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Federica Bartoletti

Cristina Pansolli

Alle por te de lla

Magia ★

LIBRO DEI LINGUAGGI


• lettura e scrittura creativa
• linguaggi espressivi e musica

5
• cittadinanza e costituzione

a cura di
V. Grandinetti • L. Pepe
Indice
6 Spalanca le porte... della magia! 34 Accadde un giorno gli scrittori raccontano...
presentazione dei generi testuali 36 PAGINE PER SCRIVERE • produzione
Dentro l’autobiografia
Altre feste, altre storie!
UNITÀ 1 • PAGINE DI FINE ESTATE 38 PAGINE PER SCRIVERE • produzione
8 Giochi di fine estate in prima persona Incipit!
9 Bernadette in terza persona Personaggio diverso, amicizia nuova!
10 La prima delle mie felicità in prima persona 40 DIARIO DI VIAGGIO
11 Ritorno a casa in prima persona 42 La tempesta
12 Avventura a lieto fine in terza persona 44 Appunti di viaggio
14 L’estate passata in città in terza persona 46 Verso il Nord
16 Tempo di... fine estate 47 STRADA FACENDO
alternanza delle stagioni fra tradizioni verificare le conoscenze
ed esperienze autobiografia, diario di viaggio
48 PAGINE PER...
SCRIVERE UNA CRONACA
Viva i mimi!
50 Tempo di... autunno
Alternanza delle stagioni fra tradizioni
ed esperienze
52 RACCONTO UMORISTICO
Il gatto che restava indietro
Abbasso... che cosa?
54 Che cosa tolgo?
56 Scorpioni a pranzo
58 PAGINE PER SCRIVERE • produzione
19 PORTA DEL MAESTRALE Scrivere testi umoristici
UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI 60 RACCONTO POLIZIESCO
20 RI... PASSANDO • il testo narrativo Il mistero della Rue Morgue
Il venditore di frasi gentili 63 Furto sulla nave
22 AUTOBIOGRAFIA 64 Un «colpo» tecnologico!
24 Lezioni private gli scrittori raccontano...
24 Lezioni di canto gli scrittori raccontano...
25 Ricordi d’infanzia gli scrittori raccontano... UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI
26 Un’utile lezione gli scrittori raccontano... 66 RACCONTO EPICO
28 Il Purim gli scrittori raccontano... I protagonisti dell’epica
30 Il furto gli scrittori raccontano... 68 Ettore e Andromaca
32 La mia amica Zazà gli scrittori raccontano... 70 Il ritorno di Odisseo

2
72 L’arrivo di Enea nel Lazio 97 Giungla d’asfalto
73 La spada nella roccia Canzone magica per il bel tempo
74 PAGINE PER... 98 Mattino poesie di ieri
ASCOLTARE BENE 99 Gabbiani poesie di ieri
Ascoltare per comprendere e ricordare 100 Ritratto della mia bambina poesie di ieri
76 RI... PASSANDO • la leggenda 101 Uccellino mattiniero poesie di ieri
Il ponte di Pavia 102 PAGINE PER... CAPIRE LE POESIE
77 Perché le Dolomiti sono bianche e luminose Dalla poesia alla parafrasi
78 Romolo e Remo 104 Il tuono poesie di ieri
79 Le origini di Roma 105 Di tempo in tempo poesie di oggi
80 La Puglia e il suo vino 106 Aria di neve poesie di oggi
82 Dedalo e la Sardegna 107 Vorrei tanto trovare poesie di oggi
83 STRADA FACENDO 108 Lo sguardo del gatto poesie di oggi
verificare le conoscenze 109 Le vedo al laghetto poesie di oggi
racconto umoristico, racconto poliziesco, 110 Pace poesie di oggi
racconto epico, leggenda 111 Lo so, lo so poesie di oggi
84 RACCONTO DI FANTASCIENZA 112 Canzone magica per la caccia poesie dal mondo
Viaggio nello spazio 113 Ninna nanna poesie dal mondo
Il mio amico robot 114 Canti della creazione poesie dal mondo
86 Alla ricerca del passato 115 Quando matura la papaia poesie dal mondo
88 Missione Terra! 116 PAGINE PER SCRIVERE • produzione
90 Uno zoo straordinario Esperienze... poetiche
91 Altri mondi Il terreno tematico della poesia
92 Tempo di... inverno 118 PAGINE PER SCRIVERE • produzione
Alternanza delle stagioni fra tradizioni Poesie che descrivono
ed esperienze Esercitati a creare...
94 STRADA FACENDO
verificare le conoscenze
racconto di fantascienza
UNITÀ 5 • TESTI POETICI
120 POESIE DA GUSTARE!
Canzone d’autunno natura, emozioni
121 Paesaggio • I pesciolini natura, emozioni
122 Prigioniero in una stanza • Paura • Nostalgia
natura, emozioni
123 Un bambino al fiume • Canzone per gli altri
poesie per gli altri
124 PAGINE PER...
PARLARE CON LE CANZONI
Far poesia con le canzoni
95 PORTA RIMAPERTA 126 Il vecchio e il bambino
UNITÀ 4 • TESTI POETICI 127 STRADA FACENDO
96 UN MONDO DI POESIE verificare le conoscenze
Mare testo poetico

3
156 PAGINE PER SCRIVERE • produzione
Descrivere emozioni e atmosfere
158 PAGINE PER SCRIVERE • produzione
Il «tuo» testo descrittivo
160 Tempo di... primavera
Alternanza delle stagioni fra tradizioni
ed esperienze
162 STRADA FACENDO
verificare le conoscenze
128 PORTA DEL COSÌ COM’È testo descrittivo
UNITÀ 6 • TESTI DESCRITTIVI
130 RI... PASSANDO • il testo descrittivo
Un bel castello
131 OSSERVARE PER DESCRIVERE
132 Un concerto di suoni e rumori
133 Gli odori di Parigi
134 L’isola dei delfini blu
135 Le mareggiate
136 L’Uomo dalle Cetonie
138 Willy Wonka
139 La nonna
140 Un cane da amare 163 PORTA CIRIBÈ
141 Brutto e simpatico UNITÀ 8 • TESTI INFORMATIVI
142 La villa rosa fragola 164 NEL MONDO DEI GIORNALI
143 La fattoria sulla collina 165 Tutti in edicola!
144 Paesaggio 166 Le fonti delle notizie
145 Volando tra le nubi 167 La cronaca
146 Nel bosco 168 La prima pagina del quotidiano
147 CRESCERE! • cittadinanza 169 Attenti al... taglio!
Con gli occhi delle emozioni 170 La grammatica del titolo
148 PARTI DESCRITTIVE 171 Titoli: il «fuoco» delle notizie!
Che noia, la pioggia! 172 Dentro la notizia
149 PAGINE PER... DESCRIVERE 173 PAGINE PER...
Descrivere con la poesia DIVENTARE GIORNALISTI
Descrivere con la pittura
Come in una redazione
Descrivere con la fotografia
174 PARLIAMO DI TV
Descrivere con il fumetto
Saper scegliere
Con la TV... è tutta un’altra storia!
176 Un gioco nuovo
152 UNITÀ 7
178 OCCHIO ALLA PUBBLICITÀ!
LINGUAGGI A CONFRONTO
Batte la luna soavemente poesia 179 Schiuma da bagno: felicità?
La luna racconto 180 Il linguaggio della pubblicità
154 Notte stellata dipinto 181 A colpi di spot!
Stelle poesia 173 PAGINE PER... RIFLETTERE
155 Primavera dipinto Facciamo il punto sulla pubblicità!
Il biancospino poesia Dentro il messaggio

4
UNITÀ 9 • TESTI ARGOMENTATIVI 204 Il burraio
186 ARGOMENTI PER DISCUTERE il racconto
Libri da amare 205 Personaggi nei ritratti
Animali in casa? il dipinto di Hans Holbein il Giovane
188 Salviamogli la pelle 206 Particolari a sbalzo
189 Una «buona» pubblicità la tecnica: sbalzo
190 CRESCERE! • cittadinanza 207 Il sogno di Giulia
Un nuovo spot il racconto
191 CRESCERE! • cittadinanza 208 Il messaggio di un dipinto
Osservare, riflettere, crescere il dipinto di Piero della Francesca
192 STRADA FACENDO 209 E se fosse un mosaico?
verificare le conoscenze la tecnica: mosaico
testi informativi, persuasivi, argomentativi 210 PAGINE PER SCRIVERE • produzione
Dal dipinto al racconto
Adesso... scrivi!
Scopri i personaggi!
213 STRADA FACENDO
verificare le conoscenze
testo visivo

193 PORTA MIRALÀ


UNITÀ 10 • TESTI VISIVI
194 La minestra di polenta
il racconto
195 Tutti al banchetto! 214 PORTA SENTIUNPO’
il dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio UNITÀ 11 • PERCORSO MUSICALE
196 Applica le tecniche! 215 I gesti suono
la tecnica: chiaroscuro 216 Gli ostinati ritmici
197 Fauno, amico degli dèi 217 Cantare a due voci
il racconto 218 Lo spartito... a due voci!
198 Emozioni in un dipinto 219 Che cosa c’è per pranzo?
il dipinto di Sandro Botticelli 220 I canti dei popoli
199 Effetti splendenti! 221 Malbrough
la tecnica: tempere 222 La canzone si trasforma
200 Guidoriccio va alla guerra 223 La natura nella musica
il racconto 224 Il modo di sentire!
201 Un mondo di cavalieri 225 Compagni di scuola
il dipinto di Simone Martini
202 Scoprire e leggere il ritmo 226 Tempo di... inizio estate
la tecnica: motivi ritmici Alternanza delle stagioni fra tradizioni
203 Importanti particolari ed esperienze
la tecnica: motivi ritmici 228 Tempo di saluti!

5
Spalanca le porte...
Eccoci in quinta! Mi riconosci?
Sono Kia e ti accompagnerò in un nuovo viaggio
nel meraviglioso mondo della lettura.
Apri le Porte Magiche... altre sorprese ti aspettano!

Dietro la PORTA DEL MAESTRALE


soffia il vento del raccontare!
TESTI NARRATIVI
• Racconti autobiografici
• Lettere
• Diari di viaggio
• Racconti umoristici
• Racconti polizieschi
• Racconti epici
• Racconti di fantascienza

Dietro la PORTA RIMAPERTA...


parole e versi in libertà!
TESTI POETICI
• Poesie di ieri e di oggi
• Poesie di tanti popoli
• Poesie da gustare
6
... della Magia!
Apri la PORTA DEL COSÌ COM’È...
scoprirai il mondo intorno a te!
TESTI DESCRITTIVI
• Descrizioni per arricchire racconti,
per emozionarsi
• Descrizioni soggettive e oggettive

Oltre la PORTA CIRIBÈ... troverai


le risposte ai tuoi perché!
TESTI INFORMATIVI
E ARGOMENTATIVI
• Giornali e pubblicità
• Argomenti per riflettere
e discutere

Dietro la PORTA MIRALÀ...


lineee, colori e forme
in quantità!
TESTI VISIVI
• Storie e racconti che
escono dai quadri

Dietro la PORTA SENTIUNPO’...


la musica parte... dal DO!
• Percorso musicale per ascoltare,
cantare, giocare
7
Giochi di fine estate
L’estate finì all’improvviso.
Nei campi lungo la strada c’era un appezzamento di terreno, coltiva-
to a granturco, del tipo che serve a sfamare le mucche da latte duran-
te l’inverno e cresce fino a raggiungere dimensioni gigantesche.
Molte piante erano alte anche più di due metri e, dal nostro punto
di vista di bambini, compreso tra il metro e venti e il metro e
mezzo, a mano a mano che i gambi crescevano sempre più
alti, il campo diventava una giungla verde e invitante. Stando
stesi a terra era possibile vedere attraverso le file di piante,
perché le foglie iniziavano solo a un’altezza di una trentina
di centimetri ma, alzandosi in piedi, non si riusciva a vede-
re niente e quello diventava il luogo perfetto per giocare a
nascondino, o alle imboscate.
Oppure, come diceva Harris: – È ora della guerra delle pan-
nocchie! Le pannocchie non erano ancora mature; in quel
periodo dell’anno si erano però ingrandite a sufficienza da poter
servire come missili da quasi mezzo chilo; se venivano tirate in
maniera corretta, con uno scatto del polso, erano in grado di far fini-
re a terra una persona. Quel pomeriggio di fine estate cominciò così
la nostra ultima guerra delle pannocchie. La luce filtrava in mezzo alle
piante e lanciava un chiarore verde che faceva venire voglia di cam-
minare piano e parlare a bassa voce. Ci demmo la caccia attraverso
il granturco lanciandoci pannocchie, finché, a un tratto, non riuscim-
mo più a correre e ci lasciammo cadere entrambi a terra, ridendo, tra
il granturco che costeggiava la strada.
Gary Paulsen, La mia indimenticabile estate con Harris, Il Battello a Vapore

T u in gioco!
• Qual è la tua opinione
Chiave di lettura
IN PRIMA PERSONA
riguardo al gioco inven-
Ricordi? L’autore può raccontare i fatti in prima persona, come
tato dai due bambini? È
narratore interno, oppure in terza persona, come narratore
divertente o pericoloso?
esterno alla storia.
Parlane in classe.
• L’autore di questo racconto scrive:
• Quale altro gioco propor-
resti ai due bambini? in prima persona. come narratore esterno.
Rispondi sul quaderno e in terza persona. come narratore interno.
commenta in classe.

8 UNITÀ 1 • PAGINE DI FINE ESTATE


Bernadette
Le giornate estive divennero troppo calde per giocare, così e n z iatore
Arthur e Moira lavoravano al recinto per la scrofa evid
Bernadette solo la mattina presto. Di pomeriggio si rifugia- scrofa: la femmina del maiale.
vano nella frescura della stalla.
Una domenica mattina, Arthur e Moira terminarono il recinto. Si sedet-
tero sotto il grande albero e sorrisero, i visi striati di sudore e sporcizia.
Il recinto era grande e luminoso, con un cancello chiuso da una pesante
catena che zio Wrisby li aveva aiutati a sistemare.
Zia Elda e zio Wrisby portarono loro succo di frutta e biscotti caldi. Zio
Wrisby, già quasi pronto per andare in chiesa, indossava un paio di pan-
taloni neri con bretelle nere, sopra una camicia bianca pulita, ma era a
piedi nudi. Andò a prendere Bernadette mentre zia Elda ammirava il
recinto. Zio Wrisby aprì la porta e diede una spintarella d’incoraggia-
mento a Bernadette. La scrofa fissò la rigogliosa erba verde e il ripa-
ro ombroso in fondo al recinto, poi indietreggiò e tornò al suo vec-
chio posto nel porcile. Arthur e Moira si puntellarono contro il fon-
doschiena di Bernadette e spinsero.
Ma Bernadette rifiutò di muoversi anche solo di un millimetro.
Zio Wrisby andò in fondo al recinto e cantò ma la scrofa lo fissò
sospettosa e rimase immobile. Zia Elda preparò il suo pastone più
invitante e Arthur zappò in un punto ombroso del recinto versan-
dovi secchiate d’acqua per creare un fango fresco e morbido.
Ma alla scrofa non interessava il nuovo recinto. Guardò Arthur
con espressione placida e ritornò lentamente nel porcile.
Patricia Mac Lachlan, Un’estate particolare, Mondadori

Chiave di lettura
RIASSUMERE
Ricordi? Riassumere significa raccontare in breve, con l’aiuto
delle sequenze.
• Trova nel racconto le sequenze indicate e riassumi sul qua-
derno completandole.
1 A causa del caldo, Arthur e Moira... 4 La scrofa, però,...
2 Il recinto, grande e luminoso,... 5 Tutti cercarono di...
3 Zio Wrisby... 6 Ma a Bernadette...

Esperienze 9
La prima delle mie felicità
La prima delle mie felicità era quella di sorprendere, al mattino pre-
sto, il risveglio delle praterie; con un libro in mano, uscivo dalla casa
addormentata e spingevo la cancellata; impossibile sedersi sull’erba
zuppa di bianca rugiada. Camminavo sul viale, lungo il prato di
alberi pregiati che il nonno chiamava «il parco panoramico»;
leggevo, camminando pian piano, e sentivo contro la pelle
la freschezza dell’aria farsi più dolce. Il faggio violaceo, i
cedri azzurri, i pioppi argentati brillavano di un nuovo
splendore, come in un’alba del paradiso.
Dopo le effusioni familiari e la prima colazione, mi
sedevo sotto il pergolato, davanti a un tavolo di ferro,
e facevo i miei «compiti delle vacanze». Mi piacevano
quei momenti in cui, falsamente impegnata in un com-
pito facile, mi abbandonavo ai rumori dell’estate: il ron-
zio delle vespe, il chiocciolio delle faraone, il profumo
dei fiori, si mescolavano agli odori di caramella e cioc-
colato che mi arrivavano a sbuffi dalla cucina; sul mio
quaderno danzavano cerchi di sole. Ogni cosa, e me stes-
sa, avevamo il nostro giusto posto, qui, ora e sempre.
Nel pomeriggio, di solito partivo per una passeggiata con mia
sorella; graffiandoci gambe e braccia su rovi e cespugli, esplora-
vamo per chilometri intorno i castagneti. Facevamo grandi scoperte:
stagni, una cascata, certi massi di granito grigio, ai quali davamo la

denziatore scalata.
evi Strada facendo, mangiavamo le nocciole o le more di siepe, le cor-
faraone: uccelli domestici o bezzole, le corniole, l’uvaspina; assaggiavamo le mele di tutti i meli.
selvatici, con piumaggio
grigio screziato, testa e Simone De Beauvoir, Le belle immagini, Einaudi
parte del collo nude.
corbezzolo: arbusto sem-
preverde con foglie lunghe
e seghettate e bacche ton-
Chiave di lettura
NARRATORE E PROTAGONISTA
deggianti commestibili.
In un racconto in prima persona, come questo, autore e narra-
corniolo: arbusto delle zo-
tore interno coincidono, sono la stessa persona.
ne montane dell’Europa e
• Rispondi sul quaderno.
dell’America settentrionale,
– Dove si trova l’autrice e narratrice? Che cosa vede al
alto da 2 a 5 m, con foglie
mattino?
ovali, fiori gialli e frutti rossi.
– Che cosa può udire?
– Quali sono le sensazioni che prova?
– Quali sapori fanno parte delle sue mattinate estive?

10 UNITÀ 1 • PAGINE DI FINE ESTATE


Ritorno a casa
«Si torna a casa, Valentina» mi ha detto Stefi, mentre la
nostra nave usciva da porto Torres e puntava verso
Genova.
Eh, già, si tornava a casa.
Avevo visto luoghi da sogno e assistito a spettacoli
inimmaginabili. Era stato bello conoscere tanta
gente, percorrere tante piazze, immergersi nei
boschi, scivolare sui laghi, indugiare nelle chie-
se, soffermarsi nei musei… sentivo di tornare a
casa molto diversa da com’ero partita. Mi ero
fatta una nuova idea della bellezza, avevo
conosciuto più a fondo la storia delle città,
incontrato persone che avevano saputo parlar-
mi con sincerità di se stesse. Anch’io credo di
aver lasciato dappertutto un po’ di me stessa,
perché ho viaggiato con la mia storia e i miei
ricordi. Adesso so che cos’è la geografia. Non è
solo un insieme di dati e nomi, ma un intreccio di
storie e di vite che animano un quartiere, un paesi-
no di montagna, una caletta tra gli scogli, la foce di un
fiume... Quante cose avevo da raccontare a mio fratello,
ai miei genitori, ai miei compagni e ai miei insegnanti!
Il mare era calmo, la nave scivolava tranquilla e mi sono
appostata a prua per scorgere, appena possibile, la costa
ligure. Poi avremmo attraversato le montagne, saremmo
entrate in Piemonte e, infine, ... Torino!
enziatore
Ho pensato che è bello viaggiare e conoscere tante cose evid
nuove. Ma è anche bello, anzi bellissimo, tornare a casa. Una caletta è:
Angelo Petrosino, Il viaggio in Italia di Valentina, Piemme Junior una piccola spiaggia.
un particolare tipo di barca a vela.
una rete da pesca.

P rova tu!
• Viaggiare, dice Valentina, è conoscere tante cose nuove.
A te sembra di aver imparato qualcosa di nuovo dai viag-
Riflessione sulla lingua
Esegui l’analisi grammaticale delle
frasi evidenziate nel testo.
gi compiuti quest’estate? Racconta.

Esperienze 11
Avventura a lieto fine
I fratelli Bongiò, Gaia, Paolo, Maddalena e Maria Erba, attendeva-
no con ansia l’arrivo dei cugini per trascorrere le vacanze estive.
Filippo era il cugino maggiore, un infaticabile inventore di giochi
divertenti. Poi c’era Carlotta, grassottella e pacifica, che amava la
quiete ma veniva sempre trascinata in avventure incredibili dal fra-
tello. Infine Alberto, il più piccolo, era un grande appassionato di
animali e piante. Quando giunsero a casa Bongiò, l’atmosfera
era davvero alle stelle: non era passata neppure un’ora dal loro
arrivo che era già stato stabilito di formare tutti insieme una
banda a cui fu dato il magico nome di «il prato arancione».
Naturalmente bisognava subito pensare alla prima grande
impresa e quindi fu proposta una gita a una delle isole
del fiume che attraversava la città.
I ragazzi prepararono cesti, coperte, ombrelli e li
caricarono su una barchetta; si dovettero fare addi-
rittura due viaggi, per raggiungere l’isola, tanta era
la roba da scaricare. Una volta arrivati, subito si
pensò alla merenda e tutti si misero in movimento:
coperte che venivano stese, panieri rovesciati, pani-
ni distribuiti. Finita la merenda, fu il momento del
nascondino, poi si arrampicarono sugli alberi, fecero
capriole e salti, una gara di corsa e, quando esausti si
ributtarono a sedere sulle coperte, si accorsero all’im-
provviso che il cielo si era fatto nero e si era levato il
vento. Sembrava persino che il fiume urlasse a causa
delle sue onde ingrossate.

Chiave di lettura
IN TERZA PERSONA
L’autore di questo racconto scrive:
e
ziator
in prima persona.
eviden
come narratore esterno.
in terza persona. • Spiega oralmente il significato delle parti
evidenziate nel testo.
come narratore interno.
• Scrivi sul quaderno altri significati di rombo.

12 UNITÀ 1 • PAGINE DI FINE ESTATE


I ragazzi, un po’ preoccupati, si misero a raccogliere in
fretta la roba, prima che piovesse, ma, quando arrivaro-
no alla barca, questa non c’era più: era stata trascinata
via dalla corrente.
– Dobbiamo cercarci un rifugio finché non verranno a
prenderci – disse Filippo.
Intanto Carlotta e Maddalena piagnucolavano. Cominciò
a piovere, sempre più forte. Alberto aveva legato a quat-
tro alberi le coperte per farne una tettoia. I ragazzi rima-
sero a lungo abbracciati l’uno all’altro. Intanto continua-
va a piovere e il freddo s’insinuava nelle ossa.
Nessuno parlava. Il rombo del fiume era sempre
più forte e, di tanto in tanto, i lampi accendevano
bagliori sulle colline. Passarono molte ore finché,
da lontano, molto lontano, si sentì un grido:
– Oh-e! Oh-e!
– Ci sono! Ci cercano! – gridarono i bambini
in coro.
La luce di un faro dalla riva si fermò su di
loro. Poco dopo un motoscafo raggiunse
l’isola: vennero lanciate delle corde, i vigili
del fuoco scesero dal motoscafo insieme a
papà Bongiò. Il padre guardò i ragazzi, fece
per sgridarli ma, alla fine, li abbracciò.
La grande avventura si concluse a casa
davanti ad una bella crostata di fragole!
Donatella Bindi Mondaini, Il prato arancione,
Edizioni E. Elle

P rova tu!
• Se il papà non li avesse raggiunti, come avrebbero risol-
to la situazione i ragazzi? Prova a cambiare, sul quader-
no, il finale del racconto:
Riflessione sulla lingua
«Ma, quando arrivarono alla barca, questa non c’era più:
era stata trascinata via dalla corrente. I ragazzi...». Sottolinea, nel brano: in rosso le pre-
posizioni semplici, in blu quelle arti-
• Hai mai vissuto un’esperienza in cui ti sei sentito solo e colate.
impaurito? Racconta.

Esperienze 13
L’estate passata in città
La gente per undici mesi l’anno amava la città: i grattacieli, i distributori
di sigarette, i cinema a schermo panoramico, tutti motivi d’indiscutibile
attrattiva.
L’unico abitante cui non si poteva attribuire questo sentimento con cer-
tezza era Marcovaldo.
A un certo punto dell’anno cominciava il mese di agosto. Ed ecco, si assi-
steva a un cambiamento di sentimenti generale: la gente non desiderava
altro che andarsene al più presto e, a furia di riempire treni e ingorgare
autostrade, al 15 del mese se n’erano andati proprio tutti. Tranne uno.
Marcovaldo era l’unico abitante a non lasciare la città.
Una mattina uscì a camminare per il centro. S’aprivano larghe e inter-
minabili le vie, vuote di macchine e deserte; nelle facciate delle
case le saracinesche erano abbassate e le stecche delle persiane
erano chiuse. Per tutto l’anno Marcovaldo aveva sognato di
poter usare le strade come strade, cioè camminandoci nel
mezzo: ora poteva farlo e poteva anche passare con il sema-
foro che indicava rosso e attraversare in diagonale e fer-
marsi nel centro delle piazze.
Ma capì che il piacere non era tanto fare cose insolite,
quanto vedere tutto in un altro modo: le vie come fon-
dovalle o letti di fiume in secca, le case come blocchi
di montagne scoscese o pareti di scogliera.

Chiave di lettura
TIPI DI SEQUENZE
Le sequenze di un racconto possono essere: narrative (presen-
tano fatti e personaggi), descrittive (descrivono ambienti, perso-
naggi, emozioni), riflessive (riportano opinioni e impressioni del
narratore o dei personaggi), dialogate (riportano dialoghi tra
personaggi).
• Con l’aiuto dell’insegnante, evidenzia le sequenze di
cui è formato il racconto;
• Segna le scelte corrette.
– In questo racconto prevalgono:
sequenze narrative. sequenze descrittive.
sequenze riflessive. sequenze dialogate.

14 UNITÀ 1 • PAGINE DI FINE ESTATE


Si sarebbe detto che, appena disertata dagli uomini, la città
fosse caduta in balia di abitatori fino a ieri nascosti, che ora
prendevano il sopravvento: la passeggiata di Marcovaldo
seguiva per poco l’itinerario di una fila di formiche, poi
si lasciava sviare dal volo di uno scarabeo smarrito, poi
indugiava accompagnando il sinuoso incedere di un lom-
brico.
Non erano solo gli animali a invadere il campo:
Marcovaldo scopriva che alle edicole dei giornali, sul lato
Nord, si forma un sottile strato di muffa, e che gli alberelli
in vaso davanti ai ristoranti si sforzano di spingere le loro
foglie fuori dalla cornice d’ombra del marciapiede.
Così, dimenticando la funzione dei marciapiedi e delle stri-
sce bianche, Marcovaldo percorreva le vie con zig-zag da
farfalla.
Era l’unico momento, durante tutto l’anno, in cui
Marcovaldo si sentiva davvero a suo agio in città
e pensava con tristezza a quando tutta la gente
sarebbe rientrata dalle vacanze: la folla, la
coda delle automobili, il traffico, i rumori,
avrebbero sicuramente cambiato l’aspetto
della città, e Marcovaldo l’avrebbe senti-
ta meno sua.
Italo Calvino, Marcovaldo, Einaudi

denziatore
evi
• Analizza le seguenti parole del brano. Poi...
– Colora in blu il quadratino se le usi quotidianamente.
– Colora in verde il quadratino se ne conosci il significato.
– Colora in rosso il quadratino se ti sono sconosciute.
attrattiva attribuire
sviare indugiava
sinuoso incedere

• Ricerca il significato delle parole che non conosci e scrivi-


lo sul quaderno.
• Spiega oralmente le parole che conosci e che fanno parte
della tua realtà quotidiana.

Esperienze 15
Tempo di...
i
… ricord
Il mare in burrasca
Il mare
vuol sollevare
il suo coperchio.
Giganti di corallo
spingono
con la schiena.
E nelle grotte d’oro
le sirene tentano
una canzone che addormenti
La conchiglia marina l’acqua.
O conchiglia marina, Federico García Lorca
figlia della pietra e del mare
biancheggiante,
tu meravigli la mente dei
fanciulli. M’hanno portato una conchiglia
Alceo M’hanno portato una conchiglia
Dentro le canta un mar di mappa.
Il cuore mi si riempie d’acqua
con pesciolini
d’ambra e d’argento.
M’hanno portato una conchiglia.
Federico García Lorca

Il mare
Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia. E tutto è calmo.
Sandro Penna

16
... fine estate
ar ticolari
ip
… sapor
Porta l’estate con te!
Quanti di voi sono stati in vacanza nel sud
dell’Italia o ci vivono? Anche lì i sapori sono tanti
e particolari. Durante l’estate maturano i peperon-
cini: sono frutti di una pianta annuale che vengo-
no raccolti in questa stagione. La pianta del pepe-
roncino è coltivabile anche in vaso e puoi portarla
a casa tua. Richiede una buona esposizione al
sole. I suoi frutti si usano freschi oppure essicca-
ti e sono adatti per insaporire conserve, sughi e
verdure.

Dove e come hai trascorso le vacanze? Racconta.

… emozion
i e fantasia
L’origine delle stagioni
L’estate stava finendo. Il sole era tiepido, l’aria dolce e
invitante. La giovane Persefone stava cogliendo fiori in un
prato. A un tratto, la Terra si spalancò e Ade, il re dei morti,
uscì fuori dell’abisso e la rapì per farla diventare sua
sposa e regina del tenebroso mondo sotterraneo.
Demetra, dea dei raccolti e madre di Persefone, cercò
disperata la figlia per terra e per mare... L’estate, intanto,
scoloriva nell’autunno. L’aria si faceva più fredda e una
lieve nebbiolina indugiava lassù, come dentro una nuvola.
(Continua a pagina 51)

Volta la pagina
e scopri altre
atmosfere
di fine estate!
17
e nostalgia
emozioni

Nella bella stagione
Nella bella stagione era naturale che si viaggiasse
di più. A un certo punto della strada si vedeva, su
un costone, il prato dei papaveri. Un campetto
incolto, sassoso, fiammeggiante di papaveri nella
luce del mattino.
Papà si arrampicava fin lassù e coglieva un mazzo
di papaveri per me; i papaveri erano stati una pas-
sione molto antica.
Da piccolina li chiamavo «ci-uc-ci». Provavo, nel
vederli come un’esaltazione, fremevo tutta. Papà
trattava con rispetto quel genere di passioni di me
bambina: non mi prendeva in giro.
Lalla Romano, La penombra che abbiamo attraversato, Einaudi

Settembre
Molto chiare si vedono le cose.
Puoi contare ogni foglia sui platani.
Lungo il parco di settembre
l’autobus già ne porta via qualcuna.
Ad uno ad uno tornano gli ultimi mesi,
e l’ansia,
le mattine, le attese e le piogge.
Franco Fortini

L’estate finisce, ma ancora sono vivi i ricordi delle giornate appena


passate: le vacanze, le passeggiate, i giochi...
Ora, sui banchi di scuola, hai fogli e colori: disegna il momento più bello
della tua estate e scrivi una lettera alla bella stagione ormai alle porte,
come se fosse un’amica che ti ha regalato giornate un po’ magiche.

18
Testi narrativi

O
P

RT E
A AL
DEL T R
MAES
Dietro la PORTA DEL MAESTRALE
soffia il vento del raccontare!

AUTOBIOGRAFIE
DIARI DI VIAGGIO
RACCONTI UMORISTICI
Apri la porta
RACCONTI POLIZIESCHI
del Maestrale!
Troverai... RACCONTI EPICI
LEGGENDE
RACCONTI DI FANTASCIENZA

19
Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...pas
A N DO
Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando

PASS
R I ...
Vi ricordate quali sono
le caratteristiche
di un TESTO NARRATIVO?
Può essere lungo oppure
breve, ma ha sempre
un inizio, uno sviluppo
e una conclusione!

Il racconto può svolgersi


in un tempo presente,
passato o futuro!

… che si muovono
in luoghi e ambienti
reali o fantastici!

Ci sono personaggi
principali (protagonisti)
e secondari...

Bravi, ottima memoria!


Aggiungo solo che ogni racconto può essere diviso
in sequenze collegate tra loro in modo coerente;
ricordate inoltre che gli avvenimenti possono essere
narrati in ordine cronologico oppure secondo
un intreccio formato da anticipazioni e flashback.
Quindi, l’ordine iniziale (inizio, sviluppo,
conclusione) può cambiare di volta in volta!

20 Obiettivi specifici: verificare le preconoscenze (testo narrativo).


Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...pas
ssando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando

Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando


Il venditore di frasi gentili
Ne offriva ogni giorno, in continuazione, come un albero che non smette mai di
fiorire, e di quei fiori offriva sempre quello più adatto e gradito. Solo che Giannino
non offriva in omaggio rose o mughetti, ma parole tanto delicate da sembrare
altrettanti petali che componevano una frase più gentile di qualsiasi fiore.
Girava per la città portando nel cuore una serra fiorita di frasi gentili, sempre
pronto ad offrirne una a chi ne avesse bisogno. Bastava dargli pochi centesimi
per sentirsi dire qualcosa di sorprendente e delizioso: uno era triste per un rim-
provero ingiusto? Era andato male a scuola? Aveva avuto una delusione
d’amore? Giannino aveva una frase pronta per tutti.
Le soddisfazioni maggiori le dava nei parchi alle coppie degli innamorati
che passeggiavano o sedevano abbracciati sulle panchine. I ragazzi timi-
di che non sapevano fare i complimenti, con 50 centesimi potevano
offrirne alla loro compagna di bellissimi, come si offrono delle rose.
Per via dello strano mestiere che faceva, Giannino divenne famo-
so e le sue frasi più belle cominciarono a circolare in tutta la
città. Insomma, grazie a lui la gente cominciò a rivolgersi la
parola con amore e poetica gentilezza.
Per questo, a poco a poco, il suo mestiere finì: nessuno aveva
più bisogno di ascoltare o farsi suggerire frasi gentili, ormai
le udiva ovunque e aveva imparato a dirle da sé. Ma
Giannino, contento di sentire ovunque poesia e gentilezza,
non si dispiacque di restare disoccupato. Anche perché, in
segno di gratitudine, il Consiglio comunale, a nome di tutta
la cittadinanza, gli assegnò una discreta pensione.
Marcello Argilli, Una storia al giorno, De Agostini

E ntra nel testo


• Individua nel testo: inizio, sviluppo, conclusione, poi evidenziali nella barra a
lato con i colori giusti.
• Rintraccia gli elementi caratterizzanti il testo narrativo: quali sono i personaggi?
E dove si svolge la storia?

21
ssando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando
Chiave di lettura AUTOBIOGRAFIA
È il racconto, scritto in prima persona dall’autore protagonista, di fatti ed esperienze della
propria vita che egli ritiene significativi. Il termine autobiografia, infatti, deriva da tre parole
della lingua greca: autòs, «se stesso», biòs, «vita» e gràpho, «scrivo».

Pranzi in famiglia
Ho molti ricordi di pranzi in famiglia nei periodi festivi e, in
Il testo è scritto in
prima persona particolare, di due personaggi della mia famiglia materna, le zie
dall’autore protagonista. Evina e Pitti, due fatine pasticcione che sarebbero piaciute a
Walt Disney. Le vedevo spesso, a casa della nonna, durante i
pranzi natalizi. La zia Pitti mangiava e parlava, parlava e man-
giava, un po’ come le galline che piluccano per ore nel cortile.
Solo che le galline a volte si zittiscono, la zia Pitti mai. Quanto
a zia Evina, lei proprio non sopportava gli odori. Una volta, alla
I fatti raccontati sono
lontani nel tempo. vigilia di Capodanno, la nonna le chiese di imbucare una let-
tera e di comprare una fettina di gorgonzola da aggiungere a
non so quale pietanza. Sarà stato perché detestava il gorgonzo-
la, o semplicemente perché la sua distrazione raggiungeva livel-
li catastrofici, fatto sta che zia Evina se ne tornò a casa senza il
formaggio.
«In fondo era una fetta così sottile... » si era giustificata.
Queste cose sono tutte vere, non riuscirei a parlare di fatti
Ci sono
riflessioni personali. che non i sono accaduti realmente!
Bei ricordi: così saporiti che ancora adesso mi lecco le lab-
bra e mi commuovo un po’.
«Popotus»

P rova tu!
• Nella tua famiglia c’è una persona un po’ speciale a cui sei particolarmente affezionata, affezionato?
Racconta sul quaderno.

22 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Gli scrittor
i raccontan
o...

Lezioni private
Io non andavo a scuola, benché fossi nell’età di andarci; perché mio
padre diceva che a scuola si prendono i microbi. Anche i miei fratelli
avevano fatto le elementari in casa, con maestre, per la stessa ragione.
A me, dava lezione mia madre. Io non capivo l’aritmetica; e non riusci-
vo a imparare la tavola pitagorica. Mia madre si sgolava. Prendeva dal
giardino dei sassi e li allineava sul tavolo, oppure prendeva delle cara-
melle. In casa nostra non si faceva consumo di caramelle, perché mio
padre diceva che rovinano i denti; e non c’era mai cioccolata, o altri
dolci da mangiare, perché era proibito mangiare «fuori pasto». Gli unici
dolci che si mangiavano, però sempre a tavola, erano certe frittelle chia-
mate «gli smarren», che aveva insegnato non so che cuoca tedesca; sem-
bra fossero economiche e se ne mangiava così spesso che non le pote-
vamo più soffrire. Le caramelle, mia madre le comprava soltanto per
insegnarci l’aritmetica. Ma a me quell’aritmetica, legata ai sassi e alle
caramelle, ripugnava ancora di più.
Insegnandomi la geografia, mia madre mi raccontava di tutti i paesi in
cui era stato mio padre da giovane. Era stato in India, dove s’era preso
il colera, e, credo, la febbre gialla; ed era stato in Germania e in
Olanda. Era stato poi anche nello Spitzberg, per i suoi studi di
biologia, ed era entrato dentro al cranio della balena: c’erano in
casa nostra molte fotografie di mio padre con le balene; e mia
madre me le mostrava, ma mi lasciavano un po’ delusa, per-
ché erano fotografie sfuocate, e mio padre non appariva che
al fondo, una minuscola ombra; e della balena non si vede-
va né il muso, né la coda; si vedeva soltanto una specie di
collina seghettata, grigia e nebbiosa. La balena era quella.
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare, Einaudi

E ntra nel testo


• Che tipo di educazione ha ricevuto la scrittrice
dai suoi genitori?
C R E S CE R
Gli affetti
E!

• Studiando a casa la scrittrice non aveva


Un’educazione severa, con molti divieti. compagni con cui condividere la vita
della scuola. A te sarebbe piaciuto stu-
Un’educazione permissiva.
diare a casa, da solo?
• Quali sono le parti nel brano che lo fanno capire?
Parlane con i compagni e con l’insegnante.
Sottolineale.

Autobiografie 23
o...
i raccontan
Gli scrittor

Lezioni di canto
Un giorno, quando avevo circa dieci anni, papà pensò di farmi imparare la
musica. Io non avevo orecchio ma papà non era uomo da prendere in
considerazione questa circostanza: considerava i figli come materiale grezzo,
che il padre ha il diritto di plasmare. Quando gli dissi che non sapevo can-
tare, mi rispose di non dire sciocchezze, si sedette al piano, si schiarì la gola,
e cantò: do, re, mi... Cantò con gusto e ripeté l’esercizio ad alta e a bassa
voce. Poi si rivolse a me e invitandomi a cantare le note, mentre lui mi
accompagnava al pianoforte.
Papà suonò la prima nota, io non sapevo bene ciò che dovevo fare, ma
cominciai a caso e cantai ad alta voce.
– No, no, no! – disse papà disgustato.
Tentammo parecchie volte ancora. Poco dopo compresi che avrei dovuto
intonare in qualche modo la mia voce alle note del pianoforte ma non
avevo la minima idea di come si potesse fare. Mamma entrò nella stan-
za mentre papà batteva ostinatamente sui tasti: – La minestra è in
tavola – disse ridacchiando. Papà si alzò di scatto. Credo che, in
cuor suo, si sentisse sollevato per questa interruzione che gli per-
metteva di smettere senza sentirsi vinto.
La cena fu un vero conforto perché eravamo sfiniti. Dopo cena,
quando andai a salutarlo, mi sorrise bonariamente, poi mi
diede un colpetto affettuoso sulla spalla e io andai a dormire.
Clarence Day, Vita col padre, Mondadori

denziatore
evi
• L’espressione non avevo orecchio signifi-

Chiave di lettura
ca che lo scrittore:
aveva problemi di udito.
non era particolarmente portato per la
STATI D’ANIMO musica.
L’autore narra un episodio che è rima- • Cerca sul vocabolario il significato di pla-
sto impresso nella sua memoria e smare. Poi scrivilo sui puntini.
rinnova gli stati d’animo provati.
• Individua ed evidenzia nel ......................................................................
testo le riflessioni personali ......................................................................
riportate dall’autore. • Scrivi sul quaderno una frase che contenga
il verbo plasmare, poi confrontala in classe.

24 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


o... Vai alla pagina 6 dell’Atlante dei linguaggi!
i raccontan
Gli scrittor

Ricordi d’infanzia
Una sera, in casa del nonno Gianduia, eravamo tutti intorno
al focolare della grande cucina. Quattro dei miei zii, figli del
nonno, erano ancora ragazzi: Gianfranco, solo otto mesi più
di me, Gigliola, due anni di più, Graziella, cinque anni,
Danilo, otto anni. Allora io frequentavo la scuola elementare.
Uno di questi zii raccontava una fiaba dal sapore popolare,
ricca di suggestioni e io ascoltavo incantato, letteralmente a
bocca aperta e con gli occhi lucidi e sbarrati. A un certo
punto, Gigliola, la zia monella che si divertiva a farmi gli
scherzi, di scatto m’infilò un dito nella bocca spalancata.
Io ebbi un sussulto, come se mi svegliassi di sopras-
salto, mentre gli altri si sbellicavano dalle risa.
Gianfranco aveva l’abitudine di rosicchiare
qualche calcinaccio nero di fumo, staccato
dalla cappa del camino. Una volta me ne
offrì uno, perché lo assaggiassi.
Appena lo ebbi messo in bocca, sen-
tii un sapore amaro e sgradevole e
lo sputai con disgusto. Spesso mi
chiedevo perché a lui piacesse
quella porcheria.
Paolo Lasagni, Casanuova
e il suo popolo, Lalli Editore

Riflessione sulla lingua


Il brano è ricco di aggettivi: individuali, scrivili sul quaderno e
indica di che tipo sono (qualificativi, determinativi...).

P rova tu!
• Ti è mai capitato di vivere, in famiglia, una situazione parti-
colarmente buffa? Racconta.

Autobiografie 25
o...
i raccontan
Gli scrittor

Un’utile lezione
Nel quartiere dove abitavo c’erano bambini che andava-
no a scuola e, nel pomeriggio, tornando a casa, si fer-
mavano a giocare lasciando i libri sul marciapiede;
io mi mettevo a sfogliarli e a far domande su quel-
l’imbarazzante faccenda della carta stampata.
Quando ebbi imparato a riconoscere certe paro-
le, dissi alla mamma che volevo imparare a leg-
gere ed ella mi incoraggiò ma disse che non
aveva tempo per insegnarmi. Presto fui in
grado di avanzare piano piano nella lettura,
attraverso la maggior parte dei libri che mi
capitavano fra le mani. Andava nascendo in me
una divorante curiosità di conoscere tutto e,
quando la mamma tornava dopo una lunga gior-
nata di lavoro, io la interrogavo con insistenza su
ciò che aveva visto e udito per le strade. Spesso era
così stanca che si rifiutava di rispondere.
Una fredda mattina, la mamma mi svegliò e mi disse
che, poiché in casa non c’era carbone, ella avrebbe
portato mio fratello con sé al lavoro e che io dovevo
restare a letto fino a quando non fosse stato portato il
carbone che ella aveva ordinato. Per pagarlo lasciava un
biglietto e del denaro sotto lo zoccolo del comò.

E ntra nel testo

Chiave di lettura
• Rileggi con attenzione l’autobiografia, poi
individua e sottolinea con colori diversi le
sequenze di cui ti forniamo i titoletti:
La scoperta della lettura PRIMI RICORDI
Spesso un’autobiografia inizia con i
La lezione del carbonaio primi ricordi d’infanzia.
• Se tu dovessi scrivere una tua
La felicità di imparare autobiografia, da quale episo-
dio cominceresti? Raccontalo
La mamma insegna al suo bambino sul quaderno.

