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Se avete mai tentato dì premere ì tasti di un pianoforte, oppure se avete ascoltato con se-

rietà un brano musicale, o ancora se siete tentati di battere il tempo col piede ascol-
tando qualsiasi suono ritenuto, siete predisposti a chiarire su base scientifica quali sono
i lati più attraenti della musica. L'articolo che segue vi permetterà di colmare molte lacune.

ài LUBI

p^.-:-: concetti logici sui quali la mu- inevitabili arbitrarietà della musica, nulla di simile al sistema cosiddetto
sica si basa sono stati elabo- vediamo di chiarire almeno i concetti della semplice scala «naturale».
rati lungo il corso di migliaia matematici fondamentali che sono al- Il sistema delia scala musicale a-
anni, fino a un sistema di elevata la base della musica. Naturalmente dottato nel mondo occidentale appare
organizzazione, che si basa sulla pro- —- occorre premetterlo — questo con- abbastanza logico; le scale usate in-
duzione e sull'ascolto di suoni in fun- cetto non deve spaventare il Lettore, vece in altre culture per produrre mu-
zione di determinate esigenze, rispet- Sebbene la matematica musicale pos- sica che appare strana ai nostri orec-
tando rigorosamente rapporti e armo- sa assumere aspetti assai complessi, le chi, sembra però altrettanto naturale
nia. Tuttavia, almeno fino ad oggi, nozioni fondamentali sono alla porta- a coloro che praticano appunto tali cul-
non tutti comprendono perfettamente ta di chiunque abbia soltanto una ture. In ogni caso, la musica si basa
quali siano i concetti fondamentali conoscenza rudimentale della semplice sempre su relazioni matematiche.
sui quali la musica si appoggia. aritmetica. La nostra scala cosiddetta diatonica
Il fatto è che quasi tutta la musica Anche una breve indagine svolta costituisce il risultato di una intensa
che ci è possibile ascoltare, si tratti nel campo della matematica della mu- sperimentazione che si è verificata at-
di musica wagneriana o di un «rock» sica può presentare il suo fascino: traverso le diverse e successive epo-
indiavolato, è tutt'altro che perfetta. d'altro canto, nessuno potrà mai am- che musicali. Il termine «diatonico» è
Ciò non ha nulla a. che fare con mettere di non aver tratto una certa riferito ad una scala standard maggio-
l'acustica ambientale, con la fedeltà soddisfazione dallo scoprire che esi- re o minore, costituita da otto note,
delie apparecchiature di registrazione stono relazioni matematiche ben defi- e quindi ad un'ottava.
e di riproduzione, oppure con la scar- nite — ad esempio — negli accordi
Per fare un esempio pratico, una
sa musicalità di chi produce o ascolta armonici.
scala maggiore diatonica potrebbe es-
i suoni. Inoltre, può risultare sorprendente sere rappresentata da otto tasti bianchi
À molti appassionati di musica può apprendere che la dissonanza, sfrutta- consecutivi della tastiera di un piano-
apparire strano il fatto che il pianista ta in modo razionale per ottenere ef- forte. Se aggiungiamo a queste otto
preferito, che sembra essere in grado fetti speciali, può rendere la musica note i cinque semitoni intermedi (co-
di produrre suoni sublimi con un pia- più gradevole di quanto essa non ri- stituiti dai tasti neri), otteniamo in
noforte di gran marca, in realtà pro- sulterebbe se non se ne facesse uso, tal caso una scala cromatica.
duce delle «terze» e delle «seste» leg- anche se la dissonanza può sembrare
almeno concettualmente un fenomeno Tutte queste tredici note che costi-
germente crescenti, mentre le «quinte» tuiscono un'ottava completa sono suf-
sono piuttosto calanti. Ciò non può sgradevole.
ficienti per produrre musica di alta
essere assolutamente evitato. Infatti, Infine, può risultare persino scon- qualità? La risposta dipende da che
un pianoforte viene accordato in modo certante scoprire che il famoso «LÀ» cosa si intende per alta qualità!
da ottenere proprio questo risultato da concerto che sì trova sopra il DO
centrale, vale a dire la nota tradizio- Se il concetto è riferito ad un'armo-
assurdo. nia adeguatamente gradevole, che pos-
nale di riferimento per le accordature,
Una volta che questo concetto sia non ha sempre avuto il valore di fre- sa essere creata mediante strumenti fi-
stato assodato, per quale motivo non quenza di 440 Hz attualmente adot- sicamente realizzabili, la risposta è af-
si ricorre ad un esperto accordatore, tato. fermativa. Se invece ci si riferisce ad
e non si corregge questa situazione? una purezza tonale completa, la rispo-
Perché — così facendo — si costrin- sta è negativa.
gerebbe il pianista ad usare uno stru- LA SCALA DIATONICA
E' possibile tuttavia concretare con-
mento munito di oltre cinquecento Sebbene esista una base matematica temporaneamente entrambi i concetti,
tasti, anziché i normali ottantotto. distinta per ciascun tipo di musica, se si contempla l'impiego simultaneo
Per capire la base scientifica, e le dobbiamo ammettere che ' non esiste di strumenti a percussione ed a val-

