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Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
A01
Aperture a strappo - architravi in acciaio
Descrizione
Le aperture a strappo possono essere realizzate su pannelli murari a qualsiasi livello. In ogni caso
però, non devono essere realizzate su murature lesionate o fatiscenti o su murature in buone
condizioni, ma a sostegno di pannelli lesionati, a meno che non si operi preventivamente un
intervento di consolidamento generale. Nella realizzazione delle aperture a strappo si deve avere
cura di non sovraccaricare la fondazione o sollecitarla a flessione o taglio, non aggravare il carico
unitario sul terreno di fondazione, non sovraccaricare gli elementi murari sottostanti e realizzare
architravi congruenti con il carico che dovranno sopportare.

Modalità di intervento

1. dismissione del pavimento (e del


relativo sottostrato e sottostante
vespaio per le aperture a piano
50 terra) da entrambi i lati del muro;
2. (per le aperture al piano terra) scavo
del terreno da entrambi i lati del
muro fino al piano di sedime
mettendo a nudo la muratura di
fondaizone
3. messa in opera degli eventuali
puntelli
4. (per le aperture al piano terra)
esecuzione delle opere di
sottofondazione
5. costruzione delle spallette fino
all'imposta dell'orizzontamento senza
demolire la muratura: le spallette
foro per il getto di cls
devono essere realizzate a "scuci e
cuci" ammorsandole alla muratura
chiavarda esistente. Esse saranno realizzate a
strappo sulla muratura esistente. La
tavelle in cotto muratura delle spallette deve essere
solidarizzata a quella esistente
6. costruzione dell'orizzontamento
(architrave in ferro, calcestruzzo
armato o arco in muratura)
REALIZZAZIONE ARCHITRAVI IN ACCIAIO
- puntellatura del muro al di sopra
foro per il getto di cls dell'architrave
- realizzazione dell'incasso da un lato
per l'alloggio di uno o più elementi in
chiavarda
funzione della larghezza del muro:
l'architrave deve essere appoggiata
cassaforma in legno
su appositi dormienti (in mattori o
piastre metalliche da 10 mm) posti al
di sopra delle spallette
- messa in contrasto degli elementi di
cui al punto precedente con la
muratura mediante zeppe di ferro o
foro per il getto di cls spezzoni di lastre di ardesia
- si ripetono le operazioni di cui ai
punti precedenti anche per l'altro
chiavarda lato del muro
- demolizione del muro e realizzazione
muratura di mattoni del vano
- riempimento del vuoto tra i ferri
mediante calcestruzzo o malta
cementizia
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
A02
Aperture a strappo - architravi in c.a.
Descrizione
Le aperture a strappo possono essere realizzate su pannelli murari a qualsiasi livello. In ogni caso
però, non devono essere realizzate su murature lesionate o fatiscenti o su murature in buone
condizioni, ma a sostegno di pannelli lesionati, a meno che non si operi preventivamente un
intervento di consolidamento generale. Nella realizzazione delle aperture a strappo si deve avere
cura di non sovraccaricare la fondazione o sollecitarla a flessione o taglio, non aggravare il carico
unitario sul terreno di fondazione, non sovraccaricare gli elementi murari sottostanti e realizzare
architravi congruenti con il carico che dovranno sopportare.

Modalità di intervento
1 3 4 2
1. dismissione del pavimento (e del
relativo sottostrato e sottostante
vespaio per le aperture a piano
terra) da entrambi i lati del muro;
individuazione dei cantieri di lavoro 2. (per le aperture al piano terra) scavo
del terreno da entrambi i lati del
muro fino al piano di sedime
mettendo a nudo la muratura di
armatura completa dell'architrave
fondaizone
3. messa in opera degli eventuali
1
puntelli
1° strappo 4. (per le aperture al piano terra)
esecuzione delle opere di
sottofondazione
1° tratto di armatura
5. costruzione delle spallette fino
all'imposta dell'orizzontamento senza
demolire la muratura: le spallette
1° getto di calcestruzzo
devono essere realizzate a "scuci e
cuci" ammorsandole alla muratura
2
esistente. Esse saranno realizzate a
2° strappo strappo sulla muratura esistente. La
muratura delle spallette deve essere
solidarizzata a quella esistente
2° tratto di armatura
6. costruzione dell'orizzontamento
(architrave in ferro, calcestruzzo
armato o arco in muratura)
2° getto di calcestruzzo REALIZZAZIONE ARCHITRAVI IN C.A.
meno frequente rispetto agli
3 architravi in ferro, ma ha il vantaggio
3° strappo di non richiedere le puntellature
necessarie per gli architravi in ferro di
luce elevata.
3° tratto di armatura
- si divide l'architrave in cantieri di luce
non superiore a un metro
- si esegue il primo strappo per tutto lo
collegamento per saldatura del 1° e del 3° tratto di armatura
spessore del muro
- si mette in opera il tratto di armatura
relativa al primo strappo
3° getto di calcestruzzo - si esegue il getto di calcestruzzo
entro una cassaforma contenendolo
4 con una sponda trasversale in modo
4° strappo che resti scoperta una porzione di
ferri longitudinali sufficiente per il
collegamento, preferibilmente
4° tratto di armatura mediante saldatura, ai ferri dei
cantieri contigui
- si procede alla stessa maniera per i
collegamento per saldatura del 4° tratto di armatura al 1° e 2° cantieri successivi

