Luminoso,
per il petitum. Carnevali, Costanza, Della risoluzione per inadempimento, cit., 80 s.; Smi-
L’eccezionale ius variandi accordato al creditore è giustifica- roldo, Profili della risoluzione per inadempimento, Milano, 1982, 309 ss.
to dalla condotta del debitore, che una volta convenuto in (36) Cfr. Cass. 27 marzo 1996, n. 2715, in Mass. Giur. it., 1996, per este-
giudizio permane inadempiente: l’inadempimento che si so in CD-Rom Utet, La Cassazione civile; Cass. 16 giugno 1981, n. 3906,
rinnova nel corso del processo giustifica il sopravvenuto in- in Mass. Foro it., 1981.
teresse del creditore per la risoluzione del contratto. Propo- (37) Cass. 16 marzo 1970, in Giust. civ., 1970, I, 1018.
nendo domanda di adempimento, il creditore manifesta il (38) Cass. 5 maggio 1998, n. 4521, in Mass. Giur. it., 1998; Cass. 22 lu-
suo attuale interesse per l’esecuzione della prestazione, e glio 1993, n. 8192, in Mass. Giur. it., 1993; Cass. 28 gennaio 1987, n.
791, in Mass. Giur. it., 1987; Cass. 12 marzo 1982, n. 1610, in Mass.
questo può essere interpretato dalla controparte come una Giur. it., 1982; Cass. 6 aprile 1977, n. 1322, in Foro it., 1977, I, 1415.
rinuncia implicita agli effetti risolutori dell’inadempimento Nella giurisprudenza di merito v., da ultimo, App. Milano 22 ottobre
pregresso; come è evidente, tuttavia, la medesima doman- 2004, in Foro pad., 2005, I, 317, con nota di Santi.
da non può comportare la rinuncia a far valere gli effetti ri- (39) Cfr. Cass. 4 ottobre 2004, n. 19826, in Mass. Giur. it., 2004, per
solutori dell’inadempimento che - stante la perdurante esteso in CD-Rom Utet, La Cassazione civile; Cass. 18 maggio 1994, n.
inerzia del convenuto - si rinnova dopo di essa. La facoltà (segue)

DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008 267


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

in seguito all’esercizio di un’azione esecutiva sui beni del mento della domanda, il giudizio di opposizione non verte
debitore che non comporti il soddisfacimento del credito sull’adempimento, ma sulla risoluzione del contratto. Il giu-
vantato dall’attore (40). In alcune occasioni, si è ammesso dice competente a decidere sull’opposizione dovrà allora
il mutamento della domanda anche nell’ambito del giudi- revocare il decreto anche se accoglierà (non l’opposizione
zio di rinvio (41). del debitore, ma) la domanda riconvenzionale di risoluzio-
In sintonia con questo orientamento favorevole all’eserci- ne presentata dal creditore opposto.
zio dello ius variandi, oggi si afferma che il creditore su istan- La soluzione indicata è in linea con il regime processua-
za del quale è stato emesso un decreto ingiuntivo può chie- le del procedimento di ingiunzione. Se è vero in termini
dere la risoluzione proponendo domanda riconvenzionale generali che la sentenza resa sull’opposizione si sostitui-
nel successivo giudizio di opposizione (Cass. 28 aprile sce al decreto ingiuntivo (44), questo vale a maggior ra-
2006, n. 9941) (42). La soluzione, che non ha precedenti gione quando l’azione esercitata dal creditore in sede di
in giurisprudenza, appare conforme alla ratio dell’art. 1453 opposizione è diversa da quella contenuta nella doman-
cpv. c.c. Chiedendo l’emissione di un decreto ingiuntivo, il da di ingiunzione. In ogni caso, il decreto ingiuntivo
creditore esige l’adempimento della prestazione a lui dovu- perde efficacia in seguito alla definizione del giudizio di
ta: se il debitore permane inadempiente e fa opposizione al opposizione.
decreto, il creditore opposto è legittimato a domandare ri-
convenzionalmente la risoluzione del contratto. L’inadem- 6. L’inadempimento maturato nel corso del giudizio
pimento maturato successivamente all’ingiunzione giustifi- Ai sensi dell’art. 1453, co. 3 c.c., «dalla data della doman-
ca il mutamento della domanda nel giudizio di opposizione. da di risoluzione l’inadempiente non può più adempiere la
Anche su questo specifico terreno, lo ius variandi accordato propria obbligazione». Nel diritto applicato la disposizione,
al creditore apporta una deroga ai comuni principi proces- in apparenza univoca, riceve interpretazioni contrastanti.
suali. Secondo la stessa giurisprudenza di legittimità, infat- Le divergenze interpretative riguardano la rilevanza del ri-
ti, nel giudizio di opposizione il creditore opposto può for-
mulare domande riconvenzionali solo se conseguenti a do-
Note:
mande o eccezioni proposte dall’opponente (43). È invece
(segue nota 39)
preclusa al creditore la formulazione di domande nuove,
4830, in Mass. Giur. it., 1999, per esteso in CD-Rom Utet, La Cassazione
qual è certamente quella di risoluzione: la regola enunciata civile; Cass. 27 settembre 1986, n. 5788, in Mass. Giur. it., 1986; Cass. 6
dalla S.C., dunque, conferma l’eccezionalità del regime aprile 1977, n. 1322, in Mass. Foro it., 1977; Cass. 24 aprile 1974, n.
processuale che governa l’azione di risoluzione. 1191, in Mass. Foro it., 1974. L’orientamento giurisprudenziale riscuote il
Se dunque il principio di diritto enunciato dalla sentenza è consenso della dottrina: cfr. Carnevali, in Luminoso, Carnevali, Costan-
za, Della risoluzione per inadempimento, cit., 88; Mirabelli, Dei contratti in
condivisibile, l’applicazione che ne viene fatta nel contesto generale (artt. 1321-1469), 3ª ed., in Comm. Utet, Torino, 1980, 613;
processuale suscita qualche perplessità. Nel caso specifico, Smiroldo, Profili della risoluzione, cit., 317; Auletta, La risoluzione per ina-
il creditore chiede l’emissione di un decreto ingiuntivo per dempimento, Milano, 1942, 465; Id., Ancora sul mutamento della domanda
ottenere il pagamento di un acconto del prezzo pattuito per di adempimento in domanda di risoluzione, in Giur. it., 1950, I, 2, 661; Mo-
sco, Azione di adempimento e azione di risoluzione per inadempimento, in Fo-
una fornitura di arredamento. Il debitore, facendo apposi- ro it.,1951, I, 1279 ss. In senso contrario v., tuttavia, Cass. 12 maggio
zione al decreto ingiuntivo, deduce che il contratto relati- 2003, n. 7272, in Arch. civ., 2004, 409: in seguito al passaggio in giudica-
vo alla fornitura di arredamento non si è perfezionato; il to di un decreto ingiuntivo - conseguente alla mancata opposizione del
creditore opposto domanda riconvenzionalmente la risolu- debitore - il creditore non potrebbe esercitare l’azione di risoluzione.
zione del contratto per l’inadempimento della controparte. (40) Cfr. Cass. 22 marzo 2001, n. 4123, in Banca borsa tit. cred., 2002, II,
540 ss., con nota critica di Carratta, Domanda di risoluzione del contratto
Il giudice di primo grado rigetta l’opposizione ed accoglie la per inadempimento, precedente azione esecutiva e limiti all’applicabilità dell’art.
domanda riconvenzionale di risoluzione proposta dal credi- 1453 c.c.
tore senza tuttavia revocare il decreto ingiuntivo con cui (41) A favore del mutamento della domanda nel giudizio di rinvio si so-
era stato chiesto il pagamento dell’acconto. La decisione no espresse Cass. 26 aprile 1999, n. 4164, in Mass. Giur. it., 1999, per
viene confermata in sede di gravame e il ricorso per cassa- esteso in CD-Rom Utet, La Cassazione civile; Cass. 27 marzo 1996, n.
zione proposto verso la sentenza di secondo grado viene ri- 2715, cit. (obiter); Cass. 23 aprile 1981, n. 2414, in Mass. Giur. it., 1981.
Contra, Cass. 16 febbraio 1972, n. 421, in Giur. it., 1974, I, 1, 260; Cass.
gettato. 22 aprile 1950, n. 1079, in Sett. Cass., 1950, 234.
Ora, è davvero singolare che i difensori dell’opponente non
(42) In Foro it., Rep. 2006, Contratto in genere, 593. La motivazione è ine-
abbiano rilevato l’incoerenza della soluzione fornita dai dita. Il testo è reperibile sul DVD del Foro italiano, La Cassazione civile.
giudici di primo e secondo grado, deducendola quale moti- (43) V., a titolo esemplificativo, Cass. 5 giugno 2007, n. 13086, in Foro
vo di impugnazione. Se infatti il creditore su istanza del it., Rep. 2007, Ingiunzione (procedimento per), 38; Cass. 29 settembre
quale viene pronunciato il decreto ingiuntivo può esercita- 2006, n. 21245, in Foro it., Rep. 2006, Ingiunzione (procedimento per), 64;
re lo ius variandi nel giudizio di opposizione, chiedendo ri- Cass. 11 aprile 2006, n. 8423, in Foro it., Rep. 2006, Ingiunzione (procedi-
mento per), 66; Cass. 30 marzo 2006, n. 7571, in Foro it., Rep. 2006, In-
convenzionalmente la risoluzione, il giudice che accoglie la giunzione (procedimento per), 67; Cass. 7 febbraio 2006, n. 2529, in Foro
domanda deve necessariamente revocare il decreto. Do- it., Rep. 2006, Ingiunzione (procedimento per), 68.
mandando riconvenzionalmente la risoluzione, il creditore (44) In questo senso v., per tutti, Mandrioli, Diritto processuale civile, 17ª
opposto rinuncia all’azione di adempimento che aveva fat- ed., III, Procedimenti speciali di cognizione e giudizi arbitrali, Torino, 2005,
to valere con l’istanza di ingiunzione: per effetto del muta- 44.

