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UNIVERSITÀ PER STRANIERI DI SIENA

LINGUISTICA EDUCATIVA

MIGLIORAMENTO DELLE COMPETENZE


LINGUISTICHE DEGLI STUDENTI DI ITALIANO
DELL’ ​UNIVERSIDADE FEDERAL FLUMINENSE

Professore:
Prof. Andrea Villarini

Studente:
Beatriz Ribeiro Bazilio da Silva

Anno Accademico 2018-2019.


INDICE

1. INTRODUZIONE……………………………………….…………..………..03

2. MOTIVAZIONE DEL PROGETTO…………………..……...…………….04

3. BASE TEORICA………………………………..…………………………....05

4. OBIETTIVO GENERALE…………………………………………………..06

5. METODOLOGIA DI INSEGNAMENTO………………………………….07

6. VALUTAZIONE……………………………………………………………...08

7. RIFERIMENTI……………………………………………………………….09

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1. INTRODUZIONE

L'acquisizione di una lingua straniera è fondamentale per i cittadini del mondo


globalizzato e i vantaggi culturali, sociali e professionali dello studio di un'altra lingua sono
indiscutibili. Lo studio di una seconda lingua amplia gli orizzonti comunicativi della persona
che impara una L2. La ricerca di conoscenza e miglioramento ha esteso l'interesse della
popolazione nello studio di una lingua.
Secondo la ricerca fatta da Troncarelli. D. e Grassa. M. (2018: 188), una forte onda
migratoria di italiani in Brasile tra il 1800 e il 1900, principalmente nelle regioni centrali e
del sud, ha reso il paese la quinta nazione con più parlanti di italiano nel mondo.
L'insegnamento della lingua italiana nelle scuole brasiliane, per quanto riguarda l’ ​Ensino
Fundamental e ​Ensino Médio1 è limitato alla scelta individuale delle scuole, spesso
considerando le comunità di immigrati che vivono nelle vicinanze. Sono citate due scuole:
La Fondazione Torino, nella città di Belo Horizonte (MG) e La Scuola Eugenio Montale a
São Paulo (SP), che lavorano con la formazione bilingue portoghese/italiano. Gli autori
sottolineano l'importanza dell'istruzione bilingue per i discendenti degli immigrati italiani:
͔ scuole paritarie rappresentano un ambiente particolarmente favorevole per la
«͔le
promozione della lingua italiana presso i discendenti dei migranti italiani​»​ ​(pp.193).
Per quanto riguarda l'insegnamento della lingua italiana a livello universitario, ci
sono università che offrono il corso di lingua e letteratura italiana. Lo studente si laurea in
Bacharel (insegnamento orientato alla ricerca) o ​Licenciado (insegnamento incentrato sulla
didattica della lingua e della letteratura)2. Nell'Università Federal Fluminense (UFF),
l'insegnamento dell'italiano (licenciatura) comprende 540 ore di lingua, suddivise in nove
semestri e 480 ore di letteratura suddivise in otto semestri, per un totale di 1020 ore di
immersione nella lingua e cultura italiana.
Spesso lo studente entra nell'università senza previa conoscenza della lingua italiana.
Pertanto, l'insegnamento inizia dal livello più elementare (prima l'introduzione dell'alfabeto,
articoli, pronomi personali, verbi al modo indicativo, ecc.). Poi vengono introdotte
gradualmente altre forme verbali, analisi sintattica, traduzione e storia della lingua. Allo

1
L’ ​Ensino fundamental​ comprende studenti di età tra 6 e 14 anni e l’ ​Ensino médio​ studenti di età tra
15 e 17 anni.
2
​ 5 anni per la ​Licenciatura.
La laurea nelle lingue all'Uff ha 4 anni per il ​Bacharelado e

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stesso tempo, inizia il corso di letteratura che si suddivide in due parti. La prima comprende
delle nozioni generali di storia a partire dall'impero romano e una sintesi strutturata della
letteratura italiana. La seconda consiste nell'approfondimento della letteratura, della storia e
dell'arte a partire dall’epoca moderna per poi regredire fino ad arrivare alla Divina
Commedia di Dante
Questo progetto ha lo scopo di sviluppare negli studenti di italiano dell'UFF un modo
per aiutarli a migliorare le loro abilità linguistiche. Il corso di italiano all'UFF accoglie
studenti provenienti da diversi ambiti sociali e con obiettivi diversi. In questo senso, c’è la
preoccupazione di elaborare un progetto in cui tutti gli studenti partecipino attivamente.