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vola. Il motivo di ciò risulterà chiaro ticinque anni più tardi in Francia ven- Per passare dalla chiave di DO alla
più avanti. ne legalizzato un LA orchestrale alla chiave di RE, un musicista dovrebbe
frequenza di 435 Hz. poter usare uno strumento che contem-
LA VERA SCALA Questa mancanza di uniformità creò plasse l'aggiunta di diverse note. Ciò
naturalmente dei problemi. Ad esem- comunque non è tutto.
Per comprendere per quale motivo pio, gli strumenti costruiti in un Paese Altre numerose note risulterebbero
siamo costretti ad usare una scala che non risultavano accordati con quelli necessarie per consentire il passaggio
costituisce un compromesso piuttosto fabbricati in altri Paesi. Inoltre, un ad altre chiavi ancora. Per complicare
inesatto, è necessario partire dalle con- cantante abituato ad eseguire i brani le cose, sarebbe necessario disporre di
siderazioni relative ad una vera scala. in una determinata nazione poteva es- altre note supplementari per le diverse
Come esempio adatto, prendiamo in sere costretto a cantare in una chiave scale minori. Di conseguenza, risulte-
considerazione la scala del DO mag- che non gli era solita, quando si esi- rebbero necessarie almeno settantadue
giore, che ha inizio con il DO centrale biva con un'orchestra straniera. note per ciascuna ottava di uno stru-
del pianoforte: Nei 1939 il problema fu alla fine mento, per coprire la gamma comple-
DO, RE, MI, FA, SOL, LA Sì, DO 1 risolto: durante una conferenza inter- ta.
Queste note corrispondono alle si- nazicnale, tenutasi a Londra, venne Dal momento che il pianoforte di-
gle adottate in linea di massima nei assegnata al LA che si trova sopra il spone normalmente di -sette ottave, sa-
paesi anglosassoni, disposti nella se- DO centrale la frequenza definitiva rebbero quindi necessari più di cin-
quenza qui sotto riprodotta: di 440 Hz, quecento tasti, il che è ovviamente ir-
Il termine inglese «pitch», che può realizzabile.
C, D, E, F, G, A, "B, C1 Gli strumenti del tipo a percussio-
definire sia la frequenza esatta, sia il
Il LA che si trova al di sopra del timbro particolare di una nota, può ne, come il pianoforte, e quelli inve-
DO centrale venne scelto molto tempo essere interpretato in modo erroneo. ce a «valvola», come gli strumenti a,
fa come nota fondamentale per l'ac- In effetti, il cosiddetto «pitch» di una fiato, ne sarebbero mostruosamente
cordatura degli strumenti musicali. Ri- nota suonata o cantata viene riferito ad trasformati. Per contro gli strumenti a
ferendoci alle frequenze di vibrazione una frequenza vibratoria del tono fon- corda, come il violino, nonché la voce
delia nota fondamentale LA, quest'ul- dame itale, anche se non rappresenta umana potrebbero — almeno in teo-
tima ha svolto diversi ruoli attraverso un sinonimo di quest'ultima. ria -— fornire adeguatamente tutte le
l'intera storia musicale. note necessarie per completare una
Il «pitch», col quale termine si in-
La frequenza di ciascuna nota mu- tende anche il timbro tipico di un suo- scaia vera.
sicale venne determinata in un primo no, è ina caratteristica soggettiva del
tempo da Padre Mersenne (nel 1648), suono nesso, che dipende non soltanto I CALCOLI DELLE FREQUENZE
un ecclesiastico francese che si inte- dalla frequenza di vibrazione, ma an-
ressava anche di matematica. Durante che da'l'intensità sonora. J] calcolo della frequenza tonale per
la sua epoca, il LA a frequenza più qualsiasi scala diatonica costituisce un
Oltre a ciò, il «pitch» di un suono problema relativamente semplice: ad
bassa della musica era di 373,7 Hz,
musicale è riferito ad un suono com- esempio, la chiave della scala di RE
mentre la frequenza de! LA corrispon-
plesso costituito dalla frequenza fon- di cui sopra è stata sviluppata in base
dente per la musica da camera era
damentale (come ad esempio quella di alla tonica RE (si rammenti che col
di 402,9 Hz. Nel 1751, Haendel fece 440 Hz per il LA centrale), oltre alle
uso di un LA con la frequenza di termine di «tonica» si intende la pri-
diverse frequenze ad essa correlate, e ma nota, vale a dire la più bassa, di
422,5 Hz che prendono il nome di sovratotii o di
Nel 1834, un gruppo di fisici riuni- qualsiasi scala) moltiplicandone il va-
armoniche. lore fondamentale di frequenza (RE
tisi a Stoccarda, in Germania, stabilì
Per evitare confusioni, d'ora in a~ = 297 Hz) per i rapporti appropriati
il valore standard di 440 Hz, ma ven-
vanti ci riferiremo esclusivamente alle per la terza musicale, la quarta, la
frequenze fondamentali, evitando il quinta, ecc. Questi valori sono chiara-
Chiave di D O Chiave di RE concetto dì «pitch», che è sostanzial- mente elencati nella Tabella 2.
NOTA mente riferito alla nota, tenendo pero
(Hz) (Hz) Ad esempio, il rapporto di frequen-
conto anche delle caratteristiche del za di una quinta musicale (vale a dire
1 DO (C) 264 — j timbro particolare. l'intervallo tra la prima e la quinta
| RE (D) 297 297 | Per affrontare con successo le diffi- nota della scala) corrisponde a 3 : 2.
coltà che una scala vera può imporre Nella chiave della scala di RE, la nota
1 MI (E) 330 534* !
ad un musicista, consideriamo ciò che LA rappresenta appunto una quinta.
FA (F) 352 37 r accade quando un esecutore orchestra- Di conseguenza, stabilendo la pro-
SOL (Gì 396 596 1 le decide di passare da una chiave ad porzione:
un'altra, ad esempio dalla chiave di 3 : 2 = X : 297
| LA ('Ai 440 445'' j
DO a quella di RE. in riferimento alle e risolvendo l'espressione rispetto ad
SI vB) 495 495 | frequenze di vibrazione, è necessario X, otteniamo approssimativamente il
DO (C- 528 55~* I procedere alle variazioni precisate nel- valore dì 445 Hz per la frequenza del
la Tabella 1. LA nella chiave della scala di RE,
RE' (D'- — 594 j
„... __J Si ncti che le quattro note della sca- Gli altri valori possono essere de-
la di R^: contrassegnate da un asteri- terminati in modo analogo: ovvia-
musicista decide •_/:' passere da nr..t chiave
sco, presentano frequenze che differi- mente, la nota dell'ottava successiva,
ad un'akrct ad est n:pic delle cilici) e d: scono da quelle delle note corrispon- RE1, presenta la frequenza esattamente
DO alle cìucvc dì RE. denti nella scala di DO. doppia di quella della tonica RE.