26 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Mi riaddormentai e fui risvegliato dal campanello della porta.
Andai ad aprire, feci entrare il carbonaio, e gli diedi denaro e
biglietto. Egli portò dentro il carbone, poi mi chiese se avevo
freddo.
– Sì – risposi rabbrividendo.
Egli accese il fuoco, poi si sedette e mi guardò.
– Quanto ti devo dare di resto? – mi domandò.
– Non lo so – dissi.
– Vergogna – esclamò lui. – Non sei capace di contare?
– No signore – risposi.
– Sta a sentire e ripeti con me – replicò lui.
Contò fino a dieci e io ascoltai attentamente, poi mi disse di
contare da solo, e lo feci. Allora mi fece imparare a memoria
le parole venti, trenta, quaranta, eccetera, poi mi disse di
aggiungere uno, due, tre, e così via.
Nello spazio di un’ora avevo già imparato a contare fino a
cento e fui al colmo della gioia. Il carbonaio se n’era
andato da un pezzo e io continuavo a danzare sul
letto, in camicia da notte, contando e ricontando
fino a cento, nel timore che, se non avessi con-
tinuato a ripetere i numeri, li avrei dimenticati.
Quando la sera la mamma tornò dal lavoro, la
obbligai a starsene zitta ad ascoltarmi mentre
contavo fino a cento. Dopo questo, ella mi
insegnò a leggere e mi raccontò delle storie.
La domenica leggevo i giornali sotto la guida
della mamma che mi sillabava le parole.
Richard Wright, Ragazzo nero, Einaudi

T u in gioco!
• Il protagonista della storia non va a scuola, perché troppo povero per potersi permettere un’istruzione.
Tuttavia è animato da un forte desiderio di conoscere e imparare.
– Che cosa significa, per lui, «conoscere e imparare»?
Conquistare qualcosa. Sentirsi grandi. Sentirsi importanti.
– Che cosa significa per te?
Sapere tante cose. Scoprire notizie interessanti. Specializzarsi in qualcosa.
• Dopo aver riflettuto singolarmente, scambiatevi i pareri in classe e discutete; poi dividetevi in gruppi e met-
tete per scritto le impressioni emerse del dibattito.

Autobiografie 27
o...
i raccontan
Gli scrittor

Il Purim
La festa che noi bambini sentivamo con maggio-
re intensità, benché fossimo troppo piccoli per
prendervi realmente parte, era il Purim. Era una
festa che commemorava gioiosamente la libera-
zione degli ebrei da Hamàn, un malvagio per-
secutore.
I grandi si travestivano e uscivano, dalla stra-
da si udiva un gran vociare; in casa compa-
rivano le maschere: io non sapevo chi fos-
sero, era proprio come nelle fiabe. La notte
i genitori restavano fuori a lungo a far festa
e l’eccitazione generale si trasmetteva
anche a noi bambini: nel mio lettino restavo
sveglio a lungo, l’orecchio teso in ascolto.
Qualche volta papà e mamma ci comparivano
davanti mascherati e poi si facevano riconosce-
re: quello era un divertimento straordinario, ma
ancor più mi piaceva quando non sapevo che
erano loro. Una notte, mi ero finalmente addor-
mentato, quando fui risvegliato da un lupo
gigantesco che si chinava sul mio lettino
Ansimava terribilmente e dalla bocca gli usciva
Riflessione sulla lingua una lunga lingua rossa. Mi misi a strillare con
• Sul quaderno, fai l’analisi grammaticale delle quanta voce avevo in corpo: «Il lupo, il lupo!» ma
forme verbali che sono evidenziate nel testo.
nessuno mi sentiva e veniva da me, io urlavo
• Completa la sintesi del racconto inserendo
negli spazi i seguenti connettivi logici: sempre più forte, piangendo disperato. A un certo
mentre • perciò • però • ma • quando punto sbucò fuori una mano, afferrò le orecchie
Lo scrittore racconta cosa succedeva ......... la del lupo e gli tirò giù la testa.
sua famiglia celebrava il Purim, una festa ebrea
simile al nostro Carnevale. ......... i piccoli rima-
nevano a letto, i grandi si travestivano e festeg-
giavano. A volte i genitori si travestivano e face-
vano divertire i bambini; una notte, ......... lo scrit-
tore ricorda di non essersi divertito affatto, .........
Chiave di lettura
TEMPO VERBALE
di aver preso una grande paura: il padre, trave-
stito da lupo mannaro, lo aveva svegliato e spa- Il tempo verbale di un’autobiografia
ventato. ......... il bambino per molte notti fece è il passato (prossimo, remoto,
terribili incubi. trapassato).

28 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Dietro la maschera del lupo c’era il papà che rideva. Io con-
tinuai a urlare: «Il lupo, il lupo!» e volevo che il papà lo cac-
ciasse via. Lui, allora, mi mostrò la maschera che aveva in
mano, ma io non gli credetti; mi disse più e più volte: «Ma
non vedi che sono io, non era un lupo vero», eppure io non
riuscivo a calmarmi e continuavo a singhiozzare. Fu così che
la storia del lupo mannaro divenne realtà. La mamma rinfac-
ciò a mio padre quella sua incurabile passione per le masche-
rate. Recitare gli piaceva moltissimo, più di ogni altra cosa, e
durante la festa del Purim, così raccontava la mamma, il
papà era veramente scatenato!
Lo spavento del lupo durò a lungo. Per notti e notti feci dei
brutti sogni e svegliai i miei genitori, poiché dormivo nella
loro camera. Il papà cercava di tranquillizzarmi e, poco a
poco, cercava di farmi riaddormentare, ma ecco che
poi, in sogno, il lupo riappariva.
Ci volle parecchio tempo prima che me ne liberas-
si del tutto. Da quel momento fui considerato
un bambino piuttosto impressionabile, di cui
non bisognava eccitare troppo la fantasia; la
conseguenza fu che, per mesi e mesi, mi
sentii raccontare soltanto storie noiosissi-
me di cui non ricordo più assolutamente
niente.
Elias Canetti, La lingua salvata, Biblioteca Adelphi

E ntra nel testo


• Rispondi sul quaderno: quali informazioni vengono date all’inizio?
Quali nello sviluppo? Quali nella conclusione?

Autobiografie 29
o...
i raccontan
Gli scrittor

Il furto
Mia madre non era in salotto e in cucina c’era solo la
donna di servizio. Decisi di salire da mio padre, al cui stu-
dio si arrivava per una stretta scaletta. L’odore dello
studio paterno mi venne incontro noto, consueto;
odore di libri e inchiostro, alleggerito dall’aria
azzurra che veniva da finestre semiaperte, tende
candide, un filo di profumo di acqua di Colonia
e, sulla scrivania, una mela. Tossii per annuncia-
re la mia presenza e non ricevendo risposta,
chiamai a voce bassa: «Papà!». Tutto rimase in
silenzio, i molti libri tacevano alle pareti, un
battente della finestra si muoveva leggermente
nel vento gettando un frettoloso gioco di sole
sul pavimento. Poi, di soppiatto, a passo legge-
ro, andai nella sua camera da letto. Respirai l’aria
paterna nella chiara frescura della stanza. Mentre
stavo per andarmene, aprii per gioco un cassetto e
gettai un rapido sguardo nello spiraglio aperto. Oh, ci
fossero stati calzini, o camicie, o vecchi giornali! Ma lì
c’era solo la tentazione e, con la rapidità del lampo, le
mani cominciarono a tremarmi e il cuore a battermi furio-
samente. In una ciotola indiana di rafia intrecciata vidi
qualcosa di sorprendente, invitante: un’intera collana di
fichi secchi imbiancati da una velatura di zucchero! La
presi in mano, era meravigliosamente pesante. Poi ne tolsi
due, tre fichi, ne misi uno in bocca e altri in tasca.

P rova tu!
T u in gioco!
• Per quale motivo il bambino prende i fichi?
• Che cosa sarebbe successo se il Si annoia. Vuole fare un dispetto al padre.
bambino avesse trovato il padre
nella sua stanza? Immagina e rac- Ha fame. È goloso.
conta sul quaderno un altro possi- • Quali sentimenti prova il bambino nei confronti del padre?
bile svolgimento della storia. Antipatia. Curiosità e timore. Indifferenza.

30 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Staccai altri tre, quattro fichi dall’anello che ne fu appena
alleggerito e poi qualcuno ancora e, quando ne ebbi colme le
tasche e più della metà della collana fu sparita, riaccomodai i
fichi rimasti intorno alla collana leggermente appiccicosa, così
che pareva ne mancassero di meno.
Poi, colto da un improvviso spavento, richiusi di colpo il cas-
setto e corsi via, giù per la scaletta e in camera mia, dove mi
fermai appoggiandomi al mio piccolo scrittoio, con le ginoc-
chia che mi si piegavano, lottando per riprendere fiato.
Poco dopo suonò la campana del pranzo. Con la testa vuota,
pieno di nausea, e di colpo ritornato alla realtà, cacciai i fichi
nello scaffale della libreria, li nascosi dietro i libri e andai a
tavola. Davanti alla porta della sala da pranzo mi accorsi di
avere le mani appiccicose. Le lavai in cucina. In sala trovai
tutti già in attesa intorno alla tavola. Accanto a me sedevano
le mie sorelle, di fronte ai genitori, limpide, allegre e senza
vergogna; solo io ero un misero delinquente in mezzo a loro,
con il gusto dei fichi ancora in bocca. Di sopra avevo richiu-
so la porta della camera da letto? E il cassetto? Ora mi sarei
fatto tagliare le mani se con ciò i fichi avessero potuto
tornare al loro posto nel cassetto. Decisi di gettarli via,
di portarli a scuola, di regalarli. Liberarmene, non
doverli più rivedere!
Hermann Hesse, Il coraggio di ogni giorno, Mondadori

Chiave di lettura
ORDINE DELLA NARRAZIONE
Ricordi? In un racconto, i fatti possono seguire un ordine cro-
nologico (prima, durante, dopo, infine) o un intreccio (l’ordi-
ne deciso dal narratore, per esempio quello di partire dalla
conclusione, per poi presentare come e perché si è verificata).
• I fatti del racconto sono narrati secondo quale ordine?
• Scrivi sul quaderno un elenco che metta in evidenza
l’ordine degli eventi, seguendo la traccia:
1 Il bambino sale nello studio del padre.
2 Il bambino si accorge di essere solo.
3 Il bambino si reca nella camera
da letto del padre.
4 ...
5 ...
6 ...

Autobiografie 31
Vai alle pagine 1, 2, 3, 4, 5 dell’Atlante dei linguaggi! Gli scrittor
i raccontan
o...

La mia amica Zazà


Il giorno in cui entrai in quinta elementare, il posto accan-
to al mio era occupato da una bambina nuova: una bru-
netta dai capelli corti. Si chiamavano Elizabeth Mabille e
aveva la mia età. I suoi studi, cominciati in famiglia,
erano stati interrotti da un grave incidente: in campa-
gna, mentre stavano cuocendo le patate, le si era
appiccato il fuoco all’abito: aveva riportato
un’ustione di terzo grado alla coscia che l’aveva
fatta urlare per notti e notti. Era dovuta restare a
letto per un anno intero; sotto la gonna pieghet-
tata, la carne era ancora tutta raggrinzita.
A me non era accaduto mai nulla di simile. La mia
nuova compagna mi parve subito un personaggio
speciale.
Presto ci chiamarono «le due inseparabili».
Elizabeth ed io fummo autorizzate ad andare a giocare
l’una in casa dell’altra.
La prima volta che andai a casa sua, mia sorella mi accom-
pagnò e restammo tutte e due sbalordite: Elizabeth, che
Una fotografia di Simone de Beauvoir,
in famiglia chiamavano Zazà, aveva una sorella e un fra-
l’autrice dell’autobiografia. tello più grandi e sei, tra fratelli e sorelle, più piccoli di lei,
oltre ad una moltitudine di cugini e di piccoli amici.
Correvano, saltavano, si picchiavano, si arrampicavano sui
tavoli, rovesciavano i mobili, gridando. Alla fine del
pomeriggio, la signora Mabille entrava nel salotto, rimet-
teva in piedi una sedia, asciugava sorridendo una fronte
sudata; io mi stupivo della sua indifferenza ai bernoccoli,
alle macchie, ai piatti rotti: non si arrabbiava mai.

Riflessione sulla lingua


C apito tutto?
• Rispondi oralmente alle domande.
– Come si chiama l’amica della scrittrice?
Nel testo compaiono molti indicatori
temporali, che ci permettono di collo- – Come viene chiamata in casa?
care la vicenda nel tempo: individuali – Quale incidente le è accaduto?
e sottolineali. – Quanti fratelli ha?
– Che cosa piace fare alle due amiche?

32 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Non mi piacevano molto quei giochi forsenna-
ti e, spesso, anche Zazà se ne stancava. Allora Chiave di lettura
andavamo a rifugiarci nello studio del signor
PERSONAGGI REALI
Mabille e là, lontane dal tumulto, ci mettevano
I personaggi che compaiono in un testo auto-
a parlare. Era un piacere nuovo. Con Zazà face- biografico sono reali e hanno fatto parte della
vo vere e proprie conversazioni, come papà vita di chi scrive.
con la mamma, la sera. Parlavamo dei nostri • Zazà, l’amica dell’autrice, occupa un
ruolo molto importante nel racconto.
studi, delle letture, delle compagne, dei profes- Tracciane un breve profilo, descri-
sori, di ciò che sapevamo del mondo: mai di vendola sul quaderno nelle sue
noi stesse. principali caratteristiche.
• Quali altri personaggi
A Zazà piacevano i libri e lo studio al pari di compaiono nel racconto?
me; in più, era dotata di una quantità di capa- Che cosa puoi dire di loro?
cità che a me mancavano. A volte, quando arri-
vavo a casa sua, la trovavo occupata a confe-
zionare dei biscotti al caramello: infilzava con
un uncinetto spicchi d’arancia, datteri, prugne
e li immergeva in una casseruola dove cuoce-
va uno sciroppo che odorava di aceto
caldo. I suoi canditi sembravano usciti da
una confetteria.
Prese alcune lezioni di piano con me
ma, ben presto, mi passò avanti. Ben-
ché mingherlina, sapeva fare mille
prodezze ginnastiche. In ogni circo-
stanza dava prova di una disinvoltu-
ra che mi stupiva.
Simone de Beauvoir,
Memorie di una ragazza perbene,
Einaudi

E!
C R E S CE R
Gli affetti
• In questo brano si ricorda un bel rapporto di amicizia.
Che cos’è l’amicizia, per te? Quali caratteristiche ti
aspetti di trovare in un’amica o in un amico?
Rifletti e racconta.

Autobiografie 33
o...
i raccontan
Gli scrittor

Accadde un giorno
La signorina Gamma, la mia insegnante, diceva che avevo
bisogno di tagliarmi i capelli, mia madre diceva che avevo
bisogno di tagliarmi i capelli, mio fratello Kriktor diceva che
avevo bisogno di tagliarmi i capelli; tutti volevano che
andassi a tagliarmi i capelli. Il mondo non mi permetteva
di avere una testa così grossa di capelli. Troppi capelli
neri, troppi, diceva il mondo.
La signorina Gamma diventava ogni giorno più feroce
in proposito. Un giorno disse:
– Non faccio nomi ma, se un certo giovanotto di que-
sta classe non va a tagliarsi i capelli, uno di questi gior-
ni, finisce che va in collegio.
Non faceva nomi. Però mi guardava.
Ero contento che tutti ce l’avessero con me per i miei
capelli ma, un giorno, un passero cercò di farsi il nido
sulla mia testa; così corsi da un barbiere.
Dormivo sull’erba ai piedi del noce sul nostro cortile quan-
do un passero volò giù dall’albero e cominciò a rimestare
nei miei capelli. Era una tiepida giornata d’inverno e il
mondo dormiva. Tutto era fermo e tranquillo nel mondo.
Nessuno andava attorno in automobile e non si udiva altro
che il ronzio caldo e fresco, malinconico e gioioso della
realtà terrestre. Era splendido avere una piccola casa nel
mondo, col portico davanti, spazioso e pieno d’ombra per
i lunghi pomeriggi d’estate... Era strano e miracoloso essere
vivo. Ero contento che il mondo esistesse e che potessi,
così, esistere anch’io.

C apito tutto?
• Rispondi oralmente alle domande.
– Perché tutti dicono al ragazzo di
Chiave di lettura
DETTAGLI
L’autore ha scelto di raccontare un episodio
tagliarsi i capelli? significativo della sua vita e lo ha descritto
– Perché lui non vuole tagliarli? nel dettaglio, inserendo informazioni su luo-
– Che cosa gli capita un giorno men- ghi e ambienti e riflessioni personali.
tre è sdraiato sotto un albero? • Individuane alcune e sottolineale.
– Allora quale decisione prende?

34 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Cullato da questi pensieri mi addormentai. Fu allora che il passero
volò giù dall’albero sul mio capo, e cominciò a fabbricarsi un nido
nei miei capelli. Io mi svegliai. Aprii gli occhi ma non mi mossi.
Non sapevo di avere un passero nei capelli e me ne accorsi solo
quando si mise a cantare. Mai prima, in tutta la mia esistenza, avevo
udito il verso di un uccello così distintamente, e quello che udii fu
straordinario e nuovo, e allo stesso tempo naturalissimo e vecchio.
Per un momento, mentre ero ancora mezzo addormentato,
tutto mi parve perfettamente naturale: il passero tra i capelli e
il suo parlarmi. Poi mi resi conto che la cosa non poteva
andare: era contro natura che un piccolo passero si facesse
il nido nei miei capelli!
Così saltai in piedi e corsi in città, mentre il passero, spa-
ventato a dovere, volò lontano.
Il mondo aveva ragione. La signorina Gamma aveva
ragione. Mio fratello Kriktor aveva ragione.
Bisognava che mi tagliassi i capelli, così nessun
passero avrebbe più cercato di farsi il nido sulla
mia testa.
William Saroyan, Il mio cuore sugli altipiani, Mursia

P rova tu!
• Immagina un finale diverso per la vicenda descritta, partendo dal momento in
cui il protagonista si sveglia. Segui la traccia e continua sul quaderno.
Mi svegliai. Aprii gli occhi ma non mi mossi. A un certo punto...

Autobiografie 35
PAGINE PER SCRIVERE
Dentro l’autobiografia!
Nel racconto autobiografico Il Purim (pagine 28-29) lo scrittore ricorda i festeggiamenti
in occasione di una festa tradizionale ebrea.
Vi sono coinvolti, anche se in modi diversi, grandi e piccoli.

Analizza il racconto...
• Rileggi attentamente il racconto, poi rispondi sui puntini.
– Che cosa facevano i grandi in occasione del Purim?
...................................................................................................................................................................
– Come si comportano i genitori dell’autore?
...................................................................................................................................................................
– Che cosa facevano i bambini in occasione del Purim?
...................................................................................................................................................................
– Che cosa accade all’autore bambino, in occasione della festività?
...................................................................................................................................................................
– Quali sono le sue reazioni?
...................................................................................................................................................................
– Quali conseguenze ha avuto l’accaduto su di lui?
...................................................................................................................................................................

Rifletti sulle tue esperienze...


• C’è una particolare festività che ha coinvolto
te e la tua famiglia e che ricordi per
qualche episodio memorabile?

RICORDA!
Per scrivere il tuo racconto, puoi seguire le domande guida per la comprensione del brano riportate sopra!
Il tuo testo deve essere scritto al tempo passato e deve contenere tutti gli elementi del testo autobiografico.

Buon lavoro!
36
Altre feste, altre storie!
Seguendo gli spunti e le tracce, presentati sotto, immedesimati in un personaggio
e costruisci uno o più racconti autobiografici!

SPUNTI

1 Era la festività di... Io e la mia famiglia/i miei 2 Qualche volta capitava che...
amici eravamo soliti festeggiare così: ... Ci diverti- Ma la maggior parte delle volte...
vamo a... L’atmosfera che si respirava era... Era davvero divertente!
Io mi sentivo...

3 Anche questa volta ci preparammo... ma non mi 4 La mia prima reazione fu quella di...
sarei mai immaginata / immaginato che... Qualcuno, come me, ...
Infatti successe qualcosa di diverso e inaspettato... Gli altri, invece, ...

5 Nel trambusto generale tutti..., ma, ben presto,


ci accorgemmo che/qualcuno si accorse che... e
tutto si risolse... Fu così che...

TRACCE

Traccia A Traccia B
In occasione del Natale, la mia famiglia si scate- Fu proprio un Carnevale straordinario quell’anno:
nava: addobbi, tombolate, regali a non finire. l’intera famiglia mia e di Eleonora decise di trave-
Quell’anno, però, papà esagerò e … stirsi. Ma nessuno aveva fatto i conti con la fanta-
sia del nonno, che...

Traccia C Traccia D
Anche quell’anno, a Pasqua, nel giardino dei miei Da qualche anno io e i miei amici festeggiavamo
cugini, Elena e Giulio, si svolgeva la tradizionale Halloween, proprio come i bambini anglosassoni,
caccia alle uova. Ogni famigliare ne aveva nasco- e bussavamo alle porte dei vicini chiedendo:
sta una speciale, ma mai come quella della – Dolcetto o scherzetto?
nonna, che Giulio scovò dietro ad un cespuglio. Quando arrivarono davanti alla porta di nonna
Dentro c’era... Eliana, con grande sorpresa, ci trovammo davanti...

Obiettivi specifici: scrivere testi autobiografici. 37


PAGINE PER SCRIVERE
Incipit!
La frase iniziale di un racconto prende il nome di incipit, una parola latina che significa «comincia».
Prova a inventare un inizio diverso che, comunque non cambi la vicenda,
per il racconto autobiografico La mia amica Zazà (pagine 32-33).
Per esempio...

Primo giorno della quinta elementare.


Arrivo a scuola trafelata, mi siedo al mio posto e... che sorpresa!
Mi accorgo che, vicino a me, ...

Oppure...

È la mattina del primo giorno di scuola.


Quest’anno sono in quinta!
Una volta arrivata in classe...

Adesso inventa tanti incipit!


• Immagina di essere uno scrittore, a cui viene dato l’incarico
di scrivere alcuni racconti di argomento diverso.
Come le inizieresti? Inventa un incipit per ognuna di queste proposte,
scrivilo sul quaderno e confronta in classe il tuo lavoro.

Racconto di animali Diario di viaggio


Racconto d’amore Racconto del brivido
Racconto assurdo Racconto comico
Racconto fantastico Racconto realistico

38
Personaggio diverso,
amicizia nuova!
Nel racconto autobiografico La mia amica Zazà si racconta di una grande amicizia
nata da un incontro casuale sui banchi di scuola. Leggi lo schema.
gra
l ta e ma
aa vallo.
severo bin a di ca
da l volto am od
a
bin malincon
ic .
o
na b nga c
m
a o’ .. u lu
n a bun p 5 . una a bionda
ambin grandi
n a b
.. u e co . un co n occh ia
1. 2 .. li.

Il giorno in cui entrai


o. 4
...
in quinta elementare,
s
io
ist chi

da un b
er

il posto accanto al mio


c

o ll’e am
gli era occupato da... sp b
n res ino grassottello
m

3 ... un bambino co so sio


i ne si
sorr mpatica.
n
furbi e u

• Scegli una delle proposte, completa brevemente la seguente traccia, poi sviluppala sul quaderno,
inventando una nuova storia di amicizia tra te e il compagno di banco che hai scelto.

Si chiamava ......................................................................... e .................................................................


La prima volta che andai a casa sua .......................................................................................................
...................................................................................................................................................................
La sua famiglia era composta da ............................................................................................................
...................................................................................................................................................................
Insieme ci piaceva molto giocare a .........................................................................................................
...................................................................................................................................................................
A lui/A lei riusciva particolarmente bene .................................................................................................
...................................................................................................................................................................
In particolare, sapeva fare ........................................................................................................................
...................................................................................................................................................................
Una volta vivemmo una fantastica avventura insieme .............................................................................
...................................................................................................................................................................

Obiettivi specifici: scrivere incipit per sviluppare testi autobiografici. 39


Chiave di lettura DIARIO DI VIAGGIO
Il diario di viaggio, o giornale di bordo (quando si riferisce ad un viaggio intrapreso
con un mezzo di trasporto), è il racconto autobiografico, reale, delle vicende vissute
dall’autore. I fatti sono narrati in prima persona, secondo il loro ordine cronologico,
giorno dopo giorno, preceduti dall’indicazione della data.

Per quale scopo si scrive


un diario di viaggio?

Le motivazioni possono essere


molteplici: un diario di viaggio
può essere scritto a scopo personale,
per fermare nel tempo i momenti
emozionanti trascorsi; per studio
o ricerca (scientifica, storica,
geografica...) oppure per essere
divulgato e pubblicato.
Vorrei sapere qualcosa
di più su personaggi,
tempi e luoghi...

I personaggi sono i compagni di avventura


di chi scrive o le persone incontrate durante
il viaggio; il tempo in cui si svolge il racconto
è il periodo in cui si svolge l’esperienza del viaggio;
i luoghi sono quelli visitati e scoperti durante
l’impresa, di solito descritti con molti particolari,
come se l’autore volesse «farli vedere» al lettore.

40 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Vediamo adesso più da vicino
le caratteristiche
del diario di viaggio,
leggendo una pagina del diario
del capitano Robert Scott,
che raggiunse il Polo Sud,
con alcuni compagni,
nel gennaio del 1912.

Domenica, 11 marzo Indicazione della data, che consente


la collocazione nel tempo dell’evento.

Quando siamo ripartiti, stamani, il cielo Indicazione temporale: i fatti sono accaduti da poco.
era completamente coperto. Non vedevamo
nulla; smarrita la pista; senza dubbio avevano
deviato da allora; poco più di tre miglia in
mattinata: un’avanzata terribilmente difficile,
come avevamo previsto. Abbiamo viveri per
sette giorni e questa sera dovremmo arriva-
Indicazione spaziale: l’autore fa riferimento ai luoghi.
re a cinquantacinque miglia dal Campo
Tonnellata. Nel frattempo la cattiva stagione
Uso del tempo presente indicativo.
avanza rapidamente. Rabbrividisco pensan-
do a ciò che sarà domani. Evitiamo il conge-
lamento con sforzi enormi. Non avrei mai
Sentimenti, emozioni, riflessioni personali.
supposto che le temperature potessero Uso della prima persona.
essere tanto basse e con un simile vento, in
questa stagione. Fuori dalla tenda il freddo è
veramente spaventoso.
Autori vari, L’esplorazione dell’Antartide, Giunti

Diari di viaggio 41
La tempesta
21 settembre 1920,
tempospazionatura Oceano Atlantico
Karen Hesse, l’autrice del diario,
si è ispirata alle vicende di una
sua zia che giunse negli Stati Uniti per Ci siamo ritrovati nel cuore di un’orribile tempesta e, per
sfuggire alle persecuzioni razziali. poco, non sono stata scaraventata in acqua dalla furia
Mettendosi nei panni della delle onde. Io sono viva, viva, per fortuna! Ma, purtrop-
protagonista dodicenne, Rifka Nebrot,
una ragazzina ebrea russa, racconta po, qualcuno non ce l’ha fatta.
in prima persona il viaggio fatto, Quando sono salita a bordo, la nostra nave mi sembrava
insieme alla famiglia, verso l’America. robusta e resistente. E invece è stato un miracolo se non
La storia di Rifka ha il sapore
è scomparsa negli abissi dell’oceano.
della verità e costituisce un importante
messaggio contro l’intolleranza La tempesta ci ha sorpresi nel sonno.
e ogni forma di razzismo. Mi sono alzata e mi sono vestita in fretta. Mi tremavano le
mani, mentre mi mettevo il fazzoletto in testa. Ho aperto
la porta della cabina e ho visto il cielo: anche se era notte
fonda, era di uno strano colore giallo pallido, come un
vecchio rottame rugginoso. Mi sono appoggiata alle pare-
ti, ma facevo fatica a tenermi in piedi, perché la nave
oscillava paurosamente. Raggiungere il ponte sembrava
praticamente impossibile. Per ben due volte ho perso
l’equilibrio e sono caduta a terra. Poi finalmente l’ho
raggiunto.
Là regnava una confusione indescrivibile. Non
pioveva, ma il vento soffiava forte. Il mare, che
fino al giorno precedente sembrava piatto e
tranquillo, ruggiva come un branco di belve
affamate, con le fauci spalancate, pronto a
inghiottire qualunque cosa, e si schian-
tava contro le fiancate della nave.

42 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


I marinai correvano avanti e indietro, in quel-
la luce lugubre e giallastra. Gridavano forte, Chiave di lettura
perché il vento copriva le voci. DIARIO E STATI D’ANIMO
A un certo punto una massa d’acqua immen- Nel diario di viaggio, l’autore esprime i propri
sa, quasi un muro d’acqua, si è abbattuta su stati d’animo e le emozioni vissute.
• Rintraccia nel testo le espressioni relative
di me, si è rovesciata sulla mia testa con vio- agli stati d’animo della protagonista, rias-
lenza inaudita e io mi sono ritrovata a terra, sunti qui di seguito, poi sottolineali con colo-
sul ponte. Con fatica, sono riuscita a scende- ri corrispondenti.
re nella stiva, dove c’erano gli altri passegge-
Riflettendo sul pericolo scampato, la bam-
ri, uno accanto all’altro, stretti come sardine. bina prova sollievo per essere sopravvissu-
Per trentasei ore non abbiano fatto altro che ta e tristezza per chi non ce l’ha fatta
piangere e tremare dalla paura e dallo scon- Arriva la burrasca: la bambina è
forto, finché la nave non ha smesso di oscil- sorpresa e tremante.
lare paurosamente. Finalmente hanno aperto Nella stiva, insieme agli altri pas-
il portello e siamo saliti all’esterno. seggeri, la bambina è sconforta-
ta e spaventata.
Il ponte non esisteva praticamente più per-
ché la furia dell’acqua aveva spazzato via
ogni cosa. Ho visto il pianoforte della sala
bar in mille pezzi: era andato a sbattere con-
tro una parete. Le poltrone avevano fatto la
stessa fine. Per terra c’erano tanti mucchietti
di legno e metallo, non era rimasto altro.
Adesso sono qui, seduta nella mia cabina,
e aspetto. Hanno inviato l’SOS, perché la
nave non ce la fa a ripartire. Il rombo
dei motori è come il battito del mio
cuore..
Karen Hesse, Rifka va in America, Mondadori

C apito tutto?
• Rispondi oralmente.
– Com’è, secondo la bambina, la nave su cui si è imbarcata?
– In quale momento della giornata arriva la tempesta?
– Com’è l’aspetto del mare in tempesta?
– Dove si rifugia la bambina?
– Quali sono le conseguenze della burrasca?
– Come si sente Rifka mentre aspetta i soccorsi?

Diari di viaggio 43
Vai alle pagine 7, 8, 9 dell’Atlante dei linguaggi!

Appunti di viaggio
Alvaro Masseini è un insegnante di Storia a Prato che, nel
tempospazionatura tempo libero, viaggia in terre lontane per coltivare la sua pas-
La taiga è la vegetazione sione: la «pesca a mosca», chiamata così per la forma partico-
tipica delle zone fredde,
come Siberia e Canada. lare delle esche. In queste pagine di diario l’autore descrive il
È costituita soprattutto da suo viaggio verso l’Alaska, lungo la famosa e antica linea fer-
conifere e betulle. roviaria, la Transiberiana, che collega l’Europa all’Asia.
Lo yak è un grosso mammifero
ruminante originario
degli altipiani del Tibet. 20 luglio,
Ulaan Bataar

Il treno è un buon mezzo di trasporto, ci si riposa, si può leg-


gere, si può dormire, conversare o ci si può distrarre osservan-
do il paesaggio e pensando ai fatti propri. Si può anche scri-
vere, soprattutto se è confortevole come questo vagone che
ha anche un tavolino di legno vicino al finestrino. Una volta
arrivato in Alaska, non saranno molti i momenti vuoti in cui
potrò annotare fatti ed emozioni, quindi ne approfitto qui, al
caldo, protetto da spessi vetri. L’altipiano ormai un po’ lo
conosco, alzerò gli occhi a osservare il paesaggio quan-
do ci avvicineremo alla taiga siberiana.
Viaggio in terza classe con abitanti locali: uomini
e animali, per i quali la Transiberiana non è il
mitico treno dell’alta società che, già nel 1912, da
Parigi portava a Vladivostok, ma un valido
mezzo di trasporto per superare grandi distanze
in terre che hanno scarsa viabilità.
Fortunatamente il vagone non è affollato e così
posso subito appuntare alcune cose sul taccuino di
buona carta e rilegato in cuoio da un bravo artigiano
delle mie parti, che mi ha regalato Sandra.

Riflessione sulla lingua


• Cerchia in verde tutti i complementi indiretti presenti nel brano.

44 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


21 luglio, Mongolia

La cena è stata serviva: un gradevole stufato di


yak e un’insalatina di cavolo. Si varca il confi-
ne con la Russia, pieno di boschi ma è già
scuro e solo domani sarà possibile vedere
qualcosa. Lo scompartimento è semivuoto, le
poche persone sono locali e parlano in russo o
in mongolo ed è proprio difficile entrare in
comunicazione, aldilà dei gesti gentili e dei sor-
risi appena abbozzati quando gli occhi si incon-
trano.
Ho lasciato l’Italia già da una ventina di giorni e viag-
giare mi piace, non mi stanca, anzi mi dà energie.

24 luglio, Skovorodino

La boscaglia è infinita e il treno che l’attraversa la taglia in


due con un solco netto. Continua a piovere e il paesaggio,
tutto avvolto in una nebbiolina a mezz’aria, non lascia intra-
vedere niente, oltre il muro verde di pini e abeti che ci
fanno da sponda. Unica consolazione è che, tra due gior-
ni, sarò al porto di Vladivostok e da lì cercherò un pas-
saggio per l’Alaska. Senza possibilità di intrattenere una
conversazione decente, senza scendere a terra per ren-
dermi conto di quanto mi circonda, il viaggio comincia
a pesarmi.
Alvaro Masseini, Inseguendo il sole, Edizioni Angolo Manzoni

Chiave di lettura
ELEMENTI DEL DIARIO PERSONALE
In un diario personale si possono ritrovare questi elementi:
Indicazioni temporali, uso del presente indicativo.
Sentimenti, emozioni, riflessioni personali. Uso della prima persona.
Indicazioni spaziali: l’autore fa riferimento ai luoghi.
Indicazione della data, che consente la collocazione dell’evento nel tempo.
• Rintracciali e sottolineali con i colori corrispondenti.

Diari di viaggio 45
Verso il Nord
Durante il giro del mondo a vela senza scalo, a bordo del Naïla, Alain Kalita
ha rischiato di sparire in mezzo all’oceano ma, come gli eroi dei
suoi sogni giovanili, è riuscito nell’impresa ed è tornato in
porto per raccontare la sua avventura.
Ecco una pagina del suo diario di bordo.

Martedì, 31 gennaio 1995

Sono passati dieci giorni e la progressione


verso nord è stata abbastanza regolare, aiuta-
ta da un forte vento da sud; il Naïla è riusci-
to a percorrere anche centodieci miglia nelle
ultime ventiquattr’ore. Oggi il cielo è coperto,
lunghe alghe galleggiano, un po’ dappertutto,
sulla superficie dell’oceano. Un capodoglio è venu-
to poc’anzi a soffiare a qualche metro dalla barca. Mi
era sembrato anche di sentire delle voci, ho cercato a
lungo prima di scoprire la testa di una foca, subito sparita sott’ac-
qua. C’è una grande quantità di uccelli da queste parti: sono riapparsi gli
albatri e i «colombi del Capo».
Ho la brutta sensazione che il vento potrebbe tornare a soffiare da nord.
Sta per calare la notte, dovrei preparare la cena ma non ne ho proprio voglia;
desidero solo dormire, per non pensare più alla barca e al tempo che ho
perso in riparazioni inutili.
È l’una del pomeriggio, il vento da nord è rinforzato, il mio presentimento
era giusto. Il mare comincia a essere agitato, ma non è proprio il caso di met-
tersi in fuga. Mi è costato talmente avanzare di qualche miglio verso nord!

P rova tu!
Alain Kalita, Sono nato due volte, Mursia

• Il viaggio del marinaio prosegue: immagina di essere tu al suo posto.


Che cosa succederà durante i giorni successivi? Continua sul quaderno il racconto, seguendo la traccia.
Sabato, 4 febbraio 1995
Il sole tramonta, il mare cambia aspetto. Nuvoloni neri si addensano in cielo, il vento comincia a soffia-
re. A un certo punto... Non mi perdo d’animo, in lontananza vedo la costa: un piccolo porto, gruppi di
case e... A mano a mano che mi addentro nella baia il vento cala. Una volta ormeggiata la barca scendo
a terra: si vedono...

46 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Strada facendo
Che cosa hai imparato
in questa unità?
Segui il percorso e...
...colora
l’affermazione
esatta!

In un’AUTOBIOGRAFIA
i fatti sono narrati...

in prima persona.
in terza persona.

L’autore del testo


autobiografico è...

qualcuno che è stato


colui che ha vissuto Nell’autobiografia,
testimone dei fatti narrati.
i fatti narrati. i fatti narrati...

sono accaduti
realmente.
sono inventati.
Il DIARIO
DI VIAGGIO è...

un racconto
autobiografico. una raccolta giornaliera
Nel diario di viaggio
di appunti di viaggio.
i luoghi...

sono immaginati sono visitati, scoperti


dal’autore. dall’autore.

BRAVO!
BRAVA!
Obiettivi specifici: verificare le conoscenze acquisite (autobiografia e diario di viaggio). 47
PAGINE PER...
SCRIVERE UNA CRONACA
Una cronaca è il racconto fedele di fatti realmente accaduti
o di esperienze, scritta da chi ne è stato protagonista o testimone
e presentato in ordine cronologico.
Le pagine di un diario di viaggio possono essere considerate
la cronaca di fatti e situazioni accaduti a chi scrive.

Cronaca in prima persona

Leggi la cronaca di un fatto


davvero insolito per chi scrive!

Io, pilota... passeggero


Anche oggi sono appena salito a bordo dell’aereo.
È riportato un fatto
realmente accaduto.
Anche oggi sto per iniziare un viaggio in volo di dodici ore;
la giornata mi sembra uguale a tante altre... Stiamo per
decollare, come al solito, gli assistenti di volo distribuisco-
Chi scrive lo fa in prima persona no giornali, spiegano come comportarsi in caso di emer-
ed è anche protagonista. genza, controllano che tutto sia pronto per il decollo. Mi
sento strano perché oggi, per me, è diverso. Eccola qua
la differenza: me ne sto seduto dall’altra parte della porta
Compaiono
impressioni personali.
blindata, in mezzo agli altri passeggeri, non indosso la
divisa e, per tutta la durata del viaggio, la mia vita sarà affi-
data a quei colleghi «davanti», seduti in cabina di pilotaggio.
Non so chi siano ma è solo questione di minuti; ho già
provveduto a segnalare la mia presenza e, appena ce ne
sarà il tempo, qualcuno verrà a chiamarmi per condurmi a
conoscere i piloti.
«I viaggi di Repubblica»

48
Cronaca in terza persona Leggi un’altra cronaca su un fatto
che potrebbe esserti familiare...

Viva i mimi!
La settimana scorsa i bambini di classe quinta della scuola hanno fatto un’uscita
didattica davvero entusiasmante: accompagnati dalle insegnanti, si sono recati al
campetto vicino alla scuola per assistere a uno spettacolo di mimi. Gli artisti erano
davvero bravi! Hanno iniziato rappresentando una fiaba molto nota, La Bella e la
Bestia: accompagnati da una piccola orchestra di sottofondo, hanno saputo coin-
volgere così tanto gli alunni che gli applausi scrosciavano incontenibili, tra una
scena e l’altra. Lo spettacolo si è concluso con un gioco divertentissimo: i mimi
hanno chiesto ai bambini di indovinare gli animali che interpretavano con i movi-
menti del corpo. L’entusiasmo è salito alle stelle quando Rachid, un ragazzino arri-
vato da poco dal Marocco, ha urlato felice: – Cammello!!!
Gli artisti poi, accompagnati da una folla festante, sono stati ospitati nella palestra
della scuola per i saluti, accompagnati da numerosi brindisi a base di aranciata e
un delizioso spuntino con torte di frutta.
• Scrivi anche tu, in terza persona, la cronaca di un fatto o di un’esperienza
interessante che hai vissuto a scuola o in famiglia.
• Riscrivi in terza persona la cronaca della pagina precedente.
Potresti iniziare così:
Anche oggi, come tutti i giorni, il pilota appena salito a bordo dell’aereo...
Immagina e inventa anche alcuni dialoghi, per esempio con qualche passeggero.
• Questo tipo di testo narrativo è molto usato nel giornalismo, come scoprirai da pagina 164
a pagina 173 del tuo libro! Svolgi quest’ultima attività, come «assaggio» della cronaca giornalistica!

Riordina le frasi di questo articolo di cronaca, tratto da «La Repubblica», numerando i quadratini.
Poi collegale sul quaderno con le parole adatte in modo da ricostruire la cronaca.
Si è pensato di sguinzagliare in città un predatore.
Milano è stata invasa da un esercito di zanzare.
Il predatore è il pipistrello, capace d’ingoiare mille insetti al giorno.
Domenico Zampiglione ha tentato ogni tipo di soluzione.
Domenico Zampiglione è l’assessore all’ambiente.
Si sta pensando anche di favorire la riproduzione di quegli animali che si nutrono di zanzare.
Lo studio riguarda la riproduzione controllata di rondini e pipistrelli.
L’Università di Scienze ambientali ha consegnato uno studio all’assessore.

Obiettivi specifici: riconoscere e analizzare una cronaca in prima e in terza persona. 49


Tempo di...
e danzano
ch
… foglie
Foglie
È discesa la sera,
è una musica il vento,
si apprestano le foglie,
le molte foglie, al ballo:
è il loro carnevale.
Istvan Gyuila Gyorgy

mozioni Autunno
…e Lucente
la luna sulla collina;
profumo
Mattino d’autunno di foglie cadute.
Che dolcezza infantile Ryunosuke Akutagawa
nella mattinata tranquilla!
C’è il sole tra le foglie gialle
e i ragni tendono fra i rami
le loro strade di seta. … caldi col
Federico García Lorca
ori
Mattine autunnali
Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo,
la rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia,
e la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.
Emily Dickinson

50
… autunno
ci, castagne, uva e colori
… no
Autunno: tempo di funghi, ma anche di noci,
castagne … Ecco una buona e semplice ricetta
toscana tipicamente autunnale: il castagnaccio.

Ingredienti
• 150 gr. di farina di castagne;
• 2 cucchiai d’olio;
• 1 bicchiere d’acqua;
• 2 cucchiai di pinoli;
• 1 cucchiaio di uvetta sultanina;
• qualche gheriglio di noce;
• pochi aghi di rosmarino;
• un pizzico di sale.

Preparazione
Stempera la farina con l’acqua, fino a ottenere una pastel-
la non troppo densa. Aggiungi l’olio e il sale e versa il tutto
in una tortiera unta d’olio. Decora la superficie con i pino-
li, l’uvetta, i gherigli di noce e gli aghi di rosmarino. Versa
un filo d’olio e cuoci in forno ben caldo per 45 minuti.
Cospargi con zucchero e... buon appetito!

... emozioni e fantasia


L’origine delle stagioni
Persefone non si trovava. Demetra sentiva nel cuore preoccupazione e
dolore, ma non si dava per vinta. Intanto le giornate si accorciavano e l’aria
sembrava più tiepida. Demetra andò nel bosco e chiese agli alberi, così alti
e imponenti, se da lassù avessero visto qualcosa che potesse aiutarla.
Niente, gli alberi non sapevano niente. Allora Demetra si arrabbiò.
– Bene – disse. – Se non volete aiutarmi, per punirvi vi farò perdere le foglie!
Le foglie, sentite queste parole, diventarono rosse di rabbia. Ma non ci fu
niente da fare. Quando il vento cominciò a soffiare tra i rami, le foglie si
staccarono tristemente e, dopo un breve ballo, caddero a terra.
(Continua a pagina 93)

51
Chiave di lettura RACCONTI UMORISTICI
I racconti umoristici hanno lo scopo di divertire esagerando situazioni comuni al
punto da farle sembrare quasi incredibili oppure presentando situazioni assurde,
equivoci e contrattempi. I personaggi hanno comportamenti inadatti, strani; a volte
rispecchiano, esagerandoli, difetti comuni a tutti.