268 DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

tardo maturato durante il processo ai fini dell’accoglimento Con la notificazione della domanda di risoluzione, l’attore
o del rigetto della domanda di risoluzione. manifesta senza possibilità di equivoci la scelta di affrancar-
Certamente, se al momento della notificazione della do- si dal rapporto contrattuale, e questo giustifica l’inerzia del
manda l’inadempimento del convenuto è grave, l’offerta debitore convenuto in giudizio: con ogni probabilità, la
della prestazione effettuata nel corso del giudizio non impe- prestazione offerta nel corso del processo sarebbe stata rifiu-
disce la risoluzione. Opportunamente, la giurisprudenza di tata.
legittimità più recente disattende l’opinione secondo cui la Per superare la rigidità di questa contrapposizione, si è allo-
prestazione offerta durante il processo precluderebbe l’ac- ra proposto di considerare separatamente la domanda di ri-
coglimento della domanda di risoluzione originariamente soluzione e quella di risarcimento del danno eventualmen-
fondata, escludendo la gravità dell’inadempimento (45): te proposta dall’attore (50). Quando l’inadempimento -
tale interpretazione, infatti, abroga surrettiziamente la pre- originariamente lieve - diviene grave durante il processo, la
clusione posta dall’art. 1453, comma 3 c.c. Come è eviden- risoluzione deve essere pronunciata in quanto la possibilità
te, dettando la disposizione il legislatore ha voluto garanti- di una soddisfacente attuazione dello scambio risulta com-
re il successo dell’iniziativa risolutoria, e potenziare l’effica- promessa. Se il debitore convenuto in giudizio è realmente
cia deterrente del rimedio: il debitore sa che - una volta ma- interessato all’attuazione del contratto può offrire la presta-
turato un inadempimento grave - non può utilizzare il tem- zione e domandare riconvenzionalmente l’adempimento; il
po del processo per evitare la risoluzione, e questo lo indu- fatto che si limiti a contestare la fondatezza della domanda
ce ad adempiere puntualmente. di risoluzione, rimanendo inerte nel corso del processo, in-
La soluzione è più problematica quando la domanda di ri- duce a ritenere che sia interessato non tanto all’attuazione
soluzione è infondata all’atto della notificazione, ma l’ina- del programma contrattuale, quanto ad evitare il risarci-
dempimento diviene grave nel corso del processo in quan- mento del danno domandato dall’attore. D’altra parte, è
to il debitore convenuto in giudizio non offre la prestazio-
ne. Note:
In relazione ai contratti ad esecuzione istantanea si deli- (45) V., per tutte, Cass. 29 novembre 1996, n. 10632, in Mass. Giur. it.,
neano due orientamenti interpretativi contrapposti. Se- 1996, per esteso in CD-Rom Utet, La Cassazione civile. La soluzione criti-
condo alcune sentenze, il giudice dovrebbe decidere sulla cata nel testo è invece accolta da Cass. 7 giugno 1993, n. 6367, in Giur.
it., 1994, I, 1, 1209, con nota di De Michel, Adempimento dopo la doman-
base della situazione esistente all’atto della domanda, che da di risoluzione e valutazione della non scarsa gravità dell’inadempimento
avrebbe l’effetto di “cristallizzare” l’oggetto del giudizio: il (obiter); Cass. 4 settembre 1991, n. 9358, in Giur. it., 1992, I, 1, 864;
ritardo maturato durante il processo non comporterebbe Cass. 18 maggio 1987, n. 4526, in Nuova giur. civ. comm., 1988, I, 178 ss.,
l’accoglimento della domanda di risoluzione originaria- con nota di Minici; Cass. 9 dicembre 1988, n. 6672, in Mass. Giur. it.,
1988, per esteso in CD-Rom Utet, La Cassazione civile (obiter); Trib. Ro-
mente infondata (46). In base a un diverso indirizzo, il ri- ma 16 dicembre 1999, in Giur. romana, 2000, 312; Coll. Arb.
tardo maturato nel corso del processo giustifica l’accogli- 14.12.1987, in Arch. Giur. Op. pubbl., 1988, 1314.
mento della domanda infondata all’atto della notificazio- (46) Cfr. Cass. 14 maggio 2004, n. 9200, in Vita not., 2004, 961 ed in
ne, in quanto il giudice deve decidere alla luce della situa- Giur. it., 2005, 477, con nota adesiva di Battelli, Domanda di risoluzione e
zione esistente al momento della sentenza (47). Questo se- criteri di valutazione dell’inadempimento; Cass. 11 febbraio 2000, n. 1525,
condo orientamento riscuote il consenso della dottrina Mass. Giur. it., 2000, per esteso in CD-Rom Utet, La Cassazione civile;
Cass. 6 aprile 2000, n. 4317, in Corr. giur., 2000, 1338, con nota adesiva
maggioritaria (48), e viene argomentato sul piano esegeti- di D. De Giorgi, Adempimento tardivo e risoluzione del contratto, ed in Vita
co assumendo che la preclusione posta dall’art. 1453, com- not., 2000, 1366, con nota adesiva di Triola, Osservazioni in tema di rap-
ma 3 c.c. si riferisce solo alla domanda di risoluzione fonda- porti tra domanda di risoluzione e adempimento tardivo; Cass. 4 febbraio
ta; se invece la domanda proposta dall’attore è infondata al- 1994, n. 1460, in Giur. it., 1995, I, 1, 1380, con nota di Vitiello, Risolu-
zione per inadempimento e adempimento tardivo; Cass. 1° giugno 1993, n.
l’atto della notificazione, il debitore resta obbligato ad 6121, in Mass. Giur. it., 1993; Cass. 14 agosto 1986, n. 5050, in Foro it.,
adempiere, sicché il ritardo maturato durante il processo 1987, I, 1, 93, con nota di Straziota. Oltre ai commentatori appena cita-
giustifica la risoluzione del contratto. ti, si esprime in favore di questo orientamento Rossetti, La risoluzione per
inadempimento, cit., 98 ss.
Entrambe le soluzioni, in realtà, prestano il fianco a serie
obiezioni. (47) Cfr. Cass. 4 giugno 1999, n. 5494, in Giur. it., 2000, 101; Cass. 11
febbraio 1987, in Vita not., 1987, 719; Cass. 18 maggio 1985, n. 3058, in
La tesi secondo cui la domanda di risoluzione cristallizza la Mass. Giur. it., 1985; Cass. 18 giugno 1991, n. 6880, in Mass. Giur. it.,
situazione di cui il giudice ha cognizione appare artificiosa, 1991, per esteso in CD-Rom Utet, La Cassazione civile; Cass. 29 agosto
in quanto non considera come il tempo del processo può 1990, n. 8955, in Nuova giur. civ. comm., 1991, I, 188.
incidere sugli interessi dei contraenti. La soluzione, inoltre, (48) Cfr. Sacco, in Sacco e De Nova, Il contratto, cit., 636; Pagni, Le azio-
contrasta con elementari esigenze di economia processuale: ni di impugnativa, cit., 370; Consolo, Il processo nella risoluzione del contrat-
rigettata la domanda di risoluzione, il creditore sarebbe co- to, in Riv. dir. civ., 1995, I, 302, 307; Carnevali, in Luminoso, Carnevali,
Costanza, Della risoluzione per inadempimento, cit., 104; Smiroldo, Profili
stretto ad esercitare una nuova azione nell’ambito di un di- della risoluzione per inadempimento, cit., 384 ss.
verso processo, deducendo a fondamento di essa il ritardo (49) Il rilievo è di Carnevali, in Luminoso, Carnevali, Costanza, Della ri-
maturato nel corso del (primo) giudizio (49). soluzione per inadempimento, cit., 105.
D’altra parte, è possibile che la domanda di risoluzione (50) Per una più ampia argomentazione v., volendo, Dellacasa, Il giudizio
infondata proposta dall’attore abbia contribuito a determi- di risoluzione, in Tratt. contratto, diretto da Roppo, Rimedi-2,a cura di Rop-
nare l’inadempimento maturato nel corso del processo. po, Milano, 2006, 248-253.

DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008 269


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

probabile che la domanda di risoluzione prematuramente preclude l’utilizzazione dell’immobile, il conduttore inter-
proposta dal creditore abbia indotto il debitore ad inter- rompe il pagamento del canone. Ne scaturisce una contro-
rompere l’esecuzione della prestazione. In questo caso, il ri- versia in cui entrambe le parti chiedono la risoluzione del
sarcimento del danno derivante dall’inadempimento può contratto e il risarcimento del danno. Tanto la dinamica
essere ridotto o escluso ai sensi dell’art. 1227 comma 1 c.c.: processuale (contrapposte domande di risoluzione) quanto
è certamente negligente la condotta del creditore che chie- il comportamento delle parti (restituzione consensuale del-
de la risoluzione quando l’inadempimento della contropar- la cosa locata) rendono evidente che la controversia non
te non è (ancora) grave. verte sulla risoluzione del contratto, ma sul risarcimento
Sul terreno dei contratti di durata, invece, la giurispruden- del danno.
za ritiene uniformemente che l’inadempimento maturato Il giudice di secondo grado, nondimeno, rigetta entrambe
nel corso del giudizio comporta l’accoglimento della do- le domande di risoluzione, perché l’inadempimento dei due
manda di risoluzione (51). Con riferimento a un contratto contraenti non poteva dirsi grave; la sentenza viene con-
di locazione, si è recentemente affermato che il giudice de- fermata dalla S.C. L’esito del processo appare paradossale,
ve valutare la gravità dell’inadempimento del conduttore in quanto scarsamente coerente con la vicenda sottesa alla
anche alla luce della condotta successiva alla notificazione controversia. Entrambe le parti hanno perso interesse per
della domanda: il ritardo nel pagamento del canone matu- l’attuazione del contratto, tanto che la cosa locata viene
rato durante il processo giustifica la risoluzione del contrat- consensualmente restituita; nondimeno, il contratto per-
to (Cass. 17 marzo 2006, n. 5902) (52). Simmetrica- mane efficace, in quanto entrambe le domande di risolu-
mente, il pagamento del canone effettuato nel corso del zione vengono rigettate. Più realisticamente, la Corte
processo, prima che il ritardo divenga grave, comporta il ri- d’Appello avrebbe potuto pronunciare la risoluzione del
getto della domanda di risoluzione (Cass. 14 novembre contratto e rigettare le domande di risarcimento del danno
2006, n. 24207) (53). proposte dalle parti, ritenendo equivalenti i rispettivi ina-
Dalla motivazione delle due sentenze, sembra che la S.C. dempimenti (57). La risoluzione avrebbe potuto essere giu-
accrediti una distinzione tra contratti ad esecuzione istan-
tanea e contratti di durata: solo ai primi, e non ai secondi, Note:
si applicherebbe l’art. 1453, comma 3 c.c. A parere di chi (51) Cfr. Cass. 9 gennaio 2007, n. 202, in Arch. locazioni, 2007, 392; Cass.
scrive tale distinzione - assai rilevante in ordine agli effetti 1° giugno 2004, n. 10490, in Vita Not., 2004, 962 ss.; Cass. 2 aprile 2004,
n. 6518, in Foro it., Rep. 2004, Contratto in genere, 577; Cass. 11 ottobre
della risoluzione (art. 1458, comma 1 c.c.) - risulta invece 2002, n. 14527, in Foro it., Rep. 2002, Locazione, 251; Cass. 4 giugno
infondata sotto questo profilo. 2002, n. 8076, in Arch. civ., 2003, 430 ed in Giur. it., 2003, 235; Cass. 18
Anche in relazione ai contratti di durata, occorre ribadire giugno 1991, n. 6880, cit.; Cass. 28 febbraio 1987, n. 2145, in Giust. civ.,
che se la domanda di risoluzione è fondata all’atto della no- 1987, I, 1418 ss., con nota di Triola, Domanda di risoluzione e adempimen-
to tardivo; Cass. 8 giugno 1985, n. 3438, in Mass. Giur. it., 1985. In dot-
tificazione l’adempimento offerto durante il processo non trina, l’orientamento viene condiviso da Pagliantini, La risoluzione dei
ne impedisce l’accoglimento (54). Le sentenze in base alle contratti di durata, Milano, 2006, 109 ss.; S. Patti, Risoluzione per inadem-
quali l’offerta effettuata nel corso del giudizio può evitare la pimento, contratti di durata e contratto di appalto d’opera, in Riv. dir. comm.,
risoluzione non appaiono condivisibili (55): tale interpre- 2002, I, 530 ss.
tazione è incompatibile con il testo e la ratio dell’art. 1453, (52) In Foro it., Rep. 2006, Locazione, 232. La motivazione è inedita; il
comma 3 c.c. testo è tuttavia reperibile sul DVD del Foro Italiano, La Cassazione civile.
Qualora, invece, la domanda sia infondata all’atto della no- (53) In Foro it., Rep. 2006, Contratto in genere, 615. La motivazione è
inedita; il testo è reperibile sul DVD del Foro Italiano, La Cassazione civile.
tificazione, l’inadempimento maturato durante il processo Nello stesso senso v. Cass. 2 aprile 2004, n. 6518, in Rass. locazioni, 2005,
giustifica la risoluzione: la soluzione non è diversa da quel- 65.
la avvalorata in relazione ai contratti ad esecuzione istanta- (54) In questo senso v., infatti, Cass. 18 novembre 2005, n. 24450, in
nea. Contratti, 2006, 645, con nota di Mancinelli; Cass. 11 ottobre 2002, n.
Un’ultima notazione. Nell’ambito di questa ricostruzione, 14527, in Foro it., Rep. 2002, Locazione, 251; Cass. 14 marzo 1984, n.
si è sostenuta la necessità di operare una netta differenzia- 1745, in Foro it., Rep. 1984, Locazione, 462; Cass. 14 maggio 1983, n.
3328, in Foro it., Rep. 1983, Locazione, 588.
zione tra la risoluzione e il risarcimento del danno: i due ri-
medi hanno presupposti solo in parte coincidenti, e assol- (55) Cfr. Cass. 2 aprile 2004, n. 6518, in Arch. Loc. cond., 2004, 494;
Cass. 1° gennaio 2004, n. 10490, cit. (obiter), entrambe in tema di loca-
vono a funzioni diverse. zione di immobili urbani adibiti ad uso non abitativo: il debitore grave-
L’opportunità di effettuare valutazioni differenziate risulta mente inadempiente all’atto della domanda potrebbe evitare la risoluzio-
confermata dall’analisi di una vicenda processuale recente- ne eseguendo la prestazione nel corso del giudizio.
mente approdata in Cassazione (Cass 28 marzo 2006, n. (56) In Riv. giur. edilizia,2007, I, 83, con nota di De Tilla.
7081) (56). Un locale dato in locazione per uso diverso da (57) Effettivamente, secondo la giurisprudenza più recente il giudice è le-
quello di abitazione (esercizio di un ristorante) diviene inu- gittimato a pronunciare la risoluzione del contratto anche qualora le con-
tilizzabile per il conduttore a causa di un provvedimento trapposte domande di risoluzione proposte dalle parti siano infondate, in
quanto gli inadempimenti reciproci non sussistono o non sono gravi: cfr.
amministrativo determinato dall’irregolarità urbanistica Cass. 24 novembre 2000, n. 15167, in Mass. Giur. it., 2000; Cass. 4 apri-
dell’immobile. Alcuni mesi dopo il provvedimento viene le 2000, n. 4089, ibidem; Cass. 29 novembre 1994, n. 10217, in Arch. Loc.
revocato, ma nel frattempo il locale è stato restituito al lo- cond., 1995, 326; Cass. 25 maggio 1992, n. 6230, in Mass. Giur. it., 1992;
catore. In seguito al provvedimento amministrativo che gli (segue)

