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IN CONCERTO | i POOH DAL VIVO


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... IN CONCERTO | i POOH DAL VIVO

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LIVE Presentazione Roby - MEDLEY ACUSTICO 12’13”

1980
INCREDIBILMENTE GIÙ (1978, Facchinetti/Negrini) - SEI TUA, SEI MIA
(1979, Battaglia/Negrini) - STAGIONE DI VENTO (1980, Facchinetti/Negrini) -
CERCAMI (1978, Facchinetti/Negrini) - CHE NE FAI DI TE (1977, Facchinetti/
D’Orazio) - COSÌ TI VORREI (1979, Facchinetti/D’Orazio) - IN SILENZIO
(1968, Facchinetti/Negrini) - ALESSANDRA (1972, Facchinetti/Negrini)

Pooh tour ‘80


Filmati tratti dallo speciale televisivo “I Pooh in concerto” (1980), ripreso durante
il Tour estivo del gruppo ed all’epoca trasmesso dalla Rai - Regia di Pino Ferrarini

L’ULTIMA NOTTE DI CACCIA (1979, Facchinetti/Negrini) 5’03”


Definita addirittura “wagneriana” da alcuni critici per la maestosità
dell’ispirazione classica di Roby, “L’ultima notte di caccia” è uno dei
pezzi più belli, complessi ed innovativi dell’intero repertorio dei Pooh.
E si avverte anche dal vivo, malgrado certe sfumature dell’arrangia-
mento nate molto spesso dal talento di Dodi (dai soli di chitarra alle
ritmiche in controtempo, realizzate senza la possibilità di farsi aiutare Questo medley, condotto tra chitarre e tamburelli con una curiosa
dai computer) si colgano di più, per solito ma non in questa ripresa che esibizione di Facchinetti al vibrafono, restituisce il sapore delle
anzi le evidenzia, ascoltando bene la versione in studio incisa su “Viva”. parentesi acustiche tipiche dei concerti dei Pooh per lunghi anni. Nello
Dove il brano, il cui testo è figlio di un’intuizione “made in Negrini”, re- specifico, qui i Pooh agiscono proprio da band, con tanto di coro
cava anche un sottotitolo (“Powha, l’indiano”) persosi poi per strada. finale allo stesso microfono di Dodi e Stefano. E questa versione della
Presenza fissa dei live dal ‘79 all’85, “L’ultima notte di caccia” ha poi band dal ’92 in poi è stato sempre più difficile vederla, avendo loro
conosciuto versioni “ampliate” con cambi di tonalità dello strumentale scelto di alternare canzoni con voci soliste anche nei momenti acustici
di chiusura (nell’88), a cappella (nel 2001) e acustiche (nel 2002), risul- dei tour. Ma il medley del Tour ’80 è intrigante anche per le canzoni
tando però curiosamente esclusa dai concerti “storici” dei 20, 25 e 40 scelte, quasi tutte andate poi scomparendo dal repertorio della band.
anni: nel 2006, ad essere precisi, venne eseguita in parte solo nel tour al “Stagione di vento”, “Che ne fai di te” e “Sei tua, sei mia” erano lati
chiuso, non nei concerti estivi poi testimoniati in audio e video. B di 45 giri di successo, e meritano ascolto soprattutto la seconda

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(testo autobiografico di Stefano, che ricorda la storia con una ragazza PIERRE (1976, Facchinetti/Negrini) 4’14”
canadese) e la terza (bel pezzo sull’amore fisico che meritava più Per vari motivi, l’album “Poohlover” del 1976 è testimoniabile in
attenzione). “Così ti vorrei” fu un piccolo “must” dei concerti seguiti Pooh Legend solo con questo brano. Ed è un peccato. Non soltanto
all’album “Viva”, per la sua scrittura molto “easy”: che poi fu il segreto perché fu il primo dei Pooh “indipendenti” post-Lucariello: soprattutto
del successo in hit parade anche di “Cercami”, che però - ci disse perché, malgrado fosse stato lanciato da “Linda”, canzone d’amore,
Roby - “fu una di quelle canzoni che non sopravvissero all’epoca in cui diede la misura della voglia e della capacità di osare di un gruppo
furono scritte. Dopo un po’ non interessavano più alla gente”. È invece giunto alla boa dei dieci anni di vita. In “Poohlover” i Pooh furono i
rimasta nel repertorio live dei Pooh “Incredibilmente giù”, uno dei pochi primi a cantare di prostitute, zingari, carcerati e incisero brani di rock
pezzi d’amore in rima baciata della storia della band, francamente uno sinfonico estremamente significativi ed ispirati. “Pierre”, qui eseguita
dei meno validi del loro repertorio: ma al gusto del “popolo dei Pooh”, nell’arrangiamento classico chitarra-violoncello-flauto-tastiere, fu la
evidentemente, non si comanda… Ascoltando questo medley, inoltre, prima canzone italiana sull’omosessualità. Con un filo di ironia, Negrini
si nota come la vocalità predominante in chiave solista sia quella di raccontò così la genesi del pezzo, nel tourbook del 1991: “Guidando
Dodi: la cui voce calda e morbida ha fatto da imprinting emotivo piano sui viali ho riconosciuto un mio ex compagno di scuola, uno di
vincente a tanti successi dei Pooh, da quelli riportati qui alla luce a quelli secchioni, che adesso è un travestito. L’ho fatto salire e siamo finiti

“Tanta voglia di lei” o “Noi due nel mondo e nell’anima”, aprendo per in un bar, a raccontarci delle cose. Sa tutto di me, di noi: ha i dischi. Gli
le sue medesime qualità anche quasi tutti i brani, come “Uomini soli”, confido che vogliamo cambiare delle cose, che racconteremo storie
le cui strofe sono state divise equamente fra le voci dei quattro Pooh diverse. Si scalda. L’Italia è un paese di ipocriti. Anche noi gente di
(ognuno dei quali, ovviamente, ai pezzi portava poi altri colori). musica possiamo fare gli impegnati fin che vuoi, ma restiamo sempre
un po’ maghi e un po’ cialtroni. Ti voglio bene, scemo: siamo gente di
scena, sia io che te. Bevine un altro, amico, o amica”.

