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-ISTITUTO TEOLOGICO "SANTA FARA"-

DIRITTO CANONICO II
Libro IV (CIC)

A.A. 2018/2019
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DIRITTO CANONICO II
Programma dell'A.A. 2018/2019

La funzione di santificare della Chiesa

Introduzione

◼ Funzione di santificare, tramite soprattutto:


o Sacra liturgia (esercizio della funzione sacerdotale di Cristo nel
quale, per mezzo di segni visibili viene significata e realizzata
santificazione degli uomini + culto a Dio);
▪ Sacrificio offerto in nome della Chiesa, da persone
legittimamente incaricate;

◼ La esercitano:
o Vescovi (principali dispensatori dei misteri di Dio, moderatori,
promotori e custodi di tutta la vita liturgica nella Chiesa);
o Presbiteri (partecipi del sacerdozio di Cristo, come suoi ministri sotto
l'autorità del Vescovo: sono consacrati per celebrare il culto divino e
santificare il popolo);
o Diaconi;
o Parte loro propria anche i fedeli partecipando attivamente secondo
modalità proprie nelle celebrazioni liturgiche;

◼ Azioni liturgiche → non sono azioni private ma "sacramento di unità"


(popolo santo radunato e ordinato sotto la guida dei Vescovi);
o Per loro natura: celebrazioni comunitarie;

◼ Regolamentazione della Liturgia: Santa Sede;


o Le CE preparano le versioni dei libri liturgici, e autorizzano le
versioni in lingua corrente, vigilando dell'osservanza;
o Vescovi: per la Chiesa a lui affidata spetta nei limiti dare norme in
materia liturgica;

◼ Altri mezzi per la funzione di santificare:


o Preghiera;
o Opere di penitenza;
o Opere di carità;

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1- I Sacramenti

◼ Istituiti da Cristo Signore e affidati alla Chiesa, in quanto azioni di


Cristo e della Chiesa, sono segni e mezzi mediante i quali la fede viene
espressa e irrobustita, si rende culto a Dio e si compie la santificazione
degli uomini, e pertanto concorrono sommamente a iniziare, confermare e
manifestare la comunione ecclesiastica;

◼ Competenza unicamente della suprema autorità approvare e definire i


requisiti per la loro validità, determinare gli elementi per la lecita
celebrazione, amministrazione e recezione, nonché il rito da osservarsi per
la celebrazione;

◼ Chi non ha ricevuto il battesimo non può essere ammesso validamente agli
altri sacramenti;
o Iniziazione cristiana: battesimo, confermazione, Eucarestia (tra loro
congiunti);

◼ Non possono esser negati a chi li chiedono opportunamente, ben disposti e


senza proibizione di riceverli;

◼ Ministri cattolici → Amministrano lecitamente solo per i fedeli cattolici, e


viceversa;
o Ma per necessità o per vera utilità spirituale → è lecito ai fedeli che
non possono accedere al ministro cattolico, ricevere Penitenza,
Eucarestia e Unzione da ministri non cattolici (nella cui Chiesa sono
validi);
o Ministri cattolici → amministrano lecitamente Penitenza, Eucarestia
e Unzione ai membri delle Chiese orientali non in piena comunione
con la Chiesa cattolica (se li richiedono spontaneamente e siano ben
disposti), e a Chiese ad essa equiparate;
o In caso di pericolo di morte o per grave necessità → i ministri
cattolici amministrano lecitamente i medesimi sacramenti anche agli
altri cristiani non in comunione che non possono accedere al proprio
ministro, che lo chiedano spontaneamente, manifestino circa gli stessi
sacramenti la fede cattolica, e siano ben disposti;

◼ Battesimo, Confermazione e Ordine imprimono il carattere: non possono


essere ripetuti;

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◼ Per la celebrazione: libri liturgici;

◼ Oli da usare quando serve: olivi o altre piante, consacrati e benedetti dal
Vescovo e recente;

a. Il battesimo

◼ Porta dei Sacramenti, necessario di fatto o almeno nel desiderio per la


salvezza, mediante il quale gli uomini:
o vengono liberati dai peccati;
o sono rigenerati come figli di Dio;
o e, configurati a Cristo con carattere indelebile, vengono incorporati
alla Chiesa;

◼ È validamente conferito soltanto mediante il lavacro di acqua vera con la


forma verbale stabilita;

i. La celebrazione del battesimo

◼ Amministrato secondo il rito stabilito nei libri liturgici approvati (salvo casi
di necessità dove basta ciò che è richiesto per la validità);

◼ Va opportunamente preparata:
o Catecumenato per l'adulto + iniziazione sacramentale attraverso vari
gradi, secondo il rito;
o Genitori dei bambini da battezzare + padrini → istruzione sul
significato del sacramento e obblighi inerenti;
▪ Adulto → chi è uscito dall'infanzia (> 7) e ha raggiunto l'uso di
ragione;
▪ Bambino → < 7 e anche chi non è responsabile dei suoi atti;

◼ Acqua da usarsi → a parte necessità, deve essere benedetta secondo le


disposizioni dei libri liturgici;
o Immersione o infusione (secondo le disposizioni della CE);

◼ Nome di battesimo: non estraneo al senso cristiano;

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◼ Meglio celebrarlo di domenica o nella veglia pasquale;

◼ A parte la necessità, luogo proprio: chiesa o oratorio;


o Adulto: nella propria chiesa parrocchiale (ogni chiesa parrocchiale
deve avere il fonte battesimale, che però potrebbe anche essere in
altre chiese per permissione dell'Orinario del luogo sentito il parroco
e per comodità dei fedeli);
o Bambino: in quella dei genitori;
▪ In caso di necessità: battesimo anche in altre chiese o oratori
nei confini della parrocchia;
▪ Mai nelle case private a parte se per grave causa e per necessità
l'Ordinario non lo abbia permesso; Idem negli ospedali;

ii. Il ministro del battesimo

◼ Ministro ordinario = Vescovo, presbitero, diacono;


o Se manca o è impedito → catechista o altra persona incaricata
dall'Ordinario del luogo (in caso di necessità chiunque, mosso da
retta intenzione → i fedeli vanno istruiti a questo);
o A parte necessità → nessuno, senza la licenza, può conferire
battesimo in territorio altrui, neppure ai propri fedeli;
o Battesimo degli adulti (o > 14 almeno): può esser deferito dal
Vescovo diocesano affinché lo amministri personalmente;

iii. I battezzandi

◼ Ogni uomo non battezzato; per un adulto: deve manifestare la volontà di


riceverlo, essere istruito nelle verità di fede e sui doveri cristiani, e sia
provato nella vita cristiana per mezzo del catecumenato;

◼ Se in pericolo di morte: può riceverlo se lo chiede e conosce qualche verità


di fede, promettendo di osservare i comandamenti;

◼ L’adulto, subito dopo, dovrebbe ricevere confermazione ed Eucarestia;

◼ Genitori: obbligo di battezzare i figli nelle prime settimane o comunque al


più presto;
o Se il bambino è in pericolo di morte: subito senza indugio;

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◼ Battesimo del bambino:
o Necessario consenso dei genitori (o di 1 di essi);
o Speranza di educazione cristiana (se manca: il battesimo viene
differito dando le ragioni ai genitori);
o Bambino di cattolici o non, in pericolo di morte: battezzato
lecitamente anche contro la volontà dei genitori;
o Lecitamente battezzato il bambino di non cattolici se i genitori o chi
ne fa le veci lo chiedono;

◼ Dubbio sul battesimo (se c’è mai stato o se è valido) di una persona dopo
ricerca accurata: celebrazione battesimo sotto condizione; (il battesimo va
conferito comunque dopo aver esposto al battezzando la dottrina sul
battesimo, o ai genitori se è bambino, nonché dopo aver illustrato le ragioni
della dubbia validità del battesimo);

iv. I padrini

◼ Compito: assistere il battezzando adulto nell'iniziazione cristiana, e


presentare al battesimo con i genitori il battezzando bambino e parimenti
cooperare affinché il battezzato conduca una vita cristiana conforme al
battesimo e adempia fedelmente gli obblighi ad esso inerenti.

◼ Solo un padrino, solo una madrina, o un padrino e una madrina;

◼ Requisiti:
o Designato dal battezzando o dai genitori (se mancano dal parroco o
dal ministro), deve voler esercitare l’incarico;
o Almeno 16 anni (a meno che il Vescovo non stabilisce altra età, o
eccezione per giusta causa);
o Cattolico con confermazione ed Eucarestia, e conduca vita di fede;
o No pene canoniche;
o Non deve essere il padre o la madre del battezzando;

◼ Eventuale padrino o madrina non cattolici? No: solo come testimone ed


insieme ad un altro padrino o madrina cattolico/a;

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v. Prova e annotazione del battesimo conferito

◼ Colui che amministra il battesimo faccia in modo che, qualora non sia
presente il padrino, vi sia almeno un testimone mediante il quale possa
essere provato il conferimento del battesimo.

◼ Per provare, è sufficiente la dichiarazione di un solo testimone al di sopra


di ogni sospetto, o il giuramento dello stesso battezzato, se egli ha ricevuto
il battesimo in età adulta.