270 DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

stificata qualificando come mutuo dissenso la restituzione Comunità Europea per ottenere un finanziamento destina-
dell’immobile, accettata dal locatore (art. 1372 cpv. c.c.). to alla realizzazione dell’intervento. La società, che aveva
Laddove tale soluzione fosse impraticabile sotto il profilo ottenuto dal committente il pagamento di un acconto,
processuale in quanto contrastante con il divieto di ultra- consegna il progetto con più di tre anni di ritardo rispetto
petizione (art. 112 c.p.c.), il giudice avrebbe potuto osser- al termine contrattualmente previsto. Il comune rifiuta il
vare che la proposizione di una domanda di risoluzione pagamento del corrispettivo residuo, e quando viene con-
infondata non legittima l’inadempimento dell’attore: l’ina- venuto in giudizio per l’adempimento domanda riconven-
dempimento maturato nel corso del processo, dunque, ri- zionalmente la risoluzione del contratto. La domanda di ri-
sulta ingiustificato per entrambe le parti, ed autorizza il giu- soluzione viene accolta in primo e secondo grado: il ritardo
dice ad accogliere le contrapposte domande di risoluzione. nella consegna del progetto viene considerato grave, anche
in considerazione dell’esigenza di presentare l’elaborato ai
7. L’offerta della prestazione anteriore competenti organi CE per ottenere il finanziamento del-
alla domanda di risoluzione l’intervento.
Può accadere che pur essendo maturato un ritardo grave il La sentenza di secondo grado viene confermata dalla S.C.,
creditore non domandi la risoluzione del contratto, restan- che richiama espressamente il precedente delle sezioni uni-
do inerte. Benché a causa del ritardo abbia perso interesse te appena ricordato. Una volta maturato un ritardo grave,
per l’attuazione del rapporto contrattuale, è probabile che il si consolida in capo al creditore il diritto di conseguire la ri-
creditore sia riluttante ad esercitare l’azione di risoluzione soluzione del contratto, che l’offerta della prestazione non
per i costi e i tempi che il relativo processo comporta. Nel- può sottrargli: il creditore, dunque, ottiene la risoluzione
l’ottica degli operatori economici, inoltre, è probabile che anche se all’atto dell’offerta non ha (ancora) agito in giudi-
il dilatarsi del ritardo non giustifichi l’esercizio di un’azione zio.
giudiziale, se non per il recupero della prestazione eseguita: Non solo. Si esclude espressamente che in pendenza del
decorso un ragguardevole periodo di tempo dalla scadenza termine di prescrizione l’inerzia del creditore nell’esercizio
del termine di adempimento, si assume che il programma del suo diritto possa comportare la perdita dello stesso (c.d.
contrattuale non possa essere attuato e ci si orienta in altre
direzioni, senza intraprendere alcuna iniziativa giudiziaria. Note:
Per queste ragioni, o per semplice trascuratezza, accade (segue nota 57)
spesso che - quando non ha interesse ad ottenere la restitu- Cass. 18 giugno 1982, n. 3744, in Giur. it., 1983, I, 1, 963. In senso
zione della prestazione eseguita a favore della controparte - conforme v., in dottrina, Roppo, Il contratto, cit., 977; Sacco, in Sacco e
il contraente fedele si astiene dal domandare la risoluzione. De Nova, Il contratto, cit., 642; Bianca, Diritto civile, V, La responsabilità,
Ci si chiede, allora, se la prestazione tardivamente offerta 282. Nondimeno, l’opinione secondo cui il giudice sarebbe tenuto a ri-
gettare entrambe le domande di risoluzione è stata recentemente ripro-
dal debitore possa essere rifiutata benché il creditore non posta: cfr. Sicchiero, La risoluzione per inadempimento, cit., 372 ss. In giu-
abbia (ancora) proposto domanda di risoluzione. risprudenza, cfr. Cass. 3 gennaio 2002, n. 27, in Giur. it., 2002, 920.
Fino alla prima metà degli anni ‘90, la soluzione della que- (58) Cass. 5 marzo 1987, n. 2345, in Foro it., Rep. 1987, Contratto in ge-
stione era controversa nella stessa giurisprudenza di legitti- nere, 399; Cass. 24 novembre 1981 n. 6247, in Foro it., Rep. 1981, Con-
mità. Secondo alcune pronunce - che interpretavano a tratto in genere, 283; Cass. 26 gennaio 1980, n. 652, in Foro it., 1980, I,
1696 e Giur. it. 1981, I, 1, 400; Trib. Napoli 24 marzo 1987, in Arch. loc.
contrario l’art. 1453, comma 3 c.c. - il creditore non era le- cond., 1987, 341.
gittimato a rifiutare la prestazione: sebbene fosse maturato
(59) Cass. 8 maggio 1996, n. 4260, in Mass. Giur. it., per esteso in CD-
un ritardo grave, l’offerta effettuata dal debitore doveva es- Rom Utet, La Cassazione civile; Cass. 28 ottobre 1995, n. 11279, in Giur.
sere accettata, con la conseguenza che la risoluzione non It., 1997, I, 1, 396; Cass. 9 febbraio 1993, n. 1595, in Mass. Giur.
poteva essere pronunciata (58). In base a un diverso orien- It.,1993, per esteso nel CD-Rom Utet, La Cassazione civile; Cass. 20 mar-
tamento, il creditore era legittimato a rifiutare la prestazio- zo 1989, n. 1391, in Giust. civ., 1989, I, 2436; Cass. 20 dicembre 1988, n.
6959, in Vita not., 1988, 1185; Cass. 31 luglio 1987, n. 6643, in Foro it.,
ne offerta con grave ritardo e a domandare in un secondo 1988, I, 138; Cass. 21 febbraio 1985, n. 1531, ivi, 1986, I, 200.
momento la risoluzione del contratto (59). A questo se- (60) Cass. sez. un. 6 giugno 1997, n. 5086, in Corr. giur., 1997, 768, con
condo indirizzo aderiscono due sentenze “gemelle” delle se- nota di Carbone; in Contratti, 1997, 450, con nota di Barbiera; in Giust.
zioni unite: il creditore che non ha (ancora) proposto do- civ., 1997, I, 2765, con nota di Costanza; Cass., sez. un., 9 luglio 1997, n.
manda di risoluzione può rifiutare la prestazione offerta con 6224, in Giust. civ., 1998, I, 825, con nota di Picardi.
grave ritardo (60). Come si è osservato in altra sede, si con- (61) Per una argomentazione meno sommaria v., volendo, Dellacasa, Of-
figura in questo modo una sorta di risoluzione atipica, in ferta tardiva della prestazione e rifiuto del creditore, cit., 511 ss.
quanto il rifiuto della prestazione tardiva comporta la defi- (62) In Foro it., Rep. 2006, Contratto in genere, 597. La motivazione del-
nitiva inattuazione del programma contrattuale (61). la sentenza è inedita. Il testo è reperibile in formato elettronico sul DVD
del Foro Italiano, La Cassazione civile. Nella giurisprudenza più recente v.,
Nella giurisprudenza più recente, il principio di diritto in senso conforme, Cass. 5 settembre 2006, n. 19074, in Riv. dir civ.,
enunciato dalle sezioni unite trova riscontro in Cass. 2 2007, II, 509 (m): «In un contratto a prestazioni corrispettive, ciascuna
maggio 2006, n. 10127 (62). Una società riceve da un co- delle parti può rifiutare di ricevere la prestazione tardiva e di eseguire la
controprestazione solo se il ritardo maturato al momento dell’offerta è
mune del meridione l’incarico di progettare un complesso grave. Se invece il ritardo è lieve, la prestazione non può essere rifiutata:
intervento sulle sue infrastrutture stradali; l’ente pubblico il contraente che subisce il rifiuto può ottenere la risoluzione del contrat-
intende presentare il progetto ai competenti organi della to e la condanna della controparte al risarcimento del danno».

DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008 271


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

Verwirkung). Così, il comune resta legittimato a domanda- noscibili dal debitore: nel momento in cui conclude il con-
re la risoluzione sebbene con l’aggravarsi del ritardo non tratto, il debitore è in grado di valutare se un dato ritardo
abbia sollecitato la consegna del progetto né intimato diffi- lede gravemente l’interesse della controparte, giustificando
da ad adempiere. Se è vero che il principio di buona fede la risoluzione. Date queste condizioni, è giusto che restino
protegge gli affidamenti maturati in capo alle parti nell’at- a carico del debitore i costi sostenuti per eseguire la presta-
tuazione del rapporto obbligatorio, è anche vero che l’iner- zione, che si aggiungono alla perdita del corrispettivo: il de-
zia del creditore, in sé e per sé considerata, non esprime tol- bitore che non fosse sicuro di adempiere puntualmente
leranza nei confronti dell’inadempimento: il creditore, per- avrebbe dovuto astenersi dalla conclusione del contratto,
tanto, resta legittimato all’esercizio dell’azione di risoluzio- ed era in grado di prevedere che la prestazione tardiva sa-
ne. Ai termini della sentenza, una diversa conclusione sa- rebbe stata rifiutata.
rebbe stata giustificata solo se il creditore, anziché restare Il rifiuto della prestazione, invece, appare ingiustificato se a
inerte, avesse tenuto un comportamento concludente che fondamento di esso il creditore deduce circostanze relative
rivelasse in modo univoco una rinuncia tacita ad esercitare alla sua sfera giuridica non conosciute né conoscibili dalla
il suo diritto. controparte al momento della conclusione del contratto.
Vengono qui riproposte argomentazioni già espresse in una Quando contrae l’obbligazione, il debitore sa che un ritar-
recente pronuncia di legittimità (63). In quel caso, si era ri- do qualsiasi lo obbliga a risarcire il danno (65); se tuttavia
tenuto conforme a buona fede il comportamento del credi- in base agli elementi di cui dispone un dato ritardo non le-
tore che aveva chiesto il risarcimento del danno dopo circa de gravemente l’interesse del creditore, egli confida ragio-
due anni rispetto al momento in cui si era consumato l’ina- nevolmente nell’attuazione dello scambio.
dempimento: la domanda di risarcimento era stata accolta In definitiva, se il creditore potesse dedurre a fondamento
sebbene dal momento dell’inadempimento fosse decorso del rifiuto circostanze non conosciute né conoscibili dalla
un ragguardevole lasso di tempo, durante il quale il con- controparte la risoluzione costituirebbe un esito “incalcola-
tratto di durata intercorrente tra le parti era stato regolar- bile” per gli operatori economici, pregiudicando ingiustifi-
mente attuato. Ai termini della sentenza, l’inerzia del cre- catamente il loro affidamento nell’attuazione dello scam-
ditore nell’esigere il risarcimento non comporta l’estinzio- bio.
ne del relativo diritto se non in seguito alla decorrenza del Nell’ambito della sentenza qui sintetizzata, il criterio pro-
termine di prescrizione. posto viene rispettato. Al momento della conclusione del
Non è questa la sede per una valutazione approfondita del- contratto, la società era stata informata che il progetto re-
la soluzione adottata dalla S.C. Ci limitiamo, dunque, a lativo all’infrastruttura viaria del comune avrebbe dovuto
due sintetiche considerazioni. essere presentato agli organi della CE per ottenere il finan-
In primo luogo, la regola secondo cui il creditore può rifiu- ziamento dell’intervento: essa, pertanto, era in grado di va-
tare la prestazione tardiva ed ottenere la risoluzione è con- lutare che un ritardo di anni rispetto al termine contrat-
divisibile solo a condizione che la gravità del ritardo venga tualmente previsto per la consegna dell’elaborato avrebbe
valutata alla luce delle circostanze conosciute o conoscibi- gravemente pregiudicato le ragioni del committente.
li dal debitore al momento della formazione del contratto. Secondariamente, l’orientamento in esame sollecita una ri-
Se in base al criterio di valutazione “soggettivo” la gravità flessione sul carattere dell’azione di risoluzione. La dottrina
del ritardo dipende dal modo in cui esso incide sull’interes- maggioritaria e la giurisprudenza ne affermano la natura co-
se del creditore (art. 1455 c.c.) (64), tale valutazione deve stitutiva: il contratto si risolverebbe solo per effetto della
essere condotta solo alla luce degli elementi conoscitivi di sentenza che conclude il processo. Abbiamo appena con-
cui il debitore poteva disporre quando ha concluso il con- statato, tuttavia, che una volta verificatosi un ritardo grave
tratto. L’art. 1225 c.c. esclude che ai fini del risarcimento il contratto è virtualmente risolto sebbene il creditore non
del danno il debitore risponda delle conseguenze impreve- abbia agito in giudizio: la prestazione tardivamente offerta
dibili del proprio inadempimento: si neutralizza, così, l’a- può essere rifiutata e la controprestazione non deve essere
simmetria informativa che intercorre tra le parti del rap- eseguita. La stessa giurisprudenza ammette che al di fuori
porto obbligatorio, e si stimola il creditore a comunicare al- delle ipotesi codificate di risoluzione “di diritto” il contrat-
la controparte tutte le informazioni necessarie per consen-
tirle di valutare adeguatamente gli effetti del proprio ina-
dempimento. La stessa logica, a nostro parere, è estensibile Note:
alla risoluzione del contratto: il creditore reticente non può (63) Cfr. Cass. 15 marzo 2004, n. 5240, in Foro it., 2004, I, 1397, con no-
dedurre a fondamento della pretesa risolutoria circostanze ta di Colangelo. Per una analisi approfondita delle questioni teoriche sot-
tese alla sentenza, cfr. Astone, Ritardo nell’esercizio del credito, Verwirkung
che la controparte non ha appreso da lui né poteva altri- e buona fede, in Riv. dir. civ., 2005, II, 603 ss.
menti conoscere.
(64) V., supra, § 3.
Come è evidente, inoltre, il rifiuto della prestazione tardiva
è particolarmente gravoso per il debitore, in quanto vanifi- (65) Salvo il caso di inadempimento doloso, tuttavia, la misura del dan-
no risarcibile dipende dalle circostanze conosciute o conoscibili dal debi-
ca gli sforzi e i costi sostenuti per mettersi in condizione di tore al momento della formazione del contratto: ai sensi dell’art. 1225
adempiere. Ora, il rifiuto appare giustificato se il creditore c.c., il risarcimento è limitato al danno prevedibile nel tempo in cui è sor-
deduce a fondamento di esso circostanze conosciute o co- ta l’obbligazione.