4° getto di calcestruzzo
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
A03
Aperture a strappo - archi in muratura
Descrizione
Le aperture a strappo possono essere realizzate su pannelli murari a qualsiasi livello. In ogni caso
però, non devono essere realizzate su murature lesionate o fatiscenti o su murature in buone
condizioni, ma a sostegno di pannelli lesionati, a meno che non si operi preventivamente un
intervento di consolidamento generale. Nella realizzazione delle aperture a strappo si deve avere
cura di non sovraccaricare la fondazione o sollecitarla a flessione o taglio, non aggravare il carico
unitario sul terreno di fondazione, non sovraccaricare gli elementi murari sottostanti e realizzare
architravi congruenti con il carico che dovranno sopportare.

Modalità di intervento

1. dismissione del pavimento (e del


relativo sottostrato e sottostante
vespaio per le aperture a piano
terra) da entrambi i lati del muro;
2. (per le aperture al piano terra) scavo
del terreno da entrambi i lati del
muro fino al piano di sedime
mettendo a nudo la muratura di
fondaizone
3. messa in opera degli eventuali
puntelli
4. (per le aperture al piano terra)
esecuzione delle opere di
sottofondazione
5. costruzione delle spallette fino
11 all'imposta dell'orizzontamento senza
9 10 demolire la muratura: le spallette
7 8 devono essere realizzate a "scuci e
cuci" ammorsandole alla muratura
esistente. Esse saranno realizzate a
5 6 strappo sulla muratura esistente. La
muratura delle spallette deve essere
solidarizzata a quella esistente
3 4 6. costruzione dell'orizzontamento
(architrave in ferro, calcestruzzo
armato o arco in muratura)
1 2 REALIZZAZ. DELL'ARCO IN MURATURA
- tracciamento del profilo su un
paramento del muro (su entrambi i
paramenti se il muro è a più di due
teste)
- divisone dell'arco in cantieri di lavoro
- esecuizone del 1° strappo
corrispondente al primo cantiere di
lavoro
- costruzione del 1° tratto di muratura
a "scuci e cuci" in mattoni pieni e
malta cementizia
- chiusira all'intradosso, con malta e
scaglie, dei vani tra i bordi dello
strappo e la nuova muratura
dell'arco
- ammorsatura all'estradosso, con
muratura e conglomerato, della
nuova muratura dell'arco con quella
esistente
- ripetizione delle operazioni di cui ai
punti precedenti per gli altri cantieri
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
A04
Aperture a strappo - puntellature
Descrizione
Le aperture a strappo possono essere realizzate su pannelli murari a qualsiasi livello. In ogni caso
però, non devono essere realizzate su murature lesionate o fatiscenti o su murature in buone
condizioni, ma a sostegno di pannelli lesionati, a meno che non si operi preventivamente un
intervento di consolidamento generale. Nella realizzazione delle aperture a strappo si deve avere
cura di non sovraccaricare la fondazione o sollecitarla a flessione o taglio, non aggravare il carico
unitario sul terreno di fondazione, non sovraccaricare gli elementi murari sottostanti e realizzare
architravi congruenti con il carico che dovranno sopportare.

Modalità di intervento
travi longitudinali

1. dismissione del pavimento da


entrambi i lati del muro;
2. realizzazione dei fori passanti nella
muratura
3. posa in opera degli elementi
passanti utilizzando cunei di legno
duro per metterli in contrasto con la
muratura
traverso 4. posa in opera delgi altri elementi del
puntello ed assemblaggio

puntelli fori passanti nella muratura

dormiente

puntelli

foro passante nella muratura

dormiente
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
C01
Cordolo in cemento armato
Descrizione
La realizzazione di cordoli sommitali, da un lato forza il comportamento scatolare della struttura
prevenendo anche aperture così dette "a carciofo" e dall'altra contribuisce ad assorbire la spinta
orizzontale di copertura.
Il presente intervento prevede la realizzazione di un cordolo in c.a. (conforme alla vigente
normativa) di larghezza inforiore a quella della muratura sottostante.
VANTAGGI: il cordolo continuo in c.a. è molto resistente ed efficace; vengono formalmente
preservate le finiture esterne per cui la parete appare esternamente cotinua ed uniforme.
SVANTAGGI: il presente intervento prevede la rimozione del manto di copertura

