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Il priapismo è definito come un'erezione peniena prolungata (oltre 4 ore) e dolorosa, senza che si verifichi

la regressione spontanea, non seguita da eiaculazione né accompagnata da eccitazione sessuale.


Rappresenta un'urgenza che necessita di trattamento immediato: maggiore è la durata del priapismo,
maggiore è il rischio di un danno funzionale permanente della funzione sessuale.

Tipo ischemico (95% dei casi):

Secondaria alla stasi all'interno dei corpi cavernosi per ostruzione del deflusso venoso.

È una forma a basso flusso, data la stasi ematica, una diminuzione dell'ossigeno, aumento dell'anidride
carbonica e un quadro clinico caratterizzato da:

- Intenso dolore con erezione permanente del pene


- Colorazione blu livido della cute penitenza
- Corpi cavernosi rigidi
- Assenza di pulsatilità del pene

Poiché all'interno dei corpi cavernosi si ha una severa diminuzione dell'ossigeno, un accumulo di anidride
carbonica e un alto rischio di perdita dapprima funzionale e poi organica delle strutture pensione, è
necessario intervenire tempestivamente con l'evacuazione ematica dei corpi cavernosi con eventuale
irrigazione con soluzione fisiologica, che risulta efficace solo nel 30% dei casi. Successivamente si può
effettuare l'iniezione intracavernosa di sostanze alfa-adrenergiche che facilitano il meccanismo ella
detumescenza (fenilefrina).

Tipo non ischemico

Caratterizzata da un elevato flusso, dovuto a rottura dell'arteria cavernosa, con:

- Colorito cutaneo normale


- Erezione persistente
- Mancanza di dolore
- Corpi cavernosi semirigidi
- Presenza di pulsatilità del pene