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Scavi archeologici di Pompei

Coordinate: 40°45′04″N 14°29′24″E / 40.751111°N ultimi che Pompei divenne una ricca città commerciale,
14.49°E con un piccolo fiorente porto e cinta da mura possenti,
costruite intorno al 300 a.C.[8] .
Gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti
della città di Pompei antica, presso la collina di Civita, alle Conquistata dai Romani nel III secolo a.C., continuò il
porte della moderna Pompei, seppellita sotto una coltre suo sviluppo di città commerciale, esportando, in tutto il
di ceneri e lapilli durante l'eruzione del Vesuvio del 79, Mediterraneo, olio e vino, di cui era produttrice soprat-
insieme ad Ercolano, Stabiae ed Oplonti[1] . tutto nel periodo del II secolo a.C.[8] : in questi anni si
I ritrovamenti a seguito degli scavi, iniziati per volere di assistette anche ad un forte sviluppo urbanistico, con la
Carlo III di Borbone, sono una delle migliori testimonian- costruzione del foro, del tempio di Giove, di Iside e della
ze della vita romana[2] , nonché la città meglio conserva- Basilica, oltre a numerose case e ville residenziali. Sotto
ta di quell'epoca; la maggior parte dei reperti recupera- il dominio romano divenne prima municipium, godendo
ti (oltre a semplici suppellettili di uso quotidiano anche anche di una parziale indipendenza, grazie all'appoggio
affreschi, mosaici e statue), è oggi conservata al museo fornito durante la seconda guerra punica e poi colonia, col
archeologico nazionale di Napoli ed in piccola quantità nome di Cornelia Veneria Pompeianorum, a seguito della
nell'Antiquarium di Pompei[3] , attualmente chiuso: pro- conquista da parte di Silla nell'89 a.C., durante le guerre
prio la notevole quantità di reperti è stata utile per far sociali[8] . La zona fu colpita da un terremoto nel 62 e la
comprendere gli usi, i costumi, le abitudini alimentari e città subì notevoli danni, in parte prontamente riparati:
l'arte della vita di oltre due millenni fa. tuttavia nel 79, mentre alcuni edifici erano ancora in fase
di restauro, un'eruzione del Vesuvio seppellì la città sotto
Il sito di Pompei, che nel primo decennio del nuovo mil- una coltre di ceneri e lapilli, cancellandola interamente[8] .
lennio è stato visitato costantemente da oltre due milioni Negli anni successivi, la zona, arida e spoglia, non fu sog-
di persone all'anno[4] , è risultato essere nel 2014 il secon- getta a ripopolamento e nonostante alcune ricerche svolte
do sito italiano per numero di visitatori, con 2.621.803 nel I secolo, non venne più ritrovata, rimanendo sepolta
persone e un introito lordo totale di 21.076.994,55 per quasi 1700 anni[1] .
Euro[5] (preceduto solamente dal sistema museale che
comprende Colosseo, Foro Romano e Palatino). Nel
1997, per preservarne l'integrità, le rovine, gestite dalla 1.2 Cenni sugli scavi archeologici
Soprintendenza Pompei, insieme a quelle di Ercolano ed
Oplonti, sono entrate a far parte della lista dei patrimoni
dell'umanità dell'UNESCO[6] .

1 Storia

1.1 Cenni su Pompei

Pompei fu fondata dagli Osci intorno all'VII secolo


a.C.[7] , su un pianoro formato da una colata lavica, poco
distante dal fiume Sarno, anche se diverse testimonian-
ze attribuiscono i primi insediamenti umani già a parti-
re dal IX secolo a.C.[8] : durante il periodo osco, il bor-
go, importante nodo viario, con strade per Cuma, Nola
e Stabiae, venne cinto da mura e raggiunse un'estensione
pari a 63 ettari. Pompei risentì degli influssi prima dei Litografia degli scavi nel 1850
Greci[9] , grazie alla conquista di Cuma nel periodo com-
preso tra il 525 e 474 a.C., e poi degli Etruschi, sotto i I primi scavi nell'area pompeiana si ebbero a partire dal
quali fu costruito il tempio di Apollo[8] ; fu conquistata 1748[10] , per volere di Carlo III di Borbone a seguito del
dai Sanniti, che scendendo dai monti dell'Irpinia la po- successo dei ritrovamenti di Ercolano: i sondaggi furono
sero alle dipendenze di Nocera. Fu proprio sotto questi svolti da Roque Joaquín de Alcubierre, che, credendo di

1
2 2 VILLE

essere sulle tracce dell'antica Stabiae, riportò alla luce nei


pressi della collina di Civita diverse monete ed oggetti
d'epoca romana, oltre a porzioni di costruzioni, pronta-
mente ricoperte dopo l'esplorazione. Le esplorazioni fu-
rono ben presto abbandonate a causa degli scarsi ritro-
vamenti e ripresero soltanto nel 1754; nel 1763, grazie
al rinvenimento di un'epigrafe, che parlava chiaramente
della Res Publica Pompeianorum, si intuì che si trattava
della antica città di Pompei[10] . Con Maria Carolina, mo-
glie di Ferdinando IV, e l'ingegnere Francesco La Vega,
parte della città, come la zona dei teatri, il tempio di Iside,
il Foro Triangolare, diverse case e necropoli vennero ri-
portate completamente alla luce e non più seppellite, ma
rimaste a vista; fu durante il dominio francese, con a capo Mosaico proveniente dalla Villa di Cicerone
Gioacchino Murat e la moglie Carolina, che gli scavi go-
dettero di un momento di ottima fortuna[11] : venne indi-
viduata la cinta muraria e riportata quasi del tutto alla luce
la zona di Porta Ercolano; inoltre, grazie alle pubblicazio- 2 Ville
ni volute da Carolina, la fama di Pompei crebbe in tutta
Europa, diventando tappa obbligata del Grand Tour[12] . Sono relativamente poche le ville d'otium ritrovate a
Con il ritorno dei Borbone a Napoli, gli scavi vissero Pompei: queste particolari costruzioni residenziali, a cui
un periodo di stasi: se si esclude Francesco I[13] , con sempre veniva aggiunta una parte dedicata alle attività
Ferdinando II e Francesco II, le rovine furono usate sol- agricole, come celle vinarie, torchi e presse, erano co-
tanto come posto da far visitare agli ospiti di corte[14] . A struite solitamente in luoghi isolati e panoramici, lontano
[24]
seguito dell'unità d'Italia e soprattutto grazie a maggio- dal centro abitato : Pompei infatti aveva un sobborgo,
ri disponibilità economiche, sotto la guida di Giuseppe chiamato Pagus Augustus Felix Suburbanus ed oggi ri-
Fiorelli, si assistette ad una veloce ripresa delle indagini, conducibile ai territori di Boscoreale, Boscotrecase e
in modo ordinato, con la prima divisione della città in re- Terzigno, in cui sorgevano numerose ville di questo ti-
giones ed insulae; nel 1863 venne introdotta la tecnica dei po, mentre ville propriamente d'otium si ergevano nella
calchi[15][16] , mentre, tra il 1870 ed il 1885, fu redatta la zona di Oplontis e sulla collina di Varano, a Stabiae. Tut-
prima mappa dell'intera area pompeiana. Durante il XX tavia sono presenti nei pressi del centro cittadino, appena
secolo, con Vittorio Spinazzola prima e Amedeo Maiuri fuori o addossate alle antiche mura della città, abitazioni
[24]
dopo[17] , furono completati la maggior parte degli scavi di questo genere .
nei pressi di Porta Ercolano, della zona meridionale della La Villa dei Misteri è situata poco fuori porta Ercolano
città e di Villa dei Misteri, mentre si intrapresero impor- e la sua costruzione risale al II secolo a.C.: fu esplora-
tanti sessioni d'indagine lungo Via dell'Abbondanza[18] . ta tra il 1909 ed il 1910 ed in seguito tra il 1929 ed il
A partire dagli anni sessanta si resero necessari lavori di 1930; deve il suo nome ad una serie di affreschi presenti
restauro per gli edifici esistenti, che hanno di molto ral- nel triclinio, con figure a grandezza naturale, tecnica chia-
lentato nuovi scavi, anche a causa di problemi di natura mata megalographia, che rappresentano o uno spettacolo
economica[19] . Nel 1980 il sito fu gravemente danneggia- di mimi, o momenti di un rito, oppure i preparativi per
to dal terremoto dell'Irpinia[20] . Tra gli anni novanta e gli un matrimonio[25] . La villa, a due piani, presentava sia
anni '10 del nuovo millennio, i nuovi scavi si concentraro- ambienti rustici, come il forno, le cucine ed il torchio,
no nella zona della IX regio, anche se molti fondi furono sia residenziali, come l'atrio, una veranda ed il quartiere
dirottati sulla conservazione ed il restauro dei monumenti termale[25] .
già scavati; nel 1997 l'area archeologica entrò a far parte
del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO[6] . A seguito La Villa di Diomede, situata sempre nei pressi di por-
della mancanza di un piano di restauro dell'intero sito, ac- ta Ercolano, a poca distanza da Villa dei Misteri, deve
centuato dal crollo della Casa dei Gladiatori nel 2010[21] , il suo nome ad una tomba posta di fronte l'ingresso, ap-
l'Unione europea stanziò un finanziamento per la salva- partenuta a Marcus Arrius Diomedes. Fu scavata tra il
guardia degli scavi: tuttavia, durante lo svolgimento dei 1771 ed il 1774 e presenta ambienti sia residenziali che
lavori di ristrutturazione, che presero il nome di “Grande rustici, oltre ad un ampio quartiere termale ed un triclinio
Progetto Pompei”[22] , si verificarono altri crolli, riguar- con vista sul mare; una scala inoltre permetteva l'accesso
danti per lo più parti di muratura, travature dei tetti o ad un ambiente inferiore costruito su un criptoportico ed
pezzi di intonaco[23] . utilizzato come cantina, presso il quale furono trovati di-
versi corpi sepolti dall'eruzione ed una cospicua somma
di denaro[26] .
La Villa Imperiale si trova invece nei pressi di porta Ma-
rina e fu scoperta nel 1943[27] : si tratta di una grossa strut-
3

