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Guida agli effetti per chitarra

Una chitarra elettrica così come la conosciamo più o meno tutti, è utilizzabile senza l’ausilio di effetti o
diavolerie varie, collegandola semplicemente ad un altoparlante, il suono che questo riproduce è chiaro e
naturale. Per molti chitarristi usare degli effetti, significa distogliere l’attenzione su la cosa più importante,
ovvero il tocco, ed infine, il sound originale, quello che viene creato solitamente dal mix
Chitarra/Amplificatore. Per fortuna nel vasto mondo dei pedalini è possibile scegliere se optare per un
suono più cristallino o uno più distorto e scuro, tra un effetto ripetizione da mal di testa, e un altro che
invece lavora a sostegno del suono. Non bisogna mai essere drastici nel giudicare un determinato
argomento, la cosa importante è sperimentare, non tutti si affidano al sound originale della propria
chitarra, può essere privo di personalità, così come potrebbe averne da vendere, la verità sta nel mezzo,
scegliere gli effetti in base allo stile, e a quello che vogliamo sentir uscire dall’amplificatore.

Difficile scegliere dopo aver letto qualche recensione, dopo aver visto qualche video su internet (tipo video-
recensione), così come a volte è sbagliato affidarsi ai consigli dei commercianti, che il più delle volte si
limitano semplicemente a vendere il prodotto più costoso. Lo scopo di questa guida, è quello di accennare
anzi tutto il concetto di effetto per chitarra, capire che tipologie di effetto esistono, quali sono e che
funzione svolgono all’interno della catena. Analizzeremo inoltre le differenze tra un pedale analogico e uno
digitale, parlando infine di sistemi multi-effetto, digitali e non solo.

 Capitolo 1: Che tipi di effetti esistono


 Capitolo 2: Gli effetti Analogici e Digitali
 Capitolo 3: Corretto uso della catena di effetti
 Capitolo 4: Pedaliere multi-effetto ed MFX
 Capitolo 5: Qualche effetto a pedale da vicino
Che tipi di effetti esistono
Di effetti ne esistono veramente molti, e questo è sicuramente un bene, perchè ognuno di questi ha
caratteristiche tecniche ben differenti, un suono differente, e ovviamente anche dei prezzi molti diversi.
Citarli tutti non è affatto importante oltre che impossibile, è invece necessario elencare le categorie alla
quale essi appartengono, non sono molte, bisogna conoscerle e capirle però, vediamo quali sono le più
importanti.

Wah/Cry-Baby: Il Wha è tra gli effetti più famosi e antichi nella storia della musica, in particolare di quella
Rock, Jimmy Hendrix è senza ombra di dubbio il maestro indiscusso, alcuni suoi brani celebri sono stati
suonati per mezzo di questo straordinario effetto, tecnicamente molto semplice ma di grande impatto
musicale se usato correttamente. Il caratteristico sound viene fuori tagliando ed impiegando nel segnale
delle frequenze più alte, il risultato finale ricorda il pianto di un bambino, per questo motivo viene anche
definito “cry baby”.

Il Wah nasce come effetto a pedale, ed è tra i pochi a non avere una versione digitale, questo perchè il suo
utilizzo non è continuo, ma viene usato occasionalmente durate l'assolo, quindi azionato per mezzo di un
pedale, simile a quello del volume o del Whammy per esempio. Tramite alcuni Software specifici o multi
effetto digitali, è possibile attivarlo, ma in modo permanente, da utilizzare più per la ritmica che per gli
assoli, almeno che non ci sia integrato un pedale di espressione. I produttori più famosi sono VOX e Dunlop,
quest'ultimo prende il nome di “Cry-Baby”. Tra i vari artisti che lo utilizzano o l'hanno utilizzato citiamo; Eric
Clapton, David Gilmour, Santana, Stevie Ray Vaughan e molti altri.