Modalità di intervento

1. rimozione del manto di copertura e


del sistema portante del tetto
2. demolizione della parte sommitale
delle pareti murarie per un'altezza di
30 cm circa
3. realizzazione del cordolo in c.a. così
come indicato negli esecutivi
coppi
canale di gronda 4. realizzazione del frontalino esterno
isolante
contropedagnola cappa 5. posa in opera del dormiente
pedagnola pianelle d'appoggio della struttura portante
di copertura
6. rifacimetno della copertura

piastre di trave di colmo


ancoraggio
cuneo

cordolo in c.a.
6 cm 4Ø16 long.
st. Ø8/20

barre Ø16
tirantini Ø 8

staffe Ø8/20

frontalino esterno

muratura esistente
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
C02
Cordolo in acciaio per singola parete
Descrizione
La realizzazione di cordoli sommitali, da un lato forza il comportamento scatolare della struttura
prevenendo anche aperture così dette "a carciofo" e dall'altra contribuisce ad assorbire la spinta
orizzontale di copertura.
Il presente intervento prevede la realizzazione di un cordolo in acciaio avente sezione trasversale a
"T", posto in opera senza la demolizione della copertura.
VANTAGGI: il cordolo è realizzato senza la demolizione della copertura
SVANTAGGI: non è realizzato un cordolo continuo in sommità su tutto l'edificio; l'intervento potrebbe
avere un forte impatto visivo

Modalità di intervento

1. messa a nudo del nucleo portante di


muratura nella porzione sommitale
della parete
2. realizzazione della traccia per
l'inserimento del cordolo in acciaio e
stabilizzazione della muratura
3. realizzaizoni di fori passanti nella
coppi
canale di gronda muratura per l'inserimento dei piatti
isolante
contropedagnola cappa di contrasto
pedagnola pianelle 4. posa in opera del cordolo in acciaio
5. posa in opera dei paletti ripartitori
(all'interno dei piatti ad "U") e della
catena
piastre di trave di colmo
6. messa in tensione della catena in
ancoraggio
cuneo acciaio mediante chiavi
malta dinamometriche
7. sigillatura del cordolo in acciaio e
saldatura del paletto ripartitore al
catena in acciaio cordolo
profilo Fe360 Ø 20
metallico
Fe360 manicotto di
trattato con tensione
vernici
paletto ripartitore
antiruggine saldato al cordolo

piatto d'acciaio
altezza 5 cm

paletto ripartitore
saldato al cordolo
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
C03
Incatenamento sommitale a capochiave semplice
Descrizione
Mediante l'opportuna tesatura dei tiranti si assicura un comportamento sufficientemente monolitico
al complesso strutturale. I tiranti, realizzati con barre o trefoli di acciaio armonico, possono essere
applicati in sommità o anche al di sotto del pavimento dei solai intermedi al fine di diminuire la luce
libera di inflessione delle pareti.
I tiranti possono essere utilizzati anche per collegamenti verticali, diagonali od inclinati. La loro
presenza conferisce una maggiore duttilità al complesso strutturale.
In presenza di murature di scarse caratteristiche meccaniche è bene associare a questo intervento
anche un consolidamento della muratura

Modalità di intervento

1. esecuzione dei fori passanti ( Ø 25-30


mm) mediante carotiere a rotazione
2. scasso della muratura per
l'inserimento delle piastre di
ancoraggio
3. taglio e preparazione dei tiranti
filettati alle estremità
4. inserimento delle barre (o dei trefoli)
in apposite scanalature effettuate
nella muratura
5. messa in opera delle piastre (s=15
capochiave mm)
piastra in acciaio manicotto di tensione 6. messa in tensione dei cavi con chiavi
dinamometriche
7. sigillatura delle scanalature con
malte a ritiro compensato

rimozione muratura
successivo ripristino
conmalta cementizia

malta di livellamento

manicotto di giunzione
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
C04
Incatenamento sommitale a capochiave doppio
Descrizione
Mediante l'opportuna tesatura dei tiranti si assicura un comportamento sufficientemente monolitico
al complesso strutturale. I tiranti, realizzati con barre o trefoli di acciaio armonico, possono essere
applicati in sommità o anche al di sotto del pavimento dei solai intermedi al fine di diminuire la luce
libera di inflessione delle pareti.
I tiranti possono essere utilizzati anche per collegamenti verticali, diagonali od inclinati. La loro
presenza conferisce una maggiore duttilità al complesso strutturale.
In presenza di murature di scarse caratteristiche meccaniche è bene associare a questo intervento
anche un consolidamento della muratura

Modalità di intervento

1. esecuzione dei fori passanti ( Ø 25-30


mm) mediante carotiere a rotazione
2. scasso della muratura per
l'inserimento delle piastre di
ancoraggio
3. taglio e preparazione dei tiranti
filettati alle estremità
4. inserimento delle barre (o dei trefoli)
in apposite scanalature effettuate
nella muratura
5. messa in opera delle piastre (s=15
capochiave mm)
doppio manicotti di tensione 6. messa in tensione dei cavi con chiavi
dinamometriche
7. sigillatura delle scanalature con
malte a ritiro compensato

catena in acciaio
con trattametno anti ruggine

manicotto di tensione
alloggiato in una
apposita
nicchia per la
periodica ispezione
Elemento strutturale Scheda

Fondazioni
Tipologia di intervento
F01
Ampliamento della base fondale
Descrizione
L'allargamento della base fondale permette di distribuire il carico su una superficie più ampia e di
ridurre quindi la pressione di contatto suolo-struttura.
L'intervento si presenta pressoché inefficace quando, per incrementare la capacità portante della
fondazione, si finisce per interessare strati profondi di terreno con limitate caratteristiche
meccaniche.
La presente tipologia di intervento si presta bene ad essere utilizzata in presenza di terreni non troppo
cedevoli

