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NON Edizioni CHIP 65C02

OPERATION
YANGTZE-KIANG
Release (v1.0) in Copyleft(BY-ND-NC)

Chip 65C02
10/04/2019
✔ Note Legalesi.

Il webmaster 6502 & Terminetor Magnetico ha costruito un racconto


distopico ambientato nella WWIII in Siberia 2050s, durante le azioni
gengiskane per l’invasione e ripopolamento della Siberia. L’obiettivo del
racconto é intrattenere & far riflettere il lettore.

In nessun caso sono collegate le persone, enti, organizzazioni e


quant'altro citato direttamente od indirettamente nel testo. È importante
tenere presente che ogni riferimento esplicito od implicito a fatti o
persone, enti, organizzazioni, eventi, circostanze future o presenti o
passate, che taluni lettori possono riconoscere od associare è del tutto
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“Operat ion Yangt ze-Kiang” st ampat o il 21/4/2019 relea se (v1.0) in COPYLEFT(BY-NC-ND)

➜ http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/
65C02 & Terminetor Magnetico
Indice
Capitolo 1: La grande spe ranza ……………………………………………………………………………..Pag.4
Capitolo 2: La possente epica lotta ne ll’Ope razione Yangtze-Kiang ……………………...Pag.11
Capitolo 3: Il soccorso de lla IX°Legione de l fronte de ll’O vest …………………….…….….Pag.16
Capitolo 4: La caccia senza tregua ….……………….………………………………………………….. Pag.23
Capitolo 5: La chiusura de l ce rchio ………………………………………...…………….…………..… Pag.29
Capitolo 6: La potente manovra avvolge nte d’Autunno ….………………………..……….… Pag.35

In questo ebook, saranno parzialmente espansi i ricordi della possente ed epica battaglia per la
linea ferroviaria transiberiana, durante la WWIII in Siberia 2050. Il piccolo dodicenne Cai Guo,
il primo tenente di fanteria De Zhao al comando del secondo plotone, della III°compagnia,
primo battaglione, II°reggimento, 180°divisione di fanteria meccanizzata dell’Esercito 3
Imperiale della Repubblica Popolare Gengiskana, quanto il sergente maggiore Bao Li del
secondo scout platoon della I°brigata dei dragoni cora zzati, entrambi della IX°Legione del
fronte dell’Ovest, ci parleranno degli equipaggiamenti, dei contesti, delle tattiche, nell’epica
battaglia Operazione Yangtze-Kiang.

Così come l’importante fiume cinese Yangtze-Kiang che si snoda da Ovest verso Est, fu una
decisiva risorsa di vita, d’acqua, cibo, fondamentale via di comunicazione, sulla quale la
millenaria cultura cinese ebbe a svilupparsi, analogamente l’alto comando dell’Imperiale
Repubblica Popolare Gengiskana giudicò l’infrastruttura zarina della ferrovia transiberiana,
un’installazione strategica per le operazioni d’invasione e migrazione e ripopolamento della
Siberia, nel movimento gengiskano da Est verso Ovest. Per ragioni di segretezza militare, il
termine “Ferrovia TranSiberiana” non doveva mai nominarsi: al suo posto, il termine
Operazione Yangtze-Kiang, sarebbe stato il suo perfetto sinonimo.

Per analoghe ragioni, i nomi delle città e dei luoghi siberiani che i militari gengiskani avrebbero
incontrato manovrando da Est verso Ovest, non avrebbero dovuto essere pronunciati nei
rapporti, sarebbero stati ridenominati usando come codice, i nomi dei luoghi e delle città
gengiskane, poste sul fiume Yangtze-Kiang, il quale però snodava il suo percorso da Ovest
verso Est.
Buona lettura a tutti!

Chip65C02
Capitolo 1 – La grande speranza

Presso la banchina ferroviaria dell’imponente stazione di Whuhan,


la giovane moglie Shu Guo teneva per mano i suoi due figli: la
piccola Quiao di sette anni (la quale silenziosamente teneva in co llo
un grande coniglio di pezza di color grigio), ed il dodicenne Cai (che
indossava un grosso zainetto giallo sulle spalle).

Assieme a loro, c’erano ordinatamente irreggimentati in colonna su


varie file, immersi in un brusio decoroso e composto, su tutte le
banchine ferroviarie, oltre centomila cittadini di Whuhan che
attendevano il proprio convoglio. I lunghi treni composti da
interminabili vagoni ferroviari, sarebbero giunti e partiti dalla
stazione di Whuhan in orari diversi, per rendere più agevole le
procedure d’imbarco.

Tutti i bagagli dei cittadini di Whuhan, erano stati ordinatamente


accatastati dentro la Stazione, pre-etichettati all’entrata dei
numerosi varchi, quindi erano stati accatastati in un’enorme
montagna eterogenea di sacchi e valigie, rigorosamente
programmata dai co mputer, per l’ottimizzazione delle procedure
d’imbarco. Tutti i bagagli sarebbero stati stoccati negli ult imi vagoni
ferroviari, po i una volta giunti a destinazione in S iberia, ogni valigia
sarebbere stata restituita al proprio legittimo proprietaro, seguendo
il numero di codice co llegato a ciascun biglietto.

C’era ovviamente un limite di bagaglio: una valigia per persona


adulta; in caso di presenza di figli piccoli, il limite era stato elevato
a due valigie per ogni persona adulta. Zaini e zainetti, borse a
tracolla, potevano essere trasportati dai viaggiatori, come libero
bagaglio a mano.

-Andiamo a trovare papà?!- cinguettò la piccola Quiao, rivo lgendosi


alla madre.

–Sì!- rispose pronta la giovane Shu Guo – quando papà prenderà


una licenza, verrà nella nostra nuova casa!-.

-I nonni, perché non partono con noi?!- esordì Cai. 5

–I nonni rimangono nella casa di Whuhan, più tardi ci


raggiungeranno in Siberia- rispose con tono lapidario, la giovane
madre.

-Mamma!, la Siberia è molto grande, di preciso dov’è la nostra


nuova casa?!- chiese Cai.

-Suppongo sia a Krasnojarsk, oppure a Lesosibirsk, tuttavia ce lo


diranno con precisione, quando giungeremo alla nostra destinazione
finale.- rispose Shu Guo.

-Cai, dove è la Siberia?!- chiese la piccola Quiao

-La Siberia è un posto lontano, è molto grande, è pieno di neve, al


tuo coniglio di pezza si ghiacceranno le orecchie e poi sarà
mangiato dai lupi, oppure dagli orsi!- disse ridendo il fratello Cai.

-No!, non è vero!- rispose imbronciata Quiao, che strinse forte a se,
il grosso coniglio di pezza.

-Basta!, state buoni, non litigate!- esordì la giovane donna, che


strinse forte i polsi dei due bambini, poi aggiunse con tono
imperioso -Cai!, lascia stare Quiao, lo sai che è piccolina!. Tra un
po’ saliremo sul treno, bisogna ascoltare le indicazioni; state in
silenzio!.-

La giovane madre aveva allungato il collo per osservare meglio


dalla seconda fila, l’arrivo lento e possente dell’interminabile serie
di vagoni ferroviari, che iniziavano a sferragliare in modo indolente,
accanto alla banchina ferroviaria. Presto i vagoni si sarebbero
fermat i definitivamente, poi avrebbero aperto i portelloni, per far
salire ordinatamente i viaggiatori.

I vagoni ferroviari non avevano compartiment i privati, ma un’unica


grande camerata, composta da numerosi letti a castello, allineati ai
due lat i, prospicienti ad ogni finestrino. La giovane Shu Guo aveva
la cuccetta n°5, era posta sotto quella che spettava ai suoi due
bambini. A causa della carenza di spazio, i due piccoli avrebbero
condiviso la cuccetta n°6. I due bambini non si lamentarono, si 6
stesero bocconi sulla cuccetta, con la testa rivo lta al finestrino, vispi
e silenziosi, osservavano incuriositi, tutto quello che accadeva fuori.
Per un po’ di giorni, il grosso finestrino con chiusura a scatto,
sarebbe stata la loro nuova televis ione, la loro nuova grande
finestra sul nuovo mondo.

Nelle due cuccette prospicienti, s’era insediata una ragazza


adolescente di 16 o forse 17 anni, una giovane madre con un
bambino di un anno.

In modo ordinato e diligente, fu rapidamete saturato tutto lo


scompartimento, seguendo rigorosamente le indicazioni numeriche
dei biglietti ferroviari e le targhette delle cuccette. Nel resto del
grande compartimento, c’erano altre madri con bambini di varie
età, varie giovani donne non sposate, numerosi adolescenti che
viaggiavano sia con la propria sorella più grande o più piccola,
oppure erano soli. Non c’erano vecchi, non c’erano anziani, non
c’erano uomini, non c’erano giovani o ragazze sopra i 18 anni, a
bordo del treno.
______________

Un mesto ed ordinato brusio, risuonava leggero nel grande vagone,


mentre il treno viaggiava veloce. Il grande doppio vetro a chiusura
a scatto era molto appannato dalla parte interna, ed era difficile
guardare il panorama esterno. Stava calando la sera, non c’erano
luci di città o di picco li paesi all’orizzonte, solo un monotono
panorama desertico, interrotto da qualche rottame bruciato di vari
carri armati, elicotteri abbattuti, che erano sparsi caoticamente per
la piana siberiana. Era soporifera la cadenza regolare e ritmata, che
riecheggiava nel compartimento: le rotaie metalliche cozzavano
regolarmente con la giunzione dei vari binari, aspergendo il
tradizionale rumore del treno. Le luci bianche e fredde del
compartimento, all’improvviso furono abbassate come intensità;
s’accesero delle modeste luci rosse, che tinsero di porpora tutta la
grande carrozza ferroviaria, poi un ritmato cicalio metallico, ant icipò
lo spengimento definit ivo delle luci bianche.