Compressore: Tra i vari, questo è sicuramente l'effetto più utilizzato nella musica, nei generi più disparati
tra l'altro, il Rock e gli stili più duri non possono farne a meno, se usato in modo corretto inoltre, è
tranquillamente applicabile a contesti blues, il Jazz probabilmente non rientra nelle categorie utilizzanti di
tale effetto (mai dire mai però). Il compressore riceve il segnale, ne riduce l'ampiezza e lo rielabora in una
banda più stretta, decisamente molto utile nelle chitarre soliste, che oltre ad un distorsore/overdrive,
vogliono un sound più potente e compresso. La compressione del livello audio è comunque un argomento
complesso, di cui probabilmente non parleremo mai, a noi serve più che altro sapere il concetto di base,
entrando un po nel vivo della questione, quello che accade è una riduzione della dinamica del segnale.

Distorsore: La storia di questo effetto è molto interessante. Può essere definito come il primo vero effetto
per chitarra elettrica, ma non era un pedale, bensì parliamo di una distorsione naturale dell'amplificatore,
che a quei tempi, veniva portato a volumi estremi, ma questo andava in saturazione e creava quel tipico
sound sporco, ma allo stesso tempo originale e con più armoniche, questo cominciò a piacere ai chitarristi
dell'epoca, tant'è che si cominciò proprio a ricercare quelle sonorità, che fino a qualche tempo prima, erano
solo un problema, definiamolo pure “tecnico”. Erano gli anni 60', i tempi dei Rolling Stones e dei Beatles, gli
anni d'oro comunque furono i 70' e successivamente gli 80', oggi un effetto a cui pochi rinunciano.

Molti si domandano se Distorsore ed Overdrive appartengono alla stessa categoria di effetto, potremmo
dare un si teorico, se consideriamo che entrambi tendono ad alterare il suono lavorandoci sopra, al fine di
distorcerlo, in modo diverso si, ma il concetto di base è questo. Oggi esiste una netta distinzione tra questi
due effetti, non potrebbe essere altrimenti, le differenze sono notevoli, per ora parliamo della distorsione.
Essa, a differenza dell'overdrive modifica l'onda sonora al suo ingresso, se volessimo essere più precisi,
l'onda originale solitamente viene considerata a forma sinusoidale, con una distorsione attiva questa
diventa letteralmente quadrata, mentre l'overdrive mantiene tutto sommato una linea originale, il che
spiega le differenze di suono tra i due.

Overdrive: Abbiamo detto che la distorsione si creò praticamente da sola, dal nulla, un amplificatore che
andava in saturazione regalava un sound distorto. Negli anni tutto questo è stato rimpiazzato da effetti a
pedale di ogni genere e forma, ed ecco che arriva l'overdrive. Un effetto di questo genere si può ancora
ottenere alla vecchia maniera, alzando il guadagno del preamplificatore, questo, essendo progettato per
lavorare con bassi segnali va in saturazione e il gioco è fatto. Questa pratica sembra essere comunque
ormai abbandonata e rimpiazzata dai pedali analogici che tutti conosciamo, il suono che esso produce, che
provenga direttamente da un amplificatore o da un effetto a pedale, è più caldo e come già detto, meno
aggressivo, non taglia le frequenze e crea meno armoniche rispetto alla distorsione, ma non per questo non
viene usato nel Rock e in altri stili, anzi.

Equalizzatore: Conosciuto come effetto, anche se probabilmente non è un termine corretto, l'equalizzatore
permette di ricreare il giusto sound in modo preciso e mirato, senza quindi necessariamente lavorare sul
pannello dell'amplificatore, andremo ad agire sui potenziometri; alti, bassi e medi, per quelli classici a tre
bande. Viene inserito generalmente dopo gli effetti di Overdrive e Distorsione, in quanto utilizzarli può
voler dire un cambiamento di quello che solitamente ascoltiamo, dei bassi troppo profondi ad esempio
possono essere attenuati, così come è possibile valorizzare gli alti, far squillare una chitarra nel modo
giusto. Il suono, inteso come segnale audio, viene sottoposto ad vero e proprio filtraggio, da qui si possono
effettuare varie operazioni, tra cui quelle indicate sopra. Gli equalizzatori di “fascia alta”, sono quasi sempre
a sette bande.