Modalità di intervento

1. scavo continuo ai due lati del muro


fino al piano di posa della
fondazione esistente
2. scarificazione laterale della muratura
e messa a nudo del nucleo portante
3. consolidamento o sostituzione della
eventuale muratura ammalorata
4. getto del magrone di fondazione
5. getto dell'incamiciatura laterale in
c.a. in apposite casseformi
6. bagnatura del calcestruzzo per
diversi giorni al fine di ridurre il ritiro
del calcestruzzo
7. messa in opera dei muretti di
appoggio del solaio ad una distanza
minima di 20 cm dalla fondazione
8. posa in opera della guaina in asfalto
nella parte superiore della
fondazione e dei muretti di
appoggio
intonaco
9. realizzazione del solaio, delle botole
di ispezione e dei punti di aerazione

caldana in c.a. travetto solaio


pavimento
botola
vuoto

consolidamento fondazione
cunicolo per la circolazione dell'aria
guaina di asfalto

vuoto areato muro appoggio solaio


Elemento strutturale Scheda

Fondazioni
Tipologia di intervento

Sottofondazioni F02
Descrizione
Al fine di aumentare la capacità portante della fondazione, essa viene allargata mediante la sua
gradonatura ed approfondimento mediante nuove realizzazioni per trasferire il carico a strati di
terreno più profondi. Ottimi risultati si hanno in caso di terreno compatto non molto profondo.
Particolare attenzione deve essere posta nel realizzare la continuità tra sottofondazione e struttura
esistente; è bene usare a tal fine dei leganti a stabilità volumetrica ed inserire dei cunei a contrasto.
L'intervento deve essere eseguito con ogni possibile cautela per non turbare l'equilibrio statico del
sistema strutturale. Ad intervento ultimato è possibile riscontrare assestamenti nella struttura.

Modalità di intervento

1. puntellatura della struttura in


elevazione
2. individuzione e numerazione dei
cantieri di lavoro: la numerazione
deve essere effettuata partendo dai
cantieri dei vuoti ed in maniera tale
che i numeri in successione non
corrispondino a cantieri contigui
3. scavo (da entrambi i lati per i muri di
grosso spessore) dei cantieri fino al
piano di posa della fondazione
3 1 6 4 2 5 esistente e demolizione
3 1 32 33 1 1 12 1 3 61 62 63 41 4 2 43 21 22 23 51 52 53 dell'eventuale muratura degradata
4. suddivisione del cantiere in
sottocantieri di lunghezza pari a 1,0 -
1,5 m
5. scavo, in ognuno dei sottocantieri,
fino alla quota d'imposta della
sottofondazione
6. scavo, nel singolo sottocantiere, al di
piano di campagna sotto della muratura della vecchia
fondazione ed inserimento di puntelli
muratura di fondazione
tra il suo intradosso ed il fondo dello
(consolidata)
scavo dei scavo
cantieri 7. costruzione della muratura di
sottofondazione lasciando le riseghe
sui fronti regolari e le ammorsature
per i successivi muri sui fianchi; la
nuova fondazione si assesta a circa
10 cm al di sotto della vecchia
fondazione
8. inserimento di cunei di legno forte
piano di posa della
per messa in contrasto della nuova
fondazione esistente
fondazione alla vecchia
D/H ≈1/5 9. dopo due giorni si completa la
sottomurazione con mattoni pieni
inseriti a forza.
10. si ripetono le operazioni di cui ai
scavo dei punti da 5. a 9. per ognuno dei
sottocantieri sottocantieri, per poi passare al
cantiere successivo

sottomurazione di mattoni
pieni e malta cementizia
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
P01
Stilatura profonda dei giunti
Descrizione
L'intervento, semplice e poco invasivo, se eseguito correttamente può comportare un sensibile
aumento delle delle caratteristiche meccaniche della struttura. E' indicato nei casi in cui il materiale
lapideo si presenti in buono stato di conservazione e la malta abbia perduto le sue proprietà leganti
in superficie. In tali casi il presente intervento rappresenta una valida ed economica alternativa alle
iniezioni di miscela.

Modalità di intervento

1. scarnitura profonda dei giunti murari


mediante raschietti: sono da evitare
scalpellature ed uso di attrezzi
meccanici
2. lavaggio con acqua preferibilmente
a spruzzo a bassa pressione
3. stilatura dei giunti con malta (poco
porosa se a vista)

stilatura con malta


(poco porosa)

paramento interno paramento esterno


Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
P02
Risarcitura delle lesioni
Descrizione
Questo procedimento è generalmente posto a monte di una complessiva procedura di
consolidamento strutturale. Possono essere impiegati leganti di tipo tradizionale o a base cementizia
di consistenza fluida, caricati con inerti di finissima granulometria. Nel caso di microfessure si potrà far
ricorso a formulati epossidici dotati di un grado maggiore di fluidità. Ove siano presenti profondi strati
lesionati all'interno della muratura, la tecnica qui indicata dovrà essere integrata da puntiformi
iniezioni a pressione.