Il gatto che restava indietro


Il signor Veneranda entrò nel negozio dell’orologiaio.
Spesso la tecnica umoristica
si basa sugli equivoci, cioè – Scusi – disse, mettendo un gatto sul banco – vuol vedere
sull’interpretazione errata dei che cos’ha? Resta sempre indietro.
significati di parole – Come, come? – balbettò l’orologiaio, che credeva di non
ed espressioni.
• Quali sono gli equivoci aver capito.
che trovi nel racconto? – Ho detto – ripeté il signor Veneranda – se vuol vedere che
cos’ha, perché resta indietro.
– Resta indietro??
Fanno divertire anche
le battute, cioè i dialoghi – Sì, resta indietro. Quante volte glielo devo dire?
che evidenziano le reazioni – Io non capisco che cosa vuole da me – balbettò l’orolo-
dei personaggi e l’assurdità giaio. – Io posso guardare l’orologio, non il gatto.
di una situazione.
• Sottolineale nel testo.
– Non può guardare il gatto? – chiese il signor Veneranda
meravigliato.
– Certo che non posso!
– Ah, questa è bella! – esclamò il signor Veneranda.
– Lei non può guardare il gatto. È la prima volta
che conosco una persona che non può guarda-
re i gatti. Le fa male agli occhi guardare i gatti?
– Io non... – balbettò l’orologiaio che non
sapeva più che cosa dire.
– Be’, allora mi scusi tanto. – Io non lo
sapevo proprio.
E s’allontanò tranquillamente col suo
gatto in braccio.
Carlo Manzoni, Cinquanta scontri
con il signor Veneranda, Rizzoli

52 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Abbasso... che cosa?
Uno scolaro faceva le divisioni.
– Il tre nel tredici sta quattro volte con l’avanzo di uno. Scrivo quat-
tro al quoto. Tre per quattro dodici, al tredici uno. Abbasso il nove...
– Ah no! – gridò a questo punto il nove.
– Come? – domandò lo scolaro.
– Tu ce l’hai con me. Perché hai gridato «abbasso il nove»?
Che cosa ti ho fatto di male? Sono forse un nemico pub-
blico?
– Ma io...
– Ah, lo immagino bene, avrai la scusa pronta. Ma a
me non va giù lo stesso. Grida «abbasso il brodo di
dadi», «abbasso lo sceriffo», magari anche «abbasso
l’aria fritta», ma perché proprio «abbasso il nove»?
– Scusi, ma veramente...
– Non interrompere, è cattiva educazione. Sono
una semplice cifra, e qualsiasi numero di due
cifre mi può mangiare il risotto in testa, ma
anch’io ho la mia dignità e voglio essere rispet-
tato. Prima di tutto dai bambini. Insomma,
abbassa il tuo naso, se vuoi, ma lascia stare me.
Confuso e intimidito, lo scolaro non abbassò
il nove, sbagliò la divisione e si prese un
brutto voto.
Gianni Rodari, Favole al telefono, Einaudi

E ntra nel testo


• Quali sono gli elementi caratteristici presenti in questo testo umoristico?
– Lo scolaro è un personaggio: reale. fantastico.
– Il nove è: reale. fantastico.
– La situazione è: comica. inverosimile. reale.
– Le parole usate nel brano creano:
buffi malintesi. dialoghi chiari e comprensibili
• Lo scopo del racconto è quello di far ridere: tu ti sei divertito? Perché?

Racconti umoristici 53
Vai alle pagine 10, 11, 12, 13 dell’Atlante dei linguaggi!

Che cosa tolgo?


Due infermieri entrarono in sala operatoria con il paziente da opera-
re. Dopo un po’ entrò il celebre chirurgo.
– Bisturi!
Un’infermiera si affrettò a ubbidire e il celebre chirurgo aprì il ventre
del paziente, ma rimase pensieroso e chiese al suo assistente:
– Senta, Martinez, cosa dobbiamo togliere a questo signore?
– Non glielo posso assicurare, ma... mi sembra di ricordare che
fosse qualcosa che finiva in «accio»...
– In «accio»? – ripeté il celebre chirurgo. – È troppo vago. Potrebbe
essere il braccio, il polpaccio, lo straccio, il laccio... E poi, per-
ché questo signore dovrebbe chiedere a noi di togliergli il lac-
cio?
Guardò il viso del paziente.
– Intanto gli togliamo i baffi. Starà sempre meglio.
– E se domandassimo a casa sua? – suggerì l’assistente. –
Probabilmente la famiglia saprà ciò che dobbiamo togliergli.
– Niente male, l’idea – disse il chirurgo, e andò al telefono.
– Signora Ramirez? Sono il dottor Ruibafiez.
– Sono io. È successo qualcosa a mio marito?
– No, no, niente, non si allarmi. L’ho chiamata per
domandarle se ricorda che cosa dobbiamo togliere a suo
marito.
– Davvero non lo so. Ho sentito dire qualcosa che fini-
va in «etto».
– Non sarà stato un «peletto»?
– No, quello avrei potuto toglierglielo io.
– Un calletto?
– No, non era nemmeno un calletto.

Chiave di lettura
FATTI INATTESI
Una situazione normale può diventare comica
perché accade un fatto inatteso o per il com-
portamento inadeguato dei personaggi.
• Qual è la situazione normale?
Che cosa la trasforma in comica?

54 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


– Aspetti, ora le dico tutto ciò
che finisce in «etto»: petto, gam-
baletto, setto, letto, occhietto...
– No, non era niente di tutto ciò.
– Allora, che gli leviamo?
– Gli tolga ciò che vuole. Non mi piace
immischiarmi nelle cose di mio marito. Poi mi
dice: hai visto qui... hai visto là...
– Va bene, signora. Grazie di tutto.
Quando il celebre chirurgo rientrò in sala chirurgica, il malato
si era svegliato.
– Niente – disse il chirurgo. – Sua moglie non sa niente.
Guardò il malato, poi continuò:
– Scusi, lei si ricorda cosa le dobbiamo togliere?
E il paziente rispose:
– Non credo che dovessero togliermi qualcosa. Io sono venu-
to a riparare la luce. Ma giacché sto qui, mi faccia il piacere di
darmi qualche punto alla pancia che mi si è scucita.
Antonio de Lara, in Umoristi del Novecento, Garzanti

C apito tutto?
• Rispondi oralmente.
– L’inizio del racconto presenta una situazione normale: quale?
– Lo svolgimento descrive comportamenti inadeguati nei confronti della situazione da affrontare: quali?
– La conclusione offre un imprevisto: che cosa succede?
– Con quale battuta assurda si chiude il racconto?
• Sottolinea le battute che ti hanno maggiormente divertito.

Racconti umoristici 55
Scorpioni a pranzo
Gerald Durrel è stato uno zoologo, esploratore e scrittore britannico. I suoi
racconti sono un misto di autobiografia e zoologia: sono scritti, infatti, con
umorismo e basati sulle sue esperienze personali. Nel suo libro, La mia fami-
glia e altri animali, da cui è tratto questo brano, racconta i cinque anni tra-
scorsi nell’isola greca di Corfù. Stai per leggere un episodio avvenuto quan-
do aveva dieci anni e ospitava in casa animali di ogni tipo che, a volte, scon-
volgevano la quiete famigliare.

Avevo dieci anni ed ero sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da scoprire.
Un giorno trovai nel muro un grosso scorpione femmina che aveva aggrap-
pati sul dorso una decina di piccoli. Estasiato, decisi di portarmeli tutti a
casa. Con cura infinita riuscii a introdurre madre e figliolanza in una sca-
tola di fiammiferi. Non ebbi il tempo di portare la scatola in camera mia
perché il pranzo era già in tavola; allora l’appoggiai distrattamente sulla
mensola del camino. Durante il pranzo, ascoltando i discorsi degli
altri e giocherellando con il cibo che avevo nel piatto, mi dimenti-
cai completamente dei miei poveri prigionieri. Finito il pranzo,
mio fratello Larry andò ad accendere il camino e aprì la scatola
di fiammiferi: lo scorpione femmina, che non aveva cattive inten-
zioni ma era solo seccata di stare rinchiusa, colse la prima occa-
sione per darsi alla fuga.

Chiave di lettura
IDENTIKIT DELL’UMORISMO
• Costruisci l’identikit di questo racconto umoristico: completa e segna
le scelte corrette.
– il racconto è scritto in ............ persona.
– La situazione è: insolita. sorprendente. buffa.
– Secondo te il racconto: esagera la realtà. è del tutto reale.
– Il ritmo della narrazione è: concitato. lento.
– L’effetto umoristico è dato:
dalle reazioni dei personaggi di fronte a una
situazione imprevista.
dalla descrizione della situazione.

56 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Sgambettò veloce sulla mano di Larry. Qui si fermò, col pungiglione ricur-
vo all’insù in posizione di allerta. Da quel momento le cose precipitarono in
un’indescrivibile confusione. Larry ruggì di terrore, Lugaretzia, la cameriera,
si lasciò scappare un piatto dalle mani e il cane Roge uscì di sotto il tavolo
abbaiando come impazzito. Con uno scatto della mano, Larry fece volare lo
sventurato scorpione sul tavolo e quello cadde tra Leslie e Margo, le mie
sorelle, disseminando i piccoli come coriandoli. Poi si diresse verso Leslie...
Leslie rovesciò la sedia e sventolò disperatamente il tovagliolo, facendo roto-
lare lo scorpione verso Margo che, immediatamente, lanciò un urlo assor-
dante. Mamma, sconcertata da questo improvviso passaggio dalla pace al
caos, si mise gli occhiali e scrutò il tavolo. In quel momento, Margo, per fer-
mare l’avanzata dello scorpione, gli scagliò addosso un bicchiere d’acqua.
La doccia prese in pieno mamma. A colpi di piatto, Leslie aveva scara-
ventato lo scorpione sul pavimento, mentre i piccoli si
aggiravano freneticamente sulla tovaglia. Roger corre-
va intorno alla stanza, abbaiando come un matto.
Nessuno gli aveva spiegato la situazione, così era
convinto che la famiglia fosse stata aggredita
e che lui dovesse difenderla: visto che nella
stanza l’unica estranea era Lugaretzia,
concluse che lei era la responsabile e le
morse una caviglia. Intanto, tutti i pic-
coli scorpioni si erano nascosti sotto
i vari piatti e stoviglie. Mentre gli
altri, frementi di sdegno e di
paura, si ritiravano in salotto, pas-
sai mezz’ora a radunare i piccoli, a
raccogliergli con un cucchiaio da tè
e a rimetterli sul dorso della madre.
Poi li portai fuori in un piattino e,
P rova tu!
• Quali sono le reazioni dei vari personaggi?
Descrivile sul quaderno in una tabella come questa.
con immensa riluttanza, li lasciai
personaggi reazioni
liberi sul muro del giardino.
Roger e io passammo il pomerig- Larry ........................................
gio sulla collina, perché mi parve Lugaretzia ........................................
Leslie ........................................
prudente lasciare che la famiglia
Margo ........................................
si riposasse un po’ prima di rive- mamma ........................................
dermi.. Roger ........................................
Gerald Durrel, La mia famiglia scorpione mamma ........................................
e altri animali, Adelphi scorpioni piccoli ........................................

Racconti umoristici 57
PAGINE PER SCRIVERE
Scrivere testi umoristici
Un racconto umoristico ha lo scopo di far divertire, far sorridere, suscitare buonumore.
Segui le indicazioni, raccogli le idee e organizza il tuo testo umoristico.

GLI «STRUMENTI» PER FAR SORRIDERE


I personaggi

Ricorda! Si comportano in
modo strano, hanno caratteri-
stiche esagerate, possono
essere distratti, pasticcioni,
ridicoli...

La vicenda
Devi pensare a una vicenda con... situazioni assurde, oppure esagerate.
Ricordati di utilizzare la tecnica del rovesciamento di situazioni e ruoli.
Usa un linguaggio ricco di:
– doppi sensi, parole che si possono fraintendere
perché hanno un doppio significato;
–modi di dire;
–battute spiritose;
–colmi, per esempio: qual è il colmo per un fotografo?
Mettere a fuoco un ghiacciaio!

La conclusione
Concludi la storia con una battuta spiritosa, ma anche significativa!

Il rovesciamento di situazione consiste nel presentare


una situazione contraria a quella che ci si aspetta.
Il rovesciamento di ruoli presenta il comportamento
di un personaggio opposto a quello che ci si aspetta.

58
Utilizzando le informazioni ricevute e riflettendo sugli ingredienti necessari,
scrivi sul quaderno un breve testo umoristico osservando la situazione illustrata.

Racconta e descrivi...
• i comportamenti inadeguati dei personaggi;
• il contrasto tra la seria intenzione dei due a preparare
gli spaghetti al sugo e il risultato tragico dell’impresa;
• il «comportamento» della pasta (che sembra ribellarsi, «esce» dalla pentola,
«si rifugia» sul piano di lavoro...), del sugo (che «fugge» dappertutto, tra alti schizzi...),
dell’olio che..., dell’acqua che...
• gli stati d’animo e le reazioni dei personaggi.

Frasi guida
Nel tuo racconto, potresti utilizzare queste frasi...

Il mio amico Andrea dice che la pasta va cotta con molta acqua e così...

– Non mi distrarre! – esclama Andrea e così io mi allontano prudentemente dal barattolo del sugo che...

Le gocce dell’olio s’innalzano seccate e noi ci rifugiamo...

– Presto, dammi il colino! – urlai.

Gli spaghetti finirono il loro volo adagiandosi sul lavandino.

L’acqua decise di mostrarci quanto era brava a trasformarsi in una schiumante cascata.

Eravamo troppo stanchi e sfiniti per ripulire tutto. Guardammo la cucina devastata e decidemmo...

Obiettivi specifici: scrivere testi umoristici sulla base di una traccia. 59


Vai alle pagine 14, 15, 16 dell’Atlante dei linguaggi!

Chiave di lettura RACCONTI POLIZIESCHI


Il racconto poliziesco, o racconto giallo (dal colore della copertina del primo romanzo
di questo genere, pubblicato dalle edizioni Mondadori), presenta: un enigma, cioè un
mistero, un caso da risolvere (un furto, una sparizione, un omicidio...); una serie di indi-
zi su cui si basano le indagini; la soluzione dell’enigma, a cui si giunge grazie
all’intuito e alla capacità di ragionamento di un investigatore (o detective).

Il mistero della Rue Morgue


A Parigi, al quarto piano di una casa in Rue Morgue, due
All’inizio, l’investigatore si limita donne sono state trovate morte; intorno regna il disordine,
a esaminare gli indizi presenti
sulla scena del crimine. ma nulla è stato rubato. Auguste Dupin, investigatore dota-
to di eccezionale capacità di analisi, si occupa del caso. Il
narratore è il suo amico e assistente.

Ci recammo subito in Rue Morgue. Prima di entrare, Dupin


volle esaminare il retro della casa e annotò ogni detta-
glio con la massima precisione. Poi salimmo nella stanza
del delitto. Il mio amico si guardò intorno con attenzione...

– Vedi – mi disse il giorno seguente – la prima cosa che


dobbiamo scoprire è come gli assassini sono riusciti a
fuggire. Entrambe le porte della stanza erano chiuse a chia-
ve dall’interno. Ci sono due finestre nella stanza che sono
state trovate chiuse. È logico che, se qualcuno uscisse
da quelle finestre, non potrebbe assolutamente
richiuderle. Ho trovato una piccola molla, vicino a
una delle due, l’ho fatta scattare e, scattando, ha
nuovamente sprangato la finestra automaticamen-
te. L’altra finestra, invece, non ha lo stesso mec-
canismo. Quindi gli assassini devono essere fug-
giti dalla prima finestra, quella sopra il letto. È
chiaro che, disponendo di forza e coraggio ecce-
zionali, si può anche raggiungere la finestra con
una corda, aggrappandosi, poi, alla persiana.

60 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Chiesi a Dupin che cosa può spingere un delinquente a gettare
Nello svolgimento si descrivono
all’aria la stanza, per poi abbandonare gli oggetti d’oro sul pavi- l’investigazione e la ricerca
mento. del colpevole. Il ragionamento,
– Rifletti sugli indizi raccolti... – mi rispose – Il disordine, l’in- basato sull’analisi degli indizi,
credibile agilità dell’assassino, la sua forza sovrumana: che è fondamentale
per ricostruire i fatti.
cosa ne deduci?
Rabbrividii e risposi: – Dev’essere un pazzo, senza dubbio...
– La tua idea non è del tutto sbagliata – riprese Dupin mostran- I colpi di scena aiutano a
domi un ciuffo di capelli che aveva trovato nella stanza. sciogliere l’enigma.
L’investigatore non rivela subito
Rimasi senza fiato e mormorai: – Non sono capelli umani... la soluzione provocando
– Guarda un’altra cosa – disse il mio amico facendomi osser- nel lettore uno stato di tensione,
vare quella che poteva sembrare un’impronta. – Prova di suspense.
sovrapporci la tua mano...
Provai ma non ci riuscii. Esclamai: – Non è un’impronta
umana!
– Bene! – esclamò Dupin porgendomi un libro aperto alla
descrizione delle caratteristiche e delle abitudini di vita del-
l’orango che vive nell’India orientale: era la descrizione esat-
ta dell’assassino della Rue Morgue!
– Le impronte e il ciuffo di peli concordano perfettamente con
la descrizione! L’indomani, Dupin fece pubblicare sul giornale
un articolo che diceva:

Catturato al Bois de Boulogne un enorme orango provenien-


te dal Borneo. Il proprietario, che è un marinaio di una nave
maltese, potrà riavere l’animale dopo aver rimborsato le spese
per la cattura.

Volta la pagina!

Racconti polizieschi 61
– Come sai che è un marinaio maltese? – chiesi.
– Non lo so con certezza. Ma questo pezzetto di corda,
raccolto sotto la finestra di casa, è annodato nel modo
tipico dei marinai maltesi. Se ho visto giusto, il proprieta-
rio verrà a reclamare il suo orango.
Il mio amico, come al solito, aveva ragione. Un marinaio
rispose all’appello e raccontò che aveva portato l’orango
a Parigi e lo aveva chiuso nel suo appartamento, in atte-
sa di venderlo. Una sera, tornando a casa, l’aveva visto
balzare in strada e l’aveva inseguito fino alla casa di Rue
Morgue. L’animale si era arrampicato lungo la corda del
parafulmine, fino al quarto piano e, con incredibile agili-
tà, aveva afferrato la persiana ed era balzato nella stanza.
Le grida delle due donne l’avevano spaventato al punto
che le aveva uccise. Dupin dedusse che la scimmia
doveva essere scappata poco prima che fosse sfon-
data la porta e, passando attraverso la finestra, dove- La conclusione presenta
va essersela chiusa alle spalle. Alcuni giorni dopo la soluzione del caso.
l’orango fu catturato.
Edgar Allan Poe, I delitti della Rue Morgue, Mondadori

E ntra nel testo


• Come giunge Dupin alla soluzione del caso?
Completa sul quaderno una tabella come questa.

elementi raccolti deduzioni di Dupin

disordine ........................................
agilità e forza ........................................
ciuffo di capelli ........................................
impronte ........................................

62 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


Furto sulla nave
L’ispettore Martin trascorre le vacanze Una mattina, il comandante della nave
in crociera su una nave. lo avvicina preoccupato.

DOVETE AIUTARMI, ISPETTORE!


A BORDO C’È UN LADRO CHE SVALIGIA
LE CABINE DEI PASSEGGERI.
HO AUMENTATO LA SORVEGLIANZA
MA I FURTI CONTINUANO!

Quella sera, mentre tutti sono a cena, L’ispettore si nasconde e la donna


Martin ispeziona la nave e vede... apre la porta della cabina.

PERBACCO, QUELLA
È LA MIA CABINA!

AL LAVORO, ADESSO!
È FACILE COME RUBARE LE FERMA! CHE COSA FA
CARAMELLE A UN BAMBINO! NELLA MIA CABINA?

CIELO! MI HA SPAVENTATA!
MA È VERO, CHE SCIOCCA!
Chiave di lettura
HO SBAGLIATO CABINA, OSSERVARE E RAGIONARE
CREDEVO FOSSE LA MIA... • A quale errore si riferisce l’ispettore Martin?
Osserva, deduci e rispondi. Poi verifica
l’esattezza della tua risposta leggendo la
soluzione, scritta capovolta qui sotto.
dentro non ci fosse nessuno.
così facendo, voleva accertarsi che
È STATO UN
non l’avrebbe fatto! Evidentemente,
ALTRO IL SUO
deva di entrare nella propria cabina
ERRORE!
entrare in cabina. Se davvero cre-
La donna ha bussato, prima di
«La Settimana Enigmistica»

Racconti polizieschi 63
Un «colpo» tecnologico!
Grosso colpo a Virtual City! Qualcuno si è introdotto nei
Laboratori della Lemon Technology, un modernissimo
centro di ricerca dove si studiano sistemi di intelligenza
artificiale, portando via riservatissimi materiali informa-
tici. Le sorelle Melissa e Ofelia Redsun, abili investigatrici,
indagano...

Jo Gibbon – Il ladro sapeva il fatto suo... – commenta preoccupata


Abilissimo pirata informatico. L’elettro- Melissa. – Prima ha neutralizzato i sistemi d’allarme, poi
nica sembra il suo unico interesse.
Quando lavora al computer dimentica si è introdotto nei Laboratori calandosi dal condotto del-
perfino di mangiare. l’aria condizionata.
– Le telecamere interne sono state neutralizzate con un
falso segnale e non ci sono impronte – interviene Ofelia,
mentre scatta alcune foto in uno dei laboratori, completa-
mente a soqquadro.
– Una cosa è certa: chi ha fatto il colpo è un vero profes-
sionista – conclude Melissa.
Dopo un’attenta ricognizione, le sorelle si recano alla
Centrale di Polizia: una ricerca negli archivi potrebbe
Elisa Zeta essere utile, dal momento che ladri così specializzati non
Grande esperta di elettronica e di arti sono molti!
marziali. Ha un’altra passione: le mar- Attraverso il computer della Centrale, Melissa si collega
gherite. Dovunque vada, ne porta sem-
pre una con sé. con la banca dati: immette alcune informazioni e ottiene
subito le prime risposte.
– Guarda, Ofelia! – esclama – Sembra che ci siano solo tre
specialisti in questo genere di furti.
Sul video scorrono le schede con le immagini dei tre pos-
sibili sospettati.

Mike Truman
Un altro geniale pirata informatico. Ha
un’unica debolezza: le caramelle alla
menta di cui è golosissimo. Ne man-
gia in gran quantità.

64 UNITÀ 2 • TESTI NARRATIVI REALISTICI


La ricerca ha preso poco tempo. Adesso le due sorelle devono far lavorare il
cervello mettendo insieme le informazioni, ottenute dalla banca dati, con i
pochi indizi recuperati nel laboratorio della Lemon Technology. Ofelia studia
attentamente la foto scattata sulla scena del crimine.
– Noti qualcosa di strano? – le chiede Melissa.
– Guarda anche tu – esclama Ofelia porgendo la foto alla sorella.
Melissa osserva con attenzione, poi si sofferma su qualcosa...
Il suo sguardo si illumina. Guarda la sorella. Entrambe sor-
ridono: ebbene sì! Il colpevole ha lasciato una traccia e
adesso sanno di chi si tratta!
«L’enigmistica di Minni & company»

Chiave di lettura enziatore


INDIZI evid
• Osserva e leggi le schede dei sospettati e la foto
• Segna la definizione corretta:
scattata da Ofelia, scopri l’indizio e prova a risolve-
re il caso. Poi verifica l’esattezza della tua risposta neutralizzato: reso inutile. distrutto.
leggendo la soluzione, scritta capovolta qui sotto.
a soqquadro: in grande disordine.
frantumi, sono tutte rose.
sparsi sul pavimento, accanto al vaso in in grande ordine.
pevole è Elisa Zeta. Infatti, gli altri fiori
una sedia. Questa è la prova che la col- ricognizione: esplorazione. audizione.
notato una margherita che spunta sotto
Se hai osservato con attenzione, avrai banca dati: centro specializzato nella raccolta di
informazioni.

Racconti polizieschi 65
Vai alle pagine 17, 18, 19 dell’Atlante dei linguaggi!

Chiave di lettura RACCONTI EPICI


I racconti epici narrano le imprese degli antichi eroi, personaggi straordinari, dotati di gran-
de valore. La parola epica deriva dal greco épos, «racconto di imprese eroiche». I poemi
epici furono tramandati a voce, per generazioni, finché furono messi per scritto e si diffu-
sero nel mondo. I più famosi poemi epici del mondo greco sono l’Iliade e l’Odissea,
entrambi attribuiti a Omero che cantava le imprese di dèi ed eroi presso le corti dei
principi, accompagnandosi con la cetra. Il più famoso poema del mondo latino è
l’Eneide, scritto da Virgilio. Leggi le prime righe dei poemi, aiutandoti con le note.

L’Iliade narra le ultime vicende di Ilio (antico nome della città di Troia), impegnata a difendersi
dall’assedio dei Greci (Achei), durato dieci anni. Il protagonista più importante è Achille, l’eroe
guerriero greco, forte e coraggioso, crudele e generoso.
Cantami, o diva1, del Pelide2 Achille, 1 DIVA: la dea Calliope, una delle nove muse,
l’ira funesta3, che infiniti addusse4 figlie di Zeus, protettrici delle arti.
2 PELIDE: figlio di Peleo.
lutti agli Achei... 3 L’IRA FUNESTA: la collera che porta morte e distruzione.
4 ADDUSSE: provocò.

L’Odissea, «storia di Odisseo», racconta il viaggio di ritorno in patria di Odisseo,


nome greco di Ulisse, re di Itaca, uno degli eroi della guerra di Troia.

L’uomo ricco di astuzie raccontami, 1 MUSA: la dea Clio, una delle nove muse, figlie di Zeus,
o Musa1, che a lungo protettrici delle arti.
2 ERRÒ: vagò attraverso i mari.
errò2 dopo ch’ebbe distrutto
3 ROCCA: la parte alta della città.
la rocca3 sacra di Troia...

L’Eneide, «storia di Enea», racconta il viaggio del principe troiano Enea che,
fuggito dalla città, conquistata dai Greci, cerca sulle rive del Mediterraneo
una terra dove fondare un nuovo regno (sarà quello di Roma).

Canto le armi e l'eroe1, che per primo 1 LE ARMI E L’EROE: le imprese di guerra e l’eroe
dalle spiagge di Troia, che le ha compiute (Enea).
2 PROFUGO: costretto ad abbandonare il suo paese.
profugo2 a causa del Fato3, venne 3 FATO: è il destino.
in Italia alle coste Lavinie4... 4 LAVINIE: del Lazio.

I poemi epici si aprono con


l’invocazione alla Musa, dea protettrice
della poesia, perché aiuti a ricordare
e a narrare i fatti nel modo migliore.

66 UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI


I protagonisti dell’epica
Figlio della dea Teti e di un uomo, Peleo, Achille
non è immortale come la madre. Per questo Zeus
concede a Teti di renderlo invulnerabile immer-
gendolo nel fiume Stige; la dea regge il piccolo
Achille tenendolo per il tallone che, rimanendo
fuori dall’acqua, diventa l’unico punto vulnerabile
del suo corpo.

Ulisse è un eroe coraggioso, forte e molto astuto: è


lui, infatti, a escogitare l’inganno del cavallo di
legno, grazie al quale gli Achei espugnano Troia.
Poseidone, dio del mare e protettore di Troia, giura
vendetta e lo fa naufragare mentre cerca di tornare
alla sua isola, Itaca. Durante i dieci lunghi anni di
viaggio, lo costringe a vagare tra avventure e perico-
li. Solo la protezione della dea Atena e il suo corag-
gio consentono a Ulisse di tornare finalmente in
patria, dove lo attendono la moglie Penelope e il
figlio Telemaco.

Enea è l’eroe che porta in salvo i Troiani superstiti e


trova una nuova patria al di là del mare. Enea odia la
guerra, anche se è costretto a combattere contro i
nemici. La dea Venere, sua madre, lo protegge e lo
aiuta, mentre la dea Giunone, nemica dei Troiani, lo
perseguita con ogni mezzo. Quando finalmente Enea,
giunto nel Lazio, sposa Lavinia, dai suoi discendenti
nascerà Romolo, futuro fondatore di Roma.

Chiave di lettura
L’EROE
L’eroe del testo epico è forte e coraggioso: incarna i valori della civiltà che lo ha creato; le
sue imprese sono sempre eccezionali e sono spesso guidate, oppure ostacolate dagli dèi.
• Per quale dei tre eroi provi maggior simpatia? Perché?

Racconti epici 67
Ettore e Andromaca
Leggerai adesso la versione in prosa («tradotta» in racconto) di
alcuni versi di Omero in cui si narra del triste e dolce incontro
tra Ettore, comandante dei Troiani, e sua moglie
Andromaca, che teme per la sorte del marito. Il valoroso
Ettore ha lasciato per un attimo il campo di battaglia
per dare l’ultimo saluto alla moglie e al figlio, forse
consapevole della morte che lo attende. L’eroe troia-
no, infatti, morirà in duello per mano di Achille.

Lasciata la madre, Ettore raggiunse di corsa la sua


bella casa. Ma Andromaca non c’era. La fedele
serva gli disse:
– È andata alle porte Scee, con due schiave, la balia
e il bambino, perché ha sentito che la battaglia
diventa sempre più terribile: è in grande pena per te!
Ettore corse per raggiungerla. Ed ecco, la sua sposa gli
veniva incontro: dietro veniva la balia, che reggeva il
bambino, il figlio d’Ettore, amato, bello come una
stella... Egli guardò il suo bambino e sorrise.
Ma Andromaca piangeva, gli corse vicino e gli
disse:
– Il tuo coraggio ti ucciderà! Tu non hai com-
passione del bambino, e nemmeno di me,
che rimarrò presto vedova, perché gli Achei ti
uccideranno, gettandosi sopra di te. Oh,
meglio allora per me scendere sotto terra, per-
ché non mi resta più niente senza di te. Tu lo
sai, Achille ha già distrutto la mia bella città,
Tebe, dalle alte mura …
– Donna – interruppe Ettore – ho nel cuore
un presentimento molto triste: anche Troia
tempospazionatura cadrà, con il re Priamo e tutta la sua gente...
Le Porte Scee erano le porte – Ettore, tu sei per me padre e madre e fra-
della città di Troia; tello, tu se il mio sposo fiorente; ah, dun-
Priamo era il re della città
e padre di Ettore. que, abbi pietà, rimani qui sulla torre, non
fare orfano tuo figlio, vedova la tua sposa...

68 UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI


E allora Ettore grande, con il suo elmo abbagliante, le disse: enziatore
evid
– Donna, anch’io, sì, penso a questo; ma ho troppa vergogna
cimiero chiomato: ornamento che i
se resto come un vile lontano dalla guerra. Né lo vuole il mio guerrieri portavano sopra l’elmo a
cuore, perché ho imparato a esser sempre forte, a combatte- scopo distintivo o ornamentale.
re fra i Troiani, procurando gloria al padre e a me stesso. Io
so bene questo dentro l’anima e il cuore: verrà giorno che Ilio
sacra sarà distrutta, con Priamo e la sua gente: ma il dolore
più grande lo avrò per te, perché qualche acheo ti trascinerà
via piangente, togliendoti la libertà: allora, triste destino sarà
su di te... E dirà qualcuno che ti vedrà lacrimosa: «Ecco la
sposa d’Ettore, il più forte a combattere fra i Troiani domato-
ri di cavalli, quando lottavano per Ilio!»... E sarà dolore nuovo
per te. Ma spero di poter morire prima di udire il tuo pianto!
Così dicendo, il nobile Ettore tese al figlio le braccia: ma
il bambino si piegò indietro con un grido, spaventato
dall’aspetto del padre, dal cimiero chiomato, che
vedeva ondeggiare terribile in cima all’elmo. Allora il
padre sorrise e si tolse l’elmo; poi baciò il caro figlio,
lo sollevò fra le braccia, e supplicò così Zeus e gli
altri dei:
– Zeus e voi, dèi tutti, fate che questo mio figlio
cresca pieno di forze e possa regnare, un gior-
no, su Ilio. E che tutti dicano di lui, quando
tornerà vittorioso dal combattimento: «È
molto più forte del padre!».
Dopo aver pronunciato queste parole,
mise in braccio alla sposa il figlio e ripre-
se l’elmo; Andromaca tornò verso casa
ma voltandosi indietro più volte e ver-
sando molte lacrime.

E ntra nel testo


• L’autore fa un ritratto chiaro e preciso di Ettore: quali caratteristiche lo rendono un eroe?
L’amore per la famiglia. Il coraggio nell’affrontare la battaglia.
Il timore della sconfitta. Il senso del dovere.
• L’autore vuole suscitare nel lettore... Completa oralmente.
Gioia perché... Tristezza perché... Dolore perché...

Racconti epici 69
Il ritorno di Odisseo
Odisseo, Ulisse, è tornato a Itaca. La dea Atena, sua protettrice,
gli ha fatto assumere le sembianza di un mendicante perché lui
possa introdursi nella reggia e valutare la situazione che si è
creata, durante la sua lunga assenza, senza che nessuno lo
possa riconoscere. In cuor suo, però, la moglie Penelope sa
che quell’uomo, vecchio e stanco, è il suo sposo Odisseo...

Penelope scende la scala con il cuore sconvolto: che


cosa deve fare? Precipitarsi subito al collo del marito,
finalmente tornato, o metterlo alla prova? Lei è sicura
che quell’uomo è Odisseo, nello stesso tempo, però,
teme di accogliere un simulatore che la inganni.
Eccolo là, seduto vicino al focolare, ancora coperto di
stracci. Penelope lo guarda, ancora incerta.
– Madre mia – esclama Telemaco – sei crudele. Come puoi
resistere e stare così fredda davanti al tuo sposo finalmente
tornato?
– Figlio mio, sono stordita. Non ho ancora il coraggio di parlar-
gli e quasi nemmeno di guardarlo. Ma se è lui davvero, ho un
mezzo segreto, noto a lui e me soltanto, per riconoscerlo.
– Tua madre ha ragione, Telemaco – interviene Odisseo. –
Come può riconoscermi così lacero e sporco? Tra poco mi rico-
noscerà. Tu, intanto, vestiti a festa e invita le donne di casa ad
adornarsi: chiamate il cantore e iniziate una danza gioiosa.
tempospazionatura Odisseo si lavò, si vestì. Accanto a lui venne Atena, che gli rese
Telemaco è il figlio di Odisseo il suo aspetto gagliardo, anzi lo fece più bello: era maestoso
e Penelope e aiuta il padre come un dio, quando tornò a sedersi di fronte alla sua sposa.
a cacciare dalla reggia di Itaca

Chiave di lettura
i nemici che, approfittando della
sua lunga assenza, volevano
prendere il suo posto
e regnare su Itaca. GLI DÈI
Atena è la dea greca delle arti, Spesso, nei racconti epici, gli dèi intervengo-
delle scienze e della giustizia, no per modificare il destino degli uomini.
ed è anche divinità guerriera. • Qui è la dea Atena a manifestare a
Era venerata specialmente Odisseo la sua presenza.
nella città di Atene, In che modo? Perché?
che da lei prende il nome.

70 UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI


Penelope era rimasta là, muta, rigida come una statua. enziatore
evid
– Sei dura davvero come la pietra! – le disse Odisseo. – Dove
• Sai chi è la balia? Nei poemi epici
si troverà mai un’altra donna che non getta le braccia al collo è una figura che ricorre spesso.
del marito, tornato dopo vent’anni a casa sua? Euriclea, mia Svolgi una piccola ricerca!
buona balia, – aggiunse – fammi preparare un letto. Sono
proprio stanco.
– Sì – disse allora con voce sicura Penelope. – Fa’ portare qui
il suo letto...
– Il mio letto! – Odisseo urlò adirato. – Donna, ma chi l’ha
cambiato? Chi può muoverlo fra i mortali? Nessuno potrebbe
muovere il mio letto, se è rimasto come l’ho fatto io. Tu lo sai,
quel letto ha un piede costruito dal ceppo di un ulivo, che ho
tagliato, ma lasciandolo radicato profondamente nel terreno.
Era la prova che Penelope voleva. La sua risposta fu un pian-
to dirotto; si gettò tra le braccia del marito: lei sola e Odisseo
sapevano il segreto del letto!
Rosa Calzecchi Onesti, Storie di Re Odisseo, Piccoli

C apito tutto?
• Segna le scelte corrette.
– Perché Penelope non abbraccia subito il marito tornato dopo anni di disavventure?
Perché inizialmente non lo riconosce.
Perché vuole essere sicura che sia proprio lui, mettendolo alla prova.
Perché è adirata con lui.
– In che modo Penelope riesce a capire che l’uomo che le sta di fronte è proprio Ulisse?
Gli rivolge molte domande.
Lo mette alla prova per vedere se conosce un segreto particolare.
Lo guarda attentamente per riconoscerlo dall’aspetto.
– Come reagisce, infine, Penelope?
Rimane impassibile e accoglie Ulisse con freddezza.
Ancora non si fida e teme che quell’uomo non sia suo marito.
Piange di gioia e corre ad abbracciare il marito.

Racconti epici 71
L’arrivo di Enea nel Lazio
Quando fu quieto il mare, sotto la luna bianca, la flotta riprese
il viaggio lungo la costa circea. E al mattino, i Troiani giunse-
ro davanti a un vasto bosco, dove le acque del Tevere, svelte,
correvano al mare. Ed Enea diede ordine di puntare alla riva:
quiete le navi entrarono nell’acqua bionda del fiume.
Enea, Iulo e i Troiani, sbarcati nella foresta, si preparavano un
pasto: misero frutti e vivande sopra le larghe focacce e, per la
fame, mangiarono anche quei piatti di grano.
– Ehi, ci mangiamo le mense! – disse ridendo Iulo.
A queste parole, Enea ricordò quando Anchise aveva
detto: «Quando vi mangerete le mense, avrete trovato la
sede, la terra del tuo destino! Lì finiranno i tuoi mali, e fon-
derai una città!».
Così, ornate le tempie con rami frondosi, Enea invocò il
genio di quel luogo, e la Terra, Le Ninfe e i Fiumi e la
Notte, Giove e la madre Frigia, e i suoi due genitori. Giove,
come risposta, rimbombò con i tuoni e un forte raggio dorato
illuminò le nuvole. Così, gioiosi, i Troiani seppero che era quel-
la la loro terra futura.
Roberto Piumini, La storia di Enea, NER

Chiave di lettura
PREMONIZIONI
Spesso, nei racconti epici, si narra di premonizio-
ni, ovvero profezie.
tempospazionatura • Che cosa era stato predetto a Enea? Da chi?
La costa circea si trova sul
Mar Tirreno, di fronte al Circeo,
un promontorio del Lazio.
Iulo è il figlio di Enea, chiamato
anche Ascanio; Anchise è un
principe troiano, padre di Enea.
Nella religione romana, il genio
era uno spirito protettore della
E ntra nel testo
• Rispondi oralmente.
– Come si manifesta la presenza degli dèi in questo brano?
famiglia o di luoghi; le Ninfe erano Che cosa fa Giove per dimostrare la sua benevolenza
divinità minori, figlie di Giove. nei confronti di Enea e dei suoi compagni?
– Perché Enea invoca il genio del luogo, la Terra, le Ninfe...?

72 UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI


La spada nella roccia
Figlio del re Uther Pendragon, Artù ignora le sue origini e cresce presso
il cavaliere Antor, al quale è stato affidato dal Mago Merlino.

La vigilia di Natale, tutti i baroni del regno di Logres andarono a Londra. C’era anche
Antor con i figli Keu e Artù. All’uscita dalla messa di mezzanotte risuonarono grida
di stupore: una grande pietra si trovava nel centro della piazza e sorreggeva un incu-
dine di ferro in cui era infissa una spada. Vi erano scritte queste parole in lettere d’oro:
«Colui che estrarrà questa spada sarà eletto Re per volontà di Dio».
Tutti vollero provare, ma nessuno riuscì a muovere la spada. Keu chiamò il fratel-
lo e gli disse:
– Va’ al nostro alloggio a prendermi la spada.
Artù era un adolescente di sedici anni, grande e bello, amabile e servizievole. Andò
verso l’alloggio, ma non trovò nessuna spada. Stava tornando quando, passando
davanti alla chiesa, vide la spada nella roccia. S’avvicinò e prese la spada senza alcu-
na fatica. Così la portò al fratello dicendo:
– Non sono riuscito a trovare la tua spada, ma ti ho portato quella del-
l’incudine.
Keu la prese, senza pronunziar parola, e cercò il padre.
– Signore – gli disse. – Io sarò re: ecco la spada della pietra.
Ma Antor capì e gli fece confessare la verità. Poi chiamò Artù,
gli rivelò la verità sulle sue origini e gli ordinò di rimettere la
spada al suo posto. A sera, quando tutti i baroni erano presen-
ti, chiese che anche il figlio più giovane facesse la prova. Artù
sfilò senza fatica la spada e così fu consacrato l’eletto da Dio.
Jacques Boulenger, I romanzi della Tavola Rotonda, Mondadori

Chiave di lettura
C apito tutto?
• Rispondi oralmente.
– Che cosa rivela Antor ad Artù?
CICLO BRETONE
Il Ciclo Bretone è una raccolta di vicende d’amore
e d’avventura di origine antichissima. Comprende
testi in poesia, secondo la tradizione epica, e altri
– Che cosa succede di straordinario
in prosa. Le storie hanno intrecci lunghi, come
nel racconto?
quella che narra le avventure dei cavalieri di
– Conosci la storia di re Artù e dei
re Artù, leggendario sovrano del Galles,
cavalieri della Tavola Rotonda?
dell’Inghilterra meridionale e della Bretagna.
Parlane in classe.

Racconti epici 73
PAGINE PER...
ASCOLTARE BENE
Ascoltare per comprendere
e ricordare
Quali sono gli accorgimenti indispensabili per ascoltare, comprendere
al meglio e ricordare bene quello che si è ascoltato?
Leggi i suggerimenti!

CONCENTRAZIONE
Occorre raggiungere un buon livello
di concentrazione, cercando di «sgombrare la mente»
da ogni altro pensiero che può compromettere l’attenzione.

ASCOLTARE, SEGUIRE E OSSERVARE


Mentre si ascolta, bisogna seguire il tono della voce,
osservare la mimica del viso e la gestualità di chi parla.

VISUALIZZARE
Bisogna anche cercare di vedere con la mente
ciò che è raccontato, letto o descritto.

ATTIVARE LA MENTE
Durante l’ascolto, occorre porsi domande, fare ipotesi
e previsioni, cioè cercare di ascoltare in modo attivo.

Ascolta dalla voce dell’insegnante


L’uovo cosmico, un racconto
che si trova sulla Guida!

74
Hai ascoltato bene? Verificalo adesso!

I PARTICOLARI
da 0 a 7 punti
• In ciascuna delle seguenti affermazioni c’è un errore.
Sottolinea ciò che è sbagliato e correggi sul quaderno:
1 All’inizio del tempo il caos aveva la forma di un grosso uovo di struzzo.
2 Un giorno l’uovo si ruppe a causa di una caduta.
3 Una leggenda narra che, da ciascuna parte del corpo di P’an-ku, nacque una città.
4 Un’altra leggenda narra che P’an-ku attraversò il mare con una zattera.

OCCHIO ALLA PAROLA


da 0 a 12 punti
• Completa la sintesi del racconto, inserendo le parole che mancano (scrivile, in ordine, sul quaderno).

All’inizio del tempo, il ... aveva la forma di un uovo di gallina. Nell’uovo c’erano Yin e Yang, due forze
... . Un giorno, le energie contrastanti ... l’uovo. Si formarono cielo e terra, e fra questi due ele-
menti c’era P’an-ku, primo ... .
Alcuni narrano che, stanco del duro lavoro, P’an-ku si ... in tanti pezzi. Da quei pezzi si formò la terra;
le ... di P’an-ku diedero origine al genere ... . Altri marrano che P’an-ku plasmò l’universo con il
suo mantello e il suo ... .
Dopo aver trasmesso agli uomini la propria ... ... per sempre.

SCEGLI LA FRASE GIUSTA!


da 0 a 6 punti
• Segna le frasi giuste.
– La leggenda ci racconta che:
All’inizio dei tempi, due forze opposte, Yin e Yang, erano contenute all’interno di un grosso uovo di gallina.
P’an-ku era un grosso dinosauro che si trovò per caso vicino all’uovo quando questo esplose.
Ogni giorno P’an-ku cresceva e colmava la distanza che c’era tra terra e cielo.
Sulla vita di P’an-ku si conosce una sola leggenda.
P’an-ku distrusse l’universo con il suo martello e il suo scalpello.