Chorus: Anche il Chorus fa la sua parte nel sound finale, è un effetto “sfasamento” per chitarra e non solo,
infatti viene spesso impiegato negli impianti voce. Il suo scopo è quello di impiegare una o più linee di
ritarto nel segnale, così da creare un effetto di ritardo, comunque brevissimo, non parliamo di un vero e
proprio delay. Scendendo più sul tecnico, il tempo di ritardo varia mediante un LFO (Oscillatore a bassa
frequenza), crea infine un effetto Doppler, ovvero un cambiamento apparente della frequenza e della
lunghezza d'onda, un fenomeno conosciuto fin dal 1845, insomma mica male. Il risultato finale è un
raddoppio del segnale originale, esso contiene svariate dissonanze, spesso e volentieri usato nel Jazz.

Flanger: Inventato negli anni 50' in modo abbastanza spartano da alcuni tecnici audio, è attualmente un
effetto elettronico che lavora in un modo più o meno simile a quello del Chorus, impiegando una linea di
ritardo dove viene fatto poi passare il segnale, dando vita ad un effetto Comb Filter, tradotto in Italiano
“filtro a pettine”. Il sound finale presenta dei picchi di risonanza e punti di assenza di segnale audio.
L'effetto in questione non viene usato spesso nell'esecuzione dei brani, bensì occasionalmente, il risultato è
più o meno simile al rumore di un aero a reazione, non a caso viene usato per riprodurre il suono di un
elicottero o di un aereo appunto, sulla chitarra.

Delay: E' tra gli effetti Eco insieme al riverbero. Il delay riceve un segnale e lo registra al suo interno, lo
riproduce poi in vari modi in base alla configurazione; Tempo di ritardo, volume del segnale copia, tempo di
ripetizione e via discorrendo. La differenza tra un effetto delay e un riverbero, è che il primo può riprodurre
il suono “copia” con un attacco ritardato, mentre il secondo riceve un segnale originale e lo prolunga nel
tempo, dando un sostengo e non una ripetizione. Anche il delay nasce come effetto analogico, ma è stato
ben presto rimpiazzato con una circuitazione digitale, nessuna usura dei componenti, qualità audio più
fedele e più opzioni a disposizione.

Ci sono alcuni effetti/dispositivi non citati. Il Noise gate ad esempio, riduce drasticamente i rumori di fondo
generati dagli effetti, dagli amplificatori o direttamente dalla chitarra/basso. Viene generalmente usato
quando nel sound, quindi nella catena, sono presenti distorsioni e overdrive più o meno pesanti, in quanto
questi tendono a generare rumore, così come cavi audio di scarsa qualità. Il noise suppressor è tra gli effetti
di volume ed è opportuno inserirlo dopo gli effetti di modulazione (chorus, flanger, phaser), e prima degli
effetto Eco. Il riverbero, applicato ad un contesto musicale (live o studio di registrazione), viene utilizzato
per far si che il suono non sia stoppato, ma prolungato nel tempo, dando la sensazione di un riverbero
naturale in ambienti più grandi. Per riverbero si intende infatti, un segnale audio che uscendo da una
sorgente tipo un amplificatore, incontra sul percorso un ostacolo, meno assorbono le pareti, tanto più è
prolungato l'effetto. Non avere un effetto del genere, significa contare esclusivamente su l'effetto riverbero
naturale che quella stanza può offrirci.
Gli effetti Analogici e Digitali
Gli effetti per chitarra sono attualmente una garanzia per molti chitarristi, permettono di esprimersi al
meglio talvolta, questo sempre un per discorso legato al proprio gusto personale, al proprio stile e tutto il
resto, non è il caso di criticare chi ne fa un grande uso, così come non è da logiare chi non ne usa proprio.
Dal Rock al Jazz, la contaminazione di attrezzature più o meno costose è innegabile. L'enorme quantità di
effetti per chitarra, ci spinge ad entrare sempre più nel vivo delle caratteristiche tecniche, questo per
facilitarci la scelta, fatta sempre premessa che la cosa migliore è provarli di persona. Tra i vari dubbi che
affliggono un chitarrista in procinto di acquistare un effetto, di qualunque tipo sia, c'è quello del; Meglio
analogico o digitale?