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LIVE a frutto la passione per la tecnologia e la produzione discografica

1985
aprendo con Renato Cantele (vero “responsabile” del nuovo suono
del gruppo) il Morning Studio, prima appunto al Castello di Carimate
e poi a Milano, in quelli che erano gli studi di Caterina Caselli. E per
dodici anni il Morning, dove “Asia non Asia” venne lavorato, sarà il
riferimento italiano delle più grandi produzioni. Ma del resto, come Red
svelò nel libro “Quello che non sai”, il suo sogno è sempre stato oltre il

ASIA NON ASIA TOUR ‘85


Riprese effettuate dal vivo durante il concerto tenutosi a Milano - Montaggio
curato da Stefano D’Orazio utilizzato sinora solo a scopi promozionali

ASIA NON ASIA (1985, Facchinetti/Negrini) 5’41”


Per diversi anni i Pooh testarono dal vivo brani di Lp in lavorazione,
ed accadde anche per “Asia non Asia”, che testimonia le distanze
culturali tra Oriente e Occidente con gran bell’impatto sonoro.
Peccato semmai sia restata nelle scalette live solo due anni: ma del
resto era difficile pensarla con altri arrangiamenti
(specie l’interessante ma faticosa ritmica ideata
da Stefano stesso), e impossibile sintetizzarla successo. “Sogno che la mia casa diventi un punto di riferimento per i
in medley. Però, attenzione: il brano giovani. Per la grafica, la pittura, la musica. L’arte”. E oggi conferma:
parla del Giappone, non nacque lì. “Pensando alle difficoltà dei miei inizi e alla grande occasione avuta
Laggiù i Pooh restarono spiazzati da nell’incontrare i Pooh, ho cercato da sempre, per come ho potuto, di
un modo di vivere meccanico, e aiutare chi si avvicina alla musica credendoci, mosso da vera passione.
alla fine incisero “Asia non Asia” a Ma ho capito che da solo era difficile fare tutto, e spesso le mie forze
Carimate, ovvero… nei famosi Stone non erano sufficienti. Ecco perché, ad esempio, è nata la Fondazione
Castle Studios, da poco acquistati Q, con persone del calibro di Elvio Chiatellino e Marina Quadro, attivi
da Red insieme a Renato Cantele. da decenni nel sociale: per provare a far sì che le opportunità avute
Proprio negli anni dei “viaggi” per ieri da gente come i Pooh stessi, le abbiano pure i ragazzi di domani.
i Pooh, Canzian aveva infatti messo Quelli che meritano, in un Paese dove la meritocrazia è spesso soltanto
una parola”.
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LIVE
1987
IL COLORE DEI PENSIERI tour ‘87
Riprese effettuate il 22 Dicembre 1987 a Roma - Edite nel Vhs “Pooh - Il colore
dei pensieri Tour ‘87”(1988) - Regia in post-produzione di Stefano D’Orazio - Se-
zione fiati: Claudio Pascoli, sax / Fernando Brusco, tromba e flicorno / Amedeo
Bianchi, clarinetto

MAI DIRE MAI (1987, Battaglia/Negrini) 5’02”


BUONA FORTUNA (1981, Facchinetti/D’Orazio) 4’19”
Uno dei brani più interessanti della storia dei Pooh, “Buona fortuna”, con
il suo particolarissimo arrangiamento, e un piccolo gioiello nascosto, testimonia le mature qualità compositive di Dodi, rimase nelle scalette
“Mai dire mai”, forse sottovalutato dai Pooh stessi ma di ottimo live solo un altr’anno, “Buona fortuna” vi torna invece periodicamente:
appeal anche a distanza di anni dalla sua gestazione. Li abbiamo comunque sia, in queste versioni si possono godere meglio che altrove.
proposti in accoppiata perché sintetizzano bene l’anima rock della Tra soli strumentali e impasti polifonici, alternanza nei cantati all’interno
band, ma anche in quanto fra i più valorizzati dalla sezione fiati che dello stesso brano (andata diradandosi nei dischi successivi all’87) e
accompagnò i Pooh nei tour dell’86 e dell’87. “Mai dire mai”, pezzo piccole grandi malizie come la parte di basso usata a mo’ di assolo,
che mescola rock e melodia dentro una scrittura in più parti che bene per “chiamare” il ritmo dalla platea, lanciando “Buona fortuna”.

