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TD2212 Problematiche e prospettive di soteriologia contemporanea PUG 2018-2019/1 1/5

Amaury Begasse de Dhaem S.I. SO6. TTG. Determinazione


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DETERMINAZIONE FINALE SU TEOLOGIA DEI TRE GIORNI

1 Introduzione: un duplice discernimento teologico

2 Discernimento della pertinenza interna

2.1 Sistema totalizzante

2.1.1 Contenuto e prospettiva

2.1.1.1 Teologia dell’Assoluto trinitario onnicomprensiva


Dalla sua prima alla sua ultima opera Balthasar pensa con Hegel gli occhi negli occhi (P. Henrici).

2.1.1.2 Economia e immanenza drammatica: inclusione del male nell’Assoluto trinitario


La dottrina trinitaria è da concepire come l’intimo presupposto necessario della staurologia 1.
L’unico mezzo che potrebbe evitare i due estremi opposti e incompatibili [Tommaso d’Aquino e
Kitamori/teologia del processo/Moltmann] sarebbe, mi pare, quello di collegare l’evento della kenosi del
Figlio di Dio a ciò che, per analogia, si può indicare come ‘evento’ eterno delle processioni divine (TTG 22).
una (divina) a-teità (Gott-losigkeit) (naturalmente dell’amore), che non è lecito confondere in nessun
modo con l’ateismo (Gottlosigkeit) intramondano, ma che tuttavia fonda (superandola) tale possibilità2

2.1.1.3 Inclusione di tutto il discorso teologico nell’Assoluto trinitario


Non diventa allora l’essenza divina qualcosa di altrettanto “mosso” come l’evento stesso delle
processioni? […] questa intimissima essenza […] può essere in ultima analisi solo l’amore […] L’essenza
divina, così considerata, sarebbe non soltanto coestensiva all’evento delle eterne processioni, ma co-
determinata ad esso mediante la partecipazione ogni volta speciale di Padre, Figlio e Spirito, non esisterebbe
in altre parole non altrimenti che ogni volta paternamente, filialmente e spiritualmente […] mediante cui esse
insieme formano l’unico, libero, ‘personale’ volto di Dio3

2.1.2 Modi di fare teologia

2.1.2.1 Sinfonia tra Scrittura e Tradizione

2.1.2.2 Integrazione delle istanze cattoliche, “scismatiche”, “eretiche”

2.1.2.3 Convergenza delle varie espressioni dello spirito umano

1
H.U. VON BALTHASAR, Teodrammatica IV, Milano, Jaca Book, 1986, 297.
2
H. U. VON BALTHASAR, Teodrammatica IV, 301.
3
H. U. VON BALTHASAR, Teologica II. Verità di Dio, Milano, Jaca Book, 1990, 118-119.
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Amaury Begasse de Dhaem S.I. SO6. TTG. Determinazione
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2.2 Sistema affascinante
Cfr. Tremendum et fascinans (R. Otto)

2.2.1 Totalità e fascino

2.2.2 Neoplatonismo teodrammatico e fascino

2.2.3 Superamento della negatività e fascino

2.2.4 Catarismo e fascino

2.2.5 Antropomorfismo e fascino

2.3 Conclusione: coerenza e pertinenza interna


Allora si vedrà anche quando fortemente le intuizioni di questa donna hanno influenzato i miei libri — Il
cuore del mondo, La questione di Dio, La teologia dei tre giorni —e diversi altri che essenzialmente sono
una trascrizione teologica di quanto appreso direttamente da lei4.

3 Discernimento della pertinenza rispetto all’autorivelazione di Dio

3.1 Contenuto e prospettiva

3.1.1 A livello economico: carenza di fondamento

3.1.1.1 La kenosi drammatica come chiave ermeneutica?

3.1.1.2 “L’assunzione” del peccato?