272 DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

to si scioglie prima della domanda giudiziale e indipenden- si chiede l’accertamento della risoluzione conseguente alla
temente da essa. Nel diritto applicato, dunque, il dogma se- dichiarazione di avvalersi della clausola risolutiva espressa
condo cui l’azione di risoluzione avrebbe carattere costitu- (Cass. 14 novembre 2006, n. 24207) (70). Il principio di
tivo risulta apertamente smentito: la sentenza di accogli- diritto trova riscontro nella giurisprudenza di legittimità, e
mento non scioglie il contratto, ma accerta una risoluzione appare condivisibile: allegando a fondamento della do-
già avvenuta nel momento in cui l’inadempimento diviene manda una clausola risolutiva espressa, il creditore muta i
grave. fatti su cui si fonda l’azione di risoluzione (71). Diversa-
mente da altra giurisprudenza (72), invece, riteniamo che
8. Aspetti processuali. Rapporti con altri rimedi dopo aver proposto una domanda fondata su una clausola
Anche sul versante strettamente processuale, la giurispru- risolutiva espressa il creditore possa chiedere la risoluzione
denza più recente offre alcune indicazioni degne di atten- ai sensi dell’art. 1453 c.c.: se l’inadempimento allegato dal-
zione: l’attore resta il medesimo, non mutano i fatti sulla base dei
a) Domanda di risoluzione e domanda di risarcimento quali il giudice deve decidere, ma solo i parametri normati-
L’autonomia della domanda di risarcimento da quella di ri- vi. La prima domanda ha una causa petendi più ampia della
soluzione trova riscontro sul versante processuale: come seconda, in quanto richiede al giudice l’accertamento della
viene recentemente ribadito, il giudice può accogliere la valida stipulazione di una clausola risolutiva espressa. Se l’i-
prima e rigettare la seconda (Cass. 27 ottobre 2006, n.
23273) (66).
Nel caso di specie, una banca recede da un contratto di Note:
apertura di credito, ed ottiene l’emissione di un decreto in- (66) In Foro it., Rep. 2006, Contratto in genere, 491. Il testo della motiva-
giuntivo avente ad oggetto la restituzione della provvista e zione è reperibile nel DVD del Foro italiano, La Cassazione civile. In senso
conforme è orientata la giurisprudenza prevalente: cfr. Cass. 5 aprile
il pagamento degli interessi; gli affidati fanno opposizione 1995, n. 3999, in Giust. civ., 1996, I, 174; Cass. 29 aprile 1993, n. 5082,
chiedendo la risoluzione del contratto e il risarcimento del in Mass. Giur. it., 1993, per esteso in CD-Rom Utet, La Cassazione civile;
danno in quanto il recesso della banca è contrario a buona Cass. 7 marzo 1991, n. 2402, in Mass. Giur. it., 1991; Cass. 8 marzo 1984,
n. 1622, in Mass. Giur. it., 1984; Cass. 14 dicembre 1982, n. 6867, in
fede. Mass. Giur. it., 1982. Contra, Cass. 7 luglio 1976, n. 2545, in Mass. Foro
Ritenendo illegittimo il recesso della banca il giudice di se- it., 1976; Trib. Monza 11 febbraio 1998, in Contratti, 1998, 590.
condo grado accoglie la domanda di risarcimento del dan- (67) È ormai consolidato l’orientamento giurisprudenziale secondo cui
no, ma rigetta l’azione di risoluzione (67). La soluzione ap- anche il recesso ad nutum può essere fonte di responsabilità se per le mo-
pare giustificata, in quanto si ritiene che il recesso ad nutum dalità con cui è esercitato risulta contrario a buona fede: v., a titolo esem-
contrario a buona fede comporti lo scioglimento del con- plificativo, Cass. 16 ottobre 2003, n. 15482, in Foro it., 2004, I, 1845;
Cass. 23 settembre 2002, n. 13823, in Banca, borsa, tit. cred., 2005, II, 1,
tratto, ma esponga il recedente a responsabilità: alla con- con nota di De Nicola; Cass. 14 luglio 2000, n. 9321, in Foro it., 2000, I,
troparte del recedente viene accordata una tutela non rea- 3495; Cass. 21 maggio 1997, n. 4538, in Foro it., 1997, I, 2479, con nota
le, ma risarcitoria (68). Nel caso di specie, quindi, il con- di Caputi; App. Milano 10 maggio 2002, in Giur. it., 2003, 502; Trib.
tratto non si scioglie per l’inadempimento della banca, ma Roma 28 dicembre 1983, in Foro it., 1984, I, 1986.
per effetto del suo recesso, sia pure illegittimo. (68) Cfr. Santoro, L’abuso del diritto di recesso ad nutum, in Contr. impr.,
1986, 777 s.
La S.C. conferma sul punto specifico la sentenza di secon-
do grado, rimarcando l’autonomia dell’azione di risarci- (69) Con particolare riferimento alle azioni di impugnativa negoziale v.,
in questo senso, Pagni, Contratto e processo, in Tratt. contratto, diretto da
mento da quella di risoluzione: ai sensi dell’art. 1453, co. 1 Roppo, VI, Interferenze,a cura di Roppo, Milano, 2006, 829.
c.c., infatti, il risarcimento del danno contrattuale non ri-
(70) In Foro it., Rep. 2006, Contratto in genere, 590. La motivazione della
chiede l’esercizio dell’azione di risoluzione né, tanto meno, sentenza si rinviene nel DVD del Foro italiano, La Cassazione civile.
il suo accoglimento.
(71) Cfr. Cass. 5 gennaio 2005, n. 167, in Mass. Giust. civ., 2005, per
b) Azione di risoluzione, divieto di domande nuove, disponibilità esteso in DVD Iuris Data, La Cassazione civile; Cass. 12 dicembre 2003, in
dell’oggetto del processo Guida dir., 2004/12, 42; Cass. 10 novembre 1998, n. 11282, in Mass. Giu-
La giurisprudenza tende ad identificare l’azione giudiziale st. civ., 1998; Cass. 24 settembre 1981, n. 5175, in Mass. Giur. it., 1981.
non sulla base delle norme di legge invocate dall’attore, ma (72) Cfr. Cass. 12 gennaio 2007, n. 423, in Foro it., Rep. 2007, Appello ci-
alla luce dei fatti allegati a fondamento del diritto esercita- vile, 27; Cass. 6 settembre 1994, n. 7668, in Mass. Giur. it., 1994, per
esteso nel CD-Rom Utet, La Cassazione civile; Cass. 5 aprile 1990, n. 2803,
to in giudizio (69). Tale criterio orienta tanto l’applicazio- in Mass. Giur. it., 1990, per esteso in DVD Iuris Data, La Cassazione civi-
ne del divieto di proporre domande nuove (artt. 183; 345 le. In senso conforme si è espressa Cass. 7 febbraio 2006, n. 2599, in Foro
c.p.c.), quanto il principio di corrispondenza tra chiesto e it., Rep. 2006, Arbitrato, 178, sia pure in ordine al principio di corrispon-
pronunciato (art. 112 c.p.c.): fermi i fatti dedotti a fonda- denza tra chiesto e pronunciato: «La domanda di risoluzione del contrat-
to per inadempimento ha presupposti di fatto e di diritto, nonché conte-
mento della domanda, l’attore può invocare a sostegno di nuto, diversi dalla domanda di accertamento dell’intervenuta risoluzione
essa norme diverse da quelle indicate in un primo tempo; il del contratto in conseguenza della dichiarazione di una parte all’altra del-
giudice può accogliere la domanda sulla base di norme di- la sua volontà di valersi della pattuita clausola risolutiva espressa; conse-
verse da quelle ritenute applicabili dall’attore. guentemente, viola il principio del contraddittorio (art. 829, 1º comma,
n. 9, c.p.c.), sotto il profilo dell’osservanza della regola della corrispon-
Recentemente, si è affermato che una volta chiesta la riso- denza tra chiesto e pronunciato, con conseguente nullità del lodo, il col-
luzione del contratto ai sensi dell’art. 1453 c.c. costituisce legio arbitrale che sostituisca la domanda di risoluzione giudiziale a quel-
domanda nuova, improponibile in appello, quella con cui la di accertamento della risoluzione a norma dell’art. 1456 c.c.»

DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008 273


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

nadempimento allegato dall’attore non cambia, la doman- In virtù di questo principio, la S.C. conferma la sentenza di
da di risoluzione giudiziale successivamente proposta risul- secondo grado, che aveva pronunciato la risoluzione del
ta ammissibile: il giudice ne valuta la fondatezza applican- contratto sulla base di una causa petendi diversa da quella
do norme diverse da quelle invocate in primo tempo dal- considerata dal giudice di prime cure senza che l’attore pro-
l’attore (artt. 1453, 1455 anziché 1456 c.c.), ma non deve ponesse appello incidentale.
accertare fatti ulteriori rispetto a quelli dedotti inizialmen- La sentenza trova riscontro nella giurisprudenza di legitti-
te. mità relativa all’art. 346 c.p.c. Si ritiene, infatti, che le que-
In sintonia con queste considerazioni, si è ritenuto che il stioni dedotte in primo grado debbano essere riproposte
giudice possa pronunciare la risoluzione del contratto ex con appello incidentale solo nell’ipotesi di soccombenza
art. 1453 c.c. anche se l’attore ha dedotto a fondamento pratica, laddove il mancato accoglimento della domanda o
della domanda l’intimazione di una diffida ad adempiere dell’eccezione abbia sostanzialmente pregiudicato le ragio-
(Cass. 16 novembre 2006, n. 24389) (73). La risoluzione ni della parte (76). L’appellato vittorioso in primo grado
giudiziale non viola il principio di corrispondenza tra il può invece limitarsi a riproporre i fatti dedotti a fondamen-
chiesto e il pronunciato (art. 112 c.p.c.), in quanto la rela- to della domanda: non si richiede un riferimento analitico
tiva azione si fonda su una causa petendi ridotta rispetto alla alle circostanze allegate, pur non essendo sufficiente un
risoluzione mediante diffida: per accogliere la domanda, il semplice rinvio alle difese svolte nel giudizio di primo gra-
giudice non accerta l’intimazione e la regolarità della diffi- do (77).
da, ma si limita a confrontare l’inadempimento allegato d) Risoluzione e nullità del contratto
dall’attore con il parametro della «non scarsa importanza» Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, la
(art. 1455 c.c.). La sentenza di accoglimento, in altri termi- nullità del contratto può essere rilevata d’ufficio solo se l’at-
ni, non si fonda su fatti diversi da quelli allegati dall’attore. tore domanda l’adempimento (art. 1421 c.c.); in questa
La soluzione trova riscontro nella giurisprudenza di legitti- ipotesi, la validità del contratto rappresenta elemento co-
mità, e risponde a una elementare esigenza di economia stitutivo dell’azione, sicché il giudice è tenuto a rigettarla.
processuale (74). Se, pur essendo grave l’inadempimento Quando, invece, l’attore domanda la risoluzione, il divieto
del convenuto, l’azione di risoluzione venisse rigettata a di ultrapetizione impedisce al giudice di rilevare d’ufficio la
causa dell’inefficacia della diffida, il creditore sarebbe legit- nullità (art. 112 c.p.c.): a differenza di quanto avviene in
timato ad esercitare una nuova azione ai sensi dell’art. 1453 relazione all’azione di adempimento, la declaratoria di nul-
c.c.; è da ritenere, allora, che ricorrendo i presupposti della lità favorisce gli interessi dell’attore in quanto comporta l’i-
risoluzione giudiziale la domanda debba essere accolta. nefficacia del contratto, sebbene la ragione che la determi-
c) Risoluzione ed onere di riproporre domande ed eccezioni in na sia diversa da quella dedotta a fondamento della do-
appello manda di risoluzione (78).
Ai sensi dell’art. 346 c.p.c., «le domande e le eccezioni non In tempi più recenti, la giurisprudenza di legittimità divie-
accolte nella sentenza di primo grado, che non sono espres- ne instabile. Disattendendo l’orientamento appena ricor-
samente riproposte in appello, si intendono rinunciate»: è dato, la sezione terza ha ritenuto che il giudice sia legitti-
onere delle parti riproporre in appello, a pena di decaden-
za, le domande e le eccezioni rigettate o non esaminate dal
Note:
giudice di primo grado.
Ora, ai termini della disposizione se a fondamento della do- (73) In Mass Giur. it., 2006. Il testo è reperibile sul DVD Utet, La Cassa-
zione civile.
manda di risoluzione sono stati dedotti inadempimenti di-
(74) Cfr. Cass. 28 agosto 2003, n. 12644, in Mass. Giust. civ. 2003, per
versi e il giudice di primo grado accoglie la domanda di ri- esteso in DVD Iuris Data, La Cassazione civile; Cass. 18 giugno 1975, n.
soluzione sulla base di uno solo di essi, l’attore ha l’onere di 2423, in Mass. Giur. it., 1975; App. Palermo 16 marzo 1989, in Temi sici-
riproporre nel giudizio di appello gli altri inadempimenti al- liana, 1989, 407.
legati in prima istanza. Secondo una recente pronuncia di (75) In Mass Foro it., 2007, Appello civile, 63. Il testo della motivazione è
legittimità, il creditore vittorioso in primo grado non deve reperibile nel DVD del Foro italiano, La Cassazione civile.
proporre appello incidentale perché il giudice di seconda (76) V. a titolo esemplificativo, Cass. sez. un. 19 febbraio 2007, n. 3717,
istanza consideri gli altri fatti dedotti a fondamento della in Foro it., Rep. 2007, Appello civile, 35; Cass. 13 aprile 2007, n. 8854, in
Foro it., Rep. 2007, Appello civile, 51; Cass. 5 giugno 2007, n. 13082, in
domanda, e non esaminati dal primo giudice: è sufficiente Foro it., Rep. 2007, Appello civile, 67. Per una analisi approfondita della
che con la comparsa di risposta riproponga all’attenzione questione, si rinvia a Teoldi, L’onere dell’appello incidentale nel processo civi-
della Corte d’Appello i fatti allegati a fondamento della do- le, in Giur. it., 2001, 1301 ss.
manda di risoluzione proposta in prime cure (Cass. 24 (77) Cfr. Mandrioli, Diritto processuale civile, 17ª ed., II, Il processo di co-
maggio 2007, n. 12162) (75). Nel caso di specie, si ritiene gnizione, Torino, 2005, 442, nota 21.
che l’onere di riproposizione sia stato soddisfatto da un (78) Cfr. Cass. 14 dicembre 2004, n. 23292, in Guida dir., 2005/4, 73;
enunciato piuttosto generico contenuto nella comparsa di Cass. 6 agosto 2003, n. 11847, in Foro it., Rep. 2003, Contratto in genere,
risposta, con cui chiedeva alla Corte d’Appello di confer- 518; Cass. 14 gennaio 2003, n. 435, ibidem, 524; Cass. 1° agosto 2001, n.
10498, in Foro it., Rep. 2002, Contratto in genere, 482; Cass. 24 febbraio
mare la risoluzione per inadempimento pronunciata in pri- 2000, n. 2108, in Mass. Giur. it., 2000; Cass. 3 febbraio 1999, n. 937, in
mo grado, e si richiamavano le disposizioni di legge sulla Mass. Giur. it., 1999; Cass. 13 marzo 1988, n. 2398, in Foro it., 1989, I,
base delle quali la domanda avrebbe dovuto essere accolta. 1936; App. Milano, 9 aprile 2002, in Gius, 2003, 366.