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LIVE
1988
OASI tour 1988
Riprese effettuate a Milano, PalaTrussardi, 2 Dicembre 1988 - Edite nel Vhs “Oasi
- Concerto live dal PalaTrussardi di Milano” (1989) - Regia di Pino Leoni - Alle
tastiere Fio Zanotti

Presentazione Dodi - NIENTE A PARTE L’AMORE (1988, Facchinetti/


Negrini) 5’55”
SENZA FRONTIERE (1988, Facchinetti/Negrini) 4’27”
Due canzoni dell’Lp “Oasi”, due canzoni per motivi diversi da
riscoprire. Anche perché, diciamolo, a volte i Pooh non hanno
saputo valorizzare a sufficienza certe belle faccende da loro scritte.
Prendiamo “Niente a parte l’amore”, canzone sentimentale ma non

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LIVE
1990
banale, con la curiosità di Roby che tocca note a lui inconsuete in
falsetto e un andamento melodico che conquista. Durante il Tour
di “Oasi” la band distribuì un “Questionario” per chiedere ai fans le
tre canzoni preferite di quel disco, e “Niente a parte l’amore” fu tra
le prescelte. Risultato? Al tour successivo, quello di “Concerto per
un’oasi”, l’unica differenza in scaletta fu l’inserimento dell’omonimo

brano strumentale per il WWF… al posto di “Niente a parte l’amore”.


MILANO, PIAZZA DEL DUOMO
Riprese effettuate il 27 Settembre 1990 in Piazza del Duomo, Milano - Edite nel
“Senza frontiere”, invece, è stato il primo brano dedicato in Italia al Vhs “Pooh in concerto - 27.9.90 Insieme per l’ambiente” (1990) - Regia di Riccar-
problema dell’apartheid, e riascoltandolo oggi possiamo dire che do Donna - Alle tastiere Emanuele Ruffinengo
Negrini vi aveva già individuato anche le quotidiane difficoltà di
convivenza della gente comune italiana con un “diverso” venuto da
lontano. I Pooh presentarono “Senza frontiere”, assieme a “Che vuoi L’ALTRA DONNA (1990, Battaglia/Negrini) 4’25”
che sia”, per lanciare in anteprima “Oasi” sulla prestigiosa ribalta di GIORNI INFINITI (1986, Facchinetti/Negrini) 5’21”
Riva del Garda: collegandosi in diretta tv su RaiUno il 17 Settembre LA LUNA HA VENT’ANNI (1990, Canzian/Negrini) 4’26”
1988 da Trento. Però anche “Senza frontiere” scomparve poi un po’ I critici non sempre sono stati teneri con i Pooh: salvo a volte ricredersi,
troppo in fretta dai concerti della band, per tornarvi solo una volta nel magari davanti ad evidenti dati di fatto. Fu quanto accadde a Cesare
1992. G. Romana, uno dei migliori giornalisti musicali italiani, al concerto di

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piazza del Duomo “Insieme per l’ambiente” del Settembre ’90. Ma
attenzione: Romana non si commosse per i sessantamila che affollavano
piazza e vie circostanti, semmai quella dichiarazione d’amore lanciata
dalla gente ai Pooh lo rafforzò in una convinzione. Che non poteva
essere un caso, il loro successo. Così spiegò: “Un concerto autoritratto,
studiato per mettere a fuoco i connotati di una vicenda creativa che
viaggia con coerenza tra romanticismo, melodia, attualità. E forse se un
pubblico certamente vasto si riconosce nei Pooh, è proprio perché sono
i Pooh a riconoscersi nella gente. Tra alti e bassi ispirativi, ovviamente:
ma sarà difficile anche ai critici più severi, al cui novero il vostro
cronista appartiene
da anni, negare che
la bravura tecnica del
quartetto, sia nell’uso
degli strumenti sia nel
canto, ha raggiunto
nel corso del tempo
un livello di perfezione
davvero non comune”.
Per parte nostra, di
questo “concerto autoritratto” di “perfezione non comune” abbiamo
scelto tre episodi, molto significativi della musica dei Pooh a cavallo tra
anni Ottanta e Novanta, quando iniziarono ad indirizzarsi verso un pop
d’autore fatto di canzoni interpretate da solisti e scritte tra cronaca complessa e originale cui Dodi stesso presta la voce in una non facile
e autobiografia. Alla cronaca, mediata con i sentimenti dell’uomo parte vocale, che merita assolutamente un’integrale riproposizione.
comune, si rifà “La luna ha vent’anni”, primo indizio di una crescita del Infine “Giorni infiniti”, giocata in piazza Duomo fra tastiere e lo “storico”
Red compositore che si sarebbe completata di lì a breve. Il brano è stato pianoforte bianco di Roby, è invece uno dei brani che a nostro avviso
proposto dai Pooh nella sua versione integrale e con l’arrangiamento meglio sintetizzano il linguaggio della band, assieme a “Buona fortuna”
pop originale solo in questo tour. All’autobiografia risponde invece o “Lettera da Berlino Est”: pop e rock, estensione melodica e ritmo,
“L’altra donna”, dal 1990 in poi sempre presente nelle scalette dei polifonie e solismi, ottimismo e sentimenti. Ed è interessante riguardarne
Pooh, anche se raramente - come invece accade qui - intera: un’esecuzione completa, come nel corso degli anni è accaduto poi
mentre trattasi di un must “made in Battaglia”, dalla partitura molto solo poche altre volte.

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LIVE
Fu una piccola svolta, questo concerto, nella storia dei Pooh. Svelando
in toto il lato ironico e guascone di D’Orazio, i Pooh ripassavano la
loro storia senza celebrarsi, ma prendendosi anche un poco in giro.