2. MOTIVAZIONE DEL PROGETTO

Per lo studente brasiliano che apprende una lingua straniera non è possibile essere
sempre immerso nella lingua e nella cultura che sta imparando, a meno che non viaggi
all'estero. Con il portoghese come lingua ufficiale, diventa difficile sviluppare abilità in
alcuni argomenti presenti nella vita quotidiana di un madrelingua. I possibili luoghi di
conversazione sono limitati, nonostante l'avvento di internet e la facilitazione che porta
all'interazione tra persone che sono geograficamente distanti.
Alla luce di questi fatti, la scelta dell'argomento è stata basata sull'osservazione della
necessità di garantire l'autonomia degli studenti negli studi e di fornire loro i mezzi per farlo.
A questo fine viene aggiunto l’italiano colloquiale all'insegnamento letterario che viene
offerto dall'università in modo tale da consentire allo studente di avere una conversazione su
qualsiasi argomento al di fuori del contesto accademico.
Oltre all'importanza sociale dell'argomento, si ritiene che il presente progetto possa
contribuire allo sviluppo di abilità sociali quali: insegnare il lavoro di gruppo e migliorare la
costruzione e l'esposizione di argomenti attraverso discorsi, conservando sempre l'autonomia
dello studente e la sua capacità di sviluppo personale.
L'importanza di affrontare l’argomento nell'insegnamento e nell’apprendimento di una
L2 è di garantire l'autonomia linguistica degli studenti per quanto riguarda l'uso della lingua.
È necessario pensare che lo studio di una lingua straniera senza includerne l'uso colloquiale e
le situazioni che corrispondono alla realtà socio-culturale dello studente può essere
considerato incompleto, poiché l'interazione tra i pari è sempre fondamentale.

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3. BASE TEORICA

L'apprendimento da parte dello studente è graduale, quindi anche l'insegnamento deve


esserlo, ovvero l'insegnante deve sempre tenere conto del livello di competenza degli studenti
nella lingua durante il corso, in modo che ogni lezione sia in grado di fornire il giusto
contenuto. Secondo Cristina Piva (2018), imparare una seconda lingua significa includere una
nuova cultura nella vita. Passare da una lingua all’altra è creare un percorso linguistico
complesso e lineare, e il successo dell’ acquisizione è legato allo sviluppo del bilinguismo.

Certamente, imparare una seconda lingua equivale ad avviare un processo, che


riguarda l’individuo nella sua totalità, alla fine del quale la persona sarà bilingue: il
bilinguismo è l’obiettivo ottimale, misura al tempo stesso del successo
dell’apprendente e dell’efficacia dell’intervento didattico. (pp. 175)

Per l’autrice l'insegnamento delle lingue è come un processo di facilitazione


dell'apprendimento, ovvero il ruolo svolto da coloro che insegnano, anche se secondario, è
ancora importante per ciò che riguarda l'acquisizione di una L2, e il docente deve agire come
mediatore nei dialoghi tra gli studenti. La consapevolezza della complessità del suo ruolo è
fondamentale e, come suggerisce l'autrice, questo «deriva dalla interazione[...] di diverse
variabili (chi, che cosa, come, dove, quando, perché)» (Piva, 2018:175). I metodi didattici
nascono con lo scopo di sistematizzare questa complessità utilizzando una riflessione
teorico-pratica. Ogni metodo è caratterizzato da un approccio teorico e questi cambiano
secondo le teorie che l'insegnante usa come riferimento.
Nel corso dell'insegnamento e dell'apprendimento della lingua sono emersi diversi
approcci. Si passa da un approccio più meccanico di tipo normativo supportato da manuali
didattici e gradualmente si evolve in un modo più naturale per soddisfare le esigenze
didattiche. L'approccio comunicativo ha lo scopo di contestualizzare il linguaggio dello
studente in situazioni reali, poiché è importante che lo studente sia in grado di affrontare
situazioni comunicative dialogiche. Come osserva Piva (2018:182) «͔͔la ​naturalezza ​dell’
apprendimento si fonda innanzitutto sul contatto diretto con la lingua da apprendere, che può
avvenire o nel contesto in cui la LS viene realmente usata, o attraverso la simulazione del
contesto naturale nella classe», cioè l'immersione dello studente in un contesto reale o
simulato contribuisce in modo significativo all'acquisizione di una lingua straniera.

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Total Physical Response (TPR) e​ Natural Approach (NA) sono due approcci che
propongono che la comprensione di una lingua sia solo l'inizio dell'apprendimento. Il ​TPR
(elaborato da James Asher) è considerato un metodo affidabile basato su teorie che vanno
dalla scienza psicologica alla neuroscienza. L'approccio prevede che il ruolo dell'insegnante
sia quello di guida nell'apprendimento che avviene attraverso attività ludiche e attività
motorie. La produzione in L2 si realizza in modo libero e quando lo studente si sente a
proprio agio per farlo. Il ​NA​, di Stephen Krashen (basato sulla teoria innatista di N.
Chomsky) affronta il processo di apprendimento di L1 e di L2. Per Krashen, lo sviluppo delle
competenze linguistiche avviene attraverso la dicotomia acquisizione ​versus ​apprendimento.
Mentre la prima si esprime a proposito della <<processazione spontanea dell’input>> (pp.
200), la seconda espone l’​automonitoraggio, c​ ioè lo studente monitora e corregge quello che
impara. Secondo l’autrice, Il NA è un complemento per il TPR. Lo studente prima sarà
esposto ad un'acquisizione guidata e poi svilupperà la sua autonomia monitorando le proprie
capacità (attraverso attività di conversazione informale e attività quotidiane).
La formazione dell'autonomia dello studente deve essere di carattere continuo,
privilegiando il miglioramento delle capacità comunicative, ma anche, e soprattutto, fornendo
mezzi per aumentare le capacità e la postura critica. Tale investimento riflessivo da parte
dello studente di una situazione, gli consente di valutare il carattere formale ed estetico delle
idee comunicative. Ciò è evidenziato dalla capacità di dare un significato a un'enunciazione,
basata sull'organizzazione delle frasi e sul repertorio culturale che lo studente domina,
secondo l'intenzione presupposta dal genere a cui il testo appartiene e dall'immagine che è
fatta dal produttore.

