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BILANCI DELLE SOCIETA’ E DEI GRUPPI

Introduzione ai principi contabili internazionali

Le finalità del bilancio d’esercizio sono desumibili dal Codice Civile, dai principi contabili nazionali OIC e dai
principi contabili internazionali IAS/IFRS. Il bilancio deve dare, per ogni normativa, una rappresentazione
chiara, veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria al fine di:

 Determinare il risultato d’esercizio dell’attività svolta relativo ad un determinato periodo per poter
distribuire gli utili effettivamente conseguiti (Codice Civile);
 Dare un’informativa fruibile a tutti gli stakeholders (OIC);
 Determinare la performance dell’azienda e quindi della capacità del management di ottenere
risultati;

Principi contabili nazionali

Secondo i principi contabili nazionali il bilancio deve essere redatto rispettando:

1. Il principio di prudenza;
2. Il principio di continuazione dell’attività (going concern);
3. Il principio di iscrizione dei ricavi effettivamente realizzati;
4. Il principio di competenza;
5. Il principio di valutazione separata degli elementi eterogenei compresi nella stessa categoria;
6. Il principio di continuità dei criteri di valutazione;
7. Il principio di prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica.

Il bilancio deve fornire informazioni complementari se quelle espressamente richieste non sono sufficienti e
il redattore del bilancio è obbligato a derogare le normative se esse non consentono una rappresentazione
veritiera e corretta.

Principi contabili internazionali: framework e IAS 1

Secondo i principi contabili internazionali i dati presentati devono:

1. Essere confrontabili;
2. Essere comprensibili per un soggetto con una conoscenza contabile di base;
3. Essere significativi ovvero avere una rilevanza ai fini delle decisioni economiche;
4. Essere attendibili.

Il Conceptual Framework for Financial Reporting è un documento approvato dall’organismo che approva i
principi contabili internazionali. Nel 2018 è stato oggetto di aggiornamento al fine di allinearsi ai principi
contabili statunitensi. All’interno di tale documento sono specificati i termini essenziali del sistema
contabile alla base dei principi contabili internazionali. È strutturato in otto capitoli:

I. Obiettivo del bilancio e utilità dell’informativa finanziaria;


II. Caratteristiche qualitative del bilancio;
III. Documenti del bilancio;
IV. Elementi del bilancio;
V. Iscrizione e cancellazione degli elementi;
VI. Aspetti della misurazione e criteri di misurazione;
VII. Presentazione del bilancio;
VIII. Il concetto di capitale e il mantenimento dello stesso.

Il primo capitolo, obiettivo di bilancio e utilità dell’informativa finanziaria delinea la finalità generale del
bilancio ovvero fornire informazioni sulla reporting entity (la società che redige il bilancio) agli investitori
attuali e potenziali e ai soggetti prestatori di denaro per assumere decisioni relative alla messa a
disposizione delle risorse. Deve, dunque, essere utile ai soggetti per decidere se investire (o continuare ad
investire) oppure non investire (oppure smettere di investire) nell’entità. Secondariamente, definisce il
reddito di base per la dichiarazione dei redditi e consente una rendicontazione sulla gestione del
management.

Le informazioni rilevanti per gli utilizzatori sono in pimis:

 La definizione delle risorse economiche;


 I diritti dei soggetti terzi che gravano su tali risorse;
 Le variazioni intercorse nelle risorse o nei diritti.

In secondo luogo, è utile conoscere come il management sta generando le risorse. Il bilancio non è tenuto
ad esprimere il valore dell’impresa ma deve essere utile agli investitori al fine di valutarla. Se il bilancio
fornisse il valore stesso dell’azienda vi sarebbe iscritto l’avviamento generato internamente.

Il sistema contabile adottato dai principi contabili internazionali è il sistema patrimoniale il quale definisce il
reddito come una variazione tra le attività nette di inizio periodo e quelle di fine periodo. La priorità è
determinare il patrimonio di un’impresa e per farlo è necessario conoscere le risorse e i diritti che gravano
su di esse. [ in Italia si usa il sistema reddituale]

Il secondo capitolo definisce 2 caratteristiche fondamentali e 4 con funzione migliorativa delle prime.
Le caratteristiche fondamentali sono la rilevanza e la rappresentazione del fenomeno sottostante.

Rilevanza
Un dato è rilevante se è in grado di influenzare le decisioni degli investitori. Deve, dunque, consentire di
fare previsioni su andamenti futuri -deve avere valore predittivo- e di confrontare le previsioni con i dati
effettivi -valore confirmatorio. Il dato può soddisfare entrambe le caratteristiche oppure solo una delle due.

Rappresentazione fedele del fenomeno sottostante alla sostanza dell’operazione


Tale fondamento si ricollega al principio di prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica. Il
fenomeno sottostante è descritto in numeri e parole. La rappresentazione è fedele quando è completa, se
include tutte le info per prendere decisioni, neutrale, se non manipola la rappresentazione per distorcere le
decisioni dell’utilizzatore, e priva di errore, se il processo per la definizione di stime e congetture non
presenta errori.

Tuttavia, la prudenza non deve influenzare eccessivamente la rappresentazione: il reddito non deve essere
sopravvalutato e i costi non devono essere sottovalutati.

Le caratteristiche migliorative sono:

 La comparabilità: consente di confrontare informazioni della stessa impresa ma di periodi diversi


oppure di imprese diverse operanti nel medesimo settore;
 La verificabilità: la definizione di parametri per le stime e congetture assicurano che la
rappresentazione sia fedele al fenomeno sottostante;
 La tempestività: l’informazione è utile solo se tempestiva;
 La comprensibilità: consiste nel classificare, caratterizzare e presentare informazioni chiare ai
soggetti che hanno ragionevole conoscenza delle modalità di redazione del bilancio.

Inoltre, bisogna tener conto del vincolo di costo per produrre le informazioni: i costi di produzione delle
informative devono essere inferiori ai benefici.

Il terzo capitolo si occupa dei documenti del bilancio ed in particolare della definizione di bilancio e
entità che lo redige.

Il bilancio deve fornire informazioni inerenti alle attività, alle passività, al patrimonio netto e ai proventi
e oneri della reporting entity. Devono essere, inoltre, presentate altre informazioni sui rischi di passività
non iscritte in bilancio, dei flussi di cassa, dei contributi o distribuzioni ai soci, dei criteri di redazione del
bilancio e sui dipendenti dell’azienda. È necessario inserire informazioni comparative di almeno un
esercizio precedente. Alla base ti tale bilancio vi è il going concern: i criteri e le informazioni sopracitate
non si riferiscono ai bilanci delle imprese in stato di liquidazione.

Il soggetto che presenta il bilancio è l’entità obbligata alla redazione. Può essere un’impresa singola,
una parte di entità o più entità. Nel terzo caso non è detto che le differenti entità siano legate fra loro
legalmente. Ciò comporta serie difficoltà nella determinazione dei confini di redazione. Nel bilancio
consolidato l’entità redattrice del bilancio è l’entità composta dalla parent entity e dalla\dalle
subsidiaries entity. [in Italia dal punto di vista legale il soggetto passivo rilevante legalmente è
unicamente la controllante]

Gli elementi fondamentali del bilancio secondo i principi contabili internazionali sono:

 Le attività;
 Le passività;
 Le variazioni delle due.
Le definizioni di ricavi e costi sono marginali alle definizioni di attività e passività.