3 Case

L'impluvium della Casa del Fauno

Il mosaico dell'Accademia di Platone proveniente dalla Villa di


Titus Siminius Stephanus Le case erano strutturate principalmente in tre tipologie,
a seconda del ceto sociale e delle ricchezze del proprieta-
rio: le domus appartenevano ai ricchi ed erano abitazioni
molto grandi che si disponevano solitamente intorno ad
un atrio; avevano inoltre una zona dove si svolgeva la vita
domestica, come cucine e stanze da letto ed una zona di
tura, costruita abusivamente alla fine del I secolo a.C., nei rappresentanza, come il tablino, triclinio ed un peristilio
pressi del tempio di Venere: fu notevolmente danneggiata con al centro il giardino, spesso ornato con fontane e non
dal terremoto del 62 e in seguito restaurata. La costruzio- di rado un quartiere termale[33] . Case più piccole inve-
ne è preceduta da un lungo portico, ricco di edicole, lungo ce erano di proprietà del ceto medio ed erano composte
circa 90 metri, mentre il triclinio è il più grande rinvenuto per lo più da un cortile centrale scoperto intorno al qua-
a Pompei e presenta dei cicli pittorici in quarto stile, an- le si aprivano i cubicoli ed un piccolo giardino adibito
che se non mancano esempi di pittura in terzo stile, che gli ad orto[33] . Infine le cosiddette pergule, piccole case che
artisti mantennero durante i lavori di ristrutturazione[28] . appartenevano ai commercianti, formate da un vano che
affacciava sulla strada ed utilizzato come bottega e, sul re-
La Villa di Giulia Felice, situata nei pressi di Porta Sarno, tro, piccole stanze, sfruttate sia come magazzini che come
fu esplorata tra il 1755 e il 1757 e poi nuovamente tra il abitazioni[33] . Alcune tra le case più importanti:
1953 e il 1953. La casa, che a seguito del terremoto del 62
La Casa del Citarista, dal nome di statua raffiguran-
fu data in parte in affitto, è formata da un doppio atrio, un
peristilio con al centro una peschiera ed un altare dedicatote Apollo Citarista, deve il suo aspetto attuale al I se-
colo a.C., a seguito di numerose ristrutturazioni, frutto
ad Iside ed un triclinio che aveva la funzione di grotta,
dalla quale sgorgava acqua che attraverso un sistema di delle aggiunte di altre piccole case circostanti: di pro-
prietà dei Popidii, come testimoniato da insegne elet-
cascate terminava nell'ampio giardino[29] .
torali, presenta due peristili con sculture di animali in
Di altre ville si conosce l'esistenza perché esplorate du- bronzo, ambienti termali ed un'area commerciale adibita
rante il periodo borbonico, per essere depredate degli og- a panificio, pasticceria e taverna[34] .
getti e pitture, o ritrovate accidentalmente, ma poi suc-
cessivamente riseppellite: sono di esempio la Villa di Ci- La Casa del Menandro, di proprietà dei Poppaei, risale
cerone, la Villa di Titus Siminius Stephanus e l'Edifizio al III secolo a.C. ed ha subito poi numerosi rifacimenti
dei Triclini. La Villa di Cicerone, posta poco fuori porta che hanno incentrato la costruzione attorno al peristilio:
Ercolano, fu scavata nel 1763 e vennero recuperati diver- presenta un atrio tuscanico con pitture in quarto stile,
si affreschi e due mosaici, realizzati da Dioskourides di un salone con la raffigurazione umoristica delle nozze di
Samo, in opus vermiculatum[30] ; la Villa di Titus Siminius Ippodamia ed un mosaico rappresentate scene nilotiche
Stephanus, nei pressi di porta Vesuvio, restituì il mosai- ed un quartiere termale con il calidarium [35]
adornato con
[31]
co raffigurante l'Accademia di Platone ; l'Edificio dei mosaico con scene di animali marini .
Tricilini, scoperto in località Moregine nel 2000, a qua- La Casa di Ottavio Quartione, che deve il nome al pro-
si un chilometro da porta Stabia, durante i lavori di am- prietario di cui è stato ritrovato il sigillo, è anche chiamata
pliamento dell'autostrada Napoli – Salerno, era caratte- di Loreio Tiburtino e fu costruita nel II secolo a.C. e suc-
rizzato da tre triclini ed un ampio peristilio con giardino cessivamente ampliata, soprattutto a seguito del terremo-
e piscina[32] . to del 62: la maggior parte della struttura si sviluppa at-
4 3 CASE

torno all'atrio; di notevole interesse è il sistema di vasche: pavimento a mosaico e pitture a soggetto teatrale, mentre
quella superiore era decorata con statue di divinità egizie, il tablino dà l'accesso al peristilio porticato; al centro del
mentre quella inferiore, che attraversa il giardino, è divisa giardino è la piscina, mentre sul fondo un piccolo ninfeo:
in tre scomparti, probabilmente per ospitare pesci; tra la la casa è dotata anche di un secondo quartiere più piccolo,
vasca superiore e quella inferiore era posto il sacello[36] . con atrio centrale, circondato da stanze[41] .
La Casa dei Dioscuri fu costruita nell'ultima fase di Pom-
pei e venne esplorata tra il 1828 ed il 1829: la costruzione
presenta un atrio corinzio con dodici colonne in tufo e le
pitture sono tutte in quarto stile, tra cui quella dei dioscuri
Castore e Polluce; finemente decorato anche il peristilio
con elementi architettonici e nature morte[42] .