1991
Fra ampi monologhi autoironici quasi teatrali - firmati da Stefano,
appunto - e una girandola di cambi d’abito permessa dalla memoria
storica… delle mamme dei Pooh. E dai loro guardaroba, custodi dei
più improbabili vestiti usati dalla band per lanciare questo o quel disco.
Dei vestiti però è meglio tacere: meglio focalizzarsi sulle canzoni. “Vieni
fuori”, primo disco del gruppo (con nessun Pooh del 1991 in formazione),
riscoperta nel festeggiare i vent’anni; “Lettera da Berlino Est”, piccolo-
grande capolavoro di rock melodico con squarci di umanità molto
POOH 25 LA NOSTRA STORIA belli nel testo, dedicato a un muro caduto poco dopo la sua scrittura;

tour teatrale 1991 “Se c’è un posto nel tuo cuore”, col suo arrangiamento di grande
Riprese al Teatro Ponchielli di Cremona - Edite nel doppio Vhs “Pooh 25 La nostra appeal e modernità firmato Dodi, il primo brano con D’Orazio solista
storia - Tour teatrale 1991” (1991) - Regia di Riccardo Donna nella storia dei Pooh; “Città di donne”, ovvero i Pooh che cantano…

VIENI FUORI (Keep on running) (1965, Edwards/testo italiano Negrini, cover il sesso. Giusto a ribadire che per conoscere tutte le sfumature di un
incisa dai Pooh nel 1966) 2’29” artista non sono sempre sufficienti le canzoni più famose: questa, Red
LETTERA DA BERLINO EST (1983, Facchinetti-Canzian/D’Orazio) 2’43” la definì nella segreteria telefonica con cui la band teneva all’epoca i
SE C’È UN POSTO NEL TUO CUORE (1985, Canzian/D’Orazio) 2’22” contatti con i fans “una canzone fuori dai nostri schemi, una canzone
CITTÀ DI DONNE (1987, Canzian/Negrini) 4’31” sexy”. Appunto.

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LIVE vedevo in Red, Roby e Dodi, incerti come mai sul futuro. Perché chi

1991
ama la musica, chi vive di musica, in realtà non sa farne a meno, non
immagina neppure che possa finire. Anche se è un lavoro “strano”,
anche se a volte quando si spengono le luci del palco il successo non
basta, per vivere la vita di ogni giorno. “…In concerto” canta tutto
questo in modo coraggioso, struggente, sincero. Quasi un messaggio
in bottiglia, dai Pooh al “popolo dei Pooh”.

TOUR ESTIVO ‘91


Riprese effettuate a Pisa l’11 Settembre 1991 - Trasmesse in televisione da Me-
diaset il 25 Settembre dello stesso anno (“I Pooh in concerto - 25 anni di canzo-
ni”) - Regia di Egidio Romio

…IN CONCERTO (1979, Facchinetti/Negrini) 2’24”


Sono numerosi, i pezzi dedicati dai Pooh alla loro vita in musica: da CI PENSERÒ DOMANI (1978, Battaglia/Negrini) 1’57”
“Rock’n’roll” a “Siamo ancora sulla strada”, fino alla recente “Questo Se Negrini non avesse scelto in tempi lontani di fuggire dalla stampa,
sono io”. “…In concerto” è uno dei più belli e noti, ed anche uno gli avremmo volentieri chiesto quali chiavi emotive vengano smosse
dei più “veri”: perché segnala che non tutto è rose e fiori, anche in in lui dalla musica di Dodi che evidentemente, oltre a possedere
un’avventura di successo come quella dei Pooh. Nel libro “I Beatles profondità armonica e fascino melodico, è intessuta di una sua
italiani si chiamano Pooh” del 1983, la band stessa spiegò perché il particolarissima capacità evocativa. Perché, se ci si fa caso, è quasi
primo verso del brano dice che la musica è “uno strano lavoro”. sempre su composizioni di Battaglia che Valerio sfoga la propria
“Perché tutti credono che sia facile e invece è massacrante. Sacrifici straordinaria capacità di scrivere vere e proprie sceneggiature in
su sacrifici, a non finire: devi trascurare tutto, gli amici, i divertimenti… musica. Faccende tipo “L’altra donna” o “Una donna normale”,
Ma poi hai questi risultati che ti ripagano di tutto”. E a chi scrive viene “Padre a vent’anni” o “Isabel”, “Due donne” o “Comuni desideri”,
in mente l’anno 2009, l’addio di Stefano, la rabbia e la tristezza che “Vienna” od “Orient Express”: storie e panorami, oggetti e persone che

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LIVE
1992
IL CIELO è BLU SOPRA LE NUVOLE - TOUR ‘92
Riprese al Forum di Assago, Milano, nell’autunno/inverno 1992 - Montaggio
curato da Stefano D’Orazio utilizzato sinora solo a scopi promozionali

si susseguono descritti da punti di vista cinematografici, facendo via via


ricostruire all’ascoltatore un piccolo film, ricco di dettagli, di vite vissute.
E di questo tipo di scrittura “poohika” è esempio sommo la maiuscola STARE SENZA DI TE (1992, Canzian/D’Orazio) 5’32”
“Ci penserò domani”, delicata e misurata anche nei crescendi, qui L’inizio di un amore raccontato con l’onestà di svelare la contemporanea
proposta in fascinosa versione acustica. sofferenza per la fine di un altro amore. Red qui canta di sé, e “Stare
senza di te” è il primo capitolo di una serie di brani molto autobiografici
Presentazione Stefano - VIVA (strumentale) (1979, Facchinetti) 4’50” in cui Canzian adopera le parole di D’Orazio per sfogare un momento
Ad essere schietti, dei tanti strumentali “made in Facchinetti” non insieme doloroso e bellissimo della propria vita. Ma probabilmente è
indicheremmo “Viva” come il più riuscito. Però è senz’altro uno dei stato anche per il non voler nascondere l’autobiografismo di pezzi
più efficaci dal vivo, uno dei più amati dalla gente, e col tempo è come questi, che da qualche tempo a questa parte i Pooh hanno visto
diventata una “firma” dei Pooh live. Petardi compresi. Praticamente, aumentare la stima della gente nei loro confronti. Sono uomini come
“Viva” è in quasi tutti i concerti della band ripresi dalle telecamere: noi, e cantano storie che possono essere di tutti senza nascondersi.
questa versione è però molto più efficace di tante altre, per vigoria e Certo, fu dura mettere su disco una vicenda vera ma personalmente
anche perché mostra cosa significhi, per i Pooh, fare spettacolo oltre la drammatica: tanto che Chiara, figlia di Red e della sua compagna
musica. Fra pedane e fumogeni. di allora, Delia, non ha voluto ascoltare “Stare senza di te” per molti