◼ Il parroco del luogo dove si celebra il battesimo, deve diligentemente e


senza alcun indugio registrare nel libro dei battesimi i nomi dei
battezzati, facendo menzione del ministro, dei genitori, dei padrini e, se vi
sono, dei testimoni, del luogo e del giorno del battesimo conferito,
indicando al tempo stesso il giorno e il luogo della nascita.

◼ Se si tratta di un figlio adottivo, si scrivano i nomi degli adottanti, e, almeno


se così viene fatto nell'atto civile della regione, dei genitori naturali, attese
le disposizioni della Conferenza Episcopale.

◼ Qualora il battesimo non sia stato amministrato né dal parroco, né alla sua
presenza → informare del suo conferimento il parroco della parrocchia nella
quale il battesimo è stato amministrato, perché lo annoti.

b. La confermazione

◼ Imprime il carattere;

◼ Con essa i battezzati:


o Sono arricchiti del dono dello Spirito;
o Vincolati più perfettamente alla Chiesa;
o Vengono corroborati;
o Vengono obbligati ad essere testimoni di Cristo con parole e opere e
a diffondere e difendere la fede;

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i. Celebrazione della confermazione

◼ Unzione del crisma sulla fronte con imposizione mano + parole prescritte
dai libri liturgici;

Crisma: consacrato dal Vescovo;

◼ Celebrazione: meglio in Chiesa durante la Messa (a meno che non vi sia


giusta e ragionevole causa per farlo altrove);

ii. Ministro della confermazione

◼ Ordinario → Vescovo;
o Ma anche il presbitero se con facoltà (in forza del diritto universale
o per concessione speciale dell’autorità);

◼ Può amministrare la Confermazione:


o Gli equiparati al Vescovi nella propria circoscrizione;
o Il presbitero in forza dell’ufficio o del mandato del Vescovo
o Parroco o ogni presbitero in caso di pericolo di morte;

◼ In caso di necessità il Vescovo può concedere a uno o più presbiteri


l’amministrazione della Conf.

◼ Per causa grave, il ministro della conf. può associare a sé altri presbiteri
perché anch’essi l’amministrino;

◼ Presbitero con facoltà: solo verso coloro in favore dei quali è concesso;

◼ Vescovo nella diocesi: può conferire anche ai non sudditi salvo proibizione
del loro Ordinario;

◼ Per altra diocesi: serve la licenza almeno presunta dell’Ordinario;

◼ Presbitero con facoltà: conferisce lecitamente anche agli estranei nel


territorio a lui designato (salvo divieto dell’Ordinario). Fuori dal territorio:
non valido;

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iii. Confermandi

◼ Capace di ricevere ogni battezzato (solo il battezzato) non confermato;

◼ Deve essere preparato e ben disposto (salvo pericolo di morte);

◼ Sacramento da ricevere tempestivamente;

◼ Età: della discrezione (salvo che la CE non l’abbia determinata, o vi sia


pericolo di morte, o grave causa);

iv. Padrini

◼ Compito:
o Provvedere che il confermato si comporti come vero testimone di
Cristo e adempia fedelmente gli obblighi del Sacramento;

◼ È conveniente sia lo stesso del battesimo;

v. Prova e annotazione dell'avvenuta confermazione

◼ Come per il battesimo;

◼ Trascrizione: nel libro dei cresimati o in quello da conservare


nell’archivio parrocchiale se così stabilisce CE o Vescovo;

◼ Va informato il parroco del luogo del battesimo perché anche nel libro dei
battezzati sia annotata l’avvenuta crismazione;

c. La Santissima Eucarestia

◼ Augustissimo Sacramento:
o In cui Cristo Signore è presente, viene offerto ed è assunto;
o Mediante il quale la Chiesa vive e cresce;

◼ È memoriale della morte e della risurrezione del Signore:


o Nel quale si perpetua nei secoli li Sacrificio della croce;

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◼ È culmine e fonte del culto e della vita cristiana;

◼ Mediante esso:
o È significata e prodotta l’unità del popolo di Dio;
o Si compie l’edificazione del Corpo di Cristo;

◼ Gli altri sacramenti e opere ecclesiastiche di apostolato sono uniti


all’Eucarestia e ad essa sono ordinati;

◼ Fedeli:
o Abbiano sommo onore di essa;
o Partecipino attivamente alla Celebrazione;
o Ricevano con frequenza e devozione il Sacramento venerandolo con
adorazione;
o Vengano istruiti dai pastori;

i. La Celebrazione Eucaristica

◼ Azione di Cristo e della Chiesa;


o In essa Cristo (mediante il sacerdote), offre al Padre se stesso,
sostanzialmente presente sotto le specie del pane e del vino e si
dono come cibo spirituale ai fedeli associati alla sua offerta;

◼ Popolo di Dio: chiamato a radunarsi in unità sotto la presidenza del


Vescovo o del presbitero da lui dipendente → agiscono nella persona di
Cristo. Fedeli: attivi e partecipativi secondo i diversi ordini e compiti
liturgici;

◼ Sia ordinata in modo che tutti traggano da essa abbondanza di frutti, per
il conseguimento dei quali Cristo l’ha istituita;

1. Ministro

◼ Solo il sacerdote validamente ordinato;

◼ Celebra lecitamente solo il sacerdote non impedito per legge canonica;

◼ Può applicare la Messa per chiunque (vivi e defunti);

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◼ Possibilità della concelebrazione (rimanendo la possibilità per i singoli
della celebrazione individuale ma non nello stesso tempo);

◼ I sacerdoti celebrino frequentemente (raccomandata la Messa quotidiana,


anche senza fedeli è atto di Cristo e della Chiesa);

◼ A parte i casi in cui sia lecito, non si può celebrare più di una volta al
giorno;
o Solo dove c'è scarsità di sacerdoti, l'Ordinario può permettere di
celebrare 2 volte, e per necessità pastorale 3 volte nelle domeniche e
nelle feste di precetto;

◼ Non celebrare senza fedeli se non per giusta e ragionevole causa;

◼ Diaconi e laici: non possono proferire le orazioni (soprattutto la preghiera


eucaristica) o eseguire le azioni proprie del sacerdote celebrante;

◼ Vietata la concelebrazione con sacerdoti/ministri delle Chiese o comunità


non in piena comunione con la Chiesa Cattolica;

◼ Importante prepararsi con la preghiera alla celebrazione prima, e rendere


grazie dopo;

◼ Ministro ordinario della Comunione:


o Vescovo;
o Presbitero;
o Diacono;

◼ Ministro straordinario:
o Accolito;
o Altro fedele incaricato;

◼ Diritto e dovere del Viatico per i malati → parroco, vicari parrocchiali,


cappellani, superiori di IR clericali o SVA;
o In caso di necessità: qualsiasi sacerdote o altro ministro della
comunione, con la licenza almeno presunta del parroco, del
cappellano, del Superiore (che devono poi essere informati);

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2. Partecipazione

◼ Ogni battezzato (che non abbia proibizione dal diritto);

◼ Per i fanciulli: devono avere una sufficiente conoscenza e un'accurata


preparazione per poter percepire il mistero di Cristo;
o Ma in pericolo di morte, l'Eucarestia può esser data se il fanciullo
distingue il Corpo di Cristo dal cibo normale, e la riceve con
riverenza;

◼ Dovere dei genitori (o chi ne fa le veci) e del parroco: preparazione dei


bambini che han raggiunto l'uso di ragione. Vanno preparati e alimentati di
questo cibo, premessa la confessione;

◼ Non possono accedervi:


o Scomunicati;
o Interdetti;
o Chi persevera in peccato grave manifesto;

◼ Chi in peccato grave: non celebri né si comunichi prima della Confessione


(salvo gravi ragioni, senza che vi sia possibilità di confessarsi: in questo
caso deve porre un atto di contrizione perfetta, col proposito di confessarsi
quanto prima);

◼ Chi ha già ricevuto l'eucarestia: può riceverla solo una 2° volta nello stesso
giorno (entro alla celebrazione a cui partecipa);

◼ Comunione: dentro la Messa, ma a chi la chiede al di fuori per giusta causa


può essere concesso (osservando i riti liturgici);

◼ Digiuno eucaristico: 1 ora (a parte acqua e medicine);


o Sacerdote: se celebra 2 o 3 volte, può prendere qualcosa prima della
2° o 3° celebrazione anche prima di 1 ora;
o Anziani, malati, e gli addetti alle cure, possono accedere anche se han
preso qualcosa entro l'ora;

◼ Ogni fedele → Obbligo di ricevere la comunione almeno 1 volta l'anno


(durante il tempo pasquale, a meno che per giusta causa non venga
compiuto in altro tempo);

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◼ Pericolo di morte: Comunione come Viatico (anche più di una volta);
o Viatico: non venga differito molto (chi ha la cura d'anime vigilino
che gli infermi ne ricevano il conforto nel pieno possesso delle loro
facoltà);

3. Riti e cerimonie

◼ Celebrazione: con pane e vino;

◼ Sacra Comunione → sotto la sola specie del pane, o sotto le due specie. In
caso di necessità anche solo vino;
o Si usi il pane azzimo;

◼ Non è assolutamente lecito consacrare una materia senza l'altra, o


consacrarle fuori dalla Messa;