Puntuale come un orologio svizzero, entrò nella rossa penombra del 7


compartimento, uno dei controllori ferroviari, per applicare le
norme sull’oscuramento luminoso. Come aveva fatto l’altra sera,
l’uomo prese il microfono di comunicazione del vagone letto, chiese
gentilmente con uno sguardo imperioso, di tirare immediatamente
le tapparelle dei finestrini, per rispettare le rigide norme
dell’oscuramento luminoso. Poi, dopo essersi accertato che tutti i
finestrini del vagone erano stati oscurati, avvisò con voce laconica,
che tra un quarto d’ora sarebbe stata servita la cena. Era lo stesso
menù che era stato offerto ieri sera; un piatto unico a scelta, con
porzioni abbondanti: risotto alla cantonese oppure involtini farciti al
vapore.

La linea ferroviaria della Repubblica Popolare dell’Impero


Gengiskano forniva gratuitamente una co lazione abbondante ed un
unico pasto alle 18:00 al fuso orario di Pechino. Solo a tutti i
bambini e bambine sotto i 14 anni, all’ora di pranzo era offerto loro
una grossa tazza di brodo sintetico caldo, con una pingue porzione
di biscotti secchi, che rassomigliavano a dolci gallette militari.

Cai era steso sulla cuccetta con la testa rivolta verso il finestrino
che era ormai oscurato dalla tapparella, il bambino aprì il proprio
zainetto ed estrasse il suo pad, innestò la presa per la ricarica della
batteria, usando lo spinotto che era accanto alla sua testa. Il
bambino aveva giocato tutto il pomeriggio con i giochi del pad, il
tablet aveva la batteria quasi completamente scarica!.

La piccola Quiao era stesa nella stessa cuccetta, ma dalla parte


opposta, i piedi di Cai non la turbavano. La bimba aveva la testa
rivolta verso il corridoio del treno e sembrava immersa nel suo
mondo immaginario: parlava e sussurrava nelle orecchie del suo
grosso coniglio di pelouche!. Quiao all’improvviso estrasse dei
guanti di lana, dalla tasca della sua giacca a vento, poi prese ad
armeggiare con le due grandi orecchie del grosso coniglio di
pelouche.

-Quiao, cosa stai facendo?- chiese Cai sorridendo.

-Sto infilando i miei guanti di lana nelle orecchie di coniglio Song,


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così non avrà più freddo alle orecchie!- rispose con tono deciso la
bambina.

-Quiao, non siamo ancora in Siberia, sul nostro treno c’è molto
caldo!- esordì Cai.

-Non importa, così coniglio Song non avrà freddo stanotte!- rispose
Quiao.

-Mamma!, Mamma!- disse ridendo Cai –Quiao sta infilando i suoi


guanti di lana, nelle orecchie del suo stupido coniglio di pelouche!-

Shu Guo era sdraiata sulla cuccetta inferiore, era preoccupata e


silenziosa, stava cercando d’inviare un’email ai suoi anziani
genitori, ma il WiFi del treno non le permetteva d’inviare dati. Il
servizio web e posta elettronica offerto gratuitamente dalle ferrovie,
non era operativo. Il servizio internet, permetteva solo la fruizione
delle web-notizie, le quali erano però vecchie di 24 ore.

La giovane donna spense il proprio smartphone, lo ripose nella sua


borsa, si passò la mano sulla fronte, poi sbuffando disse –Quiao,
che cosa stai facendo? Dimmi Quiao, te ed il tuo coniglio, avete
avuto freddo ieri notte, quando hai dormito in cuccetta?!-

-No!- rispose Quiao che aggiunse –abbiamo avuto caldo!-

-Quiao, non perderti sul treno i tuoi guanti di lana, rimettili subito
nella tasca della giacca, perché quando arriveremo nella nostra
nuova casa in Siberia, la sciarpa, il cappello ed i guanti di lana, ti
serviranno!- disse Shu Guo.

-No!- cinguettò Quiao -coniglio Song ha freddo alle orecchie!-


-Quiao, domattina mi prometti che toglierai i guanti di lana dalle
orecchie di coniglio Song, e poi rimetterai i tuoi guanti di lana, nella
tasca della tua giacca a vento?!- chiese Shu Guo.

-Sì- rispose Quiao.

La vicina di cuccetta mentre allattava il piccolo con del latte


artificiale, sorrise e disse sotto voce, rivolgendosi a Shu Guo –E’
una bambina!, sta ancora giocando nel suo mondo immaginario!,
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non s’è accorta di niente!-

Shu Guo annuì, poi sedendosi sul bordo della cuccetta disse –Cai,
domattina quando ti svegli, ricordati di controllare che tua sorella
non si sia persa niente. Controlla che abbia ben riposto nella tasca
della sua giacca a vento, il cappello, la sciarpa ed i due guanti di
lana!.-

-Uffa!, ma perché devo fare sempre tutto io!- rispose Cai.

-Perché sei nella cuccetta con tua sorella, lei è più piccola, lo sai
che tua sorella quando gioca, spesso si perde le cose, poi da la
colpa al coniglio Song- disse imperiosa la giovane madre.

-Mamma!, ma se poi Quiao si perde i guanti nella mattinata, o nel


pomeriggio, non è colpa mia!- rispose Cai.

-Va bene Cai, allora io controllerò che tua sorella non si perda i
guanti nella mattinata e nel pomeriggio, mentre gioca con il suo
coniglio Song. Però stasera, devi verificare che Quiao non si sia
persa i guanti!- disse Shu Guo.

-Va bene, mamma!- rispose sbuffando Cai.

Shou Guo si mise le scarpe, mentre la ragazza diciasettenne rideva


in silenzio, avendo osservato la scena dall’alto dell’altra cuccetta
prospiciente. L’altra giovane madre sorrideva paciosa, non si curava
più di quello che le accadeva intorno, era intenta solo a cullare il
proprio piccolo che stava allattando, con un vistoso biberon che era
già quasi mezzo vuoto. Shu Guo s’alzò in piedi all’improvviso,
spuntò con la testa sopra la cuccetta dei due figli, controllò in
silenzio, con sguardo attento da madre apprensiva, che cosa
stessero facendo i suoi due figli. Quiao aveva inserito i suoi due
guanti di lana nei due grandi orecchi del grosso coniglio di
pelouche, Cai armeggiava con il suo pad, collegato alla presa
elettrica del treno.

La giovane donna esordì -Cai, Quiao, tra poco i cuochi del treno
serviranno la cena, cosa preferite mangiare?! Risotto alla
cantonese, oppure involtini farciti al vapore?!-
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-Io voglio gli involtini farciti al vapore!- rispose Cai, sorridendo alla
madre, con tutti i denti che aveva in bocca.

-Invece noi, risotto alla cantonese!- rispose Quiao.

-Va bene!, vi siete lavati le mani?!- chiese Shu.

-No!- risposero in coro, i due bambini.

-Basta giocare!. Forza tigrotti, andiamo al bagno a lavarsi le mani,


poi aspettiamo che ci portino la cena!. Basta giocare!, mettetevi le
scarpe e scendete dalla cuccetta!. Non abbiamo tanto tempo!.-

-Mamma posso portare coniglio-Song a lavarsi le mani?!- chiese


Quiao.

-Sì! tesoro, però adesso smetti di giocare e mettiti le scarpe!- disse


la giovane madre che aveva aperto il piccolo armadio a cassetto
della cuccetta dei bambini, estraendo quattro pesanti scarponcelli
da neve.
Capitolo 2 – La possente epica lotta nell’operazione Yangtze-
Kiang

11
Come si può ben immaginare, è difficile mantenere seduti e calmi e
silenziosi dei bambini, specie se il viaggio da fare è di 5gg. Il primo
giorno, tutti i bambini nel compart imento in cui sostava Shu Guo,
erano stati molto diligenti e silenziosi. Le madri il giorno prima a
Whuhan, non avevano fatto dormire i propri figli, così nel primo
giorno di viaggio, tutti i bambini finirono per dormire, restando per
lo più silenziosi, ed inerti nelle proprie cuccette.

Il giorno successivo, tutti i vari bambini del vagone ferroviario,


iniziarono a diventare irrequieti, era impossibile che stessero fermi
e composti, restando seduti in cuccetta come statue: presto
presero a fare amicizia tra loro. Nonostante i bambini non potessero
lasciare lo scompartimento, tutti iniziarono a giocare alla guerra,
usando il proprio pad. Le bambine invece erano per lo più raccolte
in cerchio, a seconda della loro età, intente a discutere tra loro,
sulle capacità dei Pokemon di pezza, che disponevano.

Prima ci fu un innocente cinquettio, che divenne un persistente


vociare continuo, con grida di giochi di bambini, fughe e corse tra
sedili e cuccette, seguiti da rumori elettronici dei pad che
simulavano il suono Phasor. Nel grande scompartimento, c’era
un’atmosfera rilassata e pacifica, che era più s imile ad un asilo od
una scuola elementare in ricreaz ione, piuttosto che ad un convoglio
gengiskano transitante in zona occupata.