Con l’aiuto dell’insegnante, fino a 8 punti scarsa capacità di ascolto, allenati di più!
controlla le tue risposte:
quanti punti hai totalizzato? fino a 20 punti media capacità di ascolto, non sei lontano dalla meta!
fino a 26 punti ottima capacità di ascolto, continua così!

Obiettivi specifici: attivare strategie di ascolto per la comprensione e la rielaborazione di testi. 75


Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...pas
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Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando

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Le leggende
La parola leggenda deriva dal latino legenda, «cosa da leggere», «cosa degna di essere letta».
Nate dalla fantasia degli uomini, le leggende tentano di spiegare una particolare caratteristica di animali
e piante o di elementi geografici (monti, fiumi, laghi...). Tramandate a voce, di generazione in generazione,
le leggende fanno parte del patrimonio culturale dei popoli.

Il ponte di Pavia
A Pavia, una sera lontana nel tempo, i fedeli dovevano
traghettare il fiume per recarsi alla messa di mezzanotte.
Era la vigilia di Natale. La città era avvolta in un gran
nebbione e i barcaioli non riuscivano a far presto.
A un tratto ecco farsi avanti un uomo
vestito di rosso, che così parlò ai presenti:
– Se volete, posso farvi all’istante un ponte,
ma dovete accettare un patto.
– Quale?– domandarono i barcaioli.
– Che mi sia consegnato il primo essere che vi passerà.
Nascosto fra la folla c’era l’arcangelo San Michele che rispose:
– Comincia a fare il ponte, poi si vedrà. Accetto il patto.
L’altro, che era il diavolo, tracciò a terra dei segni e subito apparve il ponte.
Il diavolo si preparò a ricevere quanto era stato pattuito, ma l’arcangelo
suggerì di far passare per primo un montone e così fu fatto.
Furioso per essere stato beffato, il diavolo scatenò una furiosa
tempesta per distruggere il ponte, ma la costruzione resistette e
a lui non restò che scappare davanti alle preghiere recitate dai Pavesi.
Più tardi, in segno di riconoscimento, essi edificarono sull’arcata
centrale del ponte una chiesetta che dedicarono al santo dei fiumi.
Lidia Beduschi, Leggende e racconti popolari della Lombardia, Lucarini

Talvolta le leggende Non è sempre facile distinguere


Com’è tipico delle leggende,
spiegano in modo la leggenda dal mito, perché hanno
anche qui fantasia e realtà
fantastico anche l’origine elementi in comune. Però, mentre
si mescolano insieme.
di un elemento antropico i miti sono l’espressione di un intero
– Quali sono gli elementi reali?
(fatto dall’uomo) del paesaggio. popolo, le leggende si riferiscono
– Quali quelli fantastici?
– Quale, in questo caso? di più a realtà e a tradizioni locali.

76 Obiettivi specifici: verificare le preconoscenze (leggenda).


Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...pas
ssando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando

Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando


Perché le Dolomiti
sono bianche e luminose
Leggenda popolare dell’Italia settentrionale
Prima di essere bianche e luminose, le Dolomiti erano mon-
tagne nere come le altre. In quel tempo un monarca regna-
va in quella regione e aveva un unico figlio, che passava
le notti a contemplare la luna.
Il suo regno, in mezzo a quelle cupe montagne, gli sem-
brava inabitabile. Chissà come doveva essere bello il pae-
saggio sulla luna, se a vederlo da lontano pareva tutto d’ar-
gento! Una notte il principe sognò una giovane bellissima,
vestita di un manto d’argento, con un viso straordinariamen-
te luminoso. In mano portava fiori strani, d’argento anch’essi.
Era la figlia del re della luna. Sperando di rivederla, salì un monte.
Lassù incontrò due vecchietti, che gli rivelarono di essere abitanti della
luna. Stavano per ripartire verso l’astro, e lui decise di seguirli. Arrivò così
in un paese meraviglioso, dove tutto era luminoso come l’argento.
Nel palazzo del Re ritrovò la fanciulla del sogno e decise di chiederla in
moglie. Il Re temeva che la figlia soffrisse, fra le nere montagne della Terra, ma
lei promise di renderle luminose seminandoci i loro fiori, quelli che noi ora chiamia-
mo stelle alpine. Così i due giovani si sposarono e andarono nel regno del princi-
pe. Ma la principessa, che aveva nostalgia della sua terra lunare, ci tornò e il prin-
cipe, disperato, chiese aiuto al popolo dei nani. Essi si sparsero sulle montagne, pre-
sero i raggi della luna, come fossero fili di seta, e li usarono per avvolgere le cime.
Il paesaggio emanò una splendida luce argentea e la principessa ritornò, felice, dal
suo sposo. Da allora, le Dolomiti sono uniche al mondo per la loro luminosità.
Autori vari, Enciclopedia della fiaba, Principato

E ntra nel testo


... per ricordare!
• Qual è lo scopo di questa leggenda?
Spiegare l’origine delle montagne.
Dare una spiegazione fantastica a un fenomeno naturale.
Descrivere le Dolomiti.

Leggende 77
ssando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando
Romolo e Remo
Leggenda popolare dell’Italia centrale

Circa tremila anni fa, alcune navi giunsero in vista di una terra scono-
sciuta dove scorreva un fiume maestoso. Gli uomini sbarcarono.
Erano Troiani, reduci dall’incendio della loro città, e il loro capo
era Enea, valorosissimo guerriero. In quella terra vivevano i
Latini e il loro re, il saggio Latino, li accolse con benevolenza,
diede loro ospitalità e, dopo qualche tempo, diede in sposa
ad Enea sua figlia, Lavinia. Enea fondò una città, Lavinium,
in onore della sposa, e suo figlio Ascanio fondò a sua volta
la città di Albalonga.
Molti e molti anni dopo la morte di Ascanio, divenne re di
Albalonga il buon Numitore. Egli aveva, però, un fratello
malvagio e invidioso, di nome Amulio, il quale avrebbe volu-
to regnare. Per raggiungere il suo scopo, fece imprigionare
Numitore e costrinse Rea Silvia, la figlia di lui, a farsi sacerdotes-
sa. Amulio poteva ormai sentirsi sicuro e tranquillo, ma il dio Marte
mandò a Rea Silvia due gemelli, Romolo e Remo.
Amulio, adirato, ordinò che venissero uccisi. Ma il servo, incaricato del
crudele compito, non ebbe il coraggio di commettere un delitto così
grave: pose, invece, i due gemelli in una cesta di vimini e li abbandonò
sulle acque del Tevere, con la speranza che qualcuno li salvasse.
Li trovò una lupa che li allattò insieme ai suoi cuccioli...

Chiave di lettura
L’EROE ENEA
Ricordi? Nelle pagine del tuo libro hai già conosciuto Enea.
• Chi era? Secondo te, questa leggenda si ispira all’Eneide?
Perché?

78 UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI


Le origini di Roma
Leggenda popolare dell’Italia centrale

Vicino alle rive del Tevere, in una povera capanna, abitavano


un vecchio pastore e sua moglie: Faustolo e Laurenzia. Una
sera Faustolo sedeva stanco sulla porta della capanna mentre
Laurenzia preparava lo scarso cibo serale.
All’improvviso, dal bosco, sentirono un fruscio, e laggiù,
verso il fiume, un’ombra scura scivolò fino alla riva...
Faustolo pensò di andare a vedere cosa fosse successo, disse
alla moglie d’aspettarlo e avanzò cauto verso la riva del
Tevere. Per le piogge recenti, il fiume era straripato nei campi
ed il terreno era cosparso di larghe pozze d’acqua. In una di
quelle pozze, ai piedi di un albero, Fàustolo vide una lupa enor-
me, sdraiata su un fianco, e due bambini che si nutrivano del suo
latte. Credeva di sognare. Si ritirò pian piano e tornò alla capanna
dove raccontò tutto alla moglie incredula, poi la trascinò fuori verso
il fiume. Vicino alla pozza la lupa non c’era più e i due presero i
bambini che, poco dopo, riposavano al caldo, nella capanna di
Faustolo e Laurenzia dove crebbero presto. In pochi anni diventa-
rono due ragazzi forti. Faustolo li aveva chiamati Romolo e Remo;
ed essi lo rispettavano come un padre.
La leggenda racconta che un giorno essi conobbero la loro sto-
ria e ritornarono ad Albalonga, punirono il crudele Amulio e
liberarono il nonno Numitore. Lasciarono poi Albalonga e si
recarono sulla riva del Tevere per fondare una nuova città. Per
darle un nome, decisero di osservare il volo degli uccelli. Chi
ne avesse visti di più, avrebbe dato il proprio nome alla
nuova città. La fortuna favorì Romolo, il quale prese un ara-
tro e, sul colle Palatino, tracciò un solco per segnare il con-
fine della città che da lui fu chiamata Roma.

C apito tutto?
• I Romani crearono mole leggende per
nobilitare le proprie origini e la propria
P rova tu!
• Inventa una leggenda che spieghi l’origine del
luogo in cui vivi. Nel racconto puoi inserire un
storia. Che cosa vuole spiegare, infatti, la personaggio storico, un personaggio mitologico,
leggenda? un animale con particolari poteri.

Leggende 79
La Puglia e il suo vino
Leggenda popolare dell’Italia meridionale

Le anfore preziose, venute alla luce negli scavi del Tarantino,


e i cammei con la figura di Bacco, testimoniano quale
importanza abbia avuto, anche nel passato, per questo popo-
lo, la ricchezza vinicola che ha reso la regione famosa nel-
l’antichità.
Quando il giovane dio Bacco approdò in Puglia, con
il suo corteo di Fauni e di Baccanti, navigando
dalle coste della magna Grecia, vi trovò solo
campi sassosi, dove cresceva una vegetazione
scarsa e stentata.
– Che strana terra! – esclamò seccatissimo. E,
con il calzare dorato, fece saltare lontano i
sassi aridi e la terra arsa e bruciata dal sole.
– Ma guarda un po’! – esclamò poi meravi-
gliato – Qui, almeno, c’è un ramoscello anco-
ra verde! Deve essere resistente, se non è sec-
cato in questa terra inospitale.
Lo raccolse pensoso:
– Salviamo almeno questo – decise. E, scavata una
buchetta nel terreno, ve lo piantò. Poi andò a cercare un
In alto: Bacco in un mosaico.
Sotto: Le Baccanti in un affresco. po’ d’acqua, per innaffiarlo e per ammorbidire il terreno
intorno alla pianta. Ma, quando tornò, un vento impetuoso,
enziatore in quella zona senz’alberi, aveva già abbattuto il ramoscello
evid e lo aveva portato lontano.
cammei: pietre dure lavorate a tutto – Per Giove! – gridò sdegnato il dio. – Qui bisogna subito
tondo o a rilievo, utilizzando i vari
correre ai ripari!
strati della pietra e la differenziazio-
ne dei loro colori. Cercò un sostegno, ma non vi erano che sassi: non un
bastoncino, non una canna...

tempospazionatura
I Fauni erano divinità romane dei boschi, protettrici della pastorizia.
Le Baccanti erano le creature che accompagnavano Bacco e che,
durante le feste, danzavano allegramente, ornate di edera.

80 UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI


Qua e là, sparsi tra le pietre, biancheggiavano solo ossi di
animali divorati dai lupi. Ne scelse tre e ne fece soste-
gno alla piantina.
Erano un osso di leone, uno di scimmia e uno di
maiale.
Poi Bacco riprese il viaggio attraverso il
mondo.
Nel frattempo, il ramoscello crebbe e diede
bellissimi grappoli. Ma la pianta aveva
assorbito le caratteristiche dei tre ossi che
l’avevano sostenuta.
Gli uomini se ne accorsero quando spre-
mettero l’uva e assaggiarono l’ottimo vino
che avevano ottenuto.
Infatti, la prima coppa li rendeva coraggiosi
come il leone, la seconda allegri e scherzosi
come la scimmia, ma la terza, ahimé, li faceva
somigliare terribilmente al maiale.
Così i Pugliesi spiegano ai forestieri le caratteristi-
che e i pericoli dei loro fortissimi vini.
Le regioni d’Italia, AMZ Editore

Chiave di lettura
REALTÀ E FANTASIA
Nella leggenda si mescolano spesso elementi reali e fantastici
(personaggi, luoghi, tempi).
• Quali, tra le seguenti affermazioni, sono vere V e quali false F?
– La Magna Grecia è un luogo realmente esistito. VF
– Bacco è un personaggio storico. VF
– Il vino pugliese è pregiato. VF
– Fauni e Baccanti sono personaggi mitologici. VF

C apito tutto?
• Che cosa vuole spiegare questa leggenda?
Gli effetti che il vino pugliese può avere su chi lo beve.
Le ottime qualità e le caratteristiche di quel vino.
Il vino fa stare male.

Leggende 81
Dedalo e la Sardegna
Leggenda popolare sarda

Minosse, mitico re di Creta, figlio di Zeus, secondo la tradizione, fece


costruire dal suo architetto, Dedalo, un labirinto per rinchiuder-
vi il Minotauro, un mostro con testa di toro e corpo di uomo.
La leggenda racconta che, in seguito, Minosse imprigionò
nel labirinto Dedalo e suo figlio Icaro. Essi riuscirono,
però, a fuggire costruendo ali di cera; ma le ali di Icaro,
che si era avvicinato troppo al sole, si sciolsero, così lui
precipitò e morì.

Dedalo, fuggito da Creta per sottrarsi all’ira di


Minosse, sorvolava il mare, sorretto dalle ali di cera,
alla ricerca di un’isola di cui gli avevano parlato i
marinai cretesi e, all’improvviso, la riconobbe.
Allora scese atterrando in un bosco, dove i pastori
ospitali lo accolsero ed onorarono. Lì rimase fino a
che il vento freddo dell’autunno spogliò le querce
degli alti pascoli e la sua pena, per la recente perdita
del figlio Icaro, si affievolì. Anche i pastori, suoi amici,
emigravano verso le terre più miti del sud e allora Dedalo,
prima di lasciarli, volle far loro un dono. In una radura segre-
ta, sovrapponendo pietra su pietra con un’inclinazione e con un
ritmo inconsueti, cominciò a legare saldamente i sassi, ma senza far
uso di alcuna calce. Li bilanciava con la sua arte e li distribuiva con la sua
fantasia, costruendo un edificio mai visto fino a quel giorno.
Così inventò i nuraghi e li donò ai sardi per la loro calorosa ospitalità, per-
ché essi potessero avere una casa e anche una fortezza.

tempospazionatura
La leggenda interpreta, in chiave fantastica, una verità storica:
l’influsso della civiltà egea che, sviluppatasi in Grecia, a Creta e nelle isole
del mar Egeo, raggiunse anche le sponde della Sardegna, grazie
alle navi cretesi e micenee che transitavano per i commerci.
• Svolgi una ricerca sull’artigianato artistico e l’architettura monumentale
(nuraghi, templi e tombe) che testimoniano la civiltà egea.

82 UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI


Strada facendo
Che cosa hai imparato
in questa unità?
Segui il percorso e...

segna le scelte
corrette!

Il RACCONTO UMORISTICO presenta


situazioni:
fantastiche o realistiche.
solo fantastiche o solo realistiche.
• I fatti narrati sono arricchiti da: La LEGGENDA:
battute spiritose o sorprendenti. Spiega in modo fantastico particolarità
di luoghi e tradizioni locali.
biografie dei personaggi.
• Il suo scopo è quello di: Presenta personaggi reali e / o fantastici.
evidenziare difetti e abitudini comuni. Presenta solo personaggi reali.
far conoscere personaggi importanti. Racconta fatti che si svolgono
in tempi imprecisati.
Racconta fatti che si svolgeranno
in un lontano futuro.

Il RACCONTO EPICO narra


le gesta straordinarie di:
Il RACCONTO POLIZIESCO presenta dèi ed eroi.
situazioni assurde, fantastiche. personaggi valorosi.
casi da risolvere attraverso fate e principi.
la raccolta di indizi e il ragionamento.
personaggi fantastici
personaggi realistici

BRAVO!
BRAVA!

Obiettivi specifici: verificare le conoscenze acquisite sui testi narrativi 83


(racconti umoristici, racconti polizieschi, leggende, racconti epici).
Chiave di lettura RACCONTI DI FANTASCIENZA
I racconti di fantascienza presentano vicende fantastiche mescolate a dati scientifi-
ci e tecnologici. Le vicende sono in genere ambientate nel futuro, su altre galassie o
in luoghi creati artificialmente; oppure nel passato, raggiunto attraverso prodigiose
macchine del tempo. I personaggi sono uomini, alieni, robot...

Viaggio nello spazio


L’astronave si avvicinava al nuovo pianeta che, sotto
di loro, apparve come un mondo arancione, sospeso
Spesso i protagonisti compiono tra le nebbie, che sembrava evaporare nella luce del
viaggi su altri pianeti.
sole.
Possono essere terrestri
(scienziati o tecnici) – È un ambiente completamente diverso dal nostro –
ma anche bambini disse il padre a Nick.
(come Nick). L’astronave atterrò. Guardando dal finestrino, Nick
vide, al bordo della pista, un alieno che sembrava
aspettarli. Il cuore gli galoppava nel petto: l’extraterre-
stre aveva il corpo tondo come un barattolo e un muso
Gli extraterrestri, ampio e mite, dall’espressione decisamente amichevo-
o alieni, compaiono le. Mentre il portellone dell’astronave si apriva, la crea-
spesso nella fantascienza:
possono essere mostruosi tura avanzò verso di loro, dondolando goffamente.
e pericolosi o «Finora, tutto bene» pensò Nick tra sé. Quell’essere non
simpatici e gentili. gli sembrava pericoloso. Insieme a suo padre, final-
mente, mise piede sul suolo polveroso della pista d’at-
terraggio. Pochi minuti dopo, con un gran boato,
I racconti sono quasi sempre ambientati l’astronave volò di nuovo verso il cielo. Nick la osser-
nel futuro, in cui il progresso scientifico
e tecnologico rende possibili
vò aspettando che svanisse nell’aria e che lo strepitio
grandi invenzioni, dei motori si spegnesse nel silenzio. Poi si girò verso
come macchine l’alieno, che li accolse con un sorriso gentile:
straordinarie e – Benvenuti sul nostro pianeta. Vi auguriamo una
robot intelligenti.
buona vacanza!
Nick si sentiva stranamente contento: stava per vivere
l’avventura più emozionante della sua vita.
Philip K. Dick, Nick e il glimmung, Mondadori

84 UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI


Il mio amico robot
– … Novantotto, novantanove, cento! – Gloria riabbas-
sò le braccia paffute, con le quali si era schermata gli
occhi, e restò immobile per un attimo. Poi si allontanò
dall’albero a cui era appoggiata, cercando di guardare
contemporaneamente in tutte le direzioni. Girò il capo,
per controllare un folto cespuglio alla sua destra, poi
arretrò ancora, per poter frugare con lo sguardo negli
angoli meno illuminati. Il silenzio era profondo.
– Scommetto che è rientrato in casa! – brontolò.
– Eppure gli ho detto mille volte che non è leale!
Strinse le labbra e si avviò a passo deciso verso la casa
che sorgeva al di là dalla strada. Udì troppo tardi il fru-
scio che si levava alle sue spalle, la caratteristica caden-
za ritmata dei passi di Robbie. Si girò in tempo per
vedere il suo compagno di giochi spuntare trionfante
dal nascondiglio e correre verso l’albero.
– Aspetta, Robbie! – gridò scoraggiata. – Non è leale!
Avevi promesso che non avresti cominciato a correre
finché non ti avessi trovato!
I suoi piedi non potevano reggere il ritmo dei passi di
E ntra nel testo
• Il brano presenta un robot davvero
speciale: che cosa lo rende diverso
Robbie. Ma, a tre metri dalla meta, Robbie rallentò di da quelli che puoi trovare nei negozi
colpo l’andatura, si limitò ad avanzare strascicando i di giocattoli?
• Quali elementi rendono fantascienti-
piedi: così Gloria gli sfrecciò davanti e toccò l’albero fico il brano?
che segnava il traguardo. Gloria gioca con Robbie.
– Ora tocca a me nascondermi! – esclamò la bambina.
Il robot si comporta come una
Robbie annuì con il capo, un parallelepipedo dagli spi- persona.
goli arrotondati, innestato, per mezzo di un giunto corto .................
e flessibile, sul parallelepipedo più grande che era il
torso. Poi si appoggiò con la faccia contro l’albero. Una E!
sottile pellicola metallica calò sugli occhi lucenti e dal C R E S CE R
suo corpo uscì un ticchettio regolare e risonante. Le emozioni
– Non guardare... E non saltare qualche numero! • Secondo te, Robbie prova emozioni
Altrimenti ti spengo! – lo ammonì Gloria che corse tipiche dell’uomo? Quali?
velocemente a nascondersi.. • Ti piacerebbe avere un amico come
Robbie? Perché?
Isaac Asimov, Io robot, Bompiani

Racconti di fantascienza 85
Alla ricerca del passato
– Ehi, riesco a leggerla! È scritta nella nostra lingua...
La lingua era proprio quella conosciuta dai robot ed era su
quel pianeta dimenticato che girava attorno a un insignifi-
cante sole nell’angolo più remoto dell’universo! Otto
sentì che un enorme flusso di corrente gli si scari-
cava nel cervello: avevano scoperto il loro pas-
sato, avevano trovato i loro antenati, le loro ori-
gini. Tutte le altre prove potevano essere
discusse, ma non questa. Gli antenati, quelli
che erano esistiti prima, avevano lavorato
per creare un mondo migliore a beneficio di
discendenti misteriosi. I loro antenati erano
stati la macchina, la leva, la ruota o un’altra
forma di vita completamente diversa? C’era
stato qualcuno che aveva preceduto le
macchine?
I robot si erano fermati davanti a una
targa metallica spessa parecchi centime-
tri e sostenuta da solidi pilastri. Sulla
targa c’erano incise queste parole:

Ora l’uomo muore. Un batteriòfago da mutazione, resistente


oltre i limiti delle possibilità umane, distrugge tutte le cellule
organiche, anche quelle dei cadaveri. Sulla Terra non c’è spe-
ranza di salvezza. Domani partiremo con il primo razzo verso
Marte; l’astronave sarà guidata dai robot Thoradson. Forse riu-
sciremo di nuovo a vivere. Forse dovremo morire...
Partiremo, e che Dio sia con noi!
tempospazionatura
Il batteriòfago è un virus che
infetta e distrugge i batteri,
microrganismi che svolgono
importanti funzioni per la vita,
per esempio la produzione di
E ntra nel testo
• I robot stanno cercando: le loro origini. altri pianeti.
antibiotici; i virus sono elementi, • Il pianeta dimenticato è: Marte. la Terra.
invisibili anche al microscopio, • Essi scoprono:
che vivono all’interno e a spese
che sono stati costruiti e resi intelligenti dall’uomo.
di una cellula ospite.
che l’uomo avrebbe voluto sfruttarli.

86 UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI


– Uomo... – mormorò Sette – Che cosa significa?
– Forse – rispose Otto – è la forma di vita
che ci ha creati.
Sette fissò la targa di metallo, leggendo
a una a una le lettere incise.
– Credo che tu abbia ragione! – conclu-
se. – Vedi, usavano la parola «robot».
Nella sua voce un’improvvisa espressione
di disgusto si mescolò alla meraviglia.
– Un organismo... Un animale... Eppure ci hanno creati
loro, per usarci come schiavi: guidavano la loro astronave per
mezzo dei robot.
– Ecco perché non riuscivamo a trovare l’anello di congiunzione fra
noi e le macchine! – esclamò Nove. – Essi svilupparono le macchi-
ne e le usarono fornendole di intelligenza. Questo deve essere acca-
duto assai tardi, nel corso della loro storia, perché ne costruirono
pochissime. O, forse, avevano paura: è difficile saperlo... Ma certa-
mente furono i nostri antenati.
Alfred E. Van Vogt, Destinazione Universo, Editore Nord

C h i a ve d i le t t u ra
IL MESSAGGIO DELLA FANTASCIENZA
Spesso un racconto di fantascienza offre messaggi
per riflettere.
• Scegli, segna o scrivi il messaggio trasmesso dal testo.
Spesso l’uomo, nel suo desiderio assoluto di progresso,
non si rende conto di danneggiare sé stesso.
I robot sono nemici dell’uomo.
............................................................................

Racconti di fantascienza 87
Vai alle pagine 20, 21, 22, 23 dell’Atlante dei linguaggi!

Missione Terra!

L’astronave proveniente dal cielo stellato


atterrò, non vista, sulla Terra, alle ore 3.15
della notte. Anzi, per la precisione, atterrò sul
balcone di casa del signor Rossi, che se la dor-
miva della grossa. XYZ-23 aprì il portello del-
l’astronave, con una delle sue quattro mani, e
scese lungo la scaletta, sulle sue quattro gambe, stan-
do bene attento a non inciampare. Il piccolo alieno era
stato mandato in ispezione sulla Terra e si accingeva a
compiere la sua missione. Trovò una finestra aperta e si
lasciò scivolare dentro la stanza. Era finito nel bagno e da
lì cominciò a esplorare la casa.
Grazie alla sua vista a raggi infrarossi, si muoveva perfet-
tamente anche al buio, tuttavia era piuttosto disorientato
perché non aveva mai visto tanti oggetti strani e minaccio-
si. Davanti a lui stava un grosso recipiente bianco che
aveva un piccolo foro sul fondo, chiuso da un tappo di
gomma. XYZ-23 provò a mordicchiare la gomma del
tappo e la trovò appetitosa: strano che si usassero certe
leccornie per tappare i buchi!
Dal muro, sopra il grande recipiente, sporgeva un tubo di
ferro con due grandi manopole, una con un coperchietto
blu e una con un coperchietto rosso. Più in alto c’era una
specie di cornetta del telefono, da cui cadeva a intermit-
tenza una goccia d’acqua. Incuriosito, il piccolo extrater-
Riflessione sulla lingua restre toccò e ritoccò una delle due manopole, quella con
Cerchia in rosso i verbi transitivi e in il coperchietto rosso, finché una pioggia d’acqua bollente,
blu i verbi intransitivi. Poi analizzali sul proveniente dal «telefono» sopra di lui, lo investì e lo scot-
quaderno: atterrò • dormiva • aveva
visto • sporgeva • inciampare. tò. XYZ-23 emise un fischio, impaurito, e girò subito la
manopola rossa. La pioggia cessò.

88 UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI


Si guardò attorno e vide un altro oggetto interes-
sante da esplorare: si trattava di un recipiente,
che era bucato come il primo, ma più piccolo
e sistemato più in alto. L’extraterrestre ci si
arrampicò sopra e trovò anche lì tubi e
manopole rosse e blu. Stavolta si guardò
bene dal toccarle. Sopra il recipiente, attac-
cato al muro, c’era uno strano vetro: sembra-
va una finestra, ma non si vedeva il cielo
fuori; l’unica cosa che appariva sul vetro era
un esserino verdognolo con antenne, naso a
trombetta, quattro braccia, quattro gambe e con
l’aria spaventata. XYZ-23 pensò di non essere
solo, poi capì che nella strana finestra stava veden-
do sé stesso.
Su un ripiano, vicino al vetro-finestra, c’erano diverse
cose interessanti, tra le quali una stecca di plastica, da
cui sporgevano tanti denti uguali, e un attrezzo che gli
ricordava la sua piccola pistola a raggi gamma.
«Questa è sicuramente un’arma!» pensò XYZ-23, molto
soddisfatto della sua scoperta. Impugnò la pistola e,
nel farlo, spostò un interruttore: un potente getto
d’aria calda lo investì facendogli rizzare le antenne
sulla testa.
Stefano Bordiglioni, Guerra alla grande melanzana, Einaudi

Chiave di lettura C apito tutto?


• Che cos’è il grosso recipiente bian-
ELEMENTI DELLA FANTASCIENZA co che XYZ-23 vede appena entra-
• Quali elementi tipici del racconto di fantascienza to nel bagno della casa? E il secon-
trovi in questo brano? do recipiente, simile al primo ma
più alto e più piccolo? E l’attrezzo
Mostri crudeli e spaventosi.
che lui ritiene un’arma?
Protagonisti extraterrestri buffi e simpatici.
Astronavi provenienti da altri pianeti.
Dati scientifici e tecnologici.
Il tempo futuro in cui i fatti si svolgono.
P rova tu!
• Prova a immaginare di entrare
nell’abitazione di un extraterre-
Un incontro ravvicinato tra umani e alieni. stre: quali strani oggetti trovere-
sti? Inventa e racconta.

Racconti di fantascienza 89
Uno zoo straordinario
L’argentea astronave del professor Hugo atterrò tra le familiari e frastagliate rocce
di Kaan: a uno a uno, i suoi passeggeri, i ragni-cavallo, sgusciarono via dalle gab-
bie e schizzarono in cento direzioni diverse, raggiungendo le loro case tra le rocce.
In una di queste, la creatura-lei fu ben felice di rivedere il compagno e il loro figlio-
letto. Salutandoli nel linguaggio tipico di Kaan, corse ad abbracciarli.
– Quanto tempo! Allora, è stato bello?
La creatura-lui annuì: – Magnifico! Specialmente il nostro piccolo si è divertito un
sacco! Abbiamo visitato otto mondi e visto molte cose!
Il piccolo galoppò allegro nella caverna, inerpicandosi sulle pareti.
– Il posto chiamato Terra è stato il migliore di tutti! Le creature che ci abi-
tano portano indumenti sulla pelle e camminano su due zampe!
– Ma era pericoloso? – Chiese la creatura-lei.
– No – rispose il compagno. – Ci sono sbarre robuste per proteg-
gerci da loro. La prossima volta devi venire anche tu, cara!
– Oh, sì! – annuì il piccolo – È stato il miglior zoo in assoluto!
Edward D. Hoc, Zoo, in Storie di giovani alieni,
a cura di Isaac Asimov, Mondadori

Chiave di lettura
PUNTI DI VISTA INSOLITI
Una caratteristica dei racconti di fantascienza è la presentazione di opinioni e
punti di vista insoliti, sorprendenti.
• I protagonisti di questo racconto sono: esseri umani. alieni.
• Il loro punto di vista riguarda: esseri umani. alieni.
• Immagina di vivere nel futuro e di avere l’occasione di visitare il pianeta
Kaan: quale sarebbe il tuo punto di vista riguardo ai suoi abitanti?

90 UNITÀ 3 • TESTI NARRATIVI FANTASTICI


Altri mondi
Al tramonto di un sole diverso dal nostro, i piccoli di Fisfin si
avviavano a scuola. Si sedevano in cerchio intorno al maestro, il
vecchio Cos, aspettando in silenzio che l’ultimo raggio sparisse
dietro le montagne. Allora Cos cominciava a raccontare.
Cos era il cosmonauta più vecchio di Fisfin. Aveva viaggiato per
l’universo in lungo e in largo. Aveva sfidato imprese ritenute
impossibili e aveva conosciuto altri abitanti dello spazio.
Ora, passato il tempo dell’avventura e sopraggiunta l’età
dei ricordi, Cos raccontava ai piccoli fisfini i segreti
dello spazio e accontentava le loro curiosità rispon-
dendo alle loro domande. Cercava soprattutto di insi-
nuare in loro nuove curiosità, preparandoli così al
loro futuro di viaggiatori. Il tempo passava, i fisfini cre-
scevano e i loro sogni diventavano più grandi, ma era
ancora lontano il momento della partenza. Dovevano
studiare, imparare a leggere mappe, conoscere i venti, i
sistemi planetari, i diversi oggetti volanti; dovevano ripe-
tere le formule magiche e approfondire le conoscenze di
misterica e trasformazionistica.
Seduta accanto a Cos c’era sempre Catapulta, la piccola
futura astronauta. Ascoltava, ripeteva, imparava, spinta dal
desiderio di fare presto, prima degli altri. Non vedeva l’ora
di partire verso la meta che più di tutte la incuriosiva, il pia-
neta Terra. «La Terra... come sarà? E come saranno i Terrestri?»
pensava Catapulta. Il maestro li aveva incontrati in uno dei suoi
viaggi e li aveva descritti come festosi, un po’ confusionari, con i
capelli tutti di un colore e il naso con due sole narici.
Anna Sarfatti, Capitombolo sulla Terra, Giunti

E ntra nel testo


• Nel testo sono presenti due parole
strane, inventate dall’autrice: quali
P rova tu!
• Per i bambini di Fisfin è strano pensare che i loro coe-
sono? Sapresti dire che cosa voglio- tanei terrestri abbiano i capelli tutti di un solo colore e
no significare? Formula le tue ipote- il naso con due narici.
si e confrontale in classe. Questo può farti immaginare il loro aspetto: descrivilo.

Racconti di fantascienza 91
Tempo di...
o
… ripos
Ritorno dell’inverno
Come un fanciullo che da un lungo
viaggio
stanco ritorna al paese natio,
e dorme e si riposa,
così tranquillo, placido e sereno
è l’inverno che torna.
Ishikawa … neve
Neve
Neve,
se ti penso mia
come diventi lieve
sul mio cappello.
Matsuo Basho

… attesa
Nessun fiore è nato
Fili neri di tronchi,
fili neri di nubi
sul cielo rosso
e questa prima erba, chiara,
libera dalla neve,
fa pensare alla primavera
e guardare se ad una svolta
nascono le primule.
Ma il ghiaccio inazzurra i sentieri,
la nebbia addormenta i fossati,
un lento pallore devasta
i colori del cielo.
Scende la notte, nessun fiore è nato.
Antonia Pozzi

92
... inverno
… sorbetti nelle isole d’Itali
a
Prima si mangia con gli occhi, poi ci si accorge
che la cucina siciliana soddisfa il gusto, l’olfatto e
perfino il tatto. Insomma, sembra inventata per
soddisfare tutti i sensi: basta pensare ai fruttini di
marzapane o ai sorbetti al profumo di fiori.
Furono gli Arabi, golosissimi per natura, a inventa-
re il famoso sorbetto: usavano la neve dell’Etna
arricchita di succhi di agrumi.
Comunque, tra la frutta invernale, sono proprio gli
agrumi (arance, mandarini, limoni, pompelmi) i più
tipici. Giungono nelle fredde regioni d’Italia dalle
regioni più calde per portare il loro contributo di
vitamina C. Per i bambini, il succo d’arancia è una
preziosa fonte di salute.

zioni e fantasia
… emo
L’origine delle stagioni
Un giorno, finalmente, il Sole rivelò a
Demetra la verità sulla sorte della fan-
ciulla. Allora il dolore si trasformò in
collera: Demetra tenne nascosti den-
tro il terreno i semi delle piante, giu-
rando di non farli più germogliare fin-
ché Persefone non le fosse stata resti-
tuita.
Gli uomini sarebbero morti di fame e
la Terra sarebbe rimasta arida e spo-
glia. (Continua a pagina 161)

93
Strada facendo
Che cosa hai imparato
in questa unità?
Segui il percorso e...

colora
l’affermazione
esatta!

Il RACCONTO DI FANTASCIENZA
presenta situazioni fantastiche e...
I protagonisti possono essere...

dati scientifici dati reali, legati a


e tecnologici. esperienze quotidiane.
fantastici.
terrestri.

extraterrestri.

La vicenda può svolgersi in vari luoghi:

la Terra.
su altri pianeti.

gli spazi in località storiche.


interplanetari.

Il tempo può essere:

il presente.
il futuro.

BRAVO!
BRAVA!
94 Obiettivi specifici: verificare le conoscenze acquisite sui testi narrativi (fantascienza).
Testi poetici

Dietro la Porta Rimaperta


troverai...

Apri la porta
e scoprilo tu!

PO
RT A
A RT
RIMAAPE POESIE DI ALTRI MONDI
... come messaggi di amicizia
POESIE DI IERI e fratellanza fra popoli
... come l’eco di un
tempo lontano POESIE DI OGGI
... come compagne
della nostra vita

95
Chiave di lettura UN MONDO DI POESIE
Leggerai:
poesie di ieri, composte da autori vissuti nel secolo scorso;
poesie di oggi, composte da autori contemporanei;
poesie dei popoli: canti, filastrocche, rime di mondi lontani.
Gusterai atmosfere «magiche», proverai emozioni diverse, potrai riflettere e con-
frontarti.

Poesie di ie
ri
Mare
M’affaccio alla finestra
• Gli elementi che ti fanno capire che
questa è una poesia di ieri sono: e vedo il mare.
Vanno le stelle, tremolano l’onde.
i luoghi descritti.
Vedo stelle passare, onde passare:
le parole usate.
Un guizzo chiama, un palpito risponde.

denziatore Ecco sospira l’acqua, alita il vento:


evi Sul mare è apparso un bel ponte d’argento.
meni: porti.
palpito: fremito di emozione.
Ponte gettato sui laghi sereni,
Per chi dunque sei fatto e dove meni?
Giovanni Pascoli, Myricae, Mondadori

96 UNITÀ 4 • TESTI POETICI


gi
Poesie di og

Giungla d’asfalto
Vagano nella notte vasti gli autobus,
• Da che cosa s’intuisce chiaramente che questa è una poesia
anime in pena,
di oggi e racconta una realtà a noi vicina nel tempo?
scrigni di luce pallida,
Dagli oggetti descritti.
tremanti, vuoti, utili.
Dagli aggettivi usati.
Soltanto a chi è lontano,
• Che tipo di parole usa il poeta?
avanti e indietro.
Incomprensibili e lontane.
Sempre legati ad una linea
di dolore. Appartenenti al linguaggio quotidiano.
E lasciano salire ad ogni sosta
un sospiro che sembra una preghiera.
Valerio Magrelli, Disamori, in Nature e venature, Mondadori

opoli
Poesie di p

Canzone magica
per il bel tempo
... E a che cosa penso
quando vado girando per il paese?
Ai buoi muschiati che si accucciano
come pietre nella pianura.
Alle renne selvagge che alzano i loro rami
ben al di sopra delle montagne.
È alla caccia grossa che penso
quando vado girando per il paese.
Ajai jai jai jai.
Canti eschimesi, Edizioni Avanti!

• Che cosa ti aiuta a capire che questa poesia appartiene


alla tradizione di un popolo lontano da noi?
Parlane in classe!

Poesie di ieri e di oggi 97


ri
Poesie di ie

Mattino
Che infantile dolcezza
nel mattino quieto!
Gli alberi protendono
le loro braccia a terra.
Un soffio tremulo
ricopre le sementi
e i ragni distendono
le loro strade di seta,
raggi sul cristallo dell’aria.
Nel viale
una fonte recita
il suo canto fra l’erba.
Federico García Lorca, Poesie, Guanda

Chiave di lettura
PERSONIFICAZIONE E METAFORA
Ricordi? La personificazione consiste nell’attribuire a elementi
della realtà caratteristiche, azioni umane. La metafora è una
«similitudine abbreviata»: il poeta accosta due elementi confron-
tandoli tra loro e creando un’immagine emozionante, in cui uno
diventa, è l’altro.
• Con l’aiuto dell’insegnante, spiega sul quaderno le personifica-
zioni e le metafore create dal poeta!
– Gli alberi protendono le loro braccia
– Un soffio tremulo ricopre le sementi
– I ragni distendono le loro strade di seta
– Il cristallo dell’aria
– Una fonte recita il suo canto fra l’erba.

98 UNITÀ 4 • TESTI POETICI


Poesie di ie
ri

Gabbiani
Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io sono come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina.
Ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.
Vincenzo Cardarelli, Poesie, Mondadori

T u in gioco!
• Come considera la sua vita, secondo te?
Tranquilla. Allegra. Inquieta.
• A chi si paragona?
• Su che cosa riflette, dunque, il poeta? Qual è l’argomento della poesia?
I gabbiani sono liberi e spensierati.
La vita del poeta è inquieta, senza un momento di pace.
Il poeta vorrebbe vivere in una tranquilla località marina.

C h i a ve d i l e t t u ra
LA METAFORA
L’espressione vivere balenando in burrasca, cioè
come un lampo durante il temporale, è una meta-
fora: il poeta, attraverso l’immagine del lampo, e
del temporale, esprime un paragone abbrevia-
to con la propria vita (il mio destino).

Poesie di ieri e di oggi 99


ri
Poesie di ie

Ritratto della mia bambina


La mia bambina con la palla in mano,
con gli occhi grandi color del cielo,
e dell’estiva vesticciola: «Babbo»
Mi disse «Voglio uscire oggi con te».
Ed io pensavo: di tante parvenze
che s’ammirano al mondo, io ben so
a quali posso la mia bambina assomigliare.
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull’onde biancheggia, a quella scia
ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;
anche alle nubi, insensibili nubi
che si fanno e si disfanno in chiaro cielo;
e ad altre cose leggere e vaganti.
Umberto Saba, Poesie, Mondadori

Chiave di lettura
PARAGONI
Il poeta scrive che...
Fra tante immagini passeggere (parvenze) che si
possono ammirare nel mondo, io so bene a quali
paragonare (assomigliare) la mia bambina.
• A che cosa paragona la figlia? Per farlo, quali

T u in gioco!
• Nella poesia ci sono parole ed
immagini «prende in prestito» dalla natura?
Leggi attentamente la poesia. Riesci a indivi-
duare i tre elementi della natura a cui il
espressioni che evocano colori. poeta paragona la figlia?
Quali sono? Sottolineale. 1 .....................................................................
• E tu, come immagini la bambi- 2 .....................................................................
na? Fanne un ritratto sul qua-
3 .....................................................................
derno, utilizzando anche i colo-
ri che il poeta ti suggerisce.

100 UNITÀ 4 • TESTI POETICI


Poesie di ie
ri

Uccellino mattiniero
All’alba l’uccellino è impazzito, è come matto.
Si strappa dal ramo, si rovescia contro terra,
vola dal melo fino al ciliegio in fiore.
Fulmine minuscolo di grigio e rosa.

Strillando che spunta il sole, svolazza sull’ippocastano


e trilla la parola «sole», cinguetta la parola «spunta».
Si dondola sui rami come su una barca verde
E becca il silenzio del mattino trinato di pioggia.

Fisso a un incendio color di albicocca tra le nubi,


capitombola dall’ippocastano in un cespuglio sotto il balcone
e strilla con tutto il suo fiato, con esuberante gioia:
Di nuovo è spuntato il sole! Non l’ha divorato nessuno!!
Maria Pawlikoskwa Janorzewska, Poeti polacchi contemporanei, Silva Editore

T u in gioco!
• I poeti creano immagini emozionanti usando espressioni efficaci, di grande effetto.
Prova a spiegarle tu!
– Fulmine minuscolo di grigio e rosa.
L’uccellino, con le piume di colore grigio e rosa, vola così velocemente che sembra un fulmine.
– Mattino trinato di pioggia.
............................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................

– Incendio color di albicocca.


............................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................
• Quante parole ha usato il poeta per descrivere le immagini? E tu, quante ne hai usate?
• Confronta il tuo lavoro in classe!

Poesie di ieri e di oggi 101


PAGINE PER...
CAPIRE LE POESIE
Dalla poesia alla parafrasi
Leggi con molta attenzione questa poesia. Osserva anche la fotografia.

Andiamo d’inverno...
Andiamo d’inverno in mezzo al bosco.
Il bosco intorno è bianco e silenzioso.
Un abbraccio caldo e cieco ci chiude.

Ci sciogliamo lenti dal sogno


con gli occhi aperti smarriti.
Vediamo intorno senza fine il bosco,
gli alberi dolorosi, il cielo freddo,
la neve perdutamente uguale.
Lalla Romano, Poesie, Einaudi

Per capire una poesia, è utile seguire


alcune strategie. Eccole...

1 2 3
Sostituire le parole più Aiutarsi con il vocabolario Spiegare le espressioni
difficili con altre più vicine o con il dizionario poetiche in cui si
alla nostra esperienza. dei sinonimi. concentrano tanti significati.

4 5 6
Dire con più parole Mettere prima il soggetto,
Cambiare l’ordine
quello che è stato detto poi il verbo,
delle parole.
con poche parole. infine i complementi.

Quando utilizzi queste strategie, fai la parafrasi,


cioè trasformi la poesia in prosa.

102
Iniziamo insieme!
Passeggiando nel bosco innevato, la poetessa si sente avvolta in un abbraccio caldo e cieco.
Pensaci un po’: a te è mai capitato, ricevendo un abbraccio, di sentirti protetto,
tanto da abbandonarti ad occhi chiusi al calore di questa sensazione?

• Adesso continua tu, scegliendo la risposta giusta.


Ci sciogliamo lenti dal sogno...
La poetessa:
si sta risvegliando con fatica da un sogno.
ha sognato di essere legata a un albero di un bosco.
Con gli occhi aperti smarriti...
La poetessa:
si è persa nel bosco.
si guarda intorno un po’ confusa come se si fosse appena svegliata.
Gli alberi dolorosi...
Gli alberi del bosco:
provano dolore.
danno una sensazione di tristezza, di dolore.