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anni. In compenso, pochi forse lo sanno, anche Chiara quando ha
deciso che la sua strada era la musica ha cantato… la stessa storia:
dal suo punto di vista di bambina che vedeva finire l’amore dei suoi
genitori, e allora non capiva certo necessità e onestà interiore di certe
scelte, sempre comunque preferibili all’ipocrisia. La canzone di Chiara
si intitola “Novembre ‘96” ed è l’altro punto di vista di “Stare senza di
te”, un caso più unico che raro nella storia della canzone.

IN ITALIA SI PUÒ (1992, Facchinetti-Zanotti/Negrini) 7’06”


Erano i tempi di Tangentopoli: anche se quando Negrini scrisse il testo
di “In Italia si può”, non tutto il marcio era già venuto fuori. Comunque,
la canzone parla di ciò e di tanto altro: con ironia, in modo “pop”, ma
senza risparmiare alcun italico vizio. Dalla malasanità ad una tv che
stava degenerando nel voyeurismo. In tour i Pooh si divertirono molto
a rendere la canzone un circo equestre di satira vivente, con il fattivo
contributo dei loro tecnici e collaboratori storici, da Dumbo a C2. E
questo filmato, praticamente inedito, testimonia un altro “lato B” della
band, anch’esso poi mai più ripreso ma senz’altro da ricordare: con
tanto di citazioni di “‘O sole mio” e dell’Inno di Mameli.

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LIVE
1994

e Dodi a dare sfogo, con la sua particola-


rissima timbrica e le emozioni interpretative di cui è capace, alla
profondità emotiva della composizione di Roby.

TOURNÉE ACUSTICA
Riprese effettuate dal vivo a Cologna Veneta (Verona) nell’estate ’94 - Edite
nel Vhs “Un anno di Pooh” (1995) - Regia di Riccardo Donna - Fiati Piero Vallero

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LIVE LA RAGAZZA CON GLI OCCHI DI SOLE (1988, Battaglia/D’Orazio) 2’20”
1976: Stefano canta per la prima volta una strofa da solista con i Pooh

1994
(“Fare, sfare, dire, indovinare”). 1985: Stefano canta per la prima volta
una canzone intera da solista con i Pooh (“Se c’è un posto nel tuo
cuore”). Anche se in quel brano i colleghi un po’ lo aiutavano: nel
coro del ritornello. 1988: Stefano canta per la prima volta una canzone
dei Pooh intera, e stavolta completamente da solo. Quella canzone è
“La ragazza con gli occhi di sole”, una storia vera dell’adolescenza di

MUSICADENTRO IN TOUR D’Orazio: “Anche se il treno in realtà era un tram…” E con “La ragazza
Riprese effettuate dal vivo durante il tour teatrale dell’autunno/inverno ‘94 - con gli occhi di sole” si verifica anche un evento: un’importante
Edite nel Vhs “Un anno di Pooh” (1995) - Regia di Riccardo Donna apparizione tv della band con D’Orazio solista. Accade al “Disco per
l’Estate” del Settembre ‘89 a Riva del Garda: premiazione per i successi
dell’antologia “Un altro… pensiero” e del maxi-singolo “Concerto
per un’oasi”, e Pooh con un “frontman” inatteso. Qui la versione del
brano (poi un po’ dimenticato nei live dei Pooh) è quella con D’Orazio
ancora più protagonista: la versione cioè acustica, ripresa in teatro dal
tour “Acustica” - appunto - dell’estate precedente, con il vibrafono a
fare le veci della chitarra solista. Giusto per testimoniare un poco di più
le intuizioni musicali di quella magnifica tournée.

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LIVE comunque un altro mestiere duro. Quasi come il far canzoni… Fra

1995
il 4 e il 14 dicembre 1995 per la band erano previsti: 5 conferenze
stampa; 9 ore di collegamenti telefonici con le radio; 4 incontri con
studenti in scuole di vario grado; otto incontri con gente comune,
militari, ricercatori, case Telethon; 6 ore di prove per i concerti; venti
ore di concerto. Il tutto viaggiando fra Genova, Palermo, Agrigento,
Messina, Palmi, Cittanova, Bari, Roma e Gioia del Colle. Città da cui