L'atrio della Casa di Pansa

La Casa di Pinarius Cerialis era di proprietà di un gem-


marius, ossia di un intagliatore di pietre e gemme: al suo
interno infatti sono state ritrovate centosedici tra gem-
me, pastiglie vitree e cammei. Di buona fattura le pitture
all'interno di un cubicolo, raffigurante scene di teatro[37] .
Una casa adibita anche a taberna
La Casa degli Amorini Dorati fu costruita nel III secolo
a.C. e ampliata nel I secolo a.C. ed apparteneva a Gnaeus
La Casa del Chirurgo è una delle più antiche di Pompei,
Poppaeus Habitus: così chiamata a seguito del ritrova-
mento di una lamina d'oro sul quale erano disegnati degli risale infatti al III secolo a.C., anche se poi nel corso degli
amorini, si sviluppa intorno al peristilio con giardino, de- anni ha subito due grossi interventi di restauro ed è così
corato con statue in marmo e affreschi che rappresentano chiamata per il ritrovamento di numerosi oggetti medici,
divinità egizie; notevole il salone, con decorazioni in terzo come sonde e bisturi: i muri interni sono costruiti a opera
stile e pavimentazione a mosaico[38] . a telaio, mentre le uniche opere decorative ancora presenti
sono una serie di affreschi in un ambiente finestrato, nei
La Casa del Fauno risale al II secolo a.C. anche se fu no- pressi del giardino, in primo ed in quarto stile[43] .
tevolmente ampliata nel secolo successivo: ha una super-
ficie di circa tremila metri quadrati ed è così denominata La Casa del Forno risale al II secolo a.C. e fu ristrutturata
per il ritrovamento di una statua in bronzo raffigurante a seguito del terremoto del 62: al momento dell'eruzione
un fauno, al centro dell'impluvium. Sicuramente una delle i lavori non erano ancora terminati; proprio a seguito
maggiori dimore di Pompei, ha due giardini con peristilio dell'evento sismico, la zona residenziale fu spostata al pia-
e due atri ed era decorata con affreschi in primo stile e no superiore, mentre quello inferiore fu trasformato in
pavimentata con mosaici, tra cui quello dell'esedra, raffi- panificio: è infatti presente il forno, le macine e la cu-
gurante la battaglia tra Dario e Alessandro, oggi al museo cina. La casa presenta inoltre un giardino, dove era posta
anche una stalla, nella quale fu probabilmente ritrovato lo
archeologico nazionale di Napoli[39] .
scheletro di un mulo[44] .
La Casa dei Vettii deve il suo nome alla famiglia a cui ap-
parteneva, i Vettii appunto, come testimoniato da diverse La Casa del Poeta Tragico fu scavata tra il 1824 ed il 1825
iscrizioni elettorali e sigilli: l'abitazione, imperniata intor- ed ha delle dimensioni ridotte rispetto alle altre grandi
no al peristilio, fu ristrutturata nel I secolo. All'ingresso case di Pompei: All'ingresso è collocato un mosaico che
è l'affresco di Priapo ed il larario mentre nella cucina reca la scritta:
sono state ritrovate numerose pentole; la maggior parte All'interno erano presenti diversi affreschi poi staccati e
della casa presenta affreschi in quarto stile, con pannelli conservati al museo nazionale di Napoli, come la scena
colorati nel caratteristico rosso pompeiano[40] . di prove teatrali, da cui la casa prende il nome, oppure
La Casa del Centenario è così chiamata in quanto esplo- episodi dell'Iliade. La casa inoltre venne scelta come mo-
rata nel 1879 a diciotto secoli di distanza dall'eruzione del dello per il romanzo [45]
di Edward Bulwer-Lytton Gli ultimi
Vesuvio ed è una delle case più grandi di Pompei, frutto giorni di Pompei .
dell'unione di tre abitazioni: l'atrio è in stile tuscanico con La Casa di Pansa apparteneva ad un ricco commercian-
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te campano, Alleius Nigidius Maius, anche se negli ulti-


mi anni fu data in affitto: costruita probabilmente tra il
120 ed il 140 a.C., nel giardino furono ritrovati capitelli
in ordine ionico. L'ingresso, l'atrio e il tablino sono posti
in asse; la particolarità della casa è la pavimentazione in
pietre colorate che adornano il marciapiede antistante ed
il vestibolo[46] .

4 Edifici pubblici

Il Macellum

a.C., a seguito dei lavori di risistemazione della zona dei


teatri[49] : l'accesso avviene tramite propilei con colonne
ioniche ed all'interno è un portico composto da novanta-
cinque colonne, eccetto sul lato sud per consentire la vista
sul golfo di Napoli; è inoltre presente un vialetto proba-
bilmente utilizzato per corse e un thòlos, costruito intorno
ad un pozzo sacro, con colonne doriche[50] .
Il Macellum era il mercato della città: costruito nel II se-
colo a.C., con decorazioni in quarto stile, vi si accede at-
Il Foro traverso un portico, decorato con statue ed all'interno è
un cortile porticato sotto il quale si aprivano le botteghe;
La vita quotidiana dei pompeiani e loro attività politiche al centro erano poste le basi per sostenere la copertura:
e commerciali si svolgevano in luoghi separati, con sedi oltre alla vendita di pesce e carne, si organizzavano an-
ben definite. che banchetti in onore dell'imperatore[51] . I Granai del
Il Foro di Pompei, poco lontano da Porta Marina, era il Foro era invece il mercato della frutta e della verdura e
cuore della città: fu sistemato nel II secolo a.C., abbatten- probabilmente al momento dell'eruzione non era ancora
do le numerose botteghe che lo circondavano e l'enorme completato o non in uso: la struttura è un semplice por-
piazza fu abbellita con statue, mai ritrovate, di dei o di cit- ticato, nei pressi di una latrina ed è oggi utilizzato come
tadini illustri[28] ; a delimitare lo spazio del foro erano gli deposito dei reperti rinvenuti nel corso degli scavi, oltre
archi onorari: se ne conservano tre ed avevano una funzio- ad ospitare diversi calchi[52] .
ne puramente scenica, rivestiti completamente in marmo
ed erano dedicati ad Augusto, a Tiberio e a Caligola[47] .
Il transito dei carri era interdetto ed una parte, sul la-
to ovest, era riservata agli oratori[28] . Intorno al foro si
affacciavano gli edifici più importanti della città, come
quelli dell'Amministrazione Pubblica, dove si riunivano
le personalità politiche, costruiti al periodo precedente
all'80 a.C. e ristrutturati a seguito del terremoto del 62;
la Basilica, riservata alla giustizia e alle faccende econo-
miche, fu costruita nel II secolo a.C. e presenta una pianta
rettangolare, divisa in tre navate, dove restano tracce di
decorazioni in primo stile[48] ; la Mensa Ponderaria, ossia
l'ufficio della misurazione delle capacità e del peso: era
costituita da due banchi soprapposti, con cavità di diver-
se misure e aperture per la fuoriuscita del prodotto mi-
surato; ed ancora il Tempio di Apollo, di Vespasiano e
Un thermopolium
quello di Giove, il Santuario dei Lari Pubblici e le Terme
del Foro[28] . Molto utilizzato nell'antica Pompei era il pane: esistevano
Il Foro Triangolare, altra importante piazza di Pompei, circa trentaquattro panifici, con forni a legna, macine e
situato nella zona meridionale della città, esposto verso il un banco per la vendita. Il panificio di Popidio Prisco era
mare ed il fiume Sarno, fu costruito intorno al II secolo gestito da un liberto[53] , il panificio di Modesto, o Casa
6 5 EDIFICI LUDICI