Come un racconto
Quando fai la parafrasi, la poesia si trasforma e diventa un racconto, perdendo la sua struttura.
Leggi l’intera parafrasi della poesia della pagina precedente.

È inverno. Camminiamo in mezzo ad un bosco pieno di neve, bianco e silenzioso.


È come stare nel calore di un abbraccio, a occhi chiusi.
Lentamente ci guardiamo intorno, un po’ confusi, e vediamo il bosco,
così grande che sembra non finire mai. Gli alberi, spogli, sembrano tristi,
come addolorati da qualcosa. Il cielo, bianco, sembra freddo.
Dovunque guardiamo, vediamo neve.

• Confronta la parafrasi con il testo poetico. Rispetto alla poesia, nella parafrasi...
– L’ordine delle parole è stato cambiato?
Sì. No.
– È stato spiegato con tante parole quello che prima veniva detto con poche parole?
Sì. No.
– Le parole difficili sono state sostituite con altre più facili?
Sì. No.

Obiettivi specifici: conoscere e applicare strategie per scrivere la parafrasi. 103


Vai alle pagine 24, 25, 26 dell’Atlante dei linguaggi!
Poesie di ie
ri

Il tuono
E nella notte nera come il nulla,
a un tratto, col fragor d’arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
si udì di madre, e il moto di una culla.
Giovanni Pascoli, Poesie, Mondadori

C apito tutto?
• Collega con una freccia ogni espressione con il suo significato.
fragor precipizio pericoloso
arduo dirupo rumore assordante
rotolò cupo svanì
rimareggiò rinfranto fece un rumore simile all’onda marina.
vanì fece un rumore simile a qualcosa che rotola.

Chiave di lettura
PAROLE ONOMATOPEICHE
La poesia è ricca di parole onomatopei-
che. Ricordi? Sono parole che
P rova tu!
• La poesia può essere divisa in due parti. Nella
prima sentiamo il rumore del tuono con tutto
riproducono i suoni e rumori della il suo fragore, nella seconda soltanto il canto
realtà, in questo caso del tuono. di una mamma e il movimento della culla: evi-
• Individua nei versi le parole denzia, in due colori diversi, le due parti.
onomatopeiche e sottolineale. • Come titoleresti la prima parte? E la seconda?
Confronta i tuoi titoli in classe.

104 UNITÀ 4 • TESTI POETICI


Poesie di og
gi

Di tempo in tempo
Di tempo in tempo
torna il temporale.
Gran grigio in alto,
sciami di vento frugano
in fretta le foglie.
Nelle caverne dell’aria
scattano fiamme e urlano
pigri immensi petardi.
Piove violentemente.
Poi il mondo fresco
cambia in fretta bandiera.
Spuntano aerei azzurri dalle montagne.
E con un fischio pazzo appare il sole.
Roberto Piumini, Io mi ricordo…, Edizioni EL

T u in gioco!
Chiave di lettura
ALLITTERAZIONI
• Rileggi la poesia nella pagina precedente. Nella parte iniziale della poesia, evidenziate in
Come ricorderai, si parlava del tuono: in che rosso, ci sono alcune allitterazioni. Ricordi?
modo il poeta descriveva il suono del tuono? Sono ripetizioni, in parole diverse, di
In che modo il poeta, autore di questa poesia, stesse lettere o di gruppi di lettere.
descrive il tuono? • Seguendo l’esempio dei primi due
• La poesia, come quella precedente, è divisa in versi, evidenzia le allitterazioni,
due parti. Individuale, poi, sul quaderno, via via che le individui.
descrivi con parole tue quello che «vede» il
poeta nel primo e nel secondo momento.

Poesie di ieri e di oggi 105


gi
Poesie di og

Aria di neve
Greve e stanca una piccola foschia
si avventa lieve sulla città.
Parallela
a un aeroplano
una fredda e secca aria
che ha voglia di nevicare.
Filippo Bartucci, anni 8, in Bambini in rima,
Editrice Piccoli

Chiave di lettura
PERSONIFICAZIONI
Ricordi? Quando un poeta attribuisce a oggetti, ani-
mali o fenomeni naturali caratteristiche e azioni
umane, utilizza la tecnica della personificazione.
Ecco un esempio.

Bussò il vento, come un uomo stanco.


Ed io garbata «Entra» gli risposi
con ferma voce.
E allora egli rapido entrò nella mia camera.
Emily Dickinson, Poesie, Guanda
• Individua le personificazioni contenute nella
poesia L’aria. Poi ricopiale sul quaderno scri-
vendo sotto ciascuna le caratteristiche che
il poeta «personifica».

106 UNITÀ 4 • TESTI POETICI


Poesie di og
gi

Vorrei tanto trovare


Vorrei tanto trovare
una cosa bella da amare:
essere frizzante
come una coppa di spumante,
allegra come un petardo,
un’impazzita palla di biliardo.
Vorrei tanto trovare
una cosa bella da amare,
che non rallegri me solamente,
ma tutta la gente.
Cerchiamola insieme:
chi viene?
Marcello Argilli, Ciao Andrea, Mondadori

P rova tu!
• Scrivi una poesia utilizzando la tecnica della
ripetizione di Vorrei tanto trovare. Se preferisci,
puoi ripetere solo Vorrei tanto oppure Vorrei.
Ecco uno spunto.

Chiave di lettura
Vorrei tanto trovare
Un gioco da inventare
Vorrei tanto trovare
RIPETIZIONI
Qualcosa da fare Nella poesia ci sono alcune ripetizioni. Ricordi?
Vorrei tanto trovare Sono frasi o parole ripetute nei versi, volute dal
............................................................................ poeta per dare maggior importanza al messag-
gio che vuole comunicare.
Vorrei tanto trovare • Sottolineale, poi rispondi: qual è il
............................................................................ messaggio che il poeta ha voluto
trasmettere, anche attraverso le
Vorrei tanto trovare ripetizioni?
............................................................................

Poesie di ieri e di oggi 107


gi
Poesie di og

Lo sguardo del gatto


Il gatto,
apparve dal fondo del giardino
leccò un po’ dalla ciotola,
poi sedette immobile,
lo sguardo diritto fisso,
le sue pupille nelle mie pupille,
senza ringraziare né chiedere,
solo guardare.
Ed io fui intera nelle sue pupille,
interamente dentro quello sguardo,
senza giudizio, senza attesa,
quietamente fui.
Donatella Bisutti, poesia inedita

Chiave di lettura
LA METONIMIA
L’autrice utilizza una tecnica poetica chiamata metonimia: parlando dello sguardo del gatto, in realtà,
presenta il gatto e le sue caratteristiche. La metonimia, infatti, consiste nel sostituire una parola dal signi-
ficato più esteso con un’altra dal significato più ristretto (sguardo).
Lo sguardo del gatto non ringrazia né chiede, né giudica, né attende: è semplicemente quieto,
tranquillo, scrive l’autrice. In realtà le caratteristiche dello sguardo sono le caratteristiche del
gatto stesso: orgoglioso, sornione, misterioso.

• Collega con una freccia ogni metonimia al suo significato.


Si guadagna il pane con il sudore della fronte. sgabello.
Sei proprio una buona forchetta! una persona laboriosa.
Quel vecchio legno era molto comodo. una persona di buon appetito.

108 UNITÀ 4 • TESTI POETICI


gi
Poesie di og

Le vedo al laghetto
Le vedo al laghetto di Villa Pamphili,
tra un lieve scuoter di piume e d’ali
e schizzi d’acqua e impeti gioiosi,
stringere fili d’erba nel becco beate.
E senza voli o tanti sogni per la testa
consumare la vita bella e naturale.
A diletto dei loro occhi l’azzurro
e il verde del canneto e una sola attesa
l’arrivo di un uomo col cibo del giorno.
Ah! Potessi io essere una candida oca!
Gabriella Sica, Poesie per le oche, Mondadori

C apito tutto?
• Segna le tue scelte, poi confrontale in classe.
– Qual è il tema, cioè l’argomento della poesia?
L’osservazione della vita semplice delle oche.
La riflessione sullo schiamazzo e la confusione
prodotti dalle oche.
– Quali riflessioni ed emozioni si esprimono nella poesia?
Le oche sono rumorose e agitate.
Le oche vivono una vita priva di preoccupazioni, immerse
nella natura.
Le oche mangiano solitamente erba e, a volte, il cibo porta-
to dall’uomo.
Le oche sono animali poco intelligenti.
La vita delle oche è invidiabile, perché placida e tranquilla.

C h i a ve d i l e t t u ra Riflessione sulla lingua


VERSI SCIOLTI • Le parole più usate sono nomi, ag-
Quando un poeta compone senza utilizzare gettivi o verbi?
strofe e rime, scrive in versi sciolti. Questa Per rispondere correttamente, sottolinea
poesia è un esempio di versi sciolti. in colori diversi ciascuna categoria.

Poesie di oggi 109


Vai alle pagine 27, 28, 29 dell’Atlante dei linguaggi!
Poesie di og
gi

Pace
Parlami, amico
ascolta ciò che dico
se non mi parli il cielo
resta tagliato in due
e le parole amare, mie e tue
poi diventano un mare
che non sappiamo più attraversare.
Ma se prima che tutto si rovini
ci sediamo vicini
e ne parliamo insieme
allora le parole sono un seme
che poi diventa un bosco
dove mi riconosci e io ti riconosco
e senti ciò che dico
ci pensi e se ti piace
tu ritorni mio amico.
E questa qui è la pace.
Bruno Tognolini, poesia inedita

Chiave di lettura
RIMA
Ricordi? I versi di una poesia sono in rima tra loro quando le parole finali
di ciascuno «suonano» allo stesso modo. Leggi ad alta voce que-
sta poesia per sentire meglio la musicalità data dalla rima!
• Individua ed evidenzia tutte le rime baciate, come quella
che trovi all’inizio (amico /dico).
• La rima che trovi negli ultimi quattro versi della poesia è:
baciata. alternata.
Ricordi perché si chiama così? Sapresti spiegarlo
con parole tue?

110 UNITÀ 4 • TESTI POETICI


Poesie di og
gi

Lo so, lo so
Lo so, lo so. È stato quello che ho visto,
quasi all’inizio della mia memoria,
dopo pranzo, un’estate appena fuori
dall’ombra delle stanze
dove sulle poltrone
e sui divani letto i miei parenti
dormivano:
l’attenzione fermissima dei pini
e degli ulivi, l’abbaglio calmo del mare
fino alle isole, ai monti azzurri là in fondo,
e in mezzo al golfo,
larga, liscia, la pista di una corrente
e lì sotto la spiaggia cotta dal sole,
le barche tirate a riva.
La bella vista.
Umberto Fiori, in La strada delle parole, Mondadori

Chiave di lettura
L’ENJAMBEMENT
Sai già che ogni riga di una poesia si chiama verso; molto spesso la
fine di una frase coincide con la fine di un verso.
In alcuni casi, però le frasi vengono spezzate, cominciano in un verso
e si prolungano in quello successivo. Questa tecnica si chiama
enjambement, una parola francese che significa «scavalcamento» e
ha l’effetto di ampliare, dilatare la lunghezza del verso stesso.
• Nella poesia sono evidenziati, in colori diversi e con le frecce, tutte le
espressioni spezzate: ricopiale, scrivendo le parole di seguito.
• Leggi ad alta voce i versi: alla fine di ogni verso fai una pausa;
se c’è un enjambement, fallo sentire con una pausa brevissima.

Poesie di ieri e di oggi 111


ondo
Poesie dal m

Canzone magica per la caccia


Renna
orgogliosa
alta sulle gambe
dalle grandi orecchie
dal duro pelame sul collo
non fuggire davanti a me.

Se ti ucciderò
offrirò doni assai belli
alla tua anima,
alla tua anima...

Ho bisogno di pelle per le mie scarpe


ho bisogno di grasso per il mio lume
vieni contenta
vieni sempre contenta
di qui

P rova tu!
• Scrivi una nuova poesia sul quaderno, utilizzando la strut-
tura di quella letta. Pensa ad un animale vicino a te. Per
di qui...
Poesia eschimese

esempio...
Cane
fedele
....................................................................................................
....................................................................................................
Gioca insieme a me
T u in gioco!
• Un ingrediente importante dall’antica poe-
sia eschimese è il rapporto dell’uomo con
la natura: come ti sembra l’atteggiamento
Se ascolterai ciò che ti dico del cacciatore che si rivolge alla renna
.................................................................................................... con questo canto propiziatorio?
.................................................................................................... Rispettoso e delicato.
Poco attento e superficiale.
Ho bisogno di te per...
Ho bisogno di te per... Brusco e violento.
• Sottolinea tutti i termini che dimostrano l’at-
Vieni qui ..................................................................................... tenzione e il rispetto del cacciatore per la
Vieni qui ..................................................................................... sua preda.

112 UNITÀ 4 • TESTI POETICI


Poesie dal m
ondo

Ninna nanna
Tua mamma è andata nella
boscaglia a cercare le giuggiole...
– Oh bayna! Oh bayna!

Zitto. Non piangere!


Ne ha trovata una sola.

L’ha mangiata
sulla strada di casa.

E il nocciolo l’ha buttato nel fiume.


Zitto. Non piangere!
Ninna nanna della Mauritania,
in All’ombra del baobab, Mondadori

enziatore
evid
giuggiole: frutti della pianta del
giuggiolo, tra il rosso e il giallo, di
forma simile all’oliva, usati per mar-
Chiave di lettura
mellate e conserve. MESSAGGI
Come molte altre poesie, anche il testo di questa ninna
nanna comunica un messaggio su cui riflettere.

E ntra nel testo


• Rintraccia nella poesia tutte le
espressioni rivolte al bambino:
• Secondo te questo canto ha lo scopo di comunicare:
un messaggio di pace.
il fatto che i bambini dell’Africa hanno poco cibo.
serenità a un bambino piccolo che sta per
quali ti sembrano insolite o prive di
addormentarsi.
senso? Quale sarà il loro scopo?
Parlane in classe.

Poesie dei popoli 113


Vai alle pagine 30, 31, 32 dell’Atlante dei linguaggi!
Poesie dal m
ondo

Canti della creazione


Il Mago della Terra crea questo mondo.
Vedi cosa può fare!

Il Mago della Terra fa le montagne.


Attento a cosa ha da dire!
Egli è colui che fa gli altopiani.
Attento a che cosa ha da dire!
Il Mago della Terra crea questo mondo.
Il Mago della Terra fa le montagne.
Le fa più grandi, più grandi!
Canti degli Indiani d’America, Newton Compton

Chiave di lettura
PAROLE CHIAVE E STRUTTURA
Le ripetizioni di parole o frasi, oltre che a dare più impor-
tanza al messaggio poetico, sono parole chiave per defi-
nire la struttura di una poesia.
• Nel canto compare una parola chiave: quale? Sottolineala.
• Scrivi una poesia sul quaderno, utilizzando la struttura di quel-
la letta. Per esempio...
La fata del mare .......................................................................
Guarda dove può arrivare!
....................................................................................................
....................................................................................................
La fata del mare .......................................................................
Ascolta le sue parole!
........................................................................................
C apito tutto?
• Chi è il Mago della Terra?
La fata del mare .......................................................... Una divinità.
La fata del mare ...................................................... Un animale sacro.
Il vento.

114 UNITÀ 4 • TESTI POETICI


Poesie dal m
ondo

Quando matura la papaia


Quando matura la papaia
c’è uno che va sull’albero con il raccoglitore.
Quando arriva in cima si rompe il ramo
dopo questa fortuna
cercatene un altro.

Svegliati bambina
andiamo a raccogliere la papaia.
Porta il tuo raccoglitore
e prendiamo la frutta matura.
Ma quando sono in cima
l’albero si mette a ballare
aggrappati bene bambina
perché anche tu puoi cadere.
Vinicio Ongini, Io sono filippino, Sinnos Editrice

T u in gioco!
• Hai appena letto il testo di una canzone filippina can-
tata in occasione della raccolta della papaia. Leggi
adesso questa canzone della tradizione italiana che
parla del lavoro dei campi, poi rispondi: quale delle
due canzoni preferisci? Perché? Parlane in classe.

La vendemmia
Svegliatevi dal sonno dormiglioni, tempospazionatura
che giunta l’è per noi la gran giornata. Per la raccolta della papaia nelle Filippine
si usa il buslo, che nella poesia è tradotto
E s’ha mangià di polli e di piccioni con la parola raccoglitore: è un lungo bastone
e ber del vin che vien dalla campagna. di bambù con attaccato un cestino dove far
E la Menica con il cembalo cadere la frutta. La furlana è la musica che
accompagna un’antica danza friulana che si
la furlana suonerà. balla in gruppi di due o quattro persone.
Viva la Lola!

Poesie dei popoli 115


PAGINE PER SCRIVERE
Esperienze... poetiche
La poesia Lo so, lo so, a pagina 111, riesce a «dipingere» un momento della vita del poeta,
un ricordo d’infanzia che torna alla memoria con chiarezza.
Nella poesia, infatti, si possono distinguere due momenti: quello del riposo pomeridiano
della famiglia e quello in cui... (Continua tu e spiega!)
Anche tu puoi provare a descrivere con parole poetiche un momento della tua vita, presente
o passata. Segui i suggerimenti!

AFFIDATI ALL’ESPERIENZA RICORRI ALLA MEMORIA


• Vuoi comporre una poesia che descriva un • Che cosa ricordi?
momento, un fenomeno atmosferico? Vuoi che la tua poesia racconti un episodio
• Guardati intorno... Puoi osservare i cambia- preciso della tua vita?
menti stagionali dell’ambiente: Ripercorri il tuo passato e, una volta individua-
colori, odori, variazioni di temperatura, suoni to il tema della poesia, concentrati e ricorda...
e rumori, effetti che producono nella vita del- – Quale atmosfera c’era?
l’uomo… – Che cosa vedevi intorno a te?
– Quali erano le tue sensazioni?
– C’era qualcuno che condivideva il momento
con te?

Scrivi le tue idee su un foglio, in libertà, senza preoccuparti di dare una forma precisa ai tuoi pensieri.
Una volta preparato il tuo materiale poetico, sarai pronta/pronto per rielaborare e comporre!

116
Il terreno tematico della poesia
Nella poesia di pagina 111 ci sono temi generali, cioè significati d’insieme
che si comprendono dopo una lettura attenta.
Leggi e completa lo schema. Il poeta comunica...

Il poeta ci parla di Estate, stanze ombrose, divani letto, riposo. Silenzio, pace.

Alberi fermi, mare calmo,


Il poeta ci parla di ..................................
spiaggia assolata, barche a riva.

Il poeta comunica...

Prima di iniziare a comporre, rifletti sempre su quale vuoi che sia il tema della tua poesia.
Allenati a trovare immagini inerenti a queste aree tematiche, e poi scegline altre!

vita fiore che sboccia, bambino che cammina, risate,


...............................................................................
malinconia sole che tramonta, treno che parte,
...............................................................................
felicità farfalle, amici che cantano in gruppo,
...............................................................................

Adesso puoi provare


ad applicare alla tua poesia
quello che hai imparato:
buon lavoro!

Obiettivi specifici: acquisire strategie per scrivere testi poetici. 117


PAGINE PER SCRIVERE
Poesie che descrivono
Rileggi Ritratto della mia bambina, a pagina 100: secondo te,
questa poesia è di tipo riflessivo, descrittivo o narrativo?
Un testo poetico, oltre a creare immagini suggestive, può anche essere un particolare testo
descrittivo: con la poesia, infatti, si possono descrivere persone, animali, ambienti, oggetti.

• Seguendo la traccia del poeta, prova a inventare una descrizione in rima.

Il mio cagnolino con le zampe bianche


la coda dritta e .............
mi seguiva, ed io pensavo: di tante parvenze
che s’ammirano al mondo, io ben so a quali
posso il mio cagnolino assomigliare.
Certo a ............................
E ad altre cose piccole e ............

• Adesso scegli uno dei suggerimenti e componi, seguendo la traccia, un’altra poesia di tipo descrittivo.

1 2 3
La mia casa con le ampie Quel vecchio tavolo Il mio amico Pietro
finestre Con le zampe corte con un libro in mano
col tetto verde e ................. Con un cassetto rosso Con un sorriso grande
............................................ fiammante .......................... come il mare .......................
............................................ ............................................ ............................................
............................................ ............................................ ............................................

118
Esercitati a creare...
IMMAGINI POETICHE PER DESCRIVERE
Le immagini poetiche regalano alle descrizioni un tocco di magia in più: ogni poesia può
prendere in prestito immagini dalla natura ed utilizzarle. Nell’ultimo verso della poesia,
a pagina 100, il poeta paragona la sua bambina a cose leggere e vaganti.

• Fai un elenco di quelle che secondo te possono essere cose leggere e quasi inafferrabili, cioè difficili da
prendere al volo. Per esempio:
piume portate dal vento;
farfalle che volano leggere e si posano qua e là;
fiocchi di neve;
gocce di .............................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................

Continua tu!

RIBALTA LA PROSPETTIVA!
Immagina di descrivere una per- Prova adesso ad associare Prova a descrivere con immagini
sona buffa, allegra. Quali imma- immagini descrittive a una per- adatte un animale piccolo e velo-
gini prenderesti in prestito? sona lenta e pesante. Segui ce.
Leggi l’esempio e poi continua l’esempio.
tu sul quaderno.

L’omino poteva assomiglia- Camminava trascinando i Il pesciolino...


re ad una palla colorata; la piedi e ... La lucertola...
sua faccia era tonda come
un uovo e la sua risata sem-
brava un’esplosione di fuo-
chi di artificio...

Obiettivi specifici: scrivere testi poetici dando risalto a immagini descrittive. 119
Poesie da gustare
Chiave di lettura
LETTURA ESPRESSIVA DELLA POESIA
La lettura ad alta voce e con espressività di una poesia dà il giusto
risalto all’effetto sonoro e trasmette, a chi ascolta, l’atmosfera che il
poeta ha saputo creare. Ecco le «regole d’oro» per leggere con
espressività una poesia:
1 fai una prima lettura silenziosa, per familiarizzare con parole ed
espressioni da far risaltare con la voce;
2 regola il respiro, e quindi le pause, sulla lunghezza del verso
(sai già che un verso può completarsi nelle prime parole del
successivo).
3 varia il tono della voce per dare risalto a ciò che il poeta esprime.

In queste pagine troverai alcune poesie arricchite da immagini,


che ti aiuteranno a entrare ancora più a fondo
nel magico mondo in cui le parole creano grandi emozioni.
Leggile come vuoi tu, in modo silenzioso o ad alta voce,
ma sempre per il gusto di leggere!

Canzone d’autunno
Per un sentiero d’oro vanno i merli... Dove?
Per un sentiero d’oro van le cose... Dove?
Per un sentiero d’oro io vado... Dove?
Autunno, dove? Dove, uccelli e fiori?
Juan Ramon Jimenez, Poesie, Guanda

120 UNITÀ 5 • POESIE DA GUSTARE


Paesaggio
Ci sarà la luna
ce ne sta già un po’.
Eccola che pende piena nell’aria.
È Dio, probabilmente,
che con un meraviglioso
cucchiaio d’argento
rimesta la zuppa di pesce alle stelle.
Vladimir Majakvskij, Poesie, Garzanti

I pesciolini
I pesciolini se la godono
nel mare.
Briose scheggioline di vita,
le loro piccole vite sono festa
per loro
nel mare.
D. H. Lawrence, Tutte le poesie, Mondadori

Natura, emozioni 121


Prigioniero in una stanza
Prigioniero in una stanza
grande pericolo
nessuna uscita.
Ecco: una finestra aperta, in alto, staccarsi:
io volo libero,
ma piove sottile,
piove sottile.
E piove,
piove…
piove.
Paul Klee, Poesie, Guanda

Paura
Nel mio cuor dubitoso
sento bene una voce che mi dice:
«Veramente potresti essere felice».
Lo potrei ma non oso.
Umberto Saba, da «Almanacco dello Specchio, n. 2», Mondadori

Nostalgia
Questo chiaro di luna è così bianco
lo guardo dal mio letto:
forse è caduta – io penso – la rugiada.
Guardo fisso alla luna
e gli occhi si chiudono lentamente
sul desiderio di casa mia.
Poesia cinese

122 UNITÀ 5 • TESTI POETICI


Attimo
Cantan stormi di uccelli
il bosco ne risuona:
scappa al fiume un bambino
di contadini, sporco.
Splende caldo anche il sole
e l’aria si arroventa;
neanche un’esile nube
si può vedere in cielo.
Il bambino si scalda,
si stende sulla riva,
sulla rena si rotola.
Scaglia un sasso ben piatto
che rimbalzi sul fiume
e se ne va fischiando.
Attila Jozef, Poesie, Lerici

Canzone per gli altri


Tutte le canzoni nascono per l’uomo
in mezzo ad un gran deserto:
ora sorgono come un singhiozzo
dal profondo del cuore in pena,
ora come un ridere gaio scaturito dalla gioia
che non si può sentire
per la vita e la bellezza del mondo.
Senza che sappiamo come
sorgono col respiro parole e toni
che non sono
dei discorsi di tutti i giorni.
E diventano cosa propria
di chi sa cantarli per gli altri.
Canto eschimese

Poesie per gli altri 123


PAGINE PER...
PARLARE CON LE CANZONI
Far poesia con le canzoni
Anche scrivere canzoni è un modo per fare poesia. Ogni canzone, infatti, comunica qualcosa,
sia con la melodia che con le parole. I messaggi contenuti nei testi dei cantautori di oggi hanno
la possibilità di raggiungere molte persone, di far riflettere, di spiegare temi importanti, di emozionare.
Vediamo insieme qualche esempio.

Questo mondo è impazzito


e non si può fermare.
Popolato da un unico mito che è il potere.
Popolato da gente
che lotta contro il tempo.
E in questo enorme e indaffarato niente
non ha più scampo.
Se ci fosse un uomo
rinvigorito e forte
forte nel veder chiara e sorridente
la sua oscura realtà del presente...
Allora si potrebbe immaginare...
Un individuo tutto da inventare
in continuo movimento.
Con la certezza che in un futuro non lontano
al centro della vita ci sia di nuovo l’uomo.
Giorgo Gaber, La libertà non è star sopra un albero, Einaudi

• Con l’espressione enorme e indaffarato niente, il cantautore vuol dire che:


Nel mondo ci sono sempre pochissime cose da fare.
L’uomo di oggi è indaffarato e impegnato, ma in maniera inutile, vuota.
• Sottolinea e commenta sul quaderno il verso che ti è sembrato maggiormente significativo,
spiegando il perché della tua scelta. Poi discutine in classe.
• Qual è il messaggio che il cantautore vuole trasmettere?
Dividetevi in piccoli gruppi e trascrivete le vostre riflessioni.

124
Leggiamo insieme il testo di un’altra canzone.

Fratelli?
Partire insieme ed esser tanti L’amore muore e dove muore
la luce e quella là davanti non è che nasca sempre un fiore
per settimane e settimane l’amore muore e dove muore c’è dolore.
dividi il vino, spezza il pane
e dove andiamo cosa importa Ragazzo passami da bere,
più siamo e più la strada è corta… li metto tutti nel bicchiere
le loro facce, i loro dèi, le bandiere,
Amore, il mondo è solo amore
siamo diversi di colore e cantavamo una canzone,
ma cosa importa se non è diverso il cuore. la cantavamo tutti insieme
ma passa il tempo, brucia il sole
Ma il viaggio è lungo e il giorno viene, chi le ricorda più le parole?
c’è chi si chiede: «Mi conviene?».

Roberto Vecchioni, Trovarti, amarti, giocare il tempo, Einaudi

• Qual è il messaggio dell’autore? Discutine con i tuoi compagni e con l’insegnante.

PAROLE E MUSICA!
Ecco alcuni suggerimenti per un lavoro in parole e musica.
1 Dividetevi in gruppi, e procuratevi alcune basi musicali. Ogni
gruppo si accorda su un tema (per esempio, la pace, l’amici-
zia...).

2 I componenti del gruppo, in ascolto musica, annotano su un foglio


idee, emozioni, immagini suscitate dalla melodia. Questo deve
avvenire di getto, spontaneamente, senza riflettere troppo.

3 Il materiale prodotto sarà raccolto e rielaborato sulla base del


tema scelto dal gruppo, del messaggio che si vuole comunica-
re e della melodia scelta.

4 Poi, ogni gruppo canta davanti alla classe la propria canzone.

5 Infine, si raccolgono pareri e commenti sul lavoro svolto. Sarà


premiata la canzone più bella e il verso più significativo.

Obiettivi specifici: scrivere testi poetici ascoltando brani musicali e recitarli. 125
Il vecchio e il bambino
Questo è il testo di una canzone, scritta dal cantautor
e Francesco Guccini, che è anche un efficace messaggio
rivolto a tutti noi, abitanti del mondo...

Un vecchio e un bambino si presero per mano


e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera.
L’immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d’intorno non c’era nessuno
solo il tetro contorno di torri e di fumo.

E il vecchio diceva, guardando lontano,


immagina questo coperto di grano
immagina i frutti, immagina i fiori
e pensa alle voci, e pensa ai colori,
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’uomo e delle stagioni.

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste


e gli occhi guardavano cose mai viste.
E poi disse al vecchio, con voce sognante,
mi piaccion le fiabe, raccontane altre.
Francesco Guccini, Radici, Edizioni musicali La Voce del Padrone

T u in gioco!
• Com’è il paesaggio in cui si trovano il vecchio e il bambino?
Com’era, un tempo?
• Perché il bambino crede che il vecchio stia raccontando una fiaba?
• Quale messaggio trasmette il testo della canzone?
Discutine in classe.

126 UNITÀ 5 • TESTI POETICI DA CANTARE


Strada facendo
Che cosa hai imparato in questa unità?
Segui il percorso e...

...colora l’affermazione esatta!

Le parole
onomatopeiche
sono...
Quest’espressione
parole che i rami degli alberi
ricordano suoni parole che si trovano sono come braccia
e rumori. sempre all’inizio protese è...
di un verso.

una similitudine. una metafora.


Le ripetizioni...

permettono ricorrono per rinforzare,


di comprendere ribadire il tema Quando il verso
meglio il significato della poesia. di una poesia prosegue
della poesia. nel verso
successivo si ha...

un’allitterazione.
un enjambement.

BRAVO!
BRAVA!

Obiettivi specifici: verificare le conoscenze acquisite (testi poetici). 127


Testi descrittivi

O
P

RT ’È
A OM
DEL COSÌ C Prendi la chiave
e apri la porta!
Apri la PORTA DEL COSÌ COM’È,
e vivi le emozioni dei testi descrittivi!

Lasciati guidare dalle parole


che descrivono atmosfere
ed emozioni

Assapora e «vivi»...
LUOGHI FANTASTICI
LUOGHI REALI

128
Goditi lo spettacolo
straordinario offerto dagli
ELEMENTI DEL PAESAGGIO

Gusta il piacere d’incontrare


PERSONAGGI MISTERIOSI
e FANTASTICI
PERSONAGGI REALI
ANIMALI

Scopri...
... la bellezza di
un RACCONTO
attraverso le sue
PARTI DESCRITTIVE

... i tanti MODI PER DESCRIVERE!

129
Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando
A N DO
Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando

Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando


PASS
R I ...
Il testo descrittivo
Ricordate? Descrivere significa rappresentare o ricostruire con le parole,
ciò che si osserva indicandone le caratteristiche. Per un’osservazione attenta
e precisa si devono utilizzare i cinque sensi che ci forniscono i dati sensoriali.
In una descrizione, molto importante è il linguaggio formato di termini ed espressioni
precisi ed efficaci, adeguati a ciò che si descrive e a ciò che si vuole comunicare
descrivendo (per esempio, emozioni e opinioni personali).
Quindi... come deve essere una descrizione efficace?

di tipo informativo, perché


precisa, perché deve deve utilizzare correttamente
corrispondere fedelmente la nomenclatura, cioè i termini
all’oggetto reale osservato. utili per la descrizione.

completa perché deve


registrare tutti gli aspetti
dettagliata, perché dell’oggetto osservato.
deve saper riferire con cura
i particolari più curiosi
della realtà che descrive.

Tutto può essere descritto:


l’importante è saper cogliere
nell’oggetto osservato tutte le sue
caratteristiche come se si guardasse
con una lente d’ingrandimento.

130 Obiettivi specifici: verificare le preconoscenze (testo descrittivo).


Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando • Ri...passando
C h i a ve d i l e t t ura ORDINE DESCRITTIVO
Più una descrizione è precisa e ricca di particolari, più riusciamo a immaginare ciò che
è descritto. In questo testo, l’autore segue un preciso ordine descrittivo che rende la
descrizione dettagliata e completa.

Un bel castello
La sirenetta vide davanti a sé, in lontananza, alte montagne
azzurre sulle cui cime splendeva la neve; in basso la costa
era coperta da foreste verdi. Il mare formava una piccola
baia quieta, fino alla scogliera di sabbia fine e bianca. Come appare la terraferma da lontano?

La sirenetta si diresse nuotando verso il castello del princi-


pe. Questo era di una rilucente pietra gialla e aveva grandi
scalinate di marmo, una delle quali scendeva al giardino.
Smaglianti cupole d’oro s’alzavano dal tetto e, tra le colon-
ne che circondavano la reggia, le statue di marmo sembra-
vano vive. Come appare la terraferma da vicino?

Attraverso i vetri trasparenti delle ampie finestre si scorge-


vano sale bellissime con tendaggi di seta pura e tappeti pre-
ziosi, con le grandi pareti affrescate. Nel mezzo del salone
più bello lo zampillo altissimo di una fontana arrivava fino
al soffitto. Come appare il castello dall’esterno?
Una sera la Sirenetta andò al ballo al castello. Dentro, le
pareti e il soffitto della sala da ballo erano di cristallo spes-
so e trasparente. Migliaia di conchiglie giganti, rosee o verdi
come l’erba, stavano allineate ai due lati: erano accese di un
fuoco azzurro, fiammeggiante, che rischiarava la sala. Nel
mezzo della sala scorreva un largo fiume e sull’acqua dan-
zavano
Hans i delfini...
C. Andersen, Le più belle fiabe di Andersen, Mondadori Come appare il castello dall’interno?

E ntra nel testo


• Rispondi oralmente alle domande sotto ogni disegno.
• Riconosci e sottolinea gli indicatori spaziali.

UNITÀ 6 • TESTI DESCRITTIVI 131


Vai alle pagine 33, 34, 35, 36 dell’Atlante dei linguaggi!

Un concerto di suoni e rumori


Elias, il protagonista del testo che stai per leggere, ha un udito ecceziona-
le, superiore a quello di ogni altro essere vivente...

Si fermava ogni tanto ad ascoltare il suono sibilante della neve


rappresa che scivolava dappertutto giù dai rami. Con un gesto
d’infantile esuberanza, affondò nella neve la grosse scarpe
ingombranti. La crosta ghiacciata saltò in mille pezzi, turbi-
nando come una cascata di scintille, in una festa di suoni e
bisbigli quali Elias non aveva mai udito prima. Persino il
suono meraviglioso dei fiocchi durante la prima nevicata non
era più nulla in confronto a quel concerto superbo...
Si aprì al suo orecchio uno scenario di grida e chiacchiericci, stril-
li e mormorii, canti e gemiti, urla sgangherate e schiamazzi
volgari, pianti, sospiri e schioccare di labbra.
Venne poi il concerto indescrivibile della vita animale: il
muggire delle mandrie e il belare delle greggi, lo sbuffare e
il nitrire dei cavalli, il leccare sale della selvaggina e lo
schioccare delle code, il grugnire e il voltolarsi dei maiali, e
poi squittii e pigolii, miagolii e latrati, le voci goffe o stridule
degli animali da cortile, cinguettii e battiti d’ali, un raspare di zampe...
E poi scenari più lontani e abissali: i mostri delle profondità marine, il
canto dei delfini, i lamenti grandiosi delle balene, gli accordi misteriosi
dei grandi branchi di pesci, il sibilo dell’acqua succhiata dal sole...
Robert Schneider, Le voci del mondo, Einaudi

Chiave di lettura
DATI SENSORIALI
In un testo descrittivo possono prevalere solo alcuni dati
enziatore sensoriali, i «più adatti» a cogliere i particolari dell’ogget-
evid to descritto.
• Con l’aiuto del vocabolario, cerca Quale dato sensoriale prevale in questa descrizione?
le definizioni delle parole evidenzia- Descrivi sul quaderno un ambiente che conosci
te. Poi scrivi sul quaderno una frase bene utilizzando uno o alcuni dati sensoriali che
per ogni parola. Infine confronta in ritieni più adatto/ più adatti a presentarlo.
classe il tuo lavoro.

132 UNITÀ 6 • TESTI DESCRITTIVI


Gli odori di Parigi
Tanto tempo fa, nella città regnava un puzzo poco immaginabi-
le per noi moderni. Le strade puzzavano di letame, i cortili
interni di cibo vecchio, le scale di legno marcio, le cuci-
ne di cavolo e di grasso di montone. Nelle stanze c’era
odore di polvere e dai camini veniva puzzo di
zolfo. Anche la gente puzzava di sudore e di vesti-
ti non lavati. Perfino i corpi, quando non erano
più tanto giovani, odoravano di formaggio vec-
chio e latte acido.
Puzzavano le piazze, puzzavano le chiese,
c’era puzzo sotto i ponti e nei palazzi. Il con-
tadino puzzava come il prete, l’apprendista
come la moglie del maestro. Puzzava tutta la
nobiltà, persino il re aveva l’odore di un ani-
male feroce e la regina quello di una capra, sia
d’estate che d’inverno.
Infatti, nel diciottesimo secolo, non era stato
ancora posto alcun limite all’azione dei batte-
ri, e così non v’era manifestazione di vita che
non fosse accompagnata dal cattivo odore.
Peter Süskind, Il profumo, Tea

C apito tutto?
• Di quale organo di senso si serve l’autore per descrivere?
• In quale epoca è ambientato il testo?

P rova tu!
• Descrivi sul quaderno lo steso ambiente ma ricco di profumi.
Segui questo spunto.
Le strade odoravano di..., i cortili interni di..., le scale di... Dalle cucine
veniva un profumo di... Tutti profumavano, anche il contadino...
• Ti suggeriamo qualche parola: aroma, fragranza, essenza, olez-
zo, odore delicato e gradevole, inebriante. Puoi aggiungerne
E ntra nel testo
• Con l’aiuto dell’insegnante,
spiega il significato della fra-
altre con l’uso del vocabolario! se evidenziata.

Osservare per descrivere 133


L’isola dei delfini blu
La nostra isola è lunga due leghe e larga una e, se voi poteste osservar-
la dalla vetta di una delle sue montagne centrali, vi accorgereste che
assomiglia a un grosso delfino, specie per la forma e anche per la
lucentezza e lo splendore che emana dalle sue rive.
La coda dell’isola è rivolta a levante e il muso a ponente; le
pinne appaiono formate dalle rocciose scogliere che spor-
gono lungo le rive.
Il villaggio è situato a levante delle colline, sopra un gran-
de altopiano vicino alla Baia del Corallo.
Scott O’Dell, L’isola dei delfini blu, Giunti

Chiave di lettura
DESCRIZIONE OGGETTIVA
Questa è una descrizione oggettiva:
l’autore descrive il luogo così
com’è, senza aggiungere consi-
derazioni e opinioni personali.

T u in gioco!
Spesso si ha la tendenza a descrivere tralasciando i particolari:
evidenziator
e

lega: unità di lunghezza a lungo diffu-


anche tu, quando descrivi, non ti soffermi troppo sui particolari?
• Prova a osservare attentamente l’immagine, descrivendola sa in Europa ed in America latina,
oggettivamente. Qual è il punto di vista di chi la osserva? anche se non è più un'unità ufficiale in
nessuna nazione. Esprime la distanza
Dalla costa. Dal mare. Dall’alto. Dal basso. che una persona, o un cavallo, può
• Continua a descrivere sul quaderno l’isola rappresentata nella percorrere in un'ora di tempo (solita-
fotografia cercando di arricchire di particolari la tua descrizio- mente circa 5 chilometri).
ne. Poi confrontala in classe.

134 UNITÀ 6 • TESTI DESCRITTIVI


Le mareggiate
Quando ero sulla spiaggia, e c’era la mareggiata, vedevo arrivare all’orizzon-
te le ondate piene di ferocia; mi parevano alte come colline. Erano verdastre,
frastagliate di spuma bianca che si muoveva come animali in fuga.
Le onde facevano un rumore enorme, come una grande ruota
che girava; la spuma si stendeva sulla spiaggia come un tap-
peto, il tappeto più bello e prezioso che avessi mai visto.
A un tratto, un’onda più grande e cattiva sorgeva all’im-
provviso, ingrandiva; mentre scappavo impaurito, senti-
vo il colpo sulla schiena, poi l’acqua che grondava.
Appena la mareggiata rallentava, il vento cominciava a
cadere e la bellissima spuma si ritirava; allora io passeg-
giavo sulla spiaggia.
C’era una gran quantità di alghe e rottami lasciata sulla
spiaggia dalle onde.
Così il mare aveva riversato i suoi tesori: tronchi d’albero, legni
coperti di un’erba verde e sottile, incrostati di piccole conchiglie. C’erano
conchiglie intere o rotte, ossi di seppia, stelle di mare, alle quali quasi sem-
pre mancavano uno o due braccia, ricci di mare che avevano ancora le spine
e altri nudi, come piccole teste d’uomo calve.
Io percorrevo felice la spiaggia, camminando lentamente; ogni tanto mi fer-
mavo, smuovevo un’alga col piede cercando con gli occhi altri tesori del
mare.
Vittorio G. Rossi, Calme di luglio, Mondadori

Chiave di lettura
DESCRIZIONE SOGGETTIVA
Questa è una descrizione soggettiva: l’au-
tore, descrivendo, esprime anche le sue
impressioni e le sue emozioni.
• Che cosa prova, di fronte alla
E ntra nel testo
Chi scrive, può scegliere di farlo in prima
persona, riferendo esperienze personali o
mareggiata? mettendosi nei panni del protagonista,
oppure in terza persona, all’esterno della
Ammirazione. vicenda.
Felicità. • Questo testo e quello nella pagina pre-
cedente sono scritti:
Nostalgia
in prima persona. in terza persona.

Osservare per descrivere 135


L’Uomo dalle Cetonie
Forse uno dei personaggi più misteriosi e affascinanti che
denziatore incontrai nelle mie passeggiate fu l’Uomo dalle Cetonie.
evi
Aveva in sé qualcosa di fiabesco a cui era impossibile resi-
zufolo: rustico strumento a fiato costi-
tuito da un cilindro cavo di legno, con stere, e io aspettavo sempre con impazienza i nostri rari
uno o più fori per modulare il suono e incontri. Lo vidi, la prima volta, lungo un’alta strada solitaria
un taglio trasversale all’imboccatura. che portava a uno dei lontani villaggi sulla montagna. Molto
vacuo: vuoto, privo, mancante.
prima che riuscissi a vederlo, potei sentirlo perché con uno
cataratta: perdita o diminuzione della
trasparenza del cristallino dell’occhio. zufolo da pastore stava suonando una melodia spumeggian-
te, interrompendosi ogni tanto per cantare qualche parola
con una strana voce nasale. Quando comparve alla svolta,
Roger e io ci fermammo a guardarlo stupefatti.
Aveva una faccia aguzza, da volpe, con due grandi occhi a
mandorla, di un marrone così scuro da sembrare neri. Quegli
occhi avevano uno sguardo vacuo, misterioso, e una specie
di velatura come quella che si vede sulle susine, un appan-
namento perlaceo, quasi come una cataratta. Era un uomo
piccolo e snello; la magrezza del collo e dei polsi dimostra-
va una prolungata denutrizione.
Aveva un vestito fantastico e sulla testa un cappello informe
con una larghissima tesa floscia. Una volta doveva essere
stato verde bottiglia ma adesso era tutto sporco, pieno di
macchie. Dal nastro sporgeva una sventolante foresta
di penne: penne di gallo, penne di upupa,
penne di gufo, di martin pescatore e
una grossa penna d’un bianco sporco
che poteva anche essere di cigno.