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GLI INTERVALLI MUSICALI
Gli intervalli musicali possono esse-
re di due tipi diversi: in primo luogo,
citeremo quelli tra diverse note di una
scala e la nota tonica (il DO basso).
Questi intervalli vengono definiti con
i termini di terze, quarte, quiete» ecc.
In secondo luogo, esistono gli inter-
valli tonali rappresentati dalle note
adiacenti facenti parte di una scala.
•Nella Tabella 2 si può notare che
esiste un intervallo di ottava con un
rapporto tra le frequenze di 2 : 1,
oltre alla presenza di due seste mag-
giori (rapporto 5 : 3), una sesta mi-
nore (rapporto 8 : 5 ) , tre quinte
(rapporto 3 : 2 ) , quattro quarte (rap-
porto 4 : 3), tre terze maggiori (rap-
porto 5 : 4 ) , e due terze minori (rap-
porto 6 : 5 ) .
Le differenze tra le categorie mag-
giore e minore sono piuttosto arbitra-
rie, ma ciò nonostante sono molto im-
portanti per comprendere la matema-
tica sulla quale si basa la musica,
Ad esempio, se la frequenza della
Tabella 2 - Intervalli musicali e relativo rapporto di frequenza per la scala diatonica.
nota MI viene divisa per la frequenza Dal momento che sono costanti, i rapporti di intervallo possono essere sfruttati per
del DO (una «terza»), il semplice rap- stabilire le frequenze relative ad una scala in chiave diversa.
porto che ne deriva è di 5 : 4. La
medesima cosa sussiste per la terza
tra il FA e il LA, e per la terza tra il terza riga» la frequenza dì ogni nota è fattore comune, in questo caso 14.
SOL ed il SI. divìsa per la frequenza della tonica Ciò porta alla determinazione delle
D'altro canto, le terze tra il SOL e (264). La riga successiva stabilisce i frequenze relative che costituiscono la
il Mi e tra il DO1 ed il LA compor- rapporti semplificati, così come sono quarta riga della tabella. Cosa signifi-
tano un rapporto numericamente più stati riportati nella Tabella 2. cano queste cifre? Semplicemente ciò:
piccolo, e quindi «minore», pari a Alcuni matematici musicisti che non nel periodo di tempo in cui la tonica
6 : 5 . La relazione dimensionale risul- amano le frazioni eliminano queste DO vibra 24 volte, il RE vibra 27
ta più chiara se le frazioni vengono ultime moltiplicando i valori per un volte, il MI 50 volte, e così via.
trasformate in forma decimale: in al-
tre parole
5 : 4 = 1,25
mentre
6 : 5 = 1,20
La medesima spiegazione vale nei
confronti della differenza che si ri-
scontra fra la sesta maggiore e la se-
sta minore.
Non abbiamo però trascurato qual-
cosa? Cosa possiamo stabilire nei con-
fronti della terza tra il RE e il FA?
Si tratta di una terza maggiore o di
una terza minore? Ebbene, nessuna
delle due risposte è esatta, in quanto
il rapporto di frequenza tra i valori
di 352 e 297 non può essere ulterior-
mente semplificato. Inoltre, questo in-
tervallo tonale non è significativo dal
punto di vista musicale, e ciò seguen-
do la legge di Pitagora, secondo la
quale le relazioni tonali devono essere
riducibili ad un semplice rapporto tra
numeri interi.
Tabella 3 - Rapporti di frequenza tra le note che costituiscono uno scala diatonica.
La Tabella 3 chiarisce come si cal- Nella quinta riga a partire dall'alto sono riprodotti i valori semplificati della quarta
colano questi diversi intervalli. Nella riga, privati dei valori frazionari, in mode da mettere in evidenza le frequenze relative.