del Forno, era invece il più grande della città e il panificio tario o gestore, era originariamente una casa poi trasfor-
di Soterico, anch'esso tra i più grandi, conserva il locale mata in magazzino per la lavorazione della lana: al piano
dedicato all'impastatura del pane[54] . inferiore si svolgeva l'attività lavorativa e quella di lavag-
I termopoli erano edifici nel quale venivano venduti cibi gio, effettuato in grosse vasche con acqua, soda ed urina,
caldi e bevande e a Pompei se ne contavano poco meno mentre al piano superiore si provvedeva all'asciugatura
di un centinaio[55] . Il Thermopolium di Vetutius Placidus delle vesti. L'Officina di Verecundus era dedicata alla
affacciava direttamente sulla strada, presentava un ban- tessitura, bollitura e vendita delle stoffe: sulla facciata era
cone e diversi dolia, oltre ad un locale retrostante la bot- raffigurato Mercurio e Venere, mentre all'interno è sta-
to ritrovato un calderone in bronzo decorato con un fallo
tega dove poter consumare il pasto: interessante il larario
con affreschi dei Lari e Mercurio e Dioniso ed un triclinio alato, oltre ad un architrave decorata con Apollo, Giove,
Diana, Mercurio e Venere[62] .
decorato in terzo stile. Nel Thermopolium delle Aselli-
ne, con tre banconi di vendita ed un larario con raffi- Il Castellum Aquae era il principale edificio per il riforni-
gurazioni di Mercurio e Bacco, sono state ritrovate nu- mento idrico della città: situato ad un'altezza di quaran-
merose suppellettili, sia in bronzo che in terracotta, oltre tadue metri, nei pressi di Porta Vesuvio, convogliava le
a 683 sesterzi; la facciata esterna reca una rappresenta- acque provenienti dall'acquedotto romano del Serino in
zione di brocche ed imbuto ed una iscrizione elettorale un sistema di tre condutture regolate da saracinesche. Fu
con riferimento ad Asellina, probabilmente la proprieta- ristrutturato a seguito del sisma del 62 e presentava una
ria della locanda[56] . Il Thermopolium della Fenice, lun- struttura circolare in opera incerta, laterizia e reticolata,
go Via dell'Abbondanza, gestito da un orientale di nome con una cupola di sei metri di diametro: al momento
Euxnius, è così chiamato per la presenza di una fenice dell'eruzione, l'intero sistema idrico e quello delle fontane
sull'insegna esterna: oltre ad un vasto orto coltivato a viti, pubbliche non era in funzione[63] .
all'interno fu ritrovato un affresco raffigurante pavoni su La Schola Armaturarum fu costruita negli ultimi anni di
un prato[57] . vita di Pompei ed era un edificio di stampo militare dove
L'Officina del Garum era addetta alla vendita del garum, i giovani venivano istruiti alla lotta e alle arti gladiato-
una particolare salsa ottenuta dalla fermentazione del- rie; inoltre fungeva da deposito per le armi, come testi-
le interiora di pesci[58] ; nell'edificio sono stati ritrovati moniato da un elevato numero di armature ritrovate al
dei recipienti, chiusi da coperchi, con all'interno la salsa, suo interno. La struttura, originariamente adibita a casa,
mentre nel vicino giardino, era posto un grande deposito presentava particolari decorazioni in stile militare come
di anfore[59] . rami di palma, vittorie alate e candelabri con aquile: tut-
tavia tutti gli ornamenti sono andati perduti a seguito di
un crollo verificatosi il 6 novembre 2010[21] .

5 Edifici ludici

Affresco proveniente dall'Officina di Verecundus

Sviluppata a Pompei era la lavorazione della lana, con tre-


dici officine che lavoravano il materiale grezzo, sette che
effettuavano la filatura, nove la tintura e diciotto il lavag-
gio: l'Edificio di Eumachia, dal nome della sacerdotessa
che ne aveva voluto la costruzione, era o il mercato del-
la lana, oppure sede della corporazione dei fullones[60] ;
la costruzione avvenne dopo il 62 ed era interamente
L'Anfiteatro
in opera laterizia. All'interno presenta numerose nicchie,
nelle quali erano ospitati delle statue, per lo più riguardan-
ti la famiglia imperiale, un colonnato, due corridoi laterali Erano molteplici le attività di intrattenimento dei pom-
e nei pressi dell'ingresso era posta una giara, nella quale peiani: spettacoli di gladiatori nell'anfiteatro, spettacoli
si raccoglieva l'urina, utilizzata come detergente per gli culturali come commedie, poesie o musica nei teatri, ba-
abiti[61] . La Fullonica di Stephanus, dal nome del proprie- gni, massaggi e ginnastica nelle strutture termali, com-
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battimenti ed allenamenti militari nelle palestre e svago me alloggio per i combattenti e luogo per gli allenamenti:
sessuale nei lupanari. durante la sua esplorazione furono trovati diversi cadaveri
L'Anfiteatro di Pompei fu costruito tra l'80 ed il 70 a.C. tra cui un bambino di pochi giorni posto in una giara [69]
ed
[64]
ed, in seguito, ristrutturato dopo il terremoto del 62 : una matrona con un grosso quantitativo di gioielli .
risulta essere uno dei più antichi, nonché uno dei meglio
conservati al mondo ed aveva una capienza di circa venti-
mila persone. All'esterno presenta un ordine inferiore ad
archi ciechi, realizzati in opera incerta, mentre l'ordine
superiore presenta archi a tutto sesto. L'arena è in terra
battuta ed è divisa dalla platea da un parapetto altro cir-
ca due metri, che, prima dell'eruzione, era affrescato con
immagini di lotte tra gladiatori; la cavea è divisa in tre
zone, destinata ai diversi ceti sociali degli abitanti della
città e l'intero complesso disponeva di un velarium che
veniva utilizzato per proteggere gli spettatori dal sole o
dalla pioggia[65] . L'anfiteatro fu inoltre lo scenario di una
violenta rissa tra pompeiani e nocerini, nel 57, che por-
tò a numerosi feriti ed alla perdita di diverse vite uma-
ne: a seguito di questo evento, il senato decise di chiu-
dere l'edificio per dieci anni, ma il provvedimento fu poi
annullato dopo il terremoto del 62[66] .

Affresco delle Terme Suburbane

Le Terme Stabiane erano il complesso termale più antico


della città: risalivano infatti al IV-III secolo a.C. ed aveva-
Il Teatro Grande no subito nel corso degli anni numerosi rifacimenti. Nella
parte est, divisi in due sezioni, per uomini e donne, sono
Il Teatro Grande fu costruito durante l'epoca sannita e l'apodyterium, il frigidarium, il calidarium e il tepidarium,
subì nel corso degli anni numerosi rifacimenti: realizzato oltre alle fornaci: tutta la pavimentazione era completa-
in opus incertum, con una tipica architettura greca, era in mente riscaldata; a nord è posta una latrina, mentre ad
grado di ospitare circa cinquemila spettatori[67] . La zo- ovest una piscina. Si conservano raffigurazioni in stucco,
na dell'orchestra è disposta a forma di ferro di cavallo, tipiche del quarto stile, di soggetti mitologici e personaggi
la cavea è divisa in tre ordini e tutta la struttura poteva pompeiani[70] . Le Terme del Foro, costruite intorno all'80
essere coperta da un velarium; la scena fu ricostruita do- a.C. seguivano come modello quelle Stabiane ma offriva-
po il terremoto del 62, in opera laterizia ed era decorata no prezzi più vantaggiosi: possedevano un apodyterium,
con marmi e statue, mentre lo sfondo voleva imitare un un frigidarium, un tepidarium, riscaldato con un bracie-
palazzo principesco[67] . Il Teatro Piccolo, chiamato an- re, un calidarium ed una palestra porticata; le decorazioni
che Odeion, fu costruito intorno all'80 a.C. ed era in gra- sono in stucco e raffigurano per lo più figure mitologiche
do di ospitare un pubblico di circa milletrecento persone: e partizioni geometriche[71] . Le Terme Centrali, nei pres-
al suo interno venivano declamate poesie e si svolgevano si di Via di Nola, erano un complesso termale ancora in
spettacoli musicali. La struttura ricorda quella del Tea- costruzione al momento dell'eruzione: mancavano infatti
tro Grande, con pianta semicircolare: la cavea divisa in le fornaci, così come il giardino, la piscina e la palestra
due parti, con le gradinate decorate da talamoni, mentre non erano stati ancora sistemati; nei pressi dell'ingresso
l'orchestra è pavimentata in marmo[68] . Il Quadriportico principale sono presenti due piccoli ambienti che avreb-
dei Teatri fu costruito intorno all'80 a.C. ed era utilizzato bero dovuto servire da biglietteria e guardaroba[72] . Le
come foyer per gli spettatori del Teatro Grande; a segui- Terme Suburbane erano di proprietà privata e furono co-
to del terremoto del 62 venne riconvertito in palestra per struite nel I secolo a.C., fuori le mura della città: oltre
gladiatori e lungo le mura perimetrali, dove prima era un ai normali ambienti avevano anche una piscina calda ed
colonnato, fu aggiunto un secondo piano, utilizzato co- una fredda, quest'ultima ornata da una finta grotta da cui
8 6 TEMPLI