Modalità di intervento

1. eliminazione dalle fessure e dai giunti


della muratura delle parti deboli
distaccate e fratturate fino alla
superficie sana
2. pulitura delle fessure con aria
compressa e con acqua
3. stuccatura

lesione

eliminazione delle
parti deboli dalle
fessure e dai giunti
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
P03
Impregnazione
Descrizione
Aspersione mediante pennello o airless allo scopo di far penetrare (3-5 mm) il materiale consolidante
(acrilico, fluoro-carbonico, silanico, silossanico, etc.), sulla superficie da trattare, realizzando un
involucro a maggiore resistenza meccanica.
Da evitare la formazione di una barriera impermeabile dall'interno che potrebbe causare il distacco
dello strato superficiale.
E' necessario che il composto chimico penetri in profondità fino a raggiungere lo strato di materiale
sano.

Modalità di intervento

1. pulitura e stabilizzazione della


superficie
2. bagnatura della superficie con
resina a bassa viscosità fino a
quando sul paramento esterno
permangono chiazze di materiale
rifiutato

materiale consolidante
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
P04
Iniezioni di miscele a base cementizie a gravità
Descrizione
Iniezioni di miscele leganti a base cementizia o di formulati chimici, realizzate a pressione variabile in
funzione delle condizioni della muratura da consolidare. Il fine del presente intervento è quello di
restituire alla muratura la monoliticità iniziale attraverso la sostituzione della malta originaria con i
nuovi materiali iniettati, ove questa risulti mancante, riempiendo i vuoti e risacendo le lesioni.
Particolarmente efficace quando l'apparecchio murario è irregolare e sconnesso e sono presenti
evidenti lesioni. Nell'esecuzione delle iniezioni il flusso deve essere inoltre continuo senza creare vuoti
d'aria.
Possono essere utilizzate malte reoplastiche o espansive

Modalità di intervento

1. eventuale asportazione
dell'intonaco staccato dal supporto,
al fine di evitare l'insaccamento
della malta tra l'intonaco ed il
nucleo murario; se l'intonaco non
può essere asportato deve essere
den fissato al supporto
2. scarnitura profonda dei giunti murari
3. preparazione della bocca d'accesso
dal lato più degradato della
muratura: tale preparazione si
imbuto per la colatura
realizza allargando i fori già presenti
dell'acqua di lavaggio
e del latte di cemento nella muratura; spesso non è
giunti e fessure da sigillare
necessario l'uso di perforatori
4. stuccatura dei giunti e delle lesioni
nella muratura messa a nudo
5. applicazione alla bocca di accesso
di un capace imbuto murato con
malta di cemento a rapida presa; se
si vuole aumentare leggermente la
presa del latte di cemento, l'imbuto
si può installare a quota più alta
collegandolo con un tubo innestato
a tenuta alla bocca di accesso
boccaglio 6. versamento di acqua pura
nell'imbuto fino alla stabilizzazione
del livello nell'imbuto stesso che
indica il completo riempimento dei
vuoti nella muratura. L'acqua
malta a presa rapida per penetrando in tutti i vuoti preparerà
sigillatura dei boccagli alla penetrazione del latte di
cemento che, non venendo privato
dell'acqua di miscela, non si
raggrumerà; eventuali perdite dalle
connessioni verranno eliminate con
malta di cemento a lenta presa
7. versamento nell'imbuto del latte di
cemento (o aggregati chimici) che,
essendo più pesante dell'acqua,
colerà a fondo riempiendo i vuoti
fino alla bocca di immissione
8. versamento di altro latte di cemento
dopo 24-48 ore per riempire i vuoti
che il cemento ha lasciato nelle
cavità più ampie
conseguentemente al processo di
presa; non è necessario per
cemento a ritiro compensato
9. controllo dell'operazione mediante
percussione o carotaggi
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
P05
Iniezioni di miscele a base cementizie a pressione
Descrizione
Iniezioni di miscele leganti a base cementizia o di formulati chimici, realizzate a pressione variabile in
funzione delle condizioni della muratura da consolidare. Il fine del presente intervento è quello di
restituire alla muratura la monoliticità iniziale attraverso la sostituzione della malta originaria con i
nuovi materiali iniettati, ove questa risulti mancante, riempiendo i vuoti e risarcendo le lesioni.
Particolarmente efficace quando l'apparecchio murario è irregolare e sconnesso e sono presenti
evidenti lesioni. Nell'esecuzione delle iniezioni il flusso deve essere continuo e non devono essere
creati vuoti d'aria. Possono essere utilizzate malte reoplastiche o espansive (100-120 kg di
cemento/mc) o stabilizzate con bentonite, nonché miscele a base di resine.