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LE SCALE TEMPERATE

Per evitare l'impiego di un numero


sproporzionatamente alto di note per
ciascuna ottava, il che avrebbe reso
enormemente complicati gli strumenti
musicali, i musicisti hanno tentato at-
traverso i secoli di stabilire delle scale
speciali, denominate appunto scale
temperate, in grado di costituire un
compromesso con le esigenze reali.
Le più importanti tra queste sono la
scala pitagorica, la scala temperata a
tono medio, e quella ormai universal-
Tabella 4 - Fregi enze ed intervalli di tono per le scale maggiore e minore in chiave mente accettata, stabilita circa duecen-
di DO: la cosa più interessante consiste nel fatto che i medesimi intervalli sì verificano tocinquanta anni fa.
in entrambe le scale, sebbene in ordine differente.
Nella suddetta scala, detta a tempe-
ramento uguale, ciascuna ottava viene
Dividendo poi le frequenze relati- che i medesimi intervalli si manifesta- suddivìsa in dodici intervalli uguali
ve delle note adiacenti, è possibile ot- no sia nelle scale maggiori, sia in quel- tra loro, definiti col termine di semi-
tenere i rapporti di intervallo per i le minori, ma con ordine differente. toni. Due semitoni quindi corrispon-
toni adiacenti, che costituiscono le ul- Entrambe le scale soddisfano perciò dono ad un tono completo.
time tre righe della Tabella 3. completamente la legge di Pitagora, Una conseguenza importante di
Si noti che esistono tre intervalli aderendo all'esigenza che impone rap- questo tipo di scala consiste nel fatto
maggiori con rapporto 9 ' : 8 (quattro porti numerici semplici tra le note che i bemolle ed i diesis perdono il
se la scaia viene estesa di una nota), adiacenti. loro significato originale come toni in-
due intervalli :ninori con rapporto Ed ora un appuntamento di natura dividuali. Ad esempio, il S O L ^ e il
10 : 9, e due intervalli di semitono, eminentemente matematica: quando si LAb risultano in tal caso identici
con rapporto 16 : 15. ha a che fare con numeri che presen- tra loro. In effetti, alla scala diatonica
In queste circostanze i termini tano frazioni decimali, in primo luo- originale, rappresentata in un piano-
«maggiore» vengono usati semplice- go è opportuno moltiplicare sia il de- forte dai tasti bianchi, sono state ag-
mente per indicare il valore numerico • nominatore che il numeratore per un giunte per ciascuna ottava cinque note
relativo dei rapporti, nel senso che •— fattore comune (solitamente 10), pro- nuove (i tasti neri). Questa disposi-
ad esempio — 9 : 8 rappresenta un prio per eliminare le parti decimali, zione viene sintetizzata nel disegno di
numero maggiore di 10 : 9. per poi ridurre il tutto ad una sempli- figura 1.
La Tabella 4 illustra gli intervalli ce frazione. Ad esempio, per calco- E' ovvio che, quando queste tredici
dì tono nelle scale maggiori e minori. lare con esattezza l'intervallo che sus- note di un'ottava devono svolgere il
siste tra il SOL ed il LA, si può pro- compito di settantadue note in un si-
La scala minore presenta tre note
cedere come segue: stema musicale complesso, deve ne-
calanti eoo frequenze leggermente più
basse di quelle delle note corrispon- 422,4 4.224 16 cessariamente essere compiuto un sa-
denti nella scala maggiore. Le ultime crificio agli effetti della qualità tonale.
due righe di questa tabella rivelano 396 3.960 15 Uno strumento accordato secondo la
scala a temperamento uguale presenta
un solo intervallo corretto, e precisa-
mente l'ottava. Tutti gli altri intervalli
FREQUENZE DELLA SCALA sono — in un certo grado — in er-
Scala a rore; le terze e le seste sono infatti
Scala reale temperamento leggermente crescenti, mentre le quin-
Nota (Hz) uguale (Hi) te sono leggermente calanti.
DO 264 261,7 Si noti che il DO centrale presenta
ora una frequenza di 261,7 Hz, anzi-
RE 297 293,7 ché la frequenza di 264 Hz di cui ci
1 MI 330 329,7 siamo già più volte occupati riferen-
doci alla scala reale, Questa correzio-
| FA 352 349,2 ne è necessaria per fare in modo che
SOL 396 392 il LA campione presenti appunto la
| LA 440 440
frequenza di 440 Hz»
La Tabella 5 confronta le frequenze
| Sì 495 493,9
della scala vera con quelle della scala
s
DO 528 523,3 convenzionale di cui ci siamo occu-
pati: si noti che il LA è l'unica nota
tig. ì - La scala a temperamento eostante, Tabella 5 - Confronto ira le frequenze che ha la medesima frequenza in en-
attualmente in uso comune, non ammette di una scala reale con quelle della scala trambe le scale, La frequenza del DO1
alcuna differenza fa i diesis ed i bemolle, a temperamento costante.. Unnica nota che
per cui il RE * ed i! ML. risultano identici presenta la medesima frequenza in entram- è pari al doppio di quella del DO del-
tra loro. be è il LA, l'ottava inferiore.