Attività
Sono risorse economiche detenute dall’entità e controllate da essa come risultato di eventi passati. Il
controllo è indipendente dalla forma giuridica che lega l’entità alla risorsa. In sostanza è un diritto che
potenzialmente può generare benefici economici futuri in termini di maggiori entrate oppure di minori
uscite. In funzione della definizione di attività si delimitano i confini del bilancio in termini di reporting
entity.

Diritti che gravano sulle attività


In essi rientrano le passività e, in via residuale, il patrimonio netto. Le passività sono obbligazioni in essere a
consegnare risorse economiche come risultato di eventi passati. Ciò che rimane dedotte le passività è
definito patrimonio netto.
Variazioni delle attività e dei diritti su esse
I proventi sono definiti come incrementi di attività o decrementi di passività che comportano aumenti del
patrimonio differenti dall’apporto dei soci. I costi sono definiti come decrementi di attività o incrementi di
passività che comportano una diminuzione del patrimonio diversa dalla distribuzione ai soci.

Vi sono, tuttavia, delle variazioni di attività e passività che per principio sono imputati a patrimonio netto
anche se dovrebbero essere iscritti a CE. Per tale motivo è stato introdotto il prospetto di conto economico
complessivo.

I criteri di misurazione
Il criterio di misurazione delle poste è un criterio misto in cui si associa il criterio a valori correnti con il
metodo del costo. Il criterio fondamentale è a valori d’entrata (metodo del costo) integrato con il metodo a
valori d’uscita. La metodologia fondamentale non può essere a valori correnti in quanto avrebbe come
diretta conseguenza l’iscrizione in bilancio dell’avviamento prodotto internamente. Tuttavia, ed
eccezionalmente, per alcune tipologie di elementi, è necessario utilizzare il suddetto metodo. Alla base
della determinazione dei valori di costo vi è la transazione originaria che ha generato l’iscrizione dell’attività
o passività; non riflette le variazioni del valore. Il valore d’uscita può essere espresso con riferimento al:

 Fair value (IFRS 13): è il prezzo che potrebbe essere ricevuto per vendere un’attività (singola o
come gruppo) o che dovrebbe essere corrisposto per estinguere una passività (singola o come
gruppo) in una normale operazione tra partecipanti al mercato alla data in cui è effettuata la
valutazione. È definito dal prezzo per i beni oggetti di valutazione dal mercato (se bene quotato),
dal prezzo desunto per beni simili (il bene non è quotato ma beni simili si) oppure mediante modelli
di valutazioni basati sul reddito (Income approach), sul costo di produzione (cost approach) o su
parametri di mercato (mark approach).
 Valore d’uso e valore di estinzione: è il valore dei flussi di cassa che l’azienda si aspetta di ottenere
o dei flussi di cassa che si aspetta di dover pagare.
 Costo corrente: consiste nel definire quanto costerebbe alla data della valutazione riprodurre
l’attività con le medesime caratteristiche.

Codice Civile art. 2423 e successivi Principi contabili internazionali IAS 1

SP (voci in ordine di liquidità e esigibilità Prospetto di situazione patrimoniale e finanziaria


crescente) Prospetto di conto economico e conto economico
CE (classificazione per natura) complessivo (può essere un unico prospetto
NI oppure due prospetti separati, CE per natura o
Rendiconto finanziario per destinazione)
Relazione sulla gestione Rendiconto finanziario (presentazione solo in
Bilancio abbreviato e bilancio per le micro forma delle variazioni delle disponibilità iniziali e
imprese. finali – Cash and cash equivalents – è preferito il
metodo diretto).
Prospetto delle variazioni di patrimonio netto
Principi contabili e note al bilancio
Prospetto della situazione patrimoniale
finanziaria del primo esercizio comparativo
Relazione sulla gestione non obbligatoria ma
consigliata
Ulteriori differenze generali tra i principi contabili nazionali e quelli internazionali si riscontrano:

 Nella relazione degli amministratori che non è obbligatoria e non prevede una struttura
obbligatoria per i principi IAS\IFRS.
 Gli IAS si applicano a tutte le imprese mentre in Italia vi è una legislazione specifica per i bilanci
delle istituzioni finanziarie e assicurazioni
 Nei gruppi di imprese è obbligatorio il bilancio consolidato e non il bilancio della capogruppo

Differenze specifiche per voci

I. Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti: negli IAS sono iscritti a diminuzione del capitale
sociale;
II. Attività immateriali diverse dall’avviamento: nello IAS 38 sono considerate attività sotto il controllo
dell’impresa da cui si avrà la possibilità di ottenere benefici economici futuri. Devono essere
identificabili, non monetarie e prive di consistenza fisica. Si distinguono le attività con vita utile
definita che sono soggette ad ammortamento + eventuale impairment test, e attività con vita utile
indefinita che NON sono soggette ad ammortamento ma alle quali deve essere svolto annualmente
l’impairment test.
III. Avviamento: per IFRS 3 rappresenta i futuri benefici economici risultanti da altre attività acquisite
in una aggregazione aziendale non individuate singolarmente e rilevate separatamente. Non è
soggetto ad ammortamento ma solo ad impairment test.
CORRISPETTIVO PAGATO
+ PARTECIPAZIONI VALUTATE AL FULL GOODWILL O PARTIAL GOODWILL
+ FV ALLA DATA DI ACQUISTO DELLE INTERESSENZE NELL’ACQUISITA PRECEDENTEMENTE DETENUTE
- FV DELLE ATTIVITA’ E PASSIVITA’ IDENTIFICABILI
= VALORE ISCRIZIONE AVVIAMENTO
IV. Attività materiali e leasing: requisito per l’iscrizione per i principi contabili internazionali è la
possibilità di ottenere benefici economici futuri (non il solo passaggio di proprietà). Valore di
iscrizione è il costo o il FV. Ammortizzati in base alla residua possibilità di utilizzazione con il
component approach e soggetti ad impairment test (se rivalutazione iscritta a OCI, se svalutazione
iscritta a CE).
V. Strumenti finanziari (valutazione uguale):
Attività\passività finanziaria Valutazione Imputazione componenti reddituali
FV through profit and loss FV Utili e perdite da FV a CE
Held to maturity Costo amm. Componenti reddituali a CE
Loans & receivables Costo amm. Componenti reddituali a CE
Available for sales FV Utili e perdite da FV a CE complessivo
VI. Rimanenze e lavori in corso su ordinazione: non ammesso il metodo LIFO per la valutazione dei
beni fungibili. I ricavi e costi dei lavori in corso sono rilevati in relazione allo stato di avanzamento.
VII. Azioni proprie (uguale): a diminuzione del capitale, utili o perdite iscritte a patrimonio netto.
VIII. Fondi rischi e oneri: nello IAS 37 sono definite passività di cui sono incerti la scadenza e
l’ammontare e che sono contabilizzate nel momento in cui l’entità ha un’obbligazione attuale
risultante da eventi passati che probabilmente genererà in futuro un impiego di risorse economiche
stimabili. NON iscritte le passività potenziali. Possono essere attualizzati
IX. TFR: Non disciplinato dai principi contabili internazionali. Rientra tra i benefici successivi al rapporto
di lavoro con distinzione tra piani a contribuzione definita (debiti verso fondo pensione) e piani a
benefici definiti (tfr trattenuto in azienda).
X. Operazioni in valuta: Contabilizzazione in base al cambio a pronti del giorno in cui è effettuata
l’operazione. Alla chiusura dell’esercizio si ridetermina il valore in base al tasso di cambio alla data
di chiusura. Utili e perditi a CE (PC internazionali non prevedono accantonamento a riserva non
distribuibile).
Conviene esercitare l’opzione per la redazione del bilancio secondo i principi contabili internazionali
perché:

 Consente di avere un linguaggio coerente con il mondo finanziario;


 Migliora l’immagine aziendale perché è più trasparente;
 Migliora i rapporti con le banche perché la trasparenza consente l’assegnazione di rating bancari;
 Si ha maggior opportunità per una futura quotazione o vendita;
 Si ha più chiarezza nei rapporti clienti e fornitori;
 Si può confrontare il bilancio con competitor settoriali;
 Nei gruppi con società estere c’è maggiore omogeneità contabile;
 Si conosce il reale debito verso i dipendenti;
 Si ha migliore conoscenza della situazione finanziaria;
 Si anticipano i problemi derivanti da perdite di valore;
 Non si effettua ammortamento dell’avviamento o di beni con vita indefinita.