Modalità di intervento

1. scrostamento dell'intonaco
tubo di adduzione incoerente esistente
dell'acqua di lavaggio
2. esecuzione dei fori di iniezione in
giunti e fessure da sigillare e della malta in
corrispondenza dei giunti per tutto lo
pressione (iniettata a
spessore del muro mediante
gravità o mediante
pompa) perforatori meccanici a rotaizone
con fioretto a corona di diamanti o
di acciaio (in nessun caso si devono
utilizzare attrezzi a percussione). I fori
avranno diametro pari a 20-30 mm.
Procedendo dal basso verso l'alto si
appicherà il boccaglio sigillato ad un
lato del foro e si realizzerà un tappo
dal lato opposto
3. stuccatura dei giunti e delle lesioni
boccaglio
(limitatamente alla parte bassa del
muro)
4. collegamento in successione nei
boccagli del primo livello alla
pompa per iniezione di acqua a
malta a presa rapida per
sigillatura dei boccagli bassa pressione
5. iniezione in successione dei boccagli
di latte di cemento o di composto
binario (acqua-cemento-sabbia
fine) se il muro presenta molti vuoti.
L'iniezione deve avvenire a bassa
pressione e procedendo dal basso
verso l'alto. Durante l'iniezione la
60°

miscela deve essere continuamente


mescolata in appositi agitatori
rotanti. L'iniezione al primo livello
avrà termine quando affiori il
cemento dalle fessure soprastanti
non sigillate
schema di iniezione corretto
6. apposizione di un secondo livello di
(vuoti 9,8 %)
boccagli, stuccatura di un secondo
tratto di muro, lavaggio ed inieizone
così come descritto ai punti
precedenti. Se il muro ha una luce
notevole le iniezioni, ai singoli tratti,
saranno realizzare partendo dai
boccagli laterali e convergendo
verso quelli centrali
7. iniezione di altra miscela dopo 24-48
ore per riempire i vuoti dovuti al ritiro
(non necessario se si utilizzano malte
a espansione)
8. controllo dell'operazione mediante
schema di iniezione ERRATO schema di iniezione ERRATO percussione o carotaggi
(vuoti 21,5 %) (vuoti 21,5 %)
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
P06
Iniezioni a pressione su pareti fatiscenti
Descrizione
Iniezioni di miscele leganti a base cementizia o di formulati chimici, realizzate a pressione variabile in
funzione delle condizioni della muratura da consolidare. Il fine del presente intervento è quello di
restituire alla muratura la monoliticità iniziale attraverso la sostituzione della malta originaria con i
nuovi materiali iniettati, ove questa risulti mancante, riempiendo i vuoti e risarcendo le lesioni.
Particolarmente efficace quando l'apparecchio murario è irregolare e sconnesso e sono presenti
evidenti lesioni. Nell'esecuzione delle iniezioni il flusso deve essere continuo e non devono essere
creati vuoti d'aria. Possono essere utilizzate malte reoplastiche o espansive (100-120 kg di
cemento/mc) o stabilizzate con bentonite, nonché miscele a base di resine.

Modalità di intervento

1. puntellatura della struttura


tubo di adduzione 2. procedendo dall'alto verso il basso,
dell'acqua di lavaggio
perforazione del muro solo per un
giunti e fessure da sigillare e della malta in
breve tratto
pressione (iniettata a
3. iniesione del latte di cemento alla
gravità o mediante
pompa) prssione tollerata dal muro
4. unteriore perforaizone nello stesso
foro, prima dell'indurimento del
cemento, fino al raggiungimento di
un'altra cavità
5. uteriore inieizone di cemento
6. ripetizione delle operazioni
precedenti per un'altra porzione di
muro

boccaglio

malta a presa rapida per


sigillatura dei boccagli
60°

schema di iniezione corretto


(vuoti 9,8 %)

schema di iniezione ERRATO schema di iniezione ERRATO


(vuoti 21,5 %) (vuoti 21,5 %)
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
P07
Applicazione di pareti in c.a.
Descrizione
L'applicazione di pareti in c.a. o di lastre armate a confinamento e ringrosso delle murature murature
esistenti è particolarmente efficace per murature soggette a fenomeni di schiacciamento ed
interessate da fessure diffuse e comunque in tutti quei casi in cui altri tipi di intervento risultano
inefficaci o inapplicabili per le difficoltà e/o i rischi di esecuzione.
La realizzazione di pareti in c.a. realizzate in aderenza alla muratura, è volta a ridurre o al limite
eliminare la funzione portante del pannelli di muratura esistente. E' particolarmente indicata nei casi
in cui si debba necessariamente operare su un solo lato della muratura. La parete esistente viene
ammorsata a quella in c.a. di nuova realizzazione mediante cordoli o mensole in c.a.

Modalità di intervento

1. asportazione degli intonaci esistenti


e messa a nudo della muratura
portante
2. realizzazione manuale delle tracce
per l'alloggiamento dei cordoli
3. sigillatura dei giunti e delle fessure
griglia Ø8/20 eventualmente presenti nella
muratura
4. lavaggio e saturazione della
muratura al fine di stabilizzare il
paramento murario e di limitare i
fenomeni di ritiro del calcestruzzo
5. posa in opera dell'armatura del
muratura degradata
cordolo e della griglia in acciaio Ø
8/20. Se la parete da realizzare ha
uno spessore superiore a 10 cm
dovranno essere poste in opera due
griglie collegate mediante 6 spilli Ø
8/mq
6. getto della parete in c.a. in
adiacenza alla muratura esistente e
fino alla quota di imposta della
fondazione;

cordolo in c.a. per


ammorsamento della muratura

parete in c.a. (s=7-12 cm)


Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
P08
Applicazione di lastre sottili in c.a.
Descrizione
L'applicazione di pareti in c.a. o di lastre armate a confinamento e ringrosso delle murature murature
esistenti è particolarmente efficace per murature soggette a fenomeni di schiacciamento ed
interessate da fessure diffuse e comunque in tutti quei casi in cui altri tipi di intervento risultano
inefficaci o inapplicabili per le difficoltà e/o i rischi di esecuzione.
Le lastre in c.a. sono realizzate su entrambe le facce della muratura e sono armate con rete Ø6/10
cm. Le armature poste sulle due facce della parete sono collegate da spilli Ø6 (6/mq). Il
conglomerato utilizzato in questo tipo di intervento (gunite) è molto fluido, è posto in opera a spruzzo
e penetra all'interno degli interstizi della muratura consolidandola.