Il Verbo fatto carne è l’epifania, l’autodonazione e l’autoespressione di Dio, e questo attraverso l’intera
esistenza spirituale-corporale di Gesù1.
L’ora e il calice vengono a manifestarsi come l’ingresso del peccato del mondo nell’esistenza personale,
corporale-psichica del nostro rappresentante e mediatore (TTG 94).
Rm 8,3: Mandando il proprio Figlio in similitudine di carne di peccato e a motivo del peccato, egli ha
condannato il peccato nella carne; 2Cor 5,21: Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in
nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio; Gal 3,13: Cristo ci ha riscattati dalla
maledizione della Legge, diventando lui stesso maledizione per noi, perché sta scritto: “Maledetto chi è
appeso al legno”.
Cfr. 1Pt 2,24: “Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per
il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti”.

3.1.1.3 L’agonia e la croce come abbandono senza prospettiva?

4
H U. VON BALTHASAR, “Ancora un decennio” (1975), in La mia opera ed epilogo, 83.
1
H.U. VON BALTHASAR, “Epilogo” (1987), in La mia opera ed epilogo, 160.
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3.1.1.4 La consegna da parte del Padre?
Lo schizzo storico tracciato fin qui ha avuto per risultato, quale quintessenza della Scrittura, che cinque
temi sono da prendere in considerazione per ogni riflessione ecclesiale: 1. La consegna ( Dahingabe) del
Figlio da parte di Dio il Padre per la salvezza del mondo; 2. Lo “scambio dei posti” (Platztausch) tra colui
che è senza peccato e i peccatori (inteso in linea di principio radicalmente dai padri della Chiesa, ma
sviluppato interamente solo nelle variazioni moderne delle teorie della sostituzione); 3. La conseguente
messa in libertà (Freisetzung) dell’uomo (riscatto, redenzione); ma 4. Oltre a tutto ciò, la sua introduzione
nella vita divina trinitaria così che 5: il tutto appare come una iniziativa (Iniziative) guidata e condotta
dall’amore divino2.

3.1.1.5 L’ira di Dio su Gesù?

3.1.1.6 L’assenza del diavolo nella passione?


In contrapposizione però alla narrazione della tentazione, qui non si parla mai del diavolo; egli è assente
da tutta la storia della passione, la quale si gioca solo tra il Padre e il Figlio (99).

3.1.1.7 L’andare passivo-oggettivo agli inferi e la pena della dannazione?


1Pt 3,19-20: E nello spirito andò a portare l’annuncio (kērussō) anche alle anime prigioniere, che un
tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre
si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua; 4,6: Infatti
anche ai morti è stata annunciata (euangelizomai) la buona novella, affinché siano condannati, come tutti gli
uomini, nel corpo, ma vivano secondo Dio nello Spirito.
Ef 4, 8-10: “Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini” (Sal 68,19). Ma
cosa significa che ascese (anabainō), se non che prima era disceso (katabainō) nelle parti inferiori della
terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutte le cose, per essere pienezza di tutte le
cose.
Tuttavia la tenebra dello stato peccaminoso viene certamente esperita da Gesù, in una maniera che non
può essere identica con quella che i peccatori (che odiano Dio) avrebbero dovuto esperire (nel caso che
quest’esperienza non fosse stata qui loro risparmiata); è tuttavia più profonda e più oscura di questa, perché
essa si svolge all’interno della profondità della relazione delle ipostasi divine, inimmaginabile ad ogni
creatura. Si può quindi sostenere altrettanto bene che l’abbandono di Dio in Gesù è il contrario dell’inferno, e
che è esattamente l’inferno (Lutero, Calvino), addirittura la sua estrema intensità (Quenstedt) 3

3.1.2 A livello immanente: carenza di fondamento


Solo per la croce e per l’abbandono della croce si rende manifesta tutta la distanza (Distanz) del Figlio dal
Padre; lo Spirito che li unisce entrambi, il loro noi, appare nello svelamento ( Entbergung) dell’unità
addirittura come pura distanza (Distanz). Dal momento che il Figlio, che porta in assoluto il peccato e
l’alienazione (Gottfremde) da Dio, sembra aver perduto il Padre nel suo abbandono (Preisgegebenheit), le
cose stanno come se questa rivelazione della Trinità economica soltanto rende piena la serietà radicata nella
Trinità immanente4.
Che Dio (in quanto Padre) possa in questo modo consegnare (weggeben) la sua divinità e che Dio (in
quanto Figlio) non la tenga unicamente come prestata ma la possegga in “eguaglianza di essenza”, significa
una così inconcepibile e insuperabile divisione (Trennung) di Dio da se stesso che ogni altra divisione

