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MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019 FOSSOMBRONE, CAGLI E URBANIA 19 ••

IL PERSONAGGIO
MIRKO PAIARDINI

«Faccio ricerca
negli Stati Uniti,
ma il mio cuore
è nella terra natìa»
– URBANIA –

DA URBANIA agli Stati Uniti seguendo se


stesso. Per il professor Mirko Paiardini, che que-
sta mattina alle 11 terrà una lezione al Campus
Scientifico “Enrico Mattei” dell’Ateneo di Urbi-
no sugli ultimi progressi degli studi sul virus
HIV e sulle connesse cure contro il cancro, la
definizione di “cervello in fuga” non ha senso.
«Non si tratta di fuggire ma al contrario di inse-
guire la passione per la ricerca» ci chiarisce «e
nel mio caso si è trattato di andare dove avrei
potuto farla al meglio». Le basi però sono state
create dove aveva le sue radici.
«MI SONO laureato nel 1996 a Urbino in Bio-
chimica con il professor Mauro Magnani, che
non finirò mai di ringraziare per le sue doti che,
credetemi, non sono scontate, a cominciare dal
mettere sempre al primo posto il merito».
E la seconda virtù?
«Certamente non è scontata neppure quella, vi-
sto che ha rinunciato ad avermi con sé per farmi
andare a lavorare negli Stati Uniti. Dal 2010 in-
fatti dirigo il Laboratorio di Immunopatogene-
si dell’infezione da HIV alla Emory University di

Atlanta, ma ogni volta che Urbino mi chiama


torno sempre volentieri nelle mie terre, come
nel 2017 quando l’Università mi ha premiato co-
me “studente capolavoro”».
La sua conferenza di cosa tratta?
«Farò il punto sugli studi più recenti sull’infe-
zione da virus HIV, che con le attuali terapie
può finalmente essere bloccato e garantire
un’esistenza pressoché normale a chi ne è affet-
to. Fino a qualche anno fa chi contraeva l’HIV
moriva di AIDS entro un paio di anni al massi-
mo, attualmente il virus viene di fatto bloccato,
tanto che sembra scomparire. Ma se si interrom-
pe la cura, ritorna inesorabilmente, perciò si
stanno studiando questi meccanismi per rag-
giungere la definitiva guarigione, come ancora
si può dire solo su due o tre soggetti al mondo».
Ricerche che hanno anche altre applica-
zioni mediche?
«Diverse e importantissime, in quanto si è visto
che c’è una stretta correlazione tra farmaci anti-
tumorali, immunoterapia e infezione da HIV.
Grazie ai farmaci antitumorali, il virus sembra
scomparire dall’organismo umano e quindi si
potrebbe prefigurare la guarigione definitiva.
Uso una formula dubitativa perché oggi le tera-
pie antiretrovirali bloccano il virus, che però
può restare nei cosiddetti reservoir, ovvero in
certi globuli bianchi, chiamati linfociti Cd4.
Quello che ci conforta è che i progressi in questa
direzione stanno anche alimentando i finanzia-
menti e conseguentemente gli studi sia
sull’AIDS che su varie forme di tumori. Ed è
fondamentalmente per questo che oggi vivo e la-
voro negli USA: perché se si ha passione per un
lavoro si ha anche la voglia di farlo al meglio,la-
vorare nelle condizioni ideali con fondi adegua-
ti e ottenere alla fine i migliori risultati. Senza
nulla togliere al valore altissimo del mondo acca-
demico italiano, che ogni anno produce ricerca-
tori di altissimo valore».
Tiziano Mancini
Foto: Mirko Paiardini e Mauro Magnani
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