Modalità di intervento

1. asportazione degli intonaci esistenti


e messa a nudo della muratura
portante
2. posa in opera degli spilli passanti
griglia Ø6/10 nella muratura
3. sigillatura mediante malta porosa
dei giunti e delle fessure
eventualmente presenti nella
muratura
4. lavaggio e saturazione della
muratura al fine di stabilizzare il
muratura degradata paramento murario e di limitare i
fenomeni di ritiro del calcestruzzo
5. posa in opera della griglia in acciaio
Ø6 /10 realizzando i collegamenti
con gli spilli preventivamente
posizionati.
ferri passanti Ø6 n.6/mq 6. getto a spruzzo della gunite.

lastra in c.a.
Elemento strutturale Scheda

Pareti murarie
Tipologia di intervento
P09
Applicazione di intonaco armato
Descrizione
L'applicazione di pareti in c.a. o di lastre armate a confinamento e ringrosso delle murature murature
esistenti è particolarmente efficace per murature soggette a fenomeni di schiacciamento ed
interessate da fessure diffuse e comunque in tutti quei casi in cui altri tipi di intervento risultano
inefficaci o inapplicabili per le difficoltà e/o i rischi di esecuzione.
L'intonaco utilizzato (betoncino) è ad alto dosaggio di cemento ed è armato con rete elettrosaldata
Ø4/10cm.

Modalità di intervento

1. asportazione degli intonaci esistenti


e messa a nudo della muratura
portante
2. posa in opera degli spilli passanti
griglia Ø4/10 nella muratura
3. sigillatura mediante malta porosa
dei giunti e delle fessure
eventualmente presenti nella
muratura
4. lavaggio e saturazione della
muratura al fine di stabilizzare il
muratura degradata paramento murario e di limitare i
fenomeni di ritiro del calcestruzzo
5. posa in opera della griglia in acciaio
Ø4/10 realizzando i collegamenti
con gli spilli preventivamente
posizionati.
ferri passanti Ø6 n.6/mq 6. posa in opera del betoncino.

intonaco armato
Elemento strutturale Scheda

Solai in legno
Tipologia di intervento
S01
Sovrapposizione di tavolato
Descrizione
L'intervento è volto ad aumentare la rigidezza di un solaio nel proprio piano; per tale motivo è
consigliabile assiciare a questo intervento anche altri provvedimenti che garantiscano il
collegamento con i muri perimetrali. E' efficace per solai di luce non elevata (max 4,0 m) ed in
buone condizioni. La posa di un tavolato ortogonale a quello esistente, oltre ad irrigidire il solaio sul
proprio piano, è efficace per ripartire carichi concentrati.

Modalità di intervento

1. puntellamento del solaio (se


necessario)
2. demolizione ed asportazione del
pavimento, del sottofondo e
dell'intonaco sulle murature a
contatto con il tavolato
3. posa in opera del nuovo tavolato (4
tavolato di rinforzo cm) ortogonalmente al tavolato
esistente e chiodatura
4. posa in opera di cunei in legno duro
a contrasto tra il nuovo tavolato ed i
tavolato esistente muri perimetrali
travetto 5. ripristino delle finiture

collegamento alle
murature perimetrali (S06) tavolato di rinforzo

tavolato esistente

travetto

trave principale
Elemento strutturale Scheda

Solai in legno
Tipologia di intervento
S02
Soletta indipendente
Descrizione
L'intervento consiste nella realizzazione di una soletta in c.a. al di sopra del tavolato esistente,
incrementando in tal modo la rigidezza nel proprio piano del solaio esistente. L'intervento deve
essere associato a provvedimenti che garantiscono il collegamento del solaio alle murature
perimetrali.

Modalità di intervento

1. puntellamento del solaio


2. demolizione ed asportazione del
pavimento, del sottofondo e
dell'intonaco sulle murature a
contatto con il tavolato
3. preparazione del tavolato per il
getto (riempimento di eventuali
soletta in c.a.
vuoti e discontinuità del solaio)
4. posa in opera dell'armatura
5. esecuzione del getto
6. ripristino delle finiture
telo in polietilene

travetto E' possibile disporre al di sotto della


soletta un telo in polietilene per
prevenire la caduta di polvere
cementizia dai giunti del tavolato

tavolato esistente

rete Ø8/20

collegamento alle
murature perimetrali (S06) soletta in c.a.

tavolato esistente

travetto

trave principale
Elemento strutturale Scheda

Solai in legno
Tipologia di intervento
S03
Soletta collaborante
Descrizione
L'intervento consiste nella realizzazione di una soletta in c.a. al di sopra del tavolato esistente,
connessa agli elementi dell'orditura principale e secondaria del solaio mediante tralicci e connettori
metallici. L'intervento è indicato per solai di luce elevata ed in quei casi in qui è necessario un
incremento delle caratteristiche meccaniche del solaio. Ad intervento ultimato si ha un incremento
della resistenza del solaio per carichi verticali nonché della sua rigidezza (in piano e flessionale).