Non è così facile rispondere, gli effetti nascono analogici, fino agli anni 70' infatti, un effetto era realizzato
con un dispositivo elettrico che modificava il segnale di ingresso attraverso un circuito analogico, in realtà
tutto molto semplice, ma comunque efficace, ieri come oggi. Come è giusto che sia, la tecnologia andò
avanti ed arrivò il Digitale, sembrò una svolta nel mondo della musica, ma questo è vero in parte. Gli aspetti
favorevoli dell'impiego di una tecnologia digitale sono legati alla personalizzazione dell'effetto, alla
moltitudine di modifiche che si possono apportare, in lungo e in largo, ai costi incredibilmente bassi, ma gli
aspetti negativi? Per capirli occorre spiegarne il funzionamento, piuttosto semplice da capire.

L'effetto digitale effettua un'operazione di conversione analogico-digitale tramite un processo di


digitalizzazione, che avviene a sua volta grazie ad un componente elettronico, comunemente chiamato
A/D, ed effettua poi il processo inverso, cioè; digitale-analogico (D/A). Il segnale in entrata viene quindi
trattato più volte, questo significa che se la qualità dei circuiti e dei componenti è scadente il suono ne
risentirà incredibilmente. Di conseguenza, se volete affidarvi ad apparecchiature digitali, probabilmente
dovrete spendere cifre considerevoli. Spezziamo comunque una lancia a favore del digitale, se è pur vero
che non è oro tutto ciò che luccica, i migliori effetti a Rack sono digitali, così come gli effetti di delay e
modulazione in generale, sono decisamente superiori in quest'ultima categoria di circuitazione. I pedali
singoli che tutti abbiamo visto e provato almeno una volta, offrono una qualità “forse” ancora superiore
rispetto ai vari multi-effetto digitali oggi in commercio, ma anche qui il discorso andrebbe preso con le
pinze.

Ormai le aziende produttrici di sistemi multi-effetto digitali, hanno come unico scopo, quello di “emulare”
alcuni effetti storici e conosciuti, dai compressori MXR della Dunlop ai distorsori, tipo Fulltone OCD o
Electro-Harmonix Big Muff tanto per dirne un paio, e ci riescono anche bene, quindi non sempre ci sono
differenze abissali, possono nascere in casi particolari, del resto è difficile per un componente digitale,
“imitare” un distorsore valvolare, ed ecco quindi che il tutto cambia da un effetto a un altro.