Le varie madri che erano nello scompartimento ferroviario, presero


a socializzare ed a scambiarsi esperienze, storie, speranze all’epoca
della WWIII. Le porte d’uscita del vagone ferroviario erano state
precauzionalmente chiuse dalle madri, per evitare che adolescenti e
bambini, potessero lasciare il compartimento in modo autonomo,
creando problemi.

Entrarono all’improvviso nel vagone ferroviario, due militari


dell’Esercito Imperiale della Repubblica Popolare Gengiskana: con
toni e gesti marziali, imposero rapidamente a tutti, l’obbligo di
restare ordinatamente seduti nelle proprie cuccette, serrati dalle
proprie cinture di sicurezza, perché il convoglio gengiskano stava
entrando in un’area a rischio militare. 12

La parola “rischio militare” fece sbiancare di paura madri ed


adolescenti, che erano capaci di comprenderne il pieno significato.
Per la maggioranza dei bambini, invece la cosa fu solo una grossa
scocciatura, dato che furono costretti a tornare seduti, nella propria
cuccetta, rinviando i propri giochi di circa 24 ore!.

-Mamma!, devo andare al gabinetto!- disse Cai all’improvviso.

-Proprio adesso, devi andare al bagno?- chiese la giovane madre


Shu, con un’espressione preoccupata.

-Mi scappa la popò!- disse il bambino ridendo.

-Cai, fà le puzzette!- disse ridendo Quiao, rivolgendosi al suo


coniglio di pezza.

-Va bene, ma fai presto!. Cai, torna in cuccetta più presto che
puoi!- disse la madre, che nel frattempo stringeva le cinture di
sicurezza alla vita della picco la Quiao, la quale era ignara di quello
che le sarebbe successo a momenti; la piccola giocava a parlare di
cose magiche, nelle orecchie del suo grande coniglio di pezza.
_________________

Il treno era inclinato da un fianco, ma Cai riuscì ad aprire con tutta


la sua forza, la porta del bagno: s’accorse così che i propri
pantaloni erano tutti sporchi d’escrementi. Forse era pipì e popò,
oppure era fanghiglia saltata fuori dal WC, durante il grande urto,
che aveva sbalzato il bimbo a terra, facendogli sbattere
violentemente un gomito, che adesso era dolorante.
Fuoco e fumo provenivano dal suo compartimento, il ragazzo
s’avvicinò alla porta e vide un disastro: corpi umani dilaniat i in tanti
pezzi, fiamme, resti umani che bruciavano come torcie, mani e
bracci e piedi, teste e torsi umani, sparsi sul pavimento, in un mare
di sangue.

Stava bruciando, il coniglio di pezza di sua sorella: Cai riconobbe a


malapena il viso della sua sorellina, o per lo meno quello che
rimaneva della testa e del mezzo corpo, della povera bambina che 13
stava rapidamente ardendo. Sua madre, Shu Guo era ridotta in tre
o più pezzi: la testa e parte del torso della donna erano in terra,
immerse in un mare di sangue, il resto della povera donna era forse
sparso in fiamme nel compartimento, che sembrava essere stato
sventrato in varie parti da possenti lingue di fuoco!.

Cai fece un passo indietro, impietrito dall’orrore, il bimbo si coprì il


volto, scoppiò a piangere, poi sotto schoc, prese a chiamare
disperatamente sua madre e sua sorella. Gli altri passeggeri
dell’altro vagone ferroviario stavano fuggendo, urlando come
disperati, il panico dilagava, quando all’improvviso una raffica
d’arma da fuoco, bloccò la discesa dal treno.

Cai piangeva, non s’era accorto che alle sue spalle, le urla di
panico, di dolore, i pianti di disperazione, le richieste d’aiuto, di
pietà, gradualmente scomparivano sotto spietati colpi singoli
d’arma da fuoco, che stavano risalendo inesorabilmente il corridoio
del compart imento, alle spalle del bambino.

-Scappa!- urlò il controllore, ma Cai era impietrito dalla paura e


dalla disperazione, seduto sul pavimento, con le spalle rivo lte alla
paratia antifuoco mezza distrutta, da cui usciva del fet ido ed
ammorbante fumo nero.

Un burst di tre colpi, sventrò le spalle del controllore, i tre proiettili


uscirono rapidi e letali dal busto esterno dell’uomo, i colpi poi
schizzarono feroci, conficcandosi ad un metro sopra la testa di Cai.
Sangue uscì copioso dalla bocca del controllore, che soffocò il grido
d’aiuto in un mortale gorgoglio, l’uomo poi si pisciò e si cacò
addosso miseramente, quindi cadde inerme sul pavimento.
Un grosso calcio alle gambe del bimbo, spostarono da sinistra a
destra le gambe di Cai. Questo violento scossone destò
temporaneamente dallo chock il bimbo: Cai alzò il volto verso l’alto,
per vedere chi lo stesse scalciando.

Cai aveva il vo lto impolverato di fumo, pantaloni sporchi di merda e


piscio, il viso di giada del bambino era affumicato e rigato dalle
lacrime. Gli occhi grandi e bagnat i, urlavano disperatamente aiuto e
paura e chiedevano soccorso!. Lo sguardo disperato del bimbo, 14
incrociò gli occhi azzurri spietati e gelidi, di un soldato che aveva un
passamontagna nero, vestito di una mimet ica verdastra, l’uomo
puntava minaccioso un fucile contro il bambino.

Clack!, l’arma non sparò, il co lpo andò a vuoto, perché il caricatore


era ormai scarico. Il soldato con gli occhi azzurri, vestito di una
mimet ica verdastra, rimosse con un gesto rapido il caricatore e ne
mise uno nuovo, poi camerò un nuovo colpo. L’uomo puntò
minaccioso l’arma contro il bimbo, per qualche secondo: restò ad
osservarne le reazioni. Cai era immobile, piangeva, balbettava frasi
incomprensibili in gengiskano, il bimbo si riparava come poteva,
avendo teso nell’aria la proprio mano destra.

Il soldato con il passamontagna nero e gli occhi azzurri,


all’improvviso si spostò sul lato destro del corridoio del vagone
ferroviario. Qualcosa, aveva attirato la sua attenzione!. Gli occhi
gelidi ed azzurri del milite, osservarono con rapida e metico losa
attenzione, tutta la distruzione e la morte, che s’era aspersa nel
compartimento vicino. Il soldato zarino, pensò che i due BMP2
avevano fatto un centro spaccato!.

C’era qualche sopravvissuto nel vagone: si muoveva un braccio


umano mezzo bruciato e fumante, teso verso il cielo, quasi che
volesse afferrare l’aria in una gesto disperato. Grida di dolore,
strazianti urli, frasi incomprensibili in gengiskano, lacerararono la
foschia fumosa e mat ida, che saturava il compartimento vicino. Il
soldato con il passamontagna nero e gli occhi azzurri, estrasse con
la mano sinistra una granata a frammentazione, tolse la sicura, poi
la lanciò dentro al compartimento, quindi il militare si vo ltò e corse
via, ignorando Cai che rimase seduto sul pavimento.

Una grossa esplosione scosse le rovine fumant i del co mpartimento


vicino, schegge di metallo s’aspersero ovunque.

Cai si raggomitolò a terra in posizione fetale: il bimbo era sotto


schock, credeva che fosse tutto un incubo, forse tra un po’ di tempo
si sarebbe svegliato da quel brutto sogno, forse avrebbe ritrovato il
15
volto rassicurante di sua madre Shu, quanto della sua sorellina
Quiao.
Capitolo 3 – Il soccorso della IX°Legione del fronte
dell’Ovest

16

La guerra t ira fuori sempre il peggio, oppure il meglio dalle


persone: la WWIII in Siberia 2050 dal punto di vista dell’orrore, non
era diversa dalle numerose altre guerre, già accadute nel passato
della storia dell’uomo.

I gengiskani avevano fatto tempo prima, pulizia etnica in S iberia,


per agevolare il suo ripopolamento, con la migrazione gengiskana.
In questo modo, i gengiskani non avevano sprecato energie. Non
erano state impiegate risorse per campi di prigionia, non s’erano
distolte truppe dall’azione cinetica, che era rapidamente proiettata
da Est verso Ovest. La sindrome di Kessler, causava fastidi
crescenti anche ai satellit i corazzati gengiskani. L’ordine dell’HQ-
Head Quarter gengiskano era chiaro: sostenere ad ogni costo, con
ogni sforzo, l’Operazione Yangtze-Kiang, annichilendo ogni
resistenza militare o civile zarina, in Siberia.
Non tutte le truppe resistenti zarine, erano in un lento e
disorganizzato movimento da Ovest verso Est, aiutate dagli alleati
Europei, tutti intenti ad offire una difesa poco coerente, contro la
rapida manovra di movimento gengiskana in Siberia.
C’erano sin dall’inizio della WWIII, sparse in S iberia, numerose
unità zarine che erano rimaste isolate, prive di comunicazioni e
coordinamento tra loro. Erano scarse in munizioni e carburante,
sopravvivevano nascondendosi in taiga, saccheggiando e
sabotando, facendo resistenza in Siberia, contro l’invasione
gengiskana.

Tali forze zarine, erano ovviamente numericamente molto scarse


rispetto agli effettivi delle Legioni d’invasione gengiskane. I 17
gengiskani, a causa dei loro peculiari equipaggiamenti, quanto a
causa del territorio siberiano che era ampio ed ostile, si limitavano
a fare pattugliamento e lotta contro-insurrezione solo nell’arco di
150km di raggio, attorno al tragitto della ferrovia transiberiana.
C’era un’enorme spazio di manovra ed iniz iativa, per le sparute
resistenti forze zarine, che erano come tante enclave nemiche,
scoordinate, che a loro totale insaputa, manovravano caoticamente
a nord della linea transiberiana, restando a non più di 200km da
questa.