IN CONCERTO PER TELETHON i Pooh, non contenti, sono poi partiti in treno per altri due giorni di
Riprese di proprietà della band, effettuate dal vivo l’11 Dicembre 1995 in piazza viaggio tra Foggia, Pescara, Ferrara, Treviso, Genova, Livorno e Roma:
del Duomo a Messina per Telethon (maratona benefica trasmessa dalla Rai) con “appena” 12 ore di concerti/esibizioni tv in 48 ore esatte trascorse
sul treno Telethon. Insomma, un’esperienza “soft”… Da cui abbiamo
estratto un bel live, molto “suonato”, de “Le canzoni di domani”, brano
non fortunatissimo di un Cd ondivago, che merita però un riascolto:
LE CANZONI DI DOMANI (1994, Facchinetti/Negrini) 4’51” perché la musica di cui si canta qui è solo un pretesto. La canzone è
Entrati in possesso di un documento molto interessante, intitolato un grido a spronare l’intera Italia a rimboccarsi le maniche, ad uscire
“Telethon 1995 - Piano lavoro Pooh”, abbiamo deciso di svelarne qui dal degrado morale di Tangentopoli. E forse neanche i Pooh l’hanno
i contenuti. Giusto per dimostrare che fare solidarietà, pur se lungi mai detto esplicitamente, che “Le canzoni di domani” è una canzone
dall’essere eroico come gli stessi Pooh sottolineano con pudore, è politica.

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(“Parsifal”), storia come passato remoto (“Inca”, “L’aquila e il falco”),
storia come passato recente. La nascita di “Lindbergh” la racconta

LIVE
bene Sandro Neri nel volume “La grande storia” (2005): “Red porta un
nastro con uno strumentale dove tastiere e basso sembrano comporre
un unico suono, un’aura vaporosa e suggestiva che Roby sviluppa

2006
in una mini-suite. Quanto serve a Valerio per raccontare la storica
impresa di Charles Lindbergh, l’aviatore americano che nel 1927 portò
a termine la prima traversata dell’Atlantico”. E che fu ribattezzato “Il
ragazzo del cielo”, aggiungiamo noi, perché all’epoca aveva appena
25 anni. La riproposta di questo brano ebbe tanto successo che rimase
in scaletta anche per il tour successivo, quello di “Beat ReGeneration”.

CINQUANTA PRIMAVERE (1992, Battaglia/D’Orazio) 2’26”


Ormai punto di riferimento del catalogo dei Pooh, “Cinquanta
primavere” gode di una scrittura delicata e pudica, che emoziona: ed
esemplifica bene l’apporto compositivo di Dodi (qui anche decisivo
nell’arrangiamento) al gruppo. Inoltre, pur avendo un testo personale,
“Cinquanta primavere” è tanto personale... che diventa universale. Un
po’ perché raccontando l’amore tra suo padre e sua madre D’Orazio
sottolinea anche i valori che gli hanno insegnato. E sono valori condivisi
con gli altri, come ci disse in un’intervista: “Abbiamo avuto educazioni
simili, e cose come onestà reciproca e capacità di ascoltarsi sono
state fondamentali anche nel rapporto di amicizia fra noi Pooh”.
Ma “Cinquanta primavere” diventa universale soprattutto quando si
POOH 40 - LA GRANDE FESTA trasforma in emozione sul palco, ed ognuno può calarla nella propria
Riprese effettuate dal vivo a Padova, Prato della Valle, il 22 Settembre 2006 -
Edite in versione integrale nel Dvd “Noi con voi - Live Tour 2006” (2007) - Regia esperienza privata di figlio o genitore. Si dice che Stefano abbia pianto,
di Claudio Asquini incidendola. Chissà. Sicuramente ha pianto diverse volte cantandola,
anche in tv. Perché è una storia vera, di persone vere, di figure
Presentazione Red - IL RAGAZZO DEL CIELO (LINDBERGH) (1978, indispensabili anche nei loro silenzi. Lei “coi capelli bianchi”, lui “con gli
Facchinetti-Canzian/Negrini) 7’25” occhiali nuovi”, loro che poi se ne andarono nello spazio di pochi mesi:
Il concerto dei 40 anni, lunghissimo, permise ai Pooh di rispolverare brani il padre per primo, proprio alla vigilia di un Telethon. Lo apprendemmo
fondamentali della loro storia, accantonati però da tempo. Fra questi da giornalisti pochi istanti prima della conferenza stampa della
figurava “Lindbergh”, presenza pressoché fissa nei loro tour fino agli maratona benefica, cui comunque i Pooh si presentarono tutti quanti.
inizi degli anni Ottanta, brano che si iscrive a buon diritto in quel filone Stefano compreso. E anche quello fu, in fondo, un omaggio ai valori
“poohiko” di pop-rock sinfonico legato alla storia. Storia come mito trasmessigli dai genitori.
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LIVE
2009 Ma “La mia donna” è decisiva pure nell’ampliare il repertorio dei Pooh
dal vivo, grazie anche all’assolo di chitarra finale che nel live emerge
in tutta la sua bellezza. Fra “rispetto, tecnica ed inventiva”, che Dodi
definisce gli elementi fondamentali nell’interpretazione virtuosistica di
uno spartito. Nel concerto d’addio di D’Orazio “La mia donna” tornò
in scaletta dopo diversi anni, nei quali al più era stata citata in taluni