sgorgava acqua[73] ; interessante l'affresco in quarto stile te ampliate a seguito della dominazione di Lucio Corne-
dello spogliatoio, ossia sedici pannelli raffiguranti scene lio Silla: al momento dell'eruzione erano quasi tutte in ri-
erotiche, tra cui uno con protagonista due donne, unico strutturazione o ricostruzione a seguito del terremoto del
esempio nella pittura romana[74] . 62.
La Palestra Grande fu costruita in sostituzione della Pa- Il Tempio di Apollo è uno dei più antichi di Pompei: fu
lestra Sannitica, durante il periodo augusteo, ma fu note- infatti costruito tra il 575 e 550 a.C. e restaurato prima
volmente danneggiata dal terremoto del 62, tant'è che al nel II secolo a.C. e poi a seguito del terremoto del 62[3] ;
momento dell'eruzione non era utilizzata[75] . Ha una pian- la struttura è circondata da un quadriportico in tufo, con
ta rettangolare e misura centoquaranta metri di lunghezza colonne in stile ionico e trabeazione dorica[78] . La scala
per centotrenta di larghezza: il perimetro è interamente d'accesso immette sull'alto podio, dove è posta la cella,
porticato con colonne ioniche, eccetto il lato est, mentre pavimentata con pietre policrome; nel cortile sono poste
al centro del piazzale è posta una piscina con un fondo le statue di Apollo e Diana nelle sembianze di arcieri,
inclinato in modo tale da potere avere diverse profondità oltre ad un altare risalente all'80 a.C. ed una meridiana
che andavano da un minimo di sessanta centimetri ad costruita probabilmente in età augustea[79] .
un massimo di due metri; presente anche una latrina[75] . Il Tempio Dorico risale alla prima metà del VI secolo a.C.
La Palestra Sannitica risale al II secolo a.C. ma perse e dopo numerose ristrutturazioni fu gravemente danneg-
d'importanza a seguito della costruzione della Palestra giato dal sisma del 62 e conseguentemente abbandonato.
Grande. Originariamente aveva dimensioni maggiori ri- Così chiamato in quanto costruito in stile dorico, era cir-
spetto a quelle attuali: infatti, a seguito del terremoto del condato da colonne ed al centro era posta la cella; del
62, parte della struttura fu distrutta per eseguire i lavori tempio rimangono dei capitelli, dei gradini del basamen-
di ampliamento del vicino tempio di Iside: ha una pianta to ed una base sul quale erano probabilmente venerete le
trapezoidale, con colonnato su tre lati ed al suo interno, divinità di Atena ed Ercole, così come testimoniato dal
durante l'esplorazione, fu ritrovata una copia della statua ritrovamento di un'epigrafe[80] .
raffigurante il Doriforo di Policleto[76] .
Dei circa venticinque lupanari che esistevano a Pompei, il
Lupanare della regio VII, era l'unico costruito con la pre-
cisa funzione di ospitare prostitute: si tratta di una strut-
tura su due livelli, costruita poco prima dell'eruzione del
79. Sia il piano inferiore che quello superiore contano cin-
que stanze, anche se le camere del secondo piano sono di
maggiori dimensioni: sulle porte d'ingresso sono gli affre-
schi erotici del tipo di prestazione sessuale svolta in quel-
la stanza e si possono riscontrare inoltre duecento graffiti,
per lo più nomi di prostitute e clienti[77] .

6 Templi
Il tempio di Venere

Il Tempio di Asclepio, così chiamato a seguito del ritro-


vamento di statue in terracotta che si rifacevano al perso-
naggio della mitologia greca, è anche denominato di Gio-
ve Meilichio, appellativo utilizzato soprattutto nell'antica
Grecia, per il culto della divinità connessa a riti segreti e
dell'oltretomba. Situato nei pressi della via Stabia, è stato
costruito intorno al III-II secolo a.C.; è costituito da un
portico ed un cortile, al centro del quale è posta un'ara
in tufo, mentre il piedistallo sul quale venivano poggiate
le statue per il culto è racchiuso in una cella sostenuta da
colonne con capitelli corinzi[81] .
Il Tempio di Iside, realizzato nel II secolo a.C. e restaura-
to a seguito del terremoto del 62, fu esplorato tra il 1764
Il tempio di Apollo ed il 1766; la struttura è costituita da un portico, nel qua-
le si aprono diversi ambienti di servizio, un pozzo ed un
La maggior parte delle strutture sacre di Pompei furono purgatorium, mentre al centro è il pronao, realizzato con
costruite tra il III ed il II secolo a.C. e poi notevolemen- quattro colonne facciali e due laterali, dove in due nicchie
9

erano poste le statue delle divinità Anubi e Harpokrate, completata a seguito del sopraggiungere dell'eruzione del
mentre nella cella più larga era posto il basamento dov'era 79: la parete presenta nicchie e colonne, mentre al centro
poggiata la statua di Iside: tutto il tempio aveva decorazio- è posto l'altare per i sacrifici[86] .
ni in quarto stile, oggi conservate al museo archeologico Il Tempio di Vespasiano o Aedes Genii Augusti fu pro-
di Napoli[82] . babilmente un tempio dedicato al primo imperatore ro-
Il Tempio di Giove, situato nei pressi del foro, risale al II mano, Ottaviano Augusto e, di volta in volta, dedicato ai
secolo a.C. ed è così chiamato per il ritrovamento della successivi imperatori, fino a Tito Flavio Vespasiano: al
testa di una statua appartenente a Giove, anche se l'intero momento dell'eruzione il tempio era o in costruzione o in
complesso era dedicato alla Triade Capitolina, ossia agli restauro. Nel cortile è posto un altare in marmo bianco,
dei Giove, Giunone e Minerva. Il tempio poggia su un alto decorato con la scena di un sacrificio di un toro; segue
podio, restaurato tra il 13 e il 47 ed è caratterizzato da poi il podio, a cui si accede tramite due scale laterali, sul
due ordini di colonne; la cella aveva una pavimentazione quale è posta la statua dell'imperatore[87] .
in pietra policroma, disposta ad opus scutulatum[83] . Il Tempio di Mefite risale al III secolo a.C. ed era ap-
punto dedicato a Mefite, in quanto è stato ritrovato mate-
riale votivo in suo onore; l'edificio, collocato nella parte
sud di Pompei, è di epoca sannita e presenta portici e
cisterne[88] .

