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DESIGN /MADE IN ITALY /VISIONE /DISEGNO/

PROGETTO
a chi è destinato cosa verrà fatto

CHI?
CHI?CHI?CHI? COSA?
CHI? CHI?
CHI?CHI?CHI? COSA?
COSA?
CHI? CHI?
CHI?CHI? CHI?
CHI? COSA?
COME?COME? PERCHE’?
COME? PERCHE’?
COME?
COME? PERCHE’?
COME? PERCHE’?
COME? PERCHE’?
come lo vogliamo fare
COME? PERCHE’?
perchè lo stiamo facendo

ideato e realizzato per gruppo arte e cultura /impresa del cuore/ Alessandra Pelizzari
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mappa
concettuale

DESTINATO AD UN GRUPPO DI max 10PERSONE

I destinatari sono i dipendenti che possono ampliare la consapevo-


lezza del loro ruolo confidando in una cultura agita supplementare
per la condivisione del progetto imprenditoriale con maggiore auto-
stima e cognizione di causa.

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IL PROGETTO
Verrà realizzato un workshop di
tre incontri +1 per feedback gene-
rale condiviso in cui sara appro-
fondita attraverso cenni della sto-
ria del design italiano la mission
di grandi designer ,la loro visione
migliorativa anche da un punto di
vista sociale -esistenziale,così da
approfondire le tematiche della ef-
fettiva funzione sociale del design
correlando e ritrovando le carat-
teristiche di sostenibilità,funzion-
alità,bellezza e standardizzazione
dei prodotti made in italy

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COME SI SVOLGERA’

Ci si incontrerà presso una galleria d’arte ,

si visualizzeranno slide esemplificative e


implementative di processi creativi,

si amplierà la conoscenza attraverso la


ricerca di esempi a sostegno delle nozioni
aquisite,

si realizzerà un workshop di condivisione


e relazione circa
i contenuti affrontati

Potrebbe seguire un ultimo incontro per


la condivisione visiva dei risultati e delle
conseguenze dell’apprendimento realizza-
ti in linguaggio verbo-visuale dai parteci-
panti al laboratorio.
-mostra ?
-presentazione di un video riassuntivo?

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PERCHE’ mappa
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evidenzio in particolare le motivazioni che possono riguardare questo progetto ,lasciando integro l’artcolo che sottolinea lìimportanza di
aprirsi a politiche di welfare oggi in Europa.

17/03/2018
Perché fare welfare conviene alle aziende (e non solo)? Lo spiega il professor Marco Meneguzzo

Da qualche anno si sente sempre più spesso parlare di welfare aziendale, anche in virtù della continua attenzione del
legislatore alla regolazione e incentivazione delle iniziative rientranti in questo ambito. Se le Leggi di Stabilità 2016 e
2017 avevano aperto la strada al welfare aziendale, prevedendo una serie di agevolazioni fiscali per imprese e dipen-
denti che usufruissero di beni e servizi di welfare come strumenti a sostegno della retribuzione, con la Manovra 2018
viene ampliato il ventaglio delle soluzioni a tale scopo. In particolare, la Legge di Bilancio 2018 ha modificato il comma
2 dell’articolo 51 del testo unico delle imposte sui redditi, prevedendo l’esclusione dal reddito di lavoro anche di quelle
“somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest’ultimo
direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento azien-
dale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei
familiari”. Dunque, da quest’anno, anche gli abbonamenti per viaggiare su mezzi pubblici come bus, tram, metro e treni
rientrano tra i benefit potenzialmente attivabili dalle imprese in un’ottica di welfare aziendale, sommandosi alle altre
iniziative già intraprese e che il Rapporto Welfare Index PMI 2017 ha sinteticamente raggruppato in 12 aree principali:

previdenza integrativa;
sanità integrativa;
servizi di assistenza;
polizze assicurative per il personale;
conciliazione vita-lavoro, sostegno ai genitori, pari opportunità;
sostegno economico;
formazione per i dipendenti;
sostegno all’istruzione di figli e familiari;
cultura, ricreazione e tempo libero;
sostegno ai soggetti deboli e integrazione sociale;
sicurezza e prevenzione degli incidenti;
welfare allargato al territorio e alla comunità.