274 DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

mato a rilevare d’ufficio la nullità del contratto anche se è La sentenza, tuttavia, non indica come l’eventuale risolu-
stata domandata la risoluzione (79). La soluzione riscuote il zione del contratto quadro possa incidere sui contratti -
consenso della dottrina, che ritiene artificiosa la distinzio- conclusi “a valle” - per mezzo dei quali il risparmiatore ac-
ne operata dalla giurisprudenza prevalente (80): l’attitudi- quista i titoli difettosi.
ne del contratto a produrre effetti giuridici è elemento co-
stitutivo tanto dell’azione di adempimento, quanto dell’a- 9. Sopravvenuta inidoneità della prestazione
zione di risoluzione. Non solo. Quando - come avviene a soddisfare l’interesse del creditore
spesso - il creditore domanda insieme alla risoluzione il ri- e risoluzione del contratto
sarcimento del danno, il giudice che si astiene dal rilevare Merita un cenno, infine, una tendenza delineatasi nella
la nullità del contratto è tenuto ad affermare la responsabi- giurisprudenza più recente, che appare propensa a interpre-
lità del debitore per l’inadempimento di un’obbligazione tare estensivamente le norme sulla risoluzione per impossi-
inesistente, in quanto il contratto è improduttivo di effetti. bilità sopravvenuta (art. 1463 c.c.). Secondo la ricostruzio-
L’indirizzo maggioritario, nondimeno, viene ribadito dalla ne dell’istituto consegnataci dalla tradizione, l’impossibilità
giurisprudenza più recente (81). sopravvenuta deve avere ad oggetto la prestazione in sé e
e) Segue. La violazione dei doveri di informazione dell’interme- per sé considerata: fattori estranei alla prestazione quali le
diario finanziario tra nullità e risoluzione. difficoltà soggettive del debitore o il sopravvenuto disinte-
Il contenzioso sviluppatosi tra gli intermediari finanziari e resse del creditore non giustificherebbero la risoluzione del
gli acquirenti di titoli obbligazionari in seguito all’insolven-
za degli emittenti ha richiamato all’attenzione degli inter-
preti il rapporto tra nullità e risoluzione. Ci si interroga su Note:
quale sia il rimedio applicabile a favore del consumatore (79) Cass. 22 marzo 2005, n. 6170, in Corr. giur., 2005, 957, con nota di
non adeguatamente informato dall’intermediario finanzia- V. Mariconda, La Cassazione rilegge l’art. 1321 c.c. e si corregge: è vera svol-
rio. ta? ed in Foro it., 2006, 2108, con nota di Di Ciommo, La rilevabilità d’uf-
ficio delle nullità negoziali tra (artificiosi) limiti processuali ed incertezze giuri-
In base a un primo orientamento, diffuso nella giurispru- sprudenziali. Nello stesso senso, nella giurisprudenza più recente, si sono
denza di merito e avallato dalla dottrina minoritaria, il ri- espresse Cass. 16 maggio 2006, n. 11356, in Corr. giur., 2006, 1418, con
sparmiatore sarebbe legittimato a far valere la nullità (vir- nota di Consolo (obiter); Cass. 2 aprile 1997, n. 2858, in Foro it., Rep.
tuale) dei contratti per mezzo dei quali ha acquistato i tito- 1997, Contratto in genere, 482; Cass. 18 luglio 1994, n. 6710, ivi, 1994,
Contratto in genere, 432.
li emessi dall’ente insolvente. Un secondo indirizzo, accre-
(80) V., ex pluribus, Corsini, Rilievo d’ufficio della nullità contrattuale, princi-
ditato dalla dottrina maggioritaria, configura il difetto di pio della domanda e poteri del giudice, in Riv. dir. civ., 2004, I, 667 ss.; Di
informazione imputabile all’intermediario come violazione Ciommo, La rilevabilità d’ufficio, cit., 2111; Vidiri, Sulla rilevabilità d’ufficio
di obblighi precontrattuali (art. 1337 c.c.), o come ina- della nullità del contratto, in Giust. civ., 1997, I, 2459; Catalano, Inadempi-
dempimento del contratto quadro in virtù del quale vengo- menti reciproci e rilevabilità d’ufficio della nullità del contratto, in Dir. giur.,
1995, 177; Massetani, Ingiustificate limitazioni alla rilevabilità d’ufficio della
no prestati i servizi finanziari (art. 1218 c.c.). Ne consegue nullità del contratto, in Foro it., 1989, I, 1945. Contra Filanti, Nullità. Dirit-
che il risparmiatore non adeguatamente informato può far to civile, in Enc. giur. Treccani, XXI, Roma, 1990, ad vocem, 10. Per una ri-
valere la responsabilità precontrattuale dell’intermediario costruzione del problema v., recentemente, Parola, Rilevabilità d’ufficio
o domandare il risarcimento del danno derivante dall’ina- della nullità del contratto, in Obbl. contr., 2006, 727.
dempimento. In questa prospettiva, qualora la reticenza (81) Cfr. Cass. 17 maggio 2007, n. 11550, in Foro it., Rep. 2007, Con-
dell’intermediario integrasse un inadempimento di impor- tratto in genere, 328; Cass. 6 ottobre 2006, n. 21632, in Foro it., 2007, I,
430; Cass., sez. lav. 14 ottobre 2005, n. 19903, in Foro it., 2006, I, 2107,
tanza non scarsa (art. 1455 c.c.), il risparmiatore potrebbe con nota di Di Ciommo.
domandare la risoluzione del contratto quadro e dei con- (82) Per una ricostruzione del problema v., a titolo esemplificativo, Al-
tratti collegati conclusi “a valle”, per mezzo dei quali ha ac- banese, Regole di condotta e regole di validità nell’attività d’intermediazione fi-
quistato i titoli (82). nanziaria: quale tutela per gli investitori delusi ?, in Corr. giur., 2008, 107
Con due recenti pronunce rese a sezioni unite, la Suprema ss.; Pepe, La giurisprudenza sulla responsabilità degli intermediari finanziari,
ibidem, 123 ss.; Guadagno, Violazione degli obblighi di informazione nell’atti-
Corte aderisce a questa seconda linea interpretativa (83). vità di intermediazione finanziaria: quali rimedi?, in Nuova giur. civ. comm.,
La violazione degli obblighi informativi previsti dalla nor- 2007, I, 548; Mollo, Violazione delle regole di comportamento degli interme-
mativa di settore non comporta la nullità del contratto, ma diari: diversità dei rimedi civilistici ed intensità della tutela, in Giur. comm.,
il risarcimento del danno (84). La responsabilità in cui in- 2006, II, 1111; Vettori, Contratti di investimento e rimedi, in Obbl. contr.,
2007, 785.
corre l’intermediario sarà precontrattuale quando la reti-
cenza a lui imputabile matura anteriormente alla stipula- (83) Cass. sez. un. 19 dicembre 2007, n. 26724, in Corr. giur., 2008, 223
ss., con nota di V. Mariconda; Cass. sez. un., 19 dicembre 2007, n. 26725,
zione del contratto quadro (art. 1337 c.c.); contrattuale se reperibile per esteso sul sito internet www.ilcaso.it; per un primo com-
l’informazione avrebbe dovuto essere fornita successiva- mento alla sentenza v. anche Sartori, La (ri)vincita dei rimedi risarcitori.
mente alla stipulazione del contratto quadro, nella fase pro- Note critiche a Cassazione (s.u.) 19 dicembre 2007, n. 26725, in Dir. fall.,
2008, II, 1 ss. La questione è stata rimessa alle sezioni unite dalla sezione
pedeutica all’effettuazione dell’ordine di acquisto da parte prima, con ordinanza 16 febbraio 2007, n. 3683, in Corr. giur., 2007, 631
del risparmiatore (art. 1218 c.c.). Anche in questa sede, si ss., con nota di V. Mariconda.
ribadisce che se l’inadempimento delle obbligazioni con- (84) Nello stesso senso l’unico precedente rinvenibile nella giurispru-
trattualmente assunte dall’intermediario è grave, il rispar- denza di legittimità: cfr. Cass. 29 settembre 2005, n. 19024, in questa Ri-
miatore è legittimato a domandare la risoluzione. vista, 2006, 25, con nota di Roppo e Afferni.

DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008 275


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

contratto (85). Recentemente, invece, la S.C. ammette la to si risolve: il creditore, infatti, perde interesse a ricevere la
risoluzione quando la prestazione, tuttora possibile, perde prestazione. La risoluzione, tuttavia, non consegue all’im-
interesse per il creditore in dipendenza di circostanze so- possibilità sopravvenuta della prestazione, ma al verificarsi
pravvenute ed estranee alla sfera di controllo delle parti. di una diversa fattispecie, denominata «impossibilità so-
In un primo caso, tra una nota casa farmaceutica e un’im- pravvenuta di utilizzazione della prestazione» (88): la pre-
presa italiana intercorre un contratto quadro, in virtù del stazione permane possibile, ma un evento sopravvenuto la
quale la prima si impegna ad acquistare dalla seconda il 50 rende inidonea a soddisfare l’interesse del creditore. Anche
% del suo fabbisogno di ferritina di origine animale (Cass. il regime di questa figura risulta atipico. Siccome la presta-
20 dicembre 2004, n. 23618) (86). Poco dopo la conclu- zione è in sé e per sé possibile, il contratto non si risolve au-
sione del contratto, il Ministero della Sanità emana una tomaticamente (art. 1463 c.c.): è rimessa al creditore la
normativa volta prevenire la diffusione del morbo di scelta tra esigere la prestazione ed ottenere la risoluzione
Creutzfeld-Jacob: per effetto di essa, la sostanza risulta so- del contratto.
stanzialmente inutilizzabile nella produzione farmaceutica, Nei due casi riassunti, una circostanza sopravvenuta ed
in quanto neppure sofisticate analisi di laboratorio possono estranea alla sfera di controllo delle parti non determina
garantirne con assoluta certezza l’immunità da agenti pato- l’impossibilità della prestazione, ma la rende inidonea a
geni. La casa farmaceutica, allora, comunica all’impresa ita- soddisfare l’interesse del creditore. Nell’unico precedente
liana che non acquisterà più il prodotto, sostituendolo con specifico, la S.C. aveva negato che il sopravvenuto disinte-
un composto sintetico. resse del creditore per la prestazione dedotta in contratto
Nella controversia che ne scaturisce, l’impresa italiana ne comportasse la risoluzione (89). Si assiste, dunque, ad
chiede la risoluzione del contratto per inadempimento del- una significativa evoluzione dell’istituto, così come viene
la controparte e il risarcimento del danno; la casa farma- tradizionalmente inteso (90).
ceutica domanda la risoluzione per impossibilità sopravve-
nuta. Viene accolta nei tre gradi di giudizio la domanda del- Note:
la casa farmaceutica. Benché la normativa del Ministero (85) Per una puntuale ricostruzione della nozione di impossibilità della
della Sanità non proibisse la somministrazione e il com- prestazione, si rinvia a Cabella Pisu, Dell’impossibilità sopravvenuta, in
mercio della ferritina di origine animale, la sostanza era di- Comm. cod. civ. a cura di Scialoja e Branca, diretto da Galgano, Bologna-
venuta inutilizzabile nella produzione farmaceutica perché Roma, 2002, sub artt. 1463-1466, 44 ss.
non era possibile garantirne la sicurezza, come invece ri- (86) In Foro it., Rep. 2004, Contratto in genere, 520. Il testo della senten-
za è rinvenibile nel DVD del Foro Italiano, La Cassazione civile.
chiesto dai provvedimenti ministeriali. La prestazione og-
getto del contratto è in sé e per sé possibile, ma il sopravve- (87) In Foro it., Rep. 2007, Turismo, 32. Il testo della sentenza si rinviene
nel DVD del Foro Italiano, La Cassazione civile.
nuto disinteresse del creditore giustifica la risoluzione.
Sulla stessa linea si pone un’altra pronuncia di legittimità, (88) Viene così recepita l’opinione di Bianca, Diritto civile, V, La respon-
sabilità, cit., 383, secondo cui pur giustificando la risoluzione del contrat-
relativa ad un contratto di viaggio vacanza “tutto compre- to «l’impossibilità di utilizzazione non implica di per sé l’impossibilità di
so” (Cass. 24 luglio 2007, n. 16315) (87). Una coppia di esecuzione della prestazione, e non rientra pertanto nella previsione nor-
coniugi acquista un pacchetto turistico comprensivo di mativa della “sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta” (art.
viaggio e alloggio nell’isola di Cuba. Poco prima della data 1463 c.c.)».
prevista per la partenza, scoppia nell’isola un’epidemia di (89) Cfr. Cass. 8 febbraio 1986, n. 809, in Giust. civ., 1986, I, 1928, con
nota di Costanza. Nel caso di specie, un imprenditore alimentare con se-
dengue emorragico. I coniugi concordano con l’agenzia il de a Foggia aveva acquistato da un agricoltore l’intero raccolto di pepe-
mutamento della destinazione del viaggio ed acquistano un roni prodotti da un fondo sito in provincia di Lecce. A causa di uno scio-
pacchetto turistico offerto da un altro organizzatore. Il (pri- pero dei lavoratori delle province di Bari e Foggia, i peperoni raccolti non
mo) tour operator, allora, chiede il pagamento dell’inden- avrebbero potuto essere assoggettati al trattamento richiesto ai fini della
successiva commercializzazione, sicché l’acquirente non procede alla rac-
nità convenzionalmente prevista per il recesso dal contrat- colta. Nella controversia che ne deriva, l’imprenditore agricolo proprie-
to di viaggio “tutto compreso” nell’isola di Cuba, mentre i tario del fondo chiede la risoluzione per inadempimento; la controparte
turisti ne domandano la risoluzione per impossibilità so- domanda, tra l’altro, la risoluzione del contratto per impossibilità soprav-
pravvenuta. venuta della prestazione. I giudici di merito avevano rigettato le deduzio-
ni istruttorie in base alle quali l’imprenditore alimentare chiedeva di es-
Le sentenze di primo e secondo grado - accogliendo la do- sere ammesso a provare che la mancata raccolta dei peperoni derivava da
manda proposta dai coniugi - affermano che il contratto di una causa a lui non imputabile, qual era lo sciopero indetto nella sua pro-
viaggio si è risolto per impossibilità sopravvenuta, sicché vincia. La Cassazione conferma il rigetto dell’istanza istruttoria, in quan-
nessuna indennità è dovuta all’operatore turistico. La S.C. to la prova di tale circostanza non avrebbe comportato la risoluzione per
impossibilità sopravvenuta.
conferma tale soluzione, ma la motiva diversamente: l’e-
(90) In giurisprudenza e in dottrina, è stata prestata maggiore attenzione
stensore sviluppa un’argomentazione che configura una ad una fattispecie attigua a quella considerata nel testo: l’impossibilità di
sorta di risoluzione atipica, autonoma dal dato normativo. ricevere la prestazione non imputabile al creditore. Qui un fattore so-
Nella prestazione di servizi turistici “tutto compreso”, il di- pravvenuto impedisce al creditore di prestare la cooperazione necessaria
vertimento del turista integra la causa concreta del con- all’adempimento. Gli interpreti non concordano sul regime giuridico ap-
plicabile alla fattispecie. Secondo una prima interpretazione, il contratto
tratto. Se una circostanza sopravvenuta quale la diffusione si risolverebbe per impossibilità sopravvenuta, in quanto la mancata coo-
di una epidemia nel luogo della vacanza compromette lo perazione del creditore preclude l’esecuzione della prestazione (Delfini,
svago, la causa risulta inevitabilmente frustrata e il contrat- Dell’impossibilità sopravvenuta, in Comm. cod. civ., fondato da Schlesin-

276 DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008


ITINERARI DELLA GIURISPRUDENZA

Non è questa la sede per una compiuta valutazione di ta- Nota:


le linea di tendenza. Ci limitiamo, dunque, a una breve (segue nota 90)
considerazione. Quando una circostanza sopravvenuta ed ger, diretto da Busnelli, Milano, 2003, sub artt. 1463-1466, 47 s.; Bianca,
estranea alla sfera di controllo delle parti rende la presta- Diritto civile, V, La responsabilità, cit., 383; Cottino, L’impossibilità di riceve-
re o di cooperare del creditore e l’impossibilità della prestazione, in Riv. dir.
zione inidonea a soddisfare l’interesse del creditore, non comm., 1948, I, 443). In senso contrario, si è sostenuto che l’impossibilità
occorre elaborare una causa di risoluzione atipica, priva di di ricevere la prestazione non comporta la risoluzione del contratto, sic-
riscontro nel dato normativo: tale operazione appare insi- ché il creditore resta obbligato ad eseguire la controprestazione anche se
diosa, in quanto tende ad accreditare l’autonomia dell’in- non ha potuto cooperare all’adempimento per causa a lui non imputabi-
le (Trimarchi, Istituzioni di diritto privato, 15ª ed., Milano, 2003, 308; Rop-
terprete rispetto alle regole che governano la risoluzione po, Il contratto, cit., 1009). In base a una terza opinione, l’impossibilità di
del contratto. Posto che la prestazione nasce in funzione ricevere la prestazione determinata da una circostanza estranea alla sfera
dell’interesse del creditore (art. 1174 c.c.), il sopravveni- di controllo del creditore giustifica la risoluzione del contratto, ma al de-
re di una circostanza che la rende inidonea a soddisfarlo bitore può spettare un’indennità: argomenti a favore di questa soluzione
vengono tratti dalla disciplina di alcuni tipi contrattuali, di cui si ipotizza
può giustificare la risoluzione del contratto ai sensi degli l’applicazione analogica (Cabella Pisu, L’impossibilità della prestazione e la
artt. 1463 ss. c.c. Solo una nozione di prestazione tutta «sfera» del creditore nei contratti a prestazioni corrispettive, in Contr. impr.,
polarizzata sulla condotta del debitore rende necessaria 1998, 569 ss.; Id., Dell’impossibilità sopravvenuta, cit., 129 ss.; Cattaneo,
Della mora del creditore, in Comm. cod. civ., a cura di Scialoja e Branca,
l’elaborazione di una figura autonoma di risoluzione, co- Bologna-Roma, 1973, sub artt. 1206-1217, 82 ss.). Per una ricostruzione
me quella accreditata dalla pronuncia di legittimità qui ri- approfondita del problema, cfr. Cabella Pisu, Dell’impossibilità sopravvenu-
cordata. ta, cit., 121 ss. a cui si rinvia per ulteriori riferimenti.

DANNO E RESPONSABILITÀ N. 3/2008 277