7 Necropoli

Come stabilito dalle leggi romane, le tombe dovevano


essere costruite al di fuori delle mura cittadine e co-
sì, in prossimità delle porte di Pompei, sorgono diverse
necropoli. La necropoli di Porta Nocera è quella di mag-
Decorazione dell'ara del tempio di Vespasiano giori dimensioni e la più importante, con tombe sia ad
esedra che ad edicola: tra tutte, le più imponente, è quel-
Il Tempio di Venere fu costruito a seguito della conqui- la Eumachia, fatta costruire dalla sacerdotessa di Venere
sta di Lucio Cornelio Silla e dedicato alla dea della bel- per sé e per i suoi familiari. Edificata tra il 17 ed il 37
lezza in quanto sia protettrice del generale romano, sia d.C., la tomba è a esedra, in opera cementizia e rivestita
della città. Edificato su un collinetta tufacea, rivolto ver- di tufo: presenta delle nicchie dove erano poste le statue
so il mare e il fiume Sarno, il tempio doveva essere uno ed un fregio figurato. Nella stessa zona sono inoltre pre-
dei più belli di Pompei: composto da un portico decorato senti altre due tombe ad edicola, risalenti all'età repub-
in marmi e poggiante su un podio in tufo, è stato com- blicana, dove la cella funeraria era ornata con le statue
pletamente spogliato, facendone risultare difficile ogni dei defunti[89] . Altre necropoli di grandi dimensioni sono
interpretazione[84] . quelle di Porta Ercolano, che sorgeva lungo la strada che
portava a Villa dei Misteri e quella del Fondo Pacifico, nei
Il Tempio della Fortuna Augusta fu sicuramente costrui- pressi dell'anfiteatro. Nella necropoli di Porta Vesuvio è
to dopo il 13 a.C., al ritorno a Roma di Augusto do- la tomba a sedile semicircolare in tufo di Arellia Tertul-
po le spedizioni di conquista, per celebrare le imprese la, la tomba di Septumia, moglie di un duoviro, realizzata
dell'imperatore: fu edificato per volere di M. Tullius. Rea- in opera incerta, con base in tufo e la tomba di un gio-
lizzato con colonne e capitelli in ordine corinzio, aveva vane ventiduenne, C. Vestorius Priscus, addetto alla cura
una cella, preceduta da colonne, nella quale era posta la delle strade e dell'ordine pubblico, decorata con stucchi
statua della Fortuna e diverse nicchie con le statue della a rilievo di menadi e satiro, mentre le pareti interne so-
famiglia imperiale e dello stesso Tullius[85] . no affrescate con scene di caccia, di lotte di gladiatori e
Il Santuario dei Lari Pubblici fu probabilmente eretto a scene di vita del defunto[90] . La necropoli di Porta Nola è
seguito del terremoto del 62 come dono verso gli dei, irati composta da tre tombe: quella di M. Obellio Firmo, dove
con la città e per questo punita con il terribile evento si- nel recinto era posta una stele, sulla quale poggiava l'urna
smico; secondo altri invece il tempio è precedente al 62 e cineraria in vetro, mentre le altre due tombe, una di Ae-
dedicato alla famiglia imperiale. La struttura è composta squilia Polla e l'altra di N. Herennius Celsus sono di tipo
da un parete perimetrale, in opus reticolatum e incertum, ad esedra e quest'ultima è caratterizzata da una colonna
che in principio doveva essere rivestita di marmi, ma mai ionica con vaso marmoreo[90] .
10 8 URBANISTICA

Porta Marina

8 Urbanistica
La città di Pompei è circondata da un cinta mura-
ria di tremiladuecentoventi metri, nella quale si apro-
no sicuramente sette porte più una ottava, Porta Capua,
dall'esistenza incerta[91] . In un primo momento le mura
erano di dimensioni ridotte e realizzate con blocchi di Immagine d'epoca della Via Stabiana
lava e pappamonte; in seguito vennero ampliate e fu co-
struita una doppia cortina parallela riempita con pietre
e terra battuta. Durante l'epoca sannita fu costruito un
terrapieno intorno alla città, mentre, nel III secolo a.C., si trova all'estremità nord del cardine ed era una delle
furono costruite nuove mura in calcare di Sarno e tufo più interessate dagli scambi commerciali: al momento
grigio di Nocera, con contrafforti e torri a distanze irre- dell'eruzione era in completo rifacimento e nelle sue vi-
golari, dodici per la precisione, nei punti più esposti del- cinanze si ergono tre torri, poste a difesa della città[94] .
la città, ossia nella parte nord: interessante è la Torre di Porta Stabia, posta nella parte sud del cardine, era la più
Mercurio, a due piani, con una scala interna, nella quale antica ed una delle più trafficate: da essa infatti si giun-
sono ben visibili i colpi delle catapulte, scagliate da Lucio geva al porto sul fiume Sarno. Porta di Sarno si trova al
Cornelio Silla. Fu proprio a seguito della conquista di Sil- termine di Via dell'Abbondanza ed è la peggior conser-
la che le mura divennero inutili e furono in parte abbattute vata tra tutte le porte, in quanto ha perso quasi del tutto
o integrate a nuovi edifici[91] . la sua conformazione originale[95] .
Porta Nocera fu costruita nel IV secolo a.C. e risale quin- L'antica Pompei seguiva lo schema urbanistico della ti-
di all'epoca sannita ed è così chiamata poiché da essa par- piche città romane, anche se il Foro non era posizionato
tiva la via che conduceva a Nuceria Alfaterna: simile a esattamente all'incrocio del cardine con il decumano[96] .
quella di Stabia e di Nola, ha un vano con volta a botte, Via dell'Abbondanza è il decumano inferiore ed è così
dove era posta la porta, un corridoio con due bastioni al- chiamata per il ritrovamento di un bassorilievo, posto su
le estremità ed era realizzata con blocchi di calcare[92] . di una fontana pubblica, raffigurante la Concordia Augu-
Porta Ercolano, conosciuta anche con il nome di Porta sta, erroneamente definita come l'Abbondanza[97] : la via
del Sale, si apriva sulla strada che portava verso Ercolano conserva ancora la sua pavimentazione originale ed è co-
e la parte nord del golfo di Napoli; fu costruita dopo la steggiata da due marciapiedi; questa inizia dal Foro per
conquista di Silla ed è decorata con stucchi: nelle sue terminare a Porta Sarno, toccando diversi importanti edi-
vicinanze sorge una necropoli. Porta Marina, nonostan- fici della città come le Terme Stabiane e l'Anfiteatro[97] .
te la sua imponenza, simile ad un bastione, era una delle Da Via dell'Abbondanza, che era la strada principale di
meno frequentate e conduceva al mare: si presenta con Pompei, si aprono diverse strade secondarie, come la Via
due fornici ad arco a tutto sesto ed una volta a botte in dei Teatri, che conduce alla zona dei teatri e del Foro
opera cementizia; oggi è la porta che dà l'accesso al si- Triangolare. Il decumano superiore è invece rappresen-
to archeologico[27] . Porta Nola fu costruita intorno al III tato dall'unione della Via delle Terme, Via della Fortuna
secolo a.C. da Vivio Popidio, così come testimoniato da e Via di Nola e comincia dalle Terme del Foro, per termi-
un'iscrizione in lingua osca rinvenuta sulla porta: realiz- nare alla Porta di Nola. Il cardine è delineato dall'unione
zata in tufo, con una volta a botte, ha la chiave di volta de- di Via del Vesuvio con la Via Stabiana ed andava dal-
corata con una scultura raffigurante la testa di Minerva; la Porta Vesuvio fino alla Porta di Stabia, da dove si
all'esterno una piccola area funeraria[93] . Porta Vesuvio proseguiva per il porto[98] .
11

9 Cultura di massa me alla sua famiglia, a seguito dell'eruzione del Vesuvio


del 79[99] .
Tanti i titoli di film che si sono ispirati al romanzo di
Edward Bulwer-Lytton e tutti chiamati Gli ultimi giorni
di Pompei: quello del 1900 diretto da Walter R. Booth,
quello del 1913 diretto da Mario Caserini, quello del 1926
diretto da Carmine Gallone, ed ancora, uno del 1935 di-
retto da Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack, uno
del 1950 diretto da Marcel L'Herbier e Paolo Moffa e
uno del 1959 in principio diretto da Mario Bonnard e poi
concluso da Sergio Leone, girato tra Madrid e gli stu-
di di Cinecittà a Roma; dello stesso titolo è inoltre una
miniserie del 1984, mentre un'altra chiamata Pompei è
stata realizzata nel 2007 per la regia di Giulio Base e pro-
tagonisti Lorenzo Crespi ed Andrea Osvárt. Pompei inol-
tre è ambientazione di una puntata della serie animata de
I Simpson, intitolata Il Bob italiano, dove la famiglia si
reca in visita alle antiche rovine; nella serie Doctor Who,
nell'episodio Il Fuoco di Pompei, i protagonisti scopro-
no che l'eruzione è stata causata per evitare un'invasione
aliena.
Diversi i documentari girati all'interno degli scavi: nu-
merosi quelli per programmi di divulgazione scientifi-
ca italiana come Superquark ed Ulisse, uno realizzato
da Channel 5 nel quale venivano riprese le varie fasi di
un'indagine archeologica, ed ancora uno dalla BBC, dal
titolo Pompei: l'ultimo giorno, dove viene descritta la vita,
seppur inventata, di alcuni personaggi realmente esistiti e
vissuti tra Pompei, Ercolano e le varie località del golfo
di Napoli: vengono narrate inoltre le vicende di Plinio in
Vecchio ed il Giovane, di due gladiatori, di una donna
incinta e di una famiglia.