Nonostante i militari gengiskani fossero numerosi, non potevano


presidiare ogni centimetro della transiberiana, per 24 ore al giorno:
quindi erano frequenti gli attacchi ed i sabotaggi, contro i convogli
ferroviari.

Migliaia e migliaia furono i cadaveri di donne, uomini, vecchi,


bambini, anziani, zarini che erano stati uccisi o lasciati morire di
stenti, in Siberia. C’erano cataste di cadaveri, abbandonati
impietosamente a decomporsi nella taiga, alla mercè di lupi ed orsi
e quant’altro vi fosse nella Siberia!. Le forze zarine resistenti e
sparse in Siberia, che avevano fatto tali sporadiche ed orrende
scoperte, s’erano incattivite diventando spietate e vio lente!.
Tutto quello che passava per la ferrovia transiberiana, era
considerato dagli zarini un obiettivo: sia che fosse un convoglio
militare, oppure un convoglio ferroviario con civili a bordo, con cui i
gengiskani, alimentavano la loro contestuale migrazione in Siberia.
_____________

18

Il sergente maggiore Bao Li, era in comando del secondo scout


platoon (4 Main Battle Tank di classe Type_99), apparteneva alla
I°Brigata dei Dragoni Corazzati, della IX°Legione del fronte
dell'Ovest. Quel giorno, in cui il convoglio ferroviario gengiskano fu
attaccato, i suoi carri armati giunsero sul posto, varie ore dopo
l’attacco, assieme alla fanteria meccanizzata della 180°Divisione.

Il capitano che coordinava le operazioni di rastrellamento, contro-


insurrezione ed evacuazione dei sopravvissuti, ordinò al sergente
maggiore Bao Li, di rafforzare il perimetro di sicurezza attorno al
convoglio ferroviario.

Bao Li doveva sostenere gli eventuali sforzi cinet ici del primo ed il
terzo plotone della III°Compagnia, del Primo Battaglione,
II°Reggimento, della 180°Divisione di fanteria Meccanizzata
dell’Esercito Imperiale della Repubblica Popolare Gengiskana.

Un drone “scout” quadripala, dotato di telecamera IR/Alta


Definizione guidato in WiFi criptato, era comandato dal sergente
maggiore Bao Li, il silenzioso velivo lo elettrico in uso ad ogni tank,
già vo lava sopra la taiga, in ricerca disperata di tracce termiche
nemiche: il mezzo disponeva teoricamente di un’autonomia di volo
di 1h, per un raggio massimo di 5km.

Per precauzione, Bao Li, ordinò all’art igliere di dispiegare in


supporto della fanteria anche il robot-light tank detto il Dragone
Coraggioso. Questo era un piccolo cingolato, grande quanto
un’utilitaria, comandato in WiFi e dotato di I.A. per l’ingaggio
nemico. Il mezzo era dotato di telecamere IR/Alta definizione,
armato con due mitragliatrici PKM alimentate a nastro, ed una 19
possente rastrelliera, in cui c’erano caricate moltissimi RPG7 sia a
frammentazione, quanto a testata HEAT. Il robot cingolato, era un
moltiplicatore di forze in supporto di ogni scout platoon. Adesso il
veicolo propulso da un motore diesel di derivazione automobilistica,
si muoveva in avant i, in linea retta, pronto per supportare il primo
plotone di fanteria che era disposto in linea, e che nel frattempo
avanzava guardingo tra la taiga, in cerca dell’odiato nemico zarino.

Il primo tenente di fanteria De Zhao era in comando del secondo


plotone, della III°compagnia, primo battaglione, II°reggimento,
180°divisione di fanteria meccanizzata dell’Esercito Imperiale della
Repubblica Popolare Gengiskana, a lui spettò l’ingrato compito di
rastrellare il convoglio ferroviario e soccorre i sopravvissuti.

Gli ordini stabilivano che si doveva ammassare rapidamente


sopravvissuti e ferit i, nelle carrozze ferroviarie poste sui binari: poi
una locomotiva avrebbe provveduto alla rimozione della coda del
treno.

I feretri, sarebbero stati sotterrati in una fossa comune, mentre gli


ingegneri del genio ferroviario che stavano per giungere in zona,
avrebbero riparato le longherine, riattivando la linea ferroviaria!.

Tutti i sopravvissuti che erano illes i o leggermente ferit i, avevano


già abbandonato il treno. S’erano spontaneamente raggruppati
verso la coda del convoglio ferroviario. Tutti, furono fatti
rapidamente salire sulle carrozze di coda, mentre i militari
gettavano velocemente in taiga tutti i loro bagagli. Vestiti e case,
sarebbero state loro donate, dalle confische gengiskane di beni
mobili ed immobili, degli zarini di Lesosibirsk.

A bordo della testa del treno e per i successivi sei vagoni, c’era
distruzione e morte, le strutture erano devastate e le carrozze
erano deragliate: forse potevano esserci solo cadaveri o feriti gravi,
oppure qualche booby traps.

Quando il tenente De Zhao vide Cai, s’accorse subito che il bambino


20
era vivo, in quanto il piccolo era sdraiato in posizione fetale e
singhiozzava piangendo in modo sporadico. Sporco di feci ed urina,
con a fianco il cadavere del controllore, entrambi immersi in un lago
di sangue nero ed appiccicoso che saturava il pavimento, il bimbo
era palesemente sotto choc.

-Ciao!, io sono De Zhao, come ti chiami?- chiese il tenente, che


s’era inginocchiato a terra, per apparire vicino ed amichevo le al
bimbo. Allo stesso tempo, Zhao spedì in avant i con un gesto due
suoi fucilieri, per disporre di una rapida e completa perlustrazione;
trattenne però l’infermiere del plotone.

Cai s’alzò, in silenzio si mise seduto, il bimbo sembrava muto, poi


dopo un po’ di tempo, disse –Io sono Cai-.

-Cai, sei ferito? Cai, ti puoi muovere? Cai, di quale città sei?- chiese
prontamente l’infermiere, che era chinato accanto a lui, osservava il
bimbo con meticolosa attenzione, in cerca di segni d’emorragie o
ferite gravi.

-No, Sì, Whu…Whu…Whuhan- rispose balbettando il bimbo.

-No!, non sei ferito. Sì!, ti puoi muovere?. Provieni dalla città di
Whuhan?- chiese l’infermiere, mentre tastò il polso del bambino,
per contarne i battiti.

Il bimbo annuì, restando in silenzio.

In effetti il sangue che il bimbo aveva sulle gambe, sembrava


essere del controllore che era a terra, il bimbo era illeso, in tutto
quel carnaio di morti, il bimbo era miracolosamente riuscito a
cavarsela senza un graffio!.
Tornarono i due fanti che il tenente Zhao aveva spedito in
ricognizione poco prima, erano andati a dare un’occhiata sino ai
vagoni ferroviari di testa. I due militi erano sconvolti, con gli occhi
fuori dalle orbite, riuscirono solo a dire che sul treno erano tutti
morti, era un mattatoio, poi vomitarono. L’infermiere chiese il
permesso di procedere o ltre, vo leva accertarsi che non ci fossero
altri superstiti, bisognosi di cure; il tenente Zhao annuì in silenzio.

-Cai, quanti anni hai? Cai, come ti chiami? Cai, viaggiavi da solo?- 21
chiese il tenente Zhao, che voleva far parlare il bambino,
stimolandolo con domande.

-12- disse con un filo voce il bimbo, che poi aggiunse –Guo; sul
treno… c’è anche la mia mamma, e la mia sorellina-

-Ti chiami Cai Guo- ripetè il tenente Zhao, che con un fazzoletto di
carta, provò a ripulire il volto del bimbo, per toglierli la fuliggine
dell’esplosione –sei partito da Whuhan, la tua mamma e la tua
sorellina dove sono? Dove è il tuo papà? Hai nonni od altri parenti?-

Il bimbo annuì, poi indicò la carrozza che era devastata e piena di


feretri umani, miseramente mutilati nell’esplosione.

-E’più facile cavare via una vite spanata, che far parlare il bimbo!.
Tenente, il bambino se la deve essere passata davvero brutta!-
disse uno dei due soldati, che sostavano accanto al tenente.

Il tenente Zhao annuì, diede un’occhiata alla carrozza semi


distrutta, poi disse –Cai, sai io ho un figlio che si chiama Xu. Ha
quasi i tuoi anni, ti somiglia!. Cai, non puoi restare qui!. Io ti devo
portare via, lo capisci?!. Cai, non puoi restare sul treno!. Tua
mamma è morta. Tua sorella è morta. Loro ti vogliono ancora bene,
non vorrebbero che tu restassi sul treno. Cai, andiamo a prendere
dei vestiti nuovi, hai i pantaloni tutti sporchi di cacca e pipì!.-

-Tenente, la seconda squadra sta accatastando i morti sul lato sud


del treno, qualche pantalone pulito, un cappello ed un giubbotto
pesante, adatti alla taglia del bambino, li troverà sicuramente!.-
Disse laconico l’infermiere che poi aggiunse –Sul treno, non ci sono
altri sopravvissuti!-.
- Adesso, io e Cai, andremo in fondo al treno. Cai, lo sai che stanno
gettando le valige dei viaggiatori nella taiga, i soldati stanno
facendo posto sul treno per far salire i sopravvissuti nelle carrozze
di coda!. Adesso, io e Cai, ci metteremo ad aprire le valigie dei
viaggiatori, sino a quando non troveremo un bel cappello, un bel
giaccone pesante, un bel paio di guanti, una bel maglione di lana,
ed un bel paio di pantaloni puliti, proprio della taglia di Cai!.- disse
il tenente Zhao.
22
Il bimbo annuì, s’alzò in silenzio, afferrò forte la mano destra del
tenente Zhao, poi i due scesero dal treno, s’incamminarono verso la
coda del treno.
__________________

Il capitano volle che a compiere la pesante corvè di seppellire tutti


feretri in una grossa fossa comune, fosse solo il secondo plotone del
tenente De Zhao. Una volta eseguite delle fugaci esequie militari, il
capitano gengiskano ordinò di schierare il secondo plotone per il
present-arm, poi convocò il sergente maggiore Bao Li della prima
brigata dei Dragoni Corazzati.