Molti si chiedono inoltre come sia possibile riconoscere/distinguere un effetto analogico da uno digitale.
Per chi non lo sapesse faccio una piccola precisazione; Per digitale non s'intende sempre il multi-effetto,
tipo Zoom, Line6 POD, la serie BOSS GT o Ditech RP, parliamo sempre di pedalini singoli. Purtroppo i
produttori, nel sul sito ufficiale e ne tanto meno sul manuale, scrivono in modo chiaro che tipo di
circuitazione è impiegata nel pedale, è facile capirlo quando parliamo di un effetto a valvole, in quel caso è
ovvio che l'effetto è analogico e non digitale. Non esiste un modo certo per saperlo, probabilmente
bisognerebbe leggere direttamente il PCB interno, possiamo comunque dire che: Quasi tutti i Delay sono
digitali, stesso discorso per gli effetti Riverbero, almeno che non parliamo di quello a molla, ormai
abbandonato direi, usato anche in molti amplificatori. Gli effetti di distorsione ed overdrive sono analogici il
più delle volte, questo di principio perchè la loro costruzione è molto semplice ma soprattutto perchè il
suono distorto su circuitazione analogica sembra andar meglio ed essere il preferito da molti, è ovviamente
digitale nei vari multi-effetto. Uno esclude l'altro insomma, a volte è meglio il digitale altre l'analogico,
provateli e capirete cosa vi piace di più.
Corretto uso della catena di effetti
Avere una quantità infinita di pedali può essere inutile, se collegati nel modo sbagliato possono
semplicemente dar vita ad un sound confuso, privo di senso, anche in base alla configurazione del singolo
pedale indubbiamente. E' vero che non esiste un ordine da seguire a tutti i costi, anche qui come sul
discorso chitarre in generale, amplificazione e cura degli strumenti, esistono scuole di pensiero che non
sempre si prendono tra loro, ma esiste invece un ordine consigliato, in quanto ogni singolo effetto
analogico o digitale, dovrebbe lavorare in determinate condizioni, così da non creare nessun conflitto o
disturbo di fondo. Ad esempio, il pedale Wah è preferibile inserirlo all'inizio della catena, questo perchè
dovrebbe lavorare su un segnale pulito proveniente direttamente della chitarra e non da un segnale già
lavorato, dal compressore ad esempio, o peggio ancora, dal distorsore.

Ancor più importante è la parentesi dedicata al compressore, questo non fa altro che amplificare il segnale
proveniente dalla chitarra, è fondamentale che lavori su un suono pulito e senza rumori di fondo alla base,
causati dai cavi di scarsa qualità, da altri effetti, anche i migliori ne producono, e dalla stessa chitarra, (nelle
Fender Stratocaster ad esempio, che non sono schermate), ma diciamo pure nel single coil in generale, il
risultato finale sarebbe un ronzio amplificato più del dovuto, nel sound finale anche questo fa la differenza.
Nella catena poi, gli effetti Eco, vale a dire Delay e Reverb, vengono messi alla fine, questo perchè il loro
scopo è quello di creare un doppio segnale, una vera e propria copia, specie nel primo effetto citato,
inserendoli ad esempio al centro della catena, significherebbe avere un doppio segnale ri-lavorato
all'infinito, è invece opportuno che operino alla fine, sul segnale processato. Un corretto uso della catena di
effetti:

Wha Wha: Il pedale Wah su un segnale pulito si esprime al meglio, al naturale.


Compressore: Amplifica il segnale, indispensabile se sono stati usati dei filtri precedentemente.
Booster: Da una maggiore spinta al suono, anche un aiuto per la successiva distorsione, non sempre
occorre.
Distorsione/Overdrive: Diamo colore al suono.
Equalizzatore: Lavorare su; Alti, Medi e Bassi, per gli equalizzatori a tre bande.
Chorus, Flanger, Phaser: Gli effetti di modulazione. Il Phaser può essere messo anche prima del Wah.
Delay e Riverbero: Danno un ulteriore spessore al suono.