IAS 17 – Il leasing

Il leasing è un contratto per mezzo del quale il locatore trasferisce al locatario il diritto all’utilizzo di un bene
per un dato periodo in cambio di un pagamento o di una serie di pagamenti. Il leasing si suddivide in:

 Finanziario: trasferisce sostanzialmente tutti i rischi e benefici derivanti dalla proprietà del bene. La
proprietà può essere traferita o meno al termine del contratto.
 Operativo: è un contratto di locazione senza vincoli di durata e senza opzione di riscatto. I rischi
connessi all’obsolescenza sono a carico del cedente. Nel principio contabile ha definizione
residuale.

I locatari devono rilevare le operazioni di leasing finanziario ponendo attenzione alla prevalenza della
sostanza economica (possesso di un bene pluriennale) rispetto alla forma giuridica (canone di locazione). Il
valore iniziale dell’attività e della passività connessa è dato dal fair value del bene o, se inferiore, dal valore
attuale dei pagamenti minimi dovuti utilizzando un tasso di attualizzazione implicito del leasing o un tasso
di finanziamento marginale del locatario.
𝑛
𝐶𝑡 𝑅𝑖𝑠𝑐𝑎𝑡𝑡𝑜
𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒 = ∑ 𝑡
+
(1 + 𝑖) (1 + 𝑖)𝑛
𝑡=1

Ogni canone leasing deve essere ripartito tra quota capitale, che va in diminuzione della passività (debiti
v/so società di leasing), e quota interessi, iscritta a CE. Alla fine di ogni esercizio è necessario rilevare
l’ammortamento del bene in leasing coerentemente con i piani di ammortamento dei beni di proprietà
della società.
Metodi di contabilizzazione

Metodo finanziario – IAS 17 Metodo operativo – Principi contabili italiani


Beni in leasing (c. d’ordine) D
Immobilizzazioni D Alla stipula
Società in leasing (c. d’ordine) A
Debiti v\so società di leasing A

Canoni di leasing D
Debiti v\so società di leasing D
Ad ogni fattura Debiti v\so fornitori A
Oneri finanziari D
Debiti v\so fornitori A

Risconto attivo (per maxi canone) D


Amm.to bene in leasing D
Al 31.12 Canoni leasing A
Fondo amm.to A

Immobilizzazione D
Debiti v\so società di leasing D
Al riscatto Debiti v\so fornitore A
Oneri finanziari D
Debiti v\so fornitori (prezzo riscatto) A

Vedere esercizio svolto sulle slides

Operazioni di vendita e retrolocazione – sale and lease-back


È un’operazione che comporta la vendita di un bene e la retrolocazione dello stesso.
Leasing operativo Leasing finanziario
Prezzo vendita = FV > valore
Utile subito
contabile
In teoria utile per tutta la durata
Prezzo vendita > FV > valore del contratto in pratica non si
Utile subito + differito
contabile realizza alcuna vendita quindi non
si rilevano perdite o utili.
Prezzo vendita < FV > valore
Utile subito
contabile

LEASING OPERATIVO
Prezzo vendita = FV > valore contabile
Vendita

Credito D
Immobile A
Plusvalenza (prezzo di vendita – residuo contabile) A

Canoni periodici
Canoni leasing D
Debito A

Prezzo vendita > FV > valore contabile


Utile operazione = FV – Valore contabile
Utile differito per tutta la durata del contratto = prezzo di vendita – FV  risconto passivo ad ogni es.
Vendita
Credito D
Immobile A
Plusvalenza (utile operazione + utile differito di comp. anno) A
Risconto passivo (risconto) A
Canoni periodici
Canoni leasing D
Debito A

Prezzo vendita < FV > valore contabile


Utile = prezzo vendita – valore contabile

Vendita
Credito D
Immobile A
Plusvalenza (prezzo di vendita – residuo contabile) A
Canoni periodici

Canoni leasing D
Debito A

LEASING FINANZIARIO
Prezzo vendita = FV > valore contabile
Nella sostanza dell’operazione la vendita non è mai realizzata  no iscrizione plusvalenza e amm.to sul
valore contabile
Vendita

Credito (prezzo di vendita) D


Debiti per leasing A
Canoni periodici
Debiti per leasing (quota capitale) D
Oneri finanziari (int) D  suddivisione con piano ammortamento
Debito A
Ammortamento
Amm.to (valore contabile \ vita utile) D
Fondo amm.to A

IAS 8 – Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili e errori


Cambiamenti di principi contabili
Il cambiamento è consentito se è richiesto da IAS\IFRS o SIC\IFRIC oppure qualora consenta di fornire
un’informativa migliore. Non rappresentano cambiamenti di principi contabili l’applicazione di un principio
per operazioni che differiscono sostanzialmente da quelle verificatesi precedentemente oppure se il nuovo
principio contabile serva a rappresentare fatti o circostanze mai verificate prima (o che prima erano
irrilevanti).
L’applicazione di un nuovo principio contabile è retroattiva; l’impresa, quindi, deve rettificare il saldo di
apertura delle componenti di PN interessata per il primo esercizio presentato e gli altri importi comparativi
indicati per ciascun esercizio precedente come se il nuovo principio fosse sempre stato applicato. Unica
eccezione riguarda l’ipotesi in cui sia impraticabile determinare l’effetto cumulativo pregresso per tutti gli
esercizi. In tal caso, si rettifica il saldo delle voci di PN all’inizio dell’esercizio più remoto per il quale
l’applicazione retroattiva sia possibile.
Cambiamento di stime contabili
I cambiamenti nelle stime contabili derivano da nuove informazioni acquisite e, di conseguenza, non sono
considerate correzioni di errori. Consistono in una rettifica del valore contabile di un’attività o passività
oppure in una quantificazione della sistematica svalutazione (deprezzamento) di un’attività risultante dalla
valutazione della sua attuale condizione e dei benefici futuri attesi e obbligazioni associate.
Il cambiamento deve essere rilevato prospetticamente includendolo nel risultato economico dell’esercizio
in cui è avvenuto il cambiamento (es. perdita su crediti) e degli esercizi futuri qualora il cambiamento
influisca su più esercizi (es. svalutazione immobilizzazione).