Il capitano urlò con odio –Tenente Zhao, sergente maggiore Bao Li,
non riportatemi prigionieri zarini!. Avete visto con i vostri occhi la
ferocia zarina!. Adesso, voi siete sufficientemente motivati a
compiere la vostra missione!. Vendicate le vite dei nostri
compatrioti!. Siamo in Primavera, presto sarà Estate!. Fate una
caccia senza tregua, ammazzate senza pietà, tutta l’unità militare
zarina, che ha perpetrato questo assassinio!-

Il tenente De Zhao e tutto il secondo plotone, lanciarono il proprio


furioso urlo di battaglia, dimostrando d’aver così compreso la
propria missione. Il sergente maggiore Bao Li, annuì in silenzio,
facendo il saluto militare.
Capitolo 4 – La caccia senza tregua

23

Gli scout del primo FireTeam avevano trovato vistose tracce di


cingoli, ed avevano lanciato il drone Dragone Silenzioso dotato di
telecamera IR/A lta Definizione, sperando di rintracciare le
coordinate BeiDou3+ delle truppe zarine, che stavano fuggendo in
taiga.

Accanto al carro armato, il tenente De Zhao osservava il tablet,


mentre discuteva con il sergente maggiore Bao Li, per valutare al
meglio il contesto tattico.

L’I.A. del tablet aveva appena finito d’elaborare i dati registrati dal
drone, che erano stati scaricat i dalla porta USB. Il software della
I.A. segnalava le evidenze dei cingoli, queste si separavano in due
direzione opposte, l’I.A. valutava che le tracce fossero quelle di due
BMP-2 in dotazione agli zarini.
-Gli abbiamo in pugno!- disse il sergente Bao Li, mentre sorrise
guardando il tenente, poi il carrista aggiunse –Prima o poi, i
bastardi zarini, dovranno fermarsi per accamparsi!. Allora, il nostro
drone tattico, che lanciamo regolarmente ogni due ore, dopo aver
ricaricato la batteria, alla fine riuscirà ad estrarre la loro posizione
in coordinate BeiDou3+ così gli zarini, saranno finiti!-

-Sì- disse il tenente De Zhao che aggiunse –Non mi piace il fatto


che i due APC nemici, si siano divisi!. Questa manovra tattica, 24
potrebbe essere il preludio di un’attacco contro di noi, oppure di
una trappola!-

Il sergente Bao Li osservò scettico il tablet tattico, allargò la visuale


della mappa, muovendo le due dita sul notebook. La taiga salendo
verso nord diventava sempre più fitta, il climate change stava
mutando l’ambiente siberiano: dove prima c’era la fitta taiga,
adesso c’era la steppa oppure una spoglia foresta che dava ampia
possibilità di manovra ai tank. Dove decenni prima c’era la tundra,
oggi era cresciuta una fitta taiga; la tundra s’era ridotta
d’estenzione, anche perché il Mar Polare Artico in estate/autunno
allagava le basse coste siberiane.

-Non possono andare da nessuna parte i maledetti zarini!- disse il


sergente Bao Li – la taiga andando a nord diventa sempre più fitta
e poi si dissolve dopo migliaia di chilometri in tundra. I due BMP-2
zarini si sono divisi, perché immaginano che noi gengiskani, li
avremmo braccati!. Gli zarini, cercano di nascondere le loro tracce,
nascondendosi in taiga!. I due BMP-2 andranno verso il loro
accampamento, seguendo percorsi diversi. Probabilmente, la loro
base è da qualche parte a Nord della transiberiana, rispetto al
punto in cui i due APC si sono divisi. Oppure, gli zarini sono così
stupidi, che hanno deciso di dividere le loro forze per nascondersi
nella taiga, sperando di rendere difficile la nostra caccia!-.

-Oppure, gli zarini sapendo che noi li avremmo braccati, ci stanno


portando dritti in una trappola!- disse il tenente De Zhao mentre
sorrideva; poi il militare aggiunse –Noi sappiamo che gli zarini sono
solo due BMP-2. Tuttavia non sappiamo, se a nord della
transiberiana, ci sono altre unità zarine resistenti, che però non 25
hanno partecipato all’attacco della transiberiana!. Queste unità
zarine, potrebbero essere dispiegate a difesa dei due BMP-2, in
modo da sferrare un contro-attacco a sorpresa, per annientare e
saccheggiare e continuare a lottare, restando occultati nella taiga-

-Signore- obiettò il sergente Bao Li –i maledetti zarini, non possono


sapere quanti nemici hanno da fronteggiare!. Noi invece sappiamo
con certezza, che per adesso siano in buona superiorità numerica e
tecnica. Disponiamo di 4 Main Battle Tank Type_99 inoltre c’è il
vostro plotone con 30 fucilieri, con 3 IFV Type89. Abbiamo droni
tattici per la ricognizione e l’ingaggio a corto raggio. Possiamo
anche disporre di supporto aereo tattico con elicotteri da battaglia.
Gli zarini hanno 2 BMP ed almeno 14 fucilieri. Se gli zarini
tramassero un contro-attacco, potrebbe esserci l’opportunità per
eliminare altre unità nemiche, in un duro ed unico colpo!- disse
sorridendo il sergente Bao Li.
-Sì!, questo è vero!- rispose il tenente De Zhai – tuttavia mentre
m’addentro nella taiga, io non voglio dividere le mie forze. Non so,
di preciso contro cosa devo lottare!. Forse ci sono solo 2 APC
nemici, forse c’è molto altro!.
Se saranno solo due APC, e se gli zarini saranno stati così stupidi
da restare separati in taiga, allora li potremmo annientare più
facilmente, dato che in ogni scontro avremo contro 1 BMP-2 con 7
fucilieri.
26
E’ però possibile, che i due APC nemici, eseguano percorsi
diversi, delle loro diversioni poi si ricongiungeranno alla loro base,
che probabilmente è posta da qualche parte a Nord, rispetto al
punto dell’attacco della transiberiana!. In questo caso, dovremo
combattere contro 2 BMP-2 con 14 fucilieri.
Io ho il sospetto che gli zarini, abbiano organizzato qualcosa!. Gli
zarini sapevano che sarebbero stati rastrellati, a mio avviso hanno
altre forze militari nascoste in taiga, ed hanno organizzato una
trappola!. Gli zarini vogliono colpirci con un contro-attacco a
sorpresa!. In questo caso, noi dovremmo combattere contro un
numero imprecisato di forze zarine, disperse in taiga.
Ho deciso, che noi seguiremo le tracce del BMP-2 nemico che ha
virato verso NordEst. Tuttavia, cambieremo formazione. Invece di
manovrare in linea, i suoi MBT e gli APC, ed il mio plotone,
dispiegheremo la formazione a cuneo.
Contemporaneamente, sgancerò un solo MBT ed un fireteam del
mio plotone. Questa piccola unità, si muoverà in colonna, resterà
parallela al nostro senso di marcia, in modo da coprire il nostro
fianco sinistro. Noi sappiamo che il BMP-2 nemico ha svoltato verso
NordOvest, per adesso non ce ne occuperemo. Comunicherò la cosa
al capitano, chiederò una ricognizione nel settore 4 per stanare gli
zarini che potrebbero manovrare a Nord e NordOvest.-
Il sergente Bao Li annuì, poi disse –Mi sembra una scelta saggia.
Prima o poi gli zarini dovranno accamparsi, oppure tenteranno
d’ingaggiarci. Se gli zarini sono solo due BMP-2 allora cercheranno
di coordinare un attacco a sorpresa, contro i nostri fianchi. Se
invece, cercheranno d’attirarci in una trappola, allora avremo
l’opportunità di sterminarli tutti, in una grossa battaglia!-

-Esattamente!. Chiederò il supporto aereo tattico, con elicotteri da


battaglia, ed il comando non mi negherà come rinforzo, delle forze 27
elitrasportate ed artiglieria. Li faremo a pezzi, tutti questi maledetti
zarini!- disse il tenente De Zhao che sorrise, mentre dal tablet
tattico, stava compilando un’email, da spedire via connessione
satellitare al capitano, per aggiornarlo della situazione tattica.
_____________

Dopo circa venti minuti, il tablet tattico avvisò il tenente De Zhao


dell’email di risposta, spedita dal capitano.

Il capitano con il primo ed il terzo plotone stava rastrellando


lungo la transiberiana, non poteva inviare rinforzi. Il capitano
concordava con il piano del tenente Zhao, aveva spedito il rapporto
al maggiore. Questi, concordava sulla necessità di sterminare
queste fastidiose truppe zarine, che come delle enclave disperse
nella taiga, facevano resistenza, attaccando in modo sporadico la
transiberiana.