Questa è una catena di effetti tradizionale, ad eccezione del booster che entra in gioco in condizioni
particolari, dove il suono risulta eccessivamente spento, il resto degli effetti rappresentano una postazione
completa. Ce ne sono comunque altri, gli effetti Pitch ad esempio, come Vibrato e Pitch Shifter possono
essere collegati prima del Chorus e del Flanger, cioè prima della modulazione, ci sono infine gli effetti di
volume e soppressori dei rumori di fondo, i così detti Noise gate, inseriteli prima degli effetti Eco. Il pedale
di volume infine, può essere collegato in modo differente, a l'inizio della catena ad esempio, o alla fine, in
modo da controllare il volume generale, l'altra alternativa è inserirlo prima degli effetti Eco. Provate
comunque a sperimentare qualcosa voi, non sentitevi costretti a seguire un ordine preciso.
Pedaliere multi-effetto e digitali
Avevamo parlato in una precedente guida, dell'esigenza di avere quanti più effetti possibili nel minor spazio
e rimanendo in spese tutto sommato contenute, in quella si parlava di effetti e amplificazione in un unico
sistema, amplificatori combo, ora parliamo invece di singoli effetti, pedaliere digitali e non. Credo sia il
sogno ricorrente di ogni chitarrista, avere un multi-effetto che racchiuda un po tutto, dagli effetti più
famosi all'accordatore, dal Wah al volume e così via. Di natura il chitarrista è sempre costantemente
indeciso su quale effetto comprare, ammesso che ne faccia uso, cosa aggiungere e cose togliere alla catena,
e a volte non si hanno le idee chiare nemmeno su che tipo di sound realmente si cerca, in casi ancora più
estremi, in realtà neanche ci serve comprare un nuovo effetto. Vuoi per passione, vuoi perchè ti piace
vedere tutti quei LED che si accendono in sala prove o a casa, o perchè non hai niente di meglio da fare che
spendere soldi in effetti e simili, vediamo di approfondire l'argomento in modo ragionevole.

Chi è nel giro, saprà che i dubbi non mancano mai in questo mestiere, che sia a livello amatoriale o
mondiale, qualche domanda ci ronzerà sempre nella testa, e se prima abbiamo cercato di rispondere al;
Digitale o Analogico?, ora vediamo di capire cosa significa avere un multi-effetto analogico sotto i piedi, o
una postazione multi-effetto completamente digitale, anche qui non mancano voci di “corridoio” del tutto
sbagliate. Diciamo subito che per multi-effetto non si intende sempre il prodotto digitale, questo è l'errore
più comune in cui s'inciampa. Questa sigla infatti, sta ad indicare semplicemente una catena di effetti tipo
“Compressore, Distorsore, EQ, Modulazione ed Eco, in una singola struttura”, la realizzazione poi può
essere completamente analogica, basti pensare ad esempio alla strumentazione di grandi chitarristi come
David Gilmour, la cui pedaliera è stata realizzata interamente da Pete Cornish e non è affatto digitale, bensì
al suo interno c'è tutta la circuitazione dei pedali originali usati da Gilmour, tipo; Demeter Compulator, Big
Muff, BK Tube Driver e via di seguito. In Italia è difficile trovare liutai o comunque esperti in materia, che
realizzino sistemi di questo genere, i prezzi si aggirano intorno ai 1,000€ con buona fortuna. Potete pensare
ad un multi-effetto del genere se avete le idee ben chiare, di conseguenza fornirete le vostre specifiche, e il
tutto verrà realizzato sulla base del vostro sound, un lavoro molto personale insomma, beato chi può
permetterselo.

Ci sono poi i multi-effetto digitali che un po tutti abbiamo visto in giro, su internet o in negozio, ovvero dei
sistemi principalmente molto compatti, che racchiudono una serie di funzionalità come ad esempio un
accordatore cromatico (indispensabile), una base programmabile di batteria per esercitarsi o divertirsi, in
molti casi poi, avremo anche la possibilità di collegare la pedaliera al PC e registrare musica tramite
software appositi come Cubase. Queste sono funzionalità esterne, ovviamente poi c'è il discorso degli
effetti integrati “digitali”. Gli MFX, queste pedaliere digitalizzate appunto, racchiudono una tipica catena di
effetti di cui abbiamo parlato fino ad ora, dal compressore agli effetti Eco, tra l'altro nell'ordine consigliato
prima, includendo spesso e volentieri anche un pedale di volume, in alcuni casi come nelle ultime serie
Digitech RP o BOSS GT, racchiude anche l'effetto Wah e Digitech Whammy controllabile manualmente. Gli
aspetti positivi di queste soluzioni riguardano anzi tutto il prezzo, si parte dai 50€ per arrivare fino a 500€
per le soluzioni più “commerciali”, lasciando quindi da parte gli effetti a Rack.