Errori
Gli errori sono omissioni o errate misurazioni nelle voci di bilancio per uno o più esercizi che derivano dal
non utilizzo o scorretto utilizzo di informazioni attendibili e disponibili alla data di redazione del bilancio.
Sono costituiti da errori aritmetici, errori nell’applicazione dei principi contabili, sviste o interpretazioni
distorte di fatti o frode, errori nella rilevazione, valutazione e presentazione del bilancio. Il bilancio non è
conforme qualora contenga errori rilevanti oppure errori irrilevanti ma intenzionali. Gli errori di esercizi
precedenti devono essere corretti retroattivamente rideterminando gli importi corretti. Tuttavia, la
correzione di un errore di un esercizio precedente non incide sul risultato economico dell’esercizio in cui è
scoperto.

IFRS 3 – Aggregazioni aziendali (business combination)


L’aggregazione aziendale è un’operazione o un altro evento in cui un acquirente acquisisce il controllo di
una o più attività aziendali. Se le attività acquisite non sono un’attività aziendale devono essere registrate
come acquisizione di attività.
Un acquirente può ottenere il controllo mediante:
 Trasferimento di disponibilità liquide, mezzi equivalenti o altre attività;
 Assumendo passività;
 Emettendo interessenze;
 Fornendo più tipi di corrispettivi;
 Senza trasferimento di corrispettivi, inclusa l’acquisizione unicamente per contratto.
Un’attività aziendale (business combination) è un insieme integrato di attività e beni che può essere
condotto e gestito allo scopo di assicurare un rendimento sotto forma di dividendi, minori costi o altri
benefici economici direttamente agli investitori, soci, membri o partecipanti. I tre elementi di un’attività
aziendale sono:
 I fattori di produzione: risorse economiche che creano o sono in grado di creare produzione quando
applicati ad uno o più processi;
 Processo: sistema, standard, protocollo, convenzione, regola che applicata i fattori produttivi crei
produzione;
 Produzione: risultato di fattori di produzione e processi applicati ad essi che forniscano un profitto
sotto forma di dividendo, minor costi o altri benefici economici ad investitori, soci, membri o
partecipanti.
La disciplina della business combination è applicata sia per le operazioni straordinarie (fusioni, scissioni,
conferimenti d’azienda) sia per i legami partecipativi dai quali scaturisce il controllo di una partecipata. Nel
primo caso l’IFRS 3 è applicato al bilancio d’esercizio dell’acquirente; nel secondo caso è applicato al
bilancio consolidato redatto dalla controllante.

Purchase method – metodo dell’acquisizione


L’aggregazione aziendale deve essere contabilizzata applicando il metodo dell’acquisizione che richiede:
1. Identificazione dell’acquirente - l’acquirente è colui che acquisisce il controllo (vedi IFRS 10);
2. Determinazione della data di acquisizione – data in cui si ottiene effettivamente il controllo
dell’acquisita. A decorrere di tale data l’acquirente deve contabilizzare l’operazione. La data di
acquisizione può non coincidere con il passaggio della proprietà (data di scambio). Se l’acquisizione
avviene con più operazioni di scambio la data di scambio coincide con quella di ciascuna operazione
mentre la data di acquisizione è quella in cui l’acquirente ottiene il controllo;
3. Rilevazione e valutazione delle attività e passività identificabili acquisite e assunte e qualsiasi
partecipazione di minoranza – le attività e le passività devono soddisfare i requisiti del framework
(costi futuri non rilevati come passività), devono essere parte dello scambio e non il risultato di operazioni
distinte (operazione che remunera dipendenti) e devono essere rilevate anche quelle non
precedentemente iscritte nel bilancio dell’acquisita (marchi, brevetti). Si rileva un’attività immateriale
(no avviamento) se rispetta la definizione di attività immateriale e se il FV può essere determinato
attendibilmente. Il FV è definito dal prezzo di mercato se esiste un mercato attivo o
dall’ammontare ottenibile in una transazione tra parti indipendenti, consapevoli e disponibili
(metodo delle transazioni comparabili o altri) se non esiste un mercato attivo.
L’acquirente deve valutare le attività e le passività ai rispettivi FV alla data di acquisizione. Inoltre,
devono essere valutate le partecipazioni di minoranza che rappresentano le interessenze
partecipative e conferiscono ai possessori il diritto ad una quota proporzionale delle attività nette
in caso di liquidazione ad un valore pari al FV oppure alla quota proporzionale egli importi rilevati
nelle attività nette. (esercizio slides)

Elemento Valutazione
Terreni e fabbricati Valore di mercato
Impianti e macchinari Valore di mercato\costo di sostituzione
Att. Immateriali FV
Strumenti fin. In mercato attivo Valore di mercato
Strumenti fin. senza mercato attivo Valore stimato
Crediti Valore attuale atteso
Attività e passività fiscali Beneficio fiscale da perdite o imposte
Attività e passività per dipendenti Valore attuale atteso
Debiti a breve e lungo termine Valore attuale atteso per estinguerle
Contratti onerosi Valore attuale atteso per estinguerle
Passività potenziali all’acquisto Importo che un terzo pagherebbe per assumerle
4. Rilevazione e valutazione dell’avviamento o di un utile – l’avviamento è dato da
Corrispettivo
+ ammontare interessenze di minoranza
+ fair value investimento già detenuto (es. si acquisisce prima il 15% poi il 60%)1
- patrimonio netto a valori correnti dell’acquisita
Alla data di acquisizione si rileva l’avviamento e successivamente deve verificare annualmente se ha
subito riduzioni di valore.
Nel caso di avviamento negativo l’acquirente deve rivedere la misurazione delle attività\passività e
rilevare immediatamente a CE l’eventuale eccedenza dopo la nuova misurazione.
Corrispettivi trasferiti e potenziali
Il corrispettivo trasferito deve essere valutato al FV come somma dei FV alla data di acquisizione delle
attività trasferite ai precedenti soci dell’acquisita, delle passività sostenute dall’acquirente per tali soggetti
e delle interessenze emesse dall’acquirente. Il corrispettivo potenziale rappresenta obbligazioni per
l’acquirente di trasferire attività aggiuntive ai precedenti soci di un’acquisita qualora si verifichino
determinati eventi futuri o vengano soddisfatte condizioni contrattuali (es. corrispettivi subordinati al
realizzo di un certo ebit target).

I costi connessi all’acquisizione (es. consulenze legali e perizie) sono contabilizzati come spese nei periodi in
cui tali costi sono sostenuti salvo che siano relativi all’emissione di titoli di debito o titoli azionari che
seguono gli IAS 32 e 39.

