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EL POEMA AUDAZ DE RENÉ CHAR

«Ho avuto il piacere, la settimana scorsa, di poter parlare a lungo con Heidegger, di passaggio a
Parigi. Sono stato conquistato dall’uomo e dal filosofo, così aperto alla Poesia, così esperto del
suo cuore e dei suoi drammi. La semplicità, l’attenzione di cui dà prova nel ricevere e nel
donare sono assai rare oggi»

R. Char, lettera del 30 agosto 1955, in P. Celan - R. Char, Correspondance 1954-1968, cit., p. 76.

Nel breve testo, dopo aver accennato alla collaborazione fra il poeta e Braque per l’edizione
illustrata di Lettera amorosa8 , il filosofo scrive: «L’unica interpretazione appropriata della sua
arte / ce la dona l’artista stesso compiendo / la sua opera nella parca semplicità. / Ciò accade
mediante la trasformazione del molteplice / nella semplicità del medesimo, in cui il vero /
appare. […] / Con amichevoli saluti / Suo / Martin Heidegger»9

M. Heidegger, Per René Char, in Dall’esperienza del pensiero 1910-1976, tr. it. Genova, Il
Melangolo, 2011, p. 154.

«La poesia è la solitudine senza distanza in mezzo all’affaccendarsi di tutti, cioè una solitudine
che ha modo di confidarsi; all’alba, non si è nemici di nessuno, tranne che dei boia. Per Hegel
la filosofia, dal punto di vista del buon senso, è il mondo alla rovescia. Per alcuni la poesia, dal
punto di vista dell’equità, è il mondo al suo posto migliore»12. Dunque la condizione naturale
del poeta è la solitudine, ma ciò non gli impedisce di dialogare con gli altri, purché non siano
degli assassini. Se la filosofia ha l’audacia di capovolgere i luoghi comuni, la poesia si sforza di
nobilitare l’esistente.

Impressioni antiche, in Alleati sostanziali e Grandi «astreignants» o la conversazione sovrana,


Genova, San Marco dei Giustiniani, 2003, p. 147;
Char, el poeta homérico. ¿Y por qué semejante analogía, tan poco
habitual?

Frente a una modernidad que ha roto los hitos y las certezas, si Char
resulta homérico es porque, a nuestro juicio, entiende el poema como
aquello que es parte de una totalidad aún posible, como algo que nos
da acceso a "todo el país del hombre".
La fuerza de Homero radica, precisamente, en tener en cuenta la
totalidad del mundo. Por eso la Ilíada, el gran poema de guerra, es
también una pintura de sentimientos, simples gestos de la vida
cotidiana y la naturaleza.

EnCharnets d'Hypnos , Char se hace eco de estas múltiples


dimensiones de la obra homérica cuando dibuja la doble cara de sus
compañeros, a veces "águila", a veces "tit", a veces ingenua, a veces
valiente, y alterna escenas trágicas y Momentos líricos, terror y
"contra-terror" (141), actos de guerra y momentos de paz. Por esta
doble canción, la de la tragedia del hombre y la de la belleza de la
naturaleza.

17El "País", con la letra mayúscula, que Homer nos hace ver, designa
para Char la obra de arte, el nuevo País que el artista recrea a partir de
su experiencia de la vida y su arte del lenguaje. . Para Char, es
esencialmente el país del hombre, un singular que destaca su
preeminencia, en el corazón de su propia poesía.
18En Poético Comunicación , Georges Mounin evocados Char "sin
descanso se centró en el destino de todos los hombres, sin descanso
ansioso por ayudar al hombre a estar en la tierra"