136 UNITÀ 6 • TESTI DESCRITTIVI


La sua camicia era logora e sfilacciata e, intorno al collo, gli
penzolava un’enorme cravatta di raso d’un azzurro strabilian- tempospazionatura
Conosci l’upupa e il martin
te. La giacca era scura e informe, con varie toppe di diversi
pescatore? Sono due bellissimi
colori; sulla manica, un pezzo di stoffa bianca con un disegno uccelli: fai una piccola ricerca
di boccioli di rosa; sulla spalla, una toppa triangolare color e scopri come sono fatti.
rosso vino, a puntolini bianchi. Le tasche erano così rigonfie La cetonia è un insetto affascinante:
fa parte dei Coleotteri ed è detto
che il contenuto rischiava sempre di cader fuori: pettini, pal- anche «moscon d’oro» per i suoi
loncini, santini coloratissimi, serpenti, cammelli, cani e caval- magnifici riflessi verde-dorati.
li ricavati dal legno d’olivo, specchietti da pochi soldi, fazzo- Lo puoi osservare spesso sulle rose.
letti e certi lunghi panini ritorti cosparsi di semi aromatici. I
calzoni, rappezzati come la giacca, ricadevano mollemente su
un paio di rosse scarpe di cuoio con la punta ricurva, adorne
di un grosso pompon bianco e nero. Questo personaggio
straordinario portava sul dorso alcune gabbie di bambù,
piene di piccioni e pulcini. Con una mano si teneva lo zufo-
T u in gioco!
• Chi potrebbe essere l’Uomo delle
Cetonie?
lo davanti alla bocca e con l’altra reggeva dei nastri di coto- Un artista di strada? Uno scienzia-
to travestito? Formula le tue ipote-
ne, a ognuno dei quali era legata una cetonia, grossa quan-
si, insieme ai compagni.
to una mandorla, d’un verde dorato che scintillava al sole;
tutte gli volavano intorno al cappello con un cupo ronzio,
cercando di liberarsi dal filo stretto legato intorno al loro
corpo. Ogni tanto, stanca di quell’inutile volare in circolo, una
di loro si posava un istante sul suo cappello, per poi rituffar-
si in quell’interminabile giostra.
P rova tu!
• Racconta sul quaderno il tuo
incontro con un personaggio
stravagante. Per esempio, la
Gerald Durrell, La mia famiglia e altri animali, Adelphi Donna dei Fiori, il Bambino del
computer...
Immaginalo con tutti i particola-

E ntra nel testo


• Ricordi chi era Roger? L’hai incontrato in un racconto prece-
dente, scritto dallo stesso autore... Ritrovalo nel libro!
ri e descrivilo. Poi confronta il
tuo lavoro in classe.

• Nella descrizione prevalgono caratteristiche:


fisiche. comportamentali. dell’abbigliamento.
• L’atteggiamento dell’autore verso la persona descritta è di:
ammirazione. indifferenza. simpatia. affetto.

Osservare per descrivere 137


Willy Wonka
Il signor Willy Wonka era apparso tutto solo dietro il cancello della
fabbrica.
Che ometto straordinario!
Portava una tuba nera in testa.
Indossava una giacca a coda di rondine di un bellissimo velluto
color prugna.
I pantaloni erano verde bottiglia.
I guanti grigio perla.
In una mano teneva un bel bastone da passeggio dal manico d’oro.
Una piccola, elegante barba a pizzetto gli ricopriva il mento.
Gli occhi erano di una luminosità meravigliosa. Sem-bravano
continuamente sfavillanti e scintillanti. L’allegria e il riso gl’illumi-
navano il volto.
Che aspetto vivace! Appariva così sveglio e pieno di vita! Conti-
nuava a fare piccoli scatti con la testa, ammiccando di qua e di là,
e cercando di afferrare tutto con gli occhietti vispi e luminosi. La
vivacità dei movimenti lo rendeva simile a un vecchio scoiattolo
furbo che guizza da un albero all’altro.
Roald Dahl, La fabbrica di cioccolato, Salani

T u in gioco!
• Osserva ora l’autoritratto del pittore
Chiave di lettura
Giovanni Fattori. Prova a rilevare al «TRUCCHI» PER DESCRIVERE
primo sguardo i particolari del dipinto. Per catturare l’attenzione del lettore, l’autore descri-
Da quale dettaglio incominceresti la tua ve l’aspetto del personaggio andando sempre a
descrizione? capo tra una frase e l’altra.
• Prova a fare il ritratto di Willy Wonka seguen-
do la traccia offerta dall’autore e aggiungen-
do quei particolari che la tua immaginazio-
ne ti suggerisce.

E ntra nel testo


• Il signor Willy Wonka è presentato come un ometto
straordinario. Secondo te, che cosa lo rende così stra-
ordinario?

138 UNITÀ 6 • TESTI DESCRITTIVI


La nonna
Di solito, durante la villeggiatura in montagna, veniva
mia nonna, la madre di mio padre. Non abitava con
noi, ma in un albergo in paese. Andavamo a trovarla
ed era là, seduta sul piazzale dell’albergo, sotto l’om-
brellone; era piccola, con minuscoli piedi calzati di sti-
valetti neri a piccolissimi bottoncini; era fiera di quei
piccoli piedi, che spuntavano sotto la gonna, ed era
fiera della sua testa di capelli candidi, crespi, pettinati
in un alto casco rigonfio. Mio padre la portava «un po’
a camminare». Andavamo per le vie maestre, perché
lei era vecchia, e non poteva praticare i sentieri,
soprattutto con quegli stivaletti a piccoli tacchi. Mio
padre camminava con i suoi passi lunghi, mani alla
schiena e pipa in bocca, lei dietro, con la sua veste
frusciante.
In passato, mia nonna era stata molto ricca e aveva
ancora una bella casa, con mobili indiani e cinesi e
tappeti turchi, perché mio nonno era stato un colle-
zionista di oggetti preziosi. Diceva di essere stata una
giovane bellissima, la seconda bella ragazza di Pisa.
La prima era una certa Virginia Del Vecchio, sua amica.
Quando venne a Pisa un certo signor Segrè, volle
P rova tu!
• Osserva attentamente questo dipin-
to: a cosa ti fa pensare? Descrivilo in
conoscere la più bella ragazza della città, per chieder- modo soggettivo, esprimendo le
la in matrimonio. Virginia non accettò di sposarlo. Gli emozioni che suscita in te..
presentarono allora mia nonna, ma anche lei lo rifiutò,
dicendo che non prendeva «gli avanzi di Virginia». Si
sposò poi con mio nonno, il nonno Michele: un uomo
che doveva essere dolce e mite.
Natalia Ginzburg, Lessico familiare, Einaudi

E ntra nel testo


• La descrizione della nonna mette in evidenza le sue
caratteristiche fisiche, ma non solo: che cosa si intui-
sce riguardo al suo carattere?
È fiera e forte. È dolce e mite. È orgogliosa.
Spiega la tua scelta (o le tue scelte).

Osservare per descrivere 139


Un cane da amare
Ricordi? Abbiamo discusso a lungo, alla fine ci siamo
messe d’accordo per un cane. La notte prima di anda-
re a prenderlo non hai chiuso occhio. Alle sette avevi
già fatto colazione, ti eri vestita e lavata. Alle otto e
mezza eravamo davanti all’ingresso del canile ancora
chiuso. Tu, guardando tra le grate, dicevi: «Come
saprò qual è il mio?». C’era molta ansia nella tua voce.
Mentre l’addetta al canile ti mostrava gli esemplari
più belli, tu procedevi senza ascoltarla. Buck l’abbia-
mo incontrato il terzo giorno: stava in uno dei box
sul retro, quelli per i cani convalescenti. «Quello!»,
hai esclamato indicandolo. «Voglio quel cane lì».
Ricordi la faccia esterrefatta della donna? Non riusci-
va a capire come tu volessi proprio quel botolo
orrendo. Già, perché Buck era piccolo di taglia ma
nella sua piccolezza racchiudeva quasi tutte le razze del
mondo. La testa da lupo, le orecchie morbide e basse
da cane da caccia, le zampe slanciate quanto quelle di
un bassotto, la coda spumeggiante di un volpino e il
manto nero di un dobermann. Quando siamo andate a
firmare le carte, l’impiegata ci ha raccontato la sua sto-
nziatore
evide ria. Era stato lanciato fuori da un’auto in corsa all’inizio
botolo: cane piccolo e tozzo. dell’estate. Nel volo si era ferito una zampa posteriore
che ora pendeva come morta.
Buck adesso è qui, al mio fianco. Mi commuovo a guar-

E ntra nel testo


• La nonna ricorda alla nipote un episo-
dio vissuto insieme: quale?
darlo: è come se qui ci fosse quella parte di te che più
amo, quella che, tanti anni fa, tra i duecento ospiti del
ricovero, ha saputo scegliere il più infelice e brutto.
Susanna Tamaro, Va’ dove ti porta il cuore, Baldini&Castoldi
Che cosa ti fa capire che è stata con-
tenta della scelta della nipote?
• Com’è Buck? Quali elementi lo rendo-
no «orrendo», secondo l’addetta al
canile?
• Secondo te, quali particolari colpisco-
no la bambina?
• La descrizione è soggettiva o oggetti-
va? Perché?

140 UNITÀ 6 • TESTI DESCRITTIVI


Brutto e simpatico
Boc era un uromastice, un esemplare di lucertola particolarmente
brutto, eppure la sua personalità vivace lo rendeva molto gradevo-
le. Aveva la testa arrotondata, il corpo grasso e piatto e una
pesante coda ricoperta di aculei corti e aguzzi. Boc amava
le bocche di leone: bastava che scorgesse qualcuno avvi-
cinarsi alla Casa dei Rettili con qualcosa di giallo in
mano che si precipitava a raspare freneticamente il
vetro della gabbia, allungando il collo e spalancando
la bocca come un bambino che aspetti la caramella.
Di tutte le lucertole che ho conosciuto, Boc era l’uni-
co che sapesse davvero giocare. Se, quando era
sdraiato sulla sabbia, facevi scivolare la mano verso
di lui, Boc osservava con gli occhi che brillavano e la
testa reclinata, poi, non appena la mano era abbastan-
za vicina, improvvisamente sferzava l’aria con la coda, ti
dava un colpetto e correva in una nuova posizione, da
dove pretendeva che si ricominciasse da capo.
Gerald Durrel, Storie del mio zoo, Bompiani

Chiave di lettura
TAPPE PER DESCRIVERE
Ricordi? L’oggetto di una descrizione è presentato secondo un
denziatore
certo ordine descrittivo, formato da «tappe» precise.
• Leggi quali sono, ritrovale nella descrizione testo, poi lavora sul
evi
libro e sul quaderno. uromastice: rettile con coda
– Una prima occhiata: com’è, a prima vista, Boc? provvista di robuste spine, dif-
– Caratteristiche esteriori: perché Boc è brutto? Descrivilo sul qua- fuso nelle zone desertiche e
derno. semidesertiche di Africa set-
– Caratteristiche di comportamento: Boc è simpatico: perché? tentrionale e Asia meridionale.
Trova nel testo la frase che lo spiega e sottolineala. bocca di leone: piccola pian-
ta dai fiori profumati, gialli,
– Significato del testo: attraverso la descrizione, l’autore rossi o rosa. Cresce nella
vuole farci capire ciò che egli stesso prova per Boc: regione mediterranea e la
simpatia. antipatia. corolla, formata da due parti
sporgenti, ricorda la bocca di
Quindi la descrizione è: soggettiva. oggettiva.
un leone.

Osservare per descrivere 141


La villa rosa fragola
La villa era piccola e quadrata e si ergeva nel suo minuscolo
giardino con un’aria di rosea risolutezza. La vernice delle per-
siane, in certi punti un po’ screpolata e piena di bolle, sotto il
sole si era sbiadita in un delicato color verde pallido. Il giardi-
no, circondato da un’alta siepe di fucsie, era cosparso di aiuo-
le, che formavano complicati disegni geometrici ed erano
contornate da sassi lisci e bianchi. I sentieri di ciottoli bian-
chi, larghi a malapena quanto un rastrello, serpeggiavano
intorno ad aiuole non più ampie di un grosso cappello
di paglia, a forma di stella, a mezza luna, triangolari,
rotonde, tutte straripanti di una massa incolta di fiori
selvatici.
La buganvillea, che copriva rigogliosa il balconcino
sulla facciata, era tutta adorna, come per una festa di
carnevale, dei suoi violacei fiori a forma di lanterna.
Nell’ombra della siepe di fucsie tremavano ansiose
migliaia di corolle che sembravano ballerine. L’aria calda
era ricca del profumo di centinaia di fiori morenti, e
colma del lieve e carezzevole ronzio degli insetti.
Al primo sguardo, subito desiderammo vivere in quel posto.
Era come se la villa attendesse il nostro arrivo. Sentimmo di
essere arrivati a casa.
Gerald Durrell, La mia famiglia e altri animali, Adelphi

tore
evidenzia
risolutezza: fermezza, decisione.
fucsie: piante dai fiori pendenti,
di colore rosso-viola, amanti del-
E ntra nel testo
• La descrizione procede con un preciso ordine: dalla visio-
ne d’insieme (la villa) ai particolari (i fiori). L’autore descri-
l’ombra. ve utilizzando i dati sensoriali (dati visivi, olfattivi, tattili...):
buganvillea: pianta ornamentale quali prevalgono?
dai fiori rossi, rosati o viola. Sottolineali nel testo in colori diversi.
• Quali emozioni prova l’autore, alla vista della villa?

142 UNITÀ 6 • TESTI DESCRITTIVI


La fattoria sulla collina
In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong. Di giorno
si sentiva di essere in alto, vicino al sole, ma i mattini, come la sera,
erano limpidi e calmi, e di notte faceva freddo.
La posizione geografica e l’altezza contribuivano a creare un
paesaggio unico al mondo. I colori, asciutti e arsi, parevano
colori di terracotta. Gli alberi avevano un fogliame delicato
e leggero e si stendevano in strati orizzontali; così, alti e
solitari, avevano l’aspetto delle palme, o di navi attrezza-
te e pronte a partire. Nelle grandi pianure crescevano
sparsi i vecchi spineti nudi e torti, l’erba aveva l’odore
pungente del timo e del mirto delle paludi: in certi punti
l’odore era così forte da far dolere le narici. Tutti i fiori che
sbocciavano sui prati o fra i rampicanti e le liane della fore-
sta, erano piccolini come quelli dei bassipiani; soltanto
all’inizio delle grandi piogge spuntavano gigli monumentali,
dal profumo pesante. Il respiro del panorama era immenso. Ogni
cosa dava un senso di grandezza, di libertà, di nobiltà suprema.
Il tratto più caratteristico del paesaggio e della vita, lassù, era l’aria. Il cielo
era di solito celeste pallido o violetto, solcato da nubi maestose, in conti-
nuo mutamento. Nel pieno del giorno l’aria, in alto, era viva come una fiam-
ma: scintillava, ondeggiava e splendeva come acqua che scorre, specchian-
do e raddoppiando tutti gli oggetti, creando grandi miraggi. Lassù si respi-
rava bene, si sorbiva coraggio di vita e leggerezza di cuore.
Karen Blixen, La mia Africa, Feltrinelli

Chiave di lettura
ELEMENTI DI UNA DESCRIZIONE
La scelta accurata degli aggettivi, l’utilizzo di simili-
tudini e personificazioni, la presentazione di com-
menti e impressioni personali rendono più
viva e coinvolgente la descrizione, facendola tempospazionatura
sembrare reale come un’istantanea. Gli altipiani del Ngong si trovano
• Rileggi più volte questo ritratto di un in Africa, nello stato del Kenya.
ambiente un po’ speciale e cerca di rileva- L’Africa è il secondo
re le atmosfere, gli odori, le immagini, i continente del globo
paragoni e le impressioni dell’autrice. per estensione, dopo l’Asia.

Osservare per descrivere 143


Paesaggio
Faceva il tempo peggiore che si potesse immaginare. Un aspro
vento impetuoso trascinava lembi di nuvole, neri come fiocchi di
fuliggine. D’un tratto cominciò a cadere la neve. In un istante
l’aria si velò di un lenzuolo bianco, la terra si coprì d’una
coperta bianca. Ma, altrettanto rapidamente, la coperta si
consumò, scomparve ed emerse nuovamente la terra. Le
nubi si aprivano come se in alto, per ventilare il cielo,
spalancassero finestre da cui traspariva un freddo bian-
core. Dalla terra, immobile nelle pozzanghere, l’acqua
rispondeva con finestre lucenti. Le gocce di pioggia
restavano appese fitte fitte, una vicina all’altra, ai cavi del
telefono e li facevano somigliare a fili di perle. Ogni cosa
se ne stava al suo posto: la montagna, il bosco, il burrone.
Il boschetto, più in basso, aveva appena cominciato a rinverdire,
qualche ciliegio selvatico era fiorito, anche se il giovane bosco era
ancora quasi spoglio, come d’inverno. Solo nei germogli s’intravede-
va la vita. I primi annunci della primavera. Disgelo. La natura sbadi-
gliando, si stiracchiava, voltandosi sull’altro fianco e riaddormentan-
dosi.
Boris Pasternak, Il dottor Zivago, Feltrinelli

C h ia ve d i l e t t u ra
INDICATORI SPAZIALI
Nel descrivere un paesaggio si utilizzano gli indicatori spaziali
(in basso, in alto, in lontananza...).
• Individua quelli presenti nel brano e sottolineali.
• Rileggi il testo e completa sul quaderno lo schema per indivi-
duare le caratteristiche descrittive.
Il vento ...........................................................
Le nuvole ..........................................................
Le gocce di pioggia ..........................................................
Il sole ..........................................................
La natura ............................................................

144 UNITÀ 6 • TESTI DESCRITTIVI


Volando tra le nubi
Oh, ecco un’idea: volare! Senza perdere un minuto, telefonai alla più
vicina agenzia e prenotai un posto, quindi mi presentai per tempo
all’aeroporto e salii felice e contento. Fu una buona idea. Scoprii,
dall’alto, boschi, campi, colline, fiumi, superfici incantevol-
mente colorate di rosa. Le città, le fabbriche, le stazioni,
le architetture di lamiera ondulata occupavano una
minima parte del territorio e questa scoperta mi
procurò una gioia infinita. La terra, in basso, mi
guardava con miti, azzurri occhi di laghi e con
nastri fluviali che luccicavano fino al cielo, uno
sguardo meraviglioso e sereno. All’orizzonte,
molti colori delicati si confondevano l’uno
nell’altro ed era come un mutevole concerto
in cui non si poteva distinguere che cosa
fosse cielo, nube, montagna, città o acqua. In
lontananza si estendeva lo splendente suolo
sabbioso, attraversato da boschi, e questo pae-
saggio non pareva preoccuparsi della città né
delle minuscole linee ferroviarie che qua e là si
insinuavano nel suo ordito, né di tecnica, denaro o
politica.
Bastava interporre soltanto qualche centinaio di
metri di aria fra sé stessi e la terra, fra sé stessi e il ven-
tesimo secolo, per sentirsi sereni: non si sapeva più nulla
di miserie, di guerra, di volgarità.
Hermann Hesse, Il viandante, Mondadori

T u in gioco!
• Nel descrivere il paesaggio, l’autore si lascia trasportare dalle emozioni:
quali? Commenta insieme ai compagni e con l’aiuto dell’insegnante la
frase evidenziata.
• Tu hai mai viaggiato in aereo? Quali sensazioni hai provato? Come ti
appariva il paesaggio visto da lassù? Se non l’hai mai fatto, prova a imma-
ginarlo e racconta.

Osservare per descrivere 145


Nel bosco
Nel bosco, Danilo provava un’attrazione irresistibile e un vago senso
di timore. Da una parte e dall’altra del sentiero il nero della notte
avvolgeva le piante; brusii misteriosi giungevano da tutti i lati.
Era agghiacciato dalla paura ma con gli occhi non poteva
fare a meno di scrutare nel folto del bosco: il desiderio
di vedere e di sapere era più forte della paura.
Paurosi ricordi di orchi giganteschi e streghe ghi-
gnanti gli facevano inconsciamente accelerare l’anda-
tura. Si diceva: «Fermati, Dan, ragiona, non c’è biso-
gno di aver paura... E di che, poi? Dei briganti? E che
cosa ci starebbero a fare i briganti di notte, nei boschi?
Animali feroci non ce ne sono, quindi...». Cercava di ragio-
nare, si calmava un po’, ma non è che la paura se ne andas-
se proprio così, come con un colpo di bacchetta magica; persisteva
in forma più lieve, ma c’era sempre. Tutto quello che di giorno era chia-
ro, col buio diveniva misterioso.
Carmen P. Morrone, Scappa Bouc, scappa!, Rizzoli

T u in gioco!
• Il buio fa apparire le cose sotto un altro aspetto. evidenziatore

Il trovarsi in un bosco accentua la sensazione • Un’attrazione irresistibile è:


di paura provata da Danilo. Anche i rumori un interesse a cui non si può resistere.
diventano misteriosi.
Descrivi la tua casa di notte, quando nell’oscu- una paura invincibile.
rità tutto sembra diverso, mettendo in evidenza un desiderio che non si può realizzare.
le tue sensazioni.

146 UNITÀ 6 • TESTI DESCRITTIVI


Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme
CR ES
CE R E
Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme

!
Con gli occhi

Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme
delle emozioni
Possiamo guardare persone o luoghi anche con la mente e con il cuore:
le nostre emozioni, spesso, ci fanno vedere le cose con occhi diversi.
Leggi l’esperienza di una bambina, Anna.

Anna camminò per i prati ripensando a


ciò che era accaduto. Il sole bruciava.
L’erba e le piante erano così gialle e
rinsecchite che sembravano aver
rinunciato a crescere. Agli occhi di
Anna, tutto era cambiato. La terra non
le sembrava più allegramente baciata
dalla luce del sole, ma era triste e
desolata, assetata di pioggia. Nuvole
scure di insetti ronzavano nell’aria,
interrompendo il silenzio con il loro bru-
sio fastidioso. Anna si sentiva sola e abban-
donata. La terra assetata sembrava in collera
con lei. Le farfalle le sfuggivano, nessuna voleva
più esserle amica.
A un tratto una vespa le si posò sul braccio
e la punse. La colpa di tutto ciò che accadeva
era sua: era stata cattiva e aveva dato
un grande dolore alla sua amica più cara.
Hannelore Valencak, Il tesoro del vecchio mulino, Piemme

• Insieme ai compagni, commenta l’esperienza che Anna vive, con l’aiuto delle seguenti domande guida.
– Quali sensazioni prova Anna?
– La descrizione del paesaggio rispecchia il suo stato d’animo? Sottolinea le parti del testo che,
secondo te, rispecchiano meglio le emozioni di Anna.
• A te è mai capitato di muoverti in un ambiente guardandolo con gli occhi delle tue emozioni? Racconta!

CITTADINANZA E COSTITUZIONE: riconoscere le proprie emozioni nella percezione del mondo esterno.

147
Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme
Chiave di lettura PARTI DESCRITTIVE
All’interno di un racconto, le parti descrittive servono per arricchire la narrazione perché
creano atmosfere particolari, raccontano emozioni e stati d’animo, caratterizzano luoghi
e ambienti.

Che noia, la pioggia!


È una pioggia strana che quasi non fa rumore, e che disegna contro i vetri
della finestra tante piccole righe verticali, sottili come aghi, lucide
come argento. Gli aghi d’argento non hanno mai fine e scendono,
con un ritmo monotono che sa d’eterno.
Paola si guarda intorno e pensa che ci mancava solo la piog-
gia per rovinare completamente la domenica. Peggio di così
proprio non potrebbe andare. Che fare? Paola sbuffa, indi-
spettita. Bighellona un po’ per la casa, su e giù per il corri-
doio, poi si decide ed entra nella camera del nonno.
La stanza sembra un piccolo museo o, meglio, un negoziet-
to di antiquariato, con il macinino da caffè, la stadera arrug-
ginita, il pestello in bronzo. Sul letto c’è una coperta bordata
di nappe ormai sfilacciata, vecchia di almeno cinquant’anni, e
la trapunta di un colore stinto. Anche l’aria sa di vecchio, nella
stanza. Un odore di cose antiche che fa viaggiare nel tempo con la
fantasia. Paola chiude gli occhi e respira profondamente: lì dentro si
sente proprio come in un rifugio. Quante storie ha ascoltato, seduta su
quel letto! E quante canzoni hanno cantato insieme, lei e il nonno! Le canzoni
degli alpini, qualche aria di operetta e perfino qualche canzonaccia da osteria!
Anna Lavatelli, Paola non è matta, Piemme

C apito tutto?
• Rispondi oralmente.
– Com’è la pioggia descritta?
evidenziatore
stadera: bilancia costituita da un solo piatto e
– Come si sente Paola, guardandola? un lungo braccio graduato sul quale scorre un
– Che cosa fa, per non annoiarsi? peso.
– Com’è la stanza del nonno? nappe: fiocchi formati da mazzetti di fili, usati
– Quali ricordi e quali emozioni nascono in Paola come ornamento di tende e coperte.
guardandosi intorno e sentendo odori a lei familiari?

148 UNITÀ 6 • TESTI DESCRITTIVI


PAGINE PER...
DESCRIVERE
Descrivere con la poesia
Un poeta sa cogliere dalla natura particolari anche minimi e sa riconoscere
«informazioni» nascoste dentro i colori, le forme, i profumi, i rumori.
Sa accostare tra loro quelle informazioni trovando somiglianze
e messaggi che poi traduce in parole.
Verifica subito quanto hai appena letto! Gusta questa poesia.

Tramonto
Oggi alla fine del giorno
il tramonto posò le sue perle
ed io le ho nascoste
come una collana senza filo
dentro il cuore.
Nel silenzio il cigno dorme
sulla riva deserta del fiume
e questo tramonto
attraverso il cielo luminoso di stelle
è venuto a toccare
la mia umile fronte:
sopra queste acque tacite e calme
ha iniziato la traversata tra astri e stelle.
Ha steso
il suo manto d’oro
sulla soglia della notte
che dorma tranquilla...
Rabindranath Tagore

• Che cosa descrive il poeta?


La descrizione poetica è soggettiva oppure oggettiva? Volta la pagina
• Osserva l’immagine di un tramonto e cerca di vedere, e scopri altri modi
attraverso gli occhi del poeta, le sue perle, il suo manto d’oro. di descrivere!

149
Descrivere con la pittura
Anche un pittore riesce a cogliere messaggi nascosti nella realtà
e a descriverli con i colori della sua tavolozza.
Un’opera d’arte, infatti, è un testo visivo importante, non solo per
la sua bellezza, ma anche per ciò che riesce a comunicare.
• Che cosa vedi? Com’è il colore dell’acqua?
• Come ti appaiono le ninfee dipinte?
Irreali. Delicate. Leggere.
• Quali emozioni suscita in te il dipinto?

Dipinto Ninfee di Claude


Monet

Claude Monet, Ninfee, 1917

Descrivere con la fotografia


La fotografia è un testo visivo che descrive oggettivamente:
mostra l’oggetto della descrizione così com’è nella realtà.
• Quali somiglianze noti tra il dipinto
e la fotografia? Quali differenze?
• Se tu dovessi creare un testo visivo in cui
descrivere fiori, quali di queste due tecniche
sceglieresti?
Perché?

150
Descrivere con il fumetto
Il linguaggio dei fumetti mette in evidenza le caratteristiche più particolari e accattivanti
di un determinato personaggio. Ecco un cagnolino celebre! Si tratta di Snoopy, nato dalla
fantasia dell’illustratore statunitense Charles M. Schulz (1922-2000). Snoopy è il personaggio
della sua celebre «striscia» a fumetti Peanuts, «noccioline» o «personcine». È un bracchetto
(razza più nota oggi con il nome inglese di beagle) e appartiene a un bambino, Charlie
Brown. Essendo un cane, non può parlare, ma pensa tantissimo e Charlie Brown riesce
sempre a intuire i suoi pensieri e le sue idee...

• Come appare nell’immagine, Snoopy?


Indifferente. Rilassato. Pensieroso.
• Che cosa ti fa sorridere, nella sua posizione?
Il nasone che poggia per terra.
Il codino vigile.
Le zampette che sembrano braccia
e gambe umane.
• Che cosa ti comunica l’immagine?
Parlane in classe!

Charles Schulz è riuscito a descrivere


con le immagini gli ambienti in cui i suoi
personaggi si muovono e i sentimenti
che provano.

• Osserva l’immagine, rispondi oralmente


e commenta le tue scelte in classe.
– Secondo te, l’ambiente naturale evidenzia
gli stati d’animo di Snoopy e Charlie Brown?
– Che cosa traspare dalla scena rappresentata?
Un senso di pace e di amicizia.
Un senso di tristezza e di malinconia.
– Nell’insieme, la scena comunica:
ottimismo.
gioia.
tenerezza.
tristezza.

Obiettivi specifici: sviluppare capacità di descrizione attraverso l’osservazione di dipinti, fotografie e fumetti. 151
Chiave di lettura LINGUAGGI A CONFRONTO
Stai per gustare due tipi di linguaggio: il linguaggio scritto e il linguaggio visivo. Potrai
confrontare la descrizione di uno stesso elemento, fatta dall’uno e dall’altro, ed esprimere
le tue riflessioni.

Poesia

Batte la luna soavemente


Batte la luna soavemente
al di là dei vetri,
sul mio vaso di primule:
senza volerlo la penso
come una gran primula anch’essa
stupita,
sola,
nel prato azzurro del cielo.
Antonia Pozzi

Dipinto

T u in gioco!
• Leggi la poesia lentamente, poi prova a chiude-
re gli occhi: le parole della poetessa hanno
suscitato in te l’immagine della luna? Come la
vedi? Racconta.
• Ora osserva il dipinto: la luna si riflette nell’ac-
qua e sembra spezzettarsi in mille frammenti
danzanti. Questa immagine è descrittiva?
Perché? Quale differenza trovi tra i due testi?
Edvard Munch, Chiaro di luna, 1895 Quali somiglianze?

152 UNITÀ 7 • TESTI DESCRITTIVI


Racconto

La luna
e
Nessuno guarda la luna di pomeriggio, quando è ancora un’ombra bian-
idenziator
castra che affiora dall’azzurro intenso del cielo, carico di luce solare. ev
È così fragile, allora, pallida e sottile; solo da una parte comincia ad • In una notte di ple-
acquistare un contorno netto, come un arco di falce, e il resto è ancora nilunio la luna è:
imbevuto di celeste. È come una pastiglia quasi disciolta, solo che qui il piena.
cerchio bianco non si sta disfacendo ma condensando. In questa fase il uno spicchio.
cielo è ancora così compatto che non si può essere sicuri se davvero,
dalla sua superficie, si possa staccare quella forma rotonda e biancheg-
giante. Trascorse alcune ore, mentre l’azzurro del cielo sfuma progressi-
vamente verso il pervinca, verso il viola, poi verso il cenerognolo e il gri-
gio, il biancore della luna viene fuori più deciso: la luce, prima diffusa,
si concentra tutta, definendo nettamente la sua rotondità. La luna, fra i
corpi celesti, è il più mutevole e il più regolare nelle sue abitudini: non
manca mai agli appuntamenti ma, se la lasci in un posto, la ritrovi sem-
pre altrove, se ricordi la sua faccia voltata in un certo modo, ecco che ha
già cambiato posa. Intanto il cielo, dietro, è diventato nero: è notte, le
stelle si sono accese, la luna è diventata un grande specchio abbaglian-
te che taglia l’oscurità. Chi riconoscerebbe, in lei, quella di qualche ora
fa? Ora è un lago di lucentezza che sprigiona raggi tutt’intorno e riversa
nel buio un cerchio luminoso di freddo argento. La sua luce bianca
illumina le strade ai nottambuli. Non c’è dubbio che, quella che
ora comincia, è una splendida notte di plenilunio d’inverno.
Italo Calvino, Palomar, Mondadori

P rova tu!
• L’autore del brano usa le parole come il pittore ha usato il pennello: agget-
tivi al posto dei colori, similitudini al posto degli elementi dipinti. Le paro-
le contengono piccoli segreti proprio come i colori: suscitano emozioni.
Leggendo ti nasce il desiderio di dipingere la luna e il cielo descritti?
Prova a farlo!
• Osservando l’immagine, sapresti trasformarla in parole scrivendo un
breve testo descrittivo? Potresti cominciare così:
Era notte. La luna dominava in un cielo il cui colore si rifletteva sulle
acque calme del mare...

Linguaggi a confronto 153


Dipinto
Notte stellata

Vincent Van Gogh, Notte stellata sul Rodano, 1888


Poesia

Stelle
Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle.
Respiro
T u in gioco!
• Come sono le stelle del dipinto? Quali emozio-
ni ti trasmettono?
il fresco • Chiudi gli occhi, dopo aver letto la poesia:
che mi lascia come ti appaiono le stelle descritte dal poeta?
Quali sensazioni suscitano in te?
il colore del cielo. • Metti a confronto le diverse emozioni: qual è più
Giuseppe Ungaretti forte? Perché?

154 UNITÀ 7 • TESTI DESCRITTIVI


Dipinto
Primavera
T u in gioco!
• Osserva bene il dipinto. Immagina... Che cosa
succederebbe se tu ci entrassi? Completa.
– Se potessi annusare l’aria:
................................................................................
– Se potessi toccare i fiori leggermente:
................................................................................
– Se potessi ascoltare i rumori intorno a te:
................................................................................
– Se potessi osservare da vicino tutti i particolari:
................................................................................

Poesia

Il biancospino
Di marzo per via della fontana
la siepe s’è svegliata tutta bianca,
ma non è neve, quella:
è il biancospino
Chiave di lettura
tremulo ai primi soffi del mattino. PITTURA E POESIA
Umberto Saba
La pittura e la poesia sono due forme d’arte e rappre-
sentano due modi emozionanti di descrivere.

P rova tu!
• Descrivi qualcosa che ti è caro
(un animale, una persona, un
• Se potessi scegliere, preferiresti essere un pit-
tore o un poeta? Perché?
• Quale delle due ti sembra che descriva
meglio paesaggi, emozioni, storie, persone?
Oppure pensi che entrambe riescano
benissimo a creare descrizioni efficaci?
ambiente o anche un’emozione)
Parlane in classe.
in poesia o attraverso un dipinto
ad acquerello o a tempera.

Linguaggi a confronto 155


PAGINE PER SCRIVERE
Descrivere emozioni e atmosfere
In una situazione
Per descrivere una situazione è importante evidenziarne l’atmosfera e gli stati d’animo che provi:
se sei tranquilla, tranquillo, le cose intorno a te ti appariranno limpide, quasi gioiose;
se, invece, sei triste o provi malinconia, le stesse cose appariranno grigie, tristi.
• Osserva l’immagine e leggi i testi. Poi collega ogni stato d’animo al testo
che meglio lo descrive colorando il riquadro giusto.

Era già buio. Leo affrettava il passo per uscire al più presto dal bosco.
Sentiva il vento ululare alle sue spalle. Gli alberi sembravano creature
minacciose che si muovevano piano, quasi cercando di afferrarlo... gioia paura serenità

Gli alberi, di notte, sembravano giganti buoni, pronti ad abbracciare chi


passava per il bosco. Leo si sentiva cullato dal vento che sembrava aiutar-
lo ad avanzare spedito... gioia paura serenità

Finalmente Leo era arrivato nel bosco. I grandi alberi sembravano venirgli
incontro come giganti birichini ridendo con la voce del vento. Era una festa
gioia paura serenità
di rumori e lo spicchio della luna gli sembrava un grande sorriso nel cielo...

• Adesso prova tu!


Immagina di trovarti nel luogo descritto dall’immagine.
Com’è l’ambiente intorno a te? Che cosa provi? Che cosa pensi? Racconta e descrivi.
............................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................

156
Davanti a un’immagine

Wassily Kandinsky, Mosca, 1916

Il dipinto mostra un paesaggio straordinario, quasi fantastico.


Prova a descriverlo mettendo in evidenza le emozioni che suscita in te.
Per arricchire e rendere più efficace la descrizione, utilizza:
aggettivi, paragoni, metafore, personificazioni, parole onomatopeiche.

Ecco come puoi procedere:


– i raggi del sole: luminosi, caldi, splendenti, ...
– l’atmosfera del paesaggio sembra: magica, gioiosa, fantastica, ...
– il vento soffia come un flauto magico: il vento è un flauto magico...
– le alte case alte: toccano il cielo...
– i versi degli uccellini: il cinguettio degli uccellini...
– Osservando il dipinto provi:
serenità. paura. inquietudine. ................

• Adesso mettiti alla prova trasformando in un testo ciò che hai scoperto!
............................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................

Obiettivi specifici: acquisire strategie per descrivere ambienti e stati d’animo. 157
PAGINE PER SCRIVERE
Il «tuo» testo descrittivo
Descrivi una situazione
Ora hai gli strumenti adatti per scrivere tu un testo descrittivo! Segui i suggerimenti, raccogli le idee
e racconta ciò che vedi descrivendo via via i personaggi, le situazioni, gli stati d’animo.

Bambini! INIZIO
State calmi! • Presenta la situazione
(una gita scolastica) descrivendo:
– che cosa sta succedendo;
– in quale momento della giornata;
– gli stati d’animo dei personaggi.

Che bello! Partiamo!


Ciao! Credevo non venissi!
Hai portato
la macchina foto?

SVOLGIMENTO
• Racconta i fatti descrivendo:
– l’ambiente;
– i comportamenti dei compagni e il tuo;
– gli stati d’animo;
– le tue impressioni.

CONCLUSIONE
Non mi sono mai • Racconta la fine della situazione
divertita tanto! descrivendo:
È stata una – le tue impressioni;
Allora... – il tuo stato d’animo e quello
giornata super!
tutto bene? dei tuoi compagni.

158
Descrivi un’immagine
Leggi il testo, tuffati nell’immagine! Poi completalo sul quaderno seguendo i suggerimenti.

Giulia e il papà partirono presto per andare al mare. Erano in viaggio da qualche ora
quando, davanti al parabrezza, si spalancò la distesa celeste del mare.
– Il mio mare! – gridò la bambina. – Com’è bello! Sento già l’aria salata!
Adesso la strada proseguiva lungo la riva e il sole era più caldo e lucente.
Si vedevano file di ombrelloni colorati, in lontananza scivolavano vele bianche.
Un’ora più tardi la strada girò in mezzo alle colline gialle di sole e,
poco dopo, davanti a un mare blu come le genziane. Erano arrivati.
In casa, Giulia spalancò la finestra sul porto: tutto si riempì di luce.

• Che cosa vede la bambina dopo aver aperto la finestra?


Descrivi il paesaggio osservando i colori, le luci, le linee.
Ricorda: descrivere è come fotografare con le parole utilizzando i nostri sensi... più uno!
• Quale può essere il «sesto senso» da utilizzare per descrivere l’immagine?
La fantasia. Le emozioni. Il pensiero. Gli stati d’animo. ...........................

Obiettivi specifici: descrivere ambienti, situazioni e stati d’animo. 159


Tempo di...
eri in fiore
… alb
Ciliegio in fiore
In marzo
ti incammini verso la luna.
Lascia qui la tua ombra.

Le praterie diventano
irreali. Piovono
uccelli bianchi.
Federico García Lorca

… rondini
Dolce primavera
Io canto te, o dolce primavera,
giovinezza del mondo;
con le tue rondini che arrivano dal mare
un mattino di marzo;
con il tuo timido sereno
di violette, lungo i fossi;
con i tuoi brevi crepuscoli di peschi.
Corrado Covoni

… sorprese
Desiderio di primavera
Sarà un cielo chiaro.
S’apriranno le strade
sul colle di pietra.
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
Cesare Pavese

160
… primavera
… buona cucina nell’Italia
del nord
Si sa che è rosso e che a Treviso è speciale; si
mangia cotto o crudo. Con il radicchio, che nasce
a primavera, si prepara un ottimo risotto, prenden-
do le sue punte e le foglie esterne. Si lavano, si
tagliano a pezzetti e si mettono in pentola con olio
e uno spicchio d’aglio. Si bagna poi con vino e si
fa cuocere per 10 minuti. A questo punto si
aggiunge il riso e si fa cuocere pian piano unendo
il brodo necessario.
Quando è cotto, si aggiunge un po’ di parmigiano
grattugiato e… il piatto è pronto!

… viole
Timida, dolce profumata: la violetta
annuncia la primavera.

… emozion
i e fantasia
L’origine delle stagioni
Fu così che il padre di tutti gli dei, Zeus, decise di
intervenire. Stabilì che, da allora in poi, Persefone
avrebbe passato due terzi dell’anno con la madre
e un terzo con il marito. Demetra, felice, potè così
riabbracciare la figlia e tanta fu la gioia che fece
spuntare, in grande abbondanza, il grano dalle zolle
dei campi arati e fece germogliare i semi di tutte
le altre piante, trasformando la Terra
in un bellissimo giardino fiorito.
(Continua a pagina 215).

161
Strada facendo
Che cosa hai imparato in questa unità?
Segui il percorso e... completa

Colora i testi e completa!

La descrizione
ha lo scopo di far conoscere
a chi legge o ascolta...

persone.
..............................
..............................
La descrizione
ambienti e può essere...
luoghi.
atmosfere
fantastiche. emozioni e soggettiva.
stati d’animo.
..............................

Si può descrivere
anche con...
la pittura.

la poesia.

.............................. ..............................

BRAVO!
BRAVA!

162 Obiettivi specifici: verificare le conoscenze acquisite (testi descrittivi).


Informarsi e riflettere

Informati e impara
a discutere!

PO
RTA IRIBÈ
C
Oltre la PORTA CIRIBÈ troverai
le risposte ai tuoi perché!
TESTI ARGOMENTATIVI
Leggerai...
opinioni e spunti per
TESTI INFORMATIVI
discuteresu temi
giornali
di grande attualità
radio e televisione
pubblicità

Giornali, radio, TV e Internet raggiungono


tutte le persone del mondo!
Sono, infatti, mezzi d’informazione di massa,
in inglese mass media. Informati sempre
con la guida di un adulto!
163
Vai alle pagine 37, 38, 39 dell’Atlante dei linguaggi!

Chiave di lettura NEL MONDO DEI GIORNALI


Leggere il giornale significa informarci su ciò che accade intorno a noi e nel mondo;
serve a riflettere sui fatti per formarsi un’opinione personale.

Vorrei imparare a Prima devi capire com’è


costruire un giornale, strutturato un giornale,
insieme ai miei compagni... e come si chiamano le parti
Mi piacerebbe scoprire che lo compongono!
da vicino il mondo Per esempio, strillo,
del giornalismo! civetta, sommario...

Che nomi strani!


Sembrano parole E invece sono termini tecnici,
in codice! appartengono al linguaggio
giornalistico e si riferiscono
ad alcune parti del quotidiano,
un tipo di giornale
che esce ogni giorno!

Allora il vostro lavoro sarà come


una rivista settimanale, chiamata
così perché esce ogni sette giorni
e approfondisce vari argomenti,
con articoli e documentazioni
A noi piacerebbe costruire fotografiche!
un giornalino ricco di foto
e disegni con vari consigli
su cucina, moda, notizie
su animali e anche
una rubrica di posta!
C’è molto altro da
imparare nel mondo
dei giornali!
Andiamo per ordine e
cominciamo a scoprire
diversi tipi di giornali!

164 UNITÀ 8 • TESTI INFORMATIVI


Tutti in edicola!
QUOTIDIANO SETTIMANALE
Esce ogni giorno (la parola quo- Esce una volta la settimana. Presenta
tidiano deriva dal latino cotidie, approfondimenti su politica e cultura
«ogni giorno»); riporta notizie di italiana ed estera, inchieste, sondaggi
politica ed economia, italiana d’attualità e reportage fotografici.
ed estera, avvenimenti acca-
duti, sport, cultura, com-
menti e opinioni di
giornalisti importan-
ti. È disponibile in
formato standard
o tabloid, di di-
mensioni più pic-
cole.

MENSILE SUPPLEMENTO
Esce una volta al mese: si Esce una volta la settimana,
chiama anche rivista specializ- allegato ai principali quotidiani. Ha
zata perché presenta argomenti le caratteristiche del settimanale.
specifici, come ecologia, ultime
scoperte scientifiche, storia, am-
biente...

evidenziatore
sondaggio: indagine statistica compiuta su un
campione della popolazione al fine di rilevare
Scopri!
• Fai una piccola intervista al tuo edicolante...
– Quali sono i quotidiani che escono con il for-
opinioni e reazioni su argomenti vari, special-
mente di carattere sociale o politico. mato tradizionale? Quali con il formato
reportage: servizio giornalistico realizzato da un tabloid?
cronista, da un corrispondente o da un inviato – Qual è il tipo di rivista settimanale più vendu-
speciale. Può essere anche un servizio costituito ta? Quale la rivista mensile più acquistata?
da fotografie ed eseguito da un fotoreporter. – Quali sono i giornali acquistati soprattutto dai
bambini?

Il giornale 165
Le fonti delle notizie
Le fonti delle notizie permettono al giornale di informare quotidianamente la gente sui fatti che
accadono contemporaneamente in tutte le parti del mondo. Vediamo quali sono le principali fonti.

CRONISTI INVIATI SPECIALI


S’informano in tempo reale presso tribunali, Sono giornalisti che, inviati nei luoghi in cui stan-
questure e ospedali sui fatti accaduti per darne no avvenendo fatti di grande importanza, rac-
notizia ai lettori. colgono notizie e interviste che poi trasmettono,
sotto forma di articolo, alla sede dei giornali
presso cui lavorano.