Il maggiore, aveva detto che non voleva mandare elicotteri in


ricognizione nel settore 4 e 5 perché temeva che potessero essere
abbattuti. Inoltre, il maggiore temeva che gli elicotteri gengiskani
avrebbero potuto allertare gli zarini, rivelando loro il rischio di un
imminente attacco nemico.

Il capitano nella sua email, riferiva che il maggiore era pronto a


schierare in battaglia sino a quattro elicotteri da battaglia pesanti
Wz10, inoltre poteva dispiegare sino a QUATTRO compagnie
elitrasportate da Mil-Mi24 e Mil-Mi8 oltre a vari pezzi d’artiglieria
leggera da campagna. Tuttavia, il maggiore prima di schierare le
truppe in battaglia, voleva disporre di una piena ricognizione
satellitare dell’area. Il maggiore vo leva sapere con cosa doveva
avere a che fare; il maggiore aveva chiesto con la massima urgenza
una ricognizione satellitare sui quadranti 4 e 5.

28

Le risorse dei satelliti erano risorse scarse: erano in uso prima


all’aviazione, poi agli incursori gengiskani. Questo legava le mani
all’Esercito Imperiale della Repubblica Gengiskana, che per le
ricognizioni tattiche a medio raggio, doveva affidars i solo
all’aviazione.

L’aeronautica, al momento non poteva soddisfare le esigenze


dell’Esercito per missioni di contro-insurrezione dietro le proprie
linee. L’aviaz ione gengiskana era infatti totalmente ingaggiata nella
battaglia aerea contro gli zarini/europei ad Ovest, oppure in
supporto tattico alle offensive gengiskane che erano aperte ad
Ovest. C’era una cospicua riserva di mezzi in gengiskania, ma
questi non potevano essere spostati, in quanto erano la deterrenza
contro possibili attacchi aeronavali, dall’Oceano Pacifico.

L’Intel satellitare era largamente disponibile per tutte le operazioni


dell’esercito, solo se queste erano operazioni offensive!. Esisteva un
monitoraggio regolare e costante, di tutte le truppe zarine/europee
impiegate in una difese d’area; tutti mezzi nemici che stavano
provando a manovrare alla cieca, con della miope ricognizione
tattica a corto raggio.

Le piccole richieste di ricogniz ione satellitare, dietro il fronte di


combattimento, per scopi di Contro-Insurrezione erano ritenute
necessità secondarie, spesso erano ignorate, oppure eseguite dal
sistema telemat ico gengiskano con una priorità molto bassa.

In breve, sarebbe passato molto tempo, prima che il comando


satellitare dell’Intel gengiskano avesse spedito i dati satellitari sui
settori 5 e 6, per supportare l’operazione di contro-insurrezione,
che stava svolgendo il tenente De Zhao.

L’email si concludeva, dicendo che il tenente De Zhao doveva


29
affidarsi solo alla propria ricognizione tattica a corto raggio.

Se necessario il tenente De Zhao avrebbe potuto chiedere via


satellite del supporto aereo tattico. Dal comando di battaglione
avrebbero inviato in sostegno 2 elicotteri Wz10. Tuttavia, i velivoli
in caso di necessità, non sarebbero stati nella zona operazioni, non
prima di 30 minuti dalla chiamata.

-Il comando, non ci ha fornito una ricognizione dei quadranti 4 e 5


e non pare aver intenzione di spostare le basi degli elicotteri, in
taiga, in posizioni più avanzate!.- disse il sergente maggiore Bao Li.

-Sì!- rispose il tenente Zhao storcendo la bocca, rivelando così la


propria insoddisfazione, poi celò subito la propria delusione,
commentando con tono marziale –Allora, ammazzeremo questi
meledetti zarini, facendoci bastare quello che abbiamo!.-
Capitolo 5 – La chiusura del cerchio

30

-Sostenete il fuoco!. Fuoco di soppressione!. Ammazzateli tutti,


questi maledetti zarini!- urlò con odio feroce alla radio il tenente De
Zhao, mentre il proprio dito indice destro, tamburellava
nervosamente sulla cornetta della radio.

Il giovane tenente gengiskano era al suo secondo scontro armato,


era circondato da 5 fanti, tutti erano sdraiat i a terra, con la
mascella contratta, erano in silenzio, non sparavano con le proprie
armi leggere, seguendo le premurose indicazioni che erano state
date loro, prima della battaglia. Il FireTeam del tenente era
dispiegato in un’ampia formazione a V, a circa 80 metri dietro i
mezzi corazzati, i quali stavano ingaggiando il nemico in una
violenta battaglia!.

La lotta infervorava violenta, veloce, spietata, ogni co lpo andava a


segno!, bordate e cannonante furiose, erano sparate con testate
HEAT, mentre i missili ant icarro dei B MP2 esplodevano o
mancavano il bersaglio. Interminabili raffiche da 12.7mm
spellavano le corazze reattive KONTAKT zarine, una pioggia di
RPG7/HEAT deflagrarono come un fiume di lava, scagliati dal robo-
Tank Dragone Potente.

Nell’inferno del campo di battaglia, 7 possenti mezzi corazzati, un


robo-Tank, due droni armati, cercavano con fatica di muoversi tra
la densa taiga siberiana, per mantenere lo slancio e vincere lo
scontro.

Il primo mezzo corazzato che saltò impietosamente per aria,


incendiandosi come un tizzone d’inferno, fu il T90 zarino che aveva
calamitato sin da subito, tutto il fuoco della possente formazione
gengiskana. Quas i contestualmente esplose un MBT Type_99
gengiskano, a cui seguirono dopo qualche attimo, i due BMP-2
zarini.

La battaglia con i mezzi pesanti era finita: era durata meno di 5


minut i. Un denso fumo nero, rovente come l’inferno, saliva ripido e
veloce nella fredda mattina della taiga, mentre tre incendi,
ardevano scoppiettando, divorando i dilaniat i rottami metallici, 31
dentro una fredda ed umida taiga siberiana.

La battaglia però non era finita: un intenso fuoco d’armi leggere


con fucili d’assalto e mitragliatrici, continuava furiosa. La fanteria
zarina, incurante della propria inferiorità non mollava!. Gli zarini
adesso ingaggiavano le linee di fuoco della fanteria gengiskana. Ad
un tratto, esplose un APC Type_89 vicino al fiume, che fu centrato
in pieno da due RPG7/HEAT.

-A tutte le formazioni d’attacco: continuate a sostenere il fuoco!.


Fuoco di soppressione!. Fuoco di soppressione con armi leggere e
pesanti. Sparate contro tutti i residui punti di resistenza nemica!.
Ammazzate questi maledetti zarini!- urlò alla radio il tenente De
Zhao, con sputi d’ira che inzozzavano il microfono della radio,
mentre sopra la sua testa fischiavano nuvole di pallottole.

Le interminabili raffiche delle mitragliatrici pesanti dei mezzi


corazzati e blindat i, quanto tutte le unità di fanteria gengiskane,
insieme al Dragone Potente ed al Dragone Silente, distrussero in
poco tempo, tutta la recidiva e suicida resistenza zarina.

Solo due militari zarini, provarono a fuggire: si misero a correre


zigzagando disperatamente tra gli alberi, speravano di buttarsi nel
fiume, rompendo il contatto con il nemico, ma furono beccati dal
drone Dragone Silente, quanto da una raffica del drone Dragone
Potente.

Adesso, tutto taceva in un silenzio di morte: l’accampamento zarino


era in fiamme, il fumo delle esplosioni e delle granate, saliva nero e
fuligginoso, addensandosi cupo e silente sopra le cime degli alberi,
in quella fredda mattina siberiana. Il tenente De Zhao era
soddisfatto, passò il tablet tattico al suo sottoposto, poi scattò in
piedi. Tutto il fireteam s’alzò in piedi: il tenente De Zhao chiamò
per radio il primo FireSquad di 15 fucilieri, diede l’ordine di
convergere sull’accampamento zarino.

-Rastrellamento della Fanteria!. A tutti i FireTeam, non fate


prigionieri!. Ammazzateli tutti, poi rastrellate armi e munizioni
nemiche!- urlò feroce De Zhao, che aveva gli occhi fuori dalle orbite 32
e la mascella contratta, poi il volto s’allentò in una smorfia, che
vagamente sfumò in un sorriso sadico.

Il militare serrò il proprio fucile d’assalto alla spalla, tolse la


sicura, puntò il proprio mirino, quindi con un gesto marziale della
mano destra, diede l’ordine d’avanzare!. Tutti i fireteam gengiskani
iniziarono in linea, silenziosi e guardinghi, ma con passo deciso, ad
incamminarsi verso il fumante accampamento nemico.
__________________________

24 ore prima il tenente De Zhao ed il sergente maggiore Bao Li, ed


il sergente di plotone Xi, discutevano il contesto tattico, che il drone
Dragone Leale era riuscito a catturare. De Zhao, impostò il tablet in
modalità simulaz ione, quindi spiegò a Bao Li, quale era il suo piano
di battaglia.

In riserva, ci sarebbe stato un MBT ed un IFV Type89 con un


supporto di 5 fucilieri.

Il resto delle forze avrebbero attaccato in massa il nemico, da due


direzioni diverse.

Un Infantry Fighting Veichle, con 15 fucilieri smontati, guidat i dal


sergente di plotone, rinforzati dal roboTank Dragone Coraggioso.

La fanteria in silenz io avrebbe raggiunto i vari punti di


combattimento, restando occultata.