Opzione per il full goodwill


L’avviamento può essere calcolato valutando le interessenze delle minoranze al fair value (full goodwill)
oppure proporzionalmente al valore delle attività nette acquisite (partial goodwill). (esercizio slides)
1
Aggregazione realizzata in più fasi – step acquisition
I singoli investimenti devono essere contabilizzati in conformità dello IAS 28 per partecipazioni in società
collegate, IFRS 11 per Joint Venture e dello IAS 39 per gli altri strumenti finanziari. Nel momento in cui si
ottiene il controllo bisogna ricalcolare la partecipazione detenuta in precedenza al rispettivo FV e rilevare a
CE l’eventuale utile o perdita da rideterminazione del valore. Se negli esercizi precedenti le variazioni del FV
sono state iscritte a CE complessivo al momento dell’acquisizione del controllo devono essere imputate a
CE. (esercizio slides)

Le immobilizzazioni immateriali
Un’attività intangibile è:

 un’attività;
 identificabile;
 non monetaria;
 priva di sostanza fisica.
Attività
È una risorsa controllata dall’impresa come risultato di eventi passati dalla quale sono attesi in futuro flussi
di benefici economici. L’entità ha il controllo su un’attività quando ha il potere di usufruire dei futuri
benefici attesi e ha il potere di renderli esclusivi. I benefici economici possono essere ricavi derivanti dalla
vendita di prodotti, minor costi o altri benefici economici.
Identificabilità
Per definire l’identificabilità di un’attività si utilizzano:
 il criterio della separabilità: se l’attività e le passività collegate possono essere separate e divise
dall’azienda;
 il criterio contrattuale-legale: se l’attività deriva da diritti legalmente attribuiti sulla base di contratti
o dell’ordinamento giuridico.
Non monetaria
Non è denaro o altra attività che deve essere estinta in ammontare di denaro prefissato o determinabile.
Criteri per l’iscrizione dell’attività immateriale in bilancio
I criteri per l’iscrizione sono il criterio della probabilità di ottenimento dei benefici economici e il criterio
della misurazione attendibile. Se tali criteri sono soddisfatti contemporaneamente ai criteri definitori
l’attività è iscrivibile a bilancio.
Misurazione attendibile – Immateriali acquisiti in una business combination
In tale categoria rientrano i beni immateriali autonomamente identificabili (intangibili specifici) e
l’avviamento.
L’avviamento è:
1. la differenza positiva tra FV delle attività nette acquisite e il loro valore contabile;
2. i FV assest non rilevati in bilancio dell’azienda acquisita (intangibles);
3. FV del going concern element;
4. FV delle sinergie attese;
5. Sopravvalutazione del corrispettivo pagato;
6. Sopravvalutazione dovuta alla fase di contrattazione.
Il goodwill è un’attività aziendale che rappresenta il pagamento effettuato in anticipazione di futuri benefici
economici ottenibili da assets non individualmente valutabili. È quantificabile come differenza tra il costo
dell’azienda acquisita e il FV delle attività nette acquisite. Non è un’attività generica ma deve essere
attribuito alle parti ove si otterranno futuri benefici economici.
L’intangibile specifico è indipendente dall’iscrizione nel bilancio dell’acquisita. Deve essere riconosciuto
separatamente dal goodwill come bene immateriale se rispetta la definizione di asset individuabile ed è
riconoscibile. L’intangibile specifico acquisito in una business combination è per presunzione normalmente
sempre misurabile in modo attendibile. Il valore di iscrizione è il FV misurato facendo riferimento al
mercato attivo del bene se esiste oppure stimandolo.
Misurazione attendibile – Immateriali acquisiti individualmente
In tal caso il goodwill è sempre identificabile in modo autonomo e deve rispettare il criterio della
probabilità e della misurabilità per essere iscritto. Il costo comprende il prezzo di acquisizione e altri costi
direttamente imputabili alla transazione (es costo per consulenza professionale).
Misurazione attendibile – Immateriali generati internamente
Il goodwill generato internamente non è mai iscrivibile in bilancio in quanto non rispetta i criteri
dell’identificabilità e della misurabilità attendibile. Tra le attività immateriali generate internamente vi sono
i progetti di Ricerca e Sviluppo. La ricerca concerne le attività rivolte allo sviluppo di una nuova conoscenza
e i relativi costi sono iscritti a CE (es. ricerche di alternative per materiali, progetti, processi). Lo sviluppo,
invece, riguarda le attività di applicazione della conoscenza precedentemente all’avvio della produzione,
commercializzazione o utilizzazione e i relativi costi possono essere capitalizzati. Se non si possono
suddividere sono totalmente iscritti a CE. Un intangibile specifico derivante da un progetto di sviluppo può
essere riconosciuta come attività se:

 Vi è la possibilità tecnica di completamento e utilizzazione;


 Vi è intenzione di completamento e utilizzazione;
 Vi è capacità di utilizzazione o vendita;
 Sono dimostrabili i futuri benefici economici;
 Vi è disponibilità delle risorse tecniche ed economiche necessarie al completamento o utilizzazione;
 I costi specifici attribuibili sono misurabili.
Sono sempre esclusi dall’iscrizione se generati internamente:
 I marchi;
 Le testate giornalistiche;
 I diritti editoriali;
 Anagrafiche clienti etc..
perché è impossibile distinguerli dall’avviamento generato internamente
 Avviamento di un’attività;
 Spese per formazione personale;
 Spese pubblicitarie;
 Spese di riorganizzazione dell’impresa
perché devono essere contabilizzate in CE.
Il costo di iscrizione degli assets generati internamente corrisponde al totale dei costi sostenuti a partire
dalla data in cui l’asset ha rispettato i criteri di iscrivibilità (es. materiali, personale, servizi). I costi sostenuti
dopo il completamento non sono capitalizzabili a meno che possano probabilmente aumentare i futuri
benefici economici attesi dall’attività e possano essere misurati e attribuiti in modo attendibile.
Contabilizzazione successiva delle attività immateriali
La valutazione dei beni immateriali può avvenire mediante due modelli:
 Del costo;
 Della rivautazione (FV) applicato solo se esiste un mercato attivo dell’intangibile (per licenze taxi,
pesca).
Le attività immateriali si suddividono in attività con vita economica finita e indefinita (NON INFINITA). Per
definire l’appartenenza ad una o l’altra categoria si considera l’obsolescenza, la stabilità del settore, le
azioni della concorrenza e altri parametri.
I beni con vita economica finita sono ammortizzati periodicamente non necessariamente in quote costanti
ma in modo da riflettere gli effetti economici dell’utilizzo. Il periodo di vita di assets che derivano da diritti
contrattuali o giuridici non può superare il suddetto periodo ma può comunque includere l’eventuale
periodo di rinnovo.
I beni immateriale a vita utile indefinita sono sottoposti almeno annualmente all’impairment test ovvero
alla verifica del valore. Ad ogni data di chiusura del bilancio bisogna valutare se esiste qualche indicazione
sulla perdita durevole di valore (diminuzione del valore di mercato di un’attività, variazioni nell’ambiente
tecnologico, incremento tax interesse, obsolescenza, cambiamenti nell’utilizzo). Se esiste tale indicazione si
effettua una stiva formale del valore recuperabile che è il maggior valore tra il valore d’uso e il valore nello
scambio. Per i beni immateriali con vita utile indefinita e per l’avviamento il valore di realizzo deve essere
stimato con cadenza almeno annuale. L’impairment test può essere svolto in qualsiasi momento dell’anno
(anche in momenti diversi per beni diversi) ma alla stessa data ogni anno.
Beni immateriali con vita utile indefinita Impairment test almeno annualmente
o non ancora disponibili per l’uso
Avviamento acquisito
Altre attività Impairment test solo se vi sono indicazioni

Determinazione del valore recuperabile


È il maggior tra il FV (ricavo di vendita) al netto dei costi per vendere e il valore d’uso. Il valore d’uso è la
stima dei flussi di cassa che deriveranno dall’uso permanente dell’attività e della sua dismissione finale
applicando il tasso di attualizzazione più appropriato.
IAS 36 – Riduzione di valore delle attività (impairment test)
Il principio cardine è che le attività devono essere iscritte ad un valore non superiore a quello recuperabile.
Tale principio si applica alle immobilizzazioni materiali, alle partecipazioni in imprese controllate, collegate
e joint venture, alle attività immateriali e all’avviamento e ad altre attività se previsto da altri principi. Si
applica sia ai beni che alle CGU.