Una semplice catena di effetti analogica, anche la più scadente vi porterebbe via più di 150€, e il risultato
non è detto che sia migliore degli altri, non ci metterei proprio la mano sul fuoco. L'aspetto economico
riguarda anche l'alimentazione dei singoli pedalini, molto spesso infatti in soluzione economiche e non solo,
l'alimentatore (quasi sempre a 9v) non è incluso, questo ci costringe a comprarlo o ad alimentarlo a
batteria, e questa non dura molto. Altro aspetto da considerare è la praticità d'uso, avere cinque o sei
pedali significa anche dover comprare una pedaliera che li contenga, che possa alimentarli senza troppi
problemi, è un'altra spesa che si aggiunge, così come è una spesa comprare dei jack che li colleghi questi sei
pedali.

Negli MFX questi problemi non esistono, troveremo un unico alimentatore, sempre incluso nella
confezione, nessuna necessità di ulteriori cavi per collegare gli effetti (escluse soluzioni four cables), ma
solo quei due che servono per la chitarra e l'amplificatore. Nei multi-effetto digitali più economici le
aziende solitamente non spendono nel ricreare sound tipici di pedali più o meno famosi, si rimane su
distorsioni classiche ma personalizzabili, compressore, equalizzatori vari, pick-up simulator e via
discorrendo. Sono perciò da tenere in seria considerazione, con pochi Euro si può avere tra le mani
qualcosa di molto versatile che col tempo comunque, può essere rimpiazzato con modelli più aggiornati,
tutto sommato non sono delle spese proibitive, tra l'altro effetti di questo genere si comportano benissimo
in sala prove con amplificatori di un certo livello. Arriviamo poi a dei modelli più professionali, il cui prezzo è
decisamente più alto ma offrono una qualità superiore e degli effetti più “ricercati”, troveremo quasi
sicuramente tra i compressori; Boss CS3 ed MXR DynaComp, per le distorsioni ProCo RAT e Big Muff, Ibanez
TS-9/8 per l'ovedrive, questo tanto per fare un piccolo elenco e capire di cosa parlo, è quello che le aziende
di oggi cercano di offrire al chitarrista che ha più o meno in testa il sound perfetto, ma non può comprarsi
così tanti effetti per ovvie ragioni economiche.

La domanda è ovviamente lecita: Ma la qualità è paragonabile a quella dei circuiti analogici? Diciamo così,
attualmente quasi tutti i pedali in commercio sono digitali, forse l'analogico sta pian piano scomparendo,
non a caso pare stia diventando impossibile distinguerli, ad eccezione di alcune produzioni rimaste
prettamente vintage quindi, il resto è quasi tutto digitale. Gli MFX riescono a svolgere un ottimo lavoro
sotto ogni punto di vista, avvicinandosi molto alla qualità dei pedali singoli, in alcuni casi ad eguagliarla, ma
sicuramente soffrono alcune carenze riguardo gli effetti di Delay, che si sono digitali, ma richiedono un
hardware che immagazzini il suono, e molto spesso non si superano i 4-5 secondi. C'è poi da considerare la
difficoltà da parte di un processore, di imitare il sound tipico di una distorsione valvolare, qui sicuramente ci
sono differenze, ma per il resto credo che non si possano scartare, almeno che non ne abbiate provata una
e vi è sembrata una delusione, allora si, ma in caso contrario pensateci seriamente.
Qualche effetto a pedale da vicino
Abbiamo cercato di capire cos'è e come funziona un effetto analogico/digitale per chitarra, spaziando un po
tra la storia e quello che offre il mercato di oggi. A solo titolo informativo vorrei illustrare qualche pedale
singolo del vecchio tipo, tanto per rendere l'idea più chiara su quanto è stato scritto scritto fin'ora. Con la
speranza che la lettura sia stata piacevole e comprensibile, vedremo quindi alcuni; Compressori,
Distorsori/Overdrive ed altri. Tendo a precisare che la scelta è stata più o meno casuale e poco dettata dal
mio gusto personale, direi più per un aspetto pratico e di immagini disponibili nella rete di buona qualità,
ne citeremo quindi solo alcuni, di ottima qualità si, ma che oltre a non essere i più importanti all'interno
della catena, non sono da prendere in considerazione, non è un consiglio ma solo un modo per fari entrare
ulteriormente nel vivo dell'argomento. Sarà disponibile, non a breve purtroppo visto il lavoro che devo
affrontare, una Guida completa sui vari Setup per iniziare a suonare, quindi l'acquisto dei vari componenti a
partire dalla Chitarra, per arrivare ad Effetti e Amplificatori, una guida sul “Cosa comprare” ecco.