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Quando i cinque semitoni vengono il DO centrale. Per stabilire questo va-
| RAPPORTI DI FREQUENZA
aggiunti a questa scala diatonica, la DELLA SCALA lore, innanzitutto occorre determinare
gamma delle frequenze comprese tra 1 A TEMPERAMENTO COSTANTE la frequenza del MI4 (ossia del MI
il DO ed il DO 1 deve essere divisa in sopra il DO centrale). moltiplicando
dodici parti uguali. Matematicamente Nota Rapporto Centesimi il valore di 261,6 per il rapporto cor-
di frequenza dalla tonica |
parlando, ciascun dodicesimo corri- rispondente al MI, pari ad 1,2598.
sponde alla dodicesima radice di 2, 1 DO 1,0000 0 La risposta è quindi 329,56.
in quanto- la frequenza del DO deve Per scendere ora di un'ottava, basta
essere moltiplicata per 2 per ottenere DO% (RE«) 1,05946 100
dividere quel numero per 2, in modo
il valore di frequenza del DO 1 . RE 1,1224 200 da ottenere il valore di 164,78 Hz,
Di conseguenza, avremo che: j RE% (MI«) 1,1891 300 che corrisponde alla frequenza del
12 DO 3 .
n = Y T = 1,05946 1 MI 1,2598 400
Dimezzando ancora questo numero
FA 500 1
La Tabella 6 chiarisce in quale mo-
do funzionino i rapporti di frequenza
1
j FA% (SOL*)
1,5347
1,4141 600
si ottiene la frequenza del MI2 del-
l'ottava inferiore successiva» Ovvia-
per ciascuna nota: si ottengono que- mente, per trovare poi il valore di MI
sti rapporti moltipllcando ogni rap- 1 SOL 1,4982 700
in un'ottava più alta, bisogna molti-
porto successivo per il fattore comu- I SOL% (LA^ 1,5873 800 plicare per 2, anziché dividere per
ne precedentemente calcolato, pari a 1,6817 900 tale numero.
! LA
1,05946, per ottenere il rapporto sue-
cessivo. Ad esempio, per ottenere il LÀ% (SI*) 1,7817 1000
rapporto relativo al FA, occorre mol- LE TRIADI ARMONICHE
SI 1,8876 1100
tiplicare il rapporto precedentemente
calcolato per il MI (1,2598) per ri DO1 2,0000 1200 Esistono determinate combinazioni
valore costante 1,05946. I rapporti de- di tre note che sono naturalmente gra-
rivati possono quindi essere sfruttati Tabella 6 - Rapporti di frequenza nella devoli (armoniose), i cui accordi pos-
per calcolare le frequenze effettive del- scala a temperamento costante: dal 'momen- sono essere derivati con l'aggiunta di
le note. to che la scala comprende dodici parti una quarta nota. (Questa nota, sia
uguali, il fattore comune è pari a 1,05946.
Facciamo ancora un esempio prati- detto incidentalmente, deve corrispon-
co: moltiplicando il valore di''261,7 dere all'ottava di una delle tre note
(DO tonico) per 1,6818 (il rapporto Un altro sistema numerico abbastan- contenute nella triade).
corrispondente al LA), si ottiene ia za analogo fa invece uso di unità de- Per illustrare come le suddette tria-
frequenza di 439,958 per il LA, con nominate «savart». di possano essere scoperte mediante
un valore quindi molto prossimo allo Il lettore dispone ora di informa- l'analisi matematica, è preferibile com-
standard di 440 Hz. zioni, sufficienti per calcolare con una piere il ragionamento nei confronti
E* importante rammentare che, certa facilità la frequenza di qualsiasi della scala vera, in quanto le relazioni
quando si tratta di aggiungere gli inter- nota, appartenente a qualsiasi ottava matematiche risultano in questo caso
valli, i rispettivi rapporti devono es- della scala a temperamento costante. più semplici e più esatte.
sere invece moltiplicati. Ad esempio, A questo riguardo, la figura 1 riporta La Tabella 7 elenca il metodo di
per aggiungere la quarta DO-FA alla le frequenze di tutti i DO presenti nel- derivazione delle triadi armoniche nel-
quinta DO-SOL, si deve moltiplicare la tastiera di un pianoforte. Per otte- la chiave di DO maggiore, innanzitut-
1,3547 x 1,4982 per ottenere il valore nere quindi la frequenza di qualsiasi to occorre allestire la scala diatonica,
di 1,9996, il che corrisponde appros- altra nota si possono impiegare ì rap- estenderla di una nota. (RE 1 ), e calco-
simativamente a 2, ossia ai rapporto porti di frequenza elencati nella Ta- lare la frequenza vibratoria di cia-
esatto dell'intervallo di ottava. bella 6. scuna nota. Ciò fatto, è possibile sem-
Per evitare operazioni matematiche Supponiamo infatti che si voglia plificare queste relazioni di frequenza
complesse, si ricorre a volte all'impie- conoscere la frequenza della nota MI3, dividendone tutti i valori per 11, allo
go di altri sistemi più empirici per in- che corrisponde al MI dell'ottava sotto scopo di ottenere le frequenze relative
dicare gli intervalli di frequenza. Il
sistema dei centesimo (dall'inglese
«cent») è riferito ad una scala nume-
rica nella quale la frequenza tonica
corrisponde a 0, l'ottava tonica cor-
risponde ad 1.200, e ogni intervallo
semitonale equivale a 100 centesimi.
A differenza dei rapporti decimali
di frequenza, questi valori possono es-
sere sommati, Ad esempio, la quarta
DO-FA viene rappresentata da 500
centesimi, mentre la quinta DO-SOL
è rappresentata da 700 centesimi. La
somma di questi due numeri corri-
sponde appunto a 1.200, e ciò indica Tabella ? - Derivazione di ima triade armonica maggiore per la scala diatonica dei DO
che la somma tra una quarta ed una maggiore. Divìdendo le frequenze per 6 per 8 e per 9F si ottengono tre triadi che
quinta corrisponde ad un'ottava. presentano i! medesimo rappotto di frequenza, pari a 4:5:6.