L’IFV ed il robotank Dragone Coraggioso, avrebbero raggiunto i loro


punti di attacco, solo dopo che la battaglia fosse iniziata, in modo
da garantire del fuoco d’efficacia sul fianco destro del nemico e
celare la loro manovra, dal rumore dello scontro principale.

33

La formazione d’attacco a cuneo, sarebbe stata composta da 3 MBT


Type99, rinforzati da un IFV Type89, seguiti a distanza da 10
fucilieri, divis i in due FireTeam sui due fianchi.

-Dobbiamo far subito fuori il T90- disse il sergente maggiore Bao Li,
che aggiunse –Suggerisco di concentrare tutta la potenza di fuoco
sul T90, poi in un secondo tempo ci occuperemo dei due BMP2-

-Sì- rispose il tenete De Zhao, che aggiunse –E’ per questo che
appena sarà sparata la prima bordata, l’IFV ed il robo-tank Dragone
Coraggioso, dovrebbero rapidamente raggiungere i loro punti di
fuoco, per ingaggiare il nemico con un fuoco d’infilata-

-Sono pericolosi anche i fanti dotati di RPG, specie se armati con


testate HEAT- disse il sergente Bao Li.

-A questo penserà il sergente Xi: userà il drone Dragone Silente per


garantire fuoco d’efficacia sulla fanteria dotata di RPG-

-Sì! signore, il nostro Dragunov volante, dotato di 60 colpi, con


telecamera infrarossa e zoom in alta definizione, dovrebbe fare un
ottimo lavoro!. Inoltre, il caporale Song manovrerà il drone
Dragone Potente, la nostra mitragliatrice volante PKM con doppio
caricatore, riempirà di proiettili da Est tutti i nemici, con
un’angolazione di fuoco che soprenderà il nemico- disse il sergente
Xi.

Il sergente Bao Li annuì soddisfatto.

-Eccellente!, io sarò a 60 metri in retrovia, dietro ai tank con 11


34
fucilieri. Seguirò la battaglia dal pad tattico, tramite le informazioni
del drone Dragone Leale. Quando tutto l’accampamento nemico
sarà stato annientato, sarò io che guiderò il rastrellamento con un
FireSquad. Domattina alle 5:00 attaccheremo!. Ci sono domande?!-
disse il tenente De Zhao.

Il sergente di plotone Xi, riferì che sarebbe andato a fare


manutenzione al drone Dragone Leale. Il piccolo drone, aveva
un’elica scassata e poi necessitava di una nuova batteria!. Era un
lavoretto di manutenzione standard di mezz’ora, niente di
preoccupante. Il piccolo drone, sarebbe stato domani mattina
perfettamente capace di trasmettere in multifrequenza, con un WiFi
criptato, tutte le immagini in alta definizione/Infrarosso, volando
silenzioso a 200 metri di quota, in cerchio sopra l’obiettivo nemico.
Capitolo 6 – La potente manovra avvolgente d’Autunno
Per tutta l’estate, la IX°Legione del fronte dell’Ovest, che conteneva
ben 4 divisioni di fanteria ed 8 brigate meccanizzate, tra cui la
180°divisione di fanteria meccanizzata e la I°Brigata dei Dragoni
corazzati, restarono a presidiare l’area Tomsk-Krasnojarsk-
Novaya. Furono coinvolti in svariegati flashpoint minori,
annichilendo picco le unità zarine, che erano sparse in taiga.

35

Dal tardo autunno, alla IX°,X°,XI°Legione del fronte dell’Ovest, fu


ordinato di schierarsi in un accerchiamento di Omsk-Novisibirsk.
Questo implicava muovere verso NordOvest attaccando Kolpasevo
e lasciare la X°legione sparsa su due linee. Mentre la
IX°,XI°Legione sarebbero avanzate su Ninevartevski e Surgut.
Obiettivo ultimo dell’az ione cinetica invernale della IX°,XI°Legione,
sarebbe stato quello di dilagare nell’area preuralica di Serov-
Celiabinsk, prima della fine della futura primavera.

Per quella data, l’Impero Sumerico avrebbe attaccato i Defenders


con direzione Nord/NordOvest, sarebbe stato tagliato il vitale
cordone Mosca→Omsk↔Novisibirsk, quindi l’accerchiamento
dell’enclave siberiana, sarebbe stato totale!.

Il fiume Ob in inverno era gelato, mentre in primavera la parte sud


del fiume era navigabile, ma il Bassopiano Siberiano Centrale della
parte sud era un pantano difficile da valicare per mezzi pesanti. In
primavera, il fiume Ob era ancora gelato a nord, creava enormi
allagamenti. La primavera, era un ostacolo naturale insormontabile
per delle divis ioni corazzate e meccanizzate che si fossero dirette
verso NordOvest. Tuttavia, in estate il fiume Ob tornava ad essere
navigabile con navi e chiatte, persino degli APC anfibi avrebbero
facilmente manovrato, muovendosi verso nord. Il fiume Ob sarebbe
rimasto navigabile sino all’autunno, dopo sarebbe gelato a nord e
poi anche a sud.

L’azione cinet ica invernale, dato il contesto ambientale gelato,


avrebbe fortemente agevolato il flusso logistico, che nonostante le 36
grandi distanze da percorrere, non avrebbe subito intralci. L’Alto
Comando gengiskano, pianificava che per la primavera e l’estate
successiva, le condizioni militari avrebbero permesso l’invio di un
possente flusso logistico via fiume, senza rischi di attacchi nemici,
perché l’enclave zarina Omsk↔Novisibirsk sarebbe stata
sterilizzata dalla minaccia dei IRBM/DF31. Questo avrebbe bloccato
le potenziali sporadiche sortite aeree dall’enclave zarina, ed
avrebbe permesso la fine della guerra, dato che il grosso delle forze
di difesa zarine/europee dopo la rottura del fronte, si sarebbero
arroccate tra gli Urali ed il Mar Caspio.

Nell’estate del 2050, vi furono così poche incursioni missilistiche


zarine, contro la ferrovia transiberiana ad Est. Rari ed inefficaci,
furono gli attacchi zarini su Tomsk e Krasnojarsk.

Gli zarini in Siberia erano schierati con una fragile difesa d’area,
con truppe convenzionali: quando ritenevano d’essere ingaggiati da
soverchianti truppe gengiskane, con un tentativo di sfondamento
gengiskano, allora gli zarini nuclearizzavano tutta l’area con testate
atomiche tattiche. Gli zarini applicavano una costosa difesa mobile,
dato che accettavano anche di sacrificare una parte delle scarne
forze convenzionali di terra, pur d’annientare il massimo numero
d’unità gengiskane.
A questa strategia, che era dominata dall’Intel satellitare
gengiskana con i satellit i, i gengiskani rispondevano con violenti
attacchi aerei, costringendo i Defenders a cedere territorio,
attestandosi a difesa in posizioni più arretrate.
Per farla breve, la dinamica cinetica era ciclica, ripetit iva e
procedeva lenta: il grosso delle residue truppe di terra/aria dei
Defenders subivano una continua e costante erosione, mentre i
gengiskani assorbivano i rari co lpi nucleari tattici sulle poche forze
convenzionali che decidevano di sacrificare, in quanto era loro
sufficiente dispiegare appena mezzo battaglione, per soverchiare le
difese d’area zarina/europea.

37

L’iniziativa bellica era in costante mano gengiskana, tuttavia in


estate 2050 questa oziò su quasi tutto il fronte, con l’eccezione di
piccole e continue scaramucce, con poche forze, non superiori ad
una compagnia. I gengiskani nell’estate 2050 diedero la palese
impressione che era perso il loro slancio bellico.

• Nonostante l’apparente rallentamento gengiskano, i Defenders


erano in pesante inferiorità numerica, non pianificavano
massive offensive di terra/aria convenzionali per vincere la
guerra e cacciare ad Est gli invasori!. I Defenders s i limitavano
ad usare le forze di terra/aria per contenere i pochi attacchi
gengiskani.
• I Defenders non avevano servizi e telecomunicazioni ed Intel
satellitare in Siberia, usavano solo trasmissioni wireless ad
onde lunghe, oppure connessioni wired (dietro le proprie linee)
per comunicare con Mosca.
• I Defenders non volevano allungare le proprie linee logistiche,
non s’allontanavano oltre i 200km di raggio, dalla linea
ferroviaria Transiberiana.
• I Defenders proteggevano la S iberia centrale con una fragile
difesa d’area. Il grosso complesso industriale e la popolazione
civile accatastata nell’area Omsk↔Novisibirsk non potevano
essere spostati in zona preUralica. Lo sforzo logistico sarebbe
stato impossibile: qualora i Defenders c’avessero provato, ci
sarebbe stata la rottura della propria linea logistica, causando
il collasso della precaria linea di difesa.

Tuttavia, con l’inizio dell’autunno 2050, lo sforzo dell’Esercito


Imperiale della Repubblica Popolare Gengiskana fu massicciamente
proteso nell’avanzata verso Ovest, con il chiaro intento d’aggirare i
punti di resistenza Omsk↔Novisibirsk, al fine di creare una
gigantesca enclave zarina nel Bassopiano Siberiano Centrale.
Questa, era ritenuta la condiz ione iniziale, che avrebbe permesso la 38
vittoria in Siberia 2050, imponendo un ricatto nucleare ed
energetico, sui Defenders.