Cash generating unit: più piccolo gruppo di attività che comprende l’attività e che genera flussi finanziari in
entrata derivanti dall’uso continuativo e ampiamente indipendente dai flussi finanziari in entrata derivanti
dalle altre attività o gruppi di attività.

Il valore recuperabile è il maggiore tra il FV al netto dei costi di vendita e il valore d’uso. Se non vi è un
mercato attivo il valore recuperabile è il valore d’uso.
L’impairment test si applica ad una singola attività se l’attività è in grado di generare flussi di cassa in
entrata largamente indipendenti da quelli derivanti da altre attività. Eccezione a tale regola si ha per le
attività che non generano flussi di cassa largamente indipendenti se l’impresa è in grado di stimare il FV
netto e questo è maggiore al valore contabile o se si può assumere che il valore d’uso sia prossimo al FV
netto. La situazione si verifica quando i flussi di cassa derivano prevalentemente dalla vendita dell’attività.
Nella normalità dei casi il test si esegue per le immobilizzazioni materiali e immateriali con riferimento a
complessi di beni o a business unit mentre per le immobilizzazioni finanziarie può essere eseguito anche a
livello di singole partecipazioni, titoli e crediti.
Qualora l’impairment test non è applicabile alle singole attività bisogna individuare la CGU. L’identificazione
della stessa implica un giudizio soggettivo da parte degli amministratori i quali devono considerare le
modalità con le quali viene operato il controllo sulla gestione dell’entità. Se il controllo di gestione è
articolato per linee di prodotto le CGU sono le linee mentre se articolato in aree le CGU coincidono con le
aree monitorate.
Il valore contabile di una CGU è comprensivo del valore delle sole attività che possono essere ad essa
attribuite. Deve esservi coerenza tra le attività che rientrano nel conteggio del valore contabile e i flussi di
cassa utilizzati per la determinazione del valore d’uso. Si precisa nello IAS 36 che se il valore recuperabile
tiene conto anche di attività che non fanno parte della CGU allora anche il valore contabile ne deve tener
conto.
Casi particolari: corporate asset (attività ausiliarie o comuni)
Sono attività che non generano flussi finanziari in entrata indipendenti dalle altre attività o gruppi di attività
e i loro valori contabili non possono essere totalmente imputati alla CGU. Se un’attività ausiliaria può aver
subito una riduzione di valore si deve determinare il valore recuperabile della CGU a cui l’attività appartiene
ed esso è confrontato con il valore contabile. Se parte del valore contabile di un’attività comune può essere
allocata in modo ragionevole ad una CGU allora si procede con il confronto dei valori della CGU. Qualora
non sia possibile si confronta il valore contabile e recuperabile della CGU senza attività comuni, si identifica
il più piccolo gruppo di CGU a cui una parte del valore contabile delle attività comuni può essere allocato e
si confronta il valore contabile con quello recuperabile dello stesso.
Fair value
Il FV è il prezzo di offerta vincolante netto o il prezzo sul mercato attivo netto o il valore basato sulle
migliori informazioni disponibili.
Il valore d’uso
Per determinare il valore d’uso di deve considerare la stima dei flussi di cassa futuri, le aspettative in merito
alla variazione dei flussi, il valore temporale del denaro, il tasso di mercato al lordo delle imposte (free risk
e tasso di rischio specifico).
Perdita di valore
La perdita durevole di valore si rileva quando il valore contabile è maggiore del valore di recupero ed è pari
alla differenza tra i due valori. È iscritta a CE per attività valutate con il modello del costo, per le attività
valutate con il modello della rideterminazione per la parte eccedente la riserva di PN e se la perdita è
superiore al valore contabile mentre si utilizza una riserva per le attività valutate con il modello della
rideterminazione per la parte non eccedente la riserva di PN. Deve essere effettuato il ricalcolo
dell’ammortamento. (esercizi slides)
La perdita di valore di una CGU deve essere imputata all’avviamento, fino a concorrenza dello stesso, e
successivamente in proporzione al valore contabile di ciascuna attività. La riduzione delle singole attività,
tuttavia, non può portare le stesse al di sotto del loro FV netto e del loro valore d’uso se determinabili o
annullare l’importo. (esercizi slides)

Ripristino del valore


Se il valore contabile è minore del valore di recupero l’attività è incrementata sino al ripristiono del valore
contabile precedente alla svalutazione. È iscritta in CE per attività valutate al costo, per attività valutate con
il modello della rideterminazione per la parte di svalutazione precedentemente imputata a CE e per la parte
di svalutazione precedentemente iscritta a CE nel caso di perdita superiore al valore contabile. È iscritta a
incremento della riserva di PN per attività valutate con il modello della rideterminazione per la parte di
svalutazione precedentemente portata a diminuzione della riserva. (esercizi slides)
Impairment test in altri principi contabili internazionali
IAS 36 – impairment test applicato alle partecipazioni in imprese controllate, collegate e joint venture. Nel
caso di partecipazioni in imprese collegate valutate al patrimonio netto il valore recuperabile è calcolato
attualizzando i dividendi attesi e il valore di dismissione.
IAS 39 – impairment test a partecipazioni di minoranza, titoli a reddito fisso e crediti finanziari.
Le perdite di valore delle attività finanziarie devono essere calcolate se vi è obiettiva evidenza della
riduzione causata da uno o più eventi che impattano sui futuri flussi dell’attività stessa (es. difficoltà
finanziarie dell’emittente, accesso del debitore a pratiche concorsuali). La perdita è pari alla differenza fra il
valore contabile e il valore attuale dei flussi finanziari attesi con un tasso pari al rendimento corrente di
mercato di un’attività similare (valore in base ai flussi finanziari previsti – DCF). Le perdite di valore delle
partecipazioni valutate al costo non devono essere ripristinate negli esercizi successivi.
Per partecipazioni di minoranza non qualificata bisogna attualizzare i dividendi attesi e il valore di
dismissione.
I titoli a reddito fisso (attivo non corrente):
Per i titoli Held to maturity (valutati al costo ammortizzato) bisogna calcolare il valore attuale dei flussi
finanziari stimati utilizzando il tasso effettivo originario del titolo.
Per i titoli Avaible for sale (valutati al FV con riserva in PN) la riduzione di fair value rilevata a PN deve
essere stornata e imputata a CE. L’importo da stornare è pari alla differenza tra il costo di acquisizione e il
FV corrente della stessa.
Principali differenze tra IAS e OIC per impairment test
 Per i principi contabili internazionali non serve valutare se la perdita è durevole o meno;
 Nei principi IAS non c’è esplicita limitazione dell’impairment test alle sole immobilizzazioni;
 Gli OIC non forniscono un procedimento per il calcolo dei flussi finanziari attesi;
 Negli OIC non c’è la definizione di CGU;
 Gli OIC non permettono la valutazione al FV delle immobilizzazioni materiali e immateriali se
maggiore.