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ottenuti con le triadi maggiori —- so-
no ancora le medesime note che costi-
tuiscono le trìadi stesse.
A questo punto è utile fare un com-
mento che può sembrare sconcertante
per il Lettore: non esiste infatti alcun
mistero nei confronti dei divisori pri-
mari usati in ciascun caso (il per le
triadi maggiori, e 22 per le triadi mi-
nori) . L'attenta osservazione dei valo-
ri di frequenza ci ha permesso di sta-
bilire che questi divisori non costitui-
vano altro che un mezzo conveniente
per ridurre l'entità dei numeri. In pra-
tica sarebbe possibile scavalcare que-
sta fase, e dividere le frequenze mag-
Tabella 8 - Derivazione di triadi armoniche minori pei- la >i.uìu diatonica in chiave di DO giori direttamente per 66, 88 e 99,
minore. Sebbene i rapporti di frequenza differiscano rispetto a quelli visibili nella
Tabella 7, le triadi sono costituite dalle stesse note.
pervenendo alla fine alle medesime
conclusioni.
La figura 2 contribuisce a dimostra-
che costituiscono la' terza riga (DO costituite da numeri interi di valore re con maggiore esattezza in che cosa
= 24, RE = 27, e così via). basso che sono la caratteristica intrin- consistano i rapporti tra le triadi, Con-
E' così possibile scoprire che certi seca della consonanza più elevata, os- sideriamo ad esempio la triade mag-
numeri sono divisibili per 6, in modo sia dell'armonia. giore costituita dalle note DO-MI-SOL
da ottenere numeri interi ancora più La Tabella 8 rappresenta una deri- Durante il periodo di tempo in cui
piccoli; essi corrispondono alle note vazione analoga riferita a)le tre triadi per la nota DO vengono prodotti quat-
DO, MI e SOL, che presentano rap- nella scala di DO minore. Il procedi- tro cicli, per la nota MI sono invece
porti di frequenza di 4 : 5 : 6. Divi- mento matematico è stato leggermente prodotti cinque cicli, mentre ne ven-
dendo per 8 e quindi per 9 si otten- modificato allo scopo dì :ener conto gono prodotti sei per la nota SOL.
gono altre due triadi con rapporto di dei valori decimali con maggior faci- Nel caso quindi della trìade DO-MI-
4 : 5 : 6, e precisamente i gruppi di lità. • SOL, quanto sopra accade in un ses-
note FA-LA-DO1 e SOL-SI-RE1. In primo luogo., le freq lenze ven- santaseiesimo di secondo. La medesi-
Si noti ciò che accade svolgendo i gono tutte moltiplicate per 10, per ma relazione agli effetti del numero
medesimi calcoli, ma usando le fre- eliminare i valori frazionari, dopo di delle vibrazioni sussiste per le triadi
quenze corrispondenti nella scala a che si realizza la semplificazione fon- FA-LA-DO1 e SOL-SI-RE1, ad ecce-
temperamento uguale (DO = 261,7, damentale dividendo per 22. Quando, zione del fatto che i periodi di tempo
MI = 329,7, SOL = 592). In questo successivamente, le frequenze relative considerati risultano più brevi.
caso, il rapporto' DO-MI-SOL assume nei loro valori semplificati vengono di- Si rammenti che la triade DO-MI-
i valori numerici di 4,1 : 5,1 : 6,1, e vise per 12, 16 e 18, è possibile sco- SOL è nota col nome di triade tonica,
risulta quindi, abbastanza prossimo a prire tre gruppi di triadi mir.ori, aven- mentre il gruppo SOL-'MLRE1 è la
quello- ottenuto svolgendo il calcolo ti tra loro i'rapporti di frequenza di triade dominante, ed il gruppo FA-LA-
nei confronti della scala vera. 10 : 12 : 15. DO 1 è la triade sottodominante.
Anche in questo caso — tuttavia — Si osservi che —• sebbene i rappor- A partire dalle triadi maggiore e
non è possibile ottenere le relazioni ti di frequenza differiscano da quelli minore è possibile sviluppare un cer-
to numero di accordi differenti, me-
diante un procedimento che prende il
nome di inversione: ad esempio, l'ac-
cordo DO-MI-SOL può essere consi-
derato come accordo comune. Una pri-
ma inversione può essere ottenuta
usando Lottava di DO per costituire
l'accordo MI-SOL-DO1. Una seconda
inversione può essere ottenuta usando
il MI che si trova un'ottava più in alto
per l'accordo SOL-DO ! -MI\ Altre in-
versioni analoghe possono essere ese-
guite nei confronti delle trìadi minori.

IL FENOMENO DEI BATTIMENTI

L'effetto che si manifesta quando


due o più frequenze vibratorie inter-
Fig. 2 - Il modo migliore per comprendere i rapporti ira le triadi consìste nel consi- feriscono* Luna con l'altra, e che si
derarle in funzione di ciò che efjetiivameme accade durante un determinato intervallo
dì tempo, in questo caso, menire per la noia DO vengono prodotti quattro cicli, per presenta sotto forma di intermittenza
il Mi ne vengono prodon: cinque, e per il SOL ne vengono prodorti sei o di tremolio del suono risultante,