UFFICI STAMPA AGENZIE DI STAMPA


Sono agenzie di informazione Si trovano in tutto il mondo; il
che si trovano, per esempio, presso la loro compito è quello di trasmettere notizie,
Presidenza della Repubblica, le sedi delle dispacci, ai giornali, alla radio, alla televisione,
regioni o dei partiti. Attraverso conferenze via Internet. La più grande agenzia di stampa
stampa possono informare su manifestazioni o italiana è l’ANSA (Agenzia Nazionale Stampa
iniziative (distribuendo ai giornalisti materiale Associata).
informativo).

CORRISPONDENTI
Sono giornalisti residenti in città italiane ed este-
re, da cui inviano notizie alle sedi dei giornali.

166 UNITÀ 8 • TESTI INFORMATIVI


Vai alle pagine 37, 38, 39 dell’Atlante dei linguaggi!

La cronaca
Proviamo a lavorare come veri giornalisti! Leggiamo il dispaccio riportato sotto,
dall’agenzia ANSA di Washington e analizziamolo secondo la regola
giornalistica inglese delle 5W, per rintracciare tutte le informazioni:

WHO? (di chi/di che cosa si parla)? WHAT? (che cosa è successo?)
WHY? (perché è successo?) WHERE? (dove è successo?) WHEN? (quando è successo?)

di chi /di che cosa si parla?


Terremoto,
forte scossa
in Kenya
quando è successo? A Nairobi evacuati i principali edifici del
centro (ANSA) – Washington, 5 dic. –
perché? Una forte scossa di terremoto tra il
sesto e il settimo grado Richter è
stata registrata nell’Africa orientale.
dove è successo?
A Nairobi, la capitale del Kenya, i
principali edifici del centro della
che cosa è successo? città sono stati evacuati. Nessun
danno alle persone o alle cose, stando a
quanto diffuso dalle radio e televisioni
keniane. I media keniani riferiscono che
la scossa è stata avvertita anche in
Uganda e Tanzania.
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati,
2005-12-05 15:39

P rova tu!
• Dividetevi in gruppi. Utilizzando i dati ricavati dalla notizia
ANSA ogni gruppo provi a scrivere un articolo, pensando di
doverlo pubblicare su un quotidiano. Cercate di capire anche
se ci sono informazioni (particolari, riflessioni, interviste...).
• Infine, confrontate gli articoli prodotti. Buon lavoro!

Il giornale 167
La prima pagina del quotidiano
La prima pagina è la pagina di presentazione di un quotidiano, una «vetrina»
importantissima perché deve catturare l’attenzione dei lettori offrendo loro
una panoramica di quanto troveranno nelle pagine interne.

manchette (parola francese,


si legge manscet e significa apertura: è l’articolo che in-
«nota marginale»): è un forma sull’argomento di fon-
riquadro pubblicitario o bre- do; si trova nella parte più
vissimo richiamo ai contenuti alta della pagina, spesso
degli articoli interni. completato da fotografie e
didascalie (spiegazioni).

testata: nella parte alta, ri-


porta il titolo del giornale e spalla: è l’articolo a destra
altre informazioni. Per esem- dell’apertura. Presenta una
pio: prezzo e numero del notizia interessante e, a volte,
giornale, data, anno di fonda- può essere una fotografia
zione, il sito Internet. completata da una didasca-
lia che riassume le informa-
zioni più importanti e rimanda
fondo: articolo scritto dal la lettura a una pagina inter-
direttore o da un importante na di cui indica il numero.
collaboratore del giornale,
che commenta un argomen-
to di fondo, un fatto di rilievo Colonna: è ciascuna delle
fondamentale nella giornata. sezioni verticali di una pagi-
na stampata.

Taglio alto, medio, basso: in


linguaggio giornalistico indi- Civette (o strilli), sommari:
cano la posizione occupata sono anticipazioni su notizie
da ciascun articolo nella di spicco trattate all’interno.
prima pagina.

S copri!
• Acquista un quotidiano e osserva la prima
pagina: ricerca le varie parti che la compon-
In un giornale le notizie più importanti si trovano
nella parte alta perché l’impaginazione tiene
conto del punto focale, su cui si concentra l’at-
gono e scrivi con un pennarello i nomi; rita- tenzione del lettore, collocato in alto, tra la parte
glia ogni parte e ricomponi la pagina. sinistra e il centro della pagina.

168 UNITÀ 8 • TESTI INFORMATIVI


Attenti al... taglio!
Orizzontalmente, la pagina di giornale si divide in tre parti, dette tagli,
di importanza decrescente, dall’alto verso il basso.
In taglio alto si concentrano le notizie più rilevanti, che devono
catturare l’attenzione del lettore; in taglio medio si presentano notizie
di media importanza; in taglio basso le notizie di minor rilievo.

................................................ ................................................

................................................ ................................................

................................................ ................................................

................................................ ................................................

T u in gioco!
• Ecco un’altra prima pagina. Osservala attentamente, confrontala con le informazioni che trovi alla pagina
precedente e inserisci nei riquadri i nomi delle parti che compongono la prima pagina:
testata • manchette • spalla • fondo • strillo • sommario • civetta • apertura
• Poi evidenzia, in tre colori diversi: il taglio alto, il taglio medio, il taglio basso.

Il giornale 169
La grammatica del titolo
Il titolo è una parte essenziale del giornale: è un piccolo testo, che contiene tutti gli elementi
della notizia. Deve comunicare con immediatezza, deve essere incisivo, e deve fornire la...
chiave di lettura dell’articolo a cui si riferisce. La grammatica del titolo non segue le regole
della sintassi ma una scrittura ad effetto, che si basa su frasi spesso prive di predicati verbali.

Un titolo è formato da più frasi, ciascuna delle quali ha un nome e uno scopo preciso.

Da una settimana un’ondata di maltempo ha investito l’Italia.


Neve e gelo, il Grande freddo di Natale
Dal Piemonte alla Sicilia, burrasche in mare, neve sull’Etna
Condizioni di maltempo eccezionali: come una nuova glaciazione, per i meteorologi

occhiello: posto sopra il titolo: in caratteri gran- sommario: anticipa in catenaccio: quando c’è,
titolo, introduce l’argo- di, costituito da una fra- poche righe i contenuti si trova sotto il sommario
mento del titolo. se efficace che presenta più importanti. e riporta una parte del
il contenuto dell’articolo. contenuto dell’articolo.

Leggiamo insieme alcuni titoli e le spiegazioni corrispondenti.

In venti minuti è stato compiuto un furto


Colpo d’oro da 20 minuti molto redditizio.

Un gol dubbio, concesso dall’arbitro, ha


Gol fantasma ed è polemica scatenato proteste e polemiche.

Targhe alterne da venerdì? È probabile che da venerdì le macchine


dovranno circolare a targhe alterne.

P rova tu!
• Inventa e scrivi titoli ad effetto sui seguenti argomenti:
– Si annuncia un fine settimana di pioggia e neve.
– Gli italiani si rivelano un popolo di buongustai: gli alimenti preferiti sono pasta, carne e verdure.
– Si è inaugurata a Milano una mostra di quadri del grande pittore Caravaggio.
– I bambini di una scuola fiorentina a passeggio con gli anziani per «la giornata del nonno e del bambino».
– Allo zoo di Pechino, quest’anno, sono nati cinque nuovi esemplari di panda

170 UNITÀ 8 • TESTI INFORMATIVI


Titoli: il «fuoco» delle notizie!
Un bravo giornalista sa che il titolo può dare risalto ad un aspetto importante della notizia.
Seguendo la regola delle cinque W, di cui abbiamo parlato in precedenza, è possibile
focalizzare l’attenzione del lettore, di volta in volta, su uno degli aspetti, evidenziandolo
all’inizio del titolo stesso.
Possiamo quindi riconoscere:

Il fatto: titoli focalizzati su WHAT? (che cosa è successo?)


Forti nubifragi da tre giorni sulla Sicilia

Il protagonista: titoli focalizzati su WHO? (di chi, di che cosa si parla?)


Nonna scolara sui banchi a ottant’anni

Il luogo: titoli focalizzati su WHERE? (dove è successo?)


Firenze, si è alzato il livello dell’Arno

Il tempo: titoli focalizzati su WHEN? (quando è successo?)


Mercoledì Juve a San Siro con l’Inter

Le cause: titoli focalizzati su WHY? (perché è successo?)


Troppo smog, milanesi in piazza

P rova tu!
• Con l’aiuto dell’insegnante, procuratevi alcuni quotidiani. Poi, in piccoli gruppi, rintracciate ed evidenzia-
te con i colori degli esempi i diversi tipi di titoli. Infine realizzate alcuni cartelloni raggruppando per colo-
re e argomento (che cosa?, chi?, dove?, quando?, perché?) i risultati del vostro lavoro.

Il giornale 171
Dentro la notizia
Se immaginiamo il giornale come la cucina di un grande ristorante, dobbiamo pensare
alla notizia come all’ingrediente fondamentale: è notizia tutto ciò che accade nel mondo,
è notizia tutto ciò che è nuovo. Sui tavoli delle redazioni dei giornali arrivano ogni giorno
migliaia di notizie, che il giornalista deve scegliere, valutare, riferire con il linguaggio adatto.

È DAVVERO UN È UNA NOTIZIA CHE


FATTO RILEVANTE, «ENTRA» NELLA VITA
UNA NOVITÀ? DELLA GENTE,
CHE RIGUARDA
UN PO’ TUTTI?

È UN FATTO CHE PUÒ


SCATENARE UN GRANDE
INTERESSE NEI LETTORI?

È UN FATTO
È UNA NOTIZIA
CHE SUSCITA
VICINA ALLA REALTÀ
EMOZIONI?
GEOGRAFICA
DEL MIO PAESE?

I colori della cronaca!


Nel linguaggio giornalistico, i diversi tipi di cronaca sono identificati da colori...
– cronaca nera: informa su crimini e fatti misteriosi.
– cronaca rosa: informa con notizie e pettegolezzi su personaggi famosi.
– cronaca bianca: informa sull’attività politica.

P rova tu!
• Procuratevi un quotidiano del giorno e dividetevi in gruppi.
– Con l’aiuto dell’insegnante, scegliete un articolo diverso per ogni gruppo.
– Ciascun gruppo analizzerà il testo cercando di riconoscere di quale tipo di cronaca si tratti.
– Infine valuterà l’articolo usando le cinque domande che si pone il giornalista dell’illustrazione.

172 UNITÀ 8 • TESTI INFORMATIVI


PAGINE PER...
DIVENTARE GIORNALISTI
Come in una redazione
Dividetevi in gruppi, proprio come se vi trovaste in una vera redazione giornalistica
ed esercitatevi alla scuola di giornalismo!

PRIMA DI TUTTO...
– Procuratevi un quotidiano, che sarà il vostro strumento di lavoro.
– Individuate e ritagliate su ogni prima pagina del giornale:
testata, manchette, spalla, fondo, strillo, sommario, civetta, apertura.
– Incollate le parti su un cartellone, trovando per ogni pezzo
la giusta collocazione.
– Successivamente individuate la notizia del giorno:
come viene messa in rilievo?
(Titoli particolari? Presenza di fotografie? Altro?).

PER ENTRARE DENTRO UNA NOTIZIA


– Ciascun gruppo sceglie un articolo di qualsiasi tipo dal giornale del giorno,
e verifica se l’articolo rispetta la regola delle cinque W.
– Poi realizza un breve riassunto dell’articolo scelto.

PER IMPARARE A SCRIVERE TITOLI A EFFETTO


– L’insegnante distribuisce a ogni gruppo due articoli senza titolo, occhiello e sommario.
– I gruppi dovranno pensare e scrivere i titoli per gli articoli,
che verranno poi confrontati con i reali titoli del giornale.
Sarà divertente vedere quale gruppo è riuscito ad avvicinarsi di più!
– In un secondo momento, servendosi di un quotidiano, ogni gruppo
individua alcuni titoli suggestivi e prova a spiegarli alla classe.

Obiettivi specifici: familiarizzare con il linguaggio giornalistico (analisi di articoli di cronaca). 173
Chiave di lettura PARLIAMO DI TV
Sai già che la televisione, come il giornale, la radio e Internet, fa parte dei mass media,
i mezzi d’informazione di massa. Attenzione, però! Dobbiamo imparare a scegliere,
tra gli innumerevoli programmi trasmessi, quelli validi davvero per la nostra vita!

Saper scegliere
Tutto ebbe inizio con una discussione sui bambini e la
televisione. La mamma diceva, come sempre, che, per
guardare la TV, bisogna essere selettivi. Ed essere
selettivi vuol dire scegliere, senza guardare tutto quel
che capita, magari restando davanti allo schermo per
pomeriggi interi. Titti, invece, sosteneva che i bambini
guardano tutto quel che capita e che, in questo, non
nziatore
evide c’era nulla di male! La mamma allora dichiarò che le
regole erano chiare:
zapping: rapido passaggio da un
canale televisivo all’altro, effettuato – Quando in un film c’è gente che impugna armi,
col telecomando, per visionare i oppure urla «Aiuto! Aiuto!» è ora di cambiare canale!
diversi programmi. Punto e basta!
Che modi! La povera Titti mise su il suo celebre «muso

T u in gioco!
• Colora con il verde gli aspetti positivi
lungo» e cominciò a fare lo zapping con il telecoman-
do. Niente da fare!
Prima un film: donna derubata dal postino invoca pietà
della televisione e in rosso quelli negativi. urlando.
Poi confronta e commenta in classe le tue – Cambia canale!
scelte:
Poi il telegiornale, con lo scoppio dell’ennesima
intrattiene e diverte.
bomba nell’ennesimo attentato.
ruba ai bambini ore preziose – Cambia canale!
per giocare insieme.
Ecco i cartoni animati, con il vampiro che succhia lo sci-
dà informazioni e messaggi.
roppo d’amarena dal collo della bella addormentata.
mostra scene violente.
– Cambia canale!
offre la visione diretta di avvenimenti. Titti, sconfitta, abbandonò il telecomando.
spesso è preferibile a un buon libro. Sara Martelletti, Balla, balla ballerina, Edizioni E. Elle

174 UNITÀ 8 • TESTI INFORMATIVI


Con la TV e’ tutta
un’altra... storia!
ALLORA... QUEL GIORNO
GIULIO CESARE DISSE BROUHAH
AI SUOI GENERALI... BROUHAH
BROUHAH BROUHAH UHM... BROUHAH
BROUHAH
BROUHAH BROUHAH

HAHAHA
BROUHAH BLABLABLA
BROUHAH TROPPO BELLO! CRIIII... CRIIII
CHE RISATE!

DUNQUE, QUEL GIORNO


GIULIO CESARE DISSE
AI SUOI GENERALI...

Da «Focus Junior»

T u in gioco!
• Gli alunni, all’inizio della lezione, non ascoltano l’insegnante, alla fine sì.
Perché? Quale riflessione suscita la storia a fumetti?

La televisione 175
Un gioco nuovo
C’era una volta un bambino che non aveva la televisione. La mattina del vener-
dì andava a scuola e tutti i suoi compagni parlavano del telefilm della sera prima.
Tutti l’avevano visto, tranne lui.
Dal terrazzo buio, su cui si aggirava la sera prima di dormire, il bambino pote-
va vedere i televisori accesi che diffondevano la loro luce in tutte le case. E da
tutte le finestre venivano gli stessi suoni. Allora pensò:
«Forse, se sto molto attento, potrò seguire il film dai suoni, anche senza vederlo.
Il giovedì sera, alle nove, si affacciò alla finestra e si mise in ascolto. Era una sera
d’estate, apparentemente silenziosa. Sembrava che ci fosse anche un cri cri di
grilli nell’aria, ma non era che il suono di un filo elettrico; il bambino lo sapeva,
ma gli bastava volere che fosse un grillo. Forse era un grillo davvero; sta a vede-
re che alla televisione davano proprio un film in cui c’entravano i grilli! Il bam-
bino senza televisione si fece più attento. Sentì allora il pianto di un bimbo e
tanti altri rumori che salivano dal buio: un’automobile che usciva dal box, il
ticchettio di una macchina da scrivere, l’uggiolare di un cane, una risata
felice. Pensando a quei suoni immaginò la storia e il giorno dopo, a scuo-
la, disse con noncuranza:
– Bello il film di ieri sera, eh?
– Già, ne parlavamo adesso – risposero i compagni un po’ stupiti.
– È la storia di un bambino che voleva un grillo, tutto per sé, ma in
città è difficile trovarne e il bambino, che piangeva sempre, si
ammalò. La mamma, allora, prese l’auto e lo portò in campagna
mentre il papà, che era giornalista, ogni notte si metteva alla mac-
china da scrivere e batteva, batteva sui tasti, solo in casa. Poi al
bambino regalano un cane; lui ne fu così felice che guarì.
– Ma il nostro film era il solito western; il tuo, dove l’hai visto?
– Dalla mia finestra – balbettò il bambino senza televisione.

denziatore
evi
• Segna le definizioni corrette.
aggirarsi: girare su se stessi. andare in qua e là, vagare
diffondersi: estendersi, spargersi intorno. confondere le idee
uggiolare: il guaire lamentoso di un cane. annoiarsi.

176 UNITÀ 8 • TESTI INFORMATIVI


Capì allora che aveva imparato a sentire i rumori della sera:
il pianto del bambino della vicina; il rumore dell’automobi-
le che rientrava in qualche misterioso garage; le macchine
da scrivere dei giornalisti che lavoravano vicino a lui; l’ug-
giolare di un cane; la risata di qualche persona felice.
Ogni notte giungevano rumori diversi. Così inventò un
gioco per i suoi compagni.
Venivano a turno sulla sua terrazza. Ascoltavano nel buio i
suoni della sera e poi si raccontavano bellissime storie.
Donatella Ziliotto, Il mondo alla rovescia, ERI

tempospazionatura
Con il passare del tempo tutto cambia: prima
i giornalisti usavano la macchina da scrivere. E adesso?
Tanto tempo fa c’erano bambini che non avevano il televisore.
E adesso? Conosci qualcuno che ne sa fare a meno?

T u in gioco!
• Com’è il tuo rapporto con la televisione?
Segna o esprimi le tue scelte e rispondi sul quaderno.
Poi discutile e commentale in classe con l’insegnante e i compagni.
– Quanto tempo passi davanti alla televisione?
– Quali programmi preferisci?
Cartoni animati. Film. Programmi sportivi. Documentari .................
– Quando guardi la televisione?
Al mattino, prima della scuola. Nel pomeriggio. La sera.
– Con chi la guardi?
– Perché guardi la TV?
• Perché non sai cos’altro fare.
Perché c’è qualcosa che ti interessa particolarmente.
Spegni la TV
Perché per te la TV è come un’amica.
e ascolta,
......................................................................................... con i tuoi amici,
– La pubblicità ti piace? Perché? suoni e rumori
– Secondo te, la televisione stimola la fantasia? Perché? del luogo in cui vivi,
– Tu credi che la televisione sia: poi... inventa
indispensabile. utile. dannosa. ......................... tante storie!

La televisione 177
Vai alla pagina 40 dell’Atlante dei linguaggi!

Chiave di lettura OCCHIO ALLA PUBBLICITÀ!


La pubblicità è un testo persuasivo: ha lo scopo di convincere le persone a fare o
compare qualcosa. La pubblicità è presente in televisione, sui cartelloni nelle strade,
nei giornali. Il messaggio pubblicitario deve colpire l’attenzione e, per questo,
sfrutta sapientemente parole, immagini e motivi musicali di sottofondo. In particolare
l’immagine pubblicitaria (paesaggi, interni di abitazioni, personaggi accattivanti...)
è nitida, gradevole e colorata per attirare lo sguardo.

BIOFRUTTA MARCHIO
COOPERATIVA

SLOGAN

BREVE TESTO che


La frutta è indispensabile per la nostra salute. chiarisce lo slogan
Meglio se arriva sulla tua tavola dall’agricoltura biologica.
BIOFRUTTA COOPERATIVA garantisce che la frutta delle sue
coltivazioni non è stata trattata con concimi chimici.

Lo slogan è una formula di saluto rivolta alla vita. Perché? Perché, per attirare l’attenzione, i copywriter
(i pubblicitari che creano gli slogan) creano accostamenti insoliti di parole. Osserva:

BUONGIORNO VITA!
Leggendo questa parola si dà per La parola che la segue, invece, è Quindi attira l’attenzione
scontato che essa sia seguita dal insolita, imprevedibile. e si fa ricordare facilmente.
nome di qualcuno (per esempio:
buongiorno, bambino!).

Il messaggio pubblicitario ha lo scopo di far conoscere i pregi


di un prodotto per convincere il consumatore ad acquistarlo.

178 UNITÀ 8 • TESTI PERSUASIVI


Schiuma da bagno: felicità?
C’era una volta un uomo che guardava sempre la pubblicità alla televisione e poi com-
prava tutto quello che vedeva reclamizzare.
Un giorno una bellissima ragazza mostrò una nuova schiuma da bagno, dicendo che,
acquistando quella schiuma, si diventava sani e felici. L’uomo ne comprò subito tre con-
fezioni giganti perché voleva diventare sano e felice di colpo. Poi versò il contenuto di
un intero flacone nella vasca da bagno piena d’acqua e s’immerse in una bella schiuma
rosa. Cominciò a sguazzare e la schiuma cresceva, seguitò a sguazzare e la schiuma sali-
va sempre più. Trascorsi pochi secondi, l’uomo si trovò immerso fino al naso in una
nuvola di schiuma. Ansimò, annaspò, batté l’aria attorno con le braccia, ma la faccenda
si faceva sempre più seria. La schiuma cresceva e cresceva, ormai era arrivata fino al sof-
fitto e l’uomo riusciva a stento a tener fuori la testa. Salute e felicità gli sembravano molto
lontane, vedeva solo rosa dappertutto, aveva naso e orecchie otturati!
– Basta! Basta! – gridava, ma la schiuma gli andò per traverso e cominciò a tos-
sire disperatamente. Allora accorsero moglie e figli, spaventati, e lo videro
remare a più non posso con braccia e gambe sulla nuvola rosa che
intanto si spandeva per tutta la casa.
Ursula Wölfel, Storie un po’ matte, NER DISEGNO

E ntra nel testo


• Perché la schiuma da bagno è pubblicizzata da una ragazza bellissima?
Perché lei dà un’immagine di salute e felicità.
Perché la schiuma da bagno è per sole donne.
• Quali pregi del prodotto vengono reclamizzati?
Il suo utilizzo, che rende sani e felici.
La schiuma rosa, che è rilassante.
• L’uomo del racconto, alla fine, è felice? Perché?

Chiave di lettura
SCOPO DI UN MESSAGGIO PUBBLICITARIO
Lo scopo di un messaggio pubblicitario può essere:
– evidente: il prodotto è reclamizzato apertamente;
– sottinteso: si cerca di convincere l’utente attraverso immagini, informazioni più
o meno dirette, giochi di parole...
• In questo caso, lo scopo è evidente o sottinteso? Perché?

La pubblicità 179
Il linguaggio della pubblicità
Quando vuoi convincere qualcuno a fare qualcosa per noi oppure a darti qualcosa (per
esempio, quando vuoi che i tuoi genitori ti comprino un gioco utilizzi le parole più adat-
te per ottenerla. Anche la pubblicità di un prodotto utilizza il linguaggio più adatto al
target, cioè alla fascia dei destinatari.

Target e linguaggio
PER TUO FIGLIO CHE CRESCE! • Completa oralmente.
– Questa pubblicità propone...
La bocca di
tuo figlio è più – Lo slogan è: ...
sensibile della
tua. Dentisan
• Segna le scelte corrette.
è nato – Lo slogan si rivolge:
Dentisan junior dalla ricerca
più qualificata
ai bambini.
per la salute
dei denti del
tuo bambino. ai genitori.
– Il target è:
un pubblico di adulti.
Dentisan ALLA SALUTE
un pubblico di bambini.
DEI DENTI!
– L’immagine dei bambini vuole:
ispirare tenerezza.
comunicare ansia.

Una lettera in gioco


• Leggi lo slogan: che cosa noti nel verso del pulcino?
Una lettera insolita (BIO, al posto di PIO).
Un errore ortografico.
• Secondo te, perché nello slogan si «gioca»
con la lettera B?
Per attirare l’attenzione attraverso
un’espressione curiosa, insolita.
Per divertire i bambini.

180 UNITÀ 8 • TESTI PERSUASIVI


Suoni di parole Una parola, più significati
• Rileggi attentamente: • Rileggi attentamente: con i fiocchi.
neri / pensieri / occhi / ricocchi: che cosa noti? Che cosa indica la parola fiocchi?
Le coppie di parole sono in rima. Qualcosa di speciale.
I suoni delle parole colpiscono l’attenzione e divertono. La forma dei biscotti, che è un fiocco.
Le parole sono sgradevoli. Che si mangiano i biscotti solo se si ha un fiocco in testa.

T u in gioco!
• Osserva queste altre pubblicità. Poi completa l’identikit di ognuna.

Tipo di prodotto: ...................


...............................................
Target: ...................................
Elementi convincenti: ...........
...............................................
...............................................
...............................................

Tipo di prodotto: ...................


...............................................
Target: ...................................
Elementi convincenti: ...........
...............................................
...............................................
...............................................

La pubblicità 181
A colpi di spot!
Cresciamo con la pubblicità, la vediamo sui muri, nei giornali; la troviamo su volantini,
la ascoltiamo alla radio e, soprattutto, ne siamo bersagliati alla TV dove, sul più bello,
interrompe un film e, se per caso ci allontaniamo, ci raggiunge con il volume
più alto del normale... Lo spazio pubblicitario televisivo, che interrompe
per qualche minuto i programmi, si chiama spot.

Le immagini
Nella pubblicità televisiva i personaggi che recla-
mizzano un prodotto sono sempre belli, giovani, in
forma, eleganti, sorridenti, sembrano felici. Questo
perché si vuole convincere lo spettatore che, acqui-
stando il prodotto, diventerà come loro! Spesso sono
utilizzati anche animali e, a seconda del prodotto a
cui sono associati, possono essere cuccioli, che ispi-
rano tenerezza, oppure animali forti e aggressivi,
come simboli di potenza e di forza...

Le parole
Insieme alle immagini, danno origine a brevi sto-
rie. Il nome del prodotto è sempre ben evidenzia-
to, in caratteri grandi e accostato alla confezione
del prodotto, in modo che resti impresso nella
memoria. Spesso gli slogan sono formati da paro-
le insolite, curiose oppure da neologismi (parole
nuove), proprio per attirare l’attenzione ed essere
ricordato più facilmente.

182 UNITÀ 8 • TESTI PERSUASIVI


I suoni
La musica è un elemento molto importante nella
pubblicità televisiva: un breve motivo, molto orec-
chiabile, chiamato jingle, richiama l’attenzione dello
spettatore e rimane impresso in memoria, anche
dopo la fine dello spot.
A volte si utilizzano frammenti di musica classica,
molto noti al pubblico, che introducono la scena e si
dissolvono quando inizia il parlato.

Pubblicità = consumismo
La pubblicità dà origine al consumismo, la ten-
denza ad allargare il consumo e, quindi, l’acqui-
sto di prodotti ritenuti, quasi sempre a torto, neces-
sari alla vita quotidiana. Poiché la pubblicità è
molto dispendiosa, l’industria ne recupera i costi
aumentando i prezzi del prodotto.

T u in gioco!
• Tutti insieme, con la guida dell’insegnante:
ziatore
– trovate ed elencate alcuni nomi che vi sembrano particolarmente
eviden
significativi e appropriati al prodotto a cui si riferiscono;
– registrate alcuni spot e analizzateli: quali vi colpiscono maggiormente? Perché? spot: parola inglese
Su che cosa richiamano l’attenzione? Riflettete seguendo la traccia seguente. che significa «puntino,
chiazza». È utilizzato
Su bisogni ed esigenze. (Quali?) per indicare un breve
Sul desiderio di fare qualcosa. (Che cosa?) filmato pubblicitario.
Sul desiderio di possedere qualcosa. (Che cosa? Per farne cosa?)

La pubblicità 183
PAGINE PER...
RIFLETTERE
Facciamo il punto sulla pubblicità!
Ricordi quello che è stato detto nelle pagine precedenti sugli scopi del messaggio
pubblicitario? Osserva e leggi lo schema riassuntivo.

LA PUBBLICITÀ

trasmette messaggi informa promette

... anche tu, il migliore Col casco... Con SNELLY,


amico per lui! non casco! tutti belli!

............................................ ............................................ ............................................

convince
attira

Mare da sogno, Con CARTA AMICIZIA,


famiglia felice! addio solitudine!

............................................ ............................................

• Prova a inventare un altro slogan per ognuna delle immagini dello schema e scrivilo sui puntini.

Ricorda! Per analizzare e «smascherare» un messaggio pubblicitario è necessario cercarne


il messaggio sottinteso, implicito, cioè quello che sta dietro l’immagine.
Dobbiamo quindi domandarci: che cosa vuole comunicare davvero, questa pubblicità?
Che cosa vuol farci credere?

184 Obiettivi specifici: analizzare messaggi pubblicitari e coglierne gli scopi.


Dentro il messaggio
Per una «lettura» efficace della pubblicità è importante fare attenzione allo slogan.

Palloni Leoni... e sei il re del goal!


In questo caso il messaggio suggerito dallo slogan
associato all’immagine è:
«compra i palloni di marca Leoni e sarai il più
potente in campo, come un leone, che è conside-
rato il re della foresta».
La rima (palloni/leoni), inoltre, rende la marca faci-
le da ricordare.

• Osserva i tre messaggi pubblicitari e analizzali, rispondendo alle domande


insieme ai compagni e con la guida dell’insegnante.

Biscoboom: biscotti Crema Dolcelatte: I problemi ti tengono sulle spine?


ai cereali per una la protegge Con Tisana Relax
vitalità… esplosiva! come faresti tu! una vita di nuovo in rosa!

• C’è un messaggio evidente in ogni slogan? Sì. No.


• C’è un messaggio sottinteso? Sì. No.
• Che cosa accade a chi consuma il prodotto? .....................................
• I nomi dei prodotti possono far parte del messaggio?

185
Vai alle pagine 41 e 42 dell’Atlante dei linguaggi!

Chiave di lettura ARGOMENTI PER DISCUTERE


In un testo argomentativo si esprime una tesi (affermazione, opinione) su un determinato
argomento e si cerca di dimostrare la sua validità con argomenti (ragionamenti) convin-
centi e con esempi significativi.

Libri da amare
La tesi da dimostrare riguarda: Tutti i libri sono magici. Pensateci un po’. Un tale, lo scritto-
l’importanza della lettura. re, prende le cose della sua vita: emozioni, immagini, colori,
la qualità della lettura.
suoni, sapori, ricordi, sogni, pensieri, insomma, e li mette in
parole. Le parole sono tante, ma non sono infinite. Si trovano
tutte, o quasi, nel dizionario. Lo scrittore le trova tutte e fa in
Condividi gli argomenti a soste-
gno della tesi? modo che quelle parole sembrino uniche.
È una grande magia: ma la magia più grande non è que-
sta. Arriva un lettore, apre il libro e legge; prende con gli
La conclusione riprende la tesi. occhi le parole e le libera nella sua memoria: ed ecco che
– L’autore del testo è riuscito a
convincerti?
tutte le cose della sua vita (emozioni, immagini, colori,
suoni, sapori, ricordi, sogni, pensieri, insomma) tornano
a vivere in un «teatro» nuovo. Stuzzicata dalle parole, la sua
mente immagina, costruisce figure, paesaggi, personaggi, inte-
ri film, intere vicende.
Ma, siccome la tua vita, la tua memoria, è diversa da quel-
la dello scrittore, da quella di qualsiasi altro lettore al
mondo, quello che immagini è completamente nuovo,
originale. Dalle stesse parole, moltiplicate dalla memoria dei
lettori, nascono mondi diversi, unici e irripetibili. Ogni pagina
che leggi, ogni frase, crea una realtà che non esisteva prima e
che entra a far parte, per sempre, della tua realtà.
Se questa non è una grandissima magia, allora che cos’è?
Ama i libri che leggi. Non contengono solo cose altrui:
contengono te.
Roberto Piumini, Maga Martina butta all’aria la scuola, Editrice Sonda

186 UNITÀ 9 • TESTI ARGOMENTATIVI


Animali in casa?
«Mamma, lo portiamo a casa?». Quante volte avrai chiesto anche tu alla mamma
o al papà di poter tenere un animale in casa! In Italia gli animali domestici,
soprattutto i cani e i gatti, sono milioni. Si tratta di un vero esercito che richie-
de cure e attenzioni continue. Sì, perché i nostri amici hanno voglia di tenerez-
za, compagnia e complicità. In cambio assicurano una tale carica di gratitudi-
ne e di affetto da «far pendere decisamente la bilancia dalla loro parte». È impor-
tante, quindi, rispettare i nostri amici. Sembra facile, e forse lo è. Purché il
nostro impegno, assunto nel momento in cui il cucciolo ha varcato la
soglia di casa, non s’interrompa mai. Neppure d’estate, tempo di
abbandoni. Eppure, soluzioni per chi va in vacanza e non sa
dove lasciare Micio o Fido ce ne sono. E neppure troppo
costose. Dai volontari (che per qualche euro passano
ogni giorno a cambiare la cassetta del gatto e a dar-
gli cibo e acqua) ai negozi di animali, che spesso
propongono soggiorni in pensione a prezzi acces-
sibili (se si fa questa scelta, è bene accertarsi per-
sonalmente che le gabbie siano sufficientemente
grandi e che siano previsti momenti in cui gli ani-
mali possano «sgranchirsi le zampe»).
E, se proprio non si vuol spendere niente, ci si può
mettere d’accordo con gli amici per fare i turni: per
15 giorni mi occupo io del tuo cane, per altri 15 lo fai
tu per me.
«Club magazine news»

E ntra nel testo


• Riconosci ed evidenzia la tesi e gli argomenti a sostegno della tesi.
• Condividi la tesi esposta? Aggiungeresti altri argomenti a suo sostegno?
Quali? Discutine in classe.

Argomenti per discutere 187


Salviamogli la pelle
L’Unione Europea dichiara guerra al commercio di pellicce rica-
vate da cani e gatti. Una decisione presa in base a una consta-
tazione drammatica: – Ci sono ormai le prove che queste pellic-
ce circolano in Europa, spesso non dichiarate e spacciate per
sintetiche – ha dichiarato il responsabile europeo. Imputato
numero uno la Cina, paese dal quale arriva la maggior
parte delle pellicce ricavate dagli animali domestici
più amati del mondo. Quando il divieto del-
l’Unione Europea sarà in vigore, si dovrà combat-
tere il problema principale la difficoltà di ricono-
scerle, visto che quasi sempre vengono nasco-
ste dai trafficanti attraverso un ingegnoso siste-
ma di etichettatura. La UE denuncia: – È stato
dimostrato che oggi le pellicce vengono immes-
se nel mercato europeo perché fatte passare per
sintetiche o provenienti da altri animali –. E, per
avere un’idea delle dimensioni del commercio,
basta leggere i dati diffusi dalla LAV (Lega Antivivise-
zione), secondo cui ogni anno solo in Cina, Thailandia,
Filippine e Corea vengono uccisi due milioni di animali, tra
cani e gatti. Un vero e proprio sterminio che indirettamente fa
capire quante sono le pellicce in arrivo dall’Estremo Oriente: per
un capo si uccidono dai 10 ai 12 cani (cifra che cresce se ven-
gono usati i cuccioli) oppure 24 gatti. Le loro pelli vengono
usate anche per la produzione dei beni più disparati: cappelli,
guanti, colli, giocattoli per bambini e orsacchiotti.
«La Repubblica»

T u in gioco!
• Questo è un articolo di quotidiano che si propone di dare una notizia
e di far riflettere su un argomento importante: quale?
Qual è la tesi? Quali le argomentazioni?
• Tu che cosa pensi del problema denunciato?
Che cosa possono fare i bambini per aiutare a «salvare la pelle» di
cani e gatti? Discutine in classe con l’insegnante e i tuoi compagni.

188 UNITÀ 9 • TESTI ARGOMENTATIVI


Vai alla pagina 43 dell’Atlante dei linguaggi!

Una «buona» pubblicità!


Qualcuno, dunque, si muove per «salvare la pelle» a cani e gatti!
Non solo con una serie di iniziative pubblicate sui quotidiani ma
anche attraverso una buona pubblicità, capace di sensibilizzare
le persone sul problema!
Osserva il manifesto pubblicitario.

• Lo slogan dice:
Io non sono una pelliccia
Che cosa segnala e denuncia?
(Osserva anche la parola scritta più in grande...)
................................................................................................
................................................................................................
................................................................................................
• Secondo te, il manifesto esprime lo stesso messaggio
del brano? Parlane in classe!

Chiave di lettura
PUBBLICITÀ PROGRESSO
Il manifesto fa parte della Pubblicità
Progresso che può essere consi-
derata un ottimo testo argomenta-
tivo per sensibilizzare le persone
su questioni di grande attualità.

T u in gioco!
• Prova anche tu a scrivere un testo argomentativo. Ecco come devi procedere.
1 Presenta un problema di attualità, legato alla tua esperienza personale, per
esempio: il rapporto tra maschi e femmine, i compiti a casa (sono troppi?), il
tempo libero (è poco?)...
2 Esprimi una tesi, cioè quello che vuoi dimostrare.
3 Presenta argomentazioni ed esempi a favore della tesi e, se ti è possibile,
anche argomentazioni contrarie alla tua tesi.
4 Arriva alla conclusione in cui affermi la validità della tesi iniziale, oppure modi-
fichi in parte le tue argomentazioni riprendendo quelle che ritieni accettabili.

Argomenti per discutere 189


insieme • Vivere insieme • Vivere insieme Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insiem
E R E!
Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere

CR ES C
Un nuovo spot
Questo testo, dal titolo significativo, si trova in Internet. Si tratta della pubblicità
di uno specialissimo «prodotto». Leggi con molta attenzione e rifletti!

In questo spot non ci sono bambini, né donne bellissime, né innamorati, né


baci, né famigliole che fanno colazione.
Non ci sono effetti speciali, né personaggi famosi.
Perché questo spot serve per vendere un prodotto che nessuno ha bisogno di
essere convinto a comprare. Si tratta di un prodotto che oggi non è quasi più
in distribuzione. Non ha marca, non ha slogan e non fa promozioni del tipo
«prendi 3, paghi 2». Questo prodotto si chiama PACE.
Dato che non puoi comprarla, fai in questo modo: prendi un po’ di quel-
la pace rimasta in casa tua e usala per la strada, in mezzo traffico,
in ufficio, a scuola, nella fila alla posta, nel campo da calcio.
Perché la pace è un prodotto interessante: più la si usa e
più cresce. E, se tutto il mondo la userà, forse arriverà
il giorno in cui non ci sarà più bisogno di uno
spot... per vendere la pace.

• Secondo te, che co-


sa può fare un bambino
per diffondere la pace?
Sottolinea nel testo le
frasi più significative e
discutine in classe!
CITTADINANZA E COSTITUZIONE:
essere consapevoli del valore della pace;
attivare atteggiamenti di interesse e responsabilità
su aspetti problematici della realtà.

190
Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme
me • Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme

Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme
Osservare, riflettere,
crescere
Ecco alcune importanti informazioni sulla Pubblicità Progresso,
tratte dal sito Internet della Fondazione stessa...

Attiva dal 1971, la Pubblicità Progresso è diventata sinonimo di pubblicità sociale. La Fondazione
Pubblicità Progresso è un organismo istituzionale senza fini di lucro. Il suo scopo è di contribuire alla
soluzione di problemi morali, civili ed educativi della comunità, ponendo la comunicazione al servi-
zio della collettività.

• Insieme ai compagni e con la guida dell’insegnante, spiega e commenta il breve testo.


Poi osserva attentamente queste Pubblicità Progresso.

• Su quali problemi vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica?


• Quali sono le tue opinioni al riguardo? Discutine in classe, poi scegli uno dei due problemi
e scrivi un testo argomentativo. Infine confronta e commenta in classe ciò che hai scritto.
(La traccia per svolgere il testo argomentativo è a pagina 189.)

191
• Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme • Vivere insieme
Strada facendo
Che cosa hai imparato in questa unità?
Segui il percorso e

...segna
l’affermazione
esatta!

I MASS MEDIA
ci informano su ciò
che accade nel mondo.
Sono chiamati anche mezzi di:
diffusione. comunicazione.
Comprendono:
giornali. regole di comportamento.
televisione.
pubblicità. radio.

Il MESSAGGIO PUBBLICITARIO
è un tipo di testo:
informativo. persuasivo. regolativo.
Ha lo scopo di:
informare. informare per convincere.

Il TESTO ARGOMENTATIVO
è scritto per:
presentare un problema
e le soluzioni possibili.
informare su eventi
di grande importanza.
diffondere regole
di comportamento.

BRAVO!
BRAVA!
192 Obiettivi specifici: verificare le conoscenze acquisite (mass media, pubblicità, testi argomentativi).
Testi visivi

Apri la PORTA MIRALÀ


e scopri i
PO TESTI VISIVI
con le loro
RT storie segrete!
A MIRALÀ

Dietro la PORTA MIRALÀ...


COLORI e forme in quantità!
Guidoriccio va alla guerra
La minestra di polenta

Fauno, amico degli dèi

Il sogno di Giulia
Il burraio

193
Leggi il racconto e osserva il dipinto!

La minestra di polenta
Pietrino aveva un berretto rosso e una gran fame.
Quel giorno era il compleanno del nonno, un omone
vestito di velluto nero, con la barba rossa, che porta-
va sempre al fianco uno spadone per infilzare i chic-
chi di granturco. E c’era la polenta.
Nella sala c’erano un gran vociare e un brusio legge-
ro, come una musica.
Il nonno, seduto a capotavola, ascoltava distratto i
discorsi noiosi di una sua amica e intanto teneva d’oc-
chio i piatti fumanti che sparivano ad uno ad uno.
Chissà perché lo servivano sempre per ultimo! Pietrino, invece, i
suoi due piatti di minestra di polenta, quella fatta con un po’ di
farina gialla e un po’ di burro, se li era già presi da solo, ruban-
doli dal vassoio che Frangetta e Cucchiaioni, i due cuochi, porta-
vano agli invitati: aveva mangiato proprio di gusto quella minestra
deliziosa!
– Ne vuoi ancora? – gli chiese Paolone, il cugino maggiore, riem-
piendo una brocca d’acqua.
Pietrino, ormai sazio, riusciva a malapena a tenere aperti gli occhi
e intanto pensava al suo nuovo berretto con la piuma ad occhio
di pavone.
La zia Anna lo guardava sorridendo. La zia Anna era molto brava
a fare la torta di mandorle e a riconoscere i funghi commestibili
da quelli velenosi, e aveva regalato a Pietrino il coltellino per
L’autore del dipinto è il pittore sbucciare le patate, quello che lui usava per fabbricare zufoli da
Pieter Bruegel il Vecchio un rametto di frassino, spade intarsiate e fionde con le forcelle di
(1525-1569). Il suo luogo di na- salice.
scita fu, probabilmente un
paese tra Olanda e Belgio.
«Aaaahhhh… Che sonno!» Pietrino, dopo un grande sbadiglio,
Viaggiò molto in Europa e morì appoggiò la testa sul braccio e si addormentò.
in Belgio, a Bruxelles. I suoi
Giovanni Gandini, La minestra di polenta, Vallardi
dipinti ritraggono spesso con-
tadini, ma anche scene di bat-
taglia e storie di animali,
spesso con caratteristiche fan-
tastiche.

194 UNITÀ 10 • TESTI VISIVI


Tutti al banchetto!

Pieter Bruegel Il Vecchio, Il banchetto nuziale, 1567,


cm 114 x 163, Vienna, Kunsthistorisches Museum

• Osserva il dipinto: il pittore ha rappresentato un banchetto


in epoca medievale: a quale ceto sociale ti sembrano
appartenere i partecipanti?
A quello dei nobili. A quello dei contadini.
• Da che cosa lo puoi notare, oltre che dall’abbigliamento degli invitati?
Osserva bene, poi completa oralmente.
– Dal cibo servito, che è: semplice. elaborato.
– Dall’ambiente, che è:
una sala arredata con lusso. una grande stanza arredata con semplicità.
• Secondo te il pittore:
ha voluto mostrare una scena di vita quotidiana nel suo insieme.
ha voluto ritrarre soprattutto il lavoro dei cuochi.
ha voluto dare un rilievo particolare ad alcuni personaggi. (Quali?)

Scopri!
• Nel racconto sono nominati alcuni personaggi che potrebbero
appartenere alla scena rappresentata. Rintraccia nel dipinto: Volta la pagina
Pietrino, il protagonista • il nonno • i cuochi Frangetta e Cucchiaioni e diventa artista!
• il cugino Paolone • la zia Anna

Analisi dell’immagine 195


Applica le tecniche!