Furono lanciate in modo inatteso, nell’autunno 2050 rapide e feroci


offensive da Karaganda (che era stata già conquistata dai
gengiskani nell’estate) verso Celinograd, Jemark, Dzezcazgan, Kzyl-
Orda. Le truppe di terra/aria dei Defenders furono colte di sopresa,
e per contenere l’offensiva nemica, dovettero indietreggiare
cedendo terreno. Questa battaglia gengiskana, convinse l’Impero
Sumerico che osservava silenzioso la WWIII, ad entrare in guerra
nella primavera successiva, dato che zarini/europei erano
palesemente incapaci di contro-attaccare!. A metà novembre, poi
s’interruppero con Mosca le comunicazioni a lungo raggio nelle
lunghe frequenze, con la città di Ninevartevski.
A questo punto, il Comando di Difesa Strategica Congiunto, che era
insediato in una base segreta nei dintorni di Mosca, iniziò a valutare
la tesi, che l’invasione gengikana non si fosse impantanata in
Siberia!.
Sin dall’inizio della guerra era scoppiata la sindrome di Kessler,
c’era stato il co llasso delle comunicaz ioni con tutta la S iberia,
questo creò una gigantesca Black Box sopra i 60°Latitudine Nord
un’enorme spazio in cui gli incursori gengiskani erano dilagat i, quasi
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indisturbati, nel più completo silenzio ed anonimato!.

I pochi rapporti degli scontri di tale silente avanzata gengiskana,


erano stati fusi nella Battaglia per Kalinka, perché gli zarini/europei
avevano valutato che “gli incursori gengiskani” fossero truppe
speciali, paracadutate oppure sbarcate da sottomarini o da mezzi di
superficie gengiskani. Non era chiaro quale fosse il loro scopo,
tuttavia queste sporadiche operazioni gengiskane in tundra, erano
ritenute una mera diversione!.
A giudizio dell’alto comando zarino/europeo le operazioni
gengiskane in tundra sarebbero state limitate dalla finestra
temporale dell’estate/autunno, in cui il Mar Polare Artico era ICE
FREE. Era granitica opinione del comando zarino/europeo, che
l’avvento dell’inverno/autunno in Siberia, quanto le grandi distanze
continentali della Siberia, avrebbero bloccato e surgelato qualsiasi
diversione in tundra.
A parere dell’alto comando zarino/europeo, c’era un enorme
spazio in Siberia, tanto più terreno zarino si cedeva ai gengiskani,
tanto più i gengiskani si sarebbero impantanat i in Siberia. L’Alto
Comando zarino/europeo, era invece concentrato nella ricerca del
successo nella battaglia sottomarina di Kalinka!.

I generali Europei, contestualmente ritenevano che il Mar Polare


ICE FREE in estate/autunno fosse un’opportunità preziosa da
sfruttare. Era utile far filtrare forze Europee dal Nord verso Sud.
Ritenevano fondamentale logorare la logistica gengiskana, e
soccorre le molte enclave zarine, che caoticamente erano
probabilmente sparse in Siberia.
Gli Europei temevano il possente potere aereo gengiskano e la
sua ricognizione aerea. Zarini ed europei non sapevano, che i
satelliti gengiskani erano Kessler safe, e che tutti i servizi satellitari
gengiskani, erano pienamente operativi nello spazio sin dall’inizio
della WWIII.
Gli europei e zarini, in modo precauzionale, realizzarono molte
infiltrazioni in S iberia, a bassa traccia radar e termica, inserendovi
piccole unità (non superiori ad un plotone). Il successo di tali
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infiltrazioni mutò rapidamente in una cocente delusione, quando ci
si rese conto dell’impossibilità di proiettare sui terreni pesanti e
lunghe distanze, le piccole unità di terra. C’erano pesanti carenze
logistiche, scarsità ed inadeguatezza dei mezzi meccanizzati,
perico losa presenza in Siberia degli “incursori gengiskani”, inoltre
gli obiettivi strategici gengiskani erano troppo distanti da
raggiungere. Le presunte enclave zarine in Siberia, spesso erano
state annichilite con puliz ie etniche c’erano solo cittadine distrutte
ed abbandonate!.

Nel giro di qualche mese, tutte le picco le basi fisse


europee/zarine, che erano state poste sulle isole del Mar Polare
Artico, nonostante fossero a bassa traccia radar e termica, furono
annientate in qualche modo, dall’azione cinetica dei gengiskani. A
questo punto, il co mando zarino/europeo ritenne che i gengiskani
avevano dalla loro l’Intel satellitare. I Defenders erano in palese
inferiorità tecnica!. I gengiskani sapevano come manovravano
zarini/europei in Siberia, mentre i Defenders non potevano sapere
cosa stessero facendo in Siberia i gengiskani!.

Nell’A lto Comando Congiunto in Mosca, ci fu tra europei e zarini,


una feroce diatriba circa l’operazione Leone Marino, ridenominata
Foca Idiota. Gli zarini, volevano costruire avamposti militarmente
pesanti nelle isole del Mar Polare Artico: per fare lotta antisom e
vincere la battaglia per Kalinka. Contestualmente, vo levano
proiettare ingenti forze di terra/aria da Nord verso Sud, dato che la
strategia delle picco le unità era stata fallimentare. Dalla diatriba, ne
uscì fuori un disastro di operazione militare zarina, che culminò
nella mattanza di Severnaja!.
Vi fu una riunione fiume al centro di Comando Congiunto in Mosca,
furono cambiati i vertici militari, vennero consulenti militari
americani dell’USAF/USNAVY/USARMY/MARINES per informarsi
sullo stato della WWIII in S iberia. Loro obiettivo era valutare se la
fornitura di sistemi d’arma convenzionali all’Europa, tramite “la
legge affitti & prestiti”, avrebbr potuto mutare le sorti del conflitto a
favore dei Defenders.

Fu deciso, che non c’era modo di colmare il gap tecnologico con 41


l’Intel satellitare gengiskana, tuttavia si ritenevano fondamentali
questi obiettivi:

1. Era essenziale continuare a tenere la ferrovia transiberiana


che da Ovest sosteneva la difesa della gigantesca area
Omsk↔Novisibirsk. Il compito era arduo, in quanto il potere
aereo gengiskano stava rapidamente logorando il potere
aereo dei Defenders. Inoltre, i Defenders consci dell’Intel
satellitare gengiskano, avevano disperso le proprie forze
puntando ad una debole difesa d’area. I Defenders erano in
inferiorità numerica, privi di una ricognizione strategica, con
precarie linee di comunicazione, basavano le proprie
valutazioni strategiche sulla ricogniz ione tattica a cortissimo
raggio, con la quale continuavano ad impiegare atomiche
tattiche, accettando di sacrificare picco le unità di terra zarine,
pur di difendere il centro della Siberia ossia
Omsk↔Novisibirsk ed annichilire il massimo numero di
unità gengiskane.
2. Era ritenuto prioritario vincere la battaglia di Kalinka:
disabilitando il “celeste mantello gengiskano di difesa
stretegica che poggiava sui SLABM”, sarebbe stato possibile
terminare rapidamente la guerra, con un cospicuo impiego
d’ICBM zarini, lanciat i da postazioni dietro gli Urali.
3. Per gli zarini, qualsias i cosa stessero cercando di fare i
gengiskani, girovagando a vuoto nella tundra artica, era
irrilevante. Europei e consulenti Americani invece erano
preoccupati, temevano il blocco delle risorse energetiche di
petrolio e metano russe. I russi ritenevano la Siberia fosse
troppo vasta e con clima ostile, la tundra avrebbe interdetto
le proiez ioni gengiskane nelle zone artiche.
4. Le relazioni diplomatiche con l’Impero Sumerico erano buone,
la Repubblica Zarina, la UE, gli USA, non sospettavano che
l’Impero Sumerico sarebbe sceso in guerra nella prossima
primavera: c’era l’errata convinzione che l’Impero Sumerico
sarebbe rimasto neutrale!.

Quello che durante l’Inverno del 2050 produssero le Legioni 42


gengiskane, quanto i sumeri nella loro offensiva della primavera
successiva, fu uno sfondamento completo della difesa
zarino/europea!.

Le forze di difesa zarine/europee finirono in rotta verso Ovest, ma


miracolosamente riuscirono ad attestarsi e riorganizzarsi tra gli
Urali e sui fianchi del Mar Caspio, subendo la creazione dell’enorme
enclave tra Omsk↔Novisibirsk.
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Il tenente De Zhao era diventato molto amico del sergente


maggiore Bao Li, in quanto le unità combattevano assieme sin
dall’inizio della guerra. I comandant i tendevano a non rompere i
rapporti di fiducia ed amicizia, che s’erano creat i tra la fanteria e gli
equipaggi dei mezzi corazzati, perché le azioni cinetiche erano
valutate più coraggiose ed efficaci!.

Quella fredda mattina invernale, il plotone del tenente De Zhao era


stato mandato in perlustrazione, per saggiare i punti di resistenza
nemici attorno a SudOvest di Surgut, poi i mezzi corazzati, il
supporto aereo tattico, l’artiglieria gengiskana si sarebbero aggiunti 43
nell’azione, disintegrando il nemico!.

-Sono sotto intenso fuoco nemico!- urlò con la mascella contratta, il


tenente De Zhao alla radio, mentre era sdraiato nella neve. –
Chiedo fuoco d’efficacia sugli obiettivi indicati, inoltre chiedo il
sostegno dei mezzi corazzati e del supporto aereo tattico, per poter
continuare l’avanzata!-

Il comando di brigata dette l’assenso alle richieste del tenente De


Zhao: rapidamente la formazione di TRE tank Type_99 comandati
dal sergente Bao Li raggiunsero la loro posizione, poi presero ad
aprire il fuoco, contro gli obiettivi che erano stati loro assegnati.

Ma questa è un’altra storia…


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