MAGGIO — 1976 571


prende il nome di battimento: la fi- Di conseguenza, il suono risultante con un arresto labiale ben determi-
gura 5 rappresenta graficamente come presenterà variazioni di ampiezza in nato.
questo fenomeno si produce. numero di due al secondo. Prima dell'avvento degli strumenti
Le due sinusoidi discontinue (la Nel 1873, il Professor H. von Hel- elettronici musicali, gli accordatori dei
tratteggiata e la punteggiata) sono i to- mholtz pubblicò uno studio matema- pianoforti dovevano affrontare serie-
ni puri primari, di frequenza legger- tico classico sulla natura del suono e difficoltà a causa de! fenomeno del
mente diversa, percepiti contempora- della musica. Egli aveva infatti osser- battimento, durante la messa a punto
neamente. vato che una frequenza di battimento delle corde di un pianoforte.
A partire dal punto di inizio (a si- fino al valore massimo di cinque o sei Buona parte della «qualità» musi-
nistra) , le fasi di compressione e di impulsi aì secondo produceva un suo- cale ottenuta quando diversi strumenti
rarefazione dell'aria, rappresentate dal- no gradevole, ma, con l'aumentare vengono fatti suonare contemporanea-
le «onde», si sommano in un suono della frequenza di battimento oltre tali mente può del pari essere attribuita ai
composto (rappresentato in tratto con- valori, l'effetto diventava progressiva- battimenti. Ad esempio, sarebbe mol-
tinuo) di ampiezza maggiore di quella mente meno piacevole all'udito. to semplice amplificare il suono di un
di entrambi i suoni primari. Quando Quando la frequenza di battimento violino, in modo da renderlo uguale
però i suddetti suoni primari risultano diventa talmente rapida che non è più a quello prodotto da dieci violini.. Ciò
tra loro sfasati, le relative forme d'on- possibile distinguere ogni battimento nonostante questo risultato non viene
da tendono a neutralizzarsi a vicenda, individuale (oltre venti al secondo), mai ottenuto: per quale motivo?
in modo da determinare la produzione i soli compiessi che recano tali modu- Dieci violini non possono essere
di un breve periodo di ampiezza mi- lazioni denotano una dissonanza nor- accordati fino alla perfezione assoluta
nima, o di silenzio totale. In ciò con- malmente definita col termine di «a- uno rispetto all'altro, per cui l'inevita-
siste appunto il battimento. sprezza». bile presenza di lievi differenze nel-
Lo spostamento di fase continua A mano a mano che la frequenza l'accordatura determina la produzione
quindi a prodursi, per cui si manife- di battimento viene ulteriormente au- di battimenti che producono una qua-
sta nuovamente un periodo di rinfor-
zo, seguito da un altro battimento, e
così via. Per l'esattezza, verso il cen-
tro della rappresentazione grafica di
figura 3, sì noterà che il suono prima-
rio costituito dalla forma d'onda trat-
teggiata comporta una semionda posi-
tiva (rivolta verso l'alto), mentre il
secondo suono primario, rappresentato
dalla forma d'onda punteggiata, pre-
senta una semionda negativa ( rivolta
verso il basso). Di conseguenza, in
quel preciso istante i due suoni si neu- Fìg, 3 - Rappresentazione grafica dì come viene formato un battimento- la fase relativa
fra i due foni originali è di fondamentale importanza, in quanto le rispettive sensa-
tralizzano tra loro, e questo è appunto zioni acustiche tendono alternativamente a rinforzarsi o a neutralizzarsi a vicenda.
il motivo per il quale la forma d'onda
continua risultante assume in corri-
spondenza i! valore nullo, e passa quin- mentala, questo fenomeno tende a lità tonale che ci si può aspettare sol-
di per la linea orizzontale di riferi- scomparire, fino a risultare assente tanto con l'ascolto appunto di dieci
mento. quando la frequenza di battimento violini che suonano contemporanea-
Osservando quindi l'andamento del- equivale ad una terza minore. La ca- mente. In altre parole, un unico vio-
la forma d'onda rappresentata in tratto ratteristica di asprezza del suono ri- lino non può assolutamente essere in
continuo, si noterà che essa presenta compare però soltanto quando la fre- grado di provocare dei battimenti con
l'ampiezza massima a sinistra la quale, quenza di battimento è prossima al- i suoni da esso stesso prodotti, senza
col passar del tempo, si riduce grada- l'ottava, dopo di che scompare nuo- ricorrere ad un particolare sistema di
tamente fino ad assumere un valore vamente quando l'intervallo di ottava elaborazione elettronica del segnale.
nullo, per poi tornare ad aumentare risulta esatto.
lentamente fino all'ampiezza massima. Come ogni musicista sa, le note con LE ARMONICHE
La successione ritmica di queste va- intervallo di ottava devono essere pro-
riazioni di ampiezza dà luogo all'ef- dotte con la massima precisione, poi- Ci siamo finora riferiti esclusiva-
fetto di tremolio o di intermittenza col ché — in caso contrario —- si manife- mente ai toni puri, ed alle possibili
quale si manifesta appunto il fenome- sta inevitabilmente un fenomeno di combinazioni tra toni di questo ge-
no del battimento. dissonanza. nere. Tuttavia, occorre precisare che
L'effetto di battimento è la causa le note musicali, così come vengono
il numero dei battimenti che si ve-
fondamentale della dissonanza musi- prodotte dagli strumenti o direttamen-
rificano in un minuto secondo equi-
cale. Occorre però notare che i suddet- te dalla voce umana, non sono pure
vale alla differenza tra le frequenze dei
ti battimenti vengono spesso usati an- sotto il punto di vista vibratorio.
due suoni primari. Ad esempio, facen-
do «battere» tra loro due frequenze che per ottenere effetti desiderati. Ad Esses sono infatti costituite da una
di valore pari a 256 e 254 Hz, il bat- esempio, il fenomeno viene spesso «miscela» molto complessa di frequen-
timento risultante presenta la frequen- sfruttato per produrre la cosiddetta ze vibratorie tra loro correlate da de-
za di: voce celeste di un organo; si tratta di terminate leggi.
256 - 254 = 2 Hz un leggero tono tremolante prodotto Ad esempio, un LA strumentale non