IFRS 13 – Valutazione del fair value


Il FV è il prezzo che potrebbe essere ricevuto per vendere un’attività o che dovrebbe essere corrisposto per
estinguere una passività in un’operazione normale tra partecipanti al mercato alla data in cui si effettua la
valutazione. L’attività citata può essere una singola attività oppure una CGU. Il FV è per i beni quotati il
prezzo di mercato (mark tu market) oppure il prezzo desunto per beni simili se il bene in oggetto non è
quotato ma beni similari si (mark to model). Infine, può essere determinato tramite modelli di valutazione.
Vi sono tre differenti approcci per la valutazione del FV:
 Market approach: utilizza prezzi e informazioni da operazioni di mercato;
 Cost approach: identifica l’importo che sarebbe richiesto per sostituire l’attività;
 Income approach: converte i flussi di cassa o reddituali in un valore attualizzato.
IL BILANCIO CONSOLIDATO
Introduzione
Il bilancio consolidato è il bilancio di un gruppo di imprese. L’entità che redige il bilancio è, dunque, una
pluralità di imprese costituita dalla società controllante (parent) e da tutte le società controllate
(subsidiaries). L’OIC 17 definisce come obiettivo del bilancio consolidato l’esposizione della situazione
patrimoniale, finanziaria ed economica di un gruppo di imprese viste come un’unica entità economica. Non
fornisce una definizione di gruppo ma può essere ricavata dall’area di consolidamento. L’IFRS 10, invece,
definisce il bilancio consolidato come il bilancio di un gruppo in cui le attività, passività, il PN, i costi, i ricavi
e i flussi finanziari della controllante e delle sue controllate sono presentati come se fossero un’unica entità
economica.
I gruppi di imprese possono essere classificati:

 In relazione al livello di integrazione: gruppo economico oppure gruppo finanziario;