Il romanzo Gli ultimi giorni di Pompei Dopo una visita a Pompei nel 1769, il compositore
Wolfgang Amadeus Mozart, rimasto estasiato dalla bel-
lezza del tempio di Iside, compose Il flauto magico[100] ;
Sia gli scavi di Pompei, che la storia dell'eruzione che ha
nel 1971 l'anfiteatro è stato utilizzato dal gruppo dei Pink
coinvolto la città, sono stati al centro di numerose opere
Floyd per un concerto senza pubblico, da cui è stato tratto
artistiche come dipinti, romanzi, mostre, film, fiction e
un film documentario dal titolo Pink Floyd a Pompei.
documentari.
In un luna park della Virginia, il Busch Gardens Wil-
Uno dei più celebri dipinti ispirati all'eruzione del Vesu-
liamsburg, è stata realizzata un'attrazione acquatica chia-
vio è Gli ultimi giorni di Pompei, dipinto fra il 1827 e il
mata Escape from Pompeii che prevede il viaggio su un
1833 dal pittore russo Karl Pavlovič Brjullov, a sua volta
battello attraverso la ricostruzione delle rovine della città
ispirato dall'omonima opera di Giovanni Pacini.
pompeiana[101] .
Tra i romanzi principali quello del 1834 di Edward
Bulwer-Lytton, intitolato Gli ultimi giorni di Pompei, uno
del 1852 scritto da Théophile Gautier ed intitolato Ar- 10 Note
ria Macerella, una serie di romanzi per bambini scritti da
Caroline Lawrence ed intitolati I misteri romani ed an- [1] Sergio Rinaldi Tufo, p.9.
cora, un altro chiamato Pompei e scritto da Robert Har-
ris nel 2003, il quale narra le vicende di un dipendente [2] Stefano Giuntoli, p.7.
dell'acquedotto del Serino: nella storia compaiono anche [3] Stefano Giuntoli, p.12.
Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane e viene fatto riferi-
mento alla piscina mirabilis di Bacoli. Riferimenti a Pom- [4] Dati visitatori, pompeiisites.org. URL consultato il 14
pei vengono fatti anche nel primo libro del Cambridge giugno 2012.
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residente a Pompei, Lucius Caecilius Iucundus, vissuto introiti dei musei (PDF), statistica.beniculturali.it. URL
durante il periodo di Nerone e Vespasiano, morto, insie- consultato il 15 novembre 2015..
12 10 NOTE

[6] Scheda dell'UNESCO, whc.unesco.org. URL consultato il [37] Anna Anguissola, p.246.
16 gennaio 2012.
[38] Fabrizio Pesando, p.143-144.
[7] Sergio Rinaldi Tufo, p.19.
[39] Fabrizio Pesando, p.50.
[8] Stefano Giuntoli, p.3.
[40] Fabrizio Pesando, p.132-133.
[9] Sergio Rinaldi Tufo, p.22.
[41] Anna Anguissola, p.245-246.
[10] Giovanni Longobardi, p.39.
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[11] News Art: Gli scavi di Pompei nella storia, Rai Edu-
cational, 11 giugno 2012. URL consultato il 19 giugno [43] Autori Vari, p.30.
2011.
[44] Autori Vari, p.28.
[12] Giovanni Longobardi, p.42.
[45] Autori Vari, p.26.
[13] Sergio Rinaldi Tufo, p.12.
[46] Fabrizio Pesando, p.53.
[14] Giovanni Longobardi, p.43.
[47] Stefano Giuntoli, p.128.
[15] Giovanni Longobardi, p.13.
[48] Stefano Giuntoli, p.18-19.
[16] Sergio Rinaldi Tufo, p.13.
[49] Filippo Coarelli, p.173.
[17] Sergio Rinaldi Tufo, p.16.
[50] Jos de Waele, p.42-44.
[18] Giovanni Longobardi, p.53-54.
[51] Pier Giovanni Guzzo, p.556.
[19] Giovanni Longobardi, p.54-55.
[52] Stefano Giuntoli, p.36-37.
[20] Giovanni Longobardi, p.71.
[53] Autori Vari, p.42.
[21] La Schola Armaturarum, ilsole24ore.com. URL consul-
[54] Il Panificio di Soterico, pompeii.org.uk. URL consultato
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[56] Stefano Giuntoli, p.60.
[23] Notizie del 2014, archemail.it. URL consultato l'8 marzo
2014. [57] Il Thermopolium della Fenice, pompeii.org.uk. URL
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[24] Le ville pompeiane, pompeiisites.org. URL consultato il
14 giugno 2012. [58] Linea Blu: Pompei - La cucina Romana, Rai Uno, 22
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[25] Fabrizio Pesando, p.164-186.
[59] L'Officina del Garum, pompeii.org.uk. URL consultato il
[26] Anna Anguissola, p.244.
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[27] Stefano Giuntoli, p.10.
[60] Filippo Coarelli, p.131.
[28] Stefano Giuntoli, p.11.
[61] Stefano Giuntoli, p.27.
[29] Fabrizio Pesando, p.153-155.
[62] Filippo Coarelli, p.136-137.
[30] La Villa di Cicerone, pompeiiinpictures.com. URL
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[64] Stefano Giuntoli, p.68.
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[32] Ritrovamento dell'Edificio dei Triclini, arsetfuror.com. [66] Arthur Crane, p.131.
URL consultato il 26 gennaio 2012.
[67] Sergio Rinaldi Tufo, p.40.
[33] Le case di Pompei, pompeiisites.org. URL consultato il 6
agosto 2012. [68] Stefano Giuntoli, p.46.

[34] Fabrizio Pesando, p.124-125. [69] Autori Vari, p.48.

[35] Fabrizio Pesando, p.113. [70] Stefano Giuntoli, p.72.

[36] Stefano Giuntoli, p.64-65. [71] Sergio Rinaldo Tufi, p.43.


13

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12 Voci correlate
• Regio I degli scavi archeologici di Pompei

• Regio II degli scavi archeologici di Pompei

• Regio III degli scavi archeologici di Pompei

• Regio IV degli scavi archeologici di Pompei

• Regio V degli scavi archeologici di Pompei

• Regio VI degli scavi archeologici di Pompei

• Regio VII degli scavi archeologici di Pompei

• Regio VIII degli scavi archeologici di Pompei

• Regio IX degli scavi archeologici di Pompei

13 Altri progetti

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archeologici di Pompei

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scavi archeologici di Pompei

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14 Collegamenti esterni
• (IT, EN) Soprintendenza Speciale per i Beni Ar-
cheologici di Napoli e Pompei - Sito ufficiale,
pompeiisites.org.
15

15 Fonti per testo e immagini; autori; licenze


15.1 Testo
• Scavi archeologici di Pompei Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Pompei?oldid=85191459 Contributori: Twi-
ce25, Laurentius, Ary29, Marcok, Carlomorino, Retaggio, Beatrice, Alfiobot, Panairjdde, MM, Cruccone, LIU, Rdocb, Luisa, Pegua,
Moroboshi, Sandr0, HAL9OOO, Fiaschi, M.violante, Cloj, Giovanni Cerretani, Kal-El, Qualc1, Accurimbono, Robyvecchio~itwiki, Sun-
Bot, CruccoBot, Jalo, Nanae, Lp, ElfQrin, Elwood, Alexander VIII, Rago, Yoruno, Rojelio, Codas, Eumolpo, Bultro, Lucas, Moloch981,
Sailko, Lucio Di Madaura, Guarracino, Syrio, Ginosal, LiljaBot, Archeologo, Davide21, Ignisdelavega, AttoRenato, Caulfield, Johnlong,
Picoterawatt, Osk, Orion21, Riccardobot, Bart ryker, Sisterold, Mess, Greatbeagle, .snoopybot., JAnDbot, Bramfab, Baroc, Elcairo, An-
gelorenzi, Frazzone, CavalloRazzo, Yerul, CommonsDelinker, John doe~itwiki, Eudigioia, MapMaster, Tirinto, Sitireali, Mentnafunan-
gann, LukeWiller, BetaBot, Xander89, Gawain78, Wento, Idioma-bot, JaloBot, Rl89, Baku, Calabash, Wisbot, Ruanda, SieBot, Tagt The
Spellcaster, Gffr, Filos96, Qwark~itwiki, Denghiù, Bjankuloski06it, Phantomas, ArcheoBot, Pracchia-78, Lo Scaligero, Ferdinando Scala,
Celsius1, Nuceria5, PiziaBot, Buggia, Telo, Demiurgo, Bottuzzu, Fullo88, No2, Ticket 2010081310004741, FixBot, Af tesnet, Discan-
to, IagaBot, Una giornata uggiosa '94, Riottoso, LinkFA-Bot, Demart81, Luckas-bot, Etrusko25, FrescoBot, VajotwoBot, Tango7174,
Lepido, ArtAttack, Er Cicero, Dome, AttoBot, Uomodis08, Suetonius, Xqbot, Io', AushulzBot, Patafisik, Carpenter aka, Lineadombra,
Guidepompei, Yahia.barie, Frigotoni, RedBot, AstaBOTh15, SuperVirtual, Azigmut, Maximo3, Tenebroso, Enryonthecloud, EmausBot,
GnuBotmarcoo, DonatoD, Taueres, Abisys.bot, Shivanarayana, Tommaso Ferrara, ChuispastonBot, ZimbuBot, WikitanvirBot, Movses-
bot, Franciesse, IlSistemone, Massimiliano Panu, Cellistbot, Wiimania86, Atarubot, Adriano.93, DeLo 99, Pirrica, Pil56-bot, Botcrux,
Non ho idea di come chiamarmi, Epìdosis, SamoaBot, Addbot, Carlomartini86, Samp1946, Euparkeria, Mariano potiblo, Calcaterra,
Ales20015122711, Massimo Candioli, Adalhard Waffe e Anonimo: 152