Chiaroscuro
Anche saper copiare è arte:
tutti i grandi pittori hanno
iniziato imitando gli stili
di altri, prima di
costruirsene uno proprio.
Osserva bene il particolare
molto ingrandito del dipinto
che ritrae il bambino,
e prova a riprodurlo!

CHE COSA TI OCCORRE


un foglio ruvido da disegno • lapis • matite colorate morbide • matita carboncino per sfumare

1 Con la matita, traccia il disegno, 2 Riempi gli spazi colorando: 3 Quando avrai ultimato tutti i par-
seguendo con occhio attento le ricorda che le matite si possono ticolari, scurisci con l’aiuto del car-
caratteristiche del soggetto che sfumare e mischiare tra loro, pro- boncino, per realizzare gli effetti di
stai ritraendo. prio come tempere! chiaroscuro.

196 Obiettivi: applicare la tecnica del chiaroscuro per realizzare un’opera artistica.
Leggi il racconto e osserva il dipinto!

Fauno, amico degli dèi


A quel tempo ero amico degli dèi o, forse, gli dèi non mi vedeva-
no nemmeno. Ma io correvo sempre loro intorno, badando di non
pestare con i miei duri zoccoletti le lunghe dita dei loro piedi.
Marte, dio della guerra, e Venere, dea della bellezza, amavano
riposarsi insieme su prati erbosi. Mi tenevo alla larga da Marte
quando era sveglio, perché era violento ed esagerato; solo quan-
do Venere lo fissava con i suoi occhi fermi in lui spariva ogni cru-
deltà, violenza e tirannia. Quando Marte si addormentava rimane-
va così, abbandonato, con la bocca socchiusa e i piccoli denti
bianchi in mostra, e non si svegliava nemmeno se gli si soffiava
nelle orecchie attraverso una conchiglia. Allora noi faunetti, picco-
li esseri pelosi con orecchie a punta, piccole corna e zampe di
capra, ci avvicinavamo e gli rubavamo le armi: uno si metteva in
testa l’elmo che gli arrivava alle spalle, mio fratello indossava la
corazza, io cercavo di sollevare la spada.

T u in gioco!
• Scegli nell’elenco, la caratte-
«Metti giù, Mirto», mi diceva Venere, senza muovere le labbra. Mi
aveva chiamato così perché andava pazza per i mirti, piante pro-
fumatissime che crescevano in boschetti scuri tra i cipressi e gli
ristica più adatta a Mirto, ulivi.
Marte, e Venere, poi colora
correttamente i quadratini: Si diceva che Marte e Venere avessero avuto tre figli: due, violen-
tranquillità, irritabilità, vivacità. ti come il padre, che si chiamavano Paura e Spavento, e uno bel-
lino, con i riccioli biondi, che si chiamava Amore; quando con la
sua freccia colpiva un uomo, quello si innamorava all’istante della
prima persona che gli capitava davanti.
Del resto, non sono affatto sicuro che la storia di Marte e Venere
fosse vera: all’Olimpo se ne dicevano tante!
L’autore del dipinto è il pittore Donatella Ziliotto, La primavera di un fauno, Vallardi
Sandro Filipepi, detto Bot-
ticelli (Firenze, 1445-1505).
Fu un grande pittore del
Rinascimento. I suoi dipinti
raffigurano creature belle e
delicate, dai volti e dai corpi
perfetti: per lui la vera bellezza
era la perfezione. Volta la pagina,
entra nel dipinto!

UNITÀ 10 • TESTI VISIVI 197


Emozioni in un dipinto

Sandro Botticelli, Venere e Marte, 1483,


tempera, cm 69 x 173, Londra, National Gallery

• Osserva il dipinto, segna le tue scelte e rispondi


oralmente.
– Che cosa ti comunica la scena raffigurata?
Tensione. Serenità. Ricordi? La fonte, cioè la «carta d’identità» di
– Qual è, secondo te, la parte che il pittore deside- un’opera d’arte, indica: il nome dell’artista, il tito-
rava mettere in rilievo? lo dell’opera, la data di realizzazione, le misure del
dipinto, la città e il nome del museo in cui è con-
La parte dipinta con colori più chiari, raffiguran- servata l’opera.
te Venere e Marte
La parte dipinta con colori più scuri, in cui si
vedono i piccoli fauni che giocano.

Aguzza la vista!
Sai individuare
S copri!
• Quali frasi del racconto ti sembrano più adatte a
spiegare la scena rappresentata nel dipinto?
rapidamente dove
si trova il dettaglio Scrivine una accanto a ogni personaggio.
qui a lato? Venere
.................................................................................
Un’attenzione particolare meritano le caratteristiche
Marte
del panneggio, ovvero le pieghe del ricco vestito,
che sembrano attraversate dalla luce: per riprodurle .................................................................................
in maniera così precisa, i pittori si aiutavano bagnan- Fauni
do stoffe e copiandone l’effetto luminoso.
.................................................................................

198 Analisi dell’immagine


Effetti splendenti!
Preparare tempere
Nel Rinascimento, i pittori preparavano la tempera
da soli, mischiando il colore in polvere con... l’uovo.
Così facendo ottenevano tinte luminose, splendenti
e durevoli nel tempo. Pensa che dipinti come quello
che ti abbiamo presentato sono «vecchi» di centinaia
di anni, eppure li ammiriamo ancora nel loro splendore!
Segui le istruzioni e prepara tu veri colori artigianali.

CHE COSA TI OCCORRE


un uovo • gessetti colorati • una spatola
un piccola ciotola • un pennello
alcuni piattini di carta

COME DEVI PROCEDERE

1 Rompi l’uovo e dividi il tuorlo 2 Tieni il tuorlo fra i palmi delle 3 Con l’aiuto della spatola sbricio-
dalla chiara, facendo attenzione a mani messe a cucchiaio, finché la i gessetti, preleva una piccola
conservare il tuorlo intero. non si forma una pellicola bianca: quantità di uovo, mischialo ai
rompila con un lieve pizzicotto e gessi e crea i tuoi colori.
fai fuoriuscire il tuorlo nella ciotola.

Ricalca il particolare del quadro


a fianco e fotocopialo ingrandendolo.
Scegli i tuoi colori all’uovo, e dipingi
il piccolo fauno!

Obiettivi: applicare la tecnica della tempera per realizzare un’opera artistica. 199
Leggi il racconto e osserva il dipinto!

Guidoriccio va alla guerra


Guardate com’era elegante Guidoriccio da Fogliano! Sotto il man-
tello aveva l’armatura da guerra che si usava in quel tempo lonta-
no, tanti secoli fa: dal mantello si vede venire fuori lo schiniere,
una specie di stivale metallico, con lo sperone. Sopra lo schiniere
c’è una rotula metallica, che permette alla gamba di muoversi.
Guidoriccio porta l’asta e la spada e, sopra l’armatura, ha un man-
tello a rombi neri e foglie verdi, come la gualdrappa del cavallo.
Guidoriccio era una persona seria, tanto seria che lo avevano
nominato generale comandante di un esercito, e gli avevano dato
l’incarico di conquistare due fortezze vicino alla città. E lui era
tutto contento di questo incarico: se ci fosse riuscito sarebbe
diventato celebre, e gli avrebbero aumentato lo stipendio.
I suoi soldati, invece, non si divertivano per niente all’idea di
andare in guerra e preferivano starsene in pace, a casa. Ma
Guidoriccio li aveva convinti dicendo loro: – Andiamo a fare una
scampagnata!
Era uscito dalle mura, e i soldati dietro, con le lance, le picche, e
tutto l’occorrente per uno spuntino sull’erba.
Alla fine i valorosi soldati di Guidoriccio conquistarono le due for-
tezze: presto, sui castelli conquistati sventolarono, accanto alla
bandiera bianco-nera della città, quella di Guidoriccio da Fogliano,
che aveva i rombi neri e le foglie verdi, come il suo mantello e la
gualdrappa del cavallo.
Gian Luigi Falabrino, Guidoriccio andò alla guerra, Vallardi

enziatore
evid L’autore del dipinto è Simone Martini (Siena,1284 – Avignone, 1344), un
gualdrappa: ricco drappo grande pittore dell’ultimo periodo del Medioevo, famoso per aver dipinto
che si mette sotto la sella del soprattutto immagini religiose (in particolare, sono famose le sue
cavallo per ricoprirne la Madonne, chiamate anche «Maestà»), ma anche abile e attento osserva-
groppa. tore, nel ritrarre scene e personaggi di vita reale.

200 UNITÀ 10 • TESTI VISIVI


Un mondo di cavalieri

Simone Martini, Guidoriccio da Fogliano, 1328, cm 340 x 968,


Siena, affresco nella Sala del Mappamodo del Palazzo comunale

• Il dipinto celebra una vittoria militare. Rintraccia nel particolare tutti i dettagli
che mettono in evidenza il valore e l’importanza del comandante Guidoriccio:
......................................................................................................................................................................................
• Il pittore ha dipinto il cavaliere nel centro.
Questo gli dà importanza maggiore? Sì. No. Perché?
......................................................................................................................................................................................
• Osservando il dipinto, si nota che Guidoriccio è l’unica persona presente. Secondo te, il pittore:
Ha dimenticato di dipingere gli altri soldati.
Ha voluto dare assoluto rilievo alla figura di Guidoriccio.
Ha voluto farci capire che i nemici erano impauriti e codardi.

S copri!
• In base a quanto vedi nel dipinto, prova a scrivere sul quaderno
una conclusione diversa del racconto. Segui la traccia.
Le due fortezze svettavano su due colline spoglie di vegetazione.
Il cielo era...
Il comandante, Guidoriccio, cavalcò trionfalmente sulla strada tra i Volta la pagina,
due imponenti edifici e, inatanto, pensava... Il suo cavallo avanzava... lavora e crea!
Più indietro, i soldati...

Analisi dell’immagine 201


Scoprire e leggere il ritmo
Creare motivi ritmici
Il ritmo non è solo tipico delle arti
visive, come la pittura e la scultura,
ma esiste anche nella musica, nella
poesia e, soprattutto, in natura!

• Osserva questo fiore: i suoi petali ti sembrano disposti secondo


un ordine casuale o in precisa successione?
...........................................................................................................
• Ricordi qualche altra cosa, presente in natura, caratterizzata da
una regolarità ritmica?
...........................................................................................................
...........................................................................................................
...........................................................................................................

Quando il nostro occhio osserva una sequenza ritmata, non sta fermo, ma si sposta
con regolarità, seguendo la successione delle figure. Se scorri velocemente da sinistra
a destra e viceversa l’immagine dei burattini, ti sembrerà di vederli muovere!

• Dividetevi in gruppi, e ritagliate da alcune riviste immagini che


contengano motivi ritmici, poi confrontatele.

• Osserva questa vetrata: quali sono i motivi che si ripetono, e che


contribuiscono a creare il ritmo? Individuali e scrivili sui puntini.
...........................................................................................................
...........................................................................................................
...........................................................................................................
...........................................................................................................
...........................................................................................................
• Disegna su un foglio alcuni motivi ritmici, alternando forme di
colori diversi e di svariate grandezze: ricorda che la sequenza
ritmica deve ripetersi più volte!

202 Obiettivi: comprendere le sequenze ritmiche nel linguaggio visivo.


Importanti particolari
Il condottiero Guidoriccio è posto su uno sfondo roccioso dai colori anonimi, e su questo spicca,
con il suo ricco ed elegante abito: questo è uno dei modi che il pittore usa per mostrarne l’importanza.
Per il vestito, che comprende anche la gualdrappa del cavallo e che diventa tutt’uno
con il cavaliere, il pittore usa i toni dell’oro, del bronzo, del verde, e il motivo della foglia
e dei rombi, con i quali realizza un ritmo.

Inventa un nuovo mantello


e una nuova gualdrappa
per Guidoriccio e il suo cavallo!

• Fotocopia l’immagine qui a lato e, se vuoi, ingrandiscila.


• Decorala con i motivi che ti sembrano più adatti.
• Per farlo, scegli un nuovo motivo da ripetere secondo
il ritmo.
• Usa la tecnica di coloritura che preferisci.

Osserva questi esempi di motivi


ritmici: ti aiuteranno a decorare
Guidoriccio e il suo cavallo.
Non dimenticare che la veste
del cavaliere deve essere molto ricca
e variopinta, per far risaltare
il personaggio e contrapporlo
al paesaggio.

Obiettivi: riconoscere e riprodurre motivi ritmici. 203


Vai alle pagine 46, 47, 48 dell’Atlante dei linguaggi!
Leggi il racconto e osserva il dipinto!

Il burraio
Mio cugino Raffaele portava sempre un basco rosso come un
pomodoro. Lo portava sempre di traverso.
Sua moglie, Mietta, nascondeva i lunghi capelli sotto uno straccio
e, quando aveva finito di lavorare in casa si metteva un filo di
perle al collo, il vestito rosso con la camicetta ricamata, e se ne
stava lì buona e un po’ pallida. Raffaele faceva il burraio ed era
molto ricco. Quando ancora non era diventato ricco gli rubavamo
interi panetti di burro per usarli come mattoni: a volte costruiva-
mo dei veri castelli con portoni e finestre e, quando il burro
cominciava a squagliarsi, scappavamo via. Ma Raffaele non era il
solo a vendere burro lì da noi: lo facevano un po’ tutti perché, con
i guadagni ricavati dalla vendita, si potevano ottenere i vestiti più
belli e costosi, i damaschi e le sete e gli anelli e le piume. C’era
anche chi esagerava, come nonno Ottavone che, ogni domenica,
sul panciotto e sulle maniche del suo abito di porpora e oro met-
teva tanti pezzettini di burro fresco che si confondevano con gli
sbuffi della camicia!
Anche a me la domenica piaceva vestirmi elegante tanto da sem-
brare un principe, nonostante fossi solo un bambino: m’intrufola-
vo spesso a casa di mio cugino, vestito con una piuma di cicogna
sul cappello, la pelliccia bianca di orso e il panciotto rosso e mi
aggiravo per le stanze con aria seria, anche se di sicuro sembravo
denziatore molto buffo!
evi
basco: berretto di panno Giovanni Gandini, Il mistero della scatola fotografica, Vallardi
senza falde né visiera, porta-
to per lo più inclinato sul-
l’orecchio.
damaschi: pregiati tessuti di
seta, lavorati in modo che il
disegno al diritto si presenti
lucido su fondo opaco e al
rovescio appaia opaco su
fondo lucido.
sbuffi: rigonfiamenti o arric- L’autore dei tre ritratti è Hans Holbein il Giovane (1497-1543), un pittore e
ciature vistose della parte di incisore tedesco, che dipinse dapprima a Basilea (Svizzera) e poi in
un abito. Inghilterra alla corte di Enrico VIII.

204 UNITÀ 10 • TESTI VISIVI


Vai alle pagine 46, 47, 48 dell’Atlante dei linguaggi!

Personaggi nei ritratti

1 2

Ritratto di Jacob Meyer, 1516, Ritratto di Dorothea Meyer, 1516,


cm 55, 5 x 65,5, Museo di Basilea cm 38,5 x 31, Museo di Basilea

• Osserva attentamente i ritratti dei tre personaggi.


Secondo te sono:
benestanti. poveri.
Quali particolari te lo fanno capire?
• Come sono le loro espressioni?
Tristi. Allegre. Severe.
• Il personaggio del ritratto 3 è un bambino e la
scritta in latino, posta sul dipinto, c’informa che ha
3 sei anni d’età: ti sembra più grande o più piccolo
di un bambino di sei anni? Perché?
Ritratto di Edoardo VI d’Inghilterra a sei anni, 1543,
diametro cm 32,4, New York, Metropolitan Museum

• Scrivi sui puntini i nomi dei personaggi del racconto


che ti sembrano corrispondere ai ritratti:

1 ...................................... 2 ...................................... 3 ......................................

................................. ................................. .................................


................................. ................................. .................................

Volta la pagina,
• Che cosa potrebbero pensare i tre personaggi? lavora e crea!
Aiutandoti con quanto è narrato, scrivilo nei fumetti vuoti, poi confrontalo in classe.

Analisi dell’immagine 205


Particolari a sbalzo
Tecnica dello sbalzo
Concentriamoci sugli sfondi dei ritratti 1 e 2: l’ambiente che si vede
nel disegno testimonia la ricchezza dei coniugi. Ci sono infatti motivi
ornamentali e fregi dorati sulle costruzioni che sono dipinte dietro alle figure.
La tecnica dello sbalzo può rappresentare molto bene la ricchezza di queste
decorazioni. Consiste nell’ottenere forme e figure in rilievo, incidendo,
picchiettando, lavorando una sottile lamina di alluminio o rame
servendosi di vari tipi di strumenti. Prova tu, con la guida di un adulto!

CHE COSA TI OCCORRE


una lastra sottile di rame o alluminio • un lapis • un panno morbido
chiodi, cacciavite, pezzi di legno, e altri strumenti per incidere

COME DEVI PROCEDERE

1 Prendi il lamierino e appoggialo 2 Disegna un motivo ornamentale, 3 Con gli strumenti indicati, incidi
sopra una superficie morbida. ispirandoti a quelli che vedi nei la lamiera per imprimere le forme
particolari riportati sopra. del tuo motivo, e renderlo tridi-
mensionale.

Ecco l’effetto finale!

206 Obiettivi: applicare la tecnica dello sbalzo per realizzare un’opera artistica.
Leggi il racconto e osserva il dipinto!

Il sogno di Giulia
Quella notte Giulia si svegliò di soprassalto. Aveva fatto un bel
sogno ma non lo ricordava. La nonna le aveva detto, una volta,
che i sogni sono come le comete: bisogna afferrarne la coda lumi-
nosa e non lasciarli andare via, fino al mattino successivo... Ebbe
un’idea. Si alzò e, senza fare chiasso, andò nello studio del padre
e prese un grande libro pieno di belle figure. Lo aprì alla luce della
luna e trovò subito quello che cercava. Vide lo stesso color oro
attorno a una donna altissima col volto severo e un po’ triste; tene-
va aperte le braccia in modo che il suo mantello verde scendesse
a terra come un ventaglio. Sotto di lei c’erano otto persone, in
ginocchio. Pregavano, forse.
Giulia pensò che la signora, così alta ed elegante, somigliava
molto alla sua nonna. Le venne da chiederle qualcosa, poi pensò
che le figure dipinte non parlano! Ma si ricordò che il suo papà
diceva spesso: «I quadri parlano...». Allora sussurrò: «Nonna, puoi
dirmi come posso riprendere il mio sogno? ».
Con grande sorpresa, la signora mosse le labbra: «Giulia, abbi

T u in gioco!
• Hai avuto un’esperienza si-
pazienza, vedrai che il tuo sogno tornerà a farti visita. Vedi? Le per-
sone che sono inginocchiate attorno a me e che io proteggo con
il mio mantello, cercano qualcosa con gli occhi. Forse un sogno,
mile a quella di Giulia o ti pia- anche loro». «Sono tanti quelli che vogliono riprendere i loro
cerebbe farla? Perché?
sogni?» chiese Giulia. «Sono tantissimi e, a volte, qualcuno ci rie-
sce» rispose la signora con il mantello verde, sorridendo.
Anche Giulia sorrise e chiuse il libro, dopo aver salutato la bella signo-
ra che proteggeva col mantello la gente che sperava in silenzio.
Pier Mario Fasanotti, Un sogno di tutti i colori, Vallardi

L’autore del dipinto è Piero


della Francesca (Arezzo,
1420 circa – Arezzo, 1492).
Lavorò in molte corti d’Italia.
Imparò la prospettiva, appli-
candola nei dipinti, e speri- Volta la pagina,
mentò molte idee pittoriche.
entra nel dipinto!

UNITÀ 10 • TESTI VISIVI 207


Il messaggio di un dipinto
• Il dipinto appartiene alla categoria dell’arte sacra,
della quale fanno parte i soggetti religiosi.
– Quale tipo di messaggio vuol comunicare il poeta
raffigurando la Madonna più grande delle altre
figure?
.......................................................................................
.......................................................................................
– Maria compie un movimento particolare, cioè allar-
ga il mantello. Che cosa comunica il suo gesto?
.......................................................................................
– Secondo te, perché, per lo sfondo, viene usato
l’oro?
Per dare più importanza alla figura di Maria.
Per dare luminosità maggiore al quadro.
– Il pittore usa tre colori principali. Se, osservando il
dipinto, socchiudi gli occhi, diventa facile ricono-
scerli. Sai dire quali sono?

Piero della Francesca, Madonna della misericordia,


tavola del Polittico della misericordia, 1483,
cm 852 x 768 Sansepolcro, Pinacoteca Comunale

S copri!
• Dopo aver letto il racconto, quali emozioni provi di fronte al dipinto?
............................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................
• Secondo la tradizione, l'uomo vicino alla figura con il cappello, con gli occhi girati verso la Vergine, è un
autoritratto del pittore: secondo te, perché l’artista ha voluto ritrarre sé stesso nell’opera?
............................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................
Confronta in classe la tua opinione.

208 Analisi dell’immagine


E se fosse un mosaico?
Tecnica del mosaico
Il dipinto si presta bene a essere
riprodotto con la tecnica del mosaico:
i personaggi campeggiano sullo
sfondo oro, simbolo della luce divina,
ben distinti tra loro.
La tecnica del mosaico si basa
sull’utilizzo di piccole tessere di vetro,
di terracotta, di carta..., incollate
una accanto all’altra a creare
efficaci effetti di colore.

CHE COSA TI OCCORRE


foglio di cartone spesso • pennello a punta larga • colla
forbici • matite colorate • fogli di carta di vari colori

COME DEVI PROCEDERE

1 In piccoli gruppi, riprodu- 2 Preparate tante tessere 3 Evidenziate a matita sul 4 Spennellate di colla, di
cete sul cartone il quadro a di carta colorata in diverse disegno i chiaroscuri, cioè volta in volta, piccole parti
linee generali, riportando tonalità di colore. i punti in cui il colore è più della superficie, e incollate
solo la sagoma della Ma- Dividetele in piccoli conteni- chiaro o più scuro. le tessere seguendo le sfu-
donna. tori, a seconda del colore. mature e i colori del dipinto.

Potete utilizzare carta dorata da regalo,


da alternare alla carta da collage, per creare
effetti dorati ancora più sorprendenti!

Obiettivi: applicare la tecnica del mosaico per realizzare un’opera artistica. 209
PAGINE PER SCRIVERE
Dal dipinto al racconto
Come avrai notato nell’unità sui testi visivi, ogni dipinto
crea lo spunto per un racconto, nato dalla fantasia di un
autore che si è ispirato proprio al soggetto raffigurato.
In ogni dipinto, infatti, sono già scritte mille storie e,
con un po’ di attenzione, riuscirai a «tirarle fuori»!
Segui i suggerimenti

1 Osserva l’opera nel suo insieme


Il colpo d’occhio può esserti utile per individuare l’ambiente
in cui la scena è rappresentata e l’atmosfera in cui è immersa.

2 Individua i personaggi
Ci sono personaggi principali, in primo piano?
Riesci a individuare quelli secondari, in secondo piano?

3 Rintraccia il protagonista della tua storia


Chi è? Che cosa ti colpisce di lui? Che cosa fa nell’ambiente in cui si trova?
Quali potrebbero essere i legami con le persone che lo circondano?
Che cosa potrebbe pensare?

4 Cerca il particolare nascosto


Se aguzzi la vista, puoi notare qualcosa che inizialmente ti era sfuggito.
L’espressione di un volto, un personaggio in disparte, un oggetto misterioso.

5 Poniti domande
Il racconto nascosto in un dipinto ti mostra una situazione
nell’attimo in cui la vedi, ma tu puoi immaginare...
• Che cos’era successo poco prima?
• Che cosa potrebbe succedere dopo?
• Che cosa sta per succedere?

210
Adesso... scrivi!
Hai tutti gli elementi per scrivere il racconto... del dipinto!
Osserva l’opera e, seguendo la traccia sul «foglietto», scrivi sul quaderno
una storia: fantastica, realistica, comica... Non c’è limite alla fantasia!

Quella mattina, nella sala della reggia il famoso pittore dipingeva i ritratti della famiglia reale. La piccola prin-
cipessa era più capricciosa del solito...

Diego Velázquez, Las Meninas, 1656,


cm 318 x 276 Madrid, Museo del Prado Volta la pagina
e diventa artista!

Obiettivi specifici: acquisire strategie di analisi di un testo visivo per scrivere un racconto. 211
Scopri i personaggi!
Hai imparato a scrivere una storia osservando un dipinto che raffigura
anche i personaggi. Adesso ti trovi davanti a un altro dipinto in cui
i personaggi mancano. Osservalo con attenzione,
segui le domande guida e lasciati portare dall’immaginazione.

Emil Nolde, Mare luminoso, 1897 circa, cm 66 x 86, Seebüll, (Germania), Fondazione Ada ed Emil Nolde

1 Descrivi l’ambiente
Che cosa rappresenta l’immagine? Che cosa vedi in primo piano (in basso)?
Che cosa sono le macchie nere sulla destra del dipinto? Quali sono i colori predominanti?

2 Immagina di entrare nel dipinto


In quale parte vorresti essere? Tra le nuvole gialle, come un gabbiano?
Fra le onde, come un pesce? A bordo di una zattera? Oppure...

3 Inventa la tua storia


Quali elementi e personaggi potrebbero far parte del dipinto? Immagina una zattera all’orizzonte:
chi ci sarà sopra? Verso dove andrà? In primo piano sta avanzando un vascello nero:
rappresenterà un pericolo per chi è sulla zattera? Oppure, al contrario...
Racconta la tua storia e confrontala in classe!

212 Obiettivi specifici: acquisire strategie di analisi di un testo visivo per scrivere un racconto.
Strada facendo
Che cosa hai imparato in questa unità?
Segui il percorso e...

... colora l’affermazione esatta!


(Torna alle pagine precedenti,
se non ricordi qualcosa!)

La didascalia (fonte)
sotto un dipinto
ci permette di avere...

informazioni e curiosità
Fanno parte
sulla vita dell’artista.
della categoria informazioni essenziali
arte sacra... sull’opera d’arte.

opere d’arte
preziose e
i soggetti molto delicate.
religiosi.

Quando un pittore
vuole dare particolare
importanza a un personaggio,
lo raffigura...

in alto,
a sinistra del dipinto.
al centro del dipinto,
in primo piano.

Nelle arti visive


il ritmo è...
un motivo
che si ripete.
una particolare
tecnica di coloritura.

BRAVO!
BRAVA!

Obiettivi specifici: verificare le conoscenze acquisite (testi visivi). 213


RTA SENTI Anche quest’anno la PORTA SENTIUNPO’
PO UN ti propone giochi e attività per entrare
P nel mondo della musica!

O
Ripasseremo le canzoni delle PORTE


MAGICHE: le ricordi ancora?
Ti accorgerai che alcune sono un po’
cambiate, le troverai arricchite
di nuovi effetti sonori e sarà
bello scoprire le differenze!
Preparati ad aprire
la PORTA SENTIUNPO’!
Prima, però, scopri che cosa ricordi!

• Che cos’è il testo qui sopra?


Un pentagramma. Uno spartito.

• Ricordi come devi respirare,


per cantare bene?
Con la pancia. Con il collo.

Ricordi come inizia la canzone della PORTA SENTIUNPO’?


Rinfresca la memoria, ascolta il CD e canta!

214 UNITÀ 11 • PERCORSO MUSICALE


I gesti suono
Ricordi che cosa sono i gesti suono? Ecco quelli più conosciuti...

Schioccare le dita D Battere le mani M

Battere le mani sulle ginocchia G Battere i piedi in terra P

Spiega perché, secondo te, si chiamano gesti suono!

Esegui la successione ritmica numerata in rosso, che trovi nel box azzurro, con i gesti suono! Prima uti-
lizza un gesto suono alla volta, com’è indicato all’inizio delle righe (solo schiocco delle dita, solo battito di
mani e così via). Nella quinta riga, l’esercizio si fa più difficile perché devi alternare i gesti suono. Ricordi i
nomi dei simboli ritmici (TA e TIT-TI)? Osserva lo spartito e ripetili mentalmente per aiutarti nell’esecuzione!

1 D D_D D D D D D_D D D_D D D D


2 M M_M M M M M M_M M M_M M M M
3 G G_G G G G G G_G G G_G G G G
4 P P_P P P P P P_P P P_P P P P
5 D M_M G G P P D_D M G_G M D P

Poi...

Adesso formate tre gruppi: il primo gruppo batte le mani, il secondo batte le
mani sulle gambe e il terzo batte i piedi. In un primo momento ciascun gruppo
esegue da solo, poi potrete giocare a fare tutto contemporaneamente!

Nel mondo di suoni e musica 215


Gli ostinati ritmici
Giocare a ripetere

Ricordi? Il testo della canzone della PORTA COSÌ COM’È


è un brano pieno di ritmo. Ascolta il CD
e cantalo una prima volta con i compagni.

Giochiamo insieme! La classe si divide in gruppi: ogni gruppo canterà il pezzetto indicato.
Segui le indicazioni, ricorda di scandire bene le parole e tieni un bel ritmo!

Primo gruppo Secondo gruppo


Il mondo intorno a te! Cose, persone,
Il mondo intorno a te! paesaggi, animali
Cose, persone, (ripetere più volte)
paesaggi animali
oppure solo sogni,
mille mondi immaginari...
Descrivi ciò che vedi,
osserva fino in fondo.
Se apri questa porta Terzo gruppo
scoprirai qual è il tuo mondo. Se apri questa porta
Così com’è (ripetere più volte)
il mondo intorno a te!
Così com’è
il mondo intorno a te!

Quarto gruppo
Così com’è il mondo intorno a te!
(ripetere più volte)

• Ciascun gruppo ripete la sua frase più volte, finché il primo gruppo non ha cantato tutta la can-
zone, dall’inizio alla fine.
• Il gioco potrà anche essere più lungo e vario: inizia il secondo gruppo, poi, dopo un po’, gli si
sovrappone il terzo, poi il quarto, infine il primo inizia a cantare...
• Invece di cantare, uno dei gruppi potrebbe intervenire con gesti suono.

I giochi che hai eseguito con la voce e con i gesti suono si chiamano ostinati
ritmici. Quando un ritmo, una breve melodia, un gesto o un movimento
sono ripetuti più volte, in modo identico, si forma un ostinato ritmico.

216 UNITÀ 11 • PERCORSO MUSICALE


Cantare a due voci
Proviamo adesso ad arricchire una canzone conosciuta affiancando una nuova melodia al motivo
consueto.

Segui questo percorso...


1 Ascolta la canzone della PORTA RIMAPERTA e cantala una prima volta insieme ai compagni.
2 Ascolta la nuova melodia tante volte, fino a impararla bene.
3 Formate due gruppi: un gruppo canta la canzone, l’altro canta la nuova melodia.

Ecco la canzone e la nuova melodia...

Le parole della prima voce Le parole della seconda voce


La mia porta puoi aprire! qui inizia La mia porta,
Che succederà? la seconda voce... Che succederà?
Tante cose da scoprire, Puoi aprire
versi in libertà! versi in libertà!
Ci son le poesie, Ci son le poesie,
pensieri ed emozioni, pensieri ed emozioni,
giochi di parole, giochi di parole,
la mia mente al sole... la mia mente al sole...
Io Rimaperta son! Din don dan!

Che cosa osservi nella nuova canzone a due voci? Se hai fatto attenzione avrai notato che nei punti in
cui una melodia sale, l’altra scende e viceversa. Inoltre, nella seconda voce, alcune frasi sono legger-
mente spostate nel tempo, come se si rincorressero: questo per dare un risultato d’insieme molto
gradevole. Anche a te ha fatto questo effetto? Ti piace questa nuova versione?

La seconda voce ti ricorda qualche altra canzone?


Ascolta la canzone della PORTA RIMAPERTA sul CD
e segui sullo spartito della pagina seguente le parole e la musica!

Nel mondo di suoni e musica 217


Lo spartito... a due voci!

rtito
Leggi lo spa
In questo spartito, puoi vedere la scrittura a due voci della canzone: la prima voce si trova sopra
e la seconda è sotto. Come puoi notare, i righi musicali sono collegati a coppie, da una paren-
tesi graffa {: questo vuol dire che le due voci sono da cantare contemporaneamente.

Osserva lo spartito all’inizio e segna il punto in cui la seconda voce parte leggermente in ritardo
rispetto alla prima.

li
Consigli uti
Perché la tua voce abbia una modulazione gentile e corretta, ricorda i consigli dello scorso
anno riguardo alla respirazione, alla posizione del tuo corpo, all’apertura della bocca e al sen-
tire la tua voce libera e leggera, non prigioniera nella gola!

218 UNITÀ 11 • PERCORSO MUSICALE


Che cosa c’è per pranzo?
Ricordi il dipinto di Pieter Bruegel il
Vecchio, Banchetto nuziale?
Osservando la scena e le espres-
sioni dei commensali vengono in
mente piatti strani e ricette strampa-
late! Perché allora non inventare
una canzone divertente sul cibo? In
buona parte è già stata scritta ma ti
invitiamo a proseguire il lavoro:
ascolta il CD, canta e inventa!

TITOLO COSA C’È PER PRANZO?


RITORNELLO Banchetto per gli sposi, tutto è pronto ormai...
Che cosa mangeremo, presto mi dirai!
STROFA Polenta e spezzatino, fagioli a volontà.
Bicchieri di buon vino, la pancia scoppierà!
Banchetto per gli sposi...
Quintali di gelato, croccante e marzapane,
sei litri di frullato, sorbetto a damigiane|
Banchetto per gli sposi...
Strampuzzi e vindachine, profini e gustampane,
crompotti e magnifine, sirbani con come armane!
Banchetto per gli sposi...
....................................................................................
....................................................................................
Banchetto per gli sposi...
....................................................................................
....................................................................................

Adesso tocca a te!


Inventa le strofe che mancano!

Nel mondo di suoni e musica 219


I canti dei popoli
Ecco un semplice canto, che proviene dalla tradizione popolare, dal titolo The river she is flowing.
È un antico canto pellerossa, proposto in lingua inglese; l’argomento è il fiume che scorre portando
fino al mare la vita e le storie delle persone. Il fiume è anche la madre, rappresenta, cioè, Madre Natura,
di cui siamo figli e nel cui grembo vogliamo tornare.

The river she is flowing, I canti popolari hanno, di solito, una melodia
flowing and growing. semplice ma possono essere formati da molte
strofe. Raccontano storie, miti e tradizioni del
The river she is flowing, luogo di provenienza. Spesso sono raccolti in un
down to the sea. luogo e portati lontano dal Paese di d’origine,
subendo variazioni: così si possono avere tante
Mother, carry me versioni dello stesso canto, con piccole modi-
fiche nella melodia e nel testo.
Your child I will always be.
Mother, carry me
down to the sea.

rtito.
Ascolta il CD e segui lo spa

Chiedi aiuto all’insegnante di inglese e traduci la canzone.


Quale titolo le daresti? Confronta in classe la tua scelta!

220 UNITÀ 11 • PERCORSO MUSICALE


Malbrough
Il cavalier Guidoriccio, che trovi a pagina 201 del libro, fa venire in mente una bella canzone fran-
cese, molto antica, dedicata a Malbrough, un altro cavaliere caduto in battaglia. . È una canzone
formata da moltissime strofe (noi, in questa pagina, ne utilizzeremo solo cinque). Per comprender-
ne il significato, leggi la traduzione. L’ascolto del CD ti aiuterà nella pronuncia.

Malbrough Malbrough (traduzione)


1 Malbrough s’en va-t-en guerre, 1 Malbrough va alla guerra,
mironton, mironton, mirontaine, mironton, mironton, mirontaine,
Malbrough s’en va-t-en guerre, Malbrough va alla guerra,
ne sait quand reviendra. chissà quando ritornerà.
2 Il reviendra z-à Pàques... Ou à la 2 Tornerà per Pasqua... O alla Trinità.
Trinité. 3 La Trinità è trascorsa... Malbrough non
3 La Trinité se passe... Malbrough ne re- è tornato.
vient pas. 4 Malbrough è morto in guerra... è morto
4 Malbrough est mort en guerre... Est e seppellito.
mort et enterré. 5 Hanno piantato delle rose... presso la
5 On a planté des roses... autour de son sua tomba.
tombeau.

Ascolta la canzone
di Malbrough
sul CD!

Nel mondo di suoni e musica 221


La canzone si trasforma
Ecco alcune proposte per utilizzare in modo nuovo
e divertente la canzone di Malbrough!

1 CANTARE DA SOLI O IN COMPAGNIA 2 COME I CANTASTORIE


Un gruppo di ragazzi canta le strofe pari, un Si possono disegnare le illustrazioni di ciascuna
altro gruppo canta quelle dispari. Oppure un strofa, in modo da formare un grande cartellone
solista canta il primo verso di ogni strofa e tutti gli da appendere in classe. I ragazzi, a turno, can-
altri il secondo verso... tano la strofa corrispondente all’immagine, un
po’ come i vecchi cantastorie.

3 A TEATRO! 4 SUONI E RUMORI


Si possono realizzare semplici movimenti o Si può costruire una partitura d’ambiente rico-
coreografie, per sottolineare per sottolineare i struendo il mondo sonoro degli ambienti della
momenti più importanti: la festa per la partenza canzone. Per esempio i suoni e i rumori della bat-
del cavaliere, l’attesa della moglie, la cerimonia taglia, le voci e i suoni del castello, una serie di
della sepoltura. Questi movimenti potranno esse- frasi evocative da recitare, oppure anche le stes-
re realizzati durante la canzone o anche come se strofe della canzone, raccontate anziché can-
intermezzo tra una strofa e l’altra. tate.

222 UNITÀ 11 • PERCORSO MUSICALE


La natura nella musica
Questa pagina è dedicata all’ascolto musicale. Ti guideremo, in particolare, nell’ascolto di una
parte del poema sinfonico Ma Vlast (La mia Patria), del compositore moldavo Bedrich Smetana
(1824-1884), dedicato al fiume Moldava, che è il fiume nazionale boemo. Smetana ne descrive il
paesaggio, i suoni e le emozioni che suscita lungo il suo percorso.

LA PREMESSA
Nel brano vi è un tema unificante, che ritorna più volte, e che è tratto da un antico canto di
pellegrini. Questo tema musicale, che ricorda forse la Promenade dei Quadri di un’esposi-
zione di Modest Musorgskij, su cui hai lavorato in quarta, ci dice che il cammino del vian-
dante nella sua terra è un po’ come il cammino dell’uomo nella vita. Il cammino dell’uomo,
accanto a quello del fiume, proprio come il canto dei Pellerossa...

GLI EPISODI
Ascolta con attenzione la musica della Moldava: in alcuni momenti essa ti potrà suggerire
situazioni precise. Prova a individuare i momenti in cui il compositore vuole descrivere...

• La sorgente

• Il cammino del fiume

• La caccia nei boschi

• La festa di nozze dei contadini

• La pianura di notte

• Le cascate

• L’attraversamento della città di Praga

• L’addio

Ascolta il CD!

Forse non sai che i compositori di musica hanno sempre dedicato molta attenzione all’ascolto e alla
descrizione della natura, così ricca di suoni ed emozioni. Anche gli stessi strumenti musicali sono
legati al mondo naturale: nascono, infatti, per imitare suoni naturali e, in buona parte, sono fatti con
materiali naturali, come il legno, le pietre, le pelli di animali...

Nel mondo di suoni e musica 223


Il modo di sentire!
Questa pagina ti guiderà nell’ascolto di tre melodie molto affini tra loro. Come avrai modo di sentire, le
canzoni esprimono tre differenti modalità espressive, cioè vogliono raccontare, con il testo e la melo-
dia, tre diversi modi di sentire.

Ascolta le canzoni, leggi bene le parole e assegna, in fondo a ciascun brano, l’aggettivo corrispon-
dente, scegliendolo tra questi:
gioioso • malinconico • appassionato

Questa melodia Sento il mondo Quanta allegria


ti racconterà intorno a me, sento in me,
tante belle storie tutto vibra sono gioioso
del tempo che fu. e pulsa già: ecco perché:
Storie malinconiche, è la forza della natura, ci sono tanti amici,
dolci, un poco tristi, la passione pronti per giocare,
storie di uomini che muove ogni cosa. tante giornate liete,
che non ci sono più. tutto da scoprire!
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Scrivi tante parole legate alle situazioni espressive che hai trovato nelle canzoni.

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Ascolta il CD!

224 UNITÀ 11 • PERCORSO MUSICALE


Compagni di scuola
La scuola sta per finire...

LE VACANZE SONO BELLE ABBIAMO PASSATO


A ME MANCHERANNO
MA QUEST’ANNO PROVO CINQUE ANNI INSIEME
ANCHE GLI INSEGNANTI!
ANCHE UN PO’ E I COMPAGNI
DI TRISTEZZA... MI MANCHERANNO...

CHE NE DITE
CHISSÀ COME SARÀ DI CANTARE INSIEME?
IL PROSSIMO ANNO POTREBBE AIUTARE
NELLA NUOVA SCUOLA! A SCACCIARE PAURE
HO UN PO’ DI PAURA... E MALINCONIE!

Ascolta il CD e canta con noi!

Compagni di scuola, compagni di viaggio


di giochi, litigi, sorrisi e canzoni.
se sono cresciuto e cambiato negli anni
è grazie a voi tutti, perché siete amici.

Ridere, sorridere, passare il tempo insieme


correre, rincorrere, giocare tutti in cerchio
scrivere, riflettere, le cose da imparare
leggere, conoscere, il mondo da scoprire.

Compagni di scuola...

Nel mondo di suoni e musica 225


Tempo di...
lucciole

Lucciola
Un tenue lume scintillando nuota.
Lì volteggia una lucciola
con ali lievi fragili;
nelle tenebre luccica
perché ha tanta paura
di restare ignota.
… pigri ris
Yu Che-Nan vegli
Estate
Distesa estate,
stagione dai densi climi,
dei grandi mattini,
dell’albe senza rumore,
ci si sveglia come in un acquario...
Nessuna promessa terrena
può dar pace al mio cuore,
quanto la certezza del sole
che dal tuo cielo trabocca...
… vacanze Vincenzo Cardarelli

Nel cielo d’estate


Un tuffo
nel cielo d’estate.
L’uccello
ritrova la gioia perduta
tra i campi pieni di sole
e di chicchi di grano maturo.
Il bimbo
ora pensa a giocare.
È tempo di correre al mare.
Antonio Russo

226
... inizio estate
… natura
Temporali estivi
L’estate è la stagione dei temporali improvvisi.
Se volete sapere quanto è lontano un temporale,
fate attenzione all’intervallo di tempo che passa
tra il fulmine e il tuono: se è breve, il temporale
è nei dintorni; se è lungo, allora vuol dire
che il temporale è ancora lontano.

giostre e tornei

La Giostra del Saracino
La prima domenica di agosto, ad Ascoli Piceno, si svolge
la Giostra della Quintana. È una gara che ha origini
antichissime, risale, infatti, alle giostre e ai tornei dell’Europa
medievale. Consiste nel cercare di colpire uno scudo retto
da un fantoccio girevole, il cosiddetto Saracino, che
rappresenta un guerriero saraceno, cioè il pirata arabo
o turco che, nel Medioevo, era una minaccia costante
e imprevedibile per le popolazioni che si affacciavano
sul Mediterraneo. La difficoltà sta nel fatto che il fantoccio
regge, dalla parte opposta dello scudo, una mazza, con la
quale può colpire il cavaliere e sbalzarlo di sella.

asia
… emozioni e fant
L’origine delle stagioni
Da allora, sulla Terra, si alternano le stagioni: l’autunno
con i suoi colori caldi e dorati, l’inverno con la magia
del silenzio e il candore della neve, la primavera con
merletti fioriti sulle siepi e mille fiori che occhieggiano
nei campi e poi l’estate con il suo bel sole caldo,
le spighe mature, i frutti succosi.
J. Gorge Frazet, Il ramo d’oro, Bollati Boringhieri

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Tempo di saluti!
È l’ultimo giorno di scuola.
Non solo: è l’ultimo giorno nella scuola elementare.
È tempo di saluti, di pensieri affettuosi, di un po’
di tristezza mista a tanta emozione...
Via, facciamo una festa con tanti sorrisi
e... niente lacrime!

he speciali
dedic allegri bigliettini
Alla mia migliore amica ...

T.V.T.B.
Non ti dimenticherò mai!
Ciao, non perdiamoci di vista!

un pranzo insieme

Perché non preparare qualcosa di speciale?


Magari con l’aiuto delle mamme!
Cerca ricette della tua regione, usando frutti
tipici di questa stagione e della tua terra!

er le maestre
era p
una lett

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