4. OBIETTIVO GENERALE

Lo scopo di questo progetto è di perfezionare le competenze degli studenti e far sì


che i contenuti elaborati in classe interagiscano con la realtà dinamica che essi vivono
socialmente e nella comunità scolastica. L’idea è anche di maturare il senso crítico degli
studenti, e soprattutto che siano in contatto con argomenti diversi e siano in grado di produrli
e adattarli alla situazione comunicativa proposta. E principalmente, che questi studenti
possano sviluppare l'autonomia e la capacità di essere critici della realtà che li circondano.
Per questo, sono state pensate le seguente proposte:

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● Dare priorità all’apprendimento guidato dove lo studente possiede maggiore
autonomia.
● Migliorare la produzione orale.
● Incentivare le abilità argomentative.

Proponendo alcune attività dinamiche, l'aspettativa è l'interazione tra gli studenti e i


contributi significativi che possono dare, devono essere in costante contatto con la lingua e
non solo durante le lezioni, così come collaborare con l'insegnante della disciplina.
L'autonomia degli studenti può contribuire in modo significativo allo sviluppo delle
loro capacità e l'interazione comunicativa tra gli stessi ha un ruolo fondamentale nello
sviluppo delle competenze linguistiche. Pertanto, affrontare le attività in classe che
consentono agli studenti di conversare e utilizzare la lingua è così importante.

5. METODOLOGIA

La metodologia verrà applicata in modo da garantire l'autonomia dello studente. La


strategia utilizzata sarà l'uso di conversazioni semi-guidate che affrontano situazioni
quotidiane per portare lo studente in un ambiente esterno al contesto della classe.
L'intenzione a priori è quella di dividere la classe in coppie per livello in base al
QCER3. Quando si selezionano studenti di diversi livelli, ad esempio uno studente A2 e un
B1, l'apprendimento diventa reciproco, perché lo scambio di idee tra pari è abbastanza
efficace. Anche se uno degli studenti ha un livello più elementare, può contribuire con le
sue conoscenze all’apprendimento del collega. Poi si designa almeno un argomento per
ogni coppia. Gli studenti dovrebbero improvvisare un dialogo su una determinata
situazione in cui possono parlare dell'argomento suggerito. In questa parte, il ruolo
dell'insegnante sarà solo di aiutare gli studenti in caso di dubbi.
In conformità alla teoria che la conversazione è fondamentale per l'apprendimento e
il miglioramento di un L2, gli argomenti da trattare devono corrispondere alla realtà
socio-culturale degli studenti. Gli argomenti possibili da affrontare sono:

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Quadro Comune Europeo di Riferimento.

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● Incontro tra gli amici da qualche parte a scelta degli studenti
● Colloquio di lavoro
● Conversare a proposito di un esame universitario
● Raccontare i piani per un viaggio di gruppo
● Discussione a proposito di qualche progetto (professionale o accademico)
● Descrivere i propri gusti personali

In tutte le opzioni sopra menzionate, lo studente dovrebbe considerare il proprio


repertorio linguistico per comunicare in modo efficiente e assicurarsi che sia compreso,
sempre considerando il suo ruolo di emittente e recettore in una conversazione. È inoltre
necessario che acquisisca un repertorio linguistico più ampio, l'eloquenza e, soprattutto, che
capisca che è della massima importanza perdere la paura di parlare, perché è solo attraverso
la pratica che le abilità saranno sviluppate.

6. VALUTAZIONE

Ogni studente sviluppa competenze in modi diversi e può presentare diversi livelli in
base al QCER, per questo l'ideale è fare la valutazione sempre individuale e continua.
Questo metodo consente di capire e misurare quanto lo studente ha sviluppato durante le
lezioni. Innanzitutto è necessario conoscere il livello di ogni studente e, per questo, l'aiuto
dell'insegnante responsabile della classe è fondamentale. Per la valutazione, saranno presi
in considerazione i seguenti criteri:

● La valutazione dovrebbe essere effettuata individualmente


● Controllare lo sviluppo della produzione orale.
● Esaminare la capacità di riflettere sui temi affrontati nelle produzioni.
● Valutare ​se​ e ​come ​i contenuti sono stati assimilati.

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7. RIFERIMENTI

La Grassa M. e Troncarelli D. (2018), ​La didattica dell’italiano nel contatto interculturale.


Bologna, Il Mulino. pp. 188-197.
Piva C. (2018), ​Metodi in glottodidattica. ​in De Marco A. (a cura di), ​Manuale di
glottodidattica: insegnare una lingua straniera.​ Roma, Carocci. pp 175-204.