2
H. U. VON BALTHASAR, Teodrammatica IV, 295.
3
H. U. VON BALTHASAR, Teodrammatica IV, 313.
4
H. U. VON BALTHASAR, Teodrammatica IV, 297.
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Amaury Begasse de Dhaem S.I. SO6. TTG. Determinazione
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(Trennung) resa possibile (mediante essa!), sia pura la più oscura ed amara, può accadere (ereignen) solo
all’interno di essa5.
“Forte come l’inferno è l’amore”, no: più forte, essendo possibile l’inferno soltanto se abbracciato dalla
divisione assoluta e reale (absolute und wirchlichen Trennung) del Padre e del Figlio6.

3.2 Modo di fare teologia

3.2.1 Umiltà del teologo vs tentazione gnostica

3.2.2 Apertura del teologo vs tentazione del “canone nel canone”

3.3 Conclusione: fondare diversamente la Risurrezione


Nella morte, nella discesa agli inferi e nella risurrezione di Cristo bisogna fondamentalmente vedere una
cosa sola: l’amore del Dio trinitario per il mondo, e quest’amore può essere percepito solo mediante l’amore
per questo amore (234).

Determinazione finale su Teologia dei tre giorni................................................................1

1 Introduzione: un duplice discernimento teologico.......................................................1

5
H. U. VON BALTHASAR, Teodrammatica IV, 302.
6
H. U. VON BALTHASAR, Teodrammatica IV, 303.
TD2212 Problematiche e prospettive di soteriologia contemporanea PUG 2018-2019/1 5/5
Amaury Begasse de Dhaem S.I. SO6. TTG. Determinazione
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2 Discernimento della pertinenza interna........................................................................1

2.1 Sistema totalizzante........................................................................................................1


2.1.1 Contenuto e prospettiva................................................................................................................1
2.1.1.1 Teologia dell’Assoluto trinitario onnicomprensiva............................................................1
2.1.1.2 Economia e immanenza drammatica: inclusione del male nell’Assoluto trinitario...........1
2.1.1.3 Inclusione di tutto il discorso teologico nell’Assoluto trinitario........................................1
2.1.2 Modi di fare teologia....................................................................................................................1
2.1.2.1 Sinfonia tra Scrittura e Tradizione......................................................................................1
2.1.2.2 Integrazione delle istanze cattoliche, “scismatiche”, “eretiche”........................................1
2.1.2.3 Convergenza delle varie espressioni dello spirito umano...................................................1

2.2 Sistema affascinante........................................................................................................2


2.2.1 Totalità e fascino..........................................................................................................................2
2.2.2 Neoplatonismo teodrammatico e fascino.....................................................................................2
2.2.3 Superamento della negatività e fascino........................................................................................2
2.2.4 Catarismo e fascino......................................................................................................................2
2.2.5 Antropomorfismo e fascino..........................................................................................................2

2.3 Conclusione: coerenza e pertinenza interna..................................................................2

3 Discernimento della pertinenza rispetto all’autorivelazione di Dio............................2

3.1 Contenuto e prospettiva..................................................................................................2


3.1.1 A livello economico: carenza di fondamento...............................................................................2
3.1.1.1 La kenosi drammatica come chiave ermeneutica?.............................................................2
3.1.1.2 “L’assunzione” del peccato?...............................................................................................2
3.1.1.3 L’agonia e la croce come abbandono senza prospettiva?...................................................3
3.1.1.4 La consegna da parte del Padre?.........................................................................................3
3.1.1.5 L’ira di Dio su Gesù?..........................................................................................................3
3.1.1.6 L’assenza del diavolo nella passione?................................................................................3
3.1.1.7 L’andare passivo-oggettivo agli inferi e la pena della dannazione?...................................3
3.1.2 A livello immanente: carenza di fondamento...............................................................................3

3.2 Modo di fare teologia......................................................................................................4


3.2.1 Umiltà del teologo vs tentazione gnostica....................................................................................4
3.2.2 Apertura del teologo vs tentazione del “canone nel canone”.......................................................4

3.3 Conclusione: fondare diversamente la Risurrezione.........................................................4