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Ma chi beneficia delle iniziative di welfare aziendale? Sicuramente i dipendenti, che percepiscono un maggiore guadagno grazie
all’erogazione di benefit che non sono tassati in busta paga e che contribuiscono a facilitare la conciliazione tra vita privata e lavoro
e ad aumentare il loro benessere. Dal canto loro, le aziende, grazie alle strategie di welfare, oltre alla possibilità di ottenere vantag-
gi fiscali, possono instaurare un rapporto di maggiore reciprocità con i propri lavoratori, in grado di determinare una serie di altri
benefici, tra cui:
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miglioramento del clima e del benessere organizzativo; mappa
incremento della reputazione aziendale; concettuale
aumento del senso di appartenenza e di fidelizzazione dei propri dipendenti;
maggiore capacità di attrazione di nuovi talenti;
riduzione del turnover.

Tutti fattori in grado di aumentare la produttività dei lavoratori e, dunque, la profittabilità dell’impresa. Ovviamente, l’impatto sui
risultati aziendali delle iniziative di welfare aziendale è difficilmente misurabile e quantificabile nell’immediato. Tuttavia, come indi-
cato nel Rapporto Welfare Index PMI 2017, alcune piccole e medie imprese hanno segnalato di aver già registrato netti miglioramen-
ti, in particolar modo per quanto concerne la gestione del personale:

nella soddisfazione dei lavoratori e nel clima aziendale (9,5% delle imprese del campione);
nella fidelizzazione dei lavoratori (9,4%);
nella riduzione dell’assenteismo (4,1%).

Impatti positivi sull’immagine dell’azienda sono stati segnalati dal 7,4% delle imprese, mentre il 3% ha dichiarato di aver ottenuto
un incremento della produttività. Questi risultati sono destinati a salire nei prossimi anni: una quota di imprese tra il 25% e il 30%
hanno infatti dichiarato di aver ricevuto segnali incoraggianti dalle iniziative di welfare attivate, ma si aspettano che miglioramenti
maggiormente significativi avvengano a lungo termine.

Ma a godere dei benefici del welfare aziendale non sono soltanto imprese e lavoratori, ma anche il sistema Paese nel suo complesso.
Infatti, oltre a rafforzare il legame tra le imprese e i propri territori e a garantire l’offerta di beni e servizi legati a bisogni non ade-
guatamente coperti dal welfare pubblico, il welfare aziendale è in grado di accrescere la coesione sociale del Paese e a stimolarne lo
sviluppo socio-economico. Basti pensare alle potenzialità di crescita per tutti quegli operatori individuali e per tutte quelle aziende,
pubbliche e private, profit e non profit, che forniscono servizi negli ambiti del welfare aziendale.

È ancora presto per fare delle stime. Possiamo però essere certi che il welfare aziendale conviene. E fa bene alla nostra economia e
alla nostra società....’ Prof. Marco Meneguzzo
Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

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Le risorse utili al progetto saranno : I costi previsti sono momentaneamente sospesi in quanto si
tratterebbe di un progetto pilota :
-location individuata in uno spazio associativo cultura-
le con possibilità di realizzare LABORATORI disponibi- -location: quote associative per i partecipanti che così
le per l’occasione potranno ulteriormente essere attivi fruitori delle al-
tre iniziative dell’associazione interessata
-personale individuato nele figure di Tutor,assistente e
responsabile dello spazio funzionale alla realizzazione -personale individuato nele figure di Tutor,assistente e
del progetto,professionisti di certificata professionali- responsabile dello spazio funzionale alla realizzazione
tà nel campo . del progetto,professionisti di certificata professiona-
lità nel campo ad un costo base sindacale rimborso
-materiali di proprietà dei relatori e titolari delle sud- spese per orario messo a disposizione.
dette location oltre a dispositivi elettronici personali
dei singoli partecipanti -materiali se non sufficienti quelli di proprietà dei rela-
tori e titolari delle suddette location oltre a dispositivi
-eventuale supporto stampa per l’evento finale da elettronici personali dei singoli partecipanti eventual-
concordare con partnership anche per condividere e mente da affittare.
ottimizzare la visibilità dell’iniziativa da un punto di
vista etico-aziendale. -eventuale supporto stampa per l’evento finale da
concordare con partnership anche per condividere e
ottimizzare la visibilità dell’iniziativa da un punto di
vista etico-aziendale.
da concordare con ufficio stampa generalmente usato
dall’associazione o azienda partnership

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