ANCORA UNA NOTTE INSIEME medley. E forse pochi sanno che

pooh tour 2009 questo capolavoro nacque solo


Riprese effettuate al Forum di Assago, Milano, il 28 e 30 Settembre 2009 - Edite alla fine della lavorazione di
nel doppio Dvd “Ancora una notte insieme - L’ultimo concerto” (2010) - Regia “Aloha”, quando i Pooh si resero
di Claudio Asquini
conto che mancava al disco
una grande canzone d’amore:
Roby la compose in una notte,
LA MIA DONNA (1984, Facchinetti/Negrini) 6’13” alle Hawaii, e in poche ore
Brano importante nella storia della band per almeno due motivi. Valerio ne scrisse il testo.
Innanzitutto è la prima canzone con strofe alternate fra i quattro Pooh
che diventa un classico del gruppo (più di “Buona fortuna”), aprendo
così la strada ad altri pezzi pensati allo stesso modo: una novità per l’Italia. UOMINI SOLI (1990, Facchinetti/Negrini) 4’28”
Di questo brano si sa tutto: forse allora vale la pena collegarlo ad un
aneddoto molto interessante che solo chi era presente quella sera può
conoscere. Siamo a Milano, è il 27 maggio 1999, tournée di “Un posto
felice”, primo bis. A metà del primo refrain, blackout sul palco. I Pooh
restano al buio e senza amplificazione. Ma “Uomini soli” continua: è la
gente a cantarne la strofa di D’Orazio e il secondo ritornello. E i Pooh,
commossi, a guardarsi restituire in modo inatteso un po’ delle tante
emozioni evidentemente regalate nel tempo a migliaia di persone. A
quella gente perbene che alla musica chiede solo di alleggerire la
fatica di ogni giorno, al cosiddetto… “popolo dei Pooh”.

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BIS
2002 Quando uscì la compilation “Best of the best”, nel 2001, “Figli” fu
subito il brano più apprezzato dei tre inediti che la completavano.
Ma non si seppe immediatamente, che era una canzone destinata
a ispessire la rilettura “poohika” del “Pinocchio” di Collodi. Si seppe in
tour, quando Roby la presentò parlando proprio del nuovo progetto
della band, il sogno di un musical. Per poi cantare “Figli”, come
mostrano queste riprese, al suo pianoforte bianco: accompagnato da
violoncello, flauto e tastiere. Il pianoforte bianco è un classico di Roby
dal vivo, fors’anche il prolungamento della sua anima in brani cui dà
connotazioni di preziosità particolare. E magari in futuro avrà preziosità
particolare anche il pianoforte bianco: giacché nel 2011 Roby è stato
l’unico italiano ad acquistare lo Steinway realizzato per i 70 anni di John
Lennon, ricalcando le caratteristiche dello strumento
su cui l’ex Beatle compose “Imagine”. Dei 100
pianoforti prodotti in quattro misure e venduti
nel mondo come “Imagine Series” (con
ricavato anche a scopi benefici), a casa
Facchinetti è finito il numero 2 della
misura centosettanta. Chissà, forse
dal tour
vi nascerà sopra… la “Imagine”
BEST OF THE BEST dei Pooh! Curiosità, tornando a
Clip live mai pubblicato sinora
realizzato con riprese e registra- “Figli” e “Pinocchio”: nel tour del
zioni effettuate durante il Tour 2002 i Pooh presentarono anche
“Best of the best - La tournée
un altro brano del musical, “C’era
dei grandi successi”, 2002 - Re-
gia Stefano D’Orazio una volta”: in versione strumentale
a introduzione di “Parsifal” e ad
FIGLI essa legata come suoni, quasi da
(2001, Facchinetti/Negrini) 4’59” opera rock.

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con la registrazione audio per il primo album dal vivo dei Pooh. E proprio
per l’importanza di questo medley nella vicenda della band, si è deciso

BIS
di proporlo come “ultimo bis” nella nostra carrellata di immagini live dei
Pooh. Anche se, ovviamente, del gruppo testimonia solo le hit di un

1981
certo periodo, il primissimo. La cover “Quello che non sai” che per prima
diede un’idea delle potenzialità vocali dei Pooh, il 45 giri “In silenzio/
Piccola Katy”, l’approdo al primo posto dell’hit parade con “Tanta
voglia di lei”, la consacrazione con “Pensiero”, l’azzardo - anche nei
suoni - ancora premiato di “Noi due nel mondo e nell’anima/Nascerò
con te”, 45 giri con due lati A. In tutto, queste canzoni messe insieme

MEDLEY PALASPORT
Filmato tratto dallo special televisivo “Palasport”, ripreso al Palalido di Milano
durante la tournée invernale del Novembre/Dicembre 1981 e andato in onda il
16 maggio 1982 sul terzo canale Rai - A cura di Vittorio Salvetti

MEDLEY PALASPORT 15’40”


BANDA NEL VENTO (1981, Facchinetti/Negrini) - QUELLO CHE NON
SAI (Rag doll) (1964, Crewe/testo italiano Negrini-De Simone, cover incisa dai
Pooh nel 1966) - PICCOLA KATY (1968, Facchinetti/Negrini) - IN SILENZIO hanno passato 17 mesi nelle classifiche. E “Banda nel vento” le unisce
(1968, Facchinetti/Negrini) - TANTA VOGLIA DI LEI (1971, Facchinetti/ col filo rosso dei ricordi di una vita in musica, “riavvolgendo il nastro”
Negrini) - PENSIERO (1971, Facchinetti/Negrini) - NOI DUE NEL MONDO senza dimenticarsi di Riccardo Fogli né, appunto, della “prima volta di
E NELL’ANIMA (1972, Facchinetti/Negrini) - NASCERÒ CON TE (1972, hit parade”. In questo medley si apprezza bene (anche visivamente) la
Facchinetti/Negrini) - BANDA NEL VENTO (ripresa) (1981, Facchinetti/ forza fisica dei Pooh primi anni Ottanta dal vivo: e pure gli arrangiamenti
Negrini) di questi classici, quasi tutti incisi originariamente con l’orchestra, sono
qui muscolosi. Anche a scapito di qualche raffinatezza che si apprezza
Non si stupisca il “popolo dei Pooh”, se quello che vedrà e sentirà nel meglio, ovviamente, quando l’orchestra c’è. Come accadeva nelle
Dvd è esattamente quello che si ascolta nell’Lp “Palasport”. I mezzi incisioni originali, figlie di un periodo - fine anni 60, primi anni 70 -
tecnici dell’epoca erano quelli che erano, e dunque la ripresa video decisivo per la band: un periodo in cui soprattutto l’originalità creativa
per lo special di Salvetti, ideatore del “Festivalbar”, andò di pari passo di Facchinetti, autore di quasi tutti i singoli del gruppo e già allora