Boss CS-3 Compression Sustainer: E' il moderno compressore/sustainer della Boss, piuttosto versatile e
apprezzabile visto le numerose configurazione possibili, regolabile in; Level, Tone, Attack e Sustain. E'
possibile utilizzarlo con una classica batteria da 9 volt (inserita all'interno), o alimentarlo esternamente con
l'apposito alimentatore originale BOSS PSA-Series, purtroppo non incluso nella scatola come spesso accade,
il cui prezzo si aggira intorno ai 70,00€. Si adatta un po a tutti i generi, fornendo compressioni più morbide
e calde, o all'occorrenza più estreme, ma di sicuro una soluzione standard, ottima anche considerando il
poco rumore che questo genera.

Fulltone OCD: Solido, ben costruito e semplice da utilizzare, l'OCD è un Distorsore/Overdrive prodotto dalla
Fulltone. Si alimenta a batteria o con un alimentatore fino a 18 volt DC, la tecnologia è true-bypass. I
potenziometri sono i classici tono volume e drive, un bel LED blu d'accensione in alto corona il tutto, fin
troppo potente direi. Troviamo due modalità; HP ed LP. Per la prima, occorre attivare lo switch in alto,
l'OCD in questa modalità fornisce un suono più caldo e avvolgente, tipico di un distorsore valvolare, ma
questo non lo è affatto. Decisamente molto versatile, non solo Rock quindi.

Boss GE-7: E' un equalizzatore a sette bande (da 100 Hz a 6,4 KHz) prodotto dalla Boss, ed è forse fra i più
utilizzati in quanto relativamente economico, e direi anche completo, come collegamenti ed opzioni. Anche
lui come gli altri della serie può essere alimentato con una batteria o tramite un alimentatore a 9v, quello
della serie Boss PSA-Series ad esempio, potete usarne altri, basta che rispettiate lo standard di voltaggio.
Non manca il LED d'accensione e una facile accessibilità al vano batteria interno, al contrario di molti altri
pedals, direi che è punto a favore. Il prezzo è molto interessante, circa 75,00€ online.

Boss DD-7: Tra gli ultimi effetti delay della Boss c'è l'ottimo DD-7, un aggiornamento del precedente DD-3
Digital Delay, il quale comunque forniva prestazioni di tutto rispetto a prezzo onesto. E' completo e
semplice da utilizzare, non è il prodotto più potente dalla casa ma non deve interessarci. E' possibile
configurare il Level, il feedback, tempo di delay e Mode. Il ritardo arriva fino a 6,4 secondi, la struttura
come sempre è molto solida e non manca il LED d'accensione, così' come l'alimentazione esterna, tramite
un Boss serie PSA-Series a 9 volt, eventualmente una batteria 9v.