Modalità di intervento

1. puntellamento del solaio


2. demolizione ed asportazione del
pavimento, del sottofondo e
dell'intonaco sulle murature a
contatto con il tavolato
3. posa in opera del telo in polietilene
microforato
soletta cls 4. posa in opera dei connettori e dei
tralicci così come indicato in figura
rete elettrosaldata telo in polietilene 5. posa in opera dell'armatura
6. esecuzione del getto
traliccio metallico 7. ripristino delle finiture

tavolato esistente
connettore cilindrico

orditura secondaria
trave proncipale

collegamento alle traliccio metallico


murature perimetrali (S06) soletta in c.a.

tavolato esistente

connettore cilindrico
travetto

trave principale
Elemento strutturale Scheda

Solai in legno
Tipologia di intervento

Collegamento del solaio ai muri perimetrali S04


mediante lame in acciaio
Descrizione
L'intervento prevede il collegamento del solaio ai muri perimetrali mediante piatti metallici irrigidenti

Modalità di intervento

1. puntellamento del solaio


2. demolizione ed asportazione del
pavimento, del sottofondo e
dell'intonaco sulle murature a
contatto con il tavolato
3. esecuzione di fori passanti nella
muratura in corrispondenza dei punti
in cui posizionale i piatti
4. stabilizzazione della supertficie
esterna della muratura attorno al
foro per il posizionamento del
capochiave
5. posa in opera dei piatti metallici e
capochiave di chiodatura al tavolato
ancoraggio alla perete
massetto 6. messa in tensione delle barre
esterna
mediante chiave dinamometrica
7. risarcitura delle tracce eseguite per
la posa in opera delle barre
8. ripristino delle finiture
°
30

ferro piatto
chiodo

tavolato

orditura principale
Elemento strutturale Scheda

Solai in legno
Tipologia di intervento

Collegamento del solaio ai muri interni S05


mediante lame in acciaio
Descrizione
L'intervento prevede il collegamento del solaio ai muri perimetrali mediante piatti metallici irrigidenti

Modalità di intervento

1. puntellamento del solaio


2. demolizione ed asportazione del
pavimento, del sottofondo e
dell'intonaco sulle murature a
contatto con il tavolato
3. esecuzione di fori passanti nella
muratura in corrispondenza dei punti
in cui posizionale i piatti
4. stabilizzazione della supertficie
esterna della muratura attorno al
foro per il posizionamento del
capochiave
5. posa in opera dei piatti metallici e
massetto chiodatura al tavolato
6. messa in tensione delle barre
mediante chiave dinamometrica
7. risarcitura delle tracce eseguite per
la posa in opera delle barre
8. ripristino delle finiture

ferro piatto

chiodo

tavolato

orditura principale
Elemento strutturale Scheda

Solai in legno
Tipologia di intervento
S06
Collegamento alle murature perimetrali
Descrizione
La connessione del solaio alla muratura perimetrale è di primaria importanza al fine di garantire la
ripartizione delle azioni orizzontali sui maschi murari. In questa sceda sono descritti collegamenti
effettuati tramite cordoli in c.a. o attraverso connettori a coda di rondine.

Modalità di intervento

CORDOLI
1. puntellamento del solaio
2. demolizione ed asportazione del
pavimento, del sottofondo e
dell'intonaco sulle murature a
cordolo in c.a. contatto con il solaio
4. esecuzione della traccia nella
pavimento muratura per la realizzazione del
cordolo (eventualmente per
rete elettrosaldata sottocantieri)
5. posa in opera delle gabbie di
soletta in c.a. armatura per il cordolo e dei
connettori tra il cordolo ed il solaio (il
tavolato cordolo deve essere ben collegato
al solaio in relaizone al tipo di
trave in legno
intervento di consolidamento
previsto per l'impalcato)
6. esecuzione del getto
7. ripristino delle finiture
Cordoli perimetrali
BARRE A CODA DI RONDINE
1. puntellamento del solaio
2. demolizione ed asportazione del
pavimento, del sottofondo e
dell'intonaco sulle murature a
contatto con il tavolato
4. esecuzione di fori passanti nella
muratura
5. posa in opera delle barre a coda di
rondine (barre in due spezzoni come
ferro piegato descritto nel grafico): le barre
devono essere ben collegate al
pavimento solaio in relaizone al tipo di
intervento di consolidamento
rete elettrosaldata previsto per l'impalcato
5. getto di calcestruzzo espansivo
soletta in c.a. all'interno dei fori
6. risarcitura delle tracce eseguite per
tavolato la posa in opera delle barre
7. ripristino delle finiture
trave in legno

Connettori a coda di rondine