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capace di trasportare nel pop-rock e in brani
di impatto popolare i propri studi musicali
colti e la nostra tradizione operistica, aveva
segnato il percorso di un linguaggio davvero
“poohiko”. Con alcune punte su tutte, che
si stagliano anche in questa riproposizione
dell’81: “Pensiero” (nata dall’esigenza di
valorizzare le capacità polifoniche di una
band inusuale in cui tutti cantavano,
e pensata proprio a questo scopo
da Roby, anche se pochi lo sanno),
“Noi due nel mondo e nell’anima”
(compositivamente ispirata dal movimento
che la introduce, poi sviluppato da Roby però volutamente
“all’inglese” e non “alla francese” o “all’italiana”, per avvicinare i Pooh
al mondo anglofono di riferimento del pop mondiale) e “Tanta voglia
di lei” (che anche grazie alla genialità poetica di Valerio fu il primo vero
successo dei Pooh, quello che li catapultò davanti al grande pubblico
con 900mila copie vendute). Ma non vogliamo dimenticare un paio
di aneddoti che meritano di essere segnalati, su questi capolavori del
primo periodo “made in Facchinetti/Negrini” che segnò la strada dei
Pooh. Di “Tanta voglia di lei” Dodi ha ricordato sorridendo: “La cantai
io per volere di Lucariello; qualcuno sostiene che sarebbe diventata
un successo anche se a cantarla fosse stato il cameriere, ma manca
la riprova…” Curiosa invece la vicenda di “In silenzio” e “Piccola Katy”.
Come lato A del 45 giri era stato scelto “In silenzio”, ma già le recensioni
dell’epoca avevano qualcosa da ridire. Citiamo testualmente una di
esse: “Il brano del lato A è melodico, caramelloso, forse più adatto a un
Morandi che a un complesso. In “Piccola Katy” invece riconosciamo
uno stile personale dei Pooh”. La cosa curiosa è che Dodi pensò cose
simili, ascoltando quel disco: “Per me “In silenzio” è un gran pezzo. Ma
quando lo sentii per la prima volta non facevo ancora parte dei Pooh,
ed ero convinto lo cantasse proprio Morandi… Comunque, è stato per
“Piccola Katy” che quello fu il primo disco dei Pooh che ho comprato”.
I successivi dischi dei Pooh, invece, Dodi li ha suonati.
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... IN CONCERTO | i Pooh dal vivo

Progetto ideato e curato da ANDREA PEDRINELLI


Produzione e realizzazione ROBY FACCHINETTI - DODI BATTAGLIA - RED CANZIAN
Distribuito da ARTIST FIRST
Artwork FLORA SALA_STUDIO ANASTASIA
Editing video e montaggio Rocco Bernini e Michele Macrì per Nexus Network
Mastering audio Attilio Casati
Authoring Dvd Marco Uberti per On Air, Milano

Si ringrazia Claudio Asquini - Renato Cantele - il mitico Dumbo - Andrea Fortis - Carolina
Mari - Mila Ortiz - Teresa Sartori - Mauro Sassi

Le fotografie contenute nella presente opera sono di proprietà della band.


Oggetti e memorabilia qui fotografati provengono dall’archivio personale dell’autore.
I materiali di pagina 53 sono di proprietà dello storico-collezionista Maurizio Pilenga, autore
della prima mostra ufficiale sulla storia dei Pooh, che ringraziamo per la collaborazione.

I materiali video contenuti nel Dvd sono di proprietà Tamata. Per gli edit audio del Dvd
sono stati utilizzati i seguenti brani: Amore e dintorni (1986, Canzian/Negrini), È vero (1983,
Facchinetti/Negrini). La musica del menu del Dvd è lo strumentale “Concerto per un’oasi”
(1989, Facchinetti).

Avvertenza: i filmati originali di “Pooh Tour ‘80”, “Il colore dei pensieri Tour ‘87”, “In Italia si
può” non corrispondevano in alcune loro parti agli standard qualitativi audio e video in
uso oggi. Sono stati lavorati e restaurati con le migliori tecnologie a disposizione al fine di
pubblicarli anche a prescindere da qualche difetto residuo: per completezza dell’opera e
sicuri di assecondare così il desiderio degli appassionati.

Le “leggende” sono difficili da costruire e quando questo avviene il merito è di tutti coloro
che hanno combattuto per tracciarne il solco. Grazie perciò a tutti i tecnici, musicisti,
arrangiatori, produttori, manager e amici che ci hanno accompagnato nel tempo,
e soprattutto grazie alle due persone da tanti anni a noi più vicine, importantissime nel
coordinamento del nostro lavoro: Antonella Spotti e Simona Zangrandi.
Grazie a Marco Nuzzi che ha lasciato tante tracce del lavoro svolto per noi.
E soprattutto grazie a Stefano D’Orazio, che oltre ad essere stato insieme a noi l’artefice
della “leggenda”, è stato anche l’ideatore e il regista di molti filmati qui contenuti.

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