572 MAGGIO
Il motivo di ciò è reso evidente nel-
RELAZIONI P I FREQUENZA PER D I S S O N A N Z A E CONSONANZA la Tabella 9. Confrontiamo infatti la
Alla fondamentale e le frequenze armoni-
| Nota Bassa che di una nota-bassa (ad esempio il
Oliava 5a 7a DO centrale) con quelle riferite alla
nota DO 1 dell'ottava superiore: si può
Fondamentale 262 524 392 494 osservare che ciascuna frequenza nel-
Prima armonica 524 1047 785 988 l'ottava più alta corrisponde esatta-
mente ad un'armonica della nota più
| Seconda armonica 785 1570 1178 1482
bassa. Per l'esattezza, la quarta armo-
Terza armonica 1047 2094 1570 1976 nica di ottava corrisponde alla nona
1 Quarta armonica 1309 2617 1963 2470 armonica della nota più bassa.
Se si accetta il fatto che la nota
[ Quinta armonica 1570
più bassa, DO, non presenta alcuna
Sesta' armonica 1832 dissonanza se viene prodotta da sola,
1 Settima armonica 2094 è facile constatare che l'aggiunta del-
l'ottava DO1 non aggiunge alcunché al
suono che non sia già presente, e quin-
Tabella 9 - Relazioni di frequenza per dissonanza e consonanza tra il DO centrale di non può produrre alcuna disso-
e le sue varie armoniche. Le righe inferiori indicano le frequenze che presentano
controparti esatte. nanza.
Che dire tuttavia dell'effetto di bat-
timento tra le stesse armoniche tra lo-
può presentare la frequenza pura ed il nome di parziali superiora o dì ar- ro? La differenza di frequenza di mi-
esatta di 261,7 Hz: la nota infatti moniche. nore entità è data da:
corrisponde a quella frequenza, con Quando le frequenze delle armoni- 524 - 262 = 262
l'aggiunta di altre frequenze che pren- che sono multipli esatti della fonda-
dono appunto il nome di armoniche. Questa frequenza di battimento è
mentale, il nome di armoniche trova
troppo elevata per poter produrre una
Come risulta evidente nella Tabella la s ìa accezione più esatta e corrispon-
sensazione di asprezza musicale, os-
9, le diverse armoniche relative ad una derne Quando invece non si tratta di sia di dissonanza.
frequenza fondamentale possono es- mulipli esatti, il termine corrispon-
sere facilmente calcolate moltiplicando dente è quello di parziali in armoni- Cosa accade però quando la nota
il valore di quest'ultima per 2, 3, 4, che* più alta viene ridotta di un semitono,
e così via. in modo da determinare un intervallo
Le componenti che costituiscono la di settima? in queste circostanze, la
LA 31SSOMÀNZÀ
struttura di un suono complesso ven- situazione è molto differente.
gono definite toni parziali, oppure Un'ottava non è altro che un inter- Si noti che una delle armoniche del-
semplicemente parziali La fondamen- vallo musicale che presenta la con- la settima corrisponde ad una armo-
tale è la parziale col valore di frequen- sonanza più alta posisbile; in altri ter- nica della nota bassa. Oltre a ciò, la
za più basso; le frequenze progressi- mini, un'ottava è un intervallo con differenza tra determinate armoniche
vamente più elevate prendono invece la minima dissonanza. risulta in tal caso più esigua...
Ad esempio, la frequenza di batti-
mento tra la settima fondamentale
1 C O N S O N A N Z A E DISSONANZA IN F U N Z I O N E P E L L E FREQUENZE (494 Hz) e la prima armonica della
DI B A T T I M E N T O nota bassa (524) è pari a 30. Questa
frequenza di battimento si trova nella
| Intervallo Freq, Qualità gamma che può con ogni probabilità
Note Frequenze
I di tono di B a t t del suono
dare adito ad un fenomeno di disso-
nanza. I fatti confermano la teoria; la
| Quinta SOLIDO: 98,0 - 65.4 32,6 Consonante settima viene infatti universalmente
3a Maggiore MI r DO> 164,8 - 130,8 34,0 Consonante
riconosciuta come intervallo assai dis-
sonante.
! Tono RE4-DO4 293,7 - 261,7 32,0 Dissonante Ed ora vediamo cosa accade nei
! Semitono D05%4X35 554,6 - 523,4 31,2 Molto dissonante confronti della quinta: si noti che la
prima e la terza armonica della quin-
ta corrispondono alla seconda ed alla
Semitono DO É %-DO t 1109,2 - ! 046,8 62.4 Dissonante quinta ormonica della nota bassa. Que-
Semitono DO : -%-DO, 554,6 - 523,4 XI 1 Molto dissonante
sta correlazione porta direttamente al-
la consonanza, ossia alla mancanza di
Semitono DO<%-D0 4 2773 - 261,7 15,6 Dissonante dissonanza, caratteristica intimamente
Semitono DO;%-DO; 138,6 - 130,8 7,8 Dissonante
associata con le quinte musicali.

Semitono DO; % -DO: 69,3 - 65.4 5,9 Meno dissonante LA SOLA SUPERFICIE

Tabella 10 - Consonanza e dissonanza in rapporto alle frequenze di battimento. Si noti La matematica della musica consi-
che la stessa frequenza di battimento ha ben poca attinenza coi fatto che il suono sia derata in sé stessa — come pure la
consonante o dissonante. matematica musicale considerata sot-
MAGGIO 1976
lo un solo aspetto (còme ad esempio
la dissonanza) — è talmente comples-
sa che, in questa occasione, è possibile
soltanto una ridottissima introduzione,
Consideriamo però una delle curiosità
musicali più rilevanti» con la speranza
di eccitare il desiderio di un maggiore
approfondimento in coloro che si sen-
tono di affrontare eventualmente uno
studio più ampio di questo argomento
affascinante.
In riferimento alla Tabella 10, si
noti che nella metà superiore del gra-
fico tutti gli intervalli tonali selezio-
nati presentano frequenze di battimen-
to pressoché identiche. Ciò nonostante,
la quinta e la terza maggiore sono tra
loro consonanti, mentre il tono risulta
dissonante ed il semitono lo è ancora
di più. Per quale motivo?
Nella metà inferiore della tabella si
procede al confronto diretto di un cer-
to numero di semitoni identici (DO-
DO) appartenenti a diverse ottave. Si
-osservi che la frequenza di battimento
è minima nella gamma dell'ottava più
bassa, e che produce quindi la mini-
ma quantità di dissonanza.
Ciò non significa che la maggiore
dissonanza si verifica nella gamma di
ottava con la frequenza di battimento
più elevata. Per il semitono compreso
ira D O # e DO, almeno, la maggiore
dissonanza viene osservata nella gam-
ma di ottava che produca una frequen-
za di battimento pari a circa 21. Qua-
le è il motivo di ciò? Anche questa è
una domanda interessante!
Argomento complicato? NO. Se il
Lettore è abbastanza curioso per cer-
care una .risposta esauriente a queste
due domande,, ciò significa che egli
subisce una forte attrattiva dalla mate-
matica musicale, e ciò non in quanto
l'approfondimento dell'argomento gli
permetterà di suonare meglio il pro-
prio strumento; probabilmente questa
curiosità deriva dal fatto che l'arbitra-
rietà della musica aggiunge qualcosa
di «piccante» al gioco della matema-
tica musicale.
Ciò non appena si è avuta la pos-
sibilità di constatare che due più due
fa quattro, ci si accorge immediata-
mente dopo che in realtà il risultato
corrisponde a 3,99 oppure a 4,01.
e — naturalmente — si desidera sa-
pere il motivo di ciò. Non resta quin-
di che seguire il sentiero tracciato, ed
addentrarsi in ulteriori ragionamenti
che permetteranno presto o tardi di
chiarire anche i misteri più compiessi.

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