15.2 Immagini
• File:Ancient_Bar,_Pompeii.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6b/Ancient_Bar%2C_Pompeii.jpg Licen-
za: CC BY 2.0 Contributori: Ancient Bar, Pompei Artista originale: Daniele Florio from Rome, ITALY
• File:Brogi,_Giacomo_(1822-1881)_-_n._5042_-_Pompei_-_Strada_Stabiana.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/
commons/9/90/Brogi%2C_Giacomo_%281822-1881%29_-_n._5042_-_Pompei_-_Strada_Stabiana.jpg Licenza: Public domain
Contributori: scan Artista originale: Giacomo Brogi
• File:Casa_con_taberna_I.6.9._1.JPG Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/98/Casa_con_taberna_I.6.9._1.JPG
Licenza: CC BY-SA 3.0 Contributori: Opera propria Artista originale: Mentnafunangann
• File:Casa_di_Pansa_1.JPG Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d9/Casa_di_Pansa_1.JPG Licenza: CC BY-SA
3.0 Contributori: Opera propria Artista originale: Mentnafunangann
• File:Commons-logo.svg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/4a/Commons-logo.svg Licenza: Public domain Con-
tributori: This version created by Pumbaa, using a proper partial circle and SVG geometry features. (Former versions used to be slightly
warped.) Artista originale: SVG version was created by User:Grunt and cleaned up by 3247, based on the earlier PNG version, created by
Reidab.
• File:Exquisite-kfind.png Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f1/Exquisite-kfind.png Licenza: GPL Contributori:
www.kde-look.org Artista originale: Guppetto
• File:Flag_of_Italy.svg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/03/Flag_of_Italy.svg Licenza: Public domain Contri-
butori: There has been a long discussion on the colors of this flag. Please read the talk page before editing or reverting this image. Pantone to
RGB performed by http://www.pantone.com/pages/pantone/colorfinder.aspx Artista originale: see below
• File:Flag_of_UNESCO.svg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d0/Flag_of_UNESCO.svg Licenza: Public do-
main Contributori: Based on the previous version of Madden Artista originale: Mouagip
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Friedrich_Federer_-_Pompeji_aus_dem_S%C3%BCdosten_-_1850.jpg Licenza: Public domain Contributori: ? Artista originale: ?
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A2tre_de_Pomp%C3%A9i.JPG Licenza: CC BY-SA 3.0 Contributori: Opera propria Artista originale: Sylvhem
• File:LupaCapitolina.png Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/40/LupaCapitolina.png Licenza: CC-BY-SA-3.0
Contributori: ? Artista originale: ?
• File:Macellum_2.JPG Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/ed/Macellum_2.JPG Licenza: CC BY-SA 3.0 Contri-
butori: Opera propria Artista originale: Mentnafunangann
• File:MosaicoVerdiales.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/72/MosaicoVerdiales.jpg Licenza: Public domain
Contributori: Opera propria Artista originale: Mikimoss
• File:Plato’{}s_Academy_mosaic_from_Pompeii.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/48/Plato%27s_
Academy_mosaic_from_Pompeii.jpg Licenza: Public domain Contributori: http://www.departments.bucknell.edu/History/Carnegie/plato/
academy.html Artista originale: sconosciuto<a href='//www.wikidata.org/wiki/Q4233718' title='wikidata:Q4233718'><img alt='wikidata:
Q4233718' src='https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/ff/Wikidata-logo.svg/20px-Wikidata-logo.svg.png' wid-
th='20' height='11' srcset='https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/ff/Wikidata-logo.svg/30px-Wikidata-logo.svg.png
1.5x, https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/ff/Wikidata-logo.svg/40px-Wikidata-logo.svg.png 2x'
data-file-width='1050' data-file-height='590' /></a>
• File:Pompei-casa_del_fauno.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/38/Pompei-casa_del_fauno.jpg Licenza:
CC BY-SA 2.0 Contributori: ? Artista originale: ?
• File:Pompeii_-_Officina_di_Verecundus_-_Venus_2.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/15/Pompeii_-_
Officina_di_Verecundus_-_Venus_2.jpg Licenza: Public domain Contributori: Filippo Coarelli (ed.): Pompeji. Hirmer, München 2002,
ISBN 3-7774-9530-1, p. 88 Artista originale: WolfgangRieger
16 15 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

• File:Pompeii_-_Temple_of_Apollo.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2f/Pompeii_-_Temple_of_Apollo.


jpg Licenza: Public domain Contributori: Trasferito da en.wikipedia su Commons. Artista originale: Lord Pheasant di Wikipedia in inglese
• File:Pompeii_-_Terme_Suburbane_-_Apodyterium_-_Scene_I.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/
8/80/Pompeii_-_Terme_Suburbane_-_Apodyterium_-_Scene_I.jpg Licenza: Public domain Contributori: John R. Clarke: Ars
Erotica. Darmstadt: Primus 2009 Artista originale: sconosciuto<a href='//www.wikidata.org/wiki/Q4233718' title='wikidata:
Q4233718'><img alt='wikidata:Q4233718' src='https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/ff/Wikidata-logo.
svg/20px-Wikidata-logo.svg.png' width='20' height='11' srcset='https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/ff/
Wikidata-logo.svg/30px-Wikidata-logo.svg.png 1.5x, https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/ff/Wikidata-logo.svg/
40px-Wikidata-logo.svg.png 2x' data-file-width='1050' data-file-height='590' /></a>
• File:Pompeii_Temple_of_Venus.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c4/Pompeii_Temple_of_Venus.jpg
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• File:Pompeii_amphitheatre_interior.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/ef/Pompeii_amphitheatre_
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• File:Pompeje_forum.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0f/Pompeje_forum.jpg Licenza: CC-BY-SA-3.0
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• File:Porta_Marina_1.JPG Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/00/Porta_Marina_1.JPG Licenza: CC BY-SA 3.0
Contributori: Opera propria Artista originale: Mentnafunangann
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of_Pompeii_1834_1st_ed.jpg Licenza: Public domain Contributori: http://www.archive.org/details/lastdaysofpompei01lyttuoft Artista
originale: Lytton
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Site_logo.svg Licenza: Marchio Contributori: whc.unesco.org Artista originale: Michel Olyff
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logo.svg Licenza: Public domain Contributori: Vectorization of Image:Gfi-set01-unesco-cultural-heritage.png Artista originale: Gfi (original
PNG); Bibi Saint-Pol (SVG version)
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tributori: This is a cropped version of Image:Wikinews-logo-en.png. Artista originale: Vectorized by Simon 01:05, 2 August 2006 (UTC)
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