◼ I presbiteri e diaconi usino le vesti sacre;

◼ Sacerdoti anziani: possono celebrare seduti (ma non davanti al popolo salvo
licenza dell'Ordinario);

◼ Ciechi o infermi: assistenza se il caso lo esige di un altro sacerdote o


diacono o di un laico istruito;

4. Tempo e luogo della celebrazione

◼ In qualsiasi giorno o ora (eccettuati quelli esclusi dalle norme liturgiche);

◼ Celebrazione: nel luogo sacro (salvo casi particolari di necessità: in tal caso
→ luogo decoroso);

◼ Celebrazione: su un altare dedicato o benedetto (fuori dal luogo sacro


invece può esser usato un tavolo adatto, coperto però con tovaglia e
corporale);

◼ Per giusta causa e con licenza dell'Ordinario del luogo si può celebrare in
qualche chiesa non in comunione con la cattolica (allontanato il pericolo di
scandalo);

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ii. Conservazione e venerazione dell'Eucarestia

◼ Santissima Eucarestia:
o Da conservare nella Chiesa cattedrale (o equiparata), parrocchiale, o
nella chiesa oratorio annessa ad istituto religioso o SVA;
o Può esser conservata nella cappella privata del Vescovo e, su licenza
dell'Ordinario del luogo, nelle altre chiese, oratori o cappelle private;

◼ Vi deve essere chi ne abbia cura + celebrare Messa 2 volte al mese;

◼ Non lecito conservare l'eucarestia presso di sé o portarla in viaggio (a parte


necessità pastorali o osservate le disposizioni del Vescovo);

◼ Istituto religioso o altra pia casa: Eucarestia conservata solo in


Chiesa/oratorio principale (in altro oratorio col consenso dell'Ordinario);

◼ Le Chiese stiano aperte almeno per qualche ora al giorno (se non vi si
oppone grave ragione);

◼ Santissima Eucarestia:
o Da conservare in un solo tabernacolo della Chiesa/oratorio;
o Tabernacolo:
▪ Collocato in una parte della chiesa/oratorio distinta, visibile,
ornata decorosamente, adatta alla preghiera;
▪ Sia inamovibile, costruito con materiale solido non trasparente
e ben chiuso;
o Per causa grave: si può conservare durante la notte in altro luogo più
sicuro e decoroso;
o Chiave del tabernacolo: custodita con la massima diligenza;

◼ Ostie → nella pisside o in un piccolo vaso in quantità sufficiente per i fedeli


(consumate le precedenti, vengano rinnovate spesso);

◼ Lampada davanti al tabernacolo: che indichi e onori la presenza di Cristo;

◼ Possibilità di compiere esposizioni (sia con la pisside che con l'ostensorio,


osservando le norme liturgiche);
o Non durante la Messa (nella stessa navata);

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o Ogni anno si compia quella solenne per un tempo conveniente, per
l'adorazione (ma solo se vi è una adeguata affluenza di fedeli e
osservando le norme);
o Ministro dell'esposizione e della benedizione: sacerdote o diacono;
in casi speciali, solo dell'esposizione: accolito, ministro straordinario
della comunione o altra persona designata dall'Ordinario del luogo
(osservando le disposizioni del Vescovo);

◼ Ove possibile a giudizio del Vescovo, si svolga la processione eucaristica


(soprattutto al Corpus Domini);

iii. L'offerta per la celebrazione della Messa

◼ Lecito per il sacerdote che celebra ricevere l'offerta per un'intenzione;


o Vivamente raccomandato ai sacerdoti di celebrare la Messa per
l'intenzione dei fedeli soprattutto più poveri, anche senza offerta;

◼ Con le offerte i fedeli contribuiscono al bene della Chiesa e partecipano alla


sua sollecitudine per il sostentamento dei ministri e delle opere;

◼ No trattazione o commercio!

◼ Le messe vanno applicate secondo le intenzioni delle offerte;

◼ Il ministro che riceve le offerte (anche se vanno perdute) è obbligato ad


applicarle;

◼ Il sacerdote che celebra più messe al giorno può applicare un'intenzione


ciascuna ma, a parte Natale, può tenere per sé le offerte di una sola messa
(le altre per le finalità dell'Ordinario);
o Il concelebrante invece non può percepire l'offerta per la Messa;

◼ A stabilire l'offerta da dare:


o Concilio provinciale o riunione dei Vescovi della provincia, per tutta
la provincia → il sacerdote non può chiedere una somma
maggiore, ma può riceverne una spontanea (maggiore o minore);

◼ Non è lecito accettare tante offerte per messe da applicare personalmente


alla quali non si può soddisfare entro l'anno;

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◼ In caso di offerte per Messe > di quante se ne possano celebrare nel luogo
→ è lecito celebrarle altrove (salvo volontà contraria degli offerenti);

◼ Si può affidare ad altri la celebrazione di Messe da applicare → l'offerta


ricevuta va trasmessa. Chi lo fa deve provvedere alla celebrazione, fino a
che non ha la prova dell'obbligo e dell'offerta pervenuta;

◼ Tempo per le messe da applicare: dalla ricevuta offerta;

◼ Messe ricevute, messe trasmesse ad altri e messe già celebrate: da segnare


nel registro messe;

◼ Ordinario del luogo e Superiore per gli Istituti: hanno il diritto e il dovere
di vigilare sull'adempimento degli oneri delle Messe;

◼ Vi deve essere il registro speciale in cui si annotano: numero di Messe da


celebrare, l'intenzione, l'offerta data e l'avvenuta celebrazione;
o L'Ordinario è tenuto all'obbligo di prendere visione ogni anno di tali
registri, personalmente o tramite altri;
d. Sacramento della Penitenza

◼ I fedeli:
o Confessando i peccati al legittimo ministro;
o Essendone contriti, col proposito di emendarsi;
o Per l'assoluzione del ministro ottengono:
▪ da Dio il perdono dei peccati commessi dopo il battesimo;
▪ e vengono riconciliati con la Chiesa che, peccando, hanno
ferito;

i. Celebrazione del Sacramento

◼ Unico modo ordinario:


o Confessione individuale integra e assoluzione;
▪ Solo una impossibilità fisica o morale scusa dalla confessione
(e la riconciliazione si può ottenere in altri modi);

◼ Assoluzione impartita in modo generale:

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o Unici casi in cui può essere impartita la assoluzione in modo
generale:
▪ Pericolo di morte (e il sacerdote non ha tempo di ascoltare i
singoli);
▪ Grave necessità (tanti penitenti, pochi confessori, e i penitenti,
non per loro colpa, sarebbero costretti a rimanere a lungo
privi della grazia sacramentale);
• Non vale invece per la sola grande affluenza di penitenti
e pochi confessori (come in un pellegrinaggio, o in una
festa);
o Il Vescovo comunque determina quali siano i casi di necessità, tenuto
conto dei criteri concordati con la CE;
o Fedele, perché usufruisca validamente della assoluzione a più
persone, deve:
▪ Essere ben disposto;
▪ Fare il proposito di confessare al momento debito i singoli
peccati gravi;
o Per questo è importante istruire i fedeli su questo;
o Anche per il pericolo di morte, se c'è tempo sufficiente, venga
premessa l'esortazione a porre l'atto di contrizione;
o Chi riceve l'assoluzione generale, si accosti quanto prima,
offrendosene l'occasione, alla confessione individuale (salvo giusta
causa);

◼ Luogo proprio → Chiesa o oratorio;

◼ Sede → norme della CE, garantendo però:


o Confessionali in luogo aperto (al di fuori dei confessionali solo per
giusta causa);
o Grata;

ii. Ministro

◼ Solo il sacerdote;

◼ Deve avere la facoltà (per il diritto stesso o per concessione della


competente autorità);

◼ Papa e Cardinali: possono ricevere ovunque la confessione dei fedeli;


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◼ Vescovi: idem, salvo divieto del Vescovo diocesano;

◼ Chi gode della facoltà: può esercitarla ovunque nel luogo proprio (salvo
divieto dell'Ordinario);

◼ Chi gode della facoltà in forza dell'ufficio o della concessione del


Superiore, e fa parte di un Istituto o società: può esercitarla verso i membri
e verso quanti vivono nella casa;

◼ In forza dell'ufficio possono ricevere le confessioni:


o Ordinario del luogo, canonico penitenziere e parroco per la propria
circoscrizione;
o Superiori di un IR o SVA clericali di diritto pontificio, dei propri
sudditi e di coloro che vivono nella casa;

◼ A conferire la facoltà:
o Solo l'Ordinario del luogo;
o Ma i religiosi devono avere anche la licenza almeno presunta dei
Superiori;
▪ Il Superiore è competente a conferire la facoltà di ricevere le
confessioni dei sudditi e di chi vive nella casa;

◼ Concedere la facoltà → Solo ai presbiteri riconosciuti idonei mediante un


esame o altra fonte;
o L'Ordinario del luogo non la conceda ad un presbitero prima di aver
sentito il suo Ordinario;
o Può esser concessa a tempo determinato o indeterminato;
o Va concessa per iscritto;
o Può esser revocata dall'Ordinario del luogo o dal Superiore solo per
grave causa;
▪ Revocata dall'Ordinario del luogo che l'ha concessa → il
presbitero la perde ovunque;
▪ Revocata da altro Ordinario del luogo → il presbitero la perde
solo nel territorio del revocante;
• E deve informare l'Ordinario proprio del presbitero, o il
suo Superiore se è religioso;
▪ Per un religioso:
• Revocata dal Superiore maggiore → perde la facoltà
verso tutti i sudditi;
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• Revocata da altro Superiore → la perde solo verso i
sudditi della sua circoscrizione;

◼ La facoltà si può perdere:


o Per revoca (come abbiamo visto);
o Per perdita dell'ufficio;
o Con l'escardinazione;
o Con la perdita del domicilio;

◼ Pericolo di morte → Il sacerdote, anche privo di facoltà, assolve


validamente e lecitamente da qualsiasi peccato;

◼ Sacerdote, nell'ascoltare le confessioni:


o Giudice e medico;
o Ministro della divina giustizia e misericordia;
o Così da provvedere all'onore divino e alla salvezza delle anime;

◼ Nel porre domande: prudenza e discrezione, tenendo conto di chi ha


davanti, e senza chiedere il nome;

◼ Non si neghi l'assoluzione a chi la chieda (se non si han dubbi sulla
disposizione del penitente);

◼ A seconda dei peccati → Si impongano salutari e opportune soddisfazioni,


che il penitente ha l'obbligo di adempiere;

◼ Sigillo sacramentale: inviolabile;


o Tenuti all'obbligo anche l'interprete e quanti abbiano avuto notizia dei
peccati della confessione;
o Il confessore non può far uso delle conoscenze acquisite in
confessione in nessun modo;
o Maestro dei novizi e aiutante: non ascoltino le confessioni degli
alunni della casa, salvo che in certi casi non lo chiedano
spontaneamente;

◼ Chi ha la cura delle anime in forza dell'ufficio:


o Obbligo di provvedere che vi siano le confessioni per i fedeli;
▪ Dando la possibilità di accostarsi ad essa stabiliti comodità,
giorno e ore;

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◼ In caso di urgente necessità, ogni confessore è tenuto all'obbligo di ricevere
le confessioni;

◼ In pericolo di morte: qualunque sacerdote;

iii. Penitente

◼ Disposto in modo tale che, ripudiando i peccati che ha commesso e avendo


il proposito di emendarsi, si converta a Dio;

◼ Obbligo: confessare secondo la specie e il numero tutti i peccati gravi


commessi dopo il battesimo (e non confessati) dei quali abbia coscienza
dopo un diligente esame;
o Si raccomanda di confessare anche i veniali;

◼ Ogni fedele, raggiunta l'età della discrezione, è tenuto all'obbligo di


confessarsi almeno 1 volta l'anno; (col confessore che preferisce, anche di
altro rito);

iv. Indulgenze

◼ = remissione della pena temporale dei peccati, acquistabile per intervento


della Chiesa a determinate condizioni dal fedele ben disposto (=
applicazione delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi da parte della Chiesa);
o Può essere parziale o plenaria;
o Per se stessi o per i defunti;

◼ Le elargisce: la Chiesa, e anche a chi è concesso dal Papa;

◼ Le può lucrare: chi è battezzato, non scomunicato, in stato di grazia;


o Vi deve essere almeno l'intenzione di acquistarle e adempiere le
opere ingiunte nel tempo stabilito e nel modo dovuto;

20
e. L'unzione degli infermi

◼ L'unzione degli infermi, con la quale la Chiesa raccomanda al Signore


sofferente e glorificato i fedeli gravemente infermi affinché li sollevi e li
salvi, viene conferita ungendoli con olio e pronunciando le parole
stabilite nei libri liturgici;

i. Celebrazione del Sacramento

◼ Benedizione olio → Vescovo. Oppure:


o Chi è equiparato al Vescovo per diritto;
o In caso di necessità, qualunque presbitero (ma nella celebrazione del
Sacramento);

◼ Unzione: con le parole, l'ordine e il modo stabilito dai libri liturgici;


o Ma in caso di necessità → basta l'unzione sulla fronte (o altra parte
del corpo) pronunciando integralmente la formula;

◼ È possibile la celebrazione con più infermi, secondo le disposizioni del


Vescovo diocesano;

ii. Ministro

◼ Ogni sacerdote e soltanto il sacerdote;


o Ogni sacerdote può portare con sé l'olio benedetto, per amministrare
l'unzione in caso di necessità;

iii. A chi va conferita

◼ Al fedele che, raggiunto l'uso di ragione, per malattia o vecchiaia comincia


a trovarsi in pericolo;
o Può esser ripetuto se l'infermo ricade nella malattia o se peggiora;

◼ Nel dubbio (se ha raggiunto uso di ragione o se morto), il Sacramento si


amministra;

21
◼ Si dia a coloro che quando erano in possesso delle proprie facoltà mentali lo
abbiano chiesto (almeno implicitamente);

◼ Non si conferisca a chi si ostina nel peccato grave;

f. Ordine

◼ Con il Sacramento dell'Ordine:


o Per divina istituzione;
o Alcuni tra i fedeli mediante il carattere indelebile col quale
vengono segnati;
o Sono costituiti ministri sacri;
▪ = Coloro che sono chiamati a:
• Pascere il popolo di Dio;
• Adempiendo nella persona di Cristo Capo, ciascuno nel
suo grado, le funzioni di insegnare, santificare e
governare;

◼ Gli ordini sono:


o Episcopato;
o Presbiterato;
o Diaconato;

◼ Conferiti mediante: imposizione delle mani + preghiera consacratoria


(coi libri liturgici);

i. Celebrazione e ministro dell'ordinazione

◼ Ordinazione: durante la Messa solenne (di domenica o in giorno di festa di


precetto, ma anche in altri giorni per ragioni pastorali);

◼ Si celebri nella Chiesa cattedrale (per ragioni pastorali anche in altra


chiesa/oratorio);
o Vanno invitati i chierici e agli altri fedeli perché partecipino il
maggior numero possibile;

◼ Ministro dell'Ordinazione: Vescovo;

22
o Ma nessun Vescovo può consacrare un altro vescovo senza mandato
pontificio;

◼ Salvo dispensa della Sede Apostolica: il Vescovo consacrante associ a sé


almeno 2 Vescovi consacranti. (conveniente: che tutti i Vescovi presenti
consacrino);

◼ Il Vescovo proprio non impedito ordini i suoi sudditi;


o Vescovo proprio =
▪ Vescovo della diocesi nella quale il promuovendo ha il
domicilio, o a cui a deciso di dedicarsi per l'ord. diaconale;
▪ Vescovo della diocesi in cui il promuovendo è stato
incardinato da diacono per l'ord. presbiterale;

◼ Vescovo fuori dalla propria circoscrizione: non può ordinare senza


licenza del Vescovo diocesano;

◼ Lettere dimissorie per i secolari. Possono esser date da:


o Vescovo proprio;
o Amministratore apostolico;
o Amministratore diocesano (col consenso del collegio dei consultori);
o Pro-vicario e Prefetto apostolico (col consenso del consiglio);
▪ Questi ultimi 3 non possono se l'accesso agli ordini venne
negato dal Vescovo;

◼ Per gli IR e SVA di dir. Pontificio → Spetta al Superiore Maggiore;

◼ Per le lettere dimissorie: servono certificati e documenti (necessari richiesti


per diritto);
o Possono essere inviate a qualsiasi vescovo (eccetto di rito diverso);
o Il Vescovo può ordinare dopo aver verificato l'attendibilità sicura
delle lettere;
o Le lettere possono essere revocate o limitate dal concedente, ma
concesse, non si estinguono;

23
ii. Ordinandi

◼ Battezzati di sesso maschile;

◼ Periodo di prova a norma di diritto + dovute qualità (a giudizio del Vescovo


o del Superiore maggiore), senza irregolarità e impedimento. Vi siano
inoltre i doc. + scrutinio;
o Si richiede inoltre che risulti utile per il ministero della Chiesa;

1. Requisiti

◼ Debita libertà (non si può né costringere, né distogliere);

◼ Formazione con accurata preparazione;

◼ Fede integra, retta intenzione, scienza debita, buona stima, integri di


costumi, provate virtù;

◼ Qualità fisiche e psichiche congruenti con l'ordine;

o Solo per causa canonica (anche occulta) Vescovo o Superiore


compente può interdire l'accesso al presbiterato ai diaconi loro sudditi
(salvo ricorso);

◼ 25 anni di età, sufficiente maturità;

◼ 6 mesi tra diaconato e presbiterato;

◼ Diaconato: solo dopo i 23 anni di età;

◼ Diaconato permanente →
o Non sposato: almeno 25 anni;
o Sposato: almeno 35 anni + consenso della moglie;

◼ CE: possono stabilire età maggiore;

◼ Santa Sede: può concedere dispensa dall'età richiesta;

◼ Diaconato: solo dopo il 5° anno di studi filosofico-teologici;

24
2. Requisiti previi all'ordinazione

◼ Confermazione;

◼ Ammissione agli ordini con trascrizione del candidato (previa domanda


redatta e firmata di proprio pugno e accettata per iscritto dall'autorità);
o Non necessario per chi è cooptato in un istituto clericale mediante i
voti;

◼ Prima del diaconato: ministeri di lettore e di accolito (esercitati per un


tempo conveniente);
o Tra accolitato e diaconato: almeno 6 mesi;

◼ Il candidato prima dell'ordinazione diaconale o presbiterale: dichiarazione


redatta e firmata da consegnare al Vescovo o al Superiore maggiore;

◼ Promovendi diacono permanente non sposato o presbitero → non siano


ammessi al diaconato se non hanno assunto mediante il rito pubblico
prescritto, davanti a Dio e alla Chiesa, l'obbligo del celibato, o voti perpetui
in un IR;

◼ Prima dell'ordinazione: esercizi spirituali di almeno 5 giorni (il Vescovo


deve accertare che vengano compiuti);

3. Irregolarità e impedimenti

◼ No ordini se → Impedimento perpetuo (= irregolarità) o semplice. Gli


impedimenti sono:
o Irregolarità:
▪ Pazzia o altra infermità psichica che rende inabili al ministero;
▪ Delitto di apostasia, eresia o scisma;
▪ Attentato al matrimonio (anche solo civile);
▪ Omicidio volontario, o procurato aborto (ottenuto l'effetto) e
chi vi ha collaborato;
▪ Chi ha mutilato gravemente o dolosamente se stesso o altri o
ha tentato il suicidio;
▪ Chi ha posto un atto di ordine riservato a Vescovi o presbiteri;
o Impedimenti semplici:

25
▪ Uomo sposato (salvo se destinato al diaconato permanente);
▪ Chi esercita ufficio o amministrazione vietata ai chierici;
▪ Neofita (a meno che, a giudizio dell'Ordinario, non sia stato
sufficientemente provato);

◼ I fedeli sono tenuti all'obbligo di rivelare gli impedimenti ai sacri ordini


all'Ordinario o al parroco prima dell'ordinazione;

◼ Irregolari a esercitare gli ordini già ricevuti:


o Chi, impedito da irregolarità, li ha ricevuti ugualmente;
o Chi ha commesso i delitti di apostasia, eresia, scisma, e il delitto è
pubblico;
o Chi ha commesso gli altri delitti di cui sopra;

◼ Impediti a esercitare a esercitare gli ordini già ricevuti:


o Chi, impedito, li ha ricevuti illegittimamente;
o Chi è affetto da pazzia o da altre infermità (finché l'ordinario non
consenta l'esercizio dell'ordine);

◼ Ignoranza irregolarità e impedimenti → non esime;

◼ Dispensa di tutte le irregolarità → Solo Sede Apostolica;


o L'Ordinario può validamente dispensare dalle irregolarità e
impedimenti non riservati alla Santa Sede;

◼ Nei casi occulti più urgenti, se non si può ricorrere al Vescovo o alla
Penitenzieria, e se incombe il pericolo di grave danno o infamia, colui che è
impedito da irregolarità può esercitare l'ordine (con l'onere di ricorrere
quanto prima all'Ordinario o alla Penitenzieria, taciuto il nome e tramite il
confessore);

◼ Domande per ottenere la dispensa da irregolarità e impedimenti:


o Vanno indicati tutti;
o Ma vale anche per quelli taciuti in buona fede (a parte alcune
irregolarità), mai per quelle in cattiva fede;
o Per la validità della dispensa, nel caso di omicidio volontario o
procurato aborto, va espresso il numero dei delitti;

◼ La dispensa generale da irregolarità e impedimenti, vale per tutti gli ordini;

26
4. Documenti richiesti e scrutinio

◼ Documenti richiesti:
o Certificato di studi regolarmente compiuti;
o Certificato di diaconato ricevuto (se per ord. presbiterale);
o Certificato di battesimo, confermazione, e conferimento ministeri
+ certificato di dichiarazione, per il diaconato. Se sposato, per il
diaconato permanente: certificato di matrimonio + consenso della
moglie;

◼ Scrutinio circa le qualità richieste:


o Vi sia l'attestato del rettore del seminario o della casa di formazione
sulle qualità richieste per l'ordine + documento sullo stato di salute
(fisica e psichica);
o Vescovo o Superiore maggiore possono avvalersi di altri mezzi utili;

◼ Se nonostante tutto il Vescovo per precise ragioni dubita dell'idoneità, non


promuova il candidato;

iii. Annotazione e certificato dell'avvenuta ordinazione

◼ Compiuta l'ordinazione siano annotati nell'apposito libro:


o Nomi degli ordinati e del ministro ordinante;
o Luogo e giorno dell'ordinazione;

◼ Gli altri doc. → conservati accuratamente;

◼ Il Vescovo consegni agli ordinati un certificato;

◼ L'ordinazione verrà comunicata (dall'Ordinario del luogo o dal Superiore


maggiore) al parroco del luogo del battesimo perché lo annoti nel libro dei
battezzati;

27
g. Matrimonio

◼ Il patto matrimoniale:
o Con cui uomo e donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la
vita;
▪ Per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione
e educazione della prole,
o È stato elevato da Cristo alla dignità di Sacramento.
▪ Per cui tra battezzati non può sussistere un valido contratto
matrimoniale che non sia sacramento;

◼ Proprietà essenziali:
o Unità;
o Indissolubilità;
▪ Che hanno una speciale stabilità in ragione del sacramento;

◼ Atto costitutivo:
o Consenso delle parti (manifestato legittimamente tra persone
giuridicamente abili);

◼ Tutti possono contrarlo (se non ne hanno la proibizione dal diritto);

◼ Matrimonio dei cattolici:


o Retto sia dal diritto divino che dal diritto canonico + effetti civili;

◼ Nel dubbio si ritiene valido finché non viene dimostrato il contrario;

◼ Matrimonio valido tra battezzati:


o Si dice rato se non consumato;
o Rato e consumato se i coniugi hanno compiuto l'atto idoneo per la
generazione della prole (al quale per sua natura il matrimonio è
ordinato, e per il quale i coniugi divengono una sola carne);
▪ Celebrato il matrimonio, se i coniugi hanno coabitato, se ne
presume la consumazione (se non provato il contrario);

◼ Matrimonio invalido → Si dice putativo, se fu celebrato in buona fede da


almeno una parte, finché entrambi non ne conoscano la nullità;

◼ Fidanzamento = promessa di matrimonio (unilaterale o bilaterale) →


Regolata dal diritto particolare stabilito dalla CE;

28
o Non necessariamente si esige la celebrazione; ma consegue la
riparazione dei danni se dovuta;

i. Cura pastorale e atti da premettere alla celebrazione

◼ Assistenza da parte dei pastori d'anime:


o Con la predicazione, e catechesi a minori, ai giovani e agli adulti (i
fedeli vengono istruiti sul significato del matrimonio cristiano e sul
compito dei coniugi e genitori cristiani);
o Con la preparazione personale alla celebrazione del matrimonio (gli
sposi si dispongono alla santità e ai doveri del loro nuovo stato);
o Con una fruttuosa celebrazione liturgica del matrimonio (dove i
coniugi significano e partecipano al mistero di unione e di amore
fecondo fra Cristo e la Chiesa);
o Offrendo aiuto agli sposi perché essi, osservando e custodendo con
fedeltà il patto coniugale, giungano a condurre una vita familiare ogni
giorno più santa e più intensa;

◼ Prima del matrimonio → confermazione (se è possibile senza grave


incomodo);

◼ E si raccomanda agli sposi che si accostino ai sacramenti della penitenza e


dell'Eucarestia;

◼ Prima della celebrazione: deve constare che nulla si oppone alla


celebrazione valida e lecita;

◼ La CE stabilisca:
o Norme circa l'esame degli sposi;
o Pubblicazioni matrimoniali;
o Altri mezzi opportuni per le investigazioni pre-matrimoniali;

◼ Pericolo di morte → (se non è possibile avere altre prove, né vi siano indizi
contrari) basta l'affermazione dei contraenti (anche giurata se serve), se
battezzati e non trattenuti da impedimento;

◼ Prima della celebrazione → Tutti i fedeli tenuti a rivelare al parroco o


all'Ordinario del luogo gli impedimenti di cui sono a conoscenza;

29
◼ Tranne che per necessità, nessuno assista senza licenza dell'Ordinario del
luogo:
o Al matrimonio dei girovaghi;
o Al matrimonio che non può essere riconosciuto o celebrato a norma
della legge civile;
o Al matrimonio di chi è vincolato da obblighi naturali derivati da una
precedente unione verso l'altra parte o i figli;
o Al matrimonio di chi ha notoriamente abbandonato la fede cattolica;
o Al matrimonio di chi è irretito da censura;
o Al matrimonio di un figlio minorenne, se ne sono ignari o
ragionevolmente contrari i genitori;
o Al matrimonio da celebrarsi mediante procuratore;

◼ I pastori d'anime distolgano i giovani dal celebrare il matrimonio prima


dell'età in cui si è solito farlo;

ii. Impedimenti dirimenti in genere

◼ L'impedimento dirimente rende la persona inabile a contrarre


validamente il matrimonio;
o Pubblico → Se può essere provato in foro esterno;
o Occulto → Se non può essere provato in foro esterno;

◼ Unica autorità che può dichiararlo → Autorità suprema della Chiesa (in
quanto diritto divino);
o La stessa autorità può stabilire altri impedimenti per i battezzati;

◼ Ordinario del luogo →


o Può vietare il matrimonio ai propri sudditi (e quanti vivono nel
territorio):
▪ In un caso peculiare;
▪ Solo per un tempo determinato;
▪ Per una causa grave e fin tanto che questa perduri;
• Solo l'autorità della Chiesa può aggiungervi una clausola
dirimente;
o Può dispensare i propri sudditi ( e quanti vivono nel territorio) dagli
impedimenti di diritto ecclesiastico tranne quelli riservati alla Santa
Sede, ossia:

30
▪ Provenienti dai sacri ordini o voto pubblico perpetuo di castità
in un IR di diritto pontificio;
▪ Impedimenti di crimine;
o Mai si dà dispensa dall'impedimento di consanguineità nella linea
retta o nel 2° grado della linea collaterale;
o In Urgente pericolo di morte può dispensare i propri sudditi (e quanti
vivono nel territorio):
▪ dall'osservanza della forma prescritta per la celebrazione del
matrimonio;
▪ da tutti gli impedimenti di diritto ecclesiastico, pubblici e
occulti (tranne quelli del presbiterato);
o (Nelle stesse circostanze, solo se non si riesce a
ricorrere all'Ordinario del luogo, possono
dispensare sia il parroco, sia il ministro sacro
delegato, sia il sacerdote o diacono che assiste al
matrimonio);
o In pericolo di morte, il confessore ha la facoltà di
dispensare dagli impedimenti occulti nel foro
interno (sia nella che fuori dalla confessione);

◼ Se si scopre un impedimento quando tutto è pronto per le nozze, e non è


possibile differire il matrimonio senza pericolo di probabile grave male,
possono dispensare da tutti gli impedimenti (eccetto quello dei sacri ordini
o voto pubblico perpetuo di castità):
o Ordinario del luogo;
o Parroco, sacerdote o diacono;
▪ Facoltà che vale anche per la convalidazione del matrimonio;

◼ Il parroco o il sacerdote o il diacono che ha dispensato informi subito


l'Ordinario del luogo (e la dispensa va annotata nel libro dei matrimoni);

◼ Dispensa da impedimento occulto:


o Va annotata nel libro da conservare nell'archivio segreto della curia
(se il rescritto della Penitenzieria non dispone diversamente);

31
iii. Impedimenti dirimenti in specie

◼ Non possono celebrare valido matrimonio:


o Uomo: prima dei 16 anni;
o Donna: prima dei 14 anni;
▪ La CE può fissare un'età maggiore;

◼ Impotenza copulativa (antecedente e perpetua, assoluta o relativa) →


Rende nullo il matrimonio;
o Se vi è dubbio (di fatto o di diritto) → il matrimonio non va né
impedito, né dichiarato nullo;

◼ Sterilità → non proibisce né dirime il matrimonio;

◼ Attenta invalidamente al matrimonio → chi è legato dal vincolo di un


matrimonio precedente (anche se non consumato);
o Anche se il precedente è nullo o sciolto, non si può contrarne un altro
prima che venga constatato legittimamente e con certezza la nullità o
lo scioglimento;

◼ Matrimonio con un non battezzato/a → invalido;


o Si può dispensare ad alcune condizioni (che vedremo dopo);
o Se vi è dubbio sul battesimo → si presume la validità finché non sia
provato il contrario;

◼ Ministri Ordinati → attentano invalidamente al matrimonio;

◼ Chi ha il voto pubblico perpetuo di castità in un IR → attenta


invalidamente al matrimonio;

◼ Matrimonio invalido → uomo e donna rapita o trattenuta allo scopo di


sposarsi (se non dopo che la donna, al sicuro e libera lo scelga);

◼ Attenta invalidamente al matrimonio chi a questo scopo uccide il coniuge


della persona, o il proprio;
o Anche chi coopera (fisicamente o moralmente);

◼ Consanguineità:
o Linea retta → matrimonio sempre nullo;
o Linea collaterale → nullo fino al quarto grado incluso;

32
o In caso di dubbio di linea retta o 2° grado collaterale → non si
permetta il matrimonio;
o Idem nel caso dell'adozione;

◼ Impedimento di pubblica onestà:


o Sorge da matrimonio invalido in cui vi sia stata vita comune, o da
concubinato pubblico e notorio;
o Rende nulle le nozze nel 1° grado della linea retta tra l'uomo e le
consanguinee della donna e viceversa;

iv. Consenso matrimoniale

◼ Sono incapaci di contrarre matrimonio:


o Chi manca di sufficiente uso di ragione;
o Chi difetta gravemente di discrezione di giudizio circa i diritti e
doveri matrimoniali essenziali da dare e accettare reciprocamente;
o Coloro che per cause di natura psichica non possono assumere gli
obblighi essenziali del matrimonio;

◼ Perché ci sia il consenso matrimoniale → i contraenti almeno non devono


ignorare che il matrimonio è la comunità permanente tra l'uomo e la
donna, ordinata alla procreazione della prole mediante una qualche
cooperazione sessuale;

◼ Errore di persona: rende invalido il matrimonio;

◼ Errore circa la qualità della persona: non rende nullo il matrimonio eccetto
che tale qualità sia intesa direttamente e principalmente;

◼ Chi celebra il matrimonio, raggirato con dolo ordito per ottenere il


consenso, circa una qualità dell'altra parte, che per sua natura può
perturbare gravemente la comunità di vita coniugale, contrae
invalidamente;

◼ L'errore circa l'unità o l'indissolubilità o la dignità sacramentale del


matrimonio non vizia il consenso matrimoniale, purché non determini la
volontà;

33
◼ Consenso interno dell'animo → si presume conforme alle parole o ai segni
adoperati nel celebrare il matrimonio;
o Ma se una delle parti o entrambe, escludono con un positivo atto di
volontà il matrimonio, o un suo elemento essenziale, o una sua
proprietà essenziale, contraggono invalidamente;

◼ Non si può contrarre validamente sotto condizione futura;


o Mentre sotto condizione passata o presente (con licenza
dell'Ordinario del luogo) è valido o no a seconda che ci sia la
condizione;

◼ Invalido il matrimonio celebrato per violenza o timore grave incusso


dall'esterno, anche non intenzionalmente, per liberarsi dal quale uno sia
costretto a sposarsi;

◼ Per la validità: è necessario che i contraenti siano presenti


contemporaneamente (di persona o tramite procuratore);
o Consenso matrimoniale: con le parole (e se non possono parlare, con
segni equivalenti);

v. Forma della celebrazione

◼ Presenza dell'Ordinario del luogo o del parroco o del sacerdote o del


diacono delegato da essi;

◼ Presenza di 2 testimoni;

◼ Assistente al matrimonio = colui che, di persona, chiede la manifestazione


del consenso dei contraenti e la riceve in nome della Chiesa;
o Ordinario del luogo o parroco: assistono validamente in forza
dell'ufficio solo se uno degli sposi è suddito;
o Possono delegare a sacerdoti e diaconi;
▪ Delega speciale o generale (se generale va concessa per
scritto);

◼ Anche i laici possono assistere se:


o Mancano sacerdoti e diaconi;
o Il Vescovo diocesano dà il consenso;
o La CE è d'accordo;

34
o Ottenuta la facoltà dalla Santa Sede;

◼ Celebrazione del matrimonio → nella parrocchia dove l'uno o l'altro


contraente ha il domicilio, quasi-domicilio o dimora protratta per un mese.
Se girovaghi: parrocchia dove abitano attualmente;
o Ma col permesso del proprio Ordinario o del proprio parroco: può
essere celebrato altrove;

◼ Matrimonio celebrato con soli i testimoni, solo:


o Se non si può avere il competente assistente senza grave incomodo;
o In pericolo di morte;

◼ Matrimonio celebrato → va annotato nel registro dei matrimoni (nomi dei


coniugi, dell'assistente, dei testimoni, luogo e giorno) + nel registro dei
battezzati (comunicandolo al parroco della chiesa in cui il coniuge si è
battezzato);

vi. Matrimoni misti

◼ Matrimonio tra cattolico e battezzato di Chiesa non in piena comunione →


serve licenza della competente autorità, a tali condizioni:
o Parte cattolica: no pericolo di allontanarsi dalla fede + promessa di
fare quanto può per battezzare ed educare i figli nella Chiesa
cattolica;
o L'altra parte va informata e deve saperlo;
o Entrambi vanno istruiti su fini e proprietà del matrimonio, che non
devono essere escluse da nessuno dei 2 contraenti;

◼ Forma:
o Canonica per la liceità;
o Intervento di un ministro sacro per la validità;

◼ Vietato, sia prima che dopo la celebrazione canonica, dar luogo ad altra
celebrazione in cui si dà o si rinnova il consenso;

◼ Ordinari del luogo e gli altri pastori → facciano in modo che al coniuge
cattolico e ai figli non manchi l'aiuto spirituale per adempiere i loro
obblighi, e aiutino i coniugi a crescere nell'unione della vita coniugale e
familiare;

35
vii. Celebrazione segreta del matrimonio

◼ Solo per grave e urgente causa;

◼ Può permetterlo l'Ordinario del luogo;

◼ Comporta:
o Indagini pre-matrimoniali;
o Segreto conservato dall'Ordinario del luogo, dall'assistente, dai
testimoni e dai coniugi;
▪ Ma se incombe grave scandalo o ingiuria alla santità del
matrimonio, l'Ordinario non è più tenuto al segreto (ciò va reso
noto prima della celebrazione del matrimonio);

◼ Va annotato solo nello speciale registro dell'archivio segreto della curia;

viii. Effetti del matrimonio


◼ Vincolo di sua natura perpetuo ed esclusivo;
o Coniugi corroborati e come consacrati da uno speciale sacramento;

◼ Pari diritti e doveri;

◼ Genitori:
o Dovere gravissimo e diritto primario di curare secondo le proprie
forze l'educazione della prole, sia fisica, sociale e culturale, sia
morale e religiosa;
▪ Figli legittimi → concepiti o nati da matrimonio valido o
putativo;
• Si presumono tali quelli nati almeno 180 gg dopo il
matrimonio, o entro 300 gg dallo scioglimento della vita
coniugale;
▪ Figli illegittimi → legittimati per il susseguente matrimonio
dei genitori, sia valido sia putativo, o per rescritto della Santa
Sede;
• Figli legittimati → equiparati ai legittimi (salvo che il
diritto non abbia disposto altro espressamente);

36
ix. Separazione dei coniugi

1. Scioglimento del vincolo

◼ Matrimonio rato e consumato → non può essere sciolto da nessuna


potestà umana e per nessuna causa (eccetto la morte);

◼ Matrimonio rato non consumato → per giusta causa può essere sciolto dal
Papa su richiesta di una (anche se l'altra contraria) o entrambe le parti;

◼ Matrimonio tra 2 non battezzati → per il privilegio paolino si scioglie in


favore della fede della parte che ha ricevuto il battesimo, purché si separi la
parte non battezzata (non volendo coabitare, o non coabitare pacificamente
senza offesa al Creatore);
o Per un nuovo matrimonio della parte battezzata → va interpellata
prima la non battezzata:
▪ Se vuole ricevere il battesimo;
▪ Se vuole coabitare con la parte battezzata pacificamente, senza
offesa al Creatore;
o La parte battezzata può contrarre nuove nozze con parte cattolica se:
▪ L'altra parte risponde negativamente all'interpellazione, o se
questa viene legittimamente omessa;
▪ L'altra parte, prima perseverante nella coabitazione pacifica,
senza giusta causa, si separa;
o L'Ordinario del luogo può concedere alla parte battezzata che
usufruisce del privilegio paolino, di contrarre matrimonio con una
non cattolica (battezzata o no), ottemperando ai canoni sui matrimoni
misti;
o Non battezzato che riceve il battesimo dalla Chiesa Cattolica, e non
può ristabilire la coabitazione col coniuge non battezzato a causa di
prigionia o persecuzione, può contrarre nuovo matrimonio (anche se
nel frattempo l'altro avesse ricevuto il battesimo);

37
2. Separazione con permanenza del vincolo

◼ Coniugi → dovere e diritto di osservare la convivenza coniugale, eccetto


causa legittima;

◼ "Per quanto si raccomandi vivamente che ciascun coniuge, mosso da carità


cristiana e premuroso per il bene della famiglia, non rifiuti il perdono alla
comparte adultera e non interrompa la vita coniugale, tuttavia se non le ha
condonato la colpa espressamente o tacitamente, ha il diritto di sciogliere
la convivenza coniugale, a meno che non abbia consentito all'adulterio, o
non ne abbia dato il motivo, o non abbia egli pure commesso adulterio".
o Se decide la separazione, deferisca la causa di separazione entro sei
mesi alla competente autorità ecclesiastica, la quale valuterà,
esaminate le circostanze, se non sia possibile indurre il coniuge
innocente a condonare la colpa e a non protrarre in perpetuo la
separazione;

◼ Altra legittima causa di separazione:


o Quando un coniuge compromette gravemente il bene sia spirituale
che corporale dell'altro o della prole; o rende troppo dura la vita
comune;
▪ Avviene per decreto dell'Ordinario, o, se c'è pericolo
nell'attesa, per decisione propria;

◼ Si deve comunque provvedere al debito sostentamento ed educazione dei


figli;

◼ Coniuge innocente → con atto degno di lode, può ammettere nuovamente


l'altro coniuge alla vita coniugale, rinunciando alla separazione;

x. Convalidazione
1. Convalidazione semplice
2. La sanazione in radice

38
2- Gli altri atti del culto divino

a. I sacramentali

◼ = Segni sacri con cui, per una qualche imitazione dei Sacramenti, vengono
significati e ottenuti per l'impetrazione della Chiesa, effetti soprattutto
spirituali;
o Solo la Sede Apostolica li può costituire, interpretare, abolire,
modificare;

◼ Nell'amministrarli o porli vanno osservati riti e formule approvate dalla


Chiesa;

◼ Ministro = chierico con la debita potestà;


o Ma alcuni possono essere amministrati anche da laici con le qualità
convenienti;

◼ Consacrazioni e dedicazioni → Vescovo o presbitero a cui è concesso dal


diritto o da concessione legittima;

◼ Benedizioni → Qualunque sacerdote (a parte quelle riservate al Papa o ai


Vescovi);
▪ Diacono: può impartire solo le benedizioni consentite dal
diritto;
o Le benedizioni vanno impartite ai cattolici, ma anche ai catecumeni,
e, se non vi è proibizione, anche ai non cattolici;

◼ Cose sacre (= destinate al culto divino con dedicazione o benedizione): da


trattare con riverenza, senza usi impropri o profani;

◼ Esorcismi → serve la licenza (o non si può);


o L'Ordinario del luogo la conceda solo al sacerdote di pietà, di
scienza, di prudenza e d'integrità di vita;

b. La liturgia delle ore

◼ Esercizio dell'ufficio sacerdotale di Cristo. Nella LH:


o Ascoltando Dio che parla al suo popolo;
o Facendo memoria del mistero della salvezza;

39
o La Chiesa Gli rende incessantemente lode;
o E intercede per la salvezza di tutto il mondo con il canto e la
preghiera;

◼ Obbligo per i chierici;

◼ A norma delle proprie cost. per i membri di IR e di SVA;

◼ Altri fedeli → caldamente invitati a parteciparvi, in quanto azione della


Chiesa;

◼ Nella celebrazione si osservi per quanto possibile il tempo vero delle ore;

c. Le esequie ecclesiastiche

◼ Si devono dare ai fedeli defunti;

◼ La Chiesa con esse:


o Impetra l'aiuto spirituale per i defunti;
o Ne onora i corpi;
o Arreca ai vivi il conforto della speranza;

◼ Vanno celebrate a norma delle leggi liturgiche;

◼ La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di


seppellire i corpi, ma non proibisce la cremazione (salvo che non sia scelta
per ragioni contrarie alla dottrina cristiana);

i. Celebrazione delle esequie

◼ Di norma nella chiesa della propria parrocchia;


o Ma è consentito sceglierne un'altra (col consenso del rettore e
avvertito il parroco del defunto);
o Se la morte è avvenuta fuori dalla propria parrocchia, il cadavere non
è stato trasportato in essa e non è stata scelta chiesa per il funerale →
le esequie vengano celebrate nella parrocchia dell'avvenuta morte (a
meno che non ne sia designata un'altra dal diritto particolare);

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◼ Esequie del Vescovo diocesano → nella sua cattedrale (se non ne ha scelta
un'altra lui stesso)

◼ Esequie dei religiosi o di membri di una SVA → nella loro chiesa o


oratorio dal Superiore se l'IR e la SVA sono clericali, altrimenti dal
cappellano;

◼ Defunti → nel cimitero della propria parrocchia (se cel'ha), a meno che il
defunto o chi provvede alla sepoltura non ne ha scelto un altro;
o A tutti (se non c'è proibizione del diritto) è consentito scegliere il
cimitero della propria sepoltura;

◼ Dopo la tumulazione → registrazione nel libro dei defunti;

ii. A chi si devono concedere o negare

◼ Catecumeni → vanno annoverati tra i fedeli (quindi hanno diritto alle


esequie);

◼ L'Ordinario del luogo può permettere le esequie per bambini che i genitori
volevano battezzare, morti prima del battesimo;

◼ A prudente giudizio dell'Ordinario del luogo → esequie a battezzati non


cattolici (se non c'è loro volontà contraria e purché non sia possibile avere
un ministro proprio);

◼ Se non danno nessun segno di pentimento, vanno privati:


o I notoriamente apostati, eretici, scismatici;
o Chi scelse la cremazione per ragioni contrarie alla fede cristiana;
o Peccatori manifesti (da cui ne verrebbe scandalo dei fedeli);
▪ A chi è escluso dalle esequie va negata anche ogni Messa
esequiale;

d. Culto dei Santi, delle immagini e delle reliquie

◼ Per favorire la santificazione del popolo di Dio:


o La Chiesa affida la BVM alla speciale e filiale venerazione dei
fedeli;

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o La Chiesa promuove l'autentico culto dei Santi (perché i fedeli siano
edificati sul loro esempio e sostenuti dalla loro intercessione);
▪ Venerare pubblicamente solo i servi di Dio posti nel catalogo
dei Santi e Beati dalla Chiesa;

◼ Sia mantenuta la prassi di esporre le sacre immagini nelle chiese per la


venerazione ma in numero moderato e con conveniente ordine;

◼ Immagini preziose (insigni per antichità arte e culto) → Per restaurarle:


licenza scritta dell'Ordinario, che prima deve consultare i periti;

◼ Illecito:
o Vendere le sacre reliquie;
o Trasferirle senza licenza dell'Ordinario;
▪ Lo stesso vale per immagini sacre che in alcune chiese sono
venerate da grande pietà popolare;

e. Il voto e il giuramento

i. Voto

◼ = promessa deliberata e libera di un bene possibile e migliore fatta a


Dio;

◼ Va adempiuto per virtù della religione;

◼ Può emetterlo chi ha conveniente uso di ragione (salvo proibizione);

◼ È nullo se fatto per timore grave e ingiusto o per dolo;

◼ Può essere:
o Pubblico → se accettato dal legittimo superiore in nome della
Chiesa;
o Privato → non in nome della Chiesa;
o Solenne → se riconosciuto come tale dalla Chiesa;
o Semplice → se non è riconosciuto come solenne dalla Chiesa;
o Personale → se l'oggetto della promessa è un'azione di chi emette il
voto;
o Reale → se l'oggetto è una cosa;

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o Misto → se partecipa della natura del voto personale e reale;

◼ Obbliga solo chi lo emette;

◼ Cessa:
o Quando trascorso il tempo fissato;
o Quando cambia sostanzialmente la materia della promessa;
o Quando viene meno la condizione da cui dipende il voto o la causa
finale;
o Con la dispensa o la commutazione;

◼ Dispensa dai voti privati per giusta causa (se non lede l'altrui diritto); può
concederla:
o Papa;
o Ordinario del luogo e il parroco (per sudditi propri e forestieri);
o Superiore di un IR o di una SVA, clericali di diritto pontificio, per i
membri, novizi o chi vive nella casa stabilmente;
o Chi ha ricevuto la facoltà dalla Sede Apostolica o dall'Ordinario del
luogo;

ii. Giuramento

◼ = invocazione del nome di Dio a testimonianza della verità;

◼ Può essere prestato solo secondo verità, prudenza e giustizia;

◼ Chi giura liberamente di fare qualcosa è tenuto da peculiare obbligo di


religione a compierla;
o Nullo: giuramento estorto col dolo, violenza o timore grave;

◼ Giuramento promissorio → partecipa della natura e delle condizioni


dell'atto a cui è unito;
o Cessa:
▪ Se viene condonato da colui a vantaggio del quale fu emesso il
giuramento;
▪ Se la materia muta sostanzialmente, o diviene cattiva, o
indifferente, o impedisce un bene maggiore;
▪ Se viene meno la causa finale o la condizione del giuramento;
▪ Con la dispensa o commutazione;

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◼ Chi può dispensare? Gli stessi della dispensa dai voti;
o Ma se va a pregiudizio di terzi (che non vogliono condonare
l'obbligo) → solo Sede Apostolica;

3- Luoghi e tempi sacri

a. Luoghi sacri

◼ = quelli che vengono destinati al culto divino o alla sepoltura dei fedeli
mediante la dedicazione o la benedizione (prescritte a ciò nei libri
liturgici);

◼ Dedicazione → spetta al Vescovo diocesano e a quanti a lui equiparati;

◼ Benedizione → dall'Ordinario; Chiese → Vescovo diocesano. Entrambi


possono delegare a un sacerdote;

◼ Va redatto un documento da conservare;

◼ Basta un testimone al di sopra di ogni aspetto per provarle (purché non torni
a danno di alcuno);

◼ Luogo sacro → vietata qualsiasi cosa aliena alla santità del luogo (è solo per
culto, pietà e religione);

◼ Sono profanati se si compiono all'interno azioni ingiuriose che per


l'Ordinario del luogo sono così gravi da non essere più lecito esercitare nel
luogo il culto finché l'ingiuria non venga riparata con il rito penitenziale, a
norma dei libri liturgici;

◼ Perdono dedicazione e benedizione se distrutti in gran parte, o destinati a


uso profano con decreto dell'Ordinario o di fatto;

◼ Nei luoghi sacri l'autorità ecclesiastica esercita liberamente i suoi poteri e


uffici;

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i. Le Chiese

◼ = edifici sacri destinati al culto divino ove i fedeli hanno il diritto di


entrare per esercitare soprattutto pubblicamente tale culto;

◼ Serve consenso del Vescovo diocesano per la costruzione;


o Ma, sentito il consiglio presbiterale e i rettori delle chiese vicine, lo
faccia se giudica che può servire al bene delle anime e che non
mancheranno i mezzi alla sua costruzione e al culto divino;
o Anche gli IR hanno bisogno della licenza del Vescovo diocesano;

◼ La Chiesa va quindi quanto prima dedicata o almeno benedetta (secondo


le leggi liturgiche);
o Dedicazione (soprattutto delle cattedrali e parrocchiali) → rito
solenne;
▪ Ogni chiesa abbia il suo titolo (che non potrà esser cambiato
dopo la dedicazione);
• Dopo la dedicazione si possono compiere gli atti del
culto divino;
o La chiesa va ben mantenuta;

◼ Ingresso in chiesa durante le funzioni → libero e gratuito;

◼ Se la chiesa non si può più usare e neppure restaurare → il Vescovo


diocesano può ridurla a uso profano non indecoroso;
o Per altre gravi ragioni, idem, dopo aver sentito il consiglio
presbiterale e con il consenso di chi rivendica legittimamente il diritto
su di essa, purché non ne patisca alcun danno il bene delle anime;

ii. Oratori e cappelle private

◼ Oratorio = luogo destinato, su licenza dell'Ordinario, al culto divino di


una comunità o gruppo di fedeli che ivi si radunano, e al quale possono
accedere anche altri fedeli col consenso del Superiore competente;
o Prima di concedere la licenza, l'Ordinario deve visitare il luogo, per
vedere se conveniente;
o Dopo la licenza non può esser convertito ad usi profani senza la sua
licenza;

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o In essi si possono compiere tutte le celebrazioni sacre (tranne quelle
che non si può per diritto, per disposizione dell'Ordinario, o per
norme liturgiche);

◼ Cappella privata = luogo destinato, su licenza dell'Ordinario, al culto


divino in favore di una o più persone fisiche;
o I Vescovi possono averli (stessi diritti dell'oratorio);
o Per celebrare Messa o altre funzioni sacre, serve la licenza
dell'Ordinario del luogo;

◼ È opportuno che siano entrambi (oratori e cappelle private) benedetti


secondo il rito;

◼ È obbligo che siano riservati unicamente al culto divino e liberi da ogni


uso domestico;

iii. Santuari

◼ = Chiesa o altro luogo sacro ove i fedeli, per motivi di pietà, si recano
numerosi in pellegrinaggio con l'approvazione dell'Ordinario del
luogo;
o Perché sia "nazionale" → Approvazione della CE;
o Perché sia "internazionale" → Approvazione Santa Sede;
◼ Approvazione statuti:
o Santuario diocesano → Ordinario del luogo;
o Santuario nazionale → CE;
o Santuario internazionale → Santa Sede;
▪ Negli statuti siano indicati → fini, proprietà, amministrazione
dei beni;
◼ Possono avere privilegi;
◼ Si offrano in essi con maggior abbondanza i mezzi della salvezza:
o Annunziando la Parola;
o Incrementando la vita liturgica (soprattutto Messa e penitenza);
o Coltivando le sane forme di pietà popolare;
◼ Testimonianze votive dell'arte e della pietà popolari → siano conservate in
modo visibile e custodite con sicurezza nei santuari e in luoghi adiacenti;

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iv. Altari

◼ = mensa sulla quale si celebra il Sacrificio eucaristico;

◼ Può essere:
o Fisso;
o Mobile;
▪ È opportuno che chiesa vi sia quello fisso;
▪ Negli altri luoghi può essere anche mobile;

◼ Secondo tradizione → quello fisso in chiesa sia di pietra naturale intera;


o A giudizio della CE si può usare anche altra materia decorosa e
solida;

◼ Quelli fissi vanno dedicati o benedetti secondo i riti dei libri liturgici;

◼ Altere fisso o mobile → solo per il culto divino, escludendo qualsiasi uso
profano;

v. Cimiteri

◼ Dove è possibile → propri della chiesa, o almeno spazi in cimiteri civili per
i defunti;
o Gli uni e gli altri → benedetti secondo il rito proprio;
▪ Se non è possibile → si benedicano di volta in volta i singoli
tumuli;

◼ Parrocchie e IR: possono avere il proprio;

◼ Anche le altre persone giuridiche o le famiglie. Va benedetto a giudizio


dell'Ordinario del luogo;

◼ No cadaveri nelle chiese (tranne Papa o, nella propria chiesa, cardinali e


Vescovi diocesani, anche emeriti);

b. Tempi sacri

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