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Canto del pastore errante dell'Asia: frammenti significativi di

un confronto virtuale 

Gentile professore universitario, i dati che ha preso dal Ministero dell'istruzione, sono
approssimativi e vanno comunque interpretati per evitare di incorrere in un "topos".

In particolare deve incrociare i dati MIUR con quelli più aggiornati del Conto Annuale
che rilascia la Ragioneria dello Stato, facendo questo si accorgerebbe che c'è una
discrepanza di 400.000 unità circa, diciamo che il MIUR è come se sovrastimasse anche
perchè fa riferimento a dati meno aggiornati.

Provo a spiegarle come mai: in primis deve ragionare della differenza che esiste tra
"posto","cattedra" e "contratto", provo con un esempio cattedra=18ore= 3 spezzoni da 6
ore= 3 contratti..quindi il "posto".
Questa considerazione credo che le faccia capire come possano essere"riclassificati" o se
preferisce "normalizzati" certi dati.

Mi permetto anche, gentile professore universitario, di farle capire anche il perchè di


questi artifizi contabili sempre con un esempio: gli insegnanti di ruolo sono pagati con
"partita di spesa fissa ricorrente", mentre gli insegnanti non di ruolo (i precari) sono "partita
di spesa straordinaria"...quindi come vede secondo a quale tavolo mi siedo, tiro fuori dal
mio "cilindro" i dati che mi servono all'abbisogna (tavolo sindacale,tavolo commisione
europea, conferenza stampa, slides, ecc.), sarebbe poco elegante che le spiegassi
ulteriormente i possibili dettagli. Mi permetto tuttavia di entrare nel merito invece di quelle
che propone come "comparazioni".

Le comparazioni, un pò come i numeri, possono essere molto problematiche


soprattutto quando non abbiamo il pavimento dell'"unità di misura": saltiamo senza rete!
Compariamo cosa e per fare cosa?
Vogliamo comparare gli organici docenti in rapporto ai numeri degli allievi presenti nel
sistema?
Facciamolo, ma facciamolo bene.
Se lei professore universitario riflette, dovrebbe capire che la comparazione può avere gli
stessi problemi che possiamo avere "metaforicamente" comparando l'organico docente di
un Istituto Alberghiero con quello di un Liceo Classico.

Quello che voglio dirle è che le offerte formative sono assai diverse e dobbiamo
evitare di fare MELE/RANE perchè il risultato è poi "dimensionalmente" misterioso.

Tutto questo da un punto di vista scientifico, ovviamente a noi non è detto che ci
interessi quel punto di vista e allora va bene anche la "magia".

Le comparazioni "internazionali" proposte soffrono di numerose imprecisioni non solo


metodologiche-qualitative, ma grossolanamente anche quantitative.

Le spiego meglio, se lei scrive che il rapporto alunni/docente=20.6 in Italia e magari


la media europea è 28, si abbandona facilmente a considerazioni teatrali, senza sapere
che la comparazione è errata, le spiego perchè.
In Italia le piante organiche docenti hanno peculiarità che non hanno altri paesi,
comprendono infatti:
1) i docenti di sostegno che in altri Paesi sono assorbiti nel sistema sanitario nazionale
2) i docenti IRC, cioè di religione cattolica, assenti negli altri Paesi
3) gli ITP cioè gli insegnanti di laboratorio distinti da quelli di teoria
4) gli insegnanti di Educazione Fisica.....

Quindi come vede gentile professore, la comparazione presentata in modo


"magico" serve solo alle generalizzazioni adatte ai luoghi comuni.

Anche la conclusione circa le performances del sistema di istruzione italiano, mi


perdoni, sono grossolane, e ovviamente le spiego il perchè:
quando fa le comparazioni, se vuole che abbiano qualche valore, non deve guardare solo
"l'output" ma anche "l'input".

Ammesso e non concesso che le "misurazioni internazionali degli apprendimenti"


misurino qualcosa e mi creda professore universitario è tutt'altro che concesso....... e
ammesso e non concesso che un'organizzazione lasca come quella scolastica possa essere
ridotta ad organizzazione aziendale, allora professore dobbiamo dire che se l'output si
colloca diciamo a metà-in basso di ipotetiche classifiche, deve tenere conto anche che il
"costo dei fattori" (docenti) si colloca al 27esimo posto su 28, quindi la "black box" SCUOLA
ITALIANA ha un guadagno netto o se preferisce una produttività interessante in termini di
valore aggiunto formativo.

Questo se ci interessano le comparazioni scientifiche.

Mi perdoni la franchezza, e concludo, ma le sue affermazioni conclusive circa


l'ipocrisia e la SCUOLA come causa di tutti i mali, sono nella migliore delle ipotesi ridicole.
Le consiglio più proficuamente, se avesse tempo, di studiare come ha potuto il giudice
amministrativo italiano consentire la selezione di dirigenti scolastici su batterie di test errati,
con buste trasparenti e con commissioni tutt'altro che perfette e scovi, sempre se ha tempo,
dove tutto questo viene sanato ope legis dal DDL Renzi.

Cordialità e buona serata

G.M.

Post Scriptum
Quando leggo "Come si constata, un mondo della scuola di ipocriti corrotti", cerco di
capire chi scrive.
Se mi accorgo che chi scrive è un docente universitario, per una forma elementare di
rispetto che si deve all'età e alla funzione esercitata (si chiama educazione) cerco di
rivolgermi in termini appropriati e civili.

Lei non può dire che ci sono più insegnanti di sostegno che alunni invalidi e le spiego come
sempre il perchè.

Nel merito, le potrei dire che le "diagnosi funzionali" delle ASL che arrivano alle Scuole e agli
Uffici Scolastici Regionali per la determinazione degli organici di sostegno, sono di varie
tipologie con richieste di "ore" da 18, da 9 e a volte anche da meno e questo è conforme
alla legge 104.
Le potrei ulteriormente dire che quindi il rapporto docente di sostegno, allievi h, è 1/2 e
questo è vero in quasi tutte le regioni, per cui le potrei dire che i dati della Giannini sono,
nella migliore delle ipotesi, dati basati solo sulle diagnosi di "gravità ex art. 3 comma 3".

Ma lei queste cose non le vuole sentire e non le interessano.

Sono quelle "riclassificazioni" e "normalizzazioni" che la inducono a conclusioni risibili.

Le potrei anche dire che in Germania non c'è traccia del personale ATA nella scuola, cioè
le aule se le puliscono gli allievi alla fine lezioni, non ci sono i bidelli.
Ma lei questo non lo vuole sapere e credo sia giusto, ognuno deve fare il suo "percorso" e
queste cose lei le capirà eventualmente quando sarà pronto.
Adesso non lo è.

Tuttavia, vista la trattazione apodittica della Scuola, mutatis mutandis, questo si trasmette
trasversalmente nelle altre riflessioni di "politica ed economia globale" che mi curavo di
seguire e che potevano darmi spunti di riflessione per me interessanti, ora sento un odore
di aria fritta e quindi poichè la polenta fritta è un piatto pesante da digerire, farò a meno
della sua amicizia virtuale.

Stia bene e sempre meglio di me.


Cordialmente

Giancarlo Memmo