 In relazione all’attività della capogruppo: holding pura o holding mista;
 In relazione alla configurazione del controllo: gruppi a struttura semplice, gruppi a struttura
complessa, gruppi a catena.
Caratteristiche del bilancio consolidato
Nello IAS 27 è definito che il bilancio separato è presentato da una controllante o da un investitore che
controlla congiuntamente o che esercita influenza notevole su una partecipata se le partecipazioni sono
contabilizzate al costo in aggiunta al bilancio consolidato e al bilancio in cui le partecipazioni in società
collegate o joint venture sono contabilizzate al PN. Se l’entità è esonerata dalla redazione del bilancio
consolidato o dall’applicazione del metodo al PN può presentare solo il bilancio separato.
Nel consolidato le singole attività e passività e i componenti del CE della capogruppo vanno sommati a
quelli delle controllate e devono essere sottratti tutti gli elementi economici e patrimoniali che hanno
natura di reciprocità (rapporti interni al gruppo). Tale documento fornisce informazioni sul gruppo ma non
informazioni di tipo giuridiche. Tutti i bilanci delle singole imprese del gruppo devono essere redatti alla
stessa data e utilizzando i medesimi principi. Qualora siano differenti è necessario trasformarli per renderli
uniformi.
Il bilancio consolidato non ha alcun utilizzo fiscale in Italia. Inoltre, deve essere depositato presso il registro
delle imprese unitamente al bilancio d’esercizio ma non deve essere approvato dall’assemblea dei soci. Non
è utilizzato per distribuire i dividendi agli azionisti i quali riceveranno i dividendi dalle singole imprese. È
redatto dagli amministratori della capogruppo.
Il bilancio consolidato deve contenere (art. 29 D.LGS 127/1991): SP, CE e NI. Quest’ultima dovrebbe
comprendere anche il rendiconto finanziario consolidato, il prospetto delle variazioni del PN consolidato e il
prospetto di raccordo tra PN e risultato d’esercizio della controllante e PN e risultato d’esercizio del
consolidato. [documenti consolidato secondo principi internazionali nello IAS 1 – vedi prima parte]
Soggetti obbligati alla redazione secondo la normativa italiana:
Sono obbligate alla redazione del bilancio consolidato:
 le SPA, le SAPA e le SRL che controllano altre imprese;
 le società cooperative e le mutue assicuratrici che controllano una SPA, SPA o SRL;
 le SNC e SAS con tutti i soci illimitatamente responsabili costituiti da SPA, SRL o SAPA.
Sono esonerati:
 le imprese controllati che unitamente alle controllate non abbiano superato per due esercizi
consecutivi almeno due dei limiti (attivo 20 mln, ricavi 50 mln, dipendenti 250) e non abbiano
emesso titoli quotati nei mercati regolamentati;
 le imprese che contemporaneamente: 1. sono controllate da una società che sia titolare di almeno
il 95% delle azioni o quote della controllata oppure quando la reazione del consolidato non sia
richiesta almeno sei mesi prima della fine dell’esercizio da soci che rappresentano almeno il 5% del
capitale sociale, 2. la controllante redige e sottopone al controllo il bilancio consolidato in uno stato
UE, 3. La controllata non ha emesso titoli in borsa.
Soggetti obbligati alla redazione secondo i principi internazionali
È obbligata alla redazione del consolidato un’entità che è una controllante ad eccezione:
 se l’entità controllante 1. è una società interamente o parzialmente controllata da un’altra entità e
tutti i terzi azionisti sono stati informati e non dissentano, 2. I suoi titoli di debito o di capitale non
sono negoziati in un mercato pubblico, 3. Non ha depositato e non ha intenzione di depositare il
bilancio presso la borsa valori per emettere strumenti finanziari in mercati pubblici, 4. La sua
capogruppo o controllante intermedia redige un consolidato per uso pubblico.
 Se l’entità è stata creata per piani per benefici a lungo termine per i dipendenti a cui si applica lo
IAS 19.
IFRS 10 – Il concetto di controllo
L’IFRS 10 richiede che l’entità parent presenti il bilancio consolidato, definisce il principio del controllo alla
base del consolidamento e spiega come applicarlo, e indica le modalità contabili di redazione del bilancio
consolidato.
Il concetto di controllo ha subito varie modifiche negli anni; attualmente un investitore controllo un’entità
oggetto di investimento quando è esposto a rendimenti variabili o detiene diritti su tali rendimenti,
derivanti dal proprio rapporto con la stessa, e nel contempo, ha la capacità di incidere su tali rendimenti
esercitando il proprio potere. Gli elementi del concetto di controllo sono dunque:
1. potere sull’entità;
2. esposizione al rischio o a diritti derivanti da rendimenti variabili;
3. possibilità di influenzare i rendimenti.
Prima dell’emanazione dell’IFRS 10 il concetto di controllo era legato al possedimento della maggioranza
dei voti in assemblea. Nel suddetto standard è specificato un unico modello di controllo, è specificatamente
trattato il controllo di fatto, sono considerati i diritti di voto potenziali sostanziali ed è previsto il rapporto di
agenzia.
Nella determinazione dello scopo e della costituzione della partecipata bisogna considerare: le attività
rilevanti (vendita e acquisto beni, gestione finanziaria), come vengono prese le decisioni relative a tali
attività, chi ha la capacità di condurle e chi riceve i rendimenti.
Identificazione del potere
Bisogna identificare quale parte detiene il potere sull’entità ovvero detiene diritti esistenti che conferiscono
la possibilità di dirigere le attività rilevanti. Tra tali diritti rientrano: diritti di voto e di voto potenziale (es.
obbligazioni convertibili), diritto ad assumere personale chiave etc. Il potere non deriva da diritti di
protezione i quali sono correlati ai finanziamenti e servono a tutelare l’investitore. La qualificazione del
potere richiede sempre una valutazione caso per caso.
Valutazione dei rendimenti
È necessario valutare se l’investitore vanti diritti su rendimenti variabili dell’entità derivanti dal proprio
coinvolgimento nella stessa. Sono inclusi i dividendi, le remunerazioni e le economie di scala.
Valutazione del legame
Bisogna valutare se l’investitore ha l’abilità di usare il suo potere per influenzare i rendimenti mediante il
suo coinvolgimento nell’investimento. Se è applicabile la valutazione determina se l’investitore è un
principale (mandante) o un agente (l’agente non controlla un’entità).
Quando un’entità controlla una o più entità deve procedere al consolidamento.
IFRS 11 – Il controllo congiunto
Lo standard definisce il concetto di controllo congiunto e le modalità di determinazione delle tipologe di
joint arrangement. Un joint arrangement è un contratto attraverso il quale due o più parti hanno un
controllo congiunto sul contratto. Si manifesta quando le decisioni richiedono il consenso unanime. Vi sono
due tipologie di joint arrangement:
 Joint operation: in cui le parti hanno il controllo sulle attività e passività oggetto dell’accordo;
 Joint venture: in cui l’oggetto del controllo sono le attività nette (PN).
La forma legale non è più l’unico fattore da considerare per la definizione della tipologia di JA tuttavia è
quello più importante.
Nel caso in cui il controllo sia classificato come Joint operation si contabilizzano le attività, le passività, i
costi e i ricavi la proporzionale alla partecipazione posseduta.
Nel caso in cui il controllo sia classificato come Joint venture si utilizza il metodo del patrimonio netto.
IAS 28 – Partecipazioni in società collegate: l’influenza notevole
Si ha una partecipazione in impresa collegata se l’investitore ha un’influenza notevole. L’influenza notevole
corrisponde al potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della
partecipata senza averne il controllo o controllo congiunto. Si presume che si abbia influenza notevole
quando l’investitore possiede direttamente o indirettamente almeno il 20% dei diritti di voto nelle società
non quotate e almeno il 10% nelle società quotate. In caso contrario si presume che l’influenza notevole
non ci sia, salvo dimostrazione del contrario. Nella valutazione devono essere considerati i diritti di voto
potenziali che siano correntemente esercitabili o convertibili.
Anche in tale situazione l’entità che esercita l’influenza procede alla contabilizzazione delle partecipazioni
con il metodo del patrimonio netto.
Controllo Joint operation Joint venture Influenza notevole Altro
Consolidamento Rilevazione di attività, Contabilizzazione Contabilizzazione al Contabilizzazione
integrale passività, costi, ricavi al metodo del PN metodo del PN al costo o al FV
in relazione alla
partecipazione
Il controllo secondo il codice civile
Si ha il controllo su una società quando:
 Si dispone della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria (controllo di diritto);
 Si dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria
(controllo di fatto);
 Si configura un’influenza dominante in virtù di particolari vincoli contrattuali (controllo
contrattuale);
Teorie del consolidamento
Teoria dell’entità – metodo di consolidamento globale
Si considera il gruppo come un’unica entità economica e evidenzia i risultati integrali del gruppo a
prescindere dalla divisione tra i soci del capitale. Nella controllante è iscritto il 100% della controllata anche
se non interamente posseduto dalla stessa. Il PN e il reddito appartengono al gruppo nel complesso senza
distinzioni delle interessenze di terzi.
Teoria della capogruppo – metodo di consolidamento integrale
Si considera il gruppo come un’unica entità economica e viene dato rilievo alle effettive percentuali di
proprietà degli azionisti di minoranza. Nella controllante è iscritto il 100% della controllata ma con
distinzione tra la quota posseduta dagli azionisti di minoranza. Il PN e il reddito sono evidenziati
separatamente per mostrare le effettive interessenze di terzi.
Teoria della proprietà – metodo di consolidamento proporzionale
Il bilancio consolidato risulta come estensione del bilancio della capogruppo per le porzioni di attività e
passività detenute nelle controllate. Nella controllante si iscrivono le attività e passività solo per la
percentuale posseduta. Il PN e il risultato di esercizio iscritti sono quelli della capogruppo,
Metodo del patrimonio netto o consolidato sintetico
È una forma sintetica del consolidamento proporzionale. In questa situazione i risultati della controllata
sono esposti nel valore della partecipazione che è pari alla frazione del patrimonio netto della stessa.
Il metodo di consolidamento integrale
Processo di consolidamento integrale
1. Definizione dell’area di consolidamento;
2. Deifinizione della data del consolidato;
3. Utilizzo di criteri omogenei di valutazione dei bilanci delle diverse società;
4. Scelta della valuta del consolidato;
5. Aggregazione dei bilanci delle singole società;
6. Rettifiche\scritture di consolidamento.
Definizione dell’area di consolidamento
Nell’OIC 17 è l’insieme delle società che vengono include nel consolidato tenendo conto del criterio del
controllo e della rappresentazione corretta e veritiera della situazione patrimoniale, finanziaria e
economica. Le casistiche di esclusione riguardano il criterio dell’irrelevanza della controllata (se la
partecipazione è irrilevante), il criterio della limitazione dei diritti della controllante (limitazioni al contro
per procedure concorsuali), impossibilità di reperire informazioni, per partecipazioni destinate
all’alienazione.
Nell’IFRS 10 l’area di consolidamento deriva direttamente dalla definizione di gruppo: parent + subsidiaries.
Definizione della data del consolidato
Nell’OIC 17 è la data della controllante o della maggior parte delle imprese del gruppo. Se le date non
coincidono bisogna redigere un bilancio annuale intermedio alla data del consolidato.
L’IFRS 10 prevede che la data di redazione del bilancio della controllante sia uguale a quella delle
controllate. Se risultano diverse le controllate devono redigere un bilancio intermedio alla data della
controllante. Qualora risultasse eccessivamente oneroso si può utilizzare il bilancio più recente ma tenendo
conto delle operazioni o fatti più significativi e le date non possono differire di più di tre mesi.
I criteri di valutazione
L’OIC 17 prevede che i bilanci siano redatti con gli stessi criteri e l’esposizione delle voci deve essere
uniforme. Ciò può essere derogato se la rappresentazione migliora o se le differenze sono irrilevanti.
L’IFRS 10 prevede che i bilanci siano redatti con riferimento a principi contabili uniformi per operazioni
simili in circostanze similari. Se ciò non avviene devono essere apportate delle rettifiche per uniformare i
bilanci. (esercizio slides)
Scelta della valuta del consolidato
L’OIC 17 prevede la redazione in migliaia di euro mentre i principi contabili internazionali fanno riferimento
alla valuta funzionale.
Rettifiche\scritture di consolidamento.
1. Eliminazione del valore contabile della partecipazione e corrispondente parte di patrimonio netto
di ciascuna controllata;
2. Identificazione delle partecipazioni di minoranza nel CE complessivo;
3. Identificazione separata delle partecipazioni di minoranza nell’attivo netto con riferimento al valore
delle stesse alla data di acquisizione e della quota parte delle variazioni di PN alla data di
aggregazione.
Le partecipazioni di minoranza sono presentate separatamente al PN dei soci della controllante e l’utile
riferibile a tali partecipazioni è inserito distintamente nel CE complessivo.
Risulta necessario eliminare le operazioni infragruppo quali:
 Saldi, operazioni, ricavi, dividendi e costi infragruppo;
 Utili e perdite da operazioni infragruppo;
 Le perdite infragruppo devono essere rilevate;
 Per le differenze temporanee si applica lo IAS 12.
È altresì necessario:
 Includere i costi e ricavi dalla data di acquisizione (e fino alla perdita del controllo);
 I costi e ricavi basati sul valore delle attività